Il terremoto colpisce anche il Veneto: scossa a Verona

terremoto-verona-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un evento sismico nel distretto sismico di Zona di Lago di Garda. La scossa, di magnitudo 2.1, si è verificata alle ore 22.44 a una profondità di 9 km. L’epicentro è stato localizzato in provincia di Verona, tra i comuni di Brentino Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Dolcè, Ferrara di Monte Baldo, MAcesine, Rivoli Veronese e San Zeno di Montagna.

In Veneto arrivano gli infermieri “a tempo”

infermieri-a-tempo-tuttacronacaLa Giunta regionale veneta ha approvato una delibera che determina i minuti minimi necessari a ogni infermiere per assistere un paziente in modo corretto nell’ambito della giornata. La rivoluzione nel campo della Sanità prevede una tempistica che varia a seconda della specialità e prevede personale di rinforzo nel caso in cui non si raggiungano gli standard minimi di assistenza, o riposizionamenti nel caso di aree con operatori in eccesso. Il governatore Luca Zaia ha spiegato al Gazzettino, a seguito dei timori espressi dagli infermieri, “Nessuno parli di allarme licenziamenti”. Quello a cui si mira è l’ottimizzazione delle risorse per “assistere a cinque stelle il paziente ricoverato”. Così, un paziente ricoverato in malattie infettive si vedrà garantiti 230 minuti di cure, uno in medicina interna 185, mentre in rianimazione la quota sale a 700 minuti al giorno. Ora si attende che la Commissione Sanità del Consiglio regionale dia il via libera al provvedimento. “In nessun reparto veneto si dovrà mai più assistere ad attese troppo lunghe da parte del paziente”, spiega l’assessore alla Sanità, Luca Coletto. E non mancheranno i risparmi. “La gestione del personale è una delle voci di spesa più elevate, sulle quali andrà posta attenzione totale – aggiunge Zaia -. Il Veneto da questo punto di vista è già assolutamente virtuoso”.

Addio Trenitalia: il Veneto disdice il contratto

treno-regionale-tuttacronacaLuca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha inviato una lettera alla società di trasporto del gruppo Ferrovie dello Stato e gestore del servizio regionale nel Veneto, nella quale si conferma la volontà della Regione “di non rinnovare la convenzione alla data di scadenza del primo periodo di sei anni previsto al 31 dicembre 2014”. Per “garantire la continuità del servizio”, e per e per consentire sia l’espletamento della gara sia il subentro tecnico di un eventuale nuovo gestore, Zaia chiede a Trenitalia “l’attivazione della prosecuzione del servizio nei 12 mesi successivi al termine di durata dello stesso alle medesime condizioni contrattuali”. Significa che Trenitalia dovrà comunque garantire il servizio con gli attuali standard fino al 31 dicembre 2015. La decisione di disdire il contratto di servizio con Trenitalia è stata presa oggi dalla Giunta Regionale del Veneto.

La Santanchè che paragona Berlusconi a Mandela e altri scivoloni dei politici

nelson-mandela-tuttacronacaA volte bisognerebbe osservare un minuto di silenzio o tributare un pensiero a un grande leader che è mancato, invece spesso si finisce per fare uno “spot”. In questi giorni, dopo la notizia della morte di Nelson Mandela, molti politici italiani lo hanno commemorato, ma non tutti sono riusciti a mantenersi in ombra per dedicare a lui il dovuto palcoscenico. Anzi, c’è chi ha fatto come Belrusconi che ha approfittato dell’occasione per scagliare una freccia contro i suoi “avversari”, per non parlare del fatto che Daniela Santanché è giunta a paragonare Berlusconi a Mandela sostenendo che entrambi sono “due perseguitati”. Ma non è solo Forza Italia, anche nel PD ci sono state cadute di stile. E’ il caso di Matteo Renzi, che aveva pubblicato su Facebook la foto che lo ritrae insieme al politico sudafricano, al quale nell’aprile del 2012 ha consegnato un’onoreficenza della città di Firenze. Criticato da molti dei suoi “amici” di Fb, il sindaco fiorentino è poi tornato sui suoi passi e l’ha tolta. La stessa foto, peraltro, aveva fatto bella mostra di sè durante la puntata di Piazza pulita, andata in onda su La7 lunedì scorso. Un altro dettaglio che la rete non ha mancato di sottolineare. Ma non se l’è cavata meglio uno degli altri candidati alla segreteria dem, Pippo Civati, che non ne è uscito bene dall’aver criticato lo sfidante. Scrive Libero:

Data la circostanza l’altro candidato alle primarie, Pippo Civati, non ha perso occasione per fare polemica. «Non ho una foto con Mandela e comunque non l’avrei pubblicata», afferma l’esponente Dem, forse un po’ invidioso – so del book fotografico di Matteo, «la sua scomparsa mi dà l’occasione invece di dire che abbiamo avuto dei grandissimi leader nella storia e noi siamo uomini piccoli: quindi senso della misura e passione per la politica vanno tenuti insieme, perché oggi c’è molta superficialità e troppo gossip». Vero, peccato che un po’di misura non avrebbe fatto male anche a Civati. Far polemica sul grande leader sudafricano non è proprio un esempio di stile. Il guaio è che l’uso – anzi, l’abuso – della morte di Mandela per fini personali si è rivelata una malattia contagiosa, tanto che ha coinvolto anche Silvio Berlusconi. «Nelson Mandela è un eroe della libertà».

Comincia così la nota in cui il Cavaliere ricorda la figura di Nelson Mandela, morto a 95 anni.E sin qui ci siamo. «Il suo insegnamento », si legge, «la sua testimonianza la sua forza d’animo capace di non arrendersi mai anche quando le forze del male sembravano essere imbattibili, sono e saranno un esempio per tutti noi». Il Cav fa poi un appello a chi in questo ore si sta unendo al cordoglio per la morte dell’eroe sudafricano: «Mi auguro », dice, «che molti, tra coloro che in questeore ne tessono le lodi, imparino a praticare quella riconciliazione nella verità e nel rispetto reciproco che è stato il suo più grande merito e la sua più grande vittoria».

Espulso il leghista che ha offeso Mandela in Facebook

frase-una-buena-cabeza-y-un-buen-corazon-son-una-combinacion-formidable-nelson-mandela-120648Il consigliere di circoscrizione del Comune di Verona, Francesco Vartolo, è stato espulso dalla Lega Nord Veneta ad opera del suo Segretario Flavio Tosi. La deicsione è stata presa a seguito della pubblicazione di Vartolo in Facebook, dove scriveva: “Finalmente il terrorista Mandela, belva assetata di sangue bianco trasformato in eroe dalla propaganda mondialista, si troverà di fronte a tutta la gente che ha fatto ammazzare“. “Con le bombe nelle chiese o con i copertoni incendiati intorno al collo”. Interpellato dall’Ansa, aveva poi detto: “Mandela è considerato da molti un mito ed è premio Nobel per la pace, ma spesso ci si dimentica che a causa del movimento da lui fondato, l’Anc, è in atto un vero e proprio genocidio dei boeri e dei popoli bianchi in Sudafrica”. E ha sostenuto: “I bianchi ogni giorno vengono uccisi nelle proprie case da militanti di Anc che godono di fatto di impunità”. Secondo il consigliere della settima circoscrizione del Comune di Verona, chiunque “può trovare in rete il video di Mandela che canta una canzone che di fatto inneggia all’omicidio del bianchi”. Da parte sua, il preidente del Veneto Luca Zaia ha tenuto a commentare: “E’ un’uscita da condannare e non rappresenta il pensiero della Lega“. Mandela, ricorda Zaia,”è una persona che è stata 25 anni in carcere e ha avuto il premio Nobel per la pace”. Flavio Tosi, “in virtù dei poteri che gli sono statutariamente attribuiti, provvederà oggi stesso all’espulsione di Francesco Vartolo dal Movimento”.

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L’assessore che porta la pistola in Regione Veneto: “non si sa mai”

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Dopo gli scontri non solo verbali, ma anche fisici avvenuti in Aula Giulio Cesare a Roma e nel Consiglio Regionale a Torino, ora emerge che c’è chi arriva in Consiglio con tanto di pistola. l’assessore Servizi sociali in Veneto passato al gruppo della rinata Forza Italia, Remo Sernagiotto, ha affermato:

“Porto la pistola in Regione Veneto e non ho mai sparato. E’ solo per difesa, qui non si sa mai”.

L’assessore ha poi precisato che lui non ha la scorta o l’auto blu: “Mi muovo con la mia mini per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati”.

