A Roma è scontro tra Vicariato e Comune sulle Unioni civili

registro-delle-unioni-civili-tuttacronacaUna delibera comunale recentemente approvata dalle commissioni capitoline per il riconoscimento e l’istituzione di un registro ad hoc per le Unioni civili non piace in Vaticano e il Vicariato di Roma attacca l’iniziativa. In un editoriale del settimanale Roma Sette, infatti, si legge che si tratta di una “forzatura giuridica, frutto di miopia politica”. Il direttore Angelo Zema, nell’editoriale scrive: “La proposta intende tutelare e sostenere le unioni civili equiparandole alla famiglia fondata sul matrimonio per gli ambiti di competenza comunale. Il pretesto, diremmo noi, è evitare ogni forma di discriminazione”. Ma “la vera discriminazione – aggiunge l’organo del Vicariato – consisterebbe nel trattare in modo uguale situazioni differenti, come sono le unioni civili e il matrimonio: nel secondo, infatti, due soggetti assumono precisi diritti e doveri di fronte alla legge, con rilevanza negoziale pubblica. Non si può barare con le parole”.  Ovviamente non sono mancate le reazioni, con Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd in Campidoglio, che ha replicato: “Il registro delle Unioni civili intende tutelare diritti oggi negati senza ledere diritti altrui. Non si tratta di contrapporre modelli di famiglia – aggiunge – ma di riconoscere realtà di tante forme di convivenze attuali. Il registro intende rimuovere le discriminazioni sul piano civile e promuovere il comune rispetto, così come avviene in tutte le capitali europee”. Il Vicariato però non cede e nella nota sottolinea che l’idea contenuta nella delibera capitolina sul registro delle Unioni civili è “priva di sostanza, se si considera non solo l’inutilità giuridica di tale strumento ma anche il flop dei registri delle unioni civili in sei Municipi romani (meno di 50 coppie iscritte in 8 anni). Insomma, la delibera è una forzatura giuridica, frutto di miopia politica. Di una politica che non sa guardare lontano, che vola basso e resta al palo dibattendosi tra le emergenze irrisolte della città”. Imma Battaglia, consigliera Comunale Sel, sostiene invece l’amministrazione capitolina: “A Roma è in atto una rivoluzione culturale. L’Italia deve andare avanti nella strada dell’equiparazione e del riconoscimento dei diritti di tutte le coppie. Con l’istituzione del Registro delle Unioni Civili l’amministrazione Marino darà una risposta ai tanti legami affettivi che si formano al di fuori del matrimonio”. E la consigliera comunale del Pd, Giulia Tempesta, aggiunge: “Il provvedimento sulle Unioni civili è un gesto di civiltà”. Nel frattempo, il vicepresidente dell’assemblea capitolina, il pdl Giordano Tredicine, annuncia “una petizione popolare per bloccare la delibera” mentre il capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola, chiede alla Chiesa di “fare un passo avanti sul tema dei diritti civili” perchè “con il registro delle Unioni saranno tutelati i diritti di tutte e di tutti, compresi quelli delle coppie gay”. Ancora, Riccardo Magi, consigliere comunale della Lista civica Marino, auspica che “non avvenga quanto accadde nel 2007, quando la maggioranza dell’allora sindaco Veltroni bocciò la delibera di iniziativa popolare dei radicali sulle Unioni civili”.

“Emanuela Orlandi è morta”, lo dice il pm!

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E’ il pm Giancarlo Capaldo a non aver più dubbi “Emanuela Orlandi è morta”. Intanto Marco Fassoni Accetti, l’uomo che si è autoaccusato del sequestro di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori  ai pm Capaldo e Simona Maisto dice: “Tutto iniziò con le microspie nelle auto dei monsignori. Poi arrivammo ai sequestri”.

Questa non è una delle tante rivelazioni shock che per 30 anni hanno affollato le pagine dei giornali per poi rivelarsi infondate.  E’ lo stesso pm Capaldo ad aver dichiarato a un giornalista del Corriere della sera di essere vicino alla soluzione del caso.

Sul Corriere della Sera si ricostruisce uno “scenario” o meglio “una lotta tra fazioni all’ombra del Cupolone”:

“Di più: i nomi degli alti prelati ai quali (senza che ciò comporti un loro coinvolgimento) avrebbero fatto riferimento i gruppi di potere coperto dal cui scontro sarebbe germinato il sequestro di Emanuela e Mirella. Premessa necessaria: la Procura prende sul serio il superteste indagato. Finora non ha mostrato di curarsi del materiale artistico di Accetti – film e foto sui temi della morte, del potere, del sesso – che a taluni fanno balenare l’ipotesi pedofilia. Tanto più che lui stesso ha fornito le liberatorie per le riprese ai minori e il sito non è stato sequestrato. A Piazzale Clodio, piuttosto, intendono approfondire e riscontrare – vista la gran mole di eventi, inseriti nel loro contesto geopolitico – tutto ciò che l’uomo racconta”.

Ma da dove inizia il coinvolgimento di Accetti? Bisogna tornare ai tempi in cui il “supertestimone” era collegiale al al San Giuseppe De Merode.Qui conobbe alcuni  religiosi che gli mettono a disposizione abiti talari e locali per attività filmiche grazie all’interessamento del suo direttore spirituale Pierluigi Celata.

“«Sacerdoti un po’ peccatori mi proposero: visto che sei così bravo con la cinepresa, vuoi renderti utile?» Siamo alla fine dei ’70, tempo di guerra fredda. Di spie, cordate e camarille. Le azioni del «nucleo di controspionaggio», elenca Accetti, nascono per «tutelare il dialogo con i Paesi del Patto di Varsavia» (il che coincideva con la linea Casaroli) e contrastare la gestione di Ior e Apsa”.

E poi l’articolo continua tra microspie e possibili intrighi vaticani:

“«Volevamo condizionare in senso progressista le scelte del Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa… Agivamo nell’area di monsignor Backis (cardinale lituano presente al recente conclave, ndr)». Accetti comunque un episodio lo cita: «Nella sua Fiat collocammo microspie per attenzionare persone che erano con lui». Altre figure vicine erano «monsignor Martin, della Prefettura pontificia, e Deskur, preposto alle Comunicazioni sociali», nonché «il cardinal Hume, alle prese con i debiti della sua diocesi»”.

Il bersaglio, giunti alla fine del 1978, era il “papa polacco”:

“«Ci opponevamo ai finanziamenti a Solidarnosc e in generale alla spinta anticomunista di Wojtyla». Per questo, vittime di ricatti e dossieraggi sarebbero stati il cardinal Caprio (anni prima espulso dalla Cina, spiato con cimici «sotto la moquette gialla») e monsignor Hnilica (condannato per il caso Calvi), oltre a Marcinkus, discusso capo dello Ior, all’uomo d’affari Thomas Macioce e al cardinal O’Connor”.

Poi nella storia entrano anche il destino di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori nel 1981:

“È dall’81, con l’attentato al papa in piazza San Pietro – in vista del quale il «ganglio» (come rivelato dal Corriere lo scorso 18 maggio) avrebbe svolto «azioni di supporto» a favore dei Lupi grigi – che il loro destino inizia a essere segnato. «Le prelevammo dopo la promessa dei servizi segreti ad Agca di liberarlo entro due anni: la Gregori, cittadina italiana, serviva a premere per la grazia presidenziale. Io ci misi le mie capacità di sceneggiatura…»”.

Poi l’articolo però si conclude con l’ennesimo dubbio:

“Accetti sostiene che Katy Skerl, la diciassettenne strangolata nel gennaio 1984 a Grottaferrata, fu uccisa nell’ambito dello stesso scontro di potere. È tale narrazione circostanziata e minuziosissima, seppure mai suffragata da chiamate in correità, che induce la Procura all’ottimismo?”.

Sconvolgenti rivelazioni sull’Orlandi: quanto è attendibile Accetti?

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Convocato ieri nuovamente a Piazzale Clodio, Marco Fassoni Accetti, il fotografo che ha raccontato di aver partecipato al sequestro Orlandi e di essere stato uno dei telefonisti  (la perizia fonica è in corso), ha raccontato i motivi che, secondo lui, avrebbero portato il gruppo che sequestrò la ragazza a non liberarla subito. Ci furono dei fatti «non preventivati» che fecero «precipitare la situazione». Doveva tornare presto a casa ma fu «trattenuta», con il risultato di trasformare un «finto sequestro» in un giallo infinito.

Interrogato per ore dal   procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo alla presenza dell’avvocatessa Maria Calisse, nel confronto di ieri il magistrato ha cercato di avere nomi “sicuri” di complici e avversari del gruppo. Un gruppo «formato da laici ed ecclesiastici, con il supporto di fiancheggiatori della Stasi» che lo stesso Accetti ha coinvolto nelle dichiarazioni di maggio scorso, quando sostenne che l’accordo firmato dallo Ior sul crack Ambrosiano nel 1984 fu dettato dal ricatto dei sequestratori.

