John Elkann amareggiato: contro di lui “polemiche demagogiche”

Fiat deputy chairman John John Elkan looJohn Elkann aveva lanciato una bomba dicendo che i giovani italiani “stanno bene a casa” e le polemiche sono fioccate da ogni parte. Ora il rampollo di casa Agnelli respinge le critiche parlando di “polemiche demagogiche, strumentalizzazioni”. Il presidente di Fiat afferma: “Personalmente sono rammaricato che un messaggio nato per essere di incoraggiamento alla fine sia stato interpretato come un segnale di mancanza di fiducia nei giovani”. Elkann cerca il chiarimento con un intervento sul sito della Fondazione Agnelli: “Non credo e non ho mai detto che il problema della disoccupazione, quella dei giovani in particolare, non esista né che tutto dipenda dalla mancanza di determinazione di chi cerca lavoro. Ho invece posto l’accento su cosa è possibile, anzi si deve fare, proprio ora che la debolezza dell’attuale quadro economico, soprattutto in Italia, rende tutto più difficile”. La strada, secondo lui, è studiare: “Si sente spesso dire che studiare non serve a niente, perché non garantisce un lavoro. Dati alla mano, le ricerche più attendibili in questo campo dicono il contrario”, ovvero che in media “chi ha un diploma di scuola superiore ha maggiori probabilità di trovare lavoro rispetto a chi si è fermato alla licenza media. E chi ha una laurea, ha ancora maggiore probabilità di trovare lavoro rispetto a un diplomato e nell’arco della vita migliori prospettive di carriera e di retribuzione”. A questo si aggiunge, prosegue Elkann che “alcune lauree offrono maggiori possibilità: conseguire un titolo di studio tecnico-scientifico richiede grande fatica e determinazione, ma nella stragrande maggioranza dei casi lo sforzo viene ripagato. Ad esempio più di 9 laureati in ingegneria su 10 risultano occupati a 4 anni dalla fine degli studi”. Sottolinea ancora che “soprattutto oggi, chi sa essere ambizioso, investe su se stesso e sulla propria istruzione, ha l’atteggiamento giusto”. Il senso della dichiarazione di Elkann è quindi che “non bisogna mai rinunciare, ma avere la forza di credere in se stessi ed essere molto determinati. E chi dice che è tutto inutile e che non vale la pena provarci, sbaglia”.

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La rete contro il “self-made man” John Elkann: “Quello dotato di cervello è Lapo”

insulti-elkann-tuttacronacaJohn Elkann, rampollo di casa Fiat, ha dichiarato che “il lavoro c’è” spiegando che se i giovani non lo trovano è perchè “stanno bene a casa”. Ovviamente le sue parole hanno fatto esplodere la polemica in rete, dove si sta riversando una pioggia d’insulti tra cui si legge anche: “Quindi tra i due Elkann, quello dotato di cervello è Lapo”. Il presidente Fiat ha compiuto un passo falso e su Twitter non mancano i riferimenti al suo essere un “figlio di papà”. Qualcuno si chiede “quante camicie abbia sudato nella sua vita il caro John”. “Poi apre la bocca John Elkann e da convinto pacifista diventi un potenziale serial killer”, scrive un utente; “Vi siete mangiati l’Italia con i soldi degli italiani, almeno risparmiateci le inutili prediche”, chiosa un altro. Ancora: “John, ma tu hai mai iniziato a lavorare perché io non me ne sono accorta”, chiede una ragazza. E poi: “John Elkann che parla di giovani disoccupati mi fa assumere l’espressione che avrei davanti a Cicciolina che parla di castità prematrimoniale”. Infine: “Rampollo di una famiglia che ha saccheggiato il Paese fa la morale mentre scappa per non pagare le tasse”. Ma non sono solo gli utenti della rete a commentare le sue parole: anche dal mondo dei media arrivano delle frecciate. Gad Lerner prova rammarico per le esternazioni soprattutto perché lo “stereotipo” espresso dal presidente Fiat “non solo è sbagliato, ma temo lo renda ombroso, privandolo del senso di gratitudine che uno come lui dovrebbe coltivare per il paese da cui ha tratto le sue fortune”. Per il corrispondente a New York di Repubblica Federico Rampini “quando uno nasce privilegiato, qui negli Stati Uniti, di solito ha il buon gusto di non insultare chi deve combattere partendo da condizioni molto più sfavorevoli”. Non solo: Elkann è la sintesi “di una classe parassitaria e incapace di competere sui mercati globali” ed è uno che ha “ereditato tutto, e non è da questa questa cattedra che i giovani italiani possono ricevere lezioni utili per il loro futuro”.

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Essere disoccupati… perchè non si è studiato il tedesco

lingua-tedesca-tuttacronacaArrivano giovani qualificati, con tanto di certificazione bilingue, diploma, studi e preparazione. Ma c’è un problema fondamentale: dichiarano di conoscere il tedesco ma non sono in grado di sostenere una conversazione. Il problema è che chi cerca lavoro in campo alberghiero, da receptionist a front office a booking, sul litorale veneziano, si troverà ad avere a che fare con una clientela prevalentemente tedesca. Per questo gli alberghi della zona lanciano l’allarme. “A tutt’oggi, riferisce il responsabile commerciale di un hotel di Bibione, non siamo ancora riusciti a coprire un ruolo nella nostra struttura”. Il dato è inquietante visto il gran numero di giovani che non trovano lavoro, anche perchè in Italia e nel Nordest in particolare, il turismo è attività vitale e prospera. Ancora una volta, però, colpisce l’attenzione che i giovani terminano corsi di studio che non li preparano per venire immessi nel mondo del lavoro. “Non vale solo per il tedesco – spiega Marco Michielli, presidente di Federturismo – ma è anche più facile trovare un rumeno che parli correntemente inglese meglio di un italiano, mentre è più facile trovare ragazzi italiani che parlino spagnolo perchè magari vanno in vacanza dove lo si parla”.

Inedito! Laura Boldrini chiude a chiave l’ufficio della presidenza alla Camera

chiuso-chiave-tuttacronacaIeri rissa alla Camera dei deputati scatenata dal Movimento 5 Stelle, oggi la chiusura degli uffici. Laura Boldrini, che ieri per la prima volta ha fatto ricorso alla “ghigliottina”, oggi ha chiuso a chiave parte degli uffici delle Commissioni di Montecitorio, a partire dal suo. E anche in questo caso si tratta di una prima volta. Forse la presidente della Camera ha preso la decisione per evitare ”occupazioni” della presidenza dopo quella che si è verificata in una commissione a Montecitorio. Ma ai grillini il fatto non va giù. Dice il deputato Nuti:

“La presidente Boldrini ha chiuso tutte le commissioni. E’ una cosa incredibile. Questa mattina alla Camera i commessi ci hanno detto che non è possibile entrare fino a quando non lo stabilisce la Boldrini. Inoltre, il collega Vittorio Ferraresi è stato chiuso a chiave all’interno della commissione Giustizia”.

Altro che cervelli in fuga, ormai lo fanno anche i lavapiatti

annuncio_kijiji-tuttacronacaFuturo? Quale futuro? I giovani non ne vedono e se anche la legge di Stabilità propone un reddito minimo, i ragazzi vogliono costruirsi un domani con il loro lavoro. Che nel nostro Paese manca. E ora che il peso della disoccupazione si fa sempre più insostenibile, non resta che guardare all’estero. Se una volta era la terra promessa, un El Dorado dove spiccare finalmente il volo, ora non si riesce neanche più a sognare, perchè si è troppo impegnati a sopravvivere. E così non sono più solo laureati a fuggire, ma tutti quelli che trovano una possibilità. Del resto partire non equivale obbligatoriamente a successo, a volte è pura e semplice indipendenza. Quindi va bene anche un lavoro da lavapiatti. Una simile offerta, infatti, ha fatto registrare adesioni da record sul portale Kijiji, dove un ristoratore tedesco ha posto un annuncio con il quale ricerca un aiuto cuoco e lavapiatti: secondo quanto riportato dal sito di annunci del gruppo eBay, in due giorni l’offerta è stata visualizzata 13mila volte e in 250 hanno risposto. Tutti disposti a trasferirsi all’estero, soprattutto considerando che vitto e alloggio sono compresi.

L’occupazione di Ikea crea disoccupazione!

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Ikea a Milano non la vogliono più. Forse è solo la concorrenza che spara sul mobilificio internazionale, ma forse invece il fenomeno va compreso in ogni sua forma. Secondo alcuni infatti i nuovi posti di lavoro creati dall’Ikea ne avrebbero distrutti molti di più. Basti pensare a tutti i mobilifici che sono costretti a chiudere non essendo competitivi con il colosso svedese. A quanta manodopera spesso specializzata si rinuncia? Quanti artigiani del legno vengono annientati dal fai da te che permette all’azienda di abbassare i costi?
La Confcommercio di Milano è scesa in campo contro il progetto di un nuovo insediamento, nel comune di Rescaldina a 30 chilometri da Milano e a 5 da Legnano:  74 mila metri quadrati di cui 22 mila destinati a ospitare mobili e arredamenti Ikea e altri 52 mila per una galleria commerciale a tutto campo.

È, ha scritto Dario Di Vico sul Corriere della Sera,

“il nuovo format dell’Ikea che ha visto una prima realizzazione a Villesse, in provincia di Gorizia e a ridosso della autostrada A4 e ora sbarca nell’Alto Milanese per poi puntare su Brescia”.

Il rischio, scrive ancora Il Corriere:

“quella che i commercianti denunciano come «un’overdose di centri commerciali» perché sull’asse Rho-Gallarate ne esistono già 13 oltre a un altro centro shopping sempre nel territorio di Rescaldina che occupa 46 mila metri quadri”.

Oltre ai danni che il centro Ikea provocherebbe per i negozi costretti a chiudere i battenti, nel corso di una assemblea di un centinaio di commercianti a Legnano e con la presenza di un paio di sindaci della zona, assessori e consiglieri regionali è stato denunciato

«un consumo di suolo di ulteriori 280 mila metri quadrati sottratti al verde e all’agricoltura in un’area già fortemente urbanizzata».

La Confcommercio aggiunge Dario Di Vico,

“contesta anche i dati sull’occupazione, secondo il suo ufficio studi per 840 nuovi posti di lavoro creati con l’insediamento Ikea se ne distruggerebbero 1.085 nelle piccole imprese della zona e quindi il saldo sarebbe negativo”.

[…]

“L’Ikea per ora non ha intenzione di replicare direttamente, ha affidato all’università di Castellanza uno studio sull’impatto del nuovo insediamento. Si sa che l’investimento sarà di 250 milioni di euro e che gli 840 saranno i soli posti di lavoro diretti ai quali va aggiunto il potenziale indotto. L’operazione non sarà tutte sulle spalle degli svedesi ma sono previsti dei partner immobiliari che si suddivideranno, ad esempio, i costi di realizzazione di nuove infrastrutture di viabilità stimati in 25 milioni”.

Ikea, conclude Di Vico,

“non sembra disposta a esaminare subordinate. O tutto o niente, ma siamo solo alla prima puntata”.

 

Occupata la Borsa di Milano, tensione sociale in attesa del 19 ottobre

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Erano circa le 15.45 quando in vista delle mobilitazioni che si terranno a Roma il 19 ottobre, un centinaio di antagonisti hanno occupato la sede della Borsa a Milano. Cartelli, striscioni e megafoni in piazza Affari per protestare contro la mancanza del lavoro e «l’arroganza delle istituzioni». L’autunno caldo è iniziato e si prevede bollente… anche in vista della manovra finanziaria che si prevede porterà nuove tasse e meno servizi. Proteste e scontri con la polizia durante la mattinata si erano avuti anche ad Ancona dove il premier Letta stava tenendo un vertice su Italia-Serbia. 

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Giovannini e i cervelli in fuga: “se fossi un ventenne andrei all’estero e tornerei”

cervelli-in-fuga-tuttacronacaIl ministro del Lavoro Enrico Giovannini, è stato intervistato per la trasmissione “Giovani Talenti” di radio 24. Durante il suo intervento ha detto: “All’estero è più facile ottenere opportunità di lavoro e salari più elevati, soprattutto in alcuni settori, rispetto all’Italia. Se oggi fossi un ventenne neolaureato, cercherei di avere un’idea di com’è il mercato in Italia, farei eventualmente un’esperienza all’estero e poi rientrerei, perchè le opportunità sono notevoli anche in Italia”. Il ministro ha quindi spiegato: “In un mondo globalizzato, non ci si deve sorprendere se i giovani italiani vanno a lavorare all’estero, ma dobbiamo essere in grado poi di attirare capitali dall’estero. Intendo dire anche ‘capitale umano'”. Secondo Giovannini, “la crisi ha fatto comprendere alle aziende che investire sul capitale umano rappresenta una garanzia per avere più innovazione, nel futuro. Siamo però ancora purtroppo indietro rispetto ad altri Paesi”. In seguito, il ministro ha affrontato due problemi di cui soffrono i giovani laureati del nostro Paese: “Ai giovani occorre offrire non solo stipendi all’ingresso più elevati, ma anche prospettive di carriera più rapide. Rispetto ad altri Paesi, la dinamica delle retribuzioni in Italia, al crescere della seniority (per i laureati in particolare), è inferiore rispetto ad altri Paesi. Significa che c’è una sottovalutazione delle loro potenzialità”.

Malata di cancro, invalida, con una pensione da 270 euro, occupa una casa

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Barbara Baldasso, invalida al 100%, malata di cancro e con una pensione di 270 euro al mese, insieme al figlio trentenne Simone, disoccupato, si sfoga davanti alle telecamere del Secolo XIX: «Mi hanno detto di andare a dormire in macchina, ma io la macchina non ce l’ho. Dove vado, sotto un ponte?».

Questa mattina lo sfratto esecutivo dal suo appartamento di Certosa, poi l’occupazione in un appartamento sfitto di piazza Cernaia, nella zona della Maddalena,  di proprietà delle Opere Pie. Barbara è stata aiutata dallo Sportello per il Diritto alla casa, un collettivo di giovani che dal 2008 ha aiutato circa un’ottantina di famiglie sfrattate nelle zone di Begato e del Cep.

«Mi sento spalleggiata da tutti questi ragazzi», racconta la signora Baldasso. «Non pensavo ci fossero dei giovani che si battono per queste cose: non ci fossero stati loro, io e Simone saremmo rovinati».

E’ dal 2007 che Simone e Barbara hanno fatto richiesta per ottenere una sistemazione definitiva da parte del Comune. «Staremo qui finché non ci manderanno via», racconta Simone. «Non potevamo più aspettare o ci saremo ritrovati per strada».

A chi sono stati assegnati gli alloggi popolari?

Gladiatori sull’Arco di Costantino… per protesta!

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Dopo l’occupazione, nel 2009, del Colosseo, i “gladiatori” sono saliti sull’Arco di Costantino per protestare. E’ stata anche divulgata una nota dall’Usb (Unione sindacale di base) che spiega i motivi della protesta: “si è arrampicato in cima all’arco di Costantino per chiedere il rispetto degli impegni assunti dal Comune di Roma su una vicenda che attualmente riguarda 146 di loro. Sull’arco è stato srotolato uno striscione, in italiano e inglese, con cui i lavoratori rivendicano: ‘Lavoro, diritti e dignita”.

