“Criminali in galera”: la Lega e la protesta contro il Dl carceri

carceri-lega-tuttacronaca“Criminali in galera”. Recita così lo striscione esposto dalla Lega mentre il decreto Carceri incassa il sì della Camera e passa al Senato. Il testo, recante misure urgenti per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e una riduzione controllata della popolazione carceraria, è stato approvato con 296 sì, 183 no, 2 astenuti. Si tratta della terza manifestazione in Aula della Lega sempre a proposito del Dl Carceri. Inizialmente Gianluca Buonanno aveva sventolato un paio di manette davanti al banco della presidenza, mentre ieri si era presentato in aula con un cartello: “Pd complice dei mafiosi“. Oggi Nicola Molteni, prima di esporre lo striscione, ha detto: “Con questo decreto rimettete in libertà gli stupratori. Per voi vengono prima i delinquenti e gli extracomunitari e poi la gente onesta ed i cittadini italiani. Siete degli ipocriti e degli ignoranti e votate un decreto vergognoso ed indecente”.Per la presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, il voto di oggi è ”un altro passo avanti verso carceri più vivibili e detenzioni più dignitose. Credo che questo decreto, che si aggiunge agli altri interventi strutturali già approvati o in via di approvazione come la messa alla prova e la riforma del cautelare, sarà una buona carta da giocare in sede europea dopo la sentenza ‘Torreggiani’ per evitare la procedura di infrazione e l’esborso di vari milioni di euro”. E sottolinea: “Il testo che approda ora al Senato  è un buon punto di equilibrio tra garanzie umanitarie ed esigenze di sicurezza. Non c’è alcun cedimento nei confronti dei delitti gravi e di mafia, nessun indulto mascherato, nessuna liberazione automatica. Si potrà avere uno sconto di pena solo sulla base di una valutazione in concreto da parte del giudice della positiva condotta dei condannati”. Ma ricorda anche che serve che “il governo metta in campo anche risorse economiche: una politica carceraria seria è impensabile a costo zero. Servono investimenti per attuare un deciso piano edilizio secondo moduli e criteri avanzati, servono investimenti per potenziare numericamente e professionalmente l’organico degli agenti, degli educatori, degli psicologi, di tutte quelle figure che operano nei servizi sociali dell’esecuzione penale esterna”.

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Grasso si costituisce parte civile: rivoluzione?

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Il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo aver ascoltato i diversi orientamenti espressi dai componenti del Consiglio di presidenza, ha dato incarico all’Avvocatura dello Stato di rappresentare il Senato della Repubblica quale parte civile nel processo sulla «compravendita di senatori» che inizierà il prossimo 11 febbraio presso il Tribunale di Napoli. “Il presidente – si legge in una nota – ha ritenuto che l’identificazione, prima da parte del Pubblico Ministero poi del Giudice, del Senato della Repubblica italiana quale ‘persona offesa’ di fatti asseritamente avvenuti all’interno del Senato, e comunque relativi alla dignità dell’Istituzione, ponga un ineludibile dovere morale di partecipazione all’accertamento della verità, in base alle regole processuali e seguendo il naturale andamento del dibattimento”.

La Camera ha votato la fiducia sul Dl Carceri, ma è caos in Aula

dlcarceri-tuttacronaca347 sì contro 200 no. Con questi numeri la Camera ha votato la fiducia posta dal governo Letta sul decreto carceri. Non sono mancate le proteste in aula, come quella di Buonanno, della Lega, che ha alzato delle manette durante le dichiarazioni di voto. Tutti i deputati della Lega hanno votato contro la fiducia al dl carceri e passando davanti al banco della presidenza nell’Aula della Camera hanno esposto un cartello con le scritte “No al libera-criminali” e “no al libera-mafiosi”. Ogni volta che è accaduto, la presidente Laura Boldrini ha chiesto la rimozione dei cartelli ai commessi. Ma se tutti i leghisti hanno votato contro, non sono stati da meno i pentastellati che hanno votato tenendo alta con la mano una copia del regolamento di Montecitorio. Man mano che sono stati chiamati dai segretari d’Aula per votare, hanno sfilato davanti alla presidenza, dicendo “no” e alzando il regolamento.

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“No al salva mafiosi”: Buonanno porta le manette in Aula

buonanno-manette-tuttacronacaDichiarazioni di voto nell’Aula della Camera sulla fiducia posta dal Governo al Dl Carceri e il leghista Gianluca Buonanno, dopo una frecciata sul caso Ligresti, “La Giustizia in Italia va male”, esordisce. “Con questo provvedimento siamo al supermercato, fate il 3×2 sulla libertà dei delinquenti. Noi vogliamo che i delinquenti stiano in carcere e la gente stia tranquilla”. Dopo di che, estrae dalla tasca un paio di manette e le agita in aria. E mentre la presidente Boldrini le dice: “tolga quella cosa, la smetta!” e chiede l’intervento dei deputati questori, Buonanno lascia il suo posto e lancia le manette sul banco del governo, proprio davanti del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Sempre dai banchi della Lega sono apparsi dei cartelli con la scritta: “No al salva mafiosi”.

La Lega occupa l’ufficio di Grasso contro lo “svuotacarceri”

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I senatori della Lega Nord occupano l’ufficio del presidente del Senato Pietro Grasso. Gli esponenti del Carroccio protestano contro la ripresa nell’aula di Palazzo Madama dell’esame del decreto “svuotacarceri”, che prevede anche la cancellazione del reato di immigrazione clandestina.

“Avevamo chiesto una Capigruppo (riunione dei capigruppo, ndr) – spiega il senatore della Lega Raffaele Volpi – e non è stata convocata. Come se niente fosse sono tornati in Aula”. Nonostante la protesta leghista l’aula di Palazzo Madama sta andando regolarmente avanti nell’esame del provvedimento sulla messa alla prova, ribattezzato dal Carroccio  ”svuotacarceri”.

Troppo grasso: la compagnia aerea non lo imbarca e deve prendere la nave

kevin-chenais-tuttacronacaLa British Airways non lo imbarca: per la compagnia britannica il 22enne Kevin Chenais, con i suoi 230 chili dovuti a una disfunzione ormonale, non può essere imbarcato. Kevin e la sua famiglia, dopo aver trascorso un anno e mezzo in cura in una clinica specializzata di Chicago, dovranno così fare ritorno in Francia a bordo della nave Queen Mary 2. Assieme al padre Renée e alla madre Christiana, il giovane, che si muove su una sedia a rotelle motorizzata e ha bisogno di assistenza medica continua, rifiutato dalla compagnia aerea per la sua stazza e le precarie condizioni di salute, è rimasto bloccato negli Usa e, racconta il padre, “La British Airways ci ha pagato solo cinque notti”, ha raccontato il padre. Air France e Swissair si sono offerte di imbarcare Kevin, ma la famiglia ha detto di non avere più denaro a sufficienza. I Chenais hanno quindi optato per prendere un treno fino a New York, intraprendendo un viaggio della durata di 22 ore e, con l’aiuto del consolato francese, della polizia e del personale della compagnia ferroviaria Amtrak è stato predisposto un servizio speciale alla stazione Pennsylvania per permettere a Kevin di scendere dalla vettura e raggiungere l’albergo in taxi. “Abbiamo pagato 1.200 dollari per il treno e 2.200 dollari per la nave. Non possiamo pagare di più”, ha detto il padre del giovane, che una volta in patria intende fare causa alla compagnia aerea britannica. Ora la famiglia attende la partenza della Queen Mary 2, che lascerà New York il 19 novembre e arriverà a Southampton, in Gran Bretagna, il 26.

Processo Stato-Mafia: Napolitano pronto a deporre ma “limiti di conoscenza”

napolitano-giorgio-tuttacronacaLa Corte d’Assise di Palermo ha ammesso, lo scorso 17 ottobre, lla richiesta della Procura di citare a deporre come testimone il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, pur con alcuni limiti, che dovrà essere sentito sui colloqui tra l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino e l’ex consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio. La Corte ha stabilito che la testimonianza del presidente dovrà avvenire “nei soli limiti della conoscenza del teste che potrebbero esulare dalla funzioni presidenziali e dalla riservatezza del ruolo”, come disposto dalla Corte costituzionale nella sentenza in cui aveva accolto la richiesta di Napolitano di distruggere le intercettazioni delle sue conversazioni telefoniche con Mancino. Lo stesso Napolitano ha inviato una lettera al presidente della Corte nel quale si dice pronto a deporre sottolineando che “sarebbe ben lieto di dare un utile contributo all’accertamento della verità processuale, indipendentemente dalle riserve sulla costituzionalità dell’art. 205, comma 1, del codice di procedura penale espresse dai suoi predecessori”. “Il presidente – precisa il Colle – ha nello stesso tempo esposto i limiti delle sue reali conoscenze in relazione” alla vicenda. Per quel che riguarda le intercettazione, non se ne parlerà durante il processo.

Golosi di tutto il mondo in festa: il cioccolato non ingrassa!

cioccolato-tuttacronacaTra quello che la scienza si ripropone di fare, c’è anche lo smontare i miti e ora gli scienziati dell’Università di Granada hanno dimostrato che il cioccolato non ingrassa. Lo studio, realizzato con giovani ma i cui risultati indicano che lo stesso processo vale anche per gli adulti, ha mostrato come, nonostante le calorie, il consumo del derivato del cacao si associa a livelli minori di grasso corporeo, inclusi quelli che si concentrano sull’addome. I ricercatori della Facoltà di medicina e della Facoltà di Scienze Motorie hanno confrontato l’assunzione di cioccolato e i livelli di grasso totale e centrale (addominale), determinati tramite l’indice di massa corporea, la percetuale di grasso corporeo e la larghezza della vita. Lo studio è stato condotto su 1458 adolescenti tra i 12 e i 17 anni. Il risultato è stato che, qualsiasi fosse lo stile di vita, l’età o il sesso, maggiore era l’ingestione di cioccolato, minore risultava la grassa massa. Questo dimostra che a far ingrassare non è solo l’apporto calorico. “Le più recenti indagini epidemiologiche stanno concentrando la loro attenzione sullo studio del rapporto tra alcuni alimenti (non solo per il suo contenuto calorico, anche per i suoi componenti) e fattori di rischio per lo sviluppo di malattie croniche, tra cui sovrappeso o l’obesità” affermano gli autori. Il cioccolato è un alimento ricco di flavonoidi, elementi utili per il metabolismo. E ‘ un grande antiossidante , anti-trombotico e anti- infiammatorio, possiede effetti anti-ipertensivi e può aiutare a prevenire le malattia coronariche”, spiega Magdalena Bacino, coautrice dello studio pubblicato su Nutrition. Nello specifico, il cioccolato presenta una grande quantità di catechina, un flavonoide che colpisce la produzione di cortisolo e sensibilità all’insulina, le due sostanze strettamente correlate a sovrappeso e dell’obesità . Gli autori hanno quindi sottolineato che l’impatto biologico del cibo non dev’essere valutato solo dal numero di calorie ma dalle altre funzioni che possono avere tutti i suoi componenti. Sebbene lo studio , che fa parte del HELENA ( Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence ) guidato dall’Unione europea, abbia prestato particolare attenzione ai giovani, gli autori sottolineano che negli ultimi anni si stanno accumulando prove che il cioccolato ha la stesso effetto benefico negli adulti. Se ve lo state chiedendo: lo studio è stato finanziato dall’Unione Europea. Una precisazione comunque è stata fatta dai ricercatori: il cioccolato non fa ingrassare… ma non significa che far scorta di cioccolatini abbia un effetto dimagrante!

Napolitano in aula nel processo Stato- mafia, ammesso anche Grasso

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato chiamato a deporre come testimone al processo per la trattativa Stato mafia, è stata accolta, seppur in parte e limitatamente, la richiesta avanzata nelle scorse udienze dal pm Nino Di Matteo. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano era stato citato dai pm per riferire in aula sulle “preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio nella lettera del 18 giugno 2012 – si legge nella richiesta della Procura di Palermo – concernenti il timore di D’Ambrosio ‘di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi’, e cioè nel periodo tra il 1989 e il 1993”.

Ammesso come testimone anche il presidente del Senato Pietro Grasso.

Grasso e il suo tenore di vita medio!

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Piero Grasso interviene al  festival Internazionale a Ferrara, per l’incontro “La democrazia e il potere”, ma non appena prende la parola fa rumoreggiare il pubblico. Appena qualcuno gli chiede infatti quanto dovrebbe  guadagnare un parlamentare, il presidente del Senato si limita a un laconico “quel tanto che basta per renderlo indipendente”. Ma quale dovrebbe essere la cifra incalzano i giornalisti e Grasso ribatte “tra i 5 mila e i 7 mila euro”. Il pubblico in sala non la prende bene e lui ribatte “ci sono dirigenti d’azienda che percepiscono anche 30mila euro al mese” e poi aggiunge che non è qui per “difendere una categoria” ma solo il riconoscimento del “mio tenore di vita medio” che “mi permette di essere indipendente”.

Quindi meno stipendio e più possibilità di “dipendenza”? E cosa intendiamo con “dipendenza”? I soldi limitano davvero i rischi di “dipendenza” o forse potrebbe essere il potere e l’uso distorto che se ne fa a non rendere indipendenti i politici?

Enrico Letta presenta “destinazione Italia” e parla di Carosello

enrico-letta-tuttacronacaIl premier Letta, illustrando il piano Destinazione Italia, che ha come obiettivo proprio quello di attrarre investimenti stranieri, ha affermato che “Il nostro Paese ha un drammatico bisogno di investimenti esteri” che al momento hanno “cifre troppo basse”. Con il piano il governo vuole “dare un segnale molto forte al mondo per fare investimenti economici e finanziari” nel nostro Paese. Il premier ha spiegato: “Cominceremo immediatamente una consultazione pubblica con i soggetti istituzionali e pubblici”.  ‘Destinazione Italia’ è un “modo per agevolare e semplificare” gli investimenti stranieri nel nostro Paese e prevede “50 misure” molto “secche e semplici” per “risolvere i problemi più grossi che le imprese” incontrano venendo in Italia. Letta ha proseguito sottolineando che gran parte degli interventi riguardano la “burocrazia, i problemi del fisco e le questioni infrastrutturali”, come “il piano per gli aeroporti e le questioni delle bonifiche”.  Con il Piano si vuol far comprendere che per attrarre investimenti il Paese “non è nè outlet, che svende tutto a prezzi bassi, ma neanche Fort Apache, solo a difesa”. C’è anche un capitolo dedicato al Mezzogiorno, in cui viene indicato “come accompagnare gli investitori di fronte all’ aggressione implicita o esplicità della criminalità”. Il premier ha tenuto a sottolineare cheCome vedete noi stiamo lavorando in modo, molto concreto e attento per gli italiani e non ho nessuna intenzione che si creino cortocircuiti su questi temi”. E ancora: “Vedo che c’è la volontà di usare il governo come una specie di punginball, tutti se le danno di santa ragione…”. Poi una parentesi per Carosello:  “Per cui lavoriamo e continuiamo a farlo, L’unica immagine che mi è venuta in mente è un’immagine di quando ero bambino e vedevo Carosello e c’era una pubblicità che era molto efficace e carina che è rimasta nella memoria di quello che diceva ‘Non c’ho scritto Jo Condor in testa’. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c’ho scritto Jo Condor in testa, l’ho imparato da bambino. E al momento opportuno lo dimostrerò nel senso che giocheremo all’attacco”.  Con il piano ‘Destinazione Italia’, “inizia un percorso di privatizzazioni” di cui si parlerà anche nella nota di aggiornamento del Def, ha annunciato Letta, puntualizzando che il percorso riguarderà “cose che è giusto privatizzare perchè non sempre privato è meglio del pubblico», come si è visto in esempi passati.  Quello delle privatizzazioni, ha spiegato Letta, «sarà un tema dell’autunno. Al ministero dell’Economia ci stanno già lavorando”.

Lo “sfregio” di Brunetta

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Il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta commentando il voto della Giunta del Senato che ha bocciato la relazione Augello segnando un primo passo, di fatto, verso la decadenza di Silvio Berlusconi, si è espresso in questi termini: è stato uno “sfregio” e poi ha aggiunto “la Giunta per le elezioni del Senato ha sfregiato con questo voto il proprio decoro istituzionale. Uno strumento altissimo della democrazia ha ferito insieme democrazia e giustizia. Nell’auletta del Senato si è espressa una maggioranza diversa da quella di ‘larghe intese’ su cui si regge il governo Letta. Questa composta da Pd-Sel-M5S-Scelta Civica proporrei di chiamarla di ‘basse intese’” e ha concluso ”Fin qui, ci tengo a sottolinearlo, non è un commento, ma la cronaca di quel che è accaduto in questi giorni e ha avuto stasera la sanzione di un voto. Non resta che confidare nella saggezza e nella libertà di coscienza dell’Aula per riparare al torto dell’applicazione incostituzionale di una legge confusa. In sede di commento, esprimo l’amarezza mia e di tutti i deputati del Popolo della Libertà per il veemente e coordinato attacco contro Berlusconi pallidamente mascherato da atto dovuto”

Bocciata la relazione di Augello… Decandenza non prima di metà ottobre

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Bocciata la relazione Augello con 14 voti contrari, a favore il solo relatore. Il nuovo relatore, dopo il no alla mozione Augello, è il presidente della Giunta Dario Stefàno, di Sel. A lui spetterà il compito di stendere una nuova relazione. Per la decadenza di Berlusconi, che dovrà passare anche per il Senato, tempi comunque non brevissimi. Difficile che l’Aula di Palazzo Madama si pronunci prima di metà ottobre. Tutto rinviato, il tunnel è ancora lungo, ma si inizia a vedere la luce?

 

Decadenza di B.: pregiudiziali respinte e l’esercito invade via del Plebiscito

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Pregiudiziali respinte, il Pdl lascia l’aula chiamandosi ora Forza Italia. Ma il risultato non cambia: le questioni preliminari della relazione Augello sono state respinte con 14 no e 9 si la prima; 14 no e 9 si la seconda. I senatori del Pdl hanno lasciato la Giunta per protesta.

 L‘Esercito di Silvio “invade” via del Plebiscito. Succede nella serata di mercoledì 18 settembre, poco prima del voto della giunta sulla decadenza e poco dopo il videomessaggio diffuso dall’ex premier in cui si annuncia il ritorno di Forza Italia.

Per dare sostegno al loro leader i coordinatori dell’ “Esercito di Silvio” sono in via del Plebiscito con bandiere, un palloncino e tanti adesivi sulle giacche. Le bandiere sono sia dell’Esercito di Silvio e sia di Forza Italia.

“Siamo i coordinatori dei vari reggimenti sparsi per l’Italia, ovvero i club della Libertà – spiega il fondatore dell’Esercito di Silvio, Simone Furlan – veniamo dalla Toscana, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dalla Campania. Qui stasera siamo una cinquantina, soltanto una rappresentanza. Volevamo manifestare davanti al Senato ma per problemi di ordine pubblico non c’è stato consentito e così siamo venuti davanti all’abitazione di Berlusconi. Rimarremo qui – conclude – fin quando ci sarà il voto della Giunta delle Autorizzazioni”.

Ogni tanto dal piccolo gruppo, controllato da un cordone di forze dell’ordine, partono dei cori: “Silvio, Silvio” oppure “Silvio c’è”.
La manifestazione di solidarietà, è iniziata, secondo gli organizzatori alle 20,40 e si concluderà, poi, con una visita della nuova sede del partito in San Lorenzo in Lucina.

L’ora X: riunita la Giunta per la decadenza di B. Pdl fuori prima del voto

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I “Commissari” dovranno pronunciarsi sulla relazione di Andrea Augello (Pdl) che propone la convalida dell’elezione di Berlusconi nonostante la sentenza di condanna per il caso Mediaset. Malan (Pdl) entrando afferma “Le premesse purtroppo non sono per nulla buone” e poi aggiunge: “Speriamo, almeno in questa occasione, di avere un ascolto vero e che non vengano dichiarate manifestamente infondate la questione di costituzionalità delle norme e quella della loro congruità con la normativa Ue”.

Prima di entrare in Giunta, Stefania Pezzopane (Pd) ha dichiarato  “Dovrebbe essere una riunione non lunga: interverranno i capigruppo e poi il voto. Non sbrodoliamo questa situazione imbarazzante per il Paese” e poi ha aggiunto “Il discorso di Berlusconi è da anarco-insurrezionalista. E’ uno stalker del governo, più minaccioso nei confronti dei suoi ministri”.

E’ stato deciso poi che il Pdl lascerà l’aula prima del voto.

Intanto la Lega Nord annuncia che voterà “sì” alla relazione di Augello che propone la convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi nonostante la condanna definitiva a quattro anni di carcere per la vicenda Mediaset. A confermarlo, nel corso della sua dichiarazione di voto, è Erika Stefani.

Il calendario della Giunta: mercoledì al voto!

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La Giunta per l’immunità del Senato ha accolto all’unanimità la proposta del presidente Dario Stefano di votare mercoledì sera. Questo è il calendario dei lavori: lunedì, dalle 15 alle 20; martedì, dalle 9 alle 14; mercoledì, dalle 20.30 in poi dichiarazioni di voto e voto.

Quello strano rebus che si sta consumando nella Giunta!

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E’ la seconda seduta della Giunta del Senato  che dovrà decidere sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi. Stasera si è avviata una “discussione unica” sulle questioni pregiudiziali presentate ieri dal relatore Andrea Augello del Pdl. Prima della discussione c’è stato comunque spazio per una quarta questione regiudiziale che sarà presentata dal senatore del Pdl, Lucio Malan. Dario Stefano, presidente della giunta, prima di entrare ha risposto ai giornalisti che lo attendevano fuori da Sant’Ivo alla Sapienza e riguardo ai tempi per votare la decadenza del senatore Berlusconi ha risposto semplicemente “Resto a quello stabilito ieri”.

Andrea Augello parlando con i giornalisti ha espresso tutta la sua incertezza: “Dobbiamo aspettare la fine della riunione per capire quello che succederà, perché ci troviamo, come ho detto due volte, in un vuoto regolamentare”.

Intanto si è anche appreso che Enrico Letta ha incontrato nel pomeriggio a palazzo Chigi il vicepremier Angelino Alfano e gli altri ministri del Pdl. Sembrerebbe che la crisi di Governo da questo colloquio sia stata scongiurata e che ci possano essere le condizioni perché il governo vada avanti.

Intanto los contro in Giunta si ha sin dalle prime battute quando Augello deposita un’integrazione di 25 righe, nella quale specifica che i documenti presentati ieri non sono da intendersi come pregiudiziali, ma come questioni preliminari alla relazione. Contestualmente chiede che si svolgano 4 singoli voti – uno per ogni questione preliminare e uno per la relazione – alla fine della discussione generale. Ciò allungherebbe i tempi e farebbe slittare il voto.

Nelle tre cartelle consegnate questa sera alla Giunta per le Immunità del Senato dal relatore sul caso Berlusconi, Andrea Augello, trapela che non c’è stata nessuna proposta sulla decadenza o meno del Cavaliere. Si sottolinea solo come la cosiddetta legge Severino dovrebbe semplicemente ispirarsi al recepimento della normativa europea sul fronte dell’anticorruzione senza nessuna integrazione ulteriore come quella della delega.

Qui è possibile visionare l’integrazione del relatore Augello

Il Pd insiste però sembra insistere sul voto unico. C’è quindi scontro all’interno della Giunta e anche il socialista Buemi chiede un’unica votazione. Per Felice Casson, per esempio, riferiscono fonti parlamentari, si deve invece partire dalla proposta di convalida. Intanto sul Twitter del M5S al Senato si legge:

A cui segue:

Mentre sono in corso i lavori della giunta Epifani scrive su Facebook: “Di fronte all’interruzione di un governo di servizio, noi avremmo il dovere di renderne un ultimo al Paese: cambiare questa legge elettorale, piena di problemi e che non offre ai cittadini possibilità di scelta”.

Intanto a Matrix, Epifani afferma “La legge è uguale per tutti e quando c’è una sentenza si applica se in uno Stato non fosse così ci sarebbe solo la legge della giungla”

Intanto in giunta si assiste a un nuovo “blocco”. A quanto si apprende, il relatore Andrea Augello avrebbe preso tempo di fronte alle richieste insistenti di presentare le conclusioni.

Mentre c’è l’impasse alla Giunta su Canale 5 a Matrix Epifani dichiara: “Mi fido di quello che hanno deciso i giudici, considero la sentenza veritiera, equilibrata e giusta e poi in ogni caso le sentenze definitive devono essere rispettate”.

Intanto arriva anche un nuovo tweet del M5S:

Durante un pausa dei lavori  è il senatori del Psi Buemi che si lascia avvicinare e afferma “Ci sarà un voto unico sulla relazione nella quale sono state inserite, come punti di discussione, anche le pregiudiziali presentate dal senatore Augello” che poi ha spiegato “si è convenuto di far riferimento all’Art.10 primo comma del regolamento. Esso prevede che il relatore debba proporre la decadenza o la conferma del senatore al termine della relazione. E’ già un risultato importante perchè abbiano raggiunto una buona convergenza”. E poi ha  concluso “credo che questa sera non arriverà alcun voto”.

Anche Casson, durante la pausa riferisce sull’andamento dei lavori della Giunta: “Il relatore Augello non ha ancora sciolto la riserva, non ci ha ancora detto quale è la sua proposta. Si sta discutendo. Non si sa ancora se sono questioni pregiudiziali o preliminari”.

