La Merkel si rompe il bacino sciando!

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La cancelliera Angela Merkel ha riportato una frattura dell’anello pelvico, mentre sciava durante le vacanze di Natale in Engadina ed i medici le hanno consigliato tre settimane di riposo. Lo ha reso noto il portavoce del governo, Steffen Seibert. Il portavoce Seibert ha precisato che la cancelliera si è fatta male mentre faceva sci di fondo e procedeva “lentamente”. Nella caduta si è provocata una contusione alla parte sinistra della schiena. Successivamente, ha precisato, i medici hanno specificato che si tratta in realtà di una “infrazione” termine tecnico che ha spiegato con una “frattura meno grave”.

I medici le hanno pertanto, questo scorso venerdì, suggerito di stare il più possibile sdraiata per tre settimane, ciò non vuol dire comunque, ha sottolineato, che la cancelliera non espleterà le sue funzioni di capo del governo. Infatti sarà lei a presiedere il prossimo Consiglio dei ministri, ha precisato.

L’incidente è avvenuto “durante le ferie di Natale”, ha aggiunto Seibert precisando che la cancelliera è rientrata dalle vacanze il 30 dicembre. Rispondendo ad un domanda Seibert ha detto che l’incidente non è stato provocato da persone terze e nessun altro vi è rimasto coinvolto. Tra gli impegni della cancelliera che salteranno una visita mercoledì a Varsavia e un colloquio con il premier del Lussemburgo.

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L’Europa federale di Letta, dopo le parole della Germania

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La Germania oggi ha lanciato chiari segnali di “divisione” dicendo che ognuno ha il suo debito e che non ci saranno né fondi di  riscatto Nè eurobond, ma il premier non ha ancora, per fortuna, perso l’entusiasmo e ha rilanciato: «L’Italia ce l’ha fatta da sola e ce la fa da sola, ed è per questo che ora può chiedere con forza una svolta dell’Europa sulla crescita». Queste sono state le parole del  premier, durante il suo intervento al congresso della Spd, il partito social democratico tedesco, in corso a Lipsia. «Basta con l’immagine di un Paese assistito», ha proseguito Letta, parlando poi delle sue aspettative per il futuro dell’Italia: «Nel secondo semestre dell’anno prossimo saremo in grado di avere carte le carte in regola. L’obiettivo che intendo portare avanti con determinazione è di avere per la prima volta nello stesso tempo il debito pubblico che scende, il deficit per il terzo anno di seguito sotto il 3%, la spesa pubblica primaria finalmente in calo, le tasse sulle famiglie finalmente in discesa e il segno più davanti alla crescita fino all’obiettivo dell’1% l’anno prossimo». Nella prossima campagna elettorale Ue è necessario dare con «coraggio» il messaggio che «vogliamo costruire un’Europa federale». Che, ancora una volta, noi «europei, italiani e tedeschi» facciamo una «scelta per l’Europa federale», «è fondamentale». Anche perché il rischio concreto è dalle elezioni di primavera esca «il parlamento europeo più antieuropeo della storia e per evitare questo baratro «non possiamo più sbagliare come ha fatto l’Europa nei primi anni della crisi».

Se questa è l’Europa… a ognuno il suo debito e muoia Sansone e tutti i Filistei

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Politica dura, rigida e forse alla fine si rivelerà controproducente per chi la sta mettendo in atto.  Niente eurobond, né fondi di riscatto: anche il futuro governo di grande coalizione tedesco non prevede per il futuro dell’eurozona alcuna condivisione del debito. E’ quanto hanno deciso i futuri partner di coalizione, l’Unione di Cdu/Csu e la Spd, secondo quanto riporta il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Eppure quando si riunificare la Germania qualcuno pagò tale riunificazione come racconta il Corriere della Sera l’8 agosto 2012:

Quel cambio 1 a 1 (tra moneta della Germania dell’Ovest e quella della Germania dell’Est), non fu mai rinnegata, e ancora adesso viene vista come la lezione ultima del cancelliere: la politica, e alcuni ideali che può perseguire (la ricomposizione dell’ identità tedesca lo fu), vengono prima dell’economia. Pagò solo la Germania? Certamente no. La Bundesbank contenne la grande immissione di nuova moneta con tassi alti (attorno al 10% nel ‘ 93), scongiurando l’ inflazione. Ma come disse il francese Hubert Védrine, consigliere di Mitterrand: «A che serve la bomba atomica, se i tedeschi hanno il Deutsche Mark?». E infatti, in quell’economia pre-euro, ma retta dal meccanismo dello Sme, i rialzi dei tassi decisi a Francoforte si riverberarono quasi automaticamente sulle altre monete, cosa che si tradusse in recessione per molte economie europee (Germania inclusa). Davanti alla commissione Bilancio e Tesoro, nel 1992, un Mario Monti ancora rettore della Bocconi, accenna agli effetti della riunificazione. «Il problema della finanza pubblica italiana è grave per il motivo, ben noto, delle dimensioni del debito. Il 1992 è stato per la Cee un anno di disavanzi pubblici elevati, anche a causa della riunificazione tedesca. Però se (…) nel resto della Cee il disavanzo corrente è stato dello 0,7% del Pil, quello italiano (6,2%) è stato di 8,9 volte tanto». Poi arrivò il settembre nero ‘ 93. E l’ Italia, spesa pubblica senza freni, deficit alle stelle e debito sul 120%, fu costretta con la sterlina a uscire dallo Sme. Furono, per molti analisti, anche gli alti tassi della Bundesbank uno dei motivi scatenanti dello shock finanziario. «Questa versione che la riunificazione tedesca la pagarono gli altri si è diffusa soprattutto in Francia – dice Riccardo Perissich, già capo di gabinetto di Spinelli, stretto collaboratore di Delors e uno degli euroburocrati più importanti che l’ Italia abbia avuto a Bruxelles -. È vero, uno shock finanziario ci fu. Ma è una lettura eccessiva. Ingenerosa verso la Germania che si accollò gran parte dei costi della riunificazione». Sandro Gozi, che ha lavorato nel gabinetto di Prodi, parla della solidarietà che la Germania ottenne: «Subito, nel 1990, con procedura d’ urgenza, fu attivato il Fondo speciale per i Länder dell’ Est». Però, verso la Germania (contribuente netto, che ha più dato che ricevuto dalla Cee e poi dall’Ue) sono andati molti meno fondi che verso il Mezzogiorno. E, non ultimo, Kohl – alle insistenze di Mitterrand – sacrificò il marco, spianando la strada all’ euro, per ridare ai tedeschi una sola patria. Di riunificazione si riparla molto in Germania. Se c’ è un Paese che capisce i costi di un risanamento massiccio, come quello che potrebbe richiedere la Grecia o altri, siamo noi, dicono. La cancelliera, quando un giornalista mise in dubbio i costi dell’unità nazionale, rispose: «Questo non si discute. Se no, non sarei qui». Appunto, c’ erano cose in Germania che, vent’ anni fa, non avevano prezzo.

La Cancelliera nel mirino del Datagate: botta e risposta anche oggi!

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Nel mirino del Datagate c’è sempre lei, la donna più influente al mondo: Angela Merkel. Anche oggi non si placano le polemiche e tra smentite e conferme, l’unica verità che sembra ogni attimo apparire sempre più reale è che gli Usa abbiano davvero intercettato le conversazioni della Cancelliera.

Il direttore della Nsa, Keith Alexander avrebbe affermato che “non ha discusso con il presidente Obama nel 2010 un’operazione di presunta raccolta dati d’intelligence straniera che abbia coinvolto Angela Merkel, né ha mai discusso presunte operazioni che coinvolgano il Cancelliere. Notizie che sostengono il contrario non sono vere”. A renderlo noto è la portavoce della Nsa, Vanee Vines.

Subito la risposta dalla Germania: “Lo spionaggio è un reato e chi lo pratica deve risponderne davanti alla giustizia”: lo ha detto il ministro dell’Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich, riferendosi al Datagate, secondo quanto riporta il settimanale Bild am Sonntag.

La Germania vuole nuove regole, il nuovo obiettivo è strangolare l’Eurozona?

