Snowden: “Nessun processo equo in Usa”

scandalo-datagate-tuttacronacaHa risposto ad alcune domante in chat la talpa Edward Snowden, ex contrattista Nsa che fece scoppiare lo scandalo del Datagate, e ha spiegato: “Negli Stati Uniti non ho alcuna chance di avere un processo equo. Tornare adesso non è quindi possibile”. Rifugiatosi in Russia, Snowden ha spiegato di essere “consapevole del fatto che ci sia una minaccia diretta alla sua vita”, ricordando come la Nsa “abbia violato la Costituzione americana milioni di volte”.

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Tutta la verità? Snowden pronto a testimoniare in Germania

datagate-snowden-tuttacronacaSi è recato a Mosca, per incontrare la talpa del Datagate Edward Snowden, il deputato tedesco dei Verdi Hans-Christian Stroebele, dal quale aveva ricevuto una lettera indirizzata al governo e alla procura federale di Berlino. Nella giornata odierna, il politico svelerà i dettagli dell’incontro e si pensa possano esserci rivelazioni per quello che riguarda l’intercettazione del cellulare della cancelliera Merkel da parte dell’Nsa. Stando a quanto riferito alla tv da Stroeble, Snowden avrebbe intenzione di aiutare gli investigatori tedeschi: “Ha fatto capire chiaramente che lui sa molte cose e che finché la National Security Agency bloccherà le indagini, lui è pronto a venire in Germania per fornire la sua testimonianza, anche se bisogna verificarne le condizioni”. Attualmente, la Talpa è infatti ricercata dagli Usa. Bisognerà attendere il 18 novembre per vedere il parlamento tedesco riunito per discutere delle intercettazioni. Da parte dei Verdi e della sinistra della Linke sono giunte richieste per indagini approfondite, basandosi anche sulla testimonianza di Snowden.

KO per il sito dell’Nsa: black-out rivendicato da Anonymous

nsa-anonymous-tuttacronacaBlack-out venerdì per il sito della Nsa, la National Security Agency, con gli hacker di Anonymous che hanno rivendicato il gesto anche se a stretto giro di posta è giunta la replica dell’agenzia di intelligence Usa secondo la quale si è trattato di “un errore tecnico”. Vanee Vines, portavoce dell’Nsa, ha confemato dopo alcune ore la presenza di problemi spiegando che erano in corso verifiche: “Ci stiamo lavorando”, si è limitata ad affermare. Allo stesso tempo, altre fonti hanno fatto sapere che non c’erano indicazioni di un’intrusione di pirati informatici né tanto meno di una sottrazione di dati. Ma nel frattempo su Twitter hanno fatto la loro apparizione cinguettii da account riconducibili ad Anonymous, più o meno attendibili, che lasciavano intuire che si fosse trattato di una loro azione di rappresaglia per l’attività di sorveglianza elettronica globale condotta dalla Nsa. La tecnica utilizzata per compiere tale azione sarebbe il “disributed denial of service”(DDoS), un sovraccarico di traffico, di contatti convogliati dai pirati informatici per mandare in tilt i siti presi di mira. Tutto negato dall’agenzia che in una nota ha scritto: “Nsa.gov è rimasto inaccessibile questa sera per diverse ore a causa di un errore interno verificatosi durante una programmata operazione di aggiornamento. Le affermazioni secondo cui l’interruzione è stata causata da un attacco “disributed denial of service”(DDoS) non sono vere”.

Ancora Datagate: la Nsa spiava le conversazioni di 35 leader mondiali!

datagate-tuttacronacaRivelazione shock quella fatta dal Guardian che ha pubblicato un memo riservato dall’archivio di Edward Snowden. Stando a quanto scritto dalla “talpa” e reso noto dal quotidiano, la Nsa ha spiato le conversazioni telefoniche di 35 leader politici e militari mondiali dopo aver “incoraggiato i funzionari di altre istituzioni Usa, come la Casa Bianca, il dipartimento di Stato e il Pentagono, a condividere i numeri delle utenze telefoniche” da intercettare. Resta la domanda di chi siano i 35 leader di cui si parla, visto che il documento non li cita.