Anche se nell’Aprile 2013 era stato raggiunto un accordo che prevedeva  l’assorbimento degli ex vigilantes dell’Ivu all’interno delle partecipate di Roma Capitale, negli ultimi giorni sembra invece delinearsi, come unica certezza, la scadenza il 30 settembre con la società Multiservizi, presso cui hanno svolto diverse mansioni.

 

Il governo è alla frutta e la recessione è finita

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Il governo, nonostante l’ottimismo di Letta, soffre. Sembra che il pasto si sia concluso e sulla tavola siano rimaste solo le briciole delle “larghe intese”. In un clima teso per la Giunta di Palazzo Madama chiamata  a decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi, si apprende la buona notizia che la recessione è finita nel terzo trimestre.

Lo afferma il Centro studi di Confindustria (Csc), che nelle previsioni colloca l’interruzione della caduta del Pil nel terzo trimestre di quest’anno e il ritorno a variazioni positive nel quarto (+0,3%). L’economia italiana è arrivata “al punto di svolta”, anche se la ripresa sarà “lenta”. E probabilmente, come già annunciato mesi fa, senza un sostanziale aumento del lavoro. Ancora in calo l’occupazione che nel quarto trimestre del 2013 toccherà “un nuovo punto di minimo” dall’inizio della crisi, con un milione e 805 mila posti di lavoro (indicati come Ula, Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) in meno rispetto a fine 2007 (-7,2%). La domanda di lavoro ritornerà a crescere “da primavera 2014”. “L’emergenza del mercato del lavoro fatica a rientrare spontaneamente – spiega il Centro studi di Confindustria -, data la lentezza della ripresa”, perciò sono “urgenti provvedimenti sia per innalzare la crescita sostenibile del Paese sia per aumentare l’occupabilità delle persone”. Il tasso di disoccupazione è previsto in leggera frenata, al 12,1% nel 2013 e al 12,3% nel 2014 (dalle precedenti previsioni 12,2% e 12,6%), rimanendo “sostanzialmente fermo ai massimi già raggiunti”.

Migliorano le previsioni sul Pil: le stime diffuse indicano una contrazione dell’1,6% per il 2013 (contro il -1,9% delle previsioni di giugno) ed una crescita dello 0,7% per il 2014 (dal precedente +0,5%). Il centro studi di Confindustria lancia anche un segnale alla politica: “sulla strada della ripresa persistono infatti rischi, interni e internazionali, e ostacoli. Cruciale – aggiunge – è la stabilità politica”.

Secondo le previsioni di Confindustria, la pressione fiscale raggiungerà nel 2013 il valore record del 44,5% del Pil (dal 44% del 2012) e rimarrà molto alta anche nel 2014 (si attesterà al 44,2%). La pressione effettiva, escluso il sommerso, toccherà invece il 53,5% quest’anno e il 53,2% nel 2014.
Per il Centro studi di Confindustria, “deve essere prioritario nella prossima legge di stabilità ridurre l’eccessivo carico fiscale che grava sul lavoro e sull’impresa agendo sul cuneo fiscale e contributivo”. L’associazione degli industriali sottolinea inoltre come “l’azione di un Paese, che deve mantenere i conti pubblici in equilibrio e viene da più di un decennio di decrescita, non può non essere convintamente rivolta ad accrescere la propria competitività”.
E’ una buona notizia? Forse è solo l’ennesimo annuncio che lascerà l’amaro in bocca fra qualche mese? Si può gioire per una ripresa lenta e senza lavoro?

Occupa abusivamente una casa e poi chiama i pompieri per farsi aprire la porta

occupazione-abusiva-tuttacronacaUna donna romena di 35 anni, con il suo figlioletto di 6, ha occupato abusivamente una casa al primo piano dello stabile popolare dell’Aler (Azienda lombarda edilizia residenziale) in via Quinto Romano a Milano. Per introdursi nell’abitazione ha forzato la finestra del balcone, probabilmente raggiunto con l’aiuto di una scala. La donna intendeva usare a proprio piacimento l’appartamento ma la porta era blindata. Ha quindi pensato di chiamare i vigili del fuoco per farsela aprire, sostenendo di essere rimasta bloccata dentro l’alloggio. I popieri, invece di mandare un loro mezzo, hanno però avvisato la polizia che però non ha ancora denunciato l’occupante abusiva in attesa della querela da parte dell’ente pubblico.

