Uno sguardo a… Kedgeree

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Conan Doyle… The dancing man

Conan Doyle… Il mastino di Baskerville

Conan Doyle… tra Sherlock Holmes e Spiritismo

Gente di Edimburgo… SIR ARTHUR CONAN DOYLE

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Uno sguardo a Edimburgo… a tutto kilt

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Uno sguardo a Edimburgo… Old Town

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Uno sguardo a… EDIMBURGO

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Altra nebbia sul caso Borsellino… non è ancora ora della verità?

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19 luglio 1992. E’ la mattina dopo il massacro. L’ufficio di Paolo Borsellino, al secondo piano del palazzo di giustizia, è ancora con i sigilli. Sono i figli Lucia a e Manfredi Borsellino che insieme alla polizia li rimuovono e scoprono che i cassetti di Giovanni Falcone sono stati manomessi, svuotati. «Nostro padre era ordinatissimo. Era chiaro che qualcuno aveva messo le mani in quella stanza. Non c’erano carte, fascicoli, interrogatori legati alle inchieste sulle quali lui lavorava. E nessun appunto importante su Capaci», così i figli di Borsellino.  Nebbia su nebbia, documenti che come al solito, quando si parla di mafia, scompaiono. Sono come tanti testimoni che non ricordano e se ricordano poi cambiano versione. I figli lo dissero alla madre e fu Agnese che lo rivelò al suo giornalista “confidente” Sandro Ruotolo, chiedendogli però di non farne cenno, attendere gli sviluppi giudiziari. Un «patto» che Ruotolo ha tenuto fermo fino al 5 maggio quando, deceduta dopo lunga malattia la signora Agnese, ha chiesto ai figli di essere svincolato dall’intesa e di potere raccontare l’amarezza e la rabbia della madre.

Piovono uova sulla Gelmini

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La Gelmini a Massa per sostenere il candidato a sindaco del Pdl Stefano Caruso e… piovono uova. In Italia c’è il maltempo, ma a Massa c’è la contestazione a Maria Stella Gelmini e a farne le spese sono i poliziotti e i carabinieri che proteggevano l’ex ministro. Sono un gruppo di studenti contestatori  che hanno tentato di superare il cordolo della sicurezza. E’ nato così uno scontro con le forze dell’ordine e qualche spintone di troppo, un carabiniere lievemente ferito.

Gli studenti durante la loro protesta hanno mostrato cartelloni dove l’ex ministro è dipinta con l’aureola come una santa e con scritto ‘beata ignoranza’. In un altro cartello si leggeva: ”Trentamila supplenti licenziati in un anno” e ”diecimilaseicento classi e novantamila cattedre in meno

La borsa di Preiti

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Stasera il Tg5 ha mostrato il contenuto della borsa di Luigi Preiti, l’uomo che  ha sparato a due carabinieri davanti a Palazzo Chigi. Cosa c’è in questa borsa? Oltre alla pistola usata per l’attentato, una scatola con 9 cartucce, un kit per la manutenzione dell’arma,  una cartina del centro di Roma per turisti, una bottiglietta d’acqua, un cambio di biancheria intima, oltre ai panni sporchi, una punta di trapano e un’altra decina di scovolini, alcuni usati e altri no. Come mai un manovale ha un kit di manutenzione per l’arma? Come mai ha ben 9 cartucce? E poi gli scovolini, alcuni usati e altri no? Davvero è stato solo un gesto di follia? Davvero si può credere che un uomo qualsiasi riesce a sparare al collo tra il casco e il giubbotto antiproiettile senza essere un professionista o una persona che ha già un’esperienza di armi? Chi è Luigi Preiti?

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Amnesty denuncia: in Italia si stanno erodendo i diritti umani!

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Il rapporto 2013 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo fa emergere un quadro sconfortante sulla situazione Italiana: “Una progressiva erosione dei diritti umani, ritardi e vuoti legislativi non colmati, violazioni costanti e forse in aumento”. Quello che non viene risparmiato da critiche è la politica italiana da critiche,  che registra nel 2012 “una situazione con molte ombre”: dalla violenza contro le donne al mancato inserimento del reato di tortura nel codice penale fino al nuovo accordo per il controllo dell’immigrazione sottoscritto con la Libia che, secondo il presidente della sezione italia, Antonio Marchesi, “rischia di mettere a repentaglio la vita e l’incolumità di migranti e richiedenti asilo”. Ecco allora che Amnesty chiede la “sospensione” di un accordo che, secondo l’Ong, è stata oltretutto siglato “senza trasparenza”. Oltre a questo, nello stesso anno le condizioni dei Cie “sono state ben al di sotto degli standard internazionali” e “le tutele legali per il rimpatrio dei migranti irregolari sono state violate in molte occasioni”. Altri due punti messi in evidenza sono poi la presenza del reato di clandestinità e le “continue violazioni” dei diritti dei rom, che hanno reso contraddittorio il governo  Monti, che ha sì approvato la `Strategia nazionale d’inclusione dei rom´ ma, contemporaneamente, ha presentato il ricorso contro il Consiglio di Stato che dichiarava illegittima la cosiddetta “emergenza nomadi” in vigore dal 2008: la Cassazione ha confermato il verdetto del Consiglio di Stato ma, nel frattempo, si è continuato ad applicare il “Piano nomadi”, con sgomberi forzati e trasportando i rom “in campi segregati”. Ma si parla anche di omofobia, dell’aumento di casi di violenza contro le donne e degli “ostacoli incontrati da chi chiede giustizia per coloro che sono morti mentre si trovavano nelle mani di agenti dello Stato o sono stati torturati o maltrattati in custodia”. Ecco allora che viene rilanciato il “pacchetto riforme” in 10 punti per i diritti umani in Italia, con l’obbiettivo di eliminare le criticità emerse e che era già stato proposto da Amnesty a tutti i candidati alle ultime elezioni. All’epoca tutti avevano apposto la propria firma ma ora “è arrivato il momento di mantenere le promesse. Non regge l’alibi della crisi, né quello della presunta limitazione dell’agenda del governo”.

Oggi come ieri: a Servizio Pubblico si parla della strage di Capaci

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Inizia con la canzone Io non ho paura Servizio Pubblico, ed un ricordo a Don Andrea Gallo, che probabilmente è in Paradiso perchè “io sto con gli ultimi”. Ma sicuramente tutti lo staranno osservando con curiosità, perchè “di preti in Paradiso se ne vedono pochi”.  Subito dopo, si entra nel vivo con Walter Veltroni parla del suo libro “E se domani” e viene facile il collegamento con gli anni delle stragi: il ’92 ed il ’93. Anche allora il sistema democratico era in crisi e se qualcuno provava a “spostare” il potere verso sinistra qualcuno interveniva per “destabilizzare” in modo da mantenere l’assetto che c’era. Ma si può tornare anche gli anni ’64 e ’69, pensare a Moro e poi fare un salto al recente attentato a Palazzo Chigi il giorno dell’insediamento. 500 kg di tritolo sullla strada di Capaci: Riina fa dietro front prima di far uccidere Falcone a Roma. Perchè un simile scelta? Veltroni spiega che la mafia ha sempre avuto un rapporto con la politica, in particolar modo con la Democrazia Cristiana legata ad Andreotti che fino a quel momento l’aveva tutelata ma, con l’avanzata del giudice sempre più potente, questo “patto” veniva interrotto: serviva messaggio forte quindi, un attentato come non se n’erano mai visti.

