Ladies and gentlemen… la nuova 10 euro!

10euro-tuttacronacaDal 23 settembre le 10 euro inizieranno a circolare con un aspetto diverso. La Banca centrale europea ha presentato infatti la nuova banconota che è più difficile da falsificare e più resistente nel tempo grazie ai progressi tecnologici compiuti nel settore, secondo quanto riporta una nota.  L’introduzione graduale della nuova banconota della serie ‘Europa’ con l’effigie della dea greca è iniziata e si svolgerà nel corso di diversi anni. “Dodici anni dopo l’emissione delle banconote e monete in euro è facile per noi darle per scontate e dimenticare quale progetto ambizioso, persino audace, sia stata l’introduzione dell’euro. La moneta unica ha aiutato a unire milioni di europei, in tutta la nostra diversità, e le banconote e monete sono un simbolo tangibile della nostra determinazione a sostenere l’Unione europea. Quando diciamo: ‘L’euro. La nostra moneta’ crediamo in quello che affermiamo” ha detto Yves Mersch, membro del Comitato esecutivo della BCE. La nuova banconta ha una veste grafica rinnovata rispetto a quella coniata nel 2002 e varie caratteristiche di sicurezza nuove e più avanzate. Oltre al ritratto di Europa presente nell’ologramma e nella filigrana, sulle banconote è apposto un numero verde smeraldo che quando viene mosso cambia colore passando al blu scuro. I tagli da 5 e 10 euro della serie “Europa” risultano più resistenti nel tempo grazie a un rivestimento protettivo. Ciò consentirà una minore frequenza di sostituzione e quindi una riduzione dei costi e dell’impatto ambientale.

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Lo spettro della deflazione che aleggia in Europa e in Italia volano le tasse

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In Europa si inizia a parlare di deflazione e lo spettro che ora aleggia sul Vecchio Continente ha radici lontane. In parole chiare la deflazione è una flessione nella richiesta di beni e servizi, il che significa che le aziende, già fortemente provate dalla crisi, e dalle tasse imposte dal governo italiano saranno costrette a diminuire i costi dei loro prodotti e se qualcuno può pensare che alcuni beni e servizi hanno un prezzo troppo elevato e vanno ridotti è anche vero che un’azienda in questa situazione vede diminuire il proprio utile e quindi sarà meno propensa a investire in innovazione e lavoro. Dove andranno quindi a finire gli sforzi del governo per l’occupazione?  Quante aziende decideranno di chiudere? Anche coloro che hanno cercato di andare avanti con ogni mezzo in tempo di crisi come faranno a far fronte a un anno di deflazione (ammesso che nel prossimo le cose vadano meglio)? Altro punto cruciale che riguarda l’Italia è la pressione fiscale che ha raggiunto un nuovo record. Come scrive il Messaggero:

Forse è ancora presto per capire se davvero la pressione fiscale nel 2014 farà segnare un passo indietro, i dubbi sono leciti nonostante le affermazioni ottimistiche del governo. Ma intanto abbiamo già delle certezze per l’anno appena finito. E purtroppo, come sottolinea il centro studi di Confcommercio, non vanno nella direzione sperata: la pressione fiscale nel 2013 è stata ancora più forte, è salita al 44,3%, nuovo record assoluto nella storia del nostro Paese dopo quello già raggiunto nel 2012 (44%). Un risultato che porta dritti dritti verso previsioni poco rosee anche per l’anno appena iniziato. Secondo Confcommercio, infatti, anche nel 2014 resteremo ben oltre il 44%. «Purtroppo la riduzione della pressione fiscale è soltanto illusoria (le previsioni governative parlano di centesimi di punto percentuale) e il livello si manterrà sopra il 44,2%». Confcommercio ricorda inoltre che «la previsione governativa della pressione fiscale nel 2014 al 44,2% è compatibile con una crescita del Pil reale dell’1%, un tasso di variazione che nelle attuali condizioni economiche del paese non sarà facile raggiungere».

«Nell’anno appena conclusosi – si legge nel rapporto – il prelievo sotto forma di imposte e contributi previdenziali è aumentato di circa 1,6 miliardi di euro rispetto al 2012. Parimenti, nello stesso arco di tempo, il Pil nominale ha subìto una flessione di oltre 8,7 miliardi di euro. Ne consegue che il rapporto aritmetico che esprime la pressione fiscale, è salito nel 2013 al 44,3%, vale a dire tre decimi di punto in più rispetto al livello del 44% circa raggiunto nel 2012». Pertanto, sottolinea Confcommercio, «invece che di riduzione delle tasse si dovrebbe più correttamente parlare di incremento assoluto» nonchè di aumento del carico fiscale (cioè in proporzione al Pil). Nel 2013 per ogni euro prodotto in Italia la frazione di imposte, tasse e contributi pagata su quell’euro è cresciuta di altri 3,5 decimi di punto percentuale assoluto, aggiornando il record della pressione fiscale apparente nella storia d’Italia già raggiunto nel corso del 2012.
Per l’associazione dei commercianti, quindi, non ci sono dubbi: per tornare a crescere occorre «più coraggio e più incisività nei tagli alla spesa pubblica», ma «l’obiettivo prioritario e irrinunciabile deve essere soprattutto la riduzione del carico fiscale».

