Federica Mogherini, il nuovo ministro degli Esteri che ama BellaCiao come ninna nanna

federica_mogherini_pd-tuttacronacaEmma Bonino esce dall’esecutivo e a occupare la carica di ministro degli Esteri arriva la deputata romana del Pd Federica Mogherini. Il neoministro, eletto per la prima volta alle politiche del 2008 e rieletto alle politiche 2013, è fra i più assidui alla Camera, dal marzo 2013 ha totalizzato il 98,20% delle presenze. Laureata a La Sapienza in Scienze Politiche con una tesi di filosofia politica sul rapporto tra religione e politica nell’Islam, si è iscritta nel 1996 alla Sinistra giovanile per entrare nel 2001 nel Consiglio Nazionale dei Ds, successivamente nella Direzione Nazionale e nel Comitato Politico. Due anni dopo ha iniziato a lavorare al Dipartimento Esteri dei Ds. In particolar modo la Mogherini ha seguito i dossier relativi all’Iraq, l’Afghanistan e il processo di pace in Medio Oriente. Ha tenuto le relazioni con il Partito Socialista Europeo, l’Internazionale Socialista, ed i partiti che ne fanno parte. Ha curato in particolare i rapporti con i Democratici americani. Ancora, la Mogherini ha fatto parte dell’esecutivo Pd dalla sua nascita all’aprile 2008 e quindi da febbraio a novembre dell’anno successivo. Il 24 febbraio del 2009, inoltre, è stata nominata Responsabile nazionale Pari Opportunità nella nuova segreteria dall’allora Segretario del Pd Franceschini. Matteo Renzi, il 9 novembre dello scorso anno, l’ha nominata membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, con il ruolo di responsabile per l’Europa. Ha un blog, BlogMog, dove scrive: “E poi, BellaCiao è la più bella ninna nanna del mondo”.

Le strane scelte di Renzi: Andrea Orlando, da Ambiente a Giustizia…

andrea-orlando-tuttacronacaDopo ore di attesa Matteo Renzi ha reso nota la nuova lista dei ministri, riconfermando alcuni già presenti nel governo Letta. Il rinnovamento, quindi, è riuscito solo parzialmente e qualche dubbio può suscitare, come ad esempio la conferma di Angelino Alfano a ministro degli Interni nonostante lo stesso Renzi, che oggi ha sciolto la riserva, l’avesse criticato in merito alla vicenda Kazaka. Nei giorni scorsi si era anche parlato del fatto che era possibile una riconferma di Andrea Orlando al Ministero dell’Ambiente. Oggi si è scoperto che non c’è stata la riconferma ma un cambio di poltrona: il ministro del Pd va infatti a sostituire Anna Maria Cancellieri alla Giustizia. E la cosa fa riflettere. Appena qualche giorno fa, il Fatto Quotidiano parlava infatti proprio dei motivi per non confermare il ministro a causa di alcuni fatti “che hanno generato una profonda delusione nel suo operato”. La lista comprendeva cinque punti di cui il primo:

1) L’articolo 4 del decreto legge “Destinazione Italia”, già approvato alla Camera dei Deputati e in attesa di conversione al Senato, prevede, con l’aiuto economico dello Stato italiano, la bonifica di siti contaminati senza una sanzione per le aziende che hanno inquinato. Giusto spegnere i fuochi, sbagliato non punire i piromani.   

Un ministro della Giustizia, com’è stato nominato ora, che già una volta ha chiuso un occhio su chi inquina? Ma non è stato l’unico fatto che ha generato polemiche o, quantomeno, perplessità. Questi gli altri ricordati dal quotidiano:

2) Nonostante gli sforzi, Andrea Orlando ha perso in Europa un braccio di ferro decisivo con la Germania. La Merkel ha ottenuto il rinvio di 3 anni del tetto che prevedeva la limitazione dal 2020 a 95 grammi per km delle emissioni di Co2 immesse nell’atmosfera dalle auto di nuova immatricolazione. Un provvedimento atteso dai polmoni dei cittadini della Pianura Padana (l’area più inquinata d’Europa) e auspicato dalla stessa Fiat che questi target, per ragioni strutturali, li può raggiungere più facilmente rispetto ai concorrenti tedeschi.

