Test in Russia: lancio di prova del missile Topol

russia_missile_topol-tuttacronacaMentre l’attenzione mondiale è rivolta alla situazione in Crimea, sembra di vivere in un clima da Guerra fredda. E oggi le forze russe hanno effettuato un lancio di prova di un missile balistico intercontinentale RS-12M “Topol”. L’ha riferito all’agenzia Ria Novosti il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Iegorov. E’ stato inoltre precisato che il lancio è avvenuto dal poligono di ‘Kapustin Iar’, nella regione di Astrakhan, presso il Mar Caspio. Stando al portavoce, il test ha avuto esito positivo e il lancio è riuscito.

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Russia e Ucraina in Crisi? Solo Berlusconi può risolvere la situazione

putin-berlusconi-tuttacronacaLara Comi, europarlamentare di FI, e Renato Brunetta, capogruppo dello stesso partito alla Camera, ne sono certi: l’unica persona in grado di placare le tensioni e risolvere la crisi di questi giorni tra Russia e Ucraina è il loro leader Berlusconi. Per questo motivo hanno chiesto a Renzi di inviarlo in Russia affinchè faccia da mediatore con Putin. A Omnibus la Comi ha affermato: “In merito alla crisi Ucraina credo che il presidente del Consiglio debba giocarsi la carta dell’amicizia storica tra Berlusconi e Putin per avviare un dialogo”.

Per Brunetta Renzi dovrebbe avere il coraggio “di investire Berlusconi, come ex presidente del Consiglio, nonché statista la cui autorevolezza è riconosciuta da Putin, di stabilire una interlocuzione con Putin a nome del nostro Paese e del desiderio di pace degli italiani”. Daniela Santanché in tweet lancia un monito a Casa Bianca e Bruxelles: “Obama e l’ Europa in queste ore si ricorderanno della Georgia e rimpiangeranno il ruolo fondamentale di Berlusconi”.

Schermata 2014-03-04 alle 20Dello stesso parere anche il “braccio armato” dell’ex premier, l’Esercito di Silvio: Berlusconi “potrebbe essere l’unico in grado di intervenire guadagnando un attimo di tempo per far ragionare tutti a mente fredda, davvero sarebbe risolutivo”. Ma se si guarda su Twitter, le affermazioni vengono prese con ironia: “In volo per Mosca Barbara D’Urso, la Yespica, la Carfagna, Berlusconi prova a dissuadere l’amico Putin. Se falliscono, pronta la D’Addario”, scherza un utente. Un altro lancia al Cav un messaggio più “hippy”: “Silvio convinci Vladimir a fare l’amore (anche ad Arcore) non la guerra”. C’è chi è più pessimista: “Se Berlusconi parla con Putin, quest’ultimo non solo si tiene la Crimea, ma si tiene pure Dudù”. Ancora: “Putin col dito sul grilletto, come Berlusconi”; “Il Cav potrebbe parlare con Vladimir e poi produrre ‘Guerra e Pace’. Oppure ‘Olgettine scatenate nella Dacia’”; “Silvio pensaci tu!! Organizza un festino con Silvio e risolvi la crisi ucraina”. Infine, l’ultimo appello: “Dudù sia nominato ambasciatore italiano in Russia!”

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Stop alla cooperazione militare con la Russia: lo annuncia il Pentagono

militari-russi-in-ucraina_tuttacronacaDopo lo stop alle esercitazioni a ridosso dell’Ucraina ordinato da Vladimir Putin, gli indici della borsa di Mosca risentono di effetti benefici tornando in positivo mentre il rublo ha ripreso forza rispetto all’euro e al dollaro dopo il crollo di ieri. A seguito dell’intervento russo in Crimea, tuttavia, gli Usa, come ha reso noto nella notte il Pentagono, hanno “sospeso tutti i legami militari” tra Washington e Mosca. Questa decisione include “le esercitazioni e le riunioni bilaterali, gli scali delle navi e le conferenze di pianificazione militare”, ha affermato il portavoce della difesa americana, John Kirby, in un comunicato. Oggi, intanto, il segretario di Stato americano John Kerry sarà a Kiev per mostrare sostegno alle autorità ad interim ucraine, mentre le forze russe controllano completamente la Crimea ormai da tre giorni.

“La Tymoshenko è il nuovo pupazzo di Putin”: le Femen sbarcano a Parigi

femen-parigi-tymosh-tuttacronacaTre attiviste Femen hanno protestato oggi, a poca distanza dalla Tour Eiffel, per la situazione in Ucraina. Le giovani, fermate dalla polizia parigina, hanno contestato anche contro l’eroina dell’opposizione appena uscita dal carcere scrivendosi sul seno nudo “Tymoshenko = Yanukovich” in carattere nero. E ancora: “La Tymoshenko è il nuovo pupazzo di Putin”. Sasha, Oksana e Yana sono state fermate dopo pochi minuti sul piazzale del Trocadero. Le giovani mostravano lunghe trecce bionde, ad imitazione della Tymoshenko, con le quali hanno finto di impiccarsi.

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Le Pussy Riot e il video “Putin vi insegnerà ad amare”

pussy-riot-tuttacronacaDura appena tre minuti il filmato delle Pussy Riot dal titolo “Putin vi insegnerà ad amare” che è rapidamente diventato virale in rete. Il video documenta la breve permanenza del gruppo punk femminista a Sochi, la città russa che sta ospitando i giochi invernali. Le Pussy Riot appaiono con il loro ben noto passamontagna colorato in testa mentre stazionano davanti a simboli dell’Olimpiade mescolate con immagini delle percosse subite dai cosacchi mentre le ragazze tentavano di esibirsi nel vicinanze delle strutture dedicate alle gare olimpiche. Il testo vuole essere un attacco al leader russo Putin, a cui si contestano le spese folli per l’organizzazione dei giochi – 50 miliardi di dollari – le ingenti misure di sicurezza e soprattutto la discriminazione nei confronti degli omosessuali: “Hanno preso l’orgoglio gay e l’hanno buttato nel cesso”, urlano le cantanti. Le cantanti, sempre con il loro brano, chiedono che vengano liberati tutti i prigionieri politici del “caso Bolotnaya”, vale a dire i manifestanti arrestati il 6 maggio 2012 durante una protesta organizzata alla vigilia dell’inaugurazione del terzo mandato di Putin. Proprio oggi – 21 febbraio 2014 – il tribunale distrettuale di Zamoskvoretsky, a Mosca, ha dichiarato colpevoli di “disordini di massa” otto degli attivisti arrestati due anni fa. Le loro condanne saranno lette lunedì prossimo. Appena ieri sul New York Times scriveva una delle Pussy Riot, Maria Alyokhina: “A causa del loro dissenso, molte persone oneste sono in carcere, imputate nel caso Bolotnaya. Sono le persone accorse a Mosca il 6 maggio 2012 per protestare contro i brogli avvenuti nel corso delle elezioni presidenziali. Hanno solo urlato “Putin vieni fuori!” e sono state malmenate dalla polizia, arrestate e messe sotto processo. Questa storia è più importante delle Olimpiadi, poiché dice tutto su come sia davvero, oggi, la Russia”.

I benefattori dei cani randagi a Sochi: NON sono “rifiuti biologici”!

ecani-sochi-tuttacronacaUno dei dieci imprenditori più ricchi del mondo secondo la classifica annuale della rivista Forbes, Oleg Deripaska, si è aggiunto alla schiera dei molti che stanno lottando contro lo sterminio dei cani randagi di Sochi ordinato dalle autorità russe. Deripaska ha infatti deciso d’investire parte della sua fortuna per la creazione di un rifugio per animali a Baranovka, un paesino vicino Sochi. Per ora il centro ha appena 40 posti disponibili, con recinzione e cucce, ma, aspetto ancora più importante, ha iniziato a promuovere diversi progetti di adozione presso la popolazione della città russa. Intanto, mentre le autorità di Sochi continuano a negare ogni tipo di soluzione violenta al problema dei cani randagi, la comunità animalista russa continua le sue proteste: a Mosca, nella Piazza Rossa, è stata issata una bandiera con la scritta “Olimpiadi di sangue”, per ricordare la strage di cani perpretata dalle autorità di Sochi. Alla Bbc ha raccontato: “Il mio primo cane l’ho trovato nelle strade del piccolo villaggio nel quale ho vissuto da bambino. Ed è stato il mio migliore amico per 5 anni. I randagi sono stati attirati a Sochi dall’incredibile numero di lavoratori edili che ci sono stati in città. Dopo che uno di loro ha disturbato durante la narrazione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici e un altro ha morso un bambino, è stata chiamata una ditta affinché venissero sterminati. Il direttore di tale ditta ha descritto i cani come ‘biological trash’, cioè rifiuti biologici. E’ stato un oltraggio.”

cagnoloni-tuttacronacaL’imprenditore non è l’unico. Si legge sul Fatto Quotidiano:

Per quanto il tuo Suv possa andare veloce ci vuole poco meno di un giorno per percorrere i 1800 chilometri che separano Sochi da Mosca. Igor Ayrapetyan da qualche tempo li percorre in auto con a bordo una decina di cani per volta. Il quarantenne ha allestito un rifugio per randagi nel giardino di casa sua, nei pressi della capitale russa, e ha messo su una squadra di volontari coordinati tramite Facebook. Igor si è improvvisato benefattore e si è messo in testa di salvare quanti più animali possibili dal massacro diventato orribile prassi quando un grande evento internazionale raggiunge quelle latitudini. Due anni fa, durante gli Europei di calcio, si calcola che a Kiev 30mila quattrozampe siano stati uccisi per strada dai “dog hunter”.

Putin abbraccia la pattinatrice lesbica Ireen Wust: il video spopola in rete

putin-abbraccia-atleta-gay-tuttacronacaDopo le accese polemiche, la scena che nessuno si aspettava di vedere e che è stata notata da pochi. Almeno fino a quando vari siti russi non hanno iniziato a diffonderlo. Nel filmato viene immortalato l’abbraccio tra il presidente russo Vladimir Putin e la pattinatrice olandese Ireen Wust, oro nei 3000 metri di pattinaggio velocità femminile a Sochi dopo quello di Torino. L’incontro è avvenuto tre giorni fa in casa Olanda, dove il premier russo ha bevuto una birra con il re Guglielmo Alessandro e la regina Maxima. Le immagini, tuttavia, sono circolate solo successivamente. Dopo aver chiesto all’atleta “Avete qualche domanda, c’è qualche problema?” e ricevuto in risposta: “No, è molto bello qui, mi piace”, il leader russo l’ha abbracciata calorosamente.

Scontro a distanza Usa-Russia? La tedofora e Obama con la banana

obama-russia-sochi-tuttacronacaObama, in un’inervista alla Nbc, non ha risparmato frecciate nei confronti di Vladimir Putin, ma anche la scelta dell’ultimo tedoforo scelto dal presidente russo in occasione dei Giochi di Sochi 2014 può esser letto in chiave polemica nei confronti del suo omologo americano. La scelta si è rivelata doppia ed è caduta su Vladislav Tretjak 62 anni, tre volte campione olimpico nella squadra di hockey dell’ex Unione sovietica e Irina Rodnina, l’unica ad aver vinto in coppia dieci mondiali consecutivi (1969-78) e tre ori di fila alle Olimpiadi (1972, 1976, 1980). Ma l’ex campionessa è anche una deputata del partito putiniano Russia Unita. Che ha fatto molto discutere lo scorso settembre a causa di un tweet razzista. La Rodnina ha infatti postato un fotomontaggio del presidente degli Stati Uniti Barack Obama con la bocca piena mentre qualcuno gli porge una banana. L’ex pattinatrice respinse seccamente le critiche al mittente: “Me l’hanno inviato dagli Usa. È la libertà di parola. Se qualcuno ha dei complessi, è un suo problema”. Poi cancellò l’immagine. Che però resta impressa nella memoria, come dimostra il fatto che qualcuno ha fatto notare la discutibile scelta…

Sochi e l’incubo dello spionaggio

kozak-tuttacronacaI Giochi Olimpici sono iniziati oggi con la cerimonia d’apertura, ma già da tempo sono sotto stretta osservazione mediatica, anche a causa delle notizie che arrivavano dalla struttura olimpica. Bagni con due wc, strani divieti, strutture non ancora pronte all’accoglienza e cani randagi destinati alla morte. Ad alimentare le cronache, sono poi arrivate le parole pronunciate ieri da Dmitry Kozak, vice primo ministro russo con delega sull’organizzazione dei giochi, rimbalza ancora sui siti dei giornali anglosassoni e sui social network, alimentando lo spettro dello spionaggio.Si legge in Rassegna Est:

Questo, Kozak, aveva detto nel corso di una visita con i giornalisti al media centre di Sochi. “Le telecamere di sicurezza negli alberghi rivelano che gli ospiti aprono l’acqua della doccia, rivolgendo l’erogatore verso il muro. Poi lasciano la stanza e stanno fuori tutto il giorno”.

