Santanchè: “Non staremo a pettinare le bambole fino alle sentenze”

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Lucia Annunziata, nel suo programma In Mezzora, ha ospitato oggi la deoutata berlusconiana Daniela Santanchè che non ha esistato a definire se stessa “una pitonessa”. La politica non ha mancato di ribadire: “Credo che movimento politico come il nostro deve rispondere ai suoi elettori. Avevamo un programma rivoluzionario. E il “niente Imu” sta diventando realtà” spiegando che “Il presidente del Senato dovrebbe essere un arbitro. Grasso prima era un magistrato, ed appartiene a quella casta e la difende. Perché non si può dire che ci sono dei magistrati incapaci?”, rimarcando, in seguito: “Posso dire che un giudice è un incapace e un cretino?”. Dopo l’attacco alla magistratura, l’appoggio all’immunità: “Sono d’accordo con i padri costituenti: sono favorevole all’immunità parlamentare”. Ma ha colto anche l’occasio per ricordare che la sua battaglia “è che non vengano alzate le tasse”.  E se parla di un Berlusconi “sereno e combattivo” dopo la sentenza, ricorda che “Vogliamo rimettere al centro del programma di governo la riforma della giustizia: anomalia vera sono le correnti della magistratura”. E prosegue: “Abbiamo bisogno di togliere lacci e lacciuoli che si sono messi tra gli elettori e il nostro presidente Berlusconi”. Riguardo al Popolo della Libertà, ha spiegato inoltre che “Oggi non c’è più il Pdl. Al massimo sarà una coalizione” mentre per quel che concerne il ritorno di Forza Italia ha sottolineato che”sarà un movimento all’americana” per il quale non vorrebbe”altro ruolo che quello del presidente Berlusconi” anche perchè “Noi siamo compatti, non ci dividiamo: siamo abituati a seguire il nostro leader carismatico che non ci ha mai tradito”. E dopo aver spiegato che “Dentro al Pdl degenerazioni partitiche” lo sguardo corre al futuro: “Spero che anche per Berlusconi ci sarà la giustizia giusta: in Italia purtroppo la giustizia non è uguale per Silvio Berlusconi”. La Santanchè ha quindi aggiunto: “Non staremo a pettinare le bambole fino alle sentenze” concludendo: “Al prossimo giro ci sarà ancora Silvio Berlusconi”

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Lara Comi e la moto da poliziotta… in miniatura!

comi-minimoto-tuttacronacaL’eurodeputata del Popolo della Libertà Lara  Comi si prepara al futuro… in sella a una moto della polizia! O, per essere esatti, a una minimoto. E’ stata lei stessa, con tanto di cappello in testa, a farsi immortalare su due ruote e poi a postare l’immagine su twitter aggiungendo: “Ecco la mia moto:-))) Scherzo!!!!”. Ma come ha fatto notare qualcuno, che ha commentato: “Ma perché dietro stanno tutti con la faccia contro il muro?”, non sembra che la trovata della Comi abbia ottenuto particolare attenzione.

Ancora avvolta nel mistero la scomparsa di due 16enni napoletani

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E’ avvolta nel mistero la scomparsa di una giovane coppia di fidanzatini, i sedicenni Anna Morino e Cosimo D’Avanzo, allontanatisi volontariamente dalle loro abitazioni il 25 giugno scorso. Il padre della ragazzina, Antonio, residente nel quartiere napoletano di Ponticelli, ha lanciato un appello fino ad ora caduto nel vuoto: “Torna a casa, siamo tutti in pensiero. Ti aspettiamo”. Per la coppia, che si frequenta da un anno, sono stati svariati gli appelli rimbalzati tra Facebook e la tv, grazie anche al programma Chi l’ha visto al quale è giunta una segnalazione, come racconta Antonio Morino: “Nel corso del programma una ragazza ha detto di averli visti in piazza Dante, a Napoli”. A seguire le indagini i carabinieri della compagnia di Poggioreale, che si sono concentrati anche sulla zona centrale della città partenopea, ma per ora sembrano non esserci sviluppi. Anche la zia di Cosimo, sempre sul social blu, ha lanciano un appello al nipote: “Non mi farò mai capace ti prego Mino torna, telefona, fai qualcosa che stiamo impazzendo non si può descrivere il dolore che stai causando ai tuoi genitori ……. torna torna”. Tutto inutile: da quando ha terminato gli esami di terza media, Anna ha fatto perdere le sue tracce e, con esse, si sono smarrite anche quelle del fidanzatino.

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Lo spot attraversa l’oceano… “Napoli e San Francisco unite per i diritti LGBT”

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Uno spot non parlato, quindi usufruibile a livello internazionale,  realizzato dall’ufficio stampa del Comune di Napoli, attraverso la web tv, è stato inviato al console italiano a San Francisco, Mauro Battocchi e sarà proiettato all’inizio della parata che aprirà oggi il Gay Pride. Una connessione tra il Campania Pride 2013 svoltosi a Napoli e l’appuntamento americano. Il sindaco de Magistris, l’assessore Tommasielli e alcuni partecipanti al Pride di Napoli hanno lanciato un messaggio: ‘Napoli e San Francisco unite per i diritti LGBT’.

Camminare a me non va, in bicicletta vo’ meglio….

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…È un mezzo meno faticoso.

– Margherita Hack –

Il botta-risposta tra i Muccino Bros. giunto al capolinea?

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Chi ha sfoderato per primo il coltello ha deciso di riporre le armi? Così sembrerebbe visto che Gabriele Muccino, la cui pagina Twitter ha goduto di fama in questi ultimi giorni per i suoi feroci attacchi alla sceneggiatrice Carla Vangelista che hanno coinvolto il fratello minore del regista ex “L’ultimo bacio” nonchè reduce dal flop (ma non chiamatelo così, visto che lui stesso ha dichiarato che ”Si può parlare di flop quando un film che è costato 120 milioni di dollari ne incassa poi solo 20, ma non è il caso nostro” aggiungendo che “’Quello che so sull’amore’ ha avuto dei costi molto più bassi, 20 milioni di dollari”. Certo, se consideriamo il sito Movieplayer i costi si aggirerebbero attorno ai 35 mln e difficilmente si potrebbe parlare di gran successo visti gli incassi…) “Quello che so sull’amore” ha cinguettato oggi: “Ragazzi mi cancello da twitter” spiegando che “Quest’arena non è il mio posto! Non serve a nulla è superficiale e sto meglio senza. Buon proseguimento”. C’è forse un problema di fondo in Italia? C’è chi cerca pubblicità  anche strumentalizzando i sentimenti? C’è forse chi preferisce l’arena virtuale sperando che arrivino gli spettatori, pronti ad applaudire, quando il gladiatore di turno ucciderà la vittima designata?  Peccato che in rete il combattimento non finisce sempre come ci si sarebbe aspettato…  Ma quel che può rassicurare Muccino Sr è l’attenzione che hanno rivolto nei suoi confronti. C’è anche chi ‘preoccupato’ ha lanciato un ironico appello che recita: “Un minuto di silenzio per @GabrieleMuccino. Anche lui ha preso la #mentanite”.