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La Merkel, forte della vittoria alle elezioni e in vista del patto con Spd, rimette sul tavolo gli accordi dell’Eurozona.  Secondo anticipazioni di Der Spiegel, Angela Merkel è intenzionata a chiedere una modifica del Trattati dell’unione europea per mettere in riga con sanzioni veloci gli Stati poco virtuosi in tema di politica di rigore. Il settimanale di Amburgo, nella sua edizione online, aggiunge che la cancelliera ha già informato il presidente dell’esecutivo europeo, Hermann van Rompuy, del suo piano giovedì scorso. Dunque ben prima di aver formato un nuovo governo e una nuova maggioranza, Merkel iscrive il rigore come priorità del futuro programma dell’esecutivo tra centrodestra e Spd a Berlino. Secondo alcuni osservatori qui la socialdemocrazia concederebbe a Merkel la rinuncia da parte della sinistra stessa all’introduzione degli eurobonds, o ad altre concessioni ai paesi dell’eurozona in crisi (Europa meridionale e Francia) in cambio di più impegno per crescita occupazione e potenziamento del welfare state a casa.

Al ministero delle Finanze tedesco si sta già lavorando, secondo Der Spiegel, per studiare come inserire nel Protocollo 14 dei Trattati europei le modifiche richieste, che riguarderebbero nuove regole comuni per il controllo dei bilanci degli Stati nazionali membri dell’eurozona e della loro politica economica. In altre parole: in cambio del sempre più oneroso sostegno finanziario della Repubblica federale al salvataggio dell’euro, Berlino chiede a tutti (anche alla Germania stessa) una decisiva rinuncia di sovranità e devolution di sovranità alle autorità della Ue politica. Un’Europa politica unita e forte nel mondo, pensano evidentemente alla cancelleria, si fa anche così. Pazienza se il costo sociale può essere pesantissimo nell’Europa mediterranea.

Le modifiche che Merkel chiede di apportare ai trattati europei vengono chiamate dalla diplomazia tedesca “contractual arrangements” e sarebbero blindate con cifre e scadenze da rispettare, controllabili da parte delle autorità europee in ogni momento in ogni paese membro dell’Eurozona o del resto dell’Unione. Un’altra modifica che la Germania auspica sarebbe l’istituzione di una specie di ‘ministro delle Finanze dell’euro’. Ma per Merkel non sarà facile imporre questa linea. Sempre secondo Spiegel infatti, le proposte tedesche, comunicate in via confidenziale alla Commissione europea, alla Bce, agli altri governi nazionali. hanno trovato immediate resistenze degli Stati dell’eurozona. E lo stesso Parlamento europeo si prepara a esprimere seri dubbi.

Se tale misura dovesse passare alcuni paesi, Inghilterra in testa sicuramente rivedrebbero la loro posizione in Europa. Difficile sarebbe anche la situazione in Francia dove il partito anti-europeista di estrema destra sembra essere in testa ai sondaggi.

Scandalo Merkel… la Germania trema per 690 mila euro

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Una somma che paragonata a quella dei nostri partiti lascia davvero indifferenti, ma in Germania lo scandalo è scoppiato e al centro vi è proprio la Cancelliera. La somma sarebbe arrivata subito dopo lo stop ad una direttiva Ue che avrebbe imposto una riduzione dei gas di scarico particolarmente penalizzante per le grandi automobili. Solo una coincidenza? Il legame non è passato inosservato anche se la famiglia che gestisce la casa automobilistica ha immediatamente smentito affermando di aver effettuato questa donazione  come riconoscimento all’eccellente lavoro della Merkel nella gestione dell’eurocrisi. La donazione resta comunque di gran lunga la più generosa tra quelle effettuate dai privati nel 2013, anno delle elezioni.

Ed è subito bufera. L’organizzazione LobbyControl infatti ha criticato fortemente il finanziamento, che arriva a neanche un mese dalle elezioni. La sinistra radicale ne ha fatto il suo cavallo di battaglia e ha usato termini molto duri, arrivando anche a parlare di  «politica comprata» e ora si ipotizza anche un strascico parlamentare. Anche i Verdi e Spd hanno riservato parole severe anche se meno dure.