3) Assieme al Ministro Flavio Zanonato è il responsabile del fallimento dell’industria verde in Italia, quella che produce energia pulita attraverso le rinnovabili. Per esempio, la potenza installata dell’industria eolica nel 2013 è crollata del 65% rispetto all’anno prima (fonte Anev).

4) Ha perso l’occasione ‘storica’ di impegnare le Regioni del Nord su più incisivi provvedimenti sulla qualità dell’aria. Il piano della Regione Lombardia ne è un esempio: l’esenzione del bollo per chi compra un’auto nuova è poco efficace per il raggiungimento degli ambiziosi target prefissati. Il Ministro avrebbe potuto mettere sul tavolo della trattativa con le Regioni del Nord la ricezione della direttiva Eurovignetteche prevede un sistema di tassazione progressiva degli automezzi per ridurre smog e traffico. Solo tassando i camion, infatti, le grandi industrie sceglierebbero di far viaggiare le merci che producono sulle rotaie dei treni.

5) Andrea Orlando non ha prodotto nulla di nuovo, eppure qualche idea gli era stata suggerita. Perché, per esempio non ha promosso la rimozione dell’amianto dagli immobili con la possibilità di impiantare, al loro posto, pannelli fotovoltaici detraendo del 50% i costi sostenuti? Sostituire il vecchio con il nuovo. Appunto…

A quanto pare il rottamatore vuole dare una nuova opportunità… e per il nostro stesso bene non resta che augurare ad Orlando buon lavoro!

I medici non somministrano Stamina: “a tutela della nostra dignità”

Spedali_Civili-tuttacronacaNegli Spedali Civili di Brescia, nonostante il via libera alla somministrazione del metodo Stamina, le infusioni sono praticamente sospese. Sono nove i medici appartenenti al gruppo Internal Audit Stamina che hanno fatto un passo indietro “a tutela della nostra dignità personale” scrivendo al commissario Ezio Belleri e chiedendo “eventualmente di procedere ai trattamente Stamina su formale disposizione del legale rappresentante per ogni singolo caso ordinato dai giudici”. La risposta di Belleri non si è fatta attendere e il commissiaro ha detto che “provvederà a comunicare gli ordini dei giudici personalmente a ciascun operatore, rimettendo agli stessi di decidere, in scienza e coscienza, e sotto la propria responsabilità professionale, se procedere o meno all’effettuazione del trattamento. In caso di rifiuto, i pazienti interessati e i giudici che hanno emesso l’ordine verranno tempestivamente informati del fatto che l’azienda si trova nella impossibilità di proseguire i trattamenti in corso e di avviarne di nuovi”. A questo punto la somministrazione di Stamina a Brescia è in fase di stallo, e ci sono pochissime probabilità che possa riprendere.

Stamina: otto avvisi di garanzia a medici e manager. Vannoni indagato

stamina-tuttacronacaStando a quanto riporta La Repubblica, sarebbero in arrivo otto nuovi avvisi di garanzia nei confronti di medici degli Spedali Civili di Brescia e manager della Regione Lombardia che hanno facilitato l’ingresso nella struttura pubblica del metodo Stamina di Davide Vannoni. Il quotidiano riporta anche la denuncia al presidente di Stamina per esercizio abusivo della professione, e violazione della privacy, presentata a i Nas di Torino da Paola Neri Grazia, la mamma di Nicole, dopo la diffusione di un video della piccola su Youtube. Al vaglio della Procura di Torino ci sarebbero le posizioni di “Marcello Villanova, fisioterapista presso l’ospedale privato Nigrisoli (120 posti letto), autore di un paio di pubblicazioni sulla Sma”. E “Immacolata Florio, la pediatra che ha parlato della salute di alcuni bambini malati. Quindi Luca Merlino, dirigente della Regione Lombardia, tra i primi pazienti trattati da Stamina. E poi alcuni dirigenti medici degli Spedali Riuniti, Ermanna Derelli, direttrice sanitaria, Arnalda Lanfranchi, responsabile laboratorio, Carmen Terraroli, responsabile segreteria scientifica comitato etico, Gabriele Tomasoni, responsabile anestesia rianimazione, Fulvio Porta, oncologo pediatra”.

