Shock e giallo a Pescara: 70enne si suicida per Equitalia, l’ente smentisce, il sindaco conferma

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L’ennesimo anziano che preferisce la dignità, al pignoramento della propria abitazione e così il 70enne Mario Pingiotti, pensionato di Elice, nel Pescarese, si è ucciso sparandosi in faccia nella camera da letto dell’abitazione. Questa era almeno la prima versione di una vincenda che ha sconvolto l’intero paese.  Ma Equitalia si difende «Con riferimento al tragico episodio di oggi avvenuto a Elice in provincia di Pescara – è scritto nella nota di Equitalia – si precisa che la notizia del pignoramento da parte di Equitalia è priva di ogni fondamento. Equitalia, nell’esprime cordoglio per l’accaduto, precisa che non ha pignorato alcuna abitazione nè ha inviato di recente cartelle o avvisi al contribuente». A questo punto è il sindaco di Elice, Gianfranco De Massis, a confermare invece che il problema c’era «Aveva una casa e dei terreni in Liguria e la casa gli era stata pignorata per dei vecchi pagamenti mancati: conoscevo il problema da 4/5 anni. So che aveva provato a vendere l’appartamento, ma non posso dare altri giudizi»

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Letta mette un freno alla “trinità laica”: mai più Mastrapasqua

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Mastrapasqua e quei tre incarichi davvero delicati, quasi una “trinità laica”. Come può un solo uomo ricoprire infatti la carica di direttore generale dell’ospedale israelitico, di  Presidente dell’Inps e vicepresidente di Equitalia?  Ora lo stesso premier Letta interviene: “Per il governo l’incarico di presidente di un ente pubblico nazionale deve essere fatto in esclusiva e non in regime di conflitto di interesse”.  Mastrapasqua ha accumulato un deficit nel bilancio dell’Inpscon l’annessione dell’Inpdap che di anno in anno ha portato a un profondo rosso. Ora chi lo paga? I pensionati che si sono visti bloccare la rivalutazione, coloro che hanno dovuto rinunciare a una quota di un diritto acquisito mediante il contributo di solidarietà e quei cittadini che invece la pensione la sognano, ma non la riescono a ottenere. Il loro diritto alla pensione di anno in anno subisce variazioni, con evidenti ripercussioni sui giovani. Sì, perché il disastro dell’amministrazione Inps non finisce in un anno, ma si ripercuoterà sulle generazioni future quelle che oggi sono in cerca di lavoro e perdono anni importanti che non recupereranno più con evidente danno sulle pensioni.

“Manca la norma sulle incompatibilità” spiega Letta, secondo cui è necessario intervenire per legge perché “per guidare un ente nazionale come l’Inps lo si deve fare in esclusiva”. Questi incarichi, dice ancora, “devono essere svolti in esclusività, così come accade a me e alle persone che lavorano con me nel Governo. Allo stesso modo riteniamo che la stessa cosa debba avvenire per l’Inps e gli altri enti paragonati all’Inps, come l’Istat, l’Inail e altri”.

Poi il premier torna sul caso specifico e ricorda che la nomina di Mastrapasqua è stata decisa per legge, con il decreto Salva-Italia, per cui “una nomina per legge non può che essere cambiata o attraverso una legge o attraverso le dimissioni”.
Letta aggiunge che “stante quella situazione, abbiamo deciso di accelerare un percorso già iniziato dal ministro Giovannini per la nuova governance dell’Inps, a seguito della fusione Inps-Inpdap. C’eravamo dati il mese di marzo come termine, a questo punto accelereremo e contiamo di fare la consultazione dei sindacati e delle forze politiche rapidissimamente nei prossimi giorni’”.

Cane senza guinzaglio: Equitalia chiede i soldi della multa dopo 9 anni

cagnolino-tuttacronacaLa signora Laura Golo, di Milano, nel 2004 era stata multata die volte nello stesso giorno per 100 euro perchè il suo cane non era al guinzaglio e lei non aveva con sè il sacchetto per raccogliere le deiezioni. Trascorsi nove anni, il 10 dicembre 2013, ha ricevuto da Equitalia una cartella esattoriale per i mancati pagamenti delle due multe per un importo complessivo di 357,91 euro: 152,47 euro per il guinzaglio, 199,56 per il sacchettino e 5,88 di diritti di notifica, da pagare in unica rata entro 60 giorni. A denunciare il fatto è il Codacons, “da sempre contrario a condoni che premiano i furbi che evadono il fisco”, ma che chiede al governo “di farne uno su tutte le cartelle che giungono dopo troppi anni dall’infrazione e che, privando il cittadino dei suoi inviolabili diritti di difesa sanciti dall’articolo 24 della Costituzione, producono un’ingiustizia assai maggiore rispetto alla stessa violazione originariamente commessa”. “Anche se 100 euro per una stessa uscita con il cane sono una bella stangata, era tutto regolare, ossia nella norma. Quello che invece non va è che a distanza di ben nove anni, ossia il 10 dicembre 2013, la signora ha ricevuto da Equitalia una cartella esattoriale per i mancati pagamenti delle due multe” con “una prescrizione interrotta nel 2009, quatto anni fa, con una letterina”. L’avvocato Marco Donzelli, presidente del Codacons, ha commentato: “E’ una vergogna che dopo nove anni le multe non siano prescritte. Non è possibile che al cittadino giunga una cartella esattoriale dopo così tanto tempo dal fatto. Non importa se è effettivamente un trasgressore oppure no. Ricevere una cartella dopo nove anni vuol dire veder violato il proprio diritto alla difesa e far venir meno il principio cardine della certezza del diritto”.

