Si sfiora la rissa in ospedale a Cagliari: il bebè con tre papà

baby-tre-padri-tuttacronacaScena insolita all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, dove nel reparto di ostetricia e ginecologia è stata sfiorata la rissa per un bebè. La paternità del neonato, figlio di una donna nigeriana, è stata infatti rivendicata da ben tre uomini che, giunti in reparto, hanno iniziato a discutere animatamente passando presto agli insulti e alle minacce. Ora non resta che attendere le risposte dalla madre del piccolo, alla quale spetta decidere se sottoporre il figlio al test del dna e chiarire ogni dubbio.

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La zia che salva la vita al nipotino: respirazione bocca a bocca in autostrada

-Florida-neonato-rianimato-dalla-zia-in-autostrada-tuttacronacaIl piccolo Sebastian, neonato prematuro, si trovava in auto con la zia quando ha smesso di respirare. In quegli attimi terribili la donna ha avuto il sangue freddo di fermare l’auto mentre viaggiava lungo la Dolphin Expressway, autostrada della Florida, e praticare la respirazione bocca a bocca al piccolo. Le azioni della donna, immortalate da un fotografo, hanno salvato la vita del bimbo che, in seguito, è stato trasportato all’ospedale di Miami dai soccorsi arrivati nel frattempo. Ora il piccolo è ricoverato in condizioni stabili.

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Neonata morta in una clinica a Napoli: aperta un’inchiesta

neonata-morta-tuttacronacaI carabinieri erano stati chiamati dai genitori, dopo che la piccola Anna, di appena qualche giorno, è morta in una clinica a Napoli, nel quartiere Vomero. Ora la magistratura ha aperto un’inchiesta sul decesso della piccola. Dopo l’intervento dei carabinieri nella clinica dov’era ricoverata la piccina, infatti, è stato avvisato il magistrato di turno e la salma è stata sequestrata.  La piccola al momento della nascita era affetta da ittero e per questa ragione era stata sottoposta a “fototerapia”, una tecnica curativa basata sull’uso della luce. Mentre la piccola era sottoposta alla cura, tuttavia, la tragedia.

“Più mamma che suora”: parla la religiosa diventata madre

suora-mamma-tuttacronacaParla con il Corriere della Sera la 33enne salvadoregna Suor Roxana Rodriguez, la religiosa saltata agli onori della cronaca per aver partorito un bimbo all’Ospedale San Camillo De Lellis di Rieti. “Come mi sento? Ormai più mamma che suora, questo mi pare evidente”. E prosegue: “Non ha saputo resistere alle tentazioni, come ha detto suor Erminia Pusceddu, la sua Superiora. E riferendosi al suo figlioletto dice: “L’ho chiamato Francesco in onore del nostro bel Papa sudamericano”. Come spiega il quotidiano:

Donatella Proietti e il parrocco di San Michele, don Benedetto Falcetti, insieme a lei nelle ultime ore, hanno ricostruito con cura gli eventi: “Tutto è successo in Salvador, tra marzo e aprile dell’anno scorso, quando Roxana tornò a casa per rinnovare il suo passaporto – racconta don Benedetto, direttore della Caritas diocesana – Come lo possiamo definire? Un revival il ritorno di fiamma di un’amicizia giovanile…”

Certo, se il papà di Francesco è in Salvador, presto si dovrebbe far vivo con mamma e figlio: “Io di sicuro mi prenderò cura del mio bambino, perché è un dono di Dio – annuncia contenta la religiosa di El Salvador – mi preoccupa molto però tutto il clamore che si è sollevato. Non solo in Italia, anche nel mio Paese si sta parlando tanto di questa storia e adesso ho quasi paura di tornarci, anche se a Rieti, malgrado il grande affetto della gente difficilmente ci resterò”.

“Ringrazio tutte le mamme, i papà, le nