“Odio gli avvocati”… e ne uccide due! Ordinaria follia in Germania

omicidio-germania-tuttacronacaDue donne morte e cinque feriti, due dei quali in condizioni gravi. E’ questo il bilancio dei momenti di follia di un 48enne che ha impugnato una pistola. Stando alla ricostruizione degli inquirenti, il killer, spinto da una contesa legale in cui era implicato, ha fatto irruzione in uno studio legale di Düsseldorf, in Germania, sparando contro una donna, rimasta uccisa, e contro due uomini, uno ferito in maniera grave e l’altro solo lievemente. Ha quindi fatto perdere le sue tracce beffando la polizia, accorsa sul posto con una squadra speciale. Trascorse appena poche ore, dalla vicina città di Erkrath sono giunte notizie di un episodio simile. Talmente tanto che i due eventi sono stati subito collegati. Anche nel secondo caso, infatti, è avvenuto un blitz analogo, con un’altra donna uccisa e una terza persona ferita.  La polizia ha collegato i due episodi, mentre la tensione è salita tra i cittadini della zona, dove si è diffuso l’allarme. Ma dopo qualche ora il fuggitivo è stato intercettato e fermato nella pizzeria di un conoscente nel piccolo centro di Goch, a un’ora d’auto di distanza da Erkrath. Prima che riuscissero a bloccarlo, pero, l’uomo, che portava con sè diversi coltelli e due pistole, è riuscito a ferire altre due donne.

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Satta ricoverata nel giorno del suo compleanno, Boateng vola a Milano

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Ricoverata il giorno del suo compleanno, al settimo mese di gravidanza, così Melissa Satta racconta la sua esperienza a “Diva e donne” che lo riporta nella rubrica “Sussurri fra divi”. La Satta si è sentita male il 7 febbraio,  “Ho avuto un piccolo problema ma ora è tutto a posto, altrimenti non sarei ritornata in Italia per girare la nuova sitcom Amici@letto 21h su Comedy Central Purtroppo sono stata male proprio il giorno del mio compleanno. Che brutto! Ero un po’ agitata, ma se sei incinta e non stai bene, in ospedale ti tengono in osservazione per sicurezza, e così è stato. Sono tornata a casa e dopo due giorni di riposo tutto è di nuovo come prima: ora però starò in Germania e non prenderò più voli per l’Italia fino al parto». Su Twitter, Melissa aveva scritto: «Essere dimessa dall’ ospedale e trovare a casa il mio amore e tutti i fiori è stato il mo- mento più bello». Kevin-Prince Boateng, infatti, da Düsseldorf ha preso l’aereo e si è precipitato a Milano per vedere di persona le condizioni di Melissa e del piccolo che si ritiene che possa nascere intorno al 20 aprile.

I tedeschi furiosi per i ministri che dormono in ufficio: “Si prendano una casa”

Angela-Merkel-tuttacronacaPotrebbe sembrare un’iniziativa lodevole quella di dormire in ufficio al solo scopo di essere più efficienti e sempre pronti al lavoro. Eppure in Germania i ministri della Merkel che lo fanno vengono duramente criticati mentre la popolazione s’indigna. Ad essere al centro delle polemiche sono i ministri della Difesa Ursula von der Leyen, già alla Famiglia nel precedente esecutivo Merkel; la nuova ministra alla Famiglia, la socialdemocratica Manuela Schwesig; la ministra al Lavoro, anche lei della Spd, Andrea Nahles; e Heiko Maas, ministro della Giustizia, sempre Spd. La prima ad avere l’idea fu la ministra conservatrice e madre di sette figli Leyen, che dal 2005 al 2009 utilizzò un piccolo appartamento all’interno del ministero della Famiglia per trascorrervi i giorni lavorativi, e poi, il venerdì, spostarsi per il week-end nella sua villa alla periferia di Hannover. Ora, al secondo incarico, si è fatta portare un letto nel un corridoio, imitata da Manuela Schwesig, che vive nello stesso appartamento del palazzo di Glinkastrasse, a Mitte. Ancora, Andrea Nahles ha scelto di dormire, dal lunedì al venerdì, in una camera di dodici metri quadrati a fianco del suo ufficio al dicastero del Lavoro. Heiko Maas ha una stanza con bagno privato di nemmeno 16 metri quadrati. Perchè il popolo tedesco s’indigna? I ministri non pagano per la loro sistemazione e dichiarano al fisco una somma di extra di soli 221 euro. Ma le case costano molto di più e i ministri, con il loro stipendio di 14.000 euro, può ben permettersi di pagarle a prezzo pieno.

C’è del marcio nel Parmigiano Reggiano?

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Chi dovrebbe tutelare le eccellenze italiane in realtà fa affari con i concorrenti? Questa sembrerebbe essere la triste storia che in questi giorni ha fatto alzare un polverone intorno al Consorzio del Parmigiano Reggiano e ha portato all’arresto del direttore generale Riccardo Deserti che ora è stato posto agli arresti domiciliari nella sua casa di ferrara raggiunto da un secondo ordine di custodia delle Procura di Roma per una vicenda di documenti fatti sparire dal ministero delle Politiche Agricole. Questa è solo la seconda puntata di una vicenda che lo aveva già portato agli arresti il 4 gennaio scorso con l’accusa di corruzione per una serie di appalti col trucco allo stesso ministero, arresto ceh poi era stato annullato. Ora però è arrivato un secondo ordine di custodia e c’è chi giura, soprattutto tra i produttori, l’amarezza è molta anche perché Deserti, nonostante tutto, resta al suo posto. «Diciamo che il fatto che sia ancora al suo posto al consorzio malgrado il doppio arresto non è privo di un certo imbarazzo…», questa è l’atmosfera che si respira tra coloro che ogni giorno lavorano con un prodotto conosciuto in tutto il mondo e tutelato come prodotto Dop. Insomma sono tanti coloro che ci credono nel loro lavoro e questo scandalo rischia davvero di danneggiare l’intera industria anche a livello internazionale.  Ma chi tiene Riccardo deserti ancorato al suo posto?

Come spiega la stampa:

Il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, 58 anni di Guastalla, diploma di perito agrario, moglie e due figli, riconfermato nel 2009 alla guida dell’associazione, carica che lo impegna insieme alla vicepresidenza di Confcooperativa Emilia Romagna, alla presidenza di Banca Reggiana e a una serie di società, che vanno dai viaggi ai formaggi. Lui al telefonino tiene duro e rimbalza ogni sospetto: «Fino a che non è provata la colpevolezza di Riccardo, non vedo il motivo di sollevarlo dall’incarico. Noi preferiamo non interferire nell’operato dei magistratura». Lodevole garantismo, si capisce. Ma dev’essere la pasta di cui sono fatti i formaggiai di queste parti. Scalfiti da niente, sospettati di troppo.

Tanto per dirne una. A Correggio, la città del cantautore Ligabue, stava per sorgere il più grande magazzino di formaggi del mondo. Enorme come un campo di calcio, alto undici piani, con 500 mila forme a stagionare e nemmeno una di Parmigiano. Il magazzino lo doveva costruire la società ungherese Magyar Sajt Kft che si occupa di lattiero caseario e produce un similgrana. Al sindaco di Correggio l’invasione di formaggio magiaro alla fine non è piaciuta. Il vicino Paese di San Martino era possibilista ma poi si è messa di mezzo la Provincia e la Coldiretti e non si è fatto più nulla. Il fatto è che la Magjar Sajt Kft è partecipata al 100% da un’azienda mantovana riconducibile a Itaca Società Cooperativa presieduta da Giuseppe Alai. Nessun rilievo penale, al massimo un problema di statuto ma pure un bel conflitto di interessi: il presidente del Consorzio che tutela il Parmigiano-Reggiano in affari con una società ungherese che smercia formaggio che non è Parmigiano-Reggiano. Giuseppe Alai si difende dopo aver lasciato l’incarico a Itaca ma non molla la poltrona al Consorzio: «Non sapevamo di questa cosa, non partecipiamo direttamente a quest’azienda. Era solo un’operazione finanziaria. E poi non facciamo sempre gli show su queste cose, che il brand del Parmigiano-Reggiano sappiamo come tutelarlo».

La certificazione Dop riconosciuta secondo le direttive europee risale al 1992, nel 2007 si è mossa Greenpeace per evitare che la soia Ogm della Monsanto finisse tra gli alimenti della vacche emiliane, nel 2008 la Corte di giustizia di Lussemburgo ha inibito la vendita del similparmigiano «Parmesan» venduto in Germania ma allo stesso tempo ha chiesto all’Italia di «tutelare maggiormente il prodotto». Cosa tutt’altro che facile in questa storia che incrocia caseifici ungheresi, dirigenti con tripli incarichi e direttori di Consorzio passati dal ministero delle Politiche Agricole a questa palazzina moderna in via Kennedy con un codazzo di pendenze giudiziarie. Cosa che turba non poco i 3500 produttori. Come Simone Simonazzi di Bagnolo in Piano, 110 vacche e una produzione di 13 mila quintali di latte da riversare in 384 caseifici di Reggio, Parma, Bologna, Mantova e Modena: «C’è troppo poca trasparenza al Consorzio. Storie come quella del direttore fanno male a noi produttori». A fianco dei produttori si schiera la Coldiretti. Il suo presidente per tutta l’Emilia, Mauro Tonello chiede che «i produttori abbiano maggior tutela. Ci sono situazioni poco chiare che li intimoriscono. Non si può più star zitti». Ma alla fine di qua del Reno e di là del Po c’è poca voglia di parlare di questa guerra del formaggio. Il sindaco vicario di Reggio Ugo Ferrari e quello in carica a Parma, il 5 Stelle Federico Pizzarotti, dicono niente e stan blindati nel loro buco. Manco fosse fatto in una forma di banalissimo groviera.

Trema la Merkel per lo scandalo pedofilia di un deputato Spd

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Una brutta grana per Angela Merkel e la sua Grosse Koalition dopo che la procura di Hannover ha aperto un indagine sul deputato dimissionario dell’Spd Sebastian Edathy, finito in un‘inchiesta internazionale sulla pedofilia partita dal Canada. Da ieri il governo e soprattutto alcuni ministri del govverno Merkel sono sospettati di aver messo in guardia il deputato prima che la giustizia facesse il suo corso.  Secondo quanto si è appreso, già l’anno scorso, a ottobre, fu informato l’allora ministro degli Interni Hans-Peter Friedrich (Csu), il quale ritenne di dover avvertire esponenti dell’Spd tra cui Friedrich, oggi ministro dell’Agricoltura, Sigmar Gabriel presidente del partito e l’attuale ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier. Il comportamento del ministro Friedrich ha provocato un’ondata di critiche e proteste, soprattutto da parte degli investigatori della Bassa Sassonia, secondo cui il materiale incriminato è quasi completamente sparito dai computer sequestrati e dai locali perquisiti che facevano capo a Edathy.Stando a diversi media, gli investigatori concordano sul fatto che gli hard-disk di Edathy siano stati manipolati o cancellati prima del sequestro. ”Si sente puzza fino in cielo: si è preparato perfettamente alle perquisizioni”, ha detto un investigatore al tabloid Bild.