Perché dunque lasciare Twitter ora che c’era tanta attenzione sui social? Perché  Ma cosa ha portato a questo dietrofront proprio in chi fino a qualche giorno fa si era messo in luce grazie ai social, che ovviamente, trattandosi di un regista, raccolgono innumerevoli seguaci e le cui dichiarazioni, è certo, non cadranno nel nulla? Gabriele ha iniziato lamentando il silenzio del fratello con cui non parla da anni dopo un periodo idilliaco trascorso assieme sui set. Poi è passato all’attacco della collaboratice del fratello, la Vangelista, “rea”, secondo Gabriele, di averlo plagiato e, imperdonabile, di essersi spinta a denunciarlo per diffamazione. A questo punto, dopo qualche giorno di silenzio, la risposta di Muccino Jr: “Gabriele conosce benissimo i motivi del mio allontanamento, e sa che riguardano gravi episodi vissuti nella mia infanzia all’interno del nucleo familiare. Episodi di cui non parlo per decoro e per non nuocere alla mia famiglia” che ne ha approfittato anche per rinfrescare la memoria al fratello maggiore: “Pochi anni fu proprio lui (Gabriele) a tagliare i ponti con la mia famiglia, per costruirsi una vita serena con la moglie di allora. Fu proprio lui a dirmi che sarei dovuto ‘scappare da quella famiglia’. Ora sembra aver dimenticato. O forse preferisce non ricordare, perché quando il suo matrimonio naufragò, rinnegò tutto e mi comunicò che era stato ‘plagiato’ dalla ex moglie”. Ovviamente il “protettivo fratello maggiore” che tanto amore ha sbandierato verso il più giovane ha ribattuto con un laconico: “Non replicherò alle infamità deliranti nei confronti dei nostri anziani genitori rilasciate ad agenzia stampa da parte di mio fratello. Pena”. Ora forse siamo giunti alla fine con un ultimo saluto di Gabriele, a cui restano gli amici che si schierano con lui come Veronesi che gli ha dimostrato la sua solidarietà: “io ti capisco e sono con te. E’ una brutta storia questa e tu stai difendendo i tuoi sentimenti. Spero che Silvio si ravveda”. Forse il ravvedimento c’è stato… da parte di Gabriele?

Il Faraone è in crisi? Dubbi su El Shaarawy

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Non segna dal 24 febbraio. Non va in rete da quel fatidico derby. Sembrava in perenne ascesa e improvvisamente il ragazzo ha scoperto che, non è solo un luogo comune, ma dalle stelle alle stalle il passo è davvero breve. A 20 anni forse essere capocannoniere del campionato cadetto italiano non è una cosa per tutti. Non è un peso facile da sostenere. Soprattutto per gli occhi addosso e per l’esposizione mediatica. Tutto è andato bene, tutto era liscio fin quando il Milan non è cambiato e non ha costretto al cambiamento anche Stephan, ma forse lui non era pronto per quel salto… Lui è rimasto al suo schema classico: conversione da sinistra e destro a giro nell’angolo più lontano. Un’azione meccanica, istintiva, che il Milan pre-Balotelli gli agevolava, perché al centro del tridente schierava spesso Bojan o Boateng che aprivano spazi. 

Sinora lui è stato irremovibile: “Io resto al Milan, non si discute neanche”. E il Milan ne ha preso atto, in attesa del suo rientro in Italia. ma martedì è atteso da Galliani e allora i “giochi” forse potrebbero cambiare. il Milan ufficialmente non lo ha messo sul mercato, ma in qualche modo ne ha facilitato la partenza. Galliani non fa misteri, di incedibile c’è solo Balotelli, mentre per il Faraone ci sarà un faccia a faccia. Il manager rossonero ha dichiaro: “Sinora ho parlato solo con il suo agente.” Quasi a indicare che lo spettro di possibilità sarebbe ampio?  A cominciare dall’interessamento del Napoli, seguito dal feeling con il Manchester City. Ma è accaduto anche dell’altro. Ad esempio s’è fatto sotto anche l’Anzhi, con l’intenzione di soddisfare le esigenze economiche sia del club che del giocatore. Ma il dialogo è stato subito interrotto dall’indisponibilità di Stephan al trasferimento nel campionato russo. non sarà di certo il Milan a  rompere i rapporti con El Shaarawy, ma sicuramente cercherà una soluzione che possa davvero mettere tutti d’accordo, ma difficilmente tenere il Faraone in maglia rossonera.

Tour de France: tra cadute e bus bloccato, il traguardo lo taglia Kittel

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Marcel Kittel, velocista tedesco per Argos, ha conquistato la prima maglia gialla del Tour de France numero cento in una corsa, la Porto Vecchio-Bastia, dove non sono certo mancate le emozioni. Per il 25enne si tratta della dodicesima vittoria stagionale mentre dopo di lui sono arrivati, in volata, Kristoff e Van Poppel. Alberto Contador è invece arrivato al traguardo con due minuti di ritardo, poi neutralizzati, dopo una brutta caduta a 7 km dal traguardo in cui sono stati coinvolti anche Sagan, Cavendish, Hesjedal e Gilbert. E se la classifica finale è stata condizionata dal mischione a settemila metri dal traguardo, momenti di panico si sono avuti anche al traguardo dove un bus della Orica-GrenEdge è rimasto incastrato sotto la struttura della linea d’arrivo. Fino all’ultimo si è temuto per il regolare svolgimento della volata ma, fortunatamente, l’emergenza è stata risolta qualche minuto prima dell’arrivo in velocità dei ciclisti.

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Il dramma del maltempo: un uomo muore per i danni provocati dal vento

maltempo-palmacadutaVittima della punta di una palma egiziana trasportata per 7-8 metri da una violenta raffica di vento. E’ morto così il 58enne Claudio Anastasi, organizzatore di eventi musicali. La vittima, stando a quanto ricostruito dai carabinieri di Acireale che hanno raccolto il racconto di alcuni testimoni, è stata centrata alla testa dalla punta della palma trascinata dal vento mentre si trovava nella villa comunale di Acitrezza, frazione di Aci Castello, nel catanese, per aiutare gli organizzatori di una piccola fiera ‘Artigiano all’opera’, promossa dal Comune di Aci Castello e dalla Pro Loco. Anastasi è morto sul colpo mentre gli altri presenti sono rimasti illesi. La notizia è stata confermata dal sindaco di Aci Castello, l’ex parlamentare Udc Filippo Drago. Sull’accaduto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta, affidata alla sostituto Tasciotti, e ha disposto un’autopsia, mentre i carabinieri della compagnia di Acireale sono stati delegati per le indagini.

San Siro sold out… curiosità di vedere Bon Jovi senza Sambora?

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John Bon Jovi fa sold out a San Siro, ma su questo non c’erano grandi dubbi, mentre c’è molta curiosità di vedere la band come interpreterà alcuni brani storici senza Richie Sambora. L’alter ego di John Bon Jovi, non sarà sul palco dopo l’uscita (volontaria?) del chitarrista-playboy con quel grande problema di alcol che tuttavia era una presenza importante nella band. Su chi si accenderanno i riflettori quando non saranno sulla star indiscussa della serata? Chi è ora il numero 2?  Già nel 2011 Sambora era stato costretto a saltare alcuni show americani per una rehab, ma poi si era riunito al gruppo giusto in tempo per il varo a Zagabria del tour europeo. Stavolta invece, dall’aereo sono scesi solo Jon, il batterista Tico Torres e il tastierista David Bryan.

Jon sul caso ha tagliato corto: “Richie rientrerà nei Bon Jovi quando sarà in condizione di salire sul palco ogni sera”.

Ma Sambrora non ci sta: “Al momento non ho grosse difficoltà. Amo i fans e mi dispiace molto per loro. La mia opinione è che Jon voglia vedere se ce la fa a reggere da solo gli stadi. Faccia quel che crede ma la smetta di parlar male di me; sto bene e attualmente sono molto impegnato dalla mia azienda di moda Nikki Rich, tutto il resto è roba privata”.

Botte e risposte… ma stasera la vera risposta Jon Bon Jovi la dovrà al suo pubblico!  

Il parlamentare del M5S a cui non bastano 5000 euro al mese

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Alessio Tacconi sembra che abbia davvero superato il limite, almeno per i suoi colleghi di partito che oggi hanno affollato il suo profilo Facebook e lo hanno attaccato. Al centro del dibattito ci sarebbe una discussione iniziata dopo una sua dichiarazione. Secondo il parlamentare pentastellato, in odore di lasciare il MoVimento, la diaria da 5000 euro non sarebbe sufficiente per arrivare a fine mese. Il parlamentare infatti rivendica la sua cittadinanza svizzera e ha affermato che quella somma non gli è sufficiente per vivere.

