17enne non vuole abortire: il compagno la massacra di botte

17enne-incinta-tuttacronacaE’ il Messaggero che racconta la storia di un 17enne massacrata di botte dal compagno di otto anni più grande di lei perchè gli aveva nascosto la gravidanza. Quando l’uomo l’ha scoperta, era troppo tardi per abortire e questo ha scatenato l’ira dell’uomo, che ha iniziato a colpirla violentemente con calci e pugni all’addome: ora rischia di perdere il bambino. La ragazza aveva deciso di mantenere il segreto, che tale è rimasto per quattro mesi,  sia perchè non voleva perdere il compagno, anche se il loro era un amore tormentato. Il compagno, che già in precedenza l’aveva maltrattata, è fuggito e al momento è ricercato. Già da tempo le cose tra i due non andavano bene. Lei, studentessa, appartiene a una famiglia borghese e vive in una strada elegante di Ostia, Roma. Lui lavora come operaio in un albergo di Fiumicino, è figlio di immigrati sudamericani ed è arrivato a Roma a cercare un futuro migliore. L’aggressione è avvenuta nell’appartamento di lei, dopo che la minorenne aveva confessato di essere incinta con la speranza di ricucire il rapporto. La reazione del 25enne è stata però la violenza. Poi, l’uomo se n’è andato lasciandola esanime sul pavimento, dove Chiara è stata trovata dai genitori, pochi minuti dopo. E’ stata soccorso dalla polizia, che l’ha accompagnata all’ospedale Grassi, dove è stata ricoverata in codice giallo e dove rischia di perdere il bambino. Adesso è affidata alle operatrici del Codice rosa, il servizio di assistenza alle donne vittime di violenza, che negli ultimi cento giorni hanno avuto cento richieste di aiuto. E intanto gli uomini del commissariato Lido sono alla caccia dell’uomo che ha ridotto la ragazza in quelle condizioni. Rischia di essere accusato per tentato omicidio.

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A 16 anni si prostituiva a Napoli…

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Dovrebbe avere 16 anni la minore che si prostituiva nel quartiere di Fuorigrotta, nell’area intorno a piazza Garibaldi. A scoprirlo sono stati i vigili urbani di zona che stavano effettuando controlli sul territorio e tra le altre ragazze hanno trovato due giovanissime romene che avevano dichiarato di essere maggiorenni. Ma mentre una aveva 20 anni, la’ltra, sottoposta all’esame auxologico del polso che aiuta a definire l’età di una persona, è risultata minorenne e probabilmente non ha più di 16 anni. La ragazza è stata quindi affidata a una struttura protetta.

 

Il ministro marocchino smentisce: “Mai detto che Ruby era maggiorenne”

Ruby-Rubacuori-tuttacronacaAppena due giorni fa era circolata la notizia che il ministro marocchino Mohammed Mubdii aveva affermato che, nel febbraio 2010, Ruby era maggiorenne. Ora, in occasione di un’untervista al programma radiofonico Un giorno da pecora, smentisce se stesso e le sue parole: “all’epoca degli incontri con Silvio Berlusconi era maggiorenne”. La tesi era già stata smentita categoricamente dai documenti in possesso della Procura Milanese e che arrivano direttamente dall’ufficio anagrafe del comune Fkih Ben Salah, in provincia di Beni Mellal, in Marocco e che parlano chiaro: Karima è nata il 1/11/1992, quindi al momento dei fatti (febbraio 2010) non aveva 18 anni. E proprio davanti all’evidenza Mubdii ha ritrattato: “No, non conosco la data di nascita di Ruby”. E spiega: “non conosco Karima e non so quando ha incontrato Berlusconi, quindi non so se lei fosse maggiorenne o minorenne”.