«Io non faccio chiamate in correità – insiste il superteste – fornisco il contesto e numerosi riscontri». Un quadro dettagliato, questo è certo. Il «nucleo di controspionaggio» avrebbe rapito la Orlandi e Mirella Gregori (46 giorni prima) per compiere pressioni per conto di ecclesiastici «orientati in senso progressista». Due gli obiettivi: indurre Alì Agca a ritrattare le accuse ai bulgari di complicità nell’attentato al papa (in cambio di una sua futura liberazione) e colpire lo Ior di Marcinkus.

«Nostra controparte – specifica Accetti – erano persone legate all’avvocato Ortolani (poi condannato per il crak Ambrosiano) e altre vicine a Thomas Marcinkus». La guerra all’ombra del Vaticano, quindi, troverebbe nuovi spunti. Emanuela «doveva tornare a casa in 24 ore», ma ciò fu impedito «prima perché il 23 giugno non avevamo in mano la denuncia di scomparsa da produrre in fotocopia ad Agca». E questo trova riscontro: la famiglia fu invitata a non sporgere subito denuncia al Collegio romano, nella speranza di una «scappatella».

In un secondo momento – e siamo al 24-25 giugno – «perché ci arrivò voce che la commissione bilaterale tra Stato vaticano e italiano per esaminare la situazione dello Ior, fissata al 30 giugno, non sarebbe arrivata a un accordo». «E’ bene tenerle», sarebbe stato l’ordine impartito da non meglio precisati ambienti agli esecutori dei sequestri.

Poi avvennero due eventi deflagranti secondo Accetti: l’appello del 3 luglio di papa Wojtyla, che diede al caso rilievo planetario, e il rilancio delle accuse ai bulgari da parte di Agca, l’8 luglio, al grido di «Sono lo strumento del Kgb!».

Terrorismo,scandali finanziari e fazioni politiche in Vaticano che si sarebbero intrecciate con il destino delle due ragazza scomparse ai tempi della guerra fredda. Ora lo Ior, nelle cronache degli ultimi giorni, è ancora nella bufera, ma sulla verità dell’Orlandi e della Gregori ancora non si vede la luce a 30 anni dalla scomparsa.

 

Luci rosse in Vaticano… orge con minori?

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I video che incastrano il Vaticano sarebbero nelle mani di un notaio di Lugano, questa è la notizia shock di Francesco Zanardi, presidente di “Rete Abuso”, sulle presunte orge nella Santa Sede. Nei video, girati dalle vittime degli abusi, ci sarebbero alti prelati che molesterebbero i minorenni. Francesco Zanardi, noto blogger in lotta contro la pedofilia, essendo lui stesso stato vittima di molestie sessuali da piccolo, ha “confessato” la sua verità al settimanale ticinese “Il Caffè”.

 

Emanuela Orlandi è morta? Questa sera una fiaccolata per lei

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Presente a un incontro della terza edizione del Festival Trame a Lamezia, il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, parla della scomparsa della 16enne romana di cui si sono perse le tracce il 22 giugno 1983: “Emanuela Orlandi è morta, ma il caso della sua scomparsa potrebbe risolversi. Finora ci sono state molte false piste e molti depistaggi”. E aggiunge: “La verità sulla fine di Emanuela non si è trovata per molto tempo perché troppi temevano che dietro questa storia si nascondesse una verità scomoda… Che Emanuela Orlandi sia morta è evidente. Che altro si può pensare di una persona scomparsa che non s’è fatta mai viva con nessuno per ben 30 anni di fila?”. Intanto oggi ci sarà una fiaccolata organizzata per lei. Spiega il fratello della ragazza Pietro Orlandi: “Sarà un po’ come riportarla a casa”. La manifestazione si terrà alle 19.30, la stessa ora in cui Emanuela uscì per l’ultima volta dalla scuola di musica che si trovava vicino alla chiesa di Sant’Apollinare a Roma. E proprio da questa piazza si metterà in moto la fiaccolata che raggiungerà il Vaticano. “Abbiamo denominato l’iniziativa Ritorno a casa – dice il fratello di Emanuela – e vorremmo entrare in piazza San Pietro: la mia speranza è che possa arrivare un segnale dal Papa, che papa Francesco possa essere presente in piazza”. Pietro Orlandi e Bergoglio si sono visti, rapidamente, in un’occasione, pochi giorni dopo l’elezione del pontefice:  “Mi disse: ‘Lei sta in cielo’. Una frase che mi ha fatto gelare il sangue”, ha ammesso Pietro. “Stiamo organizzando la marcia per sabato 22 giugno e abbiamo ricevuto tantissime adesioni”, aggiunge Pietro, che continua a promuovere la sua petizione per chiedere verità e giustizia sulla vicenda di Emanuela, a cui hanno aderito in oltre 153 mila. “E sono centinaia anche le persone che in queste settimane mi hanno comunicato la loro partecipazione alla marcia del 22 – aggiunge Pietro -. Ho ricevuto adesioni da 30 città, dalla Sicilia a Lugano. Una volta a San Pietro, libereremo in aria delle lanterne cinesi e poi inizierà una veglia di preghiera e per ricordare che siamo ancora in attesa di risposte e di collaborazione anche da parte del Vaticano. La mia speranza che anche il Papa vorrà pregare con noi”.

Orge gay con minori in Vaticano?

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E’ il Fatto Quotidiano con un articolo a firma di Marco Lillo e Ferruccio Sansa a rivelare le orge gay in Vaticano a cui avrebbero, secondo le dichiarazioni di un manager di una multinazionale (che racconta anche di avere prove fotografate e video), partecipato anche minori.  Alcuni degli incontri, sempre secondo la fonte, sarebbero avvenuti proprio tra le mura della Santa Sede:

“In questi anni – racconta l’uomo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati”.

L’uomo avrebbe anche alcuni numeri di cellulare che sarebbero serviti per organizzare questi incontri.

 

Lobby gay in Vaticano? Arriva il dietrofront

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Ieri era stata diffusa la notizia che Papa Francesco avrebbe ammesso che  nella Curia romana esiste una “corrente di corruzione”, e che c’è una “lobby gay” in Vaticano, aggiungendo che “bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”. “Non posso essere io a fare la riforma, queste sono questioni di gestione e io sono molto disorganizzato, non sono mai stato bravo per questo”, avrebbe ammesso il Papa, aggiungendo che ha fiducia nella commissione cardinalizia che ha creato con questo incarico. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, interpellato sulla vicenda, ha detto di non avere “alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione” dato che si trattava di “un incontro di carattere privato”. Ma, a seguito della diffusione del resoconto, la Confederazione di Religiosi Latinoamericana e dei Caraibi ha fatto un passo indietro: siamo “profondamente dispiaciuti” per la diffusione del colloquio con il Papa del quale è “attribuibile solo il senso generale”, precisa la presidenza della Clar. I religiosi precisano che “La conversazione che si è svolta sulla base delle domande rivolte al Papa dai presenti”. Il colloquio “non è stato registrato, ma poco dopo è stata fatta una sintesi sulla base di quanto ricordavano i presenti… sintesi destinata alla memoria personale dei partecipanti, in alcun modo ad una pubblicazione per la quale non era stata fatta una richiesta”. Partendo da tali elementi, precisa il comunicato diffuso a Bogotà, “è chiaro che non possono essere attribuite con certezza al Santo Padre le espressioni contenute nel testo, bensì solo il suo senso generale”. E il testo conclude: “La Clar  è profondamente dispiaciuta per quanto è successo e la confusione da essa derivante”.

La lobby gay in Vaticano?

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Lo scoop è del sito cattolico latino-america  “Reflection and liberation”, in cui viene sintetizzato l’incontro del 6 giugno scorso tra il pontefice e i rappresentanti della confederazione latino-americana e dei caraibi dei religiosi e delle religiose. Durante l’udienza il Papa avrebbe detto, secondo quanto riportato dal sito, “Nella curia ci sono persone sante, davvero, ma c’è anche una corrente di corruzione. Si parla di una ‘lobby gay’, ed è vero, esiste. Noi dobbiamo valutare cosa si può fare”.

Interpellato dalla France Presse, il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha detto: “È stato un incontro privato, non ho commenti da fare”.

Lo scorso febbraio, alcuni giornali italiani riferirono di una lobby gay all’interno della curia venuta alla luce durante l’inchiesta ordinata Papa Benedetto XVI su VatiLeaks, ossia le fughe di notizie dal Vaticano.

Insomma le foti sono molteplici, ma non c’è nessuna certezza come non c’è nessuna smentita.

Confronto tra il Papa e il Capo di Stato

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Napolitano è giunto in Vaticano per la visita ufficiale a Papa Francesco.  Il corteo presidenziale è arrivato da Via della Conciliazione ed è entrato in Vaticano da Piazza San Pietro e quindi dall’Arco delle Campane. La cerimonia di saluto, guidata dal prefetto della Casa Pontificia monsignor Georg Gaenswein, è avvenuta nel Cortile di San Damaso, dove la Banda pontificia ha eseguito l’Inno di Mameli.

Al centro dell’incontro, al quale sarà presente anche Emma Bonino, ci saranno gli immigrati e la crisi. Ieri aveva dichiarato la necessità dei cattolici laici a “mischiarsi nella politica”.

Nessuna vacanza per il Papa!

