Conte infuriato: “Mi tutelerò contro chi lede la mia dignità”

conte-calcioscommesse-tuttacronacaSi ricomincia a parlare di Calcioscommesse e il ct bianconero non accetta che il suo nome venga associato alla vicenda. In mattinata si era parlato delle parole di Coppola che, lo scorso 3 luglio, spiegava come l’allora allenatore del Siena in occasione di una partita “incriminata” si limitò a spronare i suoi giocatori desiderando la vittoria. Oggi Conte, che si è visto chiamato in causa in situazioni che non lo riguardano, ha usato termini al veleno: “Nella giornata odierna ho dovuto constatare con stupore e disappunto che alcuni organi di stampa hanno ritenuto dare grande risalto al mio nome in merito ad avvenimenti riguardanti nello specifico altre persone. In realtà le dichiarazioni oggi riportate, oltre a non avere di certo nei miei confronti alcuna nuova rilevanza giudiziaria, evidenziano realtà circostanti per le quali sono stato giudicato dalla giustizia sportiva e ho scontato una dolorosa squalifica. Con la ferma intenzione di tutelare in futuro la mia persona da chiunque intenda lederne la dignità, lascio alla coscienza di ognuno valutare la differenza tra informare e strumentalizzare”.

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Calcioscommesse, si torna a parlare di Conte. “Ci lasciò decidere cosa fare”

Conte-calcioscommesse-siena-tuttacronacaSi torna a parlare dello scandalo calcioscommesse e nell’ordinanza emessa dalla Procura di Cremona si leggono altre testimonianze di Stellini e Coppola. Riguardo alla partita del 2011 tra Albinoleffe e Siena, per la quale Conte venne squalificato per quattro mesi per omessa denuncia, Coppola racconta: “Non so se sapesse di questo accordo. Ribadì di volere arrivare primo, ma ci avrebbe lasciato fare se la squadra si fosse ritenuta impegnata dall’accordo con l’Albinoleffe”. Il portiere, il 3 luglio 2013, rese le seguenti dichiarazioni: “Non ho mai sentito Stellini fare riferimento ad accordi o promesse intervenute in occasione della partita di andata che avrebbero dovuto essere rispettati in occasione della partita di ritorno. Successivamente, dopo che era stata disputata la partita con il Torino e la squadra aveva ormai raggiunto l’obiettivo della Serie A, ci fu l’abituale riunione tecnica alla quale parteciparono, come sempre, sia l’allenatore che lo staff e tutti i giocatori. Ricordo che in quella occasione io sono stato tra quei quattro, cinque giocatori che più hanno insistito sull’opportunità di non accontentarci della promozione, ma di cercare di arrivare primi, conseguendo peraltro un premio che era abbastanza sostanzioso. Tale era anche l’obiettivo dell’allenatore che in quell’occasione ha insistito anche lui spronandoci a proseguire nel nostro impegno. Aggiunse anche che avrebbe dato più spazio a chi era più motivato o che aveva giocato poco. A questo punto è accaduto che Carobbio e Terzi rappresentarono che, qualora ci fossimo impegnati con l’AlbinoLeffe nella partita in programma il 29 maggio 2011, ci avremmo rimesso la faccia in quanto vi era un accordo con i predetti nel senso che gli avremmo fatti vincere qualora a noi non fosse stato necessario un risultato diverso. Stellini confermò la cosa e cioè che c’era questo accordo con l’AlbinoLeffe. Io non sapevo niente della cosa come già riferito. Non sono in grado di precisare quali altre persone fossero al corrente di questa situazione. Non so se Conte fosse a conoscenza preventivamente di questo accordo assunto in occasione della partita di andata. Posso solo dire che quando l’argomento fu introdotto ci lasciò sostanzialmente decidere come meglio credevamo, ciascuno per conto suo. In sostanza lui si chiamò fuori. Conte ribadì che lui ci teneva ad arrivare primo, ma che, qualora la squadra si fosse ritenuta impegnata dall’accordo con l’AlbinoLeffe ci avrebbe lasciato fare”.

Ringhio e il calcioscommesse: “Piuttosto mi toglierei la vita”

rino-gattuso-tuttacronacaL’ex milanista e Nazionale Rino Gattuso, sul quale indaga la procura di Cremona per l’inchiesta calcioscommesse, ha commentato a Sky Sport: “La gente sa come sono fatto. Piuttosto che truccare una partita, vado in piazza e mi tolgo la vita”. Ringhio è indignato: “Sono arrabbiato e offeso. Stamattina mi ha avvisato del coinvolgimento mia moglie visto che io ero a Napoli.  Sono sereno e vado a chiarire tutto. Non voglio avere macchie sulla mia carriera.  Mai e poi mai ho pensato minimamente di poter truccare una partita. Se venisse dimostrato, sono disposto ad andare in piazza – so di dire una cosa forte – e ad ammazzarmi.  Chi mi conosce sa che non ci sto a perdere neanche una partitella, neanche a scopa con gli amici”. L’ex tecnico del Palermo era stamattina a Napoli dove avrebbe dovuto partecipare a una sessione con Benitez del corso Uefa per allenatori, ma è tornato a Milano dopo essere stato raggiunto dalla notizia. “È una roba assurda e incredibile perché non so cosa vogliano da me . Io non so cosa significhi truccare una partita, non saprei nemmeno da dove cominciare. Adesso vediamo cosa succede ma sono certo di chiarire tutto”. Nell’ordinanza del Gip di Cremona Guido Salvini si legge, tra le altre cose: “l’analisi dei contatti telefonici di Francesco Bazzani, in occasione della partita Chievo-Milan del 20 febbraio 2011, ha fatto emergere la singolare coincidenza di un contatto (un sms in uscita) con un’utenza intestata al calciatore del Milan, Gattuso Gennaro Ivan”. “Tale contatto – osserva il gip – ha consentito di verificare che Bazzani, nel periodo oggetto di indagine, aveva intrattenuto 13 contatti con l’utenza in uso al calciatore, per 13 stagioni in forza al Milan, poi trasferitosi nella stagione appena conclusa nella formazione del Sion, militante nella massima serie svizzera”.

Clamoroso! Volevano truccare anche le partite di Brasile 2014!

brasile-calcioscommesse-tuttacronacaE’ il Corriere dello Sport a scrivere che, dall’ordinanza sul calcioscommesse emessa questa mattina dal Tribunale di Cremona, è merso anche un clamoroso retroscena sui prossimi Mondiali, che si disputeranno nel 2014 in Brasile. Il Gip Salvini scrive: “L’arresto avvenuto a Singapore di Tan Seet Eng e di altre 13 persone è il nuovo dato estremamente significativo che, seppur formalmente ancora ai margini della presente indagine, non può essere letto se non come una piena conferma degli elementi raccolti dall’Autorità giudiziaria italiana e via via arricchitisi nel tempo in merito alla organizzazione transazionale che dirigeva le mosse dei suoi inviati in Italia e rendeva possibile la corruzione dei giocatori di squadre anche sconosciute o pochissimo conosciuta all’estero. Le accuse, in base alle notizie raccolte da fonti aperte e da sintetiche relazioni del Servizio Centrale Operativo, essendo stato inoltrata solo recentemente una formale richiesta di rogatoria internazionale, riguardano la manipolazione di un gran numero di partite in molti paesi e ad altissimo livello sino a progettare, a quanto sembra, un piano di interventi illeciti sui prossimi campionati del mondo che si svolgeranno in Brasile».

