La lettera di Letta a Babbo Natale a fine maggio?

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Letta scrive a Van Rompuy. Una vera e propria lista di desideri per trovare una soluzione in Europa per la disoccupazione giovanile.

”Carissimo Herman – si legge nel testo della lettera – desidero ringraziarti per aver accolto la mia proposta di porre al centro dell’agenda del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno prossimi il tema della disoccupazione giovanile. La lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta la sfida prioritaria, per l’Italia e per l’Europa.  In Italia oltre 2,2 milioni di giovani si trovano senza lavoro o senza lavoro e fuori da percorsi formativi. I dati delle recenti previsioni economiche della Commissione dimostrano che il problema della disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti praticamente in tutti gli Stati membri. Senza misure straordinarie e mirate non sarà possibile invertire questo trend, aumentando il rischio che la disoccupazione giovanile diventi strutturale. Certo – osserva -, il ritorno ad una crescita capace di generare occupazione giovanile di qualità e sostenibile nel tempo è legato alla capacità dei sistemi nazionali di mantenere finanze pubbliche sane e di adottare riforme strutturali. Ma molto dipende anche dalla cornice offerta dalle politiche dell’Unione. Se le istituzioni europee non si dimostrano capaci di intervenire per risolvere il problema della disoccupazione finiranno per alimentare sentimenti di frustrazione e risentimento, terreno ideale per la crescita di movimenti populisti ed anti-europeisti. In passato – ricorda Letta – la Commissione europea ha presentato un pacchetto per l’occupazione giovanile, e si è raggiunto un accordo in seno al Consiglio sull’attuazione della Garanzia europea per i giovani. E’ stato avviato un esercizio per la riprogrammazione dei Fondi strutturali, che sta dando risultati positivi. Il Consiglio europeo di febbraio 2013 ha deciso la costituzione di una Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, dotata di 6 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. Il Consiglio europeo del marzo scorso ha infine indicato una serie di priorità di azione, sottolineando come ‘affrontare la disoccupazione è la sfida sociale più importante che ci troviamo davanti’. Si tratta – spiega – di passi avanti importanti, ma non sufficienti. Vi sono diversi fronti su cui dobbiamo e possiamo fare di più”.    Per Letta occorre allora ”stimolare la creazione di un vero mercato del lavoro europeo, rimuovendo le barriere che ancora impediscono la fluidità della libera circolazione dei lavoratori, anche mediante nuove iniziative legislative da parte della Commissione, rafforzare il sistema EURES e migliorare il coordinamento tra i servizi pubblici per l’impiego nazionali. E’ necessario investire in uno statuto europeo dell’apprendistato, sulla base di un quadro comune di qualità”.    

”Dobbiamo inoltre mobilitare – aggiunge – tutte le fonti di finanziamento possibili a livello europeo e in particolare accelerare le fasi preparatorie della nuova Iniziativa per l’occupazione giovanile in modo da poter procedere con l’erogazione dei primi finanziamenti già all’inizio del 2014. Infatti, se abbiamo la possibilità di concentrare i 6 miliardi di euro nella primissima fase del nuovo ciclo di bilancio, potremo valutare sulla base dei risultati raggiunti se e come aumentare la dotazione finanziaria. E’ necessario inoltre usare tutto il potenziale del Fondo Sociale Europeo. Il Consiglio europeo dovrebbe dare indicazioni affinché il Fondo possa incentivare la creazione di nuova occupazione per i giovani, anche finanziando tagli agli oneri fiscali e contributivi per le nuove assunzioni. L’elevato carico fiscale e contributivo che grava sul lavoro è, infatti, uno dei fattori che più frenano la creazione di nuova occupazione e la competitività, come ricordato dal Consiglio europeo del 14 e 15 marzo scorso”.  

E’ importante inoltre ”ricordare il ruolo delle PMI nella creazione di lavoro. Occorre rafforzare i finanziamenti della BEI per le PMI che creano occupazione giovanile, anche esaminando forme di maggior coordinamento con i fondi strutturali dell’Unione. Dati i limiti del bilancio dell’Unione – conclude Letta – ulteriori risorse dovranno venire dai bilanci nazionali. E’ necessario allora riflettere su come ampliare gli spazi disponibili per le finanze pubbliche nazionali, sfruttando le possibilità offerte dal Patto di Stabilità e di crescita. Ad esempio, facendo seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di marzo 2013, è necessario riconoscere per gli Stati che si trovano nella parte preventiva del Patto la possibilità di beneficiare di reali margini di flessibilità per investimenti volti alla promozione dell’occupazione. Questi interventi devono, ovviamente, essere parte di un quadro complessivo di riforme nel contesto del semestre europeo. Mi auguro di poter approfondire insieme questi temi in occasione del nostro incontro a Roma il prossimo 31 maggio”.

E ora che la lettera è stata inviata non occorre far altro che attendere fiduciosi i doni? Arriveranno prima di dicembre? Ma ci stiamo anche attrezzando per un pandoro o per un panettone?

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Tra gelo e speranza il viaggio di Letta… il risultato non cambia

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Non cambia la posizione dell’Europa nei confronti dell’Italia, questo è il dato che emerge dal primo viaggio ufficiale di Letta per cercare di far allentare la morsa del fiscal compact. Se con Hollande l’intesa è stata perfetta, anche perché, seppur con tutte le differenze del caso, Francia e Italia vivono tensioni e problematiche simili, resta invece il nodo cruciale di Bruxelles e della Germania. Nonostante ormai siano nati in tutto il mondo movimenti contrari all’austerity, anche perché ormai è accertato il limite tecnico contabile e gli errori di valutazione che ruotano intorno a questa teoria, l’Europa non sposta il suo asse e resta ancorata alla sua unica certezza… ridurre il debito pubblico a costo di strangolare le popolazioni! Nessuno sconto, proprio come nei lager nazisti… intrapresa una strada la si porta in fondo incuranti degli errori  e delle sofferenze che si stanno generando. Il neo Premier come si muove su questo terreno scivoloso?  “Vale il discorso che ho fatto in Parlamento, che era incentrato sul mantenimento degli impegni assunti con l’Europa e sulla necessità di far crescere il nostro Paese e di combattere la disoccupazione, soprattutto giovanile”. La disoccupazione, ha aggiunto Enrico Letta, è da “abbattere dentro i limiti” previsti dalle regole Ue sul disavanzo “perché noi rispetto agli altri abbiamo un grande debito pubblico sulle spalle e dobbiamo sempre ricordarcelo”.  Quindi anche la riforma dell’Imu sembra ormai essere una velleità da campagna elettorale e si lavorerà sul problema occupazionale, entro e non oltre, i rigidi regimi imposti dal nord Europa. Ma è davvero questa la politica di cui ha bisogno l’Italia? Ancora ragionierismo spicciolo sul bilancio dello stato o di una ventata nuova di investimenti che possano far balzare l’economia in avanti? Come si può immaginare una banda larga che aiuterebbe davvero le imprese senza fare uno sforamento sul bilancio? Perchè non si considerano, caso per caso, gli investimenti in Europa? A volte sembra quasi una formula matematica da dover adottare a ogni costo, in una mentalità miope, che non sa riconoscere uno spreco da un investimento importante per una nazione che potrebbe poi aiutare l’interno sistema economico del vecchio continente.

I conti in ordine inevitabilmente freneranno la crescita. E’ nelle dinamiche economiche, che solo il superamento del fiscal compact può davvero rompere la morsa della recessione. Sicuramente c’è una volontà di avviare operazioni di crescita, ma il problema da affrontare era l’emergenza non una cura sul lungo periodo.

“Torno a Roma più ottimista di quando sono partito – ha poi detto il premier – perché in tutte le capitali che ho visitato ho constatato come ci sia una consapevolezza che ci accomuna: i cittadini europei devono vedere l’Europa come strumento di soluzioni positive e non di cose negative”. Letta ha anche spiegato come ora abbia “una serie di idee” per fare in modo che il Consiglio europeo di giugno “dia segnali concreti soprattutto sul fronte della lotta alla disoccupazione giovanile”.

Si arriverà in tempo?  Le speranze sono poche, anche perché Letta è “stretto” nella morsa Europea e “ricattatto” dal Pdl. Forse tutte quelle cure a lungo periodo ancora una volta saranno rimandate al prossimo esecutivo…

Cipro riaprono le banche… lesi i diritti di tutti i cittadini!

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Dopo quasi due settimane di chiusura, domani le banche di Cipro riaprono i battenti al pubblico nel tentativo di tornare lentamente alla normalità dopo un blocco cominciato lo scorso 16 marzo. Gli sportelli degli istituti di credito – secondo quanto annunciato in serata dalla Banca Centrale – torneranno ad essere operativi da mezzogiorno fino alle 18. I risparmiatori dovranno però fare i conti con rigide misure restrittive per il movimento dei propri soldi, prese apposta per evitare una fuga di capitali all’estero dopo il pesante prelievo forzoso (si parla del 40%) che verrà applicato su tutti i depositi oltre i 100.000 euro custoditi nella Bank of Cyprus, nella Laiki Bank e nella Hellenic Bank, rispettivamente il primo, il secondo e il terzo istituto di credito dell’isola. Il prelievo è stato imposto a Cipro dall’Eurogruppo nell’ambito dell’accordo raggiunto a Bruxelles nella notte tra sabato e domenica per il piano di salvataggio del sistema bancario cipriota. Le misure di controllo sui capitali nelle banche dureranno una settimana e includeranno anche limiti per l’uso delle carte di credito all’estero (5.000 euro al mese) e il trasferimento all’estero di contanti (3.000 euro), inoltre si potrà prelevare in contanti un massimo di 300 euro al giorno sia con carta di credito che con assegni. Chi deve recarsi all’estero non potrà portare con sè più di 1.000 euro in contanti e, in caso si abbiano titoli di Stato in scadenza, l’intestatario potrà prelevare solo il 10% dell’importo complessivo.

Perchè i cittadini di Cipro non si appellano alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo? Ledere il patrimonio di un cittadini con queste pesanti sanzioni significa mettere in ginocchio le prossime generazioni, significa umiliarlo e torturarlo psicologicamente, significa ledere i diritti fondamentali di ogni uomo. E’ una vergogna per il genere umano quello che è stato fatto ai ciprioti

Nella notte Anastasiades strappa l’accordo alla troika!

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Dopo le parole dure di ieri sera del Presidente cipriota Anastasiades che aveva senza timore accusato la troika di non voler trovare un accordo e aveva denunciato l’ostruzionismo dichiarando: “Volete costringermi alle dimissioni? Vi propongo una cosa e la rigettate, ve ne propongo un’altra e la rigettate, che volete che faccia? Se volete le mie dimissioni, ditelo”,  durante la notte l’Eurogruppo ha dato l’ok al piano di salvataggio di Cipro. Cosa prevede l’accordo?

La Laiki Bank sarà chiusa attraverso un processo controllato e i suoi asset finiranno in una ‘good bank’ e in una ‘bad bank’. Per i depositi sotto i 100mila euro scatterà la garanzia europea, quindi saranno salvi. Inoltre, non ci sarà alcuna tassa o prelievo sui depositi, ma un’altra forma di ‘bail-in’: si congelano cioé i depositi sopra i 100mila euro, che verranno poi convertiti probabilmente con obbligazioni dello Stato.

“L’accordo raggiunto mette fine alle incertezze su Cipro e sulla zona euro”, ha detto il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, spiegando che “l’intesa evita la tassa e ristruttura profondamente il settore bancario di Cipro”. “Il programma contiene un approccio deciso per affrontare gli squilibri del settore finanziario. Ci sarà un’appropriata riduzione, con il settore bancario che raggiungerà la media europea nel 2018. Inoltre, Cipro s’impegna ad un programma di consolidamento dei conti, riforme e privatizzazioni”, ha detto Dijsselbloem. Le misure previste dall’accordo si limiteranno solo alle due banche maggiormente problematiche, cioé Laiki e Bank of Cyprus. La Laiki sarà risolta subito, in una bad bank e in una good bank, e quindi scomparirà. Gli asset buoni finiranno nella Bank of Cyprus, così come la liquidità d’emergenza della Bce (Ela), che deve essere restituita. Tutte le altre non saranno toccate. I depositi sotto i 100mila euro della Laiki saranno garantiti, quelli sopra i 100mila subiranno delle perdite che saranno decise durante il processo di liquidazione. Anche la Bank of Cyprus subirà delle perdite, ma non sarà l’Eurogruppo a stabilirlo, bensì lo farà nelle prossime settimane la troika, assieme alle autorità cipriote.

Il direttore del Fmi Christine Lagarde raccomanderà al Fmi di partecipare al piano di salvataggio di Cipro: lo ha detto Lagarde al termine dell’eurogruppo, spiegando come l’intesa raggiunta sia “buona”, perché “protegge i depositi sotto i 100mila euro, limita le misure alle due banche maggiormente problematiche e divide il peso tra Ue e Cipro in modo equo”.

L’accordo per il salvataggio di Cipro mette di buonumore le Borse europee e in rialzo appaiono anche i futures americani. In evidenza Vodafone (+2,3%) dopo le indiscrezioni su contatti per la cessione della sua quota nella joint venture con Verizon Communications per 135 miliardi di dollari. Bene Londra (+0,64%), Parigi (+1,4%), Francoforte (+1,07%) e Madrid (+1%). Milano (+0,6%) decelera ma si mantiene in linea con gli altri listini.

Ultimo tentativo per salvare Cipro… ma basterà?

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Il presidente cipriota Nikos Anastasiades si gioca l’ultima carta in una serie di incontri per salvare l’isola. A Bruxelles colloqui con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, con il presidente della Commissione Jose Manuel Barroso – che hanno annullato la loro presenza al vertice Ue-Giappone di domani a Tokyo nella speranza di arrivare ad un’intesa – con il direttore dell’Fmi Christine Lagarde e con il governatore della Bce Mario Draghi, in pratica i massimi esponenti della troika, Ue, Bce e Fmi.

Si lavora su un piano di salvataggio che prevede fondamentalmente un prelievo forzoso del 20% sui depositi bancari di oltre 100mila euro custoditi nella Banca di Cipro e del 4% su quelli per lo stesso ammontare in altre banche. Le misure devono essere varate entro lunedì: termine oltre il quale la Bce non garantirà più liquidità al Paese.

I capi di Stato alla Messa di Intronizzazione di Francesco! Tra le 200mila persone

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Sono arrivate 132 delegazioni a San Pietro: il presidente dell’Ungheria Janos Ader e la moglie Anita Hercegh, il principe d’Olanda Alexander e la principessa Maxima, Felipe di Spagna e la principessa Letizia, la presidente del Brasile Dilma Roussef, il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe e sua moglie, il primo ministro tedesco Angela Merkel, il re dei belgi Alberto II e la regina Paola, il presidente di Taiwan Ma Ying-Jeou con la moglie Chow Mei-Chin, Jose Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, la presidente dell’Argentina Cristina Fernandez de Kirchner, Maria Grasso, Pietro Grasso, Clio Napolitano, Giorgio Napolitano.

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Herman Van Rompuy lascia nel 2014.

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Il presidente del consiglio Ue Herman Van Rompuy ha annunciato che lascera’ la politica alla fine del prossimo anno. Lo ha detto nel corso della trasmissione domenicale ”Il settimo giorno” della tv belga Vrt. Il primo dicembre 2014 scade il suo mandato di presidente del Consiglio Ue e Van Rompuy non vuole giocare un nuovo ruolo dopo le elezioni del 2014

L’UE apre a sviluppo, crescita e all’Italia… farlo mesi fa?

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Martedì o mercoledì, alla vigilia del vertice dei leader europei, il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy farà circolare un testo di lavoro definitivo nel quale introdurrà la frase che Mario Monti attende con ansia.

«Nel rispetto del Patto di stabilità – dirà, salvo colpi di scena, il documento – potranno essere sfruttate le possibilità offerte dall’attuale cornice di bilancio per equilibrare la necessità di investimenti pubblici produttivi con gli obiettivi della politica fiscale». Vuol dire che una parte di quanto Roma e le altre capitali spenderanno per la crescita avrà titolo per non essere considerata nel calcolo del deficit. Di questi tempi, è un sollievo miliardario.  ORA SI PUO’ FARE QUALCHE MESE FA NON ERA POSSIBILE? DOVEVAMO ARRIVARE A QUESTO PUNTO? GRILLO METTE PAURA ALL’EUROPA E ALLA CASTA?

Sarà uno strano vertice, quello del 14 e 15 marzo, sessione di primavera dedicata ai temi economici. Van Rompuy l’ha convocato con una lettera in cui sottolinea che «la ripresa sarà lenta e fragile» e bacchetta i capi di stato e di governo per la lentezza con cui stanno attuando gli impegni di completamento del mercato unico promessi per fine 2012, come il riconoscimento delle qualifiche professionali e le regole per gli appalti. «Difficile giustificare il ritardo – ha scritto il fiammingo -; mette in dubbio la nostra determinazione ad adottare urgentemente tutte le iniziative necessarie per ripristinare la crescita».

Mentre la disoccupazione media vola verso il 12 per cento e anche il 2013 si prepara a entrare nella lista degli anni col pil sotto zero, ci sono fonti europee che denunciano come «la percezione della crisi è molto diversa da paese a paese» e che «quelli che stanno meglio non hanno un’idea chiara di come vanno gli altri». Più interlocutori evidenziano un divario non solo economico fra i ricchi del Nord e i sistemi ammanettati dalla recessione. In un quadro reso delicato dalla lunga volata verso il voto tedesco, in questa vigilia di summit c’è chi osserva «un certo sfasamento fra le politiche correnti e la realtà economica».

La bozza elaborata da Van Rompuy e datata 4 marzo sottolinea l’esigenza di revisionare il motore. Il vertice del 14-15 è oltretutto il punto di partenza del semestre europeo, il processo di coordinamento delle manovre di bilancio. Entro aprile gli stati devono spedire a Bruxelles le loro finanziarie, poi l’Ue avrà due mesi per dettare le raccomandazioni. Fase delicata, soprattutto ora che i cittadini si sono convinti che il rigore abbia aggravato la crisi. Nel 2012 i Ventisette risposero con «l’austerità intelligente». Adesso la formula parla di «consolidamento di bilancio differenziato e amico alla crescita». QUANDO AVREMO LA DILIGENZA DEL BUON CAPO FAMIGLIA?

L’ITALIA E’ STATA STRANGOLATA E LA FRANCIA NON HA RISPETTATO L’IMPEGNO, ORA LA POLITICA PUO’ ESSERE CAMBIATA!

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