Pubblicità shock: sui manifesti appare Michael Schumacher

schumacher-pubblicità-tuttacronacaL’ex pilota Michael Schumacher continua la sua battaglia per la vita ma nel frattempo una società d’acqua tedesca non esita a utilizzare il volto del campione nella sua pubblicità. Era gennaio quando l’annuncio veniva stampato, ma da allora non è stato rimosso e l’azienda di marketing è finita sotto accusa. La casa di produzione spiega però: “Abbiamo provveduto a cambiare il cartellone subito dopo l’incidente. Non potevamo sostituire in tempi brevi tutti i cartelloni però”.  Nel frattempo Schumi lotta ancora per la vita, il lento risveglio dal coma farmacologico, arrestato dpo alcune complicazioni polmonari, sembra essere ripreso e la famiglia comunica che nessuno di loro ha perso la speranza.

Lo spot Ceres che deride gli elettori italiani

ceres-gratis-tuttacronacaAncora una pubblicità del famoso marchio di birra Ceres che fa dell’ironia sull’Italia e gli italiani. L’idea è quella di offrire una Ceres gratis a chi ha votato Matteo Renzi alle politiche. Ovviamente nessuno, visto che il neo premier, in quell’occasione, non era stato candidato. Già nel 2013, quando alle elezioni gli italiani si sono mostrati particolarmente scissi sulle preferenze, fatto che ha portato alla creazione delle larghe intese, la campagna pubblicitaria aveva preso di mira la vita politica del Belpaese: “Prima si vota poi si beve, non come l’altra volta”.

In Finlandia celebrano la “Pizza Berlusconi”

kotipizza-pizza-berlusconi-tuttacronacaNel mese di febbraio sulle tv finlandesi ha fatto la sua apparizione uno spot celebrativo della Pizza Berlsuconi, una specialità della catena in franchising Kotipizza, che la creò nel 2008 aggiudicandosi il primo premio all’America’s Plate International. Lo spunto arrivò da una polemica che era impazzata tre anni prima, nel 2005, quando l’allora premier Berlusconi, in occasione di una visita a Helsinki, fece irritare i finlandesi con una battuta in cui disse che in un confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata, avrebbe sempre vinto il culatello. A distanza di nove anni sembra che quello “sgarbo” non sia ancora stato digerito ed ecco che arriva lo spot: girato in Italia e in lingua italiana con i sottotitoli in finlandese:

Red Bull, #timetteleali e solleva polemiche!

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E’ il Fatto Alimentare a denunciare l’ultima pubblicità di Red Bull che sta sollevando polemiche soprattutto fra i giovani che l’11 febbraio scorso si sono visti recapitare un tweet a firma Red Bull con un immagine di un astuccio semiaperto al cui interno vi è l’energy drink in bella vista. Ma a indignare è soprattutto la scritta: “Quello che non deve mai mancare nel tuo astuccio per superare la sessione di esami.. #timetteleali “. Insomma un tipico messaggio pubblicitario che lascerebbe intendere che per superare un esame basta avere una Red Bull nell’astuccio. Il noto energy drink non è la prima volta che finisce nei guai per i suoi messaggi promozionali tanto che alcuni di essi sono già stati censurati dall’Antitrust e dal Giurì.

Patriottico Dylan! Nello spot per il Super Bowl diventa testimonial Chrysler

bob-dylan-chrysler-tuttacronacaIl Super Bowl non è solo un evento sportivo ma anche una sfida tra spot, con pubblicità stellari che vengono proiettate durante la finalissima di foodtball americano. Quest’anno, tra i testimonial è apparso anche Bob Dylan. Il cantautore, nello spot di due minuti per la nuova Chrysler 200 afferma: “Lasciate che i tedeschi facciano la vostra birra, che gli svizzeri facciano i vostri orologi e che in Asia vengano assemblati i vostri telefoni: noi costruiremo le vostre auto” mentre cammina per le strade della Motor City celebrando la città che “ha creato l’auto” e l’”America’s Import”.

Puppy Love: lo spot di Budweiser che vi commuoverà

puppy-love-tuttacronacaSembrava un’impresa quasi impossibile, ma forse quest’anno la Budweiser è riuscita perfino a superarsi. Stiamo parlando degli spot per il Super Bowl. L’anno scorso il noto marchio di birra americana si era aggiudicata il primo posto nella classifica degli spot più belli rilasciati in occasione dell’evento sportivo. Per chi non lo ricordasse, ecco il video dello spot:

Sicuramente il Clydesdale che a distanza di tre anni rincorre il suo vecchio amico riesce a commuovere, ma che dire dello spot che verrà lanciato il prossimo due febbraio in occasione del 48esimo Super Bowl? S’intitola Puppy Love e racconta la storia di un’amicizia tra un cucciolo di cane e un cavallo. Separati dalle vicissitudini, riescono a superare ogni ostacolo pur di ricongiungersi. Per il momento il video ha già superato i 13 milioni di visualizzazioni. Scommettiamo che vi commuoverà?

Quei misteriosi totem apparsi a Roma…

totem-prenestina-tuttacronacaUomini e donne in bianco e nero, che sorridono ammiccanti o che increspano le labbra in una smorfia. E tutti con addosso abiti colorati. Sono questi gli strani totem che hanno attirato l’attenzione degli automobilisti che hanno percorso via Prenestina e via Cristoforo Colombo a Roma. Nessun messaggio pubblicitario o politico, anche se i colorati vestiti trendy fanno sospettare che si tratti di qualche negozio di abbigliamento che presto si paleserà con manifesti simili ma firmati. Una campagna pubblicitaria a basso costo ovviamente, perché abusiva.

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Piccole stelle Disney crescono… e seguono le orme della Cyrus!

bella_thorne_candies_tuttacronacaIn principio fu Britney Spears, quindi Lindsay Lohan e Miley Cyrus, ora c’è Bella Thorne. Si tratta della nuova stellina uscita dalla Disney e pronta a trasformarsi in una bad-girl. Protagonista della serie tv per ragazzi “A tutto ritmo”, ha fatto un passo nel mondo della moda posando per la nuova collezione di abiti del brand “Candie’s”, giocando a far la femme fatale e mostrando le curve. E sono piovute critiche.

Katie Yoder, dell’associazione no-profit Culture and Media Institute, ha detto: “Il marchio Candie’s non vende vestiti, vende sesso e insegna alle ragazzine come essere seducenti. Il messaggio mandato dalla Thorne è che essere femminili non ha niente a che fare con l’essere genuine e che la sicurezza si acquista solo scuotendo i fianchi e muovendo il sedere”. 