Va da sé che in molti sono stati indotti a credere che nelle strutture ricettive di Sochi si spii. Immaginatevi del resto la scena descritta da Kozak. Sembra come un’ammissione che nelle docce ci siano telecamere nascoste e che qualcuno l’abbia capito. Aggiungete a questo il modo brusco con cui un assistente del vice primo ministro ha impedito a un giornalista, pronto a insinuare una scivolosa domanda sul tema, di avvicinarsi al politico.

Kozak, tramite la sua comunicazione, ha spiegato tuttavia che si riferiva ai sistemi di sorveglianza rimasti attivi durante i lavori di preparazione di questi anni e di questi mesi, che sono stati enormi e hanno visto la partecipazione di migliaia e migliaia di operai. Adesso quei sistemi, ha fatto sapere l’ufficio di Kozak, sono stati smantellati. Ma la precisazione non è servita a molto, se è vero che la discussione sul web è impazzata, con una conclusione abbastanza univoca: Mosca, a Sochi, vuole spiare.

E pensare che Kozak, ieri, aveva iniziato il suo incontro con la stampa parlando delle recriminazioni che i cronisti stranieri stavano facendo sulla qualità, a loro dire un po’ così, dell’ospitalità ricevuta a Sochi. Su Twitter, in questi giorni, s’è udito di camere d’albergo con toilette non funzionanti, allarmi scattati alle luci dell’alba e branchi di cani randagi che ciondolano nella notte. Si sta cercando di danneggiare l’immagine della Russia, aveva detto Kozak, prima dell’uscita sulle docce.

E comunque la faccenda dello spionaggio era venuta fuori già da tempo. Il sito dell’emittente americana Abc l’ha rilanciata nei giorni scorsi, con un lungo articolo in cui si spiega che in base alle norme russe l’intelligence di Mosca può intercettare i dati delle telefonate e delle comunicazioni informatiche, senza limiti, nei confronti di tutti. Che siano cittadini russi, stranieri residenti o di passaggio. Insomma, la tesi è che tutti, a Sochi, possono essere spiati. Compresi gli inviati della stampa occidentale. I loro telefoni e i loro portatili sono potenzialmente nel mirino dei servizi.

Si dice sempre: ormai la guerra fredda è alle spalle. È così, in effetti. Solo che, quando da Washington si guarda a Mosca, i vecchi retaggi – un assaggio si trova nei cablogrammi di Wikileaks – ritornano sempre a galla. Tra questi c’è l’ossessione che i russi non facciano che spiare. Tanto che qualcuno, al Congresso, è arrivato a formulare che Edward Snowden, il più grande spione degli ultimi tempi, un cittadino americano, attualmente esule a Mosca, è stato comprato dai russi.

Nel giorno in cui iniziano le olimpiadi, Google celebra i diritti umani

 

doodle-sochi-tuttacronaca“La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.” E’ questo il brano della Carta Olimpica che Google ha tradotto e riportato sotto il doodle apparso oggi sulla sua homepage, in concomitanza dell’apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Il doodle, che rappresenta discipline olimpiche quali Sci e Hockey, Curling e Slittino, Pattinaggio e Snowboard, ha i colori dell’arcobaleno che ricordano le bandiere simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali, al centro della polemica dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell` omosessualità”. Nei risultati della ricerca cui rimanda il doodle nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi della Carta: una presa di posizione anche da parte di Mountain view sui diritti gay, un attacco esplicito alle discriminazioni di cui la Russia si sta macchiando. Google, a modo suo e con raffinatezza e senza riferirsi direttamente alla cronaca recente, porta quindi avanti lo stesso messaggio lanciato dai potenti della terra che non assisteranno alla manifestazione inaugurale e degli atleti che potrebbero approfittare della loro visibilità per rincarare il messaggio di libertà di cui questi Giochi si fanno portatori.

I Giochi Olimpici sono sempre stati un po’ gay

Canadian-Institute-of-Diversity-and-Inclusion-Olympic-Games-Gay-tuttacronacaVladimir Putin ha spiegato che gay e lesbiche sono i benvenuti ai Giochi olimpici, purchè si tengano distanti dai bambini. Ma quelle che stanno per iniziare sono anche le Olimpiadi dove il tema dell’omofobia è forte tanto da far sì che diversi capi di stato non intervengano. Ma all’omofobia russa risponde un bellissimo video, “I giochi olimpici sono semrpe stati un po’ gay”, creato dal Canadian Institute of Diversity and Inclusion (CIDI). Lo spot gioca con i movimenti dei partecipanti alle gare di bob ed è accompagnato dalla canzone del gruppo The Human LeagueDon’t you want me.

Putin nella gabbia con un leopardo, due giornalisti feriti

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L’ennesimo gesto di “coraggio” del presidente russo Vladimir Putin che a pochi giorni dall’apertura dei Giochi di Sochi, in occasione della visita al Centro per la riabilitazione e l’allevamento del leopardo, è entrato nella gabbia della feroce belva.

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Putin ha trovato l’intesa con il leopardo di nome Grom (Tuono)  ed ha cominciato ad accarezzarlo. “Amo gli animali – ha affermato il leader del Cremlino – con loro ho un feeling. Ci piacciamo”. L’animale si è però infastidito dai reporter entrati con il presidente: li ha graffiati e a tentato di morderli. I due sono usciti subito dalla gabbia. Putin ha anche espresso parole di soddisfazione quando il guardiano ha spiegato che questo esemplare di leopardo si accoppia fino a 274 volte a settimana. “Prendi esempio” ha conlcuso a uno dei due reporter in perfetto stile machista!

Verso Sochi 2014: le autorità ordinano lo sterminio dei cani randagi

sochi-cani-tuttacronacaA giorni prenderanno il via le Olimpiadi Invernali 2014 e nella città russa di Sochi, che ospiterà l’edizione 2014, le autorità locali hanno dato incarico a una società che da anni si occupa di sterminare i cani randagi di intensificare i suoi sforzi. L’annuncio è stato dato da Alexei Sorokin, responsabile della società, che si è tuttavia rifiutato di specificare quale metodo viene utilizzato per sopprime i cani randagi o quanti ne saranno uccisi. L’uomo ha spiegato: “Facciamo un lavoro importante perché a Sochi di questi animali ce ne sono a migliaia e sono pericolosi visto che spesso mordono i bambini”. Negli anni scorsi per evitare questa strage di cani da più parti è stata proposta una campagna di sterilizzazione, ma le autorità russe si sono sempre rifiutate di prendere in considerazione questa alternativa e, nonostante le campagne degli animalisti, continua ad essere una pratica comune la soppressione di randagi in molte regioni della Federazione. Come ricorda Repubblica, c’è un precedente legato allo sport, quello della strage di cani randagi compiuta in Ucraina prima degli Europei di calcio del 2012. Un evento che suscitò indignazione e proteste a livello internazionale.

