La trasferta in terra danese… che termina in manette per i tifosi viola

tifosi-viola-arresti-tuttacronacaDopo il tifoso arrestato e liberato ieri mattina dopo un processo e il pagamento di una sanzione pecuniaria, ecco un’altra notizia che parla di supporter viola finiti in manette. La polizia danese ha infatti arrestato tre tifosi italiani rimasti coinvolti in una rissa con gli steward al termine della partita, valida per i 16esimi di finale dell’Europa League, Esbjerg-Fiorentina. Due di loro, che dovranno pagare una multa, sono stati processati per direttissima e poi rilasciati. Il terzo, anche lui rilasciato, sarà processato a marzo. Il personale della Digos di Firenze, presente ad Esbjerg per il match, ha seguito la vicenda dei tre. Stando alle ricostruizioni, al termine dell’incontro, quando i giocatori della Fiorentina hanno gettato le maglie verso gli spalti, i supporter viola si sono sporti per raccoglierle facendo cadere un tabellone pubblicitario, invadendo il campo e innescando la reazione degli steward. Da qui la rissa.

La Fiorentina impegnata in Europa: scontri e arresti per i tifosi

Fiorentina-europaleague-tuttacronacaInizia con gli scontri tra i supporters viola e quelli danesi la trasferta per l’Europa League della Fiorentina. Una rissa scoppiata presso un pub di Esbjerg ha portato, la scorsa notte, all’arresto di un tifoso della Fiorentina e di alcuni supporter del club danese. A renderlo noto fonti di polizia a Firenze, che segue le tifoserie delle squadre impegnate nelle partite valide per le coppe internazionali. Il tifoso viola è stato processato questa mattina davanti a un giudice danese che lo ha condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria, quindi è tornato in libertà.

Appalti per Palazzo Chigi: arresti domiciliari per due

Gdf-tuttacronacaGli uomini del nucleo della Polizia tributaria della Guardia di Finanza e i carabinieri del Ros hanno arrestato l’uomo d’affari Luigi Bisignani e il generale dei carabinieri Antonio Ragusa. I due, ora ai domiciliari, sono indagati nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma su presunte irregolarità legate all’affidamento di appalti per Palazzo Chigi. Per quel che rigarda le accuse, per Bisignani si tratta di frode fiscale, mentre a Ragusa sono contestati la corruzione e la turbativa d’asta. Ragusa, nel 2010, era capo del Dipartimento della Risorse strumentali.

Altri arresti a Sochi? Stavolta tocca alle Pussy Riot

nadezhda-tolokonnikova-pussy-riots-sochi-tuttacronaca

Il giallo degli arresti delle Pussy Riot sta sovrapponendosi alle gare che oggi sono in programma a Sochi. Sarebbe stata infatti la leader Nadezhda Tolokonnikova ha tweettare affermando di essere stata fermata vicino alla chiesa di S. Michele Arcangelo insieme a Maria Aliokhina e ad un’altra componente della band: «Ora ci portano alla stazione di polizia perché ci troviamo a Sochi». Poi inizia una raffica di cinguettii che finise per sconvolgere il senso di quel fermo. Prima sembra che stessero solo passeggiando epr la città poi si parla di un’accusa di furto, alla fine la Tolokhonnikova afferma con un tweet che «è stata usata la forza» da parte dei poliziotti. Sempre la Nadezhna racconta che «in due giorni abbiamo fatto 20 ore in stazioni di polizia e Fsb (i servizi segreti russi, ndr), siamo riuscite però a fare miracolosamente alcune esibizioni olimpiche sfuggendo ai pedinatori». «Così è la Sochi olimpica, ora ci portano nella stazione di polizia di Adler», aggiunge.  Sul web, però circola già una versione differente dell’accaduto: le Pussy Riot, secondo alcuni, stavano cercando di girare un video musicale anti-Putin intitolato “Putin ti insegnerà ad amare la patria”.

Nigeria shock: il ristorante che serve carne umana

carne-umana-ristorante-tuttacronacaSicuramente un ristorante che Hannibal Lecter consiglierebbe, se solo i sospetti si dovessero rivelare fondati. In Nigeria il ristorante di un hotel di Anambra, nel sud est del Paese, è stato chiuso per il sospetto che i piatti venissero in parte preparati con carne umana. La chiusura è avvenuta dopo che, grazie a una soffiata che ha fatto scattare il blitz della polizia, sono state rinvenute in un frigo due teste umane avvolte nel celophane. Il fatto è stato riportato dal sito nigeriano in lingua inglese “The Osun Defender” che spiega anche che il proprietario del resort e altre 10 persone sono state arrestate.

‘ndrangheta: 7 arresti. Tra questi un giudice corrotto con il sesso

arresti-ndrangheta-tuttacronacaLa squadra mobile di Reggio Calabria ha eseguito ieri sette ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione, denominata “Abbraccio”, contro la cosca Bellocco, che opera nella Piana di Gioia Tauro. Tra le persone finite in manette anche l’ex gip Giancarlo Giusti, già sospeso dalle funzioni perché coinvolto in una precedente vicenda giudiziaria. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari aggravata e di concorso esterno in associazione mafiosa. Come spiega TgCom24, Giancarlo Giusti, ex gip del Tribunale di Palmi, era già ai domiciliari per una condanna a 4 anni nell’ambito di una inchiesta della Dda di Milano sulla presunta cosca dei Valle-Lampada, in un filone relativo alla cosiddetta “zona grigia”, ed era stato sospeso dal Csm. Giusti dopo la condanna aveva tentato il suicidio in carcere. La Dda di Milano gli aveva contestato di essere sostanzialmente a “libro paga” della ‘ndrangheta. I Lampada infatti non solo gli avrebbero offerto “affari”, ma avrebbero appagato le ossessioni sessuali del magistrato, facendogli trovare prostitute in alberghi di lusso milanesi. Dall’inchiesta condotta negli anni scorsi dalla Dda di Milano a carico del giudice Giusti, è emerso un quadro che lo vedeva “ossessionato” dal sesso e anche capace di dire ”io dovevo fare il mafioso, non il giudice”. Agli atti dell’inchiesta milanese, che si era conclusa con una condanna in primo grado a 4 anni di reclusione, c’e’ una telefonata intercettata dagli inquirenti in cui Giglio, parlando con Giulio Lampada, dice: ”Non hai capito chi sono io… sono una tomba, peggio di … ma io dovevo fare il mafioso, non il giudice”. Giusti, secondo quanto scrisse il gip di Milano nell’ ordinanza di custodia cautelare, aveva inoltre ”l’ossessione per il sesso” e per ”divertimenti, affari, conoscenze utili”. In un ”diario informatico” sequestrato dagli inquirenti milanesi, in cui Giglio annotava tutto cio’ che faceva, sono state trovate varie annotazioni, tipo: “venerdì notte brava con (…) Simona e Alessandra. Grande amore nella casa di Gregorio”. L’accusa, formulata sulla base di intercettazioni telefoniche ed ambientali all’ex gip, è di aver incassato una somma di 100mila euro per disporre la scarcerazione di alcuni esponenti di spicco della cosca Bellocco.Il fatto, secondo l’accusa, risale al 27 agosto 2009 quando Giusti, in qualità di componente del Tribunale del riesame di Reggio Calabria, dispose la scarcerazione di alcuni esponenti dei Bellocco contribuendo, così “al rafforzamento del programma criminoso” della cosca.

Blitz congiunto polizia-Fbi: 26 arresti. Si voleva creare un ponte per la droga

new-bridge-tuttacronacaSi chiama New Bridge l’operazione condotta da polizia e Fbi che ha portato, in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti, a 26 tra arresti e fermi nei confronti di soggetti legati alla ‘ndrangheta e a famiglie mafiose americane e responsabili di un traffico internazionale di droga. Sono invece oltre 40 le persone indagate. A finire in manette, tra gli altri, Francesco Ursino, considerato a capo dell’omonima cosca di Gioiosa Ionica e figlio del boss Antonio (già in carcere), e Giovanni Morabito, nipote del boss Giuseppe detto “u’ tiradrittu”, storico padrino della cosca egemone nella zona ionico-reggina, anch’egli detenuto. Gli investigatori ritengono che l’obiettivo dell’organizzazione fosse quello di aprire un collegamento tra la Calabria e gli Stati Uniti, per consentire alle ‘ndrine e alle famiglie mafiose americane di creare un nuovo canale per il traffico di droga tra le due sponde dell’oceano, puntando a conquistare, nel tempo, il posto occupato per anni dai clan di Cosa Nostra. Come spiega TgCom, gli arresti e i fermi sono stati eseguiti dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della polizia di Stato nelle province di Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Torino, Benevento, Catanzaro e a New York negli Stati Uniti. L’inchiesta, denominata “New Bridge” (nel 2008 l’operazione “Old Bridge” svelò le connessioni nel traffico di droga tra le famiglie mafiose siciliane e quelle di oltreoceano) e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, è nata due anni fa grazie alla collaborazione tra la polizia italiana e le autorità americane, resa possibile dal protocollo tra Italia e Stati Uniti in base al quale è previsto lo scambio di investigatori esperti nella lotta alle organizzazioni mafiose. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre otto chili di droga a New York e Reggio Calabria.

Caldarozzi e il “pestaggio forsennato” alla Diaz: no ai servizi sociali

diaz-g8-tuttacronacaLa Cassazione ha ritenuto Gilberto Caldarozzi, ex capo del Servizio centrale operativo all’epoca dei fatti di Genova 2001,  responsabile delle violenze alla Diaz commesse dalle forze dell’ordine contro no-global indifesi durante il G8 di Genova e, per questo, legittimamente, la magistratura di sorveglianza gli ha negato l’affidamento in prova. Caldarozzi, viene spiegato, si “è prestato a comportamenti illegali di copertura poliziesca propri dei peggiori regimi antidemocratici”: ora quindi sconterà la pena ai domiciliari e non in espiazione esterna. Sono queste le motivazioni per le quali all’uomo sono stati negati i servizi sociali nell’udienza dell’11 dicembre. La Suprema Corte, inoltre, nella sentenza ha aggiunto che con “stretta coerenza logica”, il Tribunale di sorveglianza lo scorso aprile ha dato parere negativo all’espiazione esterna per la “non apprezzabile predisposizione del condannato ad un ripensamento critico della sua condotta, dedotta dalla sua indifferenza rispetto ad una prospettiva risarcitoria volontaria delle vittime, dalla lettura minimale delle sue responsabilità, dal rifiuto di esprimere pubblica ammenda per quanto accaduto in riferimento alle sue colpe”. Le violenze alla Diaz sono ritenute dalla Cassazione un fatto in sé di “estrema gravità” in quanto si è trattato di “un pestaggio forsennato, di inaudita violenza e privo di alcuna ragione di inermi dimostranti colti nel sonno mentre si trovavano al chiuso di un edificio scolastico”. Per quanto riguarda gli addebiti contestati a Caldarozzi, i supremi giudici sottolineano che nel 2001 lui era “dirigente della polizia, tutore della legge e della legalità” e si è prestato “a comportamenti illegali di copertura poliziesca proprii dei peggiori regimi antidemocratici, in violazione di diritti fondamentali di libertà, di tutela giudiziaria, della dignità della persona, riconosciuti in tutte le democrazia occidentali, dalla nostra suprema carta e nella stessa Corte europea dei diritti”. C’erano dei fattori che avrebbero potuto andare a favore dell’affidamento in prova, quali il “recentissimo impegno” di Caldarozzi, dallo scorso febbraio, nel volontariato, e l’attività lavorativa come “consulente per la sicurezza in favore di un importante istituto di credito” a seguito della sua sospensione dal servizio per cinque anni, ma la Cassazione li ha liquidati come “sub valenti” rispetto agli altri “elementi sfavorevoli”.

34 arresti a Roma: tratta di giovani africane

tratta-esseri-umani-tuttacronacaSono stati i carabinieri a effettuare blitz nella Capitale e in altre città italiane contro un’organizzazione a delinquere di matrice nigeriana che, con modalità tipicamente mafiose, gestiva un traffico di giovani africane costrette a prostituirsi dopo essere state ridotte in schiavitù. I carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Roma hanno effettuato trentaquattro arresti di persone a cui vengono contesati, nell’ordinanza di custodia cautelare, i reati di associazione di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, con l’aggravante della “transnazionalità”, di riduzione in schiavitù, tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, riciclaggio e altri gravi delitti. Secondo i militari, la banda era in grado di gestire, con modalità tipiche della criminalità organizzata, “diversificate attività illecite nei remunerativi settori del traffico e sfruttamento di esseri umani, del narcotraffico e del riciclaggio degli ingentissimi proventi”.  Gli investigatori sottolineano anche come sia stato grazie alla cooperazione internazionale instaurata con le autorità della Repubblica del Togo che “è stato possibile ricostruire l’intera filiera della tratta di giovani africane, introdotte in Italia per il loro sfruttamento sessuale”.

La camorra entra anche agli Uffizi: sei arresti

uffizi-tuttacronacaE’ il Giornale a rendere noto che un’inchiesta della Guardia di Finanza ha portato all’arresto di sei persone vicine al clan dei Casalesi. L’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Le Fiamme Gialle hanno infatti scoperto un sistema di evasione fiscale che ha permesso a imprese legate agli indagati di ottenere diversi subappalti. Spiega il giornale:

Due delle ditte coinvolte nell’indagine hanno lavorato anche al polo museale fiorentino degli Uffizi, ottenendo lavori per centinaia di migliaia di euro. Dal 2007 al 2012 le imprese hanno evaso oltre 3,1 milioni di euro, grazie a società “cartiere”, cioè che producevano fatture false. Un sistema che permetteva di stare sul mercato a prezzi più vantaggiosi rispetto a quelle della concorrenza.

Così facendo, le due ditte sono riuscite a ottenere negli anni diversi appalti pubblici, senza che i committenti sospettassero nulla. I lavori venivano poi portati a termine rispettando gli standard qualitativi, senza che l’operato delle società destasse perplessità di nessun tipo.

Rifiuti: 7 arresti a Roma per associazione a delinquere

discarica-malagrottatutta-cronacaI carabinieri del Noe di Roma hanno arrestato sette persone, tra cui anche il proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, e l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti del Lazio. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti. Per tutte e sette sono stati disposti gli arresti domiciliari. Proprio in questi giorni il Campidoglio sta provando a cambiare rotta sulla gestione dei rifiuti e ieri Estella Marino, assessore all’Ambiente, ha incontrato i rappresentanti dei sindacati confederali e di categoria per illustrare le linee programmatiche per imprimere un nuovo corso al ciclo dei rifiuti della Capitale. Come sottolinea l’Huffington Post, i punti focali sono la chiusura di Malagrotta, la gestione dell’avvio della raccolta differenziata nei primi cinque Municipi e il lavoro di impostazione per quelli che partiranno nel corso del 2014, l’avvio del percorso sulla delibera dell’anagrafe dei rifiuti e il tavolo su rifiuti zero. Il Campidoglio vuole discontinuità nei metodi e nell’organizzazione dell’Ama, da imprimere attraverso la stesura del nuovo contratto di servizio. Si richiedono cittadini formati e consapevoli, un’azienda sana, efficiente e trasparente e la presenza di impianti di trattamento adeguati. Oggi saranno formalizzati i nuovi vertici della municipalizzata dei rifiuti di Roma, con i nomi che arriveranno in Commissione Ambiente, per poi essere formalizzati dall’assemblea del socio unico. Tra le ultime ipotesi circolate in Campidoglio quella di una riduzione a tre membri del Cda con un’unica figura che accorpa amministratore delegato e presidente: su quest’indirizzo del sindaco però non si sarebbe ancora trovata la quadra e ancora ci sarebbe una serrata discussione in corso con parti della maggioranza capitolina.

Nuovo scandalo della ricostruzione de L’Aquila: 4 arresti

terremoto_l_aquila_tuttacronacaSi torna a parlare del disastro de L’Aquila e della ricostruzione della città e si viene a scoprire che le tangenti non si pagano più esclusvamente in contanti ma con moduli abitativi. Otto indagati, quattro dei quali posti agli arresti domiciliari: è l’esito dell’inchiesta “Do ut des” della procura de L’Aquila relativa ad appalti legati alla ricostruzione post-terremoto del 2009. Le accuse per le persone coinvolte sono, a vario titolo, di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita. A finire in manette due politici: Pierluigi Tancredi, ex assessore di Forza Italia ed ex consigliere comunale Pdl alla ‘salvaguardia dei beni artistici dell’Aquila’ e Vladimiro Placidi, ex assessore comunale della giunta di centrosinistra, delegato alla ricostruzione dei beni culturali. Gli altri due arrestati sono Daniela Sibilla, socia di Tancredi e l’imprenditore abruzzese Pasqualino Macera. Quattro invece gli indagati, tra cui il vice sindaco dell’Aquila, Roberto Riga, sospettato di aver ricevuto una tangente di 10 mila euro, nascosta dentro un pacco dono con una confezione di grappa, per la promessa di un appalto. I reati, secondo l’accusa, sarebbero stati commessi nel capoluogo nel periodo che va dal settembre 2009, pochi mesi dopo il terremoto, al luglio 2011; l’entità delle presunte tangenti contestate è di 500mila euro, mentre è stata accertata l’appropriazione indebita di 1 milione e 268mila euro da parte di alcuni indagati attraverso la contraffazione della documentazione contabile relativa al pagamento di alcuni lavori. Secondo gli inquirenti a L’Aquila esisteva un sistema corruttivo in base al quale alcuni imprenditori interessati ai lavori per la ricostruzione post-terremoto pagavano tangenti, sia in denaro sia attraverso la consegna di moduli abitativi provvisori, a funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti relativi a lavori di messa in sicurezza.Come spiega Repubblica, in un articolo a firma Giuseppe Caporale:

A mettere tutti nei guai è stato un imprenditore veneto, Daniele Lago, amministratore delegato della Steda spa. Messo alle strette dagli agenti della squadra mobile dell’Aquila rispetto a un presunto illecito per un valore superiore a un milione di euro (legato a un appalto), Lago ha deciso di confessare e raccontare al procuratore Fausto Cardella e ai pm David Mancini e Antonietta Picardi il sistema delle tangenti nella città del post sisma.

“Gli indagati hanno rivelato una dedizione costante ad attività predatorie in danno della collettività, arrivando a suggerire i metodi corruttivi, a costituire società ad hoc, a rappresentare realtà fittizie, anche in momenti (il post sisma) in cui il dramma sociale e umano avrebbe suggerito onestà e trasparenza. Da ciò si ricava la certezza della reiterazione di reati della stessa specie”, scrive il gip Romano Gargarella nell’ordinanza d’arresto motivando le esigenze cautelari.

“Tancredi anche in virtù del suo ruolo politico pubblico si è posto nel dopo-sisma, caratterizzato dalla fase dell’emergenza, come collettore di compensi di imprese in cambio di agevolazioni per il conferimento di lavori”, è scritto ancora nell’ordinanza. E sarebbe proprio Tancredi, oltre a farsi consegnare dalla Steda del denaro per il suo aiuto, a chiedere e ottenere, secondo la Procura – attraverso una società creata ad hoc per incamerare i proventi illeciti – anche cinque Map, cinque ‘Moduli abitativi provvisori’, del valore di 40 mila euro l’uno.

Moduli che poi, secondo l’accusa, provvederà in parte a rivendere.

Ma le tangenti – secondo quanto raccontato dall’imprenditore veneto – hanno riguardato anche il vertice dell’amministrazione comunale dell’Aquila nella personan della il vice sindaco Riga. Scrive il gip Gargarella: “L’amministratore della Steda spa ha riferito che uno degli appalti che gli vennero ‘offerti’ riguardava quello relativo all’esecuzione delle opere provvisionali di messa in sicurezza di un immobile della dottoressa Sabrina Cicogna, medico presso l’ospedale dell’Aquila. Dalle dichiarazioni del Lago emerge che l’assegnazione di quell’intervento gli venne garantita oltre che da Tancredi, anche da Riga, vicesindaco de L’Aquila”.

E per ottenere quell’appalto a Lago fu chiesto di finanziare con un contributo elettorale di 5mila euro il partito politico ‘La Destra’, di cui “la Cicogna era esponente locale”.

Due poliziotti arrestati 13 anni dopo la notte della Diaz

diaz-tuttacronacaLa sera del 21 luglio 2001, nei giorni del G8 a Genova, tra le ore 22 e mezzanotte, nelle scuole Diaz, Pertini e Pascoli, divenute centro del coordinamento del Genoa Social Forum, facevano irruzione i Reparti mobili della Polizia di Stato di Genova, Roma e Milano con il supporto operativo di alcuni (non tutti) battaglioni dei Carabinieri. Il bilancio parla di 93 attivisti fermati e di 61 feriti portati in ospedale, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma.Sotto accusa finirono 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra, per quello che fu definito dal vicequestore Michelangelo Fournier un pestaggio da “macelleria messicana”. Per due di quei poliziotti quella notte è finita lo scorso San Silvestro. Come spiega Il Secolo XIX:

sono stati arrestati gli ultimi due superpoliziotti finiti sott’accusa per l’irruzione e l’introduzione di prove taroccate nella scuola dove dormivano i noglobal, al termine del G8 2001 di Genova. Uno è Spartaco Mortola, volto conosciutissimo nel capoluogo ligure, ex capo della Digos genovese poi divenuto questore vicario di Torino, che dall’altroieri deve scontare otto mesi di domiciliari nella propria abitazione.

L’altro è Giovanni Luperi, ex dirigente Ucigos nelle giornate della guerriglia, quindi capo-analista dei servizi segreti e attualmente in pensione: per lui, della condanna definitiva a quattro anni, ne resta uno.

Il giorno precedente (pomeriggio del 30), l’arresto era scattato per un altro big: Francesco Gratteri, numero tre della polizia italiana prima della condanna, coordinatore d’indagini su attentati e latitanti. È ora obbligato a un anno di domiciliari, potrà beneficiare come gli altri di alcune ore (2 o 4) di libertà durante il giorno e usare il telefono.

I poliziotti-detenuti potranno chiedere il riconoscimento della buona condotta, e quindi rosicchiare qualche mese oltre a ciò che era stato spazzato dall’indulto del 2006.

La polizia picchia furiosamente le donne che protestano contro una legge

polizia-picchia-manifestanti-tuttacronacaVenerdì, il governo conservatore di Mariano Rajoy ha approvato un progetto di legge sull’aborto più restrittivo delle norme in vigore dal 1985, modificate nel 2010 dalla maggioranza progressista di José Luis Rodriguez Zapatero, che pose la legislazione spagnola all’avanguardia in Europa. Se il progetto verrà approvato, com’è più che probabile sia, l’aborto sarà un reato, anche se solo per i medici e non per la donna, e potrà essere consentito solo in pochi casi e ben specificati. Il Pp aveva fatto di questa riforma uno dei punti salienti del programma elettorale con cui vinse le elezioni nel 2011. L’approvazione del progetto di legge viene però contestato dalle femministe e dal Partito socialista (Psoe) che lo definisce “cinico e ingiusto”. L’opposizione annuncia battaglia per cancellare una legge che colpisce “l’autonomia delle donne per esercitare liberamente la loro maternità”. Chiede il voto segreto e si appella alle 76 deputate del Pp per modificare il testo. Ma le possibilità che ciò avvenga sono molto scarse. La decisione non poteva non suscitare polemiche e proteste e la scorsa notte sono state tre le persone fermate, stando a quanto le fonti della polizia a EFE, con l’accusa di resistenza, disobbedienza e aggressione a tutori dell’ordine. Periodismo Humano ha pubblicato un video che mostra come la polizia abbia identificato e picchiato delle manifestanti. In seguito, il gruppo Nosotras decidimos ha convocato una nuova protesta per chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón.