La fontana di Milano tinta di rosso sangue

fontana-colorata-milano-tuttacronacaGiornata calda oggi a Milano, dove ha avuto luogo la manifestazione degli studenti per il diritto allo studio. Ma se davanti al Pirellone si sono avuti scontri tra i manifestnati e le forze dell’ordine con tanto di lancio di vernice, i colori hanno fatto la loro apparizione anche a largo Cairoli. Qui, nella fontana, gli studenti hanno versato della vernice rossa contro “il dissanguamento della scuola pubblica”. I giovani sono scesi in piazza contro i tagli alla scuola pubblica.

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Scontri a Milano tra studenti e polizia

scontri-milano-tuttacronacaScontri tra studenti e polizia a Milano, dove il bilancio è di quattro agenti medicati in ospedale, come dice la questura, e sei ragazzi contusi, come rispondono i manifestanti. La tensione è esplosa davanti alla sede del Consiglio regionale,  dove gli studenti sono giunti dopo aver attraversato le vie del centro. Il culmine di un corteo di protesta per il diritto allo studio si è avuto davanti al Pirellone, in piazza Duca d’Aosta, protetto da un cordone di polizia. Qui è partito un lancio di uova e bottiglie piene di vernice, con i giovani che hanno provato a forzare il blocco delle forze dell’ordine protetti dai libri-scudo di gommapiuma e che sono ripartiti in corteo dopo due cariche delle forze dell’ordine. Dopo aver ripercorso  via Vittor Pisani ed essersi diretti verso Porta Venezia, hanno bloccato al loro passaggio le vie del centro. Qui, in circa 300, hanno gridato slogan (“né Maroni né forconi” e “Maroni e forconi tutti fuori dai c…”) e inscenato un sit in al centro della carreggiata, mandando in tilt il traffico già messo a dura prova in mattinata dallo sciopero dei mezzi pubblici. Ma anche il Pirellone è stato coinvolto nella protesta. Qui, come spiega Repubblica, quattro studenti dell’associazione ‘Non uno di meno’ e due insegnanti, che si trovavano all’interno del palazzo con regolare autorizzazione, hanno interrotto i lavori del Consiglio regionale urlando dalla tribuna del pubblico all’indirizzo dei consiglieri. Come all’esterno del palazzo, anche all’interno, la protesta era contro “i soldi alle scuole private e i tagli alla scuola pubblica”. La seduta è stata sospesa. I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato i loro banchi in segno di solidarietà.

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La Lega, il Pdl e i rimborsi “facili” in Lombardia: 500mila euro per danni erariali