La compagna di Putin sarà l’ultima tedofora a Sochi

teodoforo-tuttacronacaSarà la compagna del presidente russo Valdimir Putin, da cui avrebbe perfino due figli, l’ultima tedofora alle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014. La 30enne Alina Kabaeva, campionessa olimpica di ginnastica ritmica a Sydney 2000 e Atene 2004, accenderà il braciere olimpico nella cerimonia d’apertura dei Giochi.

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Putin Killer of Democracy: la protesta di due Femen

femen-putin-tuttacronacaIl presidente russo Valdimir Putin è in visita alla sede del Consiglio d’Europa a Bruxelles e due attiviste femen non si sono lasciate sfuggire l’occasione per protestare animatamente davanti alla stessa sede. Nella capitale belga è in programma un summit con i vertici della Ue.

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Dr House vs Putin: “boycott vodka”

house-vodka-tuttacronacaIl Dottor House forse non potrà fare a meno delle sue pillole… ma l’attore che lo interpreta, Hugh Laurie, può rinunciare alla vodka. Soprattutto se è in segno di protesta. Solo che la sua idea ha scatenato un putiferio in Russia. L’attore britannico, infatti, ha scritto dabato su Twitter:  “Boicotterei le merci russe se potessi pensare a una sola cosa che hanno fatto oltre che deprimere il resto del mondo”. Aggiungendo poi “la vodka russa va bene se devi pulire il forno. Se vuoi berla, perciò, deve essere polacca”. L’attore ha spiegato che stava reagendo alle parole di Putin, che venerdì ha invitato i gay a “lasciar stare i bambini”. Come spiega l’Huffington Post:

La Russia, con una legge contestatissima, ha vietato la propaganda gay davanti ai minori. Laurie, noto per la figura di medico brillante, ma antisociale interpretata nella seria tv, è popolarissimo in Russia. L’attore ha immediatamente ritirato le sue parole, invitando “i russi buoni, gentili, ad affrontare i babbei che trafficano in questo veleno”. Ma la sua proposta è diventata uno dei temi più discussi su Twitter. “Voglio ufficialmente mandare Hugh Laurie all’inferno insieme e alla sua opinione sulle nostre merci e ai suoi progetti per boicottarle” ha scritto il famoso blogger Ilya Varlamov.

“Hugh ha lanciato un appello a boicottare tutte le merci prodotte in Russia, insultando contemporaneamente uno dei simboli del nostro paese, la vodka” ha scritto il giornalista sportivo Stepan Chaushyan sul settimanale popolare Argumenty i fakty. “Hugh si è dimenticato di una cosa: il denaro russo può facilmente boicottare lui” ha aggiunto, ricordando che Laurie ha dato vari concerti di blues in Russia. “Va bene, va avanti e boicottaci, ma devi cominciare dal gas, non dalla vodka” ha scritto il commentatore Savva Mirosh sul sito web della tv pubblica Ntv.

A New York, l’estate scorsa, i dimostranti hanno versato vodka nei tombini per protestare contro la legge russa che proibisce la propaganda gay. Ma la trovata di Laurie ha trovato il favore dei militanti per i diritti gay. “Con quanta ironia e quanto correttamente ha notato tutto. Grazie, Hugh” ha scritto Matvei Alexandrov sul sito web Gay.Ru. L’ex partner di laurie nella serie televisiva “jeeves and wooster”, Stephen Fry, che è apertamente gay, ha criticato la legge anti gay russa e appoggiato il boicottaggio delle olimpiadi invernali di Sochi che partiranno il prossimo 7 febbraio.

Sventola la bandiera arcobaleno al passaggio della fiaccola di Sochi: arrestato

sochi-omosessuali-tuttacronacaL’attivista gay Pavel Lebedev è finito in manette per aver sventolato, al passaggio della fiaccola olimpica di Sochi 2014, la bandiera arcobaleno simbolo dei movimenti per i diritti dei gay. L’episodio è avvenuto a Voronezh, in Russia, a oltre 900 chilometri dal luogo in cui i Giochi inizieranno il 7 febbraio. L’uomo è stato immobilizzato dal personale di sicurezza che, gettatolo nella neve, ha atteso l’arrivo della polizia che l’ha in seguito interrogato. “Ospitare qui i Giochi contraddice i principi basici delle Olimpiadi, ovvero favorire la tolleranza”, ha dichiarato al telefono all’agenzia di stampa Associated Press. Come ricorda Repubblica,

In Russia attualmente è in vigore una legge che vieta la propaganda di “relazioni sessuali non tradizionali”. E’ stata firmata a giugno dal presidente, Vladimir Putin, e ha scatenato un’ondata di proteste in Russia e all’estero, anche in vista delle stesse Olimpiadi. Per tentare di arginare le proteste, le autorità di Mosca hanno quindi imposto limiti al diritto di protestare durante i Giochi, che si concluderanno il 23 febbraio. Un decreto presidenziale inizialmente vietava tutte le manifestazioni a Sochi dal 7 gennaio al 21 marzo, ma in seguito il Cremlino ha rivisto la misura e ha permesso le dimostrazioni in luoghi scelti dal ministero dell’Interno.

 

“Basta che lasciate in pace i bambini”: Putin e i gay a Sochi

Vladimir_Putin-tuttacronacaSi avvicinano i giochi di Sochi e si continua a parlare della presenza dei gay alle prossime Olimpiadi invernali. Intervenendo al riguardo, il presidente russo Vladimir Putin ha detto:

Non abbiamo vietato i rapporti sessuali non tradizionali. Abbiamo vietato la propaganda dell’omosessualità e della pedofilia. Voglio sottolinearlo. La propaganda verso i bambini. Potete stare tranquilli, basta che lasciate in pace i bambini.

E’ in vigore dalla scorsa estate la legge promossa da Putin che prevede multe consistenti a chiunque diffonda informazioni sull’omosessualità a persone che abbiano meno di 18 anni. Non solo, la multa viene elevata anche a chi organizza manifestazioni a sostegno delle persone omosessuali. Secondo molte associazioni per i diritti umani, di fatto la nuova legge impedisce di parlare di omosessualità.

