Pier Luigi Bersani e la foto dopo l’operazione

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E’ il settimanale Chi che pubblica le prime immagini sulla convalescenza di Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd che appena un mese fa è stato operato d’urgenza per un aneurisma cerebrale.L’immagine catturata da Chi lo mostra mentre passeggia nel giardino di casa. Lo scorso fine settimana sono stati molti gli ospiti illustri che sono andati a trovarlo: dall’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, all’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti; dal vicepresidente del CSM Michele Vietti al governatore dell’Emilia Vasco Errani per finire al senatore Nicola La Torre.

Errani chiede la sanatoria per i rimborsi elettorali… le spese folli impunite?

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Abbiamo sentito parlare di spese folli da mesi, di chi con i rimborsi elettorali ha comprato asciugacapelli, chi ha pagato il wc, chi si è fatto uan vacanza e chi ci ha fatto beneficenza… ora però Vasco Errani, secondo Il Fatto Quotidiano, vorrebbe  “mettere un coperchio sulla spinosa vicenda dei rimborsi regionali. Il combattivo presidente dell’Emilia Romagna ha deciso di farsi paladino dei diritti e delle prerogative dei ‘suoi’ consiglieri regionali, da proteggere e tutelare da controlli indebiti. Una determinazione che è andata fino alla Corte costituzionale. E la scorsa settimana ecco un intervento tanto discreto quanto deciso, con due emendamenti inviati alle Commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera dei deputati, intente a convertire in legge il Decreto sui risparmi nella Pubblica amministrazione”.

Intanto la Finanza sta esaminando 30mila scontrini a partire dal 2005. Spicca il Pd con 673mila euro di ricevute contestate. Segue il Pdl, con 390mila, la Lega Nord, 193mila, l’Italia dei valori, 147mila, Sel 126mila, la Federazione della sinistra con 90mila e lo stesso Movimento 5 Stelle per 87mila euro. La bestia nera è la Corte dei conti che ha deciso di fare le pulci a ogni voce di spesa misurandone la relazione con l’attività istituzionale dei consiglieri regionali. Contro i magistrati contabili Errani è arrivato a inviare una proposta di emendamento al Parlamento presentandola come “iniziativa dei presidenti delle conferenze delle Regioni e dei presidenti dei Consigli regionali”, in questo caso Eros Brega, anche lui del Pd. Una mossa squisitamente istituzionale. Quando hanno visto la lettera i deputati democratici sono impalliditi: difficile riuscire a far passare, di questi tempi, una normativa che congela il controllo della Corte dei conti e fa decorrere la normativa solo dal 2013.

L’appiglio ideato dal presidente della Conferenza Stato-Regioni , infatti, è quello della “interpretazione autentica” degli articoli 9,10,11 e 12 del Decreto legge 174. L’obiettivo: “Chiarire i numerosi dubbi che la prima giurisprudenza della Corte dei conti, con pronunce anche radicalmente contraddittorie tra loro, ha evidenziato in relazione alla portata della nuova disciplina dei controlli sui rendiconti dei gruppi consiliari”. Con il primo emendamento si stabilisce che “la disciplina si applica a decorrere dall’esercizio 2013”. Visto che i fatti più eclatanti si riferiscono agli anni precedenti, l’effetto sanatoria appare evidente. Il secondo emendamento, invece, è ancora più risolutivo: “I rendiconti dei gruppi consiliari – si legge – hanno natura meramente amministrativa e, come tali, non sono assoggettabili al giudizio di conto davanti alla Corte dei conti”. A sostegno di questa tesi viene citato il secondo comma dell’articolo 103 della Costituzione dove si legge che “la Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge”. Ora, osserva Errani, “non esiste nel-l’ordinamento alcuna disciplina legislativa speciale che prevede l’obbligo di resa del conto giudiziale a cari dei presidenti dei gruppi consiliari regionali”. I quali, pertanto, devono essere esclusi dall’assoggettabilità alla Corte dei conti. Quando si tratta di difendere prerogative che sconfinano nel privilegio si riescono a individuare codici e codicilli anche molto complessi.

