Processo Pistorius: il testimone dell’accusa minacciato e quel colpo partito…

oscar-pistorius-processo-tuttacronacaContinuano i problemi inerenti al processo a Oscar Pistorius, dopo l’interruzione di ieri quando la Corte ha saputo che la foto di una testimone era stata mostrata da una tv, Charl Johnson, vicino di casa dell’atleta accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, ha affermato di aver subito minacce telefoniche poco prima di deporre in aula, quando già era in tribunale per essere ascoltato. “Questa persona mi ha detto che il mio numero di telefono era stato dato nel corso dell’udienza. Gli ho risposto che non ero consapevole di questo fatto e che non avevo (ancora) testimoniato”, ha spiegato il testimone. L’uomo ha inoltre detto di aver scoperto solo allora che c’erano diverse chiamate senza risposta e un messaggio vocale registrato dall’estero. “Perchè mentire in tribunale, sappiamo che Oscar non ha ucciso Reeva”, queste le parole indirizzate “con tono minatorio” a Johnson nel messaggio. Ma l’accusa ha sferrato anche un altro colpo, facendo emergere un nuovo evento. Qualche settimana prima della morte di Reeva, infatti, Pistorius avrebbe maneggiato male un’arma da cui partì accidentalmente un colpo, e poi chiese a un amico compiacente di assumersene la colpa. Il fatto sarebbe avvenuto a gennaio 2013, in un ristorante alla moda della città dove la coppia risiedeva. Johannesburg. A passare la pistola all’alteta fu Darren Fresco, che lo avvertì che “c’era un colpo in canna”. Ma quando l’arma arrivò nelle mani dell’atleta, inspiegabilmente partì un colpo. Il pugile di professione Kevin Lerena, presente quella sera allo stesso tavolo, ha raccontato: “Ci fu un immediato silenzio”. E ancora: “Guardai a terra e proprio lì dove puntai lo sguardo, dove c’era il mio piede, c’era un foro sul pavimento. Avevo una sbucciatura sul dito, ma non ero ferito”. Pistorius chiese scusa accertandosi che non fossero feriti. Ma poi, voltatosi verso uno di loro, gli chiese di addossarsi la responsabilità dell’accaduto. “Per favore, dì che sei stato tu. C’è troppa attenzione dei media su di me”, ha raccontato Lerena, riportando le parole di Pistorius. “E quando arrivarono i proprietari del ristorante, Darren disse che era stato lui”.

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La tv che fa sospendere il processo a Pistorius: la foto della testimone

processo-pistorius-tuttacronacaIl giudice Thokozile Masipa ha sospeso per alcuni minuti il processo per omicidio a carico di Oscar Pistorius dopo aver scoperto che una tv sudafricana aveva mostrato una foto della prima testimone dell’accusa, contravvenendo alla regola imposte per le riprese del processo. Il giudice ha spiegato: “Prendo questa cosa molto sul serio”. Al momento della sospensione, l’udienza era iniziata da poco. La corte era stata avvertita che una foto della testimone, Michelle Burger, una economista dell’Università di Pretoria che abita a meno di 200 metri dalla casa dell’atleta e che aveva chiesto di non essere ripresa, era stata mostrata da una tv. La testimone ieri, nel primo giorno di processo, aveva raccontato di aver udito le urla di terrore di una donna che chiedeva aiuto prima dei colpi di arma da fuoco sparati da Pistorius. A trasmettere la foto della donna, trovata sul sito dell’università dove insegna, è stata la catena televisiva eNCA. “È abbastanza inquietante. I media erano stati avvertiti. Se non si comportano correttamente non li tratteremo con i guanti di velluto”, ha detto il giudice.

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“Mi dichiaro non colpevole”: Pistorius in tribunale

oscar_pistorius_processo_tuttacronacaAl via oggi il processo a Oscar Pistorius per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Le prime parole dell’atleta, accusato di aver ucciso la modella a colpi di pistola il giorno di San Valentino dell’anno scorso, sono state: “Mi dichiaro non colpevole. Ho ucciso per errore”. Nella prima udienza davanti alla Corte di Pretoria è stata ascoltata la testimonianza di una vicina, Michelle Burger, che ha raccontato di aver sentito quella notte “urla raccapriccianti”, seguite da quattro spari. La testimonianza della donna è stata però contestata dall’avvocato Barry Roux, a partire dal numero degli spari: “Ha ragione suo marito quando dice di averne sentiti cinque o sei?”, ha chiesto il legale nel corso della deposizione. “Sono certa di averne sentiti quattro, non parlo a nome di mio marito”, ha replicato la donna. “Come fa a sapere che suo marito sia stato onesto?”, ha incalzato l’avvocato. “Stiamo insieme da 20 anni e so che è una persona onesta”, ha risposto la testimone. Roux ha chiesto più volte alla donna se fosse convinta che Pistorius stesse mentendo. “Non capisco perché non abbia sentito le urla”, ha replicato la testimone, accusata più volte dall’avvocato di aver cambiato versione: “Lei non è sicura e che cosa fa, lei sta facendo speculazioni, sta cercando di colmare tutte le lacune” nella sua testimonianza.

Tutto pronto in Sudafrica per “il processo del secolo”: Pistorius in Tribunale

oscar_pistorius_processo-tuttacronacaEra il 14 febbraio 2013 e la modella Reeva Steenkamp, fidanzata di Oscar Pistorius, veniva uccisa. A impugnare l’arma, proprio l’atleta sudafricano. Oggi inizia, a Pretoria, quello che in molti definiscono “il processo del secolo”, durante il quale Pistorius rischia 25 anni. In aula è presente anche la madre di Reeva, che ha detto: “Qualsiasi cosa deciderà la corte sono pronta a perdonarlo prima però voglio obbligarlo a guardarmi, e vedere il dolore e l’angoscia che mi ha inflitto”. Intanto, il Sudafrica è diviso tra innocentisti e colpevolisti in un caso che ha una portata mediatica con pochi precedenti. E proprio ai media parla ancora June, la madre della modella: “Molte persone nella mia posizione vorrebbero vederlo morto o punito in modo esemplare. Ma credo nella fede e nella giustizia e non c’è odio o voglia di vendetta nel mio cuore”. Nella lunga intervista la donna ha ricordato di aver minacciato una volta Pistorius, quando Reeva le telefonò per dirle che lui stava guidando a velocità troppo alta: “Prenditi cura di mia figlia o ti distruggo”, aveva tuonato la madre. I media britannici ritengono che il processo avrà una durata di circa tre settimane mentre Sky News ritiene che saranno cruciali i rilevamenti fatti dalla polizia scientifica dopo la tragica notte in cui lui aprì il fuoco con la sua pistola da 9mm contro la ragazza attraverso la porta del bagno. Pistorius ha ammesso di aver sparato, ma per errore, pensando che nel bagno si nascondesse un ladro, entrato di soppiatto in casa in piena notte. Secondo l’accusa si trattò invece di omicidio volontario, avvenuto in seguito a un violento litigio. Pistorius è in libertà vigilata, ma se sarà giudicato colpevole di omicidio premeditato rischia il carcere a vita. La perizia balistica mostrerebbe che la mira fu precisa e i colpi non vennero sparati a caso, come quando si sentono rumori di un intruso o di un potenziale ladro. Secondo gli esperti, inoltre, le tracce di sangue lasciate dalla vittima potranno essere determinanti per far piena luce sulla vicenda. “Anche la traiettoria dei proiettili attraverso la porta del bagno fornirà una chiara indicazione di quello che è successo”, ha detto l’esperto di balistica J.C. de Klerk. Tutto questo servirà per capire se si è trattato di un tragico incidente o di un assassinio a sangue freddo.