Si torna a parlare di calcioscommesse: tra gli indagati Gattuso e Brocchi

gattuso-calcioscommesse-tuttacronacaQuasi tre anni dopo l’inizio dello scandalo del calcioscommesse, un’organizzazione criminale continuava a truccare le partite del calcio italiano. Stanotte i poliziotti del Servizio centrale operativo di Roma e gli uomini della squadra Mobile di Cremona hanno portato in carcere quattro persone: Salvatore Spadaro, Francesco Bazzani, Cosimo Ricci e Fabio Quadri, che avrebbero continuato la loro attività fino all’ultima partita dello scorso campionato, sia in serie A che in serie B. Si tratta di novanta gare in totale, delle quali una dozzina in serie A, comprese quelle di Juventus, Inter e Milan finora escluse dall’inchiesta. Tra queste, anche Palermo-Inter 1-0 dello scorso anno. Ma tra gli indagati compaiono anche nomi illustri, come  Gennaro Gattuso, anche perquisito, e Cristian Brocchi, che ha giocato anche con le maglie di Inter, Milan, Fiorentina e Verona e attualmente è allenatore nelle giovanili rossonere: l’accusa nei loro confronti è associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Secondo le prime indiscrezioni, i due erano in contatto con due de i quattro arrestati nel blitz. In particolare Francesco Bazzani, detto Civ, in un’occasione si era introdotto nel centro sportivo di Milanello, dove si allena il Milan, e aveva inviato messaggi allo stesso Gattuso. È accaduto nel febbraio del 2012 quando si erano svolte partite di Milan, Lazio e Juventus sulle quali Bazzani avrebbe cercato di influire.Fra i 20 nuovi indagati, ha detto Andrea Grassi, direttore della divisione operativa del Servizio centrale operativo della polizia (Sco), ci sono anche “un paio di giocatori ancora in attività”. Grassi ha aggiunto che “con l’operazione di oggi salgono a 120 gli indagati e 54 gli arrestati dalla fine del 2010. E’ questo il bilancio di tre anni di lavoro: un lavoro che non si è mai fermato e che dimostra che il fenomeno non è sopito”. Andrea D’Amico procuratore di Rino Gattuso, ha commentato la notizia delle indagini su “Ringhio” nell’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse ai microfoni di Sky Tg24: “È stato un fulmine a ciel sereno. Rino è caduto dalle nuvole. Non sa come mai il suo nome sia balzato fuori. Ora bisogna capire come escono certi nomi, quali sono le circostanze che hanno determinato questa situazione. E prima di trarre conclusioni bisogna verificare tutto. Sappiamo bene che quando vengono fuori queste notizie l’eco che ne deriva è importante. Dobbiamo aspettare prima di dare giudizi. È doveroso attendere in attesa degli sviluppi futuri per la moralità di Rino”. Quattro i mandati d’arresto firmati dal Gip Guido Salvini e legati all’ultima fase dell’inchiesta «Last Bet», partita a giugno del 2010, che ha già coinvolto decine di giocatori ed ex giocatori anche di serie A, tra cui Beppe Signori, Cristiano Doni e Stefano Mauri. Gli arresti sono stati eseguiti a Milano, Bologna, Rimini, Messina. In manette anche i due intermediari, Mister X e Mister Y, com’erano stati identificati nel corso delle precedenti fasi dell’inchiesta dai giocatori coinvolti. Si tratta di Salvatore Spadaro e Francesco Bazzani. I due, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, erano il collegamento tra il mondo delle scommesse clandestine e i giocatori e le società di calcio. Spadaro, secondo l’accusa, sarebbe legato al giro dei “bolognesi” di Giuseppe Signori mentre Francesco Bazzani avrebbe avuto collegamenti sia con i commercialisti dell’ex bomber della Nazionale, Bruni e Giannone (entrambi finiti in carcere in una delle precedenti fasi dell’inchiesta), sia con Almir Gegic, uno dei leader del gruppo degli zingari. Ancora, le altre due ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nei confronti di Cosimo Rinci, amico di Spadaro e dirigente del Riccione calcio nonché in contatto con l’ex presidente dell’Ancona calcio Ermanno Pieroni, a sua volta coinvolto nella prima fase dell’inchiesta, e Fabio Quadri, considerato il factotum dello stesso Spadaro

