L’edificio pubblico più alto d’Europa distrutto in 5 secondi

torre-francoforte-distrutta-tuttacronacaE’ stata distrutta, con un’esplosione, la Torre dell’Università di Francoforte. Costruita nel 1972, ospitava gli uffici e le aule del dipartimento di Scienze sociali. La costruzione, che con i suoi 116 metri era l’edificio pubblico più alto di Europa, è stata abbattuta con 900 kg di esplosivo. Ad assistere all’evento si sono radunati nell’area delle operazioni migliaia di persone.

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Feriti a Francoforte, si abbatte una gru su un supermercato!

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Una gru è crollata su un supermercato a Bad Homburg, vicino a Francoforte. Secondo le prime informazioni ci sarebbero molte persone ferite sotto le macerie.  La grande gru è caduta sul tetto del supermercato, che sarebbe in parte crollato. Lo ha reso noto la polizia locale, secondo cui ci sarebbero diversi feriti rimasti sotto le macerie. Il crollo ha creato il panico tra i clienti.

Ecco il video della tragedia:

Arrestati alcuni italiani a Francoforte mentre manifestavano alla Bce!

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Violenza nella seconda giornata di “Blockupy” Francoforte. Verso la sede della Bce hanno marciato in 7mila oggi e tutto sembrava procedere tranquillamente. Le strade della capitale economica tedesca erano percorse dai manifestanti pacificamente, fino a quando un piccolo  gruppo di persone a volto coperto ha iniziato a lanciare pietre e fumogeni contro la polizia. La reazione delle forze della sicurezza è stata immediata: spray al peperoncino e lacrimogeni. Oggi l’ordine dato ai poliziotti era diverso da quello di ieri: impedire a ogni costo il passaggio dei dissidenti accanto alla Eurotower!

Alla fine ci sono stati diversi feriti e molti arresti. Tra i fermi anche decine d’italiani che erano arrivati a Francoforte da  Napoli, Padova, Venezia, Bologna e dalle Marche. Tra questi c’era anche il consigliere comunale di Venezia, Beppe Caccia.

Alle ore 20.00 solo due italiani sono stati rilasciati mentre gli altri si trovano ancora in stato di fermo. Intanto il corteo continua a fronteggiare la polizia e a ondate le forze dell’ordine irrompono tra i manifestanti e ne arrestano alcuni.

Le manifestazioni degli indignados oggi si sono svolte in oltre 80 città europee al grido di “I popoli uniti contro la Troika”, cioè Commissione Europea, Bce e Fondo monetario internazionale.  La protesta è sempre quella di attuare politiche tese a discriminare alcuni cittadini europei a favore di altri.

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A Francoforte va in scena la protesta di Blockupy

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“L’Umanità prima del Profitto”, è questo lo slogan dei manifestanti a Francoforte. Sono migliaia di militanti del movimento anticapitalista “Blockupy” che hanno bloccato l’accesso alla sede della Banca Centrale Europeaper protestare contro le misure di austerità imposte nella gestione della crisi del debito pubblico. Hanno marciato sotto la pioggia, per occupare le strade che conducono al distretto finanziario, fino a che la folla, che la polizia stima attorno alle 2500 persone, è poi stata fermata dalle transenne della polizia, schierata in assetto antisommossa e con, alle spalle, camion dotati di cannoni ad acqua ed elicotteri. La protesta è iniziata ieri sera e durerà tre giorni, durante i quali si contesteranno le politiche anti-crisi della Bce. A parte qualche tafferuglio, per ora si sta svolgendo in maniera “pacifica” e rispecchia lo scopo per il quale è nata. Martin Sommer, il portavoce, ha spiegato: “Il nostro obiettivo è semplice: bloccare le normali attività (della Bce, ndr)”. Ad esempio, ha aggiunto Sommer, impedendo agli impiegati delle strutture finanziarie di raggiungere il loro posto di lavoro, come sta accadendo oggi a Francoforte. Per domani, primo giugno, è previsto un corteo di protesta per il quale, come l’anno passato, è attesa la partecipazione di migliaia di persone da tutta Europa.

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SCANDALO DEL FISH & CHIPS INGLESE!

