Buffon e la moglie sono in crisi? Dagospia querelato per 750mila euro

Gigi-Buffon-e-Alena-Seredova-tuttacronacaSi è parlato tantissimo della presunta crisi tra il portiere della Juve e della Nazionale Buffon e la moglie Seredova ma ora Dagospia, dal suo sito, lancia l’allarme: “Attenti a scrivere e a dire della crisi del matrimonio di Alena Seredova con Gigi Buffon”. Il rischio che si corre? “Potreste finire ricoperti da una tonica querela con una richiesta di risarcimento danni di (almeno) 750mila euro”. E ancora Dagospia continua: “Insomma, abbiamo scherzato. Gigi Buffon ha lasciato il tetto coniugale per andare a vivere in casa di Riccardo Grande Stevens solo per un fatto di arredamento…”

I nostri 7 giorni: a volte ci vorrebbe un po’ di zucchero…

7giorni-tuttacronacaLa verità è che ogni tanto ci vorrebbe un po’ di zucchero. Come cantava Mary Poppins. Per mandare giù la pillola. Perchè di amare ce ne sono state molte questa settimana. Tra quelle che hanno più colpito, la deriva razzista in Facebook, con gli insulti alla Kyenge. Perchè se è vero (e giusto) che ognuno abbia una propria opinione e se gli italiani che si vedono ogni giorno più messi alle strette e strozzati da crisi, tasse e aumento dell’Iva hanno il giusto diritto di chiedere che i politici pensino a loro, è anche vero che a volte, semplicemente, rabbia e frustrazione fanno sbagliare la scelta dei vocaboli. E’ così sottile il confine tra ragione e torto… Del resto non tutti hanno la possibilità di fare come Crozza e mandare le risposte agli attacchi via Rai. Il fatto è che a volte le cose si possono dire anche pacatamente, come ha dimostrato Michelle Bonev ospite di Santoro: in fin dei conti quando cade una bomba non fa molto rumore, la detonazione arriva dopo. E infatti la reazione è stata quella di generare panico e attacchi. Sicuramente, ha fatto molto discutere. Anche se il più discusso della settimana, non c’è dubbio, è stato SuperMario. Non il suo periodo migliore, prima l’infortunio, poi l’influenza, quindi quel prendersela con i giornalisti e rispondere per le rime a chi lo chiama “simbolo anticamorra”. Non c’è uscito bene con la sua irruenza e forse non è neanche più possibile cercare una giustificazione nell’età: perchè a 23 anni non sei un bambino e la vita ti dovrebbe già aver insegnato tante cose. E quello che non si prova sulla propria pelle lo si conosce tramite i media. Ma la palla gira. E Balo resta sempre nel cuore dei tifosi. Che gli perdonano tutto. In cambio di un gol. Chi non trova perdono è Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine: ora sembra si sia trovato un posto per la sua salma, ma quante discussioni si sono succedute in questa settimana, con tanto di assalto al feretro. Perchè 335 vite sono molte, sono troppe. E tuttavia sono solo il culmine: perchè in fin dei conti se l’ex generale si era macchiato di un crimine che definire orribile è poco, in lui si vedeva anche il sistema in cui era immesso. E soprattutto questa settimana, con il 70° anniversario del rastrellamento degli ebrei di Roma, la memoria fa ancora urlare di dolore. Quelle ferite, quei numeri sulle braccia, non andranno via. C’è da sperare che non tornino. Che il domani sia un po’ più dolce, appunto. E che ci sia sempre un fiore per non dimenticare.

7giorniFiori in vista però sembra non ce ne siano per il popolo italiano: arriva la nuova Legge di Stabilità e sono le spine quelle che saltano all’occhio, con troppe domande inevase. E ovviamente, nuovi scontri, recriminazioni, critiche. Potranno aver da poco votato la fiducia, ma quello che è sempre più palese è che ormai è il popolo a non averne più. Monti si è dimesso da presidente di Scelta Civica (e ha dato il via libera agli attacchi e ai giudizi negativi), Fassina ha minacciato a sua volta di lasciare la sua poltrona. Chi davvero si è alzato è stato sono stati gli italiani, scesi a Roma per manifestare contro quello che non va. Si è riusciti ad evitare il peggio, ma il livello di pericolo era alto. Del resto, quando basta connettersi in un social network per rendersi conto di quanta furia respiriamo ogni giorno, non ci si può attendere molto di diverso. Quello che è difficilmente comprensibile è perchè si voglia distruggere anche quello che resta di positivo: come lo skatepark di Ostia. Sembra quasi che non si voglia più nulla di bello. Meglio poter prendersela con qualcosa o qualcuno. Fosse anche una squadra di calcio che fallisce l’ennesimo obbiettivo: giocatori della Lazio a piedi e la testa di Petkovic che cade. Siamo davvero diventati così cinici? In fin dei conti no. Tant’è che ancora ci appassioniamo, ci preoccupiamo, abbiamo abbastanza buonumore per pensare anche ad Halloween e a far fotomontaggi che strappano sorrisi. Questa settimana ci siamo preoccupati per la salute di Battistuta (forse per nulla, ma significa che la memoria l’abbiamo anche per i nostri campioni) e abbiamo dato il bentornato a Maradona. Ma ci siamo concessi anche un po’ di svago con il gossip: perchè ogni tanto la nostra mente dev’essere come una casa in grado di prendere il volo. E portarci ovunque vogliamo. Magari in un luogo dove, tra le altre cose, ci sia anche un po’ di dolcezza…

GOOD NIGH, AND GOOD LUCK!

“Sono stupito che Crozza smentisca se stesso”, così il giornalista del Mesaggero

 

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“Sono stupito che Maurizio Crozza smentisca se stesso e le cose che analogamente ha detto davanti a una platea di tre milioni e mezzo di persone come quella di Ballarò”. Così Alberto Guarnieri, giornalista de Il Messaggero che reagisce dopo la smentita del comico avvenuta a mezzo Facebook  nella quale Crozza, tra le altre cose, affermava: “Mi stupisco molto nel leggere un’intervista totalmente inventata e valuterò l’opportunità di adire le vie legali”. Sempre Guarnieri afferma  “Vorrei anche precisare che non si tratta di un’intervista, come ho scritto, ma di un colloquio”.

Sulla frase “che ha tanto colpito Crozza – dice Guarnieri -, ovvero Vedo che nel mirino finiscono solo artisti considerati di sinistra devo ammettere che non mi è stata riferita direttamente da lui, ma da una persona a lui molto vicina dopo un colloquio con Crozza stesso. E si poteva comunque evincere anche dalla battuta del comico durante Ballarò, quando rivolgendosi al conduttore Giovanni Floris dice Giova, la prossima volta tocca a te. Tutti gli altri virgolettati invece li ho registrati”.

E Guarnieri sottolinea anche: “Non ho fatto nessuno scoop dato che tutto quello che ho riportato era già stato detto da Crozza durante la copertina di Ballarò. Quasi le stesse identiche parole”.

Il nuovo contratto di Crozza a La7.

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Maurizio Crozza e La7 il matrimonio è fatto e lo ha annunciato Urbano Cairo in una conferenza stampa che si è tenuta a MIlano. Dopo le polemiche che hanno interrotto la trattativa con la Rai ora il comico ha rinnovato con l’emittente di Cairo un contratto di durata triennale «in esclusiva totale», fatti salvi però gli impegni che già il comico ha: quindi Crozza può continuare ad intervenire alla trasmissione“Ballarò” della Rai.

Il cachet del comico e imitatore per il nuovo contratto al momento non viene reso noto e, dopo le otto-nove puntate dello show, già previsto sulla rete di Cairo in autunno, Crozza inizierà un programma, sempre su La Sette, a partire dalla prossima primavera.

Beppe Caschetto, l’agente del comico-imitatore, ha riferito che «Crozza nell’ipotesi di un programma in Rai avrebbe percepito 110 mila euro a puntata: le cifre enormi che sono state dette non attengono alla realtà» e ha aggiunge che «per ogni intervento a Ballarò riceve un compenso modesto: 2.500 euro a puntata».

«C’è stata una trattativa con tutte le piattaforme generaliste italiane, l’offerta di Mediaset è stata importantissima – aggiunge Caschetto durante la conferenza stampa a Milano nella quale è stata annunciata la conferma di Crozza per La7 – ma Urbano Cairo è quello che lo ha voluto davvero, gli altri lo volevano ma…».

Arriva la smentita di Crozza all’articolo de Il Messaggero!

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Arriva la smentita di Maurizio Crozza all’articolo de Il Messaggero. Il comico su Facebook dichiara di non aver mai rilasciato alcuna intervista al quotidiano romano. Secondo il comico quindi le dichiarazioni riportate nell’articolo di  Alberto Guarnieri, non corrisponderebbero alle sue parole.

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Quelle polemiche di Crozza e gli artisti di sinistra

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Il contratto è saltato, ma le polemiche  sembrano appena sbocciate! Ora a parlare è il diretto interessato: Maurizio Crozza. Il comico ligure si è sfogato sulle pagine de Il Messaggero:

“Vedo che nel mirino finiscono solo artisti considerati di sinistra…”

Secondo il comico, dunque, gli attacchi di Renato Brunetta, erano rivolti a colpire gli artisti e gli intellettuali di sinistra… Può essere una giusta ricostruzione, ma chi altro avrebbe dovuto attaccare Brunetta visto che la cultura di destra, almeno televisiva, è così difficile da trovare?  Brunetta quindi deve aver preso di mira gli intellettuali di sinistra perché  ha trovato solo quelli, perché forse sono davvero gli unici che esistono in Italia… Ora, tornando a Crozza è corretto e ragionevole che tutti abbiano la giusta  ricompensa… A ciascuno secondo i suoi meriti… Ma é  principio base  anche quello che un’azienda non può stare in perdita perché altrimenti fallisce… E poi c’è un Italia in crisi… E senza voler fare i moralisti suona male, come dire…  sembra  brutto, che proprio i campioni, i cavalieri –  che nell’immaginario collettivo vanno ancora  lancia in resta a denunciare le ingiustizie  e a portare avanti i  diritti dei deboli – finiscano poi per avere retribuzioni così elevate, così da ricchi…  Ma seguitiamo a leggere Crozza su Il Messaggero…

“C’è l’intento di colpire artisti e intellettuali di sinistra, lui dice, il tutto senza tenere conto dei benefici, in termini di audience, che l’accordo avrebbe potuto portare alla televisione pubblica”.

E  a questo proposito, sempre sulle pagine del quotidiano romano, il comico ritorna sulla “parabola del maiale”

“Per l’azienda – spiega – potevo essere come il maiale per il macellaio: un investimento redditizio”.

E poiché l’intesa Rai-Crozza prevedeva, nei prossimi tre anni, 22 puntate in prima serata al costo ‘chiavi in mano’ di 450 mila euro ognuna, al comico genovese sarebbero andati complessivamente 5 milioni di euro. E,  a questo proposito lui prosegue:

“È giusto controllare i costi della Rai. Ma io controllerei anche i ricavi. Perché, se un salumiere spende dei soldi per comprarsi un maiale, poi se lo tiene perché si affeziona? No. Il maiale è un investimento. Sul maiale il macellaio ha un progetto: ci fa i salami. Li vende e ci guadagna. Io, forse forse, avrei potuto essere il maiale di Raiuno. Da me – aggiunge riferendosi alle varie possibilità di lavoro vagliate con viale Mazzini – potevano tirar fuori anche due coppe e un pregiato culatello”. Ma “forse sbaglio”, aggiunge ironico. “D’altra parte io non sono un Nobel mancato come Brunetta, sono solo un Raiuno mancato. E infatti, nel dubbio, ho preferito farmi da parte”.

Quello che dice Crozza è pienamente condivisibile, ma allora facciamoli questi conti e facciamoli bene e prima di stipulare i contratti, senza  limitarci a enunciarli. Se poi i conti sono già stati fatti, fateli conoscere a noi e al Prof. Brunetta… Perché ci sono modelli economici che consentono di valutare esattamente i costi e i benefici, ma non prendendo genericamente in esame solo  l’audience, che si sa, porta pubblicità, ma  comunque  è uno solo dei molti parametri che si possono prendere in considerazione.   Se poi il beneficio  per la Rai – e quindi per i cittadini –  è superiore al compenso di Crozza  può diventare giustissimo darglielo, rendendo  estremamente facile ricacciare indietro tutte le accuse di Brunetta.