Atleti gay: gli Usa non sono molto più tolleranti della Russia

avery-stone-tuttacronacaLa giocatrice di hockey Avery Stone, che gioca nella squadra dell’università di Amherst, un un commento pubblicato sul Washington Post denuncia il fatto che non solo in Russia ma anche negli Stati Uniti gli atleti gay vengono discriminati. “Gli atleti gay, e coloro che sono sospettati di esserlo, devono ancora affrontare discriminazioni ed esclusione in tutti gli Stati Uniti. Giuridicamente, abbiamo più libertà, ma il mondo dello sport negli Stati Uniti non è molto più illuminato di quello dei nostri opponenti a Sochi”, ha scritto l’atleta ricordando che “le violazioni dei diritti civili dei cittadini russi gay ha reso Sochi un test di forza morale oltre che fisica” e che la composizione della delegazione americana include tre atleti apertamente gay, Billie Jean King, Brian Boitano e Caitlin Cahow. “Questo gesto dell’Amministrazione si propone di inviare un messaggio forte: gli olimpionici americani dimostreranno alla Russia quanto lontano è andato questo paese in termini di libertà di scelta. Ma mentre la Russia è dietro agli Stati Uniti per quanto riguarda i diritti dei gay, gli Stati Uniti non possono rivendicare maggior requisiti morali per quanto riguarda i loro atleti”, aggiunge citando fra l’altrolo studio del 2012 secondo cui atleti gay, bisessuali e transgender negli Stati Uniti hanno subito il doppio degli abusi rispetto ai loro pari eterosessuali e che un atleta gay su quattro denuncia di aver subito pressioni per nascondere la sua identità sessuale.

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Tutti pazzi per Dudù? Anche Putin gioca con lui

dudu-putin-berlusconi-tuttacronacaLo scatto è della rivista Chi e appare sulla copertina del settimanale che uscirà il 4 dicembre in edicola. Nel corso della sua recente visita in Italia, il premier russo Vladimir Putin si è trovato con l’amico Berlusconi e a palazzo Grazioli i due si sono divertiti a giocare con l’immancabile barboncino Dudù.

In Italia possibile adottare bimbi russi… perchè non son concessi i matrimoni gay

adozioni-russa-italia-tuttacronacaPavel Astakhov, rappresentante del Cremlino per i diritti dell’Infanzia, stando a quanto riferisce l’agenzia Interfax, ha annunciato che le adozioni internazionali di bambini russi saranno consentite soltanto all’Italia, visto che il nostro Paese non riconosce i matrimoni gay. “Ci risulta che attualmente l’Italia è l’unico Paese i cui cittadini hanno la possibilità di adottare bambini russi, perché questo Paese non riconosce il matrimonio omosessuale, e, di conseguenza, non dobbiamo cambiare nulla nell’accordo vigente e, inoltre, loro rispettano i termini di questo accordo”. Il rappresentante ha quindi spiegato che i bimbi russi verranno affidati unicamente ai Paesi con i quali ci siano accordi bilaterali di adozione. Al momento esiste solo con l’Italia, mentre la Francia non ha completato le procedure di ratifica del documento: “Non è colpa nostra. Voi (i partner occidentali, ndr) dovreste lavorare più attivamente se volete che l’adozione internazionale prosegua, perchè la Russia ha altre priorità. La nostra priorità è dare in adozione i bambini all’interno del Paese”.  Per quello che riguarda l’Italiam il presidente della Repubblica, preso noto che il numero degli affidi e delle adozioni è in calo, ha chiesto al Parlamento di affrontare i problemi che scoraggiano tanti genitori a intraprendere il lungo cammino necessario per poter accogliere un minore in famiglia. Lo scorso 20 novembre, si è svolta la Giornata per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nel corso di un convegno organizzato dalla Commissione parlamentare infanzia, Pietro Grasso ha denunciato le criticità del sistema-adozioni in Italia: “Pur essendoci in Italia un numero di adozioni più elevato rispetto agli altri Paesi Ue, le domande di adozione negli ultimi anni hanno subito una flessione marcata. Uno dei deterrenti alla scelta di adottare è la complessità delle procedure e l’incertezza dei tempi per concludere il percorso”. La presidente della Commissione Michela Vittoria Brambilla ha quindi presentato i dati: calo delle domande di adozione nazionale (-33%) e internazionale (-22%) così come degli affidi (-14%) nel periodo 2007-2011. Cifre, ha sottolineato, che “devono far scattare un campanello d’allarme”. Oltre all’incidenza della crisi economica, ha spiegato, “uno dei deterrenti principali alla scelta di adottare è costituito dalla complessità delle procedure e dall’incertezza dei tempi (spesso superiori ai 3-4 anni), ma anche dai costi elevati che possono arrivare a 30 mila euro”.  Da non dimenticare, poi, “un atteggiamento a volte troppo sospettoso verso gli aspiranti genitori”. Risultato: viene meno il principio del diritto del minore a crescere in una famiglia.

Mamma che bora! La “lotta” dei bersaglieri

bersaglieri-bora-tuttacronacaVisita a Trieste “con bora” per Vladimir Putin, che oggi ha avuto un incontro con il premier Enrico Letta. Ad accogliere i due presidenti in piazza dell’Unità c’erano i bersaglieri del picchetto d’onore che hanno avuto non pochi problemi a gestire le penne dei loro copricapi.

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Vladimir vs Vladimir: Luxuria e la visita italiana di Putin

vladimir-luxuria-tuttacronacaMobilitazione che ha coinvolto le associazioni gay in piazza Ponterosso, oggi, in occasione dell’incontro a Trieste tra Vladimir Putin ed Enrico Letta. A protestare contro il pesante clima di omofobia in Russia c’è anche Vladimir Luxuria che spiega: “Naturalmente a questo vertice bilaterale i diritti umani verranno ancora una volta calpestati dalle ragioni economiche”. E la delusione è rivolta soprattutto al governo italiano: “L’Italia per fortuna sta cominciando a capire che l’omofobia è una questione grave, ma a livello legislativo siamo fermi da decenni”. Quello di cui è certa, è che la ragion di Stato prevarrà anche durante il colloquio con Putin: “Siamo molto preoccupati. In Russia esiste una omofobia istituzionale rappresentata dalla legge che punisce la propaganda delle relazioni omosessuali. Ma c’è anche una caccia al gay nelle strade, dove militanti della destra estrema catturano e torturano gli omosessuali per poi mostrare al mondo questi orribili filmati con la complicità delle forze dell’ordine”. Proprio per questo “molti gay italiani hanno smesso di andare in vacanza in Russia” per il timore di arresti e persecuzioni. “Chiediamo a Letta di vigilare sulle garanzie contenute nei documenti che sanciscono partecipazioni russe in Italia”. Nel 2007, Luxuria venne fermata dalla polizia russa con Marco Cappato e Ottavio Marzocchi dei radicali, quando prese parte al Pride di Mosca, poi cancellato per i disordini provocati dai militanti dell’ultradestra e dagli ultraortodossi. “Purtroppo Putin ha una visione distorta dell’omosessualità. Pensa che la mascolinità sia dimostrabile unicamente con la cintura nera di karate”. E ancora: “Noi siamo qui per ricordare il vento omofobo che viene dall’Est. Non soltanto in Russia ma anche in Ungheria, dove la destra è radicale; in Serbia dove i Pride sono vietati come in Russia e in Croazia, dove domenica si terrà un referendum per rendere incostituzionale il matrimonio tra persone dello stesso sesso”. Tuttavia Vladimir Luxuria pensa che boicottare le olimpiadi invernali di Sochi, che si terranno il prossimo febbraio, sarebbe sbagliato: “Sarà un momento importante per manifestare la nostra opposizione alla legge omofoba russa, e credo che molti atleti faranno sentire la propria voce”. Quello che si spera, quindi, è “che Letta dirà qualcosa ma le speranze sono ridotte al lumicino. Si vede che il tema non gli interessa, ha anche evitato di nominare un nuovo ministro per le Pari Opportunità dopo le dimissioni di Josefa Idem. Delusa anche da Emma Bonino. Si vede che quando qualcuno arriva in alto nelle istituzioni poi dimentica le sue antiche battaglie”.

