D’Alema: Renzi rischia di logorarsi o di logorare il governo Letta

massimo-dalema-tuttacronacaMarco Damilano, nel suo libro “Chi ha sbagliato più forte. Le vittorie, le cadute, i duelli dall’Ulivo al Pd”, fa parlare Massimo D’Alema, che dedica molte parole al sindaco di Firenze: “Lui mi ha combattuto ma non gli voglio male nel modo più assoluto. Ho cercato e cerco di condurre un dialogo con lui, che spero sia utile a tutti noi”. Da qui il primo avvertimento. “Tenga conto , Renzi, che il Pd è un partito plurale, che può sostenere con convinzione un candidato, ma che difficilmente accetterà un capo plebiscitario”. A D’Alema non piace la strategia dell’ex rottamatore: “Ritengo sbagliata la pretesa di Renzi di impadronirsi del partito con l’idea di farne il tramite per la presidenza del Consiglio. E’ un errore grave, destinato a creare una ferita seria e rendere il suo cammino verso la premiership non più agevole ma più difficile”. Dopo di che, palesa un suo dubbio: “Non so se Renzi abbia davvero voglia di impegnarsi a fare il segretario del partito e comunque temo che lo guiderebbe in un quadro di fortissima conflittualità. Rischia di logorarsi, e per non logorarsi ha una sola via d’uscita: logorare il governo Letta. Ma non è il Pd che può assumersi la responsabilità di far cadere il governo Letta per la fretta di qualcuno”. Ma se D’Alema prende in considerazione il lasso di tempo che è andato dalle elezioni alla formazione del governo Letta, non può esimersi dal bersagliare Bersani: “Ha perso lucidità, era dominato dall’idea che senza avere la maggioranza avrebbe comunque potuto fare il governo, cosa palesemente infondata”. L’ex premier, spiega allora che “Gli consigliai di fare un gesto, di cambiare lo scenario, di candidare Rodotà alla guida del governo”. “Il Movimento 5 Stelle sarebbe stato messo in difficoltà e forse la legislatura sarebbe cominciata diversamente”. Le cose sono andate diversamente e hanno coinvolto anche l’elezione del capo dello Stato, con il secondo mandato di Giorgio Napolitano. “Trovo grave che dopo il disastro che era accaduto con Marini la segreteria non abbia sentito il dovere di aprire una discussione politica: si poteva votare scheda bianca e intanto riflettere su cosa fare”. Infatti dopo è arrivata anche la caduta di Prodi, sacrificato dagli stessi dem. Da parte sua l’ex segretario Bersani ha replicato tramite l’anticipazione di un altro libro “Giorni bugiardi”, di Stefano Di Traglia e Chiara Geloni. “Quelle di D’Alema sono ricostruzioni che non mi sento di condividere. Ho già smentito più volte: nessuno mi ha mai suggerito altri nomi per l’incarico. Tutti sanno che non avrei mai impedito nascita governo se l’ostacolo ero io”.

Grillo attacca Bersani e la segretaria dell’ex segretario finisce nei guai

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«Se si vuole parlare con un movimento si va dal suo leader. Pier Luigi Bersani non lo ha mai fatto. È stata una mancanza di rispetto, perché noi, quanto a voti, siamo il maggior movimento italiano. Invece Bersani ha tentato di far passare dalla sua parte undici nostri senatori. Il Pd non è guidato da Guglielmo Epifani, l’attuale segretario, bensì dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». Questo è ciò che ha denunciato, Beppe Grillo, in un’intervista a Die Zeit pubblicata da Repubblica. 

 Alla domanda se crede di poter governare da solo con il suo movimento, Grillo replica: «Ma certo! Noi presenteremo agli italiani già prima delle elezioni dieci-dodici candidati con un curriculum adeguato e il nostro programma, candidati che devono far parte del nostro governo. Non li nominiamo lì per lì come gli altri, che fanno ministri veline, massoni, e membri delle sette segrete».

«Noi – aggiunge – abbiamo già votato contro l’attuale legge elettorale in parlamento. Noi soli. Io voglio abrogarla e introdurre il sistema proporzionale ma solo dopo aver vinto con il sistema attuale» pur ritenendolo «totalmente ingiusto». 

«Noi siamo per l’Europa – fa inoltre sapere Grillo -, ma questa Europa germanocentrica di oggi non mi piace. Non ho nulla contro i tedeschi, ma la Germania di oggi non ha nulla a che fare con la filosofia dei grandi pensatori europei», «il problema – aggiunge – non è più l’euro, il problema è il debito. Noi paghiamo ogni anno 100 miliardi di euro per il nostro debito, e questo svuota qualunque progetto economico si persegua. Proporrò di rinegoziare il debito italiano. Gli eurobond mi sembrano un’idea che si concilia con l’Europa che immagino, cioè con l’idea della solidarietà».

