Renzi prende le distanze dal Pd?

renzi-tuttacronacaAlla larga dalle dinamiche di partito, questa sembra la linea del “forse, quasi certamente” nuovo segretario del Pd Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze infatti ha gentilmente declinato l’invito di Epifani a usare una delle stanze del Nazareno per aspettare i dati dai gazebo, incontrare i giornalisti e magari festeggiare la vittoria domenica sera. Renzi a quanto sembra preferirebbe attendere i risultati a Firenze, almeno che non cambi idea nelle prossime ore. L’invito di Epifani naturalmente oltre a Renzi era anche indirizzato a Cuperlo e Civati. Ognuno avrebbe avuto la sua stanza e avrebbe potuto festeggiare nel quartier generale del partito che ha anche il compito di diffondere i dati ufficiali ai giornalisti man mano che arrivano dai diversi centri presenti sul territorio.

Il Pd mette il naso in casa Forza Italia. Imbarazzo per Alfano?

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Guglielmo Epifani esulta per la scissione in casa Forza Italia e afferma “da un certo punto di vista si fa chiarezza. Ora il governo può operare al meglio e con più efficacia “, il segretario del Pd poi aggiunge  “Non ci potranno essere spinte e ricatti se si applica la legge. Non c’è più il rischio che cada un governo se si applica solo la legge”. Forse queste parole metteranno in imbarazzo Alfano che si era comunque dichiarato leale al Cavaliere e che avrebbe portato avanti la sua battaglia per la giustizia?

Il Pd della Bindi: basta liti pensiamo ai progetti

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Rompe il silenzio Rosy Bindi dopo che l’elezione alla guida dell’Antimafia, aveva scaturito una marea di polemiche soprattutto nel Pdl. Ma poi, calato il sipario, la Bindi si concentra ora, sui problemi dell’esecutivo e sul congresso dei democrat. L’elezione del segretario è una tappa interna alla vita del partito, mentre il Governo Letta è in lotta per la sopravvivenza ogni giorno. Alla Stampa la Bindi ha dichiarato:

Prima, in verità, il Pd dovrebbe dire ai propri elettori che il Congresso che ha avviato non è né una farsa né un concentrato di irregolarità, non le pare?

«E infatti non è così: noi non meritiamo di essere raccontati come una caricatura. Stanno votando centinaia di migliaia di iscritti, i casi inquietanti in realtà sono cinque (Cosenza, Asti, Frosinone, Lecce e Rovigo) e un aumento delle iscrizioni – dopo il calo dell’anno scorso – è in parte fisiologico, considerata la stagione congressuale».

Tutto a posto, dunque?

«Non dico questo, ma nessuno dei casi in questione è riconducibile all’elezione del segretario nazionale. E comunque, bloccare il tesseramento è stato giusto: così si impedisce che, dentro o fuori il Pd, si possa dire che si sta inficiando il Congresso».

Inficiando forse no, ma sporcarlo – così da depotenziare la possibile vittoria di Renzi – forse sì. Lei pensa che qualcuno stia praticando un giochetto simile?

«Lo escludo totalmente. Le dico, anzi, che i risultati che maturano nei circoli ci fanno pensare a un Congresso vero e competitivo. Ora, però, il problema è far decollare il confronto tra i candidati – sui programmi, sul ruolo del Pd, sulla natura del partito – perchè se c’è una cosa che non possiamo permetterci è un calo di partecipazione alle primarie».

Ma un calo è dato per scontato…

«Non ci si può rassegnare a questo. Abbiamo un mese per discutere del partito e del Paese che vogliamo. Bisogna che i candidati animino un dibattito serio sul futuro, perchè sono mesi che siamo appiattiti sulle vicende di Berlusconi e sull’instabilità della stabilità del governo. Per quanto mi riguarda, farò la mia parte».

Ma se ha deciso addirittura di non schierarsi con nessuno dei candidati in campo!

«Però andrò a votare, e il documento che abbiamo proposto al dibattito del partito mi pare meriti attenzione. In quel documento diciamo che il Pd sostiene il governo ma non si identifica in esso; che la stabilità è un valore solo se produce risultati, riforme e azioni utili al Paese; e che non siamo disposti a sacrificare l’assetto bipolare del sistema politico italiano sull’altare della stabilità. Insisto: se non si affrontano i problemi, non è un governo di servizio ma un governo di durata… Insomma, ci sono molte cose da definire. Pensi a questa vicenda del Pse…».

Lei intende le critiche di Fioroni – e non solo – per l’affermazione di Epifani circa il fatto che «il Pd ha le sue radici nel Pse»?

«L’esperienza del Pd non si identifica con quella del Pse. Noi siamo – certo – nella metà del campo progressista, ma con l’intento di superare le tradizionali famiglie politiche europee. Non dobbiamo ridurre le nostre ambizioni e il nostro progetto. Ci sono tante forze progressiste nel mondo – dagli Stati Uniti al Giappone – che non si identificano nel socialismo. Dunque, ospitiamo pure il Congresso Pse a Roma: ma con la forza di chi sente di poter chiedere a quella famiglia politica di cambiare nome e orizzonte».

Per tornare al Congresso: crede che vincerà Renzi e che dopo – come molti profetizzano – ci saranno elezioni anticipate?

«Penso che questa ipotesi, in questo momento, non convenga a nessuno. Credo che Renzi abbia bisogno di tempo per stabilire un rapporto più stretto con il suo partito, e che se questo riesce anche lui ne trarrà maggior forza. Quanto alle primarie, sì: immagino vincerà lui. Ma nei congressi locali c’è una situazione quasi di parità con Cuperlo, il che vuol dire che ci sono ampi margini per una discussione vera. Per altro, il voto che stanno esprimendo i circoli ci dice che questo non è “il Pd di Renzi” e che Renzi non lo ha ancora né conquistato né convinto sulla base di un progetto che – per quanto mi riguarda – trovo ancora generico e non condivisibile soprattutto sulle politiche economiche e sociali».

Lei dice «il Pd di Renzi» così come una volta si diceva l’Ulivo di Prodi… Che effetto le ha fatto apprendere che il Professore non voterà alle primarie?

«Non mi ha meravigliato. E se vuole che gliela dica tutta, credo che dopo la vicenda dei 101 “franchi tiratori” Romano sia autorizzato a fare qualunque scelta. Provo una grande amarezza, naturalmente: ma anche per il fatto che su quell’inaccettabile episodio non vi sia stata un’analisi seria, un’autocritica ed un’assunzione di responsabilità».

Un’ultima cosa: sulla Commissione Antimafia. È sempre ai ferri corti con il Pdl?

«Mercoledì riuniremo l’ufficio di presidenza. Aspetto ancora la nomina del capogruppo del Popolo della Libertà in commissione e poiché molto tempo è passato, sento di dover rivolgere loro un appello: di fronte alla magistratura ed alle forze dell’ordine che continuano la loro lotta alla mafia, di fronte all’impegno di “Libera” e delle altre associazioni, dei parenti delle vittime e di operatori economici che non si arrendono, la politica non può restare indietro e mostrarsi inadempiente. È una responsabilità che dobbiamo sentire tutti, ed è per questo che attendo fiduciosa».

Non è un partito per giovani? Epifani: se Renzi vince non è il solo candidato premier

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Altro giro, altre regole, altre carte che vengono mescolate. Ormai sembra inarrestabile la corsa di Renzi alla segreteria del Pd e allora si deve cercare in tutti i modi di ostacolare almeno la Premiership. E così oggi Epifani rilasciando un’intervista a Maria Latella su SkyTg24 ha dichiarato Chi vincerà le primarie del Pd “sarà anche candidato premier”, ma non è detto che sia solo: “se concorressero altri, sarebbe giusto” farli entrare in gioco “perché si è fatto così nel passato”.

Così l’Huffington riportando l’intervista di Epifani scrive:

Letta, ad esempio? “Deciderà lui quando terminerà questa esperienza di governo, ma in via generale può essere, come anche per altri candidati”, ha risposto l’ex segretario Cgil. “Io vorrei che si assumesse tutto questo come un percorso fisiologico”, ha aggiunto Epifani. “Noi siamo orgogliosi di avere tante personalità che si stanno affermando”.

Sulla polemica riguardante un possibile secondo mandato da sindaco per Matteo Renzi, il segretario ha osservato che “fare il segretario del Pd è molto pesante”, ma serve anche guidare il partito “in modo nuovo, stando in mezzo alla gente”.

“Io tengo una posizione equidistante, dico quello che ho visto in questi mesi: fare il segretario è un compito molto pesante e oneroso, non è facile e semplice”, ha spiegato Epifani. “Ma penso anche che si debba fare il segretario di un grande partito in un modo nuovo, stando in mezzo alla gente. Questo lo capisco e vedrei bene questa possibilità, un segretario che sta in mezzo alle persone per rompere questa frattura tra cittadini e politica. Ma questo lo deciderà Renzi o gli altri candidati”.

Sempre rivolto a Renzi, un altro messaggio. “Renzi dice che le elezioni non sarebbero una catastrofe? In democrazia il voto non è mai una catastrofe ma in questa caso non serve al Paese”. Per Epifani, in questo momento “bisogna avere i nervi a posto e portare a casa questa legge di stabilità. La cosa peggiore che può capitare al paese è di considerare che tutto quello che è capitato non è servito. La gente cerca una indicazione”.

Dal segretario del Pd anche parole miste sulla legge di stabilità. Una legge che – secondo Epifani – “va nella direzione giusta”, “ma ha bisogno di avere un’anima, qualcosa che parli nell’interesse del Paese”. Per questo – ha aggiunto – è una legge che “deve essere migliorata in Parlamento”. Come? Puntando sulle chiavi di volta: investimenti, fiscalità più giusta, giù tasse su lavoro e impresa. E non certo – è la stoccata di Epifani al Popolo della Libertà – privatizzando le spiagge. “Ci sono beni pubblici fondamentali come le spiagge che è bene tenere nella proprietà di tutti”.

Il Pd non è un partito per giovani?

Frammenti di Pd!

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Nessun ripensamento e il Pd va in frammenti. “Penso che abbiamo agito correttamente”, così il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, a margine di un’iniziativa politica promossa da Gianni Cuperlo, risponde a distanza a Matteo Renzi sul caso Cancellieri.  E proprio sul sindaco di Firenze agiunge “mi sono dato un costume in questa fase di non entrare in discussione con i candidati”.

Le larghe intese cotte a puntino?

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Le larghe intese sono cotte a puntino? Sembra che il Governo di coalizione stia dando i suoi nefasti frutti. Il Pdl è a rischio scissione diviso tra chi vuole rimanere al governo e chi invece vuole andare a elezioni. Al centro c’è ancora la questione giudiziaria di Berlusconi, la copertura dell’Imu della seconda rata che stenta a trovarsi e un’economia stagnante che fa alzare gli indici di disoccupazione e peggiorare il Pil. La destra italiana è divisa poi tra falchi,colombe, pitonesse e leonesse, non manca davvero nessuno all’appello. L’esercito del Cavaliere disarcionato è al completo… pronto per essere servito in tavola dopo lo scontro finale per la decadenza. Dall’altra parte il Pd veleggia sulle correnti del Congresso e il tesseramento diventa un boomerang. Ed ecco che il timoniere Epifani vuole cambiare rotta e imprimere un passo diverso alla corsa per la segreteria, impedendo il tesseramento, ma dall’altra parte è pronto a sparare sulla barca “amica-nemica” Pippo Civati che afferma «Capisco l’appello di Epifani ma mi sembra che la risposta sia peggiore del danno. Io vorrei trovare una soluzione ma questa mi sembra possa essere controproducente anche perché così chi ha fatto un milione di tessere ha vinto», ha detto Civati. «Epifani, Cuperlo e Renzi sono d’accordo per fermare il tesseramento. Questa è una proposta tardiva e insufficiente. Le irregolarità si sono consumate nelle scorse settimane, 34 federazioni su 118, ovvero quasi una su tre, non hanno fornito dati sul tesseramento e sono da considerare, quindi, irregolari. La nostra proposta è di sanzionare il tesseramento selvaggio e chi ha violato le regole, senza penalizzare quelli che genuinamente scelgono di aderire al partito democratico». E anche a sinistra siamo cotti a puntino?

Eclissi di Sole domenica, ma dall’Italia sarà difficile ammirarla

Eclisse-anulare-tuttacronacaNon da tutta Italia sarà possibile godere dell’eclissi solare che avrà luogo domenica 3 novembre: l’evento astronomico, che si prospetta come uno dei più spettacolari dell’anno, sarà infatti pienamente visibile solo in nord America e in Africa centrale mentre verrà coinvolto molto marginalmente solo il sud del nostro Paese. Qui, sarà possibile assistere alla copertura di una porzione molto piccola del Sole. In particolar modo, il massimo del fenomeno si registrerà attorno alle 14.10 in Sardegna e alle 14.20 nel meridione, a Palermo il primo contatto sarà alle ore 13,50, il massimo alle ore 14.18. Stessa sorte ben buona parte dell’Europa, dove l’eclissi sarà visibile solo nella Penisola Iberica. Questo a causa della particolare posizione di Sole, Terra e Luna che offriranno agli sguardi una eclissi ibrida, vale a dire sia totale che anulare a seconda delle zone da cui si osserverà. L’eclissi inizierà infatti come anulare nell’oceano Atlantico occidentale per diventare totale nell’Atlantico centrale. Per osservarla nella sua totalità bisognerebbe trovarsi in una stretta striscia di terra, larga appena pochi chilometri, che attraversa diversi stati dell’Africa Centrale.

Pippo Civati: “Superare il sistema delle tessere”

Civati-tuttacronacaContinua la campagna elettorare dei candidati alla segreteria del Partito Democratico e Pippo Civati, durante un incontro ad Ascoli Piceno durante il quale è stato registrato un boom di presenze, ha dichiarato che “E’ ora di superare il sistema delle tessere. E’ una storia indecorosa che mi ricorda le tessere telefoniche prepagate”. Durante l’incontro, che per la notevole partecipazione di pubblico è stato spostato da una sala conferenze al vicino Palazzo dei Capitani, il dem ha anche sottolineato come “Il Pd deve compiere una battaglia tra le idee e non un conflitto tra persone”.

Il Pdl si scinde e Pd si separa? Botta e risposta tra Renzi ed Epifani

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Doveva essere la giornata di Renzi e lo è stata. A 360° il sindaco di Firenze ha parlato d’Italia, di futuro e di una “nuova” politica.

“Non siamo qui a fare un elenco di cose che non vanno ma a dire guardate com’è che l’Italia può andare se finiscono i piagnistei” e poi il sindaco ha aggiunto: “Due anni fa ci vedevano come degli asini che scalciavano, degli infiltrati. Noi siamo persone un po’ ingenue, talvolta un po’ polemiche ma che vogliono mantenere la semplicità”.

Parlando a una platea di circa 5mila persone, il sindaco di Firenze ha poi lanciato un’altra stoccata al suo partito dicendo che “il Pd fa i convegni sul lavoro, poi i dati sono quelli che sono: i disoccupati sono raddoppiati”.

E ha aggiunto: “O si cambiano i sistemi di valutazione di questi dati o non si arriva da nessuna parte”, commentando un intervento su twitter in cui si stigmatizzavano le stime positive sulla ripresa della Banca d’Italia “mentre poi la disoccupazione aumenta”. “Il modo migliore per combattere la povertà – ha precisato – è aumentare la ricchezza di tutti e non solo di alcuni, di questo sono molto convinto”.

“C’è tanta voglia di proporzionale. Ma noi la voglia di proporzionale la facciamo passare, perché bisogna sapere chi governa, servono le garanzie”, ha spiegato Renzi dopo che, nel suo intervento, il politologo Roberto D’Alimonte, si è detto contrario ad una riforma della legge elettorale in senso proporzionale.

“Cambiare o galleggiare?”così alla Leopolda, il segretario del Pd, Gugliemo Epifani che torna a parlare anche della Legge di Stabilità: “La crisi sta dividendo il Paese. Quando parliamo di dieci punti di Pil in meno e otto in meno di consumi sono medie, ma non ci raccontano la complessità dei problemi di questo Paese: c’è chi ha perso tutto il reddito e chi invece è andato avanti”.

Poi Epifani dà una botta al cerchio e una alla botte “Renzi è una persona che ha un consenso e un seguito, una persona forte, è uno di quelli con cui il Pd può candidarsi a uscire da questa situazione. Non abbiamo solo lui, ne abbiamo tanti questa è la nostra forza”.

“Non ho aumentato nessuno stipendio, seguito regole Cgil”

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Il segretario del Pd Guglielmo Epifani, intervistato da Le Iene, specifica la sua posizione e a chi gli chiede conto del fatto che nel 2004 quando era Segretario Generale della CGIL avrebbe ottenuto un aumento di stipendio del 18% risponde: “Ma io non ho aumentato nessuno stipendio. C’è una regola del Cgil e quelle si sono applicate”.

“L’aumento dello stipendio della Cgil chi lo decideva?”, gli chiede la Iena Filippo Roma ed Epifani risponde: “In quel caso la segreteria”. “Quindi lei? La segreteria, se stesso”. “No, in CGIL la segreteria è la segreteria. Il segretario è il segretario. Il direttivo è il direttivo. Nel senso che è un’organizzazione”, precisa il segretario del Pd.