Sul caso la procura di Berlino ha aperto una pre-inchiesta per violazione del segreto d’ufficio nei confronti di Friedrich. E il ministro degli Interni del Land dello Schleswig-Holstein, Andreas Breitner, ha invocato le dimissioni del collega.

Scomoda anche la posizione del vicecancelliere e ministro dell’Economia Sigmar Gabriel, che è sospettato di aver fatto arrivare l’informazione riservata al diretto interessato. Secondo quanto riferito da un portavoce, la cancelliera Angela Merkel avrebbe invece appreso della vicenda solo martedì, dopo che il caso era diventato pubblico per le rivelazioni della stampa.

Intanto il diretto interessato, Edathy, che dopo 15 anni da deputato per la Spd si era dimesso lo scorso fine settimana, finora continua a dichiararsi innocente, almeno dal punto di vista penale. Secondo il politico non ci sarebbero elementi che possano portare a una sua incriminazione.

Sbagliano anche i migliori! Der Spiegel ribattezza Renzi, che diventa Mario!

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Forse sarà stata una svista, o è ancora fresca in Germania la memoria di Mario Monti, tanto che oggi il Der Spiegel, uno dei principali quotidiani tedeschi, ha ribattezzato il segretario del PD come Mario Renzi e non Matteo. Il video mostra chiaramente l’errore in cui è incappato uno dei giornali più accreditati al mondo e che vanta quotidianamente un elevato numero di lettori anche fuori dai confini tedeschi.

La vendetta del tifoso perchè il calciatore ha cambiato squadra?

auto-senza-ruote-tuttacronacaBrutta sorpresa per Lewandowski, forte attaccante polacco del Borussia Dortmund passato al Bayern Monaco. Il giocatore si è ritrovato impossibilitato ad utilizzare la sua Porsche Cayenne, che aveva lasciato davanti all’ingresso del garage, perchè l’ha trovata… senza ruote! La foto sta girando su Twitter e la tesi più accreditata è che l’affronto sia stato opera di un tifoso deluso proprio per il passaggio del calciatore a una squadra rivale.

Una stalla? Meglio stare in casa! La storia di Nasar il cavallo

nadar-cavallo-casa-tuttacronacaUna veterinaria di Holt, nel nord della Germania, Stephanie Arndt, durante una forte tempesta che ha distrutto la stalla, ha deciso di dar riparo in casa a un cavallo arabo di tre anni, Nasar. Da allora l’animale ha scoperto di preferire l’abitazione della donna ad altri luoghi e per questo vive più spesso dentro casa che fuori, all’interno deo suo box adibito a stalla.

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Incredibile! Il malato che viene guarito… grazie a Dr House!

dr-house-tuttacronacaHa dell’incredibile quanto accaduto nell’ospedale di Marburgo, in Germania, dov’era ricoverato un 55enne tedesco la cui complessa situazione clinica sembrava irrisolvibile. L’uomo presentava infatti un’inspiegabile insufficienza cardiaca, febbre alta e la misteriosa perdita di udito e vista. La sua fortuna è stata che a seguirlo ha trovato il dottor Juergen R. Schaefer, fedelissimo seguace della serie tv americana Dottor House. Il medico si è ricordato di un caso simile visto in televisione, in cui tutti era stato scatenato da un avvelenamento da cobalto. Incredibile ma vero, il 55enne di Marburgo stava proprio subendo un avvelenamento da parte del metallo tossico.

La nonnina che arrotonda la pensione… spacciando coca!

cocaina-party-tuttacronacaE’ il quotidiano tedesco Tagesspiegel a raccontare quanto accaduto in un bar di Berlino dove ha fatto irruzione la polizia interrompendo la festa per il settantaseiesimo compleanno di una nonnina che trascorreva un po’ di tempo con gli amici. Il gruppo si trovava in un quartiere residenziale della capitale tedesca e aveva organizzato un coca-party. Gli agenti hanno così scoperto che l’anziana arrotondava la pensione vendendo polvere bianca. La festa si è conclusa con 13 perquisizioni, sei procedimenti d’indagine aperti e il sequestro del locale. La nonnina, sulla cui testa pende una richiesta d’arresto, ora rischia grosso, considerato che solo lo scorso gennaio la polizia aveva trovato 35 grammi di cocaina tra il locale e la casa della donna. Allora l’indagata aveva spiegato agli agenti di “arrotondare la pensione” vendendo droga agli avventori del bar.

La stalla esplode… colpa delle flatulenze delle mucche

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Paura in Germania dove una stalla è esplosa nel villaggio di Rasdorf. Quello che desta più stupore è il motivo per cui il ricovero di docili mucche sarebbe esploso provocando gravi danni alla struttura e ustionando lievemente un bovino. La causa, secondo quanto riporta l’articolo de La Repubblica, sarebbe da riscontrare proprio dal metano rilasciato dalle mucche durante la digestione:

Alcuni scienziati hanno infatti stabilito che una mucca produce circa 500 litri di metano al giorno. Per i ricercatori ciò è dovuto al fatto che, per digerire, le mucche devono triturare in continuazione il cibo. Un’attività che si traduce in una costante emissione di gas.

Così, pur essendo tranquillamente legate alle proprie mangiatoie, le 90 mucche ospitate nella stalla hanno fatto sì che si accumulasse una concentrazione eccessiva di metano, saturando l’aria. Improvvisamente,probabilmente a causa di una scarica elettrostatica partita da un macchinario, il gas si è trasformato in un propulsore. Il risultato è stato una forte esplosione e una fiammata che ha invaso l’ambiente in pochi istanti.

Le conseguenze potevano essere ben peggiori e solo l’intervento immediato di squadre di tecnici ha evitato il peggio mettendo in salvo non solo le mucche ma anche gli addetti che lavoravano presso la stalla.

#ionondimentico. 27 gennaio: la Giornata della Memoria

giornata-della-memoria-tuttacronaca27 gennaio 1945: le truppe sovietichie liberavano i prigionieri di Auschwitz-Birkenau, dove morirono più di un milione di persone, uccise nella camera a gas , stremate dalle impossibili condizioni di lavoro, dalle numerose esecuzioni, percosse e torture inflitte dagli agenti delle Ss. Il mondo, oggi, con il Giorno della Memoria ricorda quei momenti, quando circa 7mila prigionieri ancora in vita vennero trovati. Ufficialmente, la ricorrenza del 27 gennaio nel ricordo della Shoah, “distruzione” in ebraico, è celebrata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a partire dal 2005. In Italia, sono gli articoli 1 e 2 della legge 211 del 20 luglio 2000 che definiscono le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria, anche se più in generale nell’Ue i rischi di una crescita dell’antisemitismo continuano a restare alti. Il premier Enrico Letta ha iniziato questa giornata con un tweet:
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Nella dichiarazione che compare sulla home page del sito del governo, inoltre, sottolinea: “Il dovere della memoria non si conclude col Novecento: oggi tocca alla mia generazione, nata dopo la seconda guerra mondiale, fare tesoro delle testimonianze dei sopravvissuti, difendere la verità storica, e soprattutto educare i giovani a non rimanere mai più indifferenti. Tenere alta la guardia contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione, ricordare la lezione dei Giusti tra le Nazioni: questi sono i due compiti essenziali che il Giorno della Memoria impone a noi, cittadini italiani ed europei”. Anche Matteo Renzi, segretario del Pd, ha lanciato il sua appello in rete:

2Anche il ministro all’Integrazione, Cecile Kyenge, ha trattato il tema: “Questa giornata è importante e non riguarda semplicemente il passato. E’ una giornata che ci deve mettere tutti di fronte alle nostre responsabilità. La responsabilità di poter intervenire, difendere e soprattutto abbattere tutti i giorni gli stereotipi e i muri che rischiano di diventare conflitti. Questa è una nostra responsabilità, delle istituzioni e degli studenti. Non dobbiamo mai abbassare la guardia”

La terza età alla conquista del set!

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Hanno dai 76 ai 98 anni gli anziani che si sono trasformati in modelli e grazie al lavoro di stilisti e fotografi professionisti sono diventati veri e propri divi di Hollywood. La terza età alla conquista del set! Gli anziani sono tutti ospiti di una casa di riposo a Essen in Germania e ognuno di loro ha potuto cimentarsi con il proprio film preferito. Il progetto realizzato è un calendario, 12 mesi, 12 foto e tanta voglia di continuare a pensare al futuro nonostante qualche acciacco d’età. Sono state 5000 le copie già richieste ed è stato un vero e proprio successo.

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Furto nel palazzo della Merkel, la notizia allarma la Germania

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Era stato nascosto, ma ora a distanza di due anni da quando è avvenuto il furto nel palazzo dove risiede Angela Merkel, il reato viene alla luce e la Germania è in allarme. La Cancelliera è davvero al sicuro? E’ “Bild” che descrive la facilità con la quale un ladro si è introdotto nel palazzo della Merkel eludendo i controlli. Il fatto sarebbe accaduto il 12 luglio 2011, intorno alle 21, quando un ragazzo si sarebbe presentato davanti al portone e avrebbe chiesto di andare a far visita a una delle famiglie che abitano nello stesso stabile della Merkel. Gli agenti di guardia senza neppure chiedergli di esibire un documento lo hanno lasciato passare. Il ragazzo si servì del duplicato della chiave di ingresso, ottenuto illegalmente, per entrare in un’abitazione senza nessuna difficoltà. Qui il ladro rubò  un orologio di valore, delle chiavi e dei documenti di un’auto oltre a 6500 euro. Dopo il furto il ragazzo uscì tranquillamente dall’edificio salutando i due poliziotti di guardia. Poco dopo, con la chiave sottratta dall’appartamento, s’impadronì anche della vettura di lusso parcheggiata nel cortile. Il giovane malvivente fu arrestato solo in seguito, dopo aver commesso altri reati contro il patrimonio in diversi Lander tedeschi. Il furto nel palazzo di Merkel fa parte di “un grosso fascicolo d’inchiesta riguardante numerosi furti”, ha spiegato il portavoce della Procura. Il ladro nel frattempo si trova nel carcere di Schwerin, nel Meclemburgo, in attesa di giudizio.

Quelle divise per Sochi… che non passano certo inosservate!

sochi-divise-tuttacronacaL’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Sochi 2014 si avvicina e altre foto che arrivano dalla rete non possono certo passare inosservate. Se prima si è scoperto che negli spogliatoi degli uomini della struttura che ospiterà le olimpiadi ci sono due water nello stesso bagno, ora arriva una curiosa collezione delle divise di diverse rappresentanze quantomeno bizzarre. Come l’uniforme della nazionale norvegese di curling – medaglia d’argento ai precedenti giochi di Vancouver del 2010 – alquanto bizzarra e in linea con i pantaloni stravaganti indossati in passato: a scacchi, a pois e con rombi colorati. E ancora, la Germania ha sorpreso molti con la sua divisa “arcobaleno”, discutibile per quanto riguarda il look ma passabile se il messaggio nascosto fosse quello non ufficiale attribuito dai media: sosterrebbe apertamente i gay. Anche gli stilisti della squadra statunitense e canadese, in seguito alla presentazione delle loro creazioni, hanno raccolto reazioni tiepide sui social network.

