Roche e Novartis: l’accordo per spartirsi i miliardi a scapito dei malati

novartis-roche-antitrust-tuttacronacaAvastin e Lucentis. Due nomi diversi per indicare farmaci che sono identici tra loro ma, nonostante questo, vengono venduti a prezzi diversi. Questo per dire che Big Pharma non ha come priorità quella di guarire i malati ma di fare cassa. E non da poco: si parla infatti di miliardi. Coinvolti sono i due colossi mondiali del farmaco, Roche e Novartis, che si sono messi d’accordo per spartirsi i miliardi dalla vendita dei due farmaci identici. Il tutto a danno dei malati, del servizio sanitario pubblico, delle assicurazioni private. A danno di tutti gli altri, insomma. L’Antitrust italiano, tuttavia, non è rimasto a guardare e ha sanzionato con una multa esemplare: 180 milioni di euro. Roberto Mania, su Repubblica, ripercorre la vicenda:
All’inizio c’è la scoperta di uno scienziato italiano, Napoleone Ferrara, che nei laboratori della California della Genentech (prima che questa venisse rilevata al 100% dalla Roche) individua un principio che blocca il fattore della crescita dei vasi sanguigni. Un principio attivo che con Avastin serve, senza però portare risultati, per la cura di alcuni tumori molti gravi, mentre con Lucentis serve per guarire dalla degenerazione maculare senile, malattia che conduce alla cecità e che nei Paesi industrializzati minaccia un over 60 su tre. Il farmaco è lo stesso ma mentre una dose di Avastin ha un prezzo tra i 15 e gli 80 euro, Lucentis costa più di 900 euro a dose. Cosa fanno Roche e Novartis? Si mettono d’accordo per spartirsi il mercato. La Roche (che controlla Genentech) non registra il farmaco per la cura della malattia agli occhi e incassa alte royalties dalla Novartis per la commercializzazione del Lucentis. E siccome Novartis controlla oltre il 33% del capitale di Roche incassa, oltre ai proventi dalle vendite, la propria quota di utili.

Uno scandalo senza esclusione di colpi: le due multinazionali (ci sono incontri, scambi di mail, telefonate collusive che lo documentano) si sono spartite i compiti per creare l’allarme presso i pazienti sull’uso di Avastin nelle cure oftalmiche, e per  sabotare il valore di ricerche indipendenti che dimostrano invece l’assoluta equivalenza terapeutica dei due farmaci. Poi c’è il lavoro di lobby sulla stampa specializzata, sulle commissioni parlamentari, sugli organismi del ministero. Per il servizio sanitario nazionale tutto questo si è tradotto, per il solo 2012, in una maggiore spesa di 45 milioni di euro. La Regione Emilia Romagna ha calcolato che con il costo sostenuto per acquistare dosi di Lucentis avrebbe potuto assumere 69 medici, oppure 155 infermieri, oppure 193 ausiliari, oppure, infine, effettuare 243.183 visite specialistiche. E ancora: secondo la Società oftalmologica italiana (Soi) ci sono circa 100 mila pazienti che, a causa dei costi elevatissimi di Lucentis spesso non compatibili con i budget dei singoli ospedali, non riescono ad avere accesso alla cura.

Se Avastin dovesse essere del tutto sostituito da Lucentis il costo potenziale per il servizio sanitario pubblico sarebbe, per il 2014, di 678,6 milioni contro i 63,5 stimati in mancanza di sostituzione. La Francia, Paese simile all’Italia, ha adottato esclusivamente il Lucentis e il costo per le casse pubbliche è stato non inferiore ai 700 milioni di euro. Queste sono le regole di Big Pharma. Che però, per una volta, potrebbe non farla franca.

La replica alla notizia è arrivata di buona mattina da Novartis, che “respinge in maniera decisa le accuse relative a pratiche anti-concorrenziali messe in atto assieme alla Roche in Italia” e annuncia la presentazione del ricorso in appello dinanzi al Tar contro la decisione dell’Antitrust di sanzionare l’azienda con una multa da 92 milioni di euro. Anche Roche “respinge con fermezza” le conclusioni del procedimento condotto dal Garante. L’azienda ribadisce in un comunicato che “le accuse sono prive di qualsiasi fondamento” e che “ricorrerà in appello presso tutte le sedi deputate, a tutela della propria immagine e dei propri diritti, certa delle proprie ragioni”.

Seduceva, narcotizzava e derubava: arrestata la escort-truffatrice

escort-tuttacronacaSono state arrestate tre persone dai Carabinieri di Sacrofano, alle porte di Roma. Si tratta di una ragazza romena 20enne e i suoi due complici. Lei adescava la vittima su Internet e, dopo averla sedotta, la narcotizzava e rubava tutto. A dare il via alle indagini è stato un pensionato di Sacrofano che, dopo aver risposto a un annuncio in rete con il quale la giovane si offriva come accompagnatrice, era stato a cena con lei. In seguito è stato narcotizzato e derubato, oltre che di circa 700 euro, anche di di oro e preziosi, di una pistola regolarmente detenuta, dello smartphone, del tablet e della macchina parcheggiata in giardino. A quel punto gli investigatori sono arrivati alla 20enne, riconosciuta anche grazie alle impronte lasciate sui bicchieri, e fermata dopo un controllo in Via Tiburtina.

Cieco totale, ma usciva senza cane guida

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Cieco totale, ma non aveva bisogno del bastone, che usa solo come sostegno, nè di cane guida. Prendeva l’autobus senza chiedere il numero dell’automezzo in arrivo, andava da solo in giro anche a fare shopping nei negozi, guardava l’ora dal proprio orologio da polso, selezionava e ritirava bevande con mano ferma da appositi distributori automatici, attraversava strade anche al di fuori delle strisce pedonali, superava ostacoli urbani, quali marciapiedi e gradini, senza apparenti difficoltà e schivava persone o automezzi diretti verso di lui. In realtà la sua condizione era di ciecità parziale e non assoluta ma prendeva una pensione come se fosse completamente privo di vista. Per questo motivo un cittadino di Bergamo è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni di reclusione, pena sospesa con l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’I.N.P.S.

 

I 4 disoccupati, in realtà truffatori per assenteismo ?

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Fabio Fazio non lo sapeva e ha letto in diretta la lettera di protesta di alcuni disoccupati disperati, ma anche di ben noti alle forze dell’ordine per truffa per assenteismo dal posto di lavoro. Non prendono lo stipendio da un anno e mezzo, ma lo hanno preso in passato per non recarsi in ufficio? Maria Rosaria Pascale, Antonio Sollazzo, Marino Marsicano e Salvatore Ferrigno, questi i nomi dei quattro ex dipendenti del Consorzio Unico di bacino delle province di Napoli e Caserta (Cub, si occupa di rifiuti), senza retribuzione da 16 mesi.

Scattata la denuncia per l’irruzione a Sanremo, si viene a scoprire che i quattro sono noti alle forze dell’ordine: truffa per assenteismo dal posto di lavoro, reati contro il patrimonio, interruzione di pubblico servizio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata. In passato sono stati sottoposti a Daspo, il provvedimento che impedisce di assistere a manifestazioni sportive ed ora hanno avuto anche una sorta di Daspo canoro, perché la polizia gli ha consegnato il foglio di via obbligatorio per tre anni da Sanremo.

In definitiva la protesta di chi è senza stipendio, fatta da chi è ritenuto di esser stato un truffatore per assenteismo. Come scrive Renato Franco sul Corriere della Sera: “I consorzi di bacino (quelli per cui lavorano o lavoravano i quattro ndr.) sono finiti tempo fa sotto la lente di ‘Report’ e anche della magistratura perché negli anni hanno assunto dipendenti in numero esorbitante. Situazione diventata ancora più scandalosa quando il servizio di raccolta differenziata è stato affidato alla municipalizzata Asia. Di fatto i dipendenti del Consorzio erano pagati per non lavorare”.

Tartaglia da regista a broker… arrestato per truffa, propose un investimento anche a Buffon

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Soldi in Svizzera, in modo facile e con alti profitti! Questo era quello che prometteva Eduardo Tartaglia – regista cinematografico e teatrale, oltre a produttore e attore – almeno secondo le accuse che ora gli vengono mosse. Come scrive il Mattino infatti ” Per anni, Eduardo Tartaglia avrebbe ingannato investitori napoletani, spostando soldi in Svizzera, dietro il miraggio di operazioni speculative vantaggiose. Con queste accuse, il gip Isabella Iaselli ha firmato un ordine di arresto a carico di Eduardo Tartaglia, del suo socio svizzero Rocco Zullino, disponendo gli arresti domiciliari per il presunto socio napoletano Klaus Georg Beherend. Associazione per delinquere, truffa e falso sono le accuse mosse al termine delle indagini condotte dai pm Antonello Ardituro e Marco De Gaudio, nell’ambito di un filone di indagine nato nel corso degli accertamenti contro il clan Polverino e che ha visto pochi mesi fa finire sotto i riflettori anche l’ex vicecapo dei servizi civili Franco La Motta (a proposito della gestione del Fec, fondi edifici di culto), per il quale pende un procedimento condotto dalla Procura di Roma”.

Solo un anno fa, Tartaglia, che frequentava assiduamente l’hotel Vesuvio dove trovava la “sua clientela” per proporre gli investimenti, incontrò anche il portiere della nazionale e della Juve Buffon al quale propose un investimento, fra l’altro mai concretizzatosi.

Truffatori italiani arrestati in Bolivia… continuiamo a esportare il crimine

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La truffa veniva servita sapientemente. Alcuni italiani avevano in Bolivia costituito una vera e propria banda che vendeva utensili elettrici con marche contraffatte e a prezzi gonfiati. Al momento sono 18 le persone arrestate a La Paz. I prodotti erano tutti cinesi ma poi la marca veniva cambiata con quelle più note tedesche. Nel deposito trovato dagli agenti boliviani ci sarebbero stati un centinaio di prodotti: dalle motoseghe alle scatole degli attrezzi, fino ai generatori di corrente.

Il procuratore responsabile dell’inchiesta, Humberto Quispe, ha spiegato che i prodotti di origine cinese erano venduti a circa 1.500 dollari l’uno, quando in realtà costavano sui 100 dollari. L’ambasciatore italiano a La Paz, Luigi de Chiara, si è incontrato oggi con il sottosegretario Perez e il sottosegretario agli Esteri, Juan Carlos Alurralde, per informarsi sulla vicenda, e ha detto che esiste “piena collaborazione” da parte delle autorità boliviane.

 

Il finto povero: chiede l’assegno sociale all’Inps e viaggia in Suv

inps-tuttacronacaUn ex imprenditore di 65 anni, residente a Conegliano, in provincia di Treviso, aveva fatto richiesta per ricevere l’assegno sociale di 480 euro mensili. Ma l’Inps, prima di erogare il contributo, ha richiesto alla polizia locale che venissero effettuati dei controlli. E’ così risultato che l’uomo si sposta comodamente in un Suv Mercedes nuovo e abita in una villa di pregio in cui risulta usufruttuario. Ancora, ha a disposizione diversi beni, come altre proprietà e un’azienda in Germania. Agli uomini della polizia locale, quando hanno chiesto per quale motivo avrebbe presentato l’istanza, il finto povero ha risposto con ingenuità: “un amico mi ha detto che ne avevo diritto e allora ho presentato la domanda”. L’uomo, del resto, è un pensionato e ogni bene, suv e azienda in Germania inclusi, è intestato ai figli. Ma il Comandante della polizia locale ha precisato: “Ma ha un buon tenore di vita. Per questo, quell’assegno sociale non gli serve”. Ora il fascicolo si trova sui tavoli dell’Inps, che potrebbe anche procedere penalmente nei confronti dell’uomo. Ma prima, sarà tutto da accertare, e questo passo spetta proprio all’Istituto nazionale di previdenza sociale. “Bisognerà capire se effettivamente si tratta di un atteggiamento superficiale, o di un atto fraudolento voluto: c’è una grande differenza. L’importante – conclude il comandante – è che, soprattutto in questi tempi, non gli sia stato dato qualcosa di cui non ha bisogno”.

La morte di Paul Walker: alla figlia Meadow 25 mln di dollari di eredità

paul-walker-eredità-tuttacronacaE’ il sito Tms che riporta la notizia che Paul Walker, l’attore che ha perso la vita in un drammatico incidente automobilistico il 30 novembre 2013, avrebbe fatto testamento qualche tempo prima di morire, nominando la figlia Meadow unica beneficiaria dell’eredità di 25 milioni di dollari. Esecutore testamentario è il padre della star di Fast & Furious e ha richiesto ai giudici che la moglie sia l’amministratrice dell’eredità fino alla maggiore età di Meadow. Walker, tra le sue ultime volontà, aveva indicato inoltre l’affidamento della figlia alla nonna Cheryl, piuttosto che alla madre Rebecca Soteros. Meadow al momento vive nella casa della madre e, spiega Tmz, non si conoscono ancora le reazioni di Rebecca sulla situazione.

La truffa shock dei rom: gettano i cani contro le auto per il risarcimento

rom-truffa-cani-randagi-tuttacronacaE’ sconvolgente la tecnica adottata dai nomadi che vivono nel campo sorto ad Acilia, nel Lazio, sotto il cavalcavia nei pressi del deposito dell’Ama. Come denuncia un comitato di abitanti della zona, che si è già rivolto alle forze dell’ordine, i rom prenderebbero uno dei tanti cani randagi che vivono nei loro insediamenti per poi scaraventarlo tra le ruote della prima auto che arriva, magari a velocità più sostenuta. Dopo di che fingono di essere sconvolti per l’accaduto e incolpano gli automobilisti di aver investito l’animale, chiedendo un immediato risarcimento in denaro. Imolaoggi, che riporta la notizia, spiega che il comitato ha lanciato anche l’Sos agli animalisti per mettere al sicuro almeno gli altri cani del campo rom. 

Maxi sequestro da 270 mln a un imprenditore accusato di truffa

Guardia-di-Finanza-tuttacronacaI finanzieri hanno posto sotto sequestro, a Roma, il patrimonio di un imprenditore accusato di appropriazione indebita, truffa in danno di enti pubblici, bancarotta fraudolenta e riciclaggio-reimpiego di capitali illeciti. L’uomo è indiziato di aver organizzato “un sodalizio criminale dedito all’appropriazione indebita, alla truffa in danno di enti pubblici, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio/reimpiego di capitali illeciti, al trasferimento fraudolento di valori ed alla perpetrazione di reati tributari”. Tra i beni sequestrati società, conti correnti, centinaia tra fabbricati e terreni, 32 motoveicoli e 2 yacht di oltre 20 metri. Il tutto per circa 270 milioni di euro. L’ingente patrimonio da 270 milioni di euro è riconducibile a un noto imprenditore, emigrato formalmente in Spagna. Le indagini sono svolte dal nucleo di polizia tributaria di Roma, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica.

Truffano un anziano simulando un incidente e un aborto: arrestati

specchietto-rotto-tuttacronacaUn incidente che non c’era mai stato e che ha fruttato a due giovani prima 40mila euro, poi un arresto con l’accusa di tentata truffa, resistenza a Pubblico Ufficiale e omissione di soccorso. I giovani, di 19 e 22 anni, già noti alle forze dell’ordine, a settembre avevano simulato un incidente, riuscendo in seguito a convincere un 76enne romano a pagare il danno con il trucco dello specchietto rotto. Ma non si sono limitati a questo. Rimasti in contatto con la vittima della loro truffa, hanno finto che l’incidente avesse causato un fantomatico aborto alla ragazza iniziando a tartassare l’anziano con continue telefonate intimidatorie e incessanti richieste di somme di denaro a titolo di risarcimento. La loro vittima ha puntualmente pagato fino  a quando il figlio non ha notato i prelievi dal conto corrente. A quel punto ha chiesto spiegazioni al padre che ha confessato tutto. Da qui, la denuncia ai carabinieri che hanno fatto partire le indagini. Quando la coppia ha avanzato nuove pretese, i militari hanno organizzato una trappola e così i giovani, invece che ricevere ancora denaro, hanno trovato le forze dell’ordine. Hanno tentato la fuga a bordo della loro auto, investendo anche un carabiniere ed una passante. Ne è nato un breve inseguimento, conclusosi poco dopo con la loro cattura.

Il nuovo video “shock” di Paul Walker sull’incidente, ma è solo una truffa!

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In rete ci sarebbe un nuovo video sull’incidente di Paul Walker, il protagonista di Fast & Furious che ha perso la vita il 30 novembre scorso. Il video in particolare promette di mostrare nuovi particolari e sostiene che l’attore fosse ancora vivo nei minuti successivi all’impatto. In realtà il video è solo una truffa come spiega il sito Hoax Slayer ed è stato messo in rete solo per rubare i dati personali degli utenti.

Questo il testo del messaggio:

(Video shock) Un filmato trapelato sul web mostra la star di Fast & Furious, Paul Walker, ancora vivo nei minuti successivi allo schianto – Guarda le immagini, che mostrano la Porsche che perde il controllo dei freni e va a sbattere prima contro un albero e poi contro un palo della luce. Entrambi sono rimasti incastrati nell’auto: pochi secondi dopo la vettura prende fuoco. Al minuto 4 si vede l’arrivo dei soccorritori che non possono fare altro che dichiarare il decesso dei due. Questo video è stato girato e diffuso online da alcuni testimoni, ma non è mai andato in onda a causa della crudezza delle immagini. La visione di questo video è consigliata esclusivamente agli adulti – Guarda il video qui.

Ecco come hanno truffato Bobo Vieri

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Una vera e propria truffa da 3 milioni di euro quella che ha subito Bobo Vieri, vittima di una gang di 6 persone che chiedevano soldi per “ungere le ruote e per far sì che il giudice potesse aggiudicare gli immobili”. Uno si fingeva magistrato, l’altro gli faceva da guardia del corpo. E poi c’erano quelli che andavano a contattare i “polli” da spennare. Bobo era convinto quindi di acquistare appartamenti al centro di Roma e per l’esattezza a Trinità dei Monti, a prezzi stracciati attraverso aste immobiliari truccate. Ma queste case in realtà non esistevano, o, quanto meno, non erano in vendita. Insieme all’ex centravanti della Nazionale, truffati anche il fratello Massimiliano e la madre Christiane Rivaux.

“Giustizia per Joele”: la truffa che specula sulla morte del 19enne

joele-leotta-tuttacronacaE’ stato massacrato di botte lo scorso ottobre a Maidstone, nel Kent, dove si era trasferito da pochi giorni per costruirsi un futuro, il 19enne Joele Leotta. E ora c’è chi specula su quella tragedia. La truffa organizzata prevede la vendita online di braccialetti tricolori con la scritta “Giustizia per Joele” con il ricavato che dovrebbe servire per sostenere i genitori e pagare parte delle spese legali, oltre che per il rimpatrio del feretro. Ma la madre Patrizia Leotta dichiara: “Io di questa iniziativa non ne so proprio niente, non mi risulta nulla del genere”, senza aggiungere altro. E ad essere all’oscuro del fatto sono anche gli altri familiari e gli amici di Joele. Il promotore della raccolta fondi sarebbe un sedicente cugino inglese del ragazzo italiano che in Facebook spiega: “Lui era venuto in Inghilterra per imparare la lingua e lavorare. Era qui da meno di due settimane quando è stato attaccato. Purtroppo ha perso la vita. Chiediamo di manifestare il proprio sostegno acquistando bracciali con i colori italiani con incise le parole ‘Giustizia per Joele'”. Come spiega Il Giorno, il costo del prodotto è di un pound, più il prezzo della spedizione di due euro e mezzo, da versare tramite il sistema Paypal. Parrebbe ne siano già stati piazzati alcune centinaia. Chi gestisce l’affare tuttavia non sembrerebbe affatto britannico, almeno dal linguaggio che utilizza, sebbene sostenga di essere figlio di papà inglese e mamma italiana. Ma non solo: sembra che l’autore della truffa non conosca nemmeno il giovane lecchese assassinato né la brutta vicenda che gli è costata la vita. Quello che fa, insomma, è usare foto che si trovano in rete per dimostrare un legame che probabilmente non c’è: una parentela con Joele. Sempre sempre sul social blu specifica che il denaro raccolto andrà a beneficio dei volontari di un’associazioni che si occupano dei congiunti delle vittime di omicidio. “Il resto invece verrà versato ai genitori di Joele in Italia”. I quali però tuttavia garantiscono di non conoscerlo. Per quello che riguarda la salma, venerdì il coroner del Kent avrebbe rilasciato agli inquirenti il nulla osta per il rilascio e Joele potrebbe quindi tornare a casa nel giro di pochi giorni, una volta organizzato il viaggio.

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Scompare un 1 milione di euro di elemosine in 10 anni

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Sarebbe scomparso nel nulla un milione di elemosine versati dai fedeli e dai pellegrini in 10 anni a Sotto Monte in provincia di Bergamo, casa natale di Papa Giovanni XXIII. La truffa vede come protagonista un ex amministratore comunale nonché stretto collaboratore della parrocchia colto in flagrante da don Claudio Dolcini, l’attuale responsabile della diocesi. Don Claudio per far luce sul mistero ha chiestoa  tutti i collaboratori di restituire le chiavi delle cassette dove i fedeli lasciavano la loro offerta e le entrate si sono di colpo triplicate, anche se un collaboratore del ladro,  ex amministratore comunale che gestiva anche i rapporti con i fornitori, si era tenuto un mazzo di chiavi. Per arrivare a lui don Claudio ha fatto installare una telecamera di sorveglianza nei pressi delle cassette delle candele e armatosi di santa pazienza, è il caso di dirlo, si è piazzato davanti al monitor in sacrestia per controllare tutto. E il mistero si è svelato: il fido collaboratore è stato ripreso mentre apriva lo sportellino delle cassette e si riempiva le tasche di soldi. Ora un perito sta effettuando una valutazione del danno, e nei prossimi giorni il ladruncolo sarà denunciato per appropriazione indebita e furto.

Il primario in malattia che lavorava in privato

guardia_di_finanza-tuttacronacaEra in malattia da circa sette mesi, almeno stando a quanto risultava all’azienda ospedaliera e al reparto che dirige, ma la Guardia di Finanza ha rilevato che il medico svolgeva la sua attività privatamente, nel suo studio. Lui è un primario dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, e ora è stato denunciato per truffa aggravata ai danni della Asl. Le Fiamme Gialle hanno trovato e sequestrato nel suo studio un centinaio di ricevute sanitarie che aveva emesso e firmato.

Stop alla truffa! Laura Pausini avverte i suoi fans “non date soldi per incontrarmi”

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E’ solo una truffa e la cantante Laura Pausini appena ne è venuta a conoscenza ha voluto immediatamente avvisare i suoi fans con un post sul suo profilo Facebook:  “Ho appena saputo – ha scritto la cantante sul social network – che da circa un anno c’è una persona che chiede soldi promettendo un’incontro con me. Vi prego di NON accettare mai queste proposte perchè sono truffe vere e proprie. Come alcuni di voi sanno già, io rispondo a lettere, mail e telefono alle persone che mi scrivono, ogni volta che posso, non sempre perché la mia vita e i miei impegni non me lo permettono, ma lo faccio volentieri appena riesco. L’unico vero modo per rimanere in contatto con me senza farvi prendere in giro da nessuno é tramite il mio fan club ufficiale che è uno solo e cioè http://www.laura4u.com ed è gestito direttamente dalla mia famiglia e 3 nostri seri e fidati collaboratori. Abbiamo tante richieste e poco tempo, ma vi assicuro che le chattate che faccio in questo sito sono fatte davvero da me e che le richieste che arrivano a questo mio unico fan club ufficiale, piano piano vengono esaudite. In questi 20 anni sono andata in ospedali, case famiglia e anche in case private di persone ammalate.. (Purtroppo a volte scoprendo anche che non era vera la malattia che dicevano avere pur di fare una foto con me) Quindi, dopo esserci accertati della serietà della vostra richiesta, ogni qual volta che sono libera, con piacere io mi muovo e vado a trovare le persone che mi scrivono. SENZA chiedere mai soldi!! Non fatevi fregare, se vi chiedono soldi x un autografo, x una foto, x un incontro sappiate che vi stanno truffando. E segnalatelo subito ai carabinieri della vostra zona e immediatamente anche a noi scrivendo a isabella@laurapausini.com . Grazie. Laura”.

Il male dell’Italia non sono solo i politici: denunciati 5mila dipendenti pubblici

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Drammatico il rapporto della Guardia di Finanza che per il 2013 parla di oltre 5mila dipendenti pubblici denunciati per corruzione e truffa (dai falsi poveri ai finti consulenti) e 3 miliardi rubati allo stato.

Nel rapporto si legge:

“Nell’ambito delle verifiche imposte dai processi di spending review sono state predisposte campagne massive di controllo su forme diffuse di irregolarità, relativamente alla fruizione dei ticket sanitari e delle prestazioni sociali agevolate, per incrementare i livelli di compliance tra i potenziali beneficiari di tali agevolazioni”.

A godere della agevolazioni soprattutto i falsi poveri:

“Su 8.000 controlli effettuati, sono stati trovati 2.500 soggetti che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni sociali agevolate come l’accesso in corsia preferenziale ad asili nido ed altri servizi per l’infanzia, la riduzione del costo delle mense scolastiche, i “buoni libro” per studenti e le borse di studio, i servizi socio sanitari domiciliari, le agevolazioni per i servizi di pubblica utilità, quali luce o gas. Sono state accertate frodi al sistema previdenziale ed assistenziale per oltre 77 milioni di euro. Le principali truffe hanno riguardato la corresponsione del cosiddetto ”assegno sociale” a favore di cittadini extracomunitari fittiziamente residenti, l’indennità per falsi invalidi, le misure di sostegno alla disoccupazione per falsi braccianti agricoli ed il pagamento di pensione a soggetti deceduti”.

Capitolo “consulenze inutili”:

Tra gennaio e ottobre 2013 la Guardia di Finanza ha denunciato alla Corte dei Conti 150 casi di consulenze non necessarie, calcolando un esborso illecito pari a 8 milioni e 454 mila euro. Ben più alte sono le altre spese causate dalla mala gestione delle istituzioni.

Appalti truccati, uno dei casi più eclatanti a Brindisi dove “è finita sotto inchiesta l’attività dell’Area Tecnica della Asl per l’assegnazione di lavori a ditte amiche”:

“Il meccanismo fraudolento prevedeva l’apertura e successiva chiusura delle buste contenenti le offerte economiche delle ditte concorrenti; la comunicazione a ditte conniventi delle informazioni così acquisite, affinché fosse possibile formulare l’offerta più idonea per vincere la gara; la sostituzione furtiva delle buste contenenti le originarie offerte presentate dalle medesime imprese con delle nuove predisposte fraudolentemente in base al vantaggio conoscitivo indebitamente ottenuto”.

Sanità malata:

Scrive il Corriere della Sera: Sono 626 i dipendenti pubblici che dovranno rendere conto dei propri illeciti e di aver provocato un danno di ben 233 milioni di euro. E sono migliaia i cittadini che hanno truffato lo Stato riuscendo ad ottenere prestazioni pur non avendone i requisiti o comunque rimborsi non dovuti. Le denunce finora presentate nel 2013 sono state 5.300 con un danno calcolato di oltre 9 milioni di euro.
Vicenda simbolo — molte altre analoghe sono state verificate in numerose parti d’Italia — è stato scoperta dai finanzieri di Caserta dove la Asl non aveva aggiornato da anni gli iscritti nelle liste dei medici di base. Sfruttando sia pur inconsapevolmente queste omissioni circa 400 dottori di tutta la provincia hanno continuato a percepire compensi relativi a «1.215 soggetti deceduti, 2.010 emigrati all’estero e 2.763 emigrati fuori provincia». Danno accertato: 1,5 milioni di euro.

Falsi poveri e ville:

Da Padova a Lecco, arrivando a Roma, sono migliaia i casi di «falsi poveri» scoperti dai finanzieri. A Padova è stata denunciata una pensionata settantenne che abitava in una villa con piscina, aveva altri 14 immobili di proprietà affittati «in nero» per un canone mensile che oscillava tra i fino a 4.600 e i 5.000 euro al mese. Non solo non aveva denunciato introiti per oltre 220 mila euro, ma negli anni scorsi aveva ottenuto il rimborso delle tasse universitarie sostenute per il figlio e chiesto al Comune le prestazioni economiche assistenziali, dichiarando di appartenere a un nucleo familiare indigente. A Lecco sono state denunciate 53 persone che hanno percepito illecitamente dal Comune il sostegno dovuto a chi si trova in «stato di bisogno». Si tratta di una somma mensile che oscilla tra i 500 e i 3.000 euro al mese, quindi un vero e proprio stipendio pur non facendo nulla e soprattutto potendo contare su altre «entrate»

I nostri 7 giorni: quando cambia menu l’Italia?