“Rientra nelle regole che c’erano, punto e basta. È inutile che stiamo facendo una storia su niente”, conclude Epifani.

 Benvenuti in Italia!!!

Alfano bacchetta Letta ed Epifani e il circo ricomincia?

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Alfano bacchetta Letta ed Epifani: “Non accettiamo e non accetteremo ingerenze nel libero confronto del nostro movimento politico! E questo vale anche per il presidente del Consiglio e per il segretario del Partito Democratico”. E’ ricominciato il circo di attacchi incrociati? Quanto è durata la tregua “democristiana”? Il segretario del Pdl afferma “Stiamo lavorando, ciascuno secondo il proprio modo, per l’unità del partito e quello è per tutti noi l’obiettivo strategico”.

La crisi di Governo con gli occhi del Pd: Epifani dall’Annunziata

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La crisi vista con gli occhi del Pd. Epifani dall’Annunziata parla di “clima incandescente” e avverte che “Il Pd risponderà alla potenza di fuoco mediatica del Pdl dei prossimi giorni”. Nessun governicchio, nessun trasformismo o si governa o si torna alle urne.

Niente “governicchi” né “trasformismi” per Guglielmo Epifani. Il segretario del Pd, durante la trasmissione In Mezz’ora di domenica 29 settembre, condotta da Lucia Annunziata, prende posizione sulla crisi di governo: se non c’è una maggioranza seria, per Epifani il governo non si fa.

Il Parlamento deve fare i conti con gli ultimi avvenimenti, sottolinea Epifani: “Letta deve andare in aula come fece Prodi nel 2008”. Precedente storico di una crisi che, oggi da Napoli, ha evocato anche il Presidente Napolitano. “Il Pdl non ha voluto parlamentarizzare la crisi, è uno sgarbo istituzionale”. E secondo il segretario del Pd “in questa scelta c’è distanza dalle istituzioni”. Un voto parlamentare serve “perché può provocare dibattito nel centrodestra e penso che entro martedì sera ci sarà”.

“Quando il governo andrà in crisi, il Pd dovrà affrontare due problemi, due priorità per il Paese: la legge di stabilità e la riforma delle legge elettorale”, ricorda il segretario e per attuare questi due punti ci vuole una “maggioranza seria”. E conclude: “Vedremo se ci sarà la possibilità di fare un governo che persegua questi due punti”.

Ecco le regole per le primarie: resta automatismo premier – segretario

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La rivoluzione non c’è stata. Si è scelta la linea soft e la direzione nazionale del Pd ha votato compatta all’unanimità il regolamento per il congresso. L’unico contrario è stato Nico Stumpo, che molti hanno definito astenuto. E’ stato proprio l’ex responsabile organizzativo a dichiarare;

”Non mi sono astenuto, Ho votato a favore, ho lavorato per due giorni per l’unanimità e se il clima e’ che qualcuno si prodiga a far sapere notizie false siamo in presenza di cialtroni”.

Toni tesi da parte di Stumpo, mentre il regolamento del congresso ha trovato un accordo che ha trovato favorevoli anche Civati e Pittella che pur non avendo rappresentanti in commissione si sono detti favorevoli alla linea adottata dal partito.

Quali sono le regole?

  • Vota anche chi si iscrive il giorno del voto
  • La convenzione nazionale si terrà il 24 e il 25 novembre quando ci sarà la presentazione delle liste.
  • Le Primarie sono previste per l’8 dicembre
  • Resta l’automatismo candidato premier – segretario

Le regole passate oggi in direzione sono in pratica le medesime del 2009, con l’eccezione dell’integrazione “renziana” di iscriversi e votare il giorno stesso.

Se l’obiettivo di oggi era recuperare credibilità e compattezza sembra proprio che il Pd in vista dell’ormai quasi inevitabile crisi di governo abbia voluto dare un forte messaggio ai suoi elettori.

 Ad aprire le danze oggi a Largo Nazareno è stato il segretario Guglielmo Epifani. «Forse – ha spiegato davanti ai suoi – abbiamo parlato troppo di regole. Ma le regole sono sostanza. Ce lo insegnano anche le vicende politiche di questi giorni. Sono soddisfatto del percorso dal basso. Avrei preferito meno sospetti tra di noi. Quello del Pdl è stato un tradimento verso l’Italia, un colpo alle spalle di Letta. Si sta scherzando con il fuoco, la situazione può sfuggire di mano».

Il segretario ha lanciato l’idea di riconvocare una direzione permanente in vista dei precari equilibri del governo. Plauso unanime a Giorgio Napolitano e poi si è rivolto alla squadra Chigi: «Sono importanti le scelte che il governo sta per varare: meno fisco soprattutto su lavoro e imprese, bisogna dare ossigeno all’azione dei comuni, favorire gli investimenti, mettere risorse e strumenti per recuperare coesione sociale. Bloccare ora l’azione del governo vorrebbe dire bloccare l’accelerazione della ripresa».

Pentola a pressione nel Pd: divisi su regole, premier e segretario

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L’assemblea del Pd, nel suo secondo e conclusivo giorno, assomiglia molto a una pentola a pressione.

«La crisi non è crisi del modello della destra, cui dobbiamo corrispondere con la nostra proposta. La crisi» della politica «interpella tutti noi. In questi 20 anni abbiamo governato anche noi, ci siamo stati anche noi. Se non siamo in grado di interpretare il cambiamento è un nostro problema», così Matteo Renzi, mette in chiaro alcuni tasselli fondamentali della sua politica e della sua idea di partito democratico all’assemblea Pd. Il sindaco di Firenze ha poi aggiunto «Continuiamo a parlare del nostro piccolo mondo, delle tv. Ma rispetto a 18 anni fa il mondo della comunicazione è cambiato. I nostri talk show pieni di politica arrivano a percentuali da prefisso telefonico, segno evidente che la nausea di chi è dall’altra parte del video sta crescendo». Renzi poi gioca il ruolo dell’ottimista e dei sogni realizzabili  «Sono qui per dirvi che sogno un partito democratico che abbia l’ambizione di governare il Paese e, lo dico a Fassina, di governare l’Italia da soli» perchè «la linea la dobbiamo dare noi». Poi come già era successo quando vinse Bersani, Renzi afferma ancora una volta la sua volontà di lottare fino alla fine e poi chi perde si mette al fianco del vincitore per sostenerlo contro l’avversario «Se dovessi essere sconfitto sarei in prima fila, accanto a Gianni» Cuperlo

Con la candidatura alla segreteria, il sindaco parla di una nuova visione «inizierò un percorso di abbattere dei tabù, anche i nostri», e poi sottolinea  «Se abbiamo il coraggio di fare un dibattito serio, ci sono dei tabù che vanno abbattuti. Continuiamo a definirci partito dei lavoratori, ma i lavoratori non votano più o per noi». Analizziamo la sconfitta elettorale o «dobbiamo far finta che non ci sia stato niente nel nostro passato?», domanda. «Fino ad oggi c’è stata un’attenzione spasmodica su regole, procedure» per il congresso del Pd, «che sottintende una visione tutta basata su quanto dura il governo, chi fa questo o quello, e anche su legittime aspirazioni personali non inserite però in una scelta strategica». «Può succedere che Berlusconi dica parole che noi condividiamo, che il gruppo dirigente del Pd condivida…», ha aggiunto Renzi riferendosi al fatto che il Cav lo ha definito un ambizioso battutista.

Renzi, nel suo discorso a 360 gradi tocca anche la tassazione e il fisco «L’ Imu è un modello di assoluta miopia. Ma come, hai un sistema fiscale che è il peggiore di Europa e non sei nelle condizioni di fare una riforma ampia» e poi si lascia andare a quel che brucia ancora sulla pelle dei democrat «Sono venti anni che consentiamo a loro di dettare l’agenda» e quindi sferra il colpo finale «L’Imu è l’emblema straordinario di un modello che dice che loro non fanno pagare le tasse e noi sì, ci siamo cascati» per poi tornare sulla progettualità di uno Stato diverso «Se siamo in grado di dettare l’agenda e spiegare che non siamo solo quelli che tassano, siamo credibili, se stiamo a rincorrere la nostalgia, noi perdiamo l’occasione di cambiare… Abbiamo bisogno di un modello di partito in cui non solo il Pd sia capace di imporre una linea, ma rifiuti la logica della bandierina, che è quella che anima il Pdl sull’aumento dell’Imu», aggiunge tra l’altro il sindaco di Firenze.