Bomba nel Torinese: paura alla sede di Equitalia

equitalia-bomba-tuttacronacaAttimi di paura per gli impiegati di Equitalia dell’agenzia di Chivasso, nel Torinese, in via Aldo Moro 47 che hanno trovato una bomba a mano all’interno di un sacchetto appeso all’ingresso dei loro uffici. Sono stati gli artificieri dei carabinieri, allertati dagli impiegati, a rimuovere l’ordigno che, fabbricato nell’ex Jugoslavia, era ancora in buono stato e completa di spoletta. La bomba era in un involucro in nylon imbustato a sua volta in un sacchetto in carta verde, dal quale fuoriuscivano cavi elettrici. A dare l’allarme sono stati gli impiegati di Equitalia dell’agenzia di Chivasso, in via Aldo Moro 47.

Gli archivi di Oliverio, ex commercialista dei vip… spunta anche Paolo Berlusconi

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Lo aveva annunciato al momento dell’arresto e sembra che non era solo l’ultimo tentativo di difesa: “Se aprite i miei archivi viene giù l’Italia”

Queste parole di Paolo Oliverio, ex commercailista dei vip, arrestato i primi di novembre con l’accusa di aver pilotato nomine e affari nell’ordine religioso dei Camilliani, non sono cadute nel vuoto. Nell’archivio del fiscalista sono emersi infatti rapporti riservati con funzionari dell’intelligence, militari della Guardia di Finanza, parlamentari, imprenditori, boss e alti prelati. Secondo i pubblici ministeri Oliverio è stato anche uno dei “riciclatori” dei soldi della ‘ndrangheta e di alcuni esponenti della criminalità romana. Come scrive il Corriere della Sera:

Ci sono nomi noti come quelli di Paolo Berlusconi e Claudio Lotito nella lista delle frequentazioni del commercialista, ma anche quello di Marco Squatritil’avvocato di affari ex marito di Afef Jnifen, coinvolto in numerosi scandali finanziari e tuttora latitante per una bancarotta da oltre 90 milioni di euro. Con loro Oliverio avrebbe tentato alcune operazioni finanziarie e in alcuni casi sarebbe riuscito a piazzare anche alcuni «colpi» da milioni di euro. È lo stesso meccanismo utilizzato nei rapporti con Lorenzo Borgogni, ex manager di primo livello di Finmeccanica con il quale condivideva alcune quote societarie e sarebbe riuscito ad orientare appalti gestiti da imprese del Gruppo. Tutto passava da decine di aziende, nella maggior parte dei casi intestate a prestanome, che il professionista avrebbe utilizzato per «ripulire» fondi di provenienza illecita.

Naturalmente i legami e i fatti sono ancora tutti da verificare e sicuramente il lavoro degli inquirenti non sarà facile visto l’ampiezza dell’archivio e i dati da incrociare per risalire agli eventuali illeciti. Ma Oliviero sembrerebbe non solo un commercialista della criminalità organizzata, ma anche un uomo che aveva rapporti con i servizi segreti. Sempre sul Corriere della Sera si legge:

Capitolo certamente da esplorare riguarda le frequentazioni Oliverio con esponenti dei servizi segreti, non escludendo la possibilità che il professionista possa essere stato «fonte» degli 007 in alcune occasioni. Anche perché, come svela proprio il gip motivando la scelta di lasciarlo in cella, «l’indagato disponeva di un sistema software per le intercettazioni illegali». Nel suo computer sono stati trovati numerosi «report» su personalità e affari. Sono resoconti su incontri avuti con personalità e sulla gestione di affari: quanto basta per alimentare l’ipotesi che in alcuni casi Oliverio si sia prestato a svolgere il ruolo di informatore.

E gli “aiutini” con Equitalia:

I documenti custoditi nell’archivio svelerebbero però che di ben altro calibro erano i suoi referenti nelle Fiamme Gialle tanto da poter orientare verifiche fiscali su imprenditori e grandi società. Ma anche poter influire sull’attività di ispettori di Equitalia.

Quel caso di violenza e altre “questioni delicate”:

Appunti e documenti contenuti nei suoi computer rivelano che non erano soltanto i vertici dell’ordine religioso i suoi referenti in Vaticano. Le informative allegate all’ordinanza rivelano che avrebbe «risolto» un caso di violenza sessuale che vedeva coinvolto un religioso convincendo la vittima a non presentare denuncia. I documenti acquisiti in seguito proverebbero che pure altre questioni delicate— economiche e personali—sarebbe riuscito a governare così favorendo alcuni alti prelati che avrebbero poi ricambiato questa disponibilità.

Maradona vs L’Arena: l’ex calciatore querela il programma condotto da Giletti

Diego_Armando_Maradona_tuttacronacaE’ stato il legale di Diego Armando Maradona, l’avvocato Angelo Pisani, a diffondere una nota con la quale informa che  “Come tanti italiani che pagano il canone Rai per una corretta informazione, oggi, ancora una volta, ho assistito con rammarico e disappunto alla trasmissione di Rai1 (L’Arena, nda) condotta da Giletti nella parte in cui si è parlato scorrettamente e strumentalmente di Maradona, ai soli fini di audience”. Il lega, dunque, annuncia che “tutelerà innanzi ai magistrati competenti ogni diritto del Pibe de oro”. “Sono state ripetute, per ‘strani’ obiettivi, le solite falsità nei confronti di Maradona senza neanche concedere replica. Diego non ha mai diffamato la signora Sinagra né tantomeno è mai stato un evasore fiscale, come dimostrano una sentenza penale ed una della giustizia tributaria, che dichiarano non esser mai esistita alcuna violazione. Parlare senza cognizione di causa ed accusare ingiustamente una persona non è informazione ma grave persecuzione ed è offensivo. Pertanto – conclude l’avvocato – presenterò querela per diffamazione e violazione della leggi sull’informazione, non tanto contro la Rai ma a carico dei responsabili della ‘solita’ trasmissione e degli ospiti”.