In tutto questo, la mente corre rapida anche a Paolo Borsellino: che fine ha fatto l’agenda rossa del giudice? Non solo, la moglie Agnese avrebbe anche confidato che il giorno dopo, quando l’ufficio della vittima era già stato sigillato, alla riapertura i cassetti erano vuoti. Quanto resta ancora immerso nel silenzio? Perchè i pentiti della mafia hanno parlato ma, nonostante l’indagine sulla trattativa Stato-Mafia, i politici non l’hanno fatto. Ma se questa è la posizione di Travaglio, Vespa è dell’idea che lo Stato non tratta con la mafia come non ha fatto con il terrorismo. Anche Veltroni però è dell’idea che una trattativa ci sia stata, prova ne sarebbe la sparizione dei documenti. Serve capire allora chi sia stato a dirigere: chi è stato il regista? “Che qualcuno in questo Paese abbia costantemente depistato o costruito”, quindi, sembra chiaro.

Polizia e studenti è caos a Bologna

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Su Twitter un utente “Infoaut” pubblica questa foto.

Gli studenti del Cua (collettivo universitario autonomo) avevano organizzato un assemblea a Bologna per le 19. Il collettivo con questa iniziativa voleva essere solidale con i lavoratori della Sodexo. Improvvisamente sarebbero scoppiati i tafferugli in piazza Verdi dove i giovani stavano preparando l’inizio dell’assemblea davanti al n. 38 di via Zamboni. In un primo momento i ragazzi avevano levato su consiglio della polizia le casse per l’amplificazione della manifestazione, poi li hanno riportate in strada  e hanno dato vita all’assemblea.

E’ stato allora che le forze dell’ordine hanno caricato i giovani e una ventina di agenti in tenuta antisommossa ha iniziato ad avanzare. I ragazzi hanno lanciato bottiglie e altri oggetti sulla polizia. Alla fine  gli studenti riparano di nuovo verso via Zamboni, dove c’è anche la sede di Lettere.

In via Zamboni ora le Forze dell’ordine sono schierate sotto al portico e i ragazzi aspettano in mezzo alla strada cantando in coro “Fuori gli sbirri da via Zamboni”; si sentono anche insulti contro la Polizia. Via Zamboni all’altezza di piazza Verdi si presenta come in tappeto di cocci di bottiglia.

I 5 stelle tedeschi che copiano Grillo!

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Dopo la Grecia è la volta della Germania. Lo rivela il quotidiano tedesco Handelsblatt, secondo cui il ‘cittadino’ Wolfgang van de Rydt è pronto a fondare il partito che avrà stesso nome e stessi obiettivi del M5S. 25 pagine di programma e un numero di sostenitori che aumenta ogni giorno. Cosa chiedono i “cittadini” pentastellati tedeschi?  lotta alla corruzione (in particolare quella politica), taglio degli stipendi ai politici, internet gratuito per tutti, reddito di base e assistenza sanitaria gratuita.

C’è del marcio in MPS? Siena, lo scandalo e le elezioni.

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Elezioni amministrative a Siena… naturalmente il clima è bollente e nel cuore della Toscana, c’è ancora quella ferita che viene curata con il silenzio perché alzare il coperchio in questo momento può significare creare un terremoto politico i cui esiti travolgerebbero inesorabilmente l’esecutivo. Alle 19 Grillo fa il suo comizio e inevitabilmente c’è al centro lo scandalo MPS, ma già nella mattina di oggi una delegazione di parlamentari pentastellati è scesa in sala stampa alla Camera e ha annunciato: “Abbiamo presentato una proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla banca senese. Non basta il lavoro svolto dalla magistratura, perché molte delle domande che ruotano attorno alla banca e che necessitano di una risposta esulano da un aspetto prettamente giudiziale.” Quindi si va in cerca di responsabilità politiche?

Ma è solo Grillo a sostenere questa linea? E’ solo Grillo e i parlamentari del suo Movimento a indicare tra i responsabili dello scandalo MPS anche alcuni politici? Sembra proprio di no. Mauro Aurigi, sindacalista alla Mps dal 1957, critica l’istituo dagli anni ’90. C’è chi sostiene che sia uomo vicino ai pentastellati, ma Grillo ha fondato il M5S solo nel 2009… O Augeri è un profeta con la palla di cristallo o qualcosa di marcio c’era già in Mps. E’ lo stesso sindacalista che ha dichiarato  “Il problema è che la nostra è una città affiliata e succube a cosche di potere, come purtroppo accade in tante città meridionali. Se la quotazione di borsa iniziale fosse stata mantenuta, oggi avremmo una banca che varrebbe 60miliardi di euro. Invece ne vale 2”

Dove è il peccato originale? “La privatizzazione. Ha sradicato un’istituzione che faceva dell’attaccamento dei suoi dipendenti alla città una delle sue fortune, e che in virtù di quell’amore avrebbero respinto le operazioni spericolate fatte in questi anni”.

E i responsabili?  “Ma ormai del Pci delle origini in questo contesto non c’è nulla. Sono solo arrampicatori sociali spaventosi, che si nascondono dietro un’etichetta di partito”.

Secondo Grillo e  il M5S la cura per la banca è la nazionalizzazione… ma purtroppo per alcuni e per fortuna per altri sembra proprio che i pentastellati non riusciranno a conquistare la fascia tricolore… eccezion fatta per i miracoli o le sorprese che ci possono sempre essere.

A dirlo è lo stesso Aurigi:  “L’arrivo di Grillo a Siena sposterà uno o due punti percentuali, ma il ballottaggio purtroppo è lontano” eppure fino a qualche settimana fa c’era davvero la possibilità che si vincesse. Cosa è accaduto? E’ sempre il sindacalista, che senza troppi giri di parole afferma: “Hanno inciso le questioni romane: settimane a parlare di scontrini, e quella cretina della Lombardi che è andata a dire a Bersani che sembrava di stare a Ballarò invece di farci un governo insieme e provare a cambiare le cose”. E secondo la stampa Aurigi sarebbe un uomo vicino a Grillo e tenderebbe a fare propaganda per l’M5S parlando di implicazioni del Pd con l’MPS?

Si andrà al ballottaggio quindi  e ci saranno Pd e Pdl  a contendersi la Rocca… Una fetta ormai magra… spolpata da quei derivati che hanno minato le fondamenta di Salimbeni.

Colpo grosso al Palazzo di Giustizia di Sanremo: scassinato bancomat

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Furto clamoroso al Palazzo di Giustizia di Sanremo, la scorsa notte. Un vero colpo da professionisti quello sferrato al cuore della giustizia sanremese: i ladri, armati di fiamma ossidrica, avrebbero scavalcato il cancello dell’entrata principale, forzando poi la porta finestra del bar del tribunale per introdursi nella struttura. Violati i sistemi di sicurezza del palazzo, hanno aperto il banconat che si trova nell’atrio dell’immobile sottraendo un totale di 7 mila euro. Il tutto, organizzato fin nel dettaglio, è avvenuto in 15 minuti.  A dare l’allarme è stata una poliziotta in servizio che, passando dalle parti del tribunale, ha notato del fumo uscire dal palazzo di giustizia. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Sanremo, che ora condurranno le indagini, sperando che le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza diano qualche indizio, anche se pare che la zona battuta dai malviventi non fosse ben coperta dal sistema.