La Nsa ascoltava le telefonate dei francesi: il nuovo capitolo del Datagate

intercettazioni-francia-tuttacronacaLe comunicazioni telefoniche dei cittadini francesi intercettate dalla Nsa, National Security Agency. La notizia arriva dal quotidiano d’Oltralpe Le Monde, in un articolo che presenta la doppia firma del francese Jacques Follorou e di Glenn Greenwald, l’ex columnist del Guardian che per primo ha pubblicato le rivelazioni di Edward Snowden. E proprio dell’ex consulente dell’intelligence Usa sono i documenti citati nel pezzo che spiega come in un periodo di 30 giorni, dal 10 dicembre 2012 all’8 gennaio 2013, sono stati effettuati 70,3 milioni di registrazioni di telefonate francesi. Non solo, rende anche noto che la Nsa dispone di differenti modi per raccogliere i dati. Ad esempio, quando alcuni numeri telefonici vengono utilizzati in Francia, attivano un segnale che fa scattare automaticamente la registrazione delle conversazioni. Questi controlli recuperano ugualmente gli sms e il loro contenuto in funzione di parole-chiave. Infine, sistematicamente, la Nsa conserva il tabulato storico delle connessioni di ciascun ‘bersaglio’ nel suo mirino. Si legge nell’articolo: “Il futuro spiegherà forse, un giorno, perché Parigi è rimasta così discreta, rispetto a Berlino o Rio, dopo le rivelazioni sui programmi di spionaggio elettronico americano nel mondo. Perché la Francia è stata altrettanto coinvolta e dispone oggi di prove tangibili del fatto che i suoi interessi sono quotidianamente presi di mira”. I documenti in possesso del quotidiano francese “forniscono sufficienti spiegazioni da far pensare che gli obiettivi della Nsa riguardano sia persone sospettate di legami con il terrorismo che individui presi di mira per la loro semplice appartenenza al mondo degli affari, della politica o dell’amministrazione francese”. Il ministro degli Interni francese, Manuel Valls, ha commentato a Europe 1 le rivelazioni spiegando che quello che si è appreso è “scioccante” e “richiederà delle spiegazioni”. E ha sottolineato: “Con le nuove tecnologie della comunicazione servono regole, questo riguarda tutti i paesi. Se un paese amico, un alleato, spia la Francia o spia altri paesi europei, è del tutto inaccettabile”.

Dopo la condanna Manning vuole diventare donna!

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Si farà chiamare Chelsea e diventerà donna questo è il desiderio di Bradley Manning, condannato a 35 anni di carcere per aver passato documenti segreti a Wikileaks. Lo ha scritto in una dichiarazione inviata al programma Today della Nbc. “Sono Chelsea Manning. Sono una donna. Considerando come mi sento, e come mi sono sentita sin dall’infanzia, voglio iniziare al più presto la terapia ormonale. Spero che mi appoggerete in questo passaggio. Chiedo che a partire da oggi mi chiamiate con il mio nome femminile, Chelsea”.

 Il suo avvocato, David Coombs, ha detto anche che il suo assistito si aspetta la grazia dal presidente Barak Obama.

Durante il processo la difesa di Manning ha messo in evidenza le forti pressioni psicologiche sul ragazzo durante l’era del “don’t ask don’t tell”, la politica in base alla quale nelle forze armate Usa non si chiedeva e non si diceva nulla riguardo agli orientamenti sessuali dei militari.

Manning condannato a 35 anni. Uscirà a 60 anni.

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Bradley Manning, il soldato americano di 25 anni reo confesso di essere la ‘talpa’ di Wikileaks, è stato condannato a 35 anni di carcere. La sentenza è stata emessa dalla Corte Marziale di Fort Meade, che ha ridotto la richiesta del Procuratore di 60 anni. Questo significa che Manning uscirà dal carcere quando avrà ormai 60 anni.