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Nessuna vacanza per Papa Francesco. Lo conferma il portavoce del vaticano padre Federico Lombardi, il Papa  «intende restare a Santa Marta» e «non prevede trasferimenti per periodi prolungati in estate, nè a Castelgandolfo nè altrove. Naturalmente – ha aggiunto – è libero di spostarsi, se lo vuole, e questa è l’agenda fissata fino ad oggi». Quindi ci potrebbe essere un weekend o una gita di qualche giorno, ma Francesco ha intenzione di rimanere a Roma. Non lo spaventa la calura della Capitale nei mesi estivi e non è prevista una pausa estiva nelle attività del Pontefice. Naturalmente deluso rimane il comune di Castelgandolfo che già si preparava ad accogliere il Pontefice, i turisti e fedeli che inevitabilmente avrebbero invaso le strade cittadine.

 

Francesco e la presa al volo del rosario

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Papa Francesco, quasi 77 anni e non  sentirli. Oggi mentre stava attraversando San Pietro a bordo della papamobile, qualcuno tra la folla gli ha lanciato un rosario. Il Papa pronto di riflessi lo ha preso al volo divertendo tutti i presenti per la prontezza di “spirito”.

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“Lei sta in cielo” così Francesco su Emanuela Orlandi

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«”Lei sta in cielo”. È questa la frase che papa Francesco ha detto prima a mia madre e poi a me quando, come tanti altri fedeli, lo abbiamo incontrato dopo la messa che celebrò nella parrocchia di S. Anna in Vaticano pochi giorni dopo la sua elezione: parole che mi hanno fatto gelare il sangue». Così il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi che poi ha aggiunto «Da quando è stato eletto il nuovo papa – spiega – ho chiesto più volte di poter avere un incontro personale con lui. Ho inviato quattro fax diretti al suo segretario personale, mi sono accertato che li avesse ricevuti, ma per ora non ho avuto risposta. A questo punto, vedo poche possibilità».

E’ stata la frase di un uomo di chiesa che cerca di consolare i genitori di una ragazza scomparsa da 30 anni o è una frase da Capo di un Stato che rivela una triste verità?

L’esorcismo di Francesco… Angelo liberato dal diavolo?

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Nonostante le smentite da parte del Vaticano sono molti i religiosi che continuano a parlare di quel gesto di Francesco, avvenuto  domenica 19 maggio, al termine della messa di Pentecoste, in Piazza San Pietro, come di un rito per scacciare il demonio. A confermarlo ora ci sarebbe anche il diretto interessato, il messicano disabile di 43 anni che affermerebbe di essere stato vittima del diavolo per almeno 14 anni. L’uomo si era sottoposto diverse volte a riti di esorcismo ma nessuno era riuscito a liberarlo, sembra invece che il gesto compiuto dal Pontefice abbia avuto esito positivo e che ora l’uomo è libero. Anche padre Juan Rivas, il sacerdote che aveva accompagnato Angelo a Roma sia convinto che si sia trattato di un vero e proprio esorcismo:

“Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente”.

Gabriele Amorth sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti ha spiegato il gesto di Papa Francesco al  The Sunday Times: “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca. Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione” e aggiunge: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente. Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

 

Una voce di smentita del Vaticano arriva anche da Gabriele Amorth, sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti. In un’intervista al The Sunday Times Amorth ha confermato la sua impressionesulla preghiera di Francesco a piazza San Pietro e dice di considerare l’esorcismo un modo per bilanciare la crescita dell’ateismo. “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca”. Nell’intervista Amorth ha così spiegato il video dell’esorcismo del Pontefice: “Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione”. Amorth, che dice di aver effettuato circa 160mila esorcismi, ripete: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente”. E ancora: “Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

Papa Francesco e l’esorcismo: parla l’uomo “liberato”

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Il Vaticano ha sempre negato che Papa Francesco abbia fatto un esorcismo in Piazza San Pietro, eppure gli esperti, leggendo il labiale, continuavano a sostenere la loro idea. Il Santo Padre avrebbe recitato infatti la formula necessaria per praticarlo: “Io ti scongiuro, Satana, nemico della salvezza dell’uomo, che riconosce la giustizia e la bontà di Dio Padre, che ha condannato giusto giudizio il tuo orgoglio e l’invidia.” Ora il quotidiano spagnolo El Mundo è riuscito ad intervistare l’uomo messicano che ha goduto di questo intervento. Angelo V. ha 43 anni e due figli, un viso sereno e modi gentili e racconta di essere posseduto da quattro demoni che lo tormentano da quattordici anni, più forti della dozzina di esorcisti che hanno tentato, invano, di liberarlo e che hanno concordato fosse un caso di possessione diabolica insanabile. Almeno fino a quando Papa Francesco non gli ha posto le mani sulla testa. Padre Juan Rivas, il sacerdote che quel giorno accompagnava Angelo, racconta l’esperienza vissuta. “Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente. Anche il Papa lo aveva sentito, così come gli uomini della sua scorta e una ragazza che era poco distante da noi. Angelo ha annuito lentamente, dicendo che il la preghiera del Papa era stata molto buona”. Ora che Angelo sta bene e cammina, ha potuto raccontare la sua storia ai giornalisti, a partire dalla prima volta in cui i demoni si sono impossessati di lui. “È stato nel 1999. Ero su un autobus, di ritorno da Città del Messico. Ho sentito come una forza entrare nell’autobus. Non la vedevo, ma la percepivo. Si è avvicinata e si è fermata di fronte a me. A un tratto ho sentito come una pugnalata al petto, mi sentivo come se mi dovesse aprire le costole”. Pensava si trattasse di un attacco di cuore, cosa che non era, ma la sua salute è via via peggiorata. “Ho cominciato ad avere frequenti stati di trance, mi dicevano che parlavo in altre lingue. Nessun medico riusciva a spiegarmi cosa mi succedeva. Ho fatto test, radiografie, analisi… Ma nessuno è mai riuscito a darmi una spiegazione”. La diagnosi per lui è arrivata solo nel 2004, poi sono arrivati gli esorcismi, rivelatisi inefficaci. Infine un sogno, quello in grado di cambiare una vita:  “Papa Francesco vestito di rosso, che pregava con un incensario in mano, circondato dai cardinali. Non diedi importanza a quell’immagine fino al giorno in cui non vidi quella scena in televisione. Allora decisi di andare a Roma”. Arrivato, Angelo ha chiesto a Juan Rivas di accompagnarlo dal Papa. “Dopo aver provato tre volte a salutarlo, l’ultima domenica la Divina Provvidenza ci ha aiutato e ci ha permesso di incontrarlo e di pregare con lui”, ha concluso padre Rivas.

L’esorcismo di Francesco a Piazza San Pietro

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Al termine della Messa di Pentecoste in Piazza San Pietro, nei pressi dell’Arco delle Campane, Papa Francesco, ha imposto le mani sulla testa di un malato dopo che il sacerdote che lo accompagnava ha detto qualche parola al Pontefice facendogli cambiare espressione. Mentre il Papa impone le mani sulla fronte del ragazzo e prega profondamente, il malato apre la bocca . Tv2000 poi dirà che: “Gli esorcisti che hanno visto le immagini non hanno dubbi: si è trattato di una preghiera di liberazione dal Maligno o di un vero e proprio esorcismo”.

“Stop al massacro, no all’euro”, l’uomo sulla cupola di San Pietro

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Un uomo è salito sulla cupola di San Pietro a Roma e ha esposto uno striscione  “Stop al massacro, no all’euro. Papa Francesco facci uscire da questo incubo”. La frase è scritta in italiano e in inglese.  Sul posto sono intervenuti la gendarmeria vaticana e gli uomini dell’Ispettorato.

Grillo contro il Papa

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«Anche il Papa ultimamente è diventato qualunquista e un pò populista, dice di pensare agli ultimi e non alle banche che siano di destra o di sinistra».

Grillo si riferisce in particolare alle ultime dichiarazioni del Pontefice, che dopo aver incontrato nella giornata di ieri Angela Merkel, nella veglia di Pentecoste aveva ribadito che la crisi è stata generata dalla cattiva politica che “fa tanto male all’umanità intera”. Poi ha spiegato che la Chiesa, povera per i poveri, va contro la mentalità di chi oggi pensa che “se cadono gli investimenti, le banche, questa è una tragedia”, mentre “se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente”, che è “la nostra crisi di oggi”. Ma dove è la Chiesa povera? Forse, il Papa, eletto da pochi mesi, non ha avuto modo di prendere visione dei patrimoni culturali conservati nei Musei Vaticani dove per accedere bisogna pagare un biglietto di 16 euro (che se prenotato online costa 20 euro) ? Forse il Papa non ha potuto prendere visione ancora dei Tesori del Vaticano? O dello Ior? O dei beni della Chiesa sparsi in tutto il mondo? Perchè la Chiesa non fa un gesto verso lo Stato italiano e inizia a pagare l’Imu sulle proprie proprietà e dispensa i poveri dal pagamento?

Lo spot per la rielezione della Merkel parte dal Vaticano!