ARRIVA LA PROPOSTA DI AUGELLO:  il Cavaliere non decada.

E’ incardinata la discussione generale sulla decadenza di Silvio Berlusconi con la proposta del relatore Augello di una convalida della sua elezione. Lo annuncia la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, uscendo dalla Giunta per le elezioni, intanto si apprende anche che le pregiudiziali presentate nella scorsa seduta sono state ritirate.

La discussione continua giovedì alle 15.

Contro la decadenza di Berlusconi… il foglietto di Schifani

Renato-Schifani-tuttacronacaParla ai senatori del Pdl Renato Schifani e mette in chiaro la situazione: “Noi dobbiamo tanto, se non tutto, a Silvio Berlusconi. Solo a lui spetta decidere cosa fare” delle sorti del governo: “l’importante è essere uniti. Il nostro è un grande partito, con una grande storia. Siamo già stati all’opposizione: dobbiamo essere pronti a tutto, anche a tornare all’opposizione”. Quello che serve è ricompattare il Popolo della Libertà per evitare voci dissonanti da parte dei presunti “aperturisti” che non seguono la linea del partito. E serve anche a spiegare che, da Arcore, non sono ancora giunte chiare indicazioni su quello che va fatto. Ai giornalisti ha poi spiegato:  “La crisi dipende da altri partiti, non da noi. Il Pdl è unito, pronto a qualsiasi battaglia”. Altre dichiarazioni non ci sono perchè “ho detto troppo”. Solo poco prima, e lontano da orecchie indiscrete, aveva detto ai suoi che i segnali “ostili e ideologici” che arrivano dal Pd sono “chiari: hanno l’occasione di eliminare Berlusconi, non la perderanno”. Quello che c’è sul piatto è l'”agibilità giuridica e personale” di Berlusconi: l’ha anche scritto su un biglietto, rimasto nella stanza della riunione.

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Pdl alle strette? Schifani propone a Grasso di cambiare i membri della giunta

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Secondo Renato Schifani, Piero Grasso, presidente del Senato dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di sostituire alcuni membri della Giunta: “Nel caso in cui la Giunta per le elezioni del Senato dovesse deliberare di dover procedere alla ‘contestazione’ della decadenza dalla carica parlamentare di Silvio Berlusconi, dovrà riunirsi in Camera di Consiglio per pronunciarsi”.

“E’ di tutta evidenza – aggiunge Schifani – che la violazione degli elementari principi di riservatezza da parte di alcuni membri della Giunta – i quali hanno a mezzo stampa dichiarato come voteranno, prima degli adempimenti previsti – richiede la valutazione del Presidente Grasso sulla esigenza di procedere alla loro sostituzione, considerata la funzione giurisdizionale che la Giunta medesima assolve. Funzione che impone il rigoroso dovere di non poter anticipare in alcuna sede o contesto quali saranno le decisioni finali dei singoli componenti”. Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani.

La linea i cinesi la conquistano mangiando vermi!

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Mangiare vermi  o uova di vermi per avere una linea perfetta, questa è l’ultima trovata cinese contro i chili di troppo. Su Taobao.com, il più noto sito di e-commerce cinese, molto utilizzato in Cina per acquisti di ogni tipo, dall’abbigliamento, all’elettronica, persino appunto ai medicinali, da qualche tempo si trovano in vendita delle capsule che contengono uova di vermi o vermi adulti che possono essere acquistati  anche per 1200 yuan, circa 150 euro. Queste capsule, secondo alcuni, ingerite farebbero perdere peso perché i vermi introdotti nel corpo consumerebbero le calorie in eccesso. Tale rimedio, piuttosto pericoloso, sta avendo successo tra molti giovani, tanto da far scattare l’allarme dei medici.  Come ha spiegato il dottor Liu Zhanju, direttore del dipartimento di gastroenterologia dell’ospedale del popolo di Shanghai, i vermi potrebbero spostarsi all’interno del corpo raggiungendo altri organi come il fegato, gli occhi e persino il cervello, causando danni anche gravi.

 

La piena di grasso che preme sulle fogne di Londra. Allarme in città!

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Una piena di grasso sta spaventando Londra. La massa, grande come quella di un autobus a due piani, sta intasando le fogne della città e minaccia di esplodere e invadere le strade. Il problema è stato riscontrato a Kingston, nel distretto sud di Londra, in cui i cittadini da giorni riscontravano l’impossibilità di tirare l’acqua nei wc. La società che si occupa delle fognature ha fatto la scoperta di un enorme ammasso di grasso che ostruiva le fogne, dovuto essenzialmente alla cattiva abitudine di buttare nel lavandino o nel wc gli avanzi di cibo, olii, grassi vegetali e ogni tipo di avanzo alimentare. 

Gli operai sono intervenuti prima che il sistema fognario implodesse creando disagi nelle strade. Ci hanno impiegato tre giorni e tre notti di lavoro di lavoro costante per rimuovere l’enorme ammasso. «Uno dei tubi del sistema fognario è stato ostruito da 15 tonnellate di grasso», ha detto Gordon Hailwood dalla società idrica Thames Water. Che ha aggiunto: «Mai prima d’ora abbiamo visto una cosa simile». Si tratta infatti della «più grande montagna del suo genere nella storia britannica».  

L’ammasso oltre che dal grasso era costituito da carne marcia, salviettine, pannolini, residui sanitari e quant’altro. Non solo è disgustoso a vedere, ma è anche un problema non indifferente da risolvere: «Ha danneggiato molti metri di tubo e le riparazioni richiederanno almeno sei settimane di lavoro», ha sottolineato Hailwood. 

La Nuova Zelanda vuole solo i magri, chef rischia il rimpatrio

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La Nuova Zelanda, il paese con il più alto tasso di obesità nel mondo sviluppato, sta per rimpatriare lo chef sudafricano Albert Buitenhuis perché ritenuto troppo grasso. L’uomo, che pesa circa 130 kg, secondo le autorità «non ha un tenore di salute accettabile».  Nonostante sia dimagrito di 30 kg da quando  si è trasferito nella città di Christchurch sei anni fa, la sua obesità lo pone ad un «serio rischio» di malattie incluso il diabete, ipertensione e problemi cardiaci.

«È importante che tutti gli immigrati abbiano un tenore di salute accettabile per ridurre al minimo i costi e le richieste dei servizi sanitari della Nuova Zelanda», sostiene un portavoce del ministero dell’Immigrazione.