Ecco i commenti che sono piovuti a raffica sul profilo Facebook di Alessio Tacconi:

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E ancora:

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E inoltre:

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E poi:

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Per concludere:

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Lo scandalo Datagate e i rapporti a rischio con l’Ue

Edward-SnowdenIl “Der Spiegel” afferma che la Nsa, l’agenzia di spionaggio americana, si sarebbe infiltrata nella rete dei computer europei, almeno stando ad alcuni file in possesso di Snowden, la talpa. Sempre la rivista tedesca spiega che prove si troverebbero in un documento, datato settembre 2010, dell’agenzia in cui con il temine “target” ci si riferisce all’Europa. Sarebbero passati circa 5 anni da quando dei disturbi nelle telefonate avrebbero permesso ai responsabili della sicurezza Ue di accorgersi che alcune delle comunicazioni del Justus Lipsius, il palazzo che ospita il Consiglio Ue e i Vertici dei leader europei e dove ogni delegazione europea dispone di spazi dedicati,, erano vittime di intercettazioni gestite da una delle aree schermate accanto al quartier generale della Nato, nella vicina Evere, dove la Nsa si era installata. Ma le ultime indiscrezioni sul Datagate non potevano certo passare inosservate e il vicepresidente vicario del Parlamento Ue, Gianni Pittella, ha dichiarato: “Sono allibito. Se lo spionaggio della Nsa sull’Europa rivelato dai documenti di Snowden venisse confermato, sarebbe inaccettabile”. Pittella, che si è anche consultato con il presidente Schulz, ha aggiunto che “verranno chieste immediate spiegazioni e che c’è il rischio che il rapporto tra Ue e Usa si incrini”. Nel frattempo, riferisce il presidente ecuadoriano Rafael Correa, Joe Bide, vicepresidente Usa, ha chiesto all’Ecuador di “rifiutare la richiesta di asilo” ricevendo come risposta che l’Ecuador “rispetta gli Stati Uniti ma prenderà una decisione in modo sovrano.” Aggiungendo: “Se e quando Snowden arriverà sul suolo ecuadoriano, gli Usa saranno i primi a cui chiederemo un’opinione perché come abbiamo fatto per Assange con l’Inghilterra, abbiamo ascoltato tutti, ma la decisione finale sarà nostra”.

E’ in arrivo una nuova crisi economica?

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Sembrava spazzata l’eurocrisi, ma c’è chi è pronto a giurare che invece siamo in una fase in cui si potrebbe ancora intensificare. Come è possibile? Analizzando i tassi d’interesse a livello globali ci si accorge che stanno lievitando e questo è l’effetto del ritiro, graduale, della liquidità della Fed. Quindi il costo del debito per molti paesi europei ancora in contrazione del Pil (come l’Italia) potrebbe risultare insostenibile. La Bce sta quindi pensando a “misure non convenzionali” da mettere in campo per evitare un nuovo crash della moneta unica che potrebbe risultare fatale per molti paesi dell’eurozona.

Mario Draghi avrebbe chiesto ai suoi collaboratori di fare una ricognizione a 360° per individuare quelle misure che, anche se non riuscissero a evitare una nuova crisi, quanto meno la potrebbero mitigare.

 

 

C’è un buco nero nei bilanci dei Comuni italiani? Mezzo miliardo.

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C’è un buco nero nei bilanci dei Comuni italiani! L’ammanco è dovuto da un calcolo del governo sull’Imu del 2012 un po’ troppo “generoso”. Ora quel peso si fa sentire e quel mezzo miliardo di euro andrà colmato. Ma come? Probabilmente con nuove tasse che già da quest’anno potrebbero arrivare sulle spalle dei cittadini sotto forma di un aumento delle addizionali comunali per  l’Irpef e di un ritocco della stessa Imu.

Il caso è stato sollevato dalla fondazione dell’Associazione dei Comuni, l’Ifel, che con uno studio sui dati del ministero dell’Economia ha rilevato che l’Imu era stata calcolata per un totale di 12 miliardi e 252 milioni di euro, ma in realtà si è arrestata a 11 miliardi e 703 milioni di euro. La differenza netta è di 549 milioni!

Una delle ragioni risiede nel calcolo virtuale degli immobili. Se è vero che i comuni hanno incassato l’Imu è anche vero che l’hanno dovuta pagare per gli immobili a loro intestati. Sono stati quasi 305 milioni di euro quelli che hanno subito un mero cambio di contabilità, ma che non sono stati veri e propri introiti.  Per il governo quei soldi sono comunque stati incassati dai Comuni. Ma come è possibile un errore così grossolano?

Poi però c’è un altro capito che pesa ben 244 milioni ed è finito sotto la voce «code di gettito atteso ma non ancora riscosso». Probabilmente questi soldi rientreranno solo in parte dai pagamenti ritardati, ma il resto resterà insoluto. Se anche in questa voce rientrassero coloro che hanno operato una vera e propria evasione fiscale, il Comune per rientrare in possesso di quelle somme impiegherebbe anni. Purtroppo nella maggiorparte dei casi però quelle somme appartengono a immobili che esistono solo per il catasto, i dati non aggiornati degli immobili italiani è elevatissimo e non tiene conto di abitazioni inagibili ( e quindi esenti) o in alcuni casi di case che neppure esistono più. A chi chiedere quindi l’Imu? Ai cittadini con una tassa per la tassa!!!

 

In migliaia alla parata: Campania Pride 2013 è un successo

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Migliaia di persone hanno sfilato nel centro storico di Napoli dove si è svolto il Campania Pride 2013. Accanto ai transessuali e lesbiche, anche tante famiglie con bambini che hanno mostrato il loro appoggio e hanno gridato a gran voce la parità nei diritti civili. In testa al corteo, oltre al sindaco della città Luigi de Magistris, c’erano anche un gruppo di famiglie aderenti all’associazione ‘Famiglie arcobaleno’, associazione dei genitori omosessuali.

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Sorvegliato speciale ucciso nel Salento

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Si chiamava Massimo Bianco, 41enne, sorvegliato speciale, la cui  scomparsa era stata denunciata due giorni fa dai familiari. L’uomo sarebbe prima stato ucciso con un colpo da arma da fuoco alla testa e, poi,  il corpo sarebbe stato dato alle fiamme. Il rinvenimento del cadavere è stato fatto nel pomeriggio dai carabinieri in un uliveto alla periferia di Martano.

Speronato e ucciso a Gioia Tauro

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Il 37enne  Arcangelo Pelaia, è stato probabilmente prima speronato, nelle strade di Gioia Tauro, mentre si trovava a bordo della sua Fiat Panda e poi dall’altra auto sono partiti diversi colpi che non hanno lasciato scampo all’uomo, già noto alle forze dell’ordine. Sul luogo dell’assassinio è giunto il procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo.

 

Auguri Presidente da parte di…

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Gli 88 anni del Presidente Giorgio Napolitano sono stati festeggiati con un concerto in piazza nel quartiere dove il Capo di Stato  ha vissuto a lungo prima di trasferirsi al Quirinale e dove ha ancora casa.

«Alle 18 in piazza della Madonna dei Monti, con il patrocinio del Comune di Roma e del I Municipio e di tutte le associazioni culturali, nel primo Rione di Roma, vogliamo celebrare i festeggiamenti per il compleanno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – spiega l’architetto Cesare Esposito, noto nella capitale per la scenografia del “Miracolo della Madonna della neve” -. Siamo grati per la illustre figura che ci dà fiducia per il futuro e ci unisce in questo momento difficile. Il suo patrimonio culturale umano è di esempio a tutto il mondo. Noi monticiani gli vogliamo bene e gli facciamo tanti auguri. Gli auguriamo la serenità e che questo concerto in suo onore unirà ancora noi tutti nella speranza. Abbiamo altresì allestito sulla piazza un manifesto celebrativo in suo onore, da me ideato. Tanti auguri Presidente da tutta Roma».