La ricetta Merkel “giovani andate a lavorare all’estero!”

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L’incapacità di chiudere un vertice europeo sul lavoro tra Italia, Francia, Germania e Spagna, con proposte concrete e un piano che in tempi brevi possa risolvere il problema occupazionale nell’area euro ha portato la Merkel ad affermare, in un intervista alla Bbc:

“Per trovare un lavoro i giovani disoccupati devono muoversi. Bisogna – aggiunge – avere maggior mobilità. Il problema della disoccupazione in Europa è enorme”. Un’emigrazione forzata ma necessaria, una condizione che la Merkel paragona alla crisi di occupazione che colpì la Germania dell’Est quando “in molti – dice la Cancelliera – furono costretti a muoversi verso il sud del paese”.

La Merkel dimentica che quella migrazione interna alla Germania – ben diversa  da quella pressoché biblica che lei auspica per il resto dell’Europa – fu limitata e supportata dall’aiuto che tutta l’Europa dette a suo tempo al popolo tedesco. Oggi invece più che dire ai giovani “alzati e cammina” non si vuole fare nulla per alleviare almeno la crisi.

63 anni! Studio shock della Cgil sul lavoro. E’ panico?

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Siamo in un tunnel… Stiamo attendendo il treno che ci ucciderà o possiamo vedere la luce in fondo al buio della crisi economica? Lo studio shock della Cgil sull’occupazione è appena è uscito, ma ha già seminato panico e preoccupazione. In sintesi l’analisi sul mondo del lavoro rivela che ci vorranno 63 anni per recuperare i livelli occupazionali del 2007.

Nello studio si sono simulate diverse ipotesi di ripresa considerando anche le attuali tendenze di politica economica nazionale e europea. Il paradigma è partire dal lavoro per produrre crescita e non viceversa…

Dal 2008 il pil perde 1,1% ogni anno e ciò comporta la perdita di 1,5 milioni di posti di lavoro rispetto al 2007. I salari sono in caduta con la perdita dello 0,4% sul netto e dello 0,1% sul lordo. La produttività segna -0,2%, mentre gli investimenti calano a picco del -3,6 punti l’anno. Su questi dati, proiettando la ripresa calcolata dall’Istat che dovrebbe iniziare nel 2014 con un +0,7%  per raggiungere i livelli del 2007 occorrono circa 63 anni. Non si recupererà mai invece il livello dei salari reali mai: “in confronto con l’inflazione effettiva, cioè il deflatore dei consumi, la variazione è negativa nel 2014”, spiega lo studio. Infine il livello di produttività verrebbe recuperato nel 2017 (in 4 anni dal 2013) e il livello degli investimenti nel 2024 (11 anni dopo il 2013).

Questo studio porta alla luce la drammatica difficoltà italiana di rinnovare e di dare una vera svolta alla propria economia con delle misure drastiche e trasversali che possano scuotere davvero l’economia. Quello che al momento invece emerge, nella politica economica portata avanti fino a questo momento dall’attuale esecutivo, sembra essere una correzione infinitesimale tesa a far fronte alle piccole e grandi emergenze immediate, ma incapace di lanciarsi verso scelte coraggiose. Fin quando gli italiani stretti tra le tasse, le “analisi terroristiche” e la disoccupazione riusciranno ancora a sognare un futuro migliore? C’è qualcosa che possa davvero accelerare la ripresa?