pirellone-rimborsi-tuttacronacaLa Procura della Corte dei Conti della Regione Lombardia contesta ai consiglieri regionali già appartenenti al Popolo della Liberta (Pdl) e alla Lega Lombarda un danno erariale di 500.000 euro, che si aggiungono al pregiudizio di oltre un milione di euro già contestato nei mesi scorsi per i rimborsi ‘facili’. Tali rimborsi sono riconducibili al periodo 2008-2011 e alla prima parte del 2012 e riguardano spese, effettuate tramite i gruppi, definite “del tutto estranee al mandato consiliare e spesso palesemente attinenti interessi personali del singolo consigliere”. Spiega una nota: “Le indagini coordinate e dirette dal procuratore regionale Antonio Caruso e dai sostituti Adriano Gribaudo e Luigi D’Angelo ed effettuate dalla Guardia di Finanza di Milano, hanno consentito, anche per effetto della stretta collaborazione attuata con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, l’accertamento di un danno erariale connesso all’illecita gestione dei fondi posti a disposizione dei gruppi consiliari regionali dalla Regione Lombardia ai sensi delle leggi regionali n. 17 del 7 maggio 1992 e n. 34 del 27 ottobre 1972”. Ma le contestazioni per danno erariale non colpiscono solo i singoli consiglieri regionali beneficiari dei rimborsi: tra i destinatari, infatti, vi sono anche i presidenti dei gruppi consiliari interessati cui è affidato il compito e la responsabilità di gestire i fondi attribuiti ai gruppi. La Procura regionale ha concluso una prima parte dell’attività con l’emissione degli inviti e nel frattempo proseguono le indagini su altri 65 consiglieri, di cui 37 riconducibili ai gruppi Pdl e Lega Nord e 28 ai gruppi consiliari di opposizione del periodo 2008-2012. Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo dichiara: “Le contestazioni della Corte dei Conti riguardano fatti relativi al passato, alla ottava e alla nona legislatura. Si tratta del risvolto contabile degli stessi fatti già oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica. Nessun fatto contestato riguarda l’attuale Consiglio regionale, né eventi avvenuti nella attuale decima legislatura”. “Questo Consiglio regionale – prosegue la nota di Cattaneo – invece a luglio del 2013 ha approvato una legge che ha fortemente ridotto indennità e costi della politica, introdotto regole ferree, ridotto i fondi a disposizione dei gruppi di oltre l’80% e varato norme restrittive e rigide per quanto riguarda i criteri che autorizzano tali spese”.

Il sito della Regione Lombardia sotto attacco hacker

hacker-tuttacronacaE’ il Pirellone a rendere noto, attraverso un comunicato ufficiale, che il sito della Regione Lombardia è vittima di un attacco di pirati informatici: “Da qualche ora il sito http://www.regione.lombardia.it è sotto attacco da parte degli hacker”. E la nota prosegue: “I tecnici regionali sono al lavoro per ripristinare al più presto il servizio, soprattutto per i cittadini che vogliono informarsi sui referendum sulla fusione di alcuni Comuni previsti per domenica”. L’annuncio è stato dato anche via Twitter. lombardia-hacker-tuttacronaca

Tosi pronto a diventare l’erede di Berlusconi?

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Flavio Tosi vorrebbe guidare il centrodestra nel dopo-Berlusconi: “Anche nel Pdl ci vuole un ricambio generazionale come è stato nel Pd: ecco perché io mi candido alla guida del centrodestra”. L’annuncio lo ha fatto a Zapping 2.0 su Rai Radio Uno “Si facciano le primarie – ha proseguito l’esponente leghista che sembra quindi già dare per scontato che nel Pdl si debba presto aprire una pagina post-berlusconiana – perché la gente è stufa di scelte cadute dall’alto e poi si vada a votare. Ma con una nuova legge elettorale che consenta di vincere e governare”.

E per questa sua candidatura, il sindaco di Verona ha già avuto il placet del leader del suo partito, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “Ne ho parlato con Maroni – ha detto Tosi – e anche lui è d’accordo che sia giusto far scegliere ai cittadini e che ci vuole un ricambio generazionale. Che sia Letta o Renzi il candidato del Pd, io sono pronto alla sfida”. Anche perché, prosegue il leghista, “la mia credibilità deriva da 6 anni di attività di sindaco in cui ho dimostrato di saper fare oltre che di saper dire”.