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La Merkel va in udienza dal Papa… e non è un fatto puramente religioso, anzi qui ha natura politica. Un fatto storicamente anomalo se si pensa che i Pontefici di solito non ricevono i capi di stato nell’anno elettorale. Solo nel 2004 ci fu infatti la rottura di questo “protocollo” quando Giovanni Paolo II concesse a George W Bush un’udienza a pochi giorni dalle elezioni, nella quale si manifestò una grande affinità sui temi etici che poi fu il motivo principale per cui i vertici del cattolicesimo “made in Usa” iniziarono quindi a massacrare Kerry, nonostante fosse di fede cattolica.  Quindi la visita di oggi della Merkel non va sottovalutata e traccia un percorso verso la rielezione della “lady dell’austerity” perché sicuramente questa visita è spendibile a livello elettorale. Già molti giornali hanno ribadito come a Francesco piaccia la politica della Merkel, come ci siano dei punti di accordo profondi tra quella Chiesa di povertà e l’economia dell’austerity… e se può sembrare una forzatura per chi sa guardare oltre alle parole e individuare invece i vantaggi che ne possono derivare da un’alleanza Vaticano-Germania, per molti sarà comunque uno spot elettorale vincente. 45 minuti di udienza (un tempo ben superiore ai 20 minuti che solitamente il Papa concede alle udienze private) segnano un percorso preciso nel quale si andrà a giocare la partita della Cancelliera… un programma conservatore che ponga le basi per uno scambio duraturo. In fondo non molti giorni fa la Merkel aveva ripreso la frase di Francesco “l’economia deve servire l’uomo”… ma in questo momento è più l’uomo che sta servendo l’economia!

 

Francesco punisce O’Brien e lo condanna all’esilio

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Il cardinale Keith O’Brian, l’arcivescovo emerito di Edimburgo, accusato di molestie sessuali ai danni di alcuni seminaristi lascerà la Scozia  “per alcuni mesi di rinnovamento spirituale, preghiera e penitenza”. In sostanza è stato condannato all’esilio. Il cardinale era stato accusato da tre sacerdoti e un ex religioso proprio a ridosso del Conclave, tanto che aveva rinunciato anche al viaggio a Roma, ammettendo di aver avuto “una condotta sessuale al di sotto degli standard richiesti”. In una nota della Santa Sede si legge come il cardinal O’ Brian di comune accordo con il Pontefice ha deciso di lasciare la Scozia. Nessuno sconto di pena quindi, nessun perdono, ma una penitenza che possa mostrare il segno del cambiamento all’interno della Chiesa di Roma, non più disposta a coprire i molestatori, ma pronta a condannarli

Molestata dal parroco per un certificato di battesimo

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Una giovane madre straniera è stata molestata dal parroco quando ha chiesto in più episodi i certificati di battesimo dei suoi figli. Lunghe attese in anticamera, poi il prete la faceva entrare nel suo ufficio e quindi iniziava a sussurrare le sue avances all’orecchio della giovane. Ma il parroco si è spinto oltre arrivando a baciarla sulla guancia e a strusciare la mano della giovane sulle sue parti intime. Intanto il certificato rimaneva ben riposto nei cassetti del monsignore. La donna, con l’aiuto della Iena Giulio Golia, è riuscita a riprendere tutto con una telecamera nascosta. Quando la Iena si è presentata dal parroco questi ha negato categoricamente e a simulato di fare un esorcismo all’inviato in quanto posseduto dal maligno. Vergognamoci per lui!

Il parroco che insulta la Kyenge… e questa è la Chiesa di Francesco?

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“C’era proprio bisogno di un ministro di colore? Con tutto il rispetto per la signora”, ha scritto don Alessandro Loi, 65 anni, che poi precisa: ‘Non sono razzista, ma mischiare le razze e’ pericoloso’.

Prima di tutto non è una signora, è un ministro della Repubblica italiana. In secondo luogo dichiararsi “non razzisti”, ma non accettare l’integrazione suona come dire che la Chiesa non è poi così universale. A sentire la parola di Cristo quindi possiamo ammettere solo i bianchi in Italia oppure dobbiamo dividere i banchi, le ore delle Messe o i confessionali?

Oggi sulla vicenda è intervenuto il parlamentare sardo di Sel, Michele Piras, che nel condannare le frasi del sacerdote, ha commentato: ‘Differentemente dalle dichiarazioni di don Loi noi, che pure non abbiamo votato la fiducia al Governo Letta, siamo felici della nomina di Cecile Kyenge a Ministro per l’integrazione, perchè finalmente anche il nostro Paese compie un passo verso la multiculturalità e il riconoscimento dei diritti dei migranti. Dispiace davvero leggere tanto odio nelle parole di un uomo di Chiesa e ci chiediamo cosa ne pensi il Vescovo e Papa Francesco di una tale stridente contraddizione con il messaggio evangelico’.

Intanto il parroco di Lotzorai, paesino di duemila anime sulla costa ogliastrina, intervistato dall’emittente sarda Videolina oggi ha precisato di ‘aver detto cio’ che molti pensano’. E’ questa la grande rivoluzione di una Chiesa francescana e rivolta all’umiltà e all’accoglienza di tutti?

E ci fermiamo qui… ma riflettiamo se anche questo è un sacerdote.

Ecco chi ha voluto Napolitano? La Chiesa?

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Quanti elettori ha la Chiesa  in Parlamento? Quante telefonate saranno intercorse tra Santa Sede ed elettori? Appena eletto Napolitano arriva immediatamente il messaggio di Papa Francesco che auspica di “continuare la sua azione illuminata e saggia sostenuto dalla responsabile cooperazione di tutti”.

Così, con la benedizione del Santo Padre, lunedì alle 17.00 il “nuovo” Presidente giurerà al Quirinale. Poi potremo iniziare una bel governo di “cambiamento” con un Enrico Letta – nel migliore dei casi – che applicherà i punti “illuminati”  dei 10 saggi.

La rivoluzione di Papa Francesco si schianta contro le Suore Femministe

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Jorge Bergoglio, non aveva molte scelte quando il 13 marzo 2013 è divenuto il 266 Vescovo di Roma. Poteva solo intraprendere una strada di rinnovamento e di “povertà”, (non a caso la scelta di Francesco) per cercare di affievolire il ricordo di macchie indelebili nel ministero ecclesiastico quali la pedofilia, lo Ior e un’amministrazione un po’ troppo “allegra” imperturbabile anche alla crisi economica che aveva investito gran parte dei paesi industrializzati del mondo. La sua rivoluzione l’ha mostrata subito con un linguaggio colloquiale, con l’inginocchiamento davanti ai carcerati e con le altre manifestazioni d’affetto che non ha mai lesinato ai suoi fedeli. Ma oggi dice no, alle suore femministe per “problemi dottrinali” e “disciplinari”.  Ma chi sono le suore femministe?

Sono circa 1500 suore che risiedono in Maryland, negli Usa, e appartengono alla  Leadership Conference of Women Religious. Alla base delle divergenze “dottrinali” vi è la liberalizzazione dell’aborto e l’accettazione dell’omosessualità. Papa Francesco nonostante porti la croce d’argento e professi un radicale cambiamento nella Chiesa, si è indignato al pari dei suoi predecessori e ha negato il riconoscimento di queste storie. Tutto cambia, ma nulla deve essere diverso! Ci ricorda qualche nostro politico?

Sono solo 8 i saggi del Papa… spending review di Francesco?

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Un gruppo di 8 cardinali che dovranno consigliare Papa Francesco nel governo della Chiesa e studiare un progetto di revisione della ‘Pastor Bonus’, la costituzione sulla curia romana”. Insomma, non è solo lo Stato italiano ad avere  bisogno di una spinta al rinnovamento, ma anche la Chiesa sta cercando nuove formule di governo e di costituzione. E’ stato lo stesso portavoce padre Federico Lombardi a spiegare come sia nelle intenzioni del Papa voler allargare il potere decisionale che fino a oggi è sempre appartenuto solo al Pontefice e che ora verrà condiviso, almeno in fase consultiva, con altri 8 cardinali. La prima riunione del gruppo è fissata per ottobre. Nella lista dei saggi vi sono solo due europei  il tedesco Marx e l’italiano Bertello, gli altri nomi sono quelli dell’arcivescovo di Kinshasa Pasinya, dell’australiano Pell, dell’indiano Gracias e dei rappresentati americani O’Malley (Usa), Errazuriz Ossa (Cile) e Maradiaga (Honduras).

La scelta del coordinatore del gruppo è ricaduta proprio sull’arcivescovo delle Honduras il quale aveva dichiarato, in occasione del conclave, che il prossimo Papa avrebbe portato avanti “l’opera di pulizia iniziata da Ratzinger debba continuare perché nel Vangelo c’è scritto che la libertà rende liberi. Si deve presentare una Chiesa con un volto trasparente, sereno e di pace”. Si ha quindi l’impressione che i cambiamenti annunciati possano veramente essere eclatanti, anche se ogni decisione poi dovrà comunque passare alla Curia come prescritto dalla Costituzione Vaticana.

Sara Tommasi pubblicizza il porno sul Twitter del Papa.