Ferocia del governo? Il carburante rincara per le feste!

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Il Codacons è in allarme e chiede insistentemente al governo di evitare ulteriori rincari proprio quando “gli automobilisti italiani sono in movimento lungo strade e autostrade e molti altri si metteranno in viaggio nei prossimi giorni per le vacanze di Capodanno”. E’ evidente che i rincari di questo periodo sarebbe come infilare il coltello nella piaga approfittando delle feste per battere cassa.

L’associazione dei consumatori calcola infatti  che benzina e gasolio hanno già fatto registrare in questi giorni forti rincari, raggiungendo una media di 1,796 euro al litro la verde (e punte di 1,830 euro/litro) e 1,726 euro al litro il diesel. Ma il vero allarme – spiega il Codacons – proviene dal Gpl, che ha sfondato quota 0,900 euro/litro, facendo segnare un aumento del 15% rispetto al mese di novembre e una maggiore spesa per un pieno di 35 litri superiore ai 4 euro.

Si può perdere tutto, ma non l’onestà!

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La protagonista della storia è una casalinga di 55 anni che nell’alluvione che ha devastato la Gallura ha perso tutto, tanto da rivolgersi al Centro di smistamento della zona industriale, dove era in corso la donazione di alcuni abiti per gli alluvionati e chiedere un giubbotto che la coprisse dal freddo. Il giubbotto che le era stato donato però nascondeva una sorpresa nella tasca interna. Infatti la donna ha trovato ben 1180 euro in contanti. La donna appena si è accorta della somma si è rivolta ai carabinieri affinché rintracciassero a chi appartenesse il giubbotto e restituissero la somma.

 

Le banconote da 10 euro si rifanno il look

10-euro-tuttacronacaCi siamo appena abituati alla nuova banconota da 5 euro ed ecco che i nostri portafogli stanno per cambiare nuovamente aspetto. Il prossimo biglietto a rifarsi il look sarà la banconota da 10 euro, che entrerà in circolazione a fine estate 2014 anche se la data esatta la conosceremo solo quando verrà presentato il nuovo disegno, nel gennaio dell’anno prossimo. La Bce non ha ancora pubblicato infatti immagini della nuova banconota, anche se si conoscono già alcune delle sue caratteristiche: il colore sarà lo stesso di quello attuale, sarà dotato degli stessi elenti di sicurezza incorporati nelle nuove 5 euro (il ritratto di un personaggio della mitologia greca disegnato in filigrana e ologramma), il tema architettonico sarà legato al romanico, il monumento non esiste nella realtà, comprende una mappa rivista d’Europa dove appaiono anche Malta e Cipro e infine una sigla della Bce che avrà nove varianti linguistiche oltre al fatto che il nome della valuta “euro” sarà scritto in cirillico (EBPO), latino (EURO) e greco (EYPΩ). Tutto questo per rendere la serie più difficile da falsificare, almeno stando a quanto riporta la Bce. Anche il materiale sarà più resistente, e quindi più difficile da reperire e replicare. Com’è stato per la prima serie, i nuovi biglietti della serie Europa mostreranno gli stili architettonici di sette epoche culturali pur senza riproporre nessun monumento esistente nella realtà. Questi gli stili:

5€: Classico
10€: Romanico
20€: Gotico
50€: Rinascimentale
100€: Barocco e rococó
200€: Architettura del ferro e del vetro del XIX
500€: Architettura del secolo XX

Si vendono per 5 euro! Ecco i prostituti di Napoli

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Dai 18 ai 25 anni, eterosessuali disposti a relazioni omosessuali, molti sono dell’Est Europa, qualcuno è nordafricano, ma c’è anche qualche italiano. Chi sono? I prostituti di Napoli che di giorno dividono i bui parcheggi del centro Direzionale di Napoli con auto in sosta, cani randagi e rifiuti di ogni sorta. Di sera si ritrovano sui marciapiedi del corso Meridionale. E qui restano fino a oltre la mezzanotte, in attesa di vendere l’unica cosa che posseggono: il proprio corpo. Nessuna tratta, nessuno sfruttamento, solo disperazione. Di solito si va da 5 ai 10 euro, ma se accettano rapporti non protetti possono arrivare anche a 15 o 20 euro.  Anche questa è l’Italia!

Arriva l’ok per Budelli, lo Stato può riacquistarla

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Tramite un emendamento trasversale alla legge di stabilità, forse si riuscirà a salvare l’isola di Budelli. La norma autorizza la spesa di 3 milioni di euro nel 2014. Un banchiere neozelandese l’aveva comprata a un’asta per 2 milioni 940 mila euro ma entro l’8 gennaio lo Stato italiano può ancora esercitare il diritto di prelazione. La proposta di modifica è firmata da senatori di Sel, Pd, Fi e M5S.

270mila euro per pulire i vetri dell’ospedale… “basta sprechi!”, così Zaia

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270mila euro in quattro anni per pulire le vetrate dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Non basta infatti una normale ditta di pulizie per assicurare l’igiene delle vetrate dell’ospedale, ma si è ricorsi ai  rocciatori della società “Air process Méditerranée”. Professionisti della pulizia di grattacieli e aeroporti.