Sabrina resta in carcere

SABRINA-MISSERI-tuttacronacaE’ stata rigettata dalla Corte di Assise di Taranto l’istanza di scarcerazione avanzata dai difensori di Sabrina Misseri, la ragazza condannata all’ergastolo per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi, 15 anni, ad Avetrana. I legali lamentavano il mancato deposito delle motivazioni della sentenza e le precarie condizioni di salute di Sabrina, detenuta a Taranto. Per la procura ionica, che aveva espresso parere sfavorevole alla scarcerazione, alla luce della sentenza di condanna all’ergastolo il quadro cautelare della Misseri si è aggravato, ritenendo ancora concreto il pericolo di fuga e quello di inquinamento probatorio. Per i pm Sabrina ha già ampiamente dimostrato che in stato di libertà è capace di avvicinare testimoni e depistare il corso della giustizia. Nei prossimi giorni è atteso il deposito delle motivazioni della sentenza firmate dal presidente della corte d’assise Rina Trunfio.

New York terrorizzata… dallo scherzo del bimbo indemoniato!

bimbo-indemoniato-tuttacronacaUn passeggino abbandonato per strada. Il pianto disperato di un bebè. Forse che non vi avvicinereste? A New York in molti l’hanno fatto… e sono rimasti shockati! Perchè se da sotto le coperte, improvvisamente, salta fuori un neonato indemoniato neanche chi vincerebbe il premio di miglior samaritano dell’anno può restare indifferente. L’idea è dell’agenzia Thiinkmodo che ha truccato una carrozzina telecomandata inserendovi un bambolotto meccanico con l’aspetto indemoniato che muove la testa, vomita e sembra essere posseduto. Molte persone sono state terrorizzate dal bambolotto, come dimostra un video diffuso in rete e diventato virale in meno di 24 ore superando i 7 milioni di visualizzazioni. Lo scherzo, in realtà, fa parte della campagna promozionale del film horror Devil’s Due, che uscirà negli Usa questo week-end.

Il parere della Procura: “Sabrina Misseri deve restare in carcere”

sabrina-misseri-tuttacronacaLa Procura di Taranto, a seguito dell’istanza di scarcerazione presentata alla Corte di Assise dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri, ha espresso il parere che la giovane debba rimanere in carcere. Sabrina è stata condannata il 20 aprile 2013 all’ergastolo, così come la madre Cosima Serrano, per l’omicidio della cugina quindicenne Sarah Scazzi. Tale parere, che è obbligatorio ma non vincolante, è indirizzato alla cancelleria della Corte d’Assise la cui decisione è attesa nel giro di qualche giorno. Coppi e Marseglia sostengono che sono trascorsi circa nove mesi dalla sentenza senza che siano state depositate le motivazioni e che questo sarebbe contrario ad ogni principio giuridico. La Corte di Assise, nel dispositivo letto in aula il 20 aprile dello scorso anno, si era data 90 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni, termine che però è solo ordinatorio ma non perentorio.

Il video del bimbo… “golosamente geniale”! Time machine

doritosE’ un video di Ryan Thomas Andersen ad entusiasmare il popolo della rete. Si tratta di uno spot realizzato per un contest organizzato dalla Doritos e ha come protagonista un bimbo di sei anni, figlio dell’autore del filmato, che ha inventato un ingegnoso sistema per rubare le patatine a un adulto: lo invita infatti ad entrare nella sua “macchina del tempo”. Per realizzare lo spot Andersen ha speso 300 dollari e ha scritturato anche il cane di casa ed ora è tra i cinque finalisti del concorso. La società ha invitato i fan dei suoi snack a creare e inviare la propria pubblicità: ci saranno due vincitori, uno scelto dagli utenti e uno dall’azienda, i cui spot verranno trasmessi durante il Super Bowl, il più importante evento di football americano. Per il video che entro il 29 gennaio riceverà il maggior numero di voti c’è inoltre in palio un milione di dollari.

Shock ad Andria: artificieri ed esercito in piazza. Ma…

andria-saldi-tuttacronacaAllarme questa mattina ad Andria, nel Barese, dove i cittadini sono stati svegliati dall’arrivo di artificieri, polizia, militari dell’esercito, carabinieri del RIS, vigili del fuoco e ambulanze. Il tutto perchè è stato rinvenuto, in Piazza Catuma, un ordigno nascosto in un borsone abbandonato e trovato da due bambini che giocavano in compagnia del papà e della mamma. La zona è stata messa in sicurezza e poco dopo, sotto lo sguardo attonito dei passanti, l’ordigno è esploso. E’ stato allora che il bluff è venuto alla luce: si trattava infatti di una pubblicità per i saldi all’interno di un centro commerciale a Molfetta. Tutte le persone intervenute, circa una ventina, erano attori impegnati nelle riprese della pubblicità.

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La Sony ci fa volteggiare nello spazio: il nuovo spot

sony-spot-tuttacronacaToglie il fiato e fa desiderare di ritrovarsi a volteggiare nello spazio la nuova pubblicità che Sony ha realizzato per la macchina fotografica A7R. Sembrerebbe quasi una ricostruzione al computer, in realtà è stata girata a 4.500 metri d’altezza dove cinque performer, muniti di paracadute, hanno volteggiato per interminabili secondi durante i quali si sono fotografati a vicenda con la macchina fotografica.

Una poesia di Peppino Impastato usata in uno spot: la famiglia insorge

Peppino-Impastato-tuttacronacaLe parole di Peppino Impastato, militante antimafia assassinato da Cosa nostra il 9 maggio 1978, sono state utilizzate in uno spot della “Glassing” per pubblicizzare una nuova linea di occhiali. Giovanni, il fratello di Impastato, ha commentato: “Quel video è offensivo”. E ancora: “Peppino non può essere utilizzato per una pubblicità, come testimonial che invita ad acquistare qualcosa. Lui era contro il consumismo”. La famiglia Impastato ha già dato mandato all’avvocato Vincenzo Gervasi di chiedere il ritiro dello spot. Ma la pubblicità ha fatto insorgere anche il popolo della rete e nei social network si moltiplicano i messaggi in difesa della memoria di Impastato. Lo spot, tuttavia, continua a essere trasmesso sui principali network televisivi, con un attore che, in 31 secondi, recita: “Se si insegnasse la bellezza alla gente la si fornirebbe di un’arma contro la paura, l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi ci si abitua, ogni cosa pare che debba essere così da sempre e per sempre”. E ancora: “Insegnamo la bellezza alla gente. Così non avremo più abitudine, rassegnazione, ma curiosità, stupore”. Appare quindi la scritta “Da un’esortazione alla bellezza di Peppino Impastato” mentre una voce lancia lo slogan della “Glassing”: “Non è importante quello che vedi, ma come lo vedi”.

2013… che spettacolo! Il video che lo ripercorre in stile Broadway

JibJab-2013-year-in-review-tuttacronacaJib Jab è un’applicazione che permette di fare video animati come fossero un cartoon e i risultati sono spesso esilaranti. In omaggio all’anno che sta per terminare, i creativi della società hanno creato un filmato stile Broadway che ripercorre i momenti più salienti del 2013 senza dimenticare un ultimo saluto a chi ci ha lasciato… e ora si trova in Paradiso!