 

 

“Georgofili, 27 maggio 1993: la memoria giovane”. Firenze ricorda

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“Certamente c’era un obiettivo nel ricatto di Cosa nostra allo Stato, più in generale c’era un tentativo di migliorare le condizioni in cui versavano i mafiosi, ma c’era anche dell’altro che continuiamo a cercare”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso è intervenuto a Firenze, in Palazzo Vecchio, alle cerimonie di commemorazione per il ventesimo anniversario della strage dei Georgofili. Grasso ha ricevuto, dalla presidente della commissio pace Susanna Agostini, la “Colomba della Pace” prima d’incontrare gli alunni di alcune scuole della città e una rappresentanza di studenti dell’Istituto tecnico commerciale “Carrara” di Lucca. Il tutto è avvenuto all’interno dell’iniziativa “Georgofili, 27 maggio 1993: la memoria giovane”, organizzata dall’assessorato all’educazione, e durante la quale è stato proiettato un video realizzato dall’associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Scoppia il caso… Caselli vs Grasso e il procuratore di Torino scrive al CSM!

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Dal presidente del Senato, Pietro Grasso, sono arrivate ‘accuse e allusioni suggestive’ che hanno presentato ‘in maniera distorta vari fatti e circostanze afferenti la mia attivita’ di magistrato’. E’ quanto scrive Gian Carlo Caselli, procuratore a Torino, in una lettera in cui chiede al Csm di ‘essere adeguatamente tutelato’. Caselli si riferisce all’intervento di Grasso alla trasmissione tv Piazza Pulita. Caselli lamenta un ‘comportamento lesivo dei miei diritti e della mia immagine’.

Di cosa è fatto Grasso?

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«Questa era un’occasione unica, non come quella di due Papi che pregano insieme, ma insomma… Ho fatto il colpo di testa di chiedere un confronto Tv ma nella mia carica istituzionale non è che si possa andare tutti i giorni ad inseguire i talk show», dice Grasso. «Io ho bisogno di poter avere la fiducia di cittadini e senatori per questo ho voluto spiegare. Non ho segreti. So già che giovedì mi crocifiggeranno faranno del killeraggio in video».

Insomma per Grasso l’incontro con Travaglio sarebbe stato un incontro storico quasi come quello dei due Papi vicini che pregano? Lo possiamo tacciare almeno di eresia, se non di sindrome di protagonismo acuto? E’ un colpo di testa andare in tv a parlare al popolo che ti ha eletto e spiegare che le accuse rivolte (e che accuse) sono frutto magari di una campagna denigratoria (cosa che non ha potuto per altro spiegare)? Non è compito di ciascun parlamentare fugare i dubbi? Grasso si sente già un’intoccabile? Ha così bisogno della fiducia dei cittadini che ha perso di vista il concetto base “la fiducia la si deve saper conquistare” . Sicuramente non la conquista con l’intervista farsa di questa sera, che ha fugato ogni dubbio su fatto che le accuse di Travaglio fossero fondate! Non c’è bisogno del killeraggio video… Grasso si è suicidato da solo!

Grasso a Piazzapulita… il monologo del potere!

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«Una persona che ha la coscienza pulita, a cosa può andare incontro? Io nell’insediarmi al Senato ho parlato di casa trasparente, e la mia nuova funzione istituzionale veniva sporcata, opacizzata da queste parole che è difficile contrastare nella loro genericità». Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, a Piazzapulita su quanto detto da Marco Travaglio giovedì scorso a Servizio Pubblico.
«Sentendo le parole di Travaglio ho capito che quello era l’inizio di qualcosa che sarebbe continuato. Venivano strumentalizzate cose passate della mia carriera per attaccare il presidente del Senato, utilizzando tutto quello che da una vita mi sono sentito contestare», ha aggiunto.
«Io non ho mai reagito perchè ho sempre voluto tenere unita la magistratura. Per me era quasi doveroso sopportare tutto senza reagire, non ho mai minacciato una querela, ma una cosa è la libertà di critica, un’altra è una comunicazione che non informa e sporca soltanto», ha concluso il presidente del Senato.

Se Grasso è il rinnovamento… siamo messi male!

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Continua il ping pong tra Travaglio e Grasso, al centro Formigli, direttore de La7, che si sarebbe piegato alla volontà politica.

Con un nuovo editoriale sul Fatto, Travaglio torna sull’argomento: «Continuo a sperare che il confronto con Grasso si faccia in un luogo concordato da entrambi», scrive confermando il suo no all’invito di Formigli per un faccia a faccia nella sua trasmissione, Piazzapulita. Sostenendo che il direttore de La7, Paolo Ruffini, «si è accordato alle mie spalle con Formigli e con Grasso per bypassare Servizio pubblico», Travaglio incalza il presidente del Senato: «La sua fretta di chiarire tutto non si spiega se non con la speranza di diventare premier» e per questo «i suoi rapporti con Berlusconi e il Pdl vanno chiariti fino in fondo». Però, aggiunge, «se invece il presidente del Senato continua a fare giochetti con i suoi compagnucci di partito viene il sospetto che abbia optato un’altra volta per la fuga, insomma come con Caselli gli piace vincere facile».

A stretto giro, su Facebook, è arrivata la replica di Formigli: «La ricostruzione di Travaglio sul confronto con Piero Grasso a Piazza Pulita è falsa», scrive il giornalista smontando la ricostruzione dei fatti del collega: «È vero che ho inviato a Travaglio un sms per invitarlo a Piazzapulita. L’ho fatto dopo averlo chiamato al cellulare inutilmente per due volte, e per due volte lui ha chiuso la comunicazione. E dopo che lui stesso mi ha chiesto, con un messaggino, di comunicare per sms». Formigli pubblica l’sms di risposta di Travaglio: «Dice così: No grazie. Lo faccio da Michele oppure sulla web tv del Fatto e di Servizio Pubblico». E difende Ruffini: «L’idea che il direttore di La7 Paolo Ruffini si sia accordato “alle sue spalle” con me e Grasso è semplicemente ridicola».

Travaglio travolge Grasso e il giudice lo “cita” in un confronto tv!

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Se pensate di essere stati diffamati dal vostro capo, dalla vostra ex-migliore amica, da un vicino di casa… ebbene chiedete un confronto tv! Questa sembra essere la tattica di un grande giudice antimafia come Pietro Grasso. Se un magistrato si rivolge alla tv per dirimere una questione giuridica, sicuramente dovremmo anche noi seguire il suo consiglio. Una mente illuminata come quella di Grasso sicuramente avrà vagliato molte ipotesi… ma invece di approdare in un tribunale (forse conosce bene che nelle aule non viene fatta giustizia alcuna) avrà preferito recarsi in uno studio televisivo.