“Nel febbraio 2010 Ruby era maggiorenne”: parla un ministro marocchino

ruby-rubacuori-tuttacronacaMohamed Mobdii, ministro della Funzione pubblica del Marocco, in un’intervista a un quotidiano locale, stando a quanto riporta Il Giorno, ha riferito che Ruby sarebbe stata maggiorenne nel febbraio 2010, all’epoca delle frequentazioni con Silvio Berlusconi. Il ministro ha sostenuto di essere stato lui a firmare l’atto di nascita della ragazza. Mobdii è stato deputato nella zona in cui risiedeva la famiglia di Karima El Mahroug, nota come Ruby, nata quindi nel 1992. Il ministro ha spiegato di aver conservato “il file della nascita”, oltre ad aver avuto una richiesta del consolato marocchino a Milano di spedire tutti “i documenti in una valigia diplomatica”, in modo da evitare falsificazioni. i giudici di Milano, per questa vicenda, hanno condannato a sette anni Berlusconi, colpevole dei reati di concussione per costrizione e prostituzione minorile.

La ballerina italiana che avrebbe maltrattato la bimba di 10 anni

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E’ Ileana Citaristi, la ballerina che da anni lavora in India e che ora è stata accusata dalla polizia di  “maltrattare una sua allieva di 10 anni”.  Lo riferisce The Hindustan Times che rivela che l’incidente sarebbe avvenuto martedì durante una lezione nella sua scuola a Bhubanaswar, nello stato orientale dell’Orissa, dedicata all’insegnamento della danza classica Odissi.

“Abbiamo registrato una denuncia presentata da Kamala Kanta Das, padre della minorenne Dibyarupa Das – ha detto il commissario della polizia locale – che frequenta i corsi di danza della signora Citaristi”. Il genitore accusa la danzatrice italiana di aver aggredito la ragazzina causandole una ferita alle dita, a un ginocchio e alla schiena. E’ emerso che ha anche litigato con il padre quando quest’ultimo si e’ recato nella scuola per informarsi sull’accaduto.

Citaristi e’ stata denunciata per lesioni e per crudeltà su un minore in base al codice penale indiano, ma ha smentito le accuse come “false”. Ha chiesto alla polizia di sentire i testimoni presenti al fatto. Parlando con il quotidiano ha detto di “aver soltanto chiesto all’allieva di uscire dalla classe perché disturbava le compagne” e “che il padre ha creato uno scandalo dal nulla”.

L’artista, figlia dell’ex cassiere della Dc Severino Citaristi, era stata al centro dell’attenzione dei media lo scorso luglio quando era stata malmenata da due religiosi di un famoso tempio induista a Puri durante una processione religiosa di carri. Trascorsi alcuni giorni aveva però ritirato le accuse dopo aver ricevuto scuse ufficiali dai responsabili del tempio.

”Hanno ammesso il loro sbaglio sottolineando che per loro ero come una figlia” aveva detto in quell’occasione. Citaristi si era trasferita in Orissa nel 1979 per inseguire la sua grande passione per la danza classica indiana e nella sua lunga carriera ha ottenuto molti riconoscimenti nel Paese d’adozione. Incluso il prestigioso ”Padma Shri”, ricevuto nel 2006 dal presidente della Repubblica indiana per speciali meriti in campo artistico e culturale.

Scoperto un nuovo giro di prostituzione: c’è anche una minorenne

giro-prostituzione-tuttacronacaE’ stato scoperto a Roma un nuovo giro di prostituzione che vedrebbe coinvolta almeno una ragazzina tra i 15 e i 16 anni. A finire in manette un 55enne, Glauco Guidotti, che fingeva di essere un manager di modelle e, secondo l’accusa, induceva le ragazze a prostituirsi con la promessa di assicurare loro l’accesso al mondo dello spettacolo e della moda. La denuncia di questo giro di prostituzione è partita dalla madre della minorenne che si era accorta che la figlia, improvvisamente, aveva un’eccessiva disponibilità di denaro e difficoltà nei rapporti familiari. Il caso ricorda da vicino quello delle baby squillo del Parioli: anche in quel caso fu la madre di una teenager a far partire l’inchiesta. Ancora, hanno in comune che la ragazzina, o le ragazzine, incontravano i clienti nei quartieri bene di Roma. I contatti avvenivano grazie a un annuncio sul sito Bakecaincontri.