Il colpo non tarda ad arrivare neppure per il Premier Letta «Lo dico a Enrico», che va sostenuto, ma «sostenere» sullo sforamento del deficit-Pil che «compito del governo è farsi carico di un problema che deriva dall’instabilità politica è ingiusto. È antipolitica». «Se si è sforato», ha sottolineato Renzi, anche se di uno 0,1, «o si ha il coraggio di dire che quei parametri vanno rivisti» o «si rientra con l’Imu» o con altre politiche. «Il Pd sarà in grado di vincere solo se sarà in grado di dire parole nuove e che profumano di speranza e se sarà in grado di collegare le parole che dice ai fatti. In questi venti anni c’è stata totale lontananza tra quello che abbiamo detto alle elezioni e quello che abbiamo fatto. Ci vuole la coerenza e il coraggio della politica».

Quei maledetti articoli 3 e 18 che continuano a bollire in pentola sembrano sul punto di far scoppiare l’intera assemblea.

L’articolo 3 farebbe in pratica eliminare l’automatismo per cui il sottosegretario è anche candidato premier, con la cancellazione della parte che prevede che il segretario sia proposto dal partito per Palazzo Chigi. Contestualmente, all’art. 18 si prevede che il candidato alla premiership sia scelto attraverso primarie di partito o di coalizione alle quali partecipano oltre al segretario altri iscritti al Pd.

I veltroniani e i bindiani a questo compromesso non ci stanno. Soddisfatto, invece Pierluigi Bersani che tuttavia rimarca come sia tecnicamente «non semplice» la gestione del compromesso, facendo probabile riferimento anche alla parte in cui si prevede che i Congressi provinciali e di circolo si svolgano prima di quello nazionale stabilendo allo stesso tempo che i segretari regionali siano eletti con primarie aperte anche agli elettori ed entro il 31 marzo 2014.

Il termine ultimo per le candidature per la segreteria nazionale è stabilito invece per l’11 ottobre. Per la sua elezione la commissione conferma l’attuale Statuto, prevedendo la «possibilità di iscrizione all’albo degli elettori anche al momento del voto» con una quota di partecipazione suggerita di 2 euro. Tutte disposizioni che sembrano accontentare i renziani. «Pensare di arrivare all’Assemblea senza un accordo sarebbe stato un errore. Abbiamo trovato credo un buon compromesso», è il parere di Lorenzo Guerini.

Un compromesso per rifondare un partito dalle origini o altra legna sul fuoco su cui scontrarsi? La pentola a pressione continua a bollire, chissà chi disinnescherà l’ordigno?

Rosy Bindi all’assemblea del Pd: “rispettiamo troppo questo governo”

bindi-direzionepd-tuttacronacaSi sta svolgendo l’assemblea nazionale del Pd, oggi, e Rosy Bindi presenta il suo pensiero: “Se c’è un problema in questo momento, è che siamo troppo rispettosi” verso l’esecutivo, “proprio perché alla sua guida c’è un nostro esponente”. Ha quindi spiegato: “Come dice il premier questo non è il nostro governo. Non serve un partito ripiegato nella costruzione di se stesso, ma che costruisce se stesso per essere sempre più forza nel proprio governo, non in quello delle larghe intese”.

Quel maledetto Congresso all’Immacolata e Renzi spera che non sia a Natale

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Si arriva in assemblea e non ci sono regole, eppure si discute da mesi su quale debbano essere, ma l’accordo non è stato trovato. Così Pippo Civati, uno dei candidati alla segreteria del Pd, arrivando all’Assemblea Nazionale del partito ha sottolineato  “Ho chiesto anche al segretario Epifani di occuparsi di tesseramento – ha aggiunto Civati -, o parliamo di sostanza e contenuti o questo partito non esisterà più”.

Intanto Cuperlo ha i suoi problemi con Renzi. Un caffé?  “Se me lo offre sì, anzi no: lo pago io”, che poi ha aggiunto “Non è obbligatorio litigare, ma si discute seriamente perchè la discussione è necessaria e utile quando è seria”.

Poi arriva anche Bersani “Partire dal basso è la cosa giusta. C’è una nobiltà in questa discussione che non riguarda solo il Pd ma l’Italia. È da 20 anni che giriamo attorno a partiti personali. Di questo stiamo discutendo non di una settimana, io lo faccio domani mattina il congresso”.

Ma quando lui era segretario la pensava allo stesso modo?

Il congresso all’Immacolata, lo annuncia Epifani, intanto Renzi, ospite di Otto e mezzo, si augura che non sia a Natale: “Basta che non sia Natale, abbiamo già perso l’Immacolata Concezione…. Non so se comincia la corsa”, verso la segreteria democratica, “vediamo se il Pd farà rapidamente le primarie perchè qui c’è un Paese che soffre di percentuali pazzesche”.

Enrico Letta presenta “destinazione Italia” e parla di Carosello

enrico-letta-tuttacronacaIl premier Letta, illustrando il piano Destinazione Italia, che ha come obiettivo proprio quello di attrarre investimenti stranieri, ha affermato che “Il nostro Paese ha un drammatico bisogno di investimenti esteri” che al momento hanno “cifre troppo basse”. Con il piano il governo vuole “dare un segnale molto forte al mondo per fare investimenti economici e finanziari” nel nostro Paese. Il premier ha spiegato: “Cominceremo immediatamente una consultazione pubblica con i soggetti istituzionali e pubblici”.  ‘Destinazione Italia’ è un “modo per agevolare e semplificare” gli investimenti stranieri nel nostro Paese e prevede “50 misure” molto “secche e semplici” per “risolvere i problemi più grossi che le imprese” incontrano venendo in Italia. Letta ha proseguito sottolineando che gran parte degli interventi riguardano la “burocrazia, i problemi del fisco e le questioni infrastrutturali”, come “il piano per gli aeroporti e le questioni delle bonifiche”.  Con il Piano si vuol far comprendere che per attrarre investimenti il Paese “non è nè outlet, che svende tutto a prezzi bassi, ma neanche Fort Apache, solo a difesa”. C’è anche un capitolo dedicato al Mezzogiorno, in cui viene indicato “come accompagnare gli investitori di fronte all’ aggressione implicita o esplicità della criminalità”. Il premier ha tenuto a sottolineare cheCome vedete noi stiamo lavorando in modo, molto concreto e attento per gli italiani e non ho nessuna intenzione che si creino cortocircuiti su questi temi”. E ancora: “Vedo che c’è la volontà di usare il governo come una specie di punginball, tutti se le danno di santa ragione…”. Poi una parentesi per Carosello:  “Per cui lavoriamo e continuiamo a farlo, L’unica immagine che mi è venuta in mente è un’immagine di quando ero bambino e vedevo Carosello e c’era una pubblicità che era molto efficace e carina che è rimasta nella memoria di quello che diceva ‘Non c’ho scritto Jo Condor in testa’. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c’ho scritto Jo Condor in testa, l’ho imparato da bambino. E al momento opportuno lo dimostrerò nel senso che giocheremo all’attacco”.  Con il piano ‘Destinazione Italia’, “inizia un percorso di privatizzazioni” di cui si parlerà anche nella nota di aggiornamento del Def, ha annunciato Letta, puntualizzando che il percorso riguarderà “cose che è giusto privatizzare perchè non sempre privato è meglio del pubblico», come si è visto in esempi passati.  Quello delle privatizzazioni, ha spiegato Letta, «sarà un tema dell’autunno. Al ministero dell’Economia ci stanno già lavorando”.

Lo “sfregio” di Brunetta

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Il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta commentando il voto della Giunta del Senato che ha bocciato la relazione Augello segnando un primo passo, di fatto, verso la decadenza di Silvio Berlusconi, si è espresso in questi termini: è stato uno “sfregio” e poi ha aggiunto “la Giunta per le elezioni del Senato ha sfregiato con questo voto il proprio decoro istituzionale. Uno strumento altissimo della democrazia ha ferito insieme democrazia e giustizia. Nell’auletta del Senato si è espressa una maggioranza diversa da quella di ‘larghe intese’ su cui si regge il governo Letta. Questa composta da Pd-Sel-M5S-Scelta Civica proporrei di chiamarla di ‘basse intese’” e ha concluso ”Fin qui, ci tengo a sottolinearlo, non è un commento, ma la cronaca di quel che è accaduto in questi giorni e ha avuto stasera la sanzione di un voto. Non resta che confidare nella saggezza e nella libertà di coscienza dell’Aula per riparare al torto dell’applicazione incostituzionale di una legge confusa. In sede di commento, esprimo l’amarezza mia e di tutti i deputati del Popolo della Libertà per il veemente e coordinato attacco contro Berlusconi pallidamente mascherato da atto dovuto”

Bocciata la relazione di Augello… Decandenza non prima di metà ottobre

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Bocciata la relazione Augello con 14 voti contrari, a favore il solo relatore. Il nuovo relatore, dopo il no alla mozione Augello, è il presidente della Giunta Dario Stefàno, di Sel. A lui spetterà il compito di stendere una nuova relazione. Per la decadenza di Berlusconi, che dovrà passare anche per il Senato, tempi comunque non brevissimi. Difficile che l’Aula di Palazzo Madama si pronunci prima di metà ottobre. Tutto rinviato, il tunnel è ancora lungo, ma si inizia a vedere la luce?