Tutto il resto é chiacchiera ed anche, perdonateci, noia.

Aggiornamento 17 ottobre 2013 ore 14.18:

Maurizio Crozza con un messaggio postato su Facebook smentisce categoricamente l’articolo de Il Mesaggero.

“Quanto costa, quanto costa?” Crozza tra Brunetta e il paragone suino

crozza-ballarò-tuttacronacaHa approfittato della tradizionale copertina di Ballarò Maurizio Crozza per lanciare il suo attacco a Renato Brunetta. Il comico infatti si è lanciato in un’imitazione del capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati caricaturando il suo intervento a Che tempo che fa dove il politico aveva preso di mira lo stipendio di Fazio. L’incipit dell’intervento è stato quindi un, palesato, discorso sul suo mancato passaggio in Rai. Via libera quindi al ritornello “quanto costa” per poi parlare di “Nobel mancato” e chiudere con l’annuncio di aver fatto un passo indietro dopo le polemiche e passando al paragoine suino: “Io controllerei anche i ricavi di un programma, perché se il salumiere spende i soldi per comprarsi un maiale poi se lo tiene perché si affeziona. Fa un investimento, ci fa i salami e lo vende e ci guadagna. Ecco, io sarei potuto essere il salame di Rai1.” Smessi i panni del politico il comico ha quindi illustrato la Legge di Stabilità sottolineando che non verranno effettuati tagli alla sanità:”Se ci ammaliamo e poi moriamo, le tasse chi le paga?”. Non potevano poi mancare le battute sulle nuove sigle che si stanno profilando in questi giorni: Tari, Tasi e Trise.

Troppe polemiche? Salta l’accordo tra Rai e Crozza?

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Troppe polemiche per quell’ingaggio milionario che ormai tutti davano per certo per Maurizio Crozza che sarebbe dovuto approdare alla Rai? Sembra proprio che all’ultimo momento ci sia stato un passo indietro della tv di Stato che si è sentita bersagliata per elargire compensi, a detta di molti, eccessivi in tempi di crisi dove si taglia la spesa pubblica e sembrano non esserci risorse per la scuola. Così viale Mazzini avrebbe deciso di fare a meno del comico de La7 anche se qualche tempo fa il direttore Giancarlo Leone aveva sentenziato “Per Crozza spenderei tutto quello che ho” (in realtà risorse pubbliche). Il “sogno” di strappare il comico però alla tv recentemente acquistata da Urbano Cairo sembra dover essere rimandato a “tempi migliori”

A dirlo è Primaonline.it che scrive: “Marcia indietro della Rai nella trattativa per portare su Raiuno Maurizio Crozza – si legge sul sito -. L’intesa prevedeva nei prossimi tre anni 22 puntate in prima serata al costo ‘chiavi in mano’ di 450 mila euro ognuna (con la produzione della Itc2000 di Beppe Caschetto). Al comico genovese sarebbero andati complessivamente 5 milioni di euro”. “A far saltare l’accordo – conclude Primaonline.it – le polemiche politiche già innescate dal possibile ingaggio di Crozza, poco amato sul fronte del Pdl”.

Ogni puntata di Crozza sulla Rai costerà 475mila euro?

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Non è certo per fare i conti in tasca o per speculare sui soliti compensi, a detta di alcuni, gonfiati che è scoppiata la polemica sul passaggio di Maurizio Crozza in Rai. Il periodo storico e la crisi dell’Eurozona sicuramente amplificano il coro dei dissidenti davanti a somme inimmaginabili che vengono distribuite in Rai (quindi nella tv pubblica italiana) mentre c’è chi dorme in auto e non ha più una casa poiché la banca, dopo 12 anni di mutuo pagato, ha portato via un bene essenziale a una famiglia di Chioggia. Certo le tensioni sociali stridono se si pensa anche ai comparti industriali in fuga dall’Italia o a Telecom che sta per essere venduta, mentre nella tv pubblica continuano a essere elargiti stipendi milionari. E’ il Giornale a svelare che arriverà giovedì, cioè nella prossima seduta di Consiglio d’amministrazione della tv pubblica , il contratto di Maurizio Crozza.