Intanto oltre alle dichiarazioni di Grillo, arriva anche la chiusura dell’inchiesta per Zaia Veronesi, storica segretaria di Pierluigi Bersani. L’ex segretario del Pd naturalmente è in imbarazzo per quello che sembra essere un inevitabile rinvio a giudizio per una sua fedele collaboratrice. Ora il passo che la Veronesi può compiere, per evitare appunto un rinvio a giudizio, è quello di farsi interrogare di nuovo e cercare di dissuadere il pm dalle accuse che le vengono contestate. 

Quali sono le accuse?

La questione non è una notizia dell’ultima ora: per 22 mesi, cioè tra il 1° giugno 2008 e il 28 marzo 2010, la Veronesi lavorò a Roma per conto di Bersani, come d’altra parte aveva già fatto e come continuò a fare anche nei mesi successivi che però non rientrano nell’indagine. Perché dunque viene analizzato quel periodo? Perché Zaia Veronesi fu pagata dalla Regione con l’ inquadramento di dirigente professionale disposto dalla giunta guidata da Vasco Errani.

 Il ruolo della Veronesi era di «responsabile del raccordo con le istituzioni centrali e il Parlamento» quindi era normale che lavorasse a Roma negli uffici della Regione in via del Tritone, ma sembrerebbe che la segretaria di Bersani non avrebbe svolto quel ruolo, anzi avrebbe omesso di esercitarlo. Questa almeno è la posizione del pm Giuseppe Di Giorgio che ha inviato l’avviso di fine indagine, ultimo atto prima della richiesta di rinvio a giudizio. 

Zaia Veronesi è già stata ascoltata dalla Procura nell’ottobre 2012, ma non convinse i magistrati. Cosa viene contestato alla Veronesi? 

Di aver percepito indebitamente, nei 22 mesi in questione, 140 mila euro (lordi) di stipendio e 16 mila di rimborsi per le spese di missione. La Veronesi però affermò di aver lavorato per Bersani “solo la sera e nei ritagli di tempo”.  Insieme a lei è stato indagato anche Bruno Solaroli, l’ex capo di gabinetto di Errani. 

“Il peggior errore di Bersani? Sinistra usato sicuro” così Walter Veltroni

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Walter Veltroni candida il suo rottamatore. Uscito dal partito, torna a far sentire la sua voce intervenendo a “In Onda” su La7 e lo fa per lanciare il suo appoggio a Matteo Renzi.  “Se farà un documento pasticciato per mettere d’accordo tutto e il contrario di tutto, non lo sosterrò. Ma da quello che ho capito in questi anni non credo. Se lui lavorerà per un partito del riformismo italiano, io lo sosterrò”, ha detto ex segretario Pd.

 Veltroni ha poi ribadito: “Non basta conquistare i voti in uscita dal centrodestra, ma bisogna motivare anche chi da sempre e’ di centrosinistra”.

Ma che Pd vuole Veltroni? “Io vorrei che il Pd tornasse ad essere un partito aperto nel quale centinaia di migliaia di persone si trovano. In questi anni si è chiuso, non si perdono tre milioni e mezzo di voti se non ci si chiude. Il Pd deve decidere cosa vuole essere: il partito che è stato in questi anni o vuole tornare il partito che cerca il consenso della maggioranza riformista del Paese”.

Quindi secondo Walter Veltroni “bisogna che questo governo vada avanti, la situazione è tale che non possiamo permetterci incertezza”. L’esecutivo, spiega sempre l’ex parlamentare del pd, “deve fare le due cose su cui e’ stato chiamato: le riforme, a cominciare dalla legge elettorale, e il rilancio dell’economia, Poi si tornerà al bipolarismo”. Anche se il dibattito precongressuale rischa di essere stancante: “Le regole sono importanti, sono parte della democrazia. Ma se si mette a confronto i discorsi della giornata… qual è il discorso che ha acceso la speranza, la passione? Ho citato Draghi e Bergoglio per dire che la sinistra sembra parlare spesso piu’ regole che di questi temi…” “Le primarie sono fatte cosi’: chi non dovrebbe votare sono quelli che non hanno votato Prodi al Quirinale… Il contesto delle primarie e’ il contesto di un’elezione aperta. Se invece si fa solo un’elezione tra gli iscritti si fa un’ altra cosa”, ha aggiunto.
Quale è stato il peggior errore di Bersani?
“Bersani durante la campagna elettorale ha usato la parola ‘usato sicuro’ per definire la sinistra, forse il suo errore peggiore”, ha concluso così Walter Veltroni

Iva rinvio a dicembre? Secondo Lupi si può

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Sarebbe un’ipotesi plausibile slittare l’aumento dell’Iva a dicembre… parola del ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, che a margine dell’inaugurazione della nuova stazione ferroviaria per l’Alta Velocità a Bologna, ha dichiarato: “Il lavoro che stiamo cercando di fare è quello di non aumentare l’Iva, quindi è plausibile. Questo è un governo che si misura sui fatti. Speriamo di dare un segnale immediatamente positivo… evitare l’aumento dell’Iva perché la priorità del governo è dare slancio alla crescita, quindi speriamo che questo aumento dell’Iva non sia fatto e che possa essere dato un segnale urgentemente forte da questo punto di vista”.

 

Renzi e la situazione in cui versa al momento l’Italia

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Lucia Annunziata, nella trasmissione In Mezz’ora, ha intervistato il sindaco di Firenze Matteo Renzi, collegato dal Salone del Libro di Torino ed ha presentato la sua opera, Oltre la rottamazione, una specie di “memoriale” su quello che è successo nell’ultimo periodo. Renzi ribadisce che forse il termine “rottamazione” non è riuscito ad incanalare bene il suo messaggio.

Riguardo al centrosinistra, ha sbagliato campagna elettorale ed ora bisogna ripartire. Renzi aggiunge poi che il governo Letta “non è uno yogurt che bisogna vedere quando scade”: se riduce numero di politici in senato, elimina il finanziamento pubblico, modifica la legge su lavoro e burocrazia, allora “può durare un anno in più” rispetto ai 18 mesi che lo stesso Letta si è dato.

Riguardo all’Imu: “è una gigantesca battaglia elettorale grazie alla quale Berlusconi ha fatto capire che lui è contro questa tassa” che però è stata proposta dal suo stesso governo.

Renzi fa notare che, non avendo voluto prendere i voti dei “delusi del centrodestra” si sono presi i ministri del centrodestra, trovandosi così nella necessità di formare un governo di larghe intese. Se questo è un governo di necessità, non ideale e che ha abolito la “pratica buona” di politica, ossia un classico bipolarismo, perchè dovrebbe durare? Innanzitutto per riformare la legge elettorale ma anche per occuparsi anche dei posti di lavoro, soprattutto per la “jobless generation”. Renzi ha ancora in testa il “mattarellum” come sostituzione al “porcellum”. Il sindaco si reputa quindi favorevole al semi-presidenzialismo.

Riguardo alla manifestazione di Brescia: “un errore clamoroso” che dimostra l’impossibilità di un governo di larghe intese.

Vista la situazione attuale, “c’è da lanciare una grande scommessa sul voto dei 5 Stelle”: se s’incrocia il pensiero dei pentastellati, come riguardo al finanziamento ai partiti, perchè no?

Ma perchè Berlusconi non ha voluto Renzi come premier ed ha accettato Letta? Il sindaco non vuole fare l’interprete del pensiero del Cavaliere ma ringrazia Veltroni per la fiducia visto che, da un’agenzia, si viene a sapere che l’ex sindaco romano lo ritiene la miglior scelta possibile come prossimo candidato. L’intervistato aggiunge una battuta: “figuriamoci gli altri!”.

Ma Renzi ha paura di perdere il posto di sindaco a Firenze? In realtà… l’unico che ha paura di perdere è quello della Fiorentina in Champions, per il resto… decideranno i cittadini!

“Bersani ha aiutato Berlusconi”, Renzi a Torino.

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“Bersani ha aiutato Berlusconi” lo ha detto Matteo Renzi parlando al Salone del Libro di Torino. Ma se non risparmia critiche al ex leader del suo partito, non è neppure tenero con l’M5S:  “E’ ridicolo – ha detto il sindaco di Firenze – che chi ha votato M5S pensando potesse cambiare le cose, si trovi 150 parlamentari a discutere di scontrini e diarie. Grillo non è così bravo con internet, ma è uno straordinario animale televisivo, che ha costretto la tv ad inseguirlo”.

L’apertura di Grillo al Pd, facciamo uno scambio: il Presidente per la fiducia?

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Fino a ieri sembrava che fra Pd e M5S  il matrimonio proprio non si potesse fare, ora invece, in nome di un Presidente, non politico, donna e con un curriculum inattaccabile, almeno una sorta di fidanzamento virtuale è anche sperabile.