Una jam session per Jannacci

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Avrebbe compiuto 78 anni il 3 giugno Enzo Jannacci, mancato il 29 marzo di quest’anno. Per festaggiarlo, un gruppo di amici si è riunito e, con il figlio del cantante, Paolo, al pianoforte, hanno improvvisato una jam session a Palazzo Lombardia, sede della Regione. Roberto Maroni ha commentato l’evento in Twitter: “Abbiamo suonato qui al 39esimo piano per essere più vicini a dove si trova Enzo adesso”. Alle 20 e 13 un tweet di Roberto Maroni spiega così il senso di quella «jam session» improvvisata a Palazzo Lombardia, sede della Regione. Tra gli altri, presenti anche Paolo Rossi, Franco Cerri, Teo Teocoli, Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni e Massimo Boldi. Il pubblico ha pottuo seguire l’evento su un monitor al piano terra, seguendo così anche la calata di Maroni nei panni di musicista mentre duetta un pezzo blues con Paolo Jannacci. Il preferito del politico, però, resta El purtava i scarp de tennis. “È profondo, perchè ci ricorda quanto sia importante stare con i piedi per terra – ha detto il governatore – Quanto si debba stare attenti a non lasciarsi affascinare dalle sirene del potere, ma rimanere sempre in mezzo alla gente, per lavorare e cercare di risolvere i problemi concreti”. Tra le tante testimonianze di affetto, Paolo Rossi ha definito il cantante “Uno dei miei maestri”: “Ne ho avuti tanti – ha sottolineato – ma solo Enzo mi ha insegnato a trovare le idee per strada”. Commosso il grande jazzista Franco Cerri: “Enzo era nato per fare il musicista, insieme ne abbiamo fatte di tutti i colori. E soprattutto ci siamo fatti tante bellissime risate”.

I 440 mila euro che Pdl e Lega Nord devono ai lombardi

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I conti sono stati fatti ora che l’inchiesta si è chiusa. Sono sette i consiglieri lombardi del Pdl e della Lega Nord che devono restituire somme pari a 440mila euro percepite indebitamente tra 2008 e il 2011.

Questo l’elenco dei primi sette consiglieri, tra cui c’è anche Nicole Minetti:

1° Rinaldin (Pdl) € 122.074,83 da restituire al Pirellone
2° Colucci (Pdl) € 82.532,42
4° Cecchetti (Lega) € 59.147,47
5° Ruffunelli (Lega) € 53.332,97
6° Toscani (Lega) € 32.407,33
7° Minetti (Pdl) € 27.750,36

Il Corriere della Sera scrive:

All’ex capogruppo leghista Stefano Galli (62.628,82 euro di rimborsi), che di fatto si «autoliquidato» le spese e come tutti i capigruppo risponde in parte anche di quelle pagate ai consiglieri del suo partito, vengono contestate, tra l’altro, notti in albergo per 7.000 euro ma soprattutto i 6.180 euro fatti sborsare dalla Regione per il banchetto da 103 coperti del matrimonio di sua figlia. A Luciana Maria Ruffinelli (Lega, 53.332,97) viene chiesto di restituire i soldi tirati fuori dall’erario per un pc, un videoproiettore, un happy hour al bar, carta da regalo, salumi, musei, fiori, cristalleria, antiquariato, segheria-carpenteria, frutta e prodotti per serra. Fabrizio Cecchetti (Lega, 59.147,47) deve chiarire i fondi spesi per «un numero spropositato e poco comprensibile» di bollette telefoniche. Pierluigi Toscani (Lega) dovrà spiegare perché per ottenere 32.407,33 euro abbia usato scontrini di caffè, piadine, panini, gratta e vinci, biglietti della lotteria, oltre che della spesa per casa (71,90 euro) e per uno degli «acquisti più stravaganti»: cartucce per fucile da caccia pagate 752 euro. Nel Pdl gli inviti a dedurre hanno raggiunto Alessandro Colucci, 82.532,42 euro usati, oltre che per i soliti taxi e ristoranti, anche per una videocamera accessoriata. Stesso discorso per Gianluca Rinaldin (122.074,83), che ha acquistato telefonini e fotocamera, e Nicole Minetti (27.750,36) che, cliente fedele di taxi e ristoranti, in nota spese ha messo perfino il libro «Mignottocrazia».