Sul blog di Grillo… la pubblicità è obbligatoria, o niente video!

beppe-grillo--tuttacronacaSi chiama Adblock ed è il nuovo, grande nemico del blog di Beppe Grillo, gestito dalla Casaleggio & Associati. Si tratta di  un’estensione utilizzata per bloccare pubblicità e per filtrare i contenuti per i browser Opera, Google Chrome e Safari, come spiega Wikipedia. Non solo, fa “scomparire” gli annunci pubblicitari dal sito che l’utente sta visitando facendo così perdere click per la trasmissione dello spot dai video, e con questo una perdita economica che, moltiplicata per tanti utenti, non può essere definita piccola. Proprio per far fronte a questo problema alla Casaleggio non hanno perso tempo per correre ai ripari e cos’, ad esempio, se si visita il video“Sorial denuncia i lobbisti in aula e fa i nomi”, che si riferisce all’intervento del deputato e a Luigi Tivelli con Adblock inserito, il messaggio che compare è un palese aut-aut:

beppe-grillo-pubblicità-adblockLa scelta può anche essere ritenuta comprensibile, anche se è innegabile che molti utenti non amano le pubblicità “imposte”. Tom’s Hardware qualche giorno fa ha raccontato che Adblock non bloccherà più le pubblicità “non invasive” con le impostazioni predefinite:

 

“Sfortunatamente è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi. Se chiedessimo agli utenti di abilitarlo manualmente la maggior parte non lo farebbe – semplicemente perché non cambiano mai nessuna impostazione a meno che non sia strettamente necessario. […] gli inserzionisti saranno stimolati a scegliere modelli d’inserzione migliori”, spiega lo sviluppatore Wladimir Palant.

 

Solo sei minuti, per ripercorrere un anno. Il video che riassume il 2013

riassunto2013-tuttacronaca-What Brought Us Together2013: What Brought Us Together. Il video è la risposta che in molti si pongono quando si avvicina il termine di un anno: cosa ci ha uniti? La risposta la dà un video di circa 6 minuti realizzato e pubblicato su YouTube dall’utente Jean-Louis Nguyen. si tratta di un montaggio degli avvenimenti che hanno lasciato il segno in questi 12 mesi. Si va dalla maratona di Boston e le bombe che l’hanno colpita, al tifone delle Filippine al riconoscimento dell’unione tra persone dello stesso sesso in California,. Ma non poteva mancare neanche l’elezione di Papa Francesco e, curiosamente, spunta anche Berlusconi con la sua Forza Italia. Il mondo, nel bene o nel male, si è trovato unito da delle immagini che sono arrivate tramite tv e, soprattutto internet. Al termine del video, non mancano gli ultimi ricordi per le menti e i talenti a cui abbiamo detto addio: dall’attore James Gandolfini a Lou Reed, fino alle più recenti scomparse di Nelson Mandela e Paul Walker.

Messi vs Bryant: guerra di selfies!

messi-bryant-tuttacronacaNessuno resiste alla moda dei selfies e lo sa bene la compagnia aerea Turskish Airlines che infatti ha preso spunto da questa “ossessione” per il suo ultimo video: una guerra a suon di autoscatti tra l’attaccante del Barcellano Lionel Messi e il giocatore dei Los Angeles Lakers Kobe Bryant. Il tutto inizia con uno scambio di foto per poi trasformarsi in una guerra per vedere chi dei due riuscirà a scattare il selife più spettacolare nel mondo più remoto. Chi vincerà?

Coca-Cola presenta… la gioia di essere genitori!

cocacola-spot-tuttacronacaUn altro spot della Coca-Cola che fa impazzire il mondo. Ideato per il mercato argentino dall’agenzia Santo Buenos Aires, il video che racconta come le mille difficoltà di crescere un figlio non riescono a scalfire la gioia di essere una famiglia ha totalizzato oltre 2 milioni di visualizzazioni in appena due settimane. Protagonista dello spot è una coppia che vive l’esperienza del primo figlio, tra euforia, fatica e rinunce. E nonostante l’entusiasmo iniziale sembri scemare pian piano, la pubblicità termina rassicurando i futuri genitori: non c’è nulla in grado di portare più gioia di un figlio.

La campagna shock contro la violenza sulle donne: ed è polemica

copertina-pubblicita-progresso-tuttacronacaPochi giorni “di prova” e già la nuova campagna shock contro la violenza sulle donne organizzata da Pubblicità Progresso ha generato innumerevoli polemiche. La sua diffusione avverrà a gennaio, quando alle fermate d’autobus appariranno i cartelloni di “Punto su di te”, questo il nome della campagna. Sui cartelloni ci sono mezzi busti di donna e un fumetto con frasi da continuare come: “vorrei che mio marito…”, “quando torno a casa vorrei…”, “dopo gli studi mi piacerebbe…”. Sono bastati due giorni perchè le frasi venissero completate: come previsto dagli ideatori, hanno fatto la loro comparsa frasi tanto volgari quanto sessiste. Obiettivo centrato quindi: “Far capire che la discriminazione è ancora diffusa e radicata nella fascia media della popolazione, che è poi quella che deve cambiare testa rispetto al problema”, come ha spiegato Alberto Conti, presidente di Pubblicità Progresso. Contini, a L’Esspresso, spiega ancora: “Non possiamo illuderci di cambiare gli stereotipi con uno spot. Per questo invitiamo ad andare oltre. Anche perché la campagna si farà sentire su più canali. Con concorsi, iniziative nelle scuole e una canzone creata apposta da alcuni autori italiani, che arriverà a un concerto il cui ricavato andrà in borse di studio per ragazze.” Quando la campagna sarà su tutte le fermate d’autobus italiane, al posto degli insulti apparirà un richiamo al sito internet per segnalare le offese ricevute. Nel frattempo, però, si è acceso il dibattito, con molte critiche provenienti anche da donne. Ad esempio, sul suo blog la semiologa Giovanna Cosenza afferma:

Non si fanno uscire le donne dalla buca del vittimismo, se si continua a rappresentarle come vittime (e lo si fa anche quando si dice che no, vittime no). E ancora: non si elevano le donne di grado e di ruolo, se si continuano a riprodurre situazioni in cui si mostrano donne umiliate e degradate (e lo si fa anche quando si dice che no, degradate no). […]Certo, la campagna vuole dirci: «Guarda, lo schifo in cui le donne devono vivere». Ma in realtà ripropone – per l’ennesima volta, a sua volta – un ennesimo rituale di degradazione delle donne.

Non sono poi positivi i commenti delle stesse lettrici: “Campagne del genere non fanno che incitare situazioni sessiste!”, “Trovo veramente scorretta questa campagna. Non solo non è rappresentativa di nulla, ma incita alla goliardata e al vandalismo, già più che presente in strada senza essere istigato.”