Se da una parte è giusta a preoccupazione, va anche detto che nessuno è mai riuscito a capire l’evoluzione economica anche perché, nel bene e nel male, è intrinsecamente legata al fattore psicologico. Se quindi si riuscisse a innescare un processo virtuoso il “gap economico e occupazionale” creato dalla crisi potrebbe essere ripianato in molti meno anni rispetto a quelli previsti dalla Cgil. La situazione è esplosiva, ma c’è ancora il margine per invertire la tendenza.

  

Parigi: ancora proteste per la legge sulle nozze e le adozioni gay

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Ha vuto luogo oggi, a Parigi, la manifestazione degli oppositori alla legge sulle nozze e le adozioni gay che ha portato a 96 fermi e 39 persone trasferite in stato di detenzione preventiva. Mentre questo succedeva in piazza, alla sede del Partito socialista dei militanti di estrema destra, fra i 10 e i 20 giovani del gruppo “Generazione Identitaria”, dispiegavano uno striscione con la scritta “Hollande, dimissioni” occupavano il luogo con la polizia che tentava di espellerli. Gli almeno 150 mila partecipanti alla manifestazione, nel frattempo, ha raggiunto la grande spianata degli Invalides. ”Siamo piu’ di un milione”, hanno detto gli organizzatori della Manif pour Tous, il collettivo di movimenti che si oppongono alla legge sulle nozze e le adozioni gay, in piazza oggi a Parigi per un’ultima protesta. La stessa Frigide Barjot, in questi mesi leader dell’opposizione alla legge sulle nozze e le adozioni di coppie gay in Francia, ha dichiarato: “Il ritiro della legge non è più possibile. La Manif pour Tous ha fatto il suo tempo, ed è meglio così, perchè il suo messaggio non era più appropriato”.

#OccupyParlamento s’inizia!

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I grillini lo avevano annunciato e lo faranno… sollecitare l’apertura delle Commissioni Parlamentari con ogni mezzo e oggi scatta Occupy Parlamento. Dopo l’ennesimo no del Senato di questa mattina arriva l’appello via internet sul sito di M5S Roma e del candidato a sindaco Marcello De Vito. L’iniziativa ripresa tra gli altri dalla deputata romana 5 Stelle Federica Daga su Twitter: «Per attuare il #Cambiamento, è necessaria molta energia».

Arriva anche il chiarimento del capogruppo alla Camera, Lombardi: «Ci hanno chiesto se la nostra occupazione dell’Aula era ostativa dei lavori parlamentari, perchè poteva sembrare così, abbiamo spiegato che noi non ci permettiamo di bloccare i lavori».

L’occupazione proseguirà fino a tarda notte e per le 18 è previsto il ricevimento di una delegazione di cittadini che ha organizzato un presidio davanti a Montecitorio.

Il Carroccio a Pontida… tra solidarietà e lotte interne!

bossi_pontida - tuttacronaca

Pontida è il paese dove, il 7 aprile 1167, si tenne lo storico giuramento dei comuni che formavano la Lega Lombarda per combattere contro il legittimo sovrano Federico Barbarossa, Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico. non c’è quindi da meravigliarsi se la Lega Nord, con il suo Carroccio, l’ha eletto a suo luogo di ritrovo per eccellenza. Oggi, ad un anno dagli scandali che hanno trovato il partito creato dal Senatur, Bossi e Maroni si sono ritrovati davanti ai loro sostenitori. Sembrava una riunione “tra amici”, con i leghisti “semper fidelis” che negavano ogni dissidio interno. Tutto bene allora… almeno fino a quando alcuni militanti, si pensa veneti, non hanno esposto un manifesto raffigurante il segretario Maroni ritratto come Pinocchio. Risposta immediata e, nel miglior spirito leghista, sono volati insulti e qualche spintone. Quando ha avuto luogo lo scontro, sul palco erano intenti a parlare dei rappresentati minori. Vediamo i momenti salienti avvenuti fino a quel momento.