“La rete ha espresso un miracolo: Milena Gabanelli al Quirinale. E io volevo dare un consiglio a Bersani: voti la Gabanelli. Sarebbe un grande segnale. Potrebbe diventare con la Gabanelli la repubblica delle manette? Eh, non sarebbe mica male. Provi a votarla e cominciamo da lì. Poi ci sono i rimborsi elettorali e la legge elettorale e la corruzione. Così potremmo trovare una convergenza” Queste le parole di Grillo nel suo video messaggio a Bersani che fanno da ponte tra l’anti-politica e la vecchia politica… Insomma Grillo si getta nella mischia a testa bassa. D’altra parte grandi possibilità nonc e ne sono, se davvero Bersani fa l’inciucio con Berlusconi e scambia il Presidente per una futura fiducia al governo da lui presieduto per Grillo non ci sarebbero più vie d’uscita. Sarebbe fuori da ogni gioco! Quindi rilancia la palla e prova lui con la mossa del Presidente da condividere in cambio di una fiducia futura da incassare.

Dopo 8 punti Pd, 8 proposte PdL, agenda Monti… ora arriva la “memoria” di Barca!

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Fabrizio Barca, intervenuto alla trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata, ha annunciato la sua volontà di entrare a far parte della dirigenza del Pd: “Non ambisco a fare il segretario del Pd, ambisco essere parte del gruppo dirigente”. E già si è messo all’opera al riguardo. La settimana prossima, infatti, presenterà la sua agenda: la sua “memoria”. “Il Pd, la sinistra e Sel hanno bisogno di fare squadra, non ovviamente a costo di un compromesso, non se non c’è un ‘sentimento’ di squadra”, ha spiegato, aggiungendo che è necessario superare l’idea tecnocratica, ossia il “pensare che ‘il cosa fare’ lo sappiano 15-20 persone” così come va lasciata alle spalle la convinzione “secondo la quale ‘ormai siamo in un mondo in cui tutti sanno cosa fare e veniamo convocati tutti davanti al computer e basta fare un referendum’. Si tratta di due visioni sbagliate”. L’intervista di Barca, arrivata in un momento delicato per un Pd scisso tra il rifiuto e la volontà di aprire al PdL, è servita al ministro per la Coesione territoriale per ribadire il suo punto di vista circa la centralità dei partiti.  “Le parti economiche sono importantissime, ma il partito è il crogiolo dove i bisogni delle persone, e soprattutto le soluzioni, arrivano a una decisione”. “Ad una macchina dello Stato riformata deve corrispondere un sistema dei partiti che funzioni bene”.

Bersani vede verde… Lega mon amour!

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Uno strano clima di attesa e di calma apparente accompagna le consultazioni del premier incaricato Pierluigi Bersani. Lui stesso non sembra aver voglia di accelerare: i colloqui con le forze politiche inizieranno non prima di martedì, la risalita al Colle per riferire l’esito delle consultazioni non avverrà prima di giovedì. L’eventuale arrivo in Parlamento con la richiesta di fiducia non potrà che scavallare le festività pasquali. Un ‘andamento lento’ che il segretario del Pd ha probabilmente studiato strategicamente. Lui si mostra ottimista, convinto che non sia pura utopia il suo obiettivo di ottenere la fiducia dal Parlamento.

l piano ormai è chiaro: ottenere un aiuto dalla Lega per raggiungere i numeri in aula e lasciare la porta aperta al Pdl, magari non per formare il nuovo governo ma per decidere il successore di Napolitano al Quirinale e per avviare una sorta di ‘bicamerale bis’ finalizzata a dar vita insieme alle riforme istituzionali. Gli stessi toni alti usati da Berlusconi nella manifestazione di piazza del Popolo sono interpretati più come un modo di mostrare i muscoli che di sbattere la porta in faccia al dialogo con i democratici. Il segretario del Pd del resto sembra aver abbandonato la strada dell’insistente corteggiamento al M5s, che nel suo stesso partito incontra molte resistenze, prima di tutto fra i renziani. In ogni caso in molti già si chiedono cosa accadrà se Bersani dovesse fallire.

2 funerali eccellenti: Antonio Manganelli e Pietro Mennea

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A Santa Maria degli Angeli è il giorno dei funerali di Antonio Manganelli. Il feretro del capo della Polizia, portato in spalla dagli agenti, è stato fatto entrare nella basilica romana sulle note della marcia funebre dopo il saluto del picchetto d’onore. Il rito funebre è presieduto dal Cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma.

Presenti il presidente del Consiglio Mario Monti, il leader del Pd Pierluigi Bersani e il governatore della Lombardia Roberto Maroni. Tra le altre personalità politiche che continuano ad arrivare alla basilica romana per la messa che sarà presieduta dal cardinale Agostino Vallini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta, l’ex premier Giuliano Amato.

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Mentre è stato un «Arrivederci a festeggiare la tua vittoria al traguardo del cielo» per Mennea. Questo cartello e un lungo applauso hanno accolto nella basilica romana di Santa Sabina il feretro del velocista, poco prima della cerimonia funebre, cominciata alle 10 e officiata da padre Antonio Truda.