Rubi dei melograni? Aspetti tre anni per essere assolto!

melograno-tuttacronacaUn minorenne moldavo aveva rubato, per festeggiare il suo compleanno, dei melograni dall’orto del vicino nel Padovano. Scoperto dal proprietario, è finito dai carabinieri e da là è partita la trafila di bolli, udienze, perizie psicologiche e parcelle degli avvocati. Tutto l’iter ha condotto, dopo tre anni, alla sentenza pronunciata da un giudice del tribunale dei minori di Venezia: assolto per “fatto irrilevante”. Un periodo di tempo incredibile per una bravata poi riconosciuta come, appunto, “fatto irrilevante”.

“Non è grave prostituirsi”, così la baby squillo

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«Secondo me non è un fatto grave che io e la mia amica ci prostituissimo insieme. Anche se può sembrare strano io la penso così», questo è stato uno dei passaggi chiave della testimonianza resa davanti ai pm di Roma della baby squillo più piccola che poi avrebbe anche ribadito che Mirko Ieni non aveva mai obbligato nessuno. Sempre la baby prostituta dei Parioli ha poi confessato che dopo il primo rapporto sessuale a pagamento si è messa a piangere: «Ho provato – dice la ragazzina – questo incontro. Scandalizzata mi sono messa a piangere…tutte queste cose così….ma che sto a fà eh?». La prima volta era avvenuta infatti con un uomo di 35/40 anni che aveva risposto a uno degli annunci sui siti dedicati a questi incontri:  «Ci è venuto a prendere – dice la minore – questo signore che aveva 35 anni…così..sui 40 anni, non mi ricordo e ci ha portati a casa sua, una persona molto tranquilla, assolutamente». Le due ragazze erano insieme nell’appartamento con il cliente, «perché inizialmente facevamo insieme, perché io c’avevo paura. Cioè insomma non ero abituata. Inizialmente ci pagava e poi cominciammo a fà un po’ così, lei cominciava con un po’ di preliminari e poi io vedevo un po’ come andava fatto l’incontro e piano piano ho imparato pure io».

Da Bologna a Taranto con una pistola in borsa, due ragazze fermate

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Hanno 21 e 17 anni le due ragazze di Massafra che sono state arrestate e poste agli arresti domiciliari dopo che i carabinieri hanno scoperto che tenevano una pistola nella borsetta di una delle due.  I militari avevano appreso da una fonte confidenziale che le due ragazze sarebbero giunte a bordo di un autobus probabilmente con un carico di droga. All’arrivo del pullman, che era partito da Bologna, hanno seguito le due giovani e le hanno fermate per un controllo mentre tentavano frettolosamente di allontanarsi. La maggiorenne, nel momento in cui le è stato richiesto di mostrare il contenuto dei bagagli, ha ammesso di detenere un’arma, che aveva trasportato fino a Massafra, insieme alla cognata minorenne. La giovane ha estratto da uno dei borsoni pieni di indumenti una busta in cellophane, contenente una pistola, perfettamente funzionante,con la matricola cancellata, di calibro 7,65, completa di una scatola con 50 proiettili dello stesso calibro.

15enne finisce in comunità: ha cercato di strangolare la madre

figlio-maltratta-madre-tuttacronacaA Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato un 15enne in flagranza di reato. Il giovane, responsabile di maltrattamenti, estorsione e stalking nei confronti della madre e del convivente, stava tentando di strangolare la donna dopo averne aggredito il compagno. La storia che gli agenti hanno ricostruito parla di degrado familiare, costellata di intimidazioni e violenze mai denunciate dall’adulta, per amore del figlio che era arrivato a minacciarla con un coltello. Ora il 15enne è stato collocato in una comunità per minori a Catanzaro.

16enne bolognese grave in ospedale: si sospetta overdose

ragazza-overdose-bologna-tuttacronacaAlle 6.30 di questa mattina una ragazzina di 16 anni è stata ricoverata nel reparto di rianimazione del policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Il ricovero è avvenuto in seguito a un malore riconducibile a una presunta overdose da sostanze stupefacenti. I Carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal sostituto procuratore Augusto Borghini della Procura della Repubblica di Bologna, stanno indagando sull’accaduto.

Tunisino di 24 anni stupra 16enne a Genova

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Un normale sabato sera che si è trasformato in un incubo per una 16enne genovese che si era allontanata dalla compagnia. Il fidanzato è stato il primo a dare l’allarme quando non ha visto tornare la ragazza. Così sono scattate le ricerche e dopo alcune ore la 16enne è ricomparsa in stato di shock e ha raccontato la violenza subita. Ora un tunisino di 24 anni è stato accusato di sequestro e violenza sessuale ai danni di una minorenne.