E i Forconi raggiungono le sedi di Equitalia…

equitalia_verona-tuttacronacaI Forconi hanno mantenuto anche oggi i loro presidi in una decina di località venete dove stanno causando un forte rallentamento del traffico, specie in prossimità dei caselli stradali. Ma non solo, come spiega il Gazzettino, un gruppo di manifestanti questa mattina ha raggiunto la sede di Equitalia a Mestre, nel Veneziano, e il direttore ne ha ricevuto una delegazione. Un altro gruppo si è inoltre spostato presso quella di Verona. In entrambi i casi, la situazione è rimasta tranquilla.

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“E’ l’ultima goccia!”, gli imprenditori scendono a Roma con le bare

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Imprenditori, commercianti e artigiani sono scesi in piazza a Roma per l'”Ultimatum day”, la giornata di mobilitazione delle piccole imprese per protestare contro il prelievo fiscale “arrivato al 65,7%”. A Montecitorio, quelli che si definiscono “sopravvissuti alla strage di Stato, vittime delle tasse e di Equitalia”, hanno riempito la piazza di bare. “Oggi è la giornata per dire basta”, ha spiegato Giuseppe Graziani, presidente di Cobas Imprese.

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L’emendamento che prende tempo… L’Italia tra proroghe e svendite

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Una proroga di un anno della possibilità per i Comuni di utilizzare Equitalia per la riscossione dei tributi locali: è quanto prevede un emendamento alla Legge di Stabilità che sarà presentato a breve in commissione al Senato. Lo riferisce il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini.

Minaccia il suicidio: “stanco di lavorare per Equitalia”

equitalia-tuttacronacaRiceve “continui insulti” dalla gente a causa del suo lavoro ad Equitalia e, depresso, un 38enne ha minacciato il suicidio nell’appartamento di Milano dove vive con la madre. Proprio la donna, una 77enne, ha chiamato la polizia ieri sera, dopo che il figlio le aveva detto di voler farla finita dopo averla cacciata dall’abitazione in via Verga 18. Gli agenti giunti sul luogo hanno trovato l’uomo molto ubriaco e insoddisfatto per via del proprio lavoro e l’hanno accompagnato al Fatebenefratelli, dove gli è stato riscontrato un abuso di alcool.

Assedio a Equitalia di Mestre

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Un vero e proprio assedio quello operato da Federcontribuenti alla sede di Equitalia di Mestre che ha organizzato un sit-in per ottenere dilazioni con i debiti di un imprenditore. L’uomo infatti se non fosse riuscito a ottenere una proroga non avrebbe più potuto incassare i crediti che vanta.  Il 53enne infatti titolare di un’impresa di portierato e di servizi fiduciari di Casale di Scodosia in provincia di Padova, rischiava di dover chiudere l’azienda e non avrebbe potuto più pagare i propri dipendenti: «L’azienda è di quelle che ha sempre fatturato tutto e non ha mai licenziato nessuno – spiega il presidente dei Federcontribuenti Marco Paccagnella dalla sede di Padova – purtroppo in Italia è così: quelle che fatturano tutto e pagano arrivano prima o poi ad avere un debito nei confronti dello Stato, quelle che si salvano sono quelle che fanno un pò di nero». Federcontribuenti è riuscita ad ottenere una dilazionare di 72 mesi (i primi 24 a rata ridotta) il debito dell’imprenditore. «È un buon risultato, certo – ha spiegato Paccagnella – purtroppo è bene che i cittadini sappiano che i 120 mesi di dilazione di cui il governo ha parlato sono soltanto uno spot, visto che al momento manca il decreto attuativo e non è nemmeno in discussione. Andrà a finire che, come al solito, a questo “privilegio” potranno accedere soltanto i soliti amici».

Da condono tombale a voragine abissale!

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Era il 2002 quando Berlusconi e Tremonti decisero il condono fiscale. Ma a 11 anni di distanza si scopre che i condonati non pagarono quanto dovuto e così oggi mancano circa 3 miliari e mezzo di euro. Insomma si è evaso sull’evaso d’altra parte le scappatoie per farlo c’erano tutte. Il condono si considerava infatti effettuato dopo il pagamento della prima rata e a chi optava per più rate non veniva richiesta la fideiussione quindi non vi era certo la “necessità di pagare le restanti quote”.

Se uno dopo la prima rata non pagava più, partiva la solita catena per la riscossione coatta tra Agenzia delle Entrate ed Equitalia; il tizio però nel frattempo non poteva essere accusato per i reati eventualmente commessi né gli si potevano applicare le multe cancellate dal condono.

