“La Tymoshenko è il nuovo pupazzo di Putin”: le Femen sbarcano a Parigi

femen-parigi-tymosh-tuttacronacaTre attiviste Femen hanno protestato oggi, a poca distanza dalla Tour Eiffel, per la situazione in Ucraina. Le giovani, fermate dalla polizia parigina, hanno contestato anche contro l’eroina dell’opposizione appena uscita dal carcere scrivendosi sul seno nudo “Tymoshenko = Yanukovich” in carattere nero. E ancora: “La Tymoshenko è il nuovo pupazzo di Putin”. Sasha, Oksana e Yana sono state fermate dopo pochi minuti sul piazzale del Trocadero. Le giovani mostravano lunghe trecce bionde, ad imitazione della Tymoshenko, con le quali hanno finto di impiccarsi.

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Putin Killer of Democracy: la protesta di due Femen

femen-putin-tuttacronacaIl presidente russo Valdimir Putin è in visita alla sede del Consiglio d’Europa a Bruxelles e due attiviste femen non si sono lasciate sfuggire l’occasione per protestare animatamente davanti alla stessa sede. Nella capitale belga è in programma un summit con i vertici della Ue.

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“Il nostro Dio è una donna”: la Femen irrompe durante la messa

femen-natale-tuttacronaca“Io sono dio”. Con questa scritta sulla pelle, un’attivista Femen ha fatto irruzione nella cattedrale di Colonia, in Germania, durante la messa di Natale. I video mostrano come la ragazza ha corso verso l’altare, salendovi sopra, sorprendendo tutti e beffando i prelati che avevano tentato di trattenerla.

Le Femen, assieme al video caricato in Youtube, hanno pubblicato un comunicato che chiede al Vaticano que “la smetta di produrre le sue chimere medievali”. Inoltre criticano “il desiderio maniacale di controllare la fertilità delle donne”.

Il Trap e Strunz insieme 15 anni dopo la “famosa” conferenza… e arrivano le femen!

trap-strunz-femen-tuttacronacaChi potrebbe mai dimenticare la storica conferenza stampa durante la quale il Trap, con il suo tedesco molto approssimativo, si scagliò contro Strunz, suo giocatore al Bayern Monaco?

Sono trascorsi 15 anni da allora e Markus Lanz, conduttore della rete televisiva Zdf, è riuscito a riunirli nella sua trasmissione, all’inizio della quale i due si sono scambiati un caloroso abbraccio. Nel corso della stessa è stato anche trasmesso il celebre filmato ma a interrompere la festa c’hanno pensato due attiviste del Gruppo Femen, che contestavano l’assegnazione al Qatar dei Mondiali del 2022. Le due sono arrivate mentre Lanz chiedeva a Trapattoni cosa avesse provato nel pronunciare l’immortale “Was erlaube Strunz”, (“Cosa vuole questo Strunz”) e i due palloni di calcio grondanti sangue dipinti sui seni e sulla pancia con le scritte “Sangue e giochi” e “Non giocate con i diritti umani” hanno preso il posto della risposta. Per diversi secondi, sotto gli occhi esterrefatti dei presenti e lo sguardo divertito del Trap, le due hanno scandito i loro slogan mentre il conduttore, impassibile, ha fatto avvicinare un ragazzo che ha spiegato i motivi della protesta. “Tra pochi anni il Mondiale di calcio si svolgerà in Qatar – ha ricordato – dove i lavoratori vengono trattati come schiavi”.

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Il Congresso discute la legge antiabortista… ma anche le Femen dicono la loro!

femen-madrid-tuttacronacaTre attiviste Femen, tra cui la lider del movimento in Spagna, Lara Alcàzar, hanno interrotto l’intervento del Ministro della Giustizia Alberto Ruiz Gallardon al Parlamento spagnolo, dove si sta discutendo la legge antiabortista. Le giovani si sono presentate nella tribuna ospiti a seno nudo e con la scritta “l’aborto è sacro” sulla pelle e hanno gridato per alcuni secondi prima che le guardie di sicurezza le portassero via. Secondo fonti parlamentarie, le attiviste non erano state invitate da nessuno per assistere come pubblico alla seduta, ma hanno potuto fare il loro ingresso in quello che viene definito “turno libero”, durante il quale ogni cittadino può assistere al Congresso.

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Settimana della moda parigina… in tolpess! Il blitz delle Femen

femen-parigi-tuttacronacaSi sta svolgendo a Parigi la settimana della moda e all’appuntamento si sono presentate anche tre attiviste Femen che, come da loro tradizione, in topless e con scritte sulla pelle, hanno fatto irruzione in passerella durante la sfilata di Nina Ricci. La protesta era contro la moda “dittatrice” a suon di slogan come “modella non andare al bordello”.  La sicurezza ha subito provveduto ad allontanare le tre attiviste mentre le modelle hanno continuato a sfilare come se nulla fosse accaduto.

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Al Lido sbarcano le Femen: un documentario racconta il movimento

femen-venezia-tuttacronacaS’intitola “Ukraine is not a brothel” il documentario sul movimento delle Femen presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. E per l’occasione sei attiviste, dopo la conferenza stampa si sono presentate davanti ai fotografi a seno nudo con scritti sul petto slogan come “Ukraine is not a brothel” (L’Ucraina non è un bordello), “Naked war” (guerra nuda), “Women are still here” e con il nome e il simbolo delle Femen. Con loro anche la regista del film, Kitty Green, rimasta vestita.

Inna Shevchenko e Sasha Shevchenko, due delle leader del movimento, hanno sottolineato nel corso della conferenza stampa: “Noi Femen siamo scappate dall’Ucraina e siamo felici di essere ora in un posto sicuro. È stato necessario perché la politica e i servizi segreti ucraini ci stavano attaccando molto duramente. Ora il nostro quartier generale è a Parigi ed abbiamo nel mondo altre 10 sedi”. Nel corso dell’incontro con i giornalista diverse sono state le domande riguardo Victor, che nel documentario sembra quasi essere il “manovratore” delle azioni del movimento. Eì stata Sasha a spiegare: “Victor non fa più parte del movimento da un anno: lui non ha fondato le Femen, era uno dei pochi componenti uomini e quando le Femen hanno cominciato ad essere più popolari ha pensato di poter prendersi più spazio, forse perché è un uomo. Avere a che fare con una persona come lui ci ha fatto capire ancora di più quanto sia necessario combattere il patriarcato. Non siamo più sotto il suo folle potere, ora lavoriamo fra donne”.

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Incendio alla sede delle Femen a Parigi

incendio-sede-femen-tuttacronaca“Intorno alle 5 del mattino”, come ha riferito Inna Shevchenko, leader del gruppo Femen a Parigi, le fiamme si sono sviluppate nella sede di Parigi delle attiviste, che è rimasta danneggiata dall’incendio. La causa non è ancora stata determinata. Le fiamme, che hanno distrutto il secondo piano, non hanno causato conseguenze o danni a persone.

L’anniversario della presa della Bastiglia… a seno nudo! Femen in piazza

protesta-femen-presa-bastiglia-tuttacronacaSi è festeggiato ieri, in Francia, l’anniversario della presa della Bastiglia e anche le Femen hanno preso parte all’evento. Il gruppo di femministe, con alla guida Inna Shevchenko, sono rimaste in posa, a seno nudo e con delle scritte sulla pelle, davanti a un cartellone che le raffigurava. E’ stato un artista di strada a creare l’opera.

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Repressione violenta contro le Femen davanti all’Eliseo

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Protestavano a Parigi davanti al Palazzo presidenziale dell’Eliseo e invocavano la liberazione della tunisia Amina Sboui, le tre Femen che sono state vittime di una repressione violenta da parte della polizia. Per manifestare le ragazze si erano presentate davanti al palazzo del governo francese indossando una maschera davanti alla bocca e un reggiseno di filo spinato. La protesta è avvenuta in occasione della partenza di Hollande per la Tunisia.

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La Femen salta sul cofano del primo ministro tunisino

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La protesta si è svolta a Bruxelles dove tre attiviste del movimento Femen, in occasione della visita del primo ministro tunisino Ali Larayedh, sono riuscite ad attirare l’attenzione. Una di loro è perfino riuscita a saltare sul cofano della macchina del primo ministro tunisino al grido di ”Amina libera” e ”Fermate l’oppressione” prima di essere arrestata dalla polizia.

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Le Femen sbarcano oltreoceano: protesta a Times Square

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Attraversano l’oceano e sbarcano negli Stati Uniti le Femen, raggiungendo New York. Un’attivista del gruppo, Sarah Constantin, si è infatti presentata in topless a Times Square per manifestare a sostegno delle tre tunisine condannate a quattro mesi di carcere per aver protestato a seno nudo.