Sposa bambina violentata nel Padovano: indagati il padre e il marito

sposa-bambina-tuttacronacaNon ricordava nulla del Bangladesh, la sua terra. Viveva in Italia, frequentava la scuola e aveva molti amici, oltre a due fratellini e dei genitori con i quali c’era un buon rapporto. Prima del Natale del 2011, la confessione al padre: era innamorata. Da allora è trascorsa solo qualche settimana prima che il genitore la conducesse nel Paese natale dicendo che andavano a trovare dei parenti. La verità era diversa: lei si è trovata sposata a un cugino del padre che ora ha 34 anni. Era l’uomo a cui era stata promessa il giorno della sua nascita, con lo stesso genitore che gli aveva messo in braccio la neonata. Nel luglio 2012, il neosposo è arrivato in Italia e da allora vive a casa del cugino che è diventato anche suo suocero, in un comune della provincia di Padova, nel Camposampierese. Da quel giorno ha costretto la giovane moglie, ora quindicenne, ad avere rapporti con lui. La sposa bambina ha subito le stesse pressioni dal padre: doveva andare a letto con il marito. Ora la ragazzina si trova in una comunità e trascorre il suo tempo piangendo e sententdo la mancanza della madre. Nel frattempo, il pubblico ministero Francesco Tonon ha concluso l’inchiesta su questa vergognosa vicenda. E vuole portare davanti ai giudici del Tribunale sia il padre, sia il cugino-marito con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e di violenza sessuale. La giustizia italiana non riconosce come matrimonio una simile unione: si tratta di violenza sessuale.

Rapinano un 89enne, lasciandolo agonizzante e vanno in un locale

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Quattro ragazzi – un 23enne ed un 21enne originari della provincia di Foggia, un 24enne nato in Costa d’Avorio ed un diciassettenne – hanno massacrato un 89enne di Chiusi, il cui corpo è stato trovato da un nipote. In un primo momento si era pensato a una morte per cause naturali, poi invece è affiorata la tragica verità: morte violenta. E’ anche emerso che quando i giovani sono scappati dopo aver rubato all’anziano 200 euro, l’uomo era ancora in vita, agonizzante sul pavimento. Ancora più agghiacciante sembrano essere le motivazioni che hanno spinto al gesto, il denaro sarebbe stato usato per entrare in un locale notturno e passare una serata di divertimento. I tre maggiorenni si trovano in carcere, mentre il minore è stato affidato a una struttura fiorentina. 

 

Presunta violenza a 15enne in vacanza con la famiglia a Ischia

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Una storia dai molti lati oscuri quella che vedrebbe coinvolto un 18enne, incensurato, che ora si trova a essere denunciato per violenza sessuale ai danni di una minore. La ragazza, di 15 anni si trovava a Ischia con la famiglia quando, nella struttura alberghiera sarebbe stata bloccata e abusata da un dipendente. A scoprire il fatto, accaduto intorno alle 3 di notte, il fratello 20enne della vittima che girava per l’albergo alla ricerca della sorella. Quando finalmente è arrivato nei pressi della piscina ha trovato la sorella insieme al 18enne e qui sarebbe scattata la lite che ben presto si sarebbe trasformata in una lotta senza esclusione di colpi. Il 18enne poi sarebbe rientrato a casa e la madre lo avrebbe accompagnato all’ospedale per le lesioni riportate durante la lotta. Intanto i familiari della ragazza avevano già chiamato il 113 e denunciato il giovane. Secondo il dipendente dell’albergo, la ragazza sarebbe invece stata  consenziente e stava amoreggiando con lui in piscina quando è arrivato il fratello della ragazza che li ha scoperti, presa dal panico avrebbe detto che era stata violentata.

 

Tunisino tenta di stuprare 13enne in vacanza a Lampedusa.