A volte ritornano: lo scandalo del calcioscommesse

calcioscommesse-tuttacronacaLa procura di Cremona torna a puntare il dito sui campi da calcio e si ricomincia a parlare di calcioscommesse. Due anni non sono bastati a ripristinare la legalità sui rettangoli di gioco e ora ci sono nuovi indagati, “con dirigenti e tecnici” di prima fascia in contatto con criminali che in cambio di risultati esatti sulle gare “pretendono somme dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro a partita”.  E’ stata la stessa procura che aveva scoperto lo scandalo a notificare una nuova proroga di indagini  a 41 persone, tra calciatori e dirigenti. Omissati, al momento, i nomi. Il pm Fabio Saponara, che affianca il procuratore Roberto Di Martino nell’indagine, scrive: “Le investigazioni sono molto complesse perché hanno per oggetto molti fatti tra loro collegati: si indaga sulla manipolazione di circa 110 partite e gli indagati sono più di 150”. Ma non si guarda solo all’Italia, sono infatti partite anche una serie di rogatorie all’estero, non solo per capire i movimenti dell’associazione criminale che partendo da Singapore e da Tan Set Eng, passando per i Balcani con il gruppo degli Zingari di Hrystian Ilyevki, è arrivata in Italia per truccare i campionati. Quello a cui si mira è intercettare i movimenti di denaro. Torna in auge anche il nome di Stefano Mauri, contro il capitano della Lazio sarebbero “emersi ulteriori indizi, rispetto all’originaria richiesta di misura, costituiti da ulteriori collegamenti con indagati di grande spessore, recentemente iscritti”. “In particolare – continua il pm Saponara – molto recentemente è stata depositata una corposa informativa, con la quale sono stati denunciati numerosi nuovi indagati ed è stata evidenziata la manipolazione di altre partite, alcune delle quali riferibili all’ultimo campionato. Quindi l’attività di manipolazione è ancora in corso”. “Sono stati identificati – continua la procura – alcuni personaggi che tenevano i contatti tra il sodalizio e dirigente delle squadre si serie A. E sono in corso di accertamento i legami di questo soggetto in riferimento alla manipolazione delle partite, con accertamenti fondamentali sui tabulati”. Per il 10 dicembre, inoltre, è in calendario l’incidente probatorio durante il quale verranno aperti circa 200 apparecchi informatici sequestrati in più di due anno di inchiesta a tutti gli indagati. Quattro periti che avranno altrettanti mesi di tempo per tirare fuori tutto il materiale importante per l’indagine, compresi i messaggi e le mail cancellate.

Licenziati di serie A e B. Persi 900 posti di lavoro, chi ne parla?

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Alitalia ha gli occhi puntati addosso, ma c’è invece chi nel deserto delle istituzioni e nel silenzio della stampa perde il lavoro. Sono i 900 licenziati, operai e tecnici della De Tomaso, la fabbrica di Grugliasco, nel Torinese, che ha prodotto solo la concept car Deauville e il cui  management è stato inclinato dalle inchieste per la frode di soldi pubblici e il curatore fallimentare sta portando a termine il suo lavoro. Chi si ricorda che questo era il prestigioso stabilimento automobilistico Pininfarina, ora denominato De Tomaso? Le lettere sono state inviate questa mattina e il tempo stringe per evitare questa tragedia sociale: entro il 4 gennaio deve essere trovato un acquirente oppure 900 lavoratori rimarranno senza lavoro, abbandonati nel loro dramma, nonostante abbiano cercato di attirare l’attenzione con proteste e manifestazioni. 

Disperati i lavoratori che hanno sempre continuato a presidiare la fabbrica torinese: lunedì si ritroveranno più numerosi del solito ai cancelli, mentre martedì mattina ci sarà il presidio organizzato dalla Fiomtorinese davanti alla sede della Giunta piemontese, in piazza Castello, a Torino e sarà chiesto un incontro alla Regione.

“L’arrivo delle lettere, sebbene sia un atto dovuto, è avvenuto a sorpresa, non siamo stati informati. Ma noi non ci rassegniamo, siamo pronti a tornare in piazza”, dice un operaio in cassa integrazione da tre anni. “E’ la formalizzazione di un provvedimento inevitabile – commenta Vittorio De Martino, segretario generale della Fiom piemontese – ma noi continuiamo a chiedere che si trovi una soluzione per salvare tutti i posti di lavoro. Alla Regione sollecitiamo una soluzione per il marchio De Tomaso e l’avvio dei corsi di formazione, che ancora non sono partiti”.

“Il curatore – spiega Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro della Regione Piemonte – si è mosso in piena autonomia. In questo momento d’altra parte non sono state formalizzate manifestazioni d’interesse perché non si sa ancora se il marchio sarà disponibile o meno. Su questo punto la procedura credo debba essere chiaro ha l’obbligo assoluto di chiudere in tempi rapidi a tutela dei lavoratori per non vanificare gli sforzi fatti in questi mesi dalle Istituzioni, Regione in primis”.

 

Il mega concerto in Lego, ospita 20mila minifigure

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Un’opera monumentale, una vera e propria architettura riprodotta con il lego. I numeri parlano da soli: sono occorsi 13 trilioni di mattoncini Lego a Mario Fabrio per costruire un palcoscenico degno di uno stadio da 20mila minifigure. Che comprende backstage – con tanto di camion e ambulanze – team di lavoratori che hanno allestito la struttura, tecnici del suono, e pure un tappeto rosso per gli ospiti più esclusivi. E in scena non potevano mancare schermi video, schiere di altoparlanti, ma anche un tunnel sotterraneo con piattaforme idrauliche che fanno alzare il palco. Poi, ovviamente, una piattaforma rotante per portare il batterista al centro della scena.