Movimento tellurico sotto l’Etna: terremoto nel catanese!

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E’ stata registrata oggi, alle 15.04, una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 sulla scala Richter a Catania, avvertita dalla popolazione in prossimità dell’epicentro nel comune di Zafferana Etnea. Stando ai rilievi registrati dall’Ingv, l’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si tratta di un movimento tellurico che si sarebbe verificato sotto l’Etna, in prossimità dei crateri centrali. L’ipocentro è stato localizzato a 1.5 km a nord-est di Monte Arciuti. Non risultano danni a persone o a cose.

Chi era il soldato ucciso a Londra? Era un reduce dell’Afghanistan.

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Drummer Lee Rigby, 25enne di Manchester, era in forza  secondo battaglione del Royal Regiment of fusiliers. Per tutti era “Riggers”, colui che riesce a muovere oggetti molto grandi. Un soprannome che lo identificava per la sua disciplina che si accordava però a un carattere estroverso e spiritoso. Era anche un papà di un bambino di 2 anni, Jack. Si era arruolato nel l 2006 e nel 2009 aveva prestato servizio in prima linea in Afghanistan. Sopravvissuto alla guerra, ma non al gesto estremo di due uomini forse in cerca di un personale momento di gloria, più che di un vero e proprio gesto terroristico. Agghiacciante, tremenda e ancora senza una vera motivazione la morte del soldato che si è trovato nel posto sbagliato, nel giorno peggiore della sua vita.

“È l’omicidio senza senso di un soldato che serviva fedelmente il suo esercito – ha commentato il segretario alla difesa, Philip Hammond – Tutti i nostri pensieri sono con la sua famiglia e con quanti devono fare fronte a questa terribile perdita. Questo ci ricorda quanto siamo vulnerabili, ma anche che non dobbiamo farci intimidire da questo tipo di atti terroristici”.

Il rapporto di Legambiente sui cambiamenti climatici

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Precipitazioni violente e temperature aumentate nella Città Eterna, questo emerge dal rapporto della prima conferenza internazionale sul tema dell’adattamento climatico in ambito urbano promossa da Legambiente e Iuav.  Come si legge in una nota tecnica “Roma mostra un aumento continuo dal 1961 al 2012 da 16,1C a 16,8C. Degli 0,7 punti che si aggiungono, ben 0,5 sono stati registrati solo negli anni dal 2001 al 2012. Un caso limite si verificato durante l’estate scorsa durante la quale sono state registrate temperature piu’ alte che nei trentenni 1961-1990 e 1991-2000”.

Il presidente di  Legambiente Lazio Lorenzo Parlati ha poi sottolineato come:  ”I fenomeni climatici violenti di questi giorni sono una nuova evidente dimostrazione che il clima sta cambiando, a Roma servono interventi di adattamento a questa nuova situazione, mentre la Capitale deve partecipare con convinzione alle iniziative per ridurre la CO2 emessa. Roma a forte rischio idrogeologico, alla nuova amministrazione capitolina chiederemo politiche nuove e urgenti per affrontare il problema e in questa direzione si possono anche usare utilmente i fondi europei che la Regione Lazio vuole impegnare sulla green economy entro il 2013”.

Chi poi non ricorda l’alluvione che colpì la Capitale nel 2011? L’Italia intera si fermò a guardare Roma, quello non fu certamente un acquazzone romano, ma una valanga d’acqua che in poche ore ridusse la città a una piscina (130 mm in due ore nel centro e 230 mm in periferia contro una media pari a 87 mm).

”L’alluvione provocò– conclude la nota di Legambiente – il blocco dei tram in tutta Roma, la chiusura delle linee di metropolitana A e B, quella della linea Roma-Lido tra Acilia e Ostia, la chiusura ed evacuazione di decine di scuole, 7.000 richieste di intervento a Carabinieri e Polizia, 13.000 ai Vigili del Fuoco, oltre che il dramma di una persona morta”.

Lo strano inverno del maggio italiano in Trentino

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A nord l’Italia è al freddo e al gelo nonostante sia arrivato maggio. Sono anche previste nevicate in Trentino, anche a 900 mt,  a partire nella serata di oggi che continueranno poi per la giornata di domani. Nel settore orientale della provincia invece pioverà in modo abbondante, 35 e 55 millimetri ma si prevedono anche punte di 60 millimetri. Un venerdì ghiacciato per gli abitanti dell’Alto Adige che già si vedevano proiettati verso l’estate e si ritrovano invece nell’inverno.

Big Fish: il primo stabilimento balneare gestito da ex pazienti psichiatrici

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Arriva sul litorale pisano, a Tirrenia, Big Fish, il primo stabilimento blaneare italiano interamente gestito da ex pazienti psichiatrici e dove si fa reinserimento sociale e lavorativo delle persone con disagio mentale. Nato per volonta’ del circolo L’Alba, associazione da tempo attiva in questo settore, e’ composto da 43 cabine, di cui 9 attrezzate per disabili, 120 ombrelloni a uso sociale, sino a circa 180 totali e aree attrezzate per bambini e disabili. Il circolo, da tempo attivo, ha già insegnato in passato che il disagio mentale non è un tabù, aprendo anche un ristorante in cui le barriere della vergogna e del pregiudizio potessero cadere. Nel locale, in via delle Belli torri a Pisa, ospita all’ora di pranzo impiegati, professori, studenti: bar, ristorante e molto altro, interamente gestito da una trentina di ex pazienti psichiatrici. Mentre la sera si può approfittare delle occasioni culturali che vengono offerte. anche qui tutti coloro che vi lavorano hanno vissuto il disagio mentale, frequentano gruppi di auto-aiuto e hanno messo la loro esperienza a disposizione di chi è ancora in mezzo al guado della malattia. Una sfida vinta, che ha aperto le porte anche all’idea di questo nuovo stabilimento. E chissà che al termine della stagione balneare altri ex pazienti non raccontino le stesse esperienze di risalita già ascoltate dai dipendenti del Ristorante. Come quella di Valeriana, la cuoca che era stata intervistata nel 2010 dal quotidiano Il Tirreno: “Sì, perché si può risalire e noi siamo la prova vivente che si può”.

Chi è l’assassino di Londra? L’altra verità su Michael Adebolajo

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Chi è l’assassino di Londra? Chi è l’uomo che ha shockato il mondo intero con una decapitazione quasi in diretta? Si chiama Michael Adebolajo. E’ nato a Lambeth, un quartiere centrale di Londra, situato nella parte nord ovest della città. Lambeth significa ‘luogo di approdo per agnelli” e drammaticamente nella vita di Adebolajo, l’agnello è diventato un militare. La famiglia del 28enne è cristiana di origini nigeriane. Michael si è però convertito all’Islam nel 2003 e da allora ha frequentato fino a due anni fa Al Muhajiroun, un’organizzazione musulmana spesso al centro di molte polemiche molto estremiste, anche se  l’organizzazione non è stata mai  coinvolta in atti di terrorismo.

La ricostruzione dell’esecuzione avvenuta ieri a Londra a qualche ora di distanza appare sotto una lente diversa. Il 28enne è stato definito dal ex leader dell’organizzazione, Anjem Choudary, un ragazzo gentile e cordiale che non aveva mai dato segni d’estremismo, ma lo stesso Anjem, ricordiamo che fa parte di un gruppo che proprio per le sue ideologie è stato messo al bando.

