Arrestati gli anarchici, accusati di 13 attentati commessi tra il 2010 al 2013

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Sono stati arrestati all’alba di oggi  Gianluca Iacovacci e Adriano Antonacci, 29 e 26 anni, il primo di Frascati e il secondo di Genzano, ritenuti una sorta di «franchising» dei movimenti anarchici collegati alla Fai/Fri, la Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale. Una cellula ombra ancora più inquietante perché i due arrestati – ai quali è stata contestata l’associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, atti di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi in concorso, incendio, furto aggravato, deturpamento e imbrattamento di cose altrui – erano incensurati, sconosciuti alle forze dell’ordine, sebbene secondo gli investigatori partecipassero attivamente a manifestazioni di piazza.

Secondo le accuse Iacovacci sarebbe  stato il dna scoperto dai carabinieri del Ris sul nastro adesivo usato per fissare le batterie al timer della bomba artigianale scoppiata l’11 dicembre dell’anno scorso davanti alla Banca del Credito Cooperativo di Genzano. Ma altre tracce riconducibili al trentenne sono state trovate anche su un guanto recuperato il 19 luglio 2012 sul teatro dell’attentato all’Unicredit e alla Bnl di Frascati.

Sempre secondo le accuse Gianluca Iacovacci e Adriano Antonacci, apparterrebbero all’area «anticivilizzatrice» della Fai, che «si inserisce nella rete internazionale informale e antiautoritaria di gruppi anarchici, lanciata nel 2010 dalla Cospirazione delle cellule di fuoco, che ha portato negli ultimi tre anni al compimento di numerosi attentati in Italia e all’estero». Tra questi la gambizzazione di Roberto Adinolfi, avvenuta a Genova il 7 maggio dell’anno scorso da parte del «Nucleo Olga Fai-Fri». Secondo il gip Maurizio Caivano, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, Iacovacci e Antonacci, «a seguito degli appelli lanciati dagli organismi operanti anche in altri Paesi e sulla base di una scelta strategica connessa alla loro militanza», andavano arrestati per evitare che potessero compiere «ulteriori delitti della stessa specie, ovvero con finalità eversive». E il procuratore Capaldo sottolinea come «siamo in presenza di un mondo sommerso e la non eclatanza del gesto non esclude che questi soggetti non possano in un futuro arrivare ad uccidere».

 

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ALLARME ATTENTATI IN ITALIA… 007 preoccupati!

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Secondo i servizi segreti italiani, la minaccia anarco-insurrezionalista rimane “estesa e multiforme”, in grado di tradursi in una “gamma di interventi” che potrebbero comprendere anche “attentati spettacolari”. Lo si legge nella Relazione annuale consegnata al Parlamento. Gli 007 sottolineano come, se la situazione economica non dovesse migliorare, ci sia il rischio concreto di un “innalzamento delle tensioni sociali”.
Il ferimento dell’Ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, ha segnato “l’innalzamento del livello della minaccia” portata dagli anarco-insurrezionalisti, affermano gli 007. E l’attuale situazione economica viene vista in quegli ambienti come “potenzialmente favorevole” al progetto che vede al centro “l’azione diretta”. E’ infatti in quest’ottica, per i Servizi, che si registrano appelli ed esortazioni a “superare le esitazioni” e mettere in atto “interventi conflittuali” che puntino al “sovvertimento del sistema”.

A frenare il progetto sono stati però gli arresti di diversi presunti anarco-insurrezionalisti: “Da allora si registra infatti una stasi operativa della Federazione Anarchica Informale, con tutta probabilità ascrivibile alla necessità di non evidenziarsi in una fase di accentuata pressione investigativa”. Ciò non significa però che il movimento sia stato sconfitto. Anzi: “Si ritiene che la minaccia rimanga potenzialmente estesa e multiforme, suscettibile di tradursi in una gamma di interventi. Eventualità che – scrivono gli 007 – può comprendere sia attentati ‘spettacolari’ potenzialmente lesivi come quelli tradizionalmente messi in atto dai gruppi Fai, sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle eventualmente emergenti, non dotate delle medesime capacità tecnico-operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica dell’anarco-insurrezionalismo”.

Gli 007 individuano anche i possibili “scenari di scontro”: i poteri economico-finanziari, le forze dell’ordine e le forze armate, le lotte ambientaliste, l’opposizione al ‘dominio tecnologico’, gli autori delle riforme del welfare e del lavoro, le espressioni di quella che i Servizi chiamano “società del benessere”.

Quanto alla minaccia rappresentata dagli eredi delle Brigate Rosse, gli 007 affermano che quegli ambienti, soprattutto nel settore carcerario, hanno fatto arrivare diverse sollecitazioni ma “non sono sembrati in grado di condurre un’efficace opera di infiltrazione, proselitismo e reclutamento”. Non è però escluso che un inasprimento delle tensioni sociali possa “indurre queste componenti a tentare di inserirsi strumentalmente in realtà aziendali caratterizzate da forti contrapposizioni”. Così come “restano ipotizzabili azioni di propaganda di modesto spessore operativo, rivendicate anche da sigle inedite, per alimentare una progressiva radicalizzazione delle istanze contestative”.