Massimo Bray, il ministro dei Beni culturali: «Buon compleanno al nostro presidente #GiorgioNapolitano, con tutta la mia stima e il mio affetto #AuguriPresidente».

Ignazio Marino, neo sindaco di Roma: «Questa mattina, alle 8, ho avuto un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fargli gli auguri di compleanno… Napolitano ha ricambiato facendomi gli auguri per la festa patronale di San Pietro e Paolo»

Vasco Errani: Il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha ricordato nel suo messaggio d’auguri “l’alto ruolo di garante delle istituzioni democratiche” e ha espresso “un sentimento di riconoscenza per la vicinanza particolare che il Quirinale ha riservato all’Emilia-Romagna e ai territori colpiti dal terremoto, nel corso dei mesi trascorsi dagli eventi del maggio 2012”.

Franco Epifani, segretario del Pd: «Caro Presidente, a nome di tutto il Partito democratico le giungano i più sinceri auguri in occasione del suo 88esimo compleanno. Le siamo grati per l’esempio che continua a rappresentare offrendo a tutti noi un insostituibile punto di riferimento e di difesa dei valori costituzionali del nostro Paese».

Renzi rompe gli indugi: il vincitore delle primarie guidi governo

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«La sfida più grande sarebbe certamente la posizione di premier e per questo diventa importante il partito. Chi vince le primarie aperte dovrebbe essere il candidato a guidare il Governo. Certo, non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l’Italia».

Lo ha detto Matteo Renzi in un’intervista a Frankfurter Allgemeine Zeitung, resa nota dal suo staff. Il sindaco di Firenze ha poi ribadito che potrebbe lasciare Firenze «solo per cambiare l’Italia».

Renzi auspica anche un ruolo forte dell’Italia quando il problema del deficit sarà superato: «un ruolo più forte della Francia, dove la crisi ancora peggiorerà… Finora la Germania per noi è ancora un modello, ma presto si andrà avanti insieme»

Il sindaco di Firenze è convinto che l’Italia debba sistemare il debito «non perchè lo chiede la Signora Merkel» ma «perchè obbligati a farlo di fronte agli italiani del futuro».

Inoltre Renzi torna anche sull’imprenditoria e afferma che gli imprenditori italiani «sono in grado di competere con i tedeschi» e «l’Italia rappresenta il Paese decisivo sul fronte delle sfide europee»

Il primo cittadino di Firenze  è convinto che la stessa Germania «ha interesse che l’Italia sia nel team dell’Ue» e che «fino ad oggi l’Italia era in stagnazione perchè i politici fungono da tappo»: uno dei primi passi da fare è la riforma della burocrazia« per la «quale da sindaco mi vergogno».

E conclude: «Enrico Letta è un amico, solido, abile, competente ed è un grande europeista. Tutto quello che fa è pragmatico e non rivoluzionario. E nella nostra situazione i piccoli passi non bastano».

Fermato ad Ancona l’attentatore della fabbrica Clementoni

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E’ stato notato da un agente delle volanti in servizio di perlustrazione, vicino all’asse attrezzato di Ancona, Ioan Dafinu Nini, l’operaio romeno di 43 anni, artefice del fallito attentato contro la fabbrica Clementoni a Recanati, dove lo stesso Nini aveva lavorato per alcuni mesi. L’uomo aveva ancora con sè il coltello a serramanico con il quale ieri mattina, aveva minacciato la maestra  Alessandra Amichetti per portarle via la Punto celeste con la quale si è poi allontanato. La vettura è stata ritrovata ad Ancona.

In stato di fermo il compagno di Silvia Caramazza

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La polizia l’ha trovato solo giovedì, il corpo della 39enne Silvia Caramazza, il cui cadavere era stato nascosta nel freezer della sua abitazione bolognese, in viale Aldini. Oggi, in Sardegna, è scattato il fermo per il suo compagno, il 34enne Giulio Caria. A trovare l’uomo, originario di Berchidda e sul cui capo pende un provvedimento di fermo della Procura di Bologna, i carabinieri del nucleo operativo di Olbia che l’hanno rintracciato nelle campagne di Padru, in provincia di Olbia. Il 34enne, che si era rifugiato nella sua terra d’origine, è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Famiglie a confronto: Obama e Mandela

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Barack Obama e la First Lady Michelle Obama hanno incontrato la famiglia di Nelson Mandela al Mandela Center for Memory di Johannesburg. All’incontro hanno partecipato anche le figlie dell’ex presidente del Sudafrica, Makaziwe Mandela e Zindzi Mandela Hlongwane, e alcuni nipoti. Il presidente americano, come rende noto la Casa Bianca, ha anche parlato al telefono con la moglie di Mandela, Graca Machel, ”che resta al fianco del marito in ospedale a Pretoria”. Al telefono il presidente degli usa ha espresso il suo ”appoggio in questo momento difficile”.

Saviano contro De Magistris… “il nulla di 2 anni di amministrazione”

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Non usa mezzi termini Roberto Saviano. Il suo è un attacco diretto al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Lo fa affidando la sua voce a La Repubblica, dove l’autore di Zero Zero Zero, intervistato dal quotidiano nazionale, afferma: È una «città che langue da tempo».

Poi aggiunge:

Lo stato di salute della città non lo valuto dalle mie brevi visite, ma da quello che leggo, da ciò che studio, dai feedback che ho da chi ci vive. La città langue da così tanto tempo che la tenacia di chi ci vive sembra essere l’unica vera forza che tiene ancora insieme tutto. Occorre rompere definitivamente con il passato. In questi giorni, forse conseguenza del sostanziale fallimento del processo relativo alla gestione dei rifiuti che lo ha coinvolto, Antonio Bassolino, secondo alcuni, avrebbe intenzione di ricandidarsi a sindaco della città. Se dopo solo due anni di amministrazione de Magistris si arriva anche solo a ipotizzare un’enormità del genere, credo che nessun commentatore, neanche il più prevenuto, potrebbe peggio descrivere il nulla di questi due anni di amministrazione.

E quando gli viene chiesto se teme una nuova guerra di camorra, Saviano risponde:

La guerra non ha mai avuto un armistizio definitivo. Solo brevi tregue. Fa meno notizia quando si ammazzano pochi a settimana e non decine come durante l’acme dello scontro tra scissionisti e Di Lauro. Il ritorno sul territorio di Marino Mckay lo avrebbe reso il sovrano che i “girati” attendevano. Senza dubbio.

Ma se Saviano non è tenero con l’attuale sindaco di Napoli, lo è ancor di meno con la passata amministrazione guidata da Antonio Bassolino:

«Occorre rompere definitivamente con il passato. In questi giorni, forse conseguenza del sostanziale fallimento del processo relativo alla gestione dei rifiuti che lo ha coinvolto, Antonio Bassolino, secondo alcuni, avrebbe intenzione di ricandidarsi a sindaco della città. Se dopo solo due anni di amministrazione de Magistris si arriva anche solo a ipotizzare un’enormità del genere, credo che nessun commentatore, neanche il più prevenuto, potrebbe peggio descrivere il nulla di questi due anni di amministrazione».

Ucciso un’ispettore del ministero dell’Interno egiziano nel Sinai

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Mohamed Hany, un ispettore del ministero dell’Intero egiziano è stato ucciso da un gruppo di uomini armati a Al Arish, nel Sinai del Nord. Lo riferiscono fonti della sicurezza, spiegando che il generale della polizia stava viaggiando a bordo della sua auto quando è stato assassinato.

Atti vandalici contro il consigliere che ha sollevato il caso Idem.

