Arriva l’Epifania: 1.8 milioni di italiani in viaggio

epifania-tuttacronacaCon le partenze del  week-end dell’Epifania  saranno complessivamente 1.8 milioni gli italiani delle ferie natalizie con una meta italiana come destinazione. Nel 2013 a fare una vacanza in questi giorni erano stati 2.1 mln: una flessione quindi del 15.6%. I dati arrivano da Federalberghi. Del totale dei viaggiatori 1,3 milioni partiranno solo per quest’ultimo week end festivo, mentre dei restanti turisti 261mila hanno iniziato la loro vacanza a Natale e altri 237mila a Capodanno.

La vacanza da incubo dei Beckham: esplosione nel resort, un morto

beckham-tuttacronacaSono alle Maldive con i figli Brooklyn, Romeo, Cruz e Harper il centrocampista inglese ex Manchester United David Beckham e la moglie Victoria, ma la fuga dai paparazzi rischia di trasformarsi in un incubo. Nel resort a cinque stelle nel quale alloggiano, infatti, nella mattina di ieri si è verificata un’esplosione, come riporta il DailyMail. La deflagrazione è stata causata da fuochi d’artificio immagazzinati e ha sventrato parte della struttura. Sembra anche che il personale di sicurezza abbia trovato, non distante dal pontile del Resort, il cadavere di un uomo di nazionalità cingalese.

Peggio che mai: la Minetti bastonata dai tabloid americani

nicole-minetti-miami-tuttacronacaI giornali esteri Tmz e NyDailyNews hanno preso di mira Nicole Minetti che si gode le vacanze sotto il sole di Miami, chiedendosi come faccia l’ex consigliera regionale ad essere così rilassata essendo stata recentemente condannata a cinque anni di reclusione per favoreggiamento alla prostituzione. La Minetti si è trasferita da qualche mese in America, tra Miami e New York, dove abita il suo fidanzato ristoratore milionario Cipriani, per sfuggire ai giornali italiani. E invece è finita nelle maglie dei tabloid anglosassoni, molto più crudeli. Come sottolinea Dagospia, se in Italia si possono trovare titoli simili a “Nicole si rilassa al sole di Miami”, “TMZ” usa l’epiteto di

“Silvio Berlusconi’s hooker wrangler hanging out in Miami…Before prison” (tradotto con licenza poetica: “La domatrice di mignotte si diverte a Miami…prima della prigione”), e si chiede come mai una condannata a 5 anni di prigione in primo grado possa lasciare il proprio Paese e svacanzare oltreoceano (la risposta? “Basta guardare il suo c**o”). Poi passa l’inglese “Daily Mail” e ingioiella i bikini della nostra Nicole con la seguente didascalia: “Miami vice: Anglo-Italian woman sentenced to five years for pimping prostitutes for Berlusconi enjoys herself on Florida beach as jail term is delayed. Showgirl is not behind bars because she is appealing her conviction” (“Miami Vice: donna anglo-italiana condannata a 5 anni di prigione per aver fatto la pappona delle prostitute di Berlusconi si gode le spiagge della Florida mentre la sua pena viene rimandata. Non si trova dietro le sbarre perché ha appellato la sua condanna”).

 

Il tutto è corredato da gallery fotografiche che mostrano la Minetti intenta a godersi le sue vacanze con un bikini che non passa inosservato.

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Sorpresa natalizia per 16 scuole romane: sospeso servizio mensa

mensa-scolastica-tuttacronacaSorpresa amara sotto l’albero in sedici istituti comprensivi, che ospitano classi dell’infanzia, primaria e media, della Capitale: il giorno della Vigilia è infatti arrivata una nota in cui il Comune, nello specifico il Dipartimento servizi educativi e scolastici, avvisa che sospenderà il servizio mensa dal 7 gennaio, vale a dire in piena riapertura delle scuole. Gli alunni, al rientro, si vedranno quindi sospeso, o messo a serio rischio, il normale servizio di mensa. Laura Larcan per Il Messaggero scrive:

Il motivo sta tutto «concentrato» in un passaggio della nota protocollata dal dipartimento capitolino il 23 dicembre in cui si fa presente che «con il prossimo 31 dicembre cesseranno gli effetti dei previgenti affidamenti centralizzati e che, con decorrenza 7 gennaio 2014, si presenterà la necessità di rendere concretamente effettivo il passaggio all’autogestione». La risposta alla nota era richiesta entro il 24 dicembre. Peccato che le scuole coinvolte non hanno ancora concluso tutte le procedure di gara per il passaggio dall’appalto centralizzato a quello in autogestione. Un disagio che peserà su migliaia di bambini: basti solo considerare che gli istituti comprensivi protagonisti prevedono una media di mille pasti al giorno. A fare luce su una situazione che sta creando un subbuglio tra i vari dirigenti scolastici, è l’Asal, l’Associazione scuole autonome del Lazio.

«La gravità della nota del Comune sta nel fatto che a tali 16 scuole il 25 ottobre scorso il Comune aveva dichiarato che in caso di mancato espletamento della gara entro il 31 dicembre si sarebbe proceduto ad “ulteriore affidamento” alle ditte attualmente in servizio, a carico del Dipartimento», spiegano dall’Asal. Inoltre, «Tra il 16 e il 19 dicembre scorsi – continuano dall’associazione – tali 16 scuole sono state convocate dal Dipartimento, e hanno sottoscritto di concerto un verbale di accordo in cui veniva ribadita la necessità di rinnovo da parte del Comune dell’affidamento del servizio in corso».

Calo del 11% rispetto al 2013, il Capodanno degli italiani è in casa

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Si contrae del 11% la presenza degli italiani che trascorreranno il Capodanno fuori dalle mura domestiche. Ben il 60% sceglie di passarlo con amici o parenti in case di proprietà piuttosto che recarsi in locali o ristoranti per trascorrere la fatidica notte tra il 31 e il 1 gennaio. Resteranno in Italia l’81% e quasi la metà spenderà meno di 250 euro a persona mentre solo il 21% è disposto ancora a spendere somme tra i 250 e i 500 euro a persona.

Circa 4 milioni gli italiani trascorreranno il Capodanno fuori casa con una riduzione stimata pari all’11 per cento rispetto allo scorso anno. È quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che, però, ben sei italiani su dieci (60%) alloggerà in case di proprietà o di parenti o amici. Resteranno in Italia l’81 per cento dei vacanzieri; quasi la metà (49 per cento) spenderà meno di 250 euro a persona e il 21 per cento tra i 250 ed i 500 euro a persona.  Per chi si muoverà la tendenza sarà comunque di trascorrere fuori casa tre giorni e soprattutto scegliere agriturismi prenotati su internet attraverso i tablet o pc. Soprattutto va di moda il last minute che consente di trovare ottime offerte. Anche le mete saranno più vicine alle proprie abitazioni così da sfruttare al massimo i tre giorni e far rientrare le spese nel budget previsto. “Il motivo principale – conclude la Coldiretti – è il costo del biglietto aereo, del treno e dei carburanti per il 40 per cento degli italiani, mentre per il 22 per cento la motivazione va ricercata nella minor disponibilità di tempo”.

La battuta di pesca subacquea che termina in tragedia: muore un 35enne

sub-napoletano-morto-tuttacronacaDoveva essere una battuta di pesca subacquea ma si è risolta in tragedia: oggi è stato recuperato il cadavere di un 35enne napoletano che si era immerso ieri nelle acque di Matera, in provincia di Potenza. Il sub si trovava in vacanza a casa di amici in compagnia della moglie e della figlia e ieri sera aveva deciso di immergersi per pescare. Dopo qualche ora la moglie, preoccupata perchè non tornava, ha lanciato l’allarme. Le ricerche sono state eseguite stamani da personale della Guardia costiera e da un elicottero: il cadavere è stato avvistato e recuperato nella zona di Acquafredda. Stando a una prima ipotesi, l’uomo potrebbe essere rimasto incastrato con l’attrezzatura fra le rocce della zona, non riuscendo più a liberarsi e a risalire.

9 milioni e mezzo d’italiani in vacanza a Natale… ma sarà mini

vacanze-natale-tuttacronacaE’ un sondaggio Confesercenti-Swg a rivelare che quest’anno saranno 9 milioni e mezzo gli italiani che si concederanno una vacanza durante le prossime festività natalizie. Il dato è in lieve flessione rispetto l’anno scorso (-2%, circa 500mila in meno), ma rappresenta il 20% degli adulti del Paese. Per chi non partirà, 13.6 milioni di persone, il 36%, non potrà farlo per motivi economici. Per chi invece si concederà il break, le vacanze saranno “mini”: tra chi viaggia, si registra una diminuzione della spesa media (694 euro, il 9% in meno rispetto al 2012). Tale risparmio permetterà una permanenza media che però si allunga passando da 6 a 7 giorni. Aumentano anche i vacanzieri che resteranno fuori solo due giorni (+7%). Ma cresce la voglia di cultura: aumentano i viaggiatori in cerca di arricchimento culturale (+9%) e le città d’arte raccolgono più preferenze della montagna (33% contro 30%). Tra chi non parte, oltre che coloro che lo fanno per mancanza di disponibilità economica, anche chi, nelle feste, cerca un momento di riposo e da dedicare alla famiglia: il 17%. E’ la stessa percentuale di chi ritiene che i prezzi da pagare per un viaggio siano troppo alti, in calo però dell’1% rispetto al 2012. Il 14% degli intervistati, invece, sostiene di preferire altri periodi dell’anno per un viaggio, mentre è sempre fermo al 7%, com’era accaduto l’anno scorso, chi indica come ostacolo alle vacanze la mancanza di giorni di ferie. Il 4% invece non partirà perché deve occuparsi di familiari o anziani, mentre il 3% perché non ha nessuno con cui condividere il giorno di ferie. Oltre il 44% di chi parte avrà meno di 34 anni e in totale il 39% di chi farà una vacanza se la dedicherà con la famiglia. Il dato è in calo del 5% rispetto al 2012, ed è controbilanciato dall’aumento di chi va con gli amici (la cui quota passa dal 24 al 26%), di chi sceglie il viaggio con il partner (da 25 a 26%) e dalla crescita dei viaggiatori solitari, che passano dal 5 al 7%. Stabile al 2%, come lo scorso anno, la quota di chi sceglie il viaggio organizzato. A cosa mira chi parte? Il 47% desidera riposo e relax, in calo dell’8%. Diminuisce anche il numero di coloro che cercano divertimento ed evasione (dal 31% al 28%), mentre più che raddoppiano i vacanzieri orientati verso l’arricchimento culturale, che nel 2013 saranno il 17%, il 9% in più dello scorso anno. Aumentano anche le persone che sperano di fare conoscenze (dal 3 al 5%), mentre rimangono stabili al 3% i romantici: coloro che vorrebbero incontrare, in vacanza, un `nuovo amore´.