“E’ ora di abbandonare i progetti di edilizia ospedaliera che comportano sprechi inaccettabili, sostiene il presidente del Veneto, Luca Zaia. Mi riferisco per esempio alle grandi hall, agli spazi commerciali, alle vetrate dell’Angelo, che appunto dobbiamo pulire con i rocciatori. Non discuto la bellezza architettonica e non voglio andare contro gli archistar, ma solo puntualizzare che gli edifici pubblici devono essere semplici e fruibili.I progettisti devono essere vicini ai malati, costruire quello che serve loro, non puntare a centri mastodontici lontani dalle esigenze della gente”.

La Usl 12 si difende: “La pulizia viene ripetuta in base alle necessità, variabili a seconda degli eventi atmosferici, che possono influire sporcando o, al contrario, contribuendo a tenere pulita la vetrata. Nei primi anni è stata ripetuta anche tre volte l’anno, ma in seguito si è ritenuto che per le superfici esterne, mai a contatto con l’utenza, fosse sufficiente in media un intervento ogni 12 mesi. Nel quadro della revisione degli accordi sul project financing, in atto a Venezia, sta comunque per essere ridiscusso anche questo costo, nell’ottica di un complessivo sforzo di contenimento delle uscite”.

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“Uno stipendio da 1.600 euro? E’ da colf!”, così l’assessore del Pd

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In un’Italia con il laccio al collo c’è anche chi afferma “Uno stipendio da 1.600 euro? E’ da colf, ma accetto per fare un regalo alla città”. A parte la discriminazione sociale di paragonare 1600 euro a una collaboratrice domestica, stupisce che l’assessore al bilancio del Comune di Imola, il democratico Antonio De Marco, non abbia idea di quali stipendi esistano in Italia. De Marco, 65 anni, pensionato del gruppo Hera Comm srl, è subentrato nella giunta di Daniele Manca al posto di Marco Raccagna, che ha dato le dimissioni per diventare segretario della Federazione di Imola del Pd, forse non era a conoscenza degli stipendi dell’Amministrazione locale.

“Il sindaco guadagna 2.700 euro al mese, i consiglieri comunali 25 euro netti a seduta, che si traducono in “duecento euro al mese, quando va bene”, dice Claudio Frati, consigliere del Movimento 5 Stelle. “Eppure trovo che le parole di De Marco siano infelici. A questo punto se si tratta di avere persone preparate professionalmente non in età da pensione per prendere provvedimenti tecnici e non politici”.

Decaduto da 180mila euro!

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Se Silvio Berlusconi decade avrà diritto a un assegno di fine mandato da 180mila euro. La legge infatti non fa distinzione fra pregiudicati, decaduti o fine mandato. Il fatto è stato rilevato da Paola Taverna, capogruppo M5S al Senato, che ha rivolto un appello al presidente Piero Grasso:

“Vorrei fare una raccomandazione a Lei e a quest’Aula intera. Ove il Senatore Berlusconi dovesse essere dichiarato decaduto percepirà un assegno di fine mandato pari, circa, a 180.000 euro. In altri termini, il Senato, a seguito di una sentenza definitiva per frode fiscale, dovrà indennizzare il Senatore Berlusconi di 180 mila euro, perché in carica parlamentare sin dal 1994. Sarebbe uno scandalo ed una beffa inaccettabile che non può e non deve, in alcun modo, accadere e noi faremo di tutto perché ciò non accada”.

Tassi d’interesse? La Bce c’ha dato un taglio

taglio-tassi-interessi-tuttacronaca25 punti base ai tagli d’interesse.  A tanto ammonta la sforbiciata compiuta oggi, a sorpresa, da Mario Draghi, che ha portato così il costo del denaro allo 0,25%, al minimo storico. Lo stesso presidente Bce ha spiegato che si tratta di una decisione varata con una “maggioranza significativa”, sottolineando che tutti “erano d’accordo” sulla necessità di agire e che l’unica divergenza riguardava il “quando”. Alla base della decisione c’è l’andamento dell’inflazione, lontana dal target del 2% e ora sotto l’1%. Draghi ha spiegato che si sperimenterà “”un lungo periodo di bassa inflazione”. L’incubo in questo senso si chiama deflazione, cioè una flessione generale del livello dei prezzi che però la Bce “non vede affatto all’orizzonte”. La Banca Centrale Europea, per sostenere la ripresa dell’eurozona è pronta a utilizzare “tutti gli strumenti a sua disposizione” mentre Francoforte ha deciso di condurre “le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine a tre mesi (Ltro) fino alla fine del secondo trimestre del 2015”.

Quel centesimo di euro che costa 4,5 volte di più

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Il valore è di un centesimo ma per coniarlo servono 4,5 centesimi. Sembrerebbe una follia invece è la pura realtà che è emersa quando il Sel ha presentato una mozione alla Camera sui costi di fabbricazione delle monete da 1,2 e 5 centesimi. Perché se 1 centesimo ci costa 4,5 volte di più anche coniare 2 centesimi ci costa caro: ben 5,2 cent. I 5 centesimi poi ci vengono a costare 5,7 cent. Da quando è stato introdotto l’Euro la Zecca avrebbe fuso monete per un costo complessivo di 362 milioni di euro a fronte di un valore reale di 174 milioni.