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Arriva sul web videocorso delle Femen per le nuove reclute

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Entrare a far parte delle Femen? Ora si può imparare ad esserlo grazie alle videolezioni. Il movimento cerca nuove reclute e ha lanciato il primo video in cui illustra le caratteristiche indispensabili ai componenti del gruppo: “Sii preparata a venire attaccata, ma reagisci e combatti fino alla fine”, ripetono le femministe a seno nudo. Ma ci sono anche regole fondamentali, che vanno rispettate in ogni occasione: “Tenere una posizione aggressiva, l’obiettivo non è attrarre, ma spaventare; non nascondere mai il proprio volto; non sorridere, ma gridare”

Obama… aiutaci tu! Le Femen “accolgono” il presidente Usa a Berlino

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Il presidente americano Barak Obama si è recato oggi a Berlino dove ha citato il discorso di Reagan alla Porta di Brandeburgo: “Dobbiamo fare in modo di far sparire altri muri che ci sono nel mondo”. Aggiungendo: “E’ meraviglioso essere di nuovo a Berlino – ha poi detto Obama ringraziando la sua ospite – e sono contento dell’invito della cancelliera dopo i 50 anni dalla visita di Kennedy”. Da parte sua la Merkel conferma l’impegno della Germania per il successo del trattato di libero commercio riservando però una bacchettata a Obama: “Apprezziamo il lavoro degli Usa sulla sicurezza, ma c’è una questione di proporzionalità”. Il presidente Usa ha inoltre affermato: “Ho deciso che noi possiamo garantire la sicurezza degli Usa anche se riduciamo i nostri armamenti atomici strategici fino a un terzo”. Il discorso è quindi deviato sugli sforzi per la pace in Afghanistan, in Siria e in Medio Oriente: gli afghani, ha spiegato riferendosi ai colloqui con i talebani, hanno bisogno di parlare con gli afghani per rompere il ciclo di violenze, e quindi “spero che i colloqui di pace proseguano nonostante le difficoltà”. Riguardo i problemi sorti con Kabul, che oggi ha annunciato lo stop ai negoziati sull’accordo sulla sicurezza, ha sottolineato che “sapevamo che ci sarebbero state tensioni, non è una sorpresa: siamo nel mezzo di una guerra”, con morti da entrambe le parti. A conferma delle tensioni, è arrivata la dichiarazione del presidente Karzai: “Non ci uniremo ai negoziati in Qatar se non avverranno nell’ambito di un processo guidato dagli stessi afghani”. Per quel che riguarda la Siria, l’appello è affinchè termini “lo spargimento di sangue: siamo uniti nel desiderio di trovare una soluzione nella trattativa”. Ha quindi sottolineato come “tutti i Paesi del G8, Russia inclusa, hanno sostenuto la necessità di creare un governo di transizione con pieni poteri”, dichiarando che è vero che la Casa Bianca ha “le prove dell’uso di armi chimiche da parte del governo di Assad”, anche se sarebbero “esagerate” le voci di un pronto intervento. Riguardo Guantanamo, Obama ha confermato che vorrebbe ancora chiuderlo “ma ovviamente è stato più difficile delle aspettative”. Ma il presidente non si è sottratto neanche in merito alla questione datagate, riguardo la quale ha sottolineato che “gli Usa non frugano nelle email dei cittadini”, ma il governo ha mantenuto un “equilibrio appropriato” tra le esigenze dell’intelligence e i diritti civili.
Ma all’arrivo a Berlino c’è stato anche un “fuoriprogramma”, un blitz organizzato da due Femen al passaggio del convoglio del presidente. Le ragazze, a seno nudo, hanno mostrato le scritte “Obama help” e “Free our sister” lanciandosi verso l’auto ma venendo bloccate dalla polizia che, con violenza, hanno fermato la prima ragazza buttandola a terra sull’asfalto e ammanettandola. Una volta fermata anche la secondo, entrambe sono state fatte salire sulla camionetta della polizia.

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Le Femen e la protesta alla Merkel

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Angela Merkel stava attendendo l’arrivo del primo ministro tunisino Ali Larayedh mentre tre attiviste Femen hanno inscenato una protesta a seno nudo davanti al suo ufficio al grido di “Merkel libera la Femen” . Le giovani avevano impresso sul busto il nome di Amina e quelli di Josephine, Marguerite e Pauline, le due francesi e la tedesca in carcere dopo una protesta in topless il 29 maggio in favore dell’attivista tunisina. Due di esse indossavano un cappuccio nero, mentre una terza, con i capelli ricci, si è dipinta la bandiera tunisina sui seni e la scritta “Free Femen”.