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Ultimo drink prima del trapianto di fegato: entra in ospedale con la vodka!

vodka-tuttacronacaUn ultimo bicchiere di vodka, prima del trapianto di fegato. Potrebbe essere stato questo il pensiero di un uomo che si doveva sottoporre all’intervento all’ospedale di Gottingen, in Germania. Da notare: chi si sottoponga ad un’operazione del genere non debba bere alcolici per i sei mesi precedenti. Eppure, riferisce The Local, un’infermiera ha trovato la bottiglia del liquore nella stanza del paziente che ha confessato di aver bevuto anche la sera prima dell’operazione. Il fatto è venuto alla luce durante l’inchiesta sul dirigente dell’ospedale, Aiman O, 46 anni, accusato di aver falsificato dei documenti dell’ospedale per fare in modo che 25 pazienti potessero sottoporsi prima al trapianto. L’uomo è anche accusato di undici casi di tentato omicidio. Lo scandalo è scoppiato nel 2012 e ha portato il livello di donazioni di organi da trapianto ai minimi dal 1997.

Eccola! Presentata la baby koala allo zoo di Duisburg

baby-koala-tuttacronacaHa 6 mesi la koalina presentata oggi per la prima volta allo zoo di Duisburg, in Germania. Il cucciolo, che finora era rimasto nel marsupio della madre ed è stato pesato, non ha ancora un nome. Verrà infatti scelto sulla pagina Facebook dagli utenti, pratica che sta diventando sempre più diffusa.

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Der Spiegel: “La Germania aprirà procedimento penale sul presidente Usa”

Obama-Merkel-tuttacronacaE’ il settimanale tedesco Der Spiegel a scrivere che il governo tedesco starebbe pensando di avviare un procedimento giudiziario contro gli Usa, con l’accusa di aver spiato illegalmente il telefono della cancelliera Angela Merkel, come emerso dalle rivelazioni di Edward Snowden. Sempre il giornale rende noto che il ministro della Giustizia Heiko Maas avrebbe comunicato al ministro degli Esteri Frank- Walter Steinmeier, che il procuratore generale federale Harald Range, potrebbe avviare tali azioni penali. Al Wall Street Journal un portavoce del procuratore ha riferito che si sta ancora analizzando la vicenda e che “una decisione definitiva non è ancora stata presa”. Tuttavia, il tema sta sul tavolo, come conferma un altro portavoce, quello del ministero della giustizia, Anne Zimmermann, secondo cui il procuratore generale è pronto a decidere in modo “autonomo in merito all’opportunità di avviare un procedimento una volta che ha concluso il suo esame preliminare”.  Come scrive il Mattino:

Un’azione giudiziaria avrebbe del clamoroso e renderebbe ancora più difficili i già tesi rapporti diplomatici tra i due paesi dopo quanto è emerso l’anno scorso in seguito allo scoppio del datagate, e cioè che Angela Merkel, assieme a circa 35 leader mondiali sono stati monitorati dall’agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Lo stesso Obama, dopo il suo discorso in cui ha annunciato la riforma della Nsa, ha cercato di rassicurare direttamente l’opinione pubblica tedesca, promettendo che la signora Merkel non sarà piu un obiettivo dello spionaggio degli Stati Uniti, almeno sino a quando lui è presidente.  «Io vorrei che un meccanismo di sorveglianza non rovinasse il rapporto che abbiamo nè ostacolasse il tipo di comunicazione e di fiducia che esiste tra di noi. Finchè io sono il presidente degli Stati Uniti – ha assicurato Obama alla tv pubblica Zdf – il cancelliere non dovrà preoccuparsi di tutto ciò»

I gemellini di orso polare che vedono la mamma per la prima volta

orsi-polari-gemellini-tuttacronacaScalda il cuore il filmato che arriva direttamente dallo zoo Hellabrunn di Monaco di Baviera, in Germania, dove sono recentemente due teneri gemellini. Si tratta di due cuccioli di orso polare che si svegliano tra le zampe della mamma, l’orsa Giovanna, e la vedono per la prima volta. Gli orsi, ha spiegato la direttrice del parco, aprono gli occhi solo alcune settimane dopo la nascita, ed è fondamentale che la prima cosa che vedano sia la loro mamma.

Avvistato un Ufo a Brema, la polizia conferma. VIDEO!

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Un oggetto non identificato ha attraversato  i cieli proprio nei pressi dell’aeroporto di Brema, nel nord della Germania. Stavolta a parlare di Ufo non sono i cittadini o un turista, ma la notizia è stata confermata dalla polizia e dai radar dell’aeroporto.   Il traffico aereo nella città tedesca è stato sospeso e molti voli cancellati.

Guarda il video:

Vivere in mezzo al ghiaccio: l’Igloo Village

Igloo-village-tuttacronacaSorge sulle alture di Oberstdorf, nelle Alpi Bavaresi, in Germania, ed è fatto esclusivamente di ghiaccio il recente Igloo Village, uno dei tanti nati nel mondo sulla scia dei primi, l’albergo di ghiaccio di Jukkasjarvi, Lapponia Svedese, e costruzioni simili che hanno fatto la loro apparizione nel Quebec. Sarà possibile soggiornare all’Igloo Village fino ad aprile, ammesso che il riscaldamento globale lo permetta. Il villaggio è costituito da 11 igloo, uno dei quali adibito a bar, un altro ancora a sala da pranzo-cena e una piscina scoperta con acqua a 40 gradi.

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Cani e gatti al ristorante: ne è stato aperto uno tutto per loro!

ristorante-cani-gatti-tuttacronacaSi chiama Pets Deli ed è il primo ristorante per animali domestici. Al locale, che si trova in Germania, a Berlino, è possibile ordinare pasti, spuntini e cene per gli animali da compagnia, sia da asporto che à la carte. Ai media tedeschi il proprietario ha spiegato che molti clienti hanno bisogno di cibi per animali con intolleranze alimentari, altri invece desiderano solamente prodotti freschi per i cani e i mici di casa. E sono in molti, in Germania a scommettere che il Pets Dali sarà, presto, il primo di una lunga serie di ristoranti per animali.

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L’anno in Germania inizia… con il coming out del ministro

hendricks_tuttacronacaLa 61enne socialdemocratica Barbara Hendricks, neoministro dell’Ambiente tedesco, ha iniziato l’anno rivelando di essere lesbica e ricevendo diversi commenti come “complimenti” e “congratulazioni” dal popolo della rete. Non è la prima volta che un politico tedesco fa coming out: nella precedente legislatura era stato il turno del ministro degli Esteri, Guido Westerwelle. Il quotidiano tedesco Bild ha sottolineato, tuttavia, che il fatto che la Hendricks fosse lesbica era “un segreto di Pulcinella”, anche se finora mai la titolare dell’Ambiente si era espressa pubblicamente sulla propria vita privata. La notizia è arrivata invece quasi in sordina da parte di un giornale regionale del Nord Reno-Westfalia che, riferendo dei piani di trasloco a Berlino, ha spiegato come Hendricks avrebbe “trascorso la festività di San Silvestro nella capitale federale insieme alla sua compagna”.

Inglesi e tedeschi temono l’invasione di romeni e bulgari

unione-europea-tuttacronacaRomeni e bulgari, comunitari dal 2007, si vedono cadere gli ultimi paletti e da ora possono girare in ogni Paese d’Europa per lavorare fuori dai propri confini. A temere un’invasione sono principalmente Gran Bretagna e Germania. A Londra la paura è che arrivino decine di migliaia di persone che potrebbero riversarsi sul mercato del lavoro nel Regno Unito ancora provato dalla crisi, nonostante le prime indicazioni di ripresa. Le rassicurazioni, del resto, non sono servite a molto, nonostante alcuni dicano che tale invasione non si verificherà mentre altri tentano di tranquillizzare sottolineando che come la presenza di più vaste comunità di romeni e bulgari in Italia e Spagna per esempio, renderà questi tra i Paesi più appetibili. Il primo giorno dell’anno è stato il Times a mettere in evidenza come in realtà di lavoratori romeni nel Paese ci sia bisogno per quegli impieghi che ai britannici risultano meno attraenti, almeno stando alle cifre. Si tratta di impieghi come quelli dell’assistenza domestica a minori e anziani, tassisti, persone da impegnare nel settore alberghiero, fino al servizio sanitario nazionale, agricoltura e costruzioni. Si calcola che oltre 62mila posti di lavoro sono stati pubblicizzati su siti web romeni specializzati nel 2013, quasi 42mila in più rispetto all’anno precedente. Ma anche la Germania è preoccupata dal rischio del “turismo del welfare” e le proteste arrivano sia dai comuni tedeschi che dalla CSU bavarese. ”Con i principi attuali non riusciamo a integrare i migranti poveri alla società”, ha affermato sulla ‘Faz’ il presidente della federazione dei comuni Stephan Articus, spiegando che l’apertura del mercato del lavoro a bulgari e romeni rappresenta ”sfide nuove” con costi elevati per le amministrazioni locali. Da qui la richiesta di ”aiuti da parte dello stato federale e dei laender” sia finanziari che ”anche sul piano legislativo e organizzativo”. E per questo i democristiani di Baviera, insieme all’Unione cristianodemocratica (Cdu) presieduta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, hanno fatto un piano politico per evitare che i romeni e bulgari viaggino in maniera massiccia in Germania per trovare lavoro e allo stesso tempo, godano del generoso sistema sociale che il paese offre ai suoi lavoratori. I democratici della Baviera (Csu) hanno redatto un documento dove propongono misure che limitano l’accesso degli immigrati al futuro sistema sociale tedesco, in una mossa che ricorda la politica del governo britannico. Come spiega L’impronta L’Aquila:
Le autorità tedesche ritengono che circa 200 mila lavoratori rumeni e bulgari arriveranno nel paese durante l’anno, attratti dalla prosperità economica, ma anche per le generose prestazioni sociali che ricevono tutte le persone che hanno un permesso di lavoro in Germania. Ad esempio, la chiamata Kindergeld, un compenso di 184 euro pagati dallo stato alle famiglie per ogni bambino.
“La polemica è stata scatenata dal capo del governo bavarese Horst Seehofer”, scrive il quotidiano El pais, che ha qualificato i potenziali immigrati come “turisti sociali pericolosi”. Sotto lo slogan “Chi inganna deve essere espulso”, la Csu ha preparato un documento che propone di eliminare i benefici sociali nei primi tre mesi di soggiorno e permette l’espulsione di tutte le persone che hanno truffato, per esempio con documenti falsi alle autorità per ottenere un lavoro.