A tre giorni dal processo spunta Leah, la nuova fidanzata di Pistorius

pistorius-nuova-fidanzata-tuttacronacaPrenderà il via lunedì prossimo, il 3 marzo, il processo che vede al banco degli imputati Oscar Pistorius, accusato di omicidio premeditato per la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Ora, quando mancano tre giorni al ritorno dell’atleta in tribunale, il Sun pubblica la foto della nuova fiamma e rivela: “Oscar e Leah (questo il nome della donna, ndr) sembrano davvero molto presi e lei lo sta aiutando tanto per cercare di superare questo difficile momento. Un mese fa gli ha anche presentato la sua famiglia, che vive in una fattoria vicino Potchefstroom, a due ore da Johannesburg, e tutti l’hanno accolto benissimo”.

“Il dolore e la tristezza mi consumano”: Pistorius parla per la prima volta

oscar-pistorius-tuttacronacaUn anno fa, il 14 febbraio 2013, moriva la modela Reeva Steenkamp, fidanzata del campione paralimpico Oscar Pistorius. La donna è morta proprio per mano dell’uomo con cui avrebbe dovuto festeggiare il giorno degli innamorati che ora attende il 3 marzo, giorno in cui si aprirà il processo che lo vede accusato di omicidio premeditato. Il 27enne, che rischia da 25 anni di carcere all’ergastolo, ha rotto oggi il muro del silenzio. “Il dolore e la tristezza mi consumano”, scrive, parlando della sofferenza dei genitori, della famiglia e degli amici della modella. Quella notte, nella sua abitazione a Pretoria, Pistorius sparò contro la porta del bagno in cui la 29enne si era chiusa, uccidendola. Ha sostenuto di aver agito nella convinzione di avere a che fare con un intruso, ma l’accusa afferma che la violenza sia stata conseguenza di una lite. I media di tutto il mondo seguiranno l’evoluzione del caso. “Nessuna parola è in grado di rappresentare adeguatamente i miei sentimenti sul devastante incidente che ha causato così tanta sofferenza a tutti quanti amavano veramente, e continuano ad amare, Reeva”, ha scritto Pistorius. “La perdita di Reeva – ha proseguito – e il totale trauma di quel giorno, li porterò con me per il resto della vita”. Si tratta della prima dichiarazione di Oscar sulla morte della fidanzata. E’ la prima volta che lo sportivo rilascia una dichiarazione sulla morte della fidanzata, perché in precedenza ha sempre affidato i suoi pensieri allo zio Arnold. La madre di Reeva, June, ha annunciato che intende essere presente al processo a Pretoria. Sinora nessuno dei membri della famiglia Steenkamp ha mai partecipato alle udienze in tribunale, mentre i parenti dell’atleta sono sempre stati al suo fianco. Pistorius affronta anche accuse legate al possesso di armi, mentre mercoledì i suoi legali hanno trovato un accordo con la donna che gli imputava una presunta aggressione. Cinque anni fa venne arrestato perché Cassidy Taylor-Memmory lo denunciò per averla ferita a una festa, sbattendo una porta.

Furto nel palazzo della Merkel, la notizia allarma la Germania

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Era stato nascosto, ma ora a distanza di due anni da quando è avvenuto il furto nel palazzo dove risiede Angela Merkel, il reato viene alla luce e la Germania è in allarme. La Cancelliera è davvero al sicuro? E’ “Bild” che descrive la facilità con la quale un ladro si è introdotto nel palazzo della Merkel eludendo i controlli. Il fatto sarebbe accaduto il 12 luglio 2011, intorno alle 21, quando un ragazzo si sarebbe presentato davanti al portone e avrebbe chiesto di andare a far visita a una delle famiglie che abitano nello stesso stabile della Merkel. Gli agenti di guardia senza neppure chiedergli di esibire un documento lo hanno lasciato passare. Il ragazzo si servì del duplicato della chiave di ingresso, ottenuto illegalmente, per entrare in un’abitazione senza nessuna difficoltà. Qui il ladro rubò  un orologio di valore, delle chiavi e dei documenti di un’auto oltre a 6500 euro. Dopo il furto il ragazzo uscì tranquillamente dall’edificio salutando i due poliziotti di guardia. Poco dopo, con la chiave sottratta dall’appartamento, s’impadronì anche della vettura di lusso parcheggiata nel cortile. Il giovane malvivente fu arrestato solo in seguito, dopo aver commesso altri reati contro il patrimonio in diversi Lander tedeschi. Il furto nel palazzo di Merkel fa parte di “un grosso fascicolo d’inchiesta riguardante numerosi furti”, ha spiegato il portavoce della Procura. Il ladro nel frattempo si trova nel carcere di Schwerin, nel Meclemburgo, in attesa di giudizio.

Scatta una foto all’amico che si tuffa… immortala un ladro!

foto_brasile-ladro-tuttacronacaUn’incredibile coincidenza: scatta una foto a un amico che si sta tuffando in piscina ma nello scatto appare anche un ladro che sta scavalcando le recinzioni. L’immagine arriva dal Brasile, per l’esattezza da Guarujà, sul litorale di San Paolo, e l’autore della foto l’ha voluta condividere su Facebook approfittando per denunciare l’insicurezza del paese sudamericano:”Uno lavora tutta la settimana per guadagnare soldi e quando vuole prendersi un momento di riposo guarda cosa succede. Fino a dove arriverà questa impunità?”

Rubava mentre era ricoverato, impunito: è cleptomane!

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Ex bancario di 71 anni, dai modi cordiali che soffre di una lieve forma di enfisema polmonare, si è fatto ricoverare più volte e durante la degenza rubava agli altri pazienti per poi tornare a casa impunito. L’ultima volta però, ricoverato al Grassi di Ostia è stato scoperto, ma poi, durante i processi, è stato assolto con la motivazione che l’ex bancario non è un ladro, bensì un cleptomane.