 

Manning e Snowden i destini incrociati di due eroi o di due delatori?

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Come da sempre ci insegna la storia occorrono anni prima che si possa poi, quando ormai il tempo fa prendere la giusta distanza dagli eventi e gli interessi economici e politici vanno via via scemando, fare un’analisi oggettiva. Ci sono argomenti, invece, sui quali nonostante passano decenni  un oggettività non si raggiunge mai e gli schieramenti tra sostenitori e contrari restano a dividere l’opinione pubblica. Sarà forse il caso di Snowden e Manning? Probabilmente lo sarà… Nessun europeo riuscirà, nel profondo a capire perchè un crimine di guerra denunciato possa diventare invece un atto di spionaggio. Per assurdo,  nel caso del militare americano, le vittime che hanno subito soprusi sembra quasi che siano diventati i carnefici che hanno costretto Manning al carcere. Eppure c’è chi è pronto a sostenere che Manning non avrebbe mai dovuto rivelare alcune informazioni, neppure se si trattava di 12 civili disarmati uccisi da due Apache americani. Perché? Perché è un problema di fedeltà alla patria, di rispetto per il proprio paese, di lealtà… ma quale paese civile, democratico e leale ucciderebbe su un territorio straniero martoriato da una guerra 12 civili indifesi?  Improvvisamente però, scoppia il caso Snowden, un nuovo delatore che stanco dei soprusi questa volta perpetrati dagli americani, anche contro i propri stessi cittadini, si ribella e fa scoppiare il datagate… dopo mesi di incertezza passati all’aeroporto Sheremetevo di Mosca ottiene finalmente un asilo temporaneo in Russia. Ora Snowden sarebbe diretto «in un luogo sicuro», ma «segreto», che non sarà rivelato.

E’ notizia delle ultime ore che la talpa del Datagate si pronuncerà oggi sul caso del soldato Bradley Manning, giudicato «traditore» da un tribunale Usa per il caso Wikileaks. Lo riferisce il sito web di Julian Assange che pubblica cablogrammi diplomatici segreti.

La storia si ripete, la Russia non si compromette! Snowden è scomodo.

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La storia di ripete e mai come nel caso di Usa e Russia i cicli sono così rapidi. Era l’aprile del 1961 quando si rischiò la guerra mondiale a causa della crisi dei missili di Cuba. Kennedy non indietreggiò neppure di un passo, ma  Chruščëv ebbe il buon senso di non scatenare una guerra che avrebbe avuto risultati devastanti. Dopo anni che non si parlava più di tensioni fra Russia e America ci ha pensato Snowden a riaccendere la miccia e a provocare un nuovo ciclo di guerra fredda. Il copione si ripete, il film è già visto e la teoria di Vico su cicli e ricicli trova conferme. Da una parte c’è Barack Obama, dall’altra Vladimir Putin. Al posto di Cuba questa volta c’è un uomo, Edward Snowden, una talpa dei servizi segreti americani, uno 007 che si è ribellato e che è divenuto una ‘mina vagante’ in cerca di asilo politico. La verità e la possibilità per un mondo migliore, più giusto e più “trasparente” è alla portata di tutti, ma non interessa a nessuno o almeno così sembrerebbe. Putin “scarica” Snowden e privilegia i rapporti bilaterali con gli Usa piuttosto che “beghe sulle attività dei servizi segreti”. Snowden si è immolato per nulla? La verità sembra proprio che nessuno la voglia ascoltare, è troppo scomoda da sentire, come è scomoda la talpa del Datagate. Quando ci sarà qualche politico interessato a un  mondo migliore? Forse quando gli uomini come Snowden non saranno più chiamati talpe, o spie o delatori, ma prenderanno il nome di eroi!
 