Pensionati! Quanto ci si rimette fino al 2016? Ecco le analisi caso per caso

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La legge di stabilità sembra proprio che non sia andata incontro ai pensionati e non solo coloro che hanno le cosiddette pensioni d’oro, ma anche chi dovrà rinunciare alla rivalutazione rispetto all’inflazione. Redditi di pensionati superiori a 6 volte il minimo (circa 3000 euro al mese lordi) non godranno di quell’aumento che potrebbe riportare il potere d’acquisto nelle tasche della classe media.

Ci sarà invece rivalutazione piena per i trattamenti Inps fino a tre volte al minimo. Per gli importi tra tre e 5 volte il minimo (tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese, ndr) ci sarà una rivalutazione pari al 90% rispetto all’inflazione. Per quelle superiori a 5 ma inferiori a 6 volte il minimo la rivalutazione sarà al 50%.

ma cosa accadrà tra 3 anni?

Nel 2016, la decurtazione rispetto alle norme ante riforma 2011 sarà di almeno il 5% del reddito annuale derivante da pensione. Le penalità con le nuove regole di rivalutazione aumentano per i trattamenti previdenziali più elevati. Ma quanto ci avranno rimesso, in concreto, i pensionati di ogni fascia contributiva a seguito della mancata rivalutazione che, insieme alla “vacanza contrattuale” colpisce anche gli statali ?

1405 euro mensili lordi (2011): non ci rimette nulla. Sotto tre volte il trattamento minimo Inps la rivalutazione è stata e sarà piena., dunque nessun sacrificio in termini di indicizzazione all’inflazione.

1600 euro lordi (2011): – 1140 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 4,9%, pari a – 1140 euro.

2100 euro lordi (2011): – 1750 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 5,7%, pari a – 1750 euro.

2700 euro lordi (2011): – 2125 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 5,5%, pari a – 2700 euro.

3100 euro lordi (2011): – 2851 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 6,4%, pari a – 2851 euro.

Gli 8 euro salveranno l’Italia?

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Ci sarà in media un aumento di 8 euro al mese nelle buste paga dei lavoratori per il 2014 e ci si domanda se, attendendo i 25 euro (ammesso che siano confermati) nel 2016 davvero questo, insieme alle poche misure per le industrie che hanno già messo sul piede di guerra Confindustria, possa dare la svolta di cui l’Italia ha bisogno per ricominciare a crescere. L’inversione di tendenza c’è stata e questo è un dato positivo, ma purtroppo la crisi economica italiana è profonda… Davvero gli 8 euro in busta paga salveranno l’Italia?

Furto in sede del Pd: 500 euro in monetine

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Furto dentro il circolo del Pd  in via Bodoni a Milano. I ladri hanno portato via, durante la notte scorsa, 500 euro in monetine che erano state riposte in un cassetto. I responsabili della sede lo hanno scoperto attorno alle 9.30, denunciando l’episodio alla polizia.

 

Messaggio shock sul pollo a 5 euro: “Ce n’è per lui, ce n’è per lei, ce n’è anche per i gay!”

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Shock a Livorno per il messaggio promozionale affisso su una vetrina di una macelleria del centro con lo scopo di attirare persone per vendere un pollo cotto a 5 euro: “Ce n’è per lui, ce n’è per lei, ce n’è anche per i gay!”.  A essere in promozione. Una scritta fatta a mano e vergata con il pennarello colorato dallo stesso titolare della rivendita di carne che ha fatto molto discutere.

Il titolare del negozio, Paolo Mantellassi, in un’intervista a Qui Livorno ha ammesso di aver ricevuto molte critiche per quella trovata ma di non avere nessuna intenzione di rimuovere il cartello.

“Non ho voluto offendere nessuno – ha spiegato – Non ho niente contro gli omosessuali, anzi ho parecchi amici che sono gay. Questo è soltanto uno scherzo, una burla. Il fatto è che in questi ultimi giorni ero in vacanza all’isola d’Elba – spiega il titolare della macelleria -e sulla spiaggia c’era un venditore di cocco che ripeteva tutto il giorno questo slogan per vendere i suoi prodotti. Così mi è rimasto in testa e quando sono tornato e ho riaperto il negozio lo ho riutilizzato per promuovere la nostra offerta del pollo cotto a cinque euro. Non c’è niente di male è solamente una cosa da riderci su”.

Berlusconi nemico dell’euro e dell’Europa? “Niente di più falso”