Ma se il danno pecuniario è rilevante, quello che invece è eclatante è la “disinvoltura” con la quale i consiglieri regionali spendevano i soldi dell’erario. Al di là dell’etica e della rottura del “patto sociale” siamo di fronte a un’amministrazione che danneggia fortemente i cittadini con uno stile di vita, pagato dai contribuenti, che rivela lo squallore più profondo… dalla scelta dei libri acquistati, ai prodotti per la serra, dalla carta da regalo alle cartucce per i fucili. Il danno finanziario, il danno etico, ma soprattutto una Regione che avrebbe avuto bisogno di grandi riforme e interventi per le piccole e medie imprese che invece sono state abbandonate a loro stesse. La cattiva amministrazione forse è il peggior danno che i lombardi pagano e pagheranno sulla loro pelle  nei prossimi anni… ma per questo non c’è una pena che possa essere commisurata a questo danno.

La casa da 3 mln della Minetti in via della spiga a Milano. Pagata da chi?

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Forse dovremmo far fare il presidente della Repubblica a Nicole Minetti che a soli 28 anni ha “risparmiato” 3 milioni di euro che le sono serviti per comprare una casa a Milano a via della Spiga. L’informazione è stata rivelata da un commesso di un negozio che si trova proprio di fronte al palazzo “Abita qui da tempo. S’è comprata casa, pare per tre milioni di euro”. Non male per una ragazza che ora si trova anche disoccupata dopo che ha perso il posto in Regione. Ma chi l’ha pagata? Berlusconi o gli italiani hanno pagato quella casa? Anche se l’avesse pagata Berlusconi… sarebbe stato con i soldi degli italiani! Ammettendo pure che 3 milioni sembrano esagerati, ma sicuramente quale è il giovane italiano che oggi può comprarsi anche solo un appartamento di due stanze? La crisi avanza, ma la Minetti non la sente!  

 

Maroni fa espatriare la piccola e media impresa?

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Quello che doveva essere una visione a 360° di nuovi mercati in cui poter esportare prodotti italiani rischia di trasformarsi in un vero e proprio esproprio della pmi italiana.

“Voucher per l’accompagnamento delle PMI lombarde nei paesi esteri”, voluto da Regione Lombardia, incoraggia economicamente, soggetti che possano indicare mercati  all’estero in cui allargare il giro d’affari delle imprese italiane. Si capisce in fretta che individuata una zona in cui è possibile la penetrazione del prodotto italiano, è possibile, anzi altamente probabile, che ci siano le condizioni per trasferire l’impresa stessa in territorio straniero. Una volta ottenuto il voucher, che viene erogato a fondo perduto, è possibile passare a una delocalizzazione aziendale dove i costi di produzione sono più bassi, il lavoro costa meno e il mercato è in forte sviluppo. Quello che nella testa della Lega doveva essere un piano di aiuto alle aziende lombarde rischia di diventare un boomerang con relativo spopolamento industriale in Italia a vantaggio dei mercati emergenti. Quindi un ulteriore eutanasia della pmi?

 

Storie di concorsi truccati… caso Èupolis!

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Quando l’aritmetica non torna, probabilmente il concorso è truccato! Èupolis, l’istituto di ricerca, statistica e formazione della Regione Lombardia  indice un concorso per assegnare 40 borse di studio.