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L’episodio non si conosce nel dettaglio anche perché si rischia di innescare un meccanismo di terrore su un’isola divisa tra accoglienza ai rifugiati e vocazione turistica. Sembrerebbe che un tunisino minorenne avrebbe  tentato di abusare di una ragazzina di 13 anni di Milano in vacanza a Lampedusa. Si tratterebbe secondo fonti investigative di un minore non accompagnato sbarcato recentemente a Lampedusa ed ospite del centro di accoglienza di contrada Imbriacola. A quanto si è appreso la ragazzina si sarebbe trovata in compagnia di un amico minorenne su una barca in attesa che arrivassero alcuni parenti. Il tunisino sarebbe salito in barca e ci sarebbe stata una colluttazione con l’altro ragazzo a questo il tunisino avrebbe quindi chiuso in bagno la ragazza e avrebbe cercato di stuprarla. Il tentativo sarebbe stato bloccato dall’intervento dell’amico, secondo una dinamica ancora poco chiara, a quel punto il minorenne straniero si sarebbe dato alla fuga. Scattate le prime indagini dei carabinieri il tunisino è stato identificato e successivamente riconosciuto dalla vittima, facendo scattare il fermo.

Sesso orale al concerto di Eminem scoppia il caso in rete

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Slane, paesino irlandese che da tempo aspettava il rapper americano Eminem ora sarà ricordato non solo per il concerto, ma anche per il sesso orale che una ragazza di 17 anni, consenziente ha deciso di praticare a un paio di ragazzi presenti all’evento. Intorno la folla di ragazzini, qualcuno sorride altri guardano perplessi, altri schifati. Il primo ragazzo, con un capellino fluorescente in testa, alza le braccia in segno di vittoria e sarà questa l’immagine che diventa virale sul web. La ragazza è riconoscibile, nonché minorenne: i social network (Facebook, Tumblr e Twitter) tutti riescono a togliere quella foto che infatti non è più visibile se non in una versione censurata che non permette di vedere la ragazzina inginocchiata. La polizia irlandese apre anche un’inchiesta per detenzione di materiale pedopornografico: chi conserva o diffonde quella foto sta infatti diffondendo l’immagine di una minorenne impegnata in un atto sessuale, cosa che un po’ ovunque nel mondo è considerata un reato. In poco tempo però l’identità della ragazza viene svelata e le viene attribuito il nome di “Slane Girl”. Naturalmente, la buona mentalità maschilista, dilagante in tutto il mondo, prende di mira la ragazzina a cui vengono attribuiti i peggiori epiteti mentre il ragazzo è naturalmente osannato. Solita discriminazione di genere, a pagare naturalmente sempre le donne: la ragazza ora si trova sedata in ospedale. La gogna virtuale ha avuto ancora una volta la meglio? Ancora una foto che rovina la vita a una minorenne? L’ennesima persecuzione via web?

 

 

Droga-party: 16enne rischia la vita, 8 minori coinvolti

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Una bravata che poteva diventare tragedia per una giovanissima leccese di appena 16 anni che, in stato di shock, è stata ricoverata all’ospedale di Pieve di Cadore (Belluno) per una presunta intossicazione da stupefacenti dopo un droga-party. Durante l’indagine investigativa sono stati ascoltati dai carabinieri anche otto minori, amici della giovane, tutti ospiti di un campeggio in zona, dove si sarebbe improvvisata la notte brava. Le forze dell’ordine vogliono accertare chi abbia approvvigionato il gruppo di ragazzi per risalire alla fonte.  La ragazza, fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita, ma è  stata segnalata alla Prefettura come assuntrice di stupefacenti e affidata ai genitori, anch’essi presenti in zona per trascorrere le ferie, ma ignari degli eccessi della figlia.

A 16 anni era già un rapinatore seriale: arrestato nel milanese

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Ha solo 16 anni il giovane a cui vengono contestati almeno 3 rapine nell’interland milanese. Il ragazzo avrebbe effettuato i furti in una farmacia e in due banche entrando armato di taglierino e facendosi consegnare i soldi che erano nella cassa. Il minorenne  milanese è stato arrestato dai carabinieri di Novate Milanese  e poi trasferito  presso il centro di prima accoglienza del carcere minorile “Beccaria”.