7-giorni-tuttacronacaLuca Parmitano ha terminato la sua missione e lunedì mattina, alle 3.49, toccherà nuovamente il suolo. Chissà come gli apparirà la Terra “dal suolo”. Niente più cime innevate, alberi a ricoprire le brutture e distanze che tutto appianano. Abituato, letteralmente, a guardarsi attorno e vedere lo spazio infinito, come si ritroverà in mezzo a muri di burocrazia e macerie di quella che era l’Italia? Viene da chiederselo, perchè nella suoi 166 giorni di lontananza ci ha abiuati a spazi infiniti e ha condiviso con noi la bellezza del Mondo… visto dall’alto! Mancheranno a noi quelle foto che offrivano uno sguardo d’insieme che permetteva di vedere oltre. Ce lo chiediamo perchè in questi 7 giorni il tempo è trascorso ma tutto è rimasto uguale. Abbiamo continuato ad assistere ai soliti dibattiti, le solite prese di posizione, le solite proteste. La settimana è iniziata con i riflettori puntati sul ministro Cancellieri e Giulia Ligresti, con il primo che difendeva il suo operato e la seconda che, libera dalle sbarre, andava a fare shopping. Perchè in Italia possono cambiare volti e nomi, ma resta quel essere “amico di…” Ed ecco che ci si chiede: una questione umana, deve valere per un singolo, o la legge è davvero uguale per tutti? La fiducia nel sistema crolla, così come si sta sgretolando poco alla volta anche il Pdl, con quella lotta intestina che ormai è incarnata in Berlusconi e Alfano: se anche il “braccio destro” viene amputato perchè si permette di pensare con la sua testa, che ne sarà degli altri. Il governo intanto va avanti, prendendo tempo, parlando di una crisi dalla quale si uscirà “poi”, “un domani”, “un giorno”. Ora quel giorno è stato individuato a fine 2014. La teoria dei piccoli passi può anche andar bene, quando il tempo c’è e quando quei piccoli spostamenti in avanti si possono toccare con mano. Il problema sorge quando chi fa queste promesse non appartiene a quella categoria che si trova a dover chiedere costantemente aiuto ai genitori, ai parenti, agli amici per poter continuare a sopravvivere. Perchè tempo non c’è, non più. Quindi ora che Parmitano torna cosa gli offriremo? Il menù è variegato, ma non è mutato. Le lotte intestine proseguono anche nel Pd, un tempo erano le primarie che mettevano in contrapposizione Renzi e Bersani. Ora c’è Renzi contro il resto di un partito che crea scalpore anche solo per i tesseramenti. Un partito che tra i suoi esponenti ha il sindaco di Roma che pedala sempre più da solo e che si ritrova a fare i conti con l’ennesimo scandalo, quello dell’Atac, che ci mostra una volta di più quanto radicata e profonda sia la corruzione. E se non bastasse, si specula anche sulle tragedie, come la cresta sulla New Town de L’Aquila ha dimostrato. Con cosa addolciremo il ritorno del nostro uomo delle stelle?

7giorniMa ripercorrendo questa settimana non si può non ricordare anche il giallo sulla morte della 28enne Simona Riso, così come le migliaia di vittime del supertifone Haiyan che ha investito le Filippine. E non possiamo certo scordarci del clamore suscitato dall’apprendere la notizia delle baby squillo del Parioli, con la madre della più giovane delle due, appena 14enne, che la spingeva a vendere il suo corpo. La deriva di una generazione spesso abbandonata a se stessa, figlia di adulti che, forse, non sanno più comunicare con coloro che rappresentano il nostro futuro. Li si lascia da soli, magari in balia di web e televisione dove vengono appresi comportamenti rischiosi per la vita e modelli irraggiungibili che mettono a serio rischio la salute. Come la nuova moda dello svenimento indotto, ma anche quell’ideale di magretta del Thigh Gap e l‘anoressia che colpisce sempre più i giovani. E la tv questa settimana ha fatto parecchio discutere per quanto capitato ad Anna Oxa nel corso della trasmissione Ballando con le stelle. Se la settimana scorsa c’erano state polemiche, sabato l’artista è tornata ad esibirsi solo per infortunarsi e cadere a terra. La diretta è poi continuata, scatenando le ire del Codacons. Per fortuna il tubo catodico riesce anche a strapparci qualche sorriso prendendo spunto da personaggi positivi, ecco allora che arriva l’imitazione di Papa Francesco offertaci da Crozza: quel frigo sulle spalle forse non ci ricorda i nostri “pesi quotidiani”? E per chi era stanco di preoccuparsi (o disperarsi) sul proprio futuro con il sempre discusso tema delle pensioni, c’è stata la possibilità di guardare a un futuro più prossimo che riguardasse altro, con più precisione, la situazione del Milan, che si prepara a dire addio non solo allo storico ad Galliani ma, pare, anche all’intero clan Raiola, Mario Balotelli in testa. Per fortuna a gennaio sarà di nuovo stagione di calciomercato e, almeno per un po’, vedremo le cose cambiare veramente, anche se si tratta solo di panchine calcistiche. Un piccolo cambiamento però c’è stato anche in classifica: la Juve ha battuto il Napoli raggiungendo il secondo posto in classifica dietro alla Roma che si è dovuta fermare al pareggio. E proprio al Sassuolo è bello pensare: veniva considerato la Cenerentola del campionato, eppure ha guardato “dentro se stessa” dopo un’incredibile batosta contro l’Inter e ha imboccato un’altra strada. Noi vogliamo dare il bentornato a Parmitano con un augurio che riguarda tutti quanti noi: che anche se siamo “incastrati” in una vita che non ci appartiene, riusciamo a renderci conto che cambiare direzione è possibile (certo, non facile).

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Biglietti clonati e fondi neri: lo scandalo dell’Atac che fa infuriare i cittadini

atac-tuttacronacaE’ stata pubblicata da Repubblica un’inchiesta, con le firme di Daniele Autieri e Carlo Bonini, che ha svelato un giro di biglietti clonati e fondi neri creato dall’Atac di Roma per finanziare la politica capitolina.E da quando è apparsa, si sono scatenate le polemiche. Il giro sarebbe nato dopo l’elezione di Alemanno nel 2008 e sarebbe iniziato con un “patto bipartisan” al fine di mettere tutti d’accordo per quel che riguarda la gestione dei trasporti pubblici della Città Eterna. Per l’operazione si sono spesi 70 milioni di euro all’anno di fondi neri, poi recuperati grazie a tanto complesso quanto ben organizzato sistema basato sulla produzione di “titoli di viaggio”, ossia i comuni biglietti dei mezzi pubblici,  clonati e non fatturati, poi immessi nel circuito dei rivenditori. Così facendo si sarebbero recuperti, annualmente, 70 milioni di euro da suddividere tra i partiti della scena politica romana. Tali biglietti falsi sarebbero stati prodotti nella sede Atac, grazie a personale compiacente che da tempo lavorava per l’azienda.

Così: l’Atac stampa biglietti per autobus e metro. E i biglietti sono denaro. Chi ha le mani sui biglietti, ha le mani sulla cassa. E se quella cassa è in parte in chiaro e in parte in nero, perché quei biglietti sono in parte veri e in parte falsi, chi ha le mani sull’Atac ha di fatto le mani su una banca che batte moneta. Già, “i biglietti falsi”. E’ una truffa che può costare all’Atac anche 70 milioni di euro l’anno, perché consente di immettere sul mercato milioni di titoli di viaggio contraffatti.

La truffa sarebbe stata ideata intorno al 2000 e nel tempo vi avrebbero fatto ricorso tanto manager, politici e locali quanto parlamentari anche perchè per “preservare” il sistema era necessario che venissero coinvolti tutti e che tutti potessero beneficiare di quel denaro sottratto all’azienda. Denaro sottratto, di conseguenza, ai cittadini. Mentre nessuno tra quelli che ne erano a conoscenza parlava.

Ovviamente la reazione è stata immediata sul web, con tweet di sfogo e la creazione di una pagina in Facebook, Roma non paga l’Atac. Per domani, inoltre, è stata organizzata una manifestazione che prevede un presidio sotto l’edificio della Sede Legale di Atac, al 45 di via Prenestina. Romani e non accomunati dall’utilizzo quotidiano dei mezzi pubblici gestiti da Atac, sfibrati da anni di disservizi, ritardi e malfunzionamenti. I motivi della protesta sono espressi senza mezzi termini:

Milioni di cittadini inconsapevoli per oltre un decennio hanno inconsapevolmente finanziato il peggior malaffare di chi usurpa la politica e in realtà pensa solo ai propri interessi e non al bene della collettività. Quelle risorse sarebbero state importantissime per ripianare i buchi dell’atac e finanziare una mobilità sostenibile, risolvere i tanti problemi delle aree periferiche non coperte da alcun mezzo, potenziare le linee, evitare i rincari, garantire mobilità notturna e diurna come avviene in tutte le grandi città del mondo.

In attesa che si faccia piena luce sulla vicenda, si vuole mettere in atto uno “sciopero del biglietto”. Quello che si richiede, inoltre, è che i vertici di Atac non vengano azzerati per far spazio a nuove proposte e investimenti straordinari per migliorare la rete dei mezzi pubblici della capitale, travolta dall’ennesimo scandalo. Anche i politici ora chiedono spiegazioni. Come Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, che ha chiesto al sindaco Marino di aprire un’indagine interna  al Comune £perché la vicenda è talmente inquietante che richiede un immediato e puntuale chiarimento”. Lapidario anche il commento del Primo Cittadino: “Se ci sono dei colpevoli, di qualunque partito siano, spero che siano arrestati e che venga buttata la chiave”.

