Relazione Obama-Beyoncè: “bufala per dimostrare lo stato del giornalismo”

obama-beyoncè-tuttacronacaPascal Rostain, il paparazzo che solo ieri, parlando alla radio, ha fatto tremare la Casa Bianca parlando di una presunta relazione tra il presidente americano Obama e la cantante Beyoncè, ha smentito definitivamente il gossip da lui stesso lanciato: “Sono in piena promozione del mio nuovo libro, nello studio di Europe1 ho voluto fare un enorme scherzo”. Ieri il paparazzo aveva spiegato che lo stesso Washington Post ne avrebbe parlato sul numero di martedì. La bufala è rimbalzata in tutto il mondo per alcune ore, fino a quando a smentire ci ha pensato Kris Coratti, portavoce del quotidiano stelle e strisce: “Non stiamo lavorando a nessuno scoop del genere”. Alla fine a far definitivamente luce sull’accaduto ci ha pensato lo stesso Rostain che a “Le Figaro” ha definitivamente chiarito: “Ascoltate bene quel che dico alla radio, alla fine della mia frase mi sentirete ridere. È allucinante vedere il clamore mondiale che tutto questo ha provocato. Ho voluto dimostrare il degrado del mio mestiere. Prima, erano le indiscrezioni che si trasformavano in verità. Adesso è una bufala”.

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Una relazione tra Obama e Beyoncè? Il Washington Post smentisce

beyonce-obama-smentita-tuttacronacaAppena qualche ora fa era rimbalzato su tutti i media quanto affermato dal paparazzo francese Pascal Rostain: “Barack Obama ha una relazione con Beyoncé”. L’uomo spiegava che domani sarebbe uscito, sul Washington Post, un articolo al riguardo. Il quotidiano, però, non ha tardato a smentire: “La direzione del Washington Post smentisce formalmente la notizia che starebbe lavorando a uno scoop su una relazione tra Obama e Beyoncè”. E’ quanto si legge su VanityFair.fr, che cita Kristine Coratti, direttrice della comunicazione del WP. “Posso dirvi che è falso”, dice, aggiungendo: “Il Post non prepara articoli” di questo tipo.

Barack Obama ha una relazione con Beyoncè?

Obama-Beyonce-tuttacronacaQualche settimana fa, mentre infuriava lo scandalo dell’Eliseo, il settimanale britannico Economist lanciava una provocazione provando a immaginare cosa sarebbe succcesso se il presidente americano, così come il suo omologo francese, avesse avuto una relazione con un’attrice, facendo il nome di Jennifer Aniston. Lo scherzo ora sembra essere stata una sorta di “previsione”, anche se l’ex di Brad Pitt non entra nell’equazione. Il paparazzo francese Pascal Rostain, infatti, durante un programma televisivo su Europe 1, ha detto: “Barack Obama ha una relazione con Beyoncé”. Rostain ha dichiarato: “Sapete, negli Stati Uniti sta per succedere qualcosa di enorme. Domani uscirà un’edizione del Washington Post, che non può certo dire che faccia parte della stampa scandalistica, che rivelerà la notizia della presunta relazione tra Barack Obama e Beyoncé. Vi posso assicurare che ne parlerà la stampa di tutto il mondo”. E ha osservato: “Oggi tutti i giornali parlano di queste storie d’amore. Anche la stampa cosiddetta seria è andata incontro alla gente”. Se dovesse rivelarsi vero, sarebbe di certo uno degli scoop più grandiosi degli ultimi tempi. La cantante ha di certo un particolare legame con il presidente che l’ha voluta come protagonista per la cerimonia inaugurale del mandato del 2009 e poi ancora per quello del 2013, ma anche per allietare la festa dei 50 anni di sua moglie. Se questa sortita dovesse essere confermata, di certo, si preannuncia un terremoto. Non solo nella vita privata del presidente, da tempo minata da sempre più insistenti voci di crisi con sua moglie Michelle, ma anche e soprattutto nella vita pubblica. Guardando ai precedenti, infatti, l’America non vede di buon occhio un capo di Stato fedifrago.

E se alla Casa Bianca facessero come all’Eliseo? Obama e l’attrice

obama-eliseo-tuttacronacaSe la stampa francese sembra già iniziare a prestare meno attenzione all’affaire Hollande-Gayet, il settimanale britannico inglese Economist non si lascia sfuggire la possibilità di lanciare una provocazione. Ecco allora che prova a trasferire la storia della presunta relazione tra il presidente francese e l’attrice negli Stati Uniti immaginando che Barack Obama esca con Jennifer Aniston. Non manca un divertente fotomontaggio accompagnato dal testo: “L’ultimo numero del settimanale People ha rivelato quel che tutta Washington sapeva”, si legge, “Che Barack Obama ha una relazione con Jennifer Aniston”.