Michael insieme a un altro giovane (di cui ancora non è stata resa nota l’identità) ha attaccato e ucciso un soldato britannico in mezzo alla strada e poi si è lasciato fotografare mentre conversava con i passanti ancora con le mani insanguinate dal folle gesto che aveva appena commesso. E’ stata una poliziotta che intervenuta sul posto lo ha neutralizzato sparandogli alle gambe… il suo amico era già suicidato facendosi esplodere in mano un vecchio revolver.

Quali sono state le maggiori inesattezze?

Adebolajo non aveva nessun machete, “solo” coltelli da macellaio, uno lungo e una piccola mannaia.

Non hanno decapitato la vittima. La stessa donna che ha soccorso il militare afferma che nessuno neppure ci aveva provato a tagliare la testa, lo avevano “semplicemente” giustiziato.

Perché classificare un omicidio come un atto di terrorismo? Forse perché i due ragazzi dopo l’omicidio sono rimasti sulla strada a spiegare ai passanti il loro gesto delirante, hanno fornito motivazioni politiche che potevano ricondurre il gesto all’interno di una gamma di spiegazioni spesso addotte dai terroristi. Ma può bastare questo per classificare un gesto? Di solito i terroristi sono freddi e lucidi, cosa che che i ragazzi di ieri non sembravano affatto. Hanno schiantato prima l’auto contro un palo e poi aggredito un uomo… Era veramente premeditato il gesto? Può essere che sia stato un gesto folle che si è voluto strumentalizzare da parte dei media britannici  per equilibri di politica interna e di irrigidimento della normativa sul terrorismo? Può essere che Londra ha paura? Che quella maratona di Boston abbia anche creato un clima di terrore fra gli inglesi e che, ora, ogni gesto criminale e folle voglia essere classificato come terrorismo?

Processo a Vantaggiato: in aula, si leggono i temi di Melissa

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Melissa non può parlare, strappata troppo giovane alla vita nell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone, ma i suoi temi lo possono fare per lei. Il legale dei coniugi Bassi, Fernando Orsini, li ha letti oggi durante la sua discussione dinanzi alla Corte di Assise, nel processo a carico di Vantaggiato, che oggi non era presente in aula. Il legale ha parlato anche dell’amore che la 16enne nutriva nei confronti della vita, affermando poi: ”Qualunque pena decidiate, sarà sempre minore di quella che lui ha inflitto”. Ma se qualsiasi cifra sara’ riconosciuta ai genitori di Melissa andra’ in beneficenza, non è dello stesso parere Fernando Musio, legale del ministero dell’Interno, del ministero dell’Istruzione e dell’istituto Morvillo Falcone. Dopo aver esordito con “Vantaggiato voleva uccidere” ha concluso chiedendo un risarcimento danni per “importi documentati centesimo per centesimo” pari a complessivi un milione e cinquecentomila euro così ripartiti: 345.000 per il ministero dell’Interno, 25 in solido per Istruzione e scuola Morvillo Falcone e infine 500.000 come danno non patrimoniale per tutte e tre le parti civili da lui rappresentate. Il legale del comune di Mesagne, Anna Luisa Valente, ha invece chiesto una cifra simbolica pari a 100 euro per la “ferita inflitta alla città” natale di Melissa. Ha però  invocato una condanna giusta: “Chiedo che venga affermata la colpevolezza dell’imputato con la pena massima prevista”. In seguito, hanno discusso dinanzi alla Corte d’Assise alcuni dei legali delle studentesse ferite e delle loro famiglie, le cui richieste di risarcimento sono state quantificate e presentate con documentazione scritta.

Il dramma dell’assessore che tenta il suicidio!

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Barbara Traversi, 36enne, assessore all’Istruzione del Comune di Jesi, insegnante, chiamata a far parte della giunta del sindaco Massimo Bacci,ha tentato il suicidio gettandosi dal terzo piano del Palazzo comunale. Il corpo della Traversi, ancora in vita, ma in condizioni gravissime è stato scoperto da un dipendente del Comune che ha immediatamente allarmato i soccorsi e la donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Torrette ad Ancona. Ultimamente era apparsa molto silenziosa e chiusa un comportamento che non le si addiceva. La donna a lasciato a casa un messaggio di scuse per la famiglia, poche frasi affettuose che tuttavia hanno raggiunto il marito, Nicola Termentini,  che si trovava a Milano per lavoro e che ha fatto prontamente ritorno appena venuto a conoscenza della tragedia. Forse alla radice del dramma proprio una depressione personale che negli ultimi tempi si era impossessata di questa donna.  Ora Barbara Traversi  è ricoverata in in rianimazione con un politrauma ed è in lotta per la vita… Lei che tante volte con la delega alle Pari opportunita’ e alle Politiche giovanili aveva sempre lottato per dare un futuro migliore per la sua comunità, lei che ha sempre portato un segnale positivo, forse covava dentro di sè il peso e l’impotenza di una quotidianità sempre più dura da sopportare.

 

Iniziamo a combattere la disoccupazione? Trasformiamo un tacchino in un Pegaso!

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C’è tempo fino al 3 giugno per presentare la domanda di finanziamento da parte delle università della Toscana alla Regione: il bando assegnerà fondi per 2,8 milioni di euro.

Ecco come, anche in tempo di crisi, è possibile trasformare un “tacchino in Pegaso”.

Nell’ultimo biennio (2011-2012) la Regione ha già finanziato queste attività, collegate con il progetto “GiovaniSì“, con un importo complessivo, tra fondi europei e fondi regionali, di 9 milioni. Con tali finanziamenti sono state create 150 borse di dottorato Pegaso (50 nel 2011 e 100 nel 2012), dal nome del cavallo alato, da sempre nello stemma della Regione Toscana.  Ma se il Pegaso è facilmente individuabile, dove sta il tacchino? E’ quella quotidianità che abbiamo sottomano tutti i giorni e che non riusciamo mai a utilizzare per avere degli effetti positivi, è quel luogo comune e drammatico che ci lascia ognuno a coltivare, alla meno peggio, la nostra aia senza mai spiccare il volo per poter raggiungere un risultato positivo non solo per noi ma per la comunità in cui si vive.

Un esempio e un monito questo della Regione Toscana che si può tentare di abbattere la crisi trovando i fondi in Europa concorrendo a coprire la restante parte del finanziamento con strutture e strumenti che ogni Regione ha già sul territorio, ma che spesso non vengono utilizzati per concorrere a un progetto europeo.

La Toscana investe nei giovani, in questo caso appena laureati, per cercare di dare un impulso alla ripresa economica con un nuovo bando che andrà a finanziare 70 borse di dottorato.

“Aiutiamo i giovani che con le loro ricerche possono favorire lo sviluppo e l’innovazione della Toscana – sottolinea Stella Targetti, vicepresidente della Regione – mettendo in rete le eccellenze del nostro sistema universitario e rafforzando le sinergie tra alta formazione, ricerca, professioni e mondo produttivo. Con un totale di 220 borse Pegaso e con quelle che ancora potranno venire – sintetizza sempre la Targetti – investiamo sulle nostre intelligenze e non è certo un caso che la Regione, in quest’ultimo triennio, abbia deciso di puntare e di dare continuità a un percorso così strategico per il nostro futuro”.