Sernagiotto ha un regolare porto d’armi da 30 anni e comprò la pistola per difendersi da alcune minacce. Oggi la porta perché si muove spesso, da solo e fino a notte fonda, per partecipare ad incontri e riunioni: “Che ho la pistola lo sanno tutti, così come tutti sanno che non l’ho mai usata. Non vado al poligono e mica sono un pistolero. Sono un uomo pacifico, ogni tanto sparo qualche colpo nel bosco per evitare che si arrugginisca”.

L’assessore spiega: “Quando mi muovo vado sempre da solo con la mia Mini rossa per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati. Non sarei mai in grado di sparare ad una persona, ma se fosse necessario magari con due colpi in aria eviterei il peggio. La pistola l’ho comprata non quando facevo politica ma da imprenditore su consiglio degli stessi carabinieri dopo che avevo subito una serie di furti”.

Lucio Tiozzo, capogruppo Pd nel consiglio regionale del Veneto, ha dichiarato: “Non è ammissibile entrare in Consiglio regionale con armi. Ci appelliamo al Presidente Clodovaldo Ruffato perchè faccia rispettare questo. Se dovesse servire, anche con l’installazione di metal detector”.

Tiozzo ha poi aggiunto: “Siamo contro i cittadini ‘fai da te’, devono essere le forze dell’ordine a difenderli. Nel caso, poi, siamo davanti ad un assessore ai Servizi sociali, che dovrebbe essere un segnale per una società più serena e più coesa”.

E proprio Ruffato si è detto “esterrefatto” per la vicenda: “Sono rimasto stupito, esterefatto. Non deve più succedere. Darò disposizioni perché nessuno possa più entrare con qualsiasi tipo di armi in Consiglio Regionale. Confido nel buon senso e nella maturità dei consiglieri – ed ha aggiunto scherzando -. In giunta non so se ha bisogno di protezione, qui in Consiglio sicuramente no”.

Il maltempo non lascia tregua: ora l’allarme riguarda il Veneto

allagamenti-tuttacronacaRischio idrogeologico nella maggior parte della regione per il Veneto a partire dalle 12 di giovedì e fino alle 16 di venerdì. Il rischio di attenzione riguarda in particolare l’Alto Piave in provincia di Belluno, l’Alto Brenta e Bacchiglione nelle province di Vicenza, Belluno e Treviso, il Basso Piave, il Sile e il bacino che scola in laguna, nelle province di Venezia, Treviso e Padova, la zona di Livenza, Lemene e Tagliamento nelle province di Venezia e Treviso. Come ricorda il Gazzettino, le amministrazioni locali dovranno porre in atto le procedure di allerta dovute a conclamate criticità o particolari sofferenze idrogeologiche e idrauliche presenti nel territorio di competenza. In particolare i Comuni caratterizzati dalla presenza di fenomeni di colate rapide dovranno attivare azioni di controllo del territorio in quanto tali fenomeni di dissesto sono particolarmente sensibili alle precipitazioni temporalesche intense.

270mila euro per pulire i vetri dell’ospedale… “basta sprechi!”, così Zaia

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270mila euro in quattro anni per pulire le vetrate dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Non basta infatti una normale ditta di pulizie per assicurare l’igiene delle vetrate dell’ospedale, ma si è ricorsi ai  rocciatori della società “Air process Méditerranée”. Professionisti della pulizia di grattacieli e aeroporti.

“E’ ora di abbandonare i progetti di edilizia ospedaliera che comportano sprechi inaccettabili, sostiene il presidente del Veneto, Luca Zaia. Mi riferisco per esempio alle grandi hall, agli spazi commerciali, alle vetrate dell’Angelo, che appunto dobbiamo pulire con i rocciatori. Non discuto la bellezza architettonica e non voglio andare contro gli archistar, ma solo puntualizzare che gli edifici pubblici devono essere semplici e fruibili.I progettisti devono essere vicini ai malati, costruire quello che serve loro, non puntare a centri mastodontici lontani dalle esigenze della gente”.

La Usl 12 si difende: “La pulizia viene ripetuta in base alle necessità, variabili a seconda degli eventi atmosferici, che possono influire sporcando o, al contrario, contribuendo a tenere pulita la vetrata. Nei primi anni è stata ripetuta anche tre volte l’anno, ma in seguito si è ritenuto che per le superfici esterne, mai a contatto con l’utenza, fosse sufficiente in media un intervento ogni 12 mesi. Nel quadro della revisione degli accordi sul project financing, in atto a Venezia, sta comunque per essere ridiscusso anche questo costo, nell’ottica di un complessivo sforzo di contenimento delle uscite”.

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Il boom economico c’è… sono i fallimenti!

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Chi ha detto che in Italia non c’è il boom economico? Il boom c’è eccome, è quello dei fallimenti. I dati Cerved visionati dall’Ansa mostrano un nuovo record: nei primi nove mesi dell’anno sono stati 9.902, in aumento del 12% rispetto al 2012, mentre la crescita del solo terzo trimestre è del 9%. Secondo la banca dati della società specializzata nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, i fallimenti sono al livello «massimo osservato da più di un decennio nel periodo gennaio-settembre». La crescita dei default riguarda tutte le forme giuridiche, con tassi di crescita a due cifre: +12% per le società di capitale, +10% per le società di persone e +11% per le altre forme giuridiche. E tutti i settori: a cedere maggiormente sono le industrie dei servizi (con un aumento dei fallimenti del 14%), seguite dalla manifattura: +11%, che inverte il trend positivo del 2012. Continua l’aumento del fenomeno anche nelle costruzioni (+9,7%), il settore che sta pagando il dazio più pesante alla crisi. L’aumento dei fallimenti è un fenomeno diffuso anche dal punto di vista geografico: la Lombardia accusa di gran lunga il numero assoluto maggiore di fallimenti (2.250 nei primi nove mesi) con un aumento del 13%. Peggiore il trend di Emilia Romagna e Veneto (+19% per entrambe le Regioni) e del Lazio (+15%). Male anche il Sud, frenano i default Liguria (-11%) e Umbria (-18%).

Inoltre nel terzo trimestre del 2013 hanno avviato procedure di liquidazione volontaria circa 14mila aziende ‘in bonis’, cioè imprese senza precedenti procedure concorsuali, il 5,3% in più rispetto allo stesso periodo 2012. Sono dati Cerved analizzati dall’ANSA, secondo i quali nei primi nove mesi dell’anno le liquidazioni superano quota 50mila, aumentando del 5,2% rispetto al 2012 e toccando, come per i fallimenti, un record assoluto in oltre un decennio. È un fenomeno causato dalla crisi ma anche sostenuto dalla dalla nuova legislazione che, secondo alcuni osservatori delle dinamiche d’impresa, rischia di favorire chi chiude per non pagare i creditori. Ad aumentare sono state soprattutto le liquidazioni delle cosiddette ‘scatole vuotè (+75%), società che non hanno depositato alcun bilancio nell’ultimo triennio, mentre sono diminuite dello 0,9% le liquidazioni tra le società di persone. Continuano ad aumentare, ma a ritmi inferiori rispetto all’anno precedente (2,2% contro 18,5%), le liquidazioni tra le ‘vere’ società di capitale, quelle con almeno un bilancio valido nelle ultime tre annualità: anche in questo caso, secondo i dati della società specializzata nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, il numero di liquidazioni dei primi nove mesi dell’anno (quasi 25mila) ha comunque toccato il massimo dall’inizio della crisi.

I dati parlano di un incubo ben diverso da quello scenario di ripresa auspicato dall’esecutivo, è come se in Italia la realtà schiacciasse ogni giorno le prospettive future di crescita e sembrano alla fine stridere gli annunci ottimistici che invece vengono lanciati quotidianamente dalle diverse forze politiche sicuramente ingabbiate in una situazione economica difficile e in rapporti con l’Europa che di giorno in giorno si fanno più tesi.