Da “Unfit to lead Italy” a “Addio Silvio”, l’Economist rottama Berlusconi!

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L’Economist non è mai stato molto generoso con Silvio Berlusconi e dopo 12 anni da quel “Unfit to lead Italy” (inadatto a guidare l’Italia) che fece andare su tutte le furie Silvio Berlusconi all’indomani della seconda ascesa a Palazzo Chigi, torna “la condanna” del settimanale inglese che titola “Addio Silvio” e lancia il benservito all’ex premier con parole dure:

“E’ stato condannato per un crimine, Berlusconi deve lasciare la scena politica…Sebbene sia stato condannato in via definitiva dalla Suprema Corte di Cassazione, Berlusconi cerca ancora di sfuggire alla giustizia. Il Pdl, parte di un governo di larga coalizione, malgrado il Cavaliere pubblicamente sostenga l’esecutivo, ha fatto sapere che Letta sopravvivrà e andrà avanti soltanto se il suo leader otterrà la grazia o comunque un salvacondotto giudiziario, in caso contrario cadrà”.

“Berlusconi – prosegue l’articolo – dovrebbe sentire l’intero peso della legge, immediata interdizione dai pubblici uffici compresa. Gli italiani hanno perso la loro fiducia nella politica e il primo passo per restituirgliela è per una volta dare la precedenza alla giustizia e non agli interessi personali…. La repulsione per la politica ha condotto in febbraio un quarto dell’elettorato a votare per il Movimento 5 stelle guidato da un comico…

“Mr Berlusconi non può avere un ruolo nel restituire dignità alla politica – è la conclusione dell’Economist – Come primo ministro, ha più volte messo i suoi interessi personali davanti a quelli del paese. Ha esacerbato il cinismo popolare nei confronti della vita pubblica. Se la politica italiana vuole recuperare la legittimazione di cui ha bisogno, l’abbandono di Berlusconi è tanto necessario quanto già in ritardo”

“The sleepwalkers” ecco l’Europa per l’Economist!

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I sonnabuli avviati verso il precipizio così l’Economist ritrae i leader europei. Ci sono veramente tutti da Angela a Enrico e un summit che in realtà sembra quasi non esserci stato… un nulla di fatto assoluto che sta conducendo i paesi dell’Eurozona solo verso la catastrofe… ma ci sono i conti da rispettare, i cittadini da strangolare… e un’Europa da disfare?

Nell’editoriale del settimanale economico britannico si osserva che in generale “la somma dell’indebitamento di governi, privati e imprese è ancora eccessivo”, che “le banche sono sottocapitalizzate e gli investitori internazionali si preoccupano per le perdite ancora da determinare” e che se anche “gli interessi sono bassi, le aziende dell’Europa del sud soffrono per una crudele stretta creditizia”.

L’Economist scrive anche che “i mercati finanziari sono stati anestetizzati da quando Mario Draghi ha promesso ‘di fare qualsiasi cosa serva’ per proteggere l’euro del collasso” e che la mossa del presidente della Bce ha dato sia tempo che mezzi per combattere la speculazione. Ma al contrario i leader politici non riescono a trovare una via di uscita per “riforme ordinate”.

“E se i leader dell’eurozona inciampassero? Come il Giappone – conclude l’Economist – l’Europa sarà in ombra per gli anni a venire. Il costo sarà misurato in termini di disillusione, comunità sociali arrugginite e vite sprecate. Ma a differenza del Giappone, l’Eurozona non ha coesione. Per tutto il tempo che stagnazione e recessione stresseranno la democrazia, l’eurozona rischia un fatale rigetto popolare. Se i sonnambuli tengono alla loro valuta e alla loro gente, devono svegliarsi”.

 “Per il bene di tutti – si legge ancora nell’editoriale – i leader europei devono scuotersi dal loro letargo. Devono capire che se non agiscono, l’Eurozona rischia di andare in pezzi”. “Dopo anni di crisi, la lista delle cose da fare è chiara”. Il compito più urgente – sostiene l’Economist – consiste nel troncare il legame tra banche e governi troppo deboli per supportarle. Era questo lo scopo dell’unione bancaria approvata lo scorso anno. Ora che la pressione si è allentata, però, l’unione si è ritrovata intrappolata in una serie di tecnicismi. “Questo ritardo è altamente dannoso”, avverte l’Economist. “Le banche europee hanno bisogno di fondi con qualsiasi strumento. L’America ha recuperato prima dell’Europa non solo perché è stata meno austera, ma anche perché ha riorganizzato le sue banche in maniera tale che potessero fare di nuovo dei prestiti”.

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