“I miei vangeli non sono quattro…

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… Noi seguiamo da anni e anni il vangelo secondo De Andrè, un cammino cioè in direzione ostinata e contraria. E possiamo confermarlo, constatarlo: dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fiori.”

-Don Andrea Gallo-

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Il tunisino nel caso Roberta Ragusa

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E’ tunisino il nuovo testimone che entra nel caso Ragusa. Fin’ora non aveva mai parlato perché non vede la tv e non conosceva la storia.,Ma da qualche mese è costretto in casa agli arresti domiciliari e così ha visto una puntata di Chi l’ha visto e ha deciso di raccontare la sua verità. Si è ricordato di quella notte di gennaio dello scorso anno in cui rientrando con un suo amico da una discoteca ha visto due uomini nella pineta in  Bufalini-Migliarino, non molto lontano dall’abitazione della donna, che stavano bruciando un sacco di oltre un metro. Il testimone dice che non ha visto bene gli uomini anche perché era notte, ricorda solo che uno dei due era  alto e magro, con il volto lungo, un identikit che potrebbe ricordare la fisionomia di Antonio Logli. Interrogato l’amico si è avuto un riscontro immediato del racconto.

 

Addio a Roberto Denti, l’adulto che sapeva parlare ai bambini

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“Un bambino che ama leggere sarà un adulto più felice”. Era questo il pensiero, semplice e vero, di Roberto Denti, uno dei massimi esperti di libri e letteratura per bambini e ragazzi, ma anche giornalista, scrittore, formatore e filosofo. E la sua morte, avvenuta nella notte, lascia un vuoto nella cultura italiana. Perchè quei piccoli lettori che tanto amava, che trattava con devozione, ai quali raccontava filastrocche e storie accantivanti, difficilmente troveranno qualcun’altro in grado d’incuriosirli come faceva lui. Nato a Cremona nel 1924, collaboratore de Il sole 24 Ore, amico fraterno di Gianni Rodari, Roberto Denti ha aperto, nel 1972, con la moglie Gianna Vitali, La Libreria dei Ragazzi, la prima in Italia. La sua esperienza a stretto contatto con i bambini è raccontata nel suo I bambini leggono. La libreria è stata, ed è tutt’ora, “progetto culturale basato sul costante adeguamento alle esigenze dei giovani lettori e di quelli adulti”. Ora che è mancato, a 89 anni, i suoi colleghi lo ricordano così: “Tutti noi, che siamo suoi allievi, continuiamo a sentire la sua voce che racconta. Era Roberto un grande narratore. Di storie, di esperienze, di vita. Storie che ha raccontato a noi e a tutti quelli che venivano in libreria per chiedere un consiglio, giovani autori, autori affermati, librai, insegnanti, bibliotecari o semplicemente amici. La sua disponibilità era totale e ciascuno si portava via qualcosa che si sarebbe tenuto stretto a lungo, o per sempre. Guardare Roberto all’opera era sempre una iniezione di energia. Energia che ha usato tutta, fino agli ultimi giorni, quando pure era molto stanco. Ma c’era qualcos’altro che era bello guardare, e dava gioia e allegria. Era Roberto insieme a Gianna. Era il suo amore per lei, la complicità tra loro due, quel filo fortissimo che li teneva legati quando erano insieme e quando lui era fuori per lavoro e la inondava di messaggi. Grazie Roberto, grazie per ogni momento. Noi continuiamo a tenerti con noi”. Anche Pisapia parla di lui, parlando del vuoto che ora ha lasciato nella città: “Oggi Milano ha perso un cittadino che ha dato tanto alla città, la sua esperienza rimarrà un bellissimo esempio che tutti noi sapremo continuare ad apprezzare”, e se Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, parla di lui come “il pioniere della diffusione della letteratura per bambini, adolescenti e ragazzi: un settore tanto più importante quanto più capace di incidere sulla formazione delle coscienze delle nuove generazioni. La sua esperienza ha influito sulla vita e sull’offerta culturale della nostra città, creando un vero e proprio filone che ha dato lustro, prestigio e sostegno all’editoria milanese”, l’assessore all’Educazione e Istruzione, Francesco Cappelli parla di lui come un “vero educatore” e lo definisce “un bambino tra i bambini, perché sapeva capirli e amarli”.

Letta ignorato dalla Merkel? C’è il video.

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Diffuso un video in cui il Premier Letta sosta davanti all’uscita el Consiglio insieme al collega belga Elio Di Rupo… Letta spera di poter parlare con la Merkel che invece gli passa accanto e guarda dritta davanti a sè ignorando il premier italiano e puntando l’olandese Mark Rutte. Poco dopo il saluto caloroso con l’olandese, Frau Merkel lascia il vertice. Letta si guarda attorno disorientato, e l’ agenzia Vista tv, lo immortala in diversi momenti del vertice in cui sembra abbastanza isolato… solo Hollande si avvicina in segno di sostegno e di alleanza.  Ma di Rupo pare rassicurarlo alla fine con un labiale che sembra dire ”ma no…”

 

I ristoratori attaccano Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni

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Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni si lamenta della ristorazione italiana. Rilascia un’intervista al settimanale Panorama dove afferma  «In Italia si è smesso da tempo di mangiare bene, purtroppo. Siamo corsi dietro alle mode, ai francesi, allontanandoci dalla nostra idea di cucina» .

In Italia ci sono alcune eccellenze culinarie che lasciano il mondo a “bocca aperta” e sentire un sottosegretario che rilascia interviste alla stampa in cui si denigra la ristorazione italiana è un colpo al cuore.  Nessuno corre dietro alle mode, semmai è la concorrenza dei ristoranti low budget, spesso dove igiene e contributi sono una mera chimera, a fare da concorrenti scomodi ai ristoranti dove l’eccellenza è una storia fatta di stile e di scelta delle materie prime. Nessuna moda francese quando a parlare sono le eccellenze italiane. Così il famoso ristorante  ‘tristellato’ ‘Le Calandre’ di Padova  che sono anche i gestori del “Quadri” di Venezia, scrivono una lettera aperta al Premier Letta per chiedere spiegazioni sull’affermazione del sottosegretario «Leggo incredulo la dichiarazione fatta dal Sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua inBuitoni al settimanale Panorama – scrive Raffaele Alajmo – Ritengo che tale dichiarazione fatta da chi ci dovrebbe rappresentare sia la dimostrazione che sia la persona sbagliata nel posto sbagliato. La cultura-  prosegue, è il bene più prezioso del nostro Paese e, la cucina italiana ne è parte oltre ad essere una delle motivazioni principali per la scelta di un viaggio in Italia. Il turismo in Italia è la risorsa principale del Paese, l’unica che se ben supportata può creare posti di lavoro perchè non automatizzabile e non industrializzabile. In un periodo storico come quello attuale – insiste Raffaele Alajmo -, farci rappresentare da una persona che non ha la benchè minima idea di quanto i ristoratori italiani in Italia e nel mondo facciano da ambasciatori per il Paese e per i nostri prodotti è inaccettabile. Una presa di posizione, netta e chiara verso il Sottosegretario – conclude – sarebbe un esempio di quanto l’Italia sia unita almeno a tavola».