I dettagli li anticipa Laura Rio:

Confermata l’ipotesi di un accordo del valore complessivo di 25 milioni di euro: tra i 4,5 e i 5 andrebbero al comico, mentre i restanti servono per la produzione del programma, gestita dalla Itc2000, società di Beppe Caschetto, manager di Crozza.
Il one man show dovrebbe andare in onda da marzo 2014 su Raiuno, appena finito Sanremo, fino all’estate 2016. L’accordo, infatti, sarebbe biennale.
In totale il contratto prevederebbe una cinquantina di puntate (per l’esattezza 53 – una ventina nel 2014, un’altra ventina nel 2015 e le restanti nel 2016), ognuna al costo di 475mila euro. E proprio questo dettaglio sarebbe quello contestato da alcuni consiglieri, che ritengono troppo alta tale cifra in considerazione del fatto che si tratta di uno show della durata di 70 minuti (evviva, finalmente su Rai1 approderà il promesso formato corto).

Il Giornale calcola anche il compenso al minuto di Crozza:

Dunque 475mila euro diviso 70 fa 6.785 euro al minuto! Per avere un raffronto basta pensare che uno show di prima serata, della durata ben più lunga di due ore e mezza (come Tale e quale show o Ballando con le stelle), costa attualmente tra i 500 e 600 mila euro a puntata. Ma, mentre questi programmi hanno forti costi di produzione: dai numerosi ospiti, ai famosi concorrenti, al trucco, alle riprese in esterna, il comico sta semplicemente su un palco, (quasi sempre) da solo, impegnato nelle sue spassose imitazioni.

In ogni caso da venerdì Crozza tornerà in onda su La7, per l’ultima stagione. Otto puntate fino a dicembre, poi il trasferimento a Viale Mazzini.
Dove la serata del venerdì post Festival di Sanremo potrebbe essere formata da Crozza prima e Benigni dopo (in partenza verso le 22.30) con le letture dantesche registrate la scorsa estate (il comico toscano avrebbe trovato l’accordo con la Rai: 4 milioni di euro per lo show sui Dieci comandamenti e per le seconde serate, appunto).

Palazzo grazioli diventa un ring: Carfagna vs De Girolamo

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Dalle feste eleganti al ring questa sembra, secondo il racconto di Dagospia, l’evoluzione di Palazzo Grazioli. Secondo infatti quanto riportato dal sito di D’Agostino, il 2 ottobre Palazzo Grazioli si sarebbe trasformato in un teatro dove Nunzia De Girolamo e Mara Carfagna si sarebbero affrontate senza esclusione di colpi davanti a Francesca Pascale arbitro improvvisato e infastidito:

E’ successo, stando alle indiscrezioni, che Mara e Nunzia, la salernitana e la beneventana, il “falco” e la “colomba”, sarebbero venute alle mani davanti allo stato maggiore del partito al culmine di una riunione al calor bianco. “Traditrice!” è stato l’unico insulto riferibile pronunciato da Mara nei confronti di Nunzia, che avrebbe risposto molto duramente ricordando con parole e concetti coloriti l’amicizia tra la Carfagna e Italo Bocchino ai tempi della scissione finiana.

Una rissa vera e propria, con Berlusconi che tentava invano di calmare le acque; una zuffa interrotta dalla Pascale furiosa che ha minacciato di sguinzagliare Dudù prima del fatidico: “Ora fuori tutti!”. Fin qui la nota di colore.

Il motivo del contendere sarebbe stato però il rimpasto di governo chiesto a gran voce dai falchi, rappresentati da Carfagna. Scrive Sempre Dagospia:

Dentro Mara Carfagna e Daniele Capezzone, fuori Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin. In questo modo, la componente “forzista” si sarebbe sentita nuovamente rappresentata al governo, dove attualmente ci sono cinque alfaniani su cinque ministri Pdl. Ma la situazione è degenerata e di rimpasto non si è più parlato.