Nell’antica basilica, per l’ultimo saluto all’olimpionico scomparso giovedì’ a 60 anni, si sono ancora uniti ai famigliari tanti altri campioni dello sport, amici, autorità e molta gente comune.

Bersani, 8 punti e una pillola che va giù!

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La direzione del Pd ha approvato, con un solo astenuto, la proposta di Pier Luigi Bersani di un governo di minoranza sugli 8 punti proposti dal segretario del partito. Noi abbiamo fatto la nostra proposta, «dopodichè c’è il capo dello Stato. Ho sentito governo del presidente… Per definizione non tocca a noi decidere e poi bisognerà intendersi su cosa vuol dire» ha spiegato Bersani nella sua replica.

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Veltroni non parlerà alla Direzione del Pd.

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Pare proprio che Walter Veltroni abbia deciso di non parlare alla Direzione del Pd.

Mentre ancora sono in corso i lavori della Direzione appare ormai chiara la linea guida: no a un governissimo con il Pdl, 8 punti di un programma che sono solo di buoni intenti per il futuro e tante parole sul rinnovamento, cambiamento e trasformazione…

Parole su parole, chi ringrazia Bersani e chi lamenta una certa distanza, soprattutto nelle regioni lontane da Roma, del partito che dovrebbe unire i giovani, le classi più disagiate e gli intellettuali. Si parla molto di riforme, a partire dalla scuola, ma non si parla di cultura. Si parla di ripresa ma non della crisi delle piccole e medie imprese che soffrono. Si parla di finanza, ma non delle banche che dovrebbero erogare il credito agli imprenditori. Forse pesa ancora troppo lo scandalo Mps e siamo solo all’inizio!

Così Matteo Renzi resiste pochi minuti, poi lascia la Direzione del partito senza parlare. Veltroni è lì, ma quasi sicuramente preferirà “non dire” piuttosto che aprire una frattura all’interno di un partito già confuso e allibito davanti al risultato elettorale.

Silenzi, ringraziamenti e parole. Buoni propositi tanti, concretezza nulla!

Dilemma Renzi… sì, no, forse. Lo zoccolo duro vuole Bersani!

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Novità in vista per Matteo Renzi. Domani il sindaco incontrerà i cinquantuno parlamentari a lui vicini in una saletta di convegni a Firenze in un vertice post elezioni ed è probabile che, dopo aver spalleggiato Bersani in campagna elettorale, decida di rientrare attivamente in campo, stando quotidianamente «dentro» la vicenda politica.
In molti pensano che se la situazione dovesse precipitare l’unica soluzione per il Pd possa essere presentarsi alle elezioni con Renzi come candidato premier. Per ora il primo cittadino di Firenze si limita ad ascoltare e a motivare i suoi e ad avanzare proposte per superare l’impasse.
Un’eventuale incoronazione, tuttavia, incontrerebbe resistenze dentro la squadra bersaniana: l’ala sinistra fa sapere, infatti, che una campagna elettorale-bis dovrebbe essere guidata sempre dal segretario e Stefano Fassina ieri lo ha detto chiaro e tondo: «Per quanto mi riguarda, Bersani rimane la figura più forte per la campagna elettorale». Bersani, davanti ad una domanda su Renzi a “Che tempo che fa”, ha risposto con queste parole: «Deciderà lui, che ruolo avrà, quando vorrà, con la direzione del partito. Ma sicuramente un ruolo lo avrà».

Sicuramente tanto forte di aver fatto crollare i consensi per il Pd che aveva una vittoria assicurata con il Pdl che era a pezzi e la lista Monti inesistente!

8 punti per chi ci sta! Bersani e il suo far finta di fare un Governo!

pierluigi bersani- 8 punti

Bersani e i suoi 8 punti per salvare la politica italiana. Bersani e i suoi 8 punti per stabilizzare i mercati. Bersani e i suoi 8 punti per far finta di fare un Governo!

Il leader del Pd non ha nemmeno escluso l’ipotesi di offrire le alte cariche dello Stato a M5S e Pdl.

Quanto ai “punti” da fare approvare, Bersani ha spiegato: “Il primo tema è l’Europa. Voglio che il prossimo governo ponga una questione dirimente, di cui ho parlato al telefono con Hollande l’altroieri: l’austerità da sola ci porta al disastro. In sede europea, tutti devono mettersi in testa che il rientro dal debito e dal deficit è un tema che va spostato nel medio periodo: ora c’é un’altra urgenza assoluta, il lavoro”.

