Roma-Parma: calcio o pallanuoto? E ora è giallo sulla data del recupero

roma-olimpico-tuttacronacaAppena otto minuti di gioco, poi la decisione di De Marco: partita rinviata. Per la soddisfazione di tifosi, giocatori e allenatori. Perchè la posta in palio era alta: la Roma insegue la Juventus mentre i ducali sono in striscia positiva da 10 partite. Ora però si apre il problema: quando si sfideranno le due squadre? Baldissoni, dg della Roma, spiega: “Una data per il recupero? Valuteremo con attenzione nelle prossime ore, dovremo tenere conto del nostro calendario, di quello della Lazio che ha anche l’Europa League, oltre agli impegni relativi al Sei Nazioni di rugby. Per tutto febbraio e marzo ci sarà un intenso uso dell’Olimpico”. Secondo l’ad del Parma Pietro Leonardi la data del recupero sarà probabilmente decisa domani mattina in occasione dell’assemblea di Lega. Inizialmente si era pensato al 26 febbraio, ma l’Italia del rugby disputerà l’incontro del Sei Nazioni contro la Scozia il 22, tanto che la Lazio ha chiesto alla Lega il posticipo della partita contro il Sassuolo (domenica 23 alle 20.45), quindi l’Olimpico non potrà essere utilizzato due giorni dopo. Il 5 e il 12 febbraio, inoltre, i giallorossi incontreranno il Napoli in Coppa Italia. Bisogna allora slittare a marzo. Ma il 5 la Nazionale ha in programma l’amichevole contro la Spagna a Madrid, quindi resterebbero il 12 0 il 19 marzo, sempre ammesso che la Lazio non passi il turno in Europa League, nel qual caso dovrebbe giocare un incontro degli ottavi di finale, o il 13 o il 20 a seconda se andata e ritorno. Quando allora? Non resta che attendere!

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I campi da calcio delle serie minori sono sicuri? 16enne gravissimo

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Versa in gravi condizioni un calciatore di sedici anni dell’Atletico Boville di Frosinone, che ieri pomeriggio, durante la partita con il Paliano è scivolato andando a finire contro il muretto di recinzione del campo di calcio. Il ragazzo si è sentito male ed è stato portato all’ospedale di Colleferro, in provincia di Roma. Di qui il trasferimento al Policlinico Umberto I di Roma dove il giovane è stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma le sue condizioni, da quanto si è appreso, restano gravi. Torna quindi l’interrogativo se i campi da calcio delle serie minori siano davvero sicuri se un ragazzo di 16 anni ora lotta tra vita e la morte dopo aver violentemente sbattuto contro un muretto che forse sarebbe stato meglio che non ci fosse.

Tifosi bianconeri attaccano il pullman dell’Inter

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Brutto episodio all’ingresso dello Juventus Stadium, dove la polizia ha fermato quattro tifosi bianconeri che avevano lanciato oggetti contro il pullman dell’Inter che ha riportato lievi danni. Duro e immediato il commento dell’ad juventino “La Juventus biasima comportamenti del genere – commenta ai microfoni di Sky l’ad bianconero Beppe Marotta – capita spesso anche a noi. Di sicuro si tratta di atti vandalici che vanno condannati”, lo stesso Marotta ha poi aggiunto“Oggi i toni del confronto tra le due società delle scorse settimane sono stati abbassati  e abbiamo accolto i dirigenti dell’Inter con la consueta ospitalità. Questa sera tocca ai 22 in campo e basta”.

Crolla un tempio dorico in Calabria, l’inizio della fine?

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La Calabria e i suoi patrimoni culturali stanno cedendo sotto l’ondata del maltempo. Lo Stato assente da troppo tempo non ha tutelato le bellezze artistiche che avrebbero da sole potuto portare l’Italia fuori dalla crisi economica e oggi si assiste impotenti al crollo parziale del   tempio dorico dell’antica Kaulon, a Monasterace. L’area archeologica si trova a ridosso del mare ed è stata colpita dalle violente mareggiate, oltre che dalla pioggia intensa. Nell’area si trova anche il mosaico ellenistico, di recente scoperta, più grande della Magna Grecia. Già le mareggiate di fine novembre 2013 avevano sgretolato una duna che fino a quel momento aveva protetto gli antichi resti del parco archeologico. Cosa è stato fatto per mettere in sicurezza da novembre 2013 a gennaio 2014 il tempio ellenico? Nulla, la prova è nel crollo di oggi e nel rischio erosione della restante parte del patrimonio che stiamo perdendo.