 

Decadenza di B.: pregiudiziali respinte e l’esercito invade via del Plebiscito

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Pregiudiziali respinte, il Pdl lascia l’aula chiamandosi ora Forza Italia. Ma il risultato non cambia: le questioni preliminari della relazione Augello sono state respinte con 14 no e 9 si la prima; 14 no e 9 si la seconda. I senatori del Pdl hanno lasciato la Giunta per protesta.

 L‘Esercito di Silvio “invade” via del Plebiscito. Succede nella serata di mercoledì 18 settembre, poco prima del voto della giunta sulla decadenza e poco dopo il videomessaggio diffuso dall’ex premier in cui si annuncia il ritorno di Forza Italia.

Per dare sostegno al loro leader i coordinatori dell’ “Esercito di Silvio” sono in via del Plebiscito con bandiere, un palloncino e tanti adesivi sulle giacche. Le bandiere sono sia dell’Esercito di Silvio e sia di Forza Italia.

“Siamo i coordinatori dei vari reggimenti sparsi per l’Italia, ovvero i club della Libertà – spiega il fondatore dell’Esercito di Silvio, Simone Furlan – veniamo dalla Toscana, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dalla Campania. Qui stasera siamo una cinquantina, soltanto una rappresentanza. Volevamo manifestare davanti al Senato ma per problemi di ordine pubblico non c’è stato consentito e così siamo venuti davanti all’abitazione di Berlusconi. Rimarremo qui – conclude – fin quando ci sarà il voto della Giunta delle Autorizzazioni”.

Ogni tanto dal piccolo gruppo, controllato da un cordone di forze dell’ordine, partono dei cori: “Silvio, Silvio” oppure “Silvio c’è”.
La manifestazione di solidarietà, è iniziata, secondo gli organizzatori alle 20,40 e si concluderà, poi, con una visita della nuova sede del partito in San Lorenzo in Lucina.

L’ora X: riunita la Giunta per la decadenza di B. Pdl fuori prima del voto

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I “Commissari” dovranno pronunciarsi sulla relazione di Andrea Augello (Pdl) che propone la convalida dell’elezione di Berlusconi nonostante la sentenza di condanna per il caso Mediaset. Malan (Pdl) entrando afferma “Le premesse purtroppo non sono per nulla buone” e poi aggiunge: “Speriamo, almeno in questa occasione, di avere un ascolto vero e che non vengano dichiarate manifestamente infondate la questione di costituzionalità delle norme e quella della loro congruità con la normativa Ue”.

Prima di entrare in Giunta, Stefania Pezzopane (Pd) ha dichiarato  “Dovrebbe essere una riunione non lunga: interverranno i capigruppo e poi il voto. Non sbrodoliamo questa situazione imbarazzante per il Paese” e poi ha aggiunto “Il discorso di Berlusconi è da anarco-insurrezionalista. E’ uno stalker del governo, più minaccioso nei confronti dei suoi ministri”.

E’ stato deciso poi che il Pdl lascerà l’aula prima del voto.

Intanto la Lega Nord annuncia che voterà “sì” alla relazione di Augello che propone la convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi nonostante la condanna definitiva a quattro anni di carcere per la vicenda Mediaset. A confermarlo, nel corso della sua dichiarazione di voto, è Erika Stefani.

Il calendario della Giunta: mercoledì al voto!

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La Giunta per l’immunità del Senato ha accolto all’unanimità la proposta del presidente Dario Stefano di votare mercoledì sera. Questo è il calendario dei lavori: lunedì, dalle 15 alle 20; martedì, dalle 9 alle 14; mercoledì, dalle 20.30 in poi dichiarazioni di voto e voto.

Quello strano rebus che si sta consumando nella Giunta!

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E’ la seconda seduta della Giunta del Senato  che dovrà decidere sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi. Stasera si è avviata una “discussione unica” sulle questioni pregiudiziali presentate ieri dal relatore Andrea Augello del Pdl. Prima della discussione c’è stato comunque spazio per una quarta questione regiudiziale che sarà presentata dal senatore del Pdl, Lucio Malan. Dario Stefano, presidente della giunta, prima di entrare ha risposto ai giornalisti che lo attendevano fuori da Sant’Ivo alla Sapienza e riguardo ai tempi per votare la decadenza del senatore Berlusconi ha risposto semplicemente “Resto a quello stabilito ieri”.

Andrea Augello parlando con i giornalisti ha espresso tutta la sua incertezza: “Dobbiamo aspettare la fine della riunione per capire quello che succederà, perché ci troviamo, come ho detto due volte, in un vuoto regolamentare”.

Intanto si è anche appreso che Enrico Letta ha incontrato nel pomeriggio a palazzo Chigi il vicepremier Angelino Alfano e gli altri ministri del Pdl. Sembrerebbe che la crisi di Governo da questo colloquio sia stata scongiurata e che ci possano essere le condizioni perché il governo vada avanti.

Intanto los contro in Giunta si ha sin dalle prime battute quando Augello deposita un’integrazione di 25 righe, nella quale specifica che i documenti presentati ieri non sono da intendersi come pregiudiziali, ma come questioni preliminari alla relazione. Contestualmente chiede che si svolgano 4 singoli voti – uno per ogni questione preliminare e uno per la relazione – alla fine della discussione generale. Ciò allungherebbe i tempi e farebbe slittare il voto.

Nelle tre cartelle consegnate questa sera alla Giunta per le Immunità del Senato dal relatore sul caso Berlusconi, Andrea Augello, trapela che non c’è stata nessuna proposta sulla decadenza o meno del Cavaliere. Si sottolinea solo come la cosiddetta legge Severino dovrebbe semplicemente ispirarsi al recepimento della normativa europea sul fronte dell’anticorruzione senza nessuna integrazione ulteriore come quella della delega.

Qui è possibile visionare l’integrazione del relatore Augello

Il Pd insiste però sembra insistere sul voto unico. C’è quindi scontro all’interno della Giunta e anche il socialista Buemi chiede un’unica votazione. Per Felice Casson, per esempio, riferiscono fonti parlamentari, si deve invece partire dalla proposta di convalida. Intanto sul Twitter del M5S al Senato si legge:

A cui segue:

Mentre sono in corso i lavori della giunta Epifani scrive su Facebook: “Di fronte all’interruzione di un governo di servizio, noi avremmo il dovere di renderne un ultimo al Paese: cambiare questa legge elettorale, piena di problemi e che non offre ai cittadini possibilità di scelta”.

Intanto a Matrix, Epifani afferma “La legge è uguale per tutti e quando c’è una sentenza si applica se in uno Stato non fosse così ci sarebbe solo la legge della giungla”

Intanto in giunta si assiste a un nuovo “blocco”. A quanto si apprende, il relatore Andrea Augello avrebbe preso tempo di fronte alle richieste insistenti di presentare le conclusioni.

Mentre c’è l’impasse alla Giunta su Canale 5 a Matrix Epifani dichiara: “Mi fido di quello che hanno deciso i giudici, considero la sentenza veritiera, equilibrata e giusta e poi in ogni caso le sentenze definitive devono essere rispettate”.

Intanto arriva anche un nuovo tweet del M5S:

Durante un pausa dei lavori  è il senatori del Psi Buemi che si lascia avvicinare e afferma “Ci sarà un voto unico sulla relazione nella quale sono state inserite, come punti di discussione, anche le pregiudiziali presentate dal senatore Augello” che poi ha spiegato “si è convenuto di far riferimento all’Art.10 primo comma del regolamento. Esso prevede che il relatore debba proporre la decadenza o la conferma del senatore al termine della relazione. E’ già un risultato importante perchè abbiano raggiunto una buona convergenza”. E poi ha  concluso “credo che questa sera non arriverà alcun voto”.

Anche Casson, durante la pausa riferisce sull’andamento dei lavori della Giunta: “Il relatore Augello non ha ancora sciolto la riserva, non ci ha ancora detto quale è la sua proposta. Si sta discutendo. Non si sa ancora se sono questioni pregiudiziali o preliminari”.

ARRIVA LA PROPOSTA DI AUGELLO:  il Cavaliere non decada.