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Cattolici o non cattolici, a qualsiasi fede si appartenga o se si faccia parte degli atei è indubbio che ci sono cose oggettivamente di buon gusto e altre di pessimo. Quello di sponsorizzare un porno sul Twitter del Papa appartiene sicuramente a questa seconda categoria. La notizia, che chiaramente è solo un modo per farsi pubblicità, non andrebbe neppure riportata e fatta cadere nel dimenticatoio, ma visto che ormai il web è infestato non sarà un articolo in più o in meno a fare la differenza. Soprattutto dovremo riflettere su come sia possibile che siamo caduti così in basso, che tutto diventa fenomenologia sociale nell’aspetto più retrivo del termine, di come ormai siamo talmente abituati a qualsiasi comportamento scorretto che nulla ci fa sobbalzare sulla sedia. Selvaggia Lucarelli lo posta in Facebook e immediatamente scoppia il caso. Non abbiamo più il buon senso di capire che certe mosse pubblicitarie andrebbero annientate con l’indifferenza che è l’unica condanna per certe persone. Umanamente si può solo provare pena per Sara Tommasi, ma anche rabbia sociale se si pensa che guadagnerà anche grazie a un Twitter che insulta il credo della maggior parte dei cattolici.

“Ciao, a breve uscirà il mio nuovo porno. Aiutami a spargere la voce, sarà un successo.”

Ecco nell’Italia del futuro, se mai ci sarà un futuro per il nostro Paese, ci dovrebbero essere pene severe per chi si permette di oltraggiare una religione, qualsiasi essa sia, perchè nella nostra Costituzione c’è scritto che:

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Nell’Italia del domani vorremmo che la nostra Costituzione venga rispettata e non oltraggiata!

La statua più alta del mondo è quella di Wojtyła

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Ultimi ritocchi per la gigantografia di Giovanni Paolo II. La città polacca di Czestochowa ha deciso di rendere omaggio al papa polacco con una statua di oltre 13 metri in memoria dell’uomo di chiesa. L’opera è stata finanziata da un investitore polacco e mostra il defunto pontefice con un’espressione sorridente che allunga le braccia verso il mondo.
Ora la statua è pronta per essere collocata, i lavoratori stanno ultimando le ultime rifiniture e i ritocchi per la pulizia dell’opera che sembra possa addirittura entrare nel Guinnes World Record.

Scritte contro il Papa… è polemica a Roma!

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Tanti fedeli lo amano, ma spuntano anche scritte offensive. Una scritta contro papa Francesco è comparsa stamani su un muro in via Tuscolana, a Roma: ne dà notizia il Comune, che ha subito provveduto a farla cancellare. ‘W Bergoglio boia!!!’, questa la frase, con l’ultima parola parzialmente cancellata, seguita da una falce e martello con sotto la sigla P.Carc, che dovrebbe significare Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo. Si tratta di un movimento extraparlamentare di estrema sinistra coinvolto in diverse vicende giudiziarie. Un’altra scritta sempre su un muro in via Tuscolana, anch’essa firmata P.Carc, recitava: ‘Fuori la chiesa dai consultori. Anche questa scritta è stata cancellata. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha condannato l’atto.

Francesco tra un derby negato e una colazione condivisa!

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La passione per il calcio di Jorge Mario Bergoglio è cosa nota. A tal punto che negli ultimi giorni si stanno avanzando varie ipotesi sulla fede italiana di Papa Francesco: boatos dell’ultim’ora raccontano addirittura di una simpatia per la Lazio. Quello che ancora nessuno sapeva è che il Pontefice avrebbe voluto assistere alla Stracittadina di lunedì sera. Una richiesta fatta dal Papa ai suoi collaboratori che però, a meno di sorprese improbabili dell’ultimo momento, non potrà essere esaudita. Sia la gendarmeria che i servizi di sicurezza vaticani, oltre alla polizia italiana, hanno bollato come impossibile la presenza del Papa all’Olimpico per il Derby: troppo alto il rischio e troppo poco il tempo per organizzare un sistema di controllo così ampio da consentire al Vescovo di Roma di ammirare le gesta di Totti e Klose.
Ma dalle mura Vaticane filtrano sempre più insistenti le voci che Bergoglio sarà presente sugli spalti dell’Olimpico già prima della fine della stagione. I bookmaker inglesi hanno quotato proprio questa eventualità: in attesa dell’evento Bergoglio forse seguirà in tv il derby, sperando che lo spettacolo offerto sia…divino.

Intanto si gode la colazione seduto a un tavolo della sala ristorante del residence dove risiede, insieme ad altri 4 prelati.

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Francesco firma il gesso di una bambina!

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Papa Francesco non ha negato un fuori programma in occasione dell’udienza in Piazza San Pietro. Al termine della cerimonia, avviandosi a rientrare in Vaticano, il papa si è fermato vicino al braccio di Carlo Magno dove per tradizione lo aspettano i fedeli disabili o malati.

Tra loro una bambina con una gamba ingessata. Il papa sceso dalla jeep ha prima salutato alcuni malati e poi ha messo la sua firma sul gesso della bimba già decorato, come usa, da messaggi e disegnini. Ha firmato il gesso della piccola sotto gli occhi commossi della mamma e lo sguardo timido, dietro gli occhiali da vista, della ragazzina che era adagiata su un passeggino per bambini.

Ritirato il “palazzo di Jabba” di Star Wars

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La Lego, storica azienda danese di giocattoli, ha deciso di ritirare dalla produzione il “Palazzo di Jabba”, dopo le proteste sollevate dalla comunità islamica austriaca che riteneva offensivo il prodotto. La polemica era nata a gennaio, dopo che un padre austriaco di fede islamica aveva scoperto come sua sorella avesse regalato il prodotto al figlio. Il gioco, rivolto a bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni, era stato così accusato di essere anti-islamico. Il personaggio protagonita del giocattolo, “Jabba the Hutt” viveva nella sua tana intergalattica, una cupola orientale dotata di razzi e mitragliatrici molto simile a una moschea. E si mostrava anche la Principessa Leia in catene, come sua schiava personale.

La Lego non aveva acconsentito al ritiro del gioco perché riteneva di aver immesso sul mercato solo la riproduzione del palazzo del film, quindi nessuna allusione all’Islam.

Poi, la società costruttrice del gioco ha cambiato idea: a partire dal 2014, il prodotto verrà ritirato. La decisione è arrivata dopo un incontro a Monaco di Baviera tra i leader della comunità turca e alcuni dirigenti della Lego.

Perinde ac cadaverem!

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Scopri il Gesuita che è in te! Obbedienza totale al tuo Superiore è una delle regole dei Gesuiti e Francesco la rende al suo unico Superiore, prima di iniziare la Via Crucis  con la sue stazioni piene di simboli  misericordiosi… L’incontro con la Madre dà il senso della famiglia, il Cireneo è il simbolo di chi accetta la croce  che può  anche “inchiodare a una sedia”, ma non può impedire di sognare. L’incontro con le pie donne, un richiamo alla dignità  di tutte le donne, Veronica che asciuga il volto di Gesù, il simbolo della solidarietà e  della pietas. Per chi crede e per chi no, il Cristianesimo ci indica i valori universale della convivenza civile.

Conte apre le porte all’Inter?

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Alla vigilia della partita con l’Inter, Antonio Conte non si preclude alcun futuro e lascia aperte le strade anche per altre squadre italiane.

«Sono l’allenatore della Juve e il suo primo tifoso – ha detto il tecnico bianconero nella conferenza stampa di stamane a Vinovo – ma sono soprattutto un professionista, ma il giorno in cui dovessi lavorare per l’Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Forse qualcuno questo non l’ha capito, oppure fa gioco insistere sul mio tifo per la Juve per rendermi ancora più odioso agli altri. Ma deve essere chiaro che io sono un professionista»

Il bacio di Francesco durante la lavanda!

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Dopo la visita al carcere minorile romani di Casteli di Marmo Papa Francesco, al termine della breve Omelia per la Messa In Coena Domini tenuta nella cappella del carcere  ha proceduto alla tradizionale cerimonia della ‘lavanda dei piedì, richiamando lo stesso gesto che fece Gesù con i suoi 12 discepoli. Il Pontefice lo fa con 12 giovani ospitati nella struttura penitenziaria, ma con una significativa innovazione: i 12 ragazzi, infatti, sono 10 maschi e 2 femmine. Nel corso dell’Omelia, spiegando questo gesto compiuto da Cristo ai discepoli, il Papa lo ha definito «una carezza di Gesù, venuto a servire e ad aiutarci».

Papa Francesco ora pensa al premier!

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Chi sceglierà Francesco come suo “premier” al posto di Tarcisio Bertone? Secondo alcune fonti la nomina dovrebbe avvenire subito dopo Pasqua, ma altri sono pronti a mettere la mano sul fuoco che nulla cambierà sino all’estate. Nel collegio cardinalizio sono ben noti i “peccati”, di Bertone, il salesiano legato a Benedetto XVI da una fiducia (o ricatto?) sino alla fine del regno di Ratzinger. L’uomo che fu il più vicino alla vicenda Vatileaks e che ora diventa scomodo a Jorge Bergoglio. Già si fanno previsioni e  in testa ci sarebbero il segretario della Congregazione per i vescovi Lorenzo Baldisseri e il prefetto per la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli Fernando Filoni.

Sicuro è che ci sarà un ricambio, quell'”eminenza grigia, quasi nera”, papa Francesco ha già dimostrato ampiamente di non volerla riconfermare. Ma chi sono i candidati?

Per dieci anni, prima di arrivare, nel gennaio 2012, proprio come Bergoglio “dalla fine del mondo” a Roma, Baldisseri ha guidato la prestigiosa nunziatura brasiliana, nell’America latina da cui proviene Papa Francesco. Il suo curriculum e le sue abili capacità diplomatiche sono ben note a Bergoglio che ha visto Baldisseri all’opera con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Una carriera, quella dell’ex Nunzio apostolico, costruita tra musica e diplomazia. Il vescovo toscano, infatti, è un grande pianista e ha persino inciso due cd con un repertorio che spazia da Giacomo Puccini a Wolfang Amadeus Mozart, da Heitor Villa-Lobos a Franz Liszt, da Claude Debussy a Robert Schumann, da Pietro Mascagni a Frédéric Chopin. È stato lui, nel conclave che ha eletto Bergoglio, a bruciare le schede dei cardinali nella Cappella Sistina. A lui Papa Francesco, subito dopo aver superato il quorum dei 77 voti, ha donato il suo zucchetto rosso, come vuole un’antica tradizione non sempre rispettata dai Pontefici appena eletti. Un segno eloquente: Baldisseri sarà cardinale al primo concistoro di Papa Francesco.

L’altro nome forte, che negli ultimi giorni di preconclave ha guadagnato molto terreno, è quello del porporato pugliese Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ovvero il “Papa rosso”. “Ministro degli interni vaticano” sotto il duumvirato di Benedetto XVI e Bertone, si racconta che Filoni avrebbe avuto diversi scontri in segreteria di Stato con il porporato salesiano. Il suo impegno attuale rivolto alle terre di nuova evangelizzazione sta portando numerosi frutti, dopo il quinquennio del cardinale indiano Ivan Dias, stimatissimo da Bergoglio, che è seguito a quello di Crescenzio Sepe, travolto nell’inchiesta giudiziaria dei pm di Perugia sugli immobili di Propaganda fide. Filoni, che nei giorni di pre-conclave arrivava in Vaticano alla guida di una piccola utilitaria, offrendo anche passaggi agli eminentissimi confratelli, rispecchia perfettamente il Bergoglio style dei primissimi giorni di pontificato soprattutto in tema di austerità e di vatican spending review.

“Hola, es Jorge, Jorge Beroglio”, il Papa chiama l’amico!

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“Qui a Buenos Aires era ora di pranzo, il mio telefonino è squillato e… “Holà, es Jorge, Jorge Bergoglio…”. Si può immaginare la sorpresa, l’emozione nel ricevere la telefonata del Papa”, a raccontare al settimanale “Fama” la chiamata di Papa Francesco in Argentina è Marcelo Figueroa, destinatario della chiamata e conduttore di Canal 21, emittente argentina di cui Bergoglio è editore: “Peraltro – ha fatto sapere – mi ha chiamato solo per chiedermi come stavo, solo per la nostra amicizia, ed è stato per me molto importante, anche perché ora che è Papa avrà certo molti impegni, e non mi aspettavo che riuscisse a trovare anche un solo minuto per sentire i suoi amici in Argentina. Un gesto davvero molto importante per me. Poi, mi ha detto: ricordo che abbiamo un programma in sospeso (una puntata della trasmissione Biblia, dialogo vigente, ndr) e non ti preoccupare: troveremo il modo per fare la puntata, nel prossimo futuro gireremo la puntata in sospeso”.
Diventare Papa sembra non aver cambiato Bergoglio “É sempre la stessa persona, lo stesso boy dalla voce brillante e calorosa, la stessa persona che era a Buenos Aires”, che presto potrebbe tornare ancora sugli schermi della sua tv: “Sì! Prima che lasciasse l’Argentina per Roma, avevamo programmato delle puntate della nostra trasmissione tv, che conducevamo insieme al rabbino capo Abraham Skorka, e lui ha detto che quando tornerà troveremo il modo per finirle, nel prossimo futuro. Magari l’ha detto solo per dire, ma è comunque bellissimo che si ricordi delle puntate in stand-by”.

Francesco conteso tra umiltà e politica!

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Dopo la scuola superiore, Jorge Mario Bergoglio avrebbe voluto studiare medicina. La madre sgombrò una stanzetta che veniva usata come ripostiglio e la trasformò in uno studio. Il diciannovenne Jorge, tornato a casa da scuola, si chiudeva là dentro con i suoi libri fino al tramonto. Un giorno però, la madre scoprì che i libri di chimica erano stati sostituiti dai testi sacri e dai trattati di teologia. Così chiese al figlio: “Che cos’è?”, “Medicine per l’anima” rispose lui. A raccontare questo episodio è Maria Elena Bergoglio, sorella minore del Pontefice.

Ma che carattere si cela dietro quell’uomo umile e modesto che abbiamo visto rifiutare sia le scarpe rosse che le stanze pontificie che furono dei suoi predecessori? “Jorge è un uomo politico con il fiuto per la politica – dice alla Rafael Velasco, un gesuita ed ex collaboratore di Bergoglio, oggi alla guida dell’Università Cattolica di Cordoba – Non finge l’umiltà, ma è parte di una sua grande capacità di capire intuitivamente le persone”.

Magdi Allam, lascia la Chiesa… Francesco non lo convince, troppo vicino all’Islam

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Magdi Allam, giornalista, politico e scrittore egiziano naturalizzato italiano (ma c’è anche chi ritiene che sia solo un agente dei servizi), lascia la Chiesa dopo che si era convertito al Cristianesimo.

Si tratta di “una scelta – spiega – maturata anche di fronte alla realtà di due Papi”, ma ciò che “più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa – specifica – è la legittimazione dell’Islam come vera religione di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto”. Allam, che anche per la campagna elettorale aveva utilizzato slogan contro la religione musulmana, si dice inoltre “convinto che l’Islam sia un’ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicosa al suo esterno” e ritiene che “l’Europa finirà per essere sottomessa all’islam, così come è già accaduto a partire dal Settimo secolo”, “se non avrà la lucidità e il coraggio di denunciare l’incompatibilità dell’islam con la nostra civilità e i diritti fondamentali della persona, se non metterà al bando il Corano per apologia dell’odio”.

Non solo: per l”ex’ convertito, “è una autentica follia suicida il fatto che Giovanni Paolo II si spinse fino a baciare il Corano il 14 maggio 1999, che Benedetto XVI pose la mano sul Corano pregando in direzione della Mecca all’interno della Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006, mentre Francesco I ha esordito esaltando i musulmani ‘che adorano Dio unico, vivente e misericordioso”. Tuttavia, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata “la Papalatria che ha infiammato l’euforia per Francesco I e ha rapidamente archiviato Benedetto XVI“, evidenzia.

Ma l’allontanamento di Magdi Cristiano è dovuto anche ad altri fattori. Ad esempio “il buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati – e soprattutto – i clandestini”. E lo dice nonostante anche lui rientri nella prima categoria, visto che è nato e cresciuto fino a vent’anno al Cairo, in Egitto. A supporto della tesi, cita anche il Vangelo: “io sono per l’accoglienza con regole e la prima regola è che in Italia dobbiamo innanzitutto garantire il bene degli italiani, applicando correttamente l’esortazione di gesù ‘ama il prossimo tuo come te stesso’”. E conclude: “Continuerò a credere nel Gesù che ho sempre amato e a identificarmi orgogliosamente con il cristianesimo come la civiltà che più di altre avvicina l’uomo al Dio che ha scelto di diventare uomo”.

La domenica delle Palme di Papa Francesco!

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Prima messa delle Palme per Papa Francesco: “Per favore non lasciatevi rubare la speranza, quella che ci dà Gesù”, ha detto nella sua omelia, parlando a braccio. Poco prima aveva detto che il “diavolo è pronto a inserirsi nei momenti di scoraggiamento”. Poi un pensiero ai giovani: “Guardo con gioia al prossimo luglio, a Rio de Janeiro. Vi do appuntamento in quella grande città del Brasile”. In Brasile si svolgerà la Giornata Mondiale della Gioventù.

Papi a confronto nell’unione dello Spirito Santo!

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“Siamo fratelli”: con queste parole Papa Francesco si è rivolto a Benedetto XVI durante l’incontro a Castelgandolfo. Lo ha raccontato padre Federico Lombardi, spiegando che, al momento dell’arrivo di Bergoglio, i due si sono scambiati un “abbraccio bellissimo”. Infine hanno pregato insieme: Benedetto XVI voleva che il Papa si sedesse sull’inginocchiatoio d’onore, ma il Papa ha voluto che si sedessero insieme sullo stesso banco.

Il colloquio privato tra il Papa e il Papa emerito è durato “tra i 40 e i 45 minuti” ha spiegato padre Federico Lombardi, sottolineando che si è trattato del primo incontro di persona, ma che il Papa “ha già rivolto molte volte il suo pensiero al Papa emerito”.

Lombardi ha quindi definito l’incontro, “un momento di altissima, profondissima comunione”. Il colloquio, ha detto, ha dato modo a Benedetto XVI di “rinnovare il suo atto di riverenza e obbedienza al suo successore” e a questi di rinnovargli la “gratitudine sua e di tutta la Chiesa per il ministero svolto da Papa Benedetto nel suo pontificato”. Ha anche ricordato che l’emerito ha già fatto atto di obbedienza al nuovo Papa.

Papa emerito vestito di bianco – Il papa emerito nell’incontro con il Papa, vestiva con la talare bianca. “il Papa emerito – ha detto padre Federico Lombardi – porta una semplice talare bianca, senza fascia e senza mantelletta: sono i due particolari che lo distinguono invece dall’abbigliamento di Papa Francesco, che ha anche una mantelletta e la fascia”.

Da Papa Francesco a Ratzinger in dono un’icona della “Madonna dell’umiltà” – Papa Francesco ha portato in dono al Papa emerito un’icona della “Madonna dell’umiltà”. “Dopo la preghiera che hanno fatto nella cappellina – ha detto padre Lombardi – sono passati nello studio ed è stato il momento del dono: papa Francesco ha portato all’emerito un’icona della Madonna, che si chiama dell’umiltà. Francesco ha detto di aver pensato a lei per tutti gli esempi di umiltà che ci ha dato nel corso del suo pontificato”.

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FRANCESCO E BENEDETTO… L’incontro storico fra i due PAPI!

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E venne il giorno in cui i due Papi si ritrovarono uno di fronte all’altro. Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, incontra oggi a Castel Gandolfo Joseph Ratzinger, Papa emerito e suo predecessore sul soglio pontificio col nome di Benedetto XVI, in un momento assolutamente inedito nella storia della Chiesa cattolica. Benedetto XVI accoglierà papa Francesco all’eliporto di Castelgandolfo, dove atterrerà intorno alle 12,10. Dopo un primo colloquio, Bergoglio e Ratzinger pranzeranno insieme. Parleranno di Vatileaks e probabilmente delle risultanze dell’inchiesta interna voluta da Ratzinger, che ne avrebbe consegnato il verbale di 300 pagine, redatto dai cardinali Julian Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi, solo al suo successore.

Il Vaticano ha previsto solo una minimale nota sull’incontro. Quello che si diranno Francesco e Benedetto, anche questa volta, resterà un loro segreto.

La svolta del Papa? Sì alle unioni civili… E’ una bufala!

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Unione civile sì, matrimonio gay no! Questa sembra essere l’ultima novità che viene dall’Argentina che smentisce in pieno l’idea di Jorge Mario Bergoglio omofobo e contrario ad ogni apertura verso gli omosessuali.

Il New York Times scrive: “In una situazione come quella dell’Argentina del 2010, in cui l’approvazione del matrimonio gay era ormai scontata, Papa Francesco ha cercato una sorta di compromesso fra i valori teorici della religione e le esigenze pratiche del popolo”.

Ma anche altre fonti affermano l’impegno di Bergoglio nei confronti di un riconoscimento delle coppie gay. Marcelo Marquez, sostenitore dei diritti dei gay, racconta di aver scritto una lettera a Bergoglio ancor prima della sua proclamazione a pontefice, avvenuta lo scorso 13 marzo, per parlargli dei problemi che vivevano ogni giorno gli omosessuali. La risposta del cardinale fu immediata: dopo un’ora gli telefonò dicendogli che credeva che i diritti degli omosessuali dovessero essere riconosciuti attraverso le unioni civili ma non con il matrimonio religioso.

Papa Francesco si piegherebbe quindi a un compromesso mantenendo l’integrità della dottrina, ma consentendo allo stato di mettere in atto il riconoscimento che fino a oggi manca per cui i gay possano avere alcuni diritti sociali riconosciuti tra cui la pensione del congiunto una volta che egli è deceduto insieme all’eredità.

Ma sempre dall’Argentina avviene la smentita. Miguel Woites, amico di papa Francesco e direttore dell’Agenzia di informazione cattolica dell’Argentina (Acia), ha contestato la notizia riportata dal New York Times. «Non è vero. È un errore completo», ha dichiarato. Ma la colpa, secondo il giornalista, sarebbe proprio della fonte: il biografo di Bergoglio, Sergio Rubini, che «non ha mai detto chi gli disse quelle cose e quando gli furono rivelate». Non è corretto, ha continuato il Woites, «scrivere una cosa del genere senza una sola prova».

La prova vi è invece per provare l’essatto contrario. Quanto in argentina si discuteva del matrimonio ai gay, l’allora cardinale chiese alle suore carmelitane di Buenos Aires di pregare perché «è in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori». Bergoglio parlò addirittura dell’«invidia del Demonio» che «cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra». E, sottolineando la confusione presente, concluse: «Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge, ma è una mossa del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio», confondendo «perfino persone di buona volontà».

Abusi su minore… condannato parroco a 9 anni!

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I giudici della Corte d’appello di Genova hanno confermato la condanna a 9 anni, sei mesi e 20 giorni di reclusione di carcere per Don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente accusato di violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina. E stata invece ridotta (da 5 anni a 4 anni e 8 mesi) la pena per l’ex seminarista Emanuele Alfano, che era accusato di induzione alla prostituzione minorile.

Arriva il fiore del Papa!

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Una nuova varieta’ di fiore dedicata a Papa Francesco. E’ un’iniziativa dei ricercatori dell’Istituto regionale per la floricoltura di Sanremo che hanno intitolato al Pontefice una varieta’ di ‘elleboro’. ”L’elleboro ‘Papa Francesco’ – spiegano – e’ un fiore forte e umile, delicato e pervasivo”. Anche questo fiore assieme a ruscus, garofani bianchi, rose candide, ginestre, mimose e lilium sara’ utilizzato per realizzare composizioni nella Basilica di San Pietro durante la veglia pasquale.

Il Papa, la povertà e Confindustria… declino prossimo venturo?

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Nel giorno che il Papa incontra gli ambasciatori e il mondo riceve “idealmente l’abbraccio del Papa” che pone l’attenzione sulla povertà e sulla necessità di lottare contro di essa, escono anche i dati di confindustria e l’allarme diventa proprio l’indigenza. La crisi dilaga, il governo stenta a costituirsi, le istituzioni sono fragili, il neoeletto Presidente del Senato urla nelle televisioni, la sua rabbia e appare come un dittatore che si sente contestato, facendo ancor di più emergere l’umana fragilità che male si adatta con una carica politica… in tutto questo la Chiesa cerca di nuovo la luce, persa nei meandri sotterranei della pedofilia, degli affari di stato e di una Curia troppo attenta al potere temporale per occuparsi di curare le anime. Povertà quindi al centro di una giornata in cui Cipro affonda sotto il secco “No” della Russia, Napolitano è chiamato a dare un incarico con molti dubbi e poche certezze e il disagio dei mezzi di trasporto fermi nelle principali città italiane. Una sottile linea rossa che indica lo strangolamento progressivo dei popoli, la chiusura mentale dei politici e una disattenzione ai temi sociali da parte dell’Ue. Benvenuti nella “primavera mondiale del declino prossimo venturo!”

 

“MI BUTTO!” UN UOMO SULLA CUPOLA DI SAN PIETRO!

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Un uomo minaccia il suicidio dal cupolone della basilica di Piazza San Pietro. Questa la notizia che sta facendo il giro di TV e Web, sarebbe un uomo albanese di 49 anni, ancora non si conoscono le motivazioni del gesto o le eventuali condizioni. Per il momento a Piazza San Pietro in Vaticano si sentono sirene e brusio, ma non si capisce bene dove quest’uomo sia, poiché tutte le videocamere e i fotografi presenti non riescono ad inquadrarlo.

Probabilmente è posizionato sul lato del cupolone che dà le spalle alla piazza principale. Stanno arrivando in Piazza San Pietro, davanti all’ingresso della Basilica le prime ambulanze ed auto della Polizia, per verificare quanto sta accadendo, di cui ancora non si ha alcun dettaglio o informazione, su eventuali feriti o sul gesto che l’uomo sembra stia minacciando sporgendosi fuori dal loggione della cupola di San Pietro.

Si vedono parecchie persone ferme sul loggione superiore della Basilica di San Pietro, ma non sembrano essere persone allarmate o impaurite. La situazione non è facilmente comprensibile, non si sa se per motivi di sicurezza tutti i turisti presenti sulla Cupola siano stati bloccati, oppure, se la minaccia di suicidio si stata fatta in un altro punto della Basilica, lontano da turisti e televisioni.

Aggiornamento: E’ durato pochi minuti lo show dell’uomo che voleva buttarsi. Ora che è sceso dalla cupola bisognerà accertare i motivi del gesto e capire cosa lo ha spinto a salire sul Cupolone!

La bibita killer!

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Le bibite  zuccherate a base di soda, le bevande sportive o energy drink e i succhi di frutta dolci sono responsabili ogni anno nel mondo della morte di 180.000 persone, 500 al giorno. A stimarlo è una ricerca presenta dall’Harvard School of Public Health di Boston alla conferenza annuale dell’American Heart Association dedicata alla nutrizione e alle malattie metaboliche. “Questa tipologia di prodotti consumati in tutto il mondo contribuiscono all’eccesso di peso, una delle cause dell’aumento del rischio di sviluppare patologie croniche come il diabete, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro”, spiegano i ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston.

Lo studio, esaminando precedenti ricerche, ha collegato l’assunzione di bevande zuccherate a 133.000 decessi per diabete, 44.000 per malattie cardiovascolari e 6.000 per le neoplasie. Il 78% di queste morti sono avvenute in Paesi dove la popolazione ha redditi medio-bassi, piuttosto che in quelli più ricchi. “La nostra ricerca – avvertono gli scienziati – mostra che negli Stati Uniti, circa 25.000 decessi nel 2010 sono collegati a questo tipo di bevande zuccherate”. L’American Heart Association raccomanda di consumare non più di 450 calorie a settimana provenienti dalle bevande zuccherate, sulla base però di una dieta di 2.000 calorie.

I ricercatori hanno calcolato i quantitativi di zucchero e dolcificanti assunti dalla popolazione mondiale grazie alle bibite. Raggruppando i risultati per età e sesso, ma anche effetti sull’obesità e il diabete, e decessi correlati. Ebbene su nove regioni del pianeta nel 2010 la zona America Latina-Caraibi ha registrato il maggior numero di morti per diabete (38.000) legato proprio al consumo di bevande zuccherate. Mentre l’Asia ha il maggior numero di decessi per patologie cardiovascolari (11.000). Tra i 15 Paesi più popolosi del mondo, il Messico ha il più alto consumo pro-capite di bevande zuccherate e il tasso più alto di decessi: 318 morti per milione di adulti legate all’assunzione di bevande dolci. Mentre il Giappone, uno dei Paesi con il più basso consumo pro-capite di bevande zuccherate del mondo, ha anche fatto registrare il più basso tasso di mortalità associato con il consumo di queste bibite: circa 10 decessi per milione di adulti.

Un problema quello delle bevande zuccherate che risulta dannoso soprattutto per i bambini. Fra i ragazzini che le consumano, le bibite di questo tipo sono la prima causa di un apporto calorico troppo alto. A dirlo uno studio della University of North Carolina di Chapel Hill pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine. Inoltre, il consumo di bibite come la soda dolcificata, i drink alla frutta e gli energy drink, e’ associato anche con un piu’ alto consumo di cibi poco sani. Gli scienziati hanno esaminato i dati provenienti dal 2003-2010 What We Eat in America e daiNational Health and Nutrition Examination Surveys: i ricercatori hanno esaminato campioni provenienti da 10.955 bambini fra i 2 e gli 8 anni. Le bibite zuccherate sono le principali cause del maggior apporto calorico fra i bambini di 1-5 anni e quelli fra 6 e 11 anni.
Negli Stati Uniti il consumo di bevande zuccherate è molto diffusa. E’ recente l’ultima notizia nel braccio di ferro fra autorità e produttori sul consumo di questi prodotti. Pochi giorni fa è stato infatti bloccato a poche ore dalla sua entrata in vigore, lo stop alla vendita di bibite ad alto contenuto zuccherino in contenitori più grandi di 16 once (poco meno di mezzo litro) nella città di New York. A deciderlo è stato il giudice della corte suprema a Manhattan Milton Tingling  Junior, che ha revocato il divieto voluto dal sindaco della città Michael Bloomberg. Il primo cittadino ha annunciato che presenterà ricorso.

La testimonianza del Papa per i suoi rapporti con al dittatura!

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E’ appurato che l’allora arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, incontrò il dittatore argentino Jorge Videla  e il capo della Marina Emilio Massera. La dichiarazione resa da Bergoglio davanti al Tribunale Federale per giudicare i crimini contro l’umanaità commessi dalla dittatura, fu allegata agli atti e servì come testimonianza per rafforzare l’accusa. In  tale deposizione dove Jorge Bergoglio chiarisce che incontrò il dittatore e il capo della Marina per chiedere la liberazione dei due frati gesuiti che erano stati  rapiti, Orlando Yorio e Francisco Jalics e grazie al suo intervento furono rilasciati alcune settimane dopo. L’interrogatorio è datato 10 novembre 2010 e dura quattro ore! La testimonianza inizia con “non ricordo chi mi telefonò per dire che i miei fratelli gesuiti erano stati presi dal regime, una persona del Barrio, che non ricordo”! Su un fatto così eclatante, Jorge non ricorda? Chiunque poteva chiamare Jorge Bergoglio che già ricopriva una carica importante all’interno della compagnia di Gesù? Chi avvisò che avevano preso i confratelli?

Le tradizioni di Papa Francesco… una giornalista gli regala il mate!

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Con un papa argentino poteva mai mancare il mate? Sarebbe come eleggere un papa napoletano che non prende caffé: una contraddizione. La foto della donna che glielo offre ha fatto il giro del mondo. Lei è nientedimeno che la nostra collaboratrice della redazione di Buenos Aires di Ciudad Nueva, la signora Virginia Bonard, in questo momento nostra corrispondente a Roma.

Colta di sopresa, come tutti noi, dall’elezione del cardinale di Buenos Aires, Virginia ha approfittato dell’udienza concessa ai giornalisti per avvicinarsi. Bergoglio l’ha subito riconosciuta, dato che la giornalista lavora in arcivescovato all’ufficio stampa e nella vicaria dei bambini, e l’ha subito chiamata sorpreso: “Virrrrginia!”
Si sono scambiati poche parole, colme di emozione e lei gli ha chiesto di non dimenticare i familiari delle vittime di Cromañon (nel 2004 durante un concerto rock, l’incendio di una sala ha provocato la morte di un centinaio di giovani, situazione che Bergoglio ha seguito molto attentamente), degli anziani, dei poveri, degli ammalati e dei bambini. Tutta commossa gli ha regalato il mate, composto da un contenitore che si ricava dalla scorza seccata di una zucca tipica dell’Argentina ed una cannuccia metallica bucherellata alla base, che serve per aspirare l’infusione di un erba amara (yerba mate) usata soprattutto nel Cono Sud (Argentina, Uruguay, sud del Brasile, Cile) come stimolante.
Un pò come a Napoli il caffé, il mate rappresenta un motivo di socializzazione. L’acqua deve essere ben bollente e si usa un unico contenitore e una unica cannuccia. Il calore dell’acqua impedisce la trasmissione dei batteri (bah, a me hanno sempre detto così, ma preferisco non farci troppo caso). La cerchia dei presenti riceverà a turno l’infusione per poi passarla di nuovo all’incaricato di distribuirla. Nel frattempo si fa colazione o merenda, si lavora avendo a fianco il termos con l’acqua e tutto il necessario che viene trasportato in contenitori di cuoio tipici da queste parti, o si fa una pausa, oppure quattro chiacchiere con gli amici dell’isolato, in casa o fuori, o mentre si passeggia o si viaggia in auto (facendo attenzione a passarlo al conducente al momento opportuno). I distributori di benzina hanno una macchina speciale che distribuisce acqua calda e mate di plastica da viaggio, tutto usa e getta. Oppure lo si prende tornando a casa dal lavoro e al posto della cena se il bilancio familiare non la consente, accompagnato da un pezzo di pane. Il mate è uno stimolante, anche abbastanza forte, attutisce sia la sensazione di stanchezza che… la fame.
Agli argentini piace una yerba più leggera, non cosí amara come in Uruguay (dove infatti si usa il sinonimo di prendere un “amargo”). In Paraguay, dove le temperature sono elevate tutto l’anno con poche eccezioni, il mate è diverso e si prende ben freddo, si chiama “tereré”, dissetante e rinfrescante. Nel resto dell’Argentina c’è chi ci aggiunge un po’ di zucchero o una scorza di arancia o di limone per dare più sapore. I puristi non ammettono eresie: pura yerba e ci vanno piano a mischiarla tutta all’acqua, per farla durare di più: magari un paio di litri di acqua senza che perda completamente il sapore.
Altre tradizioni dell’Argentina sono: il classico “asado” della domenica (la carne cotta alla brace) seguito dalla chiacchierata tra i commensali (la “sobremesa”), un compleanno (che qui si festeggia rigorosamente con amici e parenti), un caffé dopo essersi ritrovati magari per caso in strada. Tutto è motivo per rinsaldare rapporti e alla fine dei conti dirsi: restiamo amici e ricordiamoci sempre.
Santità, qui a Buenos Aires tutti la ricorderanno sempre. Speriamo proprio che le sia utile il regalo della nostra corrispondente. Viene dal cuore, come le sue parole di questi giorni.

Francesco telefona a Benedetto! Chiamata storica.

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Poco dopo le 17, Papa Francesco ha telefonato al Papa emerito Benedetto XVI per fargli i “più sentiti auguri” di buon onomastico nella festa di San Giuseppe e “manifestargli ancora la gratitudine sua e della Chiesa per il suo servizio”. Lo riferisce la sala stampa Vaticana. Nel colloquio “ampio e cordiale”, Ratzinger ha detto di seguire con intensa partecipazione gli eventi di questi giorni e di essere vicino al suo successore nella preghiera.

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