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#Fazioalzalatesta nasce la polemica sul web per l’intervista alla Boldrini

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Ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” questa sera c’è la Presidente della Camera Laura Boldrini,che mancava dalla trasmissione da marzo 2013, quando a pochi giorni dall’elezione, aveva accettato l’invito di Fazio. Oggi, in un clima rovente per la politica italiana, in una domenica che precede una delle settimane più difficili per il Parlamento, Laura Boldrini dopo le contestazioni in Aula e sul web da parte del M5S appare nella tv pubblica. Immediata la reazione di Grillo che chiede a Fazio con un post di fare giornalismo e lancia l’hashtag #Fazioalzalatesta.

Questo il post di Grillo sul suo Blog:

La Boldrini in questi giorni sta occupando la RAI raccontando il falso agli italiani.

Non è vero che i cittadini avrebbero pagato l’IMU se avessimo fatto decadere il decreto Bankitalia. Bastava scorporare il decreto come chiesto dal M5S. La Boldrini ha la responsabilità di non essersi imposta al governo, ai burocrati di Palazzo e ha subito la volontà dei poteri forti che hanno voluto saccheggiare7,5 miliardi di euro dalle riserve della Banca d’Italia – soldi di tutti i cittadini – regalandoli a banche private e assicurazioni.

La Boldrini mente in tv e a Montecitorio sulla ghigliottina: è uno strumentonon previsto né dal Regolamento né dalla Costituzione.

Oggi, dopo aver imposto un suo intervento su Rai 1 nella trasmissione dove interveniva la deputata M5S Loredana Lupo, sarà ospite di Fabio Fazio.

E’ capitato già in passato di fronte alle bugie di Letta che Fazio abbia detto di non poter sapere tutto quello che accade in parlamento.

Ci teniamo quindi a informare Fazio.

La Boldrini ripeterà – mentendo agli italiani – che la ghigliottina è democratica e il m5s antidemocratico. Ricordiamo a Fazio cosa disse nel 2009 sulla ghigliottina il capogruppo del Pd alla Camera:http://www.beppegrillo.it/2014/02/la_coerenza_pd_nel_2009_era_contro_la_ghigliottina.html

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini di questa incoerenza a distanza di pochi anni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere in quale articolo del Regolamento della Camera e della Costituzione è prevista la ghigliottina? Può chiedere conto alla Boldrini dell’assenza di solidarietà alla portavoce Loredana Lupo aggredita in Aula e quali provvedimenti intende prendere nei confronti del suo aggressore?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini delle sue parole eversive contro l’opposizione che invece dovrebbe tutelare in qualità di presidente della camera?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della sua responsabilità nel passaggio del decreto legge contro la Costituzione e ai danni degli italiani?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini della sua volontà di cambiare il regolamento della Camera per zittire definitivamente le opposizioni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della presenza inusitata e incontrollata di lobbisti alla Camera che influenzano e manipolano i deputati del pd come nel caso Sorgenia e Tivelli?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini delle irregolarità avvenute in Commissione affari costituzionali prima del passaggio in Aula della legge elettorale firmata Renzi-Berlusconi?

Può Fazio oggi distinguersi nel panorama della stampa italiana e guadagnarsi il suo stipendio milionario pagato dai cittadini?

Immediata la reazione dei simpatizzanti M5S e scoppia la polemica in rete!

 

I “grandi della Terra” dicono no a Sochi, Letta, invece, ci sarà!

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I cosiddetti grandi della Terra hanno declinato l’invito. A Sochi non andranno Angela Merkel, David Cameron, Francois Hollande e Barack Obama, mentre il Premier Letta ha già garantito la sua presenza alla cerimonia inaugurale dei Giochi di Sochi, il prossimo 7 febbraio. A darne notizia è stato il  portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Alla domanda se il Cremlino attribuisce un particolare significato alla presenza di Letta, uno dei pochi leader europei di primo piano a partecipare all’apertura delle Olimpiadi invernali, Peskov ha risposto: “Siamo lieti di dare il benvenuto a tutti coloro che parteciperanno”. Anche perché dare il benvenuto a chi non c’è sicuramente è più complicato! Esplicita nel declinare l’invito anche la vicepresidente dell’Unione europea, Viviane Reding, che ha detto che non andrà “fintanto che le minoranze verranno trattate come lo sono oggi dalla legislazione russa”.