Terrore ad alta quota: si rompe in volo un finestrino della Easyjet

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Paura in volo sul cielo di Malpensa per uno spiacevole inconveniente: la rottura di un finestrino. Un aereo della compagnia Easyjet, partito da Barcellona e diretto a Berlino, si è trovato a cambiare rotta per poter effettuare un atterraggio fuori programma all’aeroporto di Malpensa. Un finestrino si è rotto in volo, imponendo così l’interruzione immediata del viaggio. Il velivolo è stato costretto a far scalo in Italia, dove il personale dell’aeroporto ha offerto asssitenza tecnica per riparare il danno e sostituire il finestrino, attorno alle 12. Nessuno dei passeggeri è rimasto ferito.

Silvio Berlusconi e le offese ai giudici.

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Per i giudici della Cassazione Silvio Berlusconi offese i magistrati ipotizzando l’esistenza di “contesti deliberatamente persecutori o complottistici” con “un’accusa infamante perché intacca il dovere di imparzialità e l’indipendenza di giudizio”.

I giudici ritengono poi “mere illazioni” e “sospetti personali irrilevanti”, “non espressi da fatti oggettivi” e dimostrabili, quelli di Silvio Berlusconi nei confronti dei giudici e dei pm di Milano. Per il leader del Pdl nel tribunale meneghino ci sarebbe un clima a lui sfavorevole che vizierebbe le sentenze dei processi che lo vedono imputato.

Secondo la Cassazione, poi, le donne-giudice del tribunale civile di Milano che hanno deciso sull’assegno mensile di separazione a favore dell’ex moglie, Veronica Lario, sono state “superficialmente dileggiate” da Silvio Berlusconi. Nelle motivazioni si ricorda anche che Berlusconi in tv le aveva definite “giudicesse femministe e comuniste”.
Quanto poi alla persecuzione, secondo la Cassazione “i pm fanno il loro mestiere” e quindi il loro comportamento non supera mai “la normale dialettica processuale”.
I giudici ritengono poi che la richiesta di Berlusconi di trasferire i processi Mediaset e Ruby da Milano a Brescia, “piuttosto che da reali e profonde ragioni di giustizia, sia stata ispirata da strumentali esigenze latamente dilatorie”. Con questa formula i giudici rilevano come l’imputato abbia tentato, mediante la richiesta di trasferimento del processo da Milano a Brescia, ad allungarne i termini… in modo poi di arrivare alla prescrizione?
I giudici hanno anche dovuto poi analizzare le visite fiscali chieste dai pm milanesi nel periodo in cui l’ex premier si trovava ricoverato al S. Raffaele per uveite. Secondo i giudici non c’è stata  “nessuna vistosa anomalia o pervicace grave lesione dei diritti di difesa dell’ imputato”, ma solo l’esigenza di accertare “il concreto impedimento a comparire dell’imputato” da parte di “un normale collegio giudicante”.
 

La Uefa dice NO al razzismo e inasprisce le sanzioni

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La Uefa ha infine preso posizione contro gli episodi di razzismo che si verificano negli stadi. Sono arrivate quindi le linee guida stilate dal massimo organismo continentale in vista della prossima stagione e mirate a sanzionare gli episodi discriminatori. Sono previste almeno 10 turni di stop per giocatori e allenatori che si macchiano di comportamenti razzisti, mentre per i tifosi si va dalla chiusura parziale dello stadio alla squalifica del campo con multa di 50mila euro. Del resto non è una sorpresa: già il 10 aprile Gianni Infantino, segretario generale della Uefa, aveva svelato all’evento Soccerex di Manchester i piani del governo europeo del calcio per sgominare il razzismo. “C’è bisogno di sanzioni. Quello che proponiamo è che se un giocatore o un dirigente viene ritenuto colpevole, allora sarà sospeso per 10 gare, se i colpevoli sono i tifosi, allora ci sarà una parziale chiusura dello stadio. Ovvero la tribuna da cui sono partiti i cori sarà chiusa. E se i tifosi fossero recidivi, allora ci sarebbe la chiusura dello stadio e un’ammenda di almeno 50 mila euro”. OralL’Esecutivo della Uefa ha votato favorevolmente e le nuove misure dovrebbero entrare in vigore già a luglio. Ma in tema di rispetto, una nuova direttiva riguarda il trattamento riservato agli arbitri: passano da due a tre le giornate di squalifica per insulti ai fischietti e da dieci a quindici i turni di stop per chi aggredisce fisicamente il direttore di gara.

 

La figlia di Bud Spencer alle comunali romane!

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Si chiama Cristiana Pedersoli, è la figlia di Carlo, in arte Bud Spencer, ed è candidata per il Pdl, al Consiglio municipale di Roma XV (da Marconi a Ponte Galeria, da Corviale alla Magliana). Madre di due figli di 22 e di 18 anni. Ma perché il salto in politica?

“L’amore per la mia città e per il territorio in cui vivo. Appena l’amico Marco Perina, vicepresidente del XX Municipio (occorre un amico in Municipio? n.d.r.), mi ha proposto come candidata, insieme con Lorenzo Marini, non ho avuto esitazioni: era ora di muoversi. E l’opportunità di cambiare le regole del gioco e fare finalmente qualcosa di utile per la nostra Capitale arriva una volta nella vita (perchè non ha più amici? n.d.r.)”, così motiva la sua scelta Cristiana Pedersoli.

Ma che giudizio ha la candidata Pedersoli sul sindaco Alemanno?

“Non lo nego, il sindaco ha lavorato molto. Io, però, in questo quartiere ci sono nata e cresciuta e con il passare degli anni ho visto la zona modificarsi sotto i miei occhi. Alcuni cambiamenti, certo, li ho apprezzati, altri però li sto ancora aspettando. Le faccio un solo esempio, che va al di là delle competenze specifiche di un sindaco. Una buona amministrazione deve impegnarsi di più soprattutto quando ci sono di mezzo gli interessi dei cittadini. Mi riferisco al riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla mafia. E le assicuro che nel mio territorio ce ne sono molti che potrebbero essere messe a disposizione di tutti”.

Ma da dove iniziare?

“Prima di tutto ascolterò anche chi non mi avrà votato (un vero spirito democratico! n.d.r.). Un politico non può lavorare senza la collaborazione delle persone che lo circondano (già stanca, prima d’iniziare? n.d.r.), come residenti e commerciati. E’ un momento di grande difficoltà per il Paese (ma davvero? n.d.r), a tutti i livelli, ed è giusto che ognuno fornisca il suo contributo. Non ci si può lamentare e stare con le mani in mano (meglio stare con le mani in pasta? Ma questo lo può fare anche a casa sua! n.d.r.)”.

Il padre l’appoggia?

All’inizio ha avuto qualche perplessità, ma poi ne abbiamo parlato e mi ha sostenuto. Le dico una cosa: il vero incoraggiamento me lo ha dato Papa Francesco con le sue parole, “dobbiamo recuperare tutti il senso del dono, della gratuità, della solidarietà”.

Cristiana scende dunque in campo, con la benedizione di suo padre e con la forza del Santo Padre!

Trasporti italiani sotto osservazione… svizzera!