Banditi… e scoppia il caso diplomatico per i tifosi laziali!

tifosi-laziali-varsavia-tuttacronaca

Sulla questione dei tifosi laziali ancora detenuti in carcere a Varsavia, dopo l’azione di Emma Bonino, interviene anche il presidente del Consiglio Enrico Letta e una partita si trasforma in caso diplomatico. Il premier polacco Donald Tusk ha risposto così all’appello del capo del governo italiano: «Farò di tutto per accelerare le procedure nel rispetto delle regole e farò un appello al procuratore generale e al ministro della Giustizia affinché seguano personalmente la vicenda al fine di evitare lungaggini».  Molto più duro è stato il ministro dell’Interno  Barlomiej Sinkiewicz che pur comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ha messo in evidenza che “la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli «banditi»”. Il ministro poi sempre parlando alla tv polacca ha anche sottolineando che «la legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri»

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, al termine della bilaterale con il primo ministro Donald Tusk si è recato all’ambasciata italiana a Varsavia per incontrare i familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia. Dopo aver saluto i parenti dei 22 supporter, il premier ha avuto un colloquio con una delegazione per discutere di quanto sta avvenendo.

Queste le armi sequestrate ai tifosi laziali:

tuttacronaca-lazio-tifosi

E i marò? Restano in India anche a Natale?

Il caso dei tifosi laziali arrestati a Varsavia passa al Parlamento Ue

tifosi-lazio-tuttacronacaInformativa urgente, oggi alla Camera, sui tifosi italiani arrestati a Varsavia, com’è stato richiesto da Fratelli d’Italia. Nel frattempo in una nota di Emma Bonino, ministro degli Esteri, si legge: “Ho chiesto oggi al mio omologo polacco Sikorski chiarimenti su una vicenda che presenta contorni ancora da approfondire pienamente e che vede al momento 22 nostri concittadini detenuti nel carcere di Varsavia. Gli ho anche chiesto di adoperarsi affinché vengano messi in libertà, anche dietro cauzione, in attesa del processo. Sikorski mi ha promesso il suo personale interessamento e si è impegnato ad aggiornarmi tempestivamente”. Il ministro ha quindi aggiunto: “Ho parlato oggi anche con il Presidente della Lazio Lotito cui ho espresso la mia solidarietà per quei tifosi pacifici che si sono trovati coinvolti in situazioni che non hanno nulla a che vedere con lo spettacolo del calcio. L’ho anche rassicurato illustrando tutte le azioni che il governo sta mettendo in atto per giungere alla liberazione di tutti i connazionali tratti in arresto”. Ma la questione ha varcato i confini nazionali approdando in Europa: il vicepresidente del Parlamento Ue Roberta Angelilli, infatti, ha presentato alla Commissione e al Consiglio Ue una interrogazione in merito alla vicenda degli oltre cento tifosi laziali fermati dalla polizia polacca prima della partita svoltasi a Varsavia.Nell’interrogazione si chiede che venga fatta luce: “Questa vicenda, a distanza di giorni presenta ancora diverse zone d’ombra, su cui è doveroso fare piena luce al fine di accertare che non siano stati lesi i diritti fondamentali dei nostri connazionali all’estero. Molti episodi legati al fermo e al rinvio a giudizio dei cittadini italiani risultano poco chiari e connotati da evidenti abusi e atteggiamenti sproporzionati da parte delle autorità della Polonia. Vi sono aspetti da chiarire sia sul fronte delle modalità che delle motivazioni di questa ‘azione preventivà da parte delle Autorità polacche. In queste ore, infatti, sto continuando a ricevere segnalazioni di diversi casi di cittadini italiani che sarebbero stati coinvolti in gravi episodi, subendo maltrattamenti, rispetto ai quali si devono delle spiegazioni all’Italia e all’Europa. Ho chiesto pertanto alla Commissione e al Consiglio di fare piena luce sul comportamento delle autorità di polizia e giudiziarie della Polonia e accertare se siano stati rispettati, per i nostri connazionali, tutti i diritti alla difesa e a un processo equo come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha preso la parola in occasione della consegna dei premi Coni-Ussi svoltasi nel Salone d’Onore di Palazzo H: “I fatti di Varsavia? Il tutto è estremamente spiacevole e anche sgradevole. Sto aspettando un rapporto completo perché mi sembra che qui addirittura c’è il ministero degli Esteri coinvolto. A prescindere dal comportamento di qualche singolo, c’è stato un atteggiamento delle forze dell’ordine che sicuramente ha mancato di rispetto alle norme più basilari. Non mi sento di sbilanciarmi ma appena saremo a conoscenza di tutto, un secondo dopo sarà giusto esprimere la propria opinione al riguardo”.

I carabinieri arrestano 5 persone: in 50 assaltano la caserma

furti-rame-tuttacronacaE’ scattata la denuncia per alcune delle persone che hanno tentato di assaltare la caserma dei carabinieri al quartiere Paolo VI di Taranto mentre si svolgevano le operazioni di arresto di cinque giovani pizzicati a rubare rame nel deposito di un vecchio supermercato. Tra la cinquantina di presenti, si sarebbe messo in risalto un uomo che avrebbe tentato di far irruzione nella caserma entrando dal garage, venendo però bloccato. Ad aiutare i militari sono intervenute sia delle pattuglie di Polizia che la Guardia di Finanza. Dopo alcuni momenti di forte tensione, è stata in seguito ripristinata la calma mentre tutti i presenti sono stati identificati.

Scoppia una rissa al San Raffaele: muore un uomo

san_raffaele_milano-tuttacronacaDue famiglie di etnia rom, che vivono nel campo nomadi di via Idro tra le quali serpeggiano da anni forti rancori, si sono incontrate, per casualità, al San Raffaele di Milano. Qui hanno dato vita a una violenta rissa culminata nel ferimento di un 49enne, Luca Braidic, le cui condizioni sono subito apparse gravi. L’uomo è stato immediatamente ricoverato ed è entrato in coma irreversibile. Successivamente, è stato dichiarato morto dai medici. Mentre la lite degenerava in rissa, il personale sanitario era occupato a proteggere pazienti ed altri visitatori e si è reso necessario l’intervento della polizia per fermare i rom. A terra, oltre a Braidic, un altro ferito, il rivale Marco Deragna, di 46 anni, che è stato medicato e affidato alla polizia. Tutti e sette i partecipanti alla lite sono stati arrestati. Nel passato delle due famiglie ci sono faide, litigi, pestaggi, dispetti tra le donne. L’episodio più eclatante, prima di oggi, risale all’inizio dell’anno. Il 28 gennaio nel campo nomadi c’era stata una sparatoria ed era intervenuta la polizia, che era stata presa a sassate.

Arrestati gli anarchici, accusati di 13 attentati commessi tra il 2010 al 2013

anarchici-fai-tuttacronaca-arresti

Sono stati arrestati all’alba di oggi  Gianluca Iacovacci e Adriano Antonacci, 29 e 26 anni, il primo di Frascati e il secondo di Genzano, ritenuti una sorta di «franchising» dei movimenti anarchici collegati alla Fai/Fri, la Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale. Una cellula ombra ancora più inquietante perché i due arrestati – ai quali è stata contestata l’associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, atti di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi in concorso, incendio, furto aggravato, deturpamento e imbrattamento di cose altrui – erano incensurati, sconosciuti alle forze dell’ordine, sebbene secondo gli investigatori partecipassero attivamente a manifestazioni di piazza.

Secondo le accuse Iacovacci sarebbe  stato il dna scoperto dai carabinieri del Ris sul nastro adesivo usato per fissare le batterie al timer della bomba artigianale scoppiata l’11 dicembre dell’anno scorso davanti alla Banca del Credito Cooperativo di Genzano. Ma altre tracce riconducibili al trentenne sono state trovate anche su un guanto recuperato il 19 luglio 2012 sul teatro dell’attentato all’Unicredit e alla Bnl di Frascati.