Braccialetti Rossi… in attesa della seconda puntata, ecco le anticipazioni

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La nuova fiction targata Rai 1, dal titolo “Braccialetti Rossi”, andata in onda per la prima volta il 26 gennaio, ha fatto un boom d’ascolto insperato. La storia che ruota intorno ad alcuni ragazzi, tra gli 11 e i 17 anni, che sono ospiti di una struttura ospedaliera pediatrica, ha tra i suoi protagonisti adulti attori affermati come Laura Chiatti, Michela Cescon,Carlotta Natoli, Giampaolo Morelli, Giorgio Colangeli,Ignazio Oliva. Il vero perno della trama restano i ragazzi “diversi”, che la malattia unisce. Inevitabile l’amicizia che si sprigiona tra i piccoli “grandi” protagonisti e proprio in nome di questo sentimento sono pronti a sostenersi uno con l’altro nelle sfide quotidiane che ognuno di loro deve affrontare. Nella seocnda puntata che andrà in onda questa sera  Davide e Leo si ritroveranno chiusi insieme in ascensore e, dopo gli scontri avuti inizialmente a causa del difficile carattere del primo, i due ragazzi riusciranno finalmente a comunicare tra loro creando un bel rapporto di amiciziaAl gruppo formato dai giovani pazienti ricoverati in un ospedale pediatrico si aggiungerà anche il personaggio di Toni, un 14enne dalla personalità estrosa che entrerà subito in sintonia con Davide. I due ragazzi saranno poi eletti dai braccialetti rossi come il bello (Davide) e il furbo (Toni) del gruppo. Nel frattempo Leo scopre che si deve sottoporre ad un’altra serie di terapie per curare il tumore alla tibia e in questo frangente troverà conforto soprattutto in Cris, che in questo modo susciterà la gelosia di Vale, innamorato da sempre della ragazza. Alla fine però il ragazzo riuscirà a stare vicino al suo amico così come il resto del gruppo, che si unirà per sostenere Leo nel difficile momento. Anche questa sera lo share arriverà a toccare il 20%? Dall’attesa che si registra sul web sembra che il successo di questo format catalano traghettato in Italia sia destinato a un nuovo successo! 

 

INCREDIBILE: a Roma affonda il barcone dei Vigili del Fuoco

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L’alluvione che ha colpito la Città Eterna non ha risparmiato neppure una delle chiatte dei Vigili del Fuoco. Il barcone infatti è stato travolto dalle acque del Tevere in piena dopo che ieri in extremis si era cercato di metterlo in sicurezza. Gli stessi pompieri infatti nella giornata di sabato si erano calati con delle funi da ponte Matteotti per cercare di salvare la loro struttura, ma poi nulla è servito e l’acqua lo ha spazzato via. Il fiume resta sotto osservazione dopo i livelli record e sono ancora inaccessibili le banchine.

Ecco la gallery di ciò che resta del barcone dei Vigili del Fuoco presso Ponte Matteotti a Roma:

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Il buco nero di Mps diventa segreto di Stato

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Il ministro dell’economia  Fabrizio Saccomanni si è avvalso del diritto di  di espungere dal testo, inviato oltre due mesi fa, “informazioni considerate confidenziali”. Di fatto quindi il governo italiano impedisce agli uffici di Bruxelles, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, ” di rendere nota la decisione con cui la Commissione europea ha imposto il 27 novembre scorso al Monte dei Paschi di Siena di restituire entro il 2014 tre dei quattro miliardi di prestito statale (i cosiddetti Monti bond) ottenuti un anno fa”. Il buco nero di Mps diventa quindi un segreto di Stato? Sicuramente il triangolo che lunedì scorso si è ritrovato intorno a un tavolo qualche ombra a riguardo la getta. Infatti un comunicato della Banca d’Italia ha reso noto l’incontro che si è svolto tra la Banca, la Vigilanza e il governo. Per la Banca erano infatti presenti Il governatore Ignazio Visco e il direttore generale Salvatore Rossi che hanno ricevuto  il presidente di Mps Alessandro Profumo con l’amministratore delegato Fabrizio Viola e il presidente della Fondazione Mps Antonella Mansi con il direttore generale Enrico Granata. La nota al termine dell’incontro naturalmente è stata rassicurante: “L’incontro si è svolto in un clima costruttivo, nella responsabile consapevolezza di tutte le parti che il Monte possa continuare a rappresentare una realtà bancaria importante nell’economia del Paese, a condizione di poter contare su un adeguato supporto patrimoniale e su un assetto azionario stabile”.