Laura Bogliolo e Andrea Ossino del Messaggero raccontano la vicenda, iniziata nel 2007, con un ricovero (e un primo colpo) all’ospedale San Giovanni della capitale. Anche all’epoca l’uomo non aveva problemi economici. Semplicemente, spiega il Messaggero,

“non riusciva a resistere all’impulso di portarsi a casa quegli oggetti. La carriera del Lupen degli ospedali è stata interrotta quando una infermiera, ha mostrato la foto dell’uomo alle vittime dei furti. «È lui! È Lui!», il responso dei derubati. Lui, l’insospettabile anziano dai modi cordiali che soffriva di una lieve forma di enfisema polmonare,un problema cronico di salute usato dall’imputato come porta d’accesso per i raid nelle stanze di ospedale”.

Ma che un calcolo ci fosse, dietro ai ricoveri con annessi furti, risulterebbe dal fatto che l’uomo non si è mai fatto ricoverare nello stesso ospedale: prima al San Giovanni, poi al San Raffaele, al Policlinico Tor Vergata, e infine al Grassi di Ostia.

Spiegano Bogliolo e Ossino:

“L’uomo, L. F., era stato accusato di furto aggravato, ma è stato assolto ieri perché «affetto da una forma grave di cleptomania». L’anziano, si legge nella perizia psichiatrica richiesta dall’avvocato Gianluca Arrighi, «viveva nel conflitto che si creava nella sua mente, tra l’impulso a rubare e la volontà di resistervi. Tutto ciò creava uno stato di forte angoscia che richiedeva un atto liberatorio». Il giudice monocratico ha così accolto le argomentazioni dell’avvocato Arrighi il quale aveva sostenuto che nel momento in cui si impossessava degli oggetti era incapace di intendere e di volere proprio per la grave forma di cleptomania ossessiva e sintomatica di cui soffriva. Una sentenza che promette di fare storia. «Solitamente la cleptomania può essere considerata come un vizio parziale che comporta uno sconto di pena di un terzo, ma è davvero raro che venga considerata vizio totale di mente». L’avvocato ricorda un caso del 1982 quando, in un processo a Padova «è stato riconosciuto per la prima volta il vizio totale di mente in un episodio di cleptomania». Ma i casi sono davvero rari. Probabilmente è stata considerata l’età avanzata dell’imputato che in qualche modo può aver inciso sulle capacità dell’anziano di intendere e di volere”.

Furto in casa del 33enne morto: presi i due responsabili

ladri-in-casa-tuttacronacaAlcuni giorni fa aveva destato clamore un furto avvenuto a Porto Tolle, in provincia di Rovigo, dove dei ladri avevano compiuto un atto di sciacallaggio rubando a casa di un 33enne appena morto. Ora i carabinieri hanno denunciato due residenti di Ca’ Tiepolo. La comunità deltina era stata molto scossa dall’accaduto e aveva dato il via a un insistente tam tam sui social network al quale si sono aggiunti la sagacia dei carabinieri e il senso civico di tante persone. In quesot modo si è venuti rapidamente a capo di un reato veramente spregevole.  A finire denunciati sono stati un 23enne e un 45enne del posto. Entrambi conoscevano bene Davide e sapevano che, dopo avere perso il padre qualche anno fa, nei mesi scorsi era morta anche la madre: erano quindi consapevoli del fatto che l’abitazione del giovane sarebbe rimasta libera. Il furto è stato messo a segno impiegando un piede di porco e altri attrezzi di questo tipo. Una volta nell’abitazione, i ladri l’hanno messa a soqquadro cercando oggetti di valore. Sono spariti orologi, telefonini, gioielli e altro, per un valore complessivo di qualche migliaio di euro.

Gli “amici” che rubano a casa del 33enne morto

davide_mercurio-tuttacronacaAveva visto morire il padre alcuni anni fa e aveva perso la madre da pochi mesi. Ora si è spento anche lui, il 33enne Davide Mercurio. Porto Tolle, in provincia di Rovigo, si è chiusa nel dolore. Ma qualcuno ne ha anche approfittato per rubare a casa del giovane. Nel paese la convinzione è che ad agire siano state persone che lo conoscevano anche se è troppo presto per indicare i possibili colpevoli. Lo sdegno ha subito invaso la rete. E illuminante è quanto ha scritto Angelo Motta. Giovane e appassionato politico di Scardovari, altra frazione di Porto Tolle: “Voi che temete tanto marocchini, moldavi e Rom – ha scritto sul proprio profilo Facebook – Non vi siete accorti che in realtà sono nati e cresciuti qui da noi, quelli che vanno a rubare in casa di un ragazzo morto, quelli che rubano le vongole, quelli che rubano le cozze ai colleghi pescatori, quelli che rubano il rame dalle scuole o dalle chiese… Volete indicare la Luna ma state guardando il dito”.

Il ladro goloso che svaligia la dispensa: bottino di torrone e focaccine

torrone-ladro-tuttacronacaA Milano un ladro si è introdotto in un appartamento in via Tommei e, forse non soddisfatto per il poco contante racimolato o perchè non ha saputo resistere alla tentazione, ha portato via anche due stecche di torrone e un sacchetto con pane e focaccine. Alla polizia la vittima dell’insolito furto, una donna di 67 anni, ha riferito di essere uscita di casa alle 16 per rientrare 45 minuti dopo. Al suo ritorno, però, si è accorta che il topo d’appartamento le aveva rubato 120 euro custoditi in un cassetto e la cena: pane, focacce e torrone.

Uccide un ladro in casa: fermato dai carabinieri!

serle-ladro-ucciso-tuttacronacaIeri sera Mirko Franzoni, meccanico 29enne, ha ucciso con un colpo di fucile da caccia un 26enne albanese che si era introdotto in un’abitazione per rubare. Il fatto è accaduto poco dopo le 22 in via Marconi a Serle, in provincia di Brescia. Il 29enne è stato fermato dai carabinieri. La vicenda la ricostruisce il Messaggero:

Franzoni, proprietario di una villa che si affaccia sulla strada, avvertito probabilmente dai vicini di movimenti sospetti, è tornato a casa in compagnia di alcuni amici e ha visto all’interno della sua proprietà un ladro. Con gli amici avrebbe inseguito il malvivente, che ha tentato la fuga, in un vicolo vicino all’abitazione. Una volta raggiunto, sarebbe nata una colluttazione tra il proprietario di casa, gli amici e il giovane ladro. Improvvisamente sarebbe partito un colpo di fucile che ha ucciso il 26enne di origini albanesi. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Brescia che stanno ricostruendo l’intera vicenda. In particolare, gli uomini dell’Arma stanno cercando di capire se il colpo sia partito accidentalmente, in un eccesso di legittima difesa, o se invece il proprietario di casa abbia sparato intenzionalmente. Per questo hanno interrogato a lungo Mirko Franzoni nella caserma di Nuvolento (Brescia) Serle è un Comune di poco più di tremila abitanti e appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia. L’episodio avvenuto questa sera ricorda quello che nel giugno scorso vide coinvolto a Roma un imprenditore di 81 anni, Ilario D’Apollonio, che sparò contro uno dei banditi entrati nella sua villa sulla Nomentana dopo che i malviventi avevano imbavagliato e legato la moglie. In quella occasione morì un romeno, Nicolae Valentin Barbat, di 36 anni A luglio, invece, un 32enne di Legnaro (Padova), Walter Onichini, sparò con il suo fucile da caccia contro un gruppo di ladri che gli stavano rubando l’auto, ferendone uno.