“Il secondo tema è quello sociale”, ha proseguito. “Il disagio è troppo forte, i comuni devono poter aprire sportelli di sostegno, bisogna sbloccare subito i pagamenti della Pa alle imprese e introdurre sistemi universalistici negli ammortizzatori sociali. Il terzo tema è la democrazia. Il nuovo governo, immediatamente, deve dimezzare il numero dei parlamentari, abbattere gli stipendi al livello di quelli dei sindaci, varare leggi che regolino la vita dei partiti e non solo per i finanziamenti, che inaspriscano drasticamente le norme anti-corruzione e che regolino finalmente i conflitti di interessi”. “Ciascuno di questi punti”, ha poi aggiunto il leader Pd, “si tradurrà in un specifico disegno di legge, che giorno dopo giorno farò pubblicare in rete già da giovedì mattina”.

E RENZI? Ha ribadito che resta a fare il sindaco di Firenze. Il suo programma non ha vinto e bisogna che ora Bersani porti avanti il suo.

 

Le risposte criptiche di Bersani!

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Dopo il flop mediatico di “smacchieremo il giaguaro” che poi si è riversato anche sull’esito politico di una campagna elettorale guidata da Pierluigi Bersani in modo criptico e deludente sotto molti aspetti, soprattutto quello comunicativo, ci si sarebbe aspettato un cambio di rotta dopo la presa di coscienza del panorama politico molto complesso che gli si prospettava davanti. Invece, no! L’analisi non è sull’uomo politico, nè sull’uomo Bersani… piuttosto sul comunicatore. Ieri Grillo ha attaccato il leader del Pd dicendo “Bersani morto che parla” e quale è stata la reazione del leader del pd? “Vienilo a dire in Parlamento”.

A livello comunicativo la frase di Pierluigi Bersani non ha la stessa forza di quella di Grillo… significa tutto e niente, è criptica, non incisiva e scade immediatamente nella minaccia. Grillo ha un linguaggio da showman, da chi è abituato a calcare un palco e ad avere la giusta improvvisazione in ogni situazione. Grillo arriva agli italiani con frasi fulminanti, prive di fraintendimenti, a volte volgari o inadeguate, ma che comunque generano l’effetto desiderato. Una risposta a Grillo dovrebbe avere un’intensità diversa, un porsi sul “palco” per avere la stessa forza. Porsi con un alternativa… Grillo è l’incarnazione dello showman e Bersani (o gli esponenti del Pd) dovrebbero avere toni da anchorman. Fin quando qualcuno non sale sul palco Grillo è imbattibile!

 

 

Politica horror? E’ solo un film! Ma sarà un film?

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In vista del rush finale, prima del voto che siamo chiamati a dare nel prossimo week end, ‘sinistri’ manifesti ‘se lo voti niente potra’ salvartì appaiono sul web, con le immagini ‘horror’ di tutti i candidati, Mario Monti, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Mario Monti e Beppe Grillo.

Faranno parte delle campagne elettorali che tutti i contendenti politici si apprestano a chiudere in questi giorni? Sarà l’ultimo tentativo per attirare l’attenzione? E’ l’ultima campagna provocatoria per il lancio di Sinister, il film di Scott Derrickson con Ethan Hawke e Vincent D’Onofrio che ha sbancato il botteghino Usa ad Halloween, totalizzando nel solo week-end più di 18 milioni di dollari d’incasso.

Già paragonato a The Ring considerato da molti il miglior horror della stagione 2012 con un box office pari a 48 milioni di dollari nei soli Stati Uniti, in Italia sarà distribuito da Koch Media dal 14 marzo

Cosa è il POPULISMO?

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Cosa è? Ne sentiamo parlare in continuazione, ma quali sono i confini? E’ populista Berlusconi con la lettera per la restituzione dell’Imu? E’ populista l’anti-politica di Grillo? E’ populista Monti e il suo cagnolino regalatogli da La7? E’ populista Ingroia nei suoi manifesti con i supereroi americani? O il vero populismo è quello di Bersani quando afferma “A differenza di quello lì che urla, io non scappo dalle domande. Sono figlio di un meccanico, lui è un miliardario”?

GRILLO SPAVENTA! Il pd attacca e Monti avverte.

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Le forze politiche hanno paura! Negli ultimi giorni di campagna elettorale, il M5S mette paura. Così Boccia tenta di mettere alle strette Grillo: “il campione della rete web perche’ non mette online la sua dichiarazione dei redditi come fa ognuno di noi? Inoltre, visto che parla tanto di trasparenza potrebbe smentire le voci circa un suo ricorso a condoni fiscali e a presunti cachet versati in nero per le sue prestazioni artistiche”.  Il Pd sta cercando di attaccare ovunque il M5S perchè è l’unico che veramente potrebbe insidiare la sua leadership e agli sgoccioli di questa campagna elettorale che non ha risparmiato colpi bassi a nessuno cerca di mettere in crisi l’avanzata dei grillini.