‘Le Calandre’ rappresenta davvero un ristorante unico e invidiabile al mondo essendo  da anni presente nella classifica dei “The World’s 50 Best Restaurants”. Inoltre dietro a ogni piatto c’è  “pura poesia” una ricerca che “nasce dalla  capacità di guardare il mondo con continuo stupore”. Non si può quindi generalizzare sulle mode culinarie italiane e su esperienze settarie. il nostro paese ha le potenzialità per portare al top mondiale la nostra ricerca in ambito eno-gastronomico con cultura e competenza e non una mera ricerca di mode di passaggio fatte solo per accontentare palati sofisticati e  superficiali, ma incapaci di distingue quello che il territorio italiano è capace di offrire con prodotti tipici e ricerca tesa alla filosofia culinaria di cui l’Italia, con i suoi chef, è, da sempre, un faro nel mondo.

Imbraccia il fucile subito dopo la sentenza di condanna: bloccato 17enne

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Un 17enne fiorentino, dopo aver ascoltato la lettura della sentenza che lo condannava a otto mesi di reclusione per droga, è fuggito dal Tribunale dei minori di Firenze per recarsi in periferia, a casa del nonno. Qui si è impossessato del fucile da caccia dell’uomo prima di allontanarsi nuovamente. I carabinieri sono riusciti a bloccarlo all’altezza di Grassina, ma il giovane aveva già gettato l’armo nel fiume. Ora si trova presso la stazione dei carabinieri di Ricorboli mentre il fucile, che non si esclude volesse usare per vendicarsi della sentenza è stato recuperato dai militari.

Per Forbes è Angela in vetta alla classifica.

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Tra le 100 donne ad aver scalato la classifica di Forbes quest’anno chi poteva esserci al primo poso? Nonostante la crisi, c’è sempre lei, Angela Merkel. Un riconoscimento a quelle donne che sanno distinguersi in politica così come in altri campi… certo che trovare la Merkel al vertice del top un po’ lascia pensare. Anche  perché dietro di lei c’è un’altra politica, contestata anch’essa,  Dilma Rousseff, il presidente brasiliano. “Solo” quarta  Michelle Obama e Hillary Clinton in quinta posizione. Mentre la cofondatrice di Microsoft Melinda Gates (moglie di Bill), è saldamente al terzo posto. Non manca neppure Facebook con la direttrice  Sheryl Sandberg al sesto posto.

La fidanzatina di Grillo… riemerge tra la folla!

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Interrompe il suo comizio Grillo, smette di parlare del Papa, del Presidente della Repubblica e di Berlusconi… e si ferma ad osservare una signora bionda nella prima fila di fronte al palco:

‘Io e te ci conosciamo vero? Sbaglio o siamo stati anche fidanzati? Ma sei proprio tu?’ e poi scende e si avvicina. ‘Saranno passati 30 anni’. Lei conferma ‘Sì, sono io, siamo stati fidanzati’.

Lei e’ Tiziana Soraggi, oggi titolare di un’impresa di pulizie a Sestri Levante.

Lui poi risale sul palco e continua il suo comicio, ma alla fine la saluta di nuovo. La ex di Grillo, intervistata poi dai cronisti spiega: “è successo tanti anni fa, era il ’78 o il ’79. Avevo 16 o 17 anni ed ero in vacanza a Rimini con i miei genitori. Ci siamo conosciuti lì e siamo stati fidanzati il tempo di una vacanza’.

M chi è oggi Tiziana Soraggi? Una madre di tre figlie e una nonna di  sei nipoti: “sono del movimento – ha spiegato -. Per tanto tempo non ho votato, ho ricominciato solo con il movimento 5 stelle’. ‘Grillo? Era una persona generosa e altruista allora ed oggi è rimasta la stessa”.  

 

A colpi di macete a Londra… muore così un uomo. Militare?

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E’ un militare la vittima dell’attacco terroristico di matrice islamica su cui sta indagando la polizia britannica. Intanto il premier britannico Cameron ha chiesto lo stato di crisi del governo e secondo le prime indiscrezioni, gli aggressori avrebbero colpito la loro vittima, rimasta decapitata, al grido di  “Allah Akbar”.
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Intanto a Londra si spara e sono stati due sospetti a rimanere feriti sotto i colpi della polizia. Sembra anche che gli aggressori della vittima abbiano chiesto ai passanti di essere fotografati… un dato agghiacciante!
Video destinato a un pubblico adulto.

Il ddl che prevede il carcere per chi contesta e disturba le manifestazioni

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Alla Camera sta circolando la bozza di un disegno di legge del Pdl, messa a punto dall’onorevole Ignazio Abrignani ed al vaglio del capogruppo Renato Brunetta, che prevede il carcere per chi disturba le manifestazioni in piazza dei partiti in qualsiasi iniziativa politica, non solo durante le campagne elettorali. Il ddl, che introduce un reato per punire chi fa azioni di disturbo e organizza contestazioni durante le manifestazioni, è stato messo a punto dopo gli episodi occorsi a Brescia.

Adrenalina da grande schermo: esce Fast and Furious 6

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Sono trascorsi 12 anni ed i protagonisti di Fast and Furious contuinano a colpire con le loro peripezie a tutta velocità e le loro storie personali. Non solo una saga di criminali americani ma strutture forti create su misura per attrarre il pubblico e che sfreccia rapida come i tanti bolidi a cui ci hanno abituati. Questo sesto capitolo, che racconta della vita perennemente in fuga di Dom (Vin Diesel) e Brian (Paul Walker) ai quali, finalmente, è data l’occasione di riscatto necessaria per tornare a casa, entra molto nel personale con il ritorno in campo anche di Letty, creduta morta. Ma se trova maggior risalto l’interiorità dei personaggi, non mancheranno i punti di forza della saga, gli inseguimenti e le belle auto, gli scontri e l’adrenalina. E per condire ulteriormente il tutto, torna anche in questo capitolo Dwayne Johnson, The Rock, che ha finalmente preso in mano la sua carriera. Si arricchisce quindi di un tassello Fast and Furious, non il miglior film della storia ma almeno con una trama salda che si snoda attraverso i vari capitoli.