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E’ stato vittima di atti vandalici il consigliere comunale,  Pietro Vandini, del M5S che aveva sollevato il caso Idem, facendo emergere  i documenti sulla casa-palestra e sull’imu non pagata, che hanno portato alle dimissioni dell’ex ministro dello sport. Nella notte di giovedì, infatti, qualcuno ha tagliato le gomme della sua auto e venerdì mattina, Vandini,  si è recato in polizia per sporgere denuncia contro ignoti. Il consigliere non è la prima volta che cade vittima di questi atti vandalici, già mesi fa qualcuno gli aveva fatto trovare sull’automobile un biglietto con scritto a pennarello rosso: “Vandini infame, per te ci sono le lame”.

Terremoto a Taiwan… 5.4!

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Il sisma di magnitudo 5.4 è stato registrato alle 7.51 locali al largo della costa est dell’isola taiwanese di Formosa. Secondo i rilevamenti del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), il terremoto è avvenuto a 20,1 km di profondità ed epicentro 62 km ad est della città di Hualian. Non si sono registrati danni a cose o persone. Non c’è allerta tsunami.

 

Indagato un ex assessore di Cortina… diamanti in nero?

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Ha rassegnato ieri le sue dimissioni Luca Alfonsi presidente della delegazione dall’associazione dei commercianti di Cortina d’Ampezzo. La notizia è stata resa nota dal suo avvocato. Il noto gioielliere ed ex assessore Alfonsi è indagato, infatti, dalla Procura di Belluno con l’accusa di dichiarazione infedele, per non aver emesso la ricevuta nella vendita di quattro brillanti del valore di un milione di euro.

I diamanti, secondo quanto riportano i giornali locali, sono stati ceduti al senatore bresciano, Riccardo Conti del Pdl con un assegno non coperto. Quando Alfonsi avrebbe tentato di incassare quegli assegni senza riuscirci, la vendita sarebbe stata bloccata e il politico avrebbe manifestato l’intenzione di restituire i gioielli.

Quindi il suo legale parla di un’operazione fiscale complessa e il suo assistito è pronto a dare ogni spiegazione.

Ma tra le notizie sul caso, comparirebbe anche un bonifico bancario. Si potrebbe quindi ritenere che Alfonsi non riuscì effettivamente a incassare gli assegni scoperti, ma poi, in un secondo tempo potrebbe aver incassato un bonifico effettuato dallo stesso Conti. Ma queste sono solo supposizioni che devono trovare un corrispondente nelle indagini, quindi al momento il gioielliere ha preferito dimettersi dall’associazione dei commercianti e attende di poter dare spiegazioni in merito a quella vendita.

 

Tv con lo schermo curvo, da luglio anche in Europa

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E’ la Samsung a portarla in Europa a luglio, dopo averla ampiamente provata sul mercato coreano. La Lg che l’aveva lanciata qualche mese prima invece attenderà a esportare il suo prodotto nel vecchio continente. La curvatura dello schermo Oled, da 55 pollici di Samsung, dovrebbe migliorare l’esperienza visiva, ma il costo è ancora troppo elevato: 10 mila euro. Tra le sue caratteristiche la tv vanterà anche una tecnologia 3D attiva che consente la visione “dual view”, due programmi contemporaneamente,  tramite l’uso di occhiali 3D e la compatibilità con l’Evolution Kit, vale a dire la soluzione di Samsung per mantenere i propri televisori sempre aggiornati cambiando solo parte della componentistica elettronica, quindi un investimento anche sul futuro.

 

Comunione e liberazione dovrà pagare l’Ici

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Lo scontro è stato duro, ma alla fine ha vinto il comune di Milano: Comunione e Liberazione dovrà pagare l’Ici arretrata.

La contestazione era avvenuta nel 2007 quando sindaco di milano era Letizia Moratti. In quell’anno viene accertato che l’imposta comunale sugli immobili non è stata pagata dall’“Associazione Fraternità Comunione e Liberazione” sita in via Rombon. Proprio la sede storica della scuola “Fondazione Sacro Cuore Educazione e Istruzione Giovani” e dove nel 2005 è stata allestita la camera ardente per don Luigi Giussani, non aveva pagato l’imposta. L’anno dopo il caso di ripete per gli immobili di ia Porpora, dove c’è la “casa madre” dei ciellini. Due casi in cui si chiede di pagare la tassa comunale ai ciellini: per la prima sede viene chiesto l’adempimento per gli anni compresi tra tra il 2001 e il 2005 e nel secondo caso dal 2003 al 2006 per un totale di 65mila euro. Non è la somma al centro della battaglia, ma il gioco forza avviene sui principi. Inizia così la battaglia legale che vede il partito contrapposto al sindaco di centrodestra, proprio mentre alla regione c’è uno dei suoi esponenti di spicco: Roberto Formigoni. Ma nonostante le “amicizie”  la commissione tributaria provinciale quanto quella regionale respingono però i ricorsi della Fraternità, che gioca l’ultima carta impugnando gli avvisi comunali di accertamento davanti alla Suprema Corte.

Ora i giudici della VI sezione civile si sono pronunciati, respingendo tutti i ricorsi di Comunione e Liberazione, costretta così a pagare cinque anni di Ici per gli immobili di via Rombon.

Resta aperto il contenzioso tributario sull’imposta immobiliare chiesta ai ciellini per la sede di via Porpora, anche se l’indirizzo seguito dalla Cassazione appare ormai chiaro.

Il contenzioso sull’Ici tra Comunione e Liberazione e il Comune di Milano ripropone lo scontro sull’imposta agli edifici di culto che da tempo impegna tanto il governo quanto l’Unione Europea. Nonostante la crisi e le casse vuote l’Ici non viene applicata alla Chiesa…  ma almeno a Comunione e Liberazione verrà fatta pagare.

Ad Assen vince Rossi e Lorenzo è quinto

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Valentino Rossi vince al Gp di Assen. Lorenzo, in pista a sole 30 ore dall’operazione alla spalla, è arrivato in quinta posizione. Rossi ha preceduto Pedrosa e Marquez.  Per quanto riguarda sempre gli italiani, Mattia Pasini è 19esimo.

Escursionista muore precipitando dall’Alpe Pioda

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Un escursionista milanese e’ morto precipitando dall’Alpe Pioda (2mila metri), sulle alture della Valle Vigezzo, una delle laterali dell’Ossola. L’allarme, dato dalla moglie della vittima che ha assistito alla disgrazia, e’ scattato dopo mezzogiorno 12. Il soccorso alpino sta recuperando la salma con l’ausilio dell’elisoccorso del 118 di Torino.

La nuova moda è il party sottoterra… ma è vietato!

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New York e i suoi mille volti. Dopo aver sperimentato ogni tipo party, ora è trendy farlo sottoterra. Sono gli hipster appassionati di questo nuovo stile di party, coloro che rifiutano gli esclusivi club di Soho e del Meatpacking District. L’underground ha poi i suoi vantaggi: lontano dagli occhi dei cops, i partecipanti ai parti non di rado si denudano.

Dopo che il Gothamist ha pubblicato le immagini di una festa in una stazione abbandonata della metropolitana sulla Second Avenue, vicino a Canal Street, la polizia ha aperto un indagine. Come riporta la rete tv Abc, per accertare cosa esattamente hanno fatto le circa 200 persone radunate nella stazione costruita nel 1970 ma poi abbandonata per mancanza di fondi.

”E’ un reato grave, ora vietato al pubblico”, ha commentato la Metropolitan Transportation Authority. L’evento e’ stato organizzato da Jeff Stark e dalla sua azienda Nonsense NYC: dopo essersi dati appuntamento nella zona di Canal Street, nella parte meridionale di Manhattan, ora assai di moda, gli ospiti sono arrivati alla festa attraverso un ingresso di emergenza che sbucava nello spazio sotterraneo pieno di graffiti.