E’ sempre il successo di Grillo il maggior tema di preoccupazione per Mario Monti. Tuttavia, spiega, “il fenomeno Grillo merita tutta la nostra attenzione e capisco che i titolari dei partiti tradizionali possano sentirsi a disagio e hanno ragione: ma se avessero fatto una riforma elettorale decente le piazze di Grillo sarebebro meno piene”.

Il lancio delle promesse! “Abolirò il ticket per le visite specialistiche”

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Bersani ha appenna annunciato di voler eliminare il ticket dalle visite specialistiche.

“La sanità pubblica spende ogni anno 790 milioni di euro in consulenze, la maggior parte delle quali sono inutili, come ha denunciato la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale presieduta da Ignazio Marino. Mentre i cittadini spendono di tasca propria 834 milioni l’anno per pagare i ticket sulle visite specialistiche.
Il ticket è una delle tasse più odiose e ingiuste perché è una tassa che ricade su chi è più malato. Per questo noi vogliamo eliminare tutte quelle consulenze che non servono per tutelare la salute e abolire il ticket per sollevare da una spesa aggiuntiva quei cittadini che si devono curare. Noi siamo per il mantenimento di un servizio sanitario nazionale pubblico e per tutti. Di fronte alla malattia non c’è per noi né povero né ricco. E questo è il modo giusto per garantirlo: non con tagli lineari, ma con più efficienza, guardando davvero nelle pieghe dei conti della sanità ed eliminando gli sprechi e le spese superflue”.

BERSANI IL TEDESCO!

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Dopo il via libera della Corte ue sulla possibilità che le coppie gay adottino i figli di uno dei due partner, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, torna ad aprire a questa possibilità “Prendo la legislazione tedesca, tale e quale”, spiega il candidato premier del centrosinistra. ANCORA PIU’ SUCCUBI DELLA GERMANIA? Perchè non va a prendersi la cittadinanza tedesca? Possiamo avere una legge sui gay italiana? Siamo incapaci di farla o abbiamo paura della Chiesa e ci limitiamo a copiarla? Perchè non ci preoccupiamo di vedere le esigenze delle coppie italiane (gay o etero che siano) senza nessun tipo di discriminazione, ma parlando solo di diritti civili uguali per tutti?

 

Tra Bersani e Monti scatta “l’amore” e Vendola è geloso!

Vendola: “Il segretario non rompa l’alleanza centrosinistra”

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La grande ammucchiata… politica!

Non era più divertente il burlesque di Berlusconi alle frecciate della campagna elettorale?

In tutto questo i programmi elettorali vanno online e le liti fra schieramenti sono show televisivi.

Dove andremo a finire?

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Mario Monti guerrafondaio: ”Credo che la partecipazione al programma degli F35 sia nell’interesse italiano e sia giustificato da ragioni strategiche, industriali e di efficienza economica”. Poi naturalmente tagliamo la spesa agli ospedali pubblici: meglio la guerra che la salute!

Ma il Mario Internazionale torna anche a parlare della vicenda delle tasse ”Molti colleghi, ma con la ‘C’ maiuscola perche’ sono in politica da molto tempo, sono innervositi dal fatto che questo essere che si chiama Monti possa parlare di eventuali riduzioni delle tasse; e’ una cosa che li urta sul piano epidermico, perche’ io devo restare come quello che ha aumentato le tasse”. Chissà perché in campagna elettorale tutti vogliono sempre  ridurre le tasse… per fare una manovra finanziaria più pensante dopo le elezioni? 

Questa mattina il premier aveva parlato di Berlusconi come colui che “compra voti con i soldi degli italiani”. Brunetta non ci sta e prova a scalare Monti: “e’ volgare, come sempre inaffidabile e come sempre, ricattatore. Il gioco del ricatto dello spread ha gia’ funzionato per lui una volta e non funzionera’ una seconda volta”. Impresa ardua per Brunetta scalare Monti… riuscirà nella salita al K2? 

Berlusconi attacca sulla MPS ”Ci sono scandali che in tempo di elezioni la magistratura si guarda bene dal sollevare. Su Mps non ne hanno messo in galera uno; se si trattava di noi avremmo avuto decine di persone in galera e nostre intercettazioni pubblicate ovunque”. METTIAMO TUTTI I POLITICI IN PRIGIONE IN CAMPAGNA ELETTORALE E INIZIAMO A FARE POLITICA INVECE CHE SCANDALISMO? L’idea di Berlusconi non è da scartare… forse lui, Bersani, Formigoni, Dell’Utri e Fiorito da dietro le sbarre riescono a fare una riforma carceraria.