Sotto shock! Un uomo trova un ladro in casa, gli spara e lo uccide

uccide-ladro-tuttacronacaE’ sotto shock un uomo che, rientrato a casa, ha trovato un ladro, l’ha inseguito e ha avuto uno scontro con lui. Nel corso della collutazione, però, è partito un colpo di pistola che ha ucciso il delinquente. Il fatto è avvenuto in provincia di Brescia, a Serle. La vittima era di origini albanesi. Sul luogo sono giunti i carabinieri della città lombarda, che indagano sull’accaduto.

Scompare un 1 milione di euro di elemosine in 10 anni

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Sarebbe scomparso nel nulla un milione di elemosine versati dai fedeli e dai pellegrini in 10 anni a Sotto Monte in provincia di Bergamo, casa natale di Papa Giovanni XXIII. La truffa vede come protagonista un ex amministratore comunale nonché stretto collaboratore della parrocchia colto in flagrante da don Claudio Dolcini, l’attuale responsabile della diocesi. Don Claudio per far luce sul mistero ha chiestoa  tutti i collaboratori di restituire le chiavi delle cassette dove i fedeli lasciavano la loro offerta e le entrate si sono di colpo triplicate, anche se un collaboratore del ladro,  ex amministratore comunale che gestiva anche i rapporti con i fornitori, si era tenuto un mazzo di chiavi. Per arrivare a lui don Claudio ha fatto installare una telecamera di sorveglianza nei pressi delle cassette delle candele e armatosi di santa pazienza, è il caso di dirlo, si è piazzato davanti al monitor in sacrestia per controllare tutto. E il mistero si è svelato: il fido collaboratore è stato ripreso mentre apriva lo sportellino delle cassette e si riempiva le tasche di soldi. Ora un perito sta effettuando una valutazione del danno, e nei prossimi giorni il ladruncolo sarà denunciato per appropriazione indebita e furto.

L’usciere diede del ladro a Renzi, il sindaco lo denuncia

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Alessandro Maiorano, 52enne usciere comunale accusò a mezzo stampa Matteo Renzi di essere un ladro e così il sindaco di Firenze ha deciso di denunciarlo per averlo diffamato su alcuni organi di informazione on line con “esternazioni peraltro non inusuali’” che costituiscono “offesa al prestigio e all’onore” dello stesso esponente del Pd.

La procura ha completato l’inchiesta e inviato l’avviso di conclusione delle indagini. Oggi lo stesso Maiorano, che è assistito dall’avvocato Daniele Bocciolini dello studio Marazzita di Roma, ha reso nota la vicenda. Due gli episodi specifici cui Renzi si è riferito nella denuncia: sono un’intervista a un quotidiano on line del 20 giugno scorso in cui Maiorano disse

“Renzi ha dilapidato i nostri soldi, quelli delle nostre tasse… lui risponde solo ai grandi, è uno che ambisce a diventare il padrone dell’Italia”, e una pubblicazione del primo agosto scorso, sempre sul web, in cui compare una foto di Maiorano con una maglietta recante la frase “Matteo Renzi ha speso 20 milioni di euro da Presidente della Provincia pagati dal contribuente”.

Inoltre, era riportata la seguente dichiarazione di Maiorano: “Sono dipendente del Comune dal 1979; 15 mesi fa ho deciso di far emergere situazioni che non mi tornavano relative a Renzi… nella mia ricerca sono emersi 20 milioni di euro che Renzi, ai tempi della Provincia, ha dilapidato”.

“Negli anni – scrive Renzi nella querela – il sig. Maiorano ha ripetutamente utilizzato questo linguaggio nei miei confronti diffondendo in maniera metodica esternazioni ingiuriose ed offensive, altamente lesive della mia dignità personale”.

Renzi si è riservato di costituirsi parte civile in un eventuale processo futuro. Maiorano dice di aver collezionato fatture e altri documenti che proverebbero il presunto spreco da 20 milioni di euro alla Provincia di Firenze, atti che ha detto di aver consegnato alla Guardia di Finanza.

Incidente nel Torinese: ladro si schianta con un’auto rubata

ladro-dauto-tuttacronacaIncidente all’alba alla periferia di Torino dove un ladro d’auto, a bordo di un’Alfa Romeo appena rubata, è morto schiantandosi contro un autobus di linea. Dalle prime informazioni trapelate, sembra che l’uomo, per identificare il quale si sta procedendo all’analisi delle impronte digitali, non si sia fermato allo stop di una Volante della polizia che lo aveva notato sfrecciare a forte velocità e aveva iniziato a inseguirlo. Il decesso è avvenuto sul colpo. Nell’auto sono state trovate anche delle gomme rubate a un altro mezzo.

Il ragazzo che s’innamora di chi gli ha rubato il cellulare

phone_fb-tuttacronacaPoteva essere proprio una giornata storta quella del 24enne Niklaus Knecht, al quale hanno rubato il telefono durante un viaggio in treno. Ma la fortuna ha arriso allo studente: la ladra altri non era che un’avvenente ragazza che aveva iniziato a farsi foto con lo smartphone, scatti che venivano immediatamente trasmessi al pc del giovane. Nel giro di poco, Niklaus si è invaghito della bella ladruncola. Ora il 24enne sta facendo di tutto per riuscire a incontrare la giovane marocchina: “Sono sicuro che lei non c’entra nulla con il furto originale, sembra una brava ragazza”. Per non lasciare nulla intentato, Niklaus ha anche aperto una pagina Facebook per rintracciarla e ha lanciato un messaggio ironico: “Puoi tenere il telefono se esci con me”.

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Svuotato dai ladri un furgone di Hermès: ladro in manette e bottino recuperato

Hermes-furto-milano-tuttacronacaE’ già stato arrestato il ladro che ieri mattina aveva svaligiato in via Pisoni, nel quadrilatero della moda di Milano, un camion che trasportava prodotti Hermes, principalmente abiti della collezione primavera-estate 2014, oltre che complementi d’arredo sempre firmati dalla maison francese. Il furgone, che era parcheggiato a una decina di metri dall’ingresso della boutique “Hermes Maison”, è stato svuotato dai banditi, che probabilmente lo attendevano, dopo che l’autista e il suo collega si erano allontanti per fare colazione, in attesa di poterlo scaricare all’arrivo degli impiegati. La polizia di Milano ha ora recuperato abiti e merce  e arrestato un 47enne. Le forze dell’ordine erano state avvertite dai due dipendenti della società di trasporti francese incaricata di consegnare la merce, che dopo essersi allontanati hanno trovato il furgone completamente suovtato una volta tornati. Nell’abitazione dell’uomo arrestato sono stati rinvenuti anche anche borse firmate e materiale per verificare la purezza delle pietre preziose. La polizia ha poi denunciato per favoreggiamento un 22enne, presente in casa, che si stava allontanando con 22mila euro in contanti.

