Letta, Hollande e i modellini dei missili spaziali

letta-missile-tuttacronacaFesta per il sueccesso dei due lanci consecuti del lanciatore spaziale Vega, oggi, al termine del vertice a Villa Madama a Roma tra il presidente del Consiglio Letta e il presidente della Repubblica francese Hollande. Per l’occasione, i due premier hanno ne mostrato un modellino, congratulandosi per l’accordo firmato tra Arianespace, Avio e l’Esa, per lo sviluppo del nuovo lanciatore Ariane 6.

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No Tav la tensione cresce! Scontri vicino alla sede del Pd

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Oggi era il giorno del vertice italo francese tra Letta e Hollande a Roma, ma proprio per questo i No Tav hanno scelto di scendere per le vie del centro della Capitale per rivendicare il diritto alla casa. Le forze dell’ordine hanno blindato l’ambasciata francese di palazzo Farnese chiudendo tutte le vie d’accesso. Incidenti tra manifestanti e le forze dell’ordine sono avvenuti nei pressi della sede nazionale del Pd in via Sant’Andrea delle Fratte. I manifestanti, circa una settantina, volevano raggiungere la sede del partito e la polizia ha compiuto una carica di alleggerimento. I manifestanti si sono poi diretti verso via della Mercede. I dimostranti hanno lanciato una bomba-carta nella piazzetta all’incrocio tra via di Propaganda e via della Mercede, hanno riferito dal Pd, ma non sono riusciti ad avvicinarsi alla sede del partito democratico.  Diverse le bandiere con su scritto No Tav e striscioni dove è scritto «casa e reddito». Uno degli striscioni esposto dai manifestanti fa riferimento ad alcuni arresti avvenuti in Spagna nel corso delle proteste contro la Tav. «Con i No Tav Baschi – si legge sul cartellone – che rischiano dai 5 ai 9 anni di carcere per una torta in faccia alla presidente Si Tav della Navarra».

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Secondo quanto si è appreso sono presenti almeno una cinquantina di manifestanti provenienti dalla Val di Susa. Partecipano al sit-in anche alcuni esponenti del comitato in difesa delle ferrovie locali della provincia di Cuneo. «Esiste già la linea ferroviaria del tardo 800 Cuneo-Nizza – ha spiegato uno dei manifestanti – una linea che potrebbe essere rimodernata e che invece è destinata alla chiusura. Per questo abbiamo già raccolto 18mila firme». Tutti i negozi di Campo de’ Fiori sono chiusi, così come alcuni locali limitrofi alla piazza. Da qui gli attivisti hanno provato a muoversi in direzione del Senato. A bloccarli c’è però un cordone delle forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa, che impediscono al corteo improvvisato di passare da via dei Baullari. A un certo punto in via dei Giubbonari i militanti hanno tentato di forzare il cordone di agenti, e sono partite cariche contro le prime file. Un giovane è rimasto ferito alla fronte e secondo i manifestanti ci sarebbero diversi contusi. Forti gli scoppi dei petardi e tanti anche i fumogeni. Molte persone sono rimaste invece in piazza, nelle retrovie.

Galliani liquidato entro la fine dell’anno

galliani_milan-tuttacronacaE’ Tuttosport a raccontare i passaggi del Milan per rivoluzionare l’establishment societario, a cominciare dalla liquidazione di Adriano Galliani: l’accordo si troverà entro Natale, anche se l’ad continuerà, molto probabilmente, a svolgere il suo ruolo fino a fine campionato. Ma questo dipenderà anche da quando dovrà scendere in campo con la nuova Forza Italia, visto che è lo stesso Berlusconi a volerlo. I legali del club milanese e quelli dell’attuale amministratore delegato sono già al lavoro: bisogna infatti tener conto di una rapporto di lavoro di ben 27 anni e costellato di trofei. Ieri, nel corso del pranzo del lunedì ad Arcore, i figli dell’ex premier hanno ‘votato’ per una risoluzione consensuale e il pagamento di una buonuscita entro Natale, ch permetterà d’inserirla nel bilancio del 2013 e che poi sarà approvato nel corso del cda che si terrà ad aprile prossimo e che sancirà ufficialmente anche il nuovo corso societario targato Barbara Berlusconi. Come ricorda anche Calcioblog, “a tal proposito, continuano i sondaggi e le trattative con i nuovi dirigenti che dovranno costituire il Milan del futuro: mentre giungono conferme del ritorno da dirigente di Paolo Maldini, per il ruolo di direttore sportivo, Barbara Berlusconi continua a corteggiare l’attuale ds della Fiorentina, Daniele Pradè: dopo l’altalenante esperienza con la Roma, Pradè è il principale artefice della rinascita viola e secondo la famiglia Berlusconi sarebbe l’uomo ideale per la ricostruzione del Milan, soprattutto perché il dirigente ha fin qui mostrato grande fiuto per gli affari low cost o addirittura a costo zero. Il contratto di Pradè con la Fiorentina scadrà il prossimo giugno, una tassello in più a favore del club rossonero.”

