Letta in Afghanistan “Qui anche dopo il 2014”. Altri soldi nelle missioni all’estero?

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Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha incontrato le truppe italiane a Herat, in Afghanistan, e ha assicurato che l’Italia non lascerà solo il Paese dopo il ritiro delle forze straniere. Incurante della crisi di governo e di quella economica, Enrico Letta preferisce tagliare forse ancora alla cultura e alla sanità piuttosto che le missioni all’estero?

«Nel 2014 si concluderà la missione Isaf, ma noi siamo qui per dire al governo di Kabul che anche dopo quella data non lasceremo solo il Paese», ha affermato Letta. Il premier è arrivato in Afghanistan alle sette del mattino locali, le 4 e mezzo italiane, e dopo la visita alla base ha incontrato a Kabul il presidente afghano, Hamid Karzai.

«Ho voluto fortemente essere qui per interpretare i sentimenti di vicinanza profonda dell’Italia per il vostro impegno», ha dichiarato Letta davanti a 1.200 dei circa 3.000 militari italiani presenti in Afghanistan, «in questi anni difficili per il Paese a livello economico e per la stabilità voi avete interpretato al meglio l’immagine dell’Italia recuperando e in parte riscattando le difficoltà».

E’ morta Barbara De Anna, la funzionaria ferita a Kabul

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E’ morta questa mattina la quarantenne toscana Barbara De Anna, la funzionaria italiana che il 25 maggio scorso era rimasta gravemente ustionata in un attacco talebano a Kaburl. La funzionaria dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), che in precedenza aveva lavorato anche con Onu e Nato, era arrivata a Kabul nel 2011. Il 25 maggio, rimasta coinvolta nell’attentato, aveva riportato ustioni di secondo grado sul 90% del corpo. Curata in un primo momento nell’ospedale di Emergency a Kabul, era stata trasportata in quello per essere infine trasferita  in Germania, nel centro per grandi ustionati dell’ospedale di Ludwigshafen. Ma tutte le cure sono risultate inutili.

Obama… aiutaci tu! Le Femen “accolgono” il presidente Usa a Berlino

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Il presidente americano Barak Obama si è recato oggi a Berlino dove ha citato il discorso di Reagan alla Porta di Brandeburgo: “Dobbiamo fare in modo di far sparire altri muri che ci sono nel mondo”. Aggiungendo: “E’ meraviglioso essere di nuovo a Berlino – ha poi detto Obama ringraziando la sua ospite – e sono contento dell’invito della cancelliera dopo i 50 anni dalla visita di Kennedy”. Da parte sua la Merkel conferma l’impegno della Germania per il successo del trattato di libero commercio riservando però una bacchettata a Obama: “Apprezziamo il lavoro degli Usa sulla sicurezza, ma c’è una questione di proporzionalità”. Il presidente Usa ha inoltre affermato: “Ho deciso che noi possiamo garantire la sicurezza degli Usa anche se riduciamo i nostri armamenti atomici strategici fino a un terzo”. Il discorso è quindi deviato sugli sforzi per la pace in Afghanistan, in Siria e in Medio Oriente: gli afghani, ha spiegato riferendosi ai colloqui con i talebani, hanno bisogno di parlare con gli afghani per rompere il ciclo di violenze, e quindi “spero che i colloqui di pace proseguano nonostante le difficoltà”. Riguardo i problemi sorti con Kabul, che oggi ha annunciato lo stop ai negoziati sull’accordo sulla sicurezza, ha sottolineato che “sapevamo che ci sarebbero state tensioni, non è una sorpresa: siamo nel mezzo di una guerra”, con morti da entrambe le parti. A conferma delle tensioni, è arrivata la dichiarazione del presidente Karzai: “Non ci uniremo ai negoziati in Qatar se non avverranno nell’ambito di un processo guidato dagli stessi afghani”. Per quel che riguarda la Siria, l’appello è affinchè termini “lo spargimento di sangue: siamo uniti nel desiderio di trovare una soluzione nella trattativa”. Ha quindi sottolineato come “tutti i Paesi del G8, Russia inclusa, hanno sostenuto la necessità di creare un governo di transizione con pieni poteri”, dichiarando che è vero che la Casa Bianca ha “le prove dell’uso di armi chimiche da parte del governo di Assad”, anche se sarebbero “esagerate” le voci di un pronto intervento. Riguardo Guantanamo, Obama ha confermato che vorrebbe ancora chiuderlo “ma ovviamente è stato più difficile delle aspettative”. Ma il presidente non si è sottratto neanche in merito alla questione datagate, riguardo la quale ha sottolineato che “gli Usa non frugano nelle email dei cittadini”, ma il governo ha mantenuto un “equilibrio appropriato” tra le esigenze dell’intelligence e i diritti civili.
Ma all’arrivo a Berlino c’è stato anche un “fuoriprogramma”, un blitz organizzato da due Femen al passaggio del convoglio del presidente. Le ragazze, a seno nudo, hanno mostrato le scritte “Obama help” e “Free our sister” lanciandosi verso l’auto ma venendo bloccate dalla polizia che, con violenza, hanno fermato la prima ragazza buttandola a terra sull’asfalto e ammanettandola. Una volta fermata anche la secondo, entrambe sono state fatte salire sulla camionetta della polizia.

