“Ruby. Sesso e potere ad Arcore”: il Rubygate diventa un libro a fumetti

ruby-fumetti-bungabunga-tuttacronacaS’intitola “Ruby. Sesso e potere ad Arcore” la nuova graphic novel scritta dai giornalisti Gianni Barbacetto e Manuela D’Alessandro e con i disegni di Luca Ferrara. Il volumen, edito da Round Robinm sarà in libreria dal 28 febbraio e permetterà di ripercorrere la vicenda del Rubygate. Non manca nulla, dalle papi girl a Ruby e le olgettine, dalle famose notti del bunga bunga a casa di Berlusconi a Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. E ancora gli autori ripropongono il processo e la condanna dell’ex premier a sette anni per prostituzione minorile. Gli autori spiegano che il libro narra il Rubygate come ”la fine di un’epoca” e come ”il cuore del berlusconismo e del desiderio di molti: sesso, potere e delirio di onnipotenza”. La vicenda si basa sugli atti giudiziari e, tramite le strisce dei fumetti, mostra che nel presunto scandalo delle serate a Villa San Martinospiegano gli autori,

”ci sono vittime e carnefici, ragazze che si concedono ai desideri del Re e personaggi inquietanti che entrano a corte come amici, pur nuotando in un mondo torbido”.

Ma non mancano neanche ”giornalisti e politici, capi di governo stranieri e manager, impresari discutibili e soubrette arriviste”, tutti protagonisti di quell’arco di tempo che va dalla notte in Questura, conclusasi con il rilascio di Karima El Mahroug, fino alla sentenza di primo grado.

L’ex capo dei vigili urbani di Roma ai domiciliari: accusato di corruzione

angelo_giuliani-tuttacronacaSi trova agli arresti domiciliari Angelo Giuliani, ex capo dei vigili urbani di Roma, con l’accusa di corruzione: avrebbe fatto ottenere irregolarmente un appalto ad una società che si occupava della pulizia delle strade della città dopo ogni incidente. Sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo ad eseguire gli arresti che hanno riguardato anche altre tre persone, tutte ai domiciliari, appartenenti alla società Sicurezza e ambiente, vincitrice dell’appalto. Non è la prima inchiesta nel quale si è ritrovato coinvolto l’ex comandante: in precedenza i giornali hanno parlato di racket ai danni di gestori di ristoranti e locali del centro in cambio di licenze, occupazioni di suolo pubblico e cambio di destinazione d’uso.

Basta leggi ad personam: la Ue bacchetta l’Italia sulla corruzione

corruzione-tuttacronacaLa Commissione Ue ha presentato il suo primo report sulla corruzione in Europa e vi si legge: “In Italia i legami tra politici, criminalità organizzata e imprese, e lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo sono tra gli aspetti più preoccupanti, come testimonia l’alto numero di indagini per corruzione”. La relazione di Bruxelle rileva ancora come “negli ultimi anni sono state portate all’attenzione del pubblico numerose indagini per presunti casi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e rimborsi elettorali indebiti, che hanno visto coinvolte personalità politiche di spicco e titolari di cariche elettive a livello regionale”. Scandali che hanno portato ad una serie di dimissioni, anche di leader e di alte cariche di partito, a elezioni regionali anticipate in un caso, ed hanno spinto il governo a sciogliere alcuni consigli comunali per presunte infiltrazioni mafiose. Pur senza fare nomi, il report segnala anche un caso “degno di nota”, quello di “un parlamentare indagato per collusione con il clan camorristico dei Casalesi” (richiamando il caso di Nicola Cosentino). Ancora, la relazione evidenzia come solo nel 2012 sono scattate indagini penali e ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici locali in circa metà delle 20 Regioni italiane, sono stati sciolti 201 consigli municipali, di cui 28 dal 2010 per presunte infiltrazioni criminali e più di 30 deputati della precedente legislatura sono stati indagati per reati collegati a corruzione o finanziamento illecito ai partiti. La Commissione Ue ritiene che la nuova legge italiana contro la corruzione “lascia irrisolti” vari problemi perchè “non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l’autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio”. Da Bruxelles arriva inoltre il suggerimento di perfezionare anche la legge sul conflitto d’interesse perchè “frammenta” le disposizioni sulla concussione e la corruzione, “rischiando di dare adito ad ambiguità nella pratica e limitare ulteriormente la discrezionalità dell’azione penale”. Sono inoltre “ancora insufficienti le nuove disposizioni sulla corruzione nel settore privato e sulla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti. La prescrizione è un problema «particolarmente serio per la lotta alla corruzione in Italia”, secondo Bruxelles, perchè termini, regole e metodi di calcolo, sommati alla lunghezza dei processi, “determinano l’estinzione di un gran numero di procedimenti”. E oltre a sottolineare che vanno colmate le lacune e che è necessario dare priorità a procedimenti per corruzione a rischio prescrizione, raccomanda di “estendere i poteri e sviluppare la capacità dell’autorità nazionale anticorruzione Civit in modo che possa reggere saldamente le redini del coordinamento e svolgere funzioni ispettive e di supervisione efficaci, anche in ambito regionale e locale”.  Ancora, per Bruxelles va bloccata “l’adozione di leggi ad personam”, che ostacolano “i tentativi” di darsi norme per garantire processi efficaci. Per quel che riguarda le cifre, “La corruzione, che in Europa vale 120 mld di euro, mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e danneggia l’economia, privando i Paesi di un gettito fiscale particolarmente necessario in questo momento di crisi. Gli Stati membri hanno fatto molto negli ultimi anni per combatterla, ma la relazione mostra che è lontano dall’essere sufficiente. Il report suggerisce alcune linee di intervento che spero possano essere seguite”, come ha sottolineato il commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom nel presentare i dati. Il report sottolinea infine che il totale dei costi diretti della corruzione in Italia ammonta a 60 miliardi di euro ogni anno, pari al 4% del Pil italiano. I danni provocati dalla corruzione in Italia sono pari alla metà del totale europeo, indicato dalla Commissione in 120 miliardi di euro l’anno.