Ruba l’identità al fratello: scoperto dopo 20 anni

furto-identità-tuttacronacaI carabinieri di Verona hanno arrestato un 46enne barese che da molti anni viveva nella città veneta con l’accusa di false attestazioni a pubblico ufficiale e utilizzo di documenti falsi. L’uomo, indagato, lasciò la Puglia nel 1993 e qui assunse l’identità del fratello minore, emigrato in Germania e con il quale non ha somiglianze fisiche. In questo modo il 46enne, nel tempo, ha ottenuto documenti con il nome del consanguineo ed ha anche ottenuto l’assegnazione di un alloggio popolare. Tutto bene per lui. Almeno fino a quando il fratello minore, presentata richiesta per il passaporto, se l’è visto rifiutare dalle autorità tedesche. La motivazione?  Risultava residente a Verona. Questo ha dato l’avvio all’indagine che ha fatto scattare le manette ai polsi del ladro d’identità. Nel frattempo i militari proseguono gli accertamenti per verificare ogni singola circostanza nella quale l’uomo avrebbe utilizzato l’identità del fratello. Al vaglio ci sono anche due procedimenti giudiziari per piccoli reati.

Il ladro in sedia a rotelle che ha sconvolto New York

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Il ladro accusato di aver rubato diversi portafogli nei ristoranti,nei bar e negli hotel di New York, sarebbe Matias Moreno-Boza, paraplegico di 25 anni, di Perth Amboy, che, proprio utilizzando la sua sedia a rotelle si sarebbe aggirato indisturbato tra borse incustodite e portafogli a portata di mano. L’uomo avrebbe anche strappato la borsa a una 35 enne dal retro di una sedia in un ristorante newyorkese e lo stesso avrebbe fatto con una donna di 40 anni che era sulla pista da ballo. L’uomo è stato incastrato quando ha usato le carte di credito delle vittime.

Ladri a Buckingham Palace, tenta il colpo del secolo!

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Sono stati arrestati i due presunto ladri che sono stati trovati  in una camera di Buckingham Palace. La polizia ha detto che gli uomini  si erano introdotti in uno “spazio aperto al pubblico durante il giorno” e avevano scavalcato una recinzione di 12 piedi. Immediata sarà fatta una revisione per la sicurezza del Palazzo. Al momento in cui due uomini si sono introdotto all’interno non erano presenti i membri della famiglia reale. I due presunti ladri sono stati arrestati per furto con scasso, violazione e danno a scopo criminale.

Rubato l’anello di Patty Pravo dopo il concerto, cantante dà in escandescenza!

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Venezia è stata una tappa movimentata nel tour di Patty Pravo, che l’altra sera a Noale, ha prima polemizzato con il comune per la presunta mancanza di manifesti che pubblicizzavano la sua performance e poi il tragico epilogo della serata con un fan che gli sfila l’anello e fugge via. L’ex  «ragazza del Piper» ha quindi vissuto una spiacevole esperienza, proprio mentre stava salutando i suoi fan alla fine della performance. Il musicista della Pravo ha chiamato il 112, ma il ladro non è stato rintracciato. La cantante ha poi deciso di non denunciare l’accaduto.

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Furto con katana al supermarket!

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Casco integrale e katana alla mano, così un ladro ha minacciato una cassiera al supermercato Eurospin di via Aldo Moro, a Pescara, intorno alle 14,30. Il bottino è stato di circa 300 euro e appena il malvivente si è allontanato sono scattati gli allarmi. La Questura ha immediatamente avviato le indagini, anche perché il supermercato aveva già nel mese di agosto subito una rapina in cui due persone avevano rubato 800 euro. Due furti in meno di un mese!

 

Aggrediscono e rapinano le loro vittime in casa: accade nel Trevigiano

rapina_treviso-tuttacronacaProprio qualche giorno fa avevo detto ai miei figli di voler installare l’allarme o delle telecamere, perché non dormivo tranquilla. Me lo sentivo che stava per succedere qualcosa”. E’ quanto ha raccontato la 74enne Bruna Colusso, residente a San Giuseppe, quartiere di Treviso. La donna che si è svegliata con addosso uno dei due rapinatori che si erano introdotti nella notte nella sua abitazione. Avevano intenzione di sottrarle gli anelli e le catenine che indossava. La donna, vedova, vive con la madre 98enne e con due dei tre figli. Non è stata picchiata, ma ha un labbro rotto e diversi ematomi. Continuano dunque gli episodi di rapina nella Marca trevisana. Tre in due giorni, prima a Castagnole di Paese, poi a San Trovaso di Preganziol. In quet’ultimo caso la vittima era stato il 67enne Aldo Basso, meccanico pensionato dell’Actv, residente in via Michieletto 5. L’uomo era stato malmenato e minacciato nel cuore della notte da due banditi violenti e decisi a tutto dopo aver fatto irruzione nel suo appartamento scardinando con il piede di porco la porta d’ingresso. Uno dli intrusi, dopo averlo svegliato, gli ha intimato “stai fermo o ti ammazzo”mentre gli legava i polsi con del nastro adesivo. “Erano due italiani, probabilmente drogati. Mi hanno rubato perfino quattro scatole di sigari toscani” ha raccontato appena tornato dal Pronto soccorso del Ca’ Foncello dov’è stato accompagnato per dei controlli. A dare l’allarme è stato il cane della famiglia.

FERMATO! Il killer della gioielliera di Saronno ha confessato

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E’ Alex Maggio, disoccupato 32enne di Bollate, l’uomo che ha ucciso, all’interno del suo negozio, il 3 agosto, la gioielliera di Saronno, Maria Angela Granomelli. L’uomo avrebbe confessato l’omicidio e avrebbe dichiarato di aver avuto un raptus. Nei giorni scorsi era scoppiata anche la polemica e il comune di Saronno aveva negato l’autorizzazione al passaggio dei camion taglia: gli otto camion che comunicavano che per la cattura  dell’assassino della Granomelli era stata offerta una taglia da 50mila euro da parte di un imprenditore.

Terrore nei sotterranei di Roma, turista scippato e picchiato dal ladro

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La metropolitana della Capitale sta diventando un vero inferno, in cui il crimine si muove con agilità e destrezza. Le bande di scippatori sembrano ormai consolidate soprattutto nelle stazioni più vicine al centro. Ieri sera un turista cinese è stato violentemente aggredito da un romeno che lo aveva scippato. Il turista si è accorto del borseggiattore, 44 anni, con precedenti, ha cercato di bloccarlo anche con l’aiuto di un suo amico, ma il ladro era scatenato: ha colpito con calci e pugni sia la vittima del furto sia il suo amico.  Fortunatamente una pattuglia di carabinieri impegnata nei quotidiani servizi antiborseggio, ha notato la scena ed è intervenuta bloccando il ladro e recuperando il portafogli, che è stato restituito al proprietario. Il romeno è stato arrestato.

