Il gelato all’erba, una specialità da gustare una volta l’anno!

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Dimenticatevi i tradizionali gusti, archiviate crema, cioccolato, fragola, nocciola e pistacchio, il gelato ora diventa “green” e una volta l’anno alla gelateria di Ahrash Akbari-Kalhur a Camden, a Londra, potrete gustare il gelato all’erba verde. L’erba verde del giardino di casa non è l’unico gusto stravagante qui è possibile anche gustare il gelato alla pannocchia dolce alla griglia, la barbabietola e altre succulenti varietà prodotte con sciroppi fatti in casa, panna e azoto liquido.

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A dicembre poi sarà pronto il gusto Albero di Natale, Akbari-Kalhur, sta sperimentando un gelato al sapore di aghi di pino. Tra gli altri gusti che verranno introdotti ci sarà anche il “fieno affumicato” che ricorda il momento della raccolta. Davvero gusti azzardati, ma che possono far assaporare esperienze uniche!

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Tentata rapina a un carabiniere, il militare reagisce e rimane ferito

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Un tentativo di rapina ai danni di un carabiniere fuori servizio è terminato con il ferimento di quest’ultimo. Da quanto si apprende il militare era insieme a una collega in auto, in via Bagnoli, a Napoli, quando, intorno alle 22, è stato avvicinato da uno scooter con a  bordo due persone che lo avrebbero minacciato. Il carabiniere avrebbe reagito e sarebbe stato colpito alle gambe. Ora è all’ospedale San Paolo del quartiere di Fuorigrotta. Secondo quanto si e’ appreso, la ferita è grave perché ha interessato l’arteria femorale, ma il pronto intervento del 118 e il ricovero hanno scongiurato il pericolo di vita. Indagini in corso. Con una coincidenza temporale sospetta, all’ospedale Loreto Mare e’ giunta una persona ferita a colpi d’arma da fuoco. Si cerca di capire se i due episodi sono collegati.

Il mega concerto in Lego, ospita 20mila minifigure

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Un’opera monumentale, una vera e propria architettura riprodotta con il lego. I numeri parlano da soli: sono occorsi 13 trilioni di mattoncini Lego a Mario Fabrio per costruire un palcoscenico degno di uno stadio da 20mila minifigure. Che comprende backstage – con tanto di camion e ambulanze – team di lavoratori che hanno allestito la struttura, tecnici del suono, e pure un tappeto rosso per gli ospiti più esclusivi. E in scena non potevano mancare schermi video, schiere di altoparlanti, ma anche un tunnel sotterraneo con piattaforme idrauliche che fanno alzare il palco. Poi, ovviamente, una piattaforma rotante per portare il batterista al centro della scena.

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Innamorati trucidati dalle famiglie, così muoiono “Romeo e Giulietta”

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Volevano stare insieme nonostante i genitori cercassero di impedirlo in ogni modo, così un ragazzo e una ragazza indiani sono stati trucidati ieri in un  villaggio dello Stato indiano di Haryana. Lo riferisce oggi Ndtv precisando che il padre, lo zio e due altri parenti della ragazza sono stati arrestati. Due ragazzi che avevano tentato la fuga, due ragazzi che cercavano un futuro e hanno trovato la morte, così finisce, ancora più tragicamente di Romeo e Giulietta, la storia di  Nidhi Barak, 20 anni, e Dharmendra Barak, 23 anni, che giorni fa erano fuggiti a New Delhi. Nidhi era studentessa di Belle Arti mentre Dharmandra seguiva un corso di specializzazione tecnica. Dopo la fuga i genitori della ragazza si erano riavvicinati, promettendole che nulla di male sarebbe accaduto se fossero tornati.

Ma, ha riferito la polizia, «nella casa di Nidhi era stato organizzato un vero e proprio centro di tortura, che ha portato alla morte di entrambi i giovani». La ragazza è stata uccisa all’aperto, davanti alla gente. Il ragazzo è stato malmenato, i suoi torturatori gli hanno spezzato le braccia e le gambe, e lo hanno alla fine decapitato. Il suo corpo è stato gettato in una piazza del villaggio. Gli agenti hanno sono intervenuti bloccando la cerimonia di cremazione della ragazza, arrestando i presunti responsabili e trasferendo i resti dei due giovani in ospedale per una autopsia.

30 coltellate non bastano!

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30 coltellate non bastano! Lo ha deciso con una sentenza la Corte di Roma il 23 maggio 2013, riducendo la pena d’ergastolo ad appena 17 anni di reclusione  a Giorgio De Vito, il 38enne responsabile del delitto di Marcella Rizzello, avvenuto a Civita Castellana la mattina del 13 febbraio 2013. L’uomo uccise la sua compagna con 30 coltellate davanti alla figlioletta di 13 mesi, ma secondo i giudici d’appello non sarebbe provata la crudeltà:  ”la volontà di infliggere alla vittima un patimento ulteriore rispetto al mezzo che sarebbe sufficiente a eseguire il reato”. In un’altra parte della sentenza si legge ”la mera reiterazione dei colpi inferti alla vittima non è una condotta rilevante ai fini della configurazione dell’aggravante”. Le 30 coltellate che hanno strappato la vita a Marcella Rizzello, sarebbero solo indicative della ”concitazione legata al dolo d’impeto, finalizzata a vincere la resistenza della vittima”. E anche la bottiglia posta tra le gambe della giovane una volta morta dissanguata, dopo averle abbassato i pantaloni del pigiama, non sarebbe indice di crudeltà. Semmai, ritengono i giudici d’appello, dimostra solo ”l’insensibilità dell’imputato”. Non ci sarebbe quindi stata ”l’inaudita furia omicida” per la quale la Corte d’Assise di Viterbo aveva inflitto l’ergastolo a De Vito.

1-0 contro il Legia Varsavia: vittoria della Lazio all’esordio europeo

lazio-varsavia-tuttacronacaEsordio europeo per la Lazio ma i problemi a Roma iniziano ben prima del calcio d’avvio. Nel pomeriggioa una cinquantina di tifosi polacchi del Legia Varsavia sono stati scortati da polizia e carabinieri all’Olimpico dopo aver creato tensione per le vie del centro della Capitale. In seguito, radunati ai tornelli del settore distinti sud dello stadio Olimpico di Roma, hanno tentato di sfondare gli ingressi lanciando anche qualche torcia di segnalamento all’indirizzo di forze dell’ordine e steward. Gli agenti hanno effettuato una leggera carica e la situazione è stata riportata alla normalità. Il bilancio è stato di tre ospiti femrati e un tifoso leggermente contuso.

lazio-legia-tuttacronacaPartita equilibrata nei primi 15 minuti con il Legia che si fa davvero pericoloso solo al 18′: incursione di Radovic fermato con un pò di affanno dalla retroguardia biancoceleste. Due minuti dopo l’occasione è per la Lazio dall’angolo: incorna Konko ma la sua spizzata termina di poco a lato. Altri due minuti ed è Marchetti che fa il miracolo: Kosecki aggancia in area di rigore e prova la gran botta di destro ma l’estremo difensore devia in angolo. Dopo un altro tentativo del polacco, torna a farsi avanti la Lazio con Ederson che pesca Konko tra le maglie della difesa del Legia, ma il cross del terzino francese è deviato in calcio d’angolo. Ci riprovano ancora i laziali, ma la difesa avversaria riesce sempre ad anticipare. Il primo tempo termina senza supplementari. Fino a qui il Legia Varsavia che è sembrato invece più tonico e determinato.

Alla ripresa le squadre tornano in campo a formazioni invariate e la Lazio è la prima a salire. All’8′ arriva il gol che sblocca la situazione e porta i biancocelesti in vantaggio: Keita arriva sul fondo e di sinistro serve un cross per Hernanes che incorna di prepotenza battendo Skaba: 1-0!

Al 21′ i biancocelesti sfiorano il raddoppio: contropiede con Keita che serve Hernanes che salta un uomo e scarica un tiro che s’infrange sul palo esterno alla destra di Skaba. Al 31′ vicino al pareggio il Legia per una punizione battuta da Dominik Furman: Marchetti riesce a repingere con i pugni il suo destro a rientrare. Due minuti dopo Dossa Junior non calibra un colpo di testa su calcio d’angolo ma i polacchi non demordono. Al 36′ Radovic entra in area di rigore, bloccato da Ciani prima e Cana. A sette minuti dal termine entra Novaretti che subito prende un applauso per un’azione che sfuma dopo che il giocatore ha attraversato il campo: una buona prestazione. Al 43′ è sempre lui a impegnare l’estremo difensore polacco, costretto a deviare in angolo. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplo fischio: la Lazio supera con uno sforzo minimo la sua prima prova europea della stagione.

Arrestati gli anarchici, accusati di 13 attentati commessi tra il 2010 al 2013

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Sono stati arrestati all’alba di oggi  Gianluca Iacovacci e Adriano Antonacci, 29 e 26 anni, il primo di Frascati e il secondo di Genzano, ritenuti una sorta di «franchising» dei movimenti anarchici collegati alla Fai/Fri, la Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale. Una cellula ombra ancora più inquietante perché i due arrestati – ai quali è stata contestata l’associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, atti di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi in concorso, incendio, furto aggravato, deturpamento e imbrattamento di cose altrui – erano incensurati, sconosciuti alle forze dell’ordine, sebbene secondo gli investigatori partecipassero attivamente a manifestazioni di piazza.

Secondo le accuse Iacovacci sarebbe  stato il dna scoperto dai carabinieri del Ris sul nastro adesivo usato per fissare le batterie al timer della bomba artigianale scoppiata l’11 dicembre dell’anno scorso davanti alla Banca del Credito Cooperativo di Genzano. Ma altre tracce riconducibili al trentenne sono state trovate anche su un guanto recuperato il 19 luglio 2012 sul teatro dell’attentato all’Unicredit e alla Bnl di Frascati.

Sempre secondo le accuse Gianluca Iacovacci e Adriano Antonacci, apparterrebbero all’area «anticivilizzatrice» della Fai, che «si inserisce nella rete internazionale informale e antiautoritaria di gruppi anarchici, lanciata nel 2010 dalla Cospirazione delle cellule di fuoco, che ha portato negli ultimi tre anni al compimento di numerosi attentati in Italia e all’estero». Tra questi la gambizzazione di Roberto Adinolfi, avvenuta a Genova il 7 maggio dell’anno scorso da parte del «Nucleo Olga Fai-Fri». Secondo il gip Maurizio Caivano, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, Iacovacci e Antonacci, «a seguito degli appelli lanciati dagli organismi operanti anche in altri Paesi e sulla base di una scelta strategica connessa alla loro militanza», andavano arrestati per evitare che potessero compiere «ulteriori delitti della stessa specie, ovvero con finalità eversive». E il procuratore Capaldo sottolinea come «siamo in presenza di un mondo sommerso e la non eclatanza del gesto non esclude che questi soggetti non possano in un futuro arrivare ad uccidere».

 

Ancora 2!!! TOTTI FIRMA IL CONTRATTO.

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Era nell’aria ed è arrivato. Francesco Totti ha firmato per altri due anni con la Roma e regalare ancora emozioni ai suoi tifosi. Il capitano prolungherà il contratto fino al 2016, quando sarà alle soglie dei 40 anni, e guadagnerà circa 3,2 milioni a stagione modulati, per ragioni fiscali, tra lui e la sua società, la Number Ten. Oltre ai diritti d’immagine legati alla maglia (quelle dei giocatori giallorossi messi insieme vendono poco più della metà della numero dieci), il capitano cederà anche qualche altro diritto legato all’oggettistica, ma tutti gli altri rimarranno di sua proprietà. Alla scadenza è già previsto il contratto quinquennale da dirigente già firmato con stipendio pari ai top pagati dal club. Anche questo benefit è stato confermato e così, a fine carriera, Totti diventerà una sorta di ambasciatore della società, percependo 600mila euro all’anno.

Tensione a La Repubblica, contro i tagli i giornalisti si mobilitano

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Tensione tra azienda e dipendenti così dal Comitato di Redazione di Repubblica arriva lo stato di agitazione per il piano irricevibile di contenimento dei costi e l’intenzione del Gruppo L’Espresso di proclamare lo stato di crisi ex lege 416/81, che presupporrebbe l’uscita dal giornale di 81 colleghi nei prossimi due anni. Domani venerdì 20 settembre ci sarà un’assemblea con tutti i giornalisti di Repubblica.

“Full metal jacket” firmato Pellegrini e Magnini, tra allenamento e scherzo

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Una spiaggia per allenarsi e scherzare, questo traspare nel video postato su Youtube da Filippo Magnini compagno di Federica Pellegrini che si diverte a filmare uno dei tanti momenti che, tra fatica e determinazione, gli atleti devono portare a termine. Magnini si trasforma per l’occasione in severo personal trainer che imita le battute del comandante di “Full Metal Jacket”.

 

Che succede alla Camera? Quella strana maggioranza sulla legge contro l’omofobia

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Che succede alla Camera? Una nuova maggioranza? Quella delle larghe intese Pd e Pdl non tiene e si spacca sul testo contro l’omofobia, ma nonostante il “no” del Pdl (che fatte poche eccezioni come Galan ha votato compatto), i “sì” sono riusciti comunque a mettere a segno il colpo con 228 consensi, 108 astensioni e 57 no. Ora il testo dovrà arrivare al Senato per la seconda lettura. Protesta anche da parte del M5S che a suon di baci in bocca ha polemizzato contro chi vuole “immolare i diritti sull’altare dell’inciucio”.  Dopo aver annunciato l’astensione sulla “legge farsa” sull’omofobia, i deputati M5S si sono alzati in piedi, si sono girati verso il compagno di banco e si sono baciati. Donne con donne, uomini con uomini. Alcuni, si sono abbracciati. Altri hanno alzato cartelli, che il presidente di turno Roberto Giachetti ha fatto fa ritirare. “Onorevole Nuti, se ha finito di baciare il collega, faccia ritirare quei cartelli”, ha sollecitato Roberto Giachetti, che presiede l’Aula. Si sta per votare la legge sull’omofobia. E il M5S, non soddisfatto del testo, parte all’attacco del Pd (“Cosa resta della vostra credibilità? Avete ceduto con arrendevolezza a una logica al ribasso, vi siete autocongelati”). Poi, Silvia Giordano, che è incaricata della dichiarazione di voto di astensione, dà il la alla protesta dicendo: “Un bacio e un abbraccio non possono fare male a nessuno”.

L’emendamento a firma di Walter Verini inserisce nella legge Mancino un’aggravante per i reati “fondati sull’omofobia o transfobia”. Poco prima del voto sull’aggravante, era stato dato il via libera, nonostante il no di Pdl, M5S e Sel, alla prima parte dell’emendamento, che stabilisce che “non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente”.

Lo scontro poi è avvenuto su un subemendamento presentato da Gregorio Gitti, Scelta Civica – votato dal Pd -, che esclude dall’applicazione le “opinioni espresse all’interno di organizzazioni di natura politica, culturale o religiosa”. Norma che sui social network è già stata ribattezzata “salva partiti come Forza nuova”, o “associazioni come “MilitiaChristi”.

Dunque lo scontro è servito: “Facciamo un ultimo appello: miglioriamo insieme questo testo, altrimenti il nostro voto – ferma restando la libertà di coscienza di ogni deputato – non potrà essere favorevole – dice Brunetta – I nostri sforzi di mediare sono stati vanificati dal Pd che vuole una legge ideologica e di bandiera”. Secondo Brunetta l’intesa è saltata per l’atteggiamento del Pd che ha voluto ”una legge di bandiera, una legge identitaria, ideologica, diretta non a tutti i cittadini ma ai propri elettori. Al Pd non importa che agli italiani arrivi un messaggio chiaro e unanime contro gli atteggiamenti omofobi, importa solo rivendicare il proprio ruolo, anche se questo può mettere a rischio la legge”. Infatti Brunetta sa già – dice – che saranno rivolte accuse al Pdl “di omofobia latente, che si cercherà di scaricare su di noi la rottura dell’accordo che invece ha voluto e sta volendo, Dio non voglia, il Pd: ma noi non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, e al paese, ai cittadini abbiamo già dimostrato come, nei fatti, abbiamo contrastato questi atteggiamenti odiosi”. Ne è la chiara dimostrazione l’intervento in Aula, a Montecitorio, del deputato del Popolo delle Libertà Alessandro Pagano che ha precisato che il problema non sono “gli omosessuali sereni”, di cui “siamo anche amici”, ma “gli omosessuali ideologizzati”. “Pur di approvare una legge contro la famiglia e contro la libertà religiosa – secondo il senatore Lucio Malan – il Pd ritorna all’alleanza con il movimento di Beppe Grillo, che non manca di ringraziare con i consueti insulti . Con il testo che questi due partiti stanno portando avanti sarà reato dire che per un bambino è meglio avere un padre e una madre, o esprimere l’opinione che determinati comportamenti sessuali sono peccato. I deputati del Popolo della Libertà fanno molto bene ad opporsi e hanno tutta la mia solidarietà”.