Ferrara prevede: “Berlusconi sarà arrestato”

giuliano-ferrara-tuttacronacaL’accusa dei giudici, secondo Giuliano Ferrara, è chiara: “Berlusconi non ama giocare a canasta con delle coetanee. Lele Mora non faceva di mestiere il notaio, bensì il procacciatore di starlet per l’industria dello spettacolo, in particolare televisivo. Emilio Fede, che è una maschera della commedia all’italiana da sempre, era amico di Berlusconi. Hanno organizzato con amiche anche avventizie numerose cene private di tono scollacciato e teatrino di un gioco burlesque chiamato bunga bunga.” E’ quanto scrive l’Elefantino ne Il Foglio per spiegare che “Tutto è pronto per il grande rogo”. Il giornalista ne è certo, le toghe trascineranno Silvio Berlusconi in un altro processo “Ruby” per corruzione e come sempre hanno il verdetto già scritto. Le sue previsioni vedono un Berlusconi che sarà trascinato in una nuova inchiesta e in nuovo processo che si svolgerà in tempi rapidi tanto che entro l’estate tutto sarà già finito con l’inevitabile condanna di Silvio e anche con un “grande arresto”. Ecco lo schema delle toghe secondo Ferrara: “Inseguo il tuo stile di vita che disprezzo, ti condanno per prostituzione senza nemmeno avere la prova di atti sessuali, ti espongo al pubblico ludibrio e poi ti accuso di aver pagato le ragazze per rilasciare false dichiarazioni. Seguiranno decreti di perquesizione, sequestri di conti, interrogatori, e forse arresti tra i quali il Grande Arresto, quello di Berlusconi”. Il finale, secondo il giornalista, è già scritto: “Berlusconi sarà sottoposto a un altro rito d’accusa immediato che minaccia di chiudersi entro l’estate e dovrà affrontare senza i suoi avvocati, ora coimputati, le prevedibili conseguenze di una devastante inquisizione delle coscienze disinibite e ora impaurite e confuse. Tutto è pronto per il gigantesco rogo simbolico di una compagnia di giocherelloni che non sapevano di vivere in una Repubblica talebana d’Europa”.

Il male dell’Italia non sono solo i politici: denunciati 5mila dipendenti pubblici

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Drammatico il rapporto della Guardia di Finanza che per il 2013 parla di oltre 5mila dipendenti pubblici denunciati per corruzione e truffa (dai falsi poveri ai finti consulenti) e 3 miliardi rubati allo stato.

Nel rapporto si legge:

“Nell’ambito delle verifiche imposte dai processi di spending review sono state predisposte campagne massive di controllo su forme diffuse di irregolarità, relativamente alla fruizione dei ticket sanitari e delle prestazioni sociali agevolate, per incrementare i livelli di compliance tra i potenziali beneficiari di tali agevolazioni”.

A godere della agevolazioni soprattutto i falsi poveri:

“Su 8.000 controlli effettuati, sono stati trovati 2.500 soggetti che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni sociali agevolate come l’accesso in corsia preferenziale ad asili nido ed altri servizi per l’infanzia, la riduzione del costo delle mense scolastiche, i “buoni libro” per studenti e le borse di studio, i servizi socio sanitari domiciliari, le agevolazioni per i servizi di pubblica utilità, quali luce o gas. Sono state accertate frodi al sistema previdenziale ed assistenziale per oltre 77 milioni di euro. Le principali truffe hanno riguardato la corresponsione del cosiddetto ”assegno sociale” a favore di cittadini extracomunitari fittiziamente residenti, l’indennità per falsi invalidi, le misure di sostegno alla disoccupazione per falsi braccianti agricoli ed il pagamento di pensione a soggetti deceduti”.

Capitolo “consulenze inutili”:

Tra gennaio e ottobre 2013 la Guardia di Finanza ha denunciato alla Corte dei Conti 150 casi di consulenze non necessarie, calcolando un esborso illecito pari a 8 milioni e 454 mila euro. Ben più alte sono le altre spese causate dalla mala gestione delle istituzioni.

Appalti truccati, uno dei casi più eclatanti a Brindisi dove “è finita sotto inchiesta l’attività dell’Area Tecnica della Asl per l’assegnazione di lavori a ditte amiche”:

“Il meccanismo fraudolento prevedeva l’apertura e successiva chiusura delle buste contenenti le offerte economiche delle ditte concorrenti; la comunicazione a ditte conniventi delle informazioni così acquisite, affinché fosse possibile formulare l’offerta più idonea per vincere la gara; la sostituzione furtiva delle buste contenenti le originarie offerte presentate dalle medesime imprese con delle nuove predisposte fraudolentemente in base al vantaggio conoscitivo indebitamente ottenuto”.

Sanità malata:

Scrive il Corriere della Sera: Sono 626 i dipendenti pubblici che dovranno rendere conto dei propri illeciti e di aver provocato un danno di ben 233 milioni di euro. E sono migliaia i cittadini che hanno truffato lo Stato riuscendo ad ottenere prestazioni pur non avendone i requisiti o comunque rimborsi non dovuti. Le denunce finora presentate nel 2013 sono state 5.300 con un danno calcolato di oltre 9 milioni di euro.
Vicenda simbolo — molte altre analoghe sono state verificate in numerose parti d’Italia — è stato scoperta dai finanzieri di Caserta dove la Asl non aveva aggiornato da anni gli iscritti nelle liste dei medici di base. Sfruttando sia pur inconsapevolmente queste omissioni circa 400 dottori di tutta la provincia hanno continuato a percepire compensi relativi a «1.215 soggetti deceduti, 2.010 emigrati all’estero e 2.763 emigrati fuori provincia». Danno accertato: 1,5 milioni di euro.

Falsi poveri e ville:

Da Padova a Lecco, arrivando a Roma, sono migliaia i casi di «falsi poveri» scoperti dai finanzieri. A Padova è stata denunciata una pensionata settantenne che abitava in una villa con piscina, aveva altri 14 immobili di proprietà affittati «in nero» per un canone mensile che oscillava tra i fino a 4.600 e i 5.000 euro al mese. Non solo non aveva denunciato introiti per oltre 220 mila euro, ma negli anni scorsi aveva ottenuto il rimborso delle tasse universitarie sostenute per il figlio e chiesto al Comune le prestazioni economiche assistenziali, dichiarando di appartenere a un nucleo familiare indigente. A Lecco sono state denunciate 53 persone che hanno percepito illecitamente dal Comune il sostegno dovuto a chi si trova in «stato di bisogno». Si tratta di una somma mensile che oscilla tra i 500 e i 3.000 euro al mese, quindi un vero e proprio stipendio pur non facendo nulla e soprattutto potendo contare su altre «entrate»