Addio al prete degli ultimi: è morto Don Gallo

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Si arrabbiava Don Gallo quando veniva definito “prete contro”, ribatteva sempre di essere un “prete per…”. E quell’andare incontro era ricambiato da chi andava verso di lui, in rete centomila fans che lunedì sera hanno letto l’ultimo suo messaggio in Twitter: “Sogno una Chiesa non separata dagli altri, che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna”. Era un prete “con un piede sulla strada e uno in chiesa”, come si definiva, lui che tra gli amici vantava De Andrè, Celentano, Paoli, Grillo, Vasco Rossi, Subsonica, Ligabue, Gino Strada e Dario Fo, che di lui scrisse, nell’introduzione alla biografia Don Gallo un prete da marciapiede di Bruno Viani, “Con San Francesco don Gallo ha molte affinità, prima fra tutte la scelta incondizionata e coraggiosa di stare con i disperati”. Ma è stato anche un’ icona della sinistra, uno degli artefici dell’elezione del sindaco di Genova Marco Doria. Si è spento oggi, all’età di 84 anni e ha lasciato come testamento spirituale quell’ultimo cinguettio, capace di raggiungere molti, come lui ha sempre fatto.

Andrea Gallo era nato a Sampierdarena, il 18 luglio del 1928 ed è cresce negli oratori. Poi, durante la guerra, diventa partigiano al comando del fratello nella stessa brigata con Gianni Baget-Bozzo, con cui non ha mai interrotto i rapporti nonostante le opposte ideologie politiche. La chiamata arriva nel 1948, quando inizia il noviziato a Varazze per poi proseguire a Roma il Liceo e gli studi filosofici. Dal 1953 al 1954 compie gli studi teologici a San Paulo, in Brasile, dov’era stato inviato su sua richiesta di partire per le missioni. Il rientro in Italia è affrettato: la dittatura vigente lo costringe infetti a tornare. Il 1 luglio 1959 viene ordinato sacerdote, dopo aver proseguito gli studi ad Ivrea. L’anno successivo lo vede diventare cappellano alla nave scuola della Garaventa, un riformatorio per minori. Qui tenta d’introdurre una nuova impostazione educativa, che si discosta dai metodi repressivi e dall’unico concetto ritenuto valido: l’espiazione della pena. Per lui fiducia e libertà devono essere i cardini su cui costruire e la risposta è l’entusiasmo dei ragazzi, ai quali permetteva di uscire, andare al cinema e vivere momenti comuni di piccola autogestione. Tre anni dopo viene rimosso dall’incarico e Don Gallo sceglie di lasciare la congregazione salesiana e chiede di entrare nella diocesi genovese: “La congregazione salesiana, raccontava Andrea, si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale”. Viene quindi inviato a Capraia, dov’è nominato cappellano del carcere. Due mesi dopo è destinato in qualità di vice parroco alla chiesa del Carmine dove rimarrà fino al 1970. In quell’anno però, lui che radunava intorno a sé i ragazzi con l’eskimo e no e predicava “con il vangelo in una mano e il giornale nell’altra”, prende una posizione troppo scomoda, come lo era stata quella a favore del divorzio l’anno precedente, per essere ancora ben accetto. Prendendo spunto dalla scoperta di una fumeria di hashish nel quartiere borghese. infatti, ricorda nella predica che sono più diffuse altre droghe, come quelle del linguaggio, grazie alle quali un ragazzo può diventare “inadatto agli studi” se figlio di povera gente, così come un bombardamento di popolazioni inermi può diventare “azione a difesa della libertà”. La Curia lo vuole allontanare, i parrochiani tenere con sè e lui rifiuta di tornare da parroco alla Capraia. E’ in questo momento che una nuova strada gli si apre davanti dopo essere stato  accolto da don Rebora, parroco della chiesa di San Benedetto al Porto: la Comunità del “prete dei tossici”. “La cosa più importante – la sua filosofia – è che tutti noi dobbiamo sempre fare nostra è che si continui ad agire perché i poveri contino, abbiano la parola: i poveri, cioè la gente che non conta mai, quella che si può bistrattare e non ascoltare mai. Ecco, per questo dobbiamo continuare a lavorare!”. Ma non ci sono solo i “tossici”, la comunità cresce e tra gli ultimi si trovano le prostitute sfruttate, i trans, le persone “preziose” tanto care all’amico De Andrè. E se la droga è al centro del dibattito, come nel caso della repressione penale per il consumo di hashish e marijuana, lui provoca fumando uno spinello nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi. Ma il prete degli ultimi pensa a tutti, a chi ancora “ultimo” non è, come dimostra la sua ultima sfida, il corteo contro l’inaugurazione di una sala giochi a Pegli, un mese fa.

Il vaccino “jolly”… una puntura contro tante influenze

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Sono anni che se ne parla, ma realizzarlo non è mai stato possibile, ora però l’ottimismo arriva dalle pagine della rivista Nature: il vaccino jolly – quello attivo contro diversi ceppi del virus influenzale – potrebbe essere pronto. I furetti, sui quali è stato sperimentato, ha dato esiti positivi.

Questo, secondo i ricercatori sarebbe in grado di contrastare altri virus influenzali emergenti e altri patogeni. Per realizzarlo gli scienziati hanno utilizzato laboratori di nano tecnologia. Sarà davvero il vaccino che ci permetterà con una sola puntura di debellare più influenze?

L’Fbi uccide un testimone… ha reagito?

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Khusn Taramiv aveva 27 anni, era di origine cecene e non era indagato. Il ragazzo aveva il solo “neo” di aver frequentato la stessa palestra e di  praticare la stessa disciplina sportiva, la  MMA (Mixed martial arts), che era uno degli allenamenti preferiti di Tamerlan Tsarnaev, l’attentatore ucciso dalla polizia, accusato dell’attentato di Boston.  Khusn Taramiv viveva a Orlando in Florida con il fratello, che era in sua compagnia anche questa volta, ma che poi si è allontanato lasciandolo solo in casa con gli agenti. Al suo ritorno ha trovato il fratello morto e gli agenti dell’FBI che hanno detto di averlo ucciso dopo che lui aveva provato ad aggredirli. Perché uccidere un testimone?

Quell’sms imbarazzante di Franceschini!