Com’è diventato evasore Maradona? Lo spiega l’avvocato

diego-armando-maradona-fisco-tuttacronacaEra il 1991 quando Corrado Ferlaino diede mandato allo studio legale-tributario Manfredonia perchè si occupasse del contenzioso tributario dei calciatori del Napoli, delle ingiunzioni del Fisco di pagare le tasse. Come ricostruisce il Messaggero, non ci sono solo le cartelle esattoriali, milionarie all’epoca, del Fisco, ma c’è anche una sentenza della giustizia tributaria. I giudici decidono: “dovete pagare” e società e calciatori si rivolgono allo studio, sia Ferlaino che singoli calciatori Careca, Alemao (difesi anche dall’avvocato Aldo Algani) e Maradona. Tutti firmano il mandato ai difensori tranne uno: el Pide de Oro. Si svolge il processo tributario di appello e la commissione dà ragione al club e ai calciatori. A questo punto sia il Napoli che Careca firmano il condono fiscale, mettendo fine a qualsiasi questione con il fisco. Alemao a gennaio scorso vince anche alla “Cassazione” tributaria, terzo grado di giudizio. Gli avvocati Manfredonia, Manfredi, con il padre Carlo, ricordano la vicenda: “Molto bene. Gli accertamenti nei confronti dei tre calciatori del Napoli e del club furono la conseguenza di una verifica generale dell’Erario. L’ispettorato, precorrendo i tempi perché non c’era una normativa specifica, presunse che il Napoli, pagando ad una società estera emolumenti per lo sfruttamento dei diritti d’immagine dei calciatori, evadeva il Fisco, o integrava, a ‘nero’, lo stipendio già corrisposto ai giocatori. In primo grado la sentenza fu negativa per gli atleti e per il Napoli”.

E Maradona chiama in causa la Loren: “non voglio subire le stesse ingiustizie”

sophia-loren-tuttacronacaLa Corte di Cassazione ha stabilito che Sophia Loren non doveva essere arrestata per evasione fiscale nel 1982 e Maradona, la cui battaglia con il fisco continua a far discutere, chiama in causa proprio l’attrice partenopea: “Sono davvero contento per la signora Loren, adesso spero di contattarla e incontrarla per farmi spiegare come ha fatto ad essere così forte a combattere una battaglia tanto dura contro il mostro fisco, andando persino in carcere per molti giorni”. Secondo Angelo Pisani, legale dell’ex Napoli, el Pibe de Oro, al telefono, gli avrebbe detto: “Quello che non voglio è che mi accadano le stesse ingiustizie e vessazioni che ha dovuto sopportare la signora Loren, perseguitata per 40 anni a causa di una presunta evasione fiscale che poi hanno scoperto essere stato un errore dell’agenzia delle entrate. E la cosa più vergognosa per l’Italia è che la signora Loren, ho sentito e visto in tv, fu persino costretta ad andare in carcere mentre io sono stato già assolto dal 1992”. Maradona spiega ancora: “E la signora Loren è una napoletana che ha dato lustro all’Italia in tutto il mondo. Ecco io amo Napoli e l’Italia, non si può trattare la gente come se fossero tutti delinquenti e poi dopo 40 anni dire scusate abbiamo sbagliato”. Da Dubai, l’ex Napoli ribadisce anche che “non sono un evasore, nonsono un criminale. Guardate bene le carte, non usatemi come simbolo contro l’evasione fiscale”. Poi conclude: “State certi che non mi piegherò mai alle ingiustizie del fisco. Rispetto l’Italia, tutte le istituzioni e i contribuenti italiani. Dico che bisogna pagare le tasse, ma quelle giuste, non quelle che si inventano”.

Fabio Volo contro Brunetta a sostegno di Fazio

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Anticipazioni di Libero su Fabio Volo, che rilasciando una dichiarazione al settimanale Chi avrebbe attaccato Brunetta sul comportamento tenuto durante l’intervista di Fazio, secondo il quotidiano:

Fabio Volo, si è lanciato in uno sprint alla Fred Flinstone. Come ha prontamente riportato il settimanale Chi, Volo si sarebbe espresso sul faccia a faccia tra Fabio Fazio e Renato Brunetta durante la trasmissione Che tempo che fa. “Al posto di Fazio, gli avrei tirato una clava, a Brunetta”

L’Italia ha bisogno di una clava o di trasparenza? Rispondiamo violentemente perché, forse con troppa irruenza, da parte del capogruppo Pdl alla Camera si sono chiesti chiarimenti sui compensi dei conduttori della tv pubblica? In ogni modo, clava a parte, speriamo che Volo non si sia riferito anche all’exploit di Maradona… altrimenti la clava pioverebbero anche su Fassina?

“L’ombrello” di Maradona: Vigilanza Rai contro Fazio

maradona-ombrello-fazio-tuttacronacaSalvatore Margiotta (PD), Vice Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, è intervenuto oggi su La7 dove ha dichiarato: “Filmati agghiaccianti ed esempi pessimi” quelli del calciatore, Maradona, “che ospite della tv italiana replica strafottente a Equitalia e del politico, Denis Verdini, che ammette pubblicamente di aver ricevuto pagamenti in nero. Più grave il secondo certo, perché il senso di responsabilità che si chiede a un uomo delle istituzioni è più alto di quello che è tenuto a dimostrare uno sportivo, tra l’altro non italiano.” Riferendosi poi all’accusa che il Codacons ha rivolto alla Rai di pubblicità occulta perchè il presentatore ha parlato della raccolta di dvd dedicata all’ex Napoli, prodotta dalla Radio-Televisione di Stato e curata da Gianni Minà, ha concluso: “Grave è che Fabio Fazio in diretta non abbia obbligato alle scuse l’ex campione, ma la polemica del Codacons proprio non sta in piedi. Un conto è la promozione che si propone all’artista in cambio della partecipazione al programma, un conto il gettone di presenza. Non possiamo perder tempo a fingere che il mercato non abbia delle regole che tutto il mondo rispetta”.

Nuovo attacco di Brunetta a Fazio e la Littizzetto “s’immola”

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Che tempo che fa è ancora nella bufera di Brunetta. Il parlamentare del pd infatti ha sferrato un nuovo attacco a Fabio Fazio e alla Rai:  se Maradona è stato indecente con il suo “gesto dell’ombrello” rivolto al fisco italiano, è la tesi dell’ex ministro, “più grave ancora è il comportamento di Fazio”.