Maroni ha portato “i diamanti di Belsito”, invitando i segretari nazionali a consegnarli alle 13 “sezioni più meritevoli” aggiungendo: “I veri diamanti sono i militanti. Eccoli qua i diamanti di Belsito. Sono per i militanti, per le sezioni. Valgono 10 mila euro l’uno e li voglio dare alle sezioni. Li consegnerò ai militanti che si sono impegnati, che si rimboccati le maniche e tengono alto l’onore della Lega. Si impegnano non per se stessi o per le proprie poltrone”.

Il sindaco veronese Flavio Tosi è stato fischiato da un nutrito gruppo di militanti veneti per la durata eccessiva dell’intervento mentre i suoi sostenitori lo hanno incoraggiato. Il prato si è trasformato così in una cacofonia di urli: “Fuori, fuori” contro il “Tosi, Tosi”.

Bossi, che nonostante tutto sembra ancora essere il simbolo ed il pilastro della Lega, compreso il senso della protesta, si è rivolto in particolare ai veneti per assicurare il suo appoggio alla richiesta di congressi. “Ai fratelli veneti dico che ormai tutto è commissariato ed è arrivato il momento che si facciano i congressi”. Ha tenuto poi a sottolineare l’unità del partito che ha formato e di cui è presidente: “La Lega non si sta dividendo, come i lecchini del regime scrivono sui giornali”, sostenendo però che nel Carroccio ci sono problemi di democrazia interna. “A me spiace che la base venga trattata un pò male perchè non ha strumenti per difendersi”, ha spiegato. Dopo aver proposto che siano gli stessi militanti a valutare l’operato dei dirigenti e, nel caso, di cacciarli, ha concluso ammettendo che “c’è il rischio di litigare ma non siamo ancora a quel livello, siamo in grado di modificare le cose”.

Quello che sembra ancora invariato è l’obbiettivo di Maroni di riuscire a formare la Macroregione trattenendo il 75% delle tasse e, se non dovessero essere ascoltate le richieste, non rigetta a priori l’idea di fare una guerra a Roma e al governo”. Il segretario federale ha quindi aggiunto: “Abbiamo tempo fino al 31 dicembre e fino ad allora tratteremo, ma se il governo dice di no ci impegneremo a superare autonomamente i vincoli imposti da Roma. Non siamo qui per scherzare e quando combattiamo, combattiamo fino in fondo”. In vista di ciò, Zaia, Cota e lo stesso Maroni hanno firmato una mozione con la quale si impegnano a rinegoziare con il governo il Patto di stabilità, a costituire la macroregione del Nord e ad intraprendere ogni iniziativa volta a garantire che appunto il 75% delle risorse del gettito tributario resti sul territorio. Per concludere, il segretario ha rivolto un appello a Bossi affinchè sia il collegamento con Roma, perchè “è chiaro che in questa prospettiva i nostri rappresentanti nella capitale devono andare giù e fare la guerra”.

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Persi un 1 MILIONE di posti di lavoro!

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Nell’arco del 2012 i licenziamenti hanno superato quota un milione (1.027.462), crescendo del 13,9% rispetto al 2011 (quando si erano fermati a 901.796). I numeri emergono dal sistema delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Soltanto nell’ultimo trimestre dell’anno si contano 329.259 licenziamenti, in aumento del 15,1% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Confindustria: siamo nel baratro a un passo dalle elezioni!

crisi

Il centro studi di Confindustria registra che ”il mercato del lavoro e’ bruscamente peggiorato sul finire del 2012, con un forte calo di occupati”. Si e’ ”accentuato il deterioramento”. ”E’ bruscamente accelerata la perdita di occupazione:  -186000 in due mesi”. Sotto le elezioni arriva il grido di Confindustria sull’impiego.

Serve concentrarsi su ripresa economica ed occupazione: se n’è accorto Monti!

“Esistono spiriti liberi, audaci, che vorrebbero nascondere e negare…

…di essere cuori infranti, superbi, immedicabili; e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo.”

Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male, 1886

“Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.”


Cesare Pavese, Il mestiere di vivere

Napolitano a Parigi: nessuna resistenza nazionale! Subito crescita e occupazione.

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