Ma arriva secca la smentita:

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Crozza alla Rai e salirebbero i milioni, sarebbero 20!

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Il Fatto Quotidiano riporta la notizia che Maurizio Crozza sta sempre più traslocando in Rai, ma nel frattempo i 5 milioni iniziali di cui si era parlato tempo fa ora sarebbero divenuti  più di 20.

A procurare al comico genovese questo contratto da record, scrive sempre Il Fatto Quotidiano, l’agente Giuseppe Caschetto, già al servizio di star della tv nostrana come Fabio Fazio, Daria Bignardi e Luciana Littizzetto.

Gli oltre 20 milioni stanno alzando polemiche e dando scandalo anche perché sono ben più del tetto limite Rai per l’intrattenimento fissato a 5-600mila euro per 2 ore. Lo stesso Crozza a La7 prendeva 450mila euro per 60 minuti di show.

Caschetto avrebbe imposto a Viale Mazzini condizioni dure, avocando a sé il 100% della produzione, senza calcolare i recenti patti di sindacato che prevedono ristrutturazione e commesse esterne limitate e valorizzazione degli stipendiati Rai.

Avrebbe anche convinto il direttore generale Luigi Gubitosi ad abdicare anche al controllo editoriale, togliendogli ogni possibilità di cambiare le scalette e gli argomenti trattati.

Un contratto dettagliatissimo, scrive Pagani. A cui manca solo la firma.

Dagospia fa lo scoop? “Notizia Bomba Bergoglio chiama Scalfari”

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Papa Francesco ha telefonato ad Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica. Ne ha dato notizia Dagospia.

Riferisce Dagospia:

“Notizia bomba, fonte sicura: alle tre del pomeriggio lo stalker Bergoglio ha chiamato la pecorella smarrita Scalfari e gli ha chiesto se può andare a trovarlo, entrando da una porta secondaria. Il laicissimo EuGenio, che a dio ho sempre preferito l’Io, a momenti sveniva. Gli ha detto ‘’non ho impegni, santita”’. Il pontefice-stalker vuole continuare a parlare dopo le rispettive lettere”.

Titolo di Dagospia:

“1. FERMI TUTTI! NOTIZIA BOMBA, FONTE SICURA: ALCUNI GIORNI FA, ALLE TRE DEL POMERIGGIO, LO STALKER ARGENTINO JORGE BERGOGLIO HA CHIAMATO LA PECORELLA SMARRITA SCALFARI E GLI HA CHIESTO SE PUO’ ANDARE A TROVARLO, ENTRANDO DA UNA PORTA SECONDARIA
– 2. IL LAICO EU-GENIO, CHE A DIO HO SEMPRE PREFERITO L’IO, A MOMENTI SVENIVA. OVVIAMENTE GLI HA DETTO ‘’NON HO IMPEGNI, SANTITA’’’ E SI E’ PRECIPITATO A CASA SANTA MARTA
– 3. DOPO LE RISPETTIVE LETTERE IL PAPA-STALKER VUOLE CONTINUARE IL COLLOQUIO SULLE FEDE CON IL FONDATORE DI “REPUBBLICA” (A QUANDO UNA SANTA PARTITA DI BRISCOLA?)”

Ancora polemiche su Crozza alla Rai, arriva la nota del responsabile.

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Stefano Luppi, responsabile Rai per i rapporti con la Commissione parlamentare di vigilanza, invia una nota a Renato Brunetta, che aveva rivolto al presidente della Commissione una interrogazione basata sulla rivelazione del sito  Dagospia: tra  4 e 5 milioni di euro per due anni.

La Rai, conferma Luppi,

“è interessata ad avvalersi della collaborazione artistica di Maurizio Crozza”.

Aggiunge:

“Al momento è in corso una negoziazione per l’acquisizione di un suo “programma” ma che ad oggi non vi è in essere ancora nessun contratto perfezionato”.

Se la trattativa andasse in porto, l’accordo

“dovrebbe essere portato all’approvazione dei competenti organi aziendali”.