Quei contributi figurativi che riducono le pensioni

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Si chiamano contributi figurativi e minano l’assegno pensionistico. Cosa sono? Ad esempio le assenze per donare il sangue o anche per svolgere un servizio sociale. Come racconta il Sole 24 Ore:

A scoprire in prima persona gli effetti delle nuove regole sono state decine di donatori volontari del sangue, che nelle scorse settimane hanno avviato i conteggi per accedere alla pensione anticipata, verificando che i giorni non lavorati perché dedicati alla donazione non vengono calcolati. Già con un parere dell’ottobre 2012, la gestione ex Inpdap, aveva precisato che la presenza di contribuzione utile ai fini del diritto al trattamento di quiescenza relativa ad assenza diverse da quelle previste dalla norma, poiché non costituisce prestazione effettiva di lavoro, comporta l’applicazione delle riduzioni percentuali.Tale interpretazione, in linea con il tenore letterale della norma, comporta oggettive difficoltà applicative, soprattutto nel pubblico impiego, dove non sempre risulta possibile avere una situazione storica di tutte le tipologie di assenze effettuate dal lavoratore nel corso dell’intera vita lavorativa.

Per queste persone quindi i contributi non verrebbero conteggiati e non sarebbe quindi consentito di andare in pensione anticipata entro il 2017 senza la decurtazione dell’assegno. I dubbi sono sorti e con loro le polemiche tanto che l’Inps ha richiesto ed è in attesa del parere di due ministeri. Questo è l’ennesimo nodo “opaco” della riforma Fornero che prevede decurtazioni per chi accede alla pensione anticipata (cioè prima dei 62 anni) con elevata anzianità contributiva. Decurtazioni che non valgono per chi matura i requisiti contributivi entro il 2017, a patto che l’anzianità contributiva sia determinata da prestazione effettiva di lavoro.

E i donatori di sangue sembra che abbiano invece fatto assenze ingiustificate? Speriamo che si arrivi presto a un chiarimento!

Raffaele Sollecito: dalla colletta sul web alle ferie a Santo Domingo

sollecito_caraibi_oggi_tuttacronacaIl 30 settembre, a Firenze, prenderà l’avvio il nuovo processo d’Appello per l’omicidio di Meredith Kercher e Raffaele Sollecito dovrà tornare in aula. Nel frattempo, però, ha deciso di concedersi un po’ di relax a Bayahibe, una delle spiagge più belle del Sud-est di Santo Domingo. E’ qui che ha scelto di soggiornare almeno un mese, presso il residence Casa Caribe Tamarindo. E’ il settimanale Oggi a riferire che il barese dorme fino a tardi, gira con l’inseparabile computer perennemente alla ricerca di una zona wireless e ha fatto conoscenza con parecchi connazionali residenti, tra cui un pavese trasferitosi lì per lavoro e un imprenditore romano con parecchi affari nel settore turistico. Allo stesso giornale, durante un’intervista, Sollecito aveva spiegato che avrebbe saltato le prime fasi del dibattimento pur promettendo di tornare per affrontare il giudizio. Certo, la notizia può far discure: un mese di relax a Santo Domingo per lo stesso ragazzo che solo a giugno aveva lanciato una colletta in rete per poter sostenere le spese legali del nuovo processo… A questo punto, all’Ansa, il padre, Francesco, ha spiegato che “Raffaele si trova a Santo Domingo dove soggiorna in una casa che gli è stata messa a disposizione gratuitamente da una coppia di italiani suoi sostenitori. Sta cercando di ritrovare sé stesso, un po’ di serenità dopo le difficile vicende degli ultimi anni. A metà ottobre ha in programma di partecipare ad una trasmissione tv. Di persona nel nostro Paese, non certo collegato dall’estero”. L’uomo ha quindi assicurato che il giovane farà ritorno in Italia:  e “Io, mio figlio e la mia famiglia, abbiamo un assoluto rispetto delle istituzioni italiane. Per questo Raffaele non è mai stato sfiorato dall’idea di fuggire. Vogliamo difenderci nel processo e per questo i difensori di mio figlio, gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, con tutti i loro collaboratori, hanno rinunciato alle ferie per mettere a punto la difesa. Lo stesso ho fatto io, per cercare di supportarli in tutti i modi. Siamo infatti assolutamente convinti dell’assoluta innocenza di Raffaele”.

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Berlusconi: il Cavaliere indeciso fa dietrofront

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Non è mai stato così indeciso nella sua vita nè imprenditoriale, né professionale e forse neppure in quella personale. Silvio Berlusconi, l’uomo pratico e fattivo, sembra ora fragile e insicuro. L’atteso videomessaggio che doveva andare in onda per l’inaugurazione del nuovo partito è stato ritirato a pochi minuti dal passaggio televisivo. La notizia è stata confermata da fonti del Pdl a Libero. Ora non è chiaro se andrà in onda domani o dopodomani, se verrà cambiato, se si preferirà attendere prima il verdetto della Giunta e poi annunciare la crisi. Insomma gli scenari sono molteplici e anche se sembra che il governo sia destinato a rimanere in carica, la situazione è in piena evoluzione. Per ora il cavaliere fa dietrofront e osserva!

 

Il videomessaggio alla vigilia della decadenza. Ecco cosa dirà il Cav.

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Non è un grande mistero il contenuto di quel videomessaggio, anche perchè della sua esistenza si sa da diversi giorni. C’è anche chi afferma che possano esistere diverse versioni e si sia scelta quella soft al momento. Un feroce attacco alla magistratura, il lancio di Forza Italia, ma niente crisi. Un videomessaggio soprattutto per ribadire che lui c’è, è in campo e non sarà una condanna o una decadenza a fermarlo, perché già sembra che, consigliato dai suoi avvocati, possa anche scegliere i servizi sociali piuttosto che i domiciliari. Come mai scegliere una via più umiliante rispetto che a quella più “dignitosa” chiuso nei suoi palazzi? Perché i servizi sociali gli consentirebbero di continuare a fare il leader politico del nuovo partito: Forza Italia. La richiesta infatti avrebbe solo due vincoli: rientrare a casa entro le 22, uscire dopo le 7-8.

Come si legge oggi su La Repubblica:

Il video parte col lungo excursus sulla “persecuzione giudiziaria “, sulla famosa “guerra dei vent’anni” e sulla necessità di una riforma. Un unico passaggio sul governo, per intimare a Letta a impegnarsi per ridurre la pressione fiscale. Apprezzamento poi per i cinque uomini Pdl nell’esecutivo – racconta chi ha visto il lungo messaggio – ma non c’è alcun passaggio sulla crisi, nessuna minaccia. Né un riferimento al voto imminente in giunta e alla sua vicenda. Berlusconi lo ignora, quanto meno preferisce dare questa impressione e va già oltre, si sente in campagna elettorale. Il messaggio ai ministri è implicito: “Voi restate pure al governo, io costruisco il mio partito e lavoro ad altro”. L’ex premier è ormai sfiduciato, stanco del tira e molla col Pd e del mancato impegno di Letta nella ricerca di una soluzione ai suoi problemi. È la ragione per la quale Alfano, Lupi, Lorenzin, Quagliariello e De Girolamo hanno concordato tra loro di presentarsi giovedì dal leader, nella nuova sede di Piazza San Lorenzo in Lucina, per rassegnare le dimissioni nelle sue mani e giocare d’anticipo. Rimettendo a lui il compito di respingerle.

Ma da chi sarà formato il suo nuovo partito? Via i vecchi e largo ai giovani. Basta con i soliti volti noti e spazio a volti freschi e acqua e sapone. D’altra parte i panni sporchi si son sempre puliti così! Ma a spaventare Berlusconi sarebbero state le parole di Giuseppe Castiglioni a Piazza Pulita. In tale occasione infatti il sottosegretario alle politiche agricole del Pdl, ha ammesso: “C’è un gruppo di senatori a me più vicini tra i quali Gibiino, Torrisi e Pagano pronti a non seguire Silvio”.

 

Salutiamo l’estate: cede il passo all’autunno

estate-autunno-tuttacronacaUltimi scampoli d’estate oggi sulla nostra penisola, dove prevarrà il sole con un “clima diurno gradevole”, ma già da domani, come spiega in una nota Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com, “arriva la prima perturbazione di chiaro stampo autunnale”.  Ultime ore quindi prima di salutare l’autunno che si avvicina: “Il tempo inizierà a peggiorare già sabato sera al Nordovest, con le prime piogge, mentre domenica il maltempo si estenderà gradualmente a tutto il Paese con precipitazioni e temporali da Ovest verso Est. C’è il rischio di fenomeni molto intensi, con locali nubifragi, in particolare su Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio, entro sera anche su Marche e Abruzzo”. Temporali “raggiungeranno pure la Sardegna e la Sicilia, per poi estendersi gradualmente al Sud. Le ultime a capitolare saranno Calabria, Basilicata e Puglia, dove prevarrà il sole almeno fino al pomeriggio, ma con rovesci anche intensi in arrivo entro la notte”. Prosegue Ferrara: “Pure la prossima settimana sarà movimentata, a causa di un profondo ciclone che interesserà gran parte d’Europa portando piogge, temporali, forte vento e neve persino a quote medio-basse. L’Italia sarà più ai margini dell’azione ciclonica, tuttavia non mancheranno frequenti passaggi piovosi da Nordovest verso Sudest, pur alternati a parentesi più asciutte e soleggiate, accompagnati da rinforzi di vento tra Ponente e Tramontana”. Arriverà anche un pò di freddo sulle Alpi, “con spruzzate di neve fin verso i 1500-1700m sui settori di confine. Possiamo dunque proprio dire che l’estate cede definitivamente il passo all’autunno”.

Se crolla il governo che ne sarà di pensionati, esodati e cig?

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Cosa ne sarà di pensionandi, pensionati, esodati e cassaintegrati se cade il governo Letta? La riforma Fornero non funziona e questo è un dato di fatto, ma ci sarà il tempo per apportare le modifiche? Molto si cercherà di fare con la legge di stabilità che verrà presentata al Parlamento in ottobre… sempre che il governo regga fino a quella data. Giovannini promette anche misure di contenimento del cuneo fiscale. E il lavoro? Con il governo che è in disequilibrio costantemente sono molti gli interrogativi che per il momento ancora non hanno risposte.

IlSussidiario.net ha riportato quanto dichiarato nell’intervista da Silvano Moffa, ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera:

Cosa rischiano pensionati, pensionandi, esodati, cassaintegrati se cade il governo Letta?

In queste settimane stanno venendo a galla tutte le incognite della riforma Fornero. E che fine farà il taglio delle pensioni d’oro su cui pure si è impegnato il governo ma che ha già ottenuto un primo stop dalla Corte costituzionale perché va a toccare i diritti acquisiti dei lavoratori? Tutto dipenderà dalla legge di stabilità che verrà presentata alle camere a ottobre. Sempre che l’attuale governo sia ancora in carica. Secondo il ministro Giovannini, la legge di stabilità conterrà anche misure per il contenimento del cuneo fiscale. IlSussidiario.net ne ha parlato con Silvano Moffa, ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera.