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I fragili posti di lavoro messi a rischio dalla truffa sul vetro!

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Sono a rischio e diventano fragili quei posti di lavoro a Murano. Un’inchiesta di Striscia la Notizia, infatti avrebbe scoperto una maxi truffa sul vetro che riguarderebbe almeno 4 milioni di pezzi falsi, venduti come vetro originale di Murano.  Moreno Morello ha fatto visionare degli oggetti acquistati in isola a 3 famosi maestri vetrai i quali hanno concordemente dichiarato che il vetro acquistato non era originale. “Questi venditori, con il loro comportamento, mettono a repentaglio centinaia di posti di lavoro” hanno commentato.

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L’incubo dei benzinai… coppia di rumeni svaligiava le pompe di benzina

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“Mi controlli acqua e olio” poi mentre il benzinaio era impegnato, con la testa nel motore, i due romeni, con svariati precedenti penali, si dividevano i compiti. Uno distraeva il benzinaio, l’altro entrava nel gabbiotto e rubava l’incasso. Poi ripartivano verso una nuova pompa di benzina. Ora i due romeni sono stati arrestati dopo essere stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza e sono accusati di 3 furti, anche se sarebbero almeno una decina quelli messi a segno con la solita tecnica.   Ad arrestare la coppia di ladri seriali sono stati i militari della Stazione di Rivoli (Torino) che hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per furto aggravato, ai due romeni di 32 e 36 anni, entrambi residenti a Torino.

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Nuova truffa a danno dell’italia: kit per fare “parmigiano” e “mozzarella”

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Volete il parmigiano? Ora esiste un kit venduto in Australia, Usa, ma anche in Gran Bretagna (cioè in Europa dove si dovrebbe tutelare il marchio). Il kit poi è facilmente acquistabile online quindi anche in Italia.  Le confezioni, che promettono di ottenere una mozzarella in appena 30 minuti e un parmigiano in appena due mesi contengono recipienti, colini, garze, termometri, piccole presse oltre a lipasi ed altre polveri, e garantiscono di ottenere prodotti caseari ben identificati che sono una chiara contraffazione dei nostri più celebri formaggi. “Un danno economico e soprattutto di immagine incalcolabile che – sostiene la Coldiretti – mette a rischio la credibilità conquistata di prodotti divenuti simbolo del Made in Italy di qualità, grazie al lavoro di intere generazioni di allevatori e casari impegnati a rispettare rigorosi disciplinari”. “Particolarmente grave – continua la Coldiretti – è il fatto che ad essere coinvolta sia una azienda della Gran Bretagna che fa parte dell’Unione Europea e che dovrebbe quindi intervenire direttamente per fermare questo scandaloso scempio”. Tramite questo kit è possibile fare anche una ricotta o un pecorino e falsificare i più famosi formaggi italiani.

I kit per la produzione di parmigiano, come riporta Libero, vengono messi in vendita da una ditta inglese e costano 102,38 sterline, pari a circa 120 euro mentre quello per la mozzarella 25 sterline, pari a 30 euro. Nella confezioni in vendita per i due prestigiosi formaggi a pasta dura è contenuta però anche una piccola pressa da formaggi. Si possono lavorare, con gli ingredienti a disposizione, circa 8 litri di latte per volta e, complessivamente, 40 litri di latte. “La mozzarella – si legge nelle istruzioni – non è il formaggio più facile da fare e richiede un po’ di pratica per perfezionare l’operazione di estensione della cagliata. Se i vostri primi due tentativi sono deludenti – si puntualizza – non fatevi scoraggiare. Sarete ricompensati”. Ad aggravare la situazione, nelle etichette non si fa cenno alla provenienza del latte, se ovino o bovino, che comunque deve essere pastorizzato e lavorato alla temperatura di 37 gradi centigradi. Con dovizia di particolari vengono fornite le istruzioni per la ceratura che non deve essere né troppo leggera né troppo spessa. 

“La contraffazione è un delitto, fa un grande danno ai nostri agricoltori onesti che lavorano duramente”ha affermato il ministro delle politiche agricole Nunzia de Girolamo a margine del Forum di Coldiretti a Cernobbio. “Abbiamo due linee da seguire – aggiunge De Girolamo – la repressione – e quindi ricontattare le autorità locali in modo che l’intervento che è stato fatto sul wine kit venga ripetuto, coinvolgendo anche il ministro degli esteri Bonino e portando il problema nella cabina di regia sull’internazionalizzazione – e poi avviare anche una campagna non solo di promozione ma di aiuto all’internazionalizzazione perché chiaramente dove c’è l’offerta buona viene meno quella cattiva”.

Svelati i misteri di Mps? Arriva la mail sul contratto Alexandria

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C’è una mail di 32 righe che spiega come fu scoperto il contratto dell’operazione “Alexandria”, nascosto “in cassaforte”, con la banca giapponese Nomura per far risultare in attivo il bilancio 2009 della banca senese.

La email con il “mandate agreement” venne spedita il 30 ottobre del 2012 da Valentino Fanti, segretario di presidente e amministratore delegato, a Fabrizio Leandri, responsabile dei controlli interni.

In base a quelle poche righe, scrive Il Corriere della Sera, il contratto nascosto nella cassaforte dell’ex direttore generale Mps, Antonio Vigni, sarebbe stato scoperto il 20 settembre 2012.

In mandate aggreement collegava due operazioni finanziarie del 2009 formalmente distinte: la ristrutturazione del derivato “Alexandria” e un acquisto di 3 miliardi di Btp trentennali finanziati da Nomura.

Sulla base di quel contratto, scrive Corsera, Mps ha riscritto a febbraio 2013 i bilanci con una perdita ulteriore di 700 milioni.

Il Corriere della Sera riporta alcuni brani di quella email:

Scrive Fanti: “In data 20 settembre (così mi sembra di ricordare, giorno più giorno meno) il dir. Mingrone (Bernardo, direttore finanziario, ndr ) mi ha chiesto di verificare se presso la mia struttura risultassero atti e/o contratti con Nomura”. Le prime verifiche nella segreteria di presidenza furono negative. Allora invitò una collaboratrice a ricercare nel «protocollo». E in quello dell’ex segreteria di direzione, sempre quel giorno, venne scoperto: “Foglio con indicato in alto “signatories” (pag.1); mandate agreement 31/7/2009 Nomura International plc and Banca Monte Paschi di Siena, (pag. 49); due mail (pag. 2)” tra Baldassarri e altri funzionari della banca e Francesco Cuccovillo di Nomura“; l’annotazione «conservato in cassaforte». “Detto materiale è stato stampato e subito dopo consegnato brevi manu al dottor Alessandro Ierardi della segreteria del cfo dir. Mingrone. Nel consegnare tale documentazione notai che il foglio informazioni sul documento protocollato … riportava nelle note “documento conservato in cassaforte”. Ritenni pertanto opportuno avvertire il dir. Leandri affinché lo stesso, come responsabile dell’area revisione interna, effettuasse una verifica presso detta cassaforte”. Per l’occultamento del contratto alla Banca d’Italia sono sotto processo per ostacolo alla vigilanza l’ex presidente Giuseppe Mussari, Vigni e l’ex capo dell’area Finanza, Gianluca Baldassarri, in uno stralcio dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta.

Quel contratto firmato venne trovato in cassaforte il 10 ottobre del 2012, secondo l’esposto dell’amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola. Da quell’esposto partì l’inchiesta che chiarì le operazioni che servirono per far chiudere il bilancio 2009 in utile. Ma secondo Nomura quel mandate non collegava i due contratti: il collegamento, come sostiene anche Bankitalia, era già chiaro prima del ritrovamento del contratto dai riferimenti negli ordini di acquisto dei Btp.

Scrive Massaro:

A chiarire i vari aspetti del ritrovamento del mandate potrà essere lo stesso Viola, al processo a Siena: tra questi, l’indagine interna su chi in banca sapesse del mandate. Una mail del 13 dicembre 2012 di Mingrone a Viola individua sei funzionari, tra i quali Gianni Contena, manager dell’area Finanza: «Sembra che almeno questi lo avessero».

Grillo attacca Bersani e la segretaria dell’ex segretario finisce nei guai

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«Se si vuole parlare con un movimento si va dal suo leader. Pier Luigi Bersani non lo ha mai fatto. È stata una mancanza di rispetto, perché noi, quanto a voti, siamo il maggior movimento italiano. Invece Bersani ha tentato di far passare dalla sua parte undici nostri senatori. Il Pd non è guidato da Guglielmo Epifani, l’attuale segretario, bensì dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». Questo è ciò che ha denunciato, Beppe Grillo, in un’intervista a Die Zeit pubblicata da Repubblica. 

 Alla domanda se crede di poter governare da solo con il suo movimento, Grillo replica: «Ma certo! Noi presenteremo agli italiani già prima delle elezioni dieci-dodici candidati con un curriculum adeguato e il nostro programma, candidati che devono far parte del nostro governo. Non li nominiamo lì per lì come gli altri, che fanno ministri veline, massoni, e membri delle sette segrete».

«Noi – aggiunge – abbiamo già votato contro l’attuale legge elettorale in parlamento. Noi soli. Io voglio abrogarla e introdurre il sistema proporzionale ma solo dopo aver vinto con il sistema attuale» pur ritenendolo «totalmente ingiusto». 