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Dopo le dichiarazioni di ieri, che non sono piaciute al premier Letta e hanno innescato la polemica, Berlusconi scrive oggi una nota in cui spiega:  “Si sta cercando di farmi apparire come un nemico dell’euro e dell’Europa. Niente di più falso”, aggiungendo: “Quanto ho detto ieri va a difesa dell’Europa e non contro”. Il leader del Pdl ribadisce quindi: “In questo senso, il mio appello deve essere inteso come un incitamento e un incoraggiamento all’attività di quel governo che stiamo sostenendo con assoluta lealtà”. Sottolinea anche: “Vorrei che chi mi critica leggesse quanto scrive stamani su Le Monde l’economista liberal e premio nobel Paul Krugman: ‘Finché i dirigenti politici non avranno da offrire ai cittadini altro che sacrifici e disoccupazione – cita il virgolettato – i discorsi saranno vana emissione di fiato'”. E ancora: “Quando sento Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, allarmarsi per i pericoli di una politica monetaria troppo espansionista della Banca centrale europea, mi dico ‘Oh, mio Dio!’, perché la Bce è la sola istituzione che resta all’Europa per nutrire e sostenere la crescita. E’ questo spirito che può distruggere l’Europa’”. Il Cavaliere ribadisce quindi: “Quanto ho detto ieri coincide in tutto e per tutto con quel che Krugman e altri grandi economisti vanno sostenendo da tempo, a difesa e certamente non contro l’Europa, affinché l’Unione Europea si spinga finalmente sulla strada del rilancio produttivo e della creazione di nuovi posti di lavoro. In questo senso, il mio appello deve essere inteso come un incoraggiamento al governo Letta”.
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Nel frattempo, il presidente di “Giovani Forza Insieme” Alessandro Bertoldi, il presidente di “Forza Insieme” Simone Furlan, Alessio Zanon e l’imprenditore Diego Volpe Pasini si sono riuniti a Roma per presentare l’iniziativa “L’Esercito di Silvio”, un movimento politico che “intende difendere Berlusconi in nome dei valori di Forza Italia”. La ‘Valanga Azzurra’ ha intenzione, per iniziare, di presentare un’istanza alla commissione dell’Unione Europea per “chiarire” che il leader Pdl “ha subito solo processi indiziari, senza che mai sia stata trovata una pistola fumante”. Da questo, la richiesta di intervenire per escludere almeno la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici che impedirebbe al leader del Pdl di continuare a fare politica, “privando 9 milioni di elettori del loro punto di riferimento politico”. 

113 giorni di governo Letta: approvate 3 leggi, costati 504 mln

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Sono 113 giorni che il Governo Letta si è insediato e al suo attivo ci sono 3 leggi. Il costo è di 504 milioni, ogni provvedimento è costato in media 168 milioni di euro. Naturalmente ai 113 giorni conteggiati dall’Adusbef, associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi. Il presidente Elio Lannutti, ha fatto emergere i costi scandalosi e i tempi lunghi. Anche volendolevare dai 113 giorni i sabati e le domeniche, il risultato non migliora, anzi peggiora se si calcolano anche i venerdì, in cui si registra per lo più l’aula vuota. Lannutti ha ricordato come i “costi della democrazia per il funzionamento del Parlamento”, nel 2013, “ammontano complessivamente a 1,628 milioni di euro, con una spesa quotidiana di 4.462.000 euro al giorno”. I bilanci, approvati e pubblicati online, attestano in 1,1 miliardi di euro i costi della Camera e in 557 milioni quelli del Senato. Il governo Letta, un governo di servizio, costa ancora troppo agli italiani?

Berlusconi: “Ci volete mandar fuori dalla moneta unica? Fatelo”

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Berlusconi torna in campo e lo fa da Pontida, dove ha preso parte alla cerimonia d’inaugurazione di Villa San Mauro, la nuova casa di cura per anziani nel bergamasco. E vista l’occasione, ironizza sulla propria età: “Tutti mi vogliono rottamare, cosi’ ho portato le mie cose e saro’ il primo ospite di questa struttura”. Passa quindi a parlare dell’Unione Europea spiegando che “Bisogna che chi va su non sbatta i tacchi di fronte a queste autorità di Bruxelles che, per nove anni di esperienza che ho io, a trattare a Bruxelles sono sempre quelli che tutti i Paesi mandano lì perchè li vogliono mandare via”. L’ex premier ha quindi continuato: “Il governo vada alla Ue e dica ‘il limite del 3% all’anno e del fiscal compact ve lo potete dimenticare’. Ci volete mandar fuori dalla moneta unica? Fatelo. Ci volete mandar fuori dalla Ue, ma no… Vi ricordiamo che noi versiamo 18 miliardi all’anno e ce ne ridate indietro solo 10”.  E ancora: E’ “inaccettabile” che non si trovino gli otto miliardi che servono per l’Imu ed evitare l’aumento dell’Iva: “Il governo sta affannosamente cercando otto miliardi, ma quale azienda non riesce a tagliare i costi dell’1%.” Il Cavaliere ha quindi aggiunto che “Il governo non potrà mai creare lavoro, il lavoro lo possono creare solo gli imprenditori, dobbiamo sostenere questi capitani coraggiosi che oggi dobbiamo chiamare eroi”.

La prossima mossa che deve fare il governo? Il braccio di ferro con l’Europa

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Un’anticipazione dell’edizione di domani del Foglio presenta alcuni estratti di un lungo colloquio tra Silvio Berlusconi e Giuliano Ferrara. In due passaggi, l’ex premier parla della necessità del governo d’ingaggiare un “braccio di ferro” con i Paesi trainanti dell’Europa, in particolare la Germania. “Ecco. Qui si misura la vitalità di un governo o la sua complicità più o meno consapevole con le forze negative e paralizzanti che premono contro una soluzione effettiva della crisi da recessione. Bisogna che il governo sappia con autorevolezza ingaggiare un braccio di ferro, senza strepiti ma con grande risoluzione, allo scopo di convincere i paesi trainanti dell’Europa, e in particolare la Germania di Angela Merkel, che siamo di fronte a una alternativa secca: o si rimette in moto in forma decisamente espansiva il motore dell’economia, compreso quello finanziario legato alla moneta unica, uscendo dalla paralizzante enfatizzazione della crisi da debito pubblico, oppure le ragioni strategiche della solidarietà nella costruzione europea, dall’unione bancaria a tutto il resto, si esauriscono e si illanguidiscono fino alla rottura dell’equilibrio attuale”. Il leader del Pdl prosegue. “Un’Italia che perde ancora peso e ricchezza oltre quello che ha già perso, pronta ad essere messa all’incanto con metodi egemonici da chi è in posizione di forza, non è una prospettiva accettabile. Questo è il contenuto vero di quello che chiamo il braccio di ferro. O è così o ciascuno deve trovare le proprie soluzioni nazionali o regionali, scomponendo i meccanismi dell’area dell’euro”