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Attentato suicida a Kabul: almeno 16 le vittime

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Almeno 16 morti e diversi feriti: è questo il bilancio di un attacco suicida che ha avuto luogo vicino al quartier generale della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), a pochi metri dall’ingresso dell’ambasciata americana a Kabul.A rivendicare la strage i talebani il cui portavoce, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che l’obiettivo erano i giudici e il personale della Corte. Stando ai talebani, nell’esplosione sarebbero state ‘uccise 50 persone fra giudici e personale della Corte”.

E’ Barbara De Anna la funzionaria ferita ieri a Kabul

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La funzionaria italiana dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) rimasta gravemente ferita nell’attacco dei talebani ieri a Kabul, è Barbara De Anna, 40enne fiorentina, con una lunga esperienza all’Onu, in Afghanistan dal 2010 . La donna, che è stata Investita dall’esplosione di una granata, ha riportato ustioni di secondo grado sul 90% del corpo e restano gravi le sue condizioni. De Anna, trasportata all’ospedale militare di Baghram dopo esser stata curata nell’ospedale di Emergency, è ora  in attesa di poter essere trasferita all’ospedale americano di Ramstein, in Germania. Nello stesso attacco, sono morte  sette persone, tra cui quattro membri del commando. “Si tratta di quattro assalitori dotati di armi pesanti e leggere. Uno di loro si è fatto saltare in aria davanti al portone dell’Oim, gli altri tre sono entrati nel complesso”, ha spiegato il portavoce del ministero, Seddiq Seddiqi, in conferenza stampa. I tre cecchini si sarebbero spostati da un edificio all’altro prima di trovare la morte dopo sette ore di scontri armati. Le altre tre vittime sono “un poliziotto e due civili adulti”, ha precisato Seddiqi. Diciassette persone, sette straniere e dieci di nazionalità afgana, sono rimaste ferite, tra le quali anche la signora De Anna. L’azione è stata rivendicata dai talebani.

Italiana vittima di attentato è in gravissime condizioni a Kabul

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Questa mattina a Kabul si è verificato un attentato in cui una funzionaria italiana è rimasta gravemente ferita. Secondo Emergency l’attacco avrebbe coinvolto anche una guest house dell’Onu.  La donna è stata ricoverata in ospedale.

Le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate, dopo che, in un primo momento pareva che la donna avesse subito solo ferite superficiali. “Le condizioni della funzionaria italiana alla quale vengono prestate le necessarie cure, sono infatti costantemente monitorate e sono divenute molto più serie di quanto non sia stato possibile verificare nelle prime fasi successive all’attentato”, recita infatti un comunicato.

Problemi di sicurezza: annullata conferenza stampa a Kabul

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Problemi di sicurezza hanno impedito lo svolgersi della conferenza stampa congiunta del presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai ed il Segretario alla Difesa americano, Chuck Hagel. I funzionari USA non hanno rilasciato dichiarazioni circa la natura della minaccia alla sicurezza, ma va ricordato che è trascorso solo un giorno dall’attentato suicida a Kabul che ha provocato la morte di nove civili. L’esplosione è avvenuta a solo un km di distanza dal luogo previsto per la conferenza.

Trovati 2 canadesi dispersi tra le vittime del sito petrolifero algerino

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Finito l’attacco a Kabul: 8 vittime

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Vedi l’articolo precedente.

Kabul nella spirale della violenza. 3 attacchi kamikaze e talebani contro sede polizia!

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Fiamme a Kabul! Rogo al mercato, 600 negozi distrutti

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Ovazione alla “dea guerra” a Kabul: bomba presso base Isaf

Prime fonti parlano di un civile morto e 30 feriti.

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Panetta, capo del pentagono, arriva in Afghanistan per decidere ritiro militari Usa

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Kabul. Talebani appoggiati da kamikaze attaccano base Isaf: 16 morti

John Allen torni a Kabul… E avanti con le ispezioni sulle “bollenti mail” fra il Generale e Kelley.

2014: no alla rottura con l’Afghanistan

 

L’Italia, come gli altri Paesi, ”trasformerà il suo supporto ma questo non significa lasciare il Paese da solo”. Queste le parole del premier Mario Monti durante la sua visita a Kabul.

Monti in Afghanistan

 

Mario Monti ha visitato il contingente italiano nella base Isaf di Herat. Il premier si è poi recato a Kabul dove ha incontrato il presidente afghano Karzai. La visita è stata tenuta segreta per motivi di sicurezza. E’ il secondo incontro tra i due premier dopo la firma dell’accordo di cooperazione tra i due Paesi siglato il 26 gennaio.

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