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Si è svolto il Forum internazionale dei trasporti a Lipsia, oggi, al quale è intervenuta anche la consigliera federale Doris Leuthard che, riguardo la tratta Rotterdam-Genova,  ha sottolineato che “La Svizzera confida che la Germania e l’Italia, come previsto dagli accordi, migliorino le loro capacità sulle tratte ferroviarie d’accesso a sud e a nord”. Mentre disquisiva sul finanziamento dei trasporti, il “Funding Transport”, la Leuthard ha illustrato il piano sviluppato dalla Svizzera per la realizzazione di importanti progetti ferroviari ed ha fatto un commento che dovrebbe essere preso in considerazione anche in Italia: “Le infrastrutture di trasporto sono caratterizzate da ingenti investimenti. È quindi necessaria una pianificazione precisa sul lungo periodo”, ha rilevato la consigliera federale. Considerati i disagi che sta vivendo la nostra capitale riguardo a mezzi di trasporto e la viabilità, un po’ di “puntualità svizzera” forse non dispiacerebbe neanche ai pendolari italiani!

23 maggio 1992. Il velo resta anche se strappato?

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Sono passati 21 anni e le indagini su quella strage sono ancora in corso. Ogni anno tra i discorsi istituzionali e le “nuove piste” si cerca di dare una spiegazione a quella mattanza che pur essendo stata ideata in Italia e connessa al territorio siciliano, forse trae ispirazione in quei Paesi in cui il terrore  diventa un arma di difesa della criminalità per sconfiggere la legalità. La strage di Capaci, ricordata oggi con due navi della legalità che sono approdate a palermo con 2600 studenti provenienti da 800 scuole di 13 Paesi europei, forse trova la sua origine a Medellin, Colombia.  In fondo anche i boss di Cosa Nostra hanno i loro “eroi”, quei genii del male come Pablo Escobar. E’ possibile quindi che Riina si sia ispirato a quel clima che vigeva a Medellìn negli anni in cui il controllo della città era nelle mani del più grande trafficante di droga della storia? Questo elemento non è solo un  dettaglio trascurabile, ma può essere una chiave d’accesso a un approccio diverso.

Può far emergere quindi il clima in cui quella strage è stata progettata collegandolo con tutte le stragi che avvennero in Italia tra il ’69 e il ’74 e con quelle dell’80 (Bologna) e dell’84 (rapido 904).  Un clima di terrore che culmina quindi nel cuore dell’attacco allo Stato con la morte dell’eroe buono e nel trionfo dell’eroe cattivo?  Può essere quindi un segnale chiaro per mettere un punto e a capo? E dove si è andati dopo quel punto e a capo di Capaci? A 21 anni forse qualcuno dovrebbe iniziare a raccontarci un’ “altra storia”, quella che è stata seppellita con Falcone, quella contenuta nelle pagine di un’agenda rossa mai ritrovata, quella che parla di intimidazioni allo Stato per costringerlo a una trattativa, quella i cui sprazzi ogni tanto emergono e, poi, vengono brutalmente zittiti!

 

L’Italia non è un paese per donne!

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Donne e Italia nel 2013 non sono due parole conciliabili. Si parla di pari opportunità, ma nella quotidianità c’è la più totale disparità. In Liguria, a Coronata, in provincia di Genova, un arbitro di calcio 23enne, Rosa Grotta, è stata aggredita verbalmente, minacciata e picchiata solo perché stava svolgendo il suo lavoro: dirigeva una partita di calcio a 7 di livello amatoriale tra  il Games Party e Pizzeria Sosta Obbligata. Dopo una sua decisione arbitrale si è trovata accerchiata dai membri di Pizzeria Sosta Obbligata ed è riuscita a schivare un pugno, difendendosi  parando i colpi dei giocatori con le mani. Sotto shock e dolorante alla mano è stata portata al pronto soccorso.

La Gazzetta dello Sport riporta:

Un episodio che naturalmente non resterà senza conseguenze: al Coni è già stato trasmesso il nome della squadra che ha aggredito l’arbitro affinché ne venga presa in esame la radiazione da tutte le manifestazioni sportive. Gli episodi si sono svolti davanti a numerosi testimoni, in particolare davanti ai responsabili della struttura di Coronata e davanti a numerosi giocatori presenti al campo, inorriditi dalle scene di follia tanto che sono intervenuti in difesa del giovane arbitro donna.

Quello che è nato sul campo può non essere ascritto a un diverbio di gioco, bensì a una vera e propria aggressione di genere?

Pellegrini e Magnini: scoppia la coppia d’oro del nuoto italiano!

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La rottura tra Federica Pellegrini e Filippo Magnini è ufficiale. Sono stati loro stessi a comunicarlo dichiarando: “Siamo molto dispiaciuti nel comunicare che la nostra storia d’amore è finita”. Entrambi avevano già confessato, singolarmente, che il loro rapporto stava vivendo un periodo difficile, ed ora è arrivata una telefonata congiunta all’Ansa: “Per motivi personali che non c’entrano niente con le cose scritte nelle ultime settimane. A volte è solo il sentimento che va scemando”. Fine della coppia fuori dalla piscina, ma la determinazione in acqua resta molta, con tanta vogli di riscatto dopo le deludenti prestazioni olimpiche a Londra 2012: “Continueremo da professionisti il nostro percorso sportivo comune fino a Barcellona, concentrandoci solo su quello”. Luca Marin, ex fidanzato della Pellegrini, non è voluto entrare nel merito della notizia: “Sinceramente non mi interessa. Se questa è la loro decisione, è la loro decisione, punto”. Aggiungendo, ai microfoni di Radio Capital: “Il gossip che ha coinvolto Federica negli ultimi mesi non credo abbia influito sui suoi risultati sportivi, perchè certe cose contano solo se vuoi che contino. Lei è sempre stata una professionista e non credo che questo abbia inciso”. La fiducia nell’ex, dal punto di vista agonistico, non è però messa in discussione: “Nella vita di tutti gli sportivi ci sono sempre alti e bassi. Lei ha avuto purtroppo il momento basso nell’anno dell’Olimpiade, però tornerà sicuramente ad alti livelli”. Per avere la conferma alle sue parole non resta che attendere i Mondiali 2013, che si svolgeranno in Spagna dal 19 luglio al 4 agosto.

Processo Mediaset: ecco la condanna di Berlusconi!

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Ecco le motivazioni della sentenza di condanna  per Silvio Berlusconi, addotte dalla Corte d’Appello di Milano, nel processo Mediaset. La Corte  ha parlato di  “un sistema portato avanti per molti anni” dall’ex premier e “proseguito nonostante i ruoli pubblici assunti. E condotto in posizione di assoluto vertice”. Sempre all’interno della sentenza che conferma i 4 anni di carcere e 5 di interdizione si legge anche che “era assolutamente ovvio che la gestione dei diritti, il principale costo sostenuto dal gruppo, fosse una questione strategica, quindi fosse interesse della proprietà, di una proprietà che, appunto, rimaneva interessata e coinvolta nelle scelte gestionali, pur abbandonando l’ operatività giornaliera”. Inoltre la Corte d’Appello non ha riconosciuto al leader del Pdl neppure le attenuanti motivando che  “in relazione alla oggettiva gravità del reato, è ben chiara l’impossibilità di concedere le attenuanti generiche”. Il parlamentare del Pdl, nonchè uno dei legali di Berlusoni, Niccolò Ghedini, critica aspramente questa condanna definendola “al di fuori di ogni logica”.