Ma in fondo a chi davano fastidio? Meglio una pistola in tasca, che un party nudi?

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Maltempo sul Gargano… la Puglia in ginocchio

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Ancora temporali e maltempo sul Gargano. L’estate 2013 non si è proprio vista sul promontorio italiano e i danni del maltempo hanno causato diversi disagi. I maggiori problemi sono stati registrati tra Foce Varano, Lido del Sole e San Menaio. Diverse squadre di vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia da ore stanno lavorando nelle zone interessata dal nubifragio. Smottamenti si sono registrati anche  lungo la strada che collega Lido del Sole a Rodi Garganico e sulla statale per San Menaio. Difficoltà alla circolazione anche sulla strada a scorrimento veloce del Gargano, dove si sono registrati numerosi allagamenti che stanno rallentando il transito degli automezzi. Il maltempo di questa stagione è un evento eccezionale, ma sicuramente è stato accentuato dal disboscamento e dalla scarsa manutenzione di cui è vittima questa zona d’Italia.

 

Ravetto querelerà Busi? Terremoto su “La guerra dei mondi”

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La parlamentare del Pdl, Laura Ravetto, ha abbandonato furiosa la trasmissione tv “La guerra dei monti” su Raitre, dopo essersi sentita offesa da Aldo Busi. Pippo Baudo ha provato a mediare Con la Ravetto, ma ogni tentativo è risultato vano… Ora la Ravetto ha minacciato di querelare lo scrittore.

Architettura spontanea al Gezi Park?

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I cittadini turchi che sono scesi in piazza contro la costruzione del centro commerciale a Gezi Park hanno anche portato una nuova ondata di creatività che è servita essenzialmente per erigere rifugi e strutture di protesta. Hanno usato il materiale trovato in strada e così hanno creato quella che potrebbe essere definita come architettura partecipativa e spontanea. a loro si è interessata  l’organizzazione no profit di architetti Herkes icin Mimarlik (Architettura per tutti), tanto da decidere di aprire un archivio su Tumblr che raccoglie fotografie e disegni di tutte le strutture temporanee costruite durante le manifestazioni.

“Le proteste a Istanbul – scrive l’organizzazione co-fondatore Yelta Kom sulla pagina Tumblr – indicano una cosa semplice per noi: abbiamo bisogno di nuovi paradigmi per definire l’architettura in queste situazioni in cui viene portata via dagli architetti e creata dalle persone”.

“Ciò che ci interessa – continua il team di Herkes icin Mimarlik– è anche il modo in cui queste strutture vengono accettate e diventano parte della comunità… Durante #occupygezipark l’architettura è diventata uno strumento di critica, una resistenza passiva. La creazione di una memoria collettiva è molto importante ora che il governo turco sta cercando di cancellare quello che è successo. Noi manteniamo il ricordo degli avvenimenti di piazza Taksim”.

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Operaio non ha rassicurazioni dall’avvocato e dà fuoco allo studio

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E’ successo a Milano, dove un operaio della ex Jugoslavia di 49 anni, V.X., si era rivolto a un legale nella speranza di poter recuperare un credito i 6-7 mila euro che vantava dal suo ex datore di lavoro. Quando l’avvocato gli ha prospettato delle difficoltà l’uomo non ci ha pensato due volte e ha cosparso di benzina lo studio del legale per poi appiccare il fuoco. L’avvocato è riuscito a fuggire e ha dato l’allarme. L’operaio poi si è presentato dai Carabinieri spiegando di aver ”fatto una sciocchezza”… è stato denunciato per danneggiamento a seguito d’incendio.

 

Omicidio Moro: gli artificieri sul luogo prima della telefonata delle Br

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Era il 9 maggio del 1978 quando il corpo di Aldo Moro fu ritrovato all’interno di una R4 rossa in via Caetani, Roma. I primi ad arrivare sul luogo, all’epoca, furoni gli antisabotatori, che non furono mai interrogati. A raccogliere la loro testimonianza è stato proprio uno di loro, Vitantonio Raso, autore del libro “La bomba Umana” in cui vengono forniti dettagli che cambiano la storia che noi tutti conosciamo. Assieme al suo collega, il Maresciallo Giovanni Circhetta, Raso anticipa infatti l’ora del ritrovamento dell’auto, e del cadavere al suo interno, a prima delle 11. Ma la telefonata fatta dalle Br per annunciare l’uccisione di Moro e dare indicazioni su dove trovare il corpo, risale alle 12.30.

Ma non è tutto: gli artificieri arrivarono per controllare che l’auto non si trattasse in realtà di una trappola esplosiva e fu lo stesso Raso ad entrare per primo nella R4 rinvenendo così il corpo di Moro, celato sotto la coperta. Cossiga, che nelle versioni conosciute sarebbe arrivato in via Caetani poco prima delle 14, giunse in realtà poco dopo il ritrovamento e non avrebbe reagito in alcun modo alla scoperta del ritrovamento. “Quando dissi a Cossiga, tremando, che in quella macchina c’era il cadavere di Aldo Moro, Cossiga e i suoi non mi apparvero nè depressi, nè sorpresi come se sapessero o fossero già a conoscenza di tutto”, dice Raso. “Ricordo bene che il sangue sulle ferite di Moro era fresco. Più fresco di quello che vidi sui corpi in Via Fani, dove giunsi mezz’ora dopo la sparatoria”. E’ invece Circhetta che rivela un altro dettaglio: sul sedile anteriore della vettura sarebbe stata rinvenuta una lettera, che lo stesso Maresciallo si chiede dove sia finita. Dopo 35 anni, quindi, Raso chiarisce la questione degli orari, che prima, nella stesura del libro, aveva lasciata indeterminata. Il ritrovamento avvenne dunque circa un’ora e mezza prima della telefonata delle Brigate Rosse e sia Francesco Cossiga che un certo numero di alti funzionari assistettero alla prima identificazione del corpo tempo prima rispetto alle riprese di Gbr, girate a cavallo delle 14. Questo significa che Cossiga giunse due volte sul luogo del ritrovamento e dove gli sportelli lateriali della R4 furono ripetutamente aperti. Raso presenta dunque una versione diversa rispetto quanto raccontato fin’ora: “Sono ben consapevole. La telefonata delle Br delle 12.13 fu assolutamente inutile. Moro era in via Caetani da almeno due ore quando questa arrivò. Chi doveva sapere, sapeva. Ne parlo oggi per la prima volta, dopo averne accennato nel libro, perchè spero sempre che le mie parole possano servire a fare un pò di luce su una vicenda che per me rappresenta ancora un forte shock. Con la quale ancora non so convivere”. Raso non è mai stato interrogato.

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Sconvolgenti rivelazioni sull’Orlandi: quanto è attendibile Accetti?

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Convocato ieri nuovamente a Piazzale Clodio, Marco Fassoni Accetti, il fotografo che ha raccontato di aver partecipato al sequestro Orlandi e di essere stato uno dei telefonisti  (la perizia fonica è in corso), ha raccontato i motivi che, secondo lui, avrebbero portato il gruppo che sequestrò la ragazza a non liberarla subito. Ci furono dei fatti «non preventivati» che fecero «precipitare la situazione». Doveva tornare presto a casa ma fu «trattenuta», con il risultato di trasformare un «finto sequestro» in un giallo infinito.

Interrogato per ore dal   procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo alla presenza dell’avvocatessa Maria Calisse, nel confronto di ieri il magistrato ha cercato di avere nomi “sicuri” di complici e avversari del gruppo. Un gruppo «formato da laici ed ecclesiastici, con il supporto di fiancheggiatori della Stasi» che lo stesso Accetti ha coinvolto nelle dichiarazioni di maggio scorso, quando sostenne che l’accordo firmato dallo Ior sul crack Ambrosiano nel 1984 fu dettato dal ricatto dei sequestratori.