Il rischio di tensioni sociali Se la situazione economica non dovesse migliorare, secondo i Servizi, c’è poi il pericolo concreto di un “innalzamento delle tensioni sociali” e un’intensificazione delle contestazioni a “esponenti di governo, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali”. Il “massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali”, affermano gli 007, ha contribuito a contenere le tensioni che sono andare accumulandosi in diversi ambiti, dalla protesta degli autotrasportatori in Sicilia alla campagna contro Equitalia, dalla Tav alla scuola. Ora però, “in assenza di segnali di un’inversione del ciclo congiunturale, l’incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendale potrebbe minare progressivamente la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali, alimentare la spontaneità rivendicativa e innalzare la tensione sociale, offrendo nuove opportunità ai gruppi dell’antagonismo”, per “intercettare il dissenso e incanalarlo verso ambiti di elevata conflittualità”.

In questo ambito, sottolineano gli 007, “si prospetta il rischio di un’intensificazione delle contestazioni nei confronti di esponenti di governo e personalità di rilievo istituzionale, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali considerati non sufficientemente impegnati nella difesa dei bisogni emergenti”. Una situazione che ha portato i movimenti antagonisti ad una “rinnovata disponibilità al confronto” e che, di fronte ad “un eventuale aggravamento dello scenari congiunturale” potrebbe “costituire fattore di aggregazione e generalizzazione del dissenso, favorendo l’azione delle frange antagoniste che mirano alla radicalizzazione dell’offensiva sociale”.

Il ruolo delle banche La relazione dei Servizi segreti si estende anche al ruolo delle banche nella situazione attuale, e gli 007 rilevano che in alcuni istituti emergono profili di rischio “per le opacità dei capitali apportati”, per l’ingresso di nuovi soci “dal profilo ambiguo” e per la “distorta gestione del credito da parte di esponenti aziendali sleali”. I servizi hanno inoltre guardato con attenzione alla nascita in Italia delle prime filiali di banche asiatiche che, “rivolte oggi principalmente ai propri connazionali residenti in Italia, possono costituire la premessa all’ampliamento della concorrenza allogena nel nostro Paese, con rischi di erosione di importanti quote di mercato per gli operatori nazionali”.

L’attacco al made in Italy – La crisi economica rafforza inoltre “l’azione aggressiva di gruppi esteri” che puntano ad acquisire “patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali”, nonché “marchi storici del ‘made in Italy’, a detrimento della competitività delle nostre imprese strategiche”. L’attivita’ informativa, segnala la relazione, “ha confermato il perdurante interesse da parte di attori esteri nei confronti del comparto produttivo nazionale, specialmente delle piccole e medie imprese, colpito dal prolungato stato di crisi che ha sensibilmente ridotto tanto lo spazio di accesso al credito quanto i margini di redditività”.

Gli 007 puntano l’attenzione su alcune manovre di acquisizione effettuate da gruppi stranieri che, “se da una parte fanno registrare vantaggi immediati attraverso l’iniezione di capitali freschi, dall’altra sono apportatrici nel medio periodo di criticità” per il “rischio di sostituzione, con operatori di riferimento, delle aziende italiane attive nell’indotto industriale interessato dall’investimento diretto ovvero proprietarie di tecnologie di nicchia, impiegate nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza nazionali, come pure nella gestione di infrastrutture critiche del Paese”.

I Luoghi del CUORE: Museo di Totò nel Rione Sanità di Napoli

FAI: LUOGO DEL CUORE CITTADELLA DI ALESSANDRIA, 1MLN VOTI

I LUOGHI del CUORE: Abbazia Benedettina Ss.Trinità di Monte Sacro

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I LUOGHI del CUORE: Chiesa di San Nicola a San Paolo di Civitate

FAI: LUOGO DEL CUORE CITTADELLA DI ALESSANDRIA, 1MLN VOTI

I LUOGHI DEL CUORE: Cittadella di Alessandria

FAI: LUOGO DEL CUORE CITTADELLA DI ALESSANDRIA, 1MLN VOTI

I LUOGHI del CUORE!

FAI

Dal fai la classifica dei luoghi più amati d’Italia.

PRIMO POSTO: Cittadella di Alessandria, uno degli esempi più importanti di fortificazione settecentesca in Europa.

SECONDO POSTO: Chiesa di San Nicola a San Paolo di Civitate in provincia di Foggia.

TERZO POSTO: Abbazia Benedettina della Ss. Trinità di Monte Sacro, in provincia di Foggia.

Segnaliamo anche il quarto posto del  Museo di Totò nel Rione Sanità di Napoli.

 

 

VOTA LA CULTURA! Fai lancia le primarie dal 7 al 28 gennaio.

E’ possibile votare su www.primariedellacultura.it. MA A CHE SERVE VOTARE SE POI NON SI TIENE CONTO NEPPURE DI CIO’ CHE VUOLE IL POPOLO? ABBIAMO DETTO BASTA AL FINANZIAMENTO PUBBLICO E CONTINUANO AD AVERLO… SPERIAMO CHE CI ASCOLTINO SULLA CULTURA?

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