Ruby 2. I giudici: “indagare Berlusconi per corruzione”

processo_ruby2_tuttacronacaE’ stata depositata stamattina, con quattro giorni d’anticipo sul previsto, la motivazione della sentenza del processo cosiddetto “Ruby due”, nel quale nel luglio scorso sono stati condannati Emilio vede e Lele Mora a sette anni di reclusione, e Nicole Minetti a 5. Nel 390 pagine redatte dai giudici della quinta sezione penale, presidente Annamaria Gatto, viene ricostruita la storia di Ruby e delle sue frequentazione ad Arcore. Ma non solo: si parla dell’intera gestione difensiva di Silvio Berlusconi per il quale il tribunale chiede alla Procura di aprire un’inchiesta per corruzione in atti giudiziari e per concorso. Inchiesta che include anche i suoi avvocati Niccolò Ghedini e Pietro Longo. Si legge nella motivazione della sentenza:  “Il pagamento mensile regolare di una somma di denaro di tale entità (2.500 euro, ndr) a soggetti che devono testimoniare in un processo nel quale colui che elargisce la somma è imputato o in altro processo all’esito del quale colui che elargisce la somma è interessato, non è un’anomalia ma un fatto illecito. Un inquinamento probatorio”. Ancora, i giudici ritengono che Karima El Mahroug, nota come Ruby Rubacuori, abbia mentito consapevolmente, in cambio di denaro, al fine di proteggere lo stesso Berlusconi, in complicità con l’allora avvocato di Lele Mora, Luca Giuliante, ex tesoriere del Pdl in Lombardia. A pagina 268 del provvedimento si legge: “Se Karima ha mentito lo ha fatto consapevolmente e non per effetto di ‘meccanismi di fuga’ che in nessun modo appaiono provati. Le risultanze dell’istruttoria dibattimentale dimostrano con certezza che le menzogne che hanno caratterizzato unicamente la testimonianza resa al dibattimento, ove per altro la giovane ha dimostrato non solo la sua indubbia intelligenza ma anche una sicura furbizia selezionando attentamente le cose che poteva confermare e quelle che doveva smentire, quali domande evadere rifugiandosi dietro i ‘non ricordo’ chi doveva ‘salvare’ e chi ‘buttare a mare’ e ciò tenendo presente sempre il suo personale tornaconto”. Ruby, oltre che per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza dovrà anche rispondere, secondo il tribunale, di propalazione di false notizie. Per quello che riguarda i tre imputati, viene confermata la consapevolezza del fatto che Ruby, all’epoca dei fatti, era minorenne e viene riconosciuto il ruolo di organizzatori dei festini di Arcore e si parla di favoreggiamento della prostituzione. “L’attività di induzione posta in essere da Mora e Fede è plateale. Fede ambisce a mantenere la posizione di prestigio da egli detenuta a Mediaset. Mora ambisce a risollevare le sue disperate condizioni imprenditoriali…”. Il tribunale liquida in via provvisionale con 10 mila euro ciascuno le parti civili, ovvero Ambra Battilana, Chiara Danese, Imane Fadil. Come sottolinea la Stampa, “È ovvio che a questo punto la Procura, riunirà questa sentenza a quella depositata settimana scorsa per la condanna di Berlusconi a 7 anni di reclusione, in un unico procedimento facendo partire, appena avverrà materialmente la trasmissione degli atti da parte del tribunale, la nuova inchiesta che vedrebbe quindi indagati Berlusconi, Ghedini e Longo nonché Ruby e l’avvocato Giuliante per corruzione in atti giudiziari, diverse ‘olgettine’ e alcuni testimoni difensivi per falsa testimonianza; le richieste di rinvio a giudizio potrebbero essere in alcuni casi immediate, senza cioè passare dall’udienza preliminare sulla base degli atti per l’evidenza della prova.”

La corruzione del Parlamento italiano… passa per i Simpson!

corruzione-parlamento-italiano-tuttacronacaL’episodio ancora non è andato in onda in Italia, e viene spontaneo chiedersi se una battuta verrà censurata o meno, ma negli Stati Uniti i Simpson si sono nuovamente divertiti a prendere in giro la nostra classe politica. Al minuto 0.51, si sente “This school is more corrupt then the Italian Parliament” (Questa scuola è più corrotta del parlamento italiano).

In manette l’assessore alla Cultura della regione Abruzzo

abruzzo-cultura-tuttacronacaNell’ambito dell’Inchiesta “Il Vate”, è scattato l’arresto per l’assessore alla Cultura della Regione Abruzzo. Luigi De Fanis è accusato di concussione: avrebbe infatti chiesto soldi per approvare l’erogazione di contributi regionali per l’organizzazione di eventi in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio.

Ecclestone confessa: “Ho pagato tangenti a Prost e Jordan”

bernie-ecclestone-tuttacronacaBernie Ecclestone l’ha ammesso: bustarelle milionarie l’hanno aiutato a mantenere il controllo sul circus della Formula Uno. Delle tangenti hanno beneficiato anche alcuni dei protagonisti più in vista di quel mondo, come Alain Prost e Eddie Jordan, il cui consenso Ecclestone ha letteralmente comprato con una regalia da 10 milioni di dollari. Al riguardo, Ecclestone ha specificato: “Pagata direttamente sul loro conto corrente privato, non su quello delle scuderie che rappresentavano”. Come spiega La Stampa:

Ma più che un pentimento, quella del patron della F1 assomiglia molto ad un’ammissione di colpevolezza fuori tempo massimo. E oggi forse anche superflua, dal momento che la sua integrità nel paddock è sempre stata considerata inversamente proporzionale al talento di businessman. Ciononostante le sua dichiarazioni, raccolte dall’Alta Corte di Londra, sono destinate a far rumore. E non poco, considerato il peso specifico dei personaggi tirati in ballo: Prost, Jordan e Tom Walkinshaw (i primi due ex team principal delle omonime scuderie, il terzo a capo della Arrows). L’episodio – rivelato dallo stesso Ecclestone – risale al 1998 quando si discuteva il rinnovo del «Patto della Concordia» tra la società di marketing di Ecclestone, la Federazione Automobilistica Internazionale e ile scuderie partecipanti al mondiale. Per convincere alcuni team ad accettare la sua proposta economica Ecclestone non ha dunque esitato ad aprire la sua cassaforte personale, comprandosi così il voto dei rispettivi team principal. Secondo la testimonianza di Ecclestone, sia Jordan (oggi opinionista della Bbc) che Prost, quattro volte campione del mondo, hanno accettato i versamenti provenienti dalla Valper Holdings, una sussidiaria della Bambino Holdings, il trust della famiglia Ecclestone. «Ma non bisogna considerarla una tangente perché nessuno dei tre era un dirigente né ricopriva cariche pubbliche. E non so che fine abbiano fatto quei soldi. Io li ho pagati perché accettassero la mia proposta», si è giustificato Ecclestone. Il patron della F1 ha raccontato l’episodio nell’ambito del processo che lo vede imputato di corruzione nei confronti del banchiere Gerhard Gribkowsky al fine di indirizzare a proprio favore la vendita dei diritti commerciali della Formula 1.

Navygate, lo scandalo della Marina americana che rischia di affondarla

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Potrebbe essere il più grande scandalo della storia della Marina americana. All’orizzonte si prefigurano corruzione, false fatturazioni,mazzette, scambio favori e giro di prostitute, un crogiolo di attività che hanno già fatto finire in manette due alti ufficiali, di stanza nel sudest asiatico, e che rischiano ora di far affondare la Marina tra gossip e scandalo. In manette anche il responsabile della Glenn Defense Marine Asia, l’agenzia con sede a Singapore a cui da anni la Difesa americana appalta i lavori di manutenzione di navi e sottomarini nei porti asiatici. nelle indagini svolte negli ultimi mesi è risultato che i prezzi dei servizi resi alla Marina statunitense,  per un totale di almeno 10 milioni di dollari, fossero gonfiati. In particolare, a finire sotto la lente d’ingrandimento, sono stati i costi per i rimorchiatori usati per i rifornimenti di carburante e la depurazione degli scarichi fognari. Gli ufficiali avrebbero taciuto in cambio di profumate tangenti, di lussuose camere d’albergo e di squillo, oltre a biglietti aerei gratis e biglietti per un concerto di Lady Gaga in Thailandia.