Nudo in moto: ha perso una scommessa!

motociclista-nudo-tuttacronacaBallerboyz, misterioso utente di Facebook, il 22 novembre aveva pubblicato un post in cui lanciava una sfida: “Se ricevo mille ‘Mi piace’, guido nudo fino al mercato a Natale”. Detto, fatto: persa la scommessa, il 15 dicembre si è completamente spogliato e, con il solo casco addosso, si è recato in moto fino al mercato di Muenster, in Germania, tra la sorpresa dei passanti e l’ira della polizia, che ancora sta cercando di identificarlo.

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“Il nostro Dio è una donna”: la Femen irrompe durante la messa

femen-natale-tuttacronaca“Io sono dio”. Con questa scritta sulla pelle, un’attivista Femen ha fatto irruzione nella cattedrale di Colonia, in Germania, durante la messa di Natale. I video mostrano come la ragazza ha corso verso l’altare, salendovi sopra, sorprendendo tutti e beffando i prelati che avevano tentato di trattenerla.

Le Femen, assieme al video caricato in Youtube, hanno pubblicato un comunicato che chiede al Vaticano que “la smetta di produrre le sue chimere medievali”. Inoltre criticano “il desiderio maniacale di controllare la fertilità delle donne”.

Olimpiadi di Sochi 2014: verso il boicottaggio?

olimpiadi-sochi-gay-tuttacronacaIl presidente tedesco, Joachim Gauck, non parteciperà alla cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali di Sochi, in Russia, a febbraio. E ora arriva un annuncio simile anche dalla Francia: neanche Francois Hollande, infatti, sarà presente. Lo ha annunciato Laurent Fabius, ministro degli Esteri francese: “Non è previsto che le autorità francesi al più alto livello ci vadano”. Viene così rafforzandosi l’ombra del boicottaggio dei leader occidentali verso le olimpiadi di Putin, sotto accusa per le violazioni dei diritti umani in Russia. In precedenza, dopo l’annuncio riguardante Gauck, con Berlino che assicurava che non si trattava di boicottaggio, la stampa tedesca aveva evocato proprio una protesta di Gauck contro le violazioni dei diritti umani e la pressioni persecutorie di Putin contro gli oppositori politici in Russia. Da sottolineare che il presidente tedesco, ex pastore luterano e militante per i diritti umani nella Germania est, non ha effettuato nessuna visita ufficiale in Russia dal suo arrivo al potere nel 2012. Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e commissaria per i Diritti umani, la lussemburghese Viviane Reding, ha invece spiegato di non voler andare a Sochi proprio per protestare contro la condizione delle minoranze in Russia. Sempre riguardo alla prossima edizione dei Giochi invernali, la Russia ha ricevuto molte critiche da parte di Ong e attivisti dei diritti umani per le condizioni disumane a cui sarebbero sottoposti i lavoratori immigrati reclutati in massa per costruire gli impianti che ospiteranno le gare. A questo si aggiungono le preoccupazioni internazionali per le leggi anti-gay, fronte sul quale sono già scesi in campo gli Stati Uniti attraverso le star del mondo dello sport e dello spettacolo, ma anche con tanti cittadini. Dalla stessa Casa Bianca era giunto un monito a Mosca con il quale si chiede vengano rispettati i diritti di tutti i partecipanti alla manifestazione. I campioni dello sporto che nel tempo hanno fatto coming out, infine, si sono riuniti al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite per chiedere di eliminare l’omofobia dallo sport e per protestare contro la scelta di Sochi come sede delle prossime Olimpiadi invernali.

La mozzarella di bufala campana Dop è sicura: lo dicono i tedeschi

mozzarella-bufala-tuttacronacaDal laboratorio Tuv di Slegen, al quale erano state affidate le analisi sulla mozzarella di bufala prodotta anche nella Terra dei fuochi, arrivano buone notizie. La struttura infatti ha assicurato “la completa assenza di sostanze inquinanti” dal pregiato prodotto. E’ stato Antonio Josè Via, portavoce del laboratorio, a spiegare: “Tutti e 20 i campioni di mozzarella di bufala campana Doc sottoposti nelle ultime tre settimane ai test su brucellosi, metalli pesanti, diossina, Pcb più diossina, sono dentro i parametri di legge. Il campione con valori di diossina più alti non è arrivato alla quinta parte dei limiti di legge, cioè un quinto di 2,5 picogrammi/grammi nella materia grassa”. I risultati del test, che rientrano nell’Operazione Trasparenza, in collaborazione con quattro associazioni dei consumatori: Federconsumatori, Unione nazionale dei consumatori, Codici e Adusbef, sono stati annunciati da Antonio Lucisano, direttore del Consorzio per la mozzarella di bufala campana Dop: “La mozzarella di bufala campagna Dop è sicura al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Ritorno al passato, nuove verità su 9 novembre 1989

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Tuffiamoci nel passato, anche per distogliere, almeno alla vigilia delle feste natalizie l’attenzione dalla crisi che attanaglia ancora l’Europa e in particolare l’Italia. Torniamo a quel 9 novembre 1989, poche ore prima dell’apertura del Muro di Berlino, a quel vertice del ministero della difesa della Germania Est, ovvero l’«Esercito del popolo»:

«Dall’8 novembre pende sull’Esercito nazionale del popolo una spada di Damocle, a causa del presunto ordine di intervento contro i dimostranti di Lipsia che avrebbe comportato l’azione armata. La conseguenza di ciò sarebbe stata la guerra in Europa. Si chiede ora che venga reso pubblico il contenuto di quest’ordine: ma la risposta è negativa».

Cosa è avvenuto? Questo documento segreto metterebbe in luce una prospettiva diversa, una nuova interpretazione sulla caduta del muro di Berlino. L’esercito era spaccato in due così come i servizi segreti. Il partito non esisteva più, troppo diviso in correnti e obiettivi diversi.

Gorbaciov aveva avvertito i compagni di Pankow: l’Armata Rossa non permetterà che spariate su questa gente. E questa gente erano tre milioni di uomini e donne che stavano per scavalcare il muro. Eppure l’ordine era arrivato, tanto che oggi lo si è ritrovato, a Berlino, verbalizzato e protocollato negli archivi della Stasi o Staatssichereit, il servizio segreto dell’ex Germania Est.

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Come scrive il Corsera:

 

Nel palazzo a otto piani della Bstu («Commissione federale per le documentazioni dei servizi di sicurezza dell’ex Germania») si possono esaminare quei documenti con un’autorizzazione speciale, sotto strette misure di sicurezza, e con la presenza costante di un addetto nella stessa stanza. Sui nomi e cognomi che rivivono in quei fogli, c’è ancora il divieto di pubblicazione per esteso quando non riguardino una persona con una carica ufficiale e già pubblica: perché il divieto cada, dovranno essere passati almeno 50 anni dagli eventi.

L’uomo che il 9 novembre 1989 rievoca la «spada di Damocle» e l’ombra di Stranamore è il tenente colonnello P., commissario capo della segreteria politica delle forze armate. Ma altri diranno anche di più. Messaggio segreto numero 008985, alla vigilia della manifestazione che il 4 novembre riunirà a Berlino un milione di persone. Parla, anzi scrive, il generale Erich Mielke, allora capo della Stasi: «Dovranno essere usati mezzi speciali per proteggere l’ordine, e altri ancora se verranno minacciate persone, oggetti e altro». Anche se il comandante delle truppe di confine lo smentisce poco dopo: «L’uso delle armi è fondamentalmente vietato». I «mezzi speciali», lo si era già visto nell’insurrezione di Berlino Est del 17 giugno 1953, erano nel gergo sovietico carri armati, aviazione, artiglieria. E forse anche altro. Proprio in quei giorni dell’autunno 1989 circola ripetutamente, nei telegrammi cifrati della Stasi, l’accenno a un misterioso «protocollo N.3/82 Vvs-0008», risalente al 22 dicembre 1982. Dietro il codice, un titolo da brivido: «Disciplina dell’utilizzo delle armi radiologiche o atomiche, di veleni, esplosivi vari e materiale radioattivo». È un caso, se se ne parla tanto proprio mentre i cortei marciano verso il Muro? Ed è casuale se ancora il 10 novembre, a Muro caduto, il generale Peter Koch della Stasi ringhia nell’ennesimo messaggio segreto: «Gli attacchi contro l’ordine dello Stato si possono ripagare solo con la nostra moneta: quindi alcuni mezzi o misure che sono ancora in nostro possesso devono restare segreti».

Eppure, alla fine, nessuno sparò. Perché? Per quattro motivi, forse. Perché c’era Gorbaciov. Perché tutta la protesta partì dalle chiese, con lo slogan «niente violenza» (anche se questo non avrebbe certo frenato un Mielke). Perché resisteva una qualche forma di senso morale: alcuni disertarono con le armi, altri scrissero «non sparerò sul mio popolo» finendo poi in cella; 4 capi della Stasi si suicidarono. E poi, c’è la ragione che un informatore della Stasi (rapporto MfS-HA1, telegramma cifrato 13335) rubò alle labbra di un ufficiale delle truppe di confine: «Se ci avessero chiesto di intervenire all’interno del Paese, una parte dei soldati con le armi in mano sarebbe passata dall’altro lato, e i comandanti non avrebbero ubbidito».

La Stasi, però, fu anche il grande occhio che per primo vide e denunciò (anche perché ne condivideva gli agi) la corruzione del regime. «Privilegi senza vergogna», stigmatizzava già da settimane, chiedendo «l’apertura delle spiagge riservate, la riduzione delle pensioni privilegiate, la chiusura (messaggio cifrato del 6 novembre, ndr ) degli odiosi negozi per funzionari di partito, l’abolizione dell’uso di mezzi militari per scopi privati, dei weekend in Spagna, di tutto ciò che ci ha fatto perdere la fiducia del popolo». A Francoforte sull’Oder, 2,2 tonnellate di ambitissima marmellata erano divenuti pasto per i maiali a causa di una pianificazione sballata: «E davvero abbiamo pagato le vacanze in Australia del compagno C., capo-distretto del Partito?». In due parole, una Tangentopoli con falce e martello, non molto diversa dalle nostre: per la quale «c’è da attendersi il collasso politico e sociale della Germania Est», scriveva la Stasi due giorni prima del tonfo.
Ma l’ultimo allarme, se possibile, ebbe anche qualcosa di grottesco. Rapporto cifrato Stasi numero 1707/89, ore 12,10 del 7 novembre, a 48 ore dal crollo del Muro e in zona vicina al confine: «Il pensionato M.S., 55 anni, denuncia che tre sconosciuti hanno sparato alle anatre, ma hanno sbagliato mira: hanno ammazzato una pecora, e ne hanno ferita un’altra. Portata la pecora morta in un nostro laboratorio, nel corpo è stato reperito un proiettile calibro 8. E nei pressi, alcuni bossoli con impresse delle lettere cirilliche». Conclusione del verbale: avevano sparato soldati sovietici, che però non erano di guarnigione in quella stessa zona dove si attendevano presto altre manifestazioni di popolo; fu ordinata un’inchiesta perché si temeva una «provocazione».