Ma come spiega Il Fatto Quotidiano, ciò a cui va fatta la massima attenzione è proprio ” un adeguato supporto patrimoniale”. La storia viene da lontano. Tutto comincia infatti nell’autunno del 2011 quando lo spread vola a quota 500 e nasce il governo Monti. A questo punto European banking authority ordina a  Mps una trasfusione di capitali freschi da 3,3 miliardi di euro. La banca senese è pesantemente esposta sui titoli di Stato italiani, la cui perdita di valore è misurata dall’impennata dello spread. E’ allarme, tanto che a rimetterci il posto è il direttore generale Antonio Vigni che viene sostituito con un uomo di fiducia della Banca d’Italia, Viola. Il presidente del Monte, Giuseppe Mussari, prima minaccia un ricorso alla Corte di giustizia europea contro la raccomandazione Eba, ma poco dopo si dimette. Il Pd non perde tempo e al suo posto arriva Alessandro Profumo. Che succede nel 2012? Per i vertici la crisi di Mps è una difficoltà fisiologica e si va avanti fino al 9 ottobre 2012, quando gli azionisti invocano l’azione di responsabilità contro Mussari e Profumo replica seccamente: “Non abbiamo elementi”.

Come scrive Il Fatto Quotidiano:

Il 9 ottobre Profumo non ha elementi, però il 10 ottobre Viola scova in fondo a una cassaforte in uso al suo predecessore Vigni l’ormai celebre mandate agreement, la prova che inchioderebbe Mussari, oggi a processo per ostacolo alle autorità di vigilanza. Nei giorni scorsi la dirigente della Consob Guglielmina Onofri ha testimoniato al tribunale di Siena che gli uomini di Viola avevano già trovato il 20 settembre – venti giorni prima – copia di contratto, con l’indicazione che l’originale si trovava in quella cassaforte. Elio Lannutti, presidente dell’associazione di risparmiatori Adusbef, ha denunciato Viola per falsa testimonianza.

Per capire tante stranezze va spiegato il mandate agreement. Nel 2009 Mussari sta andando con i conti in rosso sotto il peso della sciagurata acquisizione di Antonveneta, pagata 9 miliardi quando ne valeva forse la metà. Per rinviare i problemi convince Nomura e Deutsche Bank a ricontrattare operazioni che vedono Mps in forte perdita. Le due banche fanno il favore, ma a fronte della ricontrattazione con cui rinunciano ai guadagni di due operazioni (rispettivamente Alexandria e Santorini) ottengono una nuova complicata manovra su titoli di Stato (Btp a scadenza 2034) con cui si rifanno abbondantemente ma a lungo termine, consentendo a Mussari di nascondere per un po’ il buco del bilancio.

Gli ispettori di Consob e Bankitalia notano già a fine 2011 queste operazioni in pesante perdita, ma fare cattivi affari non è vietato. E al processo, incalzati dalle domande della difesa di Mussari, argomentano che senza il mandate agreement, il contratto che appunto lega le due operazioni (Btp 2034 e ristrutturazione Alexandria), l’operazione in Btp restava un’operazione in Btp, anche se somigliava terribilmente a un “derivato sintetico” con perdita automatica incorporata.

La distinzione è decisiva per capire la portata dell’affare di Stato. L’esistenza del mandate agreement viene rivelata dal Fatto il 22 gennaio 2013, con un articolo di Marco Lillo. Lo scandalo esplode e Mussari si dimette dall’Abi. Due giorni dopo a Siena si svolge un’infuocata assemblea degli azionisti, chiamati a un aumento di capitale da 4,1 miliardi al servizio della eventuale conversione dei Monti Bond. Infatti a dicembre 2012, prima dello scandalo, Profumo ha avuto dal governo Monti un prestito di quell’importo, perpetuo ma convertibile in azioni quando lo decida la banca. Trattandosi di un aiuto di Stato, la Commissione europea dà la necessaria approvazione, provvisoria in attesa di un piano di ritrutturazione della banca. All’assemblea del 25 gennaio, nonostante la fresca scoperta dei derivati nascosti di Mussari, Profumo non perde l’aplomb: “La necessaria richiesta del supporto pubblico si riconduce prevalentemente alla crisi del debito sovrano e solo in misura minore anche alle attività di verifica ancora in corso sulle operazioni Alexandria, Santorini e Nota Italia di cui tutti parlano”. Profumo ha dunque chiesto gli aiuti di Stato lamentando difficoltà esogene, come si dice in gergo, cioè non dovute alla gestione di Mussari ma alla crisi mondiale. Il commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia, se ne ricorderà.