Il capogruppo del Pdl alla Camera ha spiegato all’agenzia Ansa di aver “depositato un’interrogazione alla Commissione di Vigilanza Rai sull’episodio indecente accaduto ieri sera a ‘Che tempo che fa’, con Maradona impegnato nel gesto ‘dell’ombrello’, ed elevato così a testimonial dell’evasione fiscale. Più grave ancora è il comportamento di Fazio”.

Secondo Brunetta, “più grave del comportamento dell’ex calciatore, appare quello di chi gli ha approntato il palcoscenico. Se Maradona è infatti noto per le sue intemperanze, e dunque non stupisce si sia esibito nel gesto dell’ombrello contro Equitalia, davvero offensiva è la condiscendenza manifestata dal conduttore Fabio Fazio che ha lasciato che il suo pubblico tributasse un’ovazione per quell’atto di volgare offesa, che irride la legge e gli italiani onesti”.

Per questo il capogruppo del Pdl, che già nella puntata precedente di ‘Che tempo che fa’ aveva polemizzato con Fazio per il suo compenso, ha depositato

“un’interrogazione al presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico, sull’indecente episodio accaduto ieri sera ‘Che tempo che fa’, con l’esibizione di Diego Armando Maradona impegnato nel gesto ‘dell’ombrello’, ed elevato così a testimonial dell’evasione fiscale in casa di chi paga il canone per vedersi sbeffeggiato. L’interrogazione chiede di far luce su eventuali compensi fatti giungere per vie traverse a Maradona e se nel contratto di Fazio esistano clausole che lo vincolino a rispettare il decoro della Rai e quali siano le sanzioni in caso di violazione”.

Il gesto di Maradona era già stato ampiamente condannato dal viceministro dell’Economia Stefano Fassina. Intervenuto nel programma Mix 24, su Radio 24, il dem aveva affermato: “E’ un gesto miserabile che va perseguito.  (VIDEO)

In difesa di Fabio Fazio è subito scesa in campo la Littizzetto che ha voluto fare ironia:

“Guardi caro Brunella (sic) io sono disposta anche ad andare via da qui. Facciamo così lei viene qui a Che tempo che fa e io prendo il posto di capogruppo del Pdl”. Poi la bordata: “Tanto le nostre misure sono compatibili. Anche lei può mettersi qui sulla scrivania di Fazio”.

Forse però in questo caso dell’ironia non c’era proprio bisogno e sicuramente non si sentiva l’esigenza di ritornare per l’ennesima volta su una battuta ormai inflazionata.

Web e politica alleati… contro il gesto dell’ombrello di Maradona

maradona-ombrello-tuttacronacaE’ stato ospite da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, in onda ieri sera su Rai 3, Diego Armando Maradona. E la sua lunga intervista, durante la quale l’ex Napoli ha raccontato degli spaccati della sua vita, ha colpito il mondo della politica italiana. Per un unico motivo: l’argentino si è infatti difeso dalle accuse di evasione fiscale, per un totale di 39 milioni di euro. “Non sono mai stato un evasore. Equitalia si occupi di chi ha firmato i contratti. Come Coppola e Ferlaino. Chi ho la fatto oggi può andare in giro in Italia tranquillamente. A me invece tolgono gli orecchini e gli orologi. Ma oggi non ce l’ho con me”. Alle sue parole, ha fatto seguire l’inequivocabile gesto dell’ombrello, rivolto ad Equitalia. “Mi hanno cercato degli sponsor offrendosi di pagare il mio debito per farsi pubblicità, ma io ho rifiutato. Proprio perché non sono un evasore. Voglio la verità e andare fino in fondo”. Il primo a puntare il dito contro Maradona è stato il viceministro dell’Economia Stefano Fassina. Intervenuto nel programma Mix 24, su Radio 24, il dem ha affermato: “E’ un gesto miserabile che va perseguito. Parliamo di 40 milioni di euro, Maradona farebbe bene a rispettare le leggi”. Ma anche la rete si è lamentata del comportamento del Pibe de Oro, bocciando il gesto in Twitter.

Che tempo che fa per Maradona?

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Ospite di Fabio Fazio, Diego Armando Maradona si racconta, sia come uomo che come professionista. Un’intervista a tutto tondo che ha toccato molti aspetti nella vita del campione. Arrivato alle 20.44 in anticipo rispetto agli accordi presi Diego Armando Maradona è sceso dal pickup mano nella mano con la sua compagna Rocio Oliva, vestito in nero e con crocefisso disegnato  sulla parte posteriore della giacca. Era stato lo stesso Fazio a correre nel pomeriggio all’hotel dove alloggiava Maradona, per paura che il campione potesse ripetere la buca che diede a Maurizio Costanzo. Il conduttore di che tempo che fa però era stato rassicurato da quel lungo colloquio con l’ex Pibe de Oro. Nessuna buca da parte del campione che è stato accolto, oltre che da fazio anche da Gianni Minà che ha curato tempo fa anche la collana di dvd per la Gazzetta dello Sport.

Dopo l’intervento della Littizzetto entra in studio e ci tiene a puntualizzare che lui un uomo normale non lo sarà mai. “Tu sai che ho disputato l’80% della mia carriera in Italia, per tutto quello che ho fatto, grazie a Dio, non sarò mai un uomo comune. Vado in vacanza – dice ancora Maradona – in paesi in cui il calcio non è seguito, altrimenti non riuscirei a rilassarmi. Spesso mi capita di incontrare persone che mi dicono di avergli salvato la vita, magari erano inviati in Iraq, c’era la guerra e mostrando una mia foto li hanno lasciati passare. Ma io non ho mai voluto l’esempio di nessuno. Gli unici esempi sono il padre e la madre. Io posso essere da esempio, in parte, sul campo da calcio. Ma finisce lì”.