Poi, fu la fine di tutto, in poche ore. Anche questa certificata dai dispacci segreti della Stasi. Il 13 novembre, giunse l’ordine di ritirare i cani lupo che per 28 anni avevano fatto la guardia al Muro: 250, «molto ben educati», trovarono dei compratori; ma altri, che forse non avevano capito i tempi nuovi e ancora pensavano di servire il loro popolo a morsi e ringhiate, finirono al macello, senza neppure un grazie.

Xaver terrorizza il Nord Europa, allarme rosso in Belgio e Olanda

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La tempesta perfetta ovvero Xaver che ha già causato una vittima in Inghilterra, si scaglierà con violenza nel Nord Europa nelle prossime ore ed è già allarme rosso in molti paesi, primi fra tutti Belgio e Olanda. In allerta anche Germania e Danimarca dove si sono prese tutte le misure precauzionali soprattutto lungo le coste. In Nord Europa si attendono infatti maree tra i 6 e i 7 metri, le più alte degli ultimi 60 anni e sull’Olanda sono previste raffiche di vento fino a 130 km/h. La compagnia aerea olandese Klm ha già cancellato numerosi voli in arrivo e partenza dall’aeroporto di Amsterdam-Schipol. Anche in Germania e Danimarca è scattato da stamane l’allarme e in diverse regioni gli abitanti sono stati invitati a restare nelle proprie case. In Germania in particolare Xaver potrebbe rivelarsi la tempesta più violenta degli ultimi 50 anni.

Siamo poveri!

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Siamo poveri. Questa è la fotografia dell’Italia che non riesce a stare al passo dell’Europa e, anche se fosse vera la ripresa, non si arriverebbe in tempo per ridare il benessere che abbiamo perduto durante la crisi economica e le scelte politiche che da troppo tempo hanno ridotto  gli italiani in povertà. Siamo secondi solo alla Grecia e il divario non è poi così abissale visto che nella Penisola si contano, secondo i dati del Eurostat relativi al 2012, circa 18,2 milioni di italiani, il che equivale a una percentuale di poveri che sfiora il 29,9% della popolazione mentre la Grecia si attesta al 34,6%. Nel 2012 nel nostro Paese  il 14,5 per cento della popolazione era seriamente privata dei beni materiali, e il 10,3 per cento viveva in una famiglia dove c’era poco lavoro.

Ci sono altri Paesi della zona euro che seguono a ruota Italia e Grecia in quanto a difficoltà economica e disoccupazione. In Spagna è il 28,2% della popolazione ad essere a rischio povertà, in Portogallo il 25,3%, a Cipro il 27,1%, in Estonia il 23,4%. E mentre scende parecchio la difficoltà in Francia, dove il rischio povertà si concretizza per il 19,1% dei cittadini, in Germania si attesta sul 19,6 per cento e in Olanda il 15 per cento.  Per trovare dati peggiori dell’Italia e della Grecia, bisogna andare ai Paesi fuori della zona euro: al top per rischio povertà la Bulgaria, dove rischia una persona su due (49,3%) , la Romania (41,7%) e la Lettonia (36,5%).  Nel complesso dell’Unione europea c’erano lo scorso anno il 24,8% della popolazione era a rischio, ovvero 24,5 milioni di persone a rischio.

L’intervista doppia Celentano-Borioni: attratta dalle donne sin da bambina

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Rosalinda Celentano e Simona Borioni hanno deciso raccontare la loro storia d’amore, che dura da tre anni, con un’intervista doppia rilasciata a Le Iene. Ora vivono insieme, con il figlio dodicenne di Simona, si definiscono innamorate, fedeli e molto gelose, dicono di affrontare una convivenza dura, ma bella e di pensare con piacere ad un loro matrimonio, da celebrare in Germania, un giorno. Rosalinda ha anche confessato di essere attratta dalle donne dall’età di 5 anni, ma che in famiglia aveva timore di rivelarlo. All’inizio del suo coming out la famiglia non ha ben accettato il suo orientale sessuale, ma di aver superato oggi le difficoltà di dialogo con i genitori.

La Celentano a Le Iene ripercorre il suo passato rivelando di aver avuto anche due relazioni con uomini, di essersi rifugiata nell’alcol all’età di 27 anni, per la solitudine e la timidezza, e di aver tentato il suicidio.

Ecco il video dell’intervista.  

Sfidano il freddo per dire STOP al FALSO MADE IN ITALY!

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Non li ha fermati neppure il freddo, la Coldiretti con le mantelle gialle sfida anche le temperature rigide per far arrivare la loro voce dalla frontiera del Brennero a Roma. Il messaggio è chiaro: “No al falso cibo Made in Italy”. La mobilitazione «La battaglia di Natale: scegli l’Italia» è iniziata e vuole difendere il settore dalle importazioni di bassa qualità spacciate come italiane.

Nell’area di parcheggio «Brennero» al km 1 dell’autostrada del Brennero – direzione sud (Austria-Italia) scelta come campo base della protesta, con tanto di megatenda per preparare pasti e bevande calde, ci sono trattori e decine di pullman che nella notte hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia.

I tir sono stati bloccati dagli agricoltori che personalmente si sono  schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire, mentre sono sollevati cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari. Gli striscioni sono piuttosto espliciti: «615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania», «1 mozzarella su 4 è senza latte», «Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro», «Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate».

Cosa mangiamo? I nostri cibi per circa un terzo cioè il 33% vengono confezionati con materie prime straniere e poi esportate  con il marchio Made in Italy, con i consumatori che peraltro sono all’oscuro di tutto ciò. Questo è il dato che emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti nell’ambito della mobilitazione che l’organizzazione agricola sta svolgendo al valico del Brennero contro le importazioni di bassa qualità spacciate come italiane. «Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali – denuncia il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo – riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani ma fatti con maiali allevati all’estero. Inoltre tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta; oltre un terzo della pasta è ottenuta da grano non coltivato in Italia e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere».

La presenza di ingredienti stranieri nei prodotti alimentari realizzati in Italia – spiega Coldiretti – è dovuta alla ricerca del rifornimento a basso costo e senza preoccupazioni per le conseguenze sulla salute: perciò finisce nel piatto dal concentrato di pomodoro cinese all’olio di oliva tunisino, dal riso vietnamita al miele cinese. Solo nell’ultimo anno – cita tra i vari esempi l’organizzazione agricola – sono scomparsi in Italia 615mila maiali per lasciare spazio alle importazioni di carne do bassa qualità dall’estero. «È anche necessario – conclude il presidente Moncalvo nel richiedere la completa attuazione delle leggi sulla etichettatura obbligatorie d’origine – che sia resa trasparente l’indicazione dei flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero, venga bloccato ogni finanziamento pubblico alle aziende che non valorizzano il vero Made in Italy dal campo alla tavola e diventi operativa la legge che vieta pratiche di commercio sleale, tali da permettere di pagare agli allevatori e agli agricoltori meno di quanto spendono per produrre».

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L’Europa vuole la Stabilità, ma la Germania non ce l’ha

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L’Europa chiede la Stabilità, ma la Germania con le elezioni fatte il 22 settembre per diversi mesi non è riuscita a formare la grande coalizione. Ora sembra che un governo potrebbe arrivare entro il 17 dicembre. L’accordo infatti è stato raggiunto tra la Cdu/Csu della cancelliera Angela Merkel e la Spd di Sigmar Gabriel. Lo hanno reso noto il parlamentare conservatore Michael Grosse-Broemer e la premier del land della Saar Annegret Nramp-Karrenbauer su Twitter al termine di una maratona negoziale durata tutta la notte. Ora dovrà essere ratificata dagli oltre 470 mila militanti della Spd che secondo molti osservatori e parte della stampa tedesca potrebbero far saltare tutto.

Come racconta La Repubblica:

I leader dei partiti presenteranno i dettagli dell’accordo in una conferenza stamani, termine ultimo fissato da Merkel per concludere le trattative. Ma per l’annuncio dei nomi dei ministri bisognerà aspettare ancora un paio di settimane.

La cancelliera ha fatto diverse concessioni che potrebbero contribuire a superare lo scetticismo della base socialdemocratica. In primo luogo sul salario minimo che viene fissato a 8,50 euro l’ora a partire dal 2015, anche se stando alle indiscrezioni verrà applicato a tutte le categorie non prima del 2017 e ci sono ancora molti particolari da definire. In ogni caso si tratta di una vittoria per la Spd, che della creazione di questo istituto – una novità assoluta per la Germania – aveva fatto un punto chiave del suo programma elettorale. L’obiettivo è sostenere i redditi da lavoro più bassi e stimolare i consumi interni, come chiesto a Berlino dalla Commissione europea e da diversi governi Ue ma anche dall’Ocse e dal Fmi. Secondo l’osservatorio economico DIW, in Germania 5,6 milioni di persone, pari al 17% dei lavoratori dipendenti, guadagna attualmente meno di 8,50 euro l’ora. I socialdemocratici hanno inoltre ottenuto significativi miglioramenti nel trattamento pensionistico dei lavoratori a più basso reddito e la possibilità di andare in pensione a 63 anni anziché a 67 per chi abbia già 45 anni di contributi.

Allarme degli 007 sulle startup e sul crowdfunding!

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E’ l’intelligence italiana, con gli 007 ha lanciare l’allarme sul fenomeno delle  startup e  del crowdfunding, lo stesso sistema che ha portato Obama a diventare il Presidente degli Usa con una raccolta fondi “dal basso”

La preoccupazione dell’intelligence riguarda, da un lato, il fatto che gli startup-manager italiani preferiscano rivolgersi all’estero per sviluppare i loro progetti. Dall’altro, il rischio che le piattaforme nazionali di finanziamento online, in un sistema normativo ancora incerto dove il liberismo del mercato internauta prevale sulle regole, possano prestare il fianco a azioni di spionaggio straniero.

Scrive Alberto Custodero su Repubblica:

Il crowdfunding ha permesso a molte persone, in tutto il mondo, di realizzare un sogno. Si va su Internet, su una piattaforma specializzata, e si lancia il proprio progetto, indicando la cifra necessaria per realizzarlo. E un termine. Se entro il termine indicato si raggiunge (o si supera) la cifra, si parte: e si realizza così lo startup dell’impresa. Secondo gli analisti dei servizi segreti, nel panorama nazionale, le startup risultano particolarmente attive nell’ambito web (49%), e dell’informationand comunication tecnology (22%). Mentre il 4,8 % si concentra su consumer products e circa il 3,6% su eletronics&machinery.Meno rilevante in termini numerici risulta il settore delle cleantechnologies (1,2%) e quello delle biotech life sciences (0,6%). Il rimanente 18% opera in altri settori di attività, soprattutto nel terziario. In tale quadro — segnalano con preoccupazione gli 007 — assume rilievo il fatto che «si registri la tendenza di una parte degli imprenditori (11%) ad avviare tali iniziative all’estero, nonostante i finanziamenti agevolati offerti da numerosi istituti di credito per di tali imprese». Le nazioni estere preferite dagli startupper nazionali sono Usa, Israele, Gran Bretagna e Germania. E sono preferite all’Italia perché là è più facile ottenere finanziamenti con le modalità crowdfunding, ci sono minori oneri burocratici, la cultura d’impresa è più orientata ad accogliere aziende attive, in particolare nell’ambito della digital economy.