Le misteriose sfere in cielo: avvistate in Veneto

villorba_strane_sfere-tuttacronacaSfere di luce, più o meno una dozzina, due delle quali ben visibili, nel cielo di Villorba, in provincia di Treviso. A darne testimonianza un agente di commercio 36enne che racconta: “Erano le 16 di mercoledì 16 ottobre e mi trovavo in via Roma. Scendendo dall’auto ho guardato in cielo. Subito ho pensato si trattasse di classici palloni gonfiati con elio o qualche mongolfiera di passaggio: quindi non ci ho dato particolare peso. Sono entrato in un edificio per uscirne dopo circa una ventina di minuti e ho notato, con sorpresa, che le ‘sfere’ erano ancora visibili e non si erano mosse. Ho trovato strana la cosa e ho deciso allora di fare qualche foto il mio cellulare”. A.S. ha quindi spiegato di non sapere quanto sia durato il fenomeno, “Però ho contattato l’esponente provinciale del Cun (Centro Ufologico Nazionale, ndr) e inviato le foto per essere esaminate dai loro esperti”. E Renzo Tomasella, consigliere nazionale, ha confermato: “Con la testimonianza del pievigino e l’esame delle foto con software di elaborazione digitale, possiamo dire che si tratta delle cosiddette sfere di luce, già avvistate anche in Nordest, che sembrano non avere una consistenza materiale. Probabilmente sono una sorta di sonde per monitorare l’ambiente e la loro provenienza ci è ignota. A loro si pensa possano essere attribuiti i famosi ‘crop circles’. Nel corso dell’elaborazione al computer, ci siamo accorti della presenza di altre sfere, circa una decina, non visibili nelle foto originali”.

Il giallo degli stivaletti: a chi appartenevano? Il cadavere misterioso

stivaletti-venezia-tuttacronacaEra fine maggio quando, nel Canale della Giudecca, a Venezia, affiorò un cadavere senza testa. Ancora non è stato possibile risalire all’identità della vittima morta non per annegamento ma per asfissia meccanica, ossia strangolata. In cerca di risposte, Chi l’ha visto questa sera ha mostrato gli stivaletti indossati dalla donna. Di ottima fattura, rari, costosi, misura 34 e mezzo, forse realizzati su misura. La domanda è: sapete chi li indossava?

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Dopo anni di lavoro… 20 giorni di pensione, poi richiamati in servizio!

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Neppure un fervido sceneggiatore sarebbe stato in grado di inserire un colpo di scena degno della migliore tradizione della commedia all’italiana. peccato che non siamo in un film e che non sia un ciak di un scena, ma che in gioco ci siamo le vite delle persone: 8 professori del Veneto. Gli insegnanti, tutti con almeno 40 anni di servizio e tutti docenti congedati a inizio ottobre, quando iniziavano a godere la loro nuova vita da pensionati, hanno ricevuto una telefonata. La provincia spiega che si è sbagliata, c’è stato un errore e quindi la cessazione dal servizio deve considerarsi annullata. Certo si può ricorrere, ma intanto bisogna tornare a lavoro.

Così uno degli otto docenti ex pensionati racconta al Corriere della Sera quanto accaduto:

«A dire il vero la cessazione di servizio partiva dal primo settembre – continua l’insegnante – ma quella telefonata mi ha cambiato la vita: nonostante il ritardo ero comunque felice di dar seguito alle passioni che avevo dovuto mettere in secondo piano. Ho terminato la mia ultima lezione e ho salutato tutti». Venti giorni dopo però il contrordine: «Prof, c’è stato un errore. Deve tornare a scuola». L’avviso è perentorio: «si comunica che la cessazione di servizio è da considerarsi annullata». 

In realtà quella del docente, e degli altri è una vicenda che inizia nel 2011, quando entra a regime la Fornero e la pensione si allontana. Poi però era arrivata quella che sembrava essere una svolta. Sembrava, appunto. Ancora il Corriere:

L’odissea del prof ha inizio nel 2011, quando il docente, classe 1952, conti alla mano, matura il diritto alla pensione per l’anno successivo. Ma la legge Fornero blocca tutto posticipando di cinque anni la «porta » per il pensionamento. «Sul punto è stata portata avanti una class action – precisa il prof – ma non sappiamo ancora quale potrà essere l’esito dell’azione legale contro il ministero». Nel frattempo, tutti i docenti «bloccati» tornano in cattedra. Poi all’inizio dello scorso settembre la svolta. Il telefono della scuola che squilla, la normativa a pennello e l’agognato pensionamento. Per legge «se ci sono esuberi in una classe di concorso e avendo acquisito i quarant’anni di lavoro, questi esuberi possono andare in pensione».

Il successo dell’Italia… sta in un bicchiere

vendemmia-tuttacronacaItalia batte Francia 45 a 44. Nessuna competizione sportiva: si parla della vendemmia 2013 la cui produzione stimata per il Belpaese è attorno ai 45 milioni di ettolitri a fronte dei 44 dei cugini d’Oltralpe. E’ la Coldiretti a rendere note le cifre e a festeggiare i dati sulle esportazioni che quest’anno segnano “un record storico”, “con un valore delle vendite che raggiunge per la prima volta i 5 miliardi di euro per effetto di un aumento del 9 per cento degli acquisti oltre confine”. La regione che più può alzare i calici è il Veneto, i cui vini occupano in valore una quota pari al 30,8 per cento del totale nazionale, pari a un miliardo 443 milioni di euro del 2012, quota confermata anche per i primi sei mesi dell’anno corrente con oltre 736 milioni di valore di vino esportato. E’ Assoenologi a sottolineare come la regione segna un +5 rispetto all’anno precedente, questo principalmente per merito dell’entrata in produzione di nuovi vigneti. Asso nella manica sembra essere lo spumante italiano la cui domanda, sempre secondo Coldiretti, è cresciuta del 19%.

Terremoto nei pressi di Barcis, a Pordenone

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Una scossa di terremoto è stata registrata poco fa tra Veneto e Friuli. Un terremoto di magnitudo 2.8 (scala Richter) è stato registrato alle 19.46 con epicentro a sei chilometri a Ovest di Barcis (Pordenone). Lo si apprende dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.

Là dove non batte mai il sole ora batterà… anche in Italia!

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Il Veneto è stata la prima regione ad approvare la legge sul nudismo, così dalla prossima estate sarà possibile stare come mamma ci ha fatti in alcune spiagge di Jesolo, Bibione, Caorle, fino a Lignano Sabbiadoro. La commissione Turismo, presieduta dal leghista Vittorino Cenci, ha infatti detto sì alla proposta di legge presentata dal consigliere Andrea Bassi (Ln) e sottoscritta da Dario Bond (Pdl) e Santino Bozza. Questo provvedimento sicuramente richiamerà molti turisti che preferiscono una formula più “naturista”. In Europa infatti il volume d’affari è circa di 700 milioni di euro e nell’Eurozona ci sono già 600 strutture adibite alla balneazione senza veli.

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Trema la Pianura Padana: scossa di terremoto nel Modenese

terremoto-modena-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisicae Vulcanologia, (Ingv), ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 alle ore 13:32 nel distretto sismico della Pianura Padana Emiliana. L’evento ha avuto ipocentro a una profondità di 8.5 Km mentre l’epicentro è stato localizzato in provincia di Modena, tra i comuni di Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Ampliando il raggio, tra i 10 e i 20 km sorgono anche i comuni di Camposanto, Medolla, Ravarino e Mirandola, sempre in provincia di Modena, e quelli mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Poggio Rusco, San Giovanni del Dosso, Sermide e Villa Poma. Ancora, sempre in questo raggio si trovano Calto, Castelmassa e Castelnovo Bariano in provincia di Rovigo; Castello d’Argile, Crevalcore e Pieve di Cento nel Bolognese e Bondeno, Cento e Sant’agostino nel Ferrarese.

E’ tornato a casa Charly, il pony più piccolo del mondo

charly-ritrovat-tuttacronacaUna settimana fa Bartolo Messina, allevatore e artista equestre di Barano d’Ischia, nel Napoletano, aveva lanciato un appello in Facebook:

facebook-tuttacronacaCharly, il pony più piccolo del mondo, era infatti stato rubato da uno dei box della mostra nazionale del cavallo, a Città di Castello, la sera precedente l’inaugurazione. Qualcuno aveva tagliato la rete accanto al box, portando via il cavallo alto non più di una sessantina di centimetri e per questo inserito nel Guinness dei primati. Le sue tracce si erano quindi perse in un vicino campo di tabacco. Nei giorni successivi numerosi erano stati gli appelli di Messina affinchè il pony gli fosse restituito. “È come se avessero rapito uno di famiglia”, aveva ripetuto. Ora però Charly è tornato dalla sua famiglia. Secondo le prime informazioni, era in una località isolata nella zona di Peschiera del Garda, in provincia di Verona. Non sono stati al momento eseguiti provvedimenti giudiziari di alcun tipo.