Diego Armando Maradona è molto diretto anche con il conduttore della trasmissione:  “Tu hai dei nemici, io lo so – dice Maradona a Fabio Fazio -: non sei apprezzato perché dici la verità e in questo paese, come in Argentina, non va bene. Non si può andare controcorrente e questo, invece, mi piace di te”.

Poi parla del suo periodo buio, quello legato alla droga: “Io non ho avuto, grazie a dio, dottori, psicologici perché per questo ci sono dei valori, come l’amore di una figlia che non ti può dare nessuno. La droga è tanto cattiva, difficile da sconfiggere. L’amore e l’affetto delle mie figlie mi hanno salvato. Non mi drogo più da dieci anni”.

e sul numero 10 afferma “Una volta il numero 10 era un simbolo. Ora lo portano anche giocatori qualsiasi… Il gol del secolo? Sapevo che sarei andato in porta. Shilton non ci ha capito niente…” e anche il Boca è uno dei ricordi più cari all’ex giocatore “Io ho sempre voluto giocare nel Boca. Loro non avevano soldi, e mi hanno comprato a cambio di un appartamento, non so bene dove… E uno dei gol più belli resta quello al River nel 1981”. Poi attaca anche i giocatori di oggi, quelli che sembra che giochino per pubblicità o che cambiano maglia facilmente:  “Il giocatore più forte dopo di me?  Ce ne sono stati tanti: Careca, Rijkaard, Gullit, Van Basten, Matthaeus… Io non so se oggi i giocatori sono più forti o meno. A volte sembra giochino per le pubblicità. Cambiano maglia con troppa facilità, un tempo non era così”.

Parla anche dei suoi guai fiscali: “Non sono un evasore e lo dico senza problemi a Equitalia. Si occupino di chi ha firmato i contratti, di Coppola o Ferlaino, che oggi possono girare indisturbati. A me invece tolgono gli orecchini, gli orologi. Oggi però non ce l’ho. Mi hanno cercato degli sponsor offrendosi di pagare il mio debito per farsi pubblicità, io ho rifiutato perché non sono un evasore. Voglio la verità. Chi si fa pubblicità sono quelli di Equitalia che vengono da me. Ma hanno un altro lavoro, il loro lavoro non è Maradona. Io non mi nascondo”.

Ma l’amarezza non è solo per Equitalia ma anche per i suo Napoli dal quale De Laurentiis lo tiene lontano: “Io sulla panchina del Napoli? De Laurentiis non mi vuole” epoi quei mondiali che saranno una magra consolazione per il Brasile:  “I Mondiali saranno un sacrificio grande per la gente: ci sono cose più importanti che il Brasile vinca la Coppa del mondo, non credo che ne abbia bisogno. In Brasile avranno un Mondiale e l’Olimpiade ma per la gente tutto questo avrà un costo molto alto. In Brasile la gente avrebbe bisogno di altre e più cose e non del campionato mondiale. Prima si deve lasciare mangiare le persone, e poi fare questo”. Un’altra battuta, stavolta su quegli Usa che non ha mai amato: “gli americani credono di comandare il mondo, ma noi non siamo americani”.

 

Maradona visita l’Italia ed Equitalia visita lui? L’avvocato smentisce

maradona_tuttacronacaAngelo Pisani, legale del Pibe de Oro, ha annunciato a Radio Crc: “Stasera Maradona sarà in tribuna a guardare Roma-Napoli. È la prima volta che si reca in uno stadio italiano e sono sicuro che scenderà anche in campo a salutare calciatori e tifosi. Maradona sarà all’Olimpico con Stefano Ceci, il suo amico del cuore e con la sua famiglia”. E aggiunge: “Il Napoli non mi ha contattato sull’arrivo di Maradona ma mi ha contattato la Roma per accoglierci al meglio ed invitarci a cena, questo è motivo di orgoglio”. Ma questa mattina si era parlato anche di due visite del fisco che avrebbero colpito proprio Maradona, una nella serata di ieri e la seconda questa mattina. Secondo quanto riportavano le ricostruzioni delle ore italiane dell’ex giocatore, infatti, verso le 20.30, quando si trovava nella sua camera d’hotel con la fidanzata Rocio, nell’albergo sarebbero giunti gli uomini di Equitalia con i quali si sarebbe trattenuto fino alle 21.20 circa. All’uscita i due non avrebbero rilasciato dichiarazioni. Il suo avvocato oggi però ha chiarito che “Non è successo nulla. Oggi (ieri, ndr) Maradona ha vissuto una giornata fantastica e non ha ricevuto alcuna notifica da parte della Guardia di finanza o dell’Agenzia delle entrate. Smentite le voci, Pisani ha rivelato che Maradona ha ricevuto una telefonata di Francesco Totti e domani sera sarà all’Olimpico per assistere a Roma-Napoli. Sempre il legale, parlando con l’ANSA, ha aggiunto: “Ben venga qualsiasi notifica o comunicazione da parte delle autorità preposte sulla vecchia querelle con il Fisco, in modo da dare a Maradona la possibilità di difendersi una volta per tutte rispetto a imposizioni inefficaci, infondate e prescritte.Con il Fisco non c’è nessuna polemica in atto, dimostreremo carte alla mano chi ha ragione. E la giustizia, anche se dopo tanti anni, arriverà, perché la presunta violazione fiscale non è mai esistita”. Nell’hotel del centro di Milano dove alloggia con la fidanzata Rocio Oliva, Maradona in serata ha ricevuto una telefonata di Totti che gli ha ribadito l’invito per domani sera all’Olimpico. “Totti e il presidente della Roma Pallotta hanno dimostrato grande disponibilità – ha detto Pisani – Maradona ha accettato l’invito, anche per esaudire il desiderio di sua figlia Dalma che lo ha raggiunto a Milano e vuole vedere dal vivo la ex squadra del padre. Dopo Milano, coloreremo d’azzurro anche lo stadio Olimpico”. Stando a TgCom, tuttavia, Equitalia avrebbe notificato al Pibe un avviso di mora di oltre 39 milioni. Si tratta di un atto dovuto che va rinnovato ogni 6 mesi e che consente l’attivazione di azioni esecutive di recupero del debito fiscale. Maradona lo ha firmato.

