Il Dalai Lama incontra Obama: ma la Cina non approva

dalai-lama-obama-tuttacronacaSi è svolto oggi, nella map room della Casa Bianca, il terzo incontro tra il presidente statunitense Barack Obama e il Dalai Lama. Il presidente Obama, ha reso noto via Twitter il Consiglio nazionale per la sicurezza della Casa Bianca, “si sta attualmente incontrando con Sua Santità il Dalai Lama, quale leader religioso e culturale rispettato internazionalmente”. Prima dell’incontro la Cina aveva chiesto che venisse cancellato mentre un comunicato apparso sul sito del ministero degli esteri cinese, il portavoce Hua Chunying ha definito l’incontro con il leader tibetano in esilio una “enorme interferenza” degli Stati Uniti negli affari interni della Cina. “Esortiamo gli Stati Uniti a prendere in seria considerazione le preoccupazioni della Cina e ad annullare immediatamente la riunione pianificata.”

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Attesa domani a Roma la figlia della Tymonshenko… vento di pace in Ucraina?

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Ancora è presto per parlare di pace anche se gli Stati Uniti sono stati perentori e hanno chiesto al presidente ucraino Viktor Ianukovich di ritirare immediatamente le sue forze di sicurezza e rispettare il diritto a una pacifica protesta, il clima nel paese è ancora di tensione e di violenza. Così il vice presidente vicario del Parlamento europeo, Pd, Gianni Pittella, incontrerà domani a Roma Yevhenia Tymoshenko, figlia della leader dell’opposizione ucraina attualmente in carcere, Yulia Tymoshenko, per fare il punto della crisi politica a Kiev e per discutere delle possibili azioni che Italia e Unione Europea possono adottare per ristabilire la pace e avviare un processo di democratizzazione del Paese.

Uccisa a 21 anni, era una volontaria! La denuncia degli attivisti di Euromaidan

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Gli attivisti di Euromaidan, fautori della protesta in Ucraina,  accusano la polizia di aver ucciso la giovane Olesya Zhukovskaya, medico 21enne che si era offerta volontaria per curare i feriti.

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La foto è Virale su Twittere l’ultimo status di Olga su Facebook dice: “Sto morendo”.

Nelle ore successive sono però arrivate altre informazioni contraddittorie: dal fatto che la ragazza non fosse un medico, ma un’infermiera e che sarebbe anche sopravvissuta e si troverebbe ora ricoverata in ospedale a Kiev attaccata ad un respiratore dopo essere stata curata. Quel “sto morendo” ha concluso una serie di messaggi allarmanti scritti dalla Zhukovska. Ad esempio, quello precedente recitava: «Venite tutti a Kiev. Abbiamo bisogno del vostro aiuto. La carneficina è iniziata nella mattina», con la Zhukovska arrivata nella capitale una settimana fa. Nei suoi messaggi ha espresso eccitazione, paura e frustrazione nella descrizione del sangue e del dolore presente in piazza Maydan, parlando delle voci che vogliono l’arrivo delle truppe russe in sostegno di Yanukovich, di come ha cercato rifugio in una chiesa e di come la situazione stesse peggiorando. E poi l’ultimo messaggio, scritto alle 9.44 di giovedì. E da allora il silenzio. Si rimane quindi nell’incertezza e nella speranza di avere una comunicazione certa sulle condizioni della giovane volontaria.

Le compagne dei marò ora si aspettano la crisi diplomatica: “ora basta!”

mogli-marò-tuttacronacaConferenza stampa, all’Ariston di Sanremo, alla quale sono intervenute le mogli dei due marò italiani ancora in India. “Questi continui rinvii sono un’ingiustizia, siamo stanche. Ora basta”, ha detto la moglie del marò Salvatore Girone, Vania Ardito, aggiungendo che ora, dopo il ritiro dell’ambasciatore italiano in India, si aspetta una “crisi diplomatica, perché l’atto deve avere il giusto peso”. Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, aggiunge che si tratta di “un atteggiamento di forza da parte del governo”. Il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, interpellato dopo la conferenza improvvisata ha commentato: “Il tema dei nostri marò in India è estremamente delicato e importante, perché riguarda la vita e il futuro di due nostri connazionali, un futuro legato a una serie di variabili oggetto di valutazioni giuridiche anche di natura internazionale. Temi, questi, che scoraggiano chiunque non sia un organo di informazione di trattarli, tanto più all’interno del festival della canzone italiana”. E ha aggiunto: “Se il Comune e il sindaco hanno giustamente voluto rendere merito alle mogli dei marò, è cosa più che corretta. Ma non possiamo e non dobbiamo permetterci il rischio di parlare di loro fuori di un contesto strettamente informativo. Ecco perché il tema continuerà ad essere trattato dalla Rai nei luoghi previsti, cioè l’informazione”.

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NON E’ LUI! Arriva la smentita da Parigi

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Prima la notizia dell’arresto e poi la smentita. E’ sempre Le Parisien, che dopo pochi minuti batte l’errata corrige: “Non è lui l’attentatore”. Continua quindi l’ansia nella capitale francese ed è sempre più stringente la caccia all’uomo.

ARRESTATO! La Francia tira un respiro di sollievo

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L’attentatore di Parigi che ieri aveva sparato nella redazione di Liberation e alla Defense, davanti alla sede di Societe Generale, è stato arrestato. Lo riporta Le Parisien spiegando che l’uomo è stato fermato nel VII arrondissement. L’uomo è anche sospettato di essere l’autore di un attacco all’emittente televisiva BfmTv venerdì scorso. La Francia tira un respiro di sollievo.

Donna con bimba in auto sfonda le barriere della Casa Bianca. Uccisa

 

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Una donna ieri ha tentato di sfondare in macchina una delle barriere di protezione della Casa Bianca. A bordo dell’auto, un’Infiniti nera, c’era anche una bimba di 18 mesi. La sua corsa folle ad alta velocità è avvenuta lungo Constitution Avenue, verso Capitol Hill. Qui ha ignorato ogni esortazione a fermarsi. E dopo aver sfondato un posto di blocco, ferendo un agente, è stata freddata dai colpi della polizia. La tragedia è stata frutto della follia di un’igienista dentale afroamericana di 34 anni, Miriam Carey,  di Stanford, in Connecticut, con gravi problemi mentali.

L’America è rimasta con il fiato sospeso e con lo spettro del terrorismo anche se immediatamente fonti dell’intelligence avevano escluso la pista terroristica. La mente è andata immediatamente alla strage nella base della Marina americana del 16 settembre dove persero la vita 12 persone.

Subito si era diffusa la notizia di un killer che stava sparando sulle forze dell’ordine, ma poi è stata sconfessata. Sono stati solo i poliziotti ad aprire il fuoco contro la donna uccidendola. La bambina miracolosamente è rimasta incolume.

 

 

Spari intorno al Campidoglio di Washington

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Alcuni spari si sono uditi intorno al Campidoglio di Washington. Chiuso il Congresso. Alcune persone sono state ferite tra cui un poliziotto.  Le persone che si trovavano fuori dalla Corte suprema, dall’altra parte della strada rispetto al Congresso, sono state spinte dalle autorità a entrare nell’edificio della Corte. A dare notizia dei colpi di arma da fuoco e del ferimento dell’agente è stata la polizia di Capitol Hill. La polizia ha chiuso l’intera zona al traffico. 

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La polizia di Washington ha reso noto di aver in corso una operazione che riguarda un “tiratore attivo”, un killer che ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco.  Secondo fonti della stampa alcuni agenti stavano inseguendo un’auto nera e sono riusciti a bloccarla nei pressi di Capitol Hill e a quel punto sarebbe nata una sparatoria. La persona che ha sparato è stata poi arrestata.

Kerry a cena con Assad, quindi anche con Hitler e Hussein?

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La foto pubblicata da Ali Mohtadi  e oggi ripresa dal Daily mail non lascia dubbi. Una cena tra John Kerry e Bashar al-Assad svoltasi nel febbraio del 2009. Oggi però le cose sono cambiate e Kerry ha paragonato Assad a  Saddam Hussein e Adolph Hitler. Come mai allora appena 4 anni fa Kerry metteva a repentaglio la sua vita andando a tavola con un dittatore? Ancora più perfido è il tabloid inglese

Ecco “l’immagine che Kerry non vorrebbe mai veder pubblicata”

La cena – a cui parteciparono anche le rispettive consorti – si svolse in occasione di una visita in Siria da parte di Kerry. L’attuale capo della diplomazia Usa era allora senatore del Massachusetts e guidava una delegazione americana incaricata di discutere le prospettive di pace nella regione.

 

Shock allo stadio, prima della partita va in scena “The Ring”

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Probabilmente c’era solo l’intento promozionale, ma la scelta comunque non si è dimostrata delle migliori. In Corea del Sud dove lo sport nazionale è il baseball per soddisfare il pubblico prima della partita c’è la tradizione del “primo lancio” che spesso viene affidata a celebrità o personaggi noti al grande pubblico. Forse questa volta però si è superato il limite e come si vede nel video a calcare il diamante  sono state una donna e tre bambine con “acconciature” e vestiti che rimandano al popolare film horror The Ring del 1998. Uno show che per molti è stato ritenuto di cattivo gusto, ma invece voleva essere solo di pubblicità al nuovo capitolo della spaventosa saga cinematografica dal titolo Sadako 3D 2.

Nessuna pietà per Letta… bocciato dalla stampa tedesca

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I tedeschi non perdonano:

LETTA = BERLUSCONI

Sono i quotidiani più conservatori, quelli vicini ad Angela Merkel a condannare il neo Premier Enrico Letta che sta cercando una difficile trattativa per spostare l’Europa dalla politica perdente dell’austerity alla crescita. Come si demolisce un Capo del Consiglio dei Ministri? Naturalmente paragonandolo a Berlusconi, il Darth Vader europeo colpevole di tutti i mali mondiali!

Enrico Letta viene subito bocciato dalla grande stampa tedesca, in particolar modo dai quotidiani conservatori più vicini ad Angela Merkel. Il corso anti austerità del nuovo governo italiano non piace a nord delle Alpi, e il nuovo presidente del Consiglio viene subito classificato come un altro leader del nostro paese, alla Berlusconi, che non ha intenzione di risparmiare.

Die Welt, ha usato il cannone per descrivere Letta, definito come un altro italiano che non vuole risparmiare. L’ottusità tedesca è un fattore genetico e una volta intrapresa una strada sono incapaci di guardare il mondo con occhi nuovi. Terrorizzati dal cambiamento, i tedeschi sono sempre stati coerenti con le loro idee: ne è un esempio storico il Führer.

Letta incassa aggettivi vecchio stampo come “populista” e “tecnico”… purtroppo non è facile per i tedeschi poter immaginare un’Europa competitiva che inizia a muovere i suoi passi nell’interesse anche degli altri paesi. E’ comprensibile come chi si è a lungo battuto per avere la supremazia nel vecchio continente voglia mantenere i propri privilegi e quindi i politici italiani che provano a colloquiare con la Germania si trovano a essere trattati come i cittadini italiani dai propri governi.

Una spirale di odio e di interessi personali che non vuole vedere oltre e che probabilmente imploderà prima o poi come è già avvenuto in Italia.

Non è facile quindi per la Cancelliera avere rapporti con il nostro paese essendo all’interno sostenuta da forze retrograde e stantie. In fondo l’Italia cosa può rappresentare per i tedeschi se non una “colonia” dove far passare le ferie al loro Primo Ministro?

Süddeutsche Zeitung, quotidiano di simpatie progressiste piuttosto critico nei confronti della Merkel, evidenzia come Letta abbia portato alla cancelleria il nuovo mainstream europeo: se prima il rigore era parola d’ordine nelle cancellerie continentali,ora il populismo anti austerity è il nuovo motto di molti esecutivi. Per attaccare la Merkel ci prendiamo dei populisti questo è il massimo a cui possiamo aspirare in Germania. Ma come sappiamo il giornale progressista tiene da sempre una posizione che si scontra con la linea della Germania della Merkel, che teme, sempre più spesso, di finire isolata a Bruxelles come accadde nel famoso vertice del giugno 2012, quando grazie all’alleanza tra Monti, Rajoy e Hollande passò la ricapitalizzazione diretta delle banche in crisi per via del del fondo salvaeuro Esm.

Ma l’analisi più attendibile resta quella del Wall Street Journal che evidenzia le imminenti elezioni della Germania che si terranno il 22 settembre 2013, è quindi improbabile che la Merkel cambi rotta dovendo essere rieletta dal suo elettorato che è ancora più intransigente rispetto a lei nei confronti di una politica di crescita.

Dovremo quindi abbassare nuovamente la testa e servire umilmente la Germania? Il problema di fondo è la fragilità del governo Letta. Come può avere la forza necessaria di imporsi il nostro Premier se Berlusconi già mette in dubbio la fiducia se non viene cancellata l’Imu?

Per ora, a Berlino, resta ancora una pagella in sospeso per Letta, la Merkel ha infatti detto: “L’Italia ha già preso la strada giusta”. Ma le distanze, dalla Germania, restano: “Crescita e consolidamento sono due facce della stessa medaglia”. Quindi nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Letta nel dopo incontro con la Cancelliera, il clima che si respira è sempre lo stesso “italiani state attenti che la Germania vi giudica ed è pronta a condannarvi”.

Se magari i tedeschi si ricordassero di come è avvenuta l’unificazione e di chi pagò i costi magari sarebbero più prudenti nel puntare il dito contro le altre nazioni e in particolare contro l’Italia. Come ha ricordato il Corriere della Sera nell’agosto 2012 “Accadde infatti che, per contenere la grande immissione di nuova moneta, la Bundesbank adottò tassi altissimi, attorno al 10% nel 1993, scongiurando così l’inflazione. Risultato? In quella economia pre-euro, retta dal meccanismo dello Sme, i rialzi dei tassi decisi a Francoforte si riverberarono quasi automaticamente sulle altre monete, traducendosi in recessione per molte economie. L’allora rettore della Bocconi, Mario Monti, davanti alla Commissione Bilancio e Tesoro, diceva: “Il 1992 è stato per la Ceeun anno di disavanzi pubblici elevati, anche a causa della riunificazione tedesca”. E fu così che nel settembre nero, 1993, con una spesa pubblica senza freni, un deficit alle stelle e un debito sul 120% l’Italia fu costretta con la sterlina ad uscire dallo Sme.”

 

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