«Noi siamo per l’Europa – fa inoltre sapere Grillo -, ma questa Europa germanocentrica di oggi non mi piace. Non ho nulla contro i tedeschi, ma la Germania di oggi non ha nulla a che fare con la filosofia dei grandi pensatori europei», «il problema – aggiunge – non è più l’euro, il problema è il debito. Noi paghiamo ogni anno 100 miliardi di euro per il nostro debito, e questo svuota qualunque progetto economico si persegua. Proporrò di rinegoziare il debito italiano. Gli eurobond mi sembrano un’idea che si concilia con l’Europa che immagino, cioè con l’idea della solidarietà».

Intanto oltre alle dichiarazioni di Grillo, arriva anche la chiusura dell’inchiesta per Zaia Veronesi, storica segretaria di Pierluigi Bersani. L’ex segretario del Pd naturalmente è in imbarazzo per quello che sembra essere un inevitabile rinvio a giudizio per una sua fedele collaboratrice. Ora il passo che la Veronesi può compiere, per evitare appunto un rinvio a giudizio, è quello di farsi interrogare di nuovo e cercare di dissuadere il pm dalle accuse che le vengono contestate. 

Quali sono le accuse?

La questione non è una notizia dell’ultima ora: per 22 mesi, cioè tra il 1° giugno 2008 e il 28 marzo 2010, la Veronesi lavorò a Roma per conto di Bersani, come d’altra parte aveva già fatto e come continuò a fare anche nei mesi successivi che però non rientrano nell’indagine. Perché dunque viene analizzato quel periodo? Perché Zaia Veronesi fu pagata dalla Regione con l’ inquadramento di dirigente professionale disposto dalla giunta guidata da Vasco Errani.

 Il ruolo della Veronesi era di «responsabile del raccordo con le istituzioni centrali e il Parlamento» quindi era normale che lavorasse a Roma negli uffici della Regione in via del Tritone, ma sembrerebbe che la segretaria di Bersani non avrebbe svolto quel ruolo, anzi avrebbe omesso di esercitarlo. Questa almeno è la posizione del pm Giuseppe Di Giorgio che ha inviato l’avviso di fine indagine, ultimo atto prima della richiesta di rinvio a giudizio. 

Zaia Veronesi è già stata ascoltata dalla Procura nell’ottobre 2012, ma non convinse i magistrati. Cosa viene contestato alla Veronesi? 

Di aver percepito indebitamente, nei 22 mesi in questione, 140 mila euro (lordi) di stipendio e 16 mila di rimborsi per le spese di missione. La Veronesi però affermò di aver lavorato per Bersani “solo la sera e nei ritagli di tempo”.  Insieme a lei è stato indagato anche Bruno Solaroli, l’ex capo di gabinetto di Errani. 

Indiani simulano la morte per incassare il premio, l’assicurazione li scopre

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Una brutta storia! Un tunnel tra India e assicurazioni italiane, una motocicletta che si schianta su una statale indiana e lo strazio di una madre. I poliziotti naturalmente mettono a verbale e i giornalisti sono pronti a versare fiumi d’inchiostro su un incidente mortale quasi da manuale filmico. Notaio, parenti e certificato di cremazione dei corpi come previsto dalla religione indiana. Tutto secondo le regole? Assolutamente, no! I fratelli Avtar e Bikram Singh sono vivi e vegeti e prima o poi verranno arrestati. Quel che è certo al momento che i premi assicurativi rispettivamente di 200mila e 300mila euro non verranno erogati alle famiglie da Allianz.

Le indagini sono iniziate in Italia dove i fratelli Singh, Avtar, 41 anni e Bikram 26 lavoravano facendo i camerieri o pizzaioli, poi le ricerche si sono spostate in India. Così gli investigatori italiani si sono rivolti a un investigatore locale… naturalmente mentre comunicava che i due effettivamente erano morti, stava già intascando la mazzetta dalla famiglia Singh. Non era certo il primo corrotto.  Il sangue nelle fotografie scattate nel corso dei rilievi? Era vernice. D’accordo, ma i giudici indiani dell’inchiesta? Corrotti. E i soccorritori indiani dell’ambulanza? Corrotti. E i famigliari dei Singh? In lutto perenne, offesi dalle insistenze avanzate dagli stranieri arrivati dall’Italia per gettar fango sulle buone anime di Avtar e Bikram. Dopo tre mesi di lavoro certosino, dove tutto sembrava perfetto si è aperto lo spiraglio. Era tutto troppo perfetto e puntuale. L’India ha una burocrazia lenta e costantemente in ritardo, come mai invece nel caso dei fratelli Singh tutto si era mosso così perfettamente? Ecco quindi che poi alla fine la voragine si è aperta e i fratelli Singh pagheranno in sede penale!

Spillano più di un milione di dollari a donne innamorate spacciandosi per soldati

madre-figlia-truffa-online-tuttacronacaSono state condannate rispettivamente a 15 e a 12 anni una madre e una figlia, Karen e Tracy Vasseur, che utilizzando centinaia di diverse realtà virtuali hanno spillato oltre 1 milione di dollari a 374 vittime negli Stati Uniti, principalmente in Colorado, e ad altre 40 di diversi stati esteri. Le donne, residenti a Brighton, una piccola città del Colorado, avevano studiato degli alter ego fin nei minimi particolari per riuscire a far cadere nella loro trappola le prede: si spacciavano per militari americani dislocati in Afghanistan e in altre aree bollenti del pianeta. Le due donne, di 63 e 42 anni, hanno operato in questo modo tra il 2009 e il 2012, ossia fino alla loro cattura. La loro colpa, oltre alla truffa, è il fatto di aver spezzato cuori. Come ha commentato il procuratore generale del Colorado John Suthers: “Non hanno solo violato la legge ma hanno infranto cuori in tutto il mondo”. Le loro vittime venivano selezionate dai social network tra le persone considerate “vulnerabili”, single, in cerca d’amore, iscritte a siti di incontri, pronte a inviare soldi a un fantomatico agente in Colorado che si sarebbe poi occupato di inviare i soldi al militare. Le prede credevano di aver instaurato una relazione sentimentale con un giovane e coraggioso soldato americano dislocato in un campo militare in Medio Oriente. L’operazione era semplice: Tracy si spacciava per un giovane e, con foto e documenti atti a testimoniare l’identità in divisa, instaurava un rapporto via e-mail, fino a quando la preda non concedeva la sua fiducia. A quel punto arrivava la richiesta di denaro, per fare telefonate con il cellulare satellitare o per fare viaggi negli Usa e raggiungere l’amata. Le Vasseur non erano sole in questa operazione: facevano infatti parte di un’organizzazione con base in Nigeria. A testimonianza di ciò i trasferimenti di denaro verso il Paese africano da parte delle due truffatrici, che per sé tenevano solo il 10% dei soldi spillati. I complici, però, non sono ancora stati trovati.

Sotto la sabbia dell’economia sommersa, emergono 17,5mld

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Cosa c’è sotto la sabbia della nostra economia sommersa? Un fiume sconosciuto in cui navigano professionisti e imprenditori. Un torrente sotterraneo che grazie al redditometro è stato scoperto dalla Guardia di Finanza e che da gennaio a oggi ha fruttato redditi per un ammontare pari a 17,5 miliardi di euro. Sono 4933 le persone che al momento risultano indagate dalle Finanza e per 1771 professionisti è già scattata la denuncia per omessa dichiarazione dei redditi.

«Si tratta – spiegano alla Guardia di Finanza – di soggetti che, pur svolgendo attività imprenditoriali o professionali, erano completamente sconosciuti al Fisco ed hanno vissuto alle spalle dei contribuenti onesti, usufruendo di servizi pubblici che non hanno mai contribuito a pagare, intestando spesso beni e patrimoni a prestanome o a società di comodo».

Chi naviga in questo fiume di lavoro in nero?

Si va dallo sfruttamento dell’immigrazione clandestina alle frodi in danno del sistema previdenziale.

Anche qui, nel 2013, le operazioni messe a punto dalla Guardia di Finanza restituiscono numeri impressionanti: scoperti 19.250 lavoratori irregolari, di cui 9.252 impiegati completamente in nero, da parte di 3.233 datori di lavoro. Non accennano a diminuire i fenomeni di «caporalato» collegati a gravi forme di violazione dei diritti dei lavoratori, generalmente immigrati e clandestini, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni precarie ed in violazione delle norme di sicurezza. Senza contare  la  lunga serie di irregolarità connesse all’applicazione di forme contrattuali atipiche o flessibili come collaborazioni coordinate e continuative e contratti part-time.

 «L’economia sommersa e lo sfruttamento dei lavoratori oltre a danneggiare le casse dello Stato – spiegano ancora dalla Guardia di Finanza – alterano le regole del mercato, creando un illecito vantaggio competitivo ai danni dei contribuenti onesti». Altri fenomeni strettamente connessi all’economia sommersa ed allo sfruttamento del lavoro irregolare sono la produzione ed il commercio di falsi. Sempre, dall’inizio dell’anno, sono stati sequestrati 64 milioni di prodotti contraffatti con oltre 5 mila responsabili denunciati (e 50 arrestati). L’«industria del falso» muove milioni di euro: in 6.500 operazioni di controllo del territorio ed indagini anticontraffazione, in media 30 al giorno, le fiamme gialle hanno ritirato dal mercato 34 milioni di prodotti tarocchi, 27 milioni di prodotti pericolosi e quasi 3 milioni di falsi «made in Italy». Il giro di affari sottratto all’economia criminale ha un valore stimabile in oltre 700 milioni di euro. E, nel ricostruire la filiera di produzione dei falsi, le Fiamme Gialle hanno inoltre individuato 400 imprese illecite adibite ad opifici e depositi.

Travolta annunciato a Rimini, ma mai ingaggiato. Truffa o bravata?