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Al “No tabacco day” si protesta in stile Femen

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E’ la giornata mondiale senza tabacco, oggi, e, mentre si svolgeva un convegno dedicato all’Istituto superiore di sanità, sui gradini del palazzo tre ragazze dell’associazione Articolo 32 hanno scoperto il seno, mostrando così la scritta “Seno sano se non fumo”. Durante la protesta, sostenuta dall’Associazione dei consumatori per la tutela della salute, è anche stato distribuito un volantino per ricordare che “2,2 milioni di italiani vivono con diagnosi di tumore”, per la metà donne, di cui oltre 500mila con tumore al seno. Ancora, si legge che il fumo uccide una persona ogni 6 secondi e tra i 6 milioni di morti causati nel mondo dal fumo, 600mila vittime sono non fumatori. Le tre ragazze, Luna, Sara e Alessia, hanno ricordato anche che il fumo “fa male soprattutto alle donne in gravidanza. Quindi, se non volete uccidere i vostri bambini non fumate!”.

Le Femen attaccano Heidi Klum!

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Il nuovo attacco a suon di topless, organizzato dalle Femen, ha preso di mira il palco del Germany’s Next Top Model, il popolare show condotto da Heidi Klum. La protesta è stata organizzata nella maniera standard: seno nudo e scritte sulla pelle. In particolare la scritta riportava la dicitura: “Heidi Horror Picture Show”. La protesta, organizata sul palco della trasmissione, una delle più seguite in Germania, era per contestare l’uso delle donne in televisione. Le due manifestanti sono state allontanate dai bodyguard mentre l’ex modella e presentatrice, fasciata in un lungo abito rosa di Versace, manteneva una calma imperturbabile. E considerato che The show must go on… la finale del reality è poi proseguita come se nulla fosse accaduto.

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Amina, la Femen con la famiglia che si scusa per gli atti “osceni” della figlia

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Che succede se una figlia diventa una Femen in Tunisia? La famiglia si scusa con la folla e cerca di attribuire la protesta della ragazza a problemi psicologi con la famiglia, ridimensionando le accuse politiche di Amina. Dal carcere, dove è stata rinchiusa domenica scorsa a seguito dell’ennesima protesta che l’aveva vista protagonista di alcune  scritte sul muro di un cimitero e per essere stata trovata in possesso di una bomboletta di gas urticante, la Femen non può parlare. Sua madre si è mostrata alle telecamere e ha spiegato, esibendo certificati medici dell’ospedale El Razi, che Amina è affetta da problemi psichici riconducibili al fatto che i genitori, qualche anno fa, si erano trasferiti per lavoro in Arabia Saudita e la figlia non ha mai elaborato questa separazione. Sempre la madre ha poi dichiarato che Amina ha incontrato, poi, questo gruppo di Femen su Facebook e loro hanno manipolato la mente di una ragazza disturbata per farle assumere comportamenti “osceni”. Per questo la famiglia dopo la prima foto che ritraeva la ragazza a seno nudo aveva cercato di tenerla chiusa in casa. Ma queste tesi sono molto controverse. C’è chi infatti sostiene che Amina sia stata drogata, portata da uno stregone, costretta a leggere libri religiosi che parlano del ruolo della donna e ancora imprigionata dalla sua famiglia in casa.

Al momento Amina rischia 2 anni due anni di reclusione per la scritta e sei mesi per lo spray urticante.

La famiglia sta cercando di salvare la figlia o sta cercando solo di mantenere integro l’onore?

La Femen: “Possano i fascisti riposare all’inferno”

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Una Femen è entrata nella cattedrale di Notre dame de Paris e ha mimato il suicidio dello scrittore e storico francese di estrema destra Dominique Venner, puntandosi una pistola giocattolo in bocca. Se la destra francese aveva osannato il gesto di Venner, le Femen rispondono al gesto eclatante dello scrittore con una provocazione, come è da sempre nel loro stile. La ragazza in topless, con la scritta inequivocabile:  “Possano i fascisti riposare all’inferno”, è stata arrestata . Dopo il suicidio sulle pagine web di riferimento di Femen erano apparse frasi offensive per invitare gli estremisti di destra a seguire l’esempio di Venner per autoescludersi dalla scena politica europea.

Notre Dame è diventato un palco invece che un luogo di culto?

 

Amina nuovo look e nuovo topless

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Amina torna a far parlare di sè. Dopo la foto a seno nudo che aveva aizzato le proteste degli integralisti tunisini, la ragazza posta una nuova immagine che la ritrae con un nuovo look e ancora una volta in topless. La scritta che mostra sul seno recita “non più lezioni di morale”. La foto è apparsa mercoledì in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro fatta dal Congresso per la Repubblica in avenue Bourghiba, Amina, dopo settimane nelle quali non aveva più dato notizie di sé, ha dato vita  a un nuovo attacco nel quale protestava contro gli esponenti del partito (quello di maggioranza) per denunciare di fare solo i propri interessi e non quelli del popolo.