Funzionari Equitalia sotto inchiesta per corruzione

equitalia-indagati-tuttacronacaUn’inchiesta della Guardia di Finanza su Equitalia, per la quale ci sono cinque indagati, ha portato gli uomini delle Fiamme Gialle a effettuare complessivamente 29 perquisizioni, a Roma, Latina, Genova, Napoli e Venezia, tre acquisizioni documentali negli uffici di Equitalia, dell’Inps e presso i domicili degli indagati. Alla base dell’inchiesta, che vede tra i destinatari del provvedimento di perquisizione anche l’ex Direttore Regionale Equitalia del Lazio e l’attuale Direttore Regionale Liguria, numerosi episodi di corruzione. Stando alle indagini, gli indagati avrebbero garantito vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti, accogliendo istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali anche in assenza dei requisiti. Ma gli inquirenti e gli investigatori ritengono inoltre che i cinque indagati avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali. In questo modo è stata alterata la correttezza dei dati relativi ai pagamenti e della loro visibilità, con l’obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell’ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare.  Sono i pm di Roma a ipotizzare diversi episodi di corruzione: in alcuni casi i debiti di alcuni imprenditori sono stati fittiziamente ridotti, in modo da consentirne la rateizzazione; in altri casi sono state evitate esecuzioni immobiliari; in altri casi ancora sono state fatte risultare come pagate alcune cartelle esattoriali senza che da parte dei debitori sia avvenuto alcun versamento. Una nota di Equitalia comunica: “Equitalia sta già collaborando con gli inquirenti” dopo le perquisizioni negli uffici della società perchè venga fatta piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità. A tal fine, prosegue la nota, “rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari”.  E ancora si legge che Equitalia “procederà a porre in essere le opportune iniziative” contro le eventuali responsabilità che emergeranno a carico dei dipendenti coinvolti nelle indagini “a tutela della funzione pubblica dell’agente della riscossione e della propria immagine”.

La lunga linea di Tangentopoli: ritrovato il bottino di Poggiolini

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Dove era quel bottino di Poggiolini, del re mida della sanità? Ovvio, nel posto più sicuro: un  caveau della Banca d’Italia. Ma chi lo ricordava più? Chi ancora si ricorda di Duilio Poggiolini e di Francesco De Lorenzo? Era il 1994 e sulle prime pagine dei quotidiani Poggiolini e de Lorenzo erano il simbolo di quel sistema politico che stava franando, quello di Tangentopoli, quello della P2 di cui Poggiolini era membro  e ancora oggi insignito dell’onorificenza di grande ufficiale. Ma chi era Poggiolini? Il direttore del servizio farmaceutico del ministero e d’accordo con il ministro decideva i prezzi dei farmaci. Così gli italiani, costretti dalla malattia in alcuni casi anche a indebitarsi, non facevano altro che arricchire Sua Sanità, come veniva chiamato lo stesso Poggiolini. Nella cassaforte c’erano lingotti d’oro per un valore stimabile attorno ai 200 miliardi di lire. A cui vanno aggiunti gli altri 100 scovati in 6 conti correnti. Oltre ai lingotti dalla cassaforte saltarono fuori monete antiche, Ecu, medaglie, sterline, rubli, dollari, pesos, fermacarte, accendini, penne, timbri, persino biglietti da visita, tutto esclusivamente d’ oro. Oro massiccio. E pensare che la moglie aveva appena detto agli inquirenti: “Ve la apro volentieri, ma non troverete niente”.

Il carcere come politico ne fece poco  sette mesi. Poi venne trasferito agli arresti domiciliari. Nonostante i 45 capi d’accusa contestati (dalle tangenti, ameno 40 episodi, al sangue infetto), sparì l’associazione per delinquere e la sentenza definitiva lo condannò a 4 anni e mezzo. Alla fine ulteriori due anni vennero cancellati dall’indulto, il resto della pena la scontò prestando opera ai servizi sociali.

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Ma se Poggiolini era una figura “ambigua” era spalleggiato bene da Francesco De Lorenzo, il quale quando fu condannato  per tangenti in via definitiva a cinque anni di carcere. Andò a consegnarsi e disse: “Mi ritengo un prigioniero politico”. Potremmo quindi oggi parlare degli strani corsi e ricorsi storici di Vico?

De Lorenzo veniva da una vita accademica di tutto rispetto, studi in Italia e negli Stati Uniti, riconoscimenti internazionali in campo scientifico, ma anche soprannominato il viceré di Napoli: per un decennio almeno fu lui a comandare. Non c’erano sindaci né assessori. C’era De Lorenzo, che aveva iniziato la sua carriera politica come consigliere comunale. Nella vicenda Mani Pulite entrò in maniera prepotente. Venne arrestato la prima volta con cento capi d’imputazione contestati. Tra lui e Poggiolini stabilirono un singolare record: 145 capi d’imputazione in due. Ma mentre Poggiolini ha ammesso le sue responsabilità, De Lorenzo ha sempre negato ogni addebito. L’ennesimo martire della giustizia italiana?

Per il momento sono stati recuperati 26 milioni di euro che con ogni probabilità torneranno nelle casse dello Stato… ma quanti sono i bottini ancora nascosti?

 

 

Altro che fuochi d’artificio, la vera bomba la scaglia Bellamy, cantante dei Muse

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“A Roma abbiamo dovuto corrompere della gente con migliaia di euro solo per essere autorizzati a sparare i nostri fuochi d’artificio. Abbiamo dovuto chiamare l’ambasciata inglese e discutere con dei diplomatici. Quando vuoi fare una cosa simile e sei lontano da casa è una cosa grossa. Molto costoso. A dirla tutta, è incredibile quanto sia costoso.” così Bellamy, il cantante dei Muse ha raccontato l’episodio di presunta corruzione che sarebbe avvenuto allo Stadio Olimpico.

Nell’originale Bellamy ha dichiarato:

“In Rome, we had to bribe people with thousands of euros just to be allowed to blast our fire effects. We had to phone the British Embassy in Rome and argue with some official. If you want to do things like this on the move, it’s quite a big deal. It’s pretty bloody expensive, though. It’s mind-boggling how much, actually.”

Di fronte a una tale dichiarazione cosa farà l’amministrazione locale? Chiuderà gli occhi e dirà che tutto è avvenuto a insaputa di tutti? O che nessuno sapeva che sarebbero stati sparati fuochi d’artificio? E poi se c’è una legge di tutela della sicurezza per cui non è possibile sparare fuochi d’artificio perché non viene fatta applicare? Se poi tale normativa è inutile perché non la si cancella e si evita che cantanti internazionali ci taccino nel mondo per un paese composto solo da corrotti?

Corruzione in atti giudiziari: in manette anche un giudice e un avvocato

corruzione-arresti-tuttacronacaSette ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e quattro ai domiciliari, sono state fatte scattare dai carabinieri del Noe. In manette, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, sono finiti tra gli altri il giudice del Tar del Lazio, Franco Angelo Maria De Bernardi, l’ex presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, l’avvocato Matilde De Paola e l’uomo d’affari Giorgio Cerruti. Nell’inchiesta risultano indagati anche due alti ufficiali della Marina Militare. NEl maggio scorso il giudice De Bernardi era stato coinvolto in un’inchiesta della Procura di Palermo legata all’attività di riciclaggio e abusiva attività finanziaria. Ora, stando a quanto scritto dal gip nell’ordinanza, il giudice avrebbe siglato un accordo con l’avvocato Matilde De Paola “in base al quale quest ‘ultima si impegnava a corrispondere al giudice del Tar somme di denaro quale compenso per il compimento di una serie di atti contrari ai doveri d’ufficio consistenti di volta in volta, nell’accordarsi con parti processuali in ordine alla nomina della stessa De Paola quale difensore in procedimenti davanti al Tar del Lazio”.

I guai del patron della Formula 1: Ecclestone indagato

ecclestone-incriminato-tuttacronacaIl patron della F1, incriminato dalla procura di Baviera, è chiamato a rispondere davanti ai giudici di corruzione dell’ex banchiere Gerhard Gribkowsky. L’ambito dell’inchiesta riguarda la vendita dei diritti del circus detenuti dalla Bayern-LB. L’accusa per “Nonno Bernie” è di aver pagato 44 milioni di dollari l’ex banchiere tedesco Gerhard Gribkowsky al fine di convincerlo a cedere i diritti alla CVC, il fondo d’investimenti britannico di cui lo stesso Ecclestone è direttore esecutivo. L’inchiesta, partita nel 2011, aveva già portato a una condanna a otto anni e mezzo di carcere per Gribkowsky, che ha confermato di aver ricevuto il denaro da Ecclestone nel 2006 e 2007. Ora si aggiunge un elemento, portato alla luce dall’accusa, una tangente che Ecclestone avrebbe pagato attraverso una fondazione a nome della moglie e alcune società fantasma domiciliate ai Caraibi e nell’Oceano Indiano. Senza contare che, nel periodo relativo al pagamento, Gribkowsky non avrebbe potuto ricevere denaro in quanto dipendente di una banca pubblica. La versione di Ecclestone, che ha sempre negato ogni coinvolgimento, è di aver girato dei soldi all’ex banchiere che aveva minacciato di ricattarlo.

La nostra istruzione è corrotta? Ombre all’Università di Messina

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Dopo il caso del diplomificio ora arriva un’altra storia di corruzione all’interno del nostro sistema educativo.

La direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito ordinanze cautelare nei confronti di sei persone indagate nell’ambito di un’inchiesta su esami “facili” all’università di Messina. Sembrerebbe che ci fosse una vera e propria organizzazione che influenzava le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso e agli esami universitari. Il vertice del gruppo probabilmente era in mano a un calabrese che potrebbe aver avuto legami con gli esponenti della ‘ndrangheta locale.

Gli arrestati nell’operazione ”Campus” della Dia a Messina sono: Antonio Domenico Montagnese, 50 anni, che era stato indagato nell’ambito dell’operazione denominata ”Panta Rei” condotta nel contesto delle indagini svolte sull’omicidio del prof. Matteo Bottari, Marcello Caratozzolo, di 47, docente di Statistica e matematica nell’ateneo messinese, Santo Rando Galati, detto Dino, 57 anni, ex consigliere provinciale a Messina, accusati di di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso finalizzata alla corruzione, al traffico illecito di influenze, al millantato credito, al voto di scambio e ad altri delitti con la pubblica amministrazione; Salvatore D’Arrigo, 59 anni, accusato di tentata estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso.

Altre due persone indagate sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Montagnese è anche accusato di usura, e tentativo di estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso insieme agli altri tre arrestati. Montagnese e D’Arrigo sono stati portati in carcere gli altri due sono stati posti ai domiciliari.

”Se tu ti vuoi prendere gli esami senza fare un cazzo.. e..senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare…non c’e’ niente da fare è così…è questo il sistema… quello si caca di sotto è tutto la il discorso…bisogna andare a minacciare…bisogna andare a minacciare e saperlo fare…perche’ se no, sei fottuto”. E’ uno dei dialoghi intercettati della Dia di Antonio Montagnese. ”E poi c’è il metodo Caratozzolo…. – continua Montagnese – Caratozzolo và.. dice: ‘questo e’ un amico..un..cosa..vediamo che possiamo fare.. parapì..parapù”.

”Il consistente e variegato tessuto relazionale nel quale l’organizzazione criminale ha potuto progettare i propri ambiti di operativita’ – dicono gli investigatori – è connotato da autorevoli nomi di docenti, che il sodalizio ha ritenuto a disposizione per attuare una vera e propria modalità di azione attraverso i seguenti metodi: ‘avvicinamento’ dei docenti; corruzione anche mediante piccole regalie in grado di ‘ammorbidire’ l’atteggiamento di quei docenti più esigenti ma parimenti sensibili alla ‘premura’; minaccia dei docenti, conseguendo l’effetto di una vera e propria intimidazione in grado di garantire il risultato finale del superamento dell’esame, qualora le condizioni (i rapporti con il docente interessato, ovvero la scarsa preparazione del candidato) non consentissero di procedere mediante un piu’ cauto ‘avvicinamento’ e suggerissero un’azione decisa e risolutoria”.

Aggiornamento 21 luglio 2013

Riportiamo il commento dell’avvocato Decimo Lo Presti, che ci ha contattati oggi.

Egregio signor direttore, ho assistito il cav. Santo Galati Rando detto Dino nell’ambito dell’operazione c.d “campus”, in seno alla quale il mio assistito ha dovuto rispondere di una ipotesi di associazione per delinquere finalizzata al compimento di vari reati fine. L’avere tale ipotesi accusatoria non superato il vaglio del Tribunale della libertà’ depone certamente nel senso della natura ‘garibaldina’ di tale contestazione. Sono certo che a fronte del clamore suscitato dall’operarazione de qua, si vorrà riconoscere analogo spazio mediatico alla notizia del l’annullamento del capo di incolpazione, di cui all’art. 416 c.p. Analogamente non ci si può’ esimere dal considerare quanto avventate ed inopportune siano state le manifestazioni di “plauso” che a vario titolo autorevoli esponenti delle istituzioni, financo il signor Ministro della repubblica, hanno ritenuto di manifestare a fronte di un’attività’ gravemente ed infondatamente invasiva della libertà’ di un nostro concittadino.
Tali considerazioni dovrebbero indurre tutti noi a riflettere sulla opportunità’ di meglio regolamentare lo svolgimento dell’attività giudiziaria, che proprio perché espressione di un potere dello stato può essere gravemente invasiva in prospetto a diritti del singolo, quali la libertà personale e la dignità umana, in prospetto ai quali dovrebbero certamente effettuare valutazioni di opportunità’ più’ approfondite alla luce dei valori in gioco.

Avv. Decimo Lo Presti

Jackson e la pedofilia, le accuse continuano anche dopo la morte

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Non si placano le accuse della presunta pedofilia di Michael Jackson. A 4 anni dalla morte si aggrava la posizione del cantante defunto per abuso di farmaci. Secondo il Sunday People ci sarebbero dei file segreti dell’Fbi che confermerebbero l’accusa di pedofilia con l’aggravante della corruzione. Il cantante, secondo il Sunday, avrebbe pagato almeno 35 milioni di dollari a due dozzine di teenager, vittime dei suoi abusi sessuali. Secondo l’articolo redatto dal giornale americano i documenti affermerebbero che che gli abusi sessuali sarebbero iniziati nel 1989 a Neverland, nella fantasmagorica villa di Jackson e si sarebbero protratti per tutti gli anni ’90.

Jackson, non è un mistero per nessuno amava stare insieme ai bambini, ma secondo le ultime rivelazioni, non di rado passava delle ore a guardare film porno insieme alle piccole vittime che venivano spesso toccati nelle parti intime dal cantante. Di questo era al corrente, secondo il Sunday anche l’Fbi che avrebbe saputo la verità su Jackson già nel 2002, quando cominciò a indagare su Anthony Pellicano, il detective delle star, coinvolto in decine di casi di spionaggio privato e assunto da Jackson per annacquare le accuse di pedofilia contro di lui. Tra i documenti sequestrati a Pellicano, c’erano numerosi fascicoli sullo stesso Jackson, che provavano chiaramente le accuse di pedofilia. Anche un collaboratore di Pellicano avrebbe confermato all’Fbi che Jackson era un pedofilo. Peccato che questi documenti non siano stati trasmessi ai pubblici ministeri che nel 2005 tentarono invano di inchiodare Jackson nel controverso processo per molestie sessuali.

E’ proprio il collega di Pellicano che intervistato dal Sunday People, in cambio dell’anonimato, avrebbe confermato le accuse contro la pop-star.

L’uomo ha dichiarato di aver deciso di dire pubblicamente la verità sul cantante dopo che il coreografo Wade Robson, che negli anni novanta era uno dei tanti bambini che frequentavano Neverland, ha recentemente accusato Jackson di abusi sessuali e ha lanciato una causa milionaria contro il patrimonio della star scomparsa.

L’investigatore ha dichiarato che conserva una copia dei documenti dell’Fbi dove sono presenti i nomi di almeno 17 vittime di abusi, tra cui cinque bambini attori e due ballerini.

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Jackson li avrebbe pagati lautamente in cambio del silenzio: «Elizabeth Taylor, amica di Jackson, avrebbe consigliato al cantante di assumere Pellicano – dichiara l’anonimo investigatore – L’attrice si era servita di Pellicano per fermare le notizie sui suoi problemi con la droga. Pellicano aveva legami molto forti con personaggi chiave dei media americani e riusciva a influenzarli. Grazie al lavoro di Pellicano il mondo e i fan di Jackson non hanno mai saputo cosa realmente è avvenuto a Neverland per 15 anni». D

Gli avvocati della famiglia del cantante però smentiscono le rivelazioni del giornale britannico e  affermano che Jackson avrebbe pagato solo l’allora tredicenne Jordan Chandler che nel 1993 sarebbe stato abusato sessualmente dalla star.

 

Dirigenti Rai nel mirino della giustizia: mazzette per lavorare

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L’imprenditore Pietro di Lorenzo, un mese fa, aveva scritto alla commissione parlamentare di vigilanza, ai capigruppo dei partiti, ad alcuni ministri e senza mezzi termini aveva dichiarato: “Ho rifiutato di pagare tangenti ad alcuni funzionari e per questo a viale Mazzini non mi fanno più lavorare”. Le sue parole non sono cadute nel vuoto e per i dirigenti Rai arrivano le prime iscrizioni nel registro degli indagati., a finire sotto inchiesta proprio i capistruttura dell’Ente di Stato che avrebbero ostacolato l’attività della sua Ldm. Dopo le sue affermazioni, infatti, la Procura di Roma ha disposto delle verifiche e ora si vuole accertare, come spiega il Corriere della Sera, “se anche i vertici, informati di quanto era accaduto, possano essere chiamati a rispondere delle irregolarità che sarebbero state compiute da chi aveva il mandato di organizzare le «prime serate» di Raiuno e Raidue”. I programmi di cui si parla sono quelli di grande richiamo, come I raccomandati, Butta la luna, Ciak si canta, ma anche fiction che hanno ottenuto un buono share. Di Lorenzo ha dichiarato: “Faccio altro, sono un imprenditore di successo ma resto convinto che questo sistema debba essere stroncato e solo per questo ho deciso di rivolgermi alla magistratura”, ma resta il fatto che 7 anni fa, quando il rapporto con la Rai era idilliaco, il fatturato dell’azienda fu di 18 milioni di euro, adesso è sceso a 2 milioni. Nella denuncia presentata, vengono elencati i “soprusi” subiti da quella che si definisce come “una banda di dirigenti Rai infedeli” a cui fanno seguito i nomi degli alti funzionari che lo avrebbero boicottato: l’ex capostruttura di Raiuno Giampiero Raveggi, ora in pensione; sua moglie Chiara Calvagni, attuale capostruttura dell’Ufficio Risorse; Chicco Agnese, responsabile dei palinsesti di Raiuno. Tutti ribattono che le accuse sarebbero “campate per aria, chiariremo tutto”, ma intanto, nonostante l’istanza ipotizzasse il reato di concussione, i magistrati contestano l’abuso d’ufficio. Nell’esposto si legge: “Fu proprio nel 2006 che Raveggi mi chiese in prestito 5.000 euro. Mi accorsi ben presto che non voleva un prestito ma somme di ben altra portata, nonché una serie di ‘favori’ da elargire a persone a lui vicine. Quando rifiutai di versare una tangente da 100 mila euro, ho subito vessazioni che hanno portato la Ldm ad essere praticamente azzerata dalla Rai”. La tesi dell’imprenditore è che i suoi format siano andati in onda con una controprogrammazione forte “in modo da farli risultare un flop”, mentre gli ospiti scelti per partecipare “sono stati contrattualizzati soltanto all’ultimo momento e con cachet molto inferiori alle richieste”, infine, alcuni show e fiction sono stati “cancellati senza alcuna spiegazione”. Spiega il Corriere che “Tra i testimoni indica tra gli altri Fabrizio Frizzi, Claudio Lippi, Martina Colombari, Elisabetta Canalis.” In un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, Di Lorenzo ha parlato di pressioni subite dall’ex sindaco Gianni Alemanno affinchè il programma Ciak si canta fosse presentato da Eleonora Daniele. Per lo stesso programma, in un capito della denuncia si legge “quanto accaduto con il figlio di Agnese, perché suo padre mi chiese di farlo lavorare e quando un dirigente della mia società lo contattò si sentì chiedere un ingaggio da 6.000 euro a puntata come operatore di clip esterne per il programma”. Pensando si trattasse di un equivoco, l’imprenditore ne parlò “con lo stesso Agnese, ma lui mi rispose seccato che allora la cosa non gli interessava più”. Nella denuncia ha quindi aggiunto: “Ho le prove di convocazioni in Campidoglio dei direttori generali Mauro Masi e Lorenza Lei, dei direttori di Raiuno Fabrizio Del Noce e Mauro Mazza, del direttore dei rapporti Istituzionali Guido Paglia”. I pm sono a conoscenza di tutti i dettagli e la Daniele sarà interrogata come testimone la settimana prossima.

Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano – Giovanni Giolitti

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Più uno Stato è corrotto, più fa leggi. – Tacito

corruzione

Dalla politica al carcere: la caduta di Cosentino!

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L’ex sottosegretario all’Economia del Pdl, Nicola Cosentino, è entrato nel carcere di Secondigliano, Napoli, in esecuzione dei provvedimenti di arresto emessi a suo carico nel 2009 e nel 2011 per i reati di concorso esterno in associazione camorristica, reimpiego di capitali illeciti e corruzione.  L’ex coordinatore del Pdl in Campania si è consegnato spontaneamente alla casa circondariale napoletana accompagnato dal suo difensore di fiducia, Stefano Montone. I pm della Dda di Napoli, Antonello Ardituro e Alessandro Milita, hanno delegato per l’esecuzione del provvedimento di arresto alla Dia e ai carabinieri di Caserta.

Cosentino prima del week-end sarà in carcere!

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Nicola Cosentino dovrebbe costituirsi in carcere venerdì, quando saranno terminate le procedure di insediamento del nuovo Parlamento. Lo ha affermato il suo difensore, Stefano Montone, che ha precisato che al momento non si sa a quale struttura il deputato Pdl dovrebbe presentarsi. Tra le ipotesi, oltre a una delle case di reclusione campane, vi è anche quella di un penitenziario fuori regione, per esempio Rebibbia, a Roma.

“La decisione definitiva sulla struttura in cui verranno scontati gli arresti – ha concluso Montone – spetta all’autorità giudiziaria e sotto il profilo amministrativo al Dap”.

Su Cosentino pendono due ordinanza di arresto – Nei riguardi di Cosentino, parlamentare uscente non ricandidato, ci sono due ordinanze di custodia cautelare in carcere per le quali la Camera ha rifiutato l’autorizzazione all’arresto, ma che sono state confermate nei giorni scorsi dal Tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere. Le ordinanze sono state emesse nell’ambito di procedimenti nei quali Cosentino è accusato di corruzione, in uno, e di concorso esterno in associazione camorristica, in un altro.

Sanità e tangenti… matrimonio perfetto!

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Ancora arresti per tangenti sulla sanità in Lombardia. Sono una ventina gli indagati nell’operazione della Dia di Milano che ha portato anche all’arresto di tre imprenditori che appartengono alla famiglia Lo Presti, titolare della Hermex Italia, di Cinisello Balsamo, specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano – spiegano gli investigatori – ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda e vede coinvolte una ventina di persone tra imprenditori e pubblici funzionari. Sono più di 50 le perquisizioni in corso dirette ad acquisire riscontri documentali ai fatti accertati.
Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è Leonardo Boriani, giornalista, ex direttore della Padania. In carcere tre imprenditori e l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi. Tra le aziende ospedaliere coinvolte il San Paolo di Milano, l’Istituto nazionale tumori e l’Asl di Cremona.

Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è anche l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi che ha organizzato fra le altre cose un safari in Sudafrica e una vacanza in Croazia all’ex governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Scandalo alle Entrate di Firenze!

agenzia delle entrate- firenze - tuttacronaca

Scandali e ancora scandali. Stavolta è finito in manette il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Firenze Nunzio Garagozzo e il commercialista Silvio Mencucci. Entrambi accusati di due episodi di concussione e uno di induzione alla corruzione. Secondo le accuse, il commercialista era l’intermediario del direttore provinciale della Agenzia delle Entrate e per suo conto prendeva contatto con i professionisti di alcuni contribuenti, chiedendo soldi per arrivare con gli atti di adesione al di sotto della soglia penale. Secondo quanto risulta, gli episodi sotto accusa si collocano nell’ambito delle procedure di adesione, che sono diffusissime, perché in quasi ogni accertamento fiscale il contribuente presenta istanza di adesione, cercando di limitare i danni. Il dottor Mencucci è stato anni fa dipendente della Agenzia delle Entrate e sembra che in una conversazione intercettata si vantasse di essere riuscito, anni fa, a sfuggire agli arresti. Nunzio Garagozzo in serata “è stato immediatamente sospeso dal servizio ed è stato avviato il relativo procedimento disciplinare che potrebbe concludersi con il licenziamento”.

BERLUSCONI INDAGATO A NAPOLI: CORRUZIONE!!!

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Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti. L’indagine, condotta anche da magistrati della Dda, riguarda la presunta erogazione di una somma di denaro, pari a tre milioni di euro, al senatore Sergio De Gregorio in relazione al suo passaggio al Popolo delle Libertà.
Sulla vicenda, oltre ai pm della Dda Francesco Curcio, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio, indagano i magistrati Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, titolari dell’inchiesta sul faccendiere Valter Lavitola che lo scorso anno portò al coinvolgimento del senatore De Gregorio. L’inchiesta di Napoli su Silvio Berlusconi è infatti condotta da un pool di magistrati di due sezioni della Procura del capoluogo campano, quella sui reati contro la pubblica amministrazione e la Direzione distrettuale antimafia.

100 giorni in un programma, questa la proposta di Vendola a Grillo

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”Se proponiamo a Grillo un pacchetto di provvedimenti nei primi 100 giorni del governo su lotta al disagio sociale e alla corruzione, sul conflitto di interessi, lo mettiamo di fronte alle sue responsabilita”’. Lo ha detto Nichi Vendola al Tg3.”Riportare il paese alle urne e’ un rischio anche per loro – ha aggiunto Vendola -. Tanti elettori del centrosinistra che lo hanno votato per voglia di cambiamento, potrebbero ripensarci”.