La Fiorentina al debutto europeo: spettacolare 3-0!

fiorentina-pacos-tuttacronacaSi tinge di viola il primo quarto dell’avvio di partita al Franchi di Firenze, esordio della Fiorentina in Europe League. Gli uomini di Montella partono subito forte e serve un po’ di tempo ai portoghesi per entrare in partita. Il Paços de Ferreira pressa molto sui portatori di palla viola, ma lascia spazio a Gonzalo: il difensore argentino ha quindi il compito di impostare, provando spesso il lancio lungo. Al 28′ arriva la prima conclusione realmente pericolosa della Fiorentina: Rossi sfrutta una torre di Joaquin e da posizione defilata calcia a rete. Degra para. Dopo appena due minuti però i viola non si lasciano sfuggire l’occasione: Gonzalo Rodriguez su corner di Rossi anticipa tutti sul primo palo e con freddezza si testa insacca alle spalle di Degra. 1-0! I portoghesi provano a spostare il baricentro, ma la Fiorentina gioca bene a centrocampo. All’ultimo minuto del primo tempo i viola sfiorano il raddoppio con Ambrosini dal fondo crossa al centro: Degra pasticcia ma riesce a salvare. Le squadre tornano agli spogliatoi sull’1-0.Alla ripresa è il Paços il primo a reagire, con una gran botta di Tony. Al 5′ paura per i viola: Rossi in un contrasto da terra prende una pericolosa ginocchiata sulla tempia, l’ex Villarreal rimane a terra e il Paços de Ferreira mette in out. Per fortuna della Fiorentina e del giocatore non ci sono problemi. Al 17′ gol annullato a Joaquin che riceve al volo da Marco Alonso, trova la botta di destro che batte Degra: fuorigioco. Al 25′ raddoppio dei viola: lancio di Gonzalo per Borja Valero, cross al centro per Matos che sottoporta insacca! 2-0 grazie al giocatore che ha sostituito Joaquin da appena un minuto.I portoghesi si aprono e tentano il tutto per tutto, ma Rossi chiude definitivamente la partita al 31′: Borja Valero serve Mati Fernandez, palla all’accorrente Aquilani che con un tocco serve Pepito: 3-0!Per l’ultimo quarto d’ora la Fiorenztina continua a dilagare con Batik che si mette in mostra anche se non riesce a raggiungere il gol. La vittoria dei viola è più che meritata!

Addio al papà di Super Mario

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Era riuscito a trasformare la Nintendo una delle più grandi aziende leader mondiali sul mercato dei videogiochi, ma oggi nulla ha potuto contro la polmonite. Muore Hiroshi Yamauchi, un guru della ludologia. Yamauchi divenne capo della nintendo a soli 22 anni, nel 1949 quando l’azienda produceva carte da gioco. Grazie al suo intuito la Nintendo produsse Game Boy e Wii diventando il colosso mondiale per l’intrattenimento virtuale.  La svolta arriva nel 1983 quando la Nintendo mette in produzione il suo primo “family computer” a 8 bit. Nintendo sopravvive anche all’inevitabile crisi del settore dei videogames grazie a “Super Mario”, titolo che ha segnato un epoca. E’ stato anche l’uomo più ricco del Giappone. Oggi Nintendo soffre la concorrenza di tablet e smartphone, mercati dove ha deciso di non operare. Perché, diceva Hiroshi Yamauchi, “essere diversi è un valore”.

L’assassino di Udine è un 36enne studente fuori corso

giovane-donna-uccisa-a-coltellate-udine“Mi servivano soldi, volevo il riscatto”. Sono queste le agghiaccianti parole di Nicola Garbino, il 36enne che ha confessato l’omicidio di Silvia Gobbato. “L’ho aggredita per rapirla ma lei ha reagito”. L’uomo era stato fermato oggi in mattinata nei pressi del centro commerciale Città Fiera di Martignacco alla periferia di Udine da una pattuglia del carabinieri ai quali ha subito detto: “Mi avete beccato”. Il 36enne abita con i genitori a Zugliano di Pozzuolo del Friuli e non ha problemi mentali e non era in cura, come in un primo momento era emerso da ambienti investigativi, aveva solo un forte disagio. Come riporta il Gazzettino, non aveva mai trovato un lavoro e si era iscritto all’università a Udine dove risulta tuttora fuori corso nella facoltà di Ingegneria. Garbino, che vive ancora con i genitori, ha spiegato ai militari che era intenzionato a rapire una donna: Silvia Gobbato si è trovata su quella strada ed è stata scelta a caso, visto che non la conosceva. “Silvia – ha raccontato il 36enne – era da sola, correva piano, quindi potevo facilmente ‘catturarla’ e soprattutto aveva con sè un telefonino con il quale volevo poi telefonare alla sua famiglia per chiedere il riscatto”. Garbino l’ha avvicinata in modo fulmineo e l’avrebbe subito minacciata con il coltello. Il piano era immobilizzarla e poi usare il telefonino per denunciarne il rapimento e reclamare il riscatto.  Ma Silvia ha reagito, difendendosi. Una reazione che non aveva previsto. L’agguato è degenerato nell’omicidio della 28enne. Al momento del fermo, l’uomo ra in stato confusionale e vagava con una mountain bike di colore rosso. Con sè aveva uno zainetto che conteneva un coltello da cucina e degli abiti sporchi di sangue. L’uomo è stato poi portato sul luogo del delitto lungo l’ippovia di Udine dove è stata trovata la ragazza. Dopo i primi dubbi degli investigatori, tutti i riscontri fatti hanno portato a puntuali verifiche.

Lazio-Legia Warszawa, è tensione all’Olimpico, scontri con la polizia

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I tifosi del Legia Warszawa radunati ai tornelli del settore distinti sud dello stadio Olimpico hanno tentato di sfondare gli ingressi lanciando anche qualche torcia di segnalamento all’indirizzo di forze dell’ordine e steward. Immediata risposta degli agenti con una leggera carica che ha riportato la situazione alla normalità. Al momento si segnala un solo tifoso leggermente contuso e nessun agente ferito, mentre sono tre gli ospiti fermati.

Terremoto a Fukushima, 5.8 sulla scala nipponica (max 7)

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Un forte terremoto di magnitudo 5.8 si è verificato in Giappone alle 2.25 locali di venerdì (le ore 19.25 di giovedì in Italia), con epicentro nella prefettura di Fukushima vicino alla città di Iwaki e ipocentro a 20 km di profondità, a circa 60 km dalla disastrata centrale. Per ora nessun allarme tsunami o danni registrati a persone o cose. La Japan Meteorological Agency, che non ha lanciato l’allarme tsunami, ha misurato l’intensità della scossa in 5+ sulla scala di rilevazione nipponica massima di 7. Al momento, secondo i media locali, non risulterebbero danni a persone o cose.

Antonio Di Pietro denuncia Berlusconi, vilipendio alle istituzioni

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“Silvio Berlusconi non si smentisce mai – afferma Antonio Di Pietro – Anche oggi è riuscito a commettere un  reato. Ha violato l’articolo 290 del Codice penale che recita: ‘E’ punito chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte Costituzionale o l’ordine giudiziario’” che poi ha aggiunto: “Ho già depositato un esposto alla Procura della Repubblica perché Berlusconi nel suo videomessaggio a reti unificate ha criminalizzato la Magistratura, dicendo che è un contropotere dello Stato che ha messo a repentaglio la democrazia. Questa è una violazione dell’articolo 290 del Codice Penale: vilipendio agli organi costituzionali dello Stato. Mi auguro che il Presidente della Repubblica possa stigmatizzare questo comportamento. Il Presidente della Repubblica è il primo magistrato d’Italia e credo che debba intervenire per difendere la Magistratura, finora non l’ha fatto”.

Inter indonesiana: cosa prevede l’accordo tra Moratti e Thohir?

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Un vertice a Parigi, nella sede della banca Lazard, e gli ultimi nodi che si sciolgono nella lunga trattativa tra Massimo Moratti e Erik Thohir. Dopo quattro mesi abbondanti di trattative dove è davvero successo di tutto, tra allontanamenti, riavvicinamenti e fasi di stallo, ora tutto è pronto e per il grande passo, la cessione definitiva, servirebbero solo le firme e le ultime formalità.

 Il 70% del club nerazzurro sarà dunque ceduto al magnate indonesiano.  In particolare si è trattato per la conclusione positiva della trattativa, cioè di garanzie in caso di inadempienza della controparte. In quanto al Presidente è stato lo stesso Moratti a chiamarsi fuori:

“Resterò presidente? Non credo. La mia famiglia resterà per forza, ma ci sono giocatori che costano 100 milioni e bisogna strutturarsi perché l’Inter deve restare a un certo livello”.

Erick Thohir diventerà il primo proprietario asiatico di un club di serie A, il che costituisce probabilmente un evento storico per il calcio italiano.

L’enorme ospite da 750 kg nell’acquario australiano

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E’ appena arrivato un ospite ingombrante all’acquario di Melbourne in Australia. Il suo nome è Pinjarra ed ha ben 50 anni, secondo i media locali si tratta del più grosso coccodrillo in cattività. L’animale è stato ritrovato in una diga all’interno di una fattoria di Rockhampton, nel Queensland, 30 anni fa dopo esservi stato trascinato dalle piene. Il gigante lungo cinque metri ora era però diventato una minaccia per gli abitanti della zona ed è stato spostato nella sua nuova casa a Melbourne. La vasca del coccodrillo sarà aperta al pubblico a partire da sabato. La direttrice dell’acquario, Alison Edmunds, ha detto che il coccodrillo si trova nell’acquario in pensione, e che hanno intenzione di regalargli la vecchiaia migliore che potrebbe sperare.

 

Malata di cancro, invalida, con una pensione da 270 euro, occupa una casa

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Barbara Baldasso, invalida al 100%, malata di cancro e con una pensione di 270 euro al mese, insieme al figlio trentenne Simone, disoccupato, si sfoga davanti alle telecamere del Secolo XIX: «Mi hanno detto di andare a dormire in macchina, ma io la macchina non ce l’ho. Dove vado, sotto un ponte?».

Questa mattina lo sfratto esecutivo dal suo appartamento di Certosa, poi l’occupazione in un appartamento sfitto di piazza Cernaia, nella zona della Maddalena,  di proprietà delle Opere Pie. Barbara è stata aiutata dallo Sportello per il Diritto alla casa, un collettivo di giovani che dal 2008 ha aiutato circa un’ottantina di famiglie sfrattate nelle zone di Begato e del Cep.

«Mi sento spalleggiata da tutti questi ragazzi», racconta la signora Baldasso. «Non pensavo ci fossero dei giovani che si battono per queste cose: non ci fossero stati loro, io e Simone saremmo rovinati».

E’ dal 2007 che Simone e Barbara hanno fatto richiesta per ottenere una sistemazione definitiva da parte del Comune. «Staremo qui finché non ci manderanno via», racconta Simone. «Non potevamo più aspettare o ci saremo ritrovati per strada».

A chi sono stati assegnati gli alloggi popolari?

Quando Tablet e iPad servono per fare la guerra

siria-tablet-tuttacronacaLa Prima Guerra Mondiale era di trincea, durante la Seconda si utilizzò l’aviazione, in quella del Golfo arrivarono le televisioni. Ogni guerra ha qualcosa che la caratterizza. E lo stesso avviene con il conflitto siriano, dove si utilizzano metodi 2.0, come dimostra lo scatto di Mohamed Asullah per l’agenzia Reuters. Si vede chiaramente come i ribelli siriani ricorrano a nuove tecnologie, come Tablet e iPad. La foto è stata scattata durante i preparativi per sparare un colpo di mortaio durante una scontro a Jobar. Secondo molti utenti di Twitter, l’utilizzo di mezzi tecnologici servirebbe per calcolare l’angolo di tiro. Eliot Higgins, analista di armi di guerra citato da The Times, l’uso di un iPad non è nulla di strano. Infatti, commenta, “si utilizzano anche telefoni cellulari, è una cosa molto comune”.

Putin difende Berlusconi “se solo fosse stato gay…”

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Una difesa aggressiva quella di Vadimir Putin verso il suo amico di sempre Silvio Berlusconi, tanto da fargli esclamare

‘Se Berlusconi fosse stato un gay, nessuno lo avrebbe toccato con un dito’.

E poi ha aggiunto:

 ‘Berlusconi e’ sotto processo perché vive con le donne’.

Forse se Berlusconi fosse stato gay non sarebbe stato suo amico e forse per Putin… quanto alla condanna per Putin forse la frode fiscale, il falso in bilancio e l’appropriazione indebita  è sinonimo di vivere con le donne? In un sol colpo Putin ha offeso i gay e le donne, un bello strike!

L’arbitro lo espelle e il web lo deride, la dura trasferta di Klopp

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Il Borussia ha perso ieri sera al San Paolo contro il Napoli, il tecnico Jurgen Klopp è stato espulso… ma oggi viene anche deriso dal web. Corsa al fotomontaggio e al “meme” più divertente, ma anche tutta l’inventiva partenopea al servizio dell’ironia. Su Facebook c’è chi lo paragona a “Gigino don Perignon”, noto personaggio comico dell’attore Rosario Toscano, da sempre infuriato contro tutto e tutti, e se le due foto vengono comparate la somiglianza salta all’occhio.

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Anche Tony Tammaro, cantautore comico conosciuto in tutta Italia, ha postato una foto che lo raffigura “nei panni” del furioso Klopp. E poi i riferimenti ai Pokemon e a Hulk… e la beffa continua!

I genitori lo dimenticano sul nastro trasportatore: muore neonato di 5 mesi

neonato-nastro-trasportatore-tuttacronacaUna coppia di nazionalità statunitense che all’aeroporto spagnolo di El Allet, ad Alicante, ha dimenticato il proprio neonato di cinque mesi sul nastro trasportatore dei bagagli. Il piccolo è morto, dimenticato come se fosse un pacco o una valigia. Secondo fonti della Croce Rossa e della Guardia civile, che ha aperto un’inchiesta sul decesso, si tratterebbe di una tragica dimenticanza dei genitori, in viaggio con un altro figlio minore. La famiglia era arrivata in Spagna da uno degli aeroporti di Londra, per la precisione Gatwick. Interrogati dagli inquirenti, gli adulti hanno avuto bisogno di assistenza psicologica. In seguito, sono stati rilasciati ma denunciati a piede libero dagli agenti della guardia civile.

Uomo nudo in fuga: il paziente che scappa dal reparto di rianimazione

beatrice-lorenzin-tuttacronacaSarebbe fuggito, uscendo senza vestiti e senza che nessuno se ne accorgesse, un paziente ricoverato nel reparto di rianimazione dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia. La notizia era stata riportata da Il Tempo, che aveva parlato di un paziente macedone ricoverato in rianimazione per cirrosi epatica. La notte scorsa, l’uomo sarebbe riuscito a eludere  infermieri e vigilantes all’ingresso per poi recarsi a una Caserma della guardia di Finanza dove ha denunciato presunti maltrattamenti subiti dai sanitari del Grassi. Solo in seguito, quando al nosocomio si sono accorti della sparizione del paziente, il macedone è stato rispedito all’ospedale. Dopo aver appreso il fatto, il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha inviato i Nas all’ospedale Grassi di Ostia per ”accertare i fatti ed eventuali responsabilità” sulla fuga. Come spiega una nota, il Ministro ha inoltre ha chiesto chiarimenti al Commissario per Sanità della regione Lazio, Nicola Zingaretti, al fine di accertare ”se siano state rispettate le norme e le conseguenti procedure applicative che riguardano la sicurezza e la tutela dei pazienti in particolare nelle strutture e nei reparti ad alta intensità di cura”.

La bodybuilder che si allena al nono mese e indigna il web

bodybuilder-incinta2-tuttacronacaLea-Ann Ellison è una campionessa di bodybuilding di Los Angeles. Ma è anche una 35enne al nono mese di gravidanza. Fiera del suo stato e desiderosa di tenersi in forma, continua ad allenarsi per non rinunciare alla sua passione. Le foto che la ritraggono mentre si allena sono apparse in Facebook, provocando l’indignazione del web e soprattutto di tutte le mamme che l’hanno definita incosciente. Lea-Ann rifiuta ogni accusa sottolinenado che la gravidanza non è una malattia, ma nonostante questo c’è chi la definisce una mamma poco attenta. Ma non sono solo voti contrari: tra i commenti alle sue foto ce ne sono anche di chi pensa che sia un esempio e incoraggiano la bodybuilder nella sua ginnastica quotidiana.bodybuilder-incinta-tuttacronaca

Ice. Genova capitale italiana della nuova, potentissima droga

ice-droga-tuttacronacaArriva dalle Filippine la nuova droga Ice (ghiaccio), che prende il nome dal suo aspetto di piccoli cristalli bianchi. Nel Paese d’origine viene utilizzata per superare le lunghe cerimonie funebri, ma questa sostanza è anche molto diffusa sia in Giappone che in Corea. Inodore, non viene riconosciuta dai cani dell’antidroga e sta prendendo piede a Genova, dove una dose costa attorno alle 20/30 euro. Gli effetti che produce sono devastanti: si va dalle allucinazioni agli istinti omicidi e una sola assunzione può portare alla dipendenza. L’Ice è 8/9 volte più potente della cocaina.

Quando sul ponte… spunta un arcobaleno!

ponte-arcobaleno-tuttacronacaE’ arrivato un arcobaleno di colori sul ponte di Williamsburg, a New York, dove l’artista di strada di Minneapolis, Hottea, ha deciso di lasciare la sua firma mentre si trovava in visita alla Grande Mela. L’artista ha dato vita a un’installazione di fili colorati tra le recinzioni della passarella pedonale del ponte. L’opera è stata accolta con entusiasmo dai passanti, come solo un arcobaleno che spunta all’improvviso è in grado di fare.

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#esigorispetto Grillo e l’attacco a Laura Boldrini sul blog

beppe-grillo-boldrini-tuttacronacaDuro attacco contro la presidente della Camera Laura Boldrini da parte di Beppe Grillo oggi, che pubblica un lungo post nel suo sito sottolineando come “Laura Boldrini non è stata eletta, ma nominata da Nichi Vendola“. La presidente viene inoltre definita “un oggetto di arredamento del Potere”. Il post, dal titolo “Rispetto #esigorispetto”, arriva il giorno dopo le polemiche a Montecitorio durante le quali un deputato pentastellato, Cristian Iannuzzi, accusando la Boldrini di non essere imparziale, ha affermato “Se non riesce a esserlo, si dimetta“. Di seguito il testo del post:

“Il Sistema, quel coacervo di partiti, lobby e interessi che sono spesso contigui con poteri occulti come la massoneria e occasionalmente compagni di viaggio di organizzazioni criminali non si è ancore reso conto, non vuole ammettere che il MoVimento 5 Stelle è il primo movimento italiano. L’unico democratico. I partiti, nessuno escluso, non lo sono. Hanno ignorato il referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico, hanno nominato i loro rappresentanti in Parlamento con il Porcellum sottraendo la decisione ai cittadini, questo dal 2006, per due legislature con buona pace degli attuali proclami e pruriti presidenziali. Per i partiti gli italiani non devono avere alcuna voce. Quasi nove milioni di italiani hanno votato per il M5S per un cambiamento. Queste persone meritano rispetto. Vogliono cambiare democraticamente il Paese. Tra loro ci sono anche le 350.000 che hanno firmato nell’ormai lontano 2007 per la legge popolare Parlamento Pulito che nessuno di questi sedicenti rappresentanti del popolo ha neppure voluto discutere.

Rispetto, non voglio sentire i queruli rimproveri di una signora che dal suo scranno tratta i nostri rappresentanti come degli scolaretti. Chi le dà questa autorità? La Boldrini, un oggetto di arredamento del Potere, non è stata eletta, ma nominata da Vendola. Il suo partitino è entrato in Parlamento solo grazie alla truffa della coalizione con il pdmenoelle, alleanza subito rinnegata dopo le elezioni in un eterno gioco delle parti che esautora il cittadino da ogni decisione.

Rispetto. Esigiamo rispetto. I tafani della Repubblica, i saggi, discettano di Costituzione? Chi gli ha dato l’autorità per farlo? Non è previsto dalla nostra Costituzione che un presidente della Repubblica spogli il Parlamento delle sue decisioni con un gruppetto extraparlamentare con personaggi squalificati del calibro di Quagliarello e di Violante, lo smemorato di Palermo. Il M5S, la prima forza del Paese, non è stata neppure considerata. In questi cosiddetti saggi non è stato inserito neppure un nome del M5S. Per me è un vanto, ma è l’ennesima riprova che non c’è più alcun limite alla spregiudicatezza istituzionale.

E che dire della RAI, questo organismo politicamente modificato, prostituitosi ai partiti come una vecchia sgualdrina senza più pudore? Strumento di propaganda dei Casini, dei Monti, dei Renzi che vomita veleno sul M5S ogni minuto? Chi autorizza questi giornalisti ad agire indisturbati contro la prima forza democratica del Paese? Come è possibile questo scandalo? La Tarantola, Gubitosi, il cda , i direttori di testata? Signori, voi siete servizio pubblico, siete responsabili di fronte al Paese di disinformazione, è un reato gravissimo. Rispetto. Lo pretendiamo e ce lo prenderemo democraticamente, ma implacabilmente. Non accettiamo lezioni da chi si pone fuori dalla democrazia”.

E’ tornato a casa Charly, il pony più piccolo del mondo

charly-ritrovat-tuttacronacaUna settimana fa Bartolo Messina, allevatore e artista equestre di Barano d’Ischia, nel Napoletano, aveva lanciato un appello in Facebook:

facebook-tuttacronacaCharly, il pony più piccolo del mondo, era infatti stato rubato da uno dei box della mostra nazionale del cavallo, a Città di Castello, la sera precedente l’inaugurazione. Qualcuno aveva tagliato la rete accanto al box, portando via il cavallo alto non più di una sessantina di centimetri e per questo inserito nel Guinness dei primati. Le sue tracce si erano quindi perse in un vicino campo di tabacco. Nei giorni successivi numerosi erano stati gli appelli di Messina affinchè il pony gli fosse restituito. “È come se avessero rapito uno di famiglia”, aveva ripetuto. Ora però Charly è tornato dalla sua famiglia. Secondo le prime informazioni, era in una località isolata nella zona di Peschiera del Garda, in provincia di Verona. Non sono stati al momento eseguiti provvedimenti giudiziari di alcun tipo.

Tra le strade allagate di Acapulco, spunta un coccodrillo

coccodrillo-messico-tuttacronacaIl Messico è stato messo in ginocchio dalle perturbazioni in questi giorni, con un bilancio di oltre 80 persone morte. A causa dell’Uragano Ingrid, nella costa est si sono verificate diverse inondazioni, mentre mentre sugli stati lungo la costa occidentale ci sono state forti piogge a causa di Manuel. La nota località turistica di Acapulco era stata isolata ma sembra che qualche “turista” sia ugualmente arrivato. Si tratta di un coccodrillo che è stato avvistato lungo le sue strade. Nel frattempo la tempesta tropicale Manuel, che nell’ultimo giorno si è rafforzata diventando un uragano di categoria 1.

16enne bolognese grave in ospedale: si sospetta overdose

ragazza-overdose-bologna-tuttacronacaAlle 6.30 di questa mattina una ragazzina di 16 anni è stata ricoverata nel reparto di rianimazione del policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Il ricovero è avvenuto in seguito a un malore riconducibile a una presunta overdose da sostanze stupefacenti. I Carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal sostituto procuratore Augusto Borghini della Procura della Repubblica di Bologna, stanno indagando sull’accaduto.

Scott Eastwood: tale padre, tale figlio…

scott-estwood-tuttacronacaStanno spopolando in rete le immagini di una serie fotografica a ispirazione nautica che sono apparse nell’ultimo numero della rivista Town & Country e che hanno come protagonista Scott Eastwood. 27enne, figlio della star hollywoodiana e di Jaclyn Reeves, il ragazzo segue le orme paterne dedicandosi alla recitazione. Ma più che per le sue interpretazioni sullo schermo, l’attenzione l’ha captata grazie agli scatti di Noe DeWitt, dove appare a torso nudo. Del resto Scott ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo proprio iniziando come modello per poi debuttare nel 2006 proprio in un film diretto dal padre, Flags of Our Fathers, che lo vorrà con sè anche per Gran Torino. Stando a quanto riporta Deadline.com, l’anno prossimo tornerà sugli schermi con Fury, pellicola sulla seconda guerra mondiale diretta da David Ayer e con nel cast Brad Pitt e Shia LaBeouf.

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Enrico Letta presenta “destinazione Italia” e parla di Carosello

enrico-letta-tuttacronacaIl premier Letta, illustrando il piano Destinazione Italia, che ha come obiettivo proprio quello di attrarre investimenti stranieri, ha affermato che “Il nostro Paese ha un drammatico bisogno di investimenti esteri” che al momento hanno “cifre troppo basse”. Con il piano il governo vuole “dare un segnale molto forte al mondo per fare investimenti economici e finanziari” nel nostro Paese. Il premier ha spiegato: “Cominceremo immediatamente una consultazione pubblica con i soggetti istituzionali e pubblici”.  ‘Destinazione Italia’ è un “modo per agevolare e semplificare” gli investimenti stranieri nel nostro Paese e prevede “50 misure” molto “secche e semplici” per “risolvere i problemi più grossi che le imprese” incontrano venendo in Italia. Letta ha proseguito sottolineando che gran parte degli interventi riguardano la “burocrazia, i problemi del fisco e le questioni infrastrutturali”, come “il piano per gli aeroporti e le questioni delle bonifiche”.  Con il Piano si vuol far comprendere che per attrarre investimenti il Paese “non è nè outlet, che svende tutto a prezzi bassi, ma neanche Fort Apache, solo a difesa”. C’è anche un capitolo dedicato al Mezzogiorno, in cui viene indicato “come accompagnare gli investitori di fronte all’ aggressione implicita o esplicità della criminalità”. Il premier ha tenuto a sottolineare cheCome vedete noi stiamo lavorando in modo, molto concreto e attento per gli italiani e non ho nessuna intenzione che si creino cortocircuiti su questi temi”. E ancora: “Vedo che c’è la volontà di usare il governo come una specie di punginball, tutti se le danno di santa ragione…”. Poi una parentesi per Carosello:  “Per cui lavoriamo e continuiamo a farlo, L’unica immagine che mi è venuta in mente è un’immagine di quando ero bambino e vedevo Carosello e c’era una pubblicità che era molto efficace e carina che è rimasta nella memoria di quello che diceva ‘Non c’ho scritto Jo Condor in testa’. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c’ho scritto Jo Condor in testa, l’ho imparato da bambino. E al momento opportuno lo dimostrerò nel senso che giocheremo all’attacco”.  Con il piano ‘Destinazione Italia’, “inizia un percorso di privatizzazioni” di cui si parlerà anche nella nota di aggiornamento del Def, ha annunciato Letta, puntualizzando che il percorso riguarderà “cose che è giusto privatizzare perchè non sempre privato è meglio del pubblico», come si è visto in esempi passati.  Quello delle privatizzazioni, ha spiegato Letta, «sarà un tema dell’autunno. Al ministero dell’Economia ci stanno già lavorando”.

L’omicidio dell’avvocatessa: il fermato ha confessato

silvia-gobbato-confessione-tuttacronacaSi era diffusa rapidamente la voce del fermo del 36enne incensurato di Pozzuolo del Friuli, con problemi psichici e in cura presso una struttura di igiene mentale che era stato fermato per l’omicidio di Silvia Gobbato, la 28enne praticante avvocato uccisa due giorni fa mentre faceva jogging assieme all’amico Giorgio Ortis. L’uomo, intercettato mentre passeggiava in bicicletta e trovato in possesso di un coltello da cucina sporco di sangue, aveva gli abiti a loro volta macchiati. Fonti vicino agli investigatori hanno spiegato che era in stato confusionale.  Il fermato ha già confessato l’omicidio. Sulle braccia aveva segni e graffi compatibili con una colluttazione con la povera ragazza e sembra la conoscesse già.

Giallo a Rimini: 30enne accoltellata in una pensione

cameriera-uccisa-rimini-tuttacronacaGiallo in Riviera Romagnola dove, nella cucina di una pensione di Rivabella di Rimini, una romena di 33 anni è stata rinvenuta in un lago di sangue. La vittima dell’omicidio presentava un coltello piantato nel petto. La polizia ha ricevuto l’allarme attorno alle 11.45 e sul posto  sono accorsi gli uomini della Squadra mobile riminese. E’ stata la titolare della pensione Scilla, la struttura per cui la ragazza aveva lavorato questa estate, a fare il macabro ritrovamento. La donna gestisce la pensione con il figlio. La struttura in questi giorni non ospitava più turisti per la chiusura della stagione. La cameriera, che aveva finito la stagione nei giorni scorsi ed era già stata retribuita, avrebbe dovuto fare oggi ritorno nel suo paese. Descritta come una bella donna, dai caratteri mediterranei, tempo addietro aveva perso un figlio di 12 anni, morto annegato in Romania.

Orrore a Fiumicino per un lago di sangue: forse resti di un aborto

parco-leonardo-tuttacronacaMomenti di orrere per un’addetta alle pulizie del centro commerciale Parco Leonardo a Fiumicino, alle porte di Roma. La donna, attorno alle 7.30, aperto uno degli scompartimenti del bagno delle donne al pianterreno, si è imbattuta in una pozza di sangue con al centro una busta dell’immondizia scura con delle garze insanguinate. A quel punto ha avvertito il responsabile della vigilanza. Ha tuttavia proseguito con il suo lavoro, inquinandola scena del delitto. Sul luogo sono giunti i carabinieri della compagnia di Ostia che hanno provveduto ad effettuare i rilievi del caso e a sequestrare i reperti. All’interno della busta nera dell’immondizia ne sarebbe stata trovata una seconda, più piccola, fina e trasparente. Al suo interno un ammasso tondeggiante di circa 10 centimetri di diametro. Il materiale è stato affidato per gli esami del caso agli esperti dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università la Sapienza, grazie al quale si potrà capire se si tratta di un feto, anche se non si esclude possa essere un pezzo di placenta. In questo caso, però, resterebbe il dubbio di cosa sia accaduto al feto. Gli investigatori, intanto, hanno sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del centro commerciale.

Potrebbe essere a una svolta il giallo sulla morte di Silvia Gobbato: un fermo

silvia-gobbato-fermo-tuttacronacaE’ stata la Nuova Venezia a riportare la notizia che il giallo sull’omicidio di Silvia Gobbato potrebbe essere a una svolta: è stato infatti fermato un uomo in possesso di un coltello insanguinato, che ora gli inquirenti stanno ascoltando. Secondo quanto riporta il quotidiano, il sospettato “è stato portato nella caserma di viale Trieste a Udine per accertamenti. Il fermato sarebbe stato trovato con un coltello sporco di sangue. Finora infatti non era mai stata trovata l’arma del delitto. Dalle prime indiscrezioni sembra che il fermato sia una persona del posto, in cura per problemi di salute mentale. La sua posizione è attualmente al vaglio degli investigatori. Sempre secondo le prime informazione l’uomo fermato dovrebbe essere residente a Pozzuolo del Friuli e avere 36 anni”. La giovane era stata uccisa martedì scorso lungo un’ippovia alla periferia di Udine, mentre faceva jogging con un amico.

Funzionari Equitalia sotto inchiesta per corruzione

equitalia-indagati-tuttacronacaUn’inchiesta della Guardia di Finanza su Equitalia, per la quale ci sono cinque indagati, ha portato gli uomini delle Fiamme Gialle a effettuare complessivamente 29 perquisizioni, a Roma, Latina, Genova, Napoli e Venezia, tre acquisizioni documentali negli uffici di Equitalia, dell’Inps e presso i domicili degli indagati. Alla base dell’inchiesta, che vede tra i destinatari del provvedimento di perquisizione anche l’ex Direttore Regionale Equitalia del Lazio e l’attuale Direttore Regionale Liguria, numerosi episodi di corruzione. Stando alle indagini, gli indagati avrebbero garantito vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti, accogliendo istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali anche in assenza dei requisiti. Ma gli inquirenti e gli investigatori ritengono inoltre che i cinque indagati avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali. In questo modo è stata alterata la correttezza dei dati relativi ai pagamenti e della loro visibilità, con l’obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell’ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare.  Sono i pm di Roma a ipotizzare diversi episodi di corruzione: in alcuni casi i debiti di alcuni imprenditori sono stati fittiziamente ridotti, in modo da consentirne la rateizzazione; in altri casi sono state evitate esecuzioni immobiliari; in altri casi ancora sono state fatte risultare come pagate alcune cartelle esattoriali senza che da parte dei debitori sia avvenuto alcun versamento. Una nota di Equitalia comunica: “Equitalia sta già collaborando con gli inquirenti” dopo le perquisizioni negli uffici della società perchè venga fatta piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità. A tal fine, prosegue la nota, “rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari”.  E ancora si legge che Equitalia “procederà a porre in essere le opportune iniziative” contro le eventuali responsabilità che emergeranno a carico dei dipendenti coinvolti nelle indagini “a tutela della funzione pubblica dell’agente della riscossione e della propria immagine”.

La vittoria del Milan… nell’esultanza di Crudeli: “Viva Zapata!”

Tiziano_Crudeli-vivazapata-tuttacronacaNon sarebbe una partita del Milan se non ci fosse la telecronaca dell’immancabile Tiziano Crudeli con i suoi siparietti. Ieri, mentre le speranze rossonere stavano scemando scandite dall’orologio dell’arbitro e il timore che il Celtic riuscisse a infrangere la difesa milanista, è stato Zapata (aiutato da una deviazione di Izaguirre) a portare la squadra di Allegri in vantaggio. Crudeli non si è contenuto e ha dato libero spazio alla sua fantasiosa esultanza: la frase del giorno è diventata così un “Viva Zapata!” di… rivoluzionaria memoria. In seguito, il raddoppio di Muntari ha chiuso definitivamente una partita sofferta. Al termine del match Allegri, consapevole delle difficoltà che sta incontrando la sua squadra, ha dimostrato di avere già la testa proiettata sulla prossima gara di campionato: all’appuntamento lo attende il Napoli di Benitez: “Era importante vincere anche se abbiamo sofferto un po’ all’inizio del secondo tempo. Poi ci siamo riorganizzati e ne siamo usciti. È una bella vittoria per un gruppo di ragazzi che è stato più forte delle avversità. I ragazzi come sempre hanno messo in campo cuore e volontà. Abbiamo vinto e sopratutto non abbiamo subito gol. Sarei felice se tutte le partite andassero a finire così, ma bisogna comunque migliorare in certe situazioni e sopratutto nell’uscita col pallone da dietro. Bisogna poi migliorare nella lettura della partita e delle situazioni. Sono contento del gruppo che ho a disposizione, siamo partiti bene in Champions, mentre in campionato siamo un po’ in ritardo, ma ci riprenderemo. Penso che sia importante avere cambi all’altezza e oggi chi è entrato ha dato il suo contributo. Questa vittoria ci dà fiducia per la prossima gara di campionato contro il Napoli, che è una squadra molto forte, guidata da un ottimo tecnico come Benitez. Inoltre recupereremo un paio di pedine importanti. Sarà il primo scontro diretto e vogliamo giocarcela al meglio”.

“Sembrava che dormisse”: trova la madre morta in un letto d’ospedale

morta-ospedale-tuttacronacaEra andato a trovare la madre Iole Stefanelli, nel reparto di Medicina generale dell’ospedale di Livorno dov’era ricoverata da un paio di giorni, il figlio Giovanni. Erano le 18 di domenica e pensava stesse dormendo, ma il figlio Giovanni ha scoperto la drammatica realtà: la donna era morta nel suo letto. Lui stesso ha raccontato: “Sembrava che dormisse. L’ho chiamata, non ha risposto. Allora l’ho toccata. Era fredda. E ho capito”. La famiglia ha ora presentato un esposto. E’ Il Tirreno a riportare la notizia e a precisare che, fino a questo momento, è stato impossibile stabilire l’ora esatta del decesso. Le spiegazioni dei medici non hanno convinto i familiari, che hanno deciso di presentare un esposto. Il pubblico ministero Antonella Tenerani ha aperto un’indagine sul caso. Sul corpo della donna sarà effettuata l’autopsia per accertare le cause della morte.

L’auto più costosa al mondo: una Lamborghini da 7.5 mln di dollari

2lamborghini_aventador_tuttacronacaE’ un “modellino” in scala 1:8 dell’originale quella che si appresta a diventare l’auto più costosa al mondo. Si tratta di un modello perfettamente riprodotto della Lamborghini Aventador creata dalla tedesca RGE Robert Guelpen Engineering, che partirà da una base d’asta di 7.5 milioni di dollari. L’auto nella sua forma definitiva, coperta di oro e tempestata di pietre preziose, è stata presentata, in versione “carbonio”, al Salone dell’Auto di Francoforte e ora verrà messa all’asta a Dubai. Per aggiudicarsi questo “gioiello” che unisce tecnologia e artigianato, proprio come l’Aventador orginale fabbricata da Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, sarà necessario, con tutta probabilità, superare il prezzo di partenza: se il modellino è iscritto nel Guinness Book of World Records (più costoso modello di auto al mondo), lo sarà anche il suo acquirente. Il suo costruttore, Robert Guelpen, ha precisato che per fabbricare la sua Aventador sono serviti 2,64 milioni di dollari tra oro, platino, brillanti e altre pietre colorate. Del prezzo base – si legge nel sito dell’azienda tedesca – una quota pari a 600mila dollari sarà devoluta dopo la vendita ad organizzazioni caritatevoli. Il modello della RGE, come si è detto, riproduce in scala 1:8 la vettura di normale produzione e utilizza una struttura ed una carrozzeria interamente realizzata in carbonio, su cui è stato applicato un film d’oro dello spessore di 1 millesimo di millimetro. Oro e platino (per un peso complessivo di 25 kg) sono stati utilizzati per fondere altri elementi della Aventador, mentre le pietre preziose sono servite a Robert Guelpen per simulare la copertura trasparente del motore e la fanaleria anteriore e posteriore. Il costruttore tedesco mira a conquistare anche altri due primati: contenitore più sicuro al mondo, e logo più costoso al mondo. Per quel che riguarda il contenitore, è realizzato in vetro balistico che resiste ad ogni tipo di tentativo di effrazione. Per quanto concerne il logo, all’acquirente verrà consegnato anche uno mega scudetto con il Toro della Lamborghini, anch’esso realizzato in oro a 24 carati.1lamborghini_aventador-tuttacronaca

Grillo attacca Bersani e la segretaria dell’ex segretario finisce nei guai

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«Se si vuole parlare con un movimento si va dal suo leader. Pier Luigi Bersani non lo ha mai fatto. È stata una mancanza di rispetto, perché noi, quanto a voti, siamo il maggior movimento italiano. Invece Bersani ha tentato di far passare dalla sua parte undici nostri senatori. Il Pd non è guidato da Guglielmo Epifani, l’attuale segretario, bensì dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». Questo è ciò che ha denunciato, Beppe Grillo, in un’intervista a Die Zeit pubblicata da Repubblica. 

 Alla domanda se crede di poter governare da solo con il suo movimento, Grillo replica: «Ma certo! Noi presenteremo agli italiani già prima delle elezioni dieci-dodici candidati con un curriculum adeguato e il nostro programma, candidati che devono far parte del nostro governo. Non li nominiamo lì per lì come gli altri, che fanno ministri veline, massoni, e membri delle sette segrete».

«Noi – aggiunge – abbiamo già votato contro l’attuale legge elettorale in parlamento. Noi soli. Io voglio abrogarla e introdurre il sistema proporzionale ma solo dopo aver vinto con il sistema attuale» pur ritenendolo «totalmente ingiusto». 

«Noi siamo per l’Europa – fa inoltre sapere Grillo -, ma questa Europa germanocentrica di oggi non mi piace. Non ho nulla contro i tedeschi, ma la Germania di oggi non ha nulla a che fare con la filosofia dei grandi pensatori europei», «il problema – aggiunge – non è più l’euro, il problema è il debito. Noi paghiamo ogni anno 100 miliardi di euro per il nostro debito, e questo svuota qualunque progetto economico si persegua. Proporrò di rinegoziare il debito italiano. Gli eurobond mi sembrano un’idea che si concilia con l’Europa che immagino, cioè con l’idea della solidarietà».

Intanto oltre alle dichiarazioni di Grillo, arriva anche la chiusura dell’inchiesta per Zaia Veronesi, storica segretaria di Pierluigi Bersani. L’ex segretario del Pd naturalmente è in imbarazzo per quello che sembra essere un inevitabile rinvio a giudizio per una sua fedele collaboratrice. Ora il passo che la Veronesi può compiere, per evitare appunto un rinvio a giudizio, è quello di farsi interrogare di nuovo e cercare di dissuadere il pm dalle accuse che le vengono contestate. 

Quali sono le accuse?

La questione non è una notizia dell’ultima ora: per 22 mesi, cioè tra il 1° giugno 2008 e il 28 marzo 2010, la Veronesi lavorò a Roma per conto di Bersani, come d’altra parte aveva già fatto e come continuò a fare anche nei mesi successivi che però non rientrano nell’indagine. Perché dunque viene analizzato quel periodo? Perché Zaia Veronesi fu pagata dalla Regione con l’ inquadramento di dirigente professionale disposto dalla giunta guidata da Vasco Errani.

 Il ruolo della Veronesi era di «responsabile del raccordo con le istituzioni centrali e il Parlamento» quindi era normale che lavorasse a Roma negli uffici della Regione in via del Tritone, ma sembrerebbe che la segretaria di Bersani non avrebbe svolto quel ruolo, anzi avrebbe omesso di esercitarlo. Questa almeno è la posizione del pm Giuseppe Di Giorgio che ha inviato l’avviso di fine indagine, ultimo atto prima della richiesta di rinvio a giudizio. 

Zaia Veronesi è già stata ascoltata dalla Procura nell’ottobre 2012, ma non convinse i magistrati. Cosa viene contestato alla Veronesi? 

Di aver percepito indebitamente, nei 22 mesi in questione, 140 mila euro (lordi) di stipendio e 16 mila di rimborsi per le spese di missione. La Veronesi però affermò di aver lavorato per Bersani “solo la sera e nei ritagli di tempo”.  Insieme a lei è stato indagato anche Bruno Solaroli, l’ex capo di gabinetto di Errani. 

Sexy shop vicino alla scuola media: scatta la protesta dei genitori

sexy-shop-jesi-tuttacronacaGenitori in protesta a Jesi, in provincia di Ancona, dove un sexy shop sorge a poche decine di metri da una scuola media, la Federico II. L’indignazione ha portato anche a una raccolta firme per far spostare il G. Point 24. Racconta una delle madri: “E’ troppo vicino alla scuola, come si fa a permettere l’apertura di un sexy shop a ridosso di un luogo frequentato da bambini e adolescenti? In città non c’erano altri spazi disponibili e magari più consoni?”. E accompagnare la figlia a scuola ogni mattina diventa sempre più difficile: “Lascia la mano e prova a entrare per curiosare vede tutto quel rosa, quei colori e non capisce che tipo di negozio è. Mi chiede e sono in imbarazzo, perché è difficile spiegare a un figlio, a un ragazzino, che esistono posti del genere…”. Il G.Point 24 è un distributore automatico di prodotti riservati agli adulti. Una tendina che si apre automaticamente solo dopo aver inserito un documento che dimostri che l’interessato è un maggiorenne rende i prodotti inaccessibili allo sguardo. Ci sono ingressi videocontrollati e manca ogni tipo di riferimento sessuale che possa essere volgare o scabroso. Ma continua a dar fastidio.

Scandalo alla Sapienza? Confermati i nomi del concorso noti mesi prima

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Tutto confermato All’Università La Sapienza, Facoltà di Medicina- Cardiologia dove sono uscite le graduatorie per il concorso per 6 posti alla scuola di specializzazione di Cardiologia. C’è chi va avanti e chi invece, deluso, torna sui suoi passi e non può far altro che alzare il grido per denunciare un presunto scandalo. Per spiegare ciò che è accaduto bisogna tornare indietro nel tempo quando un anonimo aspirante cardiologo il 13 giugno scorso scrive una mail di denuncia a La Repubblica facendo nomi e cognomi di quattro donne e due uomini fra i 26 anni e i 33, che a suo dire, avrebbero già avuto il posto pronto alla scuola di specializzazione. Si sta parlando quindi di un presunto concorso pilotato per favorire 6 persone. La Repubblica tiene in archivio la mail e attende che esca la graduatoria: i nomi sono stati confermati e la previsione del giovane medico risulta corretta. Questo è quello che si legge sul quotidiano nazionale:

Alle 11,44 dello scorso 13 giugno a Repubblica è arrivata una mail in cui si segnalavano sei nomi dei vincitori del “concorso che consentirà l’ingresso di sei nuovi cardiologi all’ottavo padiglione del Policlinico”. Concorso pilotato, assicurava la mail: “Un mese prima sappiamo già chi entrerà”. Entreranno, sosteneva la segnalazione, quattro donne e due uomini tra i 26 e i 33 anni, indicati nel testo con cognome e nome. Abbiamo messo da parte quella posta elettronica, firmata da “un medico deluso”, l’abbiamo fatta registrare e abbiamo atteso. Ed è arrivata la conferma.

Solo una coincidenza?

LE 1000 MORTI DI CANCRO A SAVONA, fanno aprire l’inchiesta per Tirreno Power

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Sono arrivate a 1000 nella provincia di Savona le morti per cancro da quando la centrale Tirreno Power è arrivata a Vado Ligure. Questo è il dato esaminato dagli dai consulenti della procura di Savona nell’ambito dell’inchiesta coordinata da Francantonio Granero e Chiara Maria Paolucci. L’azienda è stata quindi messa sotto inchiesta per le emissioni di polveri bianche e rosse che sembrerebbero fuoriuscire dalla centrale a carbone.

I reati ipotizzati dai magistrati nel fascicolo aperto, per ora contro ignoti, sarebbero di disastro ambientale e, più difficile da dimostrare, di omicidio colposo, spiega Giovanni Ciolina su Il Secolo XIX:

“Se i consulenti della procura sono infatti sicuri di poter sostenere la responsabilità dell’impianto a carbone vadese nell’aumento della mortalità per cause tumorali, altrettanto difficile per gli inquirenti appare abbinare il nome di una vittima ad un caso specifico. In sostanza la procura sottolinea come le emissioni inquinanti abbiamo contribuito ad aumentare la mortalità, ma senza essere ancora in grado di individuare un caso specifico di decesso per tumore, la cui insorgenza possa essere attribuita con certezza solo alle emissioni e non anche ad altre cause (familiarità, fumo ecc.)”.

Dopo circa due anni di indagini sul caso Tirreno Power la procura rimane cauta perché teme fughe di notizie prima che le indagini siano del tutto concluse:

“Il sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci starebbe aspettando ancora alcune relazioni investigative della polizia giudiziaria, considerate indispensabili alla conclusione dell’inchiesta e alla identificazione di eventuali responsabili da iscrivere nel registro degli indagati per disastro ambientale, la tesi accusatoria più concreta e considerata più “solida” giuridicamente. Così come, peraltro, era successo per una precedente inchiesta sulle sacche di sangue infetto condotta proprio dal procuratore Granero, quando gli investigatori erano riusciti a stabilire l’infezione dei pazienti, ma non la certezza della morte di uno di loro per quel fatto”.

Se dopo anni di studi, anche si licheni, l’inquinamento nella zona di Vado Ligure è stato confermato, la Tirreno Power ha respinto le accuse:

“In questi anni, l’azienda si è sempre difesa sostenendo la non completa affidabilità dei dati e manifestando il totale impegno ( con interventi specifici) a ridurre l’emissione di qualsiasi polvere che possa provocare danni di qualsiasi tipo alla popolazione del savonese. In ballo ci sono centinaia di posti di lavoro e quindi la prudenza è d’obbligo, ma l’influenza delle eventuali emissioni sulla salute pubblica non può certo essere sottovalutata nell’analisi del caso Tirreno Power”.

 

Morto Ken Norton, vinse nel 1973 contro Mohammed Ali

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Ken Norton è entrato nella storia del pugilato per aver vinto, nel 1973, contro Mohammed Ali. Fu soprannominato Ercole Nero, quando contro tutti i pronostici, mise a segno la vittoria ai punti contro il campione indiscusso dell’epoca. Durante quell’incontro ruppe anche la mascella ad Ali, che però si prese la sua rivincita l’anno seguente. Nel 1981 mise i guantoni al chiodo, chiudendo la sua carriera con 42 vittorie di cui 33 per ko, sette sconfitte e un pareggio. Norton, malato di cuore da tempo è morto in una clinica di Bullhead, in Arizona.

 

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