E’ incardinata la discussione generale sulla decadenza di Silvio Berlusconi con la proposta del relatore Augello di una convalida della sua elezione. Lo annuncia la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, uscendo dalla Giunta per le elezioni, intanto si apprende anche che le pregiudiziali presentate nella scorsa seduta sono state ritirate.

La discussione continua giovedì alle 15.

Se questo è il Pd… Epifani e Bertinotti, in un club esclusivo

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C’è chi si riunisce in sezione, chi al sindacato, chi in pizzeria, chi al bar… chi al circolo! Qui la quota d’iscrizione è di 30mila euro, la retta annuale 3.500. Il circolo “Antico tiro a volo” è uno dei più esclusivi di Roma, il suo presindente Michele Anastasio Pugliese – durante la trasmissione Presa Diretta di Riccardo Iacona sui ricchi e sui posti esclusivi che frequentano – si è lasciato “sfuggire” che il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, è tra i soci.

“Nulla di vero” ha ribattuto l’ex sindacalista. “No faccio parte di questo circolo né di altri”.

Il Fatto Quotidiano pubblica l’ultima puntata della saga. E scopre che in realtà il circolo Epifani lo frequenta da tempo. E lui alla fine conferma.

“Il segretario del Pd festeggiò in questi luoghi incantati, non certo da fabbrica di periferia, i suoi sessant’anni (marzo 2010) e ci è tornato, almeno un paio di volte a stagione per pranzare o cenare con la moglie. L’ha raccontanto Pugliese che si è scusato per l’errore a Presa diretta. E l’ha confermato Epifani che ci tiene a precisare per far intuire la distanza che lo separa da un gioiello (di lusso) simile, che un pasto può sfiorare 35 euro: “Ma non faccio sport, ci vado qualche sera. Cercavo un posto a modo per un rinfresco con gli amici”.

Negli anni hanno partecipato anche altri politici a feste ed eventi del circolo, ecco uan carrellata di immagini relative a diversi esponenti, non solo del Pd, ma anche di altre forze politiche, e foto del circolo:

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Insomma Epifani ci va, ma non è socio. E come ogni non iscritto non potrebbe accedere ai locali. Ci va perché gode, si legge sul Fatto Quotidiano, della reputazione di uomo “molto referenziato”, e Pugliese rivendica la consumata amicizia e “simpatica con la moglie del capo democratico.

Epifani non è l’unico c’è anche un video, tratto da Presa Diretta del 02-09-2013 che testimonia la presenza di Bertinotti all’interno del circolo:

La dolce vita del Pd?

I nostri 7 giorni: tra il caldo afoso e le notizie che fanno raggelare

7-giorni-tuttacronacaClima altalentante in Italia questa settimana, sotto tutti i punti di vista. Il meteo che prima ci ha stritolati in una morsa di caldo record ha ceduto il passo a violenti nubifragi e trombe d’aria salvo stabilizzarsi in questo week-end tornando alle temperature medie stagionali. Forse non ci saranno molti italiani in vacanza (anche se i conti si faranno a fine stagione, visto che al momento sembrano non tornare), di sicuro tutti sono preoccupati di quanto sta accadendo (o accadrà) al governo. Il Pd ancora brancola, in attesa di un congresso che dovrà decidere del futuro del partito, ma continua la “sfida” con il Pdl, con anche Epifani che ha espresso la sua opinione riguardo la condanna di Berlusconi. Da parte sua, il leader del Popolo della Libertà, forte dell’appoggio dei suoi che gli si sono stretti attorno (con la Biancofiore che è arrivata a dichiarare alla Bbc che gli italiani lo amano) prosegue per la sua strada pensando al futuro: che torna a prendere il nome di Forza Italia. Ma nel frattempo deve fare i conti anche con i suoi detrattori, perchè se il suo gruppo continua a ripetere che dieci milioni di italiani lo appoggiano, dopo la sua sentenza voci che lo vorrebbero fuori dal panorama politico arrivano anche dall’estero. Anche se ora più che fare i conti con la sentenza li si fanno con il giudice Esposito, al centro di una bufera per aver rilasciato un’intervista al Mattino in cui anticipava le morivazioni. Ma se tra i politici il clima è rovente, i cittadini raggelano al pensiero di quello che potrebbe accadere qualora in aula non riuscissero a trovare un accordo: in caso di caduta di governo, infatti, secondo la Cgia di Mestre ci potrebbero essere fino a 7 miliardi in più di tasse.

Caldo&Freddo_tuttacroancaMa il clima è caldo anche per le proteste: se i No Tav operano al Nord, nel Salento sono attivi i No Tap che manifestano contro i tubi del gasdotto che dovrebbero arrivare nella loro terra. E se l’impatto ambientale si scontra con la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, in altri ambiti a far discutere è l’atteggiamento delle persone. Razzismo o incomprensione linguistica? Si è discusso di quanto accaduto a Oprah Winfrey che, volendo acquistare una borsa è uscita dal negozio a mani vuote perchè, secondo la sua versione, la commessa avrebbe detto che era “troppo cara per lei”. L’accusa di razzismo è scoccata e la commessa ha risposto dando la sua versione. Due diverse verità che, però, non placano gli animi degli schierati. Quello che invece sembra mettere tutti d’accordo sono le foto e il video che Rocco, il figlio 13enne di Madonna, ha postato della famosa madre. La popstar in versione “nature” che forse ce la fa sentire “più vicina”, sicuramente più umana! E se ha perso l’aura di perfezione anche lei, non ce la possiamo certo prendere se anche le telecamere non sono infallibili: a Genova un ragazzo con uno zaino sulle spalle è stato confuso per un motorino. Il motivo? Alla sua sacca aveva cucito la targa di un vecchio scooter! Insomma, non tutte le ciambelle riescono con il buco… così come non tutti i palazzi sono privi di difetti. La Spagna insegna: qui un palazzo di 47 piani è privo di ascensore! A volte serve scoprire anche questi fatti, per non essere travolti da tutto quello che accade al mondo. E se ancora “soffriamo il caldo”… forse dovremmo infilarci in testa il guscio di un cocomero: in Cina per tenere al fresco i bambini lo fanno. Altrimenti cosa resta da fare? Arrenderci e restare in attesa: prima o poi, questo clima rovente cederà il passo…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Elezioni in autunno? Di congresso oggi non si parlerà in Direzione Pd

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E’ scomparso dall’ordine del giorno. Si sono perse le tracce del Congresso. Oggi in Direzione Pd ci sarà solo la relazione di Letta. L’Odg parla chiaro: ”Situazione politica: relazione del segretario”.

Una sorpresa che ha dentro l’amarezza di una spaccatura. Renzi, ieri, ha rotto il silenzio stampa e aveva dichiarato la sua volontà a candidarsi segretario. Il ragazzo va arginato? Sicuramente le frasi di ieri, del sindaco di Firenze hanno pesato nelle orecchie di Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e dello stesso Epifani.

Forse del Congresso parlerà Epifani nella sua relazione… ma a questo punto l’attenzione sembra rivolta altrove. Sembra che ci sia una guerra aperta tra coloro che hanno come unico scopo quello di  prepararsi alle elezioni e rimandare a data da destinarsi la leadership e invece chi vuole un segretario forte prima di andare alle urne.

Di nuovo sul ring Pd e Pdl: scontro tra Epifani e Bianconi

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L’intervista shock rilasciata dal Guglielmo Epifani al Corriere della Sera ha rimesso sul ring Pd e Pdl. Scontro dopo scontro sembra che il governo Letta sia condannato a logorarsi sotto la scure dei continui veti incrociati che partono da destra e sinistra dopo che la sentenza della cassazione ha definitivamente condannato Silvio Berlusconi.

Questa l’intervista del segretario Pd al Corriere:

Berlusconi deve fare un passo indietro?
«Quello che è giusto fare e che avviene normalmente. Come ha detto lui stesso in quel video. Negli Usa cosa sarebbe successo? Nei Paesi democratici c’è una severità enorme nei reati fiscali e societari».

E la stabilità del governo?
«Il principio di legalità in uno stato democratico viene prima di qualsiasi valutazione politica».

Anche prima dell’esecutivo?
«È il fondamento. Se annulliamo legittimità e legalità non c’è più nessun caposaldo, per questo bisogna avere una linea rispettosa ma anche molto ferma. Io non vedo altre strade».

Il Pdl ha intravisto un’apertura nelle parole di Napolitano.
«A me invece è parso assai chiaro, ha detto “non forzate le mie parole”. Non lo si tiri per il bavero, lo si lasci fuori. Lo dico anche a Grillo, le cui parole ritengo inaccettabili e intollerabili».