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“Caro xxx, se voti a Roma posso proporti di dare la preferenza a Michela di Biase, la mia compagna, che si candida in consiglio comunale? Dario”. Questo è l’sms che circola in rete e per cui vi è stato molto imbarazzo da parte di Dario Franceschini che ha risposto così alle accuse che gli erano state rivolte, su più siti, in merito a un sms che aveva quell’odore di segnalazione: 

“Mi domando se una persona impegnata in politica ha più diritto ad una vita privata. Ho mandato un sms dal mio cellulare privato a poco piu’ di una decina di amici personali per chiedere di votare la mia compagna, che fa politica da molto prima di conoscermi in un municipio della periferia romana a Centocelle e che ha deciso di candidarsi in consiglio comunale a Roma. C’e’ qualcosa di male – sostiene il ministro per i Rapporti con il Parlamento – o di scorretto nel mandare un sms a qualche amico? E’ troppo chiedere rispetto per lei, se non per me, prima di buttare le persone e ogni cosa nel tritacarne mediatico e della rete”.

La vita privata dei politici così come la vita privata di ciascun personaggio pubblico è sottoposta a giudizio di stampa e media ( e su questo si può aprire anche una discussione su quanto sia giusto o meno), ma purtroppo nessuno può esimersi da questo dato di fatto. Come potersi difendere?  Non porgendo la guancia! Facendo attenzione a ciò che si propaganda, anche se nella fattispecie è lecito, ma si deve comunque prestare attenzione alla strumentalizzazione. Come mai un politico del calibro di Franceschini, che ha sempre fatto lotte sociali, dopo anni di politica, “cade” su un sms che può generare polemiche? Inoltre questa versione, come rilevato su più portali d’informazione web, è poco attendibile perché l’sms in questione, pubblicato anche da Grillo, è stato in precedenza postato da un sito che si chiama il Portaborse… o chi gestisce il sito è un parente e un amico di Franceschini ( e allora viene da domandarsi che amici ha) oppure quell’sms non era poi così privato.

 

Arriva Cat Bear… la nuova mania del web!

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Mettete il vostro micetto davanti alla faccia e fatevi una foto… e il gioco è fatto! Sono migliaia gli utenti che hanno condiviso lo scatto in rete e le loro foto stanno facendo il giro del mondo… allora cosa aspettate anche voi…

Il segreto l’unico segreto a cui prestare attenzione è che il naso del gatto deve coincidere con il vostro in modo da avere un’illusione ottica perfetta…  fatela in barba al vostro felino!

Se poi vi serve l’ispirazione qui trovate una galleria d’immagini:

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Borghezio si autosospende dal parlamento europeo

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Tempi duri per i politici che giocano con il fuoco… così l’europarlamentare Borghezio si è autosospeso dal  Efd (Europa della libertà e della democrazia – euroscettici) “per tutelare la Lega e l’Efd in attesa di fare piena chiarezza sulle frasi pronunciate sul ministro per l’integrazione Cecile Kyenge”. Lo ha reso noto lo stesso Borghezio.

Qualche ora fa Il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz era stato chiaro e aveva definito gli insulti di Borghezio “una vergogna”, poteva quindi non autosospendersi l’europarlamentare Borghezio?

Topolino è già 3.0?

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Topolino fa 3000, lo dicono tutti, lo festeggiano ovunque. Ma dove è il successo di Topolino? Probabilmente è nel suo esserci fin da quando siamo piccoli, ma a differenza di altri personaggi dell’infanzia, perdurare anche nell’età adulta. Topolino, è in fondo la rivincita nei confronti degli adulti, lui che a differenza di Paperino, è più borghese, ma anche più scaltro. E’ quella furbizia “buona” che risolve i problemi. Secondo Valentina De Poli, direttrice del settimanale: “Non abbiamo avuto dubbi nel voler dedicare questo numero 3000 ai personaggi a fumetti Disney. Sono loro uno dei segreti del successo di Topolino, sono loro che ci consentono di ritrovare, sorridendo, i nostri tic e quelli di chi ci vive accanto, di riconoscere attraverso una risata i nostri caratteri e le nostre relazioni. Un meccanismo che ha permesso a Topolino, attraverso 3000 numeri di storie, di coinvolgere e appassionare lettori di ogni età; gli stessi lettori che, in un sondaggio realizzato per questo traguardo, confermano che c’è un pezzo di noi in ogni personaggio, con un protagonista sopra a tutti: Paperino!”.

Dalla carta al web Topolino rimane un grande protagonista anche in rete e per festeggiarlo si è anche creata una caccia al tesoro in rete. Sul sito www.topolino.it, completamente rinnovato per l’occasione, c’è, oltre che una serie di giochi e storie interattive disponibili anche con app  iPhone e iPad, anche “grande caccia alla tavola scomparsa”: una vera e propria caccia al tesoro sul web in sei tappe, per permettere ai lettori di recuperare la pagina del numero 3000 dedicata a DoubleDuck e completare così il proprio Topolino 3000 da collezione.

 

Telecamere all’asilo: garante dice “no”… si preferisce la privacy alla sicurezza?

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Il Garante della privacy ha detto no all’uso indiscriminato delle webcam negli asili nido. “Sulle esigenze di genitori e strutture deve prevalere la tutela della personalità e della riservatezza dei minori”. Con questa motivazione ha quindi vietato l’uso delle telecamere connesse a internet installate in un asilo nido privato di Ravenna. Una decisione che farà discutere e che arriva a pochi giorni dal nuovo caso di violenza ai danni dei bambini in un asilo di Roma. E’ un problema complesso quello della sicurezza e della privacy soprattutto quando la tutela riguarda i minori… quando si lede davvero un bambino e quando invece lo si protegge?

 

17enne si suicida dopo esser stato lasciato dalla ragazza. Lei scompare.

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Ha preso la pistola del padre e si è sparato in casa, il giovane 17enne di Prà, località nel ponente genovese. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Martino sono stati vani i tentativi di salvargli la vita, è morto poche ore dopo il ricovero. Su Facebook aveva postato il suo messaggio d’addio: “Mi ha lasciato, sono disperato, mi sparo”. Una delusione amorosa quindi alla base del suicidio. A trovarlo è stata la madre corsa nella stanza del figlio dopo aver udito lo sparo. La ragazza che lo ha abbandonato è scomparsa da casa e ora si teme anche per la sua incolumità.