Papa Francesco “allenatore” della Nazionale Argentina!

papa-mondiali-tuttacronacaL’idea è di TyC Sports, canale sportivo argentino, che ha realizzato uno spot per i Mondiali di Brasile 2014 miscelando con maestria il discorso di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù dello scorso anno, che si era svolta in brasile, con filmati della nazionale argentina. Il Pontefice che non ha mai nascosto la sua passione per il calcio, finisce così per fare un discorso d’incoraggiamento ai giocatori, “Voi siete il futuro, voglio che usciate fuori, attenti alle punte, giocate in avanti, siate protagonisti”. Parole rilette in chiave di consigli calcistici quindi nel video, da quel “Il Signore ci chiama tutti e chiede che giochiamo nella sua squadra”, all’esortazione “Non abbiate paura” passando per “I Carioca sanno ricevere bene” (e qui l’immagine del gol incassato dai brasiliani). In conclusione: “Il Papa è con voi” e la scritta: “Se un argentino è riuscito a fare questo in Brasile, immagina cosa possono fare 23“.

Che ora fa, la pubblicità?

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Che ora fa, la pubblicità? I Numberphile, gruppo di appassionati della matematica e dei numeri, ha notato l’interessante tendenza spesso utilizzata nella pubblicità di orologi di far segnare le 10.10. Così hanno realizzato questo montaggio di annunci pubblicitari di orologi per dimostrarlo. Le aziende, facendo segnare le 10.10, vogliono forse mettere in rilievo la marca dell’orologio? Ecco il divertente video che mostra come molti produttori utilizzano proprio le 10.10 come orario per mettere in risalto la marca:

140 corpi nudi in time-lapse: la pubblicità che consiglia di fare esercizio fisico

corpi-nudi-tuttacronacaE’ stata un’azienda che produce strumenti digitali per monitorare la propria salute e il proprio esercizio fisico a commissionare all’agenzia londinese Man+Hatchet il compito di creare una pubblicità apposita. E il risultato, giunto dopo tre giorni di lavoro a Tallin, in Estonia, è a dir poco entusiasmante.

I pubblicitari hanno infatti fatto ricorso a 140 corpi nudi, 70 uomini e 70 donne, per creare un time lapse che racconta una breve storia nella quale il protagonista, l’unico a indossare dei  boxer rossi, a fare un’appropriata attività fisica. Il video è stato prodotto mettendo insieme circa 2000 scatti effettuati con una fotocamera posta a 17 metri di altezza.

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Paolo Rossi e il barbiere di Rio

paolo-rossi-rio-tuttacronacaPrima lo spauracchio del fantasma dei 50, ora un nuovo spot che prende di mira la nazionale brasiliana prendendo come protagonisti Paolo Rossi e Zinedine Zidane. Il primo, attaccante della nazionale di Bearzot nel 1982 con una tripletta eliminò la selecao di Zico, Falcao e Socrates. Il secondo, altra bestia nera dei verdeoro ai mondiali del 1998 e del 2006. L’occasione per ritrovarli è lo spot della Visa, partner ufficiali dei campionati del mondo di calcio. Lo slogan è “Tutti sono benvenuti” e… meglio per i due campioni, visto che finiscono tra le mani di un barbiere di Rio!

Quelle pubblicità degli anni ’50 che oggi appaiono inquietanti

pubblicità50-tuttacronacaAnni ’50: donne che riveriscono l’uomo di casa e vengono picchiate se sbagliano la marca del caffè, sigarette consigliate per rilassarsi, razzismo. Nessuna delle pubblicità proposte all’epoca, in un contesto moderno, con tutta probabilità verrebbe accettata. Stereotipi, sessismo, anche Babbo Natale che regala stecche di sigarette… Al giorno d’oggi fanno rabbrividire. Chissà cosa penseranno delle notre tra sessant’anni!

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Il disegno ‘rubato’: la Kinder chiama Giuditta

giuditta-fiocchi-tuttacronacaQualche giorno fa Red Ronnie aveva denunciato un presunto furto dell’idea di una studentessa di un liceo pavese: secondo Ronnie, uno degli ultimi spot della Ferrero, il manifesto per il Kinder Bueno con il volto femminile diviso in buono e cattivo, era identico al disegno della ragazza. Ora il dj e conduttore televisivo, su Twitter, ha reso noto che “La Ferrero ha chiamato Giuditta Fiocchi, la ragazzina di Pavia da cui hanno copiato pubblicità”. L’opera di Giuditta era un autoritratto realizzato per il corso di Arte, che poi era diventato anche la locandina di una manifestazione Scienza Under 18. Il padre della studentessa del liceo artistico Volta di Pavia, ha confermato che il gruppo dolciario si è messo in contatto con la figlia: “Ci ha telefonato un dirigente della Ferrero – racconta Romano Fiocchi a ‘La provincia pavese’ – ci ha assicurato che l’idea è originale e che l’avevano lì da tempo, ma ha riconosciuto il talento di Giuditta: la coinvolgeranno in un progetto a cui stanno lavorando”.

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No Bueno! La Kinder ruba l’idea pubblicitaria a una ragazzina di Pavia

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E’ stato Red Ronnie a denunciare il furto dell’idea usata per una pubblicità Kinder, per sponsorizzare il prodotto Kinder Bueno, che in realtà apparterebbe a una ragazzina di Pavia. Come scrive La Repubblica: il disegno ripreso dall’azienda di Alba è stato realizzato da Giuditta Fiocchi, 18enne studentessa del liceo artistico Volta di Pavia, per il manifesto di una mostra dello scorso maggio al Castello Visconteo. Giuditta, che si dice “molto soddisfatta” dell’attenzione ricevuta da uno dei marchi più conosciuti del made in Italy, ha già scritto una lettera alla Ferrero, ma senza ricevere risposta. Non chiede alcun riconoscimento economico, vorrebbe solo essere coinvolta in “eventuali progetti futuri”

Il bimbo “disegnato” che si “anima” e indica l’aereo che sta passando

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L’ultima pubblicità di British è davvero avveniristica: quel bambino che si alza e saluta l’aereo che sta passando, indicando il volo e la rotta sembra davvero venire dal futuro. La British Airways riparte proprio dalla tecnologia e lo fa a iniziare dalla pubblicità. In particolare la British vuole cercare di attrarre passeggeri sulle nuove rotte e stupire con cartelloni in grado di attirare l’attenzione e stupire… sembra proprio che la sua mossa sia riuscita e il video sta già facendo il giro del web.