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Attenti alle truffe: i tecnici degli elettrodomestici inventano i guasti?

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Conti shock quelli richiesti dai tecnici quando un elettrodomestico esce fuori garanzia. Soprattutto se si tratta del frigorifero fate attenzione perché alcuni riparatori potrebbero anche presentare conti “gonfiati” con guasti inesistenti. Di solito avviene perché non si riesce a contestare nulla davanti a un tecnico che presenta una lista di guasti di cui non conosciamo l’entità del danno o il costo della riparazione, quindi facilmente un cliente è costretto a pagare molto più del dovuto e affidarsi alla buona fede del riparatore.

LO SCANDALO DEGLI F35… NON HANNO VISIBILITA’ POSTERIORE!!!

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Per il cacciabombardiere F-35 potrebbe essere la mazzata definitiva. C’è un nuovo rapporto del Pentagono secondo cui il jet da combattimento che dovrebbe equipaggiare anche l’Aeronautica italiana non funziona, e stavolta la bocciatura americana è più pesante di quella di qualche settimana fa, perché riguarda difetti strutturali e non problemi ordinari, di quelli che normalmente si scoprono e si risolvono nella fase di sviluppo di qualunque macchina. La critica all’F-35 è così radicale che il nuovo caccia viene definito per diversi aspetti peggiore dei velivoli più vecchi di decenni, che è destinato a sostituire.

L’F-35 viene prodotto dall’americana Lockheed Martin ma, come ormai è d’uso, lo si fabbrica nell’ambito di un’ampia collaborazione internazionale, che coinvolge anche l’Italia nello stabilimento di Cameri, in provincia di Novara. Ne esistono varie versioni, in particolare a decollo corto o verticale, pensate soprattutto per le portaerei, e a decollo normale per l’impiego da basi terrestri. Finora, i rapporti critici del Dipartimento della Difesa americano avevano coinvolto solo le varianti del primo tipo, mentre l’ultimo dossier le mette sotto accusa tutte.

La questione che aveva fatto rumore qualche tempo fa era la vulnerabilità dell’F-35 ai fulmini. Si era obiettato che il difetto c’è ma si può risolvere. Il nuovo rapporto invece cita, fra nuovi problemi, alcuni impossibili da eliminare, e in particolare la visibilità posteriore che risulta pessima e sarebbe molto penalizzante in un combattimento aereo. E non si dica che il problema non esiste, perché il pilota del terzo millennio non vede con gli occhi ma con gli strumenti elettronici: sull’F-35, dice il rapporto, fanno cilecca anche quelli, perché il display nel casco di volo non fornisce un orizzonte artificiale analogo a quello reale, a volte l’immagine è troppo scura o scompare, e il radar in alcuni voli di collaudo si è mostrato incapace di avvistare e inquadrare bersagli, o addirittura si è spento.

La tragica considerazione finale di questo rapporto del Pentagono è che in un futuro duello aereo l’F-35 verrebbe abbattuto dai vecchi caccia americani F-15, f-16 e F-18, che volano da 30 o 40 anni, dal pan-europeo Typhoon e dal Sukhoi 30 russo e dal J-10 cinese.

Ma non finisce qui perchè è stato riscontrato anche il problema della manutenzione che risulta troppo laborioso e limita l’efficienza operativa. Inoltre l’affidabilità tecnica generale lascia a desiderare e il dispositivo di carica delle batterie tende a non funzionare quando fa freddo, e, tanto per gradire, viene confermata la vulnerabilità dell’aereo ai fulmini.

E l’Italia ha investito 16 miliari di euro per la sola acquisizione, quindi a questa somma poi dovranno essere aggiunti i costi di gestione e manutenzione, più gli eventuali (che eventuali poi non sembrano data l’analisi del Pentagono) costi in caso di problemi tecnici e guasti.

ERA UNA SPESA INDISPENSABILE IN TEMPO DI CRISI ECONOMICA? CHI CI HA MANGIATO? CHI CI DOVRA’ MANGIARE? CHI CI DOVRA’ MORIRE SU QUESTI APPARECCHI CHE NON SONO SICURI E NEPPURE EFFICIENTI? POI PIANGEREMO I MORTI CHE SI POTEVANO EVITARE?

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