Ad Angela Merkel… “spuntano” i baffi alla Hitler

angela-merkel-tuttacronacaAngela Merkel con un paio di baffi alla Hitler. E’ l’inaspettato effetto che si viene a creare in una foto che sta facendo discutere in Israele. La cancelliera tedesca era in visita al Paese quando il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per un gioco di luci ed ombre, le ha fatto involontariamente comparire sul volto i baffi. La foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook di The Post e da qui condivisa oltre 1300 volte ricevendo centinaia di like . Su Twitter lo scatto è stato condiviso oltre 4mila volte in due ore ieri pomeriggio e molti si sono complimentati con il fotografo per “la foto geniale”. Ma ad altri non è piaciuta affatto: “E’ irresponsabile e non è affatto divertente”, si legge nei commenti Facebook di “The Post”. Durante la visita di due giorni in Israele, Angela Merkel è stata insignita del più alto riconoscimento civile da parte del presidente Shimon Peres “per il suo deciso impegno a favore della sicurezza di Israele e la lotta contro l’antisemitismo e il razzismo.

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Federica Mogherini, il nuovo ministro degli Esteri che ama BellaCiao come ninna nanna

federica_mogherini_pd-tuttacronacaEmma Bonino esce dall’esecutivo e a occupare la carica di ministro degli Esteri arriva la deputata romana del Pd Federica Mogherini. Il neoministro, eletto per la prima volta alle politiche del 2008 e rieletto alle politiche 2013, è fra i più assidui alla Camera, dal marzo 2013 ha totalizzato il 98,20% delle presenze. Laureata a La Sapienza in Scienze Politiche con una tesi di filosofia politica sul rapporto tra religione e politica nell’Islam, si è iscritta nel 1996 alla Sinistra giovanile per entrare nel 2001 nel Consiglio Nazionale dei Ds, successivamente nella Direzione Nazionale e nel Comitato Politico. Due anni dopo ha iniziato a lavorare al Dipartimento Esteri dei Ds. In particolar modo la Mogherini ha seguito i dossier relativi all’Iraq, l’Afghanistan e il processo di pace in Medio Oriente. Ha tenuto le relazioni con il Partito Socialista Europeo, l’Internazionale Socialista, ed i partiti che ne fanno parte. Ha curato in particolare i rapporti con i Democratici americani. Ancora, la Mogherini ha fatto parte dell’esecutivo Pd dalla sua nascita all’aprile 2008 e quindi da febbraio a novembre dell’anno successivo. Il 24 febbraio del 2009, inoltre, è stata nominata Responsabile nazionale Pari Opportunità nella nuova segreteria dall’allora Segretario del Pd Franceschini. Matteo Renzi, il 9 novembre dello scorso anno, l’ha nominata membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, con il ruolo di responsabile per l’Europa. Ha un blog, BlogMog, dove scrive: “E poi, BellaCiao è la più bella ninna nanna del mondo”.

Le strane scelte di Renzi: Andrea Orlando, da Ambiente a Giustizia…

andrea-orlando-tuttacronacaDopo ore di attesa Matteo Renzi ha reso nota la nuova lista dei ministri, riconfermando alcuni già presenti nel governo Letta. Il rinnovamento, quindi, è riuscito solo parzialmente e qualche dubbio può suscitare, come ad esempio la conferma di Angelino Alfano a ministro degli Interni nonostante lo stesso Renzi, che oggi ha sciolto la riserva, l’avesse criticato in merito alla vicenda Kazaka. Nei giorni scorsi si era anche parlato del fatto che era possibile una riconferma di Andrea Orlando al Ministero dell’Ambiente. Oggi si è scoperto che non c’è stata la riconferma ma un cambio di poltrona: il ministro del Pd va infatti a sostituire Anna Maria Cancellieri alla Giustizia. E la cosa fa riflettere. Appena qualche giorno fa, il Fatto Quotidiano parlava infatti proprio dei motivi per non confermare il ministro a causa di alcuni fatti “che hanno generato una profonda delusione nel suo operato”. La lista comprendeva cinque punti di cui il primo:

1) L’articolo 4 del decreto legge “Destinazione Italia”, già approvato alla Camera dei Deputati e in attesa di conversione al Senato, prevede, con l’aiuto economico dello Stato italiano, la bonifica di siti contaminati senza una sanzione per le aziende che hanno inquinato. Giusto spegnere i fuochi, sbagliato non punire i piromani.   

Un ministro della Giustizia, com’è stato nominato ora, che già una volta ha chiuso un occhio su chi inquina? Ma non è stato l’unico fatto che ha generato polemiche o, quantomeno, perplessità. Questi gli altri ricordati dal quotidiano:

2) Nonostante gli sforzi, Andrea Orlando ha perso in Europa un braccio di ferro decisivo con la Germania. La Merkel ha ottenuto il rinvio di 3 anni del tetto che prevedeva la limitazione dal 2020 a 95 grammi per km delle emissioni di Co2 immesse nell’atmosfera dalle auto di nuova immatricolazione. Un provvedimento atteso dai polmoni dei cittadini della Pianura Padana (l’area più inquinata d’Europa) e auspicato dalla stessa Fiat che questi target, per ragioni strutturali, li può raggiungere più facilmente rispetto ai concorrenti tedeschi.

3) Assieme al Ministro Flavio Zanonato è il responsabile del fallimento dell’industria verde in Italia, quella che produce energia pulita attraverso le rinnovabili. Per esempio, la potenza installata dell’industria eolica nel 2013 è crollata del 65% rispetto all’anno prima (fonte Anev).

4) Ha perso l’occasione ‘storica’ di impegnare le Regioni del Nord su più incisivi provvedimenti sulla qualità dell’aria. Il piano della Regione Lombardia ne è un esempio: l’esenzione del bollo per chi compra un’auto nuova è poco efficace per il raggiungimento degli ambiziosi target prefissati. Il Ministro avrebbe potuto mettere sul tavolo della trattativa con le Regioni del Nord la ricezione della direttiva Eurovignetteche prevede un sistema di tassazione progressiva degli automezzi per ridurre smog e traffico. Solo tassando i camion, infatti, le grandi industrie sceglierebbero di far viaggiare le merci che producono sulle rotaie dei treni.

5) Andrea Orlando non ha prodotto nulla di nuovo, eppure qualche idea gli era stata suggerita. Perché, per esempio non ha promosso la rimozione dell’amianto dagli immobili con la possibilità di impiantare, al loro posto, pannelli fotovoltaici detraendo del 50% i costi sostenuti? Sostituire il vecchio con il nuovo. Appunto…

A quanto pare il rottamatore vuole dare una nuova opportunità… e per il nostro stesso bene non resta che augurare ad Orlando buon lavoro!

In Germania non c’è crisi? Raddoppiato il numero di chi fa il doppio lavoro

doppio-lavoro-tuttacronacaUn anno fa, Angela Merkel affermava: “stiamo bene come non siamo mai stati”. Una frase criticata e che ora fa maggiormente discutere visto che ci si chiede quanto rispecchi la realtà tedesca. Secondo uno studio dell’Agenzia federale per il Lavoro, infatti, il 9 per cento dei tedeschi – uno ogni undici – fa un secondo lavoro, cioè oltre 2,6 milioni di persone. Di queste, 1,5 milioni sono donne. Come spiega La Stampa:

Il dato, che risale a giugno del 2013, è raddoppiato in dieci anni. Nel 2003 la percentuale di chi arrotondava lo stipendio con un “mini-job” (i lavori part time da poco più di 400 euro al mese) era appena il 4,3 per cento – uno su 23. E in soli tre anni, dal 2010, la quota è aumentata del 5,7 per cento, di 135mila unità.In altre parole, il numero dei “mini-job” è raddoppiato, nell’ultimo decennio. I dati sono emersi da una risposta del governo a un’interrogazione della parlamentare dei Grünen, Brigitte Pothmer. “Lo stipendio, evidentemente, non basta più per vivere”, sostiene la politica ambientalista, che chiede che il reddito minimo sia esteso anche a questa categoria di lavoratori: “un’eventuale eccezione colpirebbe una categoria già debolissima, che ha bisogno più degli altri di una protezione contro il dumping salariale”.

I “grandi della Terra” dicono no a Sochi, Letta, invece, ci sarà!

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I cosiddetti grandi della Terra hanno declinato l’invito. A Sochi non andranno Angela Merkel, David Cameron, Francois Hollande e Barack Obama, mentre il Premier Letta ha già garantito la sua presenza alla cerimonia inaugurale dei Giochi di Sochi, il prossimo 7 febbraio. A darne notizia è stato il  portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Alla domanda se il Cremlino attribuisce un particolare significato alla presenza di Letta, uno dei pochi leader europei di primo piano a partecipare all’apertura delle Olimpiadi invernali, Peskov ha risposto: “Siamo lieti di dare il benvenuto a tutti coloro che parteciperanno”. Anche perché dare il benvenuto a chi non c’è sicuramente è più complicato! Esplicita nel declinare l’invito anche la vicepresidente dell’Unione europea, Viviane Reding, che ha detto che non andrà “fintanto che le minoranze verranno trattate come lo sono oggi dalla legislazione russa”.

Furto nel palazzo della Merkel, la notizia allarma la Germania

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Era stato nascosto, ma ora a distanza di due anni da quando è avvenuto il furto nel palazzo dove risiede Angela Merkel, il reato viene alla luce e la Germania è in allarme. La Cancelliera è davvero al sicuro? E’ “Bild” che descrive la facilità con la quale un ladro si è introdotto nel palazzo della Merkel eludendo i controlli. Il fatto sarebbe accaduto il 12 luglio 2011, intorno alle 21, quando un ragazzo si sarebbe presentato davanti al portone e avrebbe chiesto di andare a far visita a una delle famiglie che abitano nello stesso stabile della Merkel. Gli agenti di guardia senza neppure chiedergli di esibire un documento lo hanno lasciato passare. Il ragazzo si servì del duplicato della chiave di ingresso, ottenuto illegalmente, per entrare in un’abitazione senza nessuna difficoltà. Qui il ladro rubò  un orologio di valore, delle chiavi e dei documenti di un’auto oltre a 6500 euro. Dopo il furto il ragazzo uscì tranquillamente dall’edificio salutando i due poliziotti di guardia. Poco dopo, con la chiave sottratta dall’appartamento, s’impadronì anche della vettura di lusso parcheggiata nel cortile. Il giovane malvivente fu arrestato solo in seguito, dopo aver commesso altri reati contro il patrimonio in diversi Lander tedeschi. Il furto nel palazzo di Merkel fa parte di “un grosso fascicolo d’inchiesta riguardante numerosi furti”, ha spiegato il portavoce della Procura. Il ladro nel frattempo si trova nel carcere di Schwerin, nel Meclemburgo, in attesa di giudizio.

La Merkel si rompe il bacino sciando!

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La cancelliera Angela Merkel ha riportato una frattura dell’anello pelvico, mentre sciava durante le vacanze di Natale in Engadina ed i medici le hanno consigliato tre settimane di riposo. Lo ha reso noto il portavoce del governo, Steffen Seibert. Il portavoce Seibert ha precisato che la cancelliera si è fatta male mentre faceva sci di fondo e procedeva “lentamente”. Nella caduta si è provocata una contusione alla parte sinistra della schiena. Successivamente, ha precisato, i medici hanno specificato che si tratta in realtà di una “infrazione” termine tecnico che ha spiegato con una “frattura meno grave”.

I medici le hanno pertanto, questo scorso venerdì, suggerito di stare il più possibile sdraiata per tre settimane, ciò non vuol dire comunque, ha sottolineato, che la cancelliera non espleterà le sue funzioni di capo del governo. Infatti sarà lei a presiedere il prossimo Consiglio dei ministri, ha precisato.

L’incidente è avvenuto “durante le ferie di Natale”, ha aggiunto Seibert precisando che la cancelliera è rientrata dalle vacanze il 30 dicembre. Rispondendo ad un domanda Seibert ha detto che l’incidente non è stato provocato da persone terze e nessun altro vi è rimasto coinvolto. Tra gli impegni della cancelliera che salteranno una visita mercoledì a Varsavia e un colloquio con il premier del Lussemburgo.

Inglesi e tedeschi temono l’invasione di romeni e bulgari

unione-europea-tuttacronacaRomeni e bulgari, comunitari dal 2007, si vedono cadere gli ultimi paletti e da ora possono girare in ogni Paese d’Europa per lavorare fuori dai propri confini. A temere un’invasione sono principalmente Gran Bretagna e Germania. A Londra la paura è che arrivino decine di migliaia di persone che potrebbero riversarsi sul mercato del lavoro nel Regno Unito ancora provato dalla crisi, nonostante le prime indicazioni di ripresa. Le rassicurazioni, del resto, non sono servite a molto, nonostante alcuni dicano che tale invasione non si verificherà mentre altri tentano di tranquillizzare sottolineando che come la presenza di più vaste comunità di romeni e bulgari in Italia e Spagna per esempio, renderà questi tra i Paesi più appetibili. Il primo giorno dell’anno è stato il Times a mettere in evidenza come in realtà di lavoratori romeni nel Paese ci sia bisogno per quegli impieghi che ai britannici risultano meno attraenti, almeno stando alle cifre. Si tratta di impieghi come quelli dell’assistenza domestica a minori e anziani, tassisti, persone da impegnare nel settore alberghiero, fino al servizio sanitario nazionale, agricoltura e costruzioni. Si calcola che oltre 62mila posti di lavoro sono stati pubblicizzati su siti web romeni specializzati nel 2013, quasi 42mila in più rispetto all’anno precedente. Ma anche la Germania è preoccupata dal rischio del “turismo del welfare” e le proteste arrivano sia dai comuni tedeschi che dalla CSU bavarese. ”Con i principi attuali non riusciamo a integrare i migranti poveri alla società”, ha affermato sulla ‘Faz’ il presidente della federazione dei comuni Stephan Articus, spiegando che l’apertura del mercato del lavoro a bulgari e romeni rappresenta ”sfide nuove” con costi elevati per le amministrazioni locali. Da qui la richiesta di ”aiuti da parte dello stato federale e dei laender” sia finanziari che ”anche sul piano legislativo e organizzativo”. E per questo i democristiani di Baviera, insieme all’Unione cristianodemocratica (Cdu) presieduta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, hanno fatto un piano politico per evitare che i romeni e bulgari viaggino in maniera massiccia in Germania per trovare lavoro e allo stesso tempo, godano del generoso sistema sociale che il paese offre ai suoi lavoratori. I democratici della Baviera (Csu) hanno redatto un documento dove propongono misure che limitano l’accesso degli immigrati al futuro sistema sociale tedesco, in una mossa che ricorda la politica del governo britannico. Come spiega L’impronta L’Aquila:
Le autorità tedesche ritengono che circa 200 mila lavoratori rumeni e bulgari arriveranno nel paese durante l’anno, attratti dalla prosperità economica, ma anche per le generose prestazioni sociali che ricevono tutte le persone che hanno un permesso di lavoro in Germania. Ad esempio, la chiamata Kindergeld, un compenso di 184 euro pagati dallo stato alle famiglie per ogni bambino.
“La polemica è stata scatenata dal capo del governo bavarese Horst Seehofer”, scrive il quotidiano El pais, che ha qualificato i potenziali immigrati come “turisti sociali pericolosi”. Sotto lo slogan “Chi inganna deve essere espulso”, la Csu ha preparato un documento che propone di eliminare i benefici sociali nei primi tre mesi di soggiorno e permette l’espulsione di tutte le persone che hanno truffato, per esempio con documenti falsi alle autorità per ottenere un lavoro.

Tutta la verità? Snowden pronto a testimoniare in Germania

datagate-snowden-tuttacronacaSi è recato a Mosca, per incontrare la talpa del Datagate Edward Snowden, il deputato tedesco dei Verdi Hans-Christian Stroebele, dal quale aveva ricevuto una lettera indirizzata al governo e alla procura federale di Berlino. Nella giornata odierna, il politico svelerà i dettagli dell’incontro e si pensa possano esserci rivelazioni per quello che riguarda l’intercettazione del cellulare della cancelliera Merkel da parte dell’Nsa. Stando a quanto riferito alla tv da Stroeble, Snowden avrebbe intenzione di aiutare gli investigatori tedeschi: “Ha fatto capire chiaramente che lui sa molte cose e che finché la National Security Agency bloccherà le indagini, lui è pronto a venire in Germania per fornire la sua testimonianza, anche se bisogna verificarne le condizioni”. Attualmente, la Talpa è infatti ricercata dagli Usa. Bisognerà attendere il 18 novembre per vedere il parlamento tedesco riunito per discutere delle intercettazioni. Da parte dei Verdi e della sinistra della Linke sono giunte richieste per indagini approfondite, basandosi anche sulla testimonianza di Snowden.

Datagate: la Nsa pone fine al monitoraggio dei leader Ue

datagate-nsa-tuttacronacaE’ il Wall Street Journal a riportare la notizia che, secondo alcune fonti, la Nsa, National Security Agency, ha messo fine al programma usato per “spiare” 35 leader mondiali, fra i quali la cancelliera Angela Merkel. Sempre secondo il quotidiano, la fine del programma è stata decisa dopo che un esame avviato l’estate scorsa ha rivelato alla Casa Bianca l’esistenza delle attività. Le spie americane, quindi, avrebbero monitorato i leader mondiale per cinque anni senza che Obama sapesse nulla. Nel frattempo, era stato il sito Cryptome, considerato l’antenato di Wikileaks, a lasciar trapelare che in un mese, dal 10 dicembre 2012 al 13 gennaio 2013, l’agenzia avrebbe “spiato” 124,8 miliardi di telefonate nel mondo, di cui 46 milioni in Italia. Secondo quanto riporta, in Germania sono state intercettate 361 milioni di telefonate, in Spagna 62 milioni e ancora in Francia 70,2 milioni. I più intercettati sono comunque Pakistan e Afghanistan, con rispettivamente 12,76 e 21,98 miliardi di telefonate. Poco chiari, invece, i numeri riguardanti gli Stati Uniti: sembrerebbe trattarsi di 3 miliardi di telefonate. Il quotidiano spagnolo El Mundo, che ha raggiunto un accordo con il giornalista Glenn Greenwald, per i documenti di Snowden che riguardano la Spagna riporta dati in linea con questi. A Washington intanto è arrivata una delegazione formata da nove componenti del Parlamento europeo, giunta negli Stati Uniti per chiedere spiegazioni alle autorità Usa circa i presunti abusi della loro intelligence. La missione era stata programmata da tempo, tuttavia in queste ore ha assunto un particolare significato politico. Il capo della Nsa, Keith Alexander si è rifiutato di incontrarli.

La Cancelliera nel mirino del Datagate: botta e risposta anche oggi!

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Nel mirino del Datagate c’è sempre lei, la donna più influente al mondo: Angela Merkel. Anche oggi non si placano le polemiche e tra smentite e conferme, l’unica verità che sembra ogni attimo apparire sempre più reale è che gli Usa abbiano davvero intercettato le conversazioni della Cancelliera.

Il direttore della Nsa, Keith Alexander avrebbe affermato che “non ha discusso con il presidente Obama nel 2010 un’operazione di presunta raccolta dati d’intelligence straniera che abbia coinvolto Angela Merkel, né ha mai discusso presunte operazioni che coinvolgano il Cancelliere. Notizie che sostengono il contrario non sono vere”. A renderlo noto è la portavoce della Nsa, Vanee Vines.

Subito la risposta dalla Germania: “Lo spionaggio è un reato e chi lo pratica deve risponderne davanti alla giustizia”: lo ha detto il ministro dell’Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich, riferendosi al Datagate, secondo quanto riporta il settimanale Bild am Sonntag.

Obama, sapeva eccome!

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Secondo la Bild am Sontag, che citerebbe fonti dei servizi Usa, Barack Obama sapeva fin dal 2010 che la Nsa stava ascoltando le telefonate della cancelliera tedesca Angela Merkel. Il giornale, basandosi sulle fonti citate, afferma che  Keith Alexander, capo della National Security,

aveva informato il presidente dell’operazione di ascolto delle comunicazioni di Angela Merkel nel 2010. Documenti della Nsa pubblicati sabato dallo Spiegel indicavano che la cancelliera sarebbe stata spiata sin dal 2002 e fino a metà 2013. “Obama non ha messo fine a questa operazione e ha anzi lasciato che proseguisse”, ha indicato un alto responsabile della Nsa al quotidiano.

Ieri il Frankfurter Allgemeine scriveva – senza però citare fonti – che Obama avrebbe detto alla Merkel, di non essere stato informato dell’operazione di spionaggio, aggiungendo che, se lo avesse saputo, l’avrebbe immediatamente bloccata.

 

All’insaputa di Obama: non sapeva che la Merkel era spiata!

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All’insaputa dell’uomo più importante del mondo! Può essere assurdo eppure Barack Obama ignorava che la cancelliera Angela Merkel era intercettata dai servizi Usa. Secondo Der Spiegel, Obama avrebbe dato questa versione alla Merkel dicendo che se avesse saputo avrebbe immediatamente dato l’ordine di interrompere l’operazione. Sempre secondo il settimanale i contatti recenti tra Usa e Germania non avrebbero escluso che la cancelliera sarebbe stata intercettata in un recente passato.

inoltre sarebbe emersa la notizia che nel 2010 gli Usa possedevano circa 80 centri di spionaggio in Europa, di cui uno a Roma. Le informazioni del Der Spiegel deriverebbero da alcuni documenti di Edward Snowden. Secondo tali documenti la cancelliera tedesca Angela Merkel fu spiata dalla Nsa dal 2002 e fino a poco prima del suo incontro con il presidente Usa Barack Obama nel giugno scorso. Lo spionaggio sarebbe avvenuto dall’ambasciata americana a Berlino, sulla Pariser Platz. Per Spiegel, il suo nome (indicato come ‘GE Cancelliera Merkel’) compare in una lista di obiettivi del Dipartimento S2C32 ‘Ufficio Unione Europea’ lista ancora valida poco prima della visita di Obama in Germania nel giugno 2013.

Dal cucù allo smile ecco i cambiamenti della politica italiana?

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Correva l’anno 2008 e il Premier era Silvio Berlusconi. Durante il vertice italio-tedesco di Trieste il presidente del Consiglio, accogliendo la Merkel a piazza dell’Unità d’Italia, si era nascosto dietro uno dei grandi lampioni della storica piazza cittadina e al passaggio della Merkel, il premier era uscito fuori e aveva detto, secondo alcuni, ”Cucu”. Il cancelliere, allargando le braccia e con aria divertita, aveva risposto: ”Silvio..”.

Passano gli anni e arriviamo alla fine di ottobre del 2013 Enrico Letta “fa lo smile” a Angela Merkel durante la  prima giornata del vertice europeo. Nel video si vedono i due leader conversare poi dal labiale del presidente del consiglio italiano si intuisce l’invito alla cancelliera tedesca a sorridere e per rafforzare il concetto Letta fa il segno dello smile.

Linea bollente, il cellulare della Merkel intercettato dagli Usa

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O si smentirà tutto o una bomba internazionale è pronta a esplodere se già non è troppo tardi per levare l’innesco e la detonazione potrebbe esserci nelle prossime ore. Il governo tedesco infatti avrebbe saputo che il telefono cellulare di Angela Merkel sarebbe stato messo sotto controllo dagli Stati Uniti. Naturalmente c’è stato un immediato contatto tra la Germania e il presidente Obama per cercare di accertare in tempi rapidi se possa essere ritenuta vera questa informazione.

Il Parlamento Ue, approvando una risoluzione non vincolante, chiede alla Unione europea di sospendere l’accordo con gli Usa per il programma anti-terrorismo di tracciamento delle finanze in risposta alle presunte intercettazioni che gli Usa avrebbero fatto ai danni dei cittadini europei attraverso la banca dati Swift. La risoluzione proposta da Verdi e S&D, è passata a larga maggioranza, e sebbene non vincolante minaccia di “ritirare il sostegno” all’accordo, il che costringerebbe la Ue ad agire.

Un colloquio vi era stato anche tra Kerry e Letta, quando era stata diffusa la notizia che anche gli italiani erano spiati e si era creata una certa tensione nel paese.  “Il nostro obiettivo è di trovare il giusto equilibrio tra la protezione della sicurezza e la privacy dei nostri cittadini”. È quanto il segretario di Stato Usa John Kerry – riferiscono fonti dell’ambasciata Usa – ha detto “con grande chiarezza” al premier Enrico Letta quando oggi hanno “brevemente” affrontato la questione del Datagate a Palazzo Chigi.

Le stesse fonti hanno aggiunto che questo lavoro di ricerca di equilibrio “proseguirà come proseguiranno le nostre strette consultazioni con i nostri amici, inclusa l’Italia”.

“Mi sento di escludere che i servizi sapessero” di un possibile Datagate in Italia. “Non c’è nessuna evidenza che il caso francese possa essere avvenuto anche in Italia”. È quanto avrebbe detto il sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti, in audizione al Copasir sul Datagate, secondo quanto riportano fonti del comitato.

Domenica decisiva in Germania: la Merkel incassa il “sì” della Spd

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La Merkel sembra aver giocato bene le sue carte con Spd e porta a casa la mano che potrebbe essere decisiva per arrivare verso la grande coalizione tedesca. Il congresso ristretto della Spd ha oggi votato a larga maggioranza il via libera all’avvio di trattative di governo con la Cdu-Csu per dar vita al prossimo esecutivo che guiderà la Germania.

Solo 31 dei circa 230 delegati hanno votato contro negoziati per una grande coalizione. Due gli astenuti. Accolta quindi a maggioranza plebiscitaria la raccomandazione della direzione per un governo di larghe intese con i cristiano democratici.

Non solo il leader Spd, Sigmar Gabriel, era in favore ma alla fine anche la governatrice del Nord-Reno-Vestfalia, Hannelore Kraft, inizialmente molto critica.

Mercoledì parte il primo round di trattative di governo. Fra le richieste imprescindibili della Spd, un salario minimo di 8,5 euro l’ora, doppia cittadinanza, più fondi per l’assistenza agli anziani e ai malati, pensioni minime. In compenso la Spd non insisterà più su aumenti di tasse, irricevibili per l’Unione.

Alla fine, in un congresso regolare a metà novembre, i circa 470.000 iscritti Spd dovranno votare sull’accordo di governo.

La linea calda di Napolitano: la Merkel chiede il voto subito

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“In Italia è meglio votare subito”, secondo Dagospia, lo avrebbe detto Angela Merkel in una telefonata a Napolitano. Sembra proprio che Berlino sia stanco della debolezza del governo Letta e che chieda all’Italia quindi di tornare alle urne e costituire una maggioranza solida. Ma torneremo a  votare con il porcellum? Sempre secondo Dagospia, il piano della Merkel sarebbe chiaro: prima la decadenza di berlusconi e poi le urne. A quel punto, in vista dell’europee, far uscire Forza Italia dal Ppe. Ma chi vorrebbe la Merkel come premier italiano? Ancora una volta Dagospia non ha dubbi e individua il nome in quello del sindaco di Firenze. Insomma un asse Berlino-Roma con una Merkel che tifa Matteo Renzi. Forse le dichiarazioni di Dagospia sono un po’ “sui generis”, ma in politica alla fine tutto è possibile. Sulla strada delle elezioni tuttavia ci sarebbe Napolitano che non vuole sciogliere le Camere e Enrico Letta sarebbe contrario a lasciare Palazzo Chigi. Poi sembrerebbe che la data per le elezioni Napolitano l’abbia già pensata: non prima del 2015. La linea è calda e tra consigli e pareri chissà se qualcosa si concretizzerà nelle prossime ore?

 

Renato Brunetta attacca la “furba massaia” Angela Merkel

brunetta-merkel-tuttacronacaQuando ad Angela Merkel era stata posta una domanda su Silvio Berlusconi, signorilmente aveva risposto: “Un condannato può far parte del Ppe? Decidono i singoli statuti nazionali”. Dall’Italia, come riporta l’HuffingtonPost, all’opposto, nessuna concessione per la cancelliera tedesca. Renato brunetta l’ha definita “una leader, che con tratto da furba massaia, continua nel suo disegno di germanizzare l’Europa su cui insediarsi come leader. Parafrasando Tacito il rischio è di una pax tedesca”. Il caprogruppo del Pdl alla Camera, se da una parte attacca la neo-eletta (al terzo mandato), dall’altra auspica la nascita di una grande coalizione anche in Germania “Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. Hanno fatto il deserto, e l’hanno chiamata pace. La speranza è che la Merkel sia costretta oppure liberamente decida di dar vita alla Grande Coalizione con i socialdemocratici. Non perchè Forza Italia sposi le idee degli avversari di sinistra della Merkel. Ma la Grosse Koalition darebbe modo di impedire il trionfo di un pensiero unico che dalla Germania si espanda per tutto il continente. Passando dal ‘Meglio rossi che morti’ degli anni ’80, al meglio tedeschi che morti. Non sarebbe la stessa tragedia, ma addio a un bel pezzo di libertà”. Il pidiellino continua: “La vittoria della Merkel -è un caso serio. Non è il caso di liquidarla con faciloneria come un successo del Partito popolare europeo e dunque del centrodestra. Infatti, il programma del cancelliere tedesco, su cui ha costruito il proprio consenso, si basa su idee che non hanno nulla della tradizione europeistica del Partito popolare, ed hanno anzi negato – con l’enfasi portata sui conti e sull’austerità, e sulla primazia tedesca – uno dei principi centrali che stanno alla base dello statuto di questa realtà politica cui Forza Italia ha aderito e intende aderire: la solidarietà e l’uguaglianza tra popoli e Paesi”.

Trionfo della Merkel, ma manca la maggioranza

merkel-vittoria-tuttacronacaHanno decretato la vittoria di Angela Merkel i tedeschi, recatisi ieri alle urne. I risultati ufficiali provvisori hanno confermato il trionfo della cancelliera, che però si ritrova senza la maggioranza assoluta: al Cdu-Csu è andato il 41,5% dei suffragi. L’ex alleato liberale Fdp si ferma al 4,8%. Mentre sono stati distanziati nettamente i socialdemocratici della Spd, con il 27,5%. Restano fuori dal Parlamento anche gli euroscettici dell’Afp 4,7% contro la quota minima del 5% necessaria per varcare la porta del Bundestag. La Merkel, al suo terzo cancellierato, dovrà quindi mettere insieme una nuova “Grande coalizione” dialogando con il partito socialdemocratico, il secondo più votato del Paese. I Verdi, sempre secondo i risultati finali provvisori, hanno subito un sensibile arretramento, attestandosi all’ 8,3%. Die Linke, la sinistra radicale, ha perso 3,3 punti, ottenendo l’8,6% dei voti.

Angela Merkel pronta a brindare: ma ci sarà la maggioranza?

angela-merkel-vittoria-tuttacronacaStando agli exit poll della seconda rete pubblica tedescal, la Zdf, Angela Merkel avrebbe trionfato alle elezioni legislative, conquistando la maggioranza assoluta in seggi al Bundestag: 304 su 606 totali, secondo calcoli della tv con Cdu-Csu al 42,5% (+8,7% sul 2009). Secondo gli stessi exit poll, lo sfidante Peer Steinbrueck, alla guida del partito socialdemocratico (Spd) ha ottenuto il 26.5% mentre gli alleati della cancelliera, restano fuori dal parlamento con il 4,5%. Il partito anti-euro Alternative fuer Duetschland ha raggiunto un risultato vicinissimo al 5% che gli garantirebbe l’ingresso nel Bundestag. Il partito dei Verdi avrebbe ottenuto l’8% delle preferenze, la sinistra radicale della Linke l’8,5%. Sommati ai voti della Spd, il centrosinistra complessivamente otterrebbe il 43%. Erano quindi pronti a brindare i sostenitori della Merkel, ma poco dopo al stessa emittente ha modificato i risultati: gli ultimi aggiornamenti vorrebbero che fossero solo 302 i seggi conquistati. Non resta che attendere il termine dello spoglio, anche se la cancelliera tedesca può già brindare a un indubbio successo: il terzo mandato consecutivo.

“È un risultato super” ha detto, raggiante, Angela Merkel. “Non è stato un periodo facile” e “voglio anche ringraziare mio marito che è stato al mio fianco. Faremo di tutto per fare dei prossimi quattro anni, quattro anni di successi, come i precedenti”. Da parte sua il rivale Steinbruek ha detto: “Non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo, anche se è chiaramente migliore di quello del 2009”. E ha aggiunto: “Ora la palla è nel campo di Angela Merkel, lei deve trovarsi una maggioranza”.

Germania al voto: Merkel favorita, ma si rischia una nuova Grande Coalizione

German-election-candidate-tuttacronacaSono circa 62 milioni i tedeschi che sono chiamati a esprimere, fino alle 18 di oggi, il voto per le elezioni legislative. Stando ai sondaggi, la riconferma dell’attuale cancelliera Merkel sembra scontata, anche se non c’è certezza sul tipo di coalizione a cui le votazioni potranno dare vita. Potrebbe essere una riedizione di quella attuale fra cristiano democratici (Cdu-Csu) e liberali (Fdp), oppure una grande coalizione con i socialdemocratici (Spd). Sono 34 i partiti che concorrono per il rinnovo del Parlamento, per un totale di circa 4.500 candidati. Il 18/mo Bundestag avrà almeno 598 seggi e dovrà riunirsi per la prima volta al più tardi il 22 ottobre. Fino ad allora resterà in carica l’attuale governo cristiano liberale. Fino ad ora, i sondaggi hanno mostrato un testa a testa fra gli schieramenti con due incognite. La prima è se il partito liberale (Fdp) riuscirà a superare lo sbarramento del 5% e rimanere al Bundestag: dalla sua performance dipende se la cancelliera potrà o meno proseguire l’attuale coalizione come dice di preferire. Ma bisognerà anche aspettare di scoprire se il neonato partito anti-euro Alternative fuer Deutschland (Afd) riuscirà o meno a raggiungere il 5%: un suo ingresso in Parlamento cambierebbe gli equilibri soprattutto in ambito conservatore dal momento che andrebbe a erodere voti soprattutto dall’Unione Cdu-Csu. Se invece venissero a mancare i numeri, per quel che riguarda la Merkel l’alternativa più probabile è una grande coalizione con i socialdemocratici (Spd), con i quali aveva già governato nel suo primo mandato (2005-2009). I commentatori danno comunque per scontata, indipendentemente dalla coalizione, una riconferma della cancelliera per un terzo mandato (entrerebbe nel suo nono anno). Nel 2009 sia la Cdu-Csu che la Spd subirono una batosta: l’Unione arrivò al 33,8% (-1,4%, il suo secondo peggior risultato) e la Spd al 23 (-11,2% il suo peggiore in assoluto). I liberali (Fdp) balzarono al 14,6% (+4,7%), i Verdi arrivarono al 10,7% (+2,6%), e la Linke (Sinistra) arrivò al 11,9% (3,2%). L’affluenza elettorale fu del 70,78%, la più bassa mai registrata.

I tedeschi pronti per recarsi alle urne… ma con ironia!

angela-merkel-tuttacronacaDomenica i tedeschi si recheranno alle urne e in quest’ultimo periodo hanno avuto a che fare con delle campagne elettorali che non li hanno entusiasmati. Stando a un sondaggio pubblicato questa settimana, due terzi della popolazione ha assicurato di essere stata delusa dalle campagne presentate. In questo studio, realizzato dall’istituto Forsa, il 67% degli elettori ammette di essere deluso e il 47% ritiene che le campagne siano “poco attraenti”. Il 20% le qualifica anche come “niente di interessante”. Per non parlare del 46% che pensa che i partiti non sono più interessati alle preoccupazioni dei cittadini. Però bisogna dire che qualcuno è riuscito a “colpire”: la cancelliera Angela Merkel e il suo rivale socialdemocratico Peer Steinbrück. Sono loro che hanno catturato l’attenzione, non tanto per i loro discorsi quanto per alcuni dettagli che non potevano certo passare inosservati. Peer Steinbrück è apparso in una foto in cui mostrava il dito medio, mentre le mani della Merkel sono apparse in un gigantesco cartellone di 70 metri per 20 nel centro di Berlino, accompagnate dal motto: “Il futuro della Germani in buone mani”. Due immagini simili non potevano certo non catturare l’attenzione degli internauti, che infatti si sono sbizzarriti creando fotomontaggi da condividere in Twitter. Ecco alcuni esempi:

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Raduno per la Merkel con ospite a sorpresa: un drone atterra sul palco!

drone-merkel-tuttacronacaStava partecipando a un raduno della campagna elettorale a Dresda la cancelliera tedesca Angela Merkel, quando un piccolo aereo radiocomandato ha sorvolato la zona per poi atterrare sul palco, provocando lo sconcerto dei politici e dei militanti presenti. Stando a quanto ha spiegato la polizia, dopo aver recuperato il drone, l’aereo aveva una telecamera installata e veniva comandato da un 23enne che voleva fotografare la cancelliera per poi vendere gli scatti alla stampa. Nonostante la Merkel, al vedere atterrare il drone a pochi metri da lei, abbia sorriso, i media locali hanno evidenziato la faccia “inorridita” del suo ministro della Difesa, Thomas De Mazière, anche lui sul palco. Come ricorda l’HuffingtonPost, De Mazière è stato per mesi al centro del dibattito politico dopo la decisione del Ministero di sospendere, a metà di maggio, l’acquisto di droni statunitensi. Il progetto era stato cancellato dopo un investimento di oltre 500 milioni di euro quando ci si è resi conto che il velivolo non poteva ottenere la licenza necessaria a volare nello spazio aereo europeo a causa di problemi tecnici.

Quello sfidante della Merkel che investì in una banca fallita

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Per capire chi è Peer Steinbrück, oggi sfidante di Angela Merkel alla cancelleria per i socialdemocratici alle elezioni del 22 settembre bisogna risalire a cinque anni fa e più precisamente al 15 settembre 2008, quando falliva Lehman Brothers. Tale data segnò il futuro dell’economia mondiale e riconfigurò le potenze a livello globale. Chi ne risentì di più furono le famiglie, quelle più indebitate e tutti coloro che persero il lavoro. Il 16 settembre del 2008 in questo caos generalizzato e con la corsa degli investitori di tutto il mondo a ritirare i fondi dalla banca fallita, la banca tedesca Kfw,  controllata all’80% dallo Stato federale e per il restante 20% dai Länder, girò 300 milioni di euro a Lehman, guadagnandosi l’appellativo, affibiatole dal Bildm di «banca più stupida della Germania». Ma chi era l’allora ministro delle Finanze tedesco nel governo di coalizione guidato da Merkel? Peer Steinbrück.

 

Uomo armato a Ingolstadt, in Baviera, dove è attesa la Merkel

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Nella mattinata di oggi, 19 agosto, un uomo armato si è barricato all’interno del municipio di Ingolstadt, in Baviera, prendendo in ostaggio diverse persone. Nello stesso comune, durante il pomeriggio, è attesa la visita della cancelliera tedesca Angela Merkel per un comizio della sua campagna elettorale. La polizia sta trattando con l’uomo, mentre il municipio è stato chiuso al pubblico.

Aggiornamento 19 agosto, 18,47: Sarebbe un ragazzo di 23 anni già con una condanna per stalking alle spalle ed evaso da una clinica psichiatrica, che in passato avrebbe perseguitato una dipendente 25enne del municipio, collaboratrice del sindaco. Il giovane è penetrato nel municipio della città vecchia attorno alle nove di questa mattina e ha preso in ostaggio alcune persone al secondo piano. Tra loro il vicesindaco Sepp Misslbeck, rilasciato nel primo pomeriggio. Non sono state diffuse informazioni in merito agli altri due ostaggi, che si presume fossero il centralista e un impiegato del municipio. Non è chiaro neppure quale sia l’arma in possesso del ragazzo, né quali siano le sue motivazioni.

Aggiornamento 19 agosto, 19,18: L’intervento di un commando speciale ha messo fine al sequestro nel municipio di Ingolstadt, in Baviera. Secondo quanto indicato dalla polizia nell’operazione il sequestratore è rimasto ferito mentre i due ostaggi liberati sono incolumi.

Uomo in slip tenta di rubare l’aereo della Merkel

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Ha 24 anni il giovane, di origini turche che ha tentato di decollare, dopo essersi spogliato, con l’aereo di stato tedesco. Il ragazzo, sotto effetto di droghe, è riuscito a entrare nell’area di massima sicurezza dell’aeroporto di Colonia/Bonn dove era parcheggiato l’Airbus A319 CJ e a barricarsi all’interno della cabina di guida per quasi due ore, fin quando non è stato deciso di forzare la porta di bordo. Una volta alla guida ha cercato di armeggiare i comandi e di portare il velivolo in fase di rullaggio,  ma i motori non si sono accesi perché i comandi di iniezione erano staccati. Si è invece attivato l’Elt (Emergency locator transmitter), il segnalatore d’emergenza che serve, in caso di incidente, a far localizzare il velivolo. La torre di controllo e gli altri aerei hanno ricevuto il segnale, permettendo allo staff di sicurezza di intervenire. Secondo il quotidiano Rundschau, l’uomo avrebbe tentato anche di ballare su un’ala e avrebbe riempito di schiuma, spruzzata con l’estintore di bordo, la cabina di pilotaggio.  Il 24enne è stato arrestato e ha confessato di non ricordare nulla di quanto accaduto. Secondo indiscrezioni avrebbe avuto accesso all’aeroporto mescolandosi con gli invitati a un matrimonio che era in corso nella caserma dell’Aviazione. Intanto l’aereo avrà bisogno di settimane prima di poter ritornare a essere operativo.

 

Incontro segreto Renzi Merkel?

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L’estate calda di Matteo Renzi? Pare proprio che questa non sarà un’estate di ferie, ma di incontri. Quello di Berlino con la Merkel avvenuto giovedì scorso, stando a quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, sarebbe solo uno dei meeting previsti per questi mesi estivi. Sembra che il colloquio con la Cancelliera era stato fissato da tempo e che nel faccia a faccia si siano toccati i principali temi di politica europea. Nei giorni prossimi sembra che il sindaco di Firenze sia atteso a Parigi.

Poi secondo il Corriere della Sera Renzi avrebbe già un rapporto particolare con Tony Blair di cui è un grande estimatore, ma soprattutto la sua buona stella ha voluto che il presidente Obama abbia cambiato l’ambasciatore nel nostro Paese e che arriverà un grande amico di Renzi: John R.Phillips. I due si sono conosciuti due anni fa alla Casa Bianca e poi sono sempre rimasti in contatto complice il fatto che Phillips è un amante della campagna toscana e ha una tenuta nel senese.

  

Renzi rompe gli indugi: il vincitore delle primarie guidi governo

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«La sfida più grande sarebbe certamente la posizione di premier e per questo diventa importante il partito. Chi vince le primarie aperte dovrebbe essere il candidato a guidare il Governo. Certo, non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l’Italia».

Lo ha detto Matteo Renzi in un’intervista a Frankfurter Allgemeine Zeitung, resa nota dal suo staff. Il sindaco di Firenze ha poi ribadito che potrebbe lasciare Firenze «solo per cambiare l’Italia».

Renzi auspica anche un ruolo forte dell’Italia quando il problema del deficit sarà superato: «un ruolo più forte della Francia, dove la crisi ancora peggiorerà… Finora la Germania per noi è ancora un modello, ma presto si andrà avanti insieme»

Il sindaco di Firenze è convinto che l’Italia debba sistemare il debito «non perchè lo chiede la Signora Merkel» ma «perchè obbligati a farlo di fronte agli italiani del futuro».

Inoltre Renzi torna anche sull’imprenditoria e afferma che gli imprenditori italiani «sono in grado di competere con i tedeschi» e «l’Italia rappresenta il Paese decisivo sul fronte delle sfide europee»

Il primo cittadino di Firenze  è convinto che la stessa Germania «ha interesse che l’Italia sia nel team dell’Ue» e che «fino ad oggi l’Italia era in stagnazione perchè i politici fungono da tappo»: uno dei primi passi da fare è la riforma della burocrazia« per la «quale da sindaco mi vergogno».

E conclude: «Enrico Letta è un amico, solido, abile, competente ed è un grande europeista. Tutto quello che fa è pragmatico e non rivoluzionario. E nella nostra situazione i piccoli passi non bastano».

Sangue, sudore e lacrime… la vampira Merkel non molla

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“Prima i compiti a casa, il sostegno, poi nel caso si valuterà”, è categorica la Merkel che ha scelto accuratamente le sue parole per i cittadini tedeschi e per lanciare un chiaro messaggio a pochi giorni dal vertice europeo, quel vertice tanto propagandato dal premier Letta che doveva risolvere quasi, come un tocco magico, i problemi dell’Italia. Nulla di tutto questo… “Se si cerca sempre solo di trovare la prossima pentola piena di soldi, non si tiene conto di altre possibilità” ha detto la Cancelliera che poi ha ribadito “La prima cosa è riflettere su come si possa diventare, insieme, più competitivi”.

Obama… aiutaci tu! Le Femen “accolgono” il presidente Usa a Berlino

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Il presidente americano Barak Obama si è recato oggi a Berlino dove ha citato il discorso di Reagan alla Porta di Brandeburgo: “Dobbiamo fare in modo di far sparire altri muri che ci sono nel mondo”. Aggiungendo: “E’ meraviglioso essere di nuovo a Berlino – ha poi detto Obama ringraziando la sua ospite – e sono contento dell’invito della cancelliera dopo i 50 anni dalla visita di Kennedy”. Da parte sua la Merkel conferma l’impegno della Germania per il successo del trattato di libero commercio riservando però una bacchettata a Obama: “Apprezziamo il lavoro degli Usa sulla sicurezza, ma c’è una questione di proporzionalità”. Il presidente Usa ha inoltre affermato: “Ho deciso che noi possiamo garantire la sicurezza degli Usa anche se riduciamo i nostri armamenti atomici strategici fino a un terzo”. Il discorso è quindi deviato sugli sforzi per la pace in Afghanistan, in Siria e in Medio Oriente: gli afghani, ha spiegato riferendosi ai colloqui con i talebani, hanno bisogno di parlare con gli afghani per rompere il ciclo di violenze, e quindi “spero che i colloqui di pace proseguano nonostante le difficoltà”. Riguardo i problemi sorti con Kabul, che oggi ha annunciato lo stop ai negoziati sull’accordo sulla sicurezza, ha sottolineato che “sapevamo che ci sarebbero state tensioni, non è una sorpresa: siamo nel mezzo di una guerra”, con morti da entrambe le parti. A conferma delle tensioni, è arrivata la dichiarazione del presidente Karzai: “Non ci uniremo ai negoziati in Qatar se non avverranno nell’ambito di un processo guidato dagli stessi afghani”. Per quel che riguarda la Siria, l’appello è affinchè termini “lo spargimento di sangue: siamo uniti nel desiderio di trovare una soluzione nella trattativa”. Ha quindi sottolineato come “tutti i Paesi del G8, Russia inclusa, hanno sostenuto la necessità di creare un governo di transizione con pieni poteri”, dichiarando che è vero che la Casa Bianca ha “le prove dell’uso di armi chimiche da parte del governo di Assad”, anche se sarebbero “esagerate” le voci di un pronto intervento. Riguardo Guantanamo, Obama ha confermato che vorrebbe ancora chiuderlo “ma ovviamente è stato più difficile delle aspettative”. Ma il presidente non si è sottratto neanche in merito alla questione datagate, riguardo la quale ha sottolineato che “gli Usa non frugano nelle email dei cittadini”, ma il governo ha mantenuto un “equilibrio appropriato” tra le esigenze dell’intelligence e i diritti civili.
Ma all’arrivo a Berlino c’è stato anche un “fuoriprogramma”, un blitz organizzato da due Femen al passaggio del convoglio del presidente. Le ragazze, a seno nudo, hanno mostrato le scritte “Obama help” e “Free our sister” lanciandosi verso l’auto ma venendo bloccate dalla polizia che, con violenza, hanno fermato la prima ragazza buttandola a terra sull’asfalto e ammanettandola. Una volta fermata anche la secondo, entrambe sono state fatte salire sulla camionetta della polizia.

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La ricetta Merkel “giovani andate a lavorare all’estero!”

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L’incapacità di chiudere un vertice europeo sul lavoro tra Italia, Francia, Germania e Spagna, con proposte concrete e un piano che in tempi brevi possa risolvere il problema occupazionale nell’area euro ha portato la Merkel ad affermare, in un intervista alla Bbc:

“Per trovare un lavoro i giovani disoccupati devono muoversi. Bisogna – aggiunge – avere maggior mobilità. Il problema della disoccupazione in Europa è enorme”. Un’emigrazione forzata ma necessaria, una condizione che la Merkel paragona alla crisi di occupazione che colpì la Germania dell’Est quando “in molti – dice la Cancelliera – furono costretti a muoversi verso il sud del paese”.

La Merkel dimentica che quella migrazione interna alla Germania – ben diversa  da quella pressoché biblica che lei auspica per il resto dell’Europa – fu limitata e supportata dall’aiuto che tutta l’Europa dette a suo tempo al popolo tedesco. Oggi invece più che dire ai giovani “alzati e cammina” non si vuole fare nulla per alleviare almeno la crisi.

“The sleepwalkers” ecco l’Europa per l’Economist!

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I sonnabuli avviati verso il precipizio così l’Economist ritrae i leader europei. Ci sono veramente tutti da Angela a Enrico e un summit che in realtà sembra quasi non esserci stato… un nulla di fatto assoluto che sta conducendo i paesi dell’Eurozona solo verso la catastrofe… ma ci sono i conti da rispettare, i cittadini da strangolare… e un’Europa da disfare?

Nell’editoriale del settimanale economico britannico si osserva che in generale “la somma dell’indebitamento di governi, privati e imprese è ancora eccessivo”, che “le banche sono sottocapitalizzate e gli investitori internazionali si preoccupano per le perdite ancora da determinare” e che se anche “gli interessi sono bassi, le aziende dell’Europa del sud soffrono per una crudele stretta creditizia”.

L’Economist scrive anche che “i mercati finanziari sono stati anestetizzati da quando Mario Draghi ha promesso ‘di fare qualsiasi cosa serva’ per proteggere l’euro del collasso” e che la mossa del presidente della Bce ha dato sia tempo che mezzi per combattere la speculazione. Ma al contrario i leader politici non riescono a trovare una via di uscita per “riforme ordinate”.

“E se i leader dell’eurozona inciampassero? Come il Giappone – conclude l’Economist – l’Europa sarà in ombra per gli anni a venire. Il costo sarà misurato in termini di disillusione, comunità sociali arrugginite e vite sprecate. Ma a differenza del Giappone, l’Eurozona non ha coesione. Per tutto il tempo che stagnazione e recessione stresseranno la democrazia, l’eurozona rischia un fatale rigetto popolare. Se i sonnambuli tengono alla loro valuta e alla loro gente, devono svegliarsi”.

 “Per il bene di tutti – si legge ancora nell’editoriale – i leader europei devono scuotersi dal loro letargo. Devono capire che se non agiscono, l’Eurozona rischia di andare in pezzi”. “Dopo anni di crisi, la lista delle cose da fare è chiara”. Il compito più urgente – sostiene l’Economist – consiste nel troncare il legame tra banche e governi troppo deboli per supportarle. Era questo lo scopo dell’unione bancaria approvata lo scorso anno. Ora che la pressione si è allentata, però, l’unione si è ritrovata intrappolata in una serie di tecnicismi. “Questo ritardo è altamente dannoso”, avverte l’Economist. “Le banche europee hanno bisogno di fondi con qualsiasi strumento. L’America ha recuperato prima dell’Europa non solo perché è stata meno austera, ma anche perché ha riorganizzato le sue banche in maniera tale che potessero fare di nuovo dei prestiti”.

Letta ignorato dalla Merkel? C’è il video.

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Diffuso un video in cui il Premier Letta sosta davanti all’uscita el Consiglio insieme al collega belga Elio Di Rupo… Letta spera di poter parlare con la Merkel che invece gli passa accanto e guarda dritta davanti a sè ignorando il premier italiano e puntando l’olandese Mark Rutte. Poco dopo il saluto caloroso con l’olandese, Frau Merkel lascia il vertice. Letta si guarda attorno disorientato, e l’ agenzia Vista tv, lo immortala in diversi momenti del vertice in cui sembra abbastanza isolato… solo Hollande si avvicina in segno di sostegno e di alleanza.  Ma di Rupo pare rassicurarlo alla fine con un labiale che sembra dire ”ma no…”

 

Per Forbes è Angela in vetta alla classifica.

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Tra le 100 donne ad aver scalato la classifica di Forbes quest’anno chi poteva esserci al primo poso? Nonostante la crisi, c’è sempre lei, Angela Merkel. Un riconoscimento a quelle donne che sanno distinguersi in politica così come in altri campi… certo che trovare la Merkel al vertice del top un po’ lascia pensare. Anche  perché dietro di lei c’è un’altra politica, contestata anch’essa,  Dilma Rousseff, il presidente brasiliano. “Solo” quarta  Michelle Obama e Hillary Clinton in quinta posizione. Mentre la cofondatrice di Microsoft Melinda Gates (moglie di Bill), è saldamente al terzo posto. Non manca neppure Facebook con la direttrice  Sheryl Sandberg al sesto posto.

Lo spot per la rielezione della Merkel parte dal Vaticano!

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La Merkel va in udienza dal Papa… e non è un fatto puramente religioso, anzi qui ha natura politica. Un fatto storicamente anomalo se si pensa che i Pontefici di solito non ricevono i capi di stato nell’anno elettorale. Solo nel 2004 ci fu infatti la rottura di questo “protocollo” quando Giovanni Paolo II concesse a George W Bush un’udienza a pochi giorni dalle elezioni, nella quale si manifestò una grande affinità sui temi etici che poi fu il motivo principale per cui i vertici del cattolicesimo “made in Usa” iniziarono quindi a massacrare Kerry, nonostante fosse di fede cattolica.  Quindi la visita di oggi della Merkel non va sottovalutata e traccia un percorso verso la rielezione della “lady dell’austerity” perché sicuramente questa visita è spendibile a livello elettorale. Già molti giornali hanno ribadito come a Francesco piaccia la politica della Merkel, come ci siano dei punti di accordo profondi tra quella Chiesa di povertà e l’economia dell’austerity… e se può sembrare una forzatura per chi sa guardare oltre alle parole e individuare invece i vantaggi che ne possono derivare da un’alleanza Vaticano-Germania, per molti sarà comunque uno spot elettorale vincente. 45 minuti di udienza (un tempo ben superiore ai 20 minuti che solitamente il Papa concede alle udienze private) segnano un percorso preciso nel quale si andrà a giocare la partita della Cancelliera… un programma conservatore che ponga le basi per uno scambio duraturo. In fondo non molti giorni fa la Merkel aveva ripreso la frase di Francesco “l’economia deve servire l’uomo”… ma in questo momento è più l’uomo che sta servendo l’economia!

 

Nessuna pietà per Letta… bocciato dalla stampa tedesca

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I tedeschi non perdonano:

LETTA = BERLUSCONI

Sono i quotidiani più conservatori, quelli vicini ad Angela Merkel a condannare il neo Premier Enrico Letta che sta cercando una difficile trattativa per spostare l’Europa dalla politica perdente dell’austerity alla crescita. Come si demolisce un Capo del Consiglio dei Ministri? Naturalmente paragonandolo a Berlusconi, il Darth Vader europeo colpevole di tutti i mali mondiali!

Enrico Letta viene subito bocciato dalla grande stampa tedesca, in particolar modo dai quotidiani conservatori più vicini ad Angela Merkel. Il corso anti austerità del nuovo governo italiano non piace a nord delle Alpi, e il nuovo presidente del Consiglio viene subito classificato come un altro leader del nostro paese, alla Berlusconi, che non ha intenzione di risparmiare.

Die Welt, ha usato il cannone per descrivere Letta, definito come un altro italiano che non vuole risparmiare. L’ottusità tedesca è un fattore genetico e una volta intrapresa una strada sono incapaci di guardare il mondo con occhi nuovi. Terrorizzati dal cambiamento, i tedeschi sono sempre stati coerenti con le loro idee: ne è un esempio storico il Führer.

Letta incassa aggettivi vecchio stampo come “populista” e “tecnico”… purtroppo non è facile per i tedeschi poter immaginare un’Europa competitiva che inizia a muovere i suoi passi nell’interesse anche degli altri paesi. E’ comprensibile come chi si è a lungo battuto per avere la supremazia nel vecchio continente voglia mantenere i propri privilegi e quindi i politici italiani che provano a colloquiare con la Germania si trovano a essere trattati come i cittadini italiani dai propri governi.

Una spirale di odio e di interessi personali che non vuole vedere oltre e che probabilmente imploderà prima o poi come è già avvenuto in Italia.

Non è facile quindi per la Cancelliera avere rapporti con il nostro paese essendo all’interno sostenuta da forze retrograde e stantie. In fondo l’Italia cosa può rappresentare per i tedeschi se non una “colonia” dove far passare le ferie al loro Primo Ministro?

Süddeutsche Zeitung, quotidiano di simpatie progressiste piuttosto critico nei confronti della Merkel, evidenzia come Letta abbia portato alla cancelleria il nuovo mainstream europeo: se prima il rigore era parola d’ordine nelle cancellerie continentali,ora il populismo anti austerity è il nuovo motto di molti esecutivi. Per attaccare la Merkel ci prendiamo dei populisti questo è il massimo a cui possiamo aspirare in Germania. Ma come sappiamo il giornale progressista tiene da sempre una posizione che si scontra con la linea della Germania della Merkel, che teme, sempre più spesso, di finire isolata a Bruxelles come accadde nel famoso vertice del giugno 2012, quando grazie all’alleanza tra Monti, Rajoy e Hollande passò la ricapitalizzazione diretta delle banche in crisi per via del del fondo salvaeuro Esm.

Ma l’analisi più attendibile resta quella del Wall Street Journal che evidenzia le imminenti elezioni della Germania che si terranno il 22 settembre 2013, è quindi improbabile che la Merkel cambi rotta dovendo essere rieletta dal suo elettorato che è ancora più intransigente rispetto a lei nei confronti di una politica di crescita.

Dovremo quindi abbassare nuovamente la testa e servire umilmente la Germania? Il problema di fondo è la fragilità del governo Letta. Come può avere la forza necessaria di imporsi il nostro Premier se Berlusconi già mette in dubbio la fiducia se non viene cancellata l’Imu?

Per ora, a Berlino, resta ancora una pagella in sospeso per Letta, la Merkel ha infatti detto: “L’Italia ha già preso la strada giusta”. Ma le distanze, dalla Germania, restano: “Crescita e consolidamento sono due facce della stessa medaglia”. Quindi nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Letta nel dopo incontro con la Cancelliera, il clima che si respira è sempre lo stesso “italiani state attenti che la Germania vi giudica ed è pronta a condannarvi”.

Se magari i tedeschi si ricordassero di come è avvenuta l’unificazione e di chi pagò i costi magari sarebbero più prudenti nel puntare il dito contro le altre nazioni e in particolare contro l’Italia. Come ha ricordato il Corriere della Sera nell’agosto 2012 “Accadde infatti che, per contenere la grande immissione di nuova moneta, la Bundesbank adottò tassi altissimi, attorno al 10% nel 1993, scongiurando così l’inflazione. Risultato? In quella economia pre-euro, retta dal meccanismo dello Sme, i rialzi dei tassi decisi a Francoforte si riverberarono quasi automaticamente sulle altre monete, traducendosi in recessione per molte economie. L’allora rettore della Bocconi, Mario Monti, davanti alla Commissione Bilancio e Tesoro, diceva: “Il 1992 è stato per la Ceeun anno di disavanzi pubblici elevati, anche a causa della riunificazione tedesca”. E fu così che nel settembre nero, 1993, con una spesa pubblica senza freni, un deficit alle stelle e un debito sul 120% l’Italia fu costretta con la sterlina ad uscire dallo Sme.”

 

Crozza e la Gabanelli… Report al Colle?

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La copertina di Ballarò a cura di Maurizio Crozza del 16 aprile è dedicata a Milena Gabanelli, la giornalista di Report candidata al Quirinale dal Movimento Cinque Stelle. Comincia con l’osservazione che il popolo grillino ha da sempre osteggiato la categoria dei giornalisti, ha continuato con un ipotetico discorso alle Camere della prima presidente donna in pieno stile Report, “cari Onorevoli e care Onorevoli ma quanti siete? Ma sì tanto paghiamo noi…”, per poi passare all’icontro con la tedesca Angela Merkel: “quella ci fa un Report così”.

Putin contestato a suon di… seni!

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“Fuck dictator” scritto sul petto e una protesta in stile Femen ha accolto la visita del presidente Vladimir Putin alla fiera internazionale di Hannover lasciando di sasso anche la Merkel!

Il presidente russo non è apparso turbato dalla protesta e ha dichiarato: “Mi è piaciuta, darà più visibilità alla fiera di Hannover. Non ci vedo niente di male. Sarebbe meglio non disturbare l’ordine pubblico però, e una discussione politica è possibile solo se si è vestiti”, ha dichiarato alla conferenza stampa a cui ha partecipato anche la Merkel.

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Cipro riaprono le banche… lesi i diritti di tutti i cittadini!

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Dopo quasi due settimane di chiusura, domani le banche di Cipro riaprono i battenti al pubblico nel tentativo di tornare lentamente alla normalità dopo un blocco cominciato lo scorso 16 marzo. Gli sportelli degli istituti di credito – secondo quanto annunciato in serata dalla Banca Centrale – torneranno ad essere operativi da mezzogiorno fino alle 18. I risparmiatori dovranno però fare i conti con rigide misure restrittive per il movimento dei propri soldi, prese apposta per evitare una fuga di capitali all’estero dopo il pesante prelievo forzoso (si parla del 40%) che verrà applicato su tutti i depositi oltre i 100.000 euro custoditi nella Bank of Cyprus, nella Laiki Bank e nella Hellenic Bank, rispettivamente il primo, il secondo e il terzo istituto di credito dell’isola. Il prelievo è stato imposto a Cipro dall’Eurogruppo nell’ambito dell’accordo raggiunto a Bruxelles nella notte tra sabato e domenica per il piano di salvataggio del sistema bancario cipriota. Le misure di controllo sui capitali nelle banche dureranno una settimana e includeranno anche limiti per l’uso delle carte di credito all’estero (5.000 euro al mese) e il trasferimento all’estero di contanti (3.000 euro), inoltre si potrà prelevare in contanti un massimo di 300 euro al giorno sia con carta di credito che con assegni. Chi deve recarsi all’estero non potrà portare con sè più di 1.000 euro in contanti e, in caso si abbiano titoli di Stato in scadenza, l’intestatario potrà prelevare solo il 10% dell’importo complessivo.

Perchè i cittadini di Cipro non si appellano alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo? Ledere il patrimonio di un cittadini con queste pesanti sanzioni significa mettere in ginocchio le prossime generazioni, significa umiliarlo e torturarlo psicologicamente, significa ledere i diritti fondamentali di ogni uomo. E’ una vergogna per il genere umano quello che è stato fatto ai ciprioti

La Merkel vista dai tedeschi “egoismo e ostinazione”!

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Cipro è solo l’ultima goccia. Il vaso europeo trabocca di risentimento contro Angela Merkel e la politica tedesca: “L’Europa fa bene a dubitare della leadership euro tedesca”. E se scriverlo è un editorialista tedesco, Jakob Augstein dello Spiegel, significa senz’altro che la Germania ha un dibattito interno altamente democratico, ma significa anche che il Paese non riesce ad esercitare come dovrebbe la sua leadership, sottraendosi al dovere di comprendere, di non fare sempre gli stessi errori, di non far pagare ai cittadini le colpe dei governi o dei banchieri.

Chiusi in una torre di “ostinazione ed egoismo”, Merkel e non solo lei (la tentazione di compiacersi della superiorità economica non è suo appannaggio esclusivo) non hanno compreso che anche il dramma cipriota, come ogni fase di questa infinita crisi finanziaria, è inserito nella lunga battaglia in Europa che ha per oggetto l’egemonia tedesca. Merkel e il suo ministro delle Finanze Schäuble lavorano per la stabilizzazione dell’economia europea o stanno semplicemente legando mani e piedi delle altre nazioni ai ceppi del debito e di vincoli di bilancio?

Nella notte Anastasiades strappa l’accordo alla troika!

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Dopo le parole dure di ieri sera del Presidente cipriota Anastasiades che aveva senza timore accusato la troika di non voler trovare un accordo e aveva denunciato l’ostruzionismo dichiarando: “Volete costringermi alle dimissioni? Vi propongo una cosa e la rigettate, ve ne propongo un’altra e la rigettate, che volete che faccia? Se volete le mie dimissioni, ditelo”,  durante la notte l’Eurogruppo ha dato l’ok al piano di salvataggio di Cipro. Cosa prevede l’accordo?

La Laiki Bank sarà chiusa attraverso un processo controllato e i suoi asset finiranno in una ‘good bank’ e in una ‘bad bank’. Per i depositi sotto i 100mila euro scatterà la garanzia europea, quindi saranno salvi. Inoltre, non ci sarà alcuna tassa o prelievo sui depositi, ma un’altra forma di ‘bail-in’: si congelano cioé i depositi sopra i 100mila euro, che verranno poi convertiti probabilmente con obbligazioni dello Stato.

“L’accordo raggiunto mette fine alle incertezze su Cipro e sulla zona euro”, ha detto il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, spiegando che “l’intesa evita la tassa e ristruttura profondamente il settore bancario di Cipro”. “Il programma contiene un approccio deciso per affrontare gli squilibri del settore finanziario. Ci sarà un’appropriata riduzione, con il settore bancario che raggiungerà la media europea nel 2018. Inoltre, Cipro s’impegna ad un programma di consolidamento dei conti, riforme e privatizzazioni”, ha detto Dijsselbloem. Le misure previste dall’accordo si limiteranno solo alle due banche maggiormente problematiche, cioé Laiki e Bank of Cyprus. La Laiki sarà risolta subito, in una bad bank e in una good bank, e quindi scomparirà. Gli asset buoni finiranno nella Bank of Cyprus, così come la liquidità d’emergenza della Bce (Ela), che deve essere restituita. Tutte le altre non saranno toccate. I depositi sotto i 100mila euro della Laiki saranno garantiti, quelli sopra i 100mila subiranno delle perdite che saranno decise durante il processo di liquidazione. Anche la Bank of Cyprus subirà delle perdite, ma non sarà l’Eurogruppo a stabilirlo, bensì lo farà nelle prossime settimane la troika, assieme alle autorità cipriote.

Il direttore del Fmi Christine Lagarde raccomanderà al Fmi di partecipare al piano di salvataggio di Cipro: lo ha detto Lagarde al termine dell’eurogruppo, spiegando come l’intesa raggiunta sia “buona”, perché “protegge i depositi sotto i 100mila euro, limita le misure alle due banche maggiormente problematiche e divide il peso tra Ue e Cipro in modo equo”.

L’accordo per il salvataggio di Cipro mette di buonumore le Borse europee e in rialzo appaiono anche i futures americani. In evidenza Vodafone (+2,3%) dopo le indiscrezioni su contatti per la cessione della sua quota nella joint venture con Verizon Communications per 135 miliardi di dollari. Bene Londra (+0,64%), Parigi (+1,4%), Francoforte (+1,07%) e Madrid (+1%). Milano (+0,6%) decelera ma si mantiene in linea con gli altri listini.

Ultimo tentativo per salvare Cipro… ma basterà?

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Il presidente cipriota Nikos Anastasiades si gioca l’ultima carta in una serie di incontri per salvare l’isola. A Bruxelles colloqui con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, con il presidente della Commissione Jose Manuel Barroso – che hanno annullato la loro presenza al vertice Ue-Giappone di domani a Tokyo nella speranza di arrivare ad un’intesa – con il direttore dell’Fmi Christine Lagarde e con il governatore della Bce Mario Draghi, in pratica i massimi esponenti della troika, Ue, Bce e Fmi.

Si lavora su un piano di salvataggio che prevede fondamentalmente un prelievo forzoso del 20% sui depositi bancari di oltre 100mila euro custoditi nella Banca di Cipro e del 4% su quelli per lo stesso ammontare in altre banche. Le misure devono essere varate entro lunedì: termine oltre il quale la Bce non garantirà più liquidità al Paese.

La posta si alza e Cipro fa marcia indietro. Cade accordo con la Troika?

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L’annunciato accordo fra il governo di Cipro e la troika (Ue, Bce e Fmi) per il salvataggio dell’isola sarebbe a rischio. Lo ha riferito l’agenzia ufficiale cipriota Cna, come riportano le tv locali. Le difficoltà sarebbero cominciate a causa delle sempre più alte richieste avanzate dalla rappresentante del Fmi.

Mosca rifiuta il prestito a Cipro e la Germania esulta!

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Michalis Sarris, ministro delle finanze cipriota, ha lasciato oggi Mosca, dove ha negoziato per due giorni un aiuto russo senza che finora sia stato annunciato alcun accordo. Sarris ha chiesto una estensione di 5 anni di un prestito russo di 2,5 miliardi di euro, con una riduzione del tasso di interesse, e proposto investimenti nel settore bancario ed energetico in cambio di un sostegno finanziario per risolvere la crisi dell’isola.

Mosca non è interessata alle proposte di Cipro, ha detto il ministro delle finanze russo Anton Siluanov annunciando che il negoziato è finito. Una decisione temuta e che ora potrebbe spingere Cipro nel baratro della bancarotta.

La questione di Cipro non può essere risolta solo dai contribuenti dell’Eurozona, i creditori delle banche di Cipro devono condividere il peso del salvataggio. Lo ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in un’intervista al quotidiano greco Ta Nea. Il ministro delle finanze tedesco ha aggiunto che l’eurozona è pronta ad aiutare Cipro, ma l’isola deve impegnarsi a risolvere il problema alla radice. Aiuti sì, ma con strangolamento dei cittadini. La Germania nella crisi finanziaria sta creando il suo “impero” sulla pelle di coloro che, oltre ad aver avuto politici corrotti e collusi che hanno sperperato il denaro pubblico, ora si trovano a dover fare i conti con l’egemonia dell’Eu sempre più targata dalla politica della Merkel a tutela dei tedeschi anche sui cadaveri dei greci, ciprioti, spagnoli e forse italiani!

Tafferugli a Cipro… dopo l’annuncio della fusione delle banche sale la tensione!

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Sale la tensione a Cipro: davanti alla sede del Parlamento di Nicosia si registrano tafferugli tra manifestanti e polizia. I media locali riferiscono che a protestare sono soprattutto dipendenti della Laiki Bank (Banca Popolare). I disordini sono sorti dopo le voci circolate sulla possibile chiusura dell’istituto di credito in seguito ad una fusione con la maggiore Bank of Cyprus. La Banca Centrale del Paese ha però smentito categoricamente la chiusura.