Ecco perché

“non è possibile fornire una risposta dettagliata sui contenuti del contratto in quanto ne verrebbero minate le corrette dinamiche di concorrenza, essendo ancora in una fase di trattativa tra le parti”.

In ogni caso, precisa la Rai,

“al momento i contenuti risultano ancora approssimativi mentre relativamente al compenso per l’artista si evidenzia come non sia al momento possibile procedere ad una sua quantificazione economica specifica in quanto la negozi.azione in corso verte esclusivamente su un’unica voce di costo complessivo del “programma” i cui valori economici si situano sugli stessi livelli di costo dei programmi di prima serata di RaiUno”.

La linea calda di Napolitano: la Merkel chiede il voto subito

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“In Italia è meglio votare subito”, secondo Dagospia, lo avrebbe detto Angela Merkel in una telefonata a Napolitano. Sembra proprio che Berlino sia stanco della debolezza del governo Letta e che chieda all’Italia quindi di tornare alle urne e costituire una maggioranza solida. Ma torneremo a  votare con il porcellum? Sempre secondo Dagospia, il piano della Merkel sarebbe chiaro: prima la decadenza di berlusconi e poi le urne. A quel punto, in vista dell’europee, far uscire Forza Italia dal Ppe. Ma chi vorrebbe la Merkel come premier italiano? Ancora una volta Dagospia non ha dubbi e individua il nome in quello del sindaco di Firenze. Insomma un asse Berlino-Roma con una Merkel che tifa Matteo Renzi. Forse le dichiarazioni di Dagospia sono un po’ “sui generis”, ma in politica alla fine tutto è possibile. Sulla strada delle elezioni tuttavia ci sarebbe Napolitano che non vuole sciogliere le Camere e Enrico Letta sarebbe contrario a lasciare Palazzo Chigi. Poi sembrerebbe che la data per le elezioni Napolitano l’abbia già pensata: non prima del 2015. La linea è calda e tra consigli e pareri chissà se qualcosa si concretizzerà nelle prossime ore?

 

Crozza e la Concordia che non c’è nel videomessaggio del relitto Berlusconi!

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Crozza e la Concordia che non c’è nel videomessaggio del relitto Berlusconi! Una seconda puntata con la copertina di Crozza che come sempre tocca gli argomenti più importanti della settimana, tra le allegorie e le imitazioni c’è anche il tempo per un contratto in nero con gli italiani!

Crozza alla Rai: tra smentite e conferme, si tratta per 5 mln in 2 anni

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Non ci sono certezze, ma solo indiscrezioni. Contatti invece ce ne sono stati, ma probabilmente quella firma di Crozza sul contratto Rai ancora non è arrivata, nonostante Dagospia non abbia dubbi e abbia già annunciato il passaggio del comico sulla tv pubblica a partire dal 2014. Maurizio Crozza alla Rai? L’indiscrezione, nell’aria da qualche tempo, è data per certa da Dagospia.

E’ stato Giancarlo Leone, direttore di Rai1, ha twittare una frenata:

«Tv. Se fosse vera la notizia del passaggio di Crozza alla Rai lo avremmo annunciato noi. Tra il dire e il fare…».

Ma sembra che le strategie per un possibile passaggio ci siano tutte. Nel contratto di Crozza a La7 infatti ci sarebbe una clausola che svincolerebbe il comico qualora la rete televisiva cambiasse linea editoriale e visto che dal nuovo anno sono previsti diversi cambiamenti è probabile che Crozza sia disponibile a liberarsi per firmare un nuovo contratto con la Rai. Come scrive Renato Franco sul Corriere della Sera:

La speranza, dalle parti di viale Mazzini, è quella di avere il comico su Rai1 dopo Sanremo. Intanto però c’è ancora La7, che non commenta l’indiscrezione ma si limita a confermare che in autunno il comico genovese sarà regolarmente in onda ogni venerdì con il suo Crozza nel Paese delle meraviglie a partire dalla metà di ottobre. Di sicuro dunque Crozza su La7 fino a dicembre.