Sempre secondo le accuse Gianluca Iacovacci e Adriano Antonacci, apparterrebbero all’area «anticivilizzatrice» della Fai, che «si inserisce nella rete internazionale informale e antiautoritaria di gruppi anarchici, lanciata nel 2010 dalla Cospirazione delle cellule di fuoco, che ha portato negli ultimi tre anni al compimento di numerosi attentati in Italia e all’estero». Tra questi la gambizzazione di Roberto Adinolfi, avvenuta a Genova il 7 maggio dell’anno scorso da parte del «Nucleo Olga Fai-Fri». Secondo il gip Maurizio Caivano, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, Iacovacci e Antonacci, «a seguito degli appelli lanciati dagli organismi operanti anche in altri Paesi e sulla base di una scelta strategica connessa alla loro militanza», andavano arrestati per evitare che potessero compiere «ulteriori delitti della stessa specie, ovvero con finalità eversive». E il procuratore Capaldo sottolinea come «siamo in presenza di un mondo sommerso e la non eclatanza del gesto non esclude che questi soggetti non possano in un futuro arrivare ad uccidere».

 

Arresti a Roma, maxi operazione antidroga nelle strade della Movida

droga-roma-movida-maxi-operazione-arresti-tuttacronaca

Controlli di Ferragosto e 25 persone, tra cui 12 pusher, nella Capitale arrestate dai carabinieri nelle strade della movida romana: San Lorenzo, Testaccio, Monti e Trastevere. Sequestrate centinaia di dosi di droga e almeno 10 persone segnalate  all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntori di stupefacenti. L’indagine speriamo che porti a ricostruire il traffico e la provenienza, così da poter arrestare anche i boss che, a quanto sembra dalle notizie riportate dai media, rimangono ancora nell’ombra.

Arrestato per stalking scappa e stupra una donna.

stalking- Gaetano Vescera-tuttacronaca

Stupra una donna introducendosi in un abitazione dopo esser fuggito dagli arresti domiciliari ai quali era stato costretto per stalking. I carabinieri hanno arrestato il 32enne, Gaetano Vescera, di Vieste autore del gesto con le accuse di violenza sessuale, violazione di domicilio ed evasione. Secondo quanto riportato da un quotidiano locale l’uomo avrebbe fatto irruzione  nell’abitazione della donna, che era a letto, e l’ha palpeggiata nelle parti intime, con l’aggravante – secondo quanto appurato dai Carabinieri – “di aver posto in essere la condotta delittuosa di notte, approfittando, tra l’altro, dello stato di torpore della donna, dovuto al sonno”.

Shock a Chieti per l’arresto dell’assessore D’Agostino:concussione e violenza sessuale

Ivo d'agostino-assessore-chieti-tuttacronaca

Ivo D’Agostino, 54 anni, iscritto all’Udc e assessore al traffico, alla sanità, alle politiche della casa,  secondo le accuse, avrebbe  ottenuto con la forza, prestazioni sessuali in cambio dell’assegnazione di alloggi popolari. Per questo ora è stato messo agli arresti domiciliari con pesantissime accuse: concussione, tentata concussione e violenza sessuale. Secondo quanto citato da Il Centro l’assessore comunale avrebbe abusato di almeno 5 ragazze bisognose. Le giovani, tra cui alcune segnalate dalla Caritas, si rivolgevano all’assessore per avere degli aiuti. In cambio chiedeva prestazioni sessuali, da consumarsi negli stessi uffici dell’assessorato.

Corruzione in atti giudiziari: in manette anche un giudice e un avvocato

corruzione-arresti-tuttacronacaSette ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e quattro ai domiciliari, sono state fatte scattare dai carabinieri del Noe. In manette, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, sono finiti tra gli altri il giudice del Tar del Lazio, Franco Angelo Maria De Bernardi, l’ex presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, l’avvocato Matilde De Paola e l’uomo d’affari Giorgio Cerruti. Nell’inchiesta risultano indagati anche due alti ufficiali della Marina Militare. NEl maggio scorso il giudice De Bernardi era stato coinvolto in un’inchiesta della Procura di Palermo legata all’attività di riciclaggio e abusiva attività finanziaria. Ora, stando a quanto scritto dal gip nell’ordinanza, il giudice avrebbe siglato un accordo con l’avvocato Matilde De Paola “in base al quale quest ‘ultima si impegnava a corrispondere al giudice del Tar somme di denaro quale compenso per il compimento di una serie di atti contrari ai doveri d’ufficio consistenti di volta in volta, nell’accordarsi con parti processuali in ordine alla nomina della stessa De Paola quale difensore in procedimenti davanti al Tar del Lazio”.

Roma: sgominata banda specializzata in furti in appartamenti

banda-rapina-fermata-tuttacronacaHanno arrestato 37 membri di una banda di georgiani, specializzati in furti in appartamenti a Roma e nell’hinterland romano, i carabinieri della Capitale, ora impegnati in decine di perquisizioni. L’organizzazione criminale, che ha effettuato decine di colpi, era specializzata nel “key bumbping”: una tecnica che permette di aprire le porte con serratura europea senza lasciare segni di effrazione. L’indagine aveva portato, nel marzo dello scorso anno, all’arresto di altre 14 persone. Nel complesso, i militari hanno notificato 51 misure cautelari oltre ad eseguire 54 arresti in flagranza di reato e recuperare un’ingente quantità di refurtiva per un valore stimato di 2 mln di euro. Molti degli oggetti, oro, pezzi d’argenteria pregiata, orologi, gioielli e pc portatili, sono già stati restituiti ai legittimi proprietari.

Fonsai: arresti per quattro componenti della famiglia Ligresti

ligresti-fonsai-tuttacronacaIpotesi di reato di falso in bilancio aggravato e manipolazione di mercato. Sono queste le motivazioni che hanno fatto scattare sette ordinanze di custodia cautelare a Torino, nei confronti di quattro componenti della famiglia Ligresti (Ionella, Giulia Maria, Paolo Gioacchino e Salvatore) e di alcuni manager che, all’epoca dei fatti, occupavano posizioni di vertice nell’ambito di Fondiaria-Sai. Le altre tre persone arrestate sono Emanuele Erbetta e Fausto Marchionni, ex amministratori delegati di Fonsai, e Antonio Talarico, ex vicepresidente della società. Gli investigatori ritengono che abbiano occultato al mercato un ‘buco’ nella riserva sinistri di circa 600 milioni di euro, la mancata comunicazione del quale avrebbe provocato danni ad almeno 12mila risparmiatori. Gioacchino Paolo Ligresti al momento è ‘ricercato’ e le Fiamme Gialle di Torino sanno che il manager si trova in Svizzera e prima di prendere ufficialmente contatti con le autorità elvetiche, attendono di sapere se l’ uomo intende rientrare in Italia e consegnarsi.

Omicidio del pastore nel Catanese: sei nuovi arresti

buda-omicidio-tuttacronacaIl 23 gennaio 2013 Salvatore Buda, piastore 47enne, venne ucciso a colpi di fucile all’interno di un’automobile in un fondo rurale adibito a pascolo in contrada Felicetto a Calatabiano, durante una lite. Il 39enne Salvatore Musumeci si costitù poco dopo per il delitto. L’uomo raccontò che tra lui e la vittima erano sorti contrasti per il furto di alcuni vitelli che gli erano stati sottratti nei giorni precedenti. Durante la lite sarrebbe quindi avvenuta una collutazione durante la quale uno dei due avrebbe imbracciato il fucile a scopo intimidatorio. Un colpo partito accidentalmente colpì quindi Buda. Questa mattina però, all’alba, i carabinieri di Giarre, in provincia di Catania, hanno effettuato sei nuovi arresti. L’omicidio, anche se in passato sia Musumeci che Buda erano stati ritenuti vicini a consorterie mafiose, non era sembrato riconducibile a dinamiche legate alla criminalità organizzata.