Stoccolma a ferro e fuoco: continuano gli scontri

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E’ da lunedì che si protesta nelle strade di Stoccolma. Tutto è iniziato nel quartiere Husby, nel nord della città, abitato principalmente da immigrati provenienti da Turchia, Libano, Siria, Iraq e Somalia. La miccia è stata innescata dall’uccisione da parte della polizia, il 13 maggio, di un uomo di 69 anni, del quale non è ancora stata rivelata la nazionalità.  La scorsa notte, centinaia di giovani hanno danneggiato negozi, bruciato automobili e preso d’assalto le stazioni di polizia in vari quartieri della capitale svedese e ammonta a otto il numero degli arresti. Quello contro cui si protesta è la brutalità degli agenti, stando alle affermazioni di Rami al Khamisi, studente di legge e fondatore del movimento giovanile Megafonen: “Bisogna vedere quello che sta succedendo da un punto di vista più ampio. Queste reazioni avvengono quando non c’è uguaglianza tra le persone, ed è quello che sta succedendo in Svezia”. L’invito a ripristinare la calma è invece arrivato dal primo ministro Fredrik Reinfeldt: “Invitiamo tutti ad aiutare a riportare la calma. Gli abitanti di Husby devono riprendere il controllo del loro quartiere. Ci sono gruppi di giovani che pensano di dover cambiare la società con la violenza. Dobbiamo essere chiari: questo non va bene. Non possiamo essere dominati dalla violenza”. ;a quanto sta accadendo ha anche acutizzanto, nell’opinione pubblica, lo scontento per le attuali leggi sull’immigrazione.

Leggi anche “La protesta dilaga: quarta notte consecutiva di scontri”

Ministeri bloccati i Viceministri e i Sottosegretari sono senza delega.

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I Viceministri e i Sottosegretari hanno ottenuto la loro poltrona, ma non la delega. E’ passato quasi un mese, il Paese è allo stremo davanti a una crisi che miete suicidi di disoccupati e strappa il futuro ai giovani, ma loro non sono in grado di firmare nessun atto. Un assurdo alla Brecht in un dramma kafkiano! Solo venerdì prossimo il Consiglio dei ministri approverà infatti il decreto con il quale il premier delegherà formalmente i ministri senza portafoglio all’esercizio di alcune sue funzioni. Cosa hanno fatto dal 28 aprile a oggi i ministri senza portafoglio? Un viaggio in abbazia, il silenzio stampa, interviste, buoni propositi e tanti progetti… ma presto i ministri Enzo Moavero Milanesi (Affari europei), Carlo Trigila (Coesione territoriale), Dario Franceschini (Rapporti col Parlamento), Gaetano Quagliariello (Riforme costituzionali), Cécile Kyenge (Integrazione), Josefa Idem (Pari Opportunità, sport e politiche giovanili) e Giampiero D’Alia (Pubblica amministrazione e semplificazione) potranno finalmente mettersi a lavoro.

Forse dovrà ancora attendere il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray a cui era stata promessa la delega al Turismo… speriamo che avvenga almeno per la stagione invernale, mentre chi ha avuto subito il via libera è stato il sottosegretario alle Politiche Agricole Maurizio Martina, che ha ricevuto direttamente da Palazzo Chigi la pesante delega all’Expo, ma lì i tempi brevi erano d’obbligo dato il richiamo internazionale dell’evento.

Il Palazzo minimizza, è una situazione normale, la macchina politico-burocratica è lenta e i tempi d’attesa non sono maggiori alle volte precedenti. Il problema è che questo doveva essere un governo di servizio e di emergenza… ma si vede che il tecnicismo burocratico non si smuove neppure davanti a un Paese in ginocchio… l’estate è alla porte e ancora non c’è la delega per il Turismo, gli affari europei sono bloccati dalla mancata delega a Milanesi e così anche le Pari Opportunità, lo sport e le politiche giovani dove l’emergenza per la disoccupazione fra i giovani riempie ogni giorno pagine e pagine di quotidiani, ma lo Stato sta arrivando… con le deleghe! E per i fatti?

Omicidio-suicidio nel padovano: un poliziotto spara due volte a Cadoneghe

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Tragedia a Cadoneghe, in provincia di Padova. Gabriele Ghersina, poliziotto del reparto mobile di 38 anni, ha sparato alla moglie Silvana Cassol, madre di due figli avuti in un precedente matrimonio, prima di rivolgere l’arma contro se stesso e fare nuovamente fuoco. A fare il tragico ritrovamento i colleghi dell’uomo che, non vedendolo arrivare al lavoro, si sono recati nella sua abitazione. Dopo aver inutilmente suonato il campanello, hanno deciso di entrare, scoprendo così i due corpi senza vita. Stando alle prime informazioni, il motivo del gesto estremo sarebbe riconducibile a motivi sentimentali anche se, sui problemi tra lui e la moglie, al momento non è trapelato nulla. La prima ricostruzione sul dramma, dunque, rende più probabile l’ipotesi di un omicidio-suicidio e lungo questa linea si stanno muovendo gli inquirenti. Dopo l’allarme, sul posto sono arrivati il questore di Padova e il pm di turno Vartan Giacomelli, mentre la polizia scientifica e un patologo stanno cercando di ricostruire con esattezza la vicenda.

Chiara Ferraro, autistica, candidata al consiglio comunale… è etico?

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Chiara Ferraro ha 21 anni, è di Roma, ed è candidata in consiglio comunale nella sua città con la lista di Ignazio Marino. Chiara Ferraro è affetta da una gravissima forma di autismo che comporta gravi conseguenze:  non parla quasi mai, al massimo canticchia versi di Domenico Modugno e Rino Gaetano. Almeno una volta a settimana ha crisi epilettiche che possono essere causate anche “da forti  e improvvisi rumori, o, per esempio, dalle grida di un dibattito acceso”.  E’ etico portare la Ferraro in luoghi dove, a causa di dialoghi concitati, si possono manifestare i segni, anche esteriori della sua sofferenza davanti al pubblico? 

Chiara, se eletta, dovrà essere sempre accompagnata dal padre-tutore, Maurio Ferrari, 61 anni. Che spiega così la controversa scelta di candidare Chiara: “Si deve avere il coraggio di mostrare l’esclusione e di disturbare i luoghi del potere: i politici devono capire cosa significa, toccare con mano la disabilità”. 

A proposito delle motivazioni addotte dal padre della candidata è appena il caso di far presente che le persone elette nel consiglio comunale devono perseguire fini generali senza legarsi a una specifica tematica (che ha i suoi propri addetti) e che può allontanare gli altri dai restanti obiettivi. Le istituzioni andrebbero messe nelle migliori condizioni per lavorare, non essere, invece, disturbate. Per tanto è indispensabile mantenere l’aula a livelli di operosa efficenza, mentre per quando riguarda i singoli politici l’esperienza in merito alle malattie e alle disabilità è giusto che le facciano altrove, anche in incontri appositamente dedicati, ma non nell’ambito della routine di lavoro. Verrebbe il sospetto che la candidatura della Ferraro possa essere strumentalizzata per raccogliere ipocritamente firme nel settore della malattia che, invece, andrebbe sempre e maggiormente tutelato e rispettato. 