 

 

Renzi e Bersani sul palco insieme a Firenze!

Renzi lo accoglie come futuro Premier del Paese e Bersani critica la battuta di Monti: ”O girano promesse o aggressioni, un po’ di bastonate come suggeriscono i guru. In un anno Monti non ci ha mai trovato un difetto e ora da 15 giorni ce ne trova uno al giorno. Quella di oggi sul Pd nato nel ’21 e’ veramente infelice. Si può dire di tutto ma non ferire un progetto di cui non ha neanche una vaga idea”.

MA NON ERABERSANI A DIRE “VI SBRANIAMO TUTTI?”

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Berlusconi fa i capricci per il confronto tv

 

Berlusconi non vuole il confronto in tv a 6 e mette a rischio la trasmissione prevista per sabato.

Bersani contrattacca se “Berlusconi non vuole il confronto, io vado a Sky”. berlusconi fa i capricci

Renzi e Bersani come Coppi e Bartali? Renzi ci prova, ma lancia frecciate

Matteo Renzi rispettoso del patto d’acciaio con il suo partito prova a mantenere il punto sull’INDIFENDIBILE BERSANI e la POLITICA SPREGIUDICATA DEL PD nei confronti di MPS. Intervistato dalla Bignardi a “Invasioni Barbariche”, cerca di salvare il suo leader, ma poi si distacca da quelle distorsioni politiche che mirano solo a mantenere in piedi la CASTA! Tra frecciate e sostegno al Pd, lo scomodo ruolo di Matteo Renzi.

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Dialogo rotto tra Ingroia e Pd: “ci vediamo in parlamento”

Bersani non convince più e Antonio Ingroia lo liquida.

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La politica nella rete!

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Bersani: “Cittadinanza ai figli di immigrati”… e cervelli in fuga italiani!

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Berlusconi vs Bersani. Silvio pronto al confronto tv

Bersani inizia ad avere gli incubi?

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Pd chiede sostegno a Monti dopo elezioni

BENVENUTI IN ITALIA!

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Bersani si sente già un vincente! Grazie della considerazione del voto popolare…

“La presenza femminile nelle liste è intorno al 40 per cento. Una rivoluzione femminile da valorizzare e segnalare” .

IL 40% RIVOLUZIONE? E QUESTO E’ UN UOMO DI SINISTRA? SE FOSSE IL 70% SAREBBE UN COLPO DI STATO AL POTERE MASCHILE? QUESTO E’ UN RIFORMISTA? MA DOVE E’ FINITA LA SINISTRA? BERSANI E’ UN SERVO SCIOCCO DEL POTERE SCOLORITO DALLA CANDEGGINA?

CON QUESTE IDEE SICURAMENTE CI SARA’ UNA SVOLTA… QUESTA!

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Alla vigilia delle parlamentari del Pd, si assiste alle solite guerre di poltrona

MA NON ERA PASSATA LA SECONDA REPUBBLICA? MA NON C’E’ UNA NUOVA “MORALE POLITICA”? SICURAMENTE NON C’E’ PER I CONSIGLIERI DELLA PUGLIA CHE SI SONO AUTOSOSPESI PERCHE’ NON INSERITI NELLE LISTE DI PARTITO!

Non cambia nulla… guerra di poltrone! Il Bersani dittatore che detta legge e le fratture del partito che si ampliano… adesso in gioco ci sta una fetta di torta molto appetitosa da contendersi tra i membri del Pd!!!

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Altra toga che si butta in politica! Grasso va con Pd

INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA?

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Gli studenti a Firenze contestano il sindaco Renzi che esce da un bar

A Livorno il 1 dicembre era stato contestato Bersani!

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Monti rassicura l’Europa “chiunque vinca, avrà una visione europeista”

E IL POPOLO ITALIANO AVRA’ SOLO SUDORE, SANGUE, DISOCCUPAZIONE E FUTURO NEGATO?

BENEVNUTI IN ITALIA… SI PENSA SOLO ALL’EUROPA!

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Bersani vuole far emergere la ricchezza che c’è. Tassa su grandi patrimoni

 

Sempre a Porta a porta, riguardo Monti afferma: ‘Io continuero’ a sostenere lealmente quella linea di credibilita’ e rigore che Monti ha portato. Intendo dire che Monti, nelle forme che riterra’, che si vedranno assieme, dovra’ continuare a dare un contributo rilevantissimo a questo Paese”

Tra le priorità di Bersani: l’Italia

Ma non è ovvio o vive all’estero e si degna di dare come priorità l’Italia?  Benvenuti in Italia!

Vendola a Bersani: o me o Casini!

E’ tempo di scelte per Pier Luigi!

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