«Tale fenomeno, se si estende — osservano gli analisti dell’intelligence — comporta perdite di opportunità in termini competitivi per il nostro Paese, connesse all’allocazione di know how e capitale intellettuale in stati esteri connotati da un più attrattivo ambiente di investimento »

Il nostro paese è in grado di dare una prospettiva? Se si uccidono le start up e il crowdfunding cosa resterà alle nuove generazioni, lacrime, sudore e sangue? Chi può oggi, in Italia mettere mano con competenza e snellire le procedure burocratiche e garantire il reperimento dei fondi necessari?

Commesso o re? Entrambi! La storia di Didi de Graft

Didi-de-Graaft-tuttacronacaLa curiosa storia del 47enne ghanese Didi de Graft la racconta il tabloid Bild. Spiega il giornale che l’uomo, arrivato in Germania da studente nel 1989 ed entrato a lavorare nella catena Jibi di Bielefeld, in Nordeno-Vestfalia, fa carriera fino a diventare responsabile per il settore frutta e verdura. Proprio in questa città conosce la moglie Lisa, con la quale ora ha un figlio 12enne, Marvin. Cos’ha di particolare questa storia? Che mentre l’uomo si costruiva una vita in Germania è arrivata la telefonata di uno zio. Era il 2009 quando il re di Suma Ahrenko, città ghanese della regione di Brong-Ahafo chiamò il nipote per spiegargli che, a 78 anni, non aveva più la giusta energia per vigilare sui sudditi: “Sono troppo vecchio, devi continuare tu”, avrebbe detto al suo erede. Da allora de Grant è diventato re di Suma Ahrenko, precisamente re Nana Adutwum Barimah, che però a corona e scettro preferisce il suo lavoro e così, nonostante l’onore, vuole fare il sovrano a distanza, dalla Germania, senza mollare tutto per tornare definitivamente in Ghana, dove pure passa diverse settimane all’anno. Così Didi de Graft, monarca 2.0, amministra il suo piccolo territorio grazie alla tecnologia: “grazie a internet e al telefono”.

I lunghi tentacoli del riciclaggio: perquisizioni in Germania

'ndrangheta-germania-tuttacronacaPassaggi di denaro tra Italia e Germania attraverso una banca tedesca. E’ su questo che gli inquirenti tedeschi stanno tentando di far luce con 25 perquisizioni a proprietà e imprese in sei diversi Laender . L’indagine sul riciclaggio di denaro sporco coinvolge la cosca di ‘ndrangheta degli Arena e si riferisce al finanziamento della costruzione di un parco eolico a Crotone, sequestrato nel luglio dello scorso anno e che si sospetta sia stato acquistato dalla ‘ndrangheta con i proventi di estorsioni, traffico di droga e altre attività criminali. A riferire dell’inchiesta internazionale sulla ‘ndrangheta per presunto riciclaggio di denaro è stato il procuratore di Osnabrueck, nel nord della Germania, Alexander Retemeyer. Perquisizioni, ha riferito a Reuters, sono state effettuate anche in Austria. Secondo le Nazioni Unite, Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra investirebbero nell’economia reale 116 miliardi di euro provenienti da attività illegali. Come spiega Reuters, “Oggetto delle perquisizioni sono state anche le filiali di Hsh Nordbank, banca tedesca controllata all’85% dalle regioni di Amburgo e Shleswig-Holstein, che ha finanziato il parco eolico da 225 milioni di euro vicino a Isola di Capo Rizzuto, nel crotonese. La banca e i suoi impiegati non sono sotto inchiesta, ha precisato il magistrato. Gli inquirenti italiani hanno iniziato ad indagare sul parco eolico nel 2008 e il tribunale di Catanzaro ne ha ordinato il sequestro nel 2012 sul sospetto che fosse di proprietà del clan Arena attraverso una complessa serie di prestanome e società. Al momento del sequestro, il parco da 48 turbine era considerato il più grande d’Europa. Il procuratore Retemeyer ha spiegato che il suo ufficio sta indagando su diverse società nella regione di Emsland, sospettate di essere coinvolte nel riciclaggio. Il magistrato ha aggiunto che la sua procura sta collaborando con le autorità italiane.”

Dov’è Totti?

dove-totti-tuttacronacaDov’è Totti? E’ questa la domanda che è stata posta ieri sera durante l’amichevole Italia-Nigeria. Uno striscione che recitava “Where’s Totti?” ha infatti fatto la sua apparizione sugli spalti: mentre i giallorossi aspettano che il loro capitano si riprenda dall’infortunio, chi segue la Nazionale vorrebbe infatti rivedere in campo il Pupone. La foto ha fatto il giro dei social network innescando un diluvio di commenti: c’è chi critica le scelte del ct, chi difende le sue decisioni e tanti romanisti che dicono: “Lasciatecelo per noi”.

Pareggio! Il combattuto match tra Italia e Nigeria

italia-nigeria_tuttacronacaAmichevole contro la Nigeria questa sera a Londra dove Prandelli festeggia la sua cinquantesima panchina con la Nazionale. Per l’Italia resta in tribuna De Rossi mentre a Buffon viene riservato un posto in panchina. Gli azzurri si schierano in formazione 4-3-1-2 con Sirigu; Maggio, Ranocchia, Ogbonna, Pasqual; Motta, Montolivo, Giaccherini; Candreva; Balotelli, Rossi: il ct ha finalmente l’occasione di veder giocare assieme Rossi e Balotelli. Risponde Keshi, l’allenatore della Nigeria, con un Nigeria 4-2-3-1 composto da Enyeama; Oboabona, Ambrose, Egwuekwe, Echiejile; Onazi, Mikel; Moses, Mba, Obinna; Emenike.
friendly_italia-nigeria_tuttacronacaInizia subito con ritmi elevati, dettati dalla Nigeria, l’incontro. A soli quattro minuti punizione battuta da Moses che prova la conclusione raso terra, palla di poco a lato. Dopo sei minuti di gioco, un bel dialogo tra Giaccherini e Rossi, l’ex juventino entra in area e cade: non c’è fallo. Due minuti ancora e gli Azzurri passano in vantaggio grazie a Rossi perfettamente servito da Balotelli. Il viola tira un morbido da sotto a scavalcare il portiere in uscita. 1-0! Al minuto successivo è SuperMario a farsi pericoloso, ma viene travolto da un difensore nigeriano: sembrano esserci gli estremi per un rigore, ma l’arbitro non lo fischia. Al 20′ primo cartellino giallo dell’incontro: colpisce Candreva per fallo su Moses. Al 23′ altra buona opportunità per l’Italia con Montolivo triangola con Giaccherini e conclude scivolando: palla a lato. Altra occasione nove minuti dopo, con Montolivo che serve Balotelli: il milanista però spara in mano al portiere. Al 35′ pareggia la Nigeria: cross dalla sinistra di Ameobi sul quale arriva di testa Dike che ha la meglio su Pasqual, forse commettendo fallo. 1-1 e Prandelli si lamenta con il quarto uomo.

Al 39′ raddoppia la Nigeria: cross dalla sinistra di Moses, Ameobi trova un esterno destro al volo spettacolare. 1-2!

L’Italia tenta la ripartenza, ma il primo tempo termina con gli Azzurri in svantaggio.

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Alla ripresa subito una sostituzione per la Nigeria: esce Oduamadi, entra Ogu. Appena due minuti di gioco e l’Italia pareggia: Balotelli di tacco per Rossi, che appoggia a Candreva che prolunga su Giaccherini, l’ex juventino è tutto solo in area e non sbaglia. 2-2!

Dopo sei minuti Prandelli effettua tre cambi: escono Rossi, Motta e Montolivo, entrano Pirlo, Parolo e Diamanti. Al 13′, sec]ndo cartellino giallo dell’incontro: colpisce Egwekwe che ha atterrato Balotelli al limite dell’area. Punizione per l’Italia battuta da Pirlo, ribattuta con qualche difficoltà dal portiere, Parolo da un metro manda alto. Al 19′ Ejide, il portiere, è costretto a lasciare il campo e a cedere i pali al titolare Enyeama. Per la Nigeria escono anche Dike e Ameobi, dentro Musa e Amenike. Al minuto successivo sostituzione anche tra le fila azzurre: Candreva lascia il posto a Cerci. Avanza l’Italia ma al 29′ tornano a farsi sotto i nigeriani che obbligano Sirigu a fare i conti con una conclusione potente di Ogu: parata. Ci prova anche Emenike, ma spara sull’esterno della rete. Continua la giostra dei cambi e al 30′ Giaccherini lascia spazio a Poli. Subito dopo, fuori anche Moses, al suo posto Ideye. A nove minuti dal termine nuova ammonizione: fallo su Balotelli da parte di Ogu. Quattro minuti e Diamanti, su punizione, cerca lo specchio: colpisce la traversa. Tre minuti dopo un cross di Maggio attraversa l’area di rigore: nessuno riesce a intercettare la sfera e deviarla. Nel frattempo un altro giallo: ammonito Mikel. Italia all’attacco negli ultimi minuti ma gli Azzurri non riescono a insaccare. Al terzo fischio, termina in pareggio per due reti a due l’amichevole al Craven Cottage.

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Italia-Nigeria, 19 anni dopo quell’incredibile gol di Roberto Baggio

italia-nigeria-tuttacronacaSi troveranno ad affrontare la Nigeria, questa sera a Londra, gli Azzurri di mister Prandelli. I nigeriani, che hanno staccato il biglietto per i mondiali dopo lo spareggio contro l’Etiopia, sono i campioni in carica nel continente africano grazie al titolo vinto lo scorso febbraio. E’ solo la seconda volta che l’Italia si trova a dover affrontare le Super Eagles e, per gli amanti di calcio, quell’incontro è impresso nella memoria per le emozioni trasmesse. Era il 5 luglio 1994 e la nostra Nazionale stava disputando i Mondiali negli Usa. Aveva passato il turno, anche se non grazie a prestazioni indimenticabili quando, agli ottavi di finale, si scontrava contro la Nigeria, che si era portata in vantaggio al 26′ del primo tempo con Amunike. Gli uomini di Sacchi iniziano a temere di dover riprendere l’aereo e far ritorno a casa ma, poco prima del 90′, inizia quello che sarà il mondiale di Roberto Baccio. Al 43′ della ripresa ci pensa il Divin Codino a riportare in partita l’Italia realizzando il suo primo gol del torneo. La vittoria è degli Azzurri grazie a un rigore realizzato sempre da Baggio durante i supplementari. Un’impresa che, anche questo non scorderemo mai, non gli riuscì nella finale contro il Brasile. Per quel che riguarda le formazioni di questa sera, le probabili sono:

ITALIA (4-3-1-2): Sirigu; Maggio, Ranocchia, Ogbonna, Pasqual; Montolivo, De Rossi, Giaccherini; Candreva; Balotelli, Rossi. CT: Prandelli.