Continuano le ricerche di Marco Vidali e intanto si mobilita Facebook

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A Casale sul Sile, Treviso, Silea e negli altri comuni della Marca in questi giorni ci si chiede: “Come si fa a scomparire così a 23 anni?”. La domanda riguarda la sparizione di Marco Vidali, avvenuta la notte tra domenica e lunedì lungo la Restera. Il mistero ha destato stupore e la piazza virtuale si è riempita del tam tam di amici e coetanei. Sulle bacheche di Facebook appaiono gli appelli perchè tutti aiutino nella ricerca. A chiedere aiuto, c’è anche Giovanni: “Sono giorni che Marco Vidali non da più sue notizie, le forze dell’ordine stanno cercando negli ultimi posti dove e è stato ma niente. E’ un caro amico per me e penso anche per molti di voi, per favore non allarmatevi, se lo avete visto o se lo vedrete ditegli di farsi vivo. Utilizziamo Facebook per far girare la notizia, utilizziamolo con testa per favore. Condividete”. L’apprensione, nel frattempo, continua a crescere e si seguono da vicino gli sviluppi delle ricerche di Marco, scomparso mentre si trovava assieme a due amici. All’opera ci sono il nucleo sommozzatori, i soccorritori del 118, i vigili del fuoco, e i carabinieri che hanno già scandagliato ogni angolo della via e del tratto di fiume dove è stata rinvenuta lunedì pomeriggio la bicicletta del ragazzo che sembra sparito nel nulla mentre il suo cellulare ha smesso di suonare in concomitanza con la scomparsa. L’ultima cella ad agganciare il suo telefonino è quella che copre la zona di Fiera a Treviso. Poi, il nulla. I carabinieri hanno anche provveduto a controllare anche la stazione ferroviaria, la stazione degli autobus e gli altri luoghi d’aggregazione frequentati dal giovane. Con il passare delle ore, tuttavia, la più accreditata delle ipotesi èla più drammatica: quella di un incidente che ha fatto precipitare il ragazzo tra le acque del fiume, anche se le ricerche in questo senso non hanno dato esito. Nelle ricerche sono stati coinvolti anche i cani molecolari della Forestale mentre i carabinieri hanno utilizzato il loro elicottero per compiere un giro d’ispezione ma del giovane, che al momento della scomparsa indossava un cappellino da baseball una canotta nera con scritte rosse e una salopette con gli sbuffi sui fianchi, non è emersa nessuna traccia. Oggi le ricerche sono ricominciate prendendo l’avvio dalla diga di Silea, dove il corpo potrebbe essere stato trascinato dalla corrente. Ma la speranza, in rete, continua a sopravvivere.

I 440 mila euro che Pdl e Lega Nord devono ai lombardi

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I conti sono stati fatti ora che l’inchiesta si è chiusa. Sono sette i consiglieri lombardi del Pdl e della Lega Nord che devono restituire somme pari a 440mila euro percepite indebitamente tra 2008 e il 2011.

Questo l’elenco dei primi sette consiglieri, tra cui c’è anche Nicole Minetti:

1° Rinaldin (Pdl) € 122.074,83 da restituire al Pirellone
2° Colucci (Pdl) € 82.532,42
4° Cecchetti (Lega) € 59.147,47
5° Ruffunelli (Lega) € 53.332,97
6° Toscani (Lega) € 32.407,33
7° Minetti (Pdl) € 27.750,36

Il Corriere della Sera scrive:

All’ex capogruppo leghista Stefano Galli (62.628,82 euro di rimborsi), che di fatto si «autoliquidato» le spese e come tutti i capigruppo risponde in parte anche di quelle pagate ai consiglieri del suo partito, vengono contestate, tra l’altro, notti in albergo per 7.000 euro ma soprattutto i 6.180 euro fatti sborsare dalla Regione per il banchetto da 103 coperti del matrimonio di sua figlia. A Luciana Maria Ruffinelli (Lega, 53.332,97) viene chiesto di restituire i soldi tirati fuori dall’erario per un pc, un videoproiettore, un happy hour al bar, carta da regalo, salumi, musei, fiori, cristalleria, antiquariato, segheria-carpenteria, frutta e prodotti per serra. Fabrizio Cecchetti (Lega, 59.147,47) deve chiarire i fondi spesi per «un numero spropositato e poco comprensibile» di bollette telefoniche. Pierluigi Toscani (Lega) dovrà spiegare perché per ottenere 32.407,33 euro abbia usato scontrini di caffè, piadine, panini, gratta e vinci, biglietti della lotteria, oltre che della spesa per casa (71,90 euro) e per uno degli «acquisti più stravaganti»: cartucce per fucile da caccia pagate 752 euro. Nel Pdl gli inviti a dedurre hanno raggiunto Alessandro Colucci, 82.532,42 euro usati, oltre che per i soliti taxi e ristoranti, anche per una videocamera accessoriata. Stesso discorso per Gianluca Rinaldin (122.074,83), che ha acquistato telefonini e fotocamera, e Nicole Minetti (27.750,36) che, cliente fedele di taxi e ristoranti, in nota spese ha messo perfino il libro «Mignottocrazia».

Ma se il danno pecuniario è rilevante, quello che invece è eclatante è la “disinvoltura” con la quale i consiglieri regionali spendevano i soldi dell’erario. Al di là dell’etica e della rottura del “patto sociale” siamo di fronte a un’amministrazione che danneggia fortemente i cittadini con uno stile di vita, pagato dai contribuenti, che rivela lo squallore più profondo… dalla scelta dei libri acquistati, ai prodotti per la serra, dalla carta da regalo alle cartucce per i fucili. Il danno finanziario, il danno etico, ma soprattutto una Regione che avrebbe avuto bisogno di grandi riforme e interventi per le piccole e medie imprese che invece sono state abbandonate a loro stesse. La cattiva amministrazione forse è il peggior danno che i lombardi pagano e pagheranno sulla loro pelle  nei prossimi anni… ma per questo non c’è una pena che possa essere commisurata a questo danno.