Se cade Letta che ne sarà della riforma pensioni? Esodati e cassa integrazioni rimarranno senza copertura? Che fine farà il taglio delle pensioni d’oro?

Non so se il governo cadrà, nonostante le fibrillazioni di questi giorni. Sul fronte delle convenienze reciproche credo che alla fine ci sia un interesse comune dei due poli a tenere in piedi l’attuale esecutivo. Tuttavia, se dovesse cadere sicuramente ci sarà un rallentamento del processo di riforma della riforma, per il recupero delle parti dannose che la riforma Fornero ha introdotto.

Solo un rallentamento?

Secondo me sì, anche perché ci saranno ulteriori passaggi che debbono essere fatti all’interno della finanziaria. È lì che bisognerà trovare le risorse aggiuntive necessarie.

Come giudica l’operato del governo sul tema delle pensioni?

Guardi, già all’epoca del governo Monti, attraverso la Commissione Lavoro della Camera, chiedemmo di impostare un percorso completamente diverso. E in parte riuscimmo a sanare la questione “esodati”. Ovviamente questi temi oggi sono tornati in primo piano.

Qual è l’argomento più urgente da affrontare?

Tutto quello che si riesce a fare per recuperare un equilibrio su un tema così fortemente sbilanciato è positivo. La riforma del lavoro ha infatti ridotto l’area della flessibilità in entrata con conseguenze pesantissime sulla disoccupazione giovanile, con molti contratti a termine che non sono stati rinnovati. A suo tempo dicemmo: attenzione, in questa maniera avete preso come bersaglio la precarizzazione, ma di fatto avete fatto scomparire dal mercato le prime opportunità di lavoro che si presentano a un giovane. In più…

In più?

Il governo si è assunto l’onere di risolvere definitivamente il problema degli esodati esploso a suo tempo e parzialmente tamponato. Con la prossima legge di stabilità dovrà dire in che maniera intende farlo.

Con la legge di stabilità il governo vorrebbe addirittura ridurre il cuneo fiscale…

Non c’è dubbio che bisogna ridurre il cuneo fiscale per andare incontro alle esigenze delle imprese e dei lavoratori. Però, anche qui, il governo dovrà dire con quali risorse intende perseguire questo obiettivo.

È d’accordo con l’idea di introdurre una maggiore flessibilità in uscita per chi è prossimo alla pensione?

Assolutamente sì. È esattamente l’equilibrio che cercavamo di offrire alla Fornero quando proponevamo maggiore flessibilità in entrata e di rendere meno rigido il mercato in uscita. Che significava liberare il mercato del lavoro da tanti vincoli che ne bloccavano l’espansione. Questo purtroppo non è avvenuto: abbiamo mantenuto un mercato rigido con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Cosa ne pensa dell’idea del ministro Giovannini di dare un acconto sulla pensione a chi perde il posto quando è a pochi anni, due o tre, dal traguardo?

In questo modo si cerca di recuperare almeno in parte il danno causato dall’allungamento dell’età pensionabile creando una sorta di scivolo, con un’anticipazione. Voglio solo sottolineare il fatto che stiamo parlando di risorse che appartengono ai lavoratori: non stiamo regalando niente. Stiamo solo accorciando i tempi. In una situazione congiunturale sfavorevole come quella attuale può essere una boccata d’ossigeno. Ma non mi sembra una riforma sistemica del nostro sistema pensionistico.

Giusto il taglio delle pensioni d’oro?

Guardi, a suo tempo cui fu una discussione abbastanza accesa sull’argomento. C’era chi diceva che bisognava ridurle non tenendo conto che si tratta di diritti acquisiti. Altri, come me, dicevano invece: attenzione, mettendo in discussione diritti acquisiti rischiamo di andare a scontrarci con norme di rango costituzionale. Cosa che è puntualmente avvenuta. Quando ero Presidente della Commissione Lavoro, assieme al collega della Commissione Affari istituzionali, mettemmo chiaramente in luce il rischio di incostituzionalità di quella norma.

Sta dicendo che le pensioni d’oro non si possono tagliare?

No, non sto affatto dicendo questo. Si può fare introducendo un elemento di solidarietà, una sorta di bonus di solidarietà che può essere richiesto per un certo numero di anni a chi gode di pensioni fuori dall’ordinario tanto sono elevate. Chiedere a chi oggi si trova in condizioni di maggior benessere, addirittura di una ricchezza oltremisura, un atto di solidarietà mi sembra giusto. Non solo. Sarebbe un obiettivo più facilmente perseguibile e non attaccabile sotto il profilo della norma costituzionale.

Quando andranno in pensione gli insegnanti?

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Da una parte gli esodati dall’altra i cosidetti “quota 96” poi ci sono gli insegnati  vittime anche loro della riforma Fornero che nonostante avessero richiesto la pensione si sono ritrovati senza requisiti per ottenerla. E chi sperava di trovar risposte nell’ultimo atteso decreto legge sulla scuola è rimasto deluso perché di loro non è stata fatta menzione. Insomma fantasmi invisibili a cui i diritti come lavoratori non sono stati riconosciuti. I pensionati della scuola restano infatti bloccati in servizio dalla legge Fornero… ma che insegneranno se alcuni di loro sono distratti e divisi tra la rabbia di non poter andare in pensione e ‘impotenza di veer riconosciuto il loro diritto di lavoratori?

Manuela Ghizzoni, deputata Pd, aveva sollevato il problema da tempo la questione e aveva parlato di “schiaffo ai diritti dei lavoratori”. Poi, con la presentazione del decreto, è arrivata la conferma.

I pensionandi restano bloccati in servizio dalla Fornero, che ha abolito la “quota 96” da cui prendono nome. Prima del provvedimento varato dal governo Monti, infatti, il requisito per andare in pensione nel mondo della scuola era il raggiungimento di questa cifra, tra età anagrafica e contributiva (partendo da un minimo di 60 anni di età e 35 di servizio). Molti docenti, a ottobre 2011, avevano già fatto domanda di pensionamento perché avrebbero conseguito la quota entro la fine dell’anno scolastico. Ma la riforma Fornero ha azzerato tutto: alcuni di loro (specie fra gli uomini) adesso dovranno aspettare anche 5-6 anni.

Il Partito Democratico si era fatto carico della questione, facendone addirittura uno dei punti del programma di governo per il settore scuola: “Occorre permettere il pensionamento di quanti (docenti e Ata) sono rimasti ‘impigliati’ nella riforma Fornero, in particolare sanando l’ingiustizia subìta dai lavoratori della scuola della cosiddetta quota 96”.

Ma perché non mandarli in pensione? Per una questione meramente economica che al momento non è quantificabile, ma se solo si calcolano quelli stimati dal Miur e quindi si ritiene vero il dato di almeno 3500 professori prossimi alla pensione, si capisce che non è sopportabile per lo stato italiano tale somma.

 

Via Merulana muore e gli artigiani chiudono. Roma e la pedonalizzazione

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La coltelleria Zoppo di Roma, era un punto di riferimento per l’intera città. Non solo perché un negozio storico in Via Merulana, ma perché in quelle mura si sono succedute tre generazioni di artigiani della lama e il Signor Sergio Zoppo, titolare di 78 anni, maestro artigiano ha deciso di chiudere la serranda dopo la rivoluzione avvenuta con la pedonalizzazione dei Fori Imperiali voluta dall’attuale sindaco Ignazio Marino. La colpa è dell’aumento del traffico, che sembra aver snaturato uan delle strade alberate più belle della Capitale, sita tra le due Basiliche, San Giovanni e Santa Maria Maggiore. Strada anche famosa per esser diventata lo sfondo di “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana” che invece ora sembra essere teatro solo di degrado e traffico come lo stesso Sergio Zoppo afferma:

“Mi hanno praticamente rovinato, vendo tutto quello che ho in magazzino e chiudo. Ho 78 anni e i primi ricordi che ho sono in questo laboratorio, dove lavorava già mio nonno. Arroto da una vita i coltelli, oltre a costruire oggetti da collezione. Il guaio è che senza parcheggi davanti alla bottega non posso lavorare. I coltelli che produco, infatti, non possono essere portati sui mezzi pubblici né in strada. Chi viene qui ad acquistare, dunque, deve potersi fermare con l’auto anche solo per ritirare la merce e scappare via”.

Allarme per gli ingorghi nella Capitale tra riapertura scuole e pedonalizzazione

traffico_roma-scuole-fori-tuttacronacaVia Merulana e via di San Gregorio assediate dal traffico. Via Labicana congestionata. E’ il ritratto di un lunedì a Roma, con la riapertura delle scuole, la pedonalizzazione dei Fori Imperiali e i rientri dalle ferie. E a Milano non si prospetta una situazione diversa. Stando a Tom Tom, la nota azienda di navigatori satellitari, ha comunicato che a settembra il traffico nel capoluogo lombardo aumenta del 270% mentre la previsione per la Capitale è di un aumento del 300% rispetto al mese di agosto. A Il Messaggero alcuni vigili, presenti tra via Merulana e via Labicana, hanno spiegato che la Città Eterna resta bloccata negli ingorghi: “Ovviamente l’avevamo previsto ed effettivamente con la riapertura delle scuole è ripartito un traffico significativo. Siamo sicuri che i romani, dopo aver preso le misure della pedonalizzazione, che per alcuni è stata una vera e propria novità dopo il periodo di vacanze, riusciranno ad abituarsi alla nuova circolazione. O almeno lo speriamo”. I dati di Tom Tom, come riportati su Repubblica da Vincenzo Borgomeo, prevedono “bollino nero” per il traffico in tutta Italia per il 12 settembre: “E si ritorna, come dicevamo, ai temi dell’emergenza perché proprio secondo questa ricerca, Roma (che lo ricordiamo è già una delle 10 città più trafficate d’Europa…) si vedrà aumentare il suo traffico da record in media del 300% rispetto ai 30 giorni precedenti (quando peraltro nella Capitale c’è l’invasione di turisti da tutto il mondo), per poi stabilizzarsi nel resto del mese di settembre con una diminuzione del 17% rispetto al 12 settembre. Sulla capitale pesano le conseguenze della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, ma anche la gestione dei parcheggi (sempre pochi) e della riduzione dei posti in superficie”.

Bella ciao… ovvero ecco come cambiano le pensioni per alcuni settori!