Se si andasse al voto, il Pd avrebbe tutto da guadagnare…
«La nostra convenienza è la convenienza del Paese. Come insegna la vicenda del governo Monti, a noi semmai si può rimproverare un eccesso di responsabilità. Ma un partito non personale è questo, è una forza che si assume la responsabilità. Dopodiché il nostro problema è  che il governo non tiri a campare e sia messo in condizione di agire, per questo ci vuole fermezza. È una scelta che non subiamo, ma che vogliamo. Non ci facciamo tirare la giacca. Non ci facciamo condizionare da vicende, che pur avendo una grande rilevanza, non sono il cuore della scelta che il Paese ci chiede. Qualche timido segnale di decelerazione c’è, ma da qui a fine anno la crisi toccherà il fondo…».

Un governo di larghe intese non rischia di avere le mani legate?
«Il governo ha le mani legate dal peso del debito, dalle scelte dell’Europa che non si smuovono da una linea di austerità e dalla eredità del governo di centrodestra, che ha assunto il fiscal compact e l’obiettivo del 3 per cento nel rapporto deficit pil. Se si ragiona entro questo limite le cose che il governo sta facendo, con poche risorse, sono tutte buone. Piccole cose, intendiamoci. Ma dopo anni di tagli, il provvedimento su cultura e spettacolo è un’inversione di tendenza. Ora dobbiamo chiedere uno sforzo ancor più grande per dare impulso all’occupazione e agli investimenti».

E il Porcellum?
«Due cose dobbiamo fare, il conflitto di interessi e la legge elettorale. Da settembre avanti tutta».

Il Pd ha paura che Renzi faccia il segretario?
«Il segretario lo decidono gli iscritti e i nostri elettori, che si registreranno all’albo delle primarie. Le regole saranno rispettose di tutti. Le primarie saranno aperte, anche se ovviamente quelle per il premier lo sono di più, perché è un altro campo di gioco».

Lei si candida?
«No, lo confermo. Sono abituato a mantenere la parola».

Dopo le parole del segretario Pd, immediata monta la polemica negli ambienti di centrodestra che non mancano di commentare le parole del segretario Epifani, così D’Alessandro: “Gugliemo Epifani è un irresponsabile e un provocatore che cerca la crisi di governo senza intestarsela”, afferma l’esponente del Pdl, Luca D’Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera.Brunetta:  “Il segretario, sia pure transitorio, del Partito democratico ha esplicitamente messo in conto la fine delle larghe intese. Oltre tutto in riferimento a una questione che non è compresa nel programma di governo e su una vicenda delicata, di cui non si può non avvertire la rilevanza democratica, a seguito della quale sia Silvio Berlusconi che il Pdl hanno già escluso riflessi sul governo, assicurando la continuazione del loro impegno”.

Bianconi, Pdl: “Guglielmo Epifani, già segretario generale della Cgil e oggi segretario pro tempore del Pd, ci inonda di sciocchezze. Fra i miei colleghi di partito c’è chi si indigna o chi si arrabbia. Io no. Mi viene sempre in mente la frase di Bettino Craxi: i sindacalisti quando fanno i sindacalisti sono dei grandissimi rompicog***ni, quando entrano in politica restano dei grandissimi cog***ni”.

Il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, commenta così la vicenda: “Le dichiarazioni di Epifani tendono a incendiare il clima politico nel momento in cui bisognerebbe rasserenare il clima. Non è una provocazione ma quasi. Non abbiamo bisogno lezioni da parte da nessuno”.

Segreteria pd: Civati si candida, Renzi ci pensa

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“Attenderò l’ufficializzazione delle regole per eleggere il segretario” e “a settembre deciderò. Anzi decideremo insieme. Io e molti altri sindaci di tutta Italia”. Con questa frase Matteo Renzi al Corriere Fiorentino, ha esternato la sua decisione di attendere e poi ha aggiunto “Se ci sarà, non sarà un’autocandidatura. Non sarà un atto di ambizione di un ragazzino che cerca di rovesciare il mondo”.

Non perde tempo invece Giuseppe Civati che scende in campo e twitta: “Mi candido a fare il segretario del Pd e non capisco perché qualcuno insista nel dire che non lo farò”. Poi concludendo la conferenza stampa aReggio Emilia afferma: “Mi candido perché c’è da ricostruire il centrosinistra; riportiamo con noi Sel, richiamiamo il popolo delle primarie”.
E sembra proprio che Civati abbia le idee chiare con tanto di manifesto contro il tatticismo:
“Mi candido e lancio un manifesto contro il tatticismo. Se questo va contro le larghe intese, caro Enrico, ce ne faremo una ragione. Le correnti – aggiunge Civati – sono solo correnti di seggiole. Noi ci occuperemo di tutto il resto, della scelta degli argomenti, delle parole nuove. Ambiente, formazione e lavoro al centro della nostra strategia politica: le buone pratiche devono diventare politiche nazionali. L’Italia e il Pd devono essere un posto dove andare, stare bene, fare cose che cambiano la vita delle persone. Non possiamo votare contro gli otto punti del cambiamento, contro gli impegni presi in campagna elettorale”. Civati twitta ancora che ”era troppo rivoluzionario quel governo del cambiamento, non lo abbiamo voluto fare e non l’ha voluto fare nemmeno Grillo”. E in un altro post sottolinea: ”Se un dirigente del Pd va a una manifestazione Fiom non si deve sentire in imbarazzo, mentre si governa con Berlusconi”.

Matteo Renzi e il suo #openpd… Chi sarà il piccione?

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Va dritto al punto Matteo Renzi contro i  “giochi” della politica romana e scopre le carte del suo partito:

 “In privato tutti mi dicono: Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier”, scrive sul suo sito il sindaco di Firenze. “Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella se non piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione”.

“Ho chiesto al ‘traghettatore’ Epifani di fissare la data del congresso”, continua Renzi. “Non ho ricevuto per il momento nessuna risposta, ma so che a Roma hanno fatto una commissione. Vorrà dire che noi aspetteremo la fine dei lavori”.

Poi il commento sul futuro del partito (“vorrei un Pd capace di vincere. Il Pd delle correnti al massimo può partecipare”) e un appello che sa di rimprovero ai dirigenti. “Non preoccupatevi delle mie mosse, datevi voi una mossa. C’è un Paese, fuori dalle nostre stanze, che aspetta parole di proposta, parole di speranza. Non perdiamo (anche) questa occasione, vi prego!”.

Auguri Presidente da parte di…

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Gli 88 anni del Presidente Giorgio Napolitano sono stati festeggiati con un concerto in piazza nel quartiere dove il Capo di Stato  ha vissuto a lungo prima di trasferirsi al Quirinale e dove ha ancora casa.

«Alle 18 in piazza della Madonna dei Monti, con il patrocinio del Comune di Roma e del I Municipio e di tutte le associazioni culturali, nel primo Rione di Roma, vogliamo celebrare i festeggiamenti per il compleanno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – spiega l’architetto Cesare Esposito, noto nella capitale per la scenografia del “Miracolo della Madonna della neve” -. Siamo grati per la illustre figura che ci dà fiducia per il futuro e ci unisce in questo momento difficile. Il suo patrimonio culturale umano è di esempio a tutto il mondo. Noi monticiani gli vogliamo bene e gli facciamo tanti auguri. Gli auguriamo la serenità e che questo concerto in suo onore unirà ancora noi tutti nella speranza. Abbiamo altresì allestito sulla piazza un manifesto celebrativo in suo onore, da me ideato. Tanti auguri Presidente da tutta Roma».

Massimo Bray, il ministro dei Beni culturali: «Buon compleanno al nostro presidente #GiorgioNapolitano, con tutta la mia stima e il mio affetto #AuguriPresidente».

Ignazio Marino, neo sindaco di Roma: «Questa mattina, alle 8, ho avuto un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fargli gli auguri di compleanno… Napolitano ha ricambiato facendomi gli auguri per la festa patronale di San Pietro e Paolo»

Vasco Errani: Il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha ricordato nel suo messaggio d’auguri “l’alto ruolo di garante delle istituzioni democratiche” e ha espresso “un sentimento di riconoscenza per la vicinanza particolare che il Quirinale ha riservato all’Emilia-Romagna e ai territori colpiti dal terremoto, nel corso dei mesi trascorsi dagli eventi del maggio 2012”.

Franco Epifani, segretario del Pd: «Caro Presidente, a nome di tutto il Partito democratico le giungano i più sinceri auguri in occasione del suo 88esimo compleanno. Le siamo grati per l’esempio che continua a rappresentare offrendo a tutti noi un insostituibile punto di riferimento e di difesa dei valori costituzionali del nostro Paese».

Le cadute celebri… ecco come cadono le stars!