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“Sputiamo su Putin. La rivolta è f**a”: blitz a favore delle Pussy Riot a Roma

rivolta-pussy-riot-tuttacronacaOggi, 25 novembre, è la giornata che l’Onu ha indetto contro la violenza sulle donne e il collettivo femminista ‘Cagne sciolte’ ha deciso di ‘celebrarla’ con un blitz nella basilica di San Lorenzo al Verano, in solidarietà con le Pussy Riot proprio nel giorno della visita del presidente Vladimir Putin a Roma. Il collettivo, che fa parte del mondo della sinistra extraparlamentare della capitale, hanno così esposto uno striscione che recita “Free Pussy Riot” davanti all’altare della chiesa sanlorenzina per contestare la scelta delle autorità russe di perseguire penalmente Nadezhda Tolokonnikova e le altre componenti del gruppo punk per un’esibizione non autorizzata contro Putin nella cattedrale russa di Cristo Salvatore a marzo del 2012. Sempre lo striscione recita “Sputiamo su Putin. La rivolta è F**a”, inserendosi così in un ambito di contestazione alla visita del premier russo a Roma. Una nota delle attiviste, che hanno chiamato il loro movimento ‘cagne sciolte’ prendendo spunto da un manifesto femminista del 1968, spiega che mentre “le istituzioni incontrano Putin e il papa lo riceve in vaticano, noi invece esprimiamo la nostra solidarietà per le Pussy Riot e tutte le persone perseguitate in Russia per il proprio orientamento sessuale”. E ancora: “Il nostro dissenso per la presenza di Putin a Roma – continua la nota – non ci impedisce di denunciare la tendenza delle politiche italiane a vittimizzare le donne e proporre leggi sempre più repressive in loro nome, come dimostrato dalla recente legge sul femminicidio. La visita di oggi del presidente russo è l’emblema dell’ipocrisia delle cariche istituzionali, che spendono parole di indignazione contro la violenza sulle donne, mentre continuano ad ostacolare la loro reale autodeterminazione. Non dimentichiamo neanche il ruolo della chiesa nel determinare provvedimenti che limitano la libertà delle donne e delle persone lgbtqi. Siamo per questo convinte che sacra romana chiesa e chiesa ortodossa riusciranno a trovare dei punti d’incontro: un accordo tra patriarchi sui nostri corpi si trova sempre”.

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Paul McCartney e la lettera a Putin: “liberate gli attivisti Greenpeace”

Paul-McCartney-tuttacronacaSono 30 gli attivisti Greenpeace della Arctic Sunrise agli arresti in Russia dopo l’assalto alla piattaforma Gazprom nell’Artico. Tra questi, anche l’italiano Cristian D’Alessandro. Affinchè i giovani tornino liberi, l’ex Beatle Paul McCartney ha lanciato un appello sul suo sito pubblicando una lettera indirizzata al presidente russo Vladimir Putin. Il musicista esordisce con un informale “Caro Vladimir, spero che questa lettera ti trovi in buona salute” e informa subito il premier: “Spero non ti dispiaccia se sollevo il problema”. Dopo di che, arriva la difesa degli attivisti: “I miei amici russi dicono che in alcuni ambienti, i manifestanti sono considerati nemici della Russia, che fanno la volontà dei governi occidentali”. Falso, assicura il cantante inglese: “Greenpeace non è una organizzazione anti-russa. Danno sempre fastidio a questo o quel governo, certo. Ma, lo dico perché lo so, non hanno mai e in nessun luogo al mondo preso soldi da governi o aziende”. E ancora: “Accettano la responsabilità di quello che hanno fatto veramente”, nota McCartney: “Ma non si può trovare una soluzione del problema che convenga a tutti?”, chiede. E, anche se non mette in discussione l’indipendenza della magistratura in Russia, conclude: “Mi chiedo se è possibile utilizzare la tua influenza, qualunque essa sia, per restituire i detenuti alle loro famiglie?”

La fiamma olimpica arriva a Mosca e si spegne, gaffe russa.

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Cerimonia a Mosca per l’arrivo della fiamma olimpica che deve inaugurare i Giochi invernali di Sochi 2014. Dopo la cerimonia di accensione nella  Piazza Rossa alla quale ha presenziato anche Vladimir Putin, durante la staffetta per le strade della capitale russa, a pochi passi dal Cremlino, la fiamma si è spenta in mano di Shavarsh Karapetyan, 60enne ex nuotatore sovietico di origini armene. Un addetto dell’organizzazione l’ha prontamente riaccesa con un accendino, ma l’incidente è stato immediatamente criticato sui social network.

Il presidente del comitato organizzatore, Dmitry Chernyshenko, ha detto che si è trattato di un piccolo inconveniente causato dalla valvola non completamente aperta. Chernyshenko ha assicurato che ”tutte le torce sono state sottoposte a numerosi test e rimangono accese qualunque sia il vento”. La fiamma olimpica viaggerà per circa 65 mila chilometri attraverso 83 regioni della Russia: si tratta dell’itinerario più lungo della storia olimpica. Sul percorso si alterneranno oltre 14 mila persone, viaggerà per 123 giorni in auto, treno, in aereo, ma anche slitta trainata da renne, fino alla cerimonia di apertura. Tutto questo per una fiamma riaccesa con l’accendino!

Il gossip di Putin che fa il giro del mondo

Vladimir Putin e Alina Kabaeva-nozze-matrimonio-tuttacronaca

Nozze in segreto e l’uccellino cinguettante di Twitter vola a portare la notizia in tutto il mondo. Una voce, poi un gossip, ora quasi una certezza: “Vladimir Putin e Alina Kabaeva sposi in segreto”. Lei è una ginnasta russa che da anni è l’amante del presidente.