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Pensioni che tutelavano i lavori più pesanti come quelli dei marittimi, poligrafici o degli sportivi oppure quelli in cui l’età ha un ruolo determinante come nel mondo dello spettacolo per gli attori, i ballerini e cantanti verranno modificate con una nuova legge che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri, lunedì 9 e trovare applicazione già dal 1° gennaio 2014. Saranno così chiuse le vecchie “finestre mobili” e arriveranno i nuovi requisiti. Naturalmente sono salvi però i comparti della Difesa e Sicurezza e i Vigili del Fuoco che se inclusi nel provvedimento avrebbero accresciuto notevolmente il risparmio della spesa pubblica. Il provvedimento invece così come arriverà in aula farà risparmiare 526,4 milioni di euro.  Lo stesso Sole 24 ore in un articolo a firma di Davide Colombo afferma:

“È facile immaginare come sarebbero cresciuti i risparmi sulla spesa pensionistica con l’inclusione anche di questi comparti che, nel loro insieme, contano su circa 500mila addetti, pari al 15% dei dipendenti pubblici”.

Ma come cambieranno le regole del pensionamento? Per i marittimi la pensione di vecchiaia scatterà con 5 anni di anticipo:

“Per i marittimi il diritto alla pensione di vecchiaia arriva con cinque anni di anticipo rispetto ai requisiti anagrafici generali, mentre per l’anzianità speciale riconosciuta a chi ha almeno 10 anni di “effettiva navigazione” o di “servizio di macchina” o di “stazione radiotelegrafica”, dai 56 anni (con 20 di contributi) si passerà dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 a 57 anni, mentre dal 2018 si salirà a 58 anni”.

Nel mondo dello spettacolo invece cambiano le regole per ballerini, attori e cantanti:

“Per ballerini e tersicorei l’età di pensionamento di vecchiaia sale di un anno, da 45 a 46, mentre per gli attori è previsto l’aumento da 63 a 64 anni, sempre dal 1° gennaio prossimo. Le attrici vedranno cambiare i requisiti anagrafici con più gradualità: un anno ogni due, per allinearsi all’età pensionabile degli uomini nel 2022. Adeguamento anche per i cantanti con il sistema di calcolo misto della pensione: andranno in vecchiaia a 61 anni, da gennaio, gli uomini mentre per le donne c’è una scalettatura da 57 a 61 sempre entro il 2022″.

L’adeguamento per gli sportivi professionisti è anch’esso previsto entro il 2022:

“Alla stessa data è previsto l’allineamento graduale uomo-donna per gli iscritti al fondo sportivi professionisti: a 53 anni gli uomini subito, da 49 a 53 le donne”.

Il nuovo sistema poi riguarderà anche i poligrafici delle aziende in crisi:

“Per i lavoratori poligrafici di aziende in crisi, infine, il prossimo gennaio passa da 32 a 35 anni il requisito contributivo necessario per il ritiro anticipato, venendo a cadere il vecchio abbuono di tre anni. Il requisito contributivo sale ulteriormente a 36 anni nel 2016 e 37 anni nel 2018″.

Ma non si configura la disparità giuridica fra differenti soggetti dello Stato uniti dalla qualifica di lavoratori?

La Polonia nazionalizza le pensioni private. Accadrà anche in Italia?

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La Polonia non è il primo Paese ad aver deciso di nazionalizzare la previdenza privata, prima di lei erano giunte alla stessa conclusione anche l’Argentina e l’Ungheria. La “mossa” permette di ridurre il debito pubblico e nel caso della Polonia questo verrà ridotto di ben l’8%.

Accadrà anche in Italia? Come si legge sul Sole 24 Ore:

La possibilità di individuare forme per annettere al bilancio dello Stato parte se non tutto il patrimonio della previdenza privata, è stata occasione di ipotesi anche nei corridoi dei palazzi italiani: si va dall’annessione dei titoli di debito sovrani, come accaduto in Polonia, alla creazione di vincoli di portafoglio, passando dall’imposizione – per gli strumenti di primo pilastro – di una tassazione da strumento speculativo, non conforme con gli obiettivi previdenziali…

I fondi pensione complementari italiani, in particolare, presentano costi particolarmente bassi se confrontati con quelli di analoghi strumenti europei e con rendimenti medi che negli ultimi otto anni – crisi compresa – hanno battuto quello dei Tfr, alternativo nelle scelte dei lavoratori italiani. Il fianco scoperto del sistema italiano di secondo pilastro è rappresentato dalla gestione prudente – che impedisce per esempio di investire in paesi considerati nel 1996, epoca della definizione del decreto che stabilisce i criteri di investimento – “rischiosi”; Cina, Brasile, Russia compresi; dall’altra l’alta esposizione in titoli di Stato in particolare italiani, per quasi 30 miliardi di euro: titolo il cui merito di credito è sceso complice i declassamenti delle agenzie di rating, tanto da spingere le autorità di vigilanza ad invitare a prendere “con le pinze” le indicazioni relativi alle soglie minime. E infine, oltre al “pericolo polacco”, sono da considerare le condizioni fiscali dei fondi pensione: divenuti particolarmente convenienti negli ultimi due anni a causa dell’inasprimento dell’imposizione fiscale di altri strumenti utilizzati analogamente come forma di risparmio di lungo termine: da una parte il recentissimo decreto 102 che taglia le detrazione per le polizze Vita e dall’altra l’imposta definita dal decreto Salva Italia dello 0,15% sul totale affidata in gestione a fondi comuni, Etf, gestioni finanziarie.

Gli statali costano troppo… in pensione per decreto!

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Gli statali che lavorano fino a 70 anni costano troppo e così arriva il decreto per mandarli in pensione.

Il decreto legge 101/2013 contiene una norma che obbliga la pubblica amministrazione a pensionare tutti i dipendenti che ne abbiano maturato i requisiti entro il 2011, facendo salvi i limiti previsti nei diversi ordinamenti. In questo modo vengono tagliati tutti i contenziosi che si erano aperti fra gli enti pubblici e quei dipendenti – soprattutto alti dirigenti e professori universitari – che vogliono restare al lavoro fino a 70 anni.

Il decreto 101,  che tra l’altro allunga fino a tutto il 2015 la validità dei requisiti pensionistici pre riforma Fornero, consentirà di mandare in pensione il personale in soprannumero nella pubblica amministrazione. Si dà forza di legge primaria a quello che, spiega Marco Rogari sul Sole 24 Ore, era:

“un dispositivo che era già stato espresso in una circolare (la n. 2/2013) dal Dipartimento Funzione pubblica, condiviso dai ministeri dell’Economia e del Lavoro, ma che poi annullata dal Tar Lazio (n. 2446/2013). Bisogna insomma evitare che il contenzioso che s’è aperto dopo il varo della riforma delle pensioni si consolidi con danno economico per amministrazioni obbligate a gestire al ribasso il costo del personale”.

Con l’applicazione della Legge Fornero si era infatti creato un blocco per le amministrazioni che da una parte non riuscivano a pensionare i dipendenti che erano costretti a rimanere sino a tarda età sul posto di lavoro, dall’altra però avevano l’esigenza di fare spending review e quindi pensionare chi alle soglie della pensione aveva avuto un aumento di stipendio grazie agli scatti di anzianità di servizio. Le amministrazioni pubbliche quindi si trovavano a dover pagare stipendi più alti a persone che erano costrette a rimanere sul posto di lavoro.

Non è un caso che in media vadano in pensione più tardi quelli che hanno gli stipendi più alti:

“A impugnare gli atti di pensionamento sono soprattutto alti dirigenti e professori universitari, che per resistere alla procedura di collocamento a riposo avevano opposto l’articolo 24 comma 4 del decreto “Salva Italia”. […]

Nel 2012, stando ai dati forniti dall’Inps nell’ultimo Rapporto annuale sulle nuove pensioni ex Inpdap, sono state 109.076 le nuove pensioni. La Cassa dov’è stato registrato il più alto numero di nuove liquidazioni è quella dei trattamenti pensionistici statali (58%) seguita dalla Cassa pensioni dipendenti degli enti locali (38%). […] Se si guarda agli importi complessivi dei nuovi assegni erogati dall’Inps ad ex dipendenti pubblici – intesi come media delle prestazioni dirette e indirette – si scopre che questi variano dai 4.549 euro mensili per la Cassa pensioni sanitari (sono il 3% delle nuove prestazioni sorte nel 2012) ai 1.502 euro mensili della Cassa pensioni insegnanti. Gli importi medi più elevati si registrano nell’ambito della magistratura (8.225 euro mensili), settore seguito dall‘Università (3.546 euro) e delle Forze Armate (2.614 euro). Ma se in quest’ultimo caso l’età media alla decorrenza del pensionamento è attorno ai 59 anni, per i magistrati si sale al 68,7 mentre per l’Università a 65,1. Solo per il personale delle aziende autonome (1.311 pensionamenti l’anno scorso) si è riusciti ad andare oltre, con un’età media al momento dell’incasso del primo versamento Inps di 72,2 anni”.

Belen e Stefano: acrobazie in spiaggia

belen-stefano-acrobazie-tuttacronacaFormentera spiaggia ideale… per le acrobazie! O almeno sembrano pensarla così i promessi sposi Belen Rodriguez e Stefano De Martino che si sono sbizzarriti in figure acrobatiche sulla morbida sabbia dell’isola. L’ex ballerino di Amici si e’ lanciato in una lunga serie di salti mortali mostrando il suo fisico atletico mentre la showgirl argentina ha messo in campo la sua sensualità.

Quale generazione vedrà la decadenza di Berlusconi?

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Luciano Violante, esponente Pd, scelto tra i  “saggi” nominati da Giorgio Napolitano per le riforme, è intervenuto oggi alla sede del Pd di Torino. L’assemblea era stata indetta per discutere la proposta di appello alla Corte costituzionale da parte della giunta delle elezioni del Senato. Sorprende che Violante abbia affermato:

“Silvio Berlusconi ha il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno. Occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari. E’ molto facile applicare le regole solo per gli amici, è molto più complicato farlo per gli avversari” e poi ha aggiunto “non ho mai pensato a salvacondotti per Berlusconi… Io non sono favorevole a trasformarlo in una vittima”.

Da quando un condannato è una vittima? Al limite le vittime sono altre… come sorprende ancora che si parli di “difesa”. Non ci sono forse stati 3 gradi di giudizio per difendersi?  Sì, ma per quelli che sono “più uguale degli altri” c’è la possibilità di essere giudicati dai propri pari, sembrerebbe la Magna Charta del 1215 invece è una realtà del 2013.

Così accade che alle parole del “saggio” una donna di 72 anni, in polemica con le frasi dell’ex giudice, lasci la riunione. Lei è Vittoria Silvestri e alle parole di Violante ha replicato:  “Mio marito è stato assunto alla Fiat solo dopo aver presentato il certificato penale. Perché noi del Pd dobbiamo difendere un delinquente?”

Ma nonostante la base lasci la riunione Violante è andato avanti per esporre la sua linea: “Attenti al voto segreto, qualcuno farà scherzi e poi daranno la colpa a noi. Non ci sono scherzi né sotterfugi ma l’applicazione delle regole sì. La decadenza sarà votata, nei tempi giusti”.