Giorgio Napolitano aveva previsto la crisi economica nel 1978!

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Era il lontano 13 dicembre 1978 e l’allora deputato del Partito Comunista Italiano Giorgio Napolitano spiegò, durante una seduta dell’assemblea della Camera dei Deputati, le sue perplessità circa l’adozione di una moneta unica a livello europeo. Ma dove erano i dubbi di Napolitano? Essenzialmente nei negoziati che presero una piega sbagliata nei confronti dell’Italia. E chi la detto? Naturalmente la Germania come si evince dalle parole di Napolitano: «[…]dal vertice è venuta solo la conferma di una sostanziale resistenza dei Paesi più forti, della Germania, e in particolare della banca centrale tedesca, ad assumere impegni effettivi e sostenere oneri adeguati per un maggiore equilibrio tra gli andamenti delle economie di paesi della Comunità. E’ così venuto alla luce un equivoco di fondo: se cioè il nuovo sistema debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, o debba servire a garantire il Paese più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania, spingendosi un Paese come l’Italia alla deflazione.»

Sono passati 35 anni e ora queste parole suonano terribilmente familiari, terribilmente tragiche perché allora la crisi si era prevista e la si poteva evitare. Chi aveva interessi a non evitarla? Chi ha continuato a portarci dentro il vortice della crisi economica con l’adozione di una moneta unica troppo sbilanciata all’interno di un’Europa con diverse realtà politiche e sociali? Con paesi “forti” che impongono politica ed economia a paesi “deboli”? Chi ha permesso che l’alta finanza speculasse nei Paesi del mediterraneo per permettere una supremazia alla Germania?

Quel ceh appare certo è che l’Europa voleva l’Italia a tutti i costi, premeva probabilmente anche per la posizione geografica che occupa… ma allora perchè questa forza contrattuale non è stata posta sul tavolo? Perchè Prodi abbassò la testa, fece pagare l’eurotassa e permise un cambio così svantaggioso agli italiani? Che altri interessi c’erano?

 

 

Neonato venduto su Facebook!

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Un caso agghiacciante in India dove un neonato stava per essere venduto su Facebook per oltre 11 mila euro. Il piccolo era stato rapito dallo zio materno subito dopo la sua nascita in un ospedale della città. L’uomo aveva detto alla nipote che aveva partorito un feto morto. D’accordo con una infermiera, ha quindi «venduto» il neonato a un altro dipendente del nosocomio, il Satyam Hospital, per una cifra equivalente a 640 euro. Quest’ultimo ha messo un annuncio su Facebook a cui ha risposto un amico di New Delhi che ha offerto oltre 11 mila euro per avere il bambino. Nel frattempo però la neo madre, non credendo alla morte del neonato, ha denunciato il genitore alla polizia. Gli investigatori sono riusciti a risalire ai complici del rapimento e a ritrovare il bambino. La televisione precisa però che «l’acquirente», un imprenditore, ha fatto perdere le proprie tracce. Di recente a New Delhi, e in altre parti dell’India, c’è stata una escalation di rapimenti e di violenze sessuali su bambini che hanno provocato diverse proteste da parte di associazioni per la difesa dei diritti umani e dei partiti dell’Opposizione.

Le vittime in India sono sempre le donne, le mamme, le figlie… o gli viene strappato il figlio, o sono costrette a subire violenze, vittime innocenti della violenza maschile che, il più delle volte, è giustificata dallo stato. Restano così impuniti i crimini sulle donne, si moltiplicano le brutalità in nome di una supremazia maschile che sa solo esprimersi con stupidità e criminalità. Il terrore spesso inizia in famiglia, dove mogli spesso incapaci di ribellarsi al proprio marito consentono atrocità inenarrabili, mentre le nuove generazioni, lottano, inascoltate, ogni giorno per vedere riconosciuti i propri diritti.

Quante donne dovranno morire e quanti neonati dovranno essere venduti per mettere un argine a questa violenza?

La Merkel vista dai tedeschi “egoismo e ostinazione”!

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Cipro è solo l’ultima goccia. Il vaso europeo trabocca di risentimento contro Angela Merkel e la politica tedesca: “L’Europa fa bene a dubitare della leadership euro tedesca”. E se scriverlo è un editorialista tedesco, Jakob Augstein dello Spiegel, significa senz’altro che la Germania ha un dibattito interno altamente democratico, ma significa anche che il Paese non riesce ad esercitare come dovrebbe la sua leadership, sottraendosi al dovere di comprendere, di non fare sempre gli stessi errori, di non far pagare ai cittadini le colpe dei governi o dei banchieri.