Vaticano nel caos: primi arresti

nunzio scarano vescovo-tuttacronaca

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha arrestato questa mattina un alto prelato, Nunzio Scarano, un religioso con un ruolo di spicco all’Apa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede). Insieme a lui sono stati arrestati anche un funzionario dei Servizi Segreti, Giovanni Maria Zito, un funzionario dell’Aisi, e un broker finanziario italiano che lavora soprattutto all’estero, Giovanni Carenzio. Tra i reati contestati, oltre alla truffa ed alla corruzione anche la calunnia, all’interno di una indagine che riguarda ingenti somme che sono rientrate dalla Svizzera. L’ammontare sarebbe di circa 20 milioni cash di proprietà di alcuni amici del monsignore a bordo di un jet privato. Per questo «servizio», Zito avrebbe ricevuto 400 mila euro. Gli arresti arrivano il giorno seguente allo shock per le accuse di pedofilia che ieri avevano interessato il cerimoniere pontificio: Don Franco Camaldo

 

Arrestato il leader di Cospalat: in vendita latte tossico

latte_cancerogeno

Finisce in manette Renato Zampa, leader di Cospalat, azienda che si occupa della produzione e della commercializzazione del latte in Friuli Venezia Giulia e il cui spot recita: “dal produttore al consumatore”. L’uomo è accusato di aver messo in vendita latte tossico, contaminato da aflatossine, un agente cancerogeno con effetti sulla crescita dei bambini. Assieme a Zampa, altre cinque persone sono state arrestate, quattro ai domiciliari e una con obbligo di dimora mentre un’altra persona risulta tuttora ricercata. Associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio è l’accusa formulata per tutti, a cui si aggiunge l’adulterazione di alimentari e commercio di sostanze alimentari pericolose per la salute. Oltre alle aflatossine, nel latte messo in vendita è stata scoperta anche la presenza di antibiotici. I controlli venivano poi elusi con l’ausilio di un laboratorio compiacente: il latte veniva allungato con dell’altro non contaminato e, così facendo, il controllo sul campione risultava regolare. L’azienda produceva anche il formaggio Montasio Dop che, nonostante il marchio di Denominazione di origine protetta, veniva prodotto abusivamente sfruttando il latte proveniente da allevamenti non autorizzati. In tutto, gli indagati risultano essere 24, 17 dei quali allevatori accusati di essere al corrente di utilizzare latte contaminato.

Mega rissa a Ostia!

spranghe-roma-ostia-mega-rissa-tuttacronaca

La scorsa notte, circa all’una, la Questura di Roma è dovuta intervenire per placare una rissa tra una ventina di ragazzi, alcuni con spranghe e bottiglie di vetro,  in via Rodolfo Grimaldi Costa, ad Ostia, località a pochi chilometri da Roma. Tre i feriti, tutti 19enni italiani che sono stati medicati all’ospedale e poi tratti in arresto per rissa aggravata. L’ennesima violenza che mostra come le nostre città non siano sicure. Una rissa che avrebbe potuto concludersi in ben altro modo se non fossero prontamente intervenute le pattuglie della polizia.

 

Parigi: ancora proteste per la legge sulle nozze e le adozioni gay

minifestaione-anti-nozze-gay

Ha vuto luogo oggi, a Parigi, la manifestazione degli oppositori alla legge sulle nozze e le adozioni gay che ha portato a 96 fermi e 39 persone trasferite in stato di detenzione preventiva. Mentre questo succedeva in piazza, alla sede del Partito socialista dei militanti di estrema destra, fra i 10 e i 20 giovani del gruppo “Generazione Identitaria”, dispiegavano uno striscione con la scritta “Hollande, dimissioni” occupavano il luogo con la polizia che tentava di espellerli. Gli almeno 150 mila partecipanti alla manifestazione, nel frattempo, ha raggiunto la grande spianata degli Invalides. ”Siamo piu’ di un milione”, hanno detto gli organizzatori della Manif pour Tous, il collettivo di movimenti che si oppongono alla legge sulle nozze e le adozioni gay, in piazza oggi a Parigi per un’ultima protesta. La stessa Frigide Barjot, in questi mesi leader dell’opposizione alla legge sulle nozze e le adozioni di coppie gay in Francia, ha dichiarato: “Il ritiro della legge non è più possibile. La Manif pour Tous ha fatto il suo tempo, ed è meglio così, perchè il suo messaggio non era più appropriato”.

Manette in tutta Italia per degli appartenenti al gruppo Anonymous

anonymous_polizia

Tango down, è questo il nome dell’operazione della polizia postale, coordinata dalla procura di Roma, che ha portato ad arresti e perquisizioni in tutta Italia contro presunti appartenenti al gruppo hacker Anonymous, i cui membri attacccano i sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali e importanti aziende. Quattro provvedimenti agli arresti ed una decina di perquisizioni sono stati disposti per i responsabili anche di attacchi ai siti del governo, del Vaticano e del Parlamento. Stando alle indagini, le persone arrestate facevano parte del movimento e sfruttavano il logo di Anonymous per interessi personali. In precedenza, il 23 otttobre dello scorso anno, era stato preso di mira anche il sito della Polizia di cui alcuni documenti sensibili, tra i quali un dossier sui manifestanti No-Tav e schermate del sistema mail interno della polizia con credenziali d’accesso per i sistemi riservati, sono stati messi a disposizione sul sito del gruppo. Tra gli altri files, erano stati hackerati anche quelli contenenti indicazioni risalenti al 2007 per la concessione del permesso di soggiorno per fini sociali, circolari del 2012 che indicano su quali fattispecie criminose si possono disporre operazioni sotto copertura, sopratutto rispetto alla criminalità informatica. Oltra a questo, sul sito della Polizia Anonymoous aveva pubblicato un manifesto satirico: “Polizia battuta e scoperta”.

Frana il Pd a Taranto!

ilva_taranto_arresti-pd-tuttacronaca

Ieri l’arresto del presidente della provincia di Taranto Gianni Florido, questa mattina i consiglieri e gli assessori del Partito democratico alla Provincia di Taranto hanno deciso di rassegnare le dimissioni dalle loro funzioni. “Le stesse saranno depositate presso la segreteria generale della Provincia di Taranto non appena saranno pervenute quelle del presidente Gianni Florido”, ha precisato in una nota il capogruppo del partito Luciano Santoro. “Tale modalità – ha aggiunto – è stata concordata per il rispetto nei confronti dello stesso Gianni Florido”.

Secondo l’informativa della Guardi di Finanza che è stata allegata all’ordinanza si chiama in causa anche il presidente della  Regione Nichi Vendola, per il quale si configura  l'”ipotesi concussiva ai danni del direttore dell’Arpa Giorgio Assennato”. Tale accusa già ampiamente emersa nei mesi passati è stata ampiamente smentita sia da Vendola che dallo stesso Assennato. Questa mattina è intervenuto lo stesso presidente della Regione a chiarire che “Stiamo parlando del nulla. L ‘ordinanza riguarda i permessi e le autorizzazioni per discariche che sono di esclusiva competenza della Provincia. E’ una storia che esce fuori ogni tre mesi – ha proseguito Vendola – i giornali hanno bisogno di tirare fuori la mia presunta violenza nei confronti di Assenato, il direttore generale dell’Arpa, un mio pupillo, un mio eroe che io personalmente ho voluto e confermato all’Arpa.”

 

 

 

“Ambiente svenduto”: in manette il presidente della Provincia di Taranto

ilva-taranto-arresti-tuttacronaca

La guardia di finanza ha eseguito quattro arresti nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente svenduto”, sui presunti favori all’Ilva. In manette è finito il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, con l’accusa di concussione. Stessa sorte per l’ex assessore provinciale di Taranto all’Ambiente, Michele Conserva, l’ex dirigente dell’Ilva, Girolamo Archinà. L’arresto è scattato anche per l’ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia, che ha beneficiato dei domiciliari. Ad Archinà l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata nella stessa casa circondariale dove l’ex dirigente Ilva è detenuto da alcuni mesi mentre Conserva è stato trasferito in carcere. Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall’Ilva “in carenza dei requisiti tecnico-giuridici”. Per Archinà l’accusa è di concorso nel reato contestato ai pubblici ufficiali.