Appello shock di un sindaco: “Immigrazione incontrollata, armiamoci”

andrea-de-bernardin-tuttacronacaAndrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietrole, in provincia di Belluno, è preoccupato per i frequenti raid di furti che vengono compiuti nell’Agordino e per questa “immigrazione incontrollata”, come riporta il Gazzettino, “servono le pistole”. Il primo cittadino invita quindi i cittadini a installare un allarme e a farsi il porto d’armi. “Alla gente onesta che vive nelle nostre valli non posso che dire di iniziare a difendersi da soli, appunto con un impianto domestico antifurto e facendosi il porto d’armi. Non resta che questo se ci sta a cuore la nostra incolumità e quella delle nostre famiglie”. De Bernardin racconta anche una sua esperienza personale: “Io stesso sono stato vittima di questi furti: i ladri hanno sfondato la prima porta che conduce al mio museo di passo Fedaia, per poi fermarsi davanti a una seconda porta, probabilmente perché hanno visto che c’era il sistema di allarme. Comunque se fossero entrati io avrei difeso la mia persona e la mia proprietà senza pensarci due volte. Ma che paese è, mi chiedo, quello che non tutela i propri cittadini lasciando scorrazzare queste bande di malviventi senza dare alle forze di polizia gli strumenti essenziali per intervenire? C’è poi il paradosso che se queste scorribande avvengono in casa mia e io mi difendo c’è il rischio che ad andare in galera sono io piuttosto che il malvivente. Ma siamo impazziti?”.

Il PD è un Partito Dimezzato!

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Pd, Partito Democratico, ma da oggi anche Partito Dimezzato che ha perso la metà degli iscritti in un anno, passando da 500mila a 250mila. In attesa del congresso La Repubblica racconta il dati allarmanti del PD:

La tendenza non è omogenea, in Emilia le adesioni toccano il 70 per cento, in Piemonte e Liguria il 60, in Toscana, Veneto e Lombardia sfiorano il 50, in Sardegna arrivano al 40 mentre dalle regioni del Sud ancora non sono neppure stati trasmessi i dati, visto che la campagna per il tesseramento sta partendo solo in questi giorni, in grandissimo ritardo rispetto al Centro-Nord. Sulla carta geografica del Pd, già piena di ombre, spicca la voragine di Roma, dove appena il 30 per cento dei quindicimila iscritti ha confermato l’adesione.

Numeri che indicano una disaffezione, che sarà difficile da recuperare:

E invece la lettura del dato fornita dal vertice del Pd è tutt’altro che negativa, anzi. «Ora si apre la fase dei congressi, la gente correrà nei circoli a rinnovare la tessera, gli anni congressuali sono da sempre quelli in cui facciamo il boom degli iscritti», sostiene senza esitazioni Tore Corona, responsabile nazionale del tesseramento e dell’anagrafe, l’uomo a cui il capo dell’organizzazione Davide Zoggia ha affidato il compito di attaccarsi al telefono senza sosta per dare la sveglia ai segretari regionali e provinciali per riattivare la macchina del consenso appesantita dalle ruggini estive.

Morte sulle rotaie: suicidio o fatalità?

suicidio_treno_treviso-tuttacronacaNon è ancora stata identificata la vittima di una tragedia occorsa nel primo pomeriggio di oggi vicino alla stazione di Treviso. Un uomo è stato travolto e ucciso da un treno in transito mentre, così sembra, tentava di attraversare i binari nonostante il passaggio a livello fosse chiuso. Al momento gli investigatori non escludono che possa trattarsi di suicidio anche se tutte le piste sono aperte. E’ stata la polizia ferroviaria a effettuare i rilievi.

Inghiottito dalle acque: si cerca un uomo scomparso nel Vicentino

scomparso-fimon-tuttacronacaUn operaio vicentino 35enne è scomparso ieri nelle acque del Lago di Fimon, ad Arcugnano, in provincia di Vicenza. A far scattare immediatamente l’allarme due giovani che, richiamati dalle urla, hanno visto una barca affondare davanti ai loro occhi. Le ricerche di ieri, nonostante l’arrivo sul posto di squadre dei carabinieri e sommozzatori dei vigili del fuoco, non hanno dato esito. Sono però stati rinvenuti alcuni indumenti, il documento d’identità dell’uomo e la macchina con cui era giunto al lago. Le operazioni di ricerca sono riprese stamani.

Nubifragio nel Padovano: allagamenti e viabilità in tilt

allagamenti-pd-maltempo-tuttacronacaScantinati allagati, strade isolate e in qualche caso anche 30-40 centimetri d’acqua nelle abitazioni: è il risultato del violento nubifragio che si è abbattuto ieri sera nel Padovano colpendo in particolar modo la zona di Abano e quella dei colli, che va da Selvazzano a Teolo, verso Bastia e Rovolon. E se a Selvazzano non sono stati riscontrati molti danni, a Saccolongo le situazioni si sono rivelate critiche a causa di vistosi allagamenti. Anche sui Colli Euganei la pioggia persistente ha provocato disagi mandando in tilt la viabilità, in particolar modo all’inizio della salita per villa dei Tigli dove uno smottamento del circuito ciclabile ha richiesto l’intervento di pompieri e della Protezione civile.

I nostri 7 giorni: tra perturbazioni metereologiche… e politiche!

7giorni-tuttacronacaAltri sette giorni ricchi di emozioni, con un po’ di rammarico per quest’estate che arriva ormai agli sgoccioli e le tante incongnite sul futuro prossimo che tornano ad affacciarsi di prepotenza sulla scena politica. La perturbazione che si sta abbattendo in queste ore sull’Italia ci ricorda un po’ la bufera che continua a imperversare nei luoghi del potere italiano. La nostra penisola è infatti colpita dal maltempo che ha provocato non solo il crollo delle temperature ma anche numerosi danni. Grandinate, allagamenti, trombe d’aria, si sono infatti abbattuti un po’ ovunque. Dal Veneto al Lazio, dal Piemonte alla Campania passando per la Liguria. E se non è il cielo cupo a spaventare, è la terra che trema sotto i piedi, spesso con scosse lievi, ma capace anche di far correre in strada le persone, com’è accaduto nelle Marche. E la stessa instabilità la si vive nel clima politico. Reggerà il governo alla bufera del post-sentenza della Cassazione? E’ quello che ci si chiede ormai ogni giorno, con il Pd che invoca lo stop ai ricatti e il Pdl unito attorno al proprio leader. Ognuno ne parla e offre la propria versione. C’è chi come Travaglio immagina un nuovo, possibile travestimento di Berlusconi, in stile Manning, da donna, e chi, come Veltroni, vede queste ultime battute come la fine di un ventennio. Ma forse gli italiani al momento sono più focalizzati su altro: il proprio personale futuro. Quello che continua ad apparire incerto perchè la questione pensioni non è ancora stata chiarita e sempre più persone perdono la speranza di un lavoro sicuro. Al contrario, però, c’è anche chi non soffre la mancanza di lavoro, che trova anche se già riceve circa 7mila euro al mese di cassa integrazione. E se dobbiamo polemizzare su questo… cosa possiamo dire degli scontrini che negli ultimi giorni hanno fatto il giro del web? Cifre astronomiche, per un caffè, una bottiglia d’acqua o un bicchiere di vino: bibite con un retrogusto decisamente amaro! Forse più di qualcuno ha preferito restarsene a casa, con il naso all’insù, ad assistere allo spettacolo dell’esplosione stellare

7giorni-cielo-tuttacronacaMa anche altre notizie ci hanno particolarmente colpito in questi giorni. Una su tutte: una 13 enne che, dopo aver chiamato il 113, si sente rispondere: “Per errore abbiamo risposto da Caserta, richiama e ti risponderanno poliziotti più vicini a te”. Più solleciti i medici che, al pronto soccorso, hanno accolto il Molleggiato dopo che si è provocato una piccola frattura al minolo. Forse fin troppo solerti, visto che immancabili sono scattate le polemiche, alle quali i sanitari hanno risposto. Del resto Celentano più che alla sua salute sembra interessato al tema delle Grandi Navi a Venezia. E proprio nella città lagunare si è consumata una tragedia, dopo che un turista è morto in uno scontro tra vaporetti e gondola. Le ultime novità raccontano che il “pope” è stato trovato positivo a hashish e cocaina, ma questo non placa la rabbia contro i piloti dell’Actv. Dai canali ai campi… è ricominciato il campionato! E se il mercato resta comunque un tema caldo, con le ultime cartucce ancora da sparare, già si parla del primo naufragio del Milan in terra veronese e di Tevez che è riuscito a spezzare la maledizione del Luigi Ferraris: la Juve è tornata a vincere a Genova ed ha presentato il suo biglietto da visita. Ma siamo solo ai primi calci d’inizio e la stagione è tutta da scrivere. Insomma, non preoccupiamoci, perchè nulla è perduto: come l’anello perso in un campo e poi ritrovato… incastrato in una patata cresciuta nel frattempo! Questo per dire che se anche qualcosa ci spaventa e ci vien voglia di scappare… proviamo a fermaci per osservare a fondo. Chissà, forse c’è il trucco e la butteremo sul ridere!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Maltempo a Verona: salta l’Aida e nessun rimborso. E’ polemica!