Chiusi in una torre di “ostinazione ed egoismo”, Merkel e non solo lei (la tentazione di compiacersi della superiorità economica non è suo appannaggio esclusivo) non hanno compreso che anche il dramma cipriota, come ogni fase di questa infinita crisi finanziaria, è inserito nella lunga battaglia in Europa che ha per oggetto l’egemonia tedesca. Merkel e il suo ministro delle Finanze Schäuble lavorano per la stabilizzazione dell’economia europea o stanno semplicemente legando mani e piedi delle altre nazioni ai ceppi del debito e di vincoli di bilancio?

Nella notte Anastasiades strappa l’accordo alla troika!

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Dopo le parole dure di ieri sera del Presidente cipriota Anastasiades che aveva senza timore accusato la troika di non voler trovare un accordo e aveva denunciato l’ostruzionismo dichiarando: “Volete costringermi alle dimissioni? Vi propongo una cosa e la rigettate, ve ne propongo un’altra e la rigettate, che volete che faccia? Se volete le mie dimissioni, ditelo”,  durante la notte l’Eurogruppo ha dato l’ok al piano di salvataggio di Cipro. Cosa prevede l’accordo?

La Laiki Bank sarà chiusa attraverso un processo controllato e i suoi asset finiranno in una ‘good bank’ e in una ‘bad bank’. Per i depositi sotto i 100mila euro scatterà la garanzia europea, quindi saranno salvi. Inoltre, non ci sarà alcuna tassa o prelievo sui depositi, ma un’altra forma di ‘bail-in’: si congelano cioé i depositi sopra i 100mila euro, che verranno poi convertiti probabilmente con obbligazioni dello Stato.

“L’accordo raggiunto mette fine alle incertezze su Cipro e sulla zona euro”, ha detto il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, spiegando che “l’intesa evita la tassa e ristruttura profondamente il settore bancario di Cipro”. “Il programma contiene un approccio deciso per affrontare gli squilibri del settore finanziario. Ci sarà un’appropriata riduzione, con il settore bancario che raggiungerà la media europea nel 2018. Inoltre, Cipro s’impegna ad un programma di consolidamento dei conti, riforme e privatizzazioni”, ha detto Dijsselbloem. Le misure previste dall’accordo si limiteranno solo alle due banche maggiormente problematiche, cioé Laiki e Bank of Cyprus. La Laiki sarà risolta subito, in una bad bank e in una good bank, e quindi scomparirà. Gli asset buoni finiranno nella Bank of Cyprus, così come la liquidità d’emergenza della Bce (Ela), che deve essere restituita. Tutte le altre non saranno toccate. I depositi sotto i 100mila euro della Laiki saranno garantiti, quelli sopra i 100mila subiranno delle perdite che saranno decise durante il processo di liquidazione. Anche la Bank of Cyprus subirà delle perdite, ma non sarà l’Eurogruppo a stabilirlo, bensì lo farà nelle prossime settimane la troika, assieme alle autorità cipriote.

Il direttore del Fmi Christine Lagarde raccomanderà al Fmi di partecipare al piano di salvataggio di Cipro: lo ha detto Lagarde al termine dell’eurogruppo, spiegando come l’intesa raggiunta sia “buona”, perché “protegge i depositi sotto i 100mila euro, limita le misure alle due banche maggiormente problematiche e divide il peso tra Ue e Cipro in modo equo”.

L’accordo per il salvataggio di Cipro mette di buonumore le Borse europee e in rialzo appaiono anche i futures americani. In evidenza Vodafone (+2,3%) dopo le indiscrezioni su contatti per la cessione della sua quota nella joint venture con Verizon Communications per 135 miliardi di dollari. Bene Londra (+0,64%), Parigi (+1,4%), Francoforte (+1,07%) e Madrid (+1%). Milano (+0,6%) decelera ma si mantiene in linea con gli altri listini.

Cavani, un calciatore in caduta libera? Poi fa un bel gesto!

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Il momento pessimo di Edinson Cavani esce anche dal campo di gioco. Oltre alla prolungata assenza dal gol, l’attaccante del Napoli ha ricevuto una notifica di pignoramento di 60mila euro da parte dell’ufficiale giudiziario. Cavani non ha pagato alcune rate del fitto dell’ex casa di Pozzuoli, provocando la denuncia della vecchia padrona di casa.

Nonostante i suoi guai personali Edinson Cavani non ha tentennato un attimo e quando gli è stato chiesto di far pervenire ai genitori di Angela Celentano, una maglietta del Napoli con il suo autografo e una dedica, lo ha fatto con molto piacere: “Ad Angela, con affetto, spero di rivederti”.

1 euro per un elettrodomestico… file e feriti! Chiamato il 118.

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“Elettrodomestici a un euro”, è quanto scritto sui volantini pubblicitari di un centro commerciale. Decine di persone sono così corse al centro “Conca d’Oro” di Palermo, attratte dall’offerta.
File notturne fuori dal negozio, gente che ha deciso di dormire in auto, corse dentro il centro commerciale addirittura dei feriti. Dal video diffuso in rete, infatti, è possibile vedere come una donna sia stata soccorsa dal 118 per una frattura al polso, mentre due giovani sarebbero stati arrestati per furto.

BULGARI HA EVASO IL FISCO PER 3 MLD DI EURO!

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Beni immobili e altre disponibilità per oltre 46 milioni di euro sono stati sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nell’ambito di un’indagine che chiama in causa i vertici della holding del lusso ‘Bulgari’, tra i quali Paolo e Nicola Bulgari (già azionisti e soci storici dell’azienda), Francesco Trapani e Maurizio Valentini, rispettivamente ex ed attuale rappresentante legale della capogruppo italiana. Per tutti l’accusa è di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, per aver sottratto al fisco italiano, dal 2006 in avanti, circa tre miliardi di euro di ricavi, attraverso l’interposizione di società con sede in Olanda e Irlanda, create al solo scopo di sfuggire all’imposizione fiscale in Italia.

Siamo già fuori dall’euro? Per Grillo, SI’!

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In un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt Beppe Grillo ha dichiarato che «L’Italia è di fatto già fuori dall’euro».  I Paesi del Nord Europa – ha detto – manterranno l’Italia nell’eurozona «finchè non riavranno gli investimenti effettuati dalle loro banche sui titoli di Stato italiani. Dopo ci lasceranno cadere come una patata bollente».
«L’Europa non deve avere paura» ha quindi affermato Grillo al foglio economico tedesco. Serve «un’inversione forte e più democrazia», ha spiegato il leader di M5S proponendo non un’uscita dell’Italia dall’euro ma «un referendum online» sulla moneta unica, come si «sarebbe dovuto votare sul Trattato di Lisbona», tutti temi su cui «è stata ignorata la nostra Costituzione».
Grillo – che soffermandosi sul suo movimento ha affermato «Noi siamo la rivoluzione francese, senza ghigliottina» – ha infine precisato di non sentirsi anti-europeista. «Ho solo detto che volevo un piano B per l’Europa. Dobbiamo chiederci cosa è successo in Europa, perché non c’è una politica d’informazione comune, una politica fiscale comune, una politica d’immigrazione comune e perchè solo la Germania si è arricchita», ha rimarcato il leader di M5S.

Cell 2.0? No, Alcatel punta al mobile da 1 euro!

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Gli smartphone hanno ormai invaso il mercato dei telefoni ed è molto raro imbattersi in qualcuno che non abbia acquistato uno degli ultimi gioiellini tecnologici, nonostante la grande quantità di funzioni non utilizzate. La casa produttrice Alcatel però ha trovato la soluzione con la vendita di “Alcatel one touch 232,” il telefono cellulare più economico del mondo. L’apparecchio dal costo di poco più di un euro, e’ un cellulare senza “fronzoli”, per chi ha bisogno solo di un dispositivo in grado di fare telefonate ed inviare sms, senza tutte quegli optional dei cellulari di ultima generazione.

In 3 minuti scompaiono 10 kg di diamanti.. 350 mln di euro

Come in un film! Rapina da dieci chili di diamanti sulla pista dell’aeroporto di Bruxelles Zaventem. Un furgone portavalori della Brink e’ stato assaltato da otto malviventi dotati di armi automatiche e visori laser, mentre i vigilantes stavano caricando le pietre preziose, per un valore che secondo alcuni media locali si aggira attorno ai 350 milioni di euro.

I diamanti erano diretti in Svizzera a bordo di un aereo della compagnia elvetica Swiss. Stando alla ricostruzione della societa’ aeroportuale, i rapinatori hanno fatto irruzione sulla pista a bordo di due veicoli, dopo aver sfondato una barriera di recinzione. Durante l’attacco non sono stati sparati colpi di arma da fuoco, nè si sono registrati feriti. Uno dei due veicoli utilizzati per la rapina e’ stato ritrovato bruciato piu’ tardi dalla polizia locale, poco lontano dall’aeroporto.

Sterlina schiacciata dall’euro! Ai massimi da 11 mesi

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Spezzare le catene dell’euro! Maroni vorrebbe referendum per uscire

Basta dollari ed euro! In iran solo Riyal.

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Monti rassicura l’Europa “chiunque vinca, avrà una visione europeista”

E IL POPOLO ITALIANO AVRA’ SOLO SUDORE, SANGUE, DISOCCUPAZIONE E FUTURO NEGATO?

BENEVNUTI IN ITALIA… SI PENSA SOLO ALL’EUROPA!

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Merkel: accordo su vigilanza bancaria ha “valore inestimabile”

Ha anche affermato che le riforme “sono faticose ma valgono la pena”.

Giornata intensa a Bruxelles: Monti per supervisione bancaria europea, Cav per PPE

 

L’Ecofin ha trovato un accordo per la supervisione bancaria europea che sarà operativa dall’1 marzo 2014. Previsto per oggi il vertice, a cui parteciperà anche Monti, che dovrebbe licenziare il testo definitivo. Anche Berlusconi sarà presente nella capitale belga per un pre-vertice del PPE.

Una 74enne ha truffato due sue amiche, sorelle centenarie, facendosi dare 250 mila euro

 

Merkel: bisogna vigilare perchè le spese non siano troppo elevate

 

Mercati valutari: Euro scambiato a 1,2853 dollari e a 106,13 yen.

La Borsa di Milano apre in rialzo dello 0,28. A 338,6 lo spread Btp-Bund

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