Arrestate 4 persone: organizzavano matrimoni tra fantasmi

matrimonio tra fantasmi-tuttacronaca

Non desiderate che un vostro caro defunto trascorra l’eternità in solitudine? Il rimedio è semplice: farlo sposare con un altro fantasma. Questa pratica, nonostante il governo cinese cerchi di debellarla dal 1949, anno in cui venne proclamata la Repubblica Popolare Cinese, persiste nelle aree rurali e consiste nel trovare un compagno per il proprio caro: dopo il “matrimonio”, gli sposi vengono poi risepelliti, questa volta assieme. I matrimoni tra fantasmi vengono gestiti da intermediari che, a volte, non si preoccupano neanche di trovare un accordo diretto tra le famiglie dei defunti né organizzano incontri tra le stesse. A volte, come hanno fatto quattro uomini ora condannati, si limitano a rubare i cadaveri per venderli “a scopo matrimoniale”. Non che siano stati i primi: il valore di un corpo sul mercato nero raggiunge anche i 2.500 dollari e, considerato che è sempre più raro che persone muoiano in giovane età e siano facili candidati per il rituale, non c’è da meravigliarsi che ci sia gente disposta a tutto. Tempo fa, collegata a questo tipo di tratta, è stata sgominata una banda che assassinava giovani ragazze in nome di questo macabro profitto.

Libor quell’oscuro oggetto del desiderio tra prostituzione e cocaina!

Libor-cocaina-e-prostitute-tuttacronaca

Il Libor,  il tasso di riferimento del mercato interbancario londinese e perno del sistema  finanziario internazionale, era invece un oscuro oggetto di desiderio acquistabile con la corruzione, la prostituzione e la cocaina.

16 banche operanti sulla Borsa di Londra si incontrano ogni giorno per decidere quale è il tasso di prestito che applicano per concedere crediti agli altri istituti. Tutto il mondo si ferma a guardare cosa avviene a Paternoster Square. Ma un anno fa si è scoperto che quel tasso veniva manipolato per interessi di gruppi economici ben organizzati che sapevano come “corrompere” gli operatori. Una storia quasi italiana che a distanza di mesi sta alzando il velo su ” un mondo sommerso” da prostituzione, cocaina e viaggi di lusso.

Ma chi sono i protagonisti? Uno è Tom Hayes trader di Ubs arrestato insieme ai suoi clienti di R.P. Martin. L’Ubs ha ammesso la pratica di manipolazione del Libor, ed Hayes, durante gli interrogatori, ha evidenziato come una simile pratica coinvolga molti banchieri di vertice oltre a lui, alludendo così agli altri istituti di credito che fissano il tasso di riferimento del mercato interbancario.

Tom-Hayes-scandalo-libor-tuttacronaca

Insomma attraverso inviti a country club esclusivi o viaggi pagati a Las Vegas, corredati da cocaina e prostituzione l’affare veniva trattato in modo che il tasso risultasse vantaggioso per concludere alcuni business che altrimenti sarebbero sfumati. Sicuramente vicino ai nostri scandali una cena o una donna, non può minimamente avvicinarsi al “burlesque” di alcuni nostri politici, ma è evidente che per la valenza internazionale che ha quel tasso d’interesse, l’attenzione è massima.

 

Evade per dar fuoco alla casa della suocera!

domiciliari-arresti-tuttacronaca-suocera-casa-incendio

Un condannato agli arresti domiciliari nel napoletano, è evaso dalla sua abitazione per andare a incendiare la casa della ex suocera! L’uomo  si è introdotto nell’abitazione della donna e ha cosparso il pavimento di liquido infiammabile. L’intervento repentino della ex suocera che ha gettato immediatamente dei panni sull’inizio di incendio ha immediatamente spento le fiamme. Ora l’uomo è stato nuovamente  fermato dalla polizia e ora deve rispondere delle accuse di evasione, danneggiamento nonchè di incendio doloso ed atti persecutori.

Organizzazione per “assenteismo”!

assenteismo-timbro-cartellino-reggio-calabria-comune-arresti

Organizzazione per assenteismo! E sì, perché a Reggio Calabria le cose si facevano per bene. Organizzati ufficio per ufficio, in gruppi, e ogni giorno qualcuno timbrava per tutti. I colleghi poi sarebbero arrivati (quando arrivavano) con calma, dopo tutte le loro commissioni e impegni. Dopo la spesa, la farmacia, il bar con gli amici. C’era anche chi non disdegnava una passeggiata su Corso Garibaldi per un po’ di shopping nei negozi che espongono i nuovi arrivi di stagione. L’inchiesta risale al 2010 (in Italia per queste cose serve molta calma) e l’allora sindaco, Giuseppe Raffa, insofferente ai telefoni che squillavano a vuoto e alle scrivanie deserte chiamò la Guardia di Finanza. Così l’indagine, “Torno subito”,  durata poco più di un mese evidenziò circa 95 dipendenti assenteisti nel Comune di Reggio Calabria. Oggi 17 sono finiti agli arresti domiciliari, altri 42 avranno l’interdizione dal posto di lavoro e tutti gli altri restano indagati. I finanzieri hanno stabilito che i “furbetti” del Comune riuscivano in un solo mese ad accumulare fino a 105 ore di “assenza timbrata come presenza”.  Il tutto è stato documentato con video e fotografie.

Quello sventurato a cui toccava il turno in ufficio timbrava fino a sette cartellini, poi spesso si concedeva anche lui un caffè. Spesso le telecamere all’esterno del Comune,  hanno ripreso anche decine di autovetture che si fermavano all’ingresso per soste di pochi secondi, tempo giusto di timbrare e ripartire.

 L’ennesimo caso a conferma che il lavoro statale paga anche quando si è assenti, che a fronte di 6 ore al giorno che un impiegato dello stato dovrebbe lavorare in un Comune, ne riesce a fare sì e no 9 a settimana. E se è vero che l’incivilta e il mal costume dilaga, è anche vero che in alcuni uffici il lavoro scarseggia. Non c’è motivazione, non vengono passate le pratiche e tutti si chiedono perché sono andati in ufficio a perdere tempo? Se magari un’organizzazione così “virtuosa” che consentiva agli impiegati di eludere i controlli venisse fatta in modo da ripartire il lavoro e motivare il personale, magari alla fine si riuscirebbe a far lavorare qualcuno. Ma se gli impiegati sono “svogliati” sicuramente c’è qualcuno che lo consente, c’è chi chiude un occhio e lascia che sia… che tanto in Italia neppure un governo si riesce a fare… ci sono i saggi a “lavoro” mentre i politici riposano! Ecco l’esempio che danno le nostre istituzioni… cosa dovrebbe recepire un impiegato?

 

 

Non basta più piangere sul latte versato… ora c’è l’arresto!

gallon smashing-tuttacronaca

La pratica del “gallon smashing” potrebbe presto finire fuorilegge. Si tratta dell’ultima follia su Internet: entrare in un supermercato, prendere due fusti di latte o di succo d’arancia, buttarli per terra facendo fuoriuscire tutto il liquido e gettarsi sul pavimento come morti, mentre gli attoniti clienti provano ad aiutare il simpatico burlone. Il tutto, ovviamente, mentre qualcuno riprende la scena che verrà rigorosamente caricato su YouTube. Ma dopo qualche settimana di tolleranza, pare che nessuno sia più disposto a chiudere gli occhi. In Mississippi quattro ragazzini sono stati arrestati dopo aver messo su la solita scenetta in un Walmart. Stessa cosa per un adolescente in Montana, accusato, oltre che di disordini in pubblico, anche di furto. Arrestati per aver copiato una (stupida) moda che dilaga in Rete. C’è davvero da piangere sul latte versato.

Usavano cani come corrieri della droga… poi li uccidevano! Arrestati.

cane-grande-taglia-droga-tuttacronaca

Un’operazione della polizia di Stato contro gang di sudamericani coinvolte nel traffico internazionale di droga e altri reati ha portato all’esecuzione di 75 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di droga e detenzione d’armi. Perquisizioni a Milano e provincia, nelle province di Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Piacenza, Novara, Varese, e a Roma. Le persone coinvolte sono 57 maggiorenni e 18 minorenni, nella quasi totalità cittadini dell’America Latina, tutti gravemente indiziati. Uno dei membri della gang, localizzato in Spagna, a carico del quale è stato emesso mandato di arresto europeo, è ricercato sul territorio di Barcellona.