Quale generazione vedrà la decadenza di Berlusconi?

Jovanotti e le facce “allegramente disorientate”

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Un cantante, Jovanotti, che guarda le facce dei propri fan sul computer. Volti di persone che erano lì ai suoi concerti e che sono stati ritratti in attimi diversi. Persone! Non numeri, non share, non sbigliettamento.  «Sono facce senza rancore. Allegramente disorientate. Ma chi ci parla, con loro? Con queste facce dovrebbero farci la carta da parati di Palazzo Chigi», così esordisce Lorenzo in un’intervista rilasciata a La Stampa. Al giornalista che gli chiede chi è il suo pubblico, chi sono le persone che hanno riempito gli stadi quest’estate durante il suo tour, Jovanotti risponde:

«Ho iniziato venticinque anni fa con i bambini. Uscivano da Cristina D’Avena e incontravano me. Ma alla fine il tuo pubblico sei sempre tu».

Ma poi anche Lorenzo quando smette i panni di cantante e diventa un “fan” ha le sue preferenze:

«A me piacciono cose che non stanno insieme nella stessa compilation, Elton John e De André, il pop e Miles Davis. Ricordi quel film dove Nanni Moretti diceva ironicamente: “Ve lo meritate Alberto Sordi”? Il guaio è che a me piacciono sia Moretti sia Sordi».

Intanto è scattato il countdown per “In questa notte fantastica”, l’evento televisivo di inizio stagione che proporrà su Raiuno una serata musicale con il meglio del tour estivo negli stadi di Lorenzo Jovanotti.

Rincorrendo gli ultimi scampoli d’estate… in treno!

El-Transcantabrico-Gran-Lujo-tuttacronacaL’estate sta per finire ma dare l’arrivederci alle vacanze non è mai semplice, soprattutto se ancora non si ha avuto il tempo per godersi un po’ di meritato relax, magari scoprendo anche posti nuovi ma senza rinunciare ai comfort… Il Transcantábrico Gran Lujo, spettacolare hotel su rotaie a 5 stelle, è il treno più antico della Spagna ed è considerato uno dei cinque treni migliori al mondo. Composto da sette carrozze letto, quattro con saloni e una con cucina, è caratterizzato nelle zone comuni da ampie vetrate attraverso le quali ammirare le bellezze delle terre spagnole, dalla Castilla alla Galicia, dalle Asturie alla Cantabria, ai Paesi Baschi. E per appagare tutti i sensi, è possibile degustare la più selezionata gastronomia della zona percorsa mentre la notte si può ascoltare della buona musica dal vivo. Nelle 14 suites, singole o matrimoniali, tutti i dettagli sono ricercati ed eleganti e ci si può godere degli attimi di relax grazie alle saune di vapore e il bagno con la doccia idromassaggio.

Il Trancantábrico, da cui deriva questa nuova versione che ha fatto la sua apparizione nel 2011, ha iniziato a viaggiare su rotaie nel 1983, diventando il primo treno turistico spagnolo e percorrendo la stessa strada dello storico Ferrocarril de La Robla, che trasportava il carbone da León a Bizkaia.

mappa-treno-viaggio-tuttacronacaIl viaggio, della durata di 8 giorni e 7 notti, permette di conoscere la zona nord della Spagna, costeggiando il Mar Cantábrico, viaggiando tra Santiago de Compostela e San Sebastián in una vera crociera su rotaie per godersi la cultura, l’arte e il paesaggio di queste zone, scoprendo ogni giorno mete diverse in un vero e proprio viaggio nel tempo. Dalle grotte di Altamira e la città medievale al museo Guggenheim, dalla spiaggia de las Catedrales alla cattedrale di Santiago de Compostela al Pico de Europa. E’ il caso di dire… tutti in carrozza!

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Berlusconi fa il gambero: “il governo deve continuare”

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Ieri i venti di guerra, oggi invece la pacificazione. In meno di 24h siamo passati dal «Sarebbe disdicevole se il governo cadesse, ma naturalmente non siamo disponibili a mandare avanti un governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, sul leader del Pdl, impedendogli di fare politica».

Queste erano le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, nella giornata di ieri, in collegamento telefonico  da Bassano del Grappa durante una riunione dell’Esercito di Silvio. Il leader del Pdl, poi aggiungeva «Abbiamo fatto le larghe intese, di pacificazione per vedere se si potesse mettere fine alla guerra civile, quella guerra fredda partita dopo il ’48 invece avete visto quello che è successo siamo ancora in mezzo al guado»

E sempre ieri in clima da guerra fredda c’era stata l’immediata  replica del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini: «Il ricatto di Berlusconi va respinto al mittente a stretto giro di posta: non violeremo mai le regole dello Stato di diritto per allungare la durata del governo».

Oggi, lasciato l'”esercito” arriva la riflessione di quello stesso Silvio Berlusconi che sembra nella notte aver avuto un ripensamento e torna su suoi passi come un gambero: “Non farò cadere il governo Letta” e aggiunge “L’esecutivo sta facendo cose egregie e deve andare avanti nella sua azione”.

E in mattinata è arrivata anche la firma sui referendum dei radicali per la “Giustizia Giusta” e il Cavaliere ha dichiarato anche:  “Auguro al premier Letta di restare a Palazzo Chigi” e poi ha proseguito “Ricordo che questo governo è stato voluto fortissimamente da me… Sono convinto che l’Italia abbia bisogno che il governo continui a governare”. Poi il Cavaliere ha concluso: “E addirittura non sono d’accordo con certe critiche perché questo governo sta anzi facendo cose giuste”.

Un Cavaliere dimezzato? Ieri una dichiarazione oggi l’opposto? I media spiazzati e gli approfondimenti dei giornalisti stracciati, le agenzie di stampa sudano cercando di rincorrere il Berlusconipensiero e lui concede autografi al banchetto dei radicali! Quanti elettori del Pdl forse avranno bisogno di uno psichiatra per non correre il rischio di diventare schizzofrenici?

Quella tassa pericolosa che immobilizza: la Taser. Ora sarà Service Tax.

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Si sarebbe dovuta chiamare Taser, l’erede dell’Imu, ma poi nelle stanze dei bottoni qualcuno si è accorto che non era certo un bel nome! Se si digita su google si scopre facilmente, per chi non lo sa, che Taser è un’arma da difesa che fa uso dell’elettricità per far contrarre i muscoli del soggetto colpito. Se ne sono accorti anche su internet che qualcosa non andava, insomma oltre al pagamento la beffa:

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Si è quindi deciso di tornare a un bel nome rassicurante, che ben si sposa con il governo di servizio ai cittadini:  “Service tax”.

Naturalmente ora sul web il dibattito è su tutti gli studenti fuori sede che saranno costretti a pagare la tassa sulla casa in affitto o chi non può mettersi una casa e quindi sceglie la locazione piuttosto che l’acquisto:

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Insomma il dibattito è aperto!

Una volta era “a mia insaputa” ora è per “merito mio”!

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E’ dura la vita del politico. Bisogna saper fare le promesse, ma bisogna anche dimenticarle… ma non sempre, solo quando si governa, perché se si è poi dentro le larghe intese ma “all’opposizione” allora ecco le promesse vanno mantenute. Se si viene poi accusati di qualche piccola irregolarità ecco che si applica l’ormai celebre  ” a mia insaputa”, ma se invece si punta i piedi e si rischia di far cadere il governo subito vale la regola del “merito mio”! Nella dura vita del politico bisogna anche stare attenti agli avversari, ma a volte sono più pericolosi gli uccelli, ed ecco che bisogna optare per un bel silenzio stampa. Scegliere una legge poi non è certo semplice, bisogna tutelare il patrimonio del figlio o quello dell’amante? L’azienda di famiglia o la casa del cognato? E in questi dilemmi che fanno passare le notti in bianco s’inseriscono anche i verdi scissionisti che a volte, con un linguaggio colorito, insultano chi il colore lo ha già e mettono in imbarazzo il leader del partito. Ci sono gli scandali dei quali mai nessuno si macchia perché sono solo speculazioni politiche della fazione opposta, ma a volte sono così fastidiosi da andare a rovinare le serate eleganti. Ci sono le auto blu che partono come Lancia e diventono Smart dopo i continui tagli alla spesa pubblica. Ci sono le colazioni e i pranzi con i leader internazionale e le differenti etichette da ricordare… e se si scordano, sarà stato un black out di memoria, non certo “un’insaputa”. Tra non sbagliare verbi e dondolarsi sulle sedie, a volte per errore, basta una legge che si mette per “traverso” a rovinare la fulgida carriera di un eccellente leader. Questa è la dura legge della politica.

Passo dopo passo verso la pensione… con il prestito: ecco la nuova riforma!

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Archiviata la proposta Damiano – che prevedeva un’età di pensionamento flessibile tra 62 e 66 anni con tagli sull’assegno previdenziale dal 2% all’8% – perché ha costi troppo elevati, ora il ministro del lavoro, Enrico Giovannini prova a gettare l’asso e ha fare un poker che potrebbe essere la giusta quadratura per riformare la Legge Fornero e contenere allo stesso tempo i costi.

Il ministro, al Sole 24 Ore, ha parlato di “uno schema per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.

Le parole di Giovannini, in pratica, lasciano intendere che i lavoratori potranno anche lasciare il posto prima del raggiungimento dell’età anagrafica previsto dalla Fornero, ma non a spese dello Stato. In pratica otterrebbero dalla mano pubblica (probabilmente dall’Inps) un anticipo in forma di prestito della loro pensione, da restituire però negli anni attraverso un successivo taglio del futuro assegno previdenziale.

Ma cosa può comportare questo tipo di riforma? Uno degli esempi più banali potrebbe essere quello di un pensionato che si ritrova a restituire, attraverso il taglio dell’assegno previdenziale, il prestito di cui ha usufruito man mano che va avanti con l’età e che probabilmente i costi della salute aumentano e l’inflazione preme. Inoltre chi risarcirebbe il prestito in caso di morte del pensionato?

Il ministro è poi tornato a parlare delle pensioni d’oro, quelle superiori ai 20 mila euro  al mese e ha ribadito che Nessun riequilibrio del sistema previdenziale,   può essere effettuato esclusivamente intervenendo su questi assegni, poiché il numero di pensionati d’oro è davvero esiguo.

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Ecco che spunta il Lodo Violante, aria pulita per Berlusconi. Il web s’indigna?

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Era nell’aria ed è arrivata quella che potrebbe essere un’abile mossa per salvare il leader del Pdl. Mancano poco più di 10 giornidalla riunione della giunta per le elezioni del Senato, chiamata a discutere e votare la decadenza di Silvio Berlusconi secondo quanto previsto dalla legge Severino, ma ora quella data fa meno paura.