I bandi sono due: uno per 31 “giovani laureati”, l’altro per 9 “dottori di ricerca”. Ed è proprio uno dei candidati al secondo concorso che ha fatto partire le indagini con una dettagliata denuncia inviata al procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

Nell’esposto uno degli aspiranti ricercatori tagliati fuori, Antonio Alizzi, professore a contratto di management per l’editoria all’università di Verona, spiega come si sia ritrovato dal primo al secondo posto in graduatoria per una delle nove aree messe a bando. Nella selezione per titoli era risultato, con 40 punti, in cima alla classifica. Alle prove orali, che si svolgono il 18 dicembre, totalizza altri 39 punti e arriva a 79. Ma davanti a lui c’è Filippo Cristoferi, brillante studioso molto inserito nei giri di Comunione e liberazione, tra le firme del Sussidiario – la rivista d’area del movimento e già collaboratore e borsista di Éupolis. Cristoferi ha un punto in più di Alizzi: 80. Ed è molto curioso, osserva il suo concorrente, visto che nella valutazione dei titoli aveva solo 31 punti e per la prova orale altri 46. Come si arriva a 80? Con un incremento di tre punti della valutazione ufficiale, che nella somma finale viene portata da 31 a 34 punti.

Proviamo a chiedere lumi a Stefano Bruno Galli, presidente di Éupolis fino a gennaio, quando ha lasciato l’incarico per candidarsi come consigliere regionale con la lista “Maroni presidente”: «Non ho seguito io quel concorso e nemmeno le consulenze: di tutto si è sempre occupato il direttore generale, Alberto Brugnoli». Brugnoli, manager di area Cl, professore di Economia all’università di Bergamo, replica che «è tutto chiarissimo, limpido. Ci sono stati candidati che hanno chiesto la revisione delle loro valutazioni. Ma ora c’è un procedimento in corso in autotutela, ne parliamo quando sarà tutto definito».

A guardare i documenti del concorso, però, la versione di Brugnoli non emerge così lampante. Si scopre, invece, che ci sono due graduatorie: una parziale, pubblicata il 12 dicembre e subito rimossa dal sito Internet, nella quale viene riportato il “vecchio punteggio”. E una definitiva  ma resa nota solo in seguito ai candidati  che rettifica i punteggi. Il 14 dicembre la commissione giudicatrice viene convocata «per le vie brevi» e il vicepresidente, «considerata l’assenza del presidente, dà atto di avere da quest’ultimo ricevuto alcune richieste di candidati relativamente ai punteggi attribuiti nella valutazione dei titoli». La richiesta di revisione, però, non riguarda Cristoferi ma un’altra candidata che è stata «erroneamente esclusa, per mero errore materiale nella trasmissione degli atti». Già che c’è, la commissione riconsidera anche il punteggio di Cristoferi e sostiene di essersi accorta che «non è stato attribuito un punteggio coerente ai titoli e alle pubblicazioni allegati alla domanda da lui presentata». Nessuna spiegazione, però, su quali siano stati gli errori emendati.

Alizzi non è l’unico a contestare gli esiti del concorso. Anche Giuseppe Feola, l’avvocato che assiste un altro candidato  in questo caso per quanto riguarda il bando per i “giovani laureati”  è pronto a dare battaglia legale contro il concorso. «Appare evidente che l’unica differenza tra il curriculum del mio assistito e quello dei vincitori sta nel fatto che non avesse pregressi rapporti con Éupolis. Altri, invece, hanno potuto vantare dottorati di ricerca all’interno dell’ente. Se la borsa era riservata ai giovani laureati e se c’erano anche borse riservate ai giovani dottori, non era più corretto che i detentori di questi titoli concorressero per le borse a loro riservate?». Il risultato è stato che alla fine, tra i “giovani laureati”, figurerebbero ricercatrici ultraquarantenni che già collaborano da tempo con l’istituto. Una stabilizzazione dei precari mascherata? «Non è così» assicura Brugnoli, che respinge l’immagine di un carrozzone iperfinanziato, generoso di incarichi a ciellini e dai risultati “incerti” sul piano della ricerca.