I giudici, presieduti da Alessandra Galli, sottolineano che “almeno fino al 1998 e, quindi, fino a quando ai vertici della gestione dell’acquisto dei diritti vi era stato Bernasconi, vi erano state anche le riunioni per decidere le strategie del gruppo, riunioni con il proprietario del gruppo, con Berlusconi”. E ancora i  magistrati ragionano spiegando che: “Ad agire era una ristrettissima cerchia di persone che non erano affatto collocate nella lontana periferia del gruppo ma che erano vicine, tanto da frequentarlo tutti (da Bernasconi ad Agrama, da Cuomo a Lorenzano) personalmente, al sostanziale proprietario (rimasto certamente tale in tutti quegli anni) del medesimo, l’odierno imputato Berlusconi. Un imputato – continuano – un imprenditore che pertanto avrebbe dovuto essere così sprovveduto da non avvedersi del fatto che avrebbe potuto notevolmente ridurre il budget di quello che era il maggior costo per le sue aziende e che tutti questi personaggi, che a lui facevano diretto riferimento, non solo gli occultavano tale fondamentale opportunità ma che, su questo, lucravano ingenti somme, sostanzialmente a lui, oltre che a Mediaset, sottraendole.”

Il reato ascritto è quello di frode fiscale come si legge nelle carte del processo d’appello sui diritti tv di Mediaset ”vi è la prova, orale e documentale, che Silvio Berlusconi abbia direttamente gestito la fase iniziale dell’enorme evasione fiscale realizzata con le società off shore … Era riferibile a Berlusconi – puntualizzano i giudici – l’ideazione, lacreazione e lo sviluppo del sistema che consentiva la disponibilità di denaro separato da Fininvest ed occulto al fine di mantenere ed alimentare illecitamente disponibilità patrimoniali estere presso conti correnti intestati a varie società che erano a loro volta amministrate da fiduciari di Berlusconi”. Così il sistema dei diritti tv di Mediaset ”si scrive in un contesto più generale di ricorso a società off shore anche non ufficiali ideate e realizzate da Berlusconi avvalendosi di strettissimi e fidati collaboratori”.

La Cassazione è pronta a dar battaglia?

Tentata rapina ad un portavalori a Bari

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Dei malfattori hanno tentato, stamattina, di rapinare un portavalori dell’istituto di vigilanza “Faro” nel quartiere Japigia di Bari. Il mezzo delle guardie giurate è stato assaltato in strada “Pezze del Sole”, quando un’auto con due persone a bordo lo ha affiancato aprendo il fuoco con dei fucili. I proiettili hanno infranto i vetri ferendo in modo lieve alla spalla l’autista. Non sono ancora stati identificati gli autori del tentativo non riuscito.

La crisi asiatica che ripercussioni ha in Italia?

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Il tonfo nella notte italiana alla borsa giapponese che ripercussioni ha? Intanto Milano perde e a metà giornata si attesta già su un preoccupante -2,47% dopo aver toccato anche il -3%. Sono i titoli bancari a sentire su di loro il peso maggiore dell’andamento negativo: Ubi Banca (-4,7%) e Mediobanca (-4,7%).

I timori di una contrazione dell’economia cinese hanno affossato i prezzi delle materie prime e del petrolio mentre i timori che la Fed sarà una delle prime banche centrali a ritirare le misure di stimolo grazie ai progressi dell’economia ha rafforzato il dollaro.

 Abbiamo quindi da una parte il mercato asiatico che sta lentamente arrivando alla sua saturazione, almeno per i beni al momento proposti su tale mercato… è probabile che anche la Cina, cresciuta economicamente e in pochi anni con beni di bassa qualità a basso costo inizi ora ad avere una domanda di beni di alta qualità? E’ possibile che la Cina che esportava beni di largo consumo e acquistava all’estero i beni di lusso ora voglia cambiar marcia alla sua economia? Se fosse così quali sarebbero le ripercussioni in Italia?

Oggi l’Italia, in grave crisi economica (come evidenziano gli ultimi dati di Confindustria), riesce a essere in attivo in pochi settori… quelli che da sempre sono definiti come eccellenze italiane e che tuttavia troppo spesso non sono assistite dallo Stato con politiche mirate alla loro tutela e alla loro espansione. Se davvero la Cina dovesse essere in crisi cambierebbe marcia per cercare di inserirsi in mercati di nicchia e creerebbe quindi una concorrenza anche su quei mercati che oggi le sono preclusi. Come difendersi? Prima di tutto puntando a tutelare i prodotti con un’apposita normativa e soprattutto monitorando che la qualità sia sempre al centro della produzione e garantisca un elevato standard. Se le borse asiatiche crollano è quindi necessario iniziare ad analizzare attentamente il fenomeno per non farci cogliere impreparati dalle misure che da quei mercati potrebbero scaturire per poi invadere i campi su cui ancora le nostre industrie riescono a essere delle vere e proprie eccellenze a livello internazionale.

La perdita di oggi a Tokyo è la peggiore in oltre due anni: l’ultimo record in negativo risaliva, infatti, al -10,55% del 15 marzo 2011, a pochi giorni dal sisma e dallo tsunami che colpì il Nord-Est del Paese, causando l’incidente nucleare di Fukushima. Ma se nel 2011 c’era una motivazione che proveniva da un evento catastrofico, qui la crisi invece è generata solo da fattori di economici ed è per questo che il dato di oggi è molto più preoccupante e allarmante.

Addio a “lo straniero”: Georges Moustaki

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Aveva 79 e aveva lasciato le scene nell’ottobre del 2011, dopo aver rivelato di soffrire di una malattia “irreversibile” e che non avrebbe più potuto cantare, il cantante greco di nascita e francese di adozione George Moustaki. Nato ad Alessandria d’Egitto il 3 maggio 1936, all’anagrafe Giuseppe Mustacchi, aveva trasformato il nome in omaggio a Georges Brassens, che aveva conosciuto a Parigi negli anni Cinquanta. Appassionato agli studi e all’arte, cresciuto in un ambiente multiculturale, Moustaki ha studiato in Francia, dove ha maturato, sin fa giovane, la passione per la musica, grazie anche alle canzoni di Charles Trenet ed Edith Piaf. Ancora 15enne, si traferì a Parigi e lavorò come giornalista, cameriere, pianista di piano bar.

1958 la svolta della sua vita: l’amico Henri Crollo gli presenta uno dei suoi miti, Edith Piaf, per la quale scrisse numerose canzoni, tra le quali Milord: suo il testo, su una musica di Marguerite Monnot. E’ l’inizio di una carriera da autore prolifico, 300 canzoni interpretate anche dai grandi della musica francese. Tra i suoi testi, tradotti in tutto il mondo, anche Ma solitude, Ma libertè e La dame brune. In Italia è ricordato per Lo straniero, originariamente scritto in francese, con il titolo Le métèque e tradotto da Bruno Lauzi che lo trasformò in una perla romantica  che lo stesso Moustaki interpretò con successo. I versi della canzone, che raggiunse il primo posto delle classifiche italiane nell’ottobre del ’69, restano impressi nella memoria: “Il nostro amore durerà/ per una breve eternità/ finché la morte non verrà”, e ancora “Metà pirata metà artista/ un vagabondo un musicista/ che ruba quasi quanto dà”). Ma sua è anche una versione in francese di Marche de Sacco et Vanzetti, cover della memorabile Here’s to you di Ennio Morricone e interpretata da Joan Baez per la colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti”. Ma sua è anche Il rischio, storica sigla del “Rischiatutto” presentato da Mike Buongiorno. Moustaki fu anche attore e, nello sceneggiato televisivo “Il conte di Montecristo”, interpretò il ruolo dell’Abate Faria.