Il 6 febbraio Mps comunica di aver calcolato in 730 milioni la perdita su Alexandria e Santorini. All’assemblea degli azionisti del 29 aprile successivo torna in ballo l’azione di responsabilità contro Mussari, e Profumo sfodera un argomento opposto rispetto a tre mesi prima: “La rilevazione operata a fini Eba a fine settembre 2011 ha evidenziato per la Banca una riserva AFS negativa per 3,2 miliardi circa (di cui 1,2 miliardi imputabili all’operazione Nomura e 870 milioni imputabili all’operazione Deutsche Bank), costringendo la Banca a ricorrere a onerose azioni di rafforzamento patrimoniale”. Dunque le operazioni di Mussari hanno lasciato in eredità un buco patrimoniale di 2,07 miliardi, che Profumo fino a quel giorno aveva ascritto alla “crisi del debito sovrano”.

Qui parte l’attacco di Almunia. A luglio 2013 scrive a Saccomanni (fino a due mesi prima direttore generale della Banca d’Italia) minacciando l’Italia di una procedura d’infrazione sugli aiuti di Stato a Mps. Ai primi di settembre, a Cernobbio, scopre le carte. Prima dichiara che l’aumento di capitale da un miliardo prospettato da Profumo è insufficiente. Poi concorda con Saccomanni che l’aumento dovrà essere da tre miliardi, finalizzati alla rapida restituzione del 74 per cento dei Monti Bond. Strano. Profumo lavora su un rafforzamento patrimoniale da 5,1 miliardi (4,1 di Monti Bond più un miliardo di aumento di capitale). Almunia invece impone di restituire 3 miliardi di Monti Bond, e, siccome un decimo dell’aumento di capitale da 3 miliardi va in spese, la banca ci deve mettere 300 milioni suoi, mentre svanisce anche il miliardo di maggior patrimonio che Profumo voleva chiedere al mercato. Risultato: il di cui sopra “adeguato supporto patrimoniale” scende da 5,1 a non più di 3,8 miliardi, e per Mps non è una bella notizia.

Le ragioni del castigo inflitto da Almunia a Mps – compreso il ridimensionamento da terza banca italiana a banca regionale – sono scritte nel documento che il governo italiano non vuole rendere pubblico. All’assemblea del 28 dicembre scorso l’azionista Giuseppe Bivona, rappresentante del Codacons, ha sostenuto, logica e Trattato europeo alla mano, che Almunia, imponendone la restituzione, ha di fatto bocciato gli aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 108 del trattato europeo, secondo il quale una mazzata simile è ammessa se “tale aiuto e` attuato in modo abusivo”. Ma attenzione: la scelta di rimborsare i Monti Bond, indebolendo la banca e ribaltando una decisione di pochi mesi prima, è tutta italiana. Per Almunia andava bene anche la conversione in azioni dei Monti Bond, che avrebbe nazionalizzato il Monte quasi azzerando gli azionisti attuali, a cominciare dalla Fondazione. Per Bruxelles basta che gli azionisti non risolvano i loro problemi con i soldi di Pantalone. Perché dunque gridare in coro “tutto ma non la nazionalizzazione!”, visto che i soldi dei contribuenti erano stati già versati senza rimpianti un anno fa? Forse per evitare che un giorno emergano altre sorprese che – trattandosi di banca controllata dallo Stato – gravino sui conti pubblici. Qui si può solo formulare un’ipotesi, visto che il documento ufficiale è segretato nell’evidente imbarazzo di banca, vigilanza e governo.