«Io non faccio chiamate in correità – insiste il superteste – fornisco il contesto e numerosi riscontri». Un quadro dettagliato, questo è certo. Il «nucleo di controspionaggio» avrebbe rapito la Orlandi e Mirella Gregori (46 giorni prima) per compiere pressioni per conto di ecclesiastici «orientati in senso progressista». Due gli obiettivi: indurre Alì Agca a ritrattare le accuse ai bulgari di complicità nell’attentato al papa (in cambio di una sua futura liberazione) e colpire lo Ior di Marcinkus.

«Nostra controparte – specifica Accetti – erano persone legate all’avvocato Ortolani (poi condannato per il crak Ambrosiano) e altre vicine a Thomas Marcinkus». La guerra all’ombra del Vaticano, quindi, troverebbe nuovi spunti. Emanuela «doveva tornare a casa in 24 ore», ma ciò fu impedito «prima perché il 23 giugno non avevamo in mano la denuncia di scomparsa da produrre in fotocopia ad Agca». E questo trova riscontro: la famiglia fu invitata a non sporgere subito denuncia al Collegio romano, nella speranza di una «scappatella».

In un secondo momento – e siamo al 24-25 giugno – «perché ci arrivò voce che la commissione bilaterale tra Stato vaticano e italiano per esaminare la situazione dello Ior, fissata al 30 giugno, non sarebbe arrivata a un accordo». «E’ bene tenerle», sarebbe stato l’ordine impartito da non meglio precisati ambienti agli esecutori dei sequestri.

Poi avvennero due eventi deflagranti secondo Accetti: l’appello del 3 luglio di papa Wojtyla, che diede al caso rilievo planetario, e il rilancio delle accuse ai bulgari da parte di Agca, l’8 luglio, al grido di «Sono lo strumento del Kgb!».

Terrorismo,scandali finanziari e fazioni politiche in Vaticano che si sarebbero intrecciate con il destino delle due ragazza scomparse ai tempi della guerra fredda. Ora lo Ior, nelle cronache degli ultimi giorni, è ancora nella bufera, ma sulla verità dell’Orlandi e della Gregori ancora non si vede la luce a 30 anni dalla scomparsa.

 

34enne muore in fabbrica al suo ultimo giorno di lavoro

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Una storia ai limiti dell’assurdo che purtroppo invece è solo una tragica realtà quella di Denis Silvestrin, 34 anni, originario di Conegliano (Treviso), che ieri è rimasto schiacciato da una pressa nella fabbrica dove stava lavorando.
Denis era al suo ultimo giorno di lavoro, il suo contratto trimestrale sarebbe scaduto ieri, appena qualche ora dopo il tragico incidente, occorso poco dopo le 15. Denis lavorava  nell’azienda Sarom di via del Lavoro a Orsago, in un’impresa che produce forni in cemento, barbecue e caminetti. In quella fabbrica in cui lavora anche il fratello Gianluca, Denis ci stava bene tanto che aveva detto più volte ai suoi amici di essere davvero contento di quel lavoro, anche se era per pochi mesi. 
 Ieri però il tragico incidente quando è rimasto impigliato nella macchina senza aver alcuna possibilità di mettersi in salvo. I primi ad accorrere sono stati i colleghi che hanno lanciato l’allarme chiamando il 118 e i vigili del fuoco. Sul posto è arrivato anche l’elicottero, ma nulla ha potuto salvare Denis dalla morte.

La maglietta della tragedia… L’Isola del Giglio si indigna

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Ennesima caduta di stile ed ennesima speculazione sulla tragedia. Le polemiche sono scoppiate per una maglietta con la stampa che ritrae l’incidente della Costa Concordia. I cittadini gigliesi si sono immediatamente  indignati di fronte a quella T-shirt che ritrae la nave inclinata e spiaggiata davanti all’Isola del Giglio, un orrendo souvenir della tragedia. Il sito Giglionews ha riportato la furente condanna da parte dei cittadini dell’isola che sono insorti alla vista di quel gadgets davvero fuori luogo: «Non si discute la libertà di vendere ciò che si vuole quello che meraviglia ed infastidisce è la mancanza di rispetto nei confronti di chi in questa tragedia ha perso la vita o un proprio caro».

ma non è la prima volta che si cerca di speculare sulla Costa Concordia. Subito dopo la tragedia, infatti, circolò una cartolina che raffigurava l’immagine della nave. Dovette intervenire il sindaco a vietare la vendita richiamando il  principio del rispetto per le vittime. Ora arriva la maglietta e ancora una volta il primo cittadino  dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha telefonato al sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani, per metterlo al corrente della situazione e trovare il modo affinché quelle magliette siano ritirate dalla vendita.

 

Terremoto a Massa e Carrara… nuova paura in Toscana

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Altra scossa in Toscana, che si abbatte su una popolazione già provata. Il terremoto di magnitudine 3.4 è avvenuto alle 11 tra Massa e Carrara, nel distretto sismico,  localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV, delle Alpi Apuane.

Ma non è solo la Toscana interessata dallo sciame sismico, oggi è tornata a tremare anche l’Umbria.  La scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata nella zona di Fivizzano, uno dei centri dell’area della Garfagnana e della Lunigiana già colpiti dal sisma della scorsa settimana. La scossa è stata avvertita dalla popolazione e diverse persone che sono uscite dalle case. Si tratta della prima scossa che ha superato la magnitudo 3 da circa una settimana. Tutte le scosse dello sciame sismico si erano finora attestate poco sopra la magnitudo 2.

Il salto in lungo di Margherita Hack

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Ha sognato di volare per tutta la vita Margherita Hack e quando non era ancora una scienziata di fama internazionale, era già una campionessa sportiva di salto in alto. Era il 1941 quando a Firenze  vinse i «Littoriali» e l’anno dopo nel 1942, a Como, si riconferma campionessa nel salto in alto. Del suo passato da atleta la Hack ne ha parlato anche nella sua biografia dove scrive:

«I miei primi campionati universitari, che allorano si chiamavano Littoriali (…) “Qualcosa di inaspettato”. In quell’occasione vinsi sia nel salto in alto che nel salto in lungo e posso garantire che fu davvero una grande emozione vincere entrambe le gare a casa mia, con la gente che mi riconosceva per strada (…) L’anno successivo vinsi nel salto in alto i campionati universitari che si tennero a Como e arrivai terza, con la stessa misura della vincitrce, a quelli assoluti del ’42 a Bologna».

 

Ikea e i mobili per le case delle bambole… piccoli clienti crescono?

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Tempo di crisi e se i mobili non si vendono bisogna andare a cercare su mercati che possano aiutare i mobilifici a far quadrare i bilanci. Così l’Ikea, il colosso svedese, produrrà mobili per le case delle bambole. Dopo un’attenta ricerca che ha messo in luce come i bambini desiderino poter giocare con una casa delle bambole simile a quella in cui si trovano a vivere, l’Ikea ha deciso di aprire a questo mercato. In fondo l’arredamento svedese è molto diffuso nel mondo e soprattutto le bambine sembrano stanche di giocare con i mobili di stile classico che spesso si trovano nelle case delle bambole… lo ritengono un arredamento fuori moda e preferiscono il gusto moderno. Forse il mobilificio svedese avrà pensato che è anche meglio abituarli sin da piccoli ai mobili Ikea… piccoli clienti crescono?

Il “pericolo di pensare in modo mondano”, così il Papa

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Celebrata a San Pietro la messa durante la quale ha imposto il “pallio a 34 arcivescovi metropoliti, di cui tre italiani:  Carlo Roberto Redaelli, Lorenzo Ghizzoni e Giuseppe Petrocchi, rispettivamente arcivescovi di Gorizia, Ravenna-Cervia e de L’Aquila.