 

Sparatoria a Napoli, due giovani feriti

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Due giovani un pregiudicato di 21 anni Francesco Raia, e un ragazzo di 16, incensurato si sono recati in ospedale a San Giovanni Bosco, dopo essere stati feriti con colpi di arma da fuoco, a Napoli, nella zona dell’Arenaccia. Il minorenne è stato raggiunto al polpaccio, mentre Raia ha riportato una ferita al gluteo. Ai carabinieri hanno raccontato di essere stati feriti durante un tentativo di rapina dello scooter sul quale si trovavano. Le forze dell’ordine stanno indagado.

 

Invia una foto che la ritrae semisvestita a un amico… la ritrova in Facebook

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Ancora uno scandalo hot su Facebook, partito dal senese. Una minorenne ha inviato sul cellulare di un amico alcune foto che la ritraevano semisvestita e lui ha pensato di girarle ad un altro ragazzo che non ha esitato a pubblicarle sul social network: in brevissimo tempo le immagini sono state visualizzate da oltre 2mila amici. I due ragazzi hanno 18 e 19 anni e vivono nelle province di Siena e Firenze, dove sono stati rintracciati dopo che i genitori della ragazza si sono rivolti alla polizia denunciandoli per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. A dare l’allerta le insegnanti della ragazzina, che si erano accorte delle foto che circolavano con insistenza sui cellulari degli studenti. Le indagini hanno portato ad ascoltare i primi testimoni, gli amici della ragazza e, nel giro di pochi giorni, sono stati rintracciati sia l’amico, primo destinatario delle foto, che il conoscente che le aveva diffuse.

Minorenne abbandona neonato nei bagni pubblici

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Una ragazza minorenne ha abbandonato il figlio appena nato nei bagni pubblici, ma grazie ad alcune telecamere di sorveglianza il piccolo, nascosto in un cestino, è stato salvato e la ragazza arrestata. La Cina è sotto shock. Ora la minorenne è stata rilasciata sotto la custodia dei genitori, mentre il neonato è stato affidato alle cure del personale medico.

 

Il prete scoperto ad amoreggiare con una 13enne è libero!

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Un sacerdote stimato, portavoce  del vescovo di Fano, giornalista responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi, assistente regionale di Guide e Scout Scolte. Insomma Don Giacomo Ruggeri era davvero un punto di riferimento nella sua diocesi, ma poi nell’estate scorsa è stato trovato sotto un ombrellone di una spiaggia di Fano ad amoreggiare con una tredicenne della sua parrocchia. Scattò la denuncia a cui seguì l’arresto e il sacerdote non provò neppure a difendersi. Poi a dicembre il sacerdote viene rimesso in libertà e nonostante le pesantissime accuse viene reintegrato presso la diocesi di Perugia. La “pena” quindi sembra essere stata solo il trasferimento dalle Marche all’Umbria. L’inchiesta si concluderà il 20 aprile e il pm chiederà il rinvio a giudizio anche perché la testimonianza della tredicenne ha confermato il suo “rapporto privilegiato” con il sacerdote.  Nel frattempo e con la giustizia che abbiamo in Italia di tempo ce ne sarà molto prima di arrivare a una sentenza, Don Giacomo Ruggeri può tranquillamente espletare il suo ministero…  Perchè non si inizia da qui a ripulire la Chiesa? Papa Francesco si è schierato contro le suore femministe per dissensi dottrinali e un prete pedofilo non è forse in “dissenso dottrinale” con la Chiesa? 

 

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Prova del cuoco o prova del fuoco? 16enne resta 3 ore sul pullman al freddo

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«Hai 16 anni. Tu qui non puoi entrare, sei minorenne». E la Rai chiude la porta in faccia a una ragazzina di Ponte nelle Alpi e la esclude dalla Prova del cuoco, dove avrebbe partecipato come ospite tra il pubblico. Ma non solo: non le permettono nemmeno di guardare la puntata su un monitor, in una stanza al caldo. «Assolutamente no. Non puoi proprio entrare». E così, sconsolata, la ragazzina ha dovuto aspettare tre ore in pullman al freddo dopo essersi sobbarcata 700 chilometri di viaggio.  
Il motivo di tanta fermezza? Troppo giovane, stando al racconto di Vittorio Colussi, papà della ragazzina: «Mia figlia doveva prendere parte al programma come ospite, invitata attraverso l’associazione culturale del mio paese. Ebbene, dopo aver preparato tutta la documentazione richiesta dalla Rai e averla poi presentata negli studi televisivi, ecco l’amara sorpresa: mia figlia, che ha 16 anni, si sente dire “Tu qui non puoi entrare, sei minorenne”. Peccato, però, che nessuno ci avesse avvertito. La ragazza, con quei 700 chilometri sulle spalle e con tanto entusiasmo, è stata esclusa senza ritegno». «Ho intenzione di andare a fondo – precisa il papà – La presenza di una sedicenne nel gruppo era arcinota: di conseguenza, chiederò il rimborso. Non è giusto che a rimetterci sia solo mia figlia».