aida-verona-tuttacronacaIl maltempo non guarda in faccia nessuno, nemmeno l’arte: la pioggia si è abbattuta sull’Arena di Verona dove era in programma l’Aida e lo spettacolo, dopo soli due minuti e mezzo, è stato sospeso. Il pubblico ha lasciato le gradinate cercando riparo nelle gallerie, aspettando che la pioggia si plachi e si possa riprendere. Ma quel momento non arriva mai. Dopo tre ore e mezza lo spettacolo viene definitivamente sospeso e non sono previsti rimbrosi. L’indignazione ha serpeggiato in rete, come si può vedere in Facebook. Italiani, ma anche stranieri che raccontano la loro disavventura. E’ invece una lettrice del Gazzettino a inviare una lunga lettera al quotidiano per raccontare quanto successo:
Ieri sera ero all’Arena per vedere l’Aida, entusiasta perché dopo anni avevo convinto anche mio marito a venirci e poi ci sarebbe stato Placido Domingo, al di la dei 168 euro di biglietti che perderemo, la cosa scioccante a dir poco,e’ che nonostante il meteo parlasse chiaro e già da parecchi minuti temporaleggiasse, alle 9 meno qualche minuto in tutta fretta hanno cominciato lo spettacolo che è’ durato 2 minuti e mezzo, due minuti e mezzo, poi ci hanno detto di aspettare le loro decisioni e infreddoliti tutti appiccicati abbiamo dovuto trovare rifugio nelle gallerie sotto le gradinate che si riempivano d’acqua sia dal soffitto che sul pavimento.Un odore nauseabondo usciva dai bagni!E siamo dovuti rimanere li così non un’ora, un’ora e mezza ,come da prassi, ma fino a mezzanotte e 20!Ripetutamente dicevano che portassimo pazienza perché dalle loro informazioni la perturbazione stava per esaurirsi, e mentre lo dicevano peggiorava sempre di più e continuavano i lampi e i tuoni. È tutto questo per evitare il rimborso dei biglietti.Io venivo da Abano Terme e il pullmann era pieno di americani, francesi e russi, non sto a dirmi i commenti ma potete ben immaginarli. Non è’ UMANO far attendere 15.000 persone, sono persone che non ci torneranno piu’, per questioni meramente economiche donne,anziani e bambini 3 ore e mezzo prima di dichiarare sospeso lo spettacolo!E’ UNA VERGOGNA!!La nostra stessa guida ci ha detto che in tanti anni di lavoro non le era mai capitata una cosa del genere.

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Fulmini a raffica in Veneto: in fiamme un tetto e una centralina Enel

maltempo-venezia-treviso-tuttacronacaAnche il Nordest della nostra penisola è stato colpito dalla perturbazione atlantica che sta flagellando l’Italia, con rovesci intensi e violenti in particolar modo nel Veneziano e nel Trevigiano, le uniche province che hanno subito danni di rilievo. I problemi sono stati creati anche dall’intensa attività elettrica: i fulmini hanno provocato danni anche ingenti a Borso del Grappa, nella Marca, e a Pra Maggiore, nel Portoguarese. Lavoro intenso per i vigili del fuoco, impegnati a spegnere i roghi e mettere in sicurezza le zone colpite. A Borso del Grappa, in provincia di Treviso, oltre ad allagamenti e rami caduti, i pompieri hanno avuto a che fare con una fuga di gas causata da un fulmine che ha colpito un contatore Enel vicino ad un bombolone di Gpl che è stato danneggiato dalla scarica elettrica. Inevitabile la fiammata. I vigili, giunti sul posto a mezzanotte e 15 minuti, hanno cercato di capire come intervenire e alla fine sono riusciti ad intercettare e chiudere il tubo di alimentazione del gas. Ingenti danni anche nel Veneziano: i vigili del fuoco sono stati impegnati dalle sei di mattina fino alle dieci circa per un fulmine che si è abbattuto sul tetto di un’abitazione di nuova generazione a Pra Maggiore, nel Portogruarese: guaine, materiali isolanti di facile combustione, non hanno certo facilitato il lavoro dei pompieri. Il tetto si è incendiato ed è stato necessario rimuovere tutto il materiale per riuscire a mettere in sicurezza la casa.

Tiramisù, Zaia chiederà la tipicità del territorio

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La Regione Veneto nella persona del presidente Luca Zaia chiederà  il riconoscimento della tipicità del “tiramisù” come dolce di Treviso, dove ha avuto i natali negli anni ’70.

«È giusto e doveroso chiedere il riconoscimento territoriale di questa specialità – ha fatto presente Zaia – sia come suggello di un evento storico, sia come motivo ulteriore di valorizzazione di Treviso e del Veneto nel settore alimentare, a fronte di un prodotto che oggi rischia di avere tanti padri e troppe versioni che non rendono giustizia all’impegno e all’inventiva del luogo che l’ha visto nascere, alla luce peraltro di tradizioni dolciarie che hanno fatto da terreno di coltura al vero tiramisù».

«Il riconoscimento della tipicità è un obiettivo né improbabile né impossibile – ha aggiunto Zaia – e porto come esempio il precedente della “Pizza Napoletana stg”, specialità tradizionale garantita, che proprio io ho portato al traguardo quando ero ministro delle politiche agricole. È un processo che richiede impegno, ma dobbiamo far sapere qual è l’originario tiramisù di Treviso a fronte delle tante varianti che si sono liberamente sviluppate in tutto il mondo traendo ispirazione dall’intuizione dolciaria dei suoi creatori, che, voglio ricordarlo, hanno realizzato il tiramisù quando Ada Campeol stava allattando il suo primogenito proprio per dare a lei e a tutti una dolce energia».

D’altra parte il tiramisù è nato nel centro storico di Treviso e i suoi “inventori” Ada Campeol, proprietaria del ristorante “Alle Beccherie”, e l’allora giovane cuoco Roberto “Loli” Linguanotto sono ancora in attività a testimoniare un successo internazionale senza precedenti nel campo dell’enogastronomia.

Attenzione perché la questione è molto controversa. La Toscana che farà? Anche loro rivendicano l’invenzione del Tiramisù. C’era una volta un re...

Travolta famiglia in bici: muore una donna

galzignano-incidente-tuttacronacaUn’uscita in bicicletta con la famiglia si è risolta in tragedia a Galzignano Terme, in provincia di Padova. Ieri sera, poco dopo le 22, su viale delle Terme una Ford Focus ha travolto un’intera famiglia e provocato la morte di Nicoletta Lissandrin, 47 anni, moglie dell’assessore al bilancio del Comune di Galzignano Stefano Miola. Anche il marito è rimasto ferito nell’incidente in cui sono stati coinvolti anche i due figli della coppia e la fidanzata del primogenito. Stando a una prima ricostruzione, la coppia si trovava in bicicletta con i tre ragazzi quando la vettura blu li ha travolti sopraggiungendo alle loro spalle lungo un tratto rettilineo. La donna è morta sul colpo, dopo essere stata colpita in pieno, mentre Miola ha riportato ferite alla testa, oltre che in più parti del corpo, ed è stato ricoverato. I ragazzi, illesi, sono sotto choc, così come pure l’investitore. Molte le persone accorse sul luogo dell’incidente, a iniziare dal sindaco e dall’ex sindaco, a cui si sono aggiunti parenti, amici e il parroco. Sul ciglio, in mezzo all’erba, le ruote di una bicletta nera. Le altre sono finite nel fosso. E per decine di metri sono rimasti i segni dell’impatto che ha trasformato in tragedia una gita di 5 ciclisti.

A Padova è Del Piero mania: già staccati 13mila biglietti

-DelPiero-Padova-tuttacronacaGrande attesa a Padova per il ritorno “a casa” di Alex Del Piero, che domani giocherà allo stadio Euganeo con la sua Sydney. E se anche non è l’Appiani, l’affetto dei tifosi è rimasto invariato: Alex ha mosso i primi passi nel calcio professionale proprio all’ombra del Santo e per il suo ritorno sono già stati staccati 13mila biglietti, con i settori Tribuna Fattori e Poltrone già esauriti. Nella sfida con gli australiani allenati da Frank Farina, il Padova indosserà una maglia celebrativa dell’ evento. Anche il Comune ha voluto “essere partecipe” mettendo a disposizione gratuitamente altri tre parcheggi nell’area dell’ex foro boario di corso Australia.