Lutto nel mondo del cinema: è morto Nicola Rondolino

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E’ mancato improvvisamente Nicola Rondolino, stroncato da un infarto domenica mentre si trovava nella sua abitazione torinese. I funerali avranno luogo domani mattina nella sua Torino, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Nato il 20 luglio 1968, dal padre Gianni, illustre storico della settima arte, aveva ereditato una grande passione per il cinema, mentre dal fratello Fabrizio, giornalista e polemista, la verve che tutti gli riconoscevano. Ha iniziato l’avventura nella settima arte, dopo una laurea in Storia e Critica del Cinema, lavorando come assistente alla produzione e alla regia con, tra gli altri, Mimmo Calopresti (La seconda volta), Gianluca Tavarelli (Un amore, Qui non è il paradiso), Guido Chiesa (Il partigiano Johnny), Carlo Mazzacurati (L’estate di Davide), Sergio Castellitto (Libero Burro), Lina Wertmüller (Ferdinando e Carolina), Francesco Calogero (Cinque giorni di tempesta, Metronotte). La sua prima regia risale al 1996, con il cortometraggio Chiuso per lutto. Nel 1999 vince il premio alla miglior regia al Festival Cinema in diretta di Saint Vincent con il corto collettivo Tommygun, mentre nel 2001 esordisce nel lungometraggio con Tre punto sei. Dal 2003 gira insieme a Davide Tosco alcuni video e documentari, tra cui Due, Camminando e Sei di Falchera. Negli stessi anni, dal 1999 al 2002, lavora al Torino Film Festival, selezionando film e curando la sezione dedicata al cinema giapponese. Nel 2009 collabora alla scrittura e alle riprese del documentario di Laura Halivovic Io, la mia famiglia Rom e Woody Allen, vincitore di numerosi premi in festival nazionali e internazionali. Dal 2006 lavora come regista della seconda unità ne La terza madre di Dario Argento, ne Il giuramento di Ippocrate di Lucio Pellegrini e in alcune fiction televisive come Ris Roma di Fabio Tagliavia, Le cose che restano di Gianluca Tavarelli e L’ombra del destino di Pier Belloni. In televisione ha ricoperto vari ruoli: aiuto regista, regista della seconda unità, anche attore: ne I liceali, per esempio, era un ruvido portiere d’albergo.

“Torino è la mia città!, come cantavano i Rough, gruppo punk torinese degli anni Ottanta. Nel bene e nel male, con il suo reticolo di vie dritte e piazze ad angolo retto, al cospetto di montagne innevate, tra i rintocchi notturni sul porfido bagnato, negli anfratti nascosti dietro le facciate settecentesche, nei retrobottega, nei cortili delle case di ringhiera, nelle gallerie sotterranee che si snodano sotto tutta la città, tra le fabbriche abbandonate e i palazzi di periferia, nei bar di quartiere e nei giardinetti malfamati.

La Mole Antonelliana l’han costruita apposta,

mi dondolo nel vuoto, mi butto giù di testa,

la Mole Antonelliana l’han costruita apposta,

ma prima di buttarmi aspetto una risposta,

cantavano i Fratelli di Soledad.

La cosa più bella di Torino, secondo me, è che non è mai soltanto quella che sembra, se chi la vive ha la curiosità di girare l’angolo, entrare nel portone e scendere le scale, giù giù fino a scoprire i luoghi più nascosti e dimenticati. Torino è come una città di un racconto di Lovecraft, perché, a dispetto di ogni possibile restyling, alimenterà sempre nelle proprie viscere una follia imprevedibile e vitale, che dai recessi dell’ombra continuerà a ridersela e a farsi beffe di tutto quanto, pronta a sgusciare fuori e a librarsi nella luce del sole.”

-Nicola Rondolino-

Il traffico dei medicinali contraffatti… un business simile a quello dell’eroina

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Un “buon investimento” in tempo di crisi? Il mercato dei medicinali contraffatti. Un vero scandalo che nel 2010 ha fruttato ben 75 miliardi di dollari, un mercato più florido di quello che oggi, viene stimato per il traffico di droga, e a differenza degli stupefacenti, presenta meno rischi. Il business è stato sfruttato sia dalle “multinazionali del fake”, sia da improvvisati santoni che hanno approfittato delle lentezze burocratiche e delle norme inadeguate.  E chi pensa che la contraffazione dei farmaci riguardi solo alcune categorie come ad esempio il viagra o le pillole per dimagrire, sbaglia. Oggi il fenomeno è in espansione e si allarga di giorno in giorno arrivando a includere anche medicinali fondamentali come gli antitumorali, i salvavita e antibiotici. E non è neppure un fenomeno che riguarda solo i Paesi in via di sviluppo, perché questi farmaci arrivano anche in Occidente e in particolare in Italia. Il 50% dei farmaci venduti in rete è contraffatto e solo lo scorso anno sono stati sequestrati circa 3,75 milioni di farmaci per un valore complessivo di 10,5 milioni di dollari.

Cosa causa l’assunzione di questo farmaco? E’ inutile, quando va bene, e dannoso se qualcosa non va nel verso giusto. Ma purtroppo per chi si dedica a questo traffico le pene sono lievi per non dire che sono nulle. Dalla loro parte c’è la difficoltà di tracciare il mercato da cui proviene e la transazione fatta su internet, inoltre se si riesce a risalire a chi ha immesso sul mercato il prodotto contraffatto prima bisogna dimostrare che fosse a conoscenza della truffa e anche nel caso che si possa provare la mala fede spesso si incorre in una sanzione simile a quella prevista per la contraffazione di un accessorio di marca.

La Oms che fa? Discute sulla differenza tra farmaci non in regola e farmaci falsificati, per trovare delle definizioni corrette e delle pene commisurate ai reati… ma mentre si discute la gente muore.  Finora soltanto il Consiglio d’Europa ha adottato nel 2011 una convenzione per combattere il farmatraffico, con Medcrime, il testo non vincolante è stato firmato da 22 paesi, tra cui l’Italia. Troppo poco per contrastare un mercato in crescita esponenziale e che, a differenza di quello delle borse e delle magliette false, mette a rischio la salute pubblica.

Ma per farsi un’idea del fenomeno e dei guadagni a esso correlato basta un esempio. 1000 dollari investiti in eroina fruttano 20 mila mentre investendo in farmaci si arriva anche a 400 mila e sono spesso quindi le industrie di farmaci originali che investono anche sul “mercato parallello” per non perdere il profitto.

Ma ci sono anche aziende, la minoranza, che invece si sta attrezzando affinché i loro farmaci non vengano contraffatti:  filigrane, scritte invisibili, codici. Basterà?

“I figli di…” con la casa degli enti! Ecco la lista.

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La casa per i giovani italiani, (e non solo giovani visto che c’è anche chi è arrivato a darsi fuoco per cercare di salvare l’abitazione della propria famiglia) è un problema, ma molti “figli di…”, come riporta Mario Giordano, non hanno mai avuto questa preoccupazione.