Adriano Galliani dal campo di calcio all’arena politica?

adriano-galliani-tuttacronacaA parlare di un possibile futuro di Adriano Galliani è la Gazzetta dello Sport che spiega come il futuro ex ad del Milan potrebbe scegliere di buttarsi in politica, anche alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate: “Berlsuconi sarà sempre il mio presidente“. Il partito, chiaramente, sarebbe Forza Italia e, sempre stando alla rosea, l’ex premier “gli avrebbe proposto nel famoso pranzo di Arcore un impegno di primo piano all’interno del movimento e un futuro seggio da senatore (se salterà il banco delle larghe intese e si andrà a votare a primavera) o da parlamentare europeo (le elezioni si svolgeranno comunque nel 2014)”. Quello che resta da capire è quando il passaggio potrebbe avvenire, visto che è scontato che Galliani resti al clubfino all’assemblea dei soci di fine aprile. Ovviamente non c’è ancora una certezza assoluta, anche se non è in discussione la sua permanenza nell’orbita di Berlsuconi e sembra che l’ipotesi ingresso in politica sia più probabile rispetto al trasferimento in una diversa azienda del gruppo, quale potrebbe essere Mediaset. Del resto per il Cav non è il periodo più sereno nella sfera politica e gli serve avere al suo fianco persone fidate. Sembra inoltre che Alfano condivida una visione di Galliani quale “amministratore delegato” della nuova impresa politica con un ruolo di coordinamento organizzativo. Ovviamente un via libero che non avrebbe valore se si arrivasse alla scissione. C’è comunque da ricordare ancora che l’operazione non è in dirittura d’arrivo, e aprile e giugno sono ancora lontani, però sembra ci sia stata un’accelerazione in questo senso negli ultimi giorni.

Per un Allegri salvo, c’è un Delio Rossi che dice addio alla panchina!

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Un vertice lungo 5 ore e poi la decisione di esonerare l’allenatore. Così Delio Rossi dice addio alla panchina della Samp. Al vertice presente il presidente Garrone,  l’amministratore delegato Sagramola, il direttore sportivo Osti e il componente del Cda Remondini. Decisivo il post Sampdoria-Sassuolo di due domeniche fa, quando lo stesso Rossi aveva dichiarato che sarebbe stato davvero difficile far cambiare rotta alla squadra.

Il club tuttavia non ha ancora deciso il nome del suo successore, anzi si è riservato 24/36 ore per la scelta definitiva. Alla ripresa degli allenamenti, martedì pomeriggio, la squadra sarà quindi affidata al mister degli Allievi Nazionali, Francesco Pedone. I nomi in lizza comunque restano due, Mihajlovic e Zeman, con il primo, attuale ct della Serbia, in pole position. Il problema è che l’ex sampdoriano non è ancora riuscito ad ottenere il via libera dalla federazione del suo Paese, e non è soltanto questione degli impegni imminenti: venerdì a Dubai c’è la sfida con la Russia, il 19 una sgambata con una selezione di giornalisti serbi.

“Sto aspettando un segnale dalla mia federazione, visto che il contratto scade a fine anno. Vedremo cosa succede. Sampdoria e Lazio? Non è corretto parlarne”, ha detto Mihajlovic in conferenza stampa dai Balcani. All’allenatore è arrivata la proposta di rinnovo,

già rifiutata, e questo potrebbe anche portare ad un irrigidimento della Serbia, che da un punto di vista contrattuale è legittimata a non liberare il coach fino al termine del mandato.

Se le cose con Mihajlovic dovessero andare troppo per le lunghe, il nome di Zeman resta sempre attuale. Il boemo ha ancora un anno di contratto con la Roma, ma qui non dovrebbero esserci problemi. Soltanto nel caso in cui le due candidature cadessero per problemi “logistici”, entrerebbero in gioco i nomi di Corini e Reja.