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Dopo il tabù infranto della carne equina trovata in prodotti spacciati come di manzo, il Regno Unito potrebbe doversi confrontare con un altro trauma legato a potenziali casi di frode alimentare e questa volta sotto osservazione è il piatto nazionale: Fish & Chips. Secondo recenti studi sempre più spesso il pesce con cui viene preparato non è merluzzo, come la ricetta richiede, ma una varietà meno costosa, proveniente anche da molto lontano, come il Pangasio vietnamita. Lo riferisce la Bbc. Una delle ricerche menzionate rileva che almeno il 7% del pesce spacciato per merluzzo nel Paese del Fish & Chips; che si prepara tuffando il pesce in una ricca pastella prima di essere cotto in olio bollente e servito con abbondanti patatine fritte (meglio se poi condito con sale e aceto) – non lo è.
Ciò pone tre ordini di problemi: intanto una chiara violazione dei diritti dei consumatori che «devono poter essere certi di sapere cosa acquistano o consumano», sottolinea Stefano Mariani, biologo marino all’Università di Salford e autore di una delle ricerche menzionate. Ma solleva anche importanti quesiti sulla sicurezza alimentare e quella ambientale. Gli esperti invitano infatti a non sottovalutare il principio di tracciabilità dei cibi, che permette di risalire a metodi di pesca utilizzati per valutarne l’impatto ambientale, così come gli eventuali metodi di allevamento. Studi sono stati condotti anche oltre il territorio britannico ed è emerso che in Europa tra un quarto e un terzo dei prodotti a base di pesce testati contiene altro da quanto indicato sull’etichetta. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, secondo un recente studio il 25% del pesce servito nei ristoranti di New York non è quello che si legge sul menu. Ed è sempre più complicato, si sottolinea ancora, rintracciare la provenienza del pesce che, al contrario di quanto si possa immaginare, non ha il suo epicentro di smistamento in uno dei grandi porti europei, per esempio, ma all’aeroporto di Francoforte. Dove le autorità continuano a ‘scoprirè nuove specie fino ad ora sconosciute sul mercato europeo. Il mercato del pesce congelato si è esteso a dismisura con un traffico di container sempre più massiccio proveniente dai luoghi più disparati.
Anche per questo settore però al momento la Cina sembra essere in cima alla lista.

LA RICETTA DEL VERO FISH & CHIPS PUOI TROVARLA QUI! 

La Ue adesso attende risposte da Cipro, ma c’è la Russia!

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Bruxelles ha deciso di aspettare che Cipro presenti una proposta alternativa dopo la bocciatura di quella europea, mentre Parigi giudica “un errore” il piano di salvataggio presentato da Bruxelles. Da parte sua, Angela Merkel esorta l’Eurozona a trovare una soluzione alla crisi cipriota esprimendo rammarico per la decisione del Parlamento. Intanto, il ministro delle Finanze di Nicosia vola a Mosca per chiedere aiuto alla Russia.

“Ora sta a Cipro presentare un’alternativa rispettando i parametri sul finanziamento e sulla sostenibilità del debito decisi sabato scorso”, hanno detto alla Commissione europea, precisando che nel loro piano era stata preferita una soluzione che salvasse i depositi sotto i 100mila euro, soluzione che però “è stata rigettata dalle autorità cipriote”.Mentre forti critiche sono arrivate da Parigi al piano di salvataggio di Bruxelles, la cancelliera tedesca ha detto: “Cipro è un nostro partner nella zona euro e perciò è nostro dovere trovare una soluzione”.

Intanto, il ministro cipriota delle Finanze Michalis Sarris è arrivato questa mattina a Mosca: spera infatti di ottenere altri soldi in prestito per superare il rischio bancarotta e l’impasse con l’Europa. A Nicosia ci si augura che la Russia conceda al Paese un’estensione del credito da 2,5 miliardi di euro accordato nel 2011, finanziamento che i ciprioti dovranno finire di rimborsare entro il 2016. “Spero che l’accordo si raggiunga già oggi”, ha detto Sarris.

La prima conseguenza della decisione del Parlamento potrebbe essere il blocco dei finanziamenti da parte della Bce. Jeorg Asmussen, del direttorio dell’Eurotower, ha detto infatti che Francoforte che potrebbe interrompere i crediti alle banche di Cipro, se Nicosia non arriverà a un accordo sul pacchetto di aiuti.

Intanto, le banche cipriote prolungano ulteriormente la chiusura. Gli sportelli resteranno chiusi anche nella giornata di domani, come fanno sapere fonti istituzionali dell’Isola secondo quanto scrive Bloomberg.