 

“Pomì, fuori da qui”. La protesta nel Casertano

fuoriPomi-tuttacronacaE’ CasertaNews.it a raccontare della protesta che si è svolta al centro commerciale Campania di Marcianise dove un gruppo di giovani di Fratelli d’Italia hanno manifestato contro la campagna pubblicitaria “razzista” del marchio Pomì indossando una maglia rossa che recitava “Pomì, fuori da qui”. Il leader del movimento giovanile, Tammaro Iovine, ha detto: “Abbiamo scelto simbolicamente il Campania perché è il centro commerciale piú grande della regione, abbiamo chiesto a tutti coloro che entravano di boicottare l’acquisto dei prodotti Pomí ritenendo inopportuno in questo momento storico approfittare di una situazione delicata che sta vivendo la nostra terra per farne una mera speculazione economica.” All’evento era presente anche il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano, che ha spiegato ” il nostro partito si sta battendo in tutte le sedi istituzionali per difendere la nostra agricoltura, abbiamo proposto al governatore della Regione Campania Stefano Caldoro di destinare parte dei fondi fas per le bonifiche ambientali e stiamo supportando l’idea di promuovere il marchio DOAG per i terreni agricoli. La certificazione servirà da una parte ad evitare il diffondersi di allarmismi generalizzati sui prodotti provenienti dalla Campania, e dall’altra a rilanciare quello che è un settore strategico per la nostra Regione, bloccando automaticamente le coltivazioni nei terreni contaminati e promuovendo con una certificazione di qualità la bontà del prodotto agroalimentare della nostra Regione”.

La memoria sfregiata: la foto della piccola Sarah in un sito d’incontri

sarah-scazzi-tuttacronacaLo sfregio alla memoria della piccola Sarah Scazzi arriva dal sito di amicizie on line: Badoo. Qui compare la foto della ragazzina di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010 e sulla cui morte ancora non tutto è stato chiarito. Ad appropriarsi dell’immagine, la 42enne Maria Rosa, residente a Erchie, un paesino in provincia di Brindisi sul cui confine con Avetrana si trova la tristemente famosa contrada Mosca dove la notte del 6 ottobre di tre anni fa venne trovato il corpo della quindicenne. La donna ha scelto il viso di Sarah per contattare e fare amicizia online. E se già non fosse grave scegliere l’immagine di una minorenne, è orribile che venga utilizzato il volto di una ragazzina innocente a cui è stata spezzata ogni possibilità di futuro. Nella nuvoletta accanto alla foto, si legge che “Maria Rosa vuole fare amicizia”. Badoo, piattaforma virtuale che ha permesso una simile appropriazione d’immagine e d’identità, conta più di 196 milioni di iscritti in 180 paesi ed è tra i siti più frequentati. La famiglia era all’oscuro di questo uso della foto della piccola per farsi notare in rete, quello stesso web dove le immagini di Sarah sono tra le più cliccate su Google e facilmente reperibili.

Verso il #BoicottPomì?

pomì1-tuttacronacaLa Pomì, nota azienda di conserve di pomodoro, ha lanciato la sua nuova campagna pubblicitaria. E subito dalla rete si sono alzate innumerevoli proteste, principalmente dagli utenti del sud che si sentono chiamati in causa. L’immagine scelta, infatti, è quella dello Stivale con un pomodoro in bella mostra all’altezza della Pianura Padana acocmpagnata dalla scritta “Solo da qui. Solo Pomì”.  L’azienda spiega in una nota: “Gli stabilimenti di confezionamento sono situati tra la provincia di Cremona e di Parma e le aziende Agricole sono limitrofe agli stabilimenti con una distanza media di 42 km. Il 95% percento del nostro pomodoro è coltivato tra la Lombardia e l’Emilia Romagna; il restante nelle due regioni limitrofe”. Si legge quindi: “I recenti scandali di carattere etico/ambientale che coinvolgono produttori ed operatori nel mondo dell’industria conserviera stanno muovendo l’opinione pubblica, generando disorientamento nei consumatori verso questa categoria merceologica. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il brand Pomì sono da sempre contrari e totalmente estranei a pratiche simili, privilegiando una comunicazione chiara e diretta con il consumatore. Per questo motivo l’azienda comunicherà sui principali quotidiani nazionali e locali, ribadendo i suoi valori e la sua posizione in questa vicenda. Si tratta di un atto dovuto non soltanto nei confronti dei consumatori, ma anche nel rispetto delle aziende agricole socie, del personale dipendente e di tuti gli stakeholders che da sempre collaborano per ottenere la massima qualità nel rispetto delle persone e dell’ambiente”. In rete già si parla di boicottaggio dei prodotti e arrivano le prime offese di chi per primo si sente toccato da questa pubblicità che vuole rassicurare i consumatori a discapito dei prodotti coltivati nella Terra dei Fuochi. Gli effetti dei rifiuti tossici vengono così a ripercuotersi nelle battaglie commerciali del nostro Paese.
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I cookie a Google, Fb e Microsoft non bastano più: ora vogliono la torta?

cookies-tuttacronacaGoogle, Facebook e Microsoft si preparano a dire addio ai cookie, ossia quei piccoli frammenti di codice informatico che da più di vent’anni vengono impiegati per eseguire autenticazioni automatiche e memorizzare informazioni relative agli accessi ai siti web. Ma ad approfittare dei “biscotti” sono le grandi aziende del web: i cookie infatti permettono di tener traccia dei movimenti degli utenti, fattore che permette di migliorarne la profilazione e vendere più efficacemente gli spazi pubblicitari agli inserzionisti. Perchè le grandi aziende dovrebbero quindi dir loro addio? Lo spiega il  Wall Street Journal: si mira a qualcosa che sia ancora più efficente in questo genere di raccolta informazioni. Tale mossa, del resto, “potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri di potere nell’industria pubblicitaria globale”, che attualmente muove oltre 120 miliardi di dollari l’anno, e “costringere tutti gli agenti commerciali che operano sul web a ripensare completamente le proprie strategie”. Come ricorda Wired, lo scorso mercoledì Microsoft ha annunciato che darà agli inserzionisti la possibilità di monitorare da vicino gli utenti di applicazioni per Windows 8 e 8.1. L’azienda di Redmond assegnerà a ogni utente un numero identificativo unico che traccerà la loro attività su tutte le app. Una mossa che segue quella analoga di Apple, che all’inizio degli anno aveva offerto ai suoi partner commerciali la possibilità di personalizzare le pubblicità mostrate agli utenti, seguendoli con un id unico per smartphone e tablet. Non solo, anche Google valuta la possibilità di passare a un sistema che assocerebbe un identificatore univoco e anonimo a ogni utente. Il sistema metterebbe insieme i dati relativi agli utenti sui diversi prodotti dell’azienda, come Chrome, Gmail e Android, ufficialmente per “migliorare la sicurezza, l’esperienza di utilizzo e assicurare che il web resti economicamente sostenibile”. Ma, naturalmente, dietro tutto questo ci sono i tanti, tantissimi soldi della pubblicità.