 

Offerta taglia per la cattura dell’assassino della gioielliera!

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Mirkoro, catena di negozi di compravendita di oro usato, ha offerto una taglia di 50mila euro “per la cattura dell’assassino” di Maria Angela Granomelli, uccisa lo scorso 3 agosto nella sua gioielleria a Saronno (Varese) da un uomo che l’ha colpita alla testa con un portagioie e ha infierito con calci e pugni per poi fuggire con monili di scarso valore. E’ una settimana che quattro camion con cartelli avvisano della taglia che pende sull’uomo mostrato dalle telecamere a circuito chiuso della gioielleria e diffuse dalla Procura di Busto Arsizio. Nei prossimi giorni si pensa anche che possano essere distribuiti anche volantini nella zona.

I titolari della catena, si legge in una nota, ”conoscevano personalmente la signora Maria Angela Granomelli e per questo motivo è stato deciso un gesto forte e significativo, al fine di aiutare e sostenere il lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine”.

”Tale somma verrà erogata a colui o coloro che consegneranno alle forze dell’ordine l’individuo ritratto in fotografia – prosegue -, e nel caso in cui la cattura avverrà da parte delle forze dell’ordine tale somme verrà devoluta seguendo specifiche indicazioni da parte dell’arma”.

Va in banca… e viene derubato dalla guardia giurata

guardia-giurata-banca-tuttacronacaDisavventura per un utente di una banca di Piazza della Rupubblica, a Napoli. L’uomo, un 53enne, ha depositato il portafogli all’interno di una delle cassette portaoggetti poste all’ingresso dell’agenzia e dopo qualche ora, quando è uscito e l’ha ripreso, ha scoperto che gli erano stati sottratti 500 euro. La vittima ha denunciato il furto al commissariato San Ferdinando e la polizia ha provveduto a controllare le riprese della telecamera di sorveglianza scoprendo così che la guardia giurata in servizio all’esterno della banca aveva aperto la cassetta dell’uomo utilizzando la chiave di un’altra. Ne ha quindi prelevato il portafogli e, esaminatone il contenuto, si e’ appropriato delle banconote prima di riporlo al suo posto. Gli agenti hanno identificato il vigilante, gli hanno requisito la licenza di porto d’armi, la pistola utilizzata per il servizio e lo hanno denunciato per furto aggravato.

Rubati i peluche al Verano dalle tombe dei bimbi

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C’è un ladro di peluche che saccheggia le lapidi dei bimbi sepolti al Verano. Sono scomparsi elefantini, orsacchiotti e topolini, tutti ricordi che i genitori o i parenti portano sulle tombe dei piccoli. A nulla è servito il cartello che vieta di prendere oggetti dalle tombe. Non c’è pace neppure tra i morti.

 

Usa rapina in banca, ansia per gli ostaggi

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Sarebbero almeno tre le persone che si troverebbero ostaggio di un uomo che sta tentando una rapina in una banca a St. Joseph, in Louisiana, negli Stati Uniti. Sul posto ci sono anche i negoziatori dell’Fbi. Gli ostaggi, probabilmente impiegati dell’istituto di credito, secondo le autorità locali, potrebbero essere ammanettati  all’interno della banca. Non si esclude che tra gli ostaggi però ci potrebbero essere anche dei clienti. Al momento le informazioni sono ancora limitate e confuse.

 

Uccisa a calci e pugni proprietaria di una gioielleria al centro di Saronno

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Aveva 62 anni, Mariangela Granomelli, trovata morta ieri nella sua gioielleria ‘Il dono di Tiffany’ nel centro di Saronno (Varese). Ad uccidere a calci e pugni la donna sarebbe stato un uomo che l’ha percossa ininterrottamente per 30 secondi prima di fuggire portando via con sé alcuni gioielli. L’uomo, che ha agito disarmato e a volto scoperto, è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno del negozio in Corso Italia.

Vestito con pantaloncini corti a quadri e una t-shirt l’uomo, secondo quanto è emerso dalle riprese, attorno alle 16.20 di ieri è entrato nel negozio comportandosi all’apparenza come un normale cliente. La negoziante ha chiuso a chiave la porta d’ingresso, come avviene sempre per ragioni di sicurezza, e per circa 45 minuti l’uomo si è fatto mostrare collane e braccialetti con un atteggiamento definito dagli investigatori che hanno visionato i filmati «tranquillo e rilassato».

Attorno alle 17 all’improvviso l’uomo ha afferrato un astuccio rigido e ha colpito in testa la donna, che si era piegata, continuando poi a infierire con calci e pugni su tutto il corpo per una trentina di secondi «con una violenza incredibile».

La donna si è accasciata a terra e sarebbe morta poco dopo l’aggressione. L’uomo è rimasto nel negozio fino alle 17.30, si è impossessato di alcuni gioielli nascondendoli nell’astuccio, poi è uscito da un ingresso sul retro del negozio facendo perdere le tracce. Durante l’aggressione la porta d’ingresso è sempre rimasta chiusa a chiave e i numerosi passanti non si sono accorti di quello che stava accadendo. Il cadavere, in una pozza di sangue, è stato ritrovato dopo le 20 dai familiari della donna, che sono arrivati alla gioielleria preoccupati perché non riuscivano a contattare la negoziante al telefono dopo l’orario di chiusura.

Video shock… subisce uno scippo in scooter, cade e nessuno la soccorre.

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Le rubano la borsa mentre è in motorino e la ragazza cinese case a terra sull’asfalto mentre il ladro scappa con il suo bottino. Nessuno dei passanti aiuta la giovane che resta nel traffico stesa a terra. Indifferenza cinese?

Le rubano il cellulare, lei apre un blog con le foto del ladro

iphone_drop-tuttacronacaUna turista tedesca ha scoperto che le avevano rubato il cellulare durante lei si godeva un bagno di mezzanotte. Ma l’autore del furto non si è reso conto che la proprietaria dello smartphone aveva installato l’app Dropbox sul telefono. L’incauto ragazzo, volato a Dubai, ha quindi iniziato ad utilizzare il suo “bottino” per scattare delle foto, ignorando il fatto che tutte vengono scaricate sulla casella della sua vittima. La giovane tedesca ha così deciso di aprire un blog, “Vita di uno sconosciuto che ha rubato il mio telefono”, dove posta ogni giorno gli scatti del ladruncolo.

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Ruba le ceneri di una donna morta: pensava fosse coca

cocaina_ceneri-tuttacronacaWilliam ‘Billy’ Cantrell, un 28enne, è stato rintracciato a casa della nonna dopo aver rubato nell’abitazione dei vicini. Il ragazzo forse era sotto l’effetto dell’alcol quando ha scambiato un’urna per le ceneri per un vaso pieno di cocaina, senza prestare alle date sul vaso. Dopo aver rubato le ceneri, ha afferrato anche una Xbox prima di lasciare la casa. Al momento dell’arresto, la nonna avrebbe dichiarato che il nipote soffre di alcuni disturbi psichici mentre la madre l’ha giustificato spiegando che vive in uno stato di semi- coscienza.