Caos a Fiumicino e a Milano… colpa del maltempo in nord Europa

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Centinaia di voli cancellati stamani a causa del maltempo e delle forti nevicate che stanno imbiancando tutto il Nord Europa. Ripercussioni sui voli da e per Parigi e Francoforte anche all’aeroporto di Fiumicino a causa del maltempo e della neve che sta penalizzando alcuni scali del nord ovest Europa. Al momento, sono stati cancellati da Fiumicino tre voli per Parigi mentre altri due accusano ritardi di oltre tre ore; tre i voli cancellati in arrivo dalla Capitale transalpina. Dallo scalo romano è stato cancellato un volo Lufthansa per Francoforte, dove in mattinata è stato chiuso lo scalo per l’emergenza neve; soppresso anche uno in arrivo.

Disagi nel traffico aereo in Germania, dove, a causa del maltempo, sono stati cancellati i mattinata 161 voli allo scalo di Francoforte, il più colpito. Pesanti ritardi si sono accumulati a causa della neve e delle operazioni di disgelo necessarie agli aerei in partenza. Anche la circolazione stradale sta risentendo in queste ore delle condizioni del tempo: è caos lungo le autostrade attorno alla città dell’Assia. Mentre sulla A5 c’è stato un incidente dovuto al ghiaccio. In settimana le temperature in Germania sono bruscamente calate, dopo i primi accenni di primavera dei primi giorni di marzo, finendo di nuovo sotto lo zero in tutto il Paese.

Il volo infernale con atterraggio alle Azzorre! A bordo anche italiani.

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Atterraggio di emergenza alle Azzorre, ieri pomeriggio, per un volo Lufthansa partito da Città del Messico e diretto a Francoforte. A bordo dell’aereo anche diversi italiani, come riferisce uno di loro che ha dato la notizia all’agenzia Ansa. I passeggeri, che fortunatamente non hanno subito conseguenze sono ancora bloccati alle Azzorre, come racconta la stessa fonte. “Partiti con 5 ore di ritardo per problemi tecnici a metà del volo si sono spente tutte le luci ed il comandante ha annunciato l’atterraggio di emergenza per fumo in cabina”, spiega.

“Abbiamo vissuto momenti di tensione quando, a metà del volo nel mezzo dell’Atlantico, si sono spente tutte le luci a bordo e dopo qualche istante il comandante dell’aereo – il Lufthansa LH499 – ci ha comunicato l’atterraggio di emergenza per problemi di fumo in cabina”, spiega un passeggero italiano raccontando l’accaduto.
Atterraggio avvenuto alla Azzore “dove siamo stati sistemati in alcuni hotel ma senza informazioni: siamo bloccati qui da ieri sera senza aver nessun tipo di indicazione su quando e con che volo potremo ripartire”, aggiunge sottolineando di non essere finora riuscito a mettersi in contatto con la compagnia tedesca ma di essere stato comunque contattato dal personale dell’Ambasciata italiana a Lisbona.

“Eravamo partiti da Città del Messico con quasi cinque ore di ritardo l’altro ieri notte”, continua il racconto spiegando che il ritardo era stato causato da problemi tecnici: “Prima -continua il testimone- ci avevano detto che c’era un problema ad un freno, poi un altro ad un portellone. E a causa di quest’ultimo che ha messo fuori uso una delle uscite di sicurezza, ci è stato comunicato che 8 file di sedili dovevano rimanere vuote, lasciando a terra 50 passeggeri”.

Dopo il decollo e a circa metà del viaggio che doveva portare i passeggeri a Francoforte, l’annuncio del fumo in cabina e la decisione di ‘scendere’ alle Azzorre dove il Boeing 747 è atterrato allo scalo di Lajes, nell’isola di Terceira.

Protesta all’aeroporto di Francoforte! Equipaggi a terra.

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Con questo tempo viaggiano solo i pinguini! 500 voli cancellati a Francoforte

Il maltempo continua a creare disagi ai trasporti!

Sirene del freddo in allarme!

In Italia allagamenti in Toscana, vicino Arezzo, si monitora l’Arno. Fiumicino blocca i voli per Londra e Parigi, causa maltempo.

Paralisi parigina. Bloccata metro sul ponte sulla Senna per il ghiaccio, evacuati 100 passeggeri. 40% dei voli cancellati anche gli aerei a Orly.

Londra voli a terra anche domani.

Aeroporto di Francoforte paralizzato.

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