E questo cos’è? La chiatta di Google che incuriosisce il mondo

google-tuttacronaca-sanfranciscoCos’è? Di cosa si tratta? Se lo chiedono tutti da quando una strana chiatta ha fatto la sua apparizione nella baia di San Francisco ed è simile all'”oggetto” apparso a Portland, nel Maine. Si dice sia sicuramente di Google, ma le speculazioni sono diverse: c’è chi parla di un datacenter, chi di un negozio itinerante per la promozione dei Google Glass. La prima ipotesi non è poi così illogica: tra i progetti di Google rientrano infatti i datacenter marini che oltre a non aver problemi con il raffreddamento ad acqua e godere del vantaggio di non pagare le tasse municipali sulle proprietà, possono venire alimentati da impianti che sfruttano il moto ondoso. Del resto anche l’idea di un negozio itinerante non è così impossibile: offrirebbe l’opportunità di creare eventi nei porti, come del resto già sta accadendo con questi due primi esempi. La certezza è che la produzione dei Glass sta aumentando e nel 2014 ci sarà il lancio. L’azienda ha assicurato che l’obiettivo è rendere anche l’esperienza d’acquisto coinvolgente, anche se sarà possibile procurarseli online.

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La crisi non contagia l’Ikea… pubblicità vivente a Parigi

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La crisi sembra proprio non aver contagiato Ikea che tra il taglio dei prezzi sui suoi prodotti e nuove forme di pubblicità sembra godere di ottima salute. L’azienda svedese, che produce mobili, ora sponsorizza in Francia, a Parigi, i suoi prodotti con una pubblicità vivente : davanti alla stazione di Saint Lazare ha fatto montare un bagno con all’interno una vera modella…

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La Cremaschi e i suoi sexy pronostici hanno una rivale: Virginie Caprice

1ibra-pallonedoro-caprice-tuttacronacaSe in Italia ogni giorno ci si scandalizza e si attaccano le pubblicità dove sembra essere sponsorizzato più il corpo femminile che il prodotto in sè, in rete gli amanti del calcio impazziscono per i pronostici sexy. In Francia Virginie Caprice, modella, pornostar e personaggio televisivo, ha l’abitudine di scrivere sul proprio corpo i risultati dei maggiori eventi calcistici. Poco importa che non ne azzecchi uno: ogni sua nuova previsione è sempre un successo. In vista dell’assengazione del Pallone d’Oro 2013 la Caprice (il cui cognome reale è Gervais) ha fatto la sua scelta: il favorito sarebbe quindi Zlatan Ibrahimovic. Chissà se Laura Cremaschi, l’italiana con la stessa passione per i sexy-pronostici, avrà qualcosa da ridire al riguardo…

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Michele Misseri e il suo desiderio d’incontrare la mamma di Sarah

sarah_scazzi-tuttacronacaIlaria Cavo, inviata di Videonews, ha intervistato Michele Misseri, lo zio della giovane Sarah Scazzi. Nel filmato, trasmesso questo sera nel corso della trasmissione Quarto Grado, l’uomo ha confidato: “Incontrerei Concetta, ma senza telecamere, privatamente. La vedo passare qualche volta vicino casa e mi dispiace. Faccio finta di non guardarla, perché ci rimango male. Non è giusto quello che è stato fatto. Quello che ho fatto. Le ridirei che sono colpevole, che non copro nessuno”. Continua a dichiararsi l’autore dell’omicidio zio Michele, condannato a otto anni di carcere per occultamento di cadavere, mentre volta le spalle alla telecamera: “Non voglio più essere ripreso dalla televisione, mi hanno sempre bastonato perché vado in tv, dicendomi che sono un pupazzo, un burattino. Per far emergere la verità, ho subìto tutte queste cose che fanno male”. E riguardo a un eventuale incontro con la cognata: “Per prima cosa chiederei perdono a Concetta. Mi scuserei per quello che è successo: non l’ho fatto apposta. Questa è la verità. Se lei mi guardasse negli occhi, si convincerebbe che sto dicendo veramente la verità. Non volevo uccidere Sarah. Non so nemmeno perché l’ho fatto. Non mi hanno mai creduto, perché non mi ricordo come ho fatto con la corda”. Misseri continua a raccontarsi e confessa: “Piango sempre quando ci penso. Dovevo stare benone adesso e, invece, ho distrutto la mia famiglia e quella degli altri. Ero un uomo conosciuto da tutti e ora sono tra i più miserabili che esistano. Anche che se Concetta mi perdonasse, quel che ho fatto mi rimarrà sempre sulla coscienza”. Ma ci tiene anche a difendersi dalle accuse della madre di Sarah: “Non sono un furbacchione. Non è detto che Concetta mi debba credere per forza, ma io dico la mia verità”. Michele, noto per aver cambiato infinite volte la sua versione dei fatti, ora continua a difendere la figlia: “Cosa deve perdonare Concetta a Sabrina, se mia figlia non ha commesso niente? Ha fatto tre anni da innocente”. All’invito della Cavo di recarsi a casa della cognata, dichiara: “Se Concetta me lo chiede, io ci vado, ma non spontaneamente perché mi vergogno”.

Donna nuda e fetta di prosciutto là dove non batte il sole

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L’ennesima pubblicità contro le donne e stavolta anche contro la lingua inglese! L’ultimo scandalo è apparso su un cartello nel porto di Capri e ha fatto infuriare la consigliera comunale Anita De Pascale, che ha chiesto al sindaco di ordinare la rimozione perché la pubblicità lede la dignità della donna. La foto mostra una donna nuda e sdraiata con la fetta di prosciutto là dove non batte il sole e per attirare “gli stranieri” la scritta è stata posta in inglese “I ham”… peccato che il gioco “I’m” e “I ham” non venga colto anche perché “Io prosciutto” suona non solo maccheronico, ma anche incomprensibile. Inoltre mangiarsi una parte di una donna non è il miglior cartellino di benvenuto di Capri.

“Per gli spazi verdi è sempre bella stagione”… per le pubblicità no!

pubblicità-sessista-tuttacronacaE’ la senatrice Monica Cirinnà a puntare il dito contro un nuovo manifesto pubblicitario apparso recentemente su via Cassia, a Roma. Quello che appare è una ragazza coperta esclusivamente da un manto erboso, vicino, la scritta “Per i tuoi spazi verdi è sempre bella stagione”. La democrat ha sottolineato all’Adnkronos: “Qual’è il messaggio di questa pubblicità? La facciamo a pezzi con la motosega questa donna? In tempo di femminicidio trovo veramente fuori luogo questo cartellone. Il pubblicitario dovrebbe vergognarsi”. I manifesti, affissi “per ora, per fortuna” solo tra via Cassia e via Trionfale, sono visti dalla senatrice come un esempio di strumentalizzazione del corpo femminile: “C’è una proposta di legge, ‘Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei media’, presentata da un gruppo di senatrici del Pd, prima firmataria la vice presidente del Senato Valeria Fedeli, che propone di «vietare l’utilizzo del corpo femminile nelle pubblicità che trasmettono, anche in maniera allusiva, messaggi che suggeriscono, incitano o non combattono il ricorso alla violenza esplicita o velata, alla discriminazione, alla sottovalutazione, alla ridicolizzazione, all’offesa delle donne”. Sempre la Cirinnà spiega: “A Roma inoltre con Alemanno fu approvata all’unanimità una delibera bipartisan che vieta l’affissione di cartelloni pubblicitari che strumentalizzano il corpo della donna. E poi dovrebbe intervenire il Gran giurì della pubblicità. Basterebbe fare uno sforzo di natura etica. Che vuol dire quel corpo donna da segare?”.  Ma la dem ne ha anche per Sallusti, il direttore de Il Giornale: “Quando le quattro senatrici del Pd presentarono la proposta di legge ‘Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei media’, Sallusti fece uscire sul suo giornale un primo piano con le foto delle quattro senatrici con il solito prototipo: ‘Le brutte e vecchie parlamentari del Pd vogliono censurare Belen'”.  E conclude: “Io lo sfido. Sono alta un metro e ottantacinque e ho fatto la modella, al prototipo della parlamentare del Pd brutta non ci sto. Il tema è capire quale messaggio si sta mandando attraverso una pubblicità e chi si vuole educare. Che cosa può pensare un ragazzino che passa per strada e vede questo tipo di manifesti?”.

Gesù tatuato, scoppia la polemica sulla pubblicità

Jesustattoo.org,tuttacronaca

Si tratta di una pubblicità di un sito, Jesustattoo.org, ma il cartellone che mostra Gesù tatuato in una cittadina del Texas, Lubbock, ha già acceso la polemica. Il Gesù tatuato, sulle braccia tese ha scritte parole come “Outcast”, “Addicted,” Jealous ”, ovvero “Reietto”, “Drogato”, “Geloso”.

E naturalmente i pareri si sono divisi tra coloro che hanno gridato al blasfemo e allo scandalo, e gli altri che hanno invece accolto la provocazione. Tra gli ultimi anche un pastore battista che ha affermato: “Penso che sia ben fatto. In fondo è una visuale di Gesù che prende cura di un uomo del popolo e dei suoi peccati, per portarlo verso un nuovo inizio”

Jesustatoo.org, si legge nel sito, è “un piccolo gruppo di persone umiliato dall’amore di Cristo. Non siamo una chiesa. Non stiamo vendendo nulla. Vi invitiamo a diffondere il messaggio di Cristo a più persone possibili”.

Apertura al dialogo in casa Barilla, l’ennesimo spot di scuse!!!

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Non sa più come scusarsi Barilla, dopo le gravi affermazioni del suo presidente alla trasmissione radiofonica La Zanzara. Ora tenta con un post sulla pagina Facebook ufficiale del marchio:

È da qualche giorno che sulla nostra pagina Facebook ha preso vita un dibattito su temi importanti che toccano le sensibilità di tantissime persone. Dopo giorni di silenzio in cui vi abbiamo ascoltato, sentiamo il desiderio di farvi arrivare la nostra voce, quella di persone che da anni lavorano in un’azienda che ha sempre valorizzato le nostre aspirazioni personali e rispettato le diversità di tutti. Oggi vogliamo riprendere le attività. Siamo certi che qui troverete sempre persone con cui dialogare apertamente.

Due ragazze scrivono a Guido Barilla: “sponsorizzaci il matrimonio”

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Guido Barilla aveva postato video in cui ammetteva ”E’ chiaro che ho molto da imparare dal dibattito in corso sull’ evoluzione della famiglia: ho sentito le numerose reazioni in tutto il mondo alle mie parole che mi hanno rattristato e depresso” e ora due ragazze di Manfredonia, Francesca ed Angelica, danno l’opportunita a Guido Barilla di iniziare ad apprendere l’evoluzione della famiglia e a realizzare il loro sogno: sponsorizzare il loro matrimonio!

“Siamo insieme da circa sette anni – hanno scritto in una lettera a Guido Barilla – e affrontiamo immense difficoltà: una casa in affitto, le bollette che spregiudicatamente arrivano con puntualità, il condominio, la rata della finanziaria per l’acquisto della nostra camera da letto… Insomma tutte quelle difficoltà “tipiche” della famiglia italiana all’ombra della crisi violenta che stiamo vivendo. A tutto ciò si aggiunge il fatto che Angelica lavora presso una coop sociale per la modica somma di 450 euro circa al mese, mentre io (Francesca, n.d.r.) sono disoccupata. Come vede, nulla di meno “tradizionale” delle altre famiglie. L’anno prossimo pronunceremo il nostro sì sotto lo sguardo dei nostri cari, degli amici, delle istituzioni cittadine e dell’intera cittadinanza che volesse prendere parte alla cerimonia. Si tratterà chiaramente di un rito “simbolico” per certi aspetti, perché come lei sa, in Italia l’ordinamento giuridico attuale non ci consente di avere alcun diritto. Ma noi un segnale vogliamo darlo. E lo daremo. Abbiamo deciso – continuano le due ragazze nella lettera – di lanciarle una piccola “sfida”, ambiziosa ed ingenua come ci ha detto qualche amico, e con la contrarietà, o meglio la sfiducia di molti, le chiediamo di dare un segnale vero e schierarsi a favore delle nozze gay: vorrebbe essere la Barilla lo sponsor ufficiale per il nostro matrimonio?”

Le riceverà Guido Barilla?

#guerrieri, la campagna Enel diventa un tormentone nel web

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#guerrieri la nuova campagna promozionale di Enel tende a fare eroi le persone comuni. Con questo messaggio le aziende cercano sempre più di veicolare i loro prodotti facendo sentire l’azienda vicina alle difficoltà dei consumatori. Senza voler disquisire sul termine “guerriero” che richiama l’uso della forza e della violenza (magari sarebbe stato molto più logico parlare di “idealista” o di “sognatori” o ancora “creativi”),  quello che lascia sconcertati è il richiamo alle atmosfere “realismo sovietico”. L’uomo al centro del mondo capace di lottare per piegare la realtà che non gli piace, forte e possente al centro della scena.

L’ironia però non è tardata ad arrivare:

C’è chi su YouTube come gra giolle ha commentato:  “Domani mattina quando ti alzi, guerriero, (mentre io dormo) paga mutuo, medicine e benzina e non dimenticare l’alabarda spaziale“.

Gli spot sono sicuramente realizzati con grande tecnica, ma forse ormai il web riesce a fare un processo di “demolizione ironica” a cui la pubblicità ancora non ha trovato le difese per tutelarsi e rendere efficace il proprio spot. D’altra parte in pubblicità l’errore è sempre dietro l’angolo basta pensare all’autogol di Barilla 

Il contro-slogan della Coop che mira alla Littizzetto

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Tra ironia e tragica realtà il sindacato Usb lancia il contro-slogan della Coop che mira proprio a minare lo spot televisivo di Luciana Littizzetto, testimonial della nota catena di supermercati.

Nel contro-slogan viene sconvolta quell’atmosfera da sogno descritta nello spot ufficiale e vengono alla luce le scomode domande: “Sai che una cassiera della Coop guadagna 700 euro al mese? Sai che i contratti part-time sono l’unica opzione per essere assunti? Sai che ci cambiano il turno con una telefonata? Ma la Coop non eri tu?”.