Ladro ucciso dall’essplosione che lui stesso ha provocato

ladro-muore-esplosione-tuttacronacaSono stati svegliati nella notte i residenti di Cisano Bergamasco, in provincia di Bergamo, a causa del boato provocato da un’esplosione. Sono stati loro i primi ad avvisare i carabinieri di Zogno e il 118. L’esplosione è stata provocata da una banda che, attorno alle 5.30, ha tentato di far saltare con il gas la cassa esterna del supermercato Billa di via Milano. Uno dei rapinatori, che non aveva con sè documenti e alla cui identità si sta cercando di risalire, è deceduto a causa delle ferite e delle ustioni riportate nel tentato furto, dopo aver saturato di gas la cassa continua esterna al supermercato e aver innescato la miccia. I complici si sono dati alla fuga.

A 16 anni era già un rapinatore seriale: arrestato nel milanese

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Ha solo 16 anni il giovane a cui vengono contestati almeno 3 rapine nell’interland milanese. Il ragazzo avrebbe effettuato i furti in una farmacia e in due banche entrando armato di taglierino e facendosi consegnare i soldi che erano nella cassa. Il minorenne  milanese è stato arrestato dai carabinieri di Novate Milanese  e poi trasferito  presso il centro di prima accoglienza del carcere minorile “Beccaria”.

 

Travolge un centauro dopo aver compiuto un furto: morte nel comasco

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Un ladro, a bordo di un furgone rubato Renault Kangoo che procedeva contromano, ha investito e ucciso, nella notte, un motociclista 51enne. Dopo lo schianto, l’uomo ha abbandonato la vettura fuggendo a piedi e lasciando a terra la vittima, morta sul colpo. Il centauro era un esercente di Cantù che gestiva un’attività a Cucciago, nel comasco, dov’è avvenuto lo scontro. Il malvivente stava invece fuggendo a seguito di un furto compiuto in un’azienda della zona. 

La solidarietà di Napoli… La pizza a credito!

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Mangia la pizza oggi e paghi tra otto giorni. Contro la crisi a Napoli si rispolvera il vecchio ma collaudato sistema del ‘finanziamento a breve’ per soddisfare la voglia di gustare il tipico prodotto gastronomico partenopeo pur in un momento difficile dell’economia. A rilanciare il meccanismo per la gente del quartiere di Via Tribunali che ricorda i tempi duri della guerra e del periodo post-bellico ma anche il fascino della Loren nel celebre ‘Oro di Napoli’ è il pizzaiolo Gino Sorbillo, noto, tra gli altri motivi, anche per diverse iniziative di solidarietà e di denuncia. “E’ il momento di essere solidali e di credere nella città e nei napoletani – spiega Sorbillo – In questo periodo di grande crisi economica e di collasso del sistema economico nazionale e internazionale come al solito al Sud si soffre più degli altri”. E cita un episodio: “Mi ha molto colpito la vicenda del ladro con il volto scoperto e la pistola in pugno che ha sorpreso qualche giorno fa un utente all’uscita di una pizzeria a Casoria, alle porte della città, derubandolo soltanto delle quattro pizze che l’uomo aveva in mano… ‘Stasera mangeranno i miei figli’ ha detto il ladro e poi si è dato alla fuga”. Una storia emblematica, afferma, per rispolverare un’antica usanza proprio napoletana: la famosa ‘pizza oggi a otto’, la pizza, cioé che si faceva, fritta, nei bassi la mattina presto e che veniva prelevata e consumata con la promessa di pagarla la volta successiva (a 8 giorni), essendo il credito, sulla pizza, puntualmente pagato da tutti”. “Ormai – sottolinea con amarezza – la gente non ricorre più al finanziamento per un telefonino o un pc, ma per mangiare…”. Da domani, dunque, la pizzeria Sorbillo accetterà dalla gente del quartiere che non ha immediata disponibilità (una per abitante, presentandosi nel locale personalmente) il pagamento ‘differito’ del prodotto. “E’ un atto di fiducia verso i napoletani, una nuova scommessa sulla città che siamo certi non ci deluderà” dice il giovane pizzaiolo sostenuto, come in altre occasioni, dal commissario regionale dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli.

Un ladro… sfortunato!

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Potrebbe essere un filmato da Candid Camera e invece è la ripresa effettuata da una telecamera di sicurezza di un locale dove un ladro ha tentato di compiere una rapina. L’uomo, piuttosto maldestro e sfortunato, si avvicina al luogo studiato per la rapina, guarda all’interno e notando l’assenza del personale si copre il volto deciso ad entrare. Ma il tentativo fallisce miseramente dopo aver provato a infrangere la vetrina con una pietra fugge via dopo l’attivazione dell’allarme. Ma anche nella fuga il ladro mosra la sua goffagine inciampando a terra.

Ruba una tv, inseguito dalla polizia chiama il 112

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Durante l’orario di lavoro ha nascosto, tra gli scatoloni sul retro del supermercato di cui e’ dipendente, un televisore che poi di notte ha caricato in auto: sorpreso da carabinieri in borghese e’ fuggito, inseguito dall’auto civetta.

Credendo di essere seguito da malviventi ha chiesto aiuto al 112, ma l’operatore gli ha intimato di fermarsi, spiegando che a seguirlo erano proprio i militari. Un ventenne reggiano e’ stato cosi’ denunciato dai Cc di Brescello per furto aggravato.

Clamorosa rivelazione nel caso Reeva-Pistorius!

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Continuano le indagini sull’omicidio di Reeva. la fidanzata di Oscar Pistorius. Da quanto divulgato dalla polizia sembra che Reeva avesse incontrato un suo ex fidanzato due giorni prima di essere uccisa. Pistorius, colto dalla gelosia, avrebbe chiamato per ben due volte durante l’appuntamento la sua compagna.
Ad oggi il campione atletico nega ancora l’omicidio e continua a ribadire la sua tesi iniziale secondo la quale si sarebbe confuso pensando ad un intruso.
L’ex di Reeva ha dichiarato che il loro sarebbe stato un incontro amichevole: «Lei mi ha contattato e ci siamo visti per un caffè. Sembrava felice, lei non avrebbe permesso a nessuno di farla stare male».

Il pentimento di Pistorius: non è giusto che non posso viaggiare! Datemi il passaporto.