Uno dei particolari più impressionanti dell’indagine è che le gang utilizzavano cani di grossa taglia come vettori della droga che importavano, imbottendoli di cocaina prima della partenza e poi uccidendoli per recuperarla.  E’ stato accertato come gli animali venissero sottoposti a operazioni chirurgiche prima di partire, riempiendo di ovuli il loro intestino. Poi, una volta recuperati, venivano uccisi e squartati. La droga prima di essere collocata nel ventre dei cani veniva avvolta in un cellophane, poi nella carta carbone per essere impenetrabile ai raggi X dopodiché ancora nel cellophane e in uno scotch di vinile nero, ancor più resistente ai raggi X. L’involucro era così pronto per essere inserito nei cani di grossa taglia tipo San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano e Labrador. Almeno una cinquantina i casi stimati dalle intercettazioni: si sarebbe salvato solo un cane.

Il padre di Rembrandt tornerà al museo!

portrait_rembrandt_father_tuttacronaca

La polizia serba ha trovato e recuperato nella regione di Sremska Mitrovica un quadro di Rembrandt, rubato nel 2006 dal Museo di Novi Sad. Il quadro, intitolato “Ritratto del padre di Rembrandt”, è del 1630. Nell’operazione quattro persone sono state arrestate. La banda, armata e mascherata, all’epoca aveva neutralizzato il custode del museo, rubando oltre al Rembrandt anche altri tre opere.

Cellino: Concessi i domiciliari al centro sportivo di Assemini!

cellino- tuttacronaca- arresti - domiciliari

Il presidente del Cagliari calcio, Massimo Cellino, è stato condotto nel centro sportivo di Assemini, dove proseguirà con gli arresti domiciliari, luogo indicato dai suoi difensori come sede ottimale per questo scopo. Il patron rossoblù si trovava da una settimana nella comunità Terramanna di Villamassargia, nel Sulcis. Il trasferimento deciso dopo che i suoi legali si erano lamentati per le condizioni della struttura, definita “simile a un lager”.

Caso Filin… spunta il favoritismo verso la fidanzata!

balletto- bloshoi- mosca- tuttacronaca

Hanno confessato le tre persone arrestate per l’attentato con acido contro il direttore artistico del Bolshoi. Lo ha reso noto la polizia di Mosca con un comunicato.

La polizia “ha arrestato il presunto mandante Pavel Dmitritchenko, un ballerino del Bolshoi, e l’aggressore Iuri Zarutski, oltre che l’autista che ha portato quest’ultimo sul luogo del crimine – si legge nella nota -. Tutti e tre si sono detti colpevoli”.

Ci sarebbero delle inimicizie legate al mondo artistico dietro l’aggressione al vetriolo che ha sfigurato il direttore artistico del Bolshoi, Serghei Filin, danneggiandone la vista forse irrimediabilmente. Il famoso ballerino solista Pavel Dmitricenko ha confessato di aver ordinato l’agguato e, secondo alcune fonti, il motivo sarebbe il continuo rifiuto di Filin di affidare qualche parte importante (come quella di Odette nel Lago di cigni) alla fidanzata Angelica Vorontsova, anche lei ballerina del prestigioso teatro moscovita.

Scandalo alle Entrate di Firenze!

agenzia delle entrate- firenze - tuttacronaca

Scandali e ancora scandali. Stavolta è finito in manette il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Firenze Nunzio Garagozzo e il commercialista Silvio Mencucci. Entrambi accusati di due episodi di concussione e uno di induzione alla corruzione. Secondo le accuse, il commercialista era l’intermediario del direttore provinciale della Agenzia delle Entrate e per suo conto prendeva contatto con i professionisti di alcuni contribuenti, chiedendo soldi per arrivare con gli atti di adesione al di sotto della soglia penale. Secondo quanto risulta, gli episodi sotto accusa si collocano nell’ambito delle procedure di adesione, che sono diffusissime, perché in quasi ogni accertamento fiscale il contribuente presenta istanza di adesione, cercando di limitare i danni. Il dottor Mencucci è stato anni fa dipendente della Agenzia delle Entrate e sembra che in una conversazione intercettata si vantasse di essere riuscito, anni fa, a sfuggire agli arresti. Nunzio Garagozzo in serata “è stato immediatamente sospeso dal servizio ed è stato avviato il relativo procedimento disciplinare che potrebbe concludersi con il licenziamento”.

Arrestato il boss: FELICE LEONARDI

scampia-napoli_

Il boss latitante Felice Leonardi, a capo dell’omonimo gruppo camorristico che opera nella zona di Scampia, a Napoli, è stato arrestato dai carabinieri a Giugliano (Napoli). Felice Leonardi, di 26 anni, era a capo della cosca dopo l’arresto del padre, Antonio.
Il boss è stato bloccato all’interno di un’abitazione insieme con Michele Silvestro, di 28 anni, elemento di spicco del clan. Entrambi erano ricercati per traffico internazionale di stupefacenti. Il clan dei Leonardi è ritenuto alleato con il clan dei cosiddetti Girati della zona di Vanella Grassi.
Felice Leonardi (figlio di Antonio 52 anni, detto ‘Chiappellone’) e Silvestro, erano ricercati dal 19 settembre su ordinanza di custodia cautelare emessa a richiesta della Dda di Napoli per associazione di tipo mafioso e per detenzione, spaccio e traffico internazionale di stupefacenti perpetrato tra l’area nord di Napoli, Spagna e Romania.
I due sono stati individuati in un’abitazione in via Masseria Vecchia, in località Varcaturo, venendo bloccati dai militari della compagnia di Giugliano che dopo aver accerchiato la casa vi hanno fatto irruzione. Nessuno ha opposto resistenza nè cercato di darsi alla fuga.
Per favoreggiamento personale aggravato dall’aver favorito un clan camorristico sono stati arrestati Giustina Marchese, 40 anni ed Emanuele Di Gennaro, 19 anni, trovati all’interno del rifugio dei due latitanti ai quali assicuravano il sostentamento quotidiano.

Presa la banda dei ristoranti!

Broken-Plate

I carabinieri della Stazione Roma Piazza Farnese hanno sgominato una banda dedita al saccheggio di ristoranti del centro di Roma rubando l’incasso e oggetti di valore. Le forze dell’ordine hanno arrestato cinque persone. I cinque arrestati, tre macedoni, un kosovaro ed un cittadino della Bosnia-Erzegovina, imperversavano di notte ripulendo bar e ristoranti. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto. Largo di Torre Argentina, via della Stamperia, piazza Navona, via dello Statuto, sono solo alcuni dei luoghi dove la banda agiva forzando serrande e ingressi per poi rubare il denaro rimasto nelle casse e vari prodotti di valore. Più— di dieci i furti attribuiti alla banda di ladri fermata dai Carabinieri che hanno eseguito le ordinanze emesse dal gip del Tribunale di Roma, Paola Della Monica, accogliendo la richiesta del pm Paolo D’Ovidio.

Arrestati Bob Kennedy Jr, il figlio Conor e l’attrice Dary Hannah

Questa presentazione richiede JavaScript.

Robert Kennedy Jr. e il figlio Conor sono stati arrestati con altre decine di ambientalisti durante una manifestazione di disobbedienza civile davanti alla Casa Bianca. L’obiettivo era quello di chiedere al presidente americano Barack Obama di dire no al controverso oleodotto Keystone XL, che dovrebbe trasportare il petrolio dall’Alberta fino alle coste texane del Golfo del Messico. Tra i circa 50 attivisti arrestati c’era anche l’attrice Daryl Hannah, che si e’ ammanettata ai cancelli.

3 arresti per favoreggiamento e sfruttamento prostituzione

Operazione Damaris. Offrivano disponibilità di 18 ragazze, colombiane e dominicane, per cene d’affari.

Mafia e rifiuti: la Dia effettua 27 arresti e ci sono altri 16 indagati

Dopo gli arresti effettuati dalla Dia di Catania durante un’operazione sull’infiltrazione della mafia nel ciclo dei rifiuti, la Procura ha disposto perquisizioni su altri 16 indagati: tra questi amministratori e funzionari pubblici.

Gli adulti li guardano… 245 arresti in Usa per pedopornografia

Tra le 123 vittime di questa vergogna, anche bambini di 2 anni. Non è un mondo per l’infanzia???

Camorra. Maxi operazione della Dia contro il riciclaggio in tutta Italia

Nel mirino il clan Fabbroncino.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: