L’odissea del paziente al San Camillo

sancamillo-tuttacronacaSono sempre più precarie e insicure le condizioni con cui vengono curati i pazienti in arrivo al pronto soccorso del San Camillo di Roma, dove i malati sono costretti su dei materassi gettati a terra. Un esempio lo riporta il Messaggero, che scrive il racconto di un paziente, il 56enne Giancarlo Marchesi. “Lunedì sono arrivato al pronto soccorso con forti dolori addominali, ero disperato. Dopo tre ore infernali di attesa sono stato visitato e curato con gli antidolorifici. I lettini e le poltrone erano tutti occupati, così come le barelle delle ambulanze: tutte piene. A quel punto l’unica soluzione è stata quella del materasso a terra”. E prosegue: “Mi contorcevo dai dolori, così come un’altra signora arrivata con i calcoli renali: anche per lei la soluzione finale è stata il materasso. Sicuramente in quelle condizioni non potevamo stare seduti su una sedia di plastica o su una poltroncina. Il personale medico e infermieristico ha fatto tutto quello che poteva con i pochi mezzi a disposizione. Quando ho sentito parlare da parte della Regione di foto manipolate ho sentito il dovere di raccontare che di finto qui non c’è nulla”.  Stefano Barone, Raffaele Piccari e Marco Lelli della Nursind spiegano: “È inutile cercare colpevoli o dare la caccia alle streghe. È anche grazie allo scatto di questo cittadino che la verità è uscita fuori: non bisogna censurare o ancor peggio minacciare di denunciare casi come questi ma piuttosto incentivare segnalazioni simili per poter intervenire e migliorare le condizioni degli ospedali e soprattutto dei pronto soccorso. È giunto il momento di trovare soluzioni senza spostare il problema da una parte all’altra”. Fabrizio Santori, consigliere regionale e componente della commissione Salute spiega: “Abbiamo formalmente inviato un esposto circostanziato alla Procura della Repubblica sui gravi fatti che si stanno susseguendo nei vari Pronto Soccorso della Capitale con particolare riferimento al San Camillo, iniziativa tesa a denunciare una vera e propria emergenza che sta arrecando grave disagio ad operatori e pazienti. Ora auspichiamo tempi brevi che consentano di verificare tutte le omissioni e le violazioni commesse e l’accertamento delle specifiche responsabilità”. “Si tratta – prosegue il consigliere – di un esposto differente da quello presentato dalla Regione che, tra smentite e minacce di querela, cerca solo di nascondere l’emergenza. Un atteggiamento di una gravità inaudita, oltre che incoerente e ingiusto, anche perché altrimenti nell’esposto sarebbe doveroso citare anche l’ex consigliere regionale Esterino Montino che, proprio nel febbraio 2012, affermava che al pronto soccorso San Camillo vi fosse una situazione al limite della vergogna, proseguendo nel dichiarare che c’erano le foto sul sito del Gruppo Pd alla Regione”.

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La trincea del San Camillo: materassi a terra

sancamillo-materassi-terra-tuttacronacaSono stati attivati, dal ministero della Salute, gli ispettori che dovranno verificare la situazione al pronto soccorso del San Camillo per accertare le reali condizioni in cui vengono assistiti i pazienti. I sindacati considerano “drammatica” la situazione del comparto e della dirigenza medica e anche ieri hanno occupato la direzione generale. Le sigle sindacali sono unite nel respingere “con indignazione” l’ipotesi di una strumentalizzazione, avanzata dalla Regione dopo la pubblicazione di foto che ritraevano pazienti sui materassi sistemati per terra. “Il problema esiste ed è grave”, hanno dichiarato Cisl, Ps Cgil, Fsi, Nursind, Rsu, Uil, Usb, Anaao Medici e Fvm Medici. Nel frattempo anche chi è stato in visita all’ospedale nei giorni scorsi ha confermato i disagi: “Quel pronto soccorso – ha raccontato Gualberto Ferroni che mercoledì della scorsa settimana ha accompagnato la suocera Albertina per una grave insufficienza respiratoria – sembrava un girone dell’inferno. C’erano più di venti lettighe in ogni stanza dell’emergenza. Anche i corridoi erano pieni e per terra ho visto pannoloni sporchi e cartacce. Infermieri e medici sono giustamente esasperati: sono pochissimi”. L’uomo ieri ha presentato una segnalazione al Tribunale dei diritti del malato: “Mia suocera – accusa – è rimasta per oltre due giorni su una barella. Solo il venerdì sera ha avuto un posto letto allo Stirs (Servizio terapia insufficienza respiratoria scompensata). Non ritengo che ci siano responsabilità da parte di medici e infermieri, anzi li considero degli eroi a lavorare in quelle condizioni. La colpa è dei tagli che vengono fatti sulla pelle dei cittadini”. Ma non si tratta del primo caso segnalato. Roberto Crea, segretario regionale, ha commentato: “E’ evidente che il problema è strutturale e chiediamo alla Regione di risolverlo in tempi rapidissimi”.  Il dg del San Camillo Aldo Morrone sottolinea che “al pronto soccorso lavorano tante persone con professionalità e fanno salti mortali”, ma ribadisce che c’è un problema di carenza del personale legato al “blocco del turn over” e chiede che “nel Patto della Salute il Lazio esca dal Piano di rientro, dotandolo di una situazione speciale legata a Roma Capitale”.

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“Serie preoccupazioni sulla sicurezza”: Nature e il metodo Stamina

stamina_tuttacronacaE’ la rivista Nature a scrivere che, sulla base di documenti giunti in loro possesso, sorgono seri e profondi dubbi e preoccupazioni sulla sicurezza e sull’efficacia del metodo Stamina. Dai verbali del Comitato scientifico chiamato dal ministero della Salute ad esprimere un parere sul metodo Stamina, esaminati da Nature, emergono “serie imperfezioni e omissioni nel protocollo Stamina”. Tra queste, “un’apparente ignoranza della biologia delle cellule staminali”. Gli esperti avevano inoltre indicato “errori concettuali” nel protocollo, “alcune sezioni del quale sono state copiate da Wikipedia”.

800mila euro in meno: lo Stato taglia la ricerca sul cancro

cro-aviano-tuttacronacaTaglio consistente di finanziamenti al Cro, il Centro di Riferimento Oncologico, di Aviano, in provincia di Pordenone, che dovrà fare i conti con 800mila euro in meno. Il Ministro non è più in grado di garantire la cifra, che quindi è stata cancellata.  Nel particolare, al Cro non arriveranno più da Roma 4 milioni di euro circa, ma poco più di 3 milioni e 150 mila. E l’allarme rischia di suonare anche per i circa 150 ricercatori a contratto che potrebbero, come spiega il Gazzettino, perdere i soldi per continuare le loro linee di ricerca o i contributi legati ai loro progetti. Come dire lo stipendio, già decisamente magro rispetto ai risultati che raggiungono. Un brutto segnale che non colpisce solo il Cro, ma in generale tutti gli Istituti di ricerca della penisola.

“Ci si approfitta della disperazione di famiglie e malati”: De Luca su Stamina

Stamina_approvazione-tuttacronacaMichele De Luca, ricercatore che guida il centro di medicina rigenerativa “Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, intervistato da La Stampa parla del metodo Stamina: “Nel mondo, e purtroppo anche in Italia, vengono proposti ciclicamente presunti trattamenti miracolosi per malattie gravi, privi di razionale e assolutamente senza alcuna efficacia. Basta pensare al caso di Di Bella. Questa volta è il turno di Stamina, un presunto metodo a base di staminali che non ha dimostrato di avere alcuna valenza scientifica e terapeutica. Ci si sta approfittando della disperazione delle famiglie dei malati gravi, infischiandosene dei limiti e delle regole della scienza”. Le staminali non sono una panacea di tutti i mali, spiega, “anche se negli ultimi tempi, purtroppo, molte persone hanno iniziato a crederci. Vorrei anch’io che fosse così, ma la ricerca sulle staminali ha ancora bisogno di molto tempo prima di rivelarsi utile”. E aggiunge: “Le uniche staminali che hanno dimostrato di avere una reale efficacia in un contesto clinico sono quelle ematopoietiche e quelle epiteliali. Le prime usate nel trattamento di patologie quali la leucemia, le seconda per la terapia di gravi ustioni. Per il resto si tratta di un campo di studi ancora aperto su cui non si hanno certezze”.  Prima che una terapia a base di staminali arrivi in clinica “si fa una ricerca di base solida – precisa -. Dopo la pubblicazione dei risultati, si raccolgono evidenze precliniche con studi sugli animali. E solo dopo si passa alla sperimentazione sull’uomo, che prevede tre fasi ben distinte, e i cui risultati vanno resi pubblici. Praticamente tutto quello che Stamina non ha fatto”.

“Siamo vittime di lobby dei farmaci, burocrazia e politica”: così Vannoni

vannoni-stamina-tuttacronacaConcede una lunga intervista a Repubblica Davide Vannoni, l’ideatore del controverso metodo Stamina di cui tanto si discute in questo periodo e respinge l’accusa di non essere un medico ma un ciarlatano, avendo conseguito una laurea in lettere e filosofia invece che in medicina. “Sono un presidente di fondazione, come Montezemolo per Telethon. Mai preso una siringa in mano, mai curato nessuno, ci mancherebbe. A quello pensano i nostri specialisti”. Niente imbrogli, quindi, a suo dire: “Perché esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro e a San Marino pagava solo chi poteva”. Si vede quindi vittima di una diversa battaglia: “Siamo certamente vittime della lobby dei farmaci, della burocrazia e della politica. Tutto sulla pelle di chi sta morendo”. E spiega: “Una persona colpita da malattie neurodegenerative costa circa 300 mila euro all’anno allo Stato. Un ciclo di iniezioni mensili tradizionali, per lo più inefficaci, costa 28 mila euro. L’industria farmaceutica non ha certo interesse a incoraggiare altri soggetti e altri farmaci”. Per quel che riguarda l’idea che si tratti di una truffa, ribatte: “Perché esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro”. Dopo che un paziente è morto a Trieste Vannoni rischia pure un’accusa per omicidio colposo, anche se per ora lui esclude l’ipotesi: “Quella persona è morta di polmonite dopo essere stata costretta a interrompere le cure, mentre i suoi familiari ci imploravano di proseguire. Associazione a delinquere? Con due direttori sanitari e venti medici dalla nostra parte? Per favore, non scherziamo”. Se è tutto così sicuro, perché allora la Fondazione non rende pubblica la metodica praticata? “Perché – spiega il presidente – il sistema non è brevettato e per evitare che in Israele oppure a Hong Kong qualcuno lo metta in pratica copiandolo, e chiedendo 30 mila euro a iniezione”. Ma non esclude di trasferire il suo team all’estero: “Abbiamo individuato una clinica a Capo Verde, attualmente inutilizzata. È già stata costituita una cooperativa di pazienti, senza fini di lucro, massimo una quota a testa. Queste persone apriranno un laboratorio con i propri soldi, pagheranno gli stipendi ai nostri biologi e noi li cureremo. Per la sanità sarà una vera rivoluzione, un’innovazione mondiale”.

Il Comitato boccia Stamina: pazienti e genitori non si fermano

 

caso_stamina_tuttacronacaIl Comitato scientifico scrive nella relazione al ministro della Salute Lorenzin: “Gravi incongruenze tra il metodo presentato da Stamina e quanto riportato a sostegno dei protocolli clinici proposti”. Non solo, c’è anche la “mancanza di un ‘metodo Stamina’ perché la metodica non presenta caratteristiche di originalità”, aggiunge il comitato. Il giudizio del Comitato è contenuto nella relazione tecnica e nella nota di accompagnamento per il ministro della Salute, lavoro ultimato alla fine di settembre. Il Comitato afferma che la metodica fornita “riguarda la semplice messa in coltura di cellule di origine midollare, che sarebbero poi iniettate come tali sia per via endovenosa che endorachidea (iniezioni di farmaci nella colonna vertebrale, ndr), e pertanto oltre a non presentare alcun carattere di originalità risulta incoerente con il presupposto stesso del metodo”. Riferendosi alla descrizione del metodo, viene inoltre rilevata “la mancanza della parte riguardante il differenziamento in senso neuronale delle cellule”. Tale fase, sottolinea, “viene invece richiamata nei protocolli di sperimentazione clinica presentati da Stamina come elemento fondante del metodo e base razionale della sua efficacia”. La risposta che arriva da pazienti e genitori dei piccoli pazienti in cura con il Metodo Stamina presso gli Ospedali Civili di Brescia è una conferenza stampa, organizzata per il 28 dicembre, nel corso della quale mostreranno “i certificati medici e gli esami strumentali, in loro possesso, attestanti l’assenza di effetti collaterali e i miglioramenti conseguiti dagli stessi pazienti a seguito delle infusioni con il trattamento Stamina”,come si legge in una nota diffusa. Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, ha assicurato la sua presenza per quel giorno: “anche io e Andolina saremo con i nostri pazienti e mostreremo i loro esami strumentali e i dati sulla sicurezza dei nostri prodotti, compresa la caratterizzazione delle linee cellulari paziente per paziente”. In seguito, Vannoni si recherà in America, a Miami, dove incontrerà l’immunologo italiano Camillo Ricordi “insieme alla nostra biologa più esperta, Erica Molino. Andremo solo in due. Prima dovremo fare il percorso per avere l’autorizzazione al trasporto controllato dei campioni di cellule, donate da pazienti già in cura agli Spedali Civili di Brescia che hanno prodotto più cellule di quanto necessario per le cinque infusioni, e credo che il ministero non ce la negherà”. A Miami, spiega, “ripeteremo le valutazioni già fatte a Brescia e approfondiremo alcuni aspetti sulle linee cellulari”. Nel frattempo continua l’indagine della procura di Torino sul metodo Stamina. Oltre alle dodici persone che hanno già ricevuto la notifica della chiusura delle indagini, ne sarebbero coinvolte anche altre a Brescia. Negli Spedali Civili della città lombarda erano state intraprese terapie con cellule staminali “a uso compassionevole”.

Stamina “pericolosa e scadente”. Lorenzin incontra il padre di Noemi

stamina-tuttacronacaE’ l’Ansa che parla dei verbali dello scorso anno stilati dal tavolo tecnico composto da Nas, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Trapianti e Agenzia del Farmaco (Aifa) che aveva giudicato la tecnica Stamina “Pericolosa e scadente”. Vengono anche rivelate le conclusioni: “Non esiste documentata efficacia del metodo Stamina Foundation”. Non solo. “Preoccupante – si legge nei verbali del tavolo tecnico – la pratica di utilizzare cellule provenienti da un paziente e infuse in un altro paziente”. “Per quanto riguarda la dose di infusione, la si potrebbe definire “omeopatica”, si legge ancora nei verbali. Nei documenti si avanza anche il sospetto che il metodo Stamina “farebbe presupporre l’uso di siero fetale bovino nei terreni di coltura”. Il ministro Lorenzin aveva ribadito lo stesso concetto questa mattina, in occasione dell’incontro con il padre di Noemi, la bimba abruzzese di 18 mesi per cui il giudice ha autorizzato la cura: “Il metodo Stamina non esiste dal punto di vista scientifico, non abbiamo ancora le prove. Vediamo quando sarà provato o non provato. In realtà – ha aggiunto il ministro della Salute  – l’altro comitato aveva già dato il verdetto, vediamo cosa farà il secondo”. Il nuovo Comitato scientifico verrà nominato, tramite decreto, nei prossimi giorni. Suo compito sarà valutare la possibilità di sperimentazione del metodo Stamina, ha confermato il ministro. Il nuovo decreto arriva dopo la decisione del Tar del Lazio. “Potevo fare appello al Consiglio di Stato o fare un nuovo Comitato. Ho scelto questa seconda strada”. Un nuovo Comitato e nuovi risultati “qualsiasi siano”, ha detto il ministro, accorciano i tempi rispetto a quelli di un appello. L’agenzia Ansa ha potuto visionare le carte dell’inchiesta di Torino condotta dal pm Raffaele Guariniello già l’anno scorso e di fatto quasi subito riaperta e integrata con altri elementi. I dati emersi sono preoccupanti. L’elenco dei rischi potenziali  è particolarmente lungo ed è suddiviso in base agli step del procedimento. La biopsia midollare, la manipolazione delle cellule staminali, le reintroduzioni mediante puntura lombare, i “medicinali imperfetti”, viste anche le condizioni di lavoro, non erano esenti da controindicazioni anche gravissime: si parte da “nausea e cefalea” per arrivare alle meningiti batteriche, dagli ematomi ai traumi midollari, fino alle “localizzazioni cellulari atipiche e incontrollate” e al “rischio di insorgenza di tumori dovuti alla possibile selezione/trasformazione di cellule preneoplastiche durante le manipolazioni in vitro”. Ancora, stando all’inchiesta di Guarinello, sono stati gli scantinati di edifici di varie località italiane, e anche a San Marino, a tenere a battesimo la terapia Stamina. L’associazione presieduta da Vannoni operava in “più strutture, alcune palesemente inidonee e ricavate da scantinati”. In altri casi le sedi erano state “nascoste a San Marino nel palese intento di sfuggire ai controlli istituzionali previsti in Italia”. A Torino, peraltro, c’era già stato, il 27 marzo 2008, un “parere negativo” formulato dall’Ordine dei medici. Riguardo al caso di Noemi, quando il ministro Lorenzin ha potuto visitare il Centro nazionale di alta tecnologia in Oftalmologia mentre si trovava oggi in visita all’ospedale clinicizzato di Chieti, ha detto: “La politica  deve fare la politica e deve rispettare la scienza e il metodo scientifico”. Le dichiarazioni sul metodo Stamina traggono origine dalla vicenda di Noemi. “Il servizio sanitario nazionale non può permettersi di autorizzare cure che non siano considerate tali secondo la scienza. Da questa storia difficilissima vengono fuori insegnamenti: rivedere l’assistenza ai malati e riflettere sulla necessità di rafforzare le istituzioni scientifiche. Credo che il Parlamento dovrà affrontare questi temi. Se le istituzioni prendono un abbaglio devono pagare per questo. Da parte mia, mi sento di esprimere tutta la mia comprensione che però non può diventare irrazionalità”, ha concluso il ministro. Il padre di Noemi ha poi dichiarato: “E’ stato un lungo colloquio nel corso del quale ho chiesto al ministro di far sbloccare le liste di attesa perché le persone muoiono. Se domani si scoprisse che un trattamento è efficace, chi si prenderà la responsabilità delle morti di tante persone che non vi hanno potuto accedere? Sicuramente ora torno a casa senza poter dare una risposta a Noemi. L’ordinanza del Tar c’è ma non viene rispettata. Auspichiamo che venga chiamata al più presto in modo che Noemi possa raccontare al ministro i miglioramenti che ha avuto grazie al trattamento”. Come spiega Repubblica, il ministro Lorenzin ha preso il numero di cellulare di Andrea e il papà di Noemi ha messo a disposizione i numeri di pediatri. “Ho detto al ministro – ha riferito Andrea al termine del colloquio – tutte le mancanze che ci sono state in questa storia come il Tar del Lazio che ha detto che le cartelle cliniche non ci sono. Lei – secondo le parole di Andrea – ha affermato che le ha viste, ma il Tar dice qualcos’altro”. Quindi le liste d’attesa: “ho chiesto chiaramente di farle sbloccare. Non è possibile – ha detto Andrea – che dopo aver speso 6-7 mila euro di avvocati sono ferme e le persone muoiono. Il ministro mi ha risposto che non è sua competenza sbloccare le liste d’attesa, io le ho rinnovato l’appello anche prima di salutarci”.

“Ciao Babbo Natale, aiutaci tu”: i bimbi che chiedono la cura con Stamina

lettera-babbonatale-stamina-tuttacronacaIl prossimo martedì, in occasione di una manifestazione organizzata davanti agli Spedali civili di Brescia dal comitato Pro Stamina, verranno consegnate delle lettere che i bimbi hanno scritto in occasione dell’arrivo delle Feste. Il messaggio è chiaro: “Ciao Babbo Natale, aiutaci tu”. La piccola Federica, di Salerno, che disegna un cuore in cui appare lei accanto a un albero di Natale e mano nella mano con Giovanni Procentese, in lista d’attesa agli Spedali civili di Brescia oramai da tempo, scrive: “Quest’anno vorrei la cura per il mio fratellino, con il metodo Stamina, vorrei anche che faccia l’infusione adesso. Così guarisce e torna a giocare con me e a essere felice come prima”.  Ma non è l’unica a lanciare l’appello, c’è anche la piccola Ludovica, che chiede la cura per se stessa: “Ho sette anni e fino all’età di tre anni ero una bimba normalissima, mi piaceva cantare e ballare”. Colpita da Tay Sachs, malattia senza cura: “Nessun bimbo è mai sopravvissuto. I dottori dissero alla mia mamma che da lì a un anno, forse due, sarei volata in cielo… Con questa cura, posso stare seduta in passeggino anche tutto il giorno, adesso posso uscire, non ho più bisogno dell’ossigeno… Caro Babbo Natale non voglio regali preziosi o giocattoli, vorrei solo continuare e che altri bambini possano iniziare la stessa terapia”. Le madri, si uniscono ai bambini. Monica Laura S., cinque figli, racconta che l’ultimo è “speciale”: “Luce dei miei occhi, non voglio vederla soffrire…”. E ancora i genitori, a nome di Ivan D.A., due anni e mezzo, afflito da epidermolisi bollosa distrofica: “Io vorrei giocare e correre senza farmi la bua… Vorrei poter dormire tranquillo”.

Somministrati vaccini scaduti a Roma

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Ne parla Il Messaggero, secondo cui  i vaccini scaduti e distribuiti erano in totale 400 e, secondo quanto dichiarato dallo stesso direttore generale dell’Asl Alessandro Cipolla al quotidiano romano “alcune di quelle fiale sono state inoculate”, anche se ha subito precisato che “non ci sono rischi perché il ceppo dello scorso anno è uguale a quello di questo anno e le scadenze dalle case farmaceutiche sono fissate in anticipo”.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “in merito a quanto diffuso da organi di informazione”, ha voluto disporre ”Un’indagine ispettiva” sulla distribuzione ‘‘nel territorio della Asl Rm D di vaccini antinfluenzali scaduti”. 

”Il ministro – si legge in una nota – ha disposto un’indagine ispettiva al fine di verificare le cause che hanno determinato la mancata rilevazione della giacenza di vaccini antinfluenzali scaduti presso la farmacia dell’Ospedale G.B. Grassi nonché la loro distribuzione e successiva somministrazione”.

Vaccini antinfluenzali scaduti sarebbero stati somministrati ai pazienti dell’Asl Roma D.

 

I tifosi dell’Atalanta e gli striscioni per chiedere chiarezza

striscione-stamina-tifosi-atalanta-tuttacronacaSe siamo abituati a parlare di ultras in caso di scontri o di cori razzisti, oggi quelli dell’Atalanta, presenti allo stadio Atleti Azzurri d’Italia per sostenere la loro squadra contro il Bologna, hanno invece preso una posizione forte per quel che riguarda il metodo Stamina. I tifosi della Dea hanno così esposto uno striscione con scritto: “Pretendiamo Stamina! esigiamo chiarezza!” Come ricorda CalcioWeb, anche i sostenitori della Roma, in Curva Sud, hanno atuato un’iniziativa simile. Il richiamo è al ministro della salute Beatrice Lorenzin, su disposizione della quale sono stati bloccati i test sulla controversa procedura concepita da Davide Vannoni.

Raffaele Pennacchio: disabile muore dopo due giorni di contestazioni

raffaele-pennacchio-tuttacronacaSono stati proibitivi, per i manifestanti malati, i due giorni di protesta per il diritto all’assistenza domiciliare ai disabili e Raffaele Pennacchio, medico 55enne malato di Sla e membro del direttivo del Comitato 16 novembre onlus, non ce l’ha fatta. Come racconta la vicepresidente della onlus, Mariangela Lamanna, “”Era stanco e provato per i due giorni di partecipazione alla nostra protesta”. L’uomo è morto mercoledì notte, dopo l’incontro con il governo e il presidio sotto il ministero dell’Economia. Spiega ancora Lamanna: “Raffaele si è battuto per accendere i riflettori sull’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi che hanno diritto a restare a casa con dignità e a cure amorevoli. Chi meglio di un familiare può assistere un congiunto malato grave?”. E ancora: “Mercoledì, nonostante la stanchezza, al tavolo con il governo rappresentato dal viceministro del Lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra, dal sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta e dal sottosegretario alla Salute Paolo Fadda, Raffaele continuava a dire, ‘fate presto, noi non abbiamo più tempo’”. Era contento mercoledì sera quando è tornato in albergo, soddisfatto perchè il Comitato aveva strappato al governo l’impegno per l’aumento del fondo per la non autosufficienza e per l’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi. “Rideva e scherzava, poi all’improvviso si è accasciato sulla sedia tra il nostro sgomento”.

I malati protestano: si chiede l’assistenza domiciliare

protesta-malati-sla-tuttacronacaIl Comitato 16 novembre onlus questa mattina incontra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il viceministro del Lavoro Guerra e il sottosegretario all’economia Baretta. Ma per far sentire forte la loro voce, ieri notte hanno protestato davanti al Mef a Roma per far valere i propri diritti e le proprie libertà. Tra i manifestanti, anche 30 disabili gravissimi, alcuni anche tracheotomizzati. Il vicepresidente dell’associazione, Mariangela Lamanna, ha spiegato: “La notte è stata un incubo. I malati sono molto provati ma questa prova era necessaria per sostenere il nostro progetto di assistenza domiciliare”. E prosegue: “Ieri in un primo incontro con il sottosegretario Baretta abbiamo presentato i sei punti del nostro progetto ‘Restare a casa’ per assicurare ai malati un’assistenza domiciliare degna di questo nome. Far rimanere a casa i malati di sla e di altre patologie invalidanti ha purtroppo costi enormi: molti di loro sono tracheotomizzati ed attaccati ad un respiratore”. E precisa: “Non capiamo perchè se lo Stato è disposto a spendere 90mila euro l’anno per tenere un malato in una Rsa (Residenza sanitaria assistita) gli stessi fondi non può dirottarli verso le famiglie, ovviamente dietro rendicontazione di tutte le spese sostenute”. Prosegue dunque il presidio sotto il Ministero dell’economia. “Questa notte abbiamo avuto attimi di paura per il nostro segretario, Salvatore Usala, (malato di Sla e trachoetomizzato), il suo respiratore non funzionava bene, ma poi per fortuna l’allarme è rientrato”, precisa Lamanna.

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Quei tagli alla sanità che vanno e vengono

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Tagli sì o tagli no? Sembrerebbe che dalla Legge di Stabilità il servizio sanitario non ne esca indenne. Dopo le proteste di Regioni accompagnate e sostenute da quelle del ministro Beatrice Lorenzin l’articolo era stato cancellato, salvo poi fare la sua ricomparsa nel testo definitivo dove il decurtamento arriverà nel 2015. La stretta sui rinnovi contrattuali del pubblico impiego,- in cui è compreso anche il personale sanitario – estesa fino alla fine del prossimo anno  nonché la riduzione dell’indennità di vacanza contrattuale, si applicheranno ad una platea in ogni caso più vasta di quella prevista nel 2010, quando la stretta fu introdotta per la prima volta. Tra l’altro è prevista una definizione più larga delle amministrazioni pubbliche interessate: vi rientrano tutte quelle inserite nell’apposito elenco redatto dall’Istat, che comprende anche realtà non del tutto pubbliche come le casse di previdenza professionali. Nel pacchetto pubblico impiego è poi inserito il taglio delle risorse destinate al trattamento accessorio.

Per la sanità l’effetto è di 540 milioni per il 2015 e di 610 milioni l’anno a partire dal 2016: lo Stato ridurrà quindi in proporzione il livello del proprio finanziamento. Come di consueto, toccherà alle Regioni ripartire al proprio interno la minore disponibilità, con decisione da prendere entro il 30 giugno del prossimo anno: qualora ciò non avvenisse, si procederà secondo i criteri di ripartizione del fabbisogno sanitario nazionale standard. Nella manovra ha poi trovato posto un’altra novità potenzialmente di grande rilevanza: a partire dal 2015 anche le società (non quotate) possedute dalle Regioni e dagli enti locali dovranno concorrere agli obiettivi di finanza pubblica e saranno quindi sottoposte al patto di stabilità interno. Prudentemente, nella relazione tecnica alla legge non è quantificato l’effetto positivo sui conti, che però almeno sulla carta potrebbe essere di tutto rispetto; nell’ultimo decennio Regioni e Comuni hanno spesso fatto ricorso a società esterne (in molti casi create ad hoc) per aggirare i vincoli finanziari imposti dallo Stato centrale.
Le novità riguarderanno aziende speciali, istituzioni e società non quotate a partecipazione pubblica di maggioranza, che abbiano servizi in affidamento da soggetti pubblici per una quota superiore all’80 per cento del valore della produzione. Per tutte queste realtà scatta l’obbligo di conseguire un saldo economico (inteso come margine operativo lordo) non negativo. Chi non centra l’obiettivo, l’anno successivo dovrà automaticamente ridurre i propri costi in proporzione al disavanzo e non potrà assumere personale sotto nessuna forma. Inoltre per il presidente, l’amministratore delegato e i componenti del consiglio di amministrazione scatterà una riduzione dei compensi dell’ordine del 30 per cento.

“Ci hanno condannato a morte”. E il malato si crocefigge davanti a Montecitorio

stamina-protesta-croce-tuttacronacaLa protesta dei malati per la libertà di cura con il metodo Stamina ha preso l’avvio il 23 luglio e ancora prosegue. Uno dei volti più conosciuti di questa lotta è quello di Sandro Biviano, affetto da distrofia muscolare e che oggi ha messo in atto un gesto forte tentando ancora una volta di sensibilizzare chi di dovere: si è fatto crocefiggere. E’ avvenuto nella serata di venerdì, durante una veglia di preghiera per ricordare i bimbi morti negli ultimi mesi che, nel pensiero dei malati, avrebbero potuto salvarsi se avessero fatto subito le infusioni con il metodo Stamina una volta avuta l’autorizzazione da parte del giudice. Sandro indossava una maglia con la scritta “Non ho più voglia di morire”. Sulla croce una targa con la scritta Aifa, Agenzia italiana del farmaco. Le forze dell’ordine che si trovavano in piazza montecitorio hanno tentato d’impedire che la croce venisse messa in posizione ma i manifestanti hanno iniziato ad urlare: “Dov’è la Lorenzin? Starà a dormire”. Dopo di che hanno spiegato che “crocifissione” è quella che stanno subendo loro, non solo per la decisione del ministro di ufficializzare il no alla sperimentazione ma anche per l’indifferenza verso la loro vicenda. “Ho fatto questo gesto perchè ci hanno condannato a morte, come fu per Gesù” ha detto Biviano.

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Uomo nudo in fuga: il paziente che scappa dal reparto di rianimazione

beatrice-lorenzin-tuttacronacaSarebbe fuggito, uscendo senza vestiti e senza che nessuno se ne accorgesse, un paziente ricoverato nel reparto di rianimazione dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia. La notizia era stata riportata da Il Tempo, che aveva parlato di un paziente macedone ricoverato in rianimazione per cirrosi epatica. La notte scorsa, l’uomo sarebbe riuscito a eludere  infermieri e vigilantes all’ingresso per poi recarsi a una Caserma della guardia di Finanza dove ha denunciato presunti maltrattamenti subiti dai sanitari del Grassi. Solo in seguito, quando al nosocomio si sono accorti della sparizione del paziente, il macedone è stato rispedito all’ospedale. Dopo aver appreso il fatto, il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha inviato i Nas all’ospedale Grassi di Ostia per ”accertare i fatti ed eventuali responsabilità” sulla fuga. Come spiega una nota, il Ministro ha inoltre ha chiesto chiarimenti al Commissario per Sanità della regione Lazio, Nicola Zingaretti, al fine di accertare ”se siano state rispettate le norme e le conseguenti procedure applicative che riguardano la sicurezza e la tutela dei pazienti in particolare nelle strutture e nei reparti ad alta intensità di cura”.

Bocciato il metodo Stamina, il comitato nega consistenza scientifica

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Il metodo Stamina messo a punto dal presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni, non convince gli esperti nominati del ministero della Salute che lo hanno bocciato. Il comitato scientifico ha infatti consegnato parere negativo sul procedimento medico che utilizza cellule staminali. Il metodo per gli esperti non avrebbe consistenza scientifica. Il parere del comitato non è comunque vincolante, ma è uno strumento di approfondimento scientifico che viene messo a disposizione del ministro della Salute. Ora il rapporto sarà vagliato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. La Stamina foundation, che si attendeva un esito simile, ha già annunciato un ricorso al Tar contro il parere del Comitato che ha da sempre giudicato “di parte” perché composto anche di esperti “che già si erano espressi chiaramente contro il metodo Stamina”. “Il ricorso – annuncia Vannoni – era già pronto prima di conoscere la decisione del comitato, perché eravamo già convinti che i membri fossero fortemente prevenuti. Ora aspettiamo di conoscere le motivazioni di questa loro scelta, fermo restando che il Parlamento ha stabilito che la sperimentazione si deve fare, e ha già stanziato 3 milioni di euro. Non credo che il comitato possa bloccarla”.

Ministri Pdl a raccolta… riunione per sferrare l’attacco al governo?

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A raccolta i ministri del Pdl, prima che si riunisca la giunta del Senato di questa sera. Sembra proprio che tutto sia pronto per sferrare l’attacco al governo e nell’incontro, terminato alle 16.00 a cui hanno partecipato Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo e il capogruppo Renato Brunetta, la linea sia stata di tentare di minare il governo e incolpare il Pd, per partire con slancio verso le prossime elezioni. Intanto però ci sarebbe pronta un’altra maggioranza, anche se tutta da verificare.

 

Pausa gelato: Lorenzin e Quagliariello con il cono in mano prima di Arcore

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Prima del vertice voluto ad Arcore da Silvio Berlusconi per fare il punto sulla decadenza del leader del al quale parteciperanno anche Gianni Letta e Fedele Confalonieri oltre a tutti i ministri del Partito della Libertà, Beatrice Lorenzin e Gaetano Quagliariello si concedono una passeggiata e un gelato nei pressi di Palazzo Chigi.

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Sequestrata clinica degli orrori a Napoli: disabili segregati e maltrattati

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I Carabinieri del Nas di Napoli hanno scoperto una clinica degli orrori in cui 37 disabili erano tenuti segregati in cindizioni di profondo degrado. I militari si sono recati nella residenza socio sanitaria “per porre fine alla segregazione e profondo degrado in cui versavano i 37 disabili, affidati alle cure di un operatore socio-assistenziale”. Il 41enne M. V. è stato arrestato “per sequestro di persona, maltrattamenti e abbandono di persona incapace”. La struttura è stata quindi sequestrata per gravi carenze igienico-sanitarie-strutturali e sono state sottoposte a sequestro anche numerose confezioni di farmaci scaduti. I disabili, al momento dell’irruzione, sono stati rinvenuti, nella maggior parte dei casi, senza indumenti e abbandonati a se stessi mentre una donna è stata trovata rinchiusa a chiave all’interno di un bagno, letteralmente immersa negli escrementi, al buio. All’Autorità Giudiziaria sono stati inoltre segnalati il legale rappresentante, G.A. 60enne di Cava dei Tirreni, e il direttore sanitario della residenza sanitaria per concorso nei reati di maltrattamento e abbandono di incapace. Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin è intervenuta sulla vicenda: “L’iniziativa dei Carabinieri del Nas, a cui va il mio più sentito ringraziamento per l’operazione condotta, serve da spunto per mettere immediatamente in moto una task force per controlli severissimi”. Il ministro si dichiara inoltre “a disposizione delle autorità sanitarie locali per eventuali azioni a tutela dei 37 disabili, ancora ospiti della struttura sotto sequestro e si riserva ogni azione contro questi operatori indegni di fare parte del sistema sanitario nazionale”. “Strutture come quella messa sotto sequestro a Napoli – aggiunge Lorenzin – non dovranno più esistere in tutto il territorio nazionale”.

Le reazioni “violente” dei sostenitori di Vannoni

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Comprensibile l’amarezza di quanti in famiglia devono combattere malattie terribili, ma a volte proprio perché si conosce la sofferenza sarebbe meglio combattere la guerra senza passare dalla parte del torto. il Movimento Vite Sospese, un gruppo nato a sostegno del Metodo Stamina e del suo promotore Davide Vannoni, si difende insultando la rivista Nature che aveva accusato di plagio e falso lo stesso Vannoni.

Come si legge sul Facebook del Movimento Vite Sospese, loro si propongono di:

“svolgere opera di sensibilizzazione presso la popolazione per la capillare diffusione della conoscenza dei problemi inerenti la cura di malattie rare e di stati comatosi e post comatosi mediante l’infusione di cellule mesenchimali adulte secondo il metodo elaborato dal prof. Davide Vannoni.”

Ma nelle ultime ore invece di rispondere in modo sereno alle accuse esibendo una documentazione scientifica, si è scelta la strada della provocazione e  della volgarità, sicuramente dettata dalla rabbia e dal dolore, ma che comunque resta un gesto “impotente” di fronte alle accuse di Nature che invece  sembrano muoversi su basi scientifiche.

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C’è anche un video nel quale Merlino annuncia una doppia manifestazione per il 10 luglio e invita  parlamentari e “professoroni” ad affrontare la sua verità, che “… quando la verità avanza, la menzogna trema. E voi, tremate?”. Chiede in uno sforzo retorico a chi probabilmente lascerà lui e i credenti ancora fiduciosi, alla solitudine di un inutile presidio, inutile inno a una speranza che sembra  già tradita.

IL VIDEO CONTIENE FRASI CHE POTREBBERO OFFENDERE LA SENSIBILITA’ DI ALCUNE PERSONE 

Noi in alcuni articoli avevamo anche sostenuto il movimento Stamina:

Metodo Stamina: governo dà l’ok alla sperimentazione

Sla e i primi test positivi con le staminali

Ma i continui rinvii del protocollo (che ora dovrebbe arrivare entro il 1 agosto) e i toni dei sostenitori uniti alla mancanza di una difesa su base scientifica e non su violenza verbale ci portano a riconsiderare le nostre prime prese di posizione e a formulare i nostri dubbi. Quindi restiamo in attesa di chiarimenti che possano spazzar via ogni ombra da un metodo che, se valido, non ha bisogno di essere sostenuto da volgarità, ma bensì deve potersi sostenere su dati scientifici inattaccabili. Se i primi risultati sono stati positivi, ci possiamo solo rallegrare di una vittoria della medicina sulla malattia,  fermo rimanendo che un progresso deve comunque essere monitorato per un periodo di tempo abbastanza lungo per fugare dubbi di effetti collaterali o di ricadute.

Nature accusa Vannoni, mentre la consegna del protocollo slitta

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Duro attacco della rivista Nature a Stamina.

L’indagine della nota rivista stronca Vannoni. Con un articolo dal titolo che non lascia dubbi «il trial italiano sulle cellule staminali basato su dati fallaci» Nature fa un’indagine approfondita sul metodo che il governo italiano ha finanziato  a maggio scorso impiegando 3 milioni di euro per la sperimentazione clinica della terapia, dopo aver ceduto alle pressioni dei pazienti.

LE ACCUSE:  Le immagini utilizzate nella domanda di brevetto presentata nel 2010 negli Stati Uniti da Davide Vannoni, e rigettata, sono anzitutto duplicati di altri paper. Un’immagine in particolare, quella piu’ importante nella richiesta di brevetto, che raffigura apparentemente due neuroni ottenuti da cellule staminali prelevate dal midollo osseo non e’ originale, ma frutto di un plagio. La figura sarebbe identica a quella di un paper pubblicato nel 2003 da un gruppo di ricercatori russo, coordinato da Elena Schegelskaya, biologa molecolare presso il Kharkov National Medical Universit, che non ha poi avuto seguito. Per Stamina quella immagine dimostrerebbe l’efficacia nel trasformare in neuroni, in sole due ore, le cellule mesenchimiali con acido retinoico sciolto in etanolo ad una concentrazione 20 micromolare. Per gli scienziati russi invece occorrerebbe una concentrazione dieci volte piu’ diluita e almeno tre giorni per trasformare le cellule in neuroni. “In realta’, si parla di neuroni che non sono neuroni”, ha detto Elena Cattaneo, esperta di staminali all’Università di Milano. Nature avrebbe dimostrato, oltre l’invalidità del metodo rigettato dall’ufficio brevetti americano, anche il presunto plagio delle immagini.

Cosa fa Stamina?

In sostanza il metodo, semplificando le varie fasi, non fa altro che estrarre cellule dal midollo osseo del paziente, manipolarle in vitro e iniettarle di nuovo nel paziente.

Chi ha sferrato l’attacco a Stamina?

L’accusa viene da alcuni ricercatori italiani, ed è stata confermata indipendentemente da un’indagine della rivista.

Lo scorso anno, ricorda sempre Nature, l’ufficio brevetti statunitense ha emesso una ‘prebocciatura’ della richiesta, che poteva essere ripresentata con nuovi dati, ma a quanto risulta Vannoni non lo ha mai fatto. “Non sono meravigliato – commenta alla rivista Luca Pani, direttore generale dell’Aifa – sapevo che non esisteva un metodo scientifico codificato”. Una sperimentazione con criteri scientifici del ‘metodo Vannoni’, finanziata con tre milioni di euro di fondi pubblici, doveva partire a luglio, ma ci sono stati dei ritardi dovuti al rifiuto di Vannoni di fornire le proprie metodologie. “Questa sperimentazione – spiega al sito Paolo Bianco dell’università Sapienza di Roma – e’ una perdita di soldi, e dà false speranze a famiglie disperate”.

Il dibattito resta aperto e la tensione sale… intanto slitta la consegna del protocollo e  in mezzo resta la vita delle persone!

“Rivoluzione sanitaria”… meno esenti!

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Arriva il cambio sulla sanità dopo che i conti pubblici parlano chiaro: almeno la metà degli assistiti non paga i ticket ed è la parte che consuma l’80% delle prestazioni. Ecco che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin si prepara alla “rivoluzione”. L’idea è quella di un “cambiamento semplice e lineare, tenendo conto dei carichi familiari”. In questo modo, spiega sempre la Lorenzin “non ci sarà l’aumento di due miliardi a partire dal 1 gennaio 2014”.

Secondo il ministro della Salute ci sono ”dieci miliardi che si possono recuperare…  Possiamo risparmiare e ottimizzare le cure con il piano quinquennale per la deospedalizzazione e le cure domiciliari che stiamo perfezionando.”

Inoltre un gran risparmio si spera possa venire dalla “messa online” di ospedali, asl e studi dei medici di famiglia, che contribuiranno insieme al “fascicolo sanitario elettronico”, ”la farmacia dei servizi” e alle  ”centrali di acquisto” a ridurre la spesa pubblica sanitaria.
Rivoluzione anche negli studi medici di famiglia che dovranno essere h24 e non più meri luoghi dove si compilano ricette. Proprio quest’ultimi dovranno svolgere un lavoro fondamentale per cercare di snellire il lavoro dei pronto soccorsi e degli ospedali.
Quanto ai ticket non ci possono più essere aree del Paese, secondo il Ministro, in cui gli “esenti per  reddito Irpef arrivano al 70%” e altre aree in cui c’è ”chi paga paga troppo”. Bisogna quindi ”spalmarli in modo più equo sulle prestazioni sanitarie e ridurre il numero degli esenti”. L’aggancio all’Isee potrebbe essere una strada, ma ”tenendo in maggiore considerazione i carichi familiari oltre che la ricchezza effettiva. Sono tutte cose delle quali parleremo nei prossimi giorni con le Regioni e con l’Economia”.

Metodo Stamina: governo dà l’ok alla sperimentazione

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Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l’ha confermato: “Ho firmato il decreto per l’avvio della sperimentazione del metodo ‘Stamina’ che utilizza cellule staminali con il protocollo messo a punto dal medico Davide Vannoni”, spiegando: “Entro il primo luglio via alle cure”. Ha quindi concluso: “Speriamo in risultati positivi”. Dubbioso al riguardo, però, è proprio il dr Vannoni, presidente di Stamina Foundation: “Mi sembra molto strano. Ancora non ci è stato chiesto di consegnare il nostro Protocollo, nè è stata fissata la date del primo incontro” con le istituzioni competenti per la definizione della sperimentazione. “Ci fa piacere – ha affermato Vannoni – che il ministro della Salute abbia firmato il decreto, perché questo è indice della volontà di andare avanti con la sperimentazione, ma mi pare molto strano il fatto che Stamina non sia stata ancora convocata per un incontro”. Come data, del resto, quella del primo luglio “è molto vicina e da parte nostra c’è la piena disponibilità ad incontrarci per capire le caratteristiche che la sperimentazione avrà”. Al momento però, ha aggiunto Vannoni, “non sappiamo nulla: nè quanti pazienti saranno coinvolti, nè quale cell-factory produrrà le cellule staminali, nè su quali patologie verrà avviata la sperimentazione con il nostro metodo”. Ha poi concluso con una precisazione: “Ribadisco comunque che saremo disponibili a fornire il nostro Protocollo di cura solo a determinate condizioni, a partire dal fatto che la produzione delle cellule staminali possa essere fatta dai biologi di Stamina”.

Niente aumento dei ticket sanitari? Ci si sta lavorando…

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L’ipotesi a cui stanno lavorando Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, e Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, si basa sui risparmi di spesa già effettuati e che permetterebbero di non far entrare in vigore i nuovi ticket sanitari previsti per il 2014, con i quali si contava di incassare due miliardi di euro. Il progetto d’inserimento, infatti, sarebbe già stato fermato ed il lavoro sarebbe già ad uno stadio avanzato. Lorenzin sembra abbia imposto al collega la necessità di non imporre nuove misure “insostenibili” per i cittadini.

La questione di siringhe che ha sconvolto il Parlamento

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A Montecitorio si sente di tutto e questo non è una novità, ma ancora una questione sulle siringhe non l’avevamo sentita e nonostante si sia detto nei giorni scorsi di abbassare i toni nella politica, per evitare altri attentati, sembra proprio che ci sia chi, invece, le polemiche le voglia alimentare.

E’ parso strano a tutti il curriculum della neo-ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, una diplomata del liceo classico che viene messa senza nessun esperienza pregressa a capo di uno dei ministeri più bollenti e più delicati. Un ministero che deve fare i conti con i tagli operati da Monti, con tantissimi Istituti in profondo rosso e con problemi di malasanità che continuano a verificarsi. Risorse che non ci sono, ricerca quasi assente e nepotismo dilagante. Sicuramente Beatrice Lorenzin farà un ottimo lavoro, e la laurea non è un requisito richiesto per fare il ministro, ma quello che lascia perplessi è che nelle parole di Letta si era più volte riscontrata la ferma volontà di avere persone con esperienza, cosa che non è accaduta per uno dei ministeri chiave come la Sanità.

Non a caso la cittadina a Cinque Stelle Silvia Giordano aveva fatto notare una strana discrepanza che si era venuta a creare con l’incarico alla Lorenzin:

“Non capisco perché noi, per la nostra età e per la nostra mancata esperienza nei palazzi, da mesi ci sentiamo dire da chiunque che siamo degli incompetenti mentre quando il presidente del Consiglio presenta come ministro della Salute una persona che non ha mai visto neanche una siringa oltre che una laurea, è una persona simbolo del cambiamento generazionale e di aria nuova mah… Spiegatemelo, non ci sono ancora arrivata, ma da ignorante è probabile che sono io a non cogliere il senso logico…”

La risposta del Pdl non si è fatta attendere ed è puntualmente giunta a giro di e-mail con la firma di Luca d’Alessandro.

“E’ grave che, solo per distinguersi e per amor di polemica, certi grillini non facciano altro che offendere e dileggiare. Il ministro Lorenzin, in questi anni, si è distinta per serietà e competenza, valori assai importanti per chi è chiamato a occupare ruoli di responsabilità e di amministrazione della cosa pubblica. Queste sono le doti che le sono richieste e che ha di certo, per guidare il ministero della Salute, non la capacita’ di fare iniezioni. Non so se l’onorevole Lorenzin abbia mai visto una siringa ma, a giudicare dal suo sbagliato intervento, ci auguriamo che la cittadina Silvia Giordano non ne abbia viste forse un po’ troppe”.

Quello che lascia perplessi è il tono di polemica e di attacco. La macchina del fango che immediatamente vuole travolgere Silvia Giordano senza rispondere alla sua provocazione con alcuni fatti certi che avrebbero smontato la sua tesi. C’è solo un atto di arroganza senza dare spiegazioni del percorso che ha portato a scegliere la Lorenzin al Ministero della Salute. Magari se fosse spiegato con parole semplici e senza inutili e sterili polemiche si riuscirebbe a dialogare meglio tra le forze in parlamento, sembra quasi che il Pdl debba attaccare per difendere… ma questo atteggiamento è dei deboli e di chi ha qualcosa da nascondere… dove non c’è chiarezza e trasparenza… visto che invece confidiamo che la scelta della neo ministra possa davvero essere all’insegna del cambiamento e del ricambio generazionale ci aspettiamo qualche risposta ulteriore che possa dissipare ogni ragionevole dubbio.

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