Ha “evaso” un centesimo e gli chiedono 155mila euro

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Si può parlare di anomalia o di cartelle “pazze” o dell’ennesimo caso clamoroso che finisce per divenire una notizia allarmante soprattutto se a fronte di una presunta evasione di un centesimo l’Inps chiedere il pagamento di 155mila euro e si rischia anche di bloccare l’attività di una onlus, la Anffas di Ostia, che da vent’anni si occupa della riabilitazione di ragazzi con disabilità intellettiva e/o relazionale. È stato sufficiente quella misera mancanza nel versamento dei contributi del 2009 per far scattare la mega-sanzione e il pignoramento per un totale di 155mila euro nei confronti dell’associazione. Più o meno la stessa somma che sarebbe servita affinché la onlus potesse ristrutturare un immobile confiscato alla mafia e donato dal Comune di Roma per i meriti e i valori espressi dall’associazione. Già nel 2011 l’Anffas era caduta nel mirino del fisco con una cartella misteriosa da 300mila euro, ma il Tribunale di Roma, in seguito ad accertamenti, aveva annullato il provvedimento, ma a distanza di 2 anni arriva una nuova cartella esattoriale che rischia di mettere in ginocchio l’intera onlus, anche perché ora è stato anche emesso il Durc negativo – cioè il Documento unico di regolarità contributiva, il certificato che attesta il rispetto degli obblighi di legge – che blocca automaticamente l’affidamento e il rinnovo di contratti pubblici di servizi di assistenza socio-sanitari, paralizzando l’attività dell’associazione.

Funzionari Equitalia sotto inchiesta per corruzione

equitalia-indagati-tuttacronacaUn’inchiesta della Guardia di Finanza su Equitalia, per la quale ci sono cinque indagati, ha portato gli uomini delle Fiamme Gialle a effettuare complessivamente 29 perquisizioni, a Roma, Latina, Genova, Napoli e Venezia, tre acquisizioni documentali negli uffici di Equitalia, dell’Inps e presso i domicili degli indagati. Alla base dell’inchiesta, che vede tra i destinatari del provvedimento di perquisizione anche l’ex Direttore Regionale Equitalia del Lazio e l’attuale Direttore Regionale Liguria, numerosi episodi di corruzione. Stando alle indagini, gli indagati avrebbero garantito vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti, accogliendo istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali anche in assenza dei requisiti. Ma gli inquirenti e gli investigatori ritengono inoltre che i cinque indagati avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali. In questo modo è stata alterata la correttezza dei dati relativi ai pagamenti e della loro visibilità, con l’obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell’ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare.  Sono i pm di Roma a ipotizzare diversi episodi di corruzione: in alcuni casi i debiti di alcuni imprenditori sono stati fittiziamente ridotti, in modo da consentirne la rateizzazione; in altri casi sono state evitate esecuzioni immobiliari; in altri casi ancora sono state fatte risultare come pagate alcune cartelle esattoriali senza che da parte dei debitori sia avvenuto alcun versamento. Una nota di Equitalia comunica: “Equitalia sta già collaborando con gli inquirenti” dopo le perquisizioni negli uffici della società perchè venga fatta piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità. A tal fine, prosegue la nota, “rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari”.  E ancora si legge che Equitalia “procederà a porre in essere le opportune iniziative” contro le eventuali responsabilità che emergeranno a carico dei dipendenti coinvolti nelle indagini “a tutela della funzione pubblica dell’agente della riscossione e della propria immagine”.

La disabile che è “sana” per Equitalia

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Lei, una 49enne trentina, è invalida al 47% , ma Equitalia dice che deve pagare i contributi come se fosse sana.

«Non ce la faccio più a sopportare questa umiliazione e non riesco più a lavorare come un asino, quando ho le commesse per farlo, con conseguenti giornate a letto per il mal di schiena, che non vengono conteggiate come possibili fermi lavoro dall’Agenzia delle Entrate», dice la donna che a Riva del Garda effettua ricami personalizzati su capi di abbigliamento o su altro materiale pubblicitario. Per questa attività in proprio ha dovuto acquistare una macchina da 20mila euro che gli fa guadagnare poco più di 30 centesimi l’ora.

Secondo lo Stato se ha investito 20 mila euro è perché ne guadagna altrettanti. «Questa è una ingiustizia, la signora lavora, se ha lavoro, quelle poche ore al giorno e non tutti i giorni, pagando ogni imposta diretta e indiretta», afferma il presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella. «La tassazione sul lavoro, e la politica fiscale in generale, annulla tutti quei diritti costituzionali a partire dal contribuire alle spese dello Stato secondo le proprie possibilità, al diritto al lavoro e alla salute e alla casa».

Imprenditori in slip protestano a Montecitorio.