La Roma ospita il Sassuolo: le probabili formazioni

roma-sassuolo-tuttacronacaVuole ripartire la Roma questa settimana dopo esser stata rallentata nella sua corsa la settimana scorsa dal Torino. Allo stadio Olimpico arriva il Sassuolo di Di Francesco, che è riuscito a dimostrare il suo valore pareggiando contro il Napoli: non un avversario da sottovalutare quindi. Garcia, con Destro e Totti indisponibili e Benatia squalificato, schiera in campo il suo 4-3-3 formato da De Sanctis; Maicon, Castan, Burdisso, Balzaretti; Pjanic, De Rossi, Strootman; Florenzi, Borriello, Ljajic. Rispondono gli emiliani con 3-5-2 composto da Pegolo; Antei, Bianco, Acerbi; Schelotto, Kurtic, Magnanelli, Marrone, Longhi; Berardi, Zaza. Tra le fila del Sassuolo, è indisponibile Terranova.

Tempo di addii: Galliani via dal Milan ad aprile

Galliani-tuttacronacaIeri Adriano Galliani, al termine del vertice con il presidente rossonero ad Arcore, aveva dichiarato: “Berlusconi sarà sempre il mio presidente”. Ma la dichiarazione di fedeltà passa in secondo piano quando di mezzo ci si mette il futuro di una squadra che sta dando il peggio di sè in questa stagione. E così l’incontro di ieri ha sancito la fine di un’era, quella del lungo sodalizio tra l’ad e il Milan. E così oggi la Gazzetta dello Sport apre con il titolo “Il lungo addio” un pezzo in cui si parla del rapporto terminato con ferite e lacerazioni. L’addio ormai è certo e questi saranno gli ultimi mesi di Galliani al Milan. Barbara Berlsuconi, dopo un ingresso in punta di piedi due anni e mezzo fa, ora inizia a prendere in mano le redini e vuole cambiare. A partire da chi in questi anni, a suo parere, ha speso poco ma male. Una frecciata vista come una mancanza di rispetto da parte di chi, alla guida, c’è rimasto per anni. L’addio di Adriano Galliani verrà ufficializzato ad aprile al club.

Rossonero forever: Galliani e la dichiarazione di fedeltà

galliani-milan-tuttacronacaIncontro ad Arcore, oggi, tra il presidente rossonero Silvio Berlusconi e l’ad Adriano Galliani al termine del quale quest’ultimo ha ribadito la sua fedeltà al Milan: “Se mi occuperò ancora di calcio sarà solo con il Milan. Sono legato al presidente Berlusconi per tutta la vita.” Trascorsi cinque giorni dallo scossone generato dalle critiche di Barbara Berlusconi, Galliani non intende mollare. “Solo una parola. Quello che mi sento di dire è che Silvio Berlusconi è sempre il numero uno al mondo lo è stato lo è e lo sarà sempre”. Ma lo è ancora? “Silvio Berlusconi sarà sempre il mio presidente lo era quando ero a Mediaset, lo era quando era a Fininvest, lo è quando sono al Milan. Lui sarà il mio presidente per tutta la vita”.  E ha ribadito una volta di più: “Silvio Berlusconi è il mio presidente da sempre, dal 1979 quando l’ho conosciuto. C’era anche Fedele Confalonieri, vecchio amico da 34 anni. Noi eravamo assieme il 1 novembre ’79 quando ci siamo conosciuti ed è partita la nostra avventura. Un’ avventura per tutta la vita che non è previsto si interrompa”.  Quello che resterebbe in discussione, quindi, dovrebbe essere Allegri, atteso all’appuntamento contro il Chievo: “L’intenzione della società è assolutamente di andare avanti fino al termine della stagione con lui, poi ogni allenatore è sottoposto alla dura legge dei risultati, non c’è alcun tipo di ultimatum per Allegri. Poi magari si perde 22 a 0 e uno ci pensa. Ma a me non piace parlare del futuro”. Da parte sua, Massimo Allegri conferma: “Io e i ragazzi dobbiamo solo pensare agli aspetti tecnici e tattici, a fare risultato, aspettando anche il rientro degli infortunati, soprattutto El Shaarawy che per caratteristiche è un giocatore unico per questa squadra”. E aggiunge: “La partita sarà molto difficile. Il Chievo nonostante la classifica arriva da tre ottime prestazioni. È una squadra che aggredisce molto e dovremo affrontarlo mettendosi a loro pari cercando di portare a casa un risultato positivo che ci permetta di andare alla sosta con maggior serenità”.