Arrivano le “scuse” di Giovannini: non mi riferivo ai giovani

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“Quando parlavo di inoccupabili non mi riferivo ai giovani. Come dimostrano i dati Ocse, l’Italia deve recuperare il gap sul fronte degli investimenti nel capitale umano, nella formazione, borse di studio. E questo governo sta lavorando in questa direzione. Con il ministro Carrozza abbiamo stanziato 500 milioni di euro per tirocini, borse di studio e formazione mentre con il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani abbiamo deciso di istituire un gruppo di lavoro perchè la formazione è di competenza regionale”, così Enrico Giovannini prima di entrare a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. Se non si riferiva ai giovani, poteva forse aver fatto un riferimento ai disoccupati? E se per i giovani facciamo i tirocini e borse di studio, cosa possiamo fare per i disoccupati? In ogni caso gli italiani (chissà quali e dove sono), secondo le parole di Giovannini restano “poco occupabili”, ma non certo i giovani!

Grillo attacca Bersani e la segretaria dell’ex segretario finisce nei guai

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«Se si vuole parlare con un movimento si va dal suo leader. Pier Luigi Bersani non lo ha mai fatto. È stata una mancanza di rispetto, perché noi, quanto a voti, siamo il maggior movimento italiano. Invece Bersani ha tentato di far passare dalla sua parte undici nostri senatori. Il Pd non è guidato da Guglielmo Epifani, l’attuale segretario, bensì dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». Questo è ciò che ha denunciato, Beppe Grillo, in un’intervista a Die Zeit pubblicata da Repubblica. 

 Alla domanda se crede di poter governare da solo con il suo movimento, Grillo replica: «Ma certo! Noi presenteremo agli italiani già prima delle elezioni dieci-dodici candidati con un curriculum adeguato e il nostro programma, candidati che devono far parte del nostro governo. Non li nominiamo lì per lì come gli altri, che fanno ministri veline, massoni, e membri delle sette segrete».

«Noi – aggiunge – abbiamo già votato contro l’attuale legge elettorale in parlamento. Noi soli. Io voglio abrogarla e introdurre il sistema proporzionale ma solo dopo aver vinto con il sistema attuale» pur ritenendolo «totalmente ingiusto». 

«Noi siamo per l’Europa – fa inoltre sapere Grillo -, ma questa Europa germanocentrica di oggi non mi piace. Non ho nulla contro i tedeschi, ma la Germania di oggi non ha nulla a che fare con la filosofia dei grandi pensatori europei», «il problema – aggiunge – non è più l’euro, il problema è il debito. Noi paghiamo ogni anno 100 miliardi di euro per il nostro debito, e questo svuota qualunque progetto economico si persegua. Proporrò di rinegoziare il debito italiano. Gli eurobond mi sembrano un’idea che si concilia con l’Europa che immagino, cioè con l’idea della solidarietà».

Intanto oltre alle dichiarazioni di Grillo, arriva anche la chiusura dell’inchiesta per Zaia Veronesi, storica segretaria di Pierluigi Bersani. L’ex segretario del Pd naturalmente è in imbarazzo per quello che sembra essere un inevitabile rinvio a giudizio per una sua fedele collaboratrice. Ora il passo che la Veronesi può compiere, per evitare appunto un rinvio a giudizio, è quello di farsi interrogare di nuovo e cercare di dissuadere il pm dalle accuse che le vengono contestate. 

Quali sono le accuse?

La questione non è una notizia dell’ultima ora: per 22 mesi, cioè tra il 1° giugno 2008 e il 28 marzo 2010, la Veronesi lavorò a Roma per conto di Bersani, come d’altra parte aveva già fatto e come continuò a fare anche nei mesi successivi che però non rientrano nell’indagine. Perché dunque viene analizzato quel periodo? Perché Zaia Veronesi fu pagata dalla Regione con l’ inquadramento di dirigente professionale disposto dalla giunta guidata da Vasco Errani.

 Il ruolo della Veronesi era di «responsabile del raccordo con le istituzioni centrali e il Parlamento» quindi era normale che lavorasse a Roma negli uffici della Regione in via del Tritone, ma sembrerebbe che la segretaria di Bersani non avrebbe svolto quel ruolo, anzi avrebbe omesso di esercitarlo. Questa almeno è la posizione del pm Giuseppe Di Giorgio che ha inviato l’avviso di fine indagine, ultimo atto prima della richiesta di rinvio a giudizio. 