Ecco dunque alcuni figli di che hanno ottenuto casa dagli enti o dalle assicurazioni con lo sconto:

–          Le figlie di Pierferdinando Casini

–          I figli di Clemente Mastella

–          Il figlio di Vincenzo Visco

–          La figlia di Pietro Ingrao

–          Il figlio di Andreotti

–          Il figlio di Cossiga

–          Il figlio di Cossutta

Altri figli celebri hanno ottenuto case degli enti in affitto (a tariffe agevolate):

–          Il figlio dell’ex prefetto di Milano Lombardi

–          Il figlio del segretario della Cisl Bonanni

–          La figlia dell’ex assessore alla Regione Lazio Stefano Cetica

Le offese a Napolitano… Grillo dice no alla legge bavaglio

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Non dovrà più esistere il reato di offesa al presidente della Repubblica, questa è la battaglia che si prefigge di portare avanti Beppe Grillo. E’ una battaglia contro il diritto di espressione. Nell’anticipare la presentazione del ddl al Senato (lo stesso annunciato anche alla Camera), Grillo sosteneva che Napolitano sarebbe stato d’accordo nel cancellare quella norma, per lasciare alle spalle definitivamente l’eredità del regime fascista (“Una legge del Codice Rocco che tutelava Mussolini e il Re”) e per consentire a tutti di esternare il proprio pensiero liberamente, anche quando riguardi il presidente della Repubblica.

Già la polizia postale era stata messa al lavoro per ricostruire la rete dei denigratori del presidente della Camera, Laura Boldrini, perquisendo le abitazioni e i computer dei presunti autori di fotomontaggi fake che la ritraevano su una spiaggia di nudisti.

Trovare quindi un confine che tuteli l’istituzione, ma che lasci libero il diritto d’espressione… perché in Italia si è totalmente incapaci di autolimitarsi? Perché c’è la necessità di garantire le istituzioni con leggi ad hoc? Perché forse, tanto tempo fa, si è rotta la catena della fiducia reciproca. Le democrazie di fondano su un “patto sociale” e questo patto dovrebbe essere rispettato da tutti.

Lo sgombero del centro sociale Zam a Milano: primi scontri

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“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: è questa la scritta che appare appena si entra in via Olgiati, a Milano, lungo la quale ha sede il centro sociale Zam (Zona autonoma Milano). Nato due anni fa ad opera di alcuni giovani che avevano occupato un palazzo abbandonato, oggi la polizia ed i carabinieri stanno procedendo allo sgombero e la tensione è già alta. Per proteggere il loro centro, che durante il periodo della sua apertura ha ospitato incontri, dibattiti e concerti, sono stati piazzati in strada tavoli, sedie e inferriate a mò di barricata salvo poi andare a fuoco a seguito di un incendio sprigionatosi al centro della strada, obbligando così ad intervenire anche i vigili del fuoco. All’interno della sede ci sono ancora decine di giovani mentre altri, all’esterno, protestano e in molti, seduti davanti alla barricata in “difesa passiva” sono stati alzati di forza prima che le forze dell’ordine provvedesero all’abbattimento. Un mese fa gli stessi attivisti, in occasione del 25 aprile, avevano protestato in Galleria, arrivando perfino davanti a Palazzo Marino, dove c’erano state tensioni con la polizia.

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Il padre di Twitter è… Confucio!

confucio-twitter

Accese discussioni sul web cinese: Confucio è “il padre di Weibo”? In molti sostengono che il grande pensatore cinese potrebbe infatti essere il vero ispiratore di Twitter dopo che un utente ha postato un post dal titolo “Confucio è la prima persona che ha usato Weibo”, ossia un sito cinese di micro-bloggin simile ad un ibrido di Twitter e Facebook e uno dei più popolari in Cina. Sei sono le testimonianze che dimostrano la paternità del grande filosofo cinese vissuto 500 anni prima di Cristo. Innanzitutto, ogni paragrafo dei Dialoghi, contiene meno di 140 caratteri, come il limite imposto dai messaggi di Twitter e anche di Weibo. In secondo luogo, usa sempre parole semplici per dare un messaggio profondo. Inoltre, i vari paragrafi contengono versi, idee che sono il pensiero di Confucio, così come ogni utente del social network posta la sua idea, il suo pensiero, i suoi sentimenti e giudizi. Il quarto motivo è che anche il filosofo aveva oltre 3000 seguaci. Vi è poi il fatto che parlava di una politica della benevolenza, per la quale non c’era spazio. Infine, Lao Zi, il fondatore del taoismo, sarebbe stato un suo seguace.

Vittorio Missoni: il giallo dei telefoni che mandano chiamate

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Il settimanale Oggi riporta nuove informazioni sulla sparizione di Vittorio Missoni e la compagna, Maurizia Castiglioni. Della coppia, che si trovava a bordo di un aereo in volo da Los Roques a Caracas, non si hanno più notizie dal 4 gennaio scorso. Con loro, scomparsi anche due amici, i coniugi bresciani Elda Scalvenzi e Guido Foresti, e i piloti venezuelani Hernan Marchan e Juan Carlos Ferrer. Da quanto riporta la rivista, però, nel mese di marzo, dal telefono della Castiglioni sarebbero partite tre chiamate, ricevute dalla sorella e da un’amica della donna. Non sarebbe però la prima volta, considerato che già l’8 gennaio Nora, compagna del copilota dell’aereo, avrebbe ricevuto un sms dal cellulare dell’uomo: “Il messaggio non contiene una frase di senso compiuto, ma solo punti interrogativi, simboli e una lettera”. Se si era, però, valutato che il velivolo potesse essere precipitato in acqua, eventuali chiamate da questi cellulari sarebbero impossibili. Roberto Cusani, professore ordinario di ingegneria delle Telecomunicazioni alla Sapienza di Roma, spiega: “Perché possano funzionare non solo devono essere all’asciutto ma devono avere la copertura di un’antenna vicina. Quindi, analizzando quelle chiamate, si può risalire alla stazione radiobase alla quale si sono appoggiate e scoprire la località dalla quale sono partite”.

Morte sul lavoro: perde la vita un operaio nel siracusano

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Tragedia poco prima delle 3 di questa notte negli impianti Isab Nord nel petrolchimico di Priolo, in provincia di Siracusa. L’operaio Salvatore Ganci, di 39 anni, ha perso per cause ancora da accertare, anche se potrebbe trattarsi di una fuoriuscita di gas da una condotta.  Sul luogo sono arrivati i vigili del fuoco e gli agenti del commissariato di Priolo.

Terremoto in Basilicata: scossa nel Potentino

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L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha rilevato un sisma con ipocentro a 8,9 km di profondità ed epicentro nel sudest della provincia di Potenza, in prossimità dei comuni di Chiaromonte, Fardella, Francavilla in Sinni, San Costantino Albanese, San Severino Lucano e Teana. La scossa di terremoto ha avuto una magnitudo 2.5 sulla scala Richter e non sono arrivate, per il momento, segnalazioni di danni a persone o cose.

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