Del Piero e il viaggio nella memoria: arriva a Padova!

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«Tornare qui – ha detto l’ex numero 10 della Juventus – è emozionante. Ho vissuto qui un periodo delicato come l’adolescenza. Qui ho esordito e segnato il mio primo gol nel calcio professionistico. E sono state tante le prime volte vissute a Padova. E’ stato un periodo della mia vita importante e pieno di emozioni che mi hanno portato fino dove sono arrivato».

Mentre il campione, Alex Del Piero, si concede un viaggio della memoria in Veneto dilaga l’assalto dei suoi fan. Sono tantissimi coloro che vogliono un autografo o una foto ricordo con Pinturicchio. Ma la vera festa inizierà mercoledì sera quando Del Piero scenderà in campo all’Euganeo per l’amichevole tra il Sidney e il Padova: «Non vedo l’ora di essere in campo per questa partita, sono felice che l’incontro abbia luogo in questa terra, perché la mia famiglia vive ancora qui e io condivido i valori del Veneto. Chiudere la carriera a Padova? Ci ho pensato, ma dopo la Juve avevo bisogno di un’avventura lontana, lontanissima dall’Italia».

Il ministro dell’integrazione non va alla festa della Lega

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La Kyenge declina l’invito e dice che rimangono aperti gli spiragli per una sua partecipazione ma al momento non ci sono i presupposti per cui ciò avvenga. In mattinata si era assistito anche allo scontro Bossi – Maroni, in cui l’ex segretario del Carroccio si diceva contrario alla partecipazione del ministro dell’integrazione a una festa che doveva essere invece del popolo dalla camicia verde. L’ennesima integrazione mancata?

Fino a 50mila euro a chi lascia “di sua volontà”: raggiunto l’accordo a Geox

geox-incentivi-tuttacronacaTrovato l’accordo tra i vertici della Geox e i sindacati: ” Ai lavoratori cassintegrati e in contratto di solidarietà che, al termine dei due anni di ammortizzatore sociale, accetteranno di accedere volontariamente alla mobilità andranno dai 30 ai 50mila euro, a seconda dell’inquadramento attuale.” E’ questo il risultato finale dopo che, la settimana scorsa, era stato raggiunto l’accordo che definiva il numero del personale in esubero: 71 su 560 addetti. Per 44 di loro sarà chiesto un periodo di 12 + 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, mentre per gli altri 27 sarà adottato il criterio dei contratti di solidarietà. L’intesa raggiunta prevede che, per i primi, il trattamento di Cigs venga integrato dall’azienda di Montebelluna fino al raggiungimento del 75% della retribuzione lorda (circa l’83% della busta paga netta, data la diversa tassazione alla quale sono soggette le somme dedicate ad incentivo). Trascorsi i due anni tutti loro, se accetteranno la mobilità e quindi non impugneranno il licenziamento, avranno diritto a riscuotere una somma compresa fra i 30mila euro (fino al quarto livello) ed i 50mila euro (settimo livello e quadri). Il colosso veneto si è anche reso disponibile al finanziamento di corsi di formazione a vantaggio dei dipendenti in Cigs e finalizzati ad un’eventuale ricollocazione interna o, attraverso agenzie specializzate, in mansioni richieste dal mercato del lavoro esterno. “Si tratta – hanno commentato le organizzazioni sindacali – delle condizioni incentivanti più alte mai conseguite per questa categoria”.

Un leghista veneto torna a insultare la Kyenge e usa lo spot del crodino

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E’ la volta di Andrea Draghi, assessore leghista alla sicurezza del Comune di Montagnana e Consigliere Provinciale leghista di Padova che dal suo profilo Facebook lancia un post d’insulto verso il ministro Cecile Kyenge. Draghi prende spunto dalla nota bevanda analcolica sponsorizzata da un gorilla per insultare il ministro dell’integrazione. Il Governatore veneto Luca Zaia ha chiesto al Carroccio di intervenire.

La statua dei Divini Bronzi Olimpici… con le mutande

statua-mutande-abano-tuttacronacaSono stati scoperti i “Divini bronzi Olimpici” del maestro Walter Pugni ieri mattina, nell’isola pedonale di Abano Terme, in provincia di Padova. Ma non del tutto. E’ stato infatti lasciato un panno che cinge i fianchi di una delle statue. Non quindi a coprire la prestanza e potenza virile, ma che dà l’impressione di sorreggere. Ma non ci sono state proteste: nessuno che si sia lamentato di scandalo, arte censurata o di parti genitali maschili in bella vista. Nessuno che possa puntare il dito contro il Comune perbenista perchè, ha spiegato il sindaco Luca Claudio, la decisione è stata dell’artista. In fin dei conti l’Italia è il Paese che face indossare i pantaloni anche ai nudi maschili del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina. Pugni, noto in tutto il mondo, ha esposto opere nei musei delle maggiori città europee e, ieri mattina, ha spiegato che la sua arte, semplicemente, gli nasce da dentro. Non ha studiato, nè visitato musei o gallerie. Nonostante questo ha realizzato un corpus imponente di opere scultoree che descrive l’uomo dall’apparire della vita sulla terra e che lui non ha nemmeno mai voluto commerciare. L’artista che vive da decenni in un camper in giro per il mondo ha dichiarato: “Ho speso 3,5 milioni di euro per realizzarle,- se vi chiedete come ho fatto vi dico che ho 95 brevetti”. Ai Divini Bronzi ha iniziato a mettere mano negli anni ’80 e saranno portati all’Expo 2015 di Milano come simbolo e messaggio di pace universale. Proseguiranno quindi il loro viaggio facendo apparizione nel 2016 a Rio de Janeiro ai giochi olimpici.

Paura in volo: atterraggio d’emergenza a Cagliari

atterraggio-emergenza-cagliari-tuttacronacaE’ partito alle 15.50 da Cagliari diretto a Verona un aereo Md80 della compagnia Meridiana. Poco dopo il decollo, l’accensione di una spia di malfunzionamento di uno dei due motori ha costretto però il pilota a rientrare all’aeroporto sardo per un atterraggio di emergenza che si è svolto senza problemi. I 147 passeggeri a bordo sono poi stati imbarcati su un altro velivolo già disponibile in pista, decollato alle 17.30 in direzione dello scalo veneto.

Le multe che si abbattono sui ciclisti!

bici-multa-vicenza-tuttacronacaIl codice della strada lo dice chiaramente: non si pedala sui marciapiedi. Una simile abitudine viene spesso praticata, senza curarsi dei pericoli che possono incorrere. Ad Alte Ceccato, nel Vicentino, la polizia locale ha staccato 5 sanzioni da 25 euro l’una per i ciclisti che scorrazzavano sull’area riservata ai pedoni. Il servizio mirato è scattato dopo numerose segnalazioni da parte sia dei cittadini che dei negozianti del posto che si sono lamentati di questo atteggiamento incurante sia della sicurezza altrui che delle regole del codice stradale.

Dopo le offese di Calderoli alla Kyenge ora un assessore rincara la dose

orango-kyenge-calderoli-tuttacronacaRoberto Calderoli aveva dichiarato che il ministro Cecile Kyenge gli ricorda un orango e dal momento della dichiarazione le polemiche non si sono ancora raffreddate. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato ora l’assessore regionale alla protezione civile del Veneto, Daniele Stival che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto in cui appare un orango che si dichiara offeso dal paragone.

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Giovanni Alessio Oro, il sindaco veneto morto in un incidente a Ischia

giovanni-alessio-oro-morto-tuttacronacaE’ morto a Ischia, in provincia di Napoli, a causa di un incidente stradale, Giovanni Alessio Oro, sindaco di Foza, nel vicentino. L’uomo, di 63 anni, si trovava in vacanza nella località balneare quando, uscito dall’albergo dove alloggiava, è stato travolto da uno scooter che procedeva a velocità sostenuta. Il conducente del ciclomotore, un 32enne di Barano d’Ischia, vessa in condizioni gravi. Sul posto si sono recati polizia e carabinieri.

Primi sgomberi in Lunigiana dopo il terremoto di venerdì

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Sono state firmate, dal sindaco di Fivizzano Paolo Grassi, le prime ordinanze di sgombero delle abitazioni lesionate dalla scossa di terremoto di magnitudo 5.2 di venerdì 21 giugno. Secondo quanto appreso, tra Casola e Fivizzano sono otto le famiglie fatte evacuare dalle proprie abitazioni a seguito dei primi controlli dei vigili del fuoco. Ha spiegato Grassi: “Ma i controlli dei nostri tecnici inizieranno solo stamani e proseguiranno”.