In tale occasione il Papa ha ricordato “Nella Chiesa  la varietà, che è una grande ricchezza, si fonde sempre nell’armonia dell’unità, come un grande mosaico in cui tutte le tessere concorrono a formare l’unico grande disegno di Dio. E questo deve spingere a superare sempre ogni conflitto che ferisce il corpo della Chiesa”.

Nessun riferimento di Papa Bergoglio sullo scandalo Ior, ma invece un chiaro riferimento a non cedere alla logica del potere umano: 

“Il ruolo, il servizio ecclesiale di Pietro ha il suo fondamento nella confessione di fede in Gesù il Figlio del Dio vivente, resa possibile da una grazia donata dall’alto”, ha ricordato ancora Papa Francesco, denunciando il “pericolo di pensare in modo mondano”.

E’ morta una stella! Addio a Margherita Hack

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Muore una stella! Margherita Hack è stata una donna che prima di tutto ha saputo portare in italiana la scienza. Parlarne con semplicità, avvicinare chiunque a quel mondo misterioso e “avventuroso” dell’astrofisica. Il padre, Roberto Hack, di religione protestante, e la madre, di fede cattolica, erano entrambi aderenti alla Società Teosofica Italiana.

Lei era famosa per la scienza, ma anche per il suo attivismo nel sociale e nella politica. Una donna che a 91 anni aveva la “freschezza mentale” di una ragazzina. Una curiosità e una voglia di scoprire che l’hanno portata a divenire la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. Eppure i suoi studi non erano stati regolari, non era neppure riuscita a sostenere gli esami di maturità a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale presso il Liceo Classico “Galileo” di Firenze. Però poi si era laureata in fisica nel 1945 con una votazione di 101/110 con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi, realizzata sempre a Firenze presso l’osservatorio di Arcetri. La Hack era membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.

La sua fede politica nella sinistra, la portò a candidarsi  alle elezioni regionali, nel 2005 in Lombardia e nel 2010 nel Lazio, mentre nel 2006 e alle ultime elezioni si candidò a quelle politiche.

Enorme lo sviluppo delle attività didattiche e di ricerca che Margherita Hack ha promosso all’università di Trieste, dove ha dato vita nel 1980 a un “Istituto di Astronomia” che è stato poi sostituito nel 1985 da un “Dipartimento di Astronomia”, che la scienziata ha diretto fino al 1990. Dal 1982 Margherita Hack ha inoltre curato una stretta collaborazione con la sezione astrofisica della ‘Scuola internazionale superiore di studi avanzati’ (Sissa).

Il trattato “Stellar Spettroscopy”, scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve(1897-1963) è considerato ancora oggi un testo fondamentale. Nel tempo Margherita Hack ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista “L’Astronomia” di cui è stata a lungo direttore. 

Una figura poliedrica e di grande rilievo in un’Italia che da anni non investe più nella ricerca e che in lei vedeva un faro per chiunque cercava, faticosamente, di avvicinarsi al mondo dell’astronomia.

La bufera sulla “salsiccia sessista”

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Una vera bufera si è abbattuta sull’iniziativa di una nota catena alimentare tedesca, Edeka, che ha lanciato la salsiccia “sessista”. Edeka ha infatti lanciato una salsiccia sessista che differenzia il contenuto calorico  e il gusto secondo il sesso dei consumatori. Secondo i media la salsiccia lancerebbe un messaggio  di “ottuso sessismo” che senza troppi sottintesi afferma come gli uomini possono aumentare di peso e godere del cibo, mentre le donne devono mantenersi magre. Le foto poi sulle confezioni hanno fatto il resto:  un uomo muscoloso a torso nudo su quella femminile, e una donna sensuale e magra su quella maschile.

Il ristorante monoposto: ad Amsterdam si mangia da soli

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Sempre più a misura di singles… questo sembra il nuovo mercato! Ecco quindi che ad Amsterdam arriva “Eenmaal” (che in olandese significa proprio “monoporzione”), il ristorante con tavoli da solo un cliente. Per il momento l’apertura è temporanea ed è prevista per questa sera, ma non è escluso  che ne seguiranno altre. La fondatrice  e designer Marina van Goor spiega:

“Qui si può cenare in piacevole solitudine, vogliamo contribuire a sfatare il tabù che mangiare da soli in un luogo pubblico sia qualcosa di negativo. Vogliamo rendere questa ‘esperienza’ più attraente e far sentire i clienti rilassati e a proprio agio”.

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Ultime dichiarazioni di Sollecito: il rapporto con Amanda

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Dopo il tentativo di mobilitare la rete a pagare le spese processuali, Raffaele Sollecito, tenta la strada delle interviste per raccontare ancora una volta la sua vicenda giudiziaria. In un intervista al Sun è il gossip (macabro?) raccontato dallo stesso Sollecito a prendere il sopravvento. L’imputato ricorda infatti il suo rapporto con Amanda e afferma:

“Incontrare Amanda è stato come essere colpiti da un fulmine. Il nostro rapporto era molto intenso. Noi dormivamo insieme e la nostra vita sessuale non era noiosa”.

Poi aggiunge:

“Abbiamo vissuto una cosa così enorme insieme ed è naturale rimanere amici e sostenersi a vicenda.”

Quanto al nuovo iter giudiziario che ora si sta aprendo sull’omicidio Kercher, Sollecito racconta:

“Ci si sente come in un film horror in cui continuano a fare sequel… L’accusa ha una teoria senza prove reali o fatti. E’ estremamente doloroso… Non dimenticherò mai Meredith. E’ stato terribile quello che è successo, ma io non sono responsabile della sua morte. Rudy Guede è in carcere per il suo omicidio e il suo DNA era in tutta la scena del crimine”.

Nella sua intervista c’è anche un riferimento al suo rapporto con la Knox e di come poteva evolvere, Sollecito afferma:

“E’ stato grande. Ero davvero, davvero felice. A causa di quello che è accaduto non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere che cosa sarebbe accaduto nel nostro rapporto”.

 

La tassa da 1 miliardo per le carceri piene

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Saranno gli italiani a pagare la maxi multa da 1 miliardo ai quasi 67 mila detenuti, per violazione dei diritti umani se la situazione nelle nostre carceri non verrà sistemata entro maggio 2014. L’ultimatum è arrivato dalla Corte di Strasburgo la quale richiama l’Italia sulle condizioni base delle carceri: una cella da almeno 4 metri,  sufficientemente illuminato e pulito; bisogna inoltre assicurare, tramite le attività sociali all’interno del carcere, che il detenuto passi un buon numero di ore fuori dalla cella.

 Cosa succede se il governo Letta non corre ai ripari?

Con una sentenza dell’8 gennaio 2013, la “sentenza Torreggiani“, la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia a pagare 100.000 euro di risarcimento a 7 detenuti che avevano fatto ricorso perché costretti a dormire in troppi in celle minuscole, nelle quali dovevano passare quasi 20 ore su 24 per mancanza di attività sociali nel carcere. Questa somma moltiplicata per tutta la popolazione carceraria è appunto di un miliardo di euro.

Ecco perché il Guardasigilli Anna Maria Cancellieri, auspica un colpo di spugna: una bella amnistia che riporterebbe in equilibrio le carcere italiane. Ma l’impunità quanto la pagherebbero gli italiani tra furti, rapine, omicidi, prostituzione, droga? Ogni decisione sarà sempre a carico dei cittadini?

 

Terremoto in Cilento… il risveglio con la paura!

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Una scossa di terremoto è stata avvertita lievemente dalla popolazione alle 7.16 di sabato mattina nel Cilento.
L’istituto nazionale di vulcanologia ha registrato una magnitudo di 3.3 con epicentro a San Mauro del Cilento (profondità 315 km). Tra i centri vicini alla scossa Castellabate ed Agropoli. Non ci sono al momento notizie di danni a persone o cose.

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