Hommen: protestano contro l’amore!

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Dopo le Femen ecco gli Hommen. A torso nudo per protestare contro i gay. Naturalmente a volto coperto, una maschera bianca con una lacrima disegnata, con vero coraggio maschile, affrontano la piazza per dire “No al matrimonio tra gay”. Un fenomeno copiato e anche male, da chi protesta invece come le Femen, contro la strumentalizzazione del corpo femminile a puro oggetto sessuale. Perchè non pensiamo a un mondo più tollerante? In fondo il riconoscimento dei diritti ai gay non lede chi quel diritto già lo ha, cerca solo di amplare a coloro che pur essendo cittadini francesi come chi protesta non hanno avuto la fortuna fino a oggi di poter realizzare il loro progetto di vita.

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Le Femen contro la stupidità della Chiesa!

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Le Femen contro la Chiesa, ma in particolare contro la stupidità del capo della Chiesa Cattolica del Belgio. Già ampiamente criticato Andre-Joseph Leonard per le sue idee sull’AIDS – espresse in un libro-intervista a Louis Mathoux, nel quale indicava la malattia come un “tipo di giustizia immanente, qualcosa come l’ecologia e l’ambiente: come quando dobbiamo pagare il conto per quanto abbiamo fatto all’ambiente”, secondo tale teoria “Se ci comportiamo in modo inappropriato con la natura fisica la natura ci tratterà male a sua volta. E se la gente tratta in modo inappropriato il senso profondo dell’amore umano, questo porta alla catastrofe a tutti i livelli” – è stato oggetto del blitz delle attiviste femministe. Le Femen hanno colpito l’arcivescovo con schizzi d’acqua santa contenuta nelle tradizionali statuette che ricordano l’immagine della Vergine e hanno accusato l’uomo di essere omofobo e ipocrita nei confronti degli omossessuali. La scena si è svolta all’Université libre di Bruxelles mentre il religioso teneva una conferenza sul tema della blasfemia nello stesso giorno in cui la Francia ha legalizzato i matrimoni gay e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. 

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Più che un attacco alla Chiesa è un attacco a quelle idee che se non avessero risvolti tragici sarebbero comiche. Personaggi come Andre-Joseph Leonard sono solo di ostacolo all’evangelizzazione e allontanano la Chiesa dai fedeli con idee retrograde e inaccettabili.

 

Amina parla da un luogo segreto: mi sedavano.

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Amina, la Femen tunisina che ha postato le sue foto in topless, sembra non aver avuto più pace. Dopo che i fondamentalisti si sono scagliati violentemente contro il comportamento della ragazza, proponendo anche una lapidazione che potesse espiare la colpa di Amina, le notizie, il più delle volte contrastanti, si erano rincorse. Sequestrata e umiliata dai propri familiari, la ragazza è riuscita a scappare e nel luogo segreto dove si trova, tramite Skype, ha fatto sapere al sito di Femen:  Continuerò la mia battaglia con una nuova protesta in topless».

Ecco come la ragazza ha raccontato gli eventi che gli sono accaduti subito dopo la pubblicazione delle foto. Prima ha subito un linciaggio mediatico non solo dagli integralisti, ma anche da molti cittadini tunisini che si sono sentiti offesi da quelle foto. Poi ha raccontato di essere stata rapita dallo zio e da un cugino mentre si trovava in un bar con alcuni amici. Ma ancor prima di esser rapita la famiglia aveva provato a farla “curare” da un terapista. Poi è stata portata in un villaggio in cui ogni giorno doveva “subire” la visita dell’imam che le leggeva il Corano e le chiedeva di sottomettersi alle leggi del Profeta. Poi hanno iniziato a somministrarle farmaci che la inebetivano per tutto il giorno. «Qualche volta – ha raccontato Amina al sito delle Femen – sono anche riuscita a scappare, ma nessun automobilista mi ha voluto prendere a bordo perchè non mi conoscevano. E quindi sono stata ripresa, riportata a casa e lì è ricominciato il solito rituale». Poi hannod eciso di riportarla presso la casa dei suoi genitori dalla quale finalmente è riuscita a scappare venerdì. Ora la madre ha denunciato la sua scomparsa. La polizia si è attivata per trovarla. Ed è proprio quella polizia che Amina teme anche se è decisa a portare a termine la sua missione e non lascerà la Tunisia sino a quando non sarà riuscita a fare una nuova protesta in topless.

Putin contestato a suon di… seni!

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“Fuck dictator” scritto sul petto e una protesta in stile Femen ha accolto la visita del presidente Vladimir Putin alla fiera internazionale di Hannover lasciando di sasso anche la Merkel!

Il presidente russo non è apparso turbato dalla protesta e ha dichiarato: “Mi è piaciuta, darà più visibilità alla fiera di Hannover. Non ci vedo niente di male. Sarebbe meglio non disturbare l’ordine pubblico però, e una discussione politica è possibile solo se si è vestiti”, ha dichiarato alla conferenza stampa a cui ha partecipato anche la Merkel.

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Jihad a seno nudo… Femen per Amina

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Da Milano a Kiev in Russia, le femen si coalizzano per salvare Amina, la ragazza tunisina che rischia la lapidazione perchè si è fotografata a seno nudo. Continua, quindi, la Topless Jihad di Femen. Sono state tre ragazze che hanno iniziato le proteste davanti al consolato tunisino in in viale Marche a Milano. Poi la risposta di Kiev davanti alla moschea con lo slogan ‘Amina libera’ tatuato sul corpo.

Topless jihad… l’ultima provocazione delle Femen!

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Le Femen lanciano una mobilitazione internazionale per la liberazione di Amina Tyler, la giovane attivista tunisina che osò postare su Facebook una sua foto a seno nudo sfidando apertamente il costume del suo Paese, di certo non abituato a vedere donne che si denudano in pubblico. Le attiviste ucraine hanno deciso di chiamare la protesta con un nome che non mancherà di suscitare reazioni di rabbia nel mondo musulmano – “Topless jihad”, ovvero guerra santa in topless – e invitano a manifestare in tutto il mondo davanti alle ambasciate della Tunisia.

Reclutamento italiano… Femen cercano ragazze per manifestazioni!

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Le Femen arruolano nuove attiviste anche in Italia. Il movimento fondato in Ucraina da Inna Shevchenko si allarga quindi al Belpaese e sceglie tre studentesse per la prima uscita pubblica contro la violenza sulle donne.  Il movimento sbarca in Italia e cerca ragazze che si lascino coinvolgere per protestare… Femen prote a spogliarsi e dare scalpore a ogni manifestazione, per far sentire la propria voce e per richiamare i media. Ecco la gallery delle studentesse appena reclutate:

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Nuda a piazza del Popolo… PROTESTA STAMINALI!

Piazza del Popolo. Per Tagliapietra Vincenzo Livieri/Ag. Toiati

Mentre piazza del Popolo si svuotava dopo aver ascoltato Silvio Berlusconi dal palco della manifestazione indetta dal Pdl, le telecamere di SkyTg 24 si sono posate su una donna a seno nudo in segno di protesta. Da Sky hanno pensato a un’attivista del gruppo Femen, note per usare il loro corpo a fini dimostrativi, ma le scritte che aveva addosso la bionda ripresa a piazza del Popolo sembravano richiamare l’attenzione piuttosto sulle cure a base di cellule staminali. La ragazza non ha opposto resistenza né gridato quando le forze dell’ordine si avvicinano. La donna è stata prontamente coperta con il primo panno: una bandiera tricolore.

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Amina, la Femen tunisina che ora rischia la lapidazione!

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Il movimento attivista Femen, di origine ucraina e noto per le manifestazioni pacifiche a seno nudo, lo scorso lunedì ha debuttato in Tunisia. Il volto e il corpo della protesta sono quelli di Amina, una ragazza di 19 anni che ha voluto portare la protesta nel suo paese per la “liberazione” delle donne.
“Scoprii dell’esistenza di Femen lo scorso luglio e mi piacque il messaggio di cambiamento radicale che trasmetteva”, ha raccontato Amina a Ettounsiya Tv. “Se avessi postato una foto di me in t-shirt non avrei suscitato nessuna reazione, invece io voglio che il messaggio sia chiaro: il corpo è mio e non appartiene a nessun altro, né a mio padre, né a mio marito, né a mio fratello”, conclude Amina.
Alla determinazione di Amina si oppongono, però, le ire di chi non comprende la sua protesta. Persino una sua zia ha pubblicato un video su Youtube in cui si dissocia dal comportamento della giovane, e mentre sui social network i pareri sono discordanti, oggi un predicatore islamico, Adel Almi, è arrivato persino a chiederne la lapidazione. La ragazza dovrebbe “ricevere dieci frustate e poi va lapidata finché morte non sopraggiunga”.

Ratzinger non sarà presente alla prima messa del successore!