Testa a testa tra Katy Perry e Lady Gaga su iTunes e nelle radio

katy-perry-prism-lady-gaga-artpop-tuttacronacaE’ sfida a suon di Pop tra Katy Perry e Lady Gaga nelle Radio e nelle classifiche dei singoli digitali. Era prevedibile, Roar e Applause sono da poco disponibili e già si sono conquistati le vette delle classifiche. A poche ore dal loro rilascio, il singolo della Perry sembra resistere alla numero uno di iTunes America e di molti altri paesi, ma in meno di 24 ore Lady Gaga si è già arrampicata alla numero 2 e non è detto che presto non scalzi la Perry dal trono. Stesso discorso per le radio statunitensi, che al momento hanno abbracciato meglio “Roar” con 89 adds ufficiali nelle stazioni, su le 64 ottenute da Gaga, ma si tratta solo di dati provvisori: Roar è uscita prima di Applause e il vantaggio potrebbe derivare solo da questo. Per conoscere il responso, bisognerà quindi attendere la settimana prossima, con le classifiche ufficiali dei singoli.

 

Sangue, sudore e lacrime… la vampira Merkel non molla

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“Prima i compiti a casa, il sostegno, poi nel caso si valuterà”, è categorica la Merkel che ha scelto accuratamente le sue parole per i cittadini tedeschi e per lanciare un chiaro messaggio a pochi giorni dal vertice europeo, quel vertice tanto propagandato dal premier Letta che doveva risolvere quasi, come un tocco magico, i problemi dell’Italia. Nulla di tutto questo… “Se si cerca sempre solo di trovare la prossima pentola piena di soldi, non si tiene conto di altre possibilità” ha detto la Cancelliera che poi ha ribadito “La prima cosa è riflettere su come si possa diventare, insieme, più competitivi”.

Imu e Iva? Ce le teniamo!

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Il primo ministro Enrico Letta, il ministro della Economia Fabrizio Saccomanni e il Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco si sono incontrati ieri a Palazzo Chigi e la conclusione sembra essere una sola: ci terremo l’aumento dell’Iva e anche l’Imu, anche se magari non per tutti, ma il carico fiscale non cambierà nel complesso: i soldi forse ci sono, ma ce ne sono meno. Hanno provato a cercare le risorse necessarie per attuare le riforme necessarie per il pacchetto lavoro, l’Imu e la sterilizzazione dell’aumento Iva. Sono Marco Mobili e Marco Rogari a spiegare che, per loro, la conclusione che si tratta di una strada “in salita, che appare sempre più impraticabile”. Sul Corriere della Sera, Enrico Marro spiega: “Per evitare che l’Iva aumenti dal 21% al 22% dal prossimo primo luglio restano solo tre settimane. Ma il governo non ha ancora trovato una soluzione e a Palazzo Chigi prevale il “pessimismo”. Il rischio che l’aumento dell’Iva, e quindi dei prezzi, scatti è a questo punto concreto. Cancellare la decisione presa dal precedente esecutivo costa infatti due miliardi quest’anno e quattro a partire dal prossimo. Ma per la copertura finanziaria di un intervento del genere il governo non sa come fare. Anche perché altre necessità incombono”.