Tra sarcasmo, ironia e dramma sociale le domande sembrano condannate a non aver risposta.

Il video postato a luglio 2013 è tornato in questi giorni nel mirino dopo che il web si è scatenato contro la pubblicità di Enel: #guerrieri.

 

Il mulino diventerà arcobaleno? Marcia indietro di Barilla

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Alla fine le scuse sono arrivate. Dopo che tutto il mondo si era indignato per le parole di Guido Barilla sui gay, l’imprenditore ha dovuto fare marcia indietro. Ha postato quindi un video su Facebook in italiano e in inglese (soprattutto per il pubblico internazionale dove il consumo dei prodotti Barilla è da sempre sinonimo di made in Italy, ieri sentire quelle parole era stato uno shock soprattutto nei paesi anglofoni). Nel messaggio Guido Barilla ha dichiarato: ”E’ chiaro che ho molto da imparare dal dibattito in corso sull’ evoluzione della famiglia: ho sentito le numerose reazioni in tutto il mondo alle mie parole che mi hanno rattristato e depresso”.

”Nella mia vita – sottolinea Barilla – ho avuto rispetto nei confronti di tutte le persone che ho incontrato, inclusi i gay e le loro famiglie, senza alcuna distinzione”.

Precisa poi di non aver mai discriminato nessuno. ”Ho sentito le innumerevoli reazioni alle mie parole in tutto il mondo, e mi hanno reso molto triste . E’ chiaro che ho molto da imparare sul vivace dibattito sull’evoluzione della famiglia”.

Per questo, ha affermato che nelle prossime settimane incontrerà alcuni “membri dei gruppi che rappresentano nel modo migliore l’evoluzione della famiglia, inclusi coloro che ho offeso con le mie parole”.

“Sessista e noioso”: lo spot che scatena le polemiche in Francia

guerlain-pubblicità-tuttacronacaCi si reca a vedere un film al cinema e, è risaputo, bisogna fare i conti con gli spot pre-proiezione. Ma che dire se invece dei soliti trailer e di qualche pubblicità ci s’imbatte in un filmato della durata, infinita, di 5 minuti e 46 secondi? E’ quanto capita in Francia dove gli spettatori sono esasperati dalla pubblicità “Shalimar”, profumo femminile di Guerlain. Libération, quotidiano d’oltralpe, ne ha parlato come di qualcosa di un “sadismo interminabile”, considerato che la réclame è esasperante, grottesca, sessista e iper-kitsch. Alberto Mattioli descrive sulla Stampa quello che si vede:

“Lo spot di  In un’India tipica che più cartolinesca non si può (pare che l’occupazione principale di tutti sia suonare il sitar), la principessa, preso il terzo bagno di fila, si annoia a morte nel suo castello aspettando il principe che per raggiungerla l’ha presa decisamente lunga e attraversa a cavallo deserti, fiumi, montagne con carovane di elefanti tipo Annibale. Finché i due si ritrovano, lui getta il profumo nel lago e dalle acque spunta il Taj Mahal. Fine (finalmente)”.

Barilla nel centro del mirino: tra boicottaggio e petizione di Dario Fo

-barilla-pubbicità-gay-tuttacronacaSolo ieri Guido Barilla, con la sua affermazione che l’azienda non farà mai pubblicità gay perché  “preferiamo la famiglia tradizionale”, ha fatto scoppiare la polemica in rete e la notizia, e il boicottaggio, ha già fatto il giro del mondo, apparendo sulle principali testate internazionali. E se nel web appaiono le immancabili vignette e le frasi di scherno, Dario Fo utilizza internet per lanciare una petizione su Change.org con la quale chiede a Barilla di rappresentare, nelle sue prossime campagne pubblicitarie, tutti i tipi di famiglia. Del resto il premio Nobel l’azienda la conosce, essendone stato testimone negli anni Cinquanta.
Nella lettera aperta al presidente dell’azienda emiliana, Fo lo invita a diventare “ambasciatore di integrazione e voce del presente”:

Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l’occasione di conoscere Pietro, vostro padre. […] In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell’Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d’Italia, di casa e di famiglia. Per tutti. Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini. […] Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l’Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un’Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender. Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni ’50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

E conclude con un appello:

E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi. Come ho già scritto: “Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti”.

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Barilla omofoba, niente gay nelle sue pubblicità

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Guido Barilla non usa mezzi termini o circonlocuzioni e afferma che la Barilla non farà mai pubblicità gay perché  “preferiamo la famiglia tradizionale”. Loro la preferiscono ma c’è chi sul web immediatamente la boicotta e sotto l’hashtag #boicottabarilla la mobilitazione ha una forte aderenza:

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Sembra proprio che Guido Barilla stavolta abbia fatto un clamoroso autogol che alla Zanzara  su radio 24 ha affermato:

“Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri”.

E poi ha aggiunto:

“La pubblicità è una cosa molto seria  e va discussa in genere da persone che ne capiscono di pubblicità. Laura Boldrini non capisce bene che ruolo svolge la donna nella pubblicità. E’ madre, nonna, amante, cura la casa, cura le persone care, oppure fa altri gesti e altre attività che comunque ne nobilitano il ruolo. E’ una fondamentale persona per la pubblicità, non solo italiana. In tutti i Paesi del mondo la donna è estremamente usata. Ho pensato che il Presidente della Camera che si abbassa a parlare di pubblicità quando peraltro non ha le competenze è abbastanza patetico. La comunicazione è una leva fondamentale per il commercio e ognuno la fa come meglio crede, nel rispetto delle regole. Ci sono i giurì che controllano la qualità dei comunicati, se qualcuno fa male viene ripreso e ampiamente multato. La Boldrini dicendo quelle cose danneggia se stessa, non l’azienda, perché la gente reale quando va a comprare bada alla qualità dei prodotti, al costo, a soddisfare i bisogni. Tutto il resto sono frottole”.

“Tutto senza chiederti nulla”: lo spot targato Mediaset

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Qui non incassiamo finanziamenti pubblici
qui non siamo colossi americani
qui contiamo solo sulle nostre forze
e qui ogni mattina arrivano migliaia di persone
che cercano di fare il massimo per regalare una televisione moderna, vivace e completa.
Undici reti gratuite e centinaia di programmi in onda ogni giorno, anche su Internet.
Che non ti costano niente, niente.
Nemmeno un bollettino postale.
Così… giusto per ricordarlo.

Recita così lo spot commerciale che in questi giorni va in onda sulle reti Mediaset. “Tutto senza chiederti nulla”, perfetto esempio di autopropaganda che arriva proprio a breve distanza sulla sentenza che giornali e media hanno presentato come “Diritti tv – Mediaset”. All’arrivo di tutta questa pubblicità negativa, il Biscione ha quindi deciso di correre ai ripari mettendo al lavoro gli addetti al marketing che hanno tenuto a sottolineare che l’azienda non incassa finanziamenti pubblici, al contrario della Rai, nè è un colosso americano, all’opposto della Sky di Murdoch.

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