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Lo afferma padre Lombardi in conferenza stampa. Un incontro con i giornalisti in cui si è parlato delle abitudini dei cardinali durante il conclave (alcuni preferiscono andare a piedi da Santa Marta alla Cappella Sistina, piuttosto che usare il pullman a disposizione) al vino che è presente sulle tavole dei religiosi fino a mostrare la scheda sulla quale viene votato il successore di Pietro. n foglio bianco semplice, 12×14, con la scritta nera in latino ‘Eligo in Summum Pontificem’. In fondo, una riga per scrivere il nome.

Quanto alle Femen padre Lombardi si è espresso così: la gente stava guardando il comignolo non si è accorta di loro. Spero ceh non gli venga un raffreddore!

 

Le proteste inutili… Femen a San Pietro! Puro protagonismo.

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Protesta di una esponente del gruppo Femen in piazza San Pietro in occasione dell’apertura del Conclave. La giovane donna a seno nudo, con scritte sul corpo, è stata portata via dalla polizia.

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La protesta si è svolta in piazza Pio XII, proprio davanti all’ingresso di piazza San Pietro, poco dopo l’inizio del conclave. Due le donne di Femen che si sono messe a seno nudo con una scritta sul ventre: «Pope no more». Una ha iniziato ad urlare slogan camminando davanti alla transenna di divisione tra la strada e la piazza. Ambedue sono state fermate e coperte dagli agenti di polizia in servizio.

FEMEN IRANIANE A STOCCOLMA, la lotta contro il velo si fa a seno nudo!

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Attiviste del Partito comunista iraniano e dell’Organizzazione contro la violenza sulle donne in Iran hanno protestato in topless per le vie di Stoccolma contro la pratica del velo islamico integrale, lo hijab. La dimostrazione era dedicata alla Giornata Internazionale della Donna che si celebra come ogni anno l’8 marzo.

Femminismo 2.0!

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La storia del femminismo è lunga e complessa. Eccessive, trasgressive, provocatorie, ribelli, disubbidienti… in poche parole oniche e utopistiche, queste sono le donne che da sempre si impegnano per una parità di diritti.  La  prima donna che alzò la testa fu  Olympe de Gouges che nel 1971 scrisse  Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina per  rivendicare il ruolo pubblico delle donne. Appena un anno più tardi ci fu l’inglese  Mary Wollstonecraft che nella sua  A Vindication of the Rights of Woman (Rivendicazione dei diritti della donna) scrisse “è ora di effettuare una rivoluzione nei modi di vivere delle donne – è ora di restituirle la dignità perduta – e di far sì che esse, in quanto parte della specie umana, operino riformando se stesse per riformare il mondo”. Stava sorgendo la rivoluzione industriale e con essa molte donne trovarono impiego nelle fabbriche. Molte erano discriminate, sfruttate e sottopagate. Spesso maltrattate e violentate, alcune volte irrise, altre volte isolate. 

Era il  1848, quando a Seneca Falls, presso New York, si tenne un’assemblea di circa trecento donne, nella quale Elizabeth Cady Stanton (1815-1902) formulò una dichiarazione dei diritti delle donne all’eguaglianza. Vi si affermava che uomini e donne sono eguali e «dotati dal loro Creatore di diritti inalienabili; che tra questi vi sono la vita, la libertà, il perseguimento della felicità».

Fu una tematica ripresa e sviluppata nel femminismo sociale che sorse in Francia e si pose come movimento autonomo all’interno del grande movimento socialista che portò alla seconda Rivoluzione.

Dopo passaggi più o meno bui, rischiarati ogni tanto da qualche ondata di luce le donne ripresero a gridare a metà degli anni ’60. Era l’America che andava incontro alla sua stagione migliore. L’entusiasmo di un rinnovamento, la voglia di libertà, di fraternità, di levare le “regole” per vivere in una comunità capace da sola di autolimitarsi per non ledere i diritti di nessuno. Senza imposizioni dall’alto, senza giudizi, senza ruoli… solo tendendosi la mano e credendo in un futuro in cui l’eguaglianza fosse il primo scalino su cui fondare una nuova società.

Qui si inseriva anche la “mistica della femminilità” di Betty Friedan, pubblicato nel 1963, che denunciava la situazione di discriminazione nei confronti delle donne sia nel mondo del lavoro sia dal punto di vista giuridico, la mancanza di tutele e di servizi sociali, chiedendo invece una nuova legislazione per garantire una equa retribuzione, il congedo per maternità, la costruzione di asili-nido.