Per quanto possa fare il nuovo governo, deve comunque adeguarsi alle esigenze del fiscal compact, che vuole un ulteriore miglioramento del rapporto debito/pil e il lungo elenco di necessità di spesa. I 40 miliardi di euro che c’erano li hanno impegnati, fra il 2013 e il 2014, per ridurre il debito della Pubblica Amministrazione con le imprese, privilegiando il Sud. E Saccomanni, a Repubblica, ha spiegato che stiamo pagando anche un anno di disastroso Governo Monti: “In Italia, oltre alle debolezze strutturali, si è avuto un periodo di stasi politica da fine 2012 al nuovo governo: 5-6 mesi che l’Italia non si poteva permettere in questa fase”. Ma il ministro dell’economia spera, per quel che rigarda la riforma Imu, di riuscire a trovare “una soluzione a inizio agosto”. Non esclude infatti che “si possa trovare una rimodulazione dell’imposta che oggi grava sulle fasce più basse del Paese. Le risorse vanno trovate altrove”. Sempre su Repubblica, Roberto Petrini individua due “variabili sul tavolo: la tempistica e le risorse. La questione tempo è essenziale, non solo per far fronte all’emergenza lavoro, ma perché il nodo Iva-Imu va sciolto entro il mese di luglio e, sebbene per la riforma della tassazione sugli immobili il governo si sia dato tempo fino al 31 agosto, la cosa dovrà essere risolta entro l’8 agosto, cioè prima della chiusura per ferie del Parlamento”. Per quel che riguarda le risorse, servono almeno 2 miliarsi per l’Imu, a fronte dei 4 inizialmente previsti, che rappresentano il risultato di una “rimodulazione” che elimini la tassa sulla prima casa per i ceti più deboli e la mantenga sui più abbienti. Al riguardo, è previsto “l’aumento delle detrazioni base da 200 a 400 euro, esentando di fatto in questo modo l’85 per cento dei proprietari e lasciando l’onere del pagamento dell’Imu sulla prima casa sul restante 15 per cento dei titolari delle abitazioni di maggior pregio”. Si aggiunge un altro miliardo per intervenire sull’Imu per i capannoni e altri due ne serviranno per evitare l’aumento dell’Iva. Secondo Petrini, il punto è che “le coperture fino ad oggi usate traballano. […]. Ciò significa che il governo dovrà convincere i tre partiti della maggioranza a prendere il coraggio su due mani e dare il via libera ad una nuova fase di spending review con “parametri obiettivi”. La valutazione è che si possono recuperare 2-3 miliardi nella seconda metà dell’anno con un intervento non lineare ma sulla base di un lavoro chirurgico sul fronte delle spese. Un altro miliardo potrebbe venire dal fondo immobiliare del Tesoro ormai operativo, mentre si sta riaprendo l’intera partita dello sfrondamento delle agevolazioni fiscali. Senza contare che, in cerca di risorse, si sta rivalutando anche il cosiddetto piano Giavazzi per il taglio delle agevolazioni alle imprese pubbliche e private che potrebbe portare circa 800 milioni. Almeno 5-6 miliardi per consentire al governo di andare avanti nell’agenda economica”. Saccomanni dice e torna a ribadire che i soldi disponibili in natura non ci sono e quindi “soldi ci sono ma devono essere tolti ad altri”.

Continueremo ad avere vignette ancora a lungo…

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L’Imu non è sospesa, ma solo rimodulata?

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Chi ha mai parlato di sospendere l’Imu? Forse è stato il sogno degli italiani che vivendo nell’incubo delle tasse avevano avuto una fantasia proibita? Servono fondi da destinare all’occupazione dei giovani e con un decreto che con ogni probabilità arriverà a luglio il governo prevederà una rimodulazione dell’imposta sulla prima casa secondo il reddito del nucleo familiare e con l’introduzione della service tax, un’imposta unica che supererebbe anche l’attuale tassa sull’immondizia. Questo sembra essere il piano che è stato disposto sul tavolo della riunione che si è tenuta a Palazzo Chigi tra il premier Enrico Letta e il ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni.

Lo stesso ministro dell’economia qualche ora dopo ha affermato, durante un’intervista alla “Repubblica delle Idee” che non si era mai parlato di “sospensione” ma di “rimodulazione”.

Il Pdl imperversa e il capogruppo alla Camera Renato Brunetta ribatte prontamente quanto dichiarato dal ministro: “Bene fa il ministro tecnico Saccomanni  a ricordare che il suo è un governo di coalizione e che nei governi di coalizione le decisioni sono necessariamente affidate alla collegialità dei ministri. Per quanto riguarda la cosiddetta rimodulazione dell’Imu sulla prima casa per le fasce basse sarà certamente una sua opinione che non corrisponde però a quanto concordato in sede di programma. Sarebbe bene in ogni caso che su questi temi così delicati si evitassero opinioni personali. Per quanto riguarda il Pdl  non accetteremo nessuna altra formulazione se non l’abolizione dell’Imu sulle prime case per tutti. E questo il presidente Letta lo sa benissimo”.

I domatori incontrano il leone: incontro Pd- M5S

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“Un incontro positivo in cui si è condiviso l’obiettivo generale e la necessità di mettere in moto il Parlamento. Non servono prevaricazioni, cercheremo insieme la strada”. Luigi Zanda, uno dei tre mediatori del Pd, spiega così l’esito dell’incontro con i parlamentari grillini. “No, questo non lo ha chiesto”, ha poi risposto Zanda alla domanda se il capogruppo Roberta Lombardi abbia rivendicato la presidenza della Camera per il movimento.