Oscar-Pistorius-tuttacronaca

Pistorius col capo chino, Pistorius in lacrime, Pistorius che prega. E, forse, Pistorius che recita una parte. Quella del «buono». La strada verso standing ovation di chi già lo vorrebbe vedere completamente assolto è ancora lunga e accidentata. Ma il clan familiare (e legale) di Pistorius sembra all’altezza del compito. Trasformare, agli occhi dell’opinione pubblica, un presunto colpevole in un probabile innocente. I mezzi (economici e mediatici) a disposizioni di «Blade Runner» sono ottimi e abbondanti. Il compito di «gran burattinaio» è stato affidato ad Uncle Arnold, lo zio con la faccia da duro che ospita il nipote nella sua abitazione e, soprattutto, gli impedisce di commettere passi falsi. La parola d’ordine è: strategia. E in questa logica rientra la prima dichiarazione da uomo libero di Pistorius: «Voglio incontrare la famiglia di Reeva e ringrazio tutti quelli che hanno pregato per nostre due famiglie». Notare il risvolto ecumenico di quel «nostre», come a dire che – tutto sommato – tra vittima e carnefice non è che ci sia poi gran differenza… e infatti il campione sudafricano, amareggiato e affranto, la prima cosa che fa è contestato le condizioni per la liberta’ su cauzione e fa appello per potere recuperare il passaporto e viaggiare all’estero.

NO COMMENT!

Si dimette Botha, l’investigatore del caso Pistorius!

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Il principale investigatore nel caso di Oscar Pistorius, Hilton Botha, si è dimesso dalla polizia sudafricana. Lo riferisce la Bbc. Botha, che di recente era stato già estromesso dall’inchiesta, era finito nella bufera per una serie di errori commessi nel condurre le indagini sulla morte di Reeva Steenkamp, la fidanzata dell’atleta. L’investigatore era a sua volta sotto inchiesta per omicidio.

 

ORRORE: Pistorius diventa un film! E’ lite sull’attore.

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La tragica morte di Reeva Steenkamp per mano di Oscar Pistorius ha sconvolto il mondo intero. L’atleta paralimpico accusato dell’omicidio della fidanzata è stato rilasciato su cauzione per 85mila dollari. La vicenda ancora è alquanto complicata sia perché è stato sostituito il capo dell’inchiesta che per sospetto inquinamento delle prove. Intanto Hollywood freme: Ryan Gosling e James Franco sono in lizza per interpretare in un film Pistorius.

Secondo una fonte del magazine Star sembra che “Ryan sia la scelta naturale, anche perché assomiglia in modo sorprendente a Oscar! Ma James ha già interpretato un personaggio con un grave handicap in 127 Hours”. I produttori del film vorrebbero presentare la storia di Oscar partendo dai suoi successi sportivi, raccontando il motivo dell’handicap fino ad arrivare alla tragica morte di Reeva Steenkamp, senza addentrarsi però in giudizi o citazioni processuali.

Reeva era un’appassionata di armi. ECCO LA FOTO!

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Reeva Steenkamp, la modella sudafricana uccisa la notte di San Valentino da Oscar Pistorius, con il fidanzato campione paratleta condivideva la passione per le armi: a questa conclusione giunge oggi il tabloid britannico The Sun, che pubblica in esclusiva una foto che ritrae la ragazza ad un poligono di tiro mentre si esercita con una pistola calibro 9 simile a quella con cui lui l’ha uccisa. La foto, scrive il Sun, risale a qualche mese fa e dopo quell’esercitazione al tiro, scrive ancora il tabloid, lei ha scritto il seguente messaggio su un social network: «Ho giocato con la pistola questa mattina. Ora mi sento meno stressata». L’immagine mostra una certa dimestichezza di Reeva con la pistola: cuffie anti-rumore, occhiali anti-riflesso, le gambe leggermente divaricate e le ginocchia leggermente piegate per assorbire il rinculo dell’arma, che tiene con due mani a braccia tese mentre è concentrata a prendere la mira. Il Sun cita anche una fonte sudafricana «vicina all’inchiesta», secondo la quale l’immagine «dimostra che lei stessa era familiare con le armi e non l’avrebbe quindi messa a disagio che il suo fidanzato ne tenesse una nel letto». In Sudafrica, Paese che ha un tasso di violenza elevatissimo e un’incidenza della violenza sulle donne fra le più drammatiche al mondo, le armi sono molto diffuse.

E’ morto un grande ladro!

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E’ morto a 81 anni Bruce Reynolds considerato con Ronnie Biggs la mente della ‘grande rapina’ al treno del 1963, l’assalto ad un convoglio portavalori a Glasgow, Scozia, rimasto ‘leggendario’ nella storia del crimine anche per il bottino: 2,5 milioni di sterline (oggi sarebbero 47 milioni di euro). Ad annunciarne la scomparsa e’ stato il figlio Nick, a quasi 50 anni da quell’8 agosto 1963 in cui una banda di 15 uomini mise a segno uno dei colpi più noti della ‘epopea’ criminale moderna.

Gli Steenkamp rischiano di non poter pagare l’affitto! Era Reeva ad aiutarli.

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I genitori di Reeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius uccisa dall’atleta nella notte di San Valentino, oltre al dolore per la morte della figlia ora devono affrontare un altro problema, questa volta economico. La modella, infatti, aiutava finanziariamente i familiari, che ora rischiano di non poter più pagare l’affitto.
Secondo un parente della famiglia, ogni volta che Reeva andava a trovare i genitori si accertava che avessero abbastanza soldi per vivere, poiché il padre (ex fantino ed ex addestratore di cavalli da corsa) spesso non veniva pagato per il proprio lavoro. E ora, secondo il congiunto, “la morte di Reeva ha anche pesanti implicazioni economiche per la famiglia”. La madre della modella, del resto, non ha mai fatto mistero del fatto che la famiglia non ha mai avuto molti soldi benché in casa ci fosse “molto amore”: “Abbiamo dato a Reeva ciò che abbiamo potuto”, aveva spiegato la donna.
Intanto emerge anche che i medicinali trovati nell’appartamento di Pistorius non sarebbero vietati nelle competizioni sportive… anche se ancora la notizia non è ufficiale.

REEVA INCINTA?

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Le voci girano e ce ne sono troppe a volte… ma questa volta l’indiscrezione potrebbe anche essere vera o quanto meno plausibile. Pistorius avrebbe ucciso Reeva perchè era incinta. La famiglia smentisce. I risultati dell’autopsia effettuata sul corpo della ragazza vengono secretati dagli inquirenti. Secondo il tabloid statunitense National Enquirer, la notizia sarebbe invece stata verificata. Il giorno di San Valentino Reeva avrebbe parlato della sua gravidanza a Pistorius e lui sarebbe uscito fuori di testa  colpendo la ragazza alla testa, al petto, alla mano e naturalmente al bacino, proprio per “rimuovere il problema”?

Pistorius cerimonia in onore di Reeva… Scandaloso!

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Oscar Pistorius terra’ questa sera una cerimonia privata in ricordo della sua fidanzata Reeva Steenkamp, da lui uccisa la notte di San Valentino. All’atleta sudafricano, accusato di omicidio premeditato per la morte di Reeva, e’ stata concessa la liberta’ su cauzione. Il campione sostiene di avere sparato alla sua compagna scambiandola per un intruso. La cerimonia si terra’ nella casa dello zio Arnold. La famiglia Pistorius ha detto che ”Oscar continua a piangere per Reeva ed e’ in lutto”.

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