Come si può leggere in un intervista rilasciata da Violante al Corriere della Sera:

“La Corte Costituzionale ha ritenuto che il procedimento davanti alla Giunta è di carattere giurisdizionale. Quindi la Giunta, se ritenesse che ci fossero i presupposti, potrebbe sollevare l’eccezione davanti alla Corte. Ma questa non sarebbe dilazione; sarebbe applicazione della Costituzione”.

Proprio su questo parere si è espresso positivamente anche il costituzionalista Andrea Manzella, direttore del Centro Studi sul Parlamento della Luiss di Roma: “È meglio trasferire tutto, tout court, ad un giudice terzo e indipendente: la Corte Costituzionale”.

Ma sul web il dibattito è aperto e sono molti gli elettori che in queste ore hanno fatto sentire il loro dissenso.

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Sarà questo l’uovo di Colombo per garantire al Cavaliere l’agibilità politica?

Privacy e social: i paparazzi girano alla larga da Saint-Tropez

brigitte-bardot-saint-tropez-tuttacronacaSaint-Tropez senza paparazzi. Ha dell’incredibile, eppure una delle mete estive privilegiate dal jet-set internazionale non è stata presa d’assalto dai flash dei fotografi, che devono fare i conti tanto con la crisi della stampa quanto con la concorrenza dei social network e con i troppi processi per violazione della privacy. E’ il quotidiano Nice-Matin che racconta come il villaggio di pescatori nel sude della Francia, dove nacque il mito di Brigitte Bardot, ha perso un po’ della sua aura glamour e le poche star che ancora lo frequentano preferiscono la tranquillità dei loro yacht. Quest’anno Madonna, Tony Parker, Woody Allen, Uma Thurman, Sylvester Stallone e Rihanna hanno trascorso l’estate a Saint-Tropez. Mentre Beyoncè e Paris Hilton hanno preferito Miami e Leonardo Di Caprio Ibiza. Il direttore dell’agenzia di fotogiornalismo Abaca, Jean-Michel Psaila, ha setenziato che l’epoca dei grandi scoop è finita, anche perchè Instagram e Twittier hanno preso il posto dei paparazzi, con le star che, gratuitamente, postano sui propri profili, scatti personali e video. “Tra social network, crisi della stampa, che dispone di meno mezzi per i reportage, e la moda dei processi per violazioni della privacy, i giornali sono meno tentati a inviare i loro giornalisti sul posto e tante star per scelta non vengono più fotografate – spiega Psaila -. Se i vip americani stanno al gioco, i francesi invece denunciano regolarmente i giornali”.

“Grecia ti odio”, turista italiana aggredita e rapinata a Kos, viva per miracolo

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Una vacanza in Grecia che si è trasformata quasi in un omicidio, quella di Chiara Boffo, 37enne, residente a Bassano del Grappa e dipendente di una azienda che produce mobili, che oggi farà ritorno in Italia dopo la tremenda esperienza.

«Papà, sto bene. Ma mi volevano soffocare». Queste le prime parole della donna.

Tutto era iniziato con una cena, venerdì 23 agosto: dopo una settimana di vacanza in villaggio turistico, Chiara Boffo, che era partita da sola, stava salutando gli amici che aveva conosciuto sul posto. Poi il vuoto. Non ricorda più nulla.

«Ricordo solo il rumore delle pale dell’elicottero», ha detto al fratello Roberto, contattato al telefono.

Cosa è accaduto? La donna è stata infatti trovata svenuta in una zona archeologica di Kos. Stando al referto medico, qualcuno aveva tentato di strangolarla con una corda. Sul corpo aveva parecchie ecchimosi e una brutta ferita sull’arcata sopraccigliare. I rapinatori le avevano portato via tutto: la borsetta con qualche euro, il telefonino, persino i bracciali di bigiotteria che aveva comperato nell’isola.

Fortunatamente un passante l’ha notata, a terra, priva di coscienza. E ha chiamato la polizia. Di qui il primo ricovero nell’ospedale locale e il successivo trasferimento – in elicottero, appunto – nel centro specialistico di Creta. Dopo esser stata medicata, Chiara è riuscita a sentire i parenti e avvisare gli amici con un post su Facebook. «Sono viva, per miracolo ma ci sono. Finire le ferie in ospedale. Grecia ti odio. La povertà fa fare delle cose assurde… percossa e rapinata fino allo strangolamento. Non ricordo niente per fortuna».

Ripresa? Aziende “in ferie” si trasferiscono all’estero. Scoppia il caso DOMETIC

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Ripresa? Sarà, ma per il momento assistiamo solo a fabbriche che approfittano del periodo di ferie per trasferire i macchinari e la produzione all’estero. Dopo il caso della Firem ora, lo stesso fenomeno, con le stesse modalità stava per avvenire alla Dometic di Forlì. Quante saranno ancora le aziende, che a insaputa dei loro lavoratori, cercano di lasciare il nostro paese in cerca di condizioni migliori e di meno tasse sul lavoro? Che ampiezza sta assumendo il fenomeno? La Cgil è furiosa: “Non è possibile che nella nostra Regione e nel nostro paese i lavoratori e le lavoratrici finiscano la loro giornata di lavoro, o inizino il loro periodo di ferie, con il rischio che la mattina dopo, o alla ripresa, non ci sia più la fabbrica. Questo è quanto è accaduto alla Firem e quanto stava accadendo alla Dometic di Forlì”,

Il sindacato emiliano non usa mezzi toni e torna a tuonare  a due giorni dal tentato blitz notturno di alcuni dirigenti della multinazionale svedese che hanno cercato di svuotare i magazzini nottetempo, ma sono stati interrotti da alcuni lavoratori (in ferie) che hanno chiamato le forze dell’ordine.

“Solo il presidio dei lavoratori ha impedito che il tentativo della Dometic andasse a buon fine”, sottolinea Antonio Mattioli, responsabile Politiche contrattuali Cgil Emilia-Romagna. “E’ indecente, inaccettabile, che il lavoro continui ad essere trattato in questo modo e che queste azioni possano restare impunite. Per qualcuno forse questo rappresenta il nuovo modello di sviluppo (scappo,guadagno, metto in ginocchio centinaia di famiglie e faccio quello che voglio senza assumermi nessuna responsabilità etica e sociale), ma il resto del territorio, del paese, non può stare alla finestra a guardare: dalle associazioni d’impresa alle istituzioni”.

“La Dometic”, è l’appello della Cgil, “deve restare a produrre a Forlì, garantire i livelli occupazionali, spiegare al territorio le ragioni di questo atto irresponsabile. Quanto sta accadendo mette a rischio, soprattutto in questa situazione di crisi, la tenuta sociale, alimentando una tensione i cui effetti sono imprevedibili. Per queste ragioni vanno isolati, da tutta la rappresentanza sociale e istituzionale, questi soggetti e vanno immediatamente prese iniziative atte ad impedire il saccheggio del nostro territorio”.

Anche il pd alza la voce “Quanto avvenuto allo stabilimento della Dometic di Forlì, nella notte tra venerdì e sabato, così come denunciato dalle organizzazioni sindacali Fim-Fiom-Uil, è di inaudita gravità”. Questo il pensiero di Thomas Casadei, consigliere regionale del Pd e capogruppo in commissione lavoro, cultura, formazione. “Si tratta infatti di un gesto che non ha precedenti e che aggrava  una situazione già estremamente critica, dopo che in sede di interlocuzione tra azienda e lavoratori, si era convenuto di non procedere ad atti unilaterali fino all’incontro fissato per il 5 settembre. Il fatto che i dirigenti della multinazionale svedese si siano presentati nel cuore della notte nello stabilimento chiuso per ferie – prosegue il comunicato dell’esponente politico romagnolo – evidenzia un comportamento aziendale di totale mancanza di rispetto delle regole più elementari”.

A giudizio di Casadei, “questo comportamento, che si aggiunge alla decisione unilaterale di trasferire la produzione in Cina, non può che essere stigmatizzata, anche perché si è appreso che è la seconda volta che ciò accade mentre ufficialmente l’azienda è chiusa per ferie. Perciò benissimo hanno fatto i sindacati a non far passare sotto silenzio questi comportamenti scorretti e a richiedere nuovamente un tavolo di confronto in sede istituzionale”. In un simile contesto, chiosa l’esponente del Pd, “sarebbe auspicabile che si levasse qualche presa di posizione anche da parte dei rappresentanti del mondo imprenditoriale, in particolare di ‘Una sola voce per l’economià che in maniera abbastanza sorprendente interviene quasi quotidianamente su questioni prettamente politico-istituzionali e resta in silenzio su ambiti e problematiche che attengono, nello specifico, il settore economico”.

Ma le istituzioni sono in bilico, bloccate dalla sentenza Mediaset, loro forse per primi a rischio di “trasferimento” ad altra mansione!

Berlusconi ai ferri corti con il Pdl, chiede il “silenzio stampa” ai falchi

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Berlusconi è davvero ai ferri corti con i suoi? C’è davvero una frattura difficilmente sanabile nel Pdl?

«In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche, il dibattito all’interno del Popolo della Libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa». Silvio Berlusconi, con una nota, invita i suoi parlamentari a evitare ogni polemica. Un vero e proprio “silenzio stampa”!

Nello scritto l’ex premier sottolinea che «la passione e l’impegno generoso dei nostri dirigenti e dei nostri militanti, anche negli ultimi giorni, vengono riportati e descritti a tinte forti, quasi fossero sintomi di divisione e di contrasto». Pertanto, Berlusconi invita tutti, e in particolare i “falchi” «a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori, che è sempre stata ed è il tratto distintivo del nostro movimento».

Cosa bolle nella pentola del Pdl? Cosa sta cucinando Silvio Berlusconi? O chi sta cucinando l’ex leader?

Contromano sul Ponte della Libertà: panico a Venezia

auto-contromano-ponte-libertà-tuttacronacaDopo il camion rimasto in bilico dopo aver sfondato il parapetto la settimana scorsa, il Ponte della Libertà di Venezia torna oggi protagonista di un altro fatto di cronaca. La notte scorsa, poco dopo le 2, il mestrino 24enne Filippo Nicolò Bertolin, che si stava dirigendo verso Venezia per riaccompagnare a piazzale Roma la fidanzata, veneziana, ha rischiato un frontale sul ponte con un’auto che procedeva in contromano. Il giovane è riuscito a evitarla con la sua Ypsilon e ha allertato subito il 113 per evitare altri pericoli. Lui stesso ha spiegato: “Ero giunto quasi a metà del ponte translagunare quando ho visto sullo sfondo due luci intense, proprio dritto davanti a me. Quella luce non era ferma ma avanzava, diventava sempre più intensa e veniva verso di me. Solo ad un paio di centinaia di metri mi sono accorto che si trattava di un’auto in contromano, forse un Suv, sicuramente un mezzo di grossa cilindrata. Gli ho fatto i fari ed ho suonato il clacson ed ho rallentato quasi ad arrivare a 20 km/h. Ma non è servito a nulla, l’auto è transitata al mio fianco, in senso opposto sulla corsia che sarebbe quella di sorpasso per chi procede in direzione Venezia”.