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«La Polizia indaghi su questa frode perché il signor Travolta non ha mai saputo di presenziare a Rimini e tanto meno è mai stato ingaggiato». Così Oscar Generale, che rappresenta John Travolta in Italia, commenta l’episodio dello spettacolo ‘Wanted’ al quale il divo era annunciato a Rimini la sera del 26 luglio senza però che il pubblico (biglietti pagati da 10 a 34 euro), infuriato, arrivasse a vederlo in scena.  L’organizzazione dell’evento ha poi detto che l’attore americano non poteva prendere parte alla serata perché indisposto. Sul volantino dell’evento c’era segnalato il patrocinio del Comune (in realtà mai concesso) e della Fondazione Cassa di risparmio di Rimini (che ha solo concesso l’uso del castello come luogo dell’evento). Il Comune non esclude azioni legali.

«Valuteremo come muoverci e quanti danni chiedere – afferma l’avvocato Silvia Ciavatti, presente la sera dello spettacolo proprio con l’intento di assistere-: sicuramente le spese sostenute da molte persone per il viaggio dovranno essere rimborsate. C’è chi è arrivato da Milano, Modena, Cervia; c’è chi ha acquistato i biglietti per fare una sorpresa alla moglie», ma anche chi ha dovuto posticipare la vacanza apposta per avere l’onore di vedere dal vivo il simbolo di generazioni e generazioni di ragazzi, chi ha rinunciato a impegni di lavoro pur di vedere l’attore.

L’annuncio oltre che sui biglietti, sui siti di vendita online dei tickets e sui manifesti in città, era apparso anche su Riminiturismo. it

Ora l’Alabama, l’agenzia di eventi di Chieti, rischia una denuncia per truffa.

Attenti alle truffe: Carrefour regala 500 euro, ma è tutto falso

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E’ peggio di un’epidemia la mail che si sono visti recapitare i cittadini lombardi di una presunta promozione del noto supermercato Carrefour. Nella mail si invita il cliente a registrare i propri dati, naturalmente anche quelli relativi alla carta di credito per poter accedere a un buono spesa da 500 euro. Una truffa che però è stata architettata nel migliore dei modi. All’interno della mail c’è anche un richiamo a un decreto ministeriale, il logo è quello giusto, e anche la grafica è quella usata dall’azienda che ha punti vendita in tutto il mondo. «Con il decreto legge 8 aprile 2013 numero 35 in cui il Consiglio dei ministeri anticipa i pagamenti alle P.A e aiuti per le famiglie, Carrefour spa ti consente di acquistare la carta prepagata SpesAmica del valore di 500 euro al prezzo di 100 euro, 80% rimborsato dal ministero dello sviluppo economico». Segue link. Che porta a una pagina in cui è stata ripresa la grafica della sezione promozioni del sito di Carrefour. In effetti compare il logo «Regalati la spesa» ma per lanciare l’iniziativa per cui 100 punti valgono 1 euro di sconto.
«Ho ricevuto la mail, – racconta un residente a Pavia – ho cliccato e ho visto che mi chiedevano il numero della carta di credito» così il cliente si è allarmato ed è andato al suo supermercato di zona della Carrefour. Qui racconta il cliente di Pavia: «Mi hanno detto di non fare niente e mi hanno mostrato un articolo di giornale dell’Eco di Bergamo che parla proprio di questa truffa».
Parte la denuncia. «Siamo vittime di una truffa. Stiamo presentando denuncia alle autorità per chiedere l’oscuramento della pagina internet – spiega Giorgio Cattaneo, responsabile ufficio stampa e comunicazione di Carrefour – siamo danneggiati, è una truffa doppiamente lesiva perché usa i nostri codici di comuncazione e i nostri marchi».

 

Truffa nelle mense: a bambini e anziani cibi avariati e scaduti

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Arresti domiciliari, obblighi di dimora e sospensione dai pubblici uffici sono scattati oggi per degli imprenditori, dirigenti sanitari ospedalieri e ausiliari sanitari accusati di una serie di reati contro la pubblica amministrazione nella fornitura a mense scolastiche e ospedaliere. Tra i destinatari delle sei misure cautelari eseguite dai carabinieri di Napoli anche un direttore sanitario di un ospedale della provincia di Napoli, raggiunto da un obbligo di dimora. Tre titolari e un impiegato di una ditta che opera nel settore della refezione sono stati raggiunti da un arresto domiciliare e tre obblighi di dimora mentre un ausiliario ospedaliero è stato sospeso dal pubblico esercizio. Nella lista degli indagati, 45 in totale, si trovano anche sette amministratori pubblici in carica o decaduti dalla stessa di comuni del Napoletano, del Salernitano, dell’Avellinese e della provincia di Potenza, il direttore sanitario di un altro ospedale della provincia di Napoli, un coordinatore e due dipendenti di un’Asl del Napoletano, un coordinatore di direzione sanitaria e tre medici della provincia di Napoli. Nell’ambito dell’indagine, uno dei punti contestati è il fatto che venissero distribuiti, in scuole materne e istituti per anziani, cibi scaduti o avariati. Non solo, tra i fatti accertati vi sarebbero anche diverse irregolarità nell’aggiudicazione di appalti per la fornitura di pasti a scuole ed aziende ospedale ed episodi di corruzione per l’aggiudicazione di appalti.

Questione di Leasing: striscia e la truffa da 30 mln

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Ora è la Guardia di Finanza di Udine a effettuare una serie di perquisizioni per una presunta frode da oltre 30 milioni di euro realizzata su 14 mila contratti di leasing alla Hypo Alpe Adria Bank Spa. L’operazione è partita da un servizio andato in onda nei mesi scorsi su “Striscia la Notizia”.

Truffa al panificio! Nel pane anche gli scarafaggi.

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Erano due dipendenti di un panificio sardo coloro che hanno cercato per tutto il 2012 di far fallire l’esercizio commerciale con l’intento poi di comprarlo dal proprietario a un prezzo stracciato. I due, un uomo di 44 anni, di Sestu, e un 31enne di Cagliari, sono arrivati a mettere nell’impasto del pane insetti e sporcizia nel tentativo di screditare il nome della panetteria. In alcune occasioni i clienti hanno anche rinvenuto plastica e metallo, scarafaggi  e carta. In più di un’occasione si sono travestiti da prostitute e cercavano di attirare l’attenzione fuori dal locale in modo da legare quel luogo al traffico della prostituzione organizzata. Nel giro di sei mesi sono riusciti a far chiudere il negozio, in via della Pineta, ma il tentativo di rilevarlo poi non è riuscito, perché alla fine sono stati smascherati dai carabinieri. I due sono stati accusati di turbata libertà dell’industria e commercio, di adulterazione di sostanze alimentari, danneggiamento e furto.

 

Ramona Badescu truffata dai falsi Cavalieri dell’ordine di Malta

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I carabinieri di Roma hanno arrestato nove persone, tra cui anche un docente universitario, che, fingendosi cavalieri dell’ordine di Malta. Per tutti, le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa, conferimento illecito di onorificenze e decorazioni cavalleresche e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono stati i militari della Compagnia di Trastevere e della stazione Monteverde Nuovo a eseguire l’operazione che ha comportato arresti e perquisizioni nel Lazio, Abruzzo, Calabria e in Veneto. Gli arrestati operavano sotto l’egida di una seconda associazione di volontari della Protezione Civile e procuravano illegalmente l’ingresso in Italia, con la motivazione formale di frequentare un corso per l’uso del defibrillatore, di 350 cittadini tunisini che dovevano versare tra i 2.000 e i 5.500 euro con la promessa dell’ingresso in Italia per un successivo lavoro. Alle vittime era stato fornito un falso visto collettivo del Ministero degli Esteri, oltre a falsi cartellini di appartenenza al Sovrano Ordine Ospitaliero Melitense di San Giovanni da Gerusalemme Cavalieri di Malta, in qualità di volontari, e pettorine catarifrangenti con le insegne del falso ordine. Sono decine le persone truffate in Italia, dove la truffa prevedeva anche l’ordinazione di nuovi cavalieri in chiese e abbazie, soprattutto in Puglia, con tanto di cerimonie utilizzando spade e falsi costumi, anche in celebrazioni pubbliche di paese molto suggestive. Le vittime pagavano anche fino a 10mila euro per essere insignite e tra loro si ritrova anche la showgirl e delegata del Campidoglio ai rapporti con la comunità romena di Roma Ramona Badescu. Non solo, anche agenti delle forze dell’ordine e militari.

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Truffa da 107 mln e disastro ambientale… Bagnoli bonificata virtualmente!

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E’ costata 107 milioni di euro la Bonifica di Bagnoli, ma l’area è stata bonificata solo virtualmente, in sostanza non è stato fatto nulla. Il problema è che ora ci si trova di fronte a una situazione ben peggiore di quella che si presentava al tempo della pre-bonifica. Sull’area è avvenuta una “miscelazione dei pericolosi inquinanti” e ora si è di fronte a un vero e proprio disastro ambientale.

Alla luce dei rilievi tecnici, i reti contestati sono: truffa ai danni dello stato, disastro ambientale, illecita percezione del denaro pubblico. falsificazione delle certificazioni di analisi e delle attestazioni di avvenuta bonifica, il favoreggiamento reale.

Le aree dell’ex Italsider e dell’ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli, sono state sequestrate dai carabinieri nell’ambito di un’indagine della Procura di Napoli. Indagati 21 ex dirigenti della società “Bagnoli Futura” e di vari enti locali. Il gip del capoluogo campano ha inoltre disposto “un dettagliato piano di interventi finalizzato a un’adeguata bonifica e messa in sicurezza”.