NIGERIA (4-2-3-1): Enyeama; Oboabona, Ambrose, Egwuekwe, Echiejile; Onazi, Mikel; Moses, Mba, Obinna; Emenike. CT: Keshi.

La vergogna europea? Pensionato italiano paga 4000 euro, il tedesco 39

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E’ Confesercenti a rilevare la discriminazione in Europa tra i cittadini pensionati. Un’anomalia che grava sugli “over” italiani a cui le tasse non calano con l’avanzare dell’età a differenza di quello che accade invece in molti altri paesi europei come a esempio la Germania. Pesa soprattutto l’eccesso di prelievo che scaturisce dalla combinazione fra Irpef e addizionali regionale e comunale; sia perché, diversamente da quanto avviene nel resto d’Europa, il carico fiscale sulle pensioni e’ superiore a quello che grava sui redditi da lavoro dipendente di analogo ammontare.

Detrazioni inique: 1840 euro per i dipendenti, 1725 per i pensionati sotto i 75 anni In particolare, spiega Confesercenti, emergono due significative differenze particolarità tutte italiane: l’importo delle detrazioni d’imposta riconosciute ai pensionati (1.725 euro al di sotto dei 75 anni e a 1.783 euro oltre 75 anni è inferiore a quello previsto a favore dei redditi da lavoro dipendente (1.840 euro); nel nostro Paese non vi è traccia dei trattamenti impositivi agevolati che sono riconosciuti nella quasi generalita’ dei paesi europei.

Qual e’ il peso della penalizzazione per i pensionati italiani? Lo possiamo verificare confrontando innanzitutto quanto paga rispetto ai suoi “colleghi” europei. A questo fine, sono stati individuati due livelli di pensione entro i quali si collocano i due terzi dei 16,5 milioni dei pensionati italiani: quelli corrispondenti a 1,5 volte ed a 3 volte il trattamento minimo Inps (pari, nel 2013, a 9.661 euro e, rispettivamente, a 19.322 euro). Abbiamo poi assunto che il pensionato di riferimento abbia un’eta’ compresa fra i 65 e i 75 anni e non abbia carichi di famiglia. Infine, per determinare l’importo del prelievo regionale e comunale, si è ipotizzato che il pensionato sia residente a Roma. Il confronto praticamente non esiste per la pensione pari a 1,5 volte il trattamento minimo: solo il pensionato italiano paga le imposte (che decurtano di oltre il 9% la sua pensione), mentre altrove non si subisce alcun prelievo, a motivo dell’operare di specifici trattamenti agevolativi.

Ma non meno dirompente e’ il risultato che emerge nel caso del trattamento pari a tre volte il minimo: il pensionato italiano è soggetto ad un prelievo doppio rispetto a quello spagnolo, triplo rispetto a quello inglese, quadruplo rispetto a quello francese e, infine, incommensurabilmente superiore a quello tedesco. Il divario emerge ancor più nettamente rispetto a una pensione pari a tre volte il minimo: si va dagli oltre 4 mila euro sopportati dal pensionato italiano ai 39 a carico del pensionato tedesco.

Ma se il sistema italiano è iniquo non si può dire che l’Europa abbatta le discriminazioni anzi con una sentenza dell’ottobre 2013 della corte di Strasburgo si è deciso che “In caso di difficoltà finanziarie, che impediscono per di più il rispetto di obblighi internazionali, uno Stato può imporre alcuni tagli alle pensioni di una determinata categoria di persone.”

Berlusconi chiede scusa per il paragone con le persecuzioni degli ebrei

berlusconi-scuse-tuttacronacaIn una nota dell’ufficio stampa di Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità ebraica di Roma, si legge che sabato sera “il Presidente della Comunità Ebraica di Roma era a cena in un ristorante a Portico d’Ottavia. Nello stesso locale, a un tavolo poco distante, si trovava Berlusconi con alcuni suoi ospiti. E durante il pasto l’ex premier ha chiesto a Pacifici di avvicinarsi per salutarlo. I due si sono intrattenuti in un colloquio che ha visto Berlusconi scusarsi per i paragoni con le persecuzioni contro gli ebrei, frasi che avevano suscitato indignazione”. Nella nota, redatta dal portavoce della Comunità Ebraica di Roma, Fabio Perugia, si legge ancora che Pacifici “ha spiegato serenamente che nessun paragone di quel tipo è accettabile e un chiarimento sarebbe stato più efficace in un incontro successivo”. Inoltre, il presidente ha ribadito che “la frase inserita nel libro di Bruno Vespa sarebbe dovuta, a suo avviso, essere cancellata in una seconda edizione del testo. L’ex premier ha concordato con la proposta di Pacifici. I due si sono quindi salutati e hanno proseguito la serata ognuno con i propri ospiti”.

Rissa tra tifosi al termine di Italia-Germania: un ferito

rissa-tifosi-tuttacronacaSono stati circa trenta i tifosi, tra italiani e tedeschi, coinvolti in una rissa scoppiata a poche centinaia di metri dallo stadio Meazza dopo l’amichevole tra la nazionale italiana e quella tedesca. I due gruppi sono entrati in contatto quando il pubblico era già defluito. Oltre ai pugni, sono volate anche alcune bottiglie. La rissa è stata sedata dalla polizia, intervenuta con alcune auto. Sul posto anche un paio di ambulanze. Il bilancio è di un ferito: si tratta di un tifoso tedesco che è stato colpito alla testa. I protagonisti del tafferuglio sono stati identificati.

La sfida a San Siro termina con un (noioso) pareggio

cesare_prandelli-tuttacronaca18 imbattibilità da difendere: è questa la sfida della Nazionale di Prandelli questa sera a San Siro, dove incontra la Germania, contro la quale non perde dal 21 giugno 1995. Per l’occasione, e mancando Rossi, gli Azzurri scendono in campo in formazione 4-3-1-2 con Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Criscito; Marchisio, Pirlo, Thiago Motta; Montolivo; Balotelli, Osvaldo. I tedeschi rispondono con un 4-2-3-1 che vede in campo Neuer; Lahm, J. Boateng, Hummels, Jansen; Khedira, L. Bender; Müller, Kroos, Reus; Götze.

italia-germania-tuttacronacaParte subito bene l’Italia che nei primi minuti già si mostra in area tedesca, ma è la Germania a passare in vantaggio all’8 su calcio d’angolo: di testa Hummels prende il palo interno ed entra in rete. Né Buffon né Criscito ci arrivano. 0-1!

Nei minuti successivi l’Italia soffre con i tedeschi che avanzano e al 17′ prendono un palo con un tiro di Khedira da fuori area. Il gioco resta per un po’ confuso, con gli uomini di Prandelli che non riescono a trovare la giusta intesa. Ci pensa il rossonero al 28′ a riportare la squadra in corsa: incursione in area tedesca,  triangolo con Bonucci e tiro in rete: 1-1!

Appena 4′ e un grave errore in difesa di Bonucci permette il tiro da fuori area a Schürrle che colpisce la difesa. Nei minuti successivi gli Azzurri, che hanno ritrovato coraggio, tornano ad avanzare mettendo in difficoltà gli avversari. Il primo tempo si conclude in parità.

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Sono equilibrati i primi minuti della ripresa e all’8′ arriva il primo cambio per Prandelli: entra Candreva al posto di Osvaldo. Al minuto successivo a terra Khedira, che si è fatto male a una caviglia. Contemporaneamente prima ammonizione: giallo per Lahm, il capitano della Germania, per gioco scorretto. Al 12′ occasione per Montolivo che riceve un ottimo pallone da Criscito e calciando in porta, a due passi da Neur, si scontra con Balotelli. Subito arriva una doppia sostizione per Low: entra Reus per Schürrle mentre Götze lascia il posto a Özil. Al 17′ si rende pericoloso Marchisio su colpo di testa: angolo per gli Azzurri ma la Germania recupera subito il pallone. Al 20′, dopo un contrato con Pirlo, Khedira esce dal campo dopo essersi fatto male a un ginocchio: al suo posto entra Sven Bender. Quattro minuti di gioco e subisce fallo Thiago Motta, calcio di punizione per l’Italia, calcia Balotelli, ma la palla viene intercettata dai tedeschi. Un altro minuto e giallo per Marchisio: ha fermato Müller con le cattive. Al 25′ anche Barzagli deve lasciare il campo, forse per problemi muscolari. Al suo posto Ogbonna. Nei minuti successivi il ritmo resta basso e non ci sono molte azioni ma a meno 9 minuti dal termine l’arbitro ammonisce Kroos che a preso a calcetti Thiago Motta. C’è una rissa in campo e Thiago Motta mette praticamente un dito nel naso del tedesco: ammonizione anche per lui! Al minuto successivo Pirlo cede il posto a Cerci mentre poco dopo Müller viene sostituito dall’altro Bender, Lars. Al 44′ colpo di testa di Bonucci per passare la palla all’indietro a Buffon che deve praticamente effettuare una parata: forse l’intervento più difficile per lui in questo secondo tempo. Pericolosissima la Germania al 2′ di recupero, con Höwedes che colpisce un palo! Noioso il secondo tempo dell’incontro che termina con un pareggio: si è risolto tutto nel primo tempo: c’è ancora molto da lavorare in vista del Mondiale.

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L’Europa federale di Letta, dopo le parole della Germania

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La Germania oggi ha lanciato chiari segnali di “divisione” dicendo che ognuno ha il suo debito e che non ci saranno né fondi di  riscatto Nè eurobond, ma il premier non ha ancora, per fortuna, perso l’entusiasmo e ha rilanciato: «L’Italia ce l’ha fatta da sola e ce la fa da sola, ed è per questo che ora può chiedere con forza una svolta dell’Europa sulla crescita». Queste sono state le parole del  premier, durante il suo intervento al congresso della Spd, il partito social democratico tedesco, in corso a Lipsia. «Basta con l’immagine di un Paese assistito», ha proseguito Letta, parlando poi delle sue aspettative per il futuro dell’Italia: «Nel secondo semestre dell’anno prossimo saremo in grado di avere carte le carte in regola. L’obiettivo che intendo portare avanti con determinazione è di avere per la prima volta nello stesso tempo il debito pubblico che scende, il deficit per il terzo anno di seguito sotto il 3%, la spesa pubblica primaria finalmente in calo, le tasse sulle famiglie finalmente in discesa e il segno più davanti alla crescita fino all’obiettivo dell’1% l’anno prossimo». Nella prossima campagna elettorale Ue è necessario dare con «coraggio» il messaggio che «vogliamo costruire un’Europa federale». Che, ancora una volta, noi «europei, italiani e tedeschi» facciamo una «scelta per l’Europa federale», «è fondamentale». Anche perché il rischio concreto è dalle elezioni di primavera esca «il parlamento europeo più antieuropeo della storia e per evitare questo baratro «non possiamo più sbagliare come ha fatto l’Europa nei primi anni della crisi».