Per tutto il 2012 Profumo e Viola, in sintonia con Bankitalia e Consob, non hanno visto i perniciosi derivati del presidente dell’Abi in carica, continuando a battezzarli come operazioni in Btp. Così anche dopo la scoperta del mandate agreement Mps ha continuato a contabilizzare quelle operazioni esattamente come le contabilizzava Mussari, che è sotto processo per ostacolo alla vigilanza ma non per falso in bilancio. Lo ha confermato Viola il 28 dicembre scorso: “In data 10 dicembre 2013, la Consob ha di fatto confermato il trattamento contabile applicato dalla banca, che risulta conforme ai principi contabili IAS/IFRS ed è stato concordato con i revisori esterni Kpmg sino al 2010 e Ernst & Young dal 2011”. È quel “di fatto” a segnalare una continuità quantomeno sospetta. Infatti, a dimostrazione di una situazione confusa, la stessa Consob ordina a Mps anche di allegare al bilancio i cosiddetti prospetti pro-forma, che mostrano il bilancio come sarebbe se quelle operazioni in Btp fossero considerate derivati: con miliardi di euro che vanno e vengono da una partita all’altra. Adesso l’unico obiettivo del triangolo Mps-Bankitalia-governo è portare a casa al più presto l’aumento di capitale da 3 miliardi: eviterebbe le insidie della nazionalizzazione e coprirebbe tutto, prima che dal nuovo esame europeo di fine anno (in gergo asset quality review) emerga un nuovo fabbisogno di capitale. O che dal documento secretato di Almunia i mitici mercati scoprano qualche scomoda verità.

Le polemiche non fermano Morandi, lui si allena per Boston

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Le polemiche non fermano Morandi. Archiviati i due striscioni di ieri, il cantautore oggi era impegnato a Zola Predosa per la 37esima edizione della Maratonina Lolli, assieme ad altre tremila persone. Morandi si sta allenando per la prossima Maratona di Boston e quella clamorosa contestazione scoppiata sabato sera al Dall’Ara sembra proprio non avergli scalfito la voglia di guardare avanti. Chi lo ha deluso invece è stato il Bologna. Dopo aver percorso i 22 km in 1h e 50′ Morandi ha commentato così:  “Oggi è stata una bella giornata al contrario di quella di ieri. La partita è stata brutta. Le contestazioni? Cosa volete che siano due striscioni. Ne ho passate tante nella mia vita. Gli striscioni dei tifosi non mi hanno fatto arrabbiare, lasciamoli sfogare. Il Bologna si mi ha fatto arrabbiare, ha perso una partita importante”. E adesso? “Che mi dimetta o che non mi dimetta (da presidente onorario) resterò sempre un tifoso del Bologna”.

 

Scappa di casa e incontra due nomadi: cercano di violentarla

Violenza-donne-tuttacronacaUna 20enne della provincia di Roma, affetta da alcuni disturbi psicologici del comportamento, dopo una discussione con i genitori era fuggita di casa per iniziare a vagare in stazione. Qui ha conosciuto due nomadi di 31 e 16 anni che l’hanno invitata a dormire nella loro auto. Ma nella notte sono iniziate avances, molestie e diversi tentativi di violenza dopo aver bloccato lo sportello. La ragazza è stata spogliata e palpeggiata mentre i nomadi tentavano ripetutamente di avere con lei un rapporto sessuale ricevendo l’opposizione della 20enna. Giunta la mattina, infine,gli agenti di una pattuglia hanno notato dei movimenti nell’auto, parzialmente coperta dall’esterno con un telo e hanno aperto lo sportello sul lato guida: i due nomadi si sono immediatamente rivestiti mentre la giovane, sconvolta, ha cercato di allontanarsi. Solo in seguito, tranquillizzata dagli agenti, ha raccontato l’accaduto. Per quel che riguarda i due uomini, il romeno di 31 anni ha diversi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e colpito da decreto di allontanamento dal territorio nazionale. Al termine degli accertamenti per lui è scattato l’arresto per rispondere di violenza sessuale ed atti osceni in luogo pubblico, mentre il minorenne è stato portato in un centro di accoglienza.

Rio Galeria esonda a Roma, allerta per rifiuti ospedalieri dispersi

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Esonda Rio Galeria per il maltempo nella capitale e vengono a galla gli scarti ematici e i rifiuti ospedalieri che invadono anche l’impianto dell’Ama in via Malnome, a Malagrotta. Sono stati gli stessi addetti Ama ha trovare sacche di sangue, fiale e siringhe nei locali. Questi rifiuti speciali hanno immediatamente allarmato gli operatori ecologici. Il Rio Galeria si è portato via questi rifiuti spargendoli su tutto il territorio fino ad arrivare al mare. Non solo i dipendenti dell’Ama, anche semplici cittadini hanno trovato la propria auto con i sedili sporchi di sangue. L’Azienda Capitolina al momento ha disposto la pulizia del deposito con l’intervento di una società esterna.