Assolto! Paolo Maldini assolto per corruzione…

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Paolo Maldini, ex capitano del Milan e difensore della Nazionale, è stato assolto dall’accusa di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. L’ex calciatore, difeso dall’avvocato Danilo Buongiorno, era a processo a Milano perché, secondo l’accusa, avrebbe corrotto Luciano Bressi, un funzionario dell’Agenzia delle entrate. In precedenza era stata archiviata la posizione della moglie di Maldini, Adriana Fossa. “Non sono stati tre anni e mezzo facili, ma ho sempre avuto fiducia nella giustizia. E questa è la giusta conclusione di un processo assurdo”, sono state le prime parole di Maldini affidate al suo legale.

Secondo l’accusa, la bandiera rossonera per evitare controlli fiscali avrebbe versato soldi e altre “utilità” al funzionario dell’Agenzia delle entrate, al quale si sarebbe rivolto anche per acquisire dati riservati su un socio, nell’ambito di un’operazione immobiliare che voleva portare a termine. In particolare, Maldini fino al 23 giugno del 2009 avrebbe corrotto Bressi con somme di denaro per garantirsi, stando alle indagini, ”l’esenzione di controlli fiscali da parte dell’ufficio di Milano 1″ dell’Agenzia delle entrate, offrendogli come contropartita non solo “l’onorario per lo studio (circa 40mila euro annui)” ma anche la “procura speciale” della loro società, la Velvet sas, “da cui scaturivano ingenti corrispettivi in nero (somma non inferiore a 185 mila euro)”.

Sempre tramite Bressi, inoltre, l’ex capitano rossonero, secondo la Procura di Milano, avrebbe acquisito “dati riservati” all’anagrafe tributaria (di qui l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico) sul conto di Alessandro paolo Baresi, che faceva parte di una società nella quale l’ex calciatore sarebbe voluto entrare per portare a termine un’operazione immobiliare in Toscana. A carico dell’ex calciatore c’erano anche alcune intercettazioni, mentre la moglie era accusata solo di corruzione.

Corruzione? Peggio di 20 anni fa! Lo dice la Corte dei Conti.

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Durante il 2012 “l’azione della Procura ha riscontrato una serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione”. A sostenerlo è il procuratore regionale lombardo della corte dei conti Antonio Caruso, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Caruso sostiene che “la piaga della corruzione, ben più grave rispetto a 20 anni fa, si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale”.

In Brasile il carnevale lo vince un narcosboss!

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La ”escola de samba” Unidos de Vila Isabel, vincitrice del Carnevale di Rio de Janeiro 2013 ed oggi impegnata nella grande sfilata finale nel Sambodromo Marques de Sapucai, sarebbe legata al clan di Wilson Alves, noto boss del crimine organizzato, condannato nel 2011 a 23 anni di prigione per contrabbando, scommesse illegali e corruzione. Diversi capi della ”escola” sono stati arrestati due anni fa per un giro di scommesse clandestine destinato a finanziare i lussuosi carri

E’ solo un magna magna! così Maurizio Gasparri.

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”Basta con il finto perbenismo della sinistra. In fatto di tangenti sono dei maestri. Si dovrebbe piuttosto parlare di piu’ della macchina dei soldi che sembra aver alimentato uomini e ambienti della sinistra e di cui il caso Mps e’ solo il piu’ evidente. La Finocchiaro e co. la smettano con autocertificazioni di onesta’. Sono ridicoli. Berlusconi ha solo fotografato un’amara verita’ che interessa alcuni paesi stranieri”. Lo afferma il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

L’ad di Eni indagato per corruzione internazionale: “Siamo estranei”!

L’inchiesta che coinvolge Paolo Scaroni riguarda una presunta maxitangente da quasi 200 milioni di euro per gli appalti Saipem in Algeria. Assieme a lui sono indagati anche Pietro Varone, dirigente Saipem, Tullio Orsi, ex dirigente Saipem, Pietro Tali, ex ad Saipem, Alessandro Bernini, ex direttore finanziario Saipem, Antonio Vella e Nerio Capanna, altri dirigenti Saipem. Sotto indagine anche Farid Bedjaoui, il presunto intermediario a cui era riconducibile la società di Hong Kong ‘collettrice’ delle mazzette. E intanto Eni crolla in borsa, chiudendo a -4,62%.

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Tangenti sui trasporti romani, Alemanno non è indagato

 

Perchè i politici colpevoli vengono mai indagati? Ma poi indagarlo per cosa? Tanto sicuramente qualsiasi illecito è a sua insaputa!

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Tangeti per i bus a Roma: al via le rogatorie. Alemanno proclama innocenza

Anno giudiziario. Temi caldi: prescrizione, carceri, corruzione, truffe e mafia

Ministro Severino ha rinviato al nuovo governo una legge sulle toghe in lista.

Inchiesta San Raffaele: Formigoni indagato per corruzione

“Il denaro non porta alla pace interiore! La corruzione è dilagante” Dalai Lama

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Noleggio auto… corruzione e turbativa d’asta! 16 arresti per appalti truccati!

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Le tangenti “si pagano”! Pm chiede più di 6 anni di reclusione per Fitto

Il Parlamentare del Pdl è accusato di corruzione, illecito finanziamento ai partiti, peculato e abuso d’ufficio.

Bustarelle americane! Incriminato sindaco New Orleans per corruzione

 

Il sindaco Ray Nagin, e’ stato incriminato per 21 capi d’accusa, tra cui corruzione, riciclaggio di denaro e false dichiarazioni fiscali tra il 2005 e il 2008. Secondo l’accusa, Nagin accetto’ una serie di bustarelle da aziende impegnate nella ricostruzione, per un totale, di circa $200 mila.

BENVENUTI IN LOUISIANA!

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Continua in Pakistan il sitin anti corruzione davanti al Parlamento

Pakistan: leader musulmano vs governo: scioglimento per combattere corruzione

Il giorno prima dell’arresto del Premier, un leader mussulmano, a testa di una folla, ha marciato chiedendo lo scioglimento di entrambi i Parlamenti.

Confronta anche: Primo Ministro pakistano arrestato

Accade in tutto il mondo! Primo Ministro Ashraf arrestato per corruzione in Pakistan

Con lui, altri 15 ministri.

Mostro della corruzione in Slovenia: aziende comunichino spese per le tangenti

E’ stata creata una sezione apposta nella dichiarazione dei redditi delle aziende slovene.

8 manager pubblici arrestati a Napoli! Ai domiciliari il prefetto Fioriolli

Per lavori al centro elettronico nazionale della polizia di stato. Tra i reati contestati concussione, corruzione, truffa aggravata e frode nelle forniture per opere pubbliche.

BENVENUTI IN ITALIA!

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Corruzione ovunque in Italia! Ex-dipendente Provincia Vibo indagata

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