Solo nel 2011 Éupolis ha ricevuto dalla Regione 12,6 milioni di euro per progetti che vanno da un generico “contributo per le attività istituzionali  anno 2011” (3,5 milioni come prima tranche) al “trasferimento risorse gestione osservatori Dg Famiglia” (2,2 milioni). Il 42,6 per cento dei 55 milioni spesi in ricerche, su cui un audit interno ha sollevato perplessità, sono finiti a Éupolis, che vanta tra i suoi consulenti diversi ciellini tra cui l’ex sottosegretario formigoniano Robi Ronza, fondatore del Sabato, e sua figlia. Ma Brugnoli assicura che il suo non è un feudo Cl: «Sono pochi nomi, selezioniamo solo gente competente…».

 

Si staccano i pezzi del sistema sanitario Formigoni…

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Ci sono gesti destinati ad assumere un forte significato simbolico. Così, nella Regione Lombardia che fa i conti con la fine dell’era Formigoni, fanno rumore le dimissioni appena rassegnate da Francesco Beretta, 66 anni, ciellino, amico fraterno del Celeste con cui ha perfino condiviso in gioventù per quattro anni la casa dei Memores domini di via Bazzoli. Beretta lascia la poltrona da direttore generale dell’ospedale San Gerardo di Monza dove sedeva dal gennaio 2011, l’ultimo posto occupato dopo una carriera che dagli anni Novanta l’ha visto in posizioni chiave. È l’uscita di scena dunque – salvo ripensamenti – di un pezzo da novanta della Sanità formigoniana, travolta dagli scandali giudiziari degli ospedali San Raffaele e Maugeri.

“Le mani sulla città”! Indagini tra capigruppi al Pirellone

Tra i ventinove indagati nell’ambito dell’inchiesta con al centro l’ipotesi di peculato sui presunti rimborsi sospetti avviata dalla procura di Milano, ci sarebbero i capigruppo di Pd, Sel, Idv e Udc al Pirellone. Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cemonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) e Gianmarco Quadrini ( Udc).

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Sanità? Formigoni si difende… “accuse false!”

No, non è a sua insaputa questa volta, sono proprio “accuse false”! E poi lui ha garantito il pareggio di bilancio… avrà iscritto anche le tangenti come attivo di cassa?

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Mea culpa di Galli! Riconsegna 6000 euro, gli erano stati dati a sua insaputa

Matrimonio della figlia pagato dal popolo italiano, ma naturalmente per un attribuzione erronea e a totale insaputa del capogruppo della Lega in Lombardia, Stefano Galli. Così oggi è proprio Galli a scrivere su Facebook che ha ridato i 6000 euro alla Regione Lombardia… MA CHE BRAVA PERSONA!!!

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Ha bisogno di cure… mentali! Minetti accusa un giornalista di averle “toccato una tetta”

Il resto della conversazione per i contenuti e i toni mostrati è consigliabile solo a un pubblico adulto… Ecco il livello a cui è scaduta la politica italiana!

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Primarie PD in Lombardia: Ambrosoli agguanta la candidatura

Quando mancano pochi seggi da scrutinare, il candidato è in testa con il 58% delle preferenze.

Oltre 100mila votanti alle urne per le primarie del PD in Lombardia

E in Lombardia si va… a votare per le primarie civiche del PD

Peculato in Lombardia: tra gli indagati anche Minetti e “il trota”

Sono attualmente 40 i consiglieri regionali indagati. La guardia di Finanza sta al momento acquisendo in Regione Lombardia i documenti relativi alle spese di altri Gruppi consiliari, tra cui Pd, Idv e Sel, nell’ambito della stessa inchiesta.

Il marcio nella Regione Lombardia: indagine su capigruppo Pdl e Lega

I capigruppo in Regione Lombardia del Pdl e della Lega Nord, Paolo Valentini e Stefano Galli sono indagati dalla Procura di Milano, in una maxi inchiesta che riguarda 40 consiglieri lombardi. Accuse di peculato.

WELCOME TO ITALY!

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