Il ventennio è finito, parola di Walter Veltroni. E ora?

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Una guerra lunga 20 anni? O sarebbe meglio parlare del ventennio del Cavaliere? In ogni caso con la sentenza della Cassazione quell’era è finita. Walter Veltroni non ha dubbi e osserva da lontano le turbolenze della politica italiana.   

Gli anni passano, ne sono trascorsi quasi venti, eppure sembra che non riusciamo a liberarci di quello che nel 2008 lei definiva «il principale esponente dello schieramento a noi avverso»…
«Però secondo me si è chiuso un ciclo. La sentenza della Corte di cassazione è la conferma della conclusione del ventennio berlusconiano. Questo sarebbe dovuto avvenire sul piano politico, se la sinistra non avesse compiuto una serie di errori che hanno impedito la vittoria alle elezioni di febbraio. Questo ventennio si sta concludendo, si è concluso, e al di là dei suoi rantoli e dei suoi sussulti bisognerà che i due principali soggetti politici, il Pdl e il Pd, lo capiscano e agiscano di conseguenza». 
A giudicare dall’esito del vertice di Arcore, il Pdl sembra piuttosto intenzionato a difendere fino all’ultimo il padre-padrone del partito. Cosa dovrebbe fare, invece, secondo lei?
«Non dovrebbe seguire Berlusconi sulla linea della radicalizzazione estrema e dell’esasperazione. Dovrebbe invece cambiare natura al soggetto di centro-destra italiano, che non può continuare a essere un soggetto populista e irriguardoso delle regole ma cominciare a prefigurarsi per il futuro di questo Paese come un soggetto moderato analogo a quello di altri Paesi europei. Le ultime dichiarazioni di Alfano da Arcore sembrano purtroppo andare in una direzione opposta».
 
E lei ritiene davvero immaginabile un Pdl senza Berlusconi?
«Lo devono immaginare loro, in primo luogo, come è naturale che sia. In nessuna parte del mondo le leadership sono infinite e illimitate nel tempo. In ogni caso loro avrebbero dovuto porsi il problema nel corso di questi anni, e lo debbono fare adesso, con tanta più urgenza».
Qualcuno di loro chiede addirittura un’amnistia ad personam.
«Io penso che non sia possibile nessuna della soluzioni che la destra chiede in questo momento, perché in questo Paese esiste il principio di legalità che vale per tutti i cittadini e al quale tutti gli uomini politici coinvolti in vicende giudiziarie si sono attenuti. Bisogna prendere atto che c’è stata una sentenza».
 
E cosa dovrebbe fare, secondo lei, un Berlusconi che accettasse questa sentenza?
«Lui può continuare, se vuole, a esprimere le sue idee sulla vita pubblica di questo Paese. Ma esistono leggi, se non codici morali minimi, che sanciscono che chi ha subito condanne definitive non possa svolgere funzioni istituzionali. Punto e stop. Naturalmente è giusto che la giunta delle elezioni del Senato approfondisca in qualche giorno tutti gli elementi di valutazione. Non bisogna dare l’impressione che ci sia una specialità al contrario. Il senatore Berlusconi non va trattato diversamente da come si tratterebbe qualunque altro parlamentare. Ma poi si decide, e si decide lì. E si deve decidere in ottemperanza alle leggi esistenti».
 
E se Berlusconi, privato del seggio e ridotto gli arresti domiciliari, decidesse di continuare a guidare comunque il suo partito? Se anche da lì facesse la campagna per le prossime politiche?
«Questo è un problema del Pdl, non mio. Sono loro che devono decidere se identificare il loro futuro con il destino personale di un uomo che ha avuto una sentenza di quelle dimensioni, o se invece vogliono reinventare la loro fisionomia politica. Non vorrei però che alla fine di questo ventennio, insieme a Berlusconi finisse anche il bipolarismo. Identificare il bipolarismo con Berlusconi può essere un errore tragico per l’intero Paese. Noi non abbiamo bisogno di tornare ai governi contrattati della Prima Repubblica, alla proporzionale e ai partiti padroni della vita pubblica. Il bipolarismo è un valore, come lo è l’alternanza. Se usciamo dal bipolarismo, se torniamo alla proporzionale, cadiamo in un baratro nel quale ci sono solo governi contrattati di larghe intese. E io non so quale delle due cose sia peggiore dell’altra».
 
Ma se il Pdl facesse cadere il governo, lei ritiene possibile la ricerca di un’altra maggioranza, magari per un Letta-bis, o pensa invece che sarebbero inevitabili le elezioni anticipate a novembre?
«Penso che quelli del Pdl sarebbero dei pazzi e degli irresponsabili a far cadere il governo:Io credo comunque che prima di andare a votare, anche nei prossimi mesi, bisogna assolutamente cambiare la legge elettorale. Come ha giustamente detto il presidente della Repubblica».
 
A giudicare dai toni che il Pdl usa in queste ore, non sembra che l’orizzonte dell’esecutivo sia lunghissimo…
«Questo governo è un’anomalia, però in questo momento deve fronteggiare l’emergenza economica e quella della legge elettorale. Quindi faccia ciò che deve fare per aiutare la ripresa dell’economia italiana ma al tempo stesso si impegni subito per la riforma elettorale».
 
E se invece la situazione precipitasse, il Pd dovrebbe affrontare le elezioni candidando Enrico Letta o Matteo Renzi?
«Le dico quale sarebbe lo sviluppo ordinato di questa vicenda. Si fa subito la legge elettorale che cambia il Porcellum e poi all’inizio del prossimo anno si va a nuove elezioni. Alle quali va il candidato che viene scelto da elezioni primarie del Pd». 
Da fare quando, queste primarie?
«Subito. Io sono perché il Pd convochi subito il congresso. Sono perché Renzi si candidi a segretario del partito, perché sono contrario alla separazione dei ruoli tra segretario e candidato premier. Ma sono favorevole a istituzionalizzare la norma in base alla quale, come è successo per Renzi con Bersani, al momento delle elezioni anche altri possano candidarsi alla premiership con apposite primarie. Una cosa però ci tengo a dirla: non sopporto le discussioni su “ex dc” ed “ex pci”. Questo è il contrario del Partito democratico, che è nato per superare questa distinzione. Basta con questa storia: ciascuno rappresenta tutti, quale che sia la storia dalla quale viene. Il Pd non è nato per mettere insieme due mezze mele, l’una diversa dall’altra: nessuno mangerebbe una mela metà rossa e metà verde, o bianca, perché apparirebbe come un frutto malsano. Se vogliamo essere un’alternativa credibile al centro-destra, se non vogliamo che sia solo Papa Francesco a parlare dei valori in una società, se vogliamo recuperare una coerenza tra valori e programmi che la sinistra ha perduto o dimenticato, dobbiamo essere innanzitutto un partito unito. E dobbiamo essere più di sinistra, parola che per me, come ho cercato di argomentare nel mio libro, significa cambiamento e non conservazione, società aperta e non bloccata, eguaglianza e opportunità diffuse. Questa sinistra può arrivare al 40 per cento, non al 25. È la vocazione maggioritaria senza la quale il Pd non ha ragione di esistere».
Lei è per Renzi segretario. E non pensa che la scelta di un altro candidato premier indebolirebbe automaticamente il governo Letta?
«Io penso che Renzi e Letta possano convivere, e mi auguro che convivano. Sono due energie, due risorse utilissime. E non sono le sole. Anche per il futuro si possono trovare delle forme di convivenza. Se uno fa il candidato premier, e l’ altro il ministro degli Esteri o dell’Economia, è una cosa che accade nei grandi partiti. Ricordo che Obama e Hillary Clinton duellarono aspramente, alle primarie, poi uno ha fatto il presidente e l’altra il segretario di Stato…».

Tunisino ubriaco prende a bottigliate i passanti e ferisce un 20enne

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Perugia e l’incubo degli ubriachi che danno in escandescenza in piazza IV Novembre e in piazza Danti. Nella notte scorsa, quello che doveva essere un tranquillo sabato sera di fine estate si è trasformato in un inferno a causa di un tunisino di 32 anni, ubriaco, che ha lanciato bottiglie contro i clienti di un bar. Un ragazzo di 20 anni è rimasto ferito alla testa da una bottigliata che gli è stata lanciata contro. Poi l’uomo è fuggito in direzione di piazza Danti e qui è stato arrestato dai carabinieri.

L’italiana che salva uno squalo, infilandogli il braccio in bocca

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E’ un’italiana,  conosciuta nel mondo come “la donna che ipnotizza gli squali”, la sub che per salvare la vita a uno squalo, dopo averlo ipnotizzato, ha introdotto il suo braccio fra le sue fauci per rimuovere un uncino che stava per soffocarlo. Cristina Zenato, 42enne, cresciuta nel mezzo della foresta pluviale del Congo, è stata immortalata in un filmato che dimostra il suo grande amore per gli squali.

Rubata a Fiumicino la Ferrari a Maxi Lopez

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La Ferrari 599 nera dell’attaccante del Catania Maxi Lopez Era parcheggiata in strada in via della Foce Micina, non distante dall’aeroporto Fiumicino. Nella notte di sabato, il furto. Appartenente al giocatore argentino ex del Milan, la potente vettura era affidata in uso ad un amico, un 45enne imprenditore residente a Valverde, in provincia diCatania, che ne ha denunciato la scomparsa ai carabinieri della stazione di Fiumicino. L’imprenditore che ne ha denunciato la scomparsa, commercerebbe in automobili e avrebbe in uso il bolide di Maxi Lopez da circa cinque mesi senza averne ancora perfezionato la vendita.

Gli artisti di strada a Padova, tra stupore e sorrisi

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A Roma o nelle grandi capitali europee i giocolieri ai semafori della città non farebbero notizia, ma Bisenz, 23 anni nativo di Barcellona e Lucas 26, che arriva da Valencia, si sono esibiti a Padova riscuotendo stupore e sorrisi dei residenti, alcuni dei quali appena tornati dalle ferie, che hanno potuto assistere al loro “numero” all’incrocio tra via Sarpi e piazza Mazzini. I due ragazzi hanno raccontato di aver girato tutta Europa e hanno affermato che “a volte ci sono problemi con la polizia che non ci sono qui… In Italia le persone non si infastidiscono anzi si divertono”.

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Sospesi sulle onde: tra l’isola Palmaria e Punta San Pietro a Porto Venere

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Ci si prova, ma difficilmente ci si riesce ad attraversare i 130 metri di fettuccia stesa sul mare tra l’isola Palmaria e Punta San Pietro a Porto Venere, sull’estrema riviera ligure di ponente. Si chiama slacklining: è un esercizio di equilibrio che per certi versi assomiglia all’arte del funambolismo, ma prevede di camminare su una fettuccia piatta di poliestere anziché su un cavo o su una corda. Inoltre nello slacklining non è previsto l’uso del bilanciere.