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Da Bieber a Lady Gaga, da Epifani a Madonna… tutti cadono, ma con stile! Stare in pubblico si sa che rappresenta molti imprevisti ed ecco quindi che accade spesso anche la caduta. Quella che segue è una raccolta delle più divertenti, compresa quella da premio Oscar di Jennifer Lawrence:

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Roma: la discesa in piazza dei sindacati

Secondo gli organizzatori, erano 100mila le persone scese per strada oggi per la manifestazione “Lavoro è democrazia” organizzata da Cgil, Cisl e Uil e durante la quale i sindacati hanno chiesto provvedimenti urgenti sul lavoro, fisco contratti, politiche industriali. Due sono stati i cortei, il primo partito da piazza della Repubblica,  il secondo da piazzale dei Partigiani, entrambi confluiti in piazza San Giovanni dove, sul palco, hanno preso la parola i vari leader. E mentre Alfano, al Festival del lavoro, ha dichiarato che “Il destino del governo è legato al programma e se non è realizzato il governo non va avanti. Dobbiamo intervenire sulle tasse e detassare le nuove assunzioni. Sono questioni fondamentali e, a partire dall’Iva, la nostra linea è evitare l’aumento della tassazione”, Susanna Camusso ha spiegato il senso della manifestazione: “Non vanno bene i continui annunci che non si traducono in una scelta che dia il senso del cambiamento”. La priorità, ha aggiunto la leader Cgil, deve essere “una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensioni”. Anche Epifani è arrivato a Roma: “E’ una giornata importante e ho voluto esserci”, aggiungendo: “Il Pd è al fianco di questa manifestazione di lavoratori unitaria con rispetto e condivisione degli obiettivi di rimettere il lavoro al primo posto e anche per il ruolo che ha il sindacato in una crisi come questa”.
L’appello del leader della Cisl, Bonanni, è per il governo: “Basta cincischiare, basta bizantinismi: ora Letta abbia coraggio”. E ha spiegato: “Il governo Letta ora deve dare una risposta, deve indicare una strada coraggiosa al Paese”. Angeletti, leader della UIl, ha invece dichiarato che bisogna “dare una scossa”, bisogna “dimezzare le tasse sul lavoro, ridurle fortemente su pensioni e imprese che investono”. “In un Paese dove la maggiore preoccupazione è scommettere sulla durata del governo, il messaggio che vogliamo dare è che non è più il tempo delle promesse e degli annunci”. Ricordando che  la “priorità è la riforma fiscale, vero dramma del Paese”. Ma ha anche avvisato chi di dovere: “Questa di oggi non è una manifestazione una tantum, non è una manifestazione fatta tanto per dire che ci siamo: questa è la prima, e la nostra lotta proseguirà. Perché questa volta non possiamo perdere, se perdiamo noi il Paese perderà ogni speranza”. Concludendo: “Il sindacato serve a sconfiggere questa politica”. Appello al governo anche da parte della Camusso: “Per il lavoro bisogna fare delle scelte, decidere ora e non tra qualche mese”. Ha ricordato che il lavoro è soprattutto “progetto e autonomia” per le persone. “Vogliamo salvare queste Paese”, ha concluso la segretaria spiegando che “il futuro deve avere il lavoro come base”. La morale? “Bisogna trovare il coraggio di trovare soluzioni”.

 

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Il nuovo tormentone dell’estate… “alla fiera del Pd”?

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Tra i tagli nelle bollette e il “decreto del fare… quello che si può fare senza avere un euro”, anche questa settimana Maurizio Crozza ha riassunto gli eventi più salienti degli ultimi giorni, compreso l’Esercito di Silvio che “fa il car al Billionaire” ma del resto il Cav “si è fatto indagare in Irlanda pur di essere al G8”. Ma c’è anche il M5S, che è di parola: “aveva detto tutti a casa… e sta dando il buon esempio”. Conclusione con una versione PD della canzone “Alla fiera dell’Est”: imperdibile!

Il commento di Crozza nel dopo voto!

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Tutti hanno commentato il voto delle amministrative che si sono svolte in molte città in cui la vittoria del centrosinistra è stata netta rispetto al Pdl… mancava solo un commento, quello del comico Maurizio Crozza e puntualmente ora è arrivato! Le battute sono state trasversali come è abitudine del comico genovese che non risparmia nessuno nella sua satira tagliante: “Epifani!  meno italiani vanno a votare più vince il PD dovreste impegnarvi di più nella astensione fate le elezioni di notte! Epifani! Voi del PD le avete capite le regioni di questo trionfo? Un segretario del PD che fa i cappotti i miei figli non li hanno mai visto. Ma ora non vi dividete anche sulla vittoria”. Poi, nella conclusione dell’intervento Crozza si è esibito nell’imitazione di Maroni.

 

I nostri sette giorni: con quello che è accaduto… che futuro ci attende?

7giorni

Settimana imperniata sulla politica con una domanda che continua a frullare nella mente di tutti: che ne sarà di noi? Perchè il popolo italiano ormai sembra una lunga fila di equilibristi. Ci vuole equilibrio e organizzazione per arrivare a fine mese, salti mortali per dribblare le difficoltà quotidiane, risate amare davanti ai comici che prendono di mira i politici, gli stessi che tengono in mano i due capi di quella corda su cui stiamo abbarbicati. Quando ci va bene: ogni tanto qualcuno cade, e questa crisi di vittime ne ha mietute fin troppe, tanto che ormai viene quasi spontaneo chiedersi “chi sarà il prossimo”? Perchè la verità è che quello che manca è la visione di un futuro, almeno che non sia catastrofico. Ed è ancora più vero che quei pochi appigli che avevamo ce li stanno scardinando sistematicamente. Non abbiamo idea di cosa ci sia di pratico sul “risolvere la questione del lavoro”, perchè continuiamo a vivere in un clima da campagna elettorale: tante parole e qualche fatto… che lascia molto a desiderare. Ora quello che ci hanno toccato è il futuro, e non solo per i giovani che vogliono costruirselo, anche per chi si è spezzato la schiena tutta la vita per assicurarselo. Infatti il tema caldo della settimana è stata la riforma pensionistica: volevamo un segnale forte? L’avevamo chiesto? Arriva una decisione in cui tutti perdono, idee per le quali viene da chiedere cosa deve fare una persona perchè gli venga riconosciuta la sua dignità. Stanchezza, rabbia, delusione… non meraviglia che ci siano state contestazioni all’ultima manifestazione organizzata dal PdL contro i magistrati prima che riprendesse, dopo i numerosi impedimenti, il processo Ruby. Come l’ha presa il Cavaliere l’ingerenza nello spot che aveva così accuratamente organizzato? Il nervosismo si è trasformato in malore. Del resto il PD non se la passa meglio: perde consensi, delude l’elettorato rimangiandosi la parola e formando un governo di larghe intese, non si presenta alla manifestazione della Fiom… e Landini l’attacca dal palco montato per l’occasione. Forse sono proprio i palchi ad essere sfavorevoli al Pd, soprattutto vista la rovinosa caduta di Epifani oggi ad Avellino.

Se la passano così male allora i nostri politici? Dalla Germania è arrivato un sondaggio che dichiara il Movimento 5 Stelle saldamente in testa nelle preferenze italiane, peccato che non ci siano riscontri che ne sanciscano la validità! Ma se sul fronte lavorativo, abbiamo detto, siamo di fronte ad una disfatta totale, con persone licenziate a causa di una malattia, la batosta ancora non è arrivata: aspettiamo l’aumento dell’Iva per renderci conto che il nostro Paese è tragicamente franato sotto il peso della mala politica. E la Terra fa da eco a tutto questo: una frana ha distrutto il tunnel Salisburgo-Tirolo e un po’ in tutta Italia il suolo trema. Al riguardo, è arrivata anche la nuova mappa dei terremoti: dove troveremo un po’ di solidità? Del resto cosa possiamo aspettarci se anche chi dovrebbe addestrare dei cani li maltratta e, colto sul fatto, si scaglia contro la troupe di Striscia mandando Stoppa in ospedale? Ma davvero non c’è più un briciolo di stabilità? Beh, a quanto pare è proprio difficile trovarla se addirittura  ad Amici di Maria De Filippi c’è un avvicendamento di coach! Dobbiamo iniziare a disperaci? In realtà chi ha trovato un “porto” c’è: Tania Cagnotto è approdata su Playboy!

Vien voglia di ibernarsi e risvegliarsi tra un centinaio d’anni? Facciamo 150 per sicurezza? L’idea non è delle peggiori però, ci conoscete ormai… utopia, incoscienza, speranza… chiamatela come preferite, ma una cosa l’abbiamo imparata nella vita: per quanto sia alto l’ostacolo, un modo per superarlo, se lo si vuole, si trova. Dritti alla meta!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

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