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Il maltempo ferma il calcio: all’Olimpico si rinvia Roma-Parma

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La sfida a distanza Juventus-Roma per assicurarsi la vetta in classifica è al momento rinviata. Dopo il recupero nella giornata precedente di 2 punti da parte dei giallorossi, oggi  a Roma, allo stadio Olimpico, la squadra di Garcia ha chiesto e ottenuto il rinvio della gara contro il Parma causa maltempo. L’Olimpico è quasi impraticabile quando inizia Roma-Parma. Dopo pochi minuti i capitani vanno dall’arbitro De Marco e gli chiedono di verificare i rimbalzi del pallone. L’arbitro afferma che si può continuare. Ma è davvero difficile giocare.  Al 9° nuovo test dell’arbitro sulla capacità del pallone di rimbalzare sulla “piscina” Olimpico. Secondo De Marco si può. Ma è l’unico a pensarla così. Le due squadre e i loro allenatori sono contrarie. Al 10° è 0-0, quando l’arbitro decide di riportare i giocatori negli spogliatoi. L’arbitro De Marco sospende per 30 minuti. Ma non c’è stato bisogno della mezz’ora di sospensione per capire che la partita non si può giocare. In pochi minuti si apprende che la decisione è stata di rinviare la gara a data da destinarsi. Ecco il video che mostra lo stadio Olimpico prima dell’inizio della gara, con i giocatori che si riscaldano sotto la pioggia battente:

Da 15 anni si attende il binario ferroviario

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Sono 15 anni che si attende e si è accumulato un debito di due milioni per quel progetto di uno scalo merci privato a Faenza. Nei mesi scorsi forse qualcosa si è mosso Comune, Regione, Rete ferroviaria italiana e Ctf (l’azienda a cui è stata affidata la progettazione, la realizzazione e la gestione dello scalo)  hanno siglato un accordo che dovrebbe portare alla realizzazione dell’opera nel giro di tre-quattro anni. Era la fine degli anni ’90 e si pensò a fare uno scalo privato, più grande e funzionale di quello esistente. Fu anche individuato il sito , cinquanta ettari di terreno lungo via Deruta: un’area compresa tra la ferrovia per Ravenna e via Granarolo, che collega il centro cittadino al casello dell’autostrada, attraverso la zona industriale.

Si costituì anche una società  Centro servizi merci, inizialmente mista pubblico-privato, poi passata interamente al Comune nel 2010. Questa società ha ora un debito di 2,7 milioni e l’anno scorso, è uscita definitivamente dalla partita: il Comune l’ha ceduta a Ravenna Holding, ‘cassaforte’ delle partecipazioni del Comune di Ravenna, di cui da poco fanno parte anche le municipalità di Faenza e Cervia. È stata proprio la holding ad accollarsi il debito, oltre a terreni che originariamente dovevano essere interessati dal progetto.

Intanto gli anni sono passati, le società di Trenitalia interessate hanno tardato a dare il via libera, e in via Deruta non si è mai vista una ruspa. Ad allungare ulteriormente i tempi si sono aggiunti contenziosi con alcuni proprietari dei terreni. E nel 2008 l’Agenzia delle entrate ha sanzionato Csm per aver goduto di benefici fiscali (un forte sconto sull’imposta di registro) senza che, però, l’opera fosse realizzata nei tempi previsti: una stangata da oltre mezzo milione.

Ora si ritiene che la svolta sia vicina… si parla di inaugurazione nel 2017!

 

La cella zero di Poggioreale!

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Ci sarebbe una cella “molto particolare” nel carcere di Poggioreale. A denunciare i presunti abusi sui detenuti sarebbe stato  Pietro Ioia, uno che si batte da sempre per i diritti della popolazione carceraria e che per questo ha anche creato l’associazione degli ex detenuti napoletani. Ioia ha raccontato, in quattro pagine dattiloscritte, a metà settembre, cosa accadrebbe in una cella del carcere più affollato d’Europa. La «cella zero», sarebbe il luogo dove – secondo Ioia – avverrebbero vessazioni sia fisiche che morali, se non addirittura veri e propri pestaggi a opera di alcuni agenti della polizia penitenziaria.