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Vacanza con il pedofilo: arrestato un 72enne che aveva molestato due bimbe

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Si stava per trasformare in incubo la vacanza per due bambine di sette anni che stavano in ferie con i genitori sulla costa ligure, nei pressi di Savona. L’orco era un 72 enne che abitava nell’appartamento accanto a quello affittato dalla famiglia. Per giorni l’anziano si muoveva nello stabile con il solo accappatoio in dosso e al momento opportuno ha avvicinato le due bimbe sul ballatoio del condominio. Le bambine si sono rifiutate di entrare a casa dell’uomo che le ha invitate ripetutamente e quando il 72enne ha capito che le due bambine non sarebbero mai entrate nella sua casa ha deciso di aprirsi l’accappatoio proprio sul ballatoio e mostrare i genitali. Secondo l’accusa mossagli dalla procura,avrebbe anche costretto una delle due bimbe a subire attenzioni particolari. La reazione della minore è stata immediata. Terrorizzata per l’accaduto ha raggiunto il padre e ha raccontato la sua terribile avventura. L’uomo, A. N., è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore.

Le vacanze del boss: arrestato mentre era in ferie con la compagna

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Michele Di Nardo, 34 anni, ritenuto l’attuale capo del clan camorristico dei Mallardo, ricercato dal 2012 in tutta Europa, è stato catturato dai carabinieri, mentre era seduto in un bar a Palinuro, in provincia di Salerno.  Di Nardo, in vacanza con la sua compagna, era inserito nella lista dei latitanti pericolosi ed era ricercato dalle forze dell’ordine per due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nell’aprile 2012 e nello scorso luglio per associazione di tipo mafioso ed estorsione.

Quei conti troppo salati in Sardegna… Briatore s’infuria

scontrino-phibeach-tuttacronacaSi allunga la lista degli scontrini salati che fanno il giro del web: dopo Venezia e Positano, ora il “conto-salasso” è stato pagato in Costa Smeralda, al locale Phi Beach di Baja Sardinia. Un totale di 120 per 4 succhi, 1 bicchiere di vino e 1 analcolico alla frutta. Prezzi che hanno spinto Flavio Briatore, imprenditore e proprietario del Billionaire, uno dei locali più famosi dell’isola, a prendere posizione affidando le sue accuse a Twitter: “In Costa Smeralda puoi pagare per 4 sdraio a bordo piscina alle 5 del pomeriggio 600 euro. Così in Sardegna si semina panico” afferma abbracciando la polemica sulla fuga dei turisti dalla Sardegna. “Chi fa questi prezzi dovrebbe essere multato, è una vergogna”, aggiunge, per poi sottolineare come, nel suo locale, “con musica etc paghi qualunque drink 15 €”.

Le meduse invadono la Riviera del Conero

meduse-riviera-conero-tuttacronacaBanchi di meduse Cassiopea, scientificamente chiamata Cotylorhiza tuberculata, hanno invaso la Riviera del Conero, nelle Marche. Questa specie, che può raggiungere i 35 cm di diamentro, è innocua per l’uomo (le sue punture non vengono avvertite) ed affascinante, grazie ai suoi colori vivaci: l’ombrella gialla, verdastra o beige e tante piccole appendici di colore bianco e viola. E’ la Guardia Costiera ad averne avvistate tantissime, così com’era accaduto nei giorni scorsi lungo la costa pesarese e più sud, verso Porto Recanati e Civitanova Marche. Dalla Capitaneria di porto di Ancona spiegano: ”Si tratta di una specie relativamente abbondante durante il periodo primaverile ed estivo in Adriatico e nel Mar Egeo ma che è presente in tutto il Mediterraneo, sia in mare aperto che lungo le coste”. Poco urticante, la Cassiopea si nutre delle microalghe presenti nei propri tessuti e di organismi microscopici e “ospita” pesci piccoli come le ricciole e i sugarelli, che appena nati trovano riparo fra le sue espansioni. Gli uomini della Guardia Costiera hanno sottolineato:  ”La medusa Cassiopea è un meraviglioso abitante del nostro mare, dal ruolo ecologico estremamente importante e del tutto innocua per l’uomo, pertanto da rispettare e non danneggiare”.

Arriva la Bibbia di Arcore… Può essere blasfema?

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C’è chi lo troverà ironico e c’è invece chi potrebbe anche pensare che sia blasfemo illustrare la “Bibbia di Arcore”, cioè  un vera e propria Bibbia che racconta la vita politica di Berlusconi alla maniera delle Sacre Scritture. L’autore, Luigi Dossena, è un militante di Crema che ha mostrato alle telecamere la Bibbia.

“Il libro è frutto di 5 anni di lavoro – ha spiegato l’autore-, una delle mie opere è stata anche autografata da Andreotti e spero che oggi gli avvocati e i magistrati protagonisti di questa vicenda possano fare altrettanto”.

Poco più in là, su un tronco d’albero, un cartello con la scritta “Per Silvio SOLO la grazia di Dio, come sempre, elezioni subito”.

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Stagione finita per il Cocoricò di Riccione? Chiuso fino al 14 settembre

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Sembra che la stagione estiva si chiuda domani nella nota discoteca riminese, il Cocoricò, dove la Questura di Rimini ha imposto uno stop di tre settimane per spaccio di droga dentro e fuori il locale, a cui si somma la segnalazione dei carabinieri per un presunto episodio di stupro ai danni di una turista milanese.

Trema il Nord: terremoto nelle Prealpi Venete

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L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3.6 alle ore 15:59:01 italiane. L’evento, localizzato nel distretto sismico delle Prealpi venete, si è verificato a una profondità di 9.2 km. La scossa, secondo quanto riferito dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, ha avuto con epicentro a 4 chilometri a Nord di Barcis (Pordenone) ed è stata avvertita distintamente in tutta la provincia mentre i sindaci della Valcellina hanno disposto l’uscita delle squadre di volontari.  Al momento non si registrano danni a persone o cose.

Dà della “battona” a una escort e la Cassazione lo condanna

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Durante una festa all’Olgiata, a Roma, un imprenditore incontra una escort 40enne  della cui compagnia si era avvalso in passato, che in quell’occasione stava accompagnando un altro uomo d’affari. L’uomole fa delle avances e lei lo rifiuta. L’ira dell’uomo per il diniego appena subito non tarda ad arrivare e immediatamente scatta l’insulto: “È inutile che te la tiri, rimarrai sempre una battona”. Oggi la Consulta dopo un ampio dibattito durato tre gradi di giudizio ha dato ragione alla escort confermando la condanna per l’imprenditore e affermando nella sentenza che “l’espressione ‘battona’ proferita dall’imputato è lesiva dell’onore della querelante” e che la circostanza in cui è stata pronunciata è irrilevante, considerato che la stessa persona offesa ha ammesso “l’effettivo esercizio del lavoro di escort e accompagnatrice”. Ma su cosa si è basata la Corte? Sulla definizione etimologica del termine “battona” che in dialetto romano significa prostituta.   “L’espressione battona proferita dall’imputato è lesiva dell’onore della querelante – scrivono i giudici – a nulla rilevando la circostanza, peraltro ammessa dalla stessa persona offesa, dell’effettivo esercizio da parte di quest’ultima del lavoro di escort e accompagnatrice”

13enne con i ladri in casa chiama il 113, gli dicono di richiamare

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Riprova sarai più fortunata! Si potrebbe riassumere così la vicenda una ragazzina di 13 anni originaria di Sant’Agata di Benevento che, accortasi dei ladri che erano penetrati nel piano basso dell’abitazione ha avuto il sangue freddo di chiamare il 113, ma dall’altra parte la risposta è stata agghiacciante: «Per errore abbiamo risposto da Caserta, richiama e ti risponderanno poliziotti più vicini a te».

La banda, composta da tre individui con accento straniero, col volto coperto e vestiti interamente di nero, di cui uno armato di fucile e due di pistola, ha preso di mira, appena passate le 22,15, un’abitazione in contrada Sant’Anna, senza alcuna recinzione. Non è la prima volta che la banda mette a segno dei colpi in quella zona, negli ultimi due mesi sono stati già tre i furti denunciati. Quella sera a casa di Concetta Libardi, casalinga 45enne, c’erano anche alcuni ospiti, così la porta dell’abitazione era rimasta aperta per permettere ai suoi amici e parenti di uscire per andare a fumare una sigaretta, ma è stata anche una facile via d’accesso per i ladri. La ragazzina che si trovava al piano superiore con altri due bambini più piccoli, ha immediatamente capito cosa stava accadendo e ha chiamato il 113 per allertare la polizia. Qui il tragico errore, vedendo il prefisso telefonico 0823, ha risposto il 113 di Caserta, rispondendole però che la competenza era di Benevento.
La ragazzina ha poi provveduto ad informare il 113 di Benevento. Il suono dell’allarme ha messo in fuga la banda. Allertati dalla Polizia, sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Ora si sono avviate le indagini.

Pausa gelato: Lorenzin e Quagliariello con il cono in mano prima di Arcore

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Prima del vertice voluto ad Arcore da Silvio Berlusconi per fare il punto sulla decadenza del leader del al quale parteciperanno anche Gianni Letta e Fedele Confalonieri oltre a tutti i ministri del Partito della Libertà, Beatrice Lorenzin e Gaetano Quagliariello si concedono una passeggiata e un gelato nei pressi di Palazzo Chigi.

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Onda su onda, così festeggia i 10 anni il Frozen Open

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Compie 10 anni il Frozen Open, la gara di surf più spettacolare e, ormai, più longeva d’Italia, torna anche quest’anno per divertire il pubblico e mettere alla prova gli atleti che arriveranno da ogni parte della Penisola e dall’estero. Il Frozen Open è anche il contest di surf più ambito del Mediterraneo e in queste ore, dopo che si è concretizzato l’arrivo di una perturbazione per il week-end, gli organizzatori hanno deciso di accendere il cosiddetto semaforo verde e svolgere la gara domenica 25 agosto.

Il maestrale, e con lui i possenti frangenti della spiaggia della Marinedda, saranno come sempre gli ospiti d’onore della baia per la gara che anno dopo anno è cresciuta come pubblico e partecipazione, guadagnandosi sul campo l’appellativo di contest più bello d’Italia. D’altro canto, le onde della Marinedda hanno sempre dimostrato di non avere nulla da temere rispetto ai marosi oceanici. Il sistema e i meccanismi sono quelli già collaudati. Il contest si svolgerà a partire dalle 10 e con mare in crescita: sono previsti frangenti di almeno due metri d’altezza. Questo è stato sempre lo standard tenuto dal Nesos surf club, l’associazione sportiva che organizza l’evento.

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