E’ un furetto ma lo vendono come barboncino

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Un barboncino di razza a soli 150 euro. Questo era l’acquisto che una coppia ha fatto pensando di aver fatto un buon affare. Poi il “cagnolino” inizia ad aver atteggiamenti e comportamenti strani, così la coppia decide di andare dal veterinario e scopre che in realtà si tratta di un furetto imbottito di stereodi per aumentarne la massa e spacciato poi per cane. Un vero “delitto” perpetrato per far soldi, senza preoccuparsi della salute del povero animale. Succede a Buenos Aires, ma quanti sono i casi di animali trattati con steroidi?  Quanti ce ne sono anche in Italia?

Occhio alle truffe nelle cure alternative!

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Alcune cure alternative possono sicuramente apportare dei benefici, ma bisogna sempre tenere alta l’attenzione, soprattutto quando la malattia è grave e la persona a cui ci si rivolge non è affidabile.

Un uomo diceva di potre curare i tumori con erbe e infusi, non sapendo però nulla di medicina. È la storia di un naturopata, riportata dal Gazzettino.it,  che aveva in cura oltre 300 malati, persone incontrate anche di sera e nelle parrocchie che venivano “rassicurate” sul fatto che in realtà il cancro fosse una perdita di consapevolezza e non una malattia.
Adriano Buranello, cinquantatreenne, attualmente residente a Pove di Grappa, in provincia di Vicenza, non ha alcuna competenza in campo medico, ma teneva uno studio e diceva di curare il cancro con rimedi naturali.
A parte una scuola di naturopatia, frequentata di sera in tarda età, l’indagato non ha nessuna competenza in medicina. Ma gli investigatori del Nas hanno sequestrato nello studio di Pove di Grappa un computer con tutte le schede dei “pazienti” del naturopata. Un archivio preciso e puntuale, ma che rischia di diventare la prova delle accuse che il pubblico ministero muove all’indagato.
Il naturopata è stato scoperto a seguito dell’abbandono di una donna padovana delle cure mediche di chemioterapia. I Nas hanno attivato un’indagine e scoperta la sua attività illecita.
Ora l’uomo è indagato per truffa, circonvenzione di incapace, esercizio abusivo della professione medica e lesioni personali.

Che vergogna sfruttare il dolore e la speranza per i propri fini!

Dna di maiale nei cibi per gli islamici!

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Doveva esserci solo pollo nelle salsicce halal, con carne macellata secondo i dettami islamici, servita in una scuola elementare di Londra. Ma vi sono state ritrovate tracce di Dna di maiale. Oltreché una truffa alimentare anche una mancanza di rispetto religioso, poiché i seguaci di Allah non possono nutrirsi di carne suina. Altri test effettuati su millantata carne di manzo ha mostrato tracce di Dna di agnello e maiale.

Il Comune ha ritirato entrambi i tipi di alimenti dai menu scolastici. Venivano, infatti, serviti in una decina di mense. Un problema circoscritto ma grave che è venuto alla luce dopo che l’autorità ha deciso di effettuare delle analisi a seguito dello scandalo sulla carne di cavallo.

Sexy truffe online… il ricatto corre in rete!

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Le nuove tipologia di truffe ed estorsioni viaggiano nella Rete, ed alcune ti queste ti lasciano letteralmente in mutande o forse neppure quelle. Ultima vittima di quella che è una vera e propria estorsione, un impiegato di 34 anni di Casoria. Che ha pure pagato la prima volta. Poi quando il giorno successivo, via e mail gli è giunta una seconda richiesta di soldi, per non linkare il video, ha spento il computer e si è precipitato dai carabinieri. Ed ha denunciato quanto gli era accaduto.
La sera prima, si era collegato con il sito http://www.chatroulette.com, un portale dove si conoscono on line gli utenti collegati anche con la web cam. Il nostro, è incappato nelle immagini mozzafiato di una bionda. 22 anni, misure ragguardevoli, in cerca di un web amico per far trascorrere la serata noiosa. La bionda, ha intuito che l’impiegato era il “ pollo”, e dopo qualche convenevole gli ha proposto un giochino: io mi tolgo la maglietta e tu fai altrettanto fin tanto da arrivare ad essere nudi.
E quando, in un lampo, le mutande del “pollo”, è arrivata la doccia fredda e la richiesta di 500 euro, per non linkare sulla sua pagina di Facebook e su You Tube, le nudità intime. E lui ha pagato 200 euro, ad un conto intestato ad un marocchino. Il giorno dopo, la seconda richiesta che ha fatto scattare la denuncia. I casi, in Italia sono migliaia.

Il governo tarda ad arrivare… la prima indagata c’è!

Maria Tindara Gullo,

La prima parlamentare indagata è Maria Tindara Gullo, eletta con il Pd in Sicilia. Il suo nome risulta tra quelli degli indagati nell’inchiesta “Fake”, sfociata ieri nell’arresto di sette persone, compreso il padre della deputata, che è accusata di falso ideologico. Le persone coinvolte nella maxi-indagine della polizia sono 156, accusate, a vario titolo, di falso ideologico e soppressione di atti d’ufficio, voto di scambio, associazione a delinquere e truffa aggravata.

Secondo gli inquirenti la Gullo, nel gennaio del 2011, a pochi mesi dalle elezioni amministrative nelle quali era candidata al consiglio comunale, avrebbe falsamente dichiarato di essere residente a Patti, in un’abitazione di proprietà del padre, l’ex vice sindaco Francesco Gullo, uno degli arrestati. Dalle indagini sarebbe emerso, invece, che la Gullo, insieme al marito e alla figlia, anch’essi trasferitisi fittiziamente, non si sarebbe mai mossa dalla sua residenza nel vicino comune di Montagnareale. Anche Luigi Gullo, consigliere provinciale del Pd e candidato sindaco alle amministrative di Patti del 2011, cugino della parlamentare e nipote del vice sindaco, risulta indagato con l’accusa di associazione a delinquere.

Lunedì sono in programma, dinanzi al gip del tribunale di Patti, Messina, Onofrio Laudadio, gli interrogatori di garanzia. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati sottoposti a divieto di dimora due consiglieri comunali di area Pd, mentre un ispettore di polizia municipale, un ex consigliere comunale e un geometra, sono stati sottoposti a obbligo di dimora.

Il Pd ha già sospeso dal partito gli iscritti destinatari dei provvedimenti cautelari. “Nei prossimi giorni – si legge in una nota della segretaria provinciale del Pd di Messina – la segreteria provvederà a nominare un commissario per il circolo del Pd a Patti peraltro, richiesto dallo stesso segretario del circolo. La commissione di garanzia del Pd valuterà nei prossimi giorni se sarà necessario assumere altre decisioni. Il Pd esprime piena fiducia nella magistratura nell’accertamento dei fatti”.

IL MONTE DELLA TRUFFA… PERQUISITE CASE COMPONENTI CDA

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Un nuovo filone di inchiesta sarebbe partito da una fuga di notizie avvenute nei giorni scorsi relative a decisioni prese dal Cda della banca e diffuse – indebitamente, secondo l’accusa – anche attraverso la stampa. L’indagine per insider trading è sempre condotta dai magistrati senesi Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi. Al momento, per questo secondo fascicolo nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati.

Militari del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza stanno eseguendo perquisizioni domiciliari a carico di due componenti del Consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena, nell’ambito di un nuovo filone d’inchiesta per insider trading. Le perquisizioni, disposte dai pm senesi a Torino, Lecce e Milano, riguardano Michele Briamonte e Lorenzo Gorgoni. I due consiglieri non sono indagati.

Intanto, nell’ inchiesta per associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di Mps i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di Finanza hanno sequestrati somme e titoli per circa sei milioni di euro. La cifra era a diposizione dell’ex capo dell’area finanza di Mps, Gian Luca Baldassarri (finito agli arresti), del suo vice, Alessandro Toccafondi, e di altre due persone coinvolte nell’inchiesta, David Ionni e Antonio Pantalena. Il denaro è stato trovato dopo segnalazioni di operazioni sospette dall’attività antiriciclaggio.

Tedeschi in fuga! La Germania invita i connazionali a lasciare Bengasi

Parla di una “specifica minaccia”.

Severino: è stato l’Ucis a decidere per le misure di sicurezza di casa mia

Tufo al posto di componibili di cucine destinate al Dubai. Sgominata banda!

L’organizzazione era specializzata nello svuotare i camion e riempirli con blocchi di tufo di egual peso. Sgominata banda a Parma.

Ora i cittadini di Dubai possono godersi le loro cucine!

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84enne bulgara truffava anziane… un po’ meno sveglie di lei!

A denunciarla un’anziana di 76 anni che ha denunciato la connazionale perché raggirata e truffata di 400 euro. L’anziana era in contatto con una banda che si occupava di truffe telefoniche. E’ stato stimato un traffico da 25mila euro a settimana.

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104 persone denunciate: assumevano falsi braccianti per truffare l’Inps

Si finge maresciallo dei Cc e si fa ricaricare il postpay dal tabaccaio

Ennesima truffa nel leccese. Un uomo di 30 anni si è finto al telefono il maresciallo dei carabinieri e ha chiesto una ricarica sul postpay con la promessa che in giornata sarebbe passato a pagare.

MA AMMESSO CHE FOSSE STATO IL MARESCIALLO PERCHE’ IL TABACCAIO DOVEVA RICARICARE IL POSTPAY? MALCOSTUME DIFFUSO!!!

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17 giorni “a sbafo”: coppia italo-ucraina soggiorna in hotel e se ne va senza pagare

Invalido sì, ma solo per la pensione! Falso cieco a Milano

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Finti volontari di associazioni di Clown Therapy arrestati

Chiedevano contributi per aiutare i piccoli pazienti dei reparti oncologici fingendo di essere volontari di associazioni Onlus.

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