«È una storia antica – racconta Ioia al pm Piscitelli – non si tratta purtroppo di una novità. Dieci anni fa capitò anche a me e ai miei nove compagni di cella, a Poggioreale; durante un controllo gli agenti scoprirono un mazzo di carte da gioco napoletane, all’epoca tenerle in carcere era vietato. Uno a uno venimmo accompagnati nella cella zero e picchiati selvaggiamente…».

«Le violenze a Poggioreale sono cosa risaputa e riguardano alcune frange della polizia penitenziaria che si comportano in maniera indegna e non professionale. Ma non demonizziamo tutta la categoria» queste, invece, le parole di don Franco Esposito, cappellano della casa circondariale e responsabile della Pastorale carceraria della diocesi napoletana.

«Anch’io ho segnalato alla direzione penitenziaria alcuni episodi di pestaggi che mi sono stati raccontati in via confidenziale dagli stessi detenuti – aggiunge il religioso -. Ovvio che non ho potuto fare i loro nomi perché altrimenti avrebbero avuto vita difficile in cella».

“Il video di Casaleggio sarebbe piaciuto a Goebbels”: e i grillini insorgono

philippe-devigne-tuttacronacaNuovo “nemico” per Grillo e il Movimento 5 Stelle, che hanno messo alla gogna mediatica Philippe Daverio dopo che il critico d’arte, ospite alla traasmissione Otto e mezzo, ha commentato così le esternazioni del leader 5 Stelle: “Continua il percorso inarrestabile verso la trashologia. Grillo già un po’ mi spaventa, per un certo verso”. Ancora più duro nei confronti di Casaleggio: “Quello che veramente mi inquieta è il socio, quello travestito da cieco di Sorrento, quello con gli occhialini scuri. Casaleggio, io lo pronuncio con un certo riserbo quel nome lì”. E prosegue commentando il video “Gaia – The future of politics”, il corto sperimentale del 2008 che ipotizza possibili scenari del futuro caricato su Youtube dalla CasaleggioAssociati: “Ho visto quel suo video, Gaia, e mi ricorda una certa propaganda degli anni ’30 che preferisco dimenticare e questo mi mette un po’… Quel video lì è una roba che sarebbe piaciuta molto a Goebbels, anzi se avesse potuto farlo lo avrebbe fatto lui. Siccome io vengo da quel mondo lì e conosco un po’ più di altri quanto è stato drammatico, in questo momento non lo auguro ai miei concittadini italiani.”

La risposta arriva durissima dal blog di Grillo, dove Daverio è “il giornalista del giorno”. Le parore sono pesanti nei commenti che vi si leggono: “Squallido analista politico, uno dei più indegni giudizi sul movimento di Grillo che abbia mai ascoltato o letto, fiancheggiato dall’inguardabile (anche dal punto di vista fisico, oramai) conduttrice Gruber” scrive Giorgio. “Sempre la solita storia, ma perché quando abbiamo paura di qualcuno tendiamo sempre a crocifiggerlo?” gli fa eco Massimo. E ancora “I media e la strategia del terrore”. “Un altro buffone da circo pseudo critico d’arte parassita dei cittadini e stipendiato rai che ha dato il meglio di se in un programma a senso unico. Basta è ora di finirla. Sparite e abbiate il buon gusto di stare zitti”.

10 anni di filmati hard, anche con minorenni

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Un commercialista di 75 anni di Padova per circa 10 anni ha filmato i suoi incontri con donne dai 35 ai 45 anni, ma nella “trappola” dell’uomo sarebbero finite anche minorenni dai 15 ai 17 anni. Le ragazze venivano ricompensate con 200 euro e oggetti o abbigliamento griffato. A denunciare l’uomo sarebbe stata una studentessa di 22 anni che dopo aver avuto rapporti sessuali con il commercialista avrebbe deciso di troncare la relazione, ma a questo punto l’anziano l’avrebbe minacciata di rendere pubblici i filmati hard, di cui la ragazza, come le altre donne, non era a conoscenza. Gli agenti avrebbero rinvenuto almeno 50 filmini e un migliaio di foto. Il commercialista-tributarista euganeo ora dovrà rispondere di violenza sessuale, molestie telefoniche, minaccia e tentata estorsione.

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