Se questa è l’Europa… a ognuno il suo debito e muoia Sansone e tutti i Filistei

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Politica dura, rigida e forse alla fine si rivelerà controproducente per chi la sta mettendo in atto.  Niente eurobond, né fondi di riscatto: anche il futuro governo di grande coalizione tedesco non prevede per il futuro dell’eurozona alcuna condivisione del debito. E’ quanto hanno deciso i futuri partner di coalizione, l’Unione di Cdu/Csu e la Spd, secondo quanto riporta il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Eppure quando si riunificare la Germania qualcuno pagò tale riunificazione come racconta il Corriere della Sera l’8 agosto 2012:

Quel cambio 1 a 1 (tra moneta della Germania dell’Ovest e quella della Germania dell’Est), non fu mai rinnegata, e ancora adesso viene vista come la lezione ultima del cancelliere: la politica, e alcuni ideali che può perseguire (la ricomposizione dell’ identità tedesca lo fu), vengono prima dell’economia. Pagò solo la Germania? Certamente no. La Bundesbank contenne la grande immissione di nuova moneta con tassi alti (attorno al 10% nel ‘ 93), scongiurando l’ inflazione. Ma come disse il francese Hubert Védrine, consigliere di Mitterrand: «A che serve la bomba atomica, se i tedeschi hanno il Deutsche Mark?». E infatti, in quell’economia pre-euro, ma retta dal meccanismo dello Sme, i rialzi dei tassi decisi a Francoforte si riverberarono quasi automaticamente sulle altre monete, cosa che si tradusse in recessione per molte economie europee (Germania inclusa). Davanti alla commissione Bilancio e Tesoro, nel 1992, un Mario Monti ancora rettore della Bocconi, accenna agli effetti della riunificazione. «Il problema della finanza pubblica italiana è grave per il motivo, ben noto, delle dimensioni del debito. Il 1992 è stato per la Cee un anno di disavanzi pubblici elevati, anche a causa della riunificazione tedesca. Però se (…) nel resto della Cee il disavanzo corrente è stato dello 0,7% del Pil, quello italiano (6,2%) è stato di 8,9 volte tanto». Poi arrivò il settembre nero ‘ 93. E l’ Italia, spesa pubblica senza freni, deficit alle stelle e debito sul 120%, fu costretta con la sterlina a uscire dallo Sme. Furono, per molti analisti, anche gli alti tassi della Bundesbank uno dei motivi scatenanti dello shock finanziario. «Questa versione che la riunificazione tedesca la pagarono gli altri si è diffusa soprattutto in Francia – dice Riccardo Perissich, già capo di gabinetto di Spinelli, stretto collaboratore di Delors e uno degli euroburocrati più importanti che l’ Italia abbia avuto a Bruxelles -. È vero, uno shock finanziario ci fu. Ma è una lettura eccessiva. Ingenerosa verso la Germania che si accollò gran parte dei costi della riunificazione». Sandro Gozi, che ha lavorato nel gabinetto di Prodi, parla della solidarietà che la Germania ottenne: «Subito, nel 1990, con procedura d’ urgenza, fu attivato il Fondo speciale per i Länder dell’ Est». Però, verso la Germania (contribuente netto, che ha più dato che ricevuto dalla Cee e poi dall’Ue) sono andati molti meno fondi che verso il Mezzogiorno. E, non ultimo, Kohl – alle insistenze di Mitterrand – sacrificò il marco, spianando la strada all’ euro, per ridare ai tedeschi una sola patria. Di riunificazione si riparla molto in Germania. Se c’ è un Paese che capisce i costi di un risanamento massiccio, come quello che potrebbe richiedere la Grecia o altri, siamo noi, dicono. La cancelliera, quando un giornalista mise in dubbio i costi dell’unità nazionale, rispose: «Questo non si discute. Se no, non sarei qui». Appunto, c’ erano cose in Germania che, vent’ anni fa, non avevano prezzo.

Ue ancora contro l’Italia nel mirino il debito pubblico

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Analisi approfondita per l’Italia e per la prima volta indagini anche sulla Germania. Questa la linea dura intrapresa dalla Commissione Ue che sta esplorando gli squilibri macroeconomici come il debito elevato, la disoccupazione, la perdita delle quote di mercato.

«Il debito molto elevato resta una vulnerabilità significativa dell’Italia, in particolare vista la prospettiva debole di crescita», scrive la Commissione spiegando che mantenere un surplus primario elevato è importantissimo per mettere il debito su un terreno di discesa.

La perdita di quote di mercato «resta significativamente sopra la soglia di guardia», e la performance dell’export «compete in modo sfavorevole rispetto a quelle delle economie avanzate». La disoccupazione, sebbene non abbia raggiunto la soglia di guardia, è aumentata e quella giovanile «è molto alta».

L’Italia «deve evitare compiacenza e instabilità che possono mettere a rischio il cammino delle riforme», ha detto Barroso. Il presidente ha spiegato di voler inviare un messaggio all’Italia: «Con i progressi raggiunti finora si è vista una reazione positiva dei mercati, che ora sono più stabili ma sempre vulnerabili alle azioni dei leader politici. Ma quando hanno una chiara percezione della volontà dei governi di fare le riforme, le ricompense arrivano sempre».

«In Italia si cominciano ad intravedere i primi segnali di ripresa ma si tratta di una ripresa molto fragile per questo non si deve mettere a rischio il percorso delle riforme» ha aggiunto Barroso.

«L’Europa è davanti a una svolta economica e la ripresa è in corso» ha detto il commissario per gli affari economici Olli Rehn. Ma la ripresa è «ancora fragile» ha poi aggiunto Barroso, secondo il quale comunque il «ritorno alla crescita dimostra che le nostre politiche funzionano».

Sempre nel rapporto della Commissione viene comunque sottolineato che il surplus commerciale della Germania «può mettere pressione sull’apprezzamento dell’euro e rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici dell’Eurozona». E con questa dichiarazione l’Ue per la prima volta apre un’indagine approfondita anche sulla Germania.

 

Guai per la Germania? Indagine per eccesso di export, da parte dell’Ue

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Indagine per eccesso di export questa è l’accusa volta dalla Commissione Ue nei confronti della Germania. Da oggi infatti sarà inviata un’analisi approfondita “sull’elevata eccedenza di bilancio”. L’annuncio è stato dato da José Manuel Barroso che ha anche precisato che l’indagine è finalizzata a capire se Berlino “può fare di più per contribuire al riequilibrio dell’economia europea”. Il surplus commerciale della Germania “può mettere pressione sull’apprezzamento dell’euro e rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici dell’Eurozona”. Non è ancora stata aperta la procedura d’infrazione che potrebbe condurre a sanzioni significative, ma è comunque chiaro il monito lanciato a Berlino.

 Anche se la strada sembra in salita infatti è facile sanzionare un paese in cui l’economica è debole e i conti non tornano, più arduo dimostrare che l’economia tedesca invece migliora a scapito di alcuni paesi membri… altra annosa questione è poi che l’enorme attivo tedesco che viene corroborato anche dall’export ha tra i partecipanti proprio i paesi che subiscono di più questa pressione, a iniziare dall’Italia che ha beneficiato dei fornitori tedeschi per 5,1 mld nel 2011 e 5,6 mld nel 2012.

 

Rossi lotta contro la tonsillite ma resta a Coverciano!

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Tonsillite e qualche linea di febbre per Giuseppe Rossi che oggi non si è allenato. L’attaccante nei sogni di Prandelli potrebbe essere la seconda colonna della sua Italia, ma al momento sembra svanire l’ipotesi di vederlo giocare in attacco vicino a Balotelli. Ora è una corsa contro il tempo per rimettere in piedi l’attaccante italiano che per il momento resta in ritiro insieme ai suoi compagni. “È un problema che il ragazzo ha accusato questa notte – ha spiegato il responsabile medico della Nazionale, Enrico Castellacci – ed è una cosa normale di questi tempi. Si tratta comunque di forme influenzali che possono recedere in poco tempo, per questo resterà qui. Lo stiamo gestendo in attesa di valutare domani, non abbiamo preso altre decisioni, procediamo a vista”.

Cesare Prandelli e l’ossessione del calcio italiano di oggi

cesare-prandelli-tuttacronacaCesare Prandelli, allenatore della Nazionale italiana che si sta preparando alle amichevoli contro Germania e Nigeria, non può ignorare quanto accaduto all’ultima partita della Nocerina nè i cori durante Juventus-Napoli: “Nel calcio italiano ora non c’è pressione, c’è ossessione – spiega -. Ogni volta che parli con colleghi all’estero, ti raccontano un calcio diverso, una vita diversa, un approccio differente dei tifosi. E’ importante dare tutto in campo e i sostenitori sono contenti. Noi dobbiamo migliorare da questo punto di vista. Prima si diceva che in Italia ci fosse tantissima pressione. Ora non c’è pressione, c’è ossessione. La situazione è complicata e io non sono tanto fiducioso sul futuro”. Per quel che riguarda il ricatto degli ultras della Nocerina: “Abbiamo perso tutti, col senno del poi dovevamo gestirla meglio. Delle riflessioni vanno fatte, riflessioni che il calcio, la società, Nocera deve fare. Penso che certe persone si mettono la maglia da ultras ma non lo sono. Sono delinquenti, quindi diventa un problema sociale”. Per quel che riguarda i tifosi che mettono in atto comportamenti per provocare la chiusura delle curve: “Non mi fa impressione, ormai da qualche anno ci illudiamo di avere il calcio migliore ma non è così. Non è solo una provocazione, ma qualcosa di più”. Ma il ct non può scordare che venerdì li attende la Germania, match valido come esame in vista dei Mondiali in Brasile: “Nella mia testa c’è di provare Balotelli-Rossi venerdì, anche se Rossi è arrivato ed ha la febbre”. Prandelli parla anche del momento che sta vivendo Balotelli: “Sono d’accordo con Allegri, i grandi campioni devono fare vincere la squadra assieme, non da soli. Per reggere tre gare a settimana devi arrivare bene, preparato mentalmente, conoscendo gli avversari. Mario sta vivendo un momento strano, particolare, ma se hai orgoglio e carattere questi momenti ti possono fortificare ancora di più. Deve ritrovare fiducia, serenità, a calcio sa giocare. Pressione? Penso debba conviverci”. Ma non dimentica quello che è stato il match-evento della 12a giornata di campionato, Juve-Napoli: “No, la squadra di Conte non mi ha colpito. Ci ha abituati a grandissime prestazioni ed ho rivisto la Juve degli ultimi due anni, non solo nel carattere ma anche nell’intensità. Sarà la squadra da battere”.

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