L’amministrazione Obama e i droni: uccisi 4 americani

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Mentre si attende il discorso di Obama sul controverso programma che prevede l’uso di droni per colpire sospetti terroristi, anche se di nazionalità statunitesnta, la stessa amministrazione del Presidente ha ammesso che,  dal 2009 al 2011, i droni Usa hanno ucciso quattro cittadini americani in Yemen e Pakistan. La notizia è stata rivelata dal New York Times, entrato in possesso di una lettera inviata dal capo del dipartimento di Giustizia, Eric Holder, ai leader repubblicani e democratici al Congresso. Nello scritto vengono rese note le identità delle vittime: oltre ad Anwar al-Awlaki – l’imam radicale leader dell’Aqap, il ramo yemenita-saudita di al Qaida, nel corso della stessa operazione in Yemen fu ucciso Samir Khan. Il figlio di al-Awlaki, Abdulrahman, fu invece uscciso in una diversa operazione, mentre Jude Moahmed venne colpito in Pakistan. Nel suo intervento odierno alla National Defense University, Obama ha intenzione di ribadire che i droni hanno funzionato e non si toccano ma anche che sono necessarie maggiori chiarezza e trasparenza sul loro impiego. Stando a indiscrezioni giornalistiche, inoltre, ribadirà anche l’intenzione di arrivare alla chiusura definitiva del carcere speciale nella baia di Guantanamo, a Cuba, dove da settimane è in corso uno sciopero della fame di quasi tutti i sospetti terroristi detenuti. E’ tempo quindi per lui di attuare alcuni dei punti dell’agenda del suo secondo mandato, proprio a partire dal ricorso ai droni armati per colpire sospetti terroristi ovunque si trovino all’estero. Programma nel mirino fin dall’inizio del suo precedente mandato, con feroci le polemiche, sia sulla moralitò che sulla legalità di un simile modo d’agire nella lotta al terrorismo, che da sempre, al di là dei risultati, accompagnano questa strategia. Il New York Times, che ha dato la notizia, scrive che in questo modo Obama, per la prima volta, cercherà di fare del suo meglio per giustificare le tante uccisioni provocate dai droni – con vittime in alcuni casi del tutto innocenti – innanzi tutto snocciolando i dati sul successo di questa strategia per togliere di mezzo pericolosi nemici dell’America e senza che soldati americani abbiano rischiato la vita. Ma il presidente tenterà anche di tracciare la strada per disegnare una vera “cornice legale” che definisca una volta per tutte quali bersagli scegliere e in quali occasioni e condizioni intervenire. E’ lo stesso New York Times che sottoline che, al riguardo, una delle proposte potrebbe essere quella di trasferire il comando delle operazioni con i droni dalla Cia alle forze armate. Perchè – sarebbe uno dei passaggi chiave dell’intervento – “i presidenti dovrebbero essere tenuti più a freno nell’esercitare poteri letali”.

Un soldato morto a Palazzo Marina: s’indaga sulle cause

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La Marina Militare ha reso nota la notizia del ritrovamento, avvenuto questa mattina all’interno di “Palazzo Marina”, sede dello Stato Maggiore della Marina Militare a Roma, del corpo senza vita di un militare. Spiega inoltre che “sono in corso gli accertamenti per individuare le dinamiche dell’accaduto”. L’uomo è stato trovato nell’androne interno, in fondo alla scala di servizio F, e sarebbe precipitato dal quarto o dal quinto piano. I carabinieri ed i soccorsi sono arrivati subito sul luogo, alle 7.15, ma il corpo era già privo di vita. L’area del ritrovamento, dove ci sono abbondanti tracce si sangue ,è stata transennata per consentire gli accertamenti delle autorità. Oltre al suicidio, non si esclude, tra le altre ipotesi, che l’uomo possa essere caduto per un incidente o un malore. Si tratterebbe di un capitano di vascello, 50enne, che i colleghi d’ufficio definiscono “molto amato e stimato”. non si esclude l’ipotesi di suicidio, ma neanche quella della caduta accidentale forse in seguito ad un malore. Il corpo non presenta segni di colpi d’arma da fuoco.

La protesta dilaga: quarta notte di scontri a Stoccolma

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Ancora scontri a Stoccolma, per la quarta notte consecutiva. Le violenze, che stanno assumendo la connotazione della protesta contro la crisi economica e la disoccupazione, oltre che contro la mancata integrazione degli immigrati, hanno ormai investito 15 distretti periferici e non sembra voler cessare. Stando a quanto riporta l’agenzia svedese TT, infatti, anche nel corso della scorsa notte centinaia di giovani, in diversi quartieri, hanno dato alle fiamme auto parcheggiate, lanciato sassi contro la polizia e infranto finestre. Nella zona sud, inoltre, a Ragsved, una stazione di polizia è stata data alle fiamme, ma non vi è notizia di feriti. Diversa la situazione ad Hagsatra, dov’è stata attaccata una pattuglia della polizia ed un agente è rimasto ferito in modo grave. Ancora nella zona sud, a Skogas, è stato dato alle fiamme un ristorante mentre altri scontri si sono verificati a Husby, nel nord,  il quartiere da dove domenica era partita la rivolta in seguito all’uccisione, la settimana scorsa, di un uomo di 69 anni da parte della polizia. Secondo altre fonti, inoltre, due auto sono state date alle fiamme nella città meridionale svedese di Malmö, fatto che sembra sostanziare l’allarme lanciato in questi giorni dalle autorità svedesi su una possibile estensione delle violenze.

Terremoto al largo di Creta

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L’Istituto Geodinamico di Atene ha registrato questa mattina alle 4, le 5 ora italiana, una scossa di terremoto d’intensità pari a 4.1 gradi sulla scala Richter al largo dell’isola di Creta. Secondo l’Istituto Euromediterraneo, invece, si tratterebbe di una magnitudo 4.5. Il sisma è avvenuto con epicentro a 70 chilometri a sud-est della regione di Tybakio, nella parte meridionale di Creta, e a 441 chilometri da Atene mentre l’ipocentro è stato individuato a 10 chilometri di profondità. Non si sono avute finora segnalazioni di danni a persone o cose.

Fiamme ad alta quota: incendio in un rifugio in Val d’Aosta

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E’ morto un uomo in un incendio che è divampato, per cause che sembrano essere accidentali, nel rifugio alpino “Città di Casale”, a 1700 metri d’altitudine, in Val d’Ayas (Aosta), poco sopra Frachey. La struttura, che si sviluppa su due piani in legno e ospita circa una trentina di posti letto, costruita nel 1931  e ristrutturata nel 1979 e nel 1975, era temporaneamente per dei nuovi interventi. La presenza di una vittima è stata confermata dal sindaco, che si è recato sul luogo, mentre i vigili del fuoco di Aosta sono al lavoro.

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