Poi arriva la smentita ufficiale che invece ha l’effetto contrario, anzi molti l’hanno anche considerata una conferma. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha invitato tutti a non occuparsi della vita privata di Vladimir Putin.

Secondo i rumors Putin, 60 anni, e Alina, 30 anni, si sarebbero uniti in un matrimonio segreto nel monastero di Iversky sul Lago Valdai, nel nord del Paese, dove il presidente russo si trovava per una conferenza.

Putin difende Berlusconi “se solo fosse stato gay…”

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Una difesa aggressiva quella di Vadimir Putin verso il suo amico di sempre Silvio Berlusconi, tanto da fargli esclamare

‘Se Berlusconi fosse stato un gay, nessuno lo avrebbe toccato con un dito’.

E poi ha aggiunto:

 ‘Berlusconi e’ sotto processo perché vive con le donne’.

Forse se Berlusconi fosse stato gay non sarebbe stato suo amico e forse per Putin… quanto alla condanna per Putin forse la frode fiscale, il falso in bilancio e l’appropriazione indebita  è sinonimo di vivere con le donne? In un sol colpo Putin ha offeso i gay e le donne, un bello strike!

Quello scacco matto ad Obama che lo fa venire allo scoperto

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Barack Obama spiazzato dalla soluzione di Putin. Assad pronto a consegnare le armi chimiche e porle sotto il controllo internazionale. In questo nuovo scenario il perdente è l’uomo “più potente del mondo” trasformatosi di colpo da premio Nobel per la pace a guerrafondaio che neppure appagato dalla consegna vuole a tutti i costi un raid contro la Siria. A questo punto Obama è stato costretto a uscire allo scoperto, quasi un’ammissione che in fondo le armi chimiche erano un pretesto per un operazione che serviva a far risollevare l’economia americana e a liberare i magazzini da armi inutilizzate da tempo. Così Barack Obama è stato costretto ad affermare che c’è stato “uno sviluppo potenzialmente positivo, se reale”, ma la Casa Bianca dovrà “verificare la loro validità. Capire se fanno sul serio”. E naturalmente in questo modo il presidente degli Usa si è lasciato aperto uno spiraglio di guerra anche se non si capisce se ormai sia una partita a risiko o a scacchi quella che vuole giocare il presidente Usa.

La Siria accetta la proposta russa: unirsi all’Opac. Obama in difficoltà

obama-siria-tuttacronacaIl ministro degli Esteri siriano, Walid Mouallem, a Mosca accanto all’omologo russo Serghei Lavrov, ha annunciato che il regime siriano ha accolto con favore la proposta russa di unirsi all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) e mettere le sue armi chimiche in impianti di stoccaggio sotto il controllo internazionale. L’annuncio della proposta russa era arrivato dopo che il segretario di Stato Usa John Kerry a Londra ha detto che il presidente Bashar Assad potrebbe avere una possibilità di evitare l’azione militare voluta dalla Casa Bianca: dare alla comunità internazionale accesso alle sue armi chimiche. Nel frattempo il quotidiano Bild ha pubblicato nuove rivelazioni che arrivano dall’intelligence tedesca (la BND) secondo cui non sarebbe stato il Presidente Bashar Assad ad ordinare l’attacco chimico del 21 agosto vicino Damasco. Dalle intercettazioni – merito di una nave spia, la Okerel, che si trovava sulla costa siriana – si deduce che alcuni comandanti del regime avrebbero chiesto ad Assad di utilizzare armi chimiche per almeno quattro mesi, senza mai ottenere risposta positiva dal leader. Tali informazioni sono destinate a pesare ulteriorimente sull’indecisione del Congresso americano se appoggiare o meno l’offensiva proposta dal Presidente Obama che nel frattempo stava proseguendo la sua campagna in Twitter:

obama-guerra-tuttacronacaParimenti, Papa Francesco continua a lanciare appelli per la pace:

papa-pace-tuttacronacaMa come vivono gli americani l’ipotesi di un attacco? Secondo un nuovo sondaggio pubblicato dalla Cnn conferma una forte opposizione a un’azione militare contro il regime di Damasco. Ben il 59% non è favorevole all’eventuale approvazione della risoluzione proposta da Obama al Congresso. Il 69% non ritiene che l’attacco rientri negli interessi nazionali e il 72% considera un attacco aereo insufficiente a centrare “obiettivi importanti” per gli Usa. Il fatto che il regime siriano abbia infine accettato la proposta russa sembra quindi mettere ancora più in difficoltà il presidente americano mentre appare sempre più evidente che i due protagonisti assoluti di questo conflitto in fieri sono proprio Putin (che ha avanzato la proposta) e Obama: si torna a respirare un clima da Guerra Fredda? Del resto è significativo il fatto che gli altri leader mondiali siano rimasti pressochè in silenzio. Si è dovuto attendere la sera per i commenti della cancelliera tedesca Merkel, per la quale è “interessante” la proposta di Mosca, e del ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, secondo il quale l’ipotesi “merita di essere esaminata scrupolosamente” e deve comunque soddisfare alcune condizioni: Assad deve impegnarsi senza ritardo a mettere sotto controllo internazionale e a far distruggere il suo arsenale chimico. Del resto era stato proprio il segretario di Stato Usa John Kerry a chiedere al regime di Assad di “consegnare alla comunità internazionale ogni arma chimica di cui dispone entro la prossima settimana”. Dopo la proposta di Mosca Kerry si è però affrettato, tramite la sua portavoce Jen Psaki, a precisare che il suo era “un argomento retorico sull’impossibilità e l’improbabilità che Assad consegnasse le armi chimiche, dopo aver negato di averle usate”. Un funzionario della Casa Bianca, dopo gli annunci di Russia e Siria, ha dovuto però dire: “Gli Stati Uniti intendono “approfondire” con la Russia la questione relativa al passaggio delle armi chimiche attualmente in mano al regime del presidente siriano sotto il controllo internazionale”. In questi giorni, infine, è apparso in Youtube il recente attacco perpetuato dall’aviazione siriana fedele a Bashar al Assad su alcuni obiettivi molto vicini alla diga sull’Eufrate, nel nord del Paese. Gli abitanti si sono immediatamente preoccupati, temendo un cedimento della struttura e di una mega-inondazione dell’intera provincia di Raqqa, da mesi sotto il controllo delle truppe ribelli.

Putin arriva a Roma per incontrare il suo amico condannato!