Dal trono al tribunale: Marco Stabile avrebbe violentato una minore

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“Nessuna prova secondo l’avvocato difensore” ma una ragazza, la minorenne A.Z. è pronta a puntare il dito contro il tronista Marco Stabile. Ci sarebbe stato un primo appuntamento in spiaggia, poi una serata passata insieme a Roma nel mese di luglio e da lì sarebbero partite le avances, sempre più insistenti, fino alla violenza sessuale.
Secondo il racconto della giovane, i fatti risalirebbero a fine luglio 2011, quando, come racconta il “Messaggero”, i due si incontrano in occasione di un provino. Lui è un volto noto e gli è facile convincere la ragazza, A.Z., ad accettare un appuntamento. Lei porta un’amica e lui un amico, Giuseppe Balistreri, anch’egli ora accusato di violenza sessuale.
Si comincia con qualche drink in qualche locale in centro a Roma, poi i quattro raggiungono lo studio professionale di Balistreri, in via Cola di Rienzo. Secondo il pm Francesco Scavo, Stabile e l’amico avrebbero fatto che in modo che le due donne “assumessero nel corso della serata, con diverse modalità e in differenti locali, sostanze alcoliche, nella specie miscele di vodka e red bull”.

La violenza sarebbe accaduta nell’ufficio dell’amico di Stabile. L’amica di A., maggiorenne, dice di non ricordarsi nulla, la minorenne invece racconta di essere rimasta nella stanza con Stabile, mentre l’altra si sarebbe chiusa in bagno con Balistreri. Entrambe avrebbero subito una violenza sessuale, e A., come scrive il pm, avrebbe “ripetutamente manifestato il proprio dissenso”.

Nessuna prova di quanto accaduto (era la notte fra il 30 e il 31 luglio 2011), perché gli uomini avrebbero buttato via le sedie che erano rimaste sporche di sangue. Il pm Scavo ritiene comunque la ricostruzione di A. credibile anche perché la giovane avrebbe retto al controesame degli avvocati dei due accusati. Il legale di Stabile, Roberta Nati, sottolinea che ci sono solo “le accuse di una ragazza e nssuna prova scientifica”. E assicura che Stabile “non ha bisogno di costringere una donna ad avere rapporti con lui se non lo desidera”. (E’ tornato Casanova?)

3 anni! Condannato il prof che ebbe rapporti sessuali con allieva minorenne

prof 13enne

Tutto è partito nel marzo scorso, dopo alcune segnalazioni sull’uomo giunte dalla scuola e da alcuni genitori. Voci insistenti su strani comportamenti e atteggiamenti da parte del professore che si sommavano a presunti favoritismi nelle valutazioni scolastiche nei confronti in particolare di alcune ragazze. Come accertato dagli uomini della Squadra Mobile di Piacenza, che si sono occupati delle indagini insieme al personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’uomo utilizzava una strategia accurata per adescare le studentesse, alle quali prometteva anche buoni voti nella sua materia: prima con approcci di tipo verbale, con complimenti e battute spesso a sfondo sessuale, e poi con contatti sul social network Facebook attraverso cui individuava le ragazze psicologicamente più vulnerabili. A tal proposito aveva creato alcuni account fittizi grazie ai quali restare in contatto con loro.

Nel giugno 2012 era stato arrestato dalla polizia per atti sessuali con una studentessa di 14 anni. Ora è stato condannato a 3 anni. Il pm aveva chiesto una pena di 4 anni e 6 mesi.

 

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