L’Italia che trema: terremoto in Lunigiana e in Umbria

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Continua a tremare la Lunigiana, epicentro due giorni fa di un forte sisma di magnitudo 5.2. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato una lieve scossa di magnitudo 2 con epicentro in prossimità dei comuni massesi di Casola in Lunigiana e Fivizzano e di quelli lucchesi di Giuncugnano e Minucciano. Ieri sera nella zona erano state registrate altre tre scosse, tra le quali, tra le 23 e la mezzanotte, una di 2.2 e un’altra di 2.7 gradi sulla scala Richter.
In Umbria, teatro di uno sciame sismico dal 20 aprile scorso, è stata invece rilevata una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 con ipocentro a 7,9 km di profondità ed epicentro in prossimita’ dei comuni di Gubbio e Pietralunga. Raggiungono così quota 77 le scosse di terremoto di magnitudo uguale o superiore a 2 registrate nella zona dall’inizio dello sciame sismico. L’ultima era stata registrata due giorni fa, con magnitudo 2.2.

Terremoto in Lunigiana: 10 scosse nella notte

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10 scosse de terremoto sono state registrate nella notte nella zona della Lunigiana, in Toscana. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha rilevato la scossa più intensa, di magnitudo 3.4, alle 3:56 mentre le altre nove non hanno avuto magnitudo non superiore a 2.6. Proprio la paura per nuovi, forti eventi, ha spinto molti abitanti dei comuni di Fivizzano e Casola a trascorrere la notte lontano dalle proprie abitazioni, chi presentandosi nelle scuole aperte dal comune dove sono arrivate le brandine inviate dalla Protezione civile della Regione Toscana, chi dormendo nella propria auto.  Franco Gabrielli, Capo dipartimento della Protezione civile, arriverà in zona in mattinata, insieme al sottosegretario ai Lavori Pubblici, Erasmo D’Angelis. Dopo un sopralluogo, incontrerà i sindaci e i responsabili della Protezione civile per mettere a punto il piano degli interventi necessari soprattutto per assicurare a quanti hanno avuto le case lesionate verifiche veloci.

Sisma in Lunigiana: si allestisce una tendopoli

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La Regione Toscana ha deciso di allestire una tendopoli a Casola, uno dei comuni colpiti dalla scossa di terremoto di magnitudo 5.2 verificatasi in Lunigiana alla quale hanno fatto seguito altre 20 di assestamento. La tendopoli sarà a disposizione di chiunque non voglia o non possa dormire in casa, sarà allestita una tendopoli per chi non voglia o possa dormire in casa. I tecnici stanno valutando la necessità di allestire una tendopoli anche a Monzone di Fivizzano, altro borgo danneggiato dal sisma.

A seguito del sisma a Equi Terme, in Lunigiana, una frana ha isolato l’abitato, mentre a La Spezia alcune fabbriche sono state evacuate. Intanto è stata sospesa, per la verifica di eventuali danni, la circolazione ferroviaria sulla linea Aulla-Lucca, la cosiddetta Garfagnana, e sulla linea convenzionale tra Bologna e Piacenza.

Terremoto di magnitudo 5.2: trema tutto il Centro-Nord! Danni e un ferito

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Alle 12.33, una forte e prolungata scossa di terremoto è stata avvertita nel Nord Italia. Si è trattato di una scossa di magnitudo 5.2 registrata dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia tra Lucca, Massa Carrara e La Spezia con epicentro a 2 km circa da Fivizzano (Ms), in Toscana e con profondità 5.1 km. Percepiti tremori dalla Liguria alla Toscana e al Veneto, con segnalazioni da Firenze fino a Padova, e in particolare in Emilia, teatro di un grave sciame sismico nel maggio 2012. In questa zona sono arrivate molte telefonate ai centralini dei Vigili del Fuoco e le persone sono uscite da uffici e abitazioni. E se a Bologna il sisma è stato avvertito distintamente, a Milano lo è stato nei piani alti. A Reggio Emilia il ministro Idem stava parlando, il discorso è stato interrotto e l’edificio evacuato.

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Secondo l’Ingv, dopo sei minuti si è verificato un secondo movimento tellurico con epicentro sempre in Lunigiana, a una profondità di 9.7 km, ha avuto una magnitudo 3.1. Alle 13.21 la terza scossa, la cui magnitudo è stata di 2.2 e una profondità di 8,7 km. Secondo le prime indicazioni giunte alla sala operativa della protezione civile della provincia di Massa Carrara, si segnalano crolli in Lunigiana, a Fivizzano e Casole. Sarebbero rimaste danneggiate alcune abitazioni con la caduta di tetti. Una persona sarebbe rimasta ferita in località Postella. “Nessun problema nei musei del Polo fiorentino”, secondo quanto si legge sulla pagina Facebook dell’ente. Dalle riprese effettuate dalle telecamere a circuito chiuso di un negozio di Lucca, si vede l’inizio del sisma durato quasi un minuto.

Nuovo attacco al ministro Kyenge su Facebook

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Nuovo attacco per Cécile Kyenge su Facebook, questa volta partito dal Veronese, più precisamente dalla Lega Nord di Legnago sulla cui pagina ufficiale, accanto alla riproduzione di un articolo nel quale il ministro definisce gli immigrati una risorsa, è apparso il commento: “Se sono una risorsa…va a fare il ministro in Congo! Ebete”. Il testo è gia sparito dal social network, per lasciar spazio alle “scuse” che recitano queste parole: “Pur restando ben distinte le rispettive posizioni politiche… CI SCUSIAMO UFFICIALMENTE con il ministro Kyenge per l’offesa pubblicata su questa pagina Facebook ed a Lei rivolta. Abbiamo provveduto ad eliminare IL NOSTRO ERRORE di comunicazione. Sbagliare è facile…chiedere scusa meno. Scusateci”. Marco Pavan, come prima reazione, ha spiegato che “in dialetto veneto ebete è un aggettivo che diventa persino affettuoso e vuol dire ingenuo”, e ha poi precisato come il post “voleva evidenziare tre dimenticanze del ministro: gli immigrati possono essere regolari o clandestini, che i regolari, se integrati, possono essere una risorsa mentre i clandestini non pagano tasse, che la necessità di avere un lavoro oggi è per prima dei nostri giovani e di quei padri che non riescono a mantenere i figli”. Ma sul dietro-front di Pavan potrebbe aver pesato anche la dura condanna dei vertici della Lega, considerata la posizione assunta sia da Tosi che da Maroni chiarita già da giorni. Ossia, la Lega deve comportarsi da partito serio e queste “scenate” di certo non giovano alla sua credibilità. Infatti nei giorni scorsi già la Valandro era stata espulsa per un commento postato in rete. Spiega il governatore del Veneto Zaia: “Questi continui casi, oltre a dare uno spaccato che non rappresenta il pensiero della Lega, non ci permettono di parlare dei problemi reali e di avere un confronto con il ministro Kyenge, di cui non condividiamo l’azione politica”, che ha poi aggiunto: “Chi pensa di fermare l’azione del ministro offendendola sbaglia. Serve, e vogliamo, un confronto rigoroso, in cui sia possibile dissentire, ma civile ed educato”.

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Paura a Verona per una scossa di terremoto

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E’ stata nettamente avvertita dalla popolazione una scossa di terremoto verificatasi alle 22:25 in Veneto, a nord della città di Verona. Il sisma, di magnitudo 3, è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia) nel distretto sismico delle Prealpi Venete. La profondità del sisma è stata stimata attorno ai 10 km mentre l’ipocentro è stato localizzato tra i Comuni di Bosco Chiesanuova, Fiumane, Cerro, Grezzana e Marano di Valpolicella

Maxi sequestro di anabolizzanti per bovini e maiali!

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Sono 17.000 le confezioni di farmaci veterinari, sequestrati pochi giorni fa dal Corpo Forestale dello Stato, per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. A chi erano destinati? A bovini e suini allevati sul nostro territorio italiano. Nello scandalo sono stati coinvolti farmacisti, allevatori, grossisti e veterinari attivi in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, coordinati da un grossista specializzato nella rivendita di farmaci veterinari. Il fatto ha destato sconcerto per l’ampiezza dell’area e per il numero di persone che è stato coinvolto nel traffico clandestino. 101 perquisizioni che hanno portato a 65 persone indagate.