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“Vladimir Putin, il presidente della Russia, è arrivato a Roma per incontrarsi con il suo grande amico Silvio Berlusconi”. Lo riferisce in esclusiva la Stampa.  Queste le parole del quotidiano torinese:

Come è noto, non si contano gli incontri tra i due, molti dei quali riservati, tanto che l’ambasciata Usa a Roma ha dedicato al rapporto Putin-Berlusconi una preoccupata attenzione. Al riguardo, tra Roma e Washington ci sono stati diversi cablo negli anni, poi disvelati da Wikileaks.

Evidentemente gli ultimi rovesci giudiziari hanno convinto Putin a non far mancare il suo appoggio morale all’amico italiano. I due ceneranno assieme stasera.

L’ultimo incontro tra i due risale al 14 luglio scorso. In quell’occasione  fu il Cavaliere a volare in Russia per una visita privata al leader del Cremlino per una “visita privata” a Sochi.

Aggiornamento 5 agosto 2013, 18.38: L’ambasciata russa ha smentito la notizia data dalla Stampa che Putin fosse a Roma per incontrare l’ex premier Silvio Berlusconi.

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Giuliano Ibrahim Delnevo: l’italiano ucciso in Siria

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E’ morto un giovane italiano in Siria, combattendo contro il governo di Bashar Assad. Il ragazzo, la cui storia è stata anticipata da Il Giornale e confermata da fonti attendibili, sarebbe lo studente genovese Giuliano Ibrahim Delnevo, 22 anni, convertitosi all’Islam ha assunto il nome di Ibrahim. Intanto la questione siriana è tema al G8 che si sta tenendo in Irlanda del Nord e alcune fonti della delegazione della Casa Bianca hanno riferito che Barack Obama intende annunciare ai partner lo stanziamento da parte degli Usa di 300 milioni di dollari in aiuti umanitari da destinare ai profughi e alle vittime del conflitto siriano. Più precisamente, poco più della metà della somma andrà in Siria e il resto sarà trasferito ai Paesi vicini che ospitano masse di rifugiati siriani. Ma i contrasti con Vladimir Putin non sono ancora stati risolti, neanche dopo l’incontro di ieri tra il presidente Usa e il leader russo, possibile quindi che al termine del G8 sulla Siria ci sia una dichiarazione sottoscritta solo dai leader dei Sette e non da Vladimir Putin. L’idea è di confermare la volontà di convocare una conferenza di pace (denominata Ginevra 2). Il premier britannico ha proposto cinque principi per un confronto sul ritorno della pace in Siria: governo di transizione senza Assad, condanna dell’uso di armi chimiche nel mondo, accesso delle agenzie internazionali per gli aiuti alla popolazione siriana, impegno a combattere i gruppi estremisti, progettare la ri-partenza della ‘nuova Siria.

 

Putin e Škrebneva si separano!

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Putin si separa, ma sembra solo ufficializzare ciò che la stampa e il gossip aveva anticipato molto tempo fa. D’altra parte la moglie, Liudmila Škrebneva, era scomparsa dai riflettori da lungo tempo. Putin ha lanciato l’annuncio in tv: “E’ stata una decisione che abbiamo preso insieme, la nostra unione è finita. Il matrimonio è finito, perché praticamente non ci vediamo mai”. La coppia si era sposata il 28 luglio del 1983 e ha due figlie, Marija Putina, nata nel 1985, ed Ekaterina (Katia) Putina, nata nel 1986 a Dresda.

Putin contestato a suon di… seni!

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“Fuck dictator” scritto sul petto e una protesta in stile Femen ha accolto la visita del presidente Vladimir Putin alla fiera internazionale di Hannover lasciando di sasso anche la Merkel!

Il presidente russo non è apparso turbato dalla protesta e ha dichiarato: “Mi è piaciuta, darà più visibilità alla fiera di Hannover. Non ci vedo niente di male. Sarebbe meglio non disturbare l’ordine pubblico però, e una discussione politica è possibile solo se si è vestiti”, ha dichiarato alla conferenza stampa a cui ha partecipato anche la Merkel.

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Le grandi manovre di Putin

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Con una decisione annunciata senza alcun preavviso, il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato l’avvio per questa notte di manovre militari in grande stile nel Mar Nero. Una mossa che rischia di riaccendere la latente tensione con i vicini Ucraina e Georgia. Parteciperanno alle esercitazioni militari 36 navi stanziate a Sebastopoli, in Crimea (Ucraina) e a Novorossisk (Russia meridionale), e fino a 7mila uomini.

Suicidio? Morto Berezovski, ex eminenza grigia da anni contro Putin!

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L’oligarca russo Boris Berezovski, 67 anni, si è suicidato, secondo quanto riferisce il sito della tv russa in lingua inglese Russia Today. La tv cita uno degli avvocati dell’uomo d’affari, Aleksandr Dobrovinski. Ex eminenza grigia del Cremlino entrato anni fa in rotta di collisione con Vladimir Putin, era da tempo riparato in Gran Bretagna.

Obelix picchia i cronisti francesi… ancora guai per Gerard!

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Ha cacciato via i due reporter francesi che volevano documentare le sue prime reazioni dopo avere ottenuto ufficialmente la sua nuova residenza in Russia. Gerard Depardieu, che da gennaio è un cittadino russo, si è scagliato contro i due giornalisti chiedendo loro di cancellare le registrazioni video. Il tutto è avvenuto a Saransk, capitale della regione della Mordovia, in via della Democrazia al numero 1, dove da oggi risiede l’attore. Depardieu ha poi compilato un documento e ha ottenuto il suo nuovo passaporto russo timbrato da un funzionario nel corso di una cerimonia ufficiale al teatro nazionale della città. L’attore di 64 anni si era visto offrire la nazionalità russa dal presidente Vladimir Putin in persona, dopo una polemica con il premier francese Jean-Marc Ayrault, che aveva definito “meschina” la sua decisione di lasciare la Francia per questioni fiscali. In quella occasione l’attore aveva definito la Russia una “grande democrazia” e aveva criticato l’opposizione russa e il gruppo punk delle Pussy Riot.

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Accuse su accuse per Navalny, blogger anti Putin, incriminato per furto legname

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Gli americani non potranno adottare bimbi russi: Putin firmerà la legge

Russia autoritaria? Putin smentisce, però blogger Navalni incriminato

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Tensioni Usa-Russia, Obama promulga il Magnitsky Act

‘Magnitsky Act’ introduce alcune sanzioni nei confronti di funzionari russi sospettati di essere coinvolti nella morte dell’attivista per i diritti civili Sergei Magnitsky.

Secca la risposta da Mosca:  “negli Usa si continua a vedere la Russia ‘come un nemico, non un partner”.

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