Raduno per la Merkel con ospite a sorpresa: un drone atterra sul palco!

drone-merkel-tuttacronacaStava partecipando a un raduno della campagna elettorale a Dresda la cancelliera tedesca Angela Merkel, quando un piccolo aereo radiocomandato ha sorvolato la zona per poi atterrare sul palco, provocando lo sconcerto dei politici e dei militanti presenti. Stando a quanto ha spiegato la polizia, dopo aver recuperato il drone, l’aereo aveva una telecamera installata e veniva comandato da un 23enne che voleva fotografare la cancelliera per poi vendere gli scatti alla stampa. Nonostante la Merkel, al vedere atterrare il drone a pochi metri da lei, abbia sorriso, i media locali hanno evidenziato la faccia “inorridita” del suo ministro della Difesa, Thomas De Mazière, anche lui sul palco. Come ricorda l’HuffingtonPost, De Mazière è stato per mesi al centro del dibattito politico dopo la decisione del Ministero di sospendere, a metà di maggio, l’acquisto di droni statunitensi. Il progetto era stato cancellato dopo un investimento di oltre 500 milioni di euro quando ci si è resi conto che il velivolo non poteva ottenere la licenza necessaria a volare nello spazio aereo europeo a causa di problemi tecnici.

Baviera: tutto come previsto vince il partito sostenitore della Merkel

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Si riconferma il partito Csu, sostenitore del partito federale della Merkel, che senza troppe sorprese vince in Baviera. Il test, importante per le elezioni in Germania previste per il 22 settembre, sembra essere stato superato a pieni voti. La Baviera ha premiato Horst Seehofer, mentre gli altri alleati della Cancelliera,  i liberali dell’Fdp, si sono fermati al 3% di fatto uscendo dal parlamento del land che richiede almeno un 5%. Una vittoria importante che sembra davvero sancire un nuovo successo per la futura politica della Merkel. Non si sposta quindi la posizione in Europa di uno stato che da sempre condiziona anche la politica europea.

Uomo armato a Ingolstadt, in Baviera, dove è attesa la Merkel

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Nella mattinata di oggi, 19 agosto, un uomo armato si è barricato all’interno del municipio di Ingolstadt, in Baviera, prendendo in ostaggio diverse persone. Nello stesso comune, durante il pomeriggio, è attesa la visita della cancelliera tedesca Angela Merkel per un comizio della sua campagna elettorale. La polizia sta trattando con l’uomo, mentre il municipio è stato chiuso al pubblico.

Aggiornamento 19 agosto, 18,47: Sarebbe un ragazzo di 23 anni già con una condanna per stalking alle spalle ed evaso da una clinica psichiatrica, che in passato avrebbe perseguitato una dipendente 25enne del municipio, collaboratrice del sindaco. Il giovane è penetrato nel municipio della città vecchia attorno alle nove di questa mattina e ha preso in ostaggio alcune persone al secondo piano. Tra loro il vicesindaco Sepp Misslbeck, rilasciato nel primo pomeriggio. Non sono state diffuse informazioni in merito agli altri due ostaggi, che si presume fossero il centralista e un impiegato del municipio. Non è chiaro neppure quale sia l’arma in possesso del ragazzo, né quali siano le sue motivazioni.

Aggiornamento 19 agosto, 19,18: L’intervento di un commando speciale ha messo fine al sequestro nel municipio di Ingolstadt, in Baviera. Secondo quanto indicato dalla polizia nell’operazione il sequestratore è rimasto ferito mentre i due ostaggi liberati sono incolumi.

Angela a Ischia!

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Angela Merkel è sbarcata a Casamicciola, Napoli,  proveniente da Pozzuoli. Il cancelliere tedesco si trovava a bordo di un’auto, scortata dalla polizia di Stato. La vettura, la prima a scendere dal traghetto, si è diretta velocemente verso Sant’Angelo dove la Merkel trascorrerà le vacanze. Come ogni anno il Cancelliere trascorrerà una settimana sull’isola d’Ischia, sua meta preferita per le vacanze di primavera. Viene nel Paese degli indebitati? Viene a portare l’austerity e a colonizzarci?

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