Zaia Veronesi è già stata ascoltata dalla Procura nell’ottobre 2012, ma non convinse i magistrati. Cosa viene contestato alla Veronesi? 

Di aver percepito indebitamente, nei 22 mesi in questione, 140 mila euro (lordi) di stipendio e 16 mila di rimborsi per le spese di missione. La Veronesi però affermò di aver lavorato per Bersani “solo la sera e nei ritagli di tempo”.  Insieme a lei è stato indagato anche Bruno Solaroli, l’ex capo di gabinetto di Errani. 

Auguri Presidente da parte di…

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Gli 88 anni del Presidente Giorgio Napolitano sono stati festeggiati con un concerto in piazza nel quartiere dove il Capo di Stato  ha vissuto a lungo prima di trasferirsi al Quirinale e dove ha ancora casa.

«Alle 18 in piazza della Madonna dei Monti, con il patrocinio del Comune di Roma e del I Municipio e di tutte le associazioni culturali, nel primo Rione di Roma, vogliamo celebrare i festeggiamenti per il compleanno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – spiega l’architetto Cesare Esposito, noto nella capitale per la scenografia del “Miracolo della Madonna della neve” -. Siamo grati per la illustre figura che ci dà fiducia per il futuro e ci unisce in questo momento difficile. Il suo patrimonio culturale umano è di esempio a tutto il mondo. Noi monticiani gli vogliamo bene e gli facciamo tanti auguri. Gli auguriamo la serenità e che questo concerto in suo onore unirà ancora noi tutti nella speranza. Abbiamo altresì allestito sulla piazza un manifesto celebrativo in suo onore, da me ideato. Tanti auguri Presidente da tutta Roma».

Massimo Bray, il ministro dei Beni culturali: «Buon compleanno al nostro presidente #GiorgioNapolitano, con tutta la mia stima e il mio affetto #AuguriPresidente».

Ignazio Marino, neo sindaco di Roma: «Questa mattina, alle 8, ho avuto un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fargli gli auguri di compleanno… Napolitano ha ricambiato facendomi gli auguri per la festa patronale di San Pietro e Paolo»

Vasco Errani: Il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha ricordato nel suo messaggio d’auguri “l’alto ruolo di garante delle istituzioni democratiche” e ha espresso “un sentimento di riconoscenza per la vicinanza particolare che il Quirinale ha riservato all’Emilia-Romagna e ai territori colpiti dal terremoto, nel corso dei mesi trascorsi dagli eventi del maggio 2012”.

Franco Epifani, segretario del Pd: «Caro Presidente, a nome di tutto il Partito democratico le giungano i più sinceri auguri in occasione del suo 88esimo compleanno. Le siamo grati per l’esempio che continua a rappresentare offrendo a tutti noi un insostituibile punto di riferimento e di difesa dei valori costituzionali del nostro Paese».

Le grandi idee politiche… la perla di Laura Puppato!

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Come fare breccia nel cuore di Beppe Grillo? Ma con un blog, che domande. Le migliori menti del Pd si stanno ingegnando sul modo migliore per formare un governo che possa essere appoggiato dai grillini, e le proposte vanno dalla concessione della presidenza di una Camera allo “scouting” di senatori a 5 stelle, passando per gli ormai famosi 8 punti di Bersani, ma invano: non passa giorno senza che Grillo non respinga al mittente le offerte, non senza provocazioni.

Come ultimo tentativo, il Partito Democratico avrebbe incaricato una delegazione per fare da “ambasciatori” con Grillo e il Movimento 5 Stelle, e verificare se davvero non ci siano spiragli per un’intesa. E la neoeletta senatrice veneta, la donna invisibile che alle primarie Pd contese il cucchiaio di legno a Bruno Tabacci, quella che doveva portare il partito alla vittoria nel Nord-est – e sappiamo come è andata a finire -, ha la soluzione per convincere Grillo: un blog insieme. Come non averci pensato prima?

MA COLLEGANO IL CERVELLO PRIMA DI RILASCIARE DICHIARAZIONI I NOSTRI POLITICI?

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