Come entravano in possesso dei farmaci? Un gruppo di allevatori acquistava un quantitativo superiore a quello che veramente veniva somministrato agli animali e le dosi in eccesso venivano smerciate clandestinamente.

Quali erano i farmaci?

Sostanze illecite come: cortisonici, ormoni ed antibiotici.

Quali sono le conseguenze?

Che carne, latte e formaggi possono subire alterazioni o quantomeno il consumatore non è avvisato che sta ingerendo attraverso le carni e i suoi derivati antibiotici, ormoni e cortisone.

Il trucco era semplice, un gruppo di allevatori compiacenti acquistava farmaci in quantità superiore a quello somministrato realmente agli animali e le dosi in eccesso venivano utilizzate per il mercato clandestino.

Lo scandalo poi, secondo il “Fatto Alimentare”, ha un grande impatto sull’alimentazione essendo quasi il 15% dei capi bovini trattati con farmaci e medicinali illegali per  aumentare la massa muscolare. I dati sarebbero stati diffusi attraverso un centro specializzato, istituito dal Ministero della salute. 

 

 

La sua auto si schianta ma lui dice di stare bene. E’ morto solo due ore dopo

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Una tragica morte a cui è difficile trovare risposte: la cintura di sicurezza l’avrebbe salvato? I medici si sarebbero potuti accorgere dell’emorrargia interna? Domande che restano impresse nella mente di Angelo e Loredana, i genitori di Marco Stefanon, 35enne di Istrana, in provincia di Treviso. Il ragazzo, dipendente dell’azienda meccanica Michieletto Dario, è morto in un incidente stradale a Pederiva verso le 20.30 mentre rientrava da una visita ad amici. Marco era alla guida della sua Fiat Punto quando da una laterale di via Erizzo è sbucata la Seat Ibiza di una 21enne di Montebelluna, ora indagata per omicidio colposo, che non ha rispettato la precedenza. Violento l’impatto che ha mandato giù per una scarpata l’auto di Marco, che ha sbattuto violentemente la testa contro il parabrezza e il torace sul volante. Il giovane è però riuscito ad uscire dal veicolo da solo ed ha raggiunto la strada, dove ha parlato brevemente sia con i residenti che con gli operatori dell’ambulanza arrivati dopo l’allarme. Si sentiva bene e hanno dovuto convincerlo a farsi visitare in ospedale prima di rientrare a casa. Ma menre raggiungeva il pronto soccorso di Montebelluna ha perso i sensi e a niente sono serviti i tentativi di rianimazione prolungatisi per due ore: il suo cuore si è fermato e la sua famiglia è precipitata nel dolore. A condividerlo con i genitori, il fratello Diego e la fidanzata Monica, 32enne che conviveva con lui in via delle Casette a Villanova. Bisognerà attendere l’esito dell’autopsia, quello cehe è certo è che il ragazzo non aveva le cinture e questa potrebbe essere stata una leggerezza fatale. Ma se davvero si tratta di emorrargi interna, ci si chiede se non sarebbe stato possibile individuarla prima nonostante le insistenze di Marco per rientrare a casa. Forse no, dato che il crollo è avvenuto prima che avessero inizio gli esami a cui sarebbe stato sottoposto e che l’avrebbero senz’altro individuata. Nessuna accusa quindi da parte dei genitori del giovane, ma un grande dubbio. “Nessuno lo sa – sospira Loredana – vediamo cosa dice l’autopsia. Certo che se fosse così, sarebbe ancora più difficile da accettare”. Dopo aver accertato le cause, potrà avere luogo il funerale, probabilmente venerdì nella chiesa di Pezzan, dove, poco lontano, si era già messo da parte un pezzo di terra per costruirci sopra la casa in cui andare ad abitare dopo il matrimonio.

Giallo a Venezia: trovato il cadavere decapitato di una donna

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E’ probabilmente di una donna il cadavere smembrato ripescato nella laguna veneziana, nel canale della Giudecca. Sono state avviate le indagini sulle donne recentemente scomparse visto che il corpo, che forse è finito tra le eliche di una barca e ha trascorso diverso tempo in acqua, è stato rinvenuto privo della testa e delle braccia, mentre la cassa toracica sarebbe ridotta praticamente allo scheletro. Il sesso della persona sarebbe stato quindi dedotto facendo riferimento agli indumenti che ancora indossava, in particolare un paio di stivaletti con il tacco. Le condizioni della salma, comunque, rendono impossibile al momento una sua identificazione, così come è difficile ipotizzare le cause della morte. E’ stato un uomo che transitava con la propria barca nella zona di Sacca Fisola a notare il cadavere che galleggiava e ad allertare i Vigili del fuoco, giunti sul posto con gli uomini del Nucleo natanti e i Carabinieri. Il corpo, ripescato, resta ora a disposizione della magistratura.

Il leghista che accusa i siciliani… “non vi sentite in colpa?”

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«Non vi sentite in colpa, fratelli siciliani? I soldi che ogni anno servono allo Stato per pagare i vostri “inutili” stipendi potrebbero essere impiegati per mettere in sicurezza centinaia e centinaia di famiglie che lavorano onestamente e che regolarmente pagano le tasse. Stipendi inutili perché in Veneto facciamo le stesse identiche cose che fate voi, ma con un miliardo e mezzo di euro in meno».

Questa è una delle tanti frasi che si trovano nella lettera aperta ai 17,995 dipendenti della Regione Sicilia scritta al vice presidente della Provincia Roberto Marcato (Lega) dopo l’alluvione che nello scorso weekend ha messo in ginocchio le provincie di Padova, verona, Vicenza e Treviso.

«Io sono davvero stanco – scrive Marcato, che è anche segretario provinciale padovano della Lega Nord -, e come me i colleghi amministratori locali, di essere costretto a ripetere alla mia gente il solito mantra: “No ghe xe i schei”. E invece no. I soldi per noi ci devono essere. Non possono finire in una regione – accusa – che ha i costi di 10. Non mi rivolgo neppure allo Stato, perché uno Stato che permette questo è uno Stato che non rispetta nemmeno la Costituzione. Parlo con voi, destinatari di denaro immeritato – attacca ancora Marcato – a noi basterebbero 500 di quei 1.500 miliardi che sono spesi in più dei 200 milioni di euro che costa invece la Regione Veneto. E non basta dire che è colpa dei politici che vi hanno assunti qualche volta si può dire anche di no».

Poi vogliamo ancora parlare di integrazione? Quando inizieremo a pensare che l’Italia è davvero unita e non si deve accusare una  Regione e osannarne un’altra? Quando si capirà che si è tutti sulla stessa “penisola che sta affondando”? Quando cercheremo di rimboccarci le maniche e di provare davvero a portare avanti una politica non utile al Veneto a discapito della Sicilia, ma una politica italiana che sappia far fronte a chi in quel momento a bisogno di più supporto… a chi capita un’alluvione e chi deve lottare quotidianamente con la mafia, chi ha un terremoto e chi ha i disoccupati che si danno fuoco davanti alle sedi comunali… l’Italia non ha bisogno di lotte di confine o di regione, ha bisogno di persone che per un attimo abbandonino il proprio egocentrismo e la propria realtà personale e locale e inizino davvero a pensare a questo Paese come una Nazione, che a sua volta è inserita in un contesto europeo e che deve competere con altri continenti che in questo momento sono in crescita economica e rischiano davvero di far affondare il vecchio continente da nord a sud…

L’Italia annega nelle istituzioni, Zaia fa guerra alle previsioni del tempo

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Con tutto quello che succede in Italia, tra la crisi istituzionale e quella economica, Luca Zaia, Lega Nord, è preoccupato delle previsioni del tempo. Ha quindi chiesto l’oscuramento dai siti meteo della regione Veneto poichè il maltempo previsto e poi non verificatosi nel weekend di Pasqua ha fatto perdere le prenotazioni agli albergatori locali. Ora minaccia azioni legali verso quei siti che hanno previsto quelle false precipitazioni… Zaia ha dichiarato guerra aperta, perchè non accontentarlo cancellando tutta la regione Veneto dal web compresi i siti degli albergatori che hanno subito le cancellazioni delle prenotazioni? Almeno la prossima volta non lamenteranno il disagio! Beviamoci su.

Sparatoria in un panificio a Reggio Calabria!

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Il titolare di un panificio, Andrea Catalano, 43 anni, è stato ucciso a Reggio Calabria. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato raggiunto da due colpi di pistola al torace mentre, dopo le 5, era nel suo panificio, in via Vittorio Veneto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini. Al momento non è stato chiarito se si sia trattato di una tentata rapina finita male.

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