Poi ancora la svolta con il movimento del ’68 italiano, che era un’indiretta emanazione di quello scoppiato in America, sulla costa pacifica, a Berkeley già nel 1964. Qui c’erano diverse correnti di femminismo da quello più “soft” a quello più estremista, da quello politicizzato a quello anarchico. Femminismi spesso in lotta fra loro, movimenti in guerra con altri movimenti.

Il primo movimento femminile organizzato nel nostro paese è il Movimento di liberazione della donna, nato nel 1969. I suoi obiettivi primari sono la legalizzazione dell’aborto e la creazione di asili-nido. È aperto sia alle donne sia agli uomini.
Nel 1970 è la volta di Rivolta femminile (primo gruppo separatista) che esordisce con il manifesto intitolato “Sputiamo su Hegel”. Viene rifiutato l’uomo come portatore di un ruolo predominante. «Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione dell’umanità. Hanno giustificato nella metafisica ciò che era ingiusto e atroce nella vita della donna».

Quello che predominava in quegli anni era il dibattito, il parlare di uguaglianza, di essere un’orchestra a più voci, in cui emergeva la volontà di affermare il ruolo della donna.

Poi venne il nulla. Venne l’idea che tutto si era già ottenuto, che tutto era palese. E l’uomo riprese il sopravvento.

E’ il 2008 quando a Kiev nasce un movimento femminista di protesta. Si chiamano FEMEN! Ben presto diventano famose a livello internazionale, anche grazie ai metodi trasgressivi che usano per affermare i loro diritti. Utilizzano il topless come protesta contro la prostituzione, il turismo sessuale e rivendicano i diritti civili.

Anna Hutsol è la leader di questo movimento in ucraina. Ora protesta a Roma, in Italia contro il “berlusconismo”, contro il merchandising della donna ridotta a femmina… lo fa con toni violenti, crudi e impietosi. Lo fa chiedendo alle donne di andare in piazza e usare il loro corpo per richiamare l’attenzione, per fare baccano, per dire no a chi vuole relegare il genere femminile a oggetto sessuale.

“Se gli italiani sono ancora pronti a sopportare questo fango allora se lo meritano. Un Paese che sceglie come primo ministro un uomo accusato di aver pagato una prostituta minorenne è un Paese molto strano, o molto malato”.

E oggi c’è chi ha detto no, ed è scesa in piazza a seno nudo a protestare contro Berlusconi.

Benvenuto Femminismo 2.0! 

Berlusconi va alle urne… e lo accolgono a seno nudo!

basta berlusconi

Curiosa contestazione a Milano per il leader del Pdl Silvio Berlusconi. Il Cavaliere era appena arrivato al seggio di via Scrosati quando tre ragazze gli si sono avvicinate prima d’iniziare a spogliarsi davanti a lui. Quello che Berlusconi ignorava è che si trattasse di attiviste del movimento Femen e che sul loro corpo apparisse la scritta “Basta Silvio”. Le tre giovani sono state allontanate dalla polizia mentre ancora gridavano “Basta Berlusconi!” Sono poi state arrestate e portate in questura, mentre il Cavaliere ha portato a termine la sua “missione voto”.

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Femen a Notre Dame… protesta sterile!

femen - notre dame

Le attiviste ucraine hanno “festeggiato l’addio del Papa” irrompendo a seno nudo nella chiesa di Notre Dame di Parigi e gridando “Pope no more”, mai più un Papa. Le Femen sono entrate nella basilica e hanno invaso la navata centrale. Poi con pezzi di legno hanno percosso e fatto suonare le nuove campane, provvisoriamente esposte nella chiesa, che sostiuiranno quelle vecchie, in occasione degli 850 anni del tempio simbolo di Parigi. Numerosi visitatori della cattedrale hanno espresso il loro fastidio e la loro costernazione, invitando le giovani donne a coprirsi, e dopo pochi minuti è intervenuto il servizio di sicurezza della chiesa, che le ha costrette a uscire. Le Femen avevano già espresso il loro disappunto nei confronti di Benedetto XVI, quando il 13 gennaio scorso si sono presentate a seno nudo in piazza San Pietro mentre era in corso la recita dell’Angelus.

Perchè un movimento femminista deve interessarsi del Papa? Perchè trovare come slogan “Pope no more”? Piuttosto una lotta affinché le donne che lo desiderino possano dire messa? Possano diventare Papa? Possano avere un ruolo centrale nella Chiesa?

Red Carpet con sorpresa alla Berlinale… ci sono le Femen!

Al via la Berlinale 2013 e sul red carpet irrompono le Femen!

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Femen vs Putin: arrestate attiviste a Mosca

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