Per quanto riguarda il compenso, Franco scrive che:

Si sussurra di un contratto da quattro/cinque milioni di euro per due anni.

La Boldrini va a “Chi l’ha visto”… polemica su Il Giornale

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Laura Boldrini è andata ospite a  ‘Chi l’ha visto’, e per circa 15 minuti ha parlato di alcuni temi sociali e poi della presentazione del suo libro. Ciò ha scatenato le ire de “Il Giornale”, ma la notizia viene ripresa anche da Dagospia:

Laura Boldrini ha varcato una frontiera della tele-politica: un parlamentare, presidente della Camera, negli studi di Chi l’ha visto? non si era ancora visto.

Più di un’intervista o della solita ospitata marchettosa, un’ode all’umanità e alla bontà dellapresidente Boldrini, protettrice dei deboli e consolatrice dei derelitti, con promozione del suo libro incorporata, come da migliore tradizione del servizio pubblico (al politico influente). Un quarto d’ora di (auto)celebrazione, o di beatificazione, per un ricongiungimento favorito dalla Boldrini, ma nel 2008, non oggi.

Quel che è di oggi, piuttosto, è il libro della Boldrini, appena pubblicato, che racconta quella vicenda, «un libro bellissimo» specifica una palpitante Sciarelli (ma non è self marketing della presidente Boldrini, perché «i proventi del libro andranno al campo rifugiati di Da Daab»).

Travolta si separa dopo la bufera dello scandalo gay!

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I recenti scandali legati alla sua vita sessuale, sembrano aver definitivamente allontanato John Travolta dalla moglie Kelly Preston. Secondo il National Enquire”, come riporta “Dagospia”, i due sarebbero ormai separati e vivrebbero in casa divise. L’annuncio ufficiale dei due alla stampa non c’è stato ancora, ma secondo i beninformati la coppia avrà modo di discutere, dato che dovranno dividersi un patrimonio di oltre 220 milioni di dollari: “E’ molto che Kelly voleva uscire da questo matrimonio- ha fatto sapere una fonte che volte rimanere anonima – specialmente dopo gli scandali gay in cui e’ stato di recente protagonista John”.

Voi avete stipendi a 6mila euro? A Youdem, la tv del pd, ce l’hanno!

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Chiara Geloni, direttore della tv del Pd Youdem, ha commentato il dossier di Matteo Renzi sui costi del suo partito ai microfoni da Radio24: “Io prendo 6mila euro al mese, credo sia nella media dei miei altri colleghi giornalisti“, ha detto.
Secondo il dossier pubblicato martedì dal sito Dagospia, la giornalista guadagnerebbe 90mila euro lordi l’anno, ma a conti fatti, con quanto la stessa Geloni dichiara, si arriva a 72mila. Non è l’unico caso di incongruenza, e infatti il tesoriere del Pd Antonio Misiani minaccia querele: “Più che un dossier siamo di fronte ad una patacca che contiene una quantità di informazioni errate e di cifre campate per aria”.

Non era che i soldi vengono presi a loro insaputa?
Al netto, nella mia busta paga -continua Chiara Geloni- ci sono un po’ meno di 6 mila euro, uno stipendio alto. Ma ho lasciato il lavoro a tempo indeterminato, che avevo prima, e ho accettato un contratto a termine (che rinuncia! magari far posto a un giovane disoccupato?), legato alle vicende della politica, perché faccio il direttore. Ho chiesto uno stipendio un po’ più alto di quello di prima, di vice direttore a tempo indeterminato di un giornale. Credo sia nella media, paragonabile alle remunerazioni di altri colleghi giornalisti”.

MA VIVE IN ITALIA IL DIRETTORE DI YOUDEM?

Sulla questione rimborsi ai partiti ha invece detto: “Si può discutere delle forme e delle modalità del finanziamento pubblico. Sicuramente ci vuole il massimo della trasparenza. Però non sono d’accordo ad affidare la politica ai finanziamenti privati, sullo stile Usa che ha molti difetti. Il sistema dei rimborsi elettorali si può rivedere, però il pubblico dà garanzie a tutti“.

QUESTO E’ IL PD CHE PENSA AI POVERI?

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