Ue preoccupata per Cipro!

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Finalmente qualcuno ha messo lo stop all’egemonia tedesca e alla “casta” internazionale dell’alta finanza! Cipro ha alzato la testa e ha detto “NO!” Un grido che dovrebbe risuonare in Europa, dovrebbe frenare la “dittatura” a cui ci siamo sottoposti abbassando la testa e prendendo come esempio dalla Germania, un Paese che non ha risentito della crisi, solo perchè ha potuto fare la politica che voleva. Attraverso le sue manovre finanziarie si è imposto con violenza gettando la Grecia nella povertà assoluta e la Spagna nel dramma della disoccupazione. Poi ha tentato con l’Italia e ora era la volta di Cipro… Ma c’è chi ha detto BASTA! Adesso a chi toccherà?

Quello che è certo ormai è che Cipro non avrà bisogno di fare ricorso al prelievo forzoso su depositi bancari presenti sull’isola. Lo ha riferito poco fa la Tv Sigma citando una fonte vicina al governo. I leader dei partiti ciprioti, poi, hanno deciso all’unanimità di creare un «fondo di solidarietà », che dovrebbe impegnare i beni dello Stato come base per un prestito d’emergenza. Lo ha detto il numero due del partito democratico al governo, Averof Neophytou.

«La situazione a Cipro è molto seria ed è della massima urgenza che le autorità facciano chiarezza e presentino la loro proposta»: questa la posizione della Commissione Ue secondo quanto riporta un portavoce. «La Commissione Ue ha sempre detto fin dal principio che Cipro pone un rischio sistemico per tutta la zona euro».

La Ue adesso attende risposte da Cipro, ma c’è la Russia!

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Bruxelles ha deciso di aspettare che Cipro presenti una proposta alternativa dopo la bocciatura di quella europea, mentre Parigi giudica “un errore” il piano di salvataggio presentato da Bruxelles. Da parte sua, Angela Merkel esorta l’Eurozona a trovare una soluzione alla crisi cipriota esprimendo rammarico per la decisione del Parlamento. Intanto, il ministro delle Finanze di Nicosia vola a Mosca per chiedere aiuto alla Russia.

“Ora sta a Cipro presentare un’alternativa rispettando i parametri sul finanziamento e sulla sostenibilità del debito decisi sabato scorso”, hanno detto alla Commissione europea, precisando che nel loro piano era stata preferita una soluzione che salvasse i depositi sotto i 100mila euro, soluzione che però “è stata rigettata dalle autorità cipriote”.Mentre forti critiche sono arrivate da Parigi al piano di salvataggio di Bruxelles, la cancelliera tedesca ha detto: “Cipro è un nostro partner nella zona euro e perciò è nostro dovere trovare una soluzione”.

Intanto, il ministro cipriota delle Finanze Michalis Sarris è arrivato questa mattina a Mosca: spera infatti di ottenere altri soldi in prestito per superare il rischio bancarotta e l’impasse con l’Europa. A Nicosia ci si augura che la Russia conceda al Paese un’estensione del credito da 2,5 miliardi di euro accordato nel 2011, finanziamento che i ciprioti dovranno finire di rimborsare entro il 2016. “Spero che l’accordo si raggiunga già oggi”, ha detto Sarris.

La prima conseguenza della decisione del Parlamento potrebbe essere il blocco dei finanziamenti da parte della Bce. Jeorg Asmussen, del direttorio dell’Eurotower, ha detto infatti che Francoforte che potrebbe interrompere i crediti alle banche di Cipro, se Nicosia non arriverà a un accordo sul pacchetto di aiuti.

Intanto, le banche cipriote prolungano ulteriormente la chiusura. Gli sportelli resteranno chiusi anche nella giornata di domani, come fanno sapere fonti istituzionali dell’Isola secondo quanto scrive Bloomberg.

La Germania blocca gli aiuti a Cipro!

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Il governo tedesco ha messo in guardia Cipro da ulteriori ritardi e da una possibile bocciatura dell’approvazione delle condizioni utili a ottenere il pacchetto di salvataggio. “Finché il Parlamento non avrà deciso, non ci sarà alcun programma di aiuto”, hanno riferito fonti governative, riprese dall’agenzia di stampa tedesca Dpa. “Senza un programma di aiuto, la liquidità per aiutare le banche cipriote è in pericolo”.

Il governo non ha la maggioranza… affonda Cipro, aiuti dalla Raf ai britannici!

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Il governo non ha la maggioranza, il ministro delle Finanze si dimette, l’euro crolla e le borse arrancano. Nel giorno del voto del Parlamento cipriota sui prelievi forzosi dai conti correnti, la situazione sui mercati è a dir poco rovente. Le Borse europee sono scivolate nel finale di seduta sui timori che Cipro non trovi un accordo. Maglia nera è Madrid (-2,36%), seguita da Milano (-1,5%) e Parigi (-1,39%) e Francoforte (-1,03%). Contiene al mezzo punto invece le perdite Londra. L’euro è invece scivolato ai minimi da novembre fino a 1,2856 dollari per il probabile stallo sul salvataggio di Cipro.
Il ministro delle Finanze cipriota Michalis Sarris potrebbe presentare le proprie dimissioni al proprio rientro, previsto in giornata, da Mosca dove si è recato stamani per discutere con i responsabili russi della situazione creatasi sull’isola in seguito alla richiesta dell’Ue di applicare un prelievo forzoso straordinario sui depositi bancari.
Il presidente cipriota Nicos Anastasiades non ha i numeri per ottenere in Parlamento il sì al prelievo forzoso sui depositi bancari proposto dall’Ue. Mentre le banche restano chiuse per evitare una corsa ai depositi (la riapertura si avrà solo giorvedì mattina) in mattinata sono previste manifestazioni fuori dal Parlamento, mentre l’attenzione è sul dibattito politico.
Il presidente cipriota Nicos Anastasiades – ‘garantè dell’accordo con i partner internazionali – potrebbe non riuscire a raccogliere la maggioranza dei voti sul pacchetto di interventi, visto che la coalizione che lo sostiene può contare solo su 28 dei 56 seggi dell’assemblea di Nicosia, mentre l’opposizione socialista e comunista ha già annunciato un voto contrario.
Una eventuale bocciatura avrebbe conseguenza imprevedibili sulla stabilità finanziaria dell’isola, con pesanti ricadute sull’Eurozona e sulla moneta unica, come hanno dimostrato le tensioni di ieri sui mercati internazionali. Anastasiades ha ammonito i deputati che un voto contrario sull’accordo porterebbe al crollo del settore finanziario dell’isola con un rischio concreto di bancarotta.
Un aereo militare britannico (Raf) è in volo verso Cipro con a bordo un milione di euro destinati ai militari britannici e alle loro famiglie sull’isola. Lo riferisce il ministero della difesa britannico. Il ministero della Difesa britannico ha inoltre fatto sapere di non escludere che altri simili voli possano partire verso Cipro. Ha poi reso noto di aver contattato i militari per chiedere se preferiscano che i loro salario per il mese di marzo e per quelli futuri venga accreditato in conti bancari nel Regno Unito.

I prelievi di Cipro servono per rimpinguare le casse tedesche… Scandalo UE!

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LE COINCIDENZE IN ECONOMIA SI CHIAMANO PAREGGIO DI CONTI!

La coincidenza è di quelle clamorose. Sempre ammesso che di coincidenza si tratti. Mentre il governo cipriota è al lavoro per limare al massimo il provvedimento che dovrebbe autorizzare il prelievo diretto dai conti correnti di almeno 5,8 miliardi di euro, stabilendo ad esempio di esentare i depositi fino a 20 mila euro, il settimanale tedesco Spiegel, riportando i dati della “Banca per la compensazione dei pagamenti” mostra dati destinati a fare discutere.

L’esposizione degli istituti di credito tedeschi con l’isola sarebbe pari a 5,9 miliardi di euro. In caso di default dell’isola, insomma, le banche di Berlino vanterebbero crediti più o meno equivalenti alla somma che Bruxelles ha imposto a Cipro per ottenere il prestito da 10 miliardi di euro attraverso il fondo salva stati.

Un ulteriore elemento di tensione, che si va aggiungere a quelli già esistenti tra i cittadini ciprioti a l’Unione Europea, dopo che già ieri a Nicosia sono state numerose le manifestazioni con slogan contro l’Europa e Angela Merkel. “Giù le mani da Cipro”, uno dei cartelli più diffusi nella capitale cipriota. E a poco era servita la precisazione del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che nel pomeriggio si era affrettato a precisare che il prelievo sui conti non fosse un provvedimento imposto o deciso da Berlino.

E se ieri tanto il portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, Steffen Seibert, aveva aperto a possibile modifiche delle condizioni da applicare al governo cipriota, tanto la Merkel quanto oggi altre fonti di Bruxelles su un punto si sono dimostrati assolutamente inflessibili: in nessun caso potrà essere messo in discussione il target dei 5,8 miliardi di euro. In altre parole non importa come il governo deciderà di scaglionare il prelievo, e quali aliquote deciderà di applicare, purché sia in grado di offrire i 5,8 miliardi di euro che lo stato deve impegnare come previsto dal memorandum of understanding che i Paesi che richiedono l’intervento del fondo salva-Stati devono sottoscrivere.

Intanto nell’isola potrebbe slittare ancora il voto del Parlamento sul provvedimento. Anche l’esonero dei conti sotto i 20 mila euro annunciato oggi dal governo incontra in realtà più di una criticità. Secondo il governatore della banca centrale, Panicos Demetriades, l’esonero dei depositi inferiori a 20mila euro, come previsto dal progetto di legge che sarà esaminato in serata, “non permetterà di raccogliere i 5,8 miliardi di euro conformi all’accordo con l’Eurogruppo”. Nella nuova bozza di provvedimento si prevede una tassazione del 6,75% sui conti tra i 20.000 e 100.000 euro e del 9,9% per i depositi oltre i 100.000 euro.

Intanto nell’isola le banche restano chiuse – e rimarranno tali fintanto che la legge non riceverà il via libera dal parlamento – ma ai cittadini è comunque permesso il prelievo dagli sportelli bancomat, con un limite personale di 800 euro. Sempre secondo Demetriades, al momento della riapertura degli istituti di credito, circa il 10% dei depositi sarà ritirato.

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