Ed ecco che scatta l’invito a un confronto con Marco Travaglio: lunedì a Piazza Pulita (La7), la trasmissione condotta da Corrado Formigli. «Gentile Corrado, accetto volentieri il suo invito in trasmissione per il confronto», scrive Grasso su Twitter. Perchè la tattica è semplice dopo la telefonata in diretta, si va per social network.

Prendiamo esempio!

Grasso non ci sta e sfida Travaglio!

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“Accuse infamanti nei miei confronti, sfido a un confronto tv Marco Travaglio”. Così il neo presidente del Senato Pietro Grasso interviene a sorpresa telefonando in diretta a Servizio Pubblico, pochi minuti dopo il monologo del vicedirettore del Fatto Quotidiano, che era partito proprio dall’elezione dell’ex procuratore antimafia e del confronto con Renato Schifani. A infastidire Grasso, secondo quanto lui stesso ha riferito durante la telefonata, le ricostruzioni di Travaglio sulla sua nomina a procuratore antimafia. “Può venire in trasmissione quando vuole”, ha detto Santoro. “Non posso aspettare una settimana, devo mettere fine a queste accuse il più presto possibile”, ha risposto Grasso.

Già due giorni fa Travaglio aveva lanciato in rete un tweet che aveva sconcertato l’opinione pubblica. Aveva infatti sostenuto che Pietro Grasso, neo Presidente del Senato ed ex capo nazionale dell’antimafia, sarebbe il “cocco del PDL”.

Travaglio, a sostegno di questa pesantissima affermazione, parla di quando Pietro Grasso fu nominato Procuratore di Palermo nel 2000 e, a dire di Travaglio, si trovò ad affrontare la spinosa questione di Renato Schifani, suo avversario nei giorni scorsi nella disputa per la Presidenza del Senato, riuscendo, sempre a dire di Travaglio, a far archiviare la posizione di Schifani.

Grasso si dimezza lo stipendi e la sua scorta! Risparmio 111,960 euro.

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Ha dimezzato il suo stipendio, così come i membri della scorta, e ha rinunciato agli appartamenti romani il presidente del Senato Piero Grasso che lo ha annunciato in una nota. «Fatte salve le indennità irrinunciabili, ho deciso di tagliare tutto il resto (diaria, rimborso spese generali e rimborso spese per l’esercizio del mandato)» dello stipendio, ha scritto. «Per la scorta, che per me a partire dal maxiprocesso non è stata un privilegio ma una dolorosa necessità, ho stabilito di dimezzare quella prevista dal Ministero dell’Interno per il Presidente del Senato».
A seguito dei tagli decisi, il compenso mensile netto del presidente del senato passerà da 18.600 a 9mila euro netti. Su base annua, riferisce ancora Grasso, ci sarà un risparmio di 111.960 euro su 223.169,76.
«Si deve partire dando l’esempio: mi auspico che lo stesso metro possa essere adottato da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza di un Senato che intendo convocare dal lunedì al venerdì. Stamattina leggendo i giornali ho visto che a seguito dei tagli annunciati alle spese del Parlamento si è scatenata una rincorsa di cifre: tante e tutte diverse. Nel mio primo discorso da Presidente ho auspicato che il Senato divenisse una ‘casa di vetro’», scrive il presidente del Senato in una nota.

TRAPPOLA “GRASSO”: M5S in difficoltà… o inciucio?

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«È stata una trappola, in cui il Movimento 5 Stelle non dovrebbe cadere. Comunque, il problema non è Grasso. In gioco non c’è Grasso, ma il rispetto delle regole del M5S. Non si può disattendere un contratto. Chi lo ha firmato deve mantenere la parola per una questione di coerenza e di rispetto verso gli elettori».

«La scelta tra Schifani e Grasso era una scelta impossibile. Si trattava di decidere tra la peste bubbonica e un forte raffreddore… La coppia senatoriale è stata decisa a tavolino dal Pdl e Pdmenoelle. I due gemelli dell’inciucio sapevano perfettamente che Schifani non sarebbe stato eletto… I capricci di Monti che per ripicca aveva minacciato di votare Schifani erano una pistola scarica. I giochi – dice – erano già fatti per mettere in difficoltà il MoVimento 5 Stelle».

Il Top della settimana… con qualche sorpresa!

riassunto settimana

Settimana particolarmente ricca di eventi e… di “posti assegnati”! Ora che tre fumate bianche hanno riempito la cronaca di questi giorni, adesso che le sedie sono state occupate, non resta che aspettare a vedere perchè in fin dei conti lo sappiamo tutti ormai: “La vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quale ti può capitare.”

Tra “falsi annunci”, come la Cei che si complimenta con il “nuovo Papa Scola” ed un gabbiano argentino che viene scambiato per una fumata bianca (che è arrivata poco dopo… un presagio? In fin dei conti San Francesco parlava con gli animali…) e annunci “ufficiali” come quelli alla Camera ed al Senato, non ci siamo certo annoiati, ma anzi, in Italia ci si è commossi, si ha applaudito, si è polemizzato…

Il momento che forse ha colpito di più e resterà maggiormente impresso, anche a livello mondiale, probabilmente è questo:

Eppure… altre cose ci (e vi) hanno colpito! Quindi questa è stata la nostra settimana, vista attraverso i vostri occhi e gli articoli che più hanno richiamato la vostra attenzione. C’è stato Massimo, l’uomo arrivato da Assisi che si è inginocchiato sotto la poggia a San Pietro a pregare per l’elezione papale (con i risultati ormai noti e una domanda che tuttavia persiste: “Dittatura sì o dittatura no?”) e ci sono state le dimostranze contro i “grillini traditori” di Grillo a seguito della nomina di Grasso al Senato. Anche la cronaca nera ha fatto parlare, visto che sono stati ritrovati dei reperti inerenti al caso di Roberta Ragusa. E se Berlusconi questa settimana non è stato un argomento “caldo”, ci ha pensato Cavani con la sua amante a riscaldare gli animi questo week-end. Parlavamo di “sedute occupate”, ovviamente l’interesse c’è stato anche per la Boldrini, anche se l’ha dovuto “dividere” con la critica ai prezzi scandalosi del bar di Montecitorio. La coincidenza che ci ha fatto sorridere è che, contemporaneamente, sul fronte architettura/design ha spopolato un locale arredato in stile… toilet! Tant’è… ognuno fa le sue “riunioni di Gabinetto” con chi gli è più affine!