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Equitalia li ha ridotti in mutande e così si presentano a Montecitorio per protestare contro il sistema fiscale italiano. Capitanati dall’associazione ‘Io cambio’ e Cobas, gli impreditori oggi hanno portato in piazza le loro ragioni:  “Fino ad agosto non avremo il parere della Suprema Corte – sottolinea il presidente di ‘Io cambio’, Angelo Alessandri – L’obiettivo è tornare alla riscossione comunale perché i comuni non hanno interesse a perdere tributi, ma hanno anche interesse a fare finire l’ondata di suicidi”. Il fisco oggi è diventato “uno strumento vessatorio impossibile da gestire – osserva ancora Alessandri – così si aprono tre strade: fallire, delocalizzarsi andando all’estero, per chi può permetterselo, suicidarsi. Tutto ciò va contrastato. Questo palazzo – prosegue – indicando uno dei due rami del Parlamento, non è più in grado di capire l’urgenza e ancora perde tempo sulla legge elettorale. Il cambiamento deve venire dal basso. Attraverso una mobilitazione politica , ma popolare. Il Parlamento non ci farà fare il referendum, ma cambierà le regole e allora avremo vinto”.

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E un’omonimia! Equitalia non se ne accorge e gli vende casa.

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Riforma per Equitalia? Può darsi ma non certo nel caso di A.M. 48enne di Napoli che ha dovuto presentare denuncia e querelare per falso Equitalia che gli stava rovinando la vita per una omonimia! Lui si chiama infatti come un boss del contrabbando e l’Agenzia delle Dogane gli chiede 18 milioni per danni all’erario. Equitalia però non si accontenta dei 18 e gliene chiede 25 di milioni calcolando anche gli interessi… intanto provvede a vendergli la casa all’asta. Quando finirà lo strapotere di Equitalia?

 

La crisi del nord Italia… a Padova i pensionati vendono le dentiere

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Oro e argento è finito per i pensionati padovani che ora cercano di vendersi anche le protesi dentarie in oro. Il dramma della provincia italiana del nord fa da bilancia alla crisi sempre più dilagante nella penisola. Proliferano i Compro Oro e in Via Tommaseo, in pieno centro a Padova, appare la scritta che si acquistano anche le protesi dentarie: «Nessuno viene qui a togliersi un dente – racconta il titolare -, ma sì, c’è chi si presenta con singoli denti o intere protesi in oro. Non capita tutti i giorni, ma succede e nemmeno così raramente come si potrebbe pensare». Le protesi fruttano dai 5 ai 10 euro il grammo in base alla caratura dell’oro. Sempre il proprietario di “OroinEuro” afferma «Non mi è mai capitato che arrivino a vendere oggetti preziosi dicendomi che il denaro serve per acquistare alimentari, ma tutti hanno bollette da pagare, rate del mutuo da integrare o scadenze Equitalia inevitabili – continua il titolare -. Lo scorso anno abbiamo avuto una forte impennata di clienti in corrispondenza del pagamento delle rate dell’Imu. In tanti hanno venduto l’oro di famiglia per poter fra fronte alla tassa».

 

CHE SCHIFO! Equitalia alza i tassi e getta le famiglie nel baratro.

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Dal 1 maggio il tasso degli interessi di mora applicato da Equitalia aumenterà del 15% passando dal 4,55% al 5,22% e mettendo sempre più in crisi le famiglie indebitate. Lo denunciano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef: “Una vera assurdità – attaccano – che cade proprio in un momento drammatico per le famiglie italiane che, in molti casi, si trovano in estrema difficoltà anche nel far fronte alle spese più elementari. Non bastava l’aumento dei prezzi e delle tariffe, non bastava la caduta verticale del potere di acquisto (-14,1% dal 2008) e non bastava neanche l’incredibile livello raggiunto dalla pressione fiscale nel nostro Paese (con aumenti solo nel 2013 di +421 euro). Ora anche Equitalia da un ulteriore contributo per accrescere la preoccupazione e lo stato di vera e propria esasperazione in cui si trovano le famiglie”. La società di riscossione secondo Federconsumatori e Adusbef “ancora una volta, vuole fare cassa (per conto dell’Agenzia delle Entrate) con metodi prepotenti ed arroganti”. “Piuttosto che pensare ad aumentare i tassi di mora, Equitalia dovrebbe dare la priorità ad una decisa riorganizzazione della struttura, migliorando i pessimi rapporti con il pubblico. È impensabile – attaccano Trefiletti e Lannutti – che un cittadino debba trascorrere giornate intere in coda per richiedere informazioni o attivare le procedure di contestazione o rateizzazione delle cartelle esattoriali. Per questo, tali aumenti devono essere scongiurati con ogni mezzo e, in caso Equitalia non desse risposte adeguate, le nostre Associazioni avvieranno tutte le iniziative necessarie per tutelare le famiglie”.

Befera: no detraibilità scontrini… non porta il vantaggio sperato!

Per il fisco no, magari per gli italiani SI’.

Benvenuti in Italia!

 

Equitalia replica ai comuni

E’ un batti e ribatti tra Equitalia e Comuni. Per le Amministrazioni locali, Equitaliaha un basso livello di riscossione, ma senza distinguere tra tributi volontari e coatti. Oggi invece arriva la risposta da Equitalia con dati alla mano certi e non confutabili secondo le fonti dell’ente di riscossione: 90% su tributi volontari e 50% su quelli coatti, senza contare che in quest’ultimi sono inserite le cosidette “cartelle pazze”, cioè crediti richiesti dagli enti ma non più esigibili.

 

Governo battuto su Equitalia

Il Governo è stato battuto su un emendamento presentato dells Legs riguardante la riscossione delle imposte. Ciò comporta che l’esazione potrà avvenire  tramite un rapporto diretto con  i comuni senza ricorrere ad Equitalia, Questo afferma la Lega favorirà un  rapporto più sereno dei cittadini nei confronti del fisco .

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