“Sarà un’assemblea del parlamentari M5S a decidere se e quali cariche condividere con il Pd”, ha poi spiegato. “Il nostro compito – ha proseguito – non prevede alcun tipo di trattativa ma una ricognizione. Il nostro obiettivo è esplorare la possibilità di condividere un percorso per l’elezione delle presidenze dei due rami del Parlamento in modo molto trasparente e aperto”.Roberta Lombardi: “Per le presidenze candidati all’altezza” – La capogruppo M5S Roberta Lombardi sottolinea che “il principio che abbiamo voluto sottolineare è trovare persone all’altezza dell’importanza del ruolo che ricoprono, la nostra proposta sarà all’altezza”.Scontro con la stampa – Bocche cucite da parte dei senatori e deputati del Movimento 5 Stelle al termine della riunione di esponenti del gruppo parlamentare con la delegazione del Pd. I parlamentari a 5 stelle evitano i cronisti.

L’UE apre a sviluppo, crescita e all’Italia… farlo mesi fa?

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Martedì o mercoledì, alla vigilia del vertice dei leader europei, il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy farà circolare un testo di lavoro definitivo nel quale introdurrà la frase che Mario Monti attende con ansia.

«Nel rispetto del Patto di stabilità – dirà, salvo colpi di scena, il documento – potranno essere sfruttate le possibilità offerte dall’attuale cornice di bilancio per equilibrare la necessità di investimenti pubblici produttivi con gli obiettivi della politica fiscale». Vuol dire che una parte di quanto Roma e le altre capitali spenderanno per la crescita avrà titolo per non essere considerata nel calcolo del deficit. Di questi tempi, è un sollievo miliardario.  ORA SI PUO’ FARE QUALCHE MESE FA NON ERA POSSIBILE? DOVEVAMO ARRIVARE A QUESTO PUNTO? GRILLO METTE PAURA ALL’EUROPA E ALLA CASTA?

Sarà uno strano vertice, quello del 14 e 15 marzo, sessione di primavera dedicata ai temi economici. Van Rompuy l’ha convocato con una lettera in cui sottolinea che «la ripresa sarà lenta e fragile» e bacchetta i capi di stato e di governo per la lentezza con cui stanno attuando gli impegni di completamento del mercato unico promessi per fine 2012, come il riconoscimento delle qualifiche professionali e le regole per gli appalti. «Difficile giustificare il ritardo – ha scritto il fiammingo -; mette in dubbio la nostra determinazione ad adottare urgentemente tutte le iniziative necessarie per ripristinare la crescita».

Mentre la disoccupazione media vola verso il 12 per cento e anche il 2013 si prepara a entrare nella lista degli anni col pil sotto zero, ci sono fonti europee che denunciano come «la percezione della crisi è molto diversa da paese a paese» e che «quelli che stanno meglio non hanno un’idea chiara di come vanno gli altri». Più interlocutori evidenziano un divario non solo economico fra i ricchi del Nord e i sistemi ammanettati dalla recessione. In un quadro reso delicato dalla lunga volata verso il voto tedesco, in questa vigilia di summit c’è chi osserva «un certo sfasamento fra le politiche correnti e la realtà economica».

La bozza elaborata da Van Rompuy e datata 4 marzo sottolinea l’esigenza di revisionare il motore. Il vertice del 14-15 è oltretutto il punto di partenza del semestre europeo, il processo di coordinamento delle manovre di bilancio. Entro aprile gli stati devono spedire a Bruxelles le loro finanziarie, poi l’Ue avrà due mesi per dettare le raccomandazioni. Fase delicata, soprattutto ora che i cittadini si sono convinti che il rigore abbia aggravato la crisi. Nel 2012 i Ventisette risposero con «l’austerità intelligente». Adesso la formula parla di «consolidamento di bilancio differenziato e amico alla crescita». QUANDO AVREMO LA DILIGENZA DEL BUON CAPO FAMIGLIA?

L’ITALIA E’ STATA STRANGOLATA E LA FRANCIA NON HA RISPETTATO L’IMPEGNO, ORA LA POLITICA PUO’ ESSERE CAMBIATA!

Vertice Siria a Roma: VIA ASSAD!

assad -syria

Cessino subito le violenze, si liberino i prigionieri politici e Assad vada via. E’ quanto chiedono i Paesi che hanno partecipato al summit di Roma sulla Siria con il segretario di Stato Usa secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Giulio Terzi in conferenza stampa.

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