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Dopo una settimana così intensa c’è da chiedersi come si fa ad eligere un pezzo… beh, conosciamo la passione italiana per il calcio e non ci meravigliamo più di tanto nel notare che, ebbene sì, l’articolo più gettonato è stato il famigerato rigore parato di Alex Del Piero! Le punte di diamante del nostro calcio, per qualche strana maledizione dal dischetto, soffrono ai rigori, però ciò non toglie che Pinturicchio per anni c’ha fatto sognare. Con l’augurio che il suo piede possa essere magico ancora per tanti anni (diciamocelo… un italiano che ha successo all’estero, alla fin fine, fa piacere a tutti e tiene alti i colori della nostra bandiera)… vogliamo ricordarlo così…

GOOD NIGHT & GOOD LUCK!

Fate il vostro gioco… la roulette del Pd, ora Grasso e Boldrini

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E’ stallo in Parlamento: venerdì 5 fumate nere per le elezioni dei presidenti delle camere. Vota praticamente solo M5s, che debutta tra cravatte no-Tav e apriscatole, sedendo in alto alla Camera. Stamattina nuovo round. Berlusconi chiama fuori il Pdl: colpa di un Pd irresponsabile, accusa. Resta confermata per questa mattina la riunione di deputati e senatori di Scelta Civica, ma sulle presidenze di Camera e Senato, dopo il vertice notturno con Mario Monti seguito all’incontro del premier con Giorgio Napolitano al Quirinale, l’indicazione è quella di votare scheda bianca. Tramontate le ipotesi circolate ieri di una presidenza del senato per lo stesso Monti o di un’intesa con il Pd per un montiano a Montecitorio (erano circolati i nomi di Dellai e Balduzzi). E saltata la trattativa con i montiani il Pd punterebbe su due candidature nuove alla Camera e al Senato e i due saranno Laura Boldrini, di Sel, a Montecitorio, e Piero Grasso al Senato.

L’ultimo studio sull’obesità!

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In America l’obesità è una piaga sociale, tanto da veder coinvolta la First Lady nella lotta per un’alimentazione sana e biologica. Sul problema, negli anni, si è detto di tutto e il contrario di tutto, come spesso avviene quando non esiste una soluzione unica, ma un dover trovare una specifica risposta a diversi tipi di obesità.    Secondo una ricerca effettuata da un gruppo di nutrizionisti dell’Università dell’Alabama (Usa), e pubblicato sul New England Journal of Medicine, in materia di obesità sono in circolazione molte convinzioni infondate. Appoggiandosi su un’analisi della letteratura scientifica, Krista Casazza e i suoi collaboratori hanno identificato miti, credenze e fatti provati.

I falsi miti sono stati individuati soprattutto la vecchia convinzione che valgono di più piccole perdite di peso progressive piuttosto che un dimagrimento rapido e importante. Un altro mito che sta crollando è quello dell’effetto protettore contro l’obesità dato dall’allattamento materno: 6mila bambini sono stati seguiti per 6 anni, e non è emersa nessuna prova. Infine, è miseramente caduto il mito che un atto sessuale permetta di bruciare da 100 a 300 calorie: i ricercatori hanno scoperto che l’energia dispersa è di circa 14 calorie per un atto sessuale, la cui durata media è di solito 6 minuti, e consuma quanto una camminata di uguale durata.

Non è neanche vero che saltare la prima colazione protegge dall’obesità. Mal riposta anche la fiducia che possa aiutare mangiare più frutta e verdura: la situazione rimane invariata se non si cambiano le altre abitudini alimentari. Infondata anche l’idea sui rischi del cosiddetto effetto yo-yo, cioè che dimagrimenti e ingrassamenti alternati aumentino la mortalità. Ugualmente falso che fare continui spuntini favorisca l’obesità, perché essa dipende non dalle tante volte in cui si mangia, ma da ciò che si mangia. Altro mito da sfatare è che l’esercizio fisico non fa necessariamente perdere peso, però mantiene la buona salute, perciò è raccomandabile.

L‘obesità dipende in gran parte dal profilo genetico, però abitudini alimentari di frugalità servono a controllarla. Se delle strategie alimentari hanno dimostrato una certa efficacia, è importante persistere: la perdita di peso viene mantenuta. Per i bambini in sovrappeso, ha una grande efficacia il coinvolgimento della famiglia e dei genitori. Infine, per pazienti obesi scelti con giudizio, la chirurgia dell’obesità permette una perdita di peso a lungo termine e offre una riduzione del rischio di diabete e della mortalità.

Non è che lo studio mira a far guadagnare soldi ai chirurghi a danno di un regime di vita salutare?

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Su “Giovanni Falcone” è guerra aperta tra Ingroia e Grasso!

 

Grasso: “Giovanni Falcone ha fatto cose talmente eclatanti che oggi, paragonarsi a lui, mi sembra un fuor d’opera”.  Poi ha aggiunto “la prima legge che bisognerebbe fare è sulla corruzione: cercare di insinuare la possibilità di denuncia da parte di corrotto o di corruttore per far emergere il reato”. LA STRATEGIA DEL TERRORE? COSI’ LA MATTINA CI SI ALZA E SI ACCUSA IL VICINO DI CASA? SONO LE FORZE DI SICUREZZA A DOVER ACCERTARE IL REATO NON LE STRATEGIE DA REGME MILITARE DITTATORIALE! VOTATE PD ARRIVANO I GIORNI DEL TERRORE!

Ingroia:  “Alla signora Maria Falcone, con tutto il rispetto per il cognome che porta, dico: si informi prima di parlare. Io non ho mai usato il nome di Giovanni Falcone per i voti. Lei invece sì, quando si candidò per prendere il seggio al Parlamento europeo e non venne neppure eletta”. una-scena-della-fiction-giovanni-falcone-30928

Grasso contro la Bossi-Fini: “così abbiamo riempito le carceri”

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Per Di Pietro il premier deve essere Ingroia: unico a far la guerra alla mafia

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Giornata politica intensa: Casini, Ingroia, Finocchiaro e l’immancabile Silvio!

Casini conferma la divergenza tra la lista Monti e il Pd, a sua volta la Finocchiaro ribadisce che la politica del centro è “roba vecchia”. Intanto Insorge Ingroia contro la candidatura di Grasso e il povero Berlusconi spiazzato da così tante affermazioni non può far altro che alzare il tiro “se vinco io faccio un’inchiesta contro Monti e la congiura che ha fatto cadere il mio governo”.

CONVIENE A TUTTI FREDDARE I BOLLENTI SPIRITI!

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