Edward Snowden e l’incontro con i difensori dei diritti umani

snowden-mosca-tuttacronacasnowden ha incontrato i difensori dei diritti umani all’aeroporto di Mosca ed ha chiesto di essere aiutato ad ottenere un asilo temporaneo in Russia. A riferirlo Tatiana Lokshina, dell’Ong Hrw, che ha spiegato che l’ex informatico dell’Nsa “per ora non può andare in America Latina”. La condizione posta dal Cremlino, però, è che cessi “le sue attività contro gli Stati Uniti”. Al riguardo, il deputato putiniano Viaceslav Nikonov ha assicurato che Snowden non intende più danneggiare gli Usa. “Ha detto di essere a conoscenza di questa condizione e ha dichiarato che può accettarla facilmente, dato che è un patriota del suo Paese”. Inoltre, secondo Nikonov, “ha detto di aver già raccontato tutto quello che sapeva. Nel frattempo la tv di Stato Russia 24 ha diffuso le foto della Talpa all’incontro con tredici attivisti, mostrando così la prima immagine di Snowden dopo settimane di fuga. L’avvocato Anatoli Kucerena, che ha spiegato che per completare l’iter della concessione dell’asilo occorreranno tra le e due e le tre settimane, ha annunciato l’intenzione dell’informatico di scrivere una lettera a Obama per raccontare delle violazioni dei diritti umani fondamentali. Il capo dell’ufficio moscovita di Amnesty International, Serghiei Nikitin, ha resi invece noti i progetti futuri della talpa: “Vuole ottenere asilo politico, almeno come protezione temporanea, in Russia. Ma le sue azioni successive non sono chiare. Snowden ha detto che potrebbe andare in un Paese dell’America Latina”.

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Skype e Microsoft collaborano con l’intelligence Usa: parola di Snowden

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Edward Snowden, la talpa del Datagate, alza nuovamente il tiro, fornendo al Guardian file e documenti che proverebbero la collaborazione di Skype e Microsoft con l’intelligence statunitense: “Microsoft e Skype complici del governo Usa perché hanno permesso che fossero intercettati dati, video e telefonate degli utenti”. Sempre secondo Snowden, inoltre, la Nsa avrebbe avuto il supporto di Microsoft per aggirare le difese del suo stesso sistema operativo. Al riguardo, la risposta di Redmon è stata secca: “Microsoft non concede e non offre al governo nessun accesso diretto a nessuno dei suoi prodotti”. Nel frattempo il mistero continua ad infittirsi sulle sorti della talpa: era o non era a bordo del volo Aeroflot 150 partito ieri da Mosca e diretto a Cuba che, decollato alle 14:13, non ha seguito la rotta abituale sorvolando Scandinavia, Islanda e Groenlandia prima di virare a Sud sopra il Canada e gli Stati Uniti, al fine di non venire intercettato? Il cambio rotta è dipeso dalla presenza di Snowden? Il Post ha fornito quest’ipotesi, ma potrebbe essersi trattato anche di un cambio dipeso dalle condizioni meteo, come le tempeste sulla Groenlandia. Il giallo continua.

I servizi tedeschi “vanno a letto” con quelli americani?

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Le ultime dichiarazioni si Snowden innescano un altra bomba. La talpa infatti avrebbe rivelato che i servizi tedeschi collaborassero con la Nsa e che le persone da sorvegliare venissero selezionate in base ai loro profili Facebook e alle loro mail. In una intervista al giornale tedesco Der Spiegel, talpa avrebbe usato l’espressione inequivocabile che gli Usa ”vanno a letto con i tedeschi”

Nella Nsa – precisa Snowden, c’è una direzione degli Affari Esteri e la cooperazione con gli altri pesi è concepita in modo da ”isolare i leader politici dalle ripercussioni” nel caso in cui venisse svelato ”con quale ampiezza stanno violando la privacy globale”.

L’intervista è stata condotta da un esperto americano in crittografia, Jacob Applebaum, e dalla regista di documentari Laura Poitras, con l’aiuto di email criptate, poco prima che Snowden uscisse allo scoperto.

Secondo Der Spiegel, la collaborazione tra la Nsa e i servizi tedeschi del Bnd è più stretta di quanto si sapesse finora, con gli americani che forniscono agli alleati ”strumenti di analisi”, in particolare per il Medio Oriente.

Lo scandalo Datagate e i rapporti a rischio con l’Ue

Edward-SnowdenIl “Der Spiegel” afferma che la Nsa, l’agenzia di spionaggio americana, si sarebbe infiltrata nella rete dei computer europei, almeno stando ad alcuni file in possesso di Snowden, la talpa. Sempre la rivista tedesca spiega che prove si troverebbero in un documento, datato settembre 2010, dell’agenzia in cui con il temine “target” ci si riferisce all’Europa. Sarebbero passati circa 5 anni da quando dei disturbi nelle telefonate avrebbero permesso ai responsabili della sicurezza Ue di accorgersi che alcune delle comunicazioni del Justus Lipsius, il palazzo che ospita il Consiglio Ue e i Vertici dei leader europei e dove ogni delegazione europea dispone di spazi dedicati,, erano vittime di intercettazioni gestite da una delle aree schermate accanto al quartier generale della Nato, nella vicina Evere, dove la Nsa si era installata. Ma le ultime indiscrezioni sul Datagate non potevano certo passare inosservate e il vicepresidente vicario del Parlamento Ue, Gianni Pittella, ha dichiarato: “Sono allibito. Se lo spionaggio della Nsa sull’Europa rivelato dai documenti di Snowden venisse confermato, sarebbe inaccettabile”. Pittella, che si è anche consultato con il presidente Schulz, ha aggiunto che “verranno chieste immediate spiegazioni e che c’è il rischio che il rapporto tra Ue e Usa si incrini”. Nel frattempo, riferisce il presidente ecuadoriano Rafael Correa, Joe Bide, vicepresidente Usa, ha chiesto all’Ecuador di “rifiutare la richiesta di asilo” ricevendo come risposta che l’Ecuador “rispetta gli Stati Uniti ma prenderà una decisione in modo sovrano.” Aggiungendo: “Se e quando Snowden arriverà sul suolo ecuadoriano, gli Usa saranno i primi a cui chiederemo un’opinione perché come abbiamo fatto per Assange con l’Inghilterra, abbiamo ascoltato tutti, ma la decisione finale sarà nostra”.

Snowden diventa Bourne? Giallo sulla talpa del datagate

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Snowden doveva prendere un aereo per Cuba, ma forse non ci è mai salito o forse ci è salito, ma di lui non c’è traccia. Accusato di spionaggio dagli Usa le due tracce si sono perse nell’aeroporto di Mosca a Sheremetevo, dove era arrivato con un volo da Hong Kong. Le agenzie di stampa avevano immediatamente battuto la notizia che Snowden era in partenza su un volo Mosca-L’Avana con prosecuzione per Quito, dove ha chiesto asilo politico. I giornalisti che si sono imbarcati sull’aereo per L’Avana però hanno dichiarato che su quel volo la talpa non c’era. Il suo posto, il 17A, come avevano fatto trapelare i media russi, è rimasto vuoto. Probabilmente Snowden ha preso un volo diverso e aveva lanciato informazioni false affinché si potessero perdere le sue tracce, visto che era stato anche preventivato il rischio che durante il sorvolo sui cieli americani l’aereo sarebbe stato costretto a fare un atterraggio fuori programma proprio nel tentativo di recuperare l’ex agente governativo. Il rischio di una tensione nei rapporti Urss e Usa è molto alto, anche perché sembra che Snowden appena atterrato a Mosca sia stato sentito dagli agenti dei servizi russi e gli americani temono una nuova fuoriuscita di informazioni. L’ecuador dice di aver solo ricevuto la richiesta d’asilo da parte della talpa, ma di non avere informazioni sull’agente. Snowden diventa Bourne?

Aggiornamento: Snowden ha ottenuto il documento di rifugiato dall’Ecuador.

La fuga della talpa… Ed Snowden cerca asilo

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La talpa cerca asilo ed è in volo alla ricerca di un Paese amico. Secondo i media di Hong Kong, Snowden avrebbe lasciato il paese  volontariamente e legalmente, dopo che ieri gli Usa avevano chiesto alle autorità di Hong Kong  di trattenerlo con un arressto provvisorio, in un primo passo di quello che si prevede essere un lungo processo di estradizione. Snowden sarebbe partito col volo dell’Aeroflot SU 213. Secondo South China Morning Post, la sua destinazione finale sarebbe l’Ecuador o l’Islanda. Intanto gli attacchi continuano e Snowden ora accusa gli Stati Uniti di piratare gli sms cinesi per raccogliere milioni di messaggi. Anche l’Europa ormai è travolta nel ciclone del datagate e Snowden è il nuovo idolo di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, che invita i «paesi coraggiosi» a offrire «asilo» alla talpa. Il sito web anti-segretezza Wikileaks ha affermato di aver aiutato la “talpa” che ha rivelato le attività illegali dei servizi di sicurezza americani a lasciare Hong Kong per avere asilo politico “in un Paese democratico”. Mosca, attraverso le parole del portavoce di Putin, ha fatto sapere di essere all’oscuro dei piani di Edward Snwoden. Ma dalle ultime indiscrezioni, l’agenzia Interfax ipotizza che Mosca possa essere una tappa provvisoria per poi arrivare a una delle destinazioni che metterebbero al sicuro la talpa. Tra questi paesi non si esclude neppure un possibile arrivo a Cuba.

Governo Usa pirata le compagnie telefoniche cinesi per raccogliere sms

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La cosiddetta “talpa” del Datagate, Edward Snowden, avrebbe affermato che il governo degli Stati Uniti pirata le compagnie di cellulari cinesi per raccogliere milioni di sms. Lo si legge in un articolo pubblicato dal quotidiano di Hong Kong “South China Morning Post”. L’ex-agente Cia ed ex consulente dell’Agenzia della sicurezza americana (Nsa) rifugiatosi ad Hong Kong ha dichiarato che “La Nsa pirata compagnie di telefonia mobile cinesi per rubare tutti i vostri sms”. Snowden ha aggiunto di “avere delle prove su ciò che afferma”, stando al quotidiano che però non cita alcun documento a riguardo. Il quotidiano spiega che, secondo le statistiche ufficiali, i cinesi si sono scambiati circa 900 miliardi de messaggi di testo nel 2012, il 2,1% in più rispetto al 2011. Nell’articolo non si legge come la presunta pirateria abbia avuto luogo, ma afferma che gli esperti cinesi della cybersicurezza da diverso tempo sono preoccupati sugli attacchi “clandestini” condotti con apparecchiature straniere.

I’m Edward Snowden: “ho sacrificato la vita”

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«Non ho avuto nessuna intenzione di nascondere la mia identità perché so che non ho fatto nulla di male» ha dichiarato Edward Snowden, 29enne , che ha sacrificato la sua vita comoda fatta di una ragazza, un lavoro e  una carriera per non vivere in un paese che consente di spiare i propri cittadini. Snowden è la talpa che ha rivelato al Guardian il programma di controllo dati più grande della storia americana: “non avevo la coscienza a posto nel permettere che il governo Usa distruggesse ogni privacy, libertà della rete, e diritti fondamentali delle persone in tutto il mondo.”

Edward Snowden si trova in una camera d’albergo di Hong Kong. «Ho scelto questo Paese – spiega la ‘talpa’ – perchè ha un forte impegno a favore della libertà di parola e a tutela del dissenso politico» e perché lui stesso crede che sia uno dei pochi luoghi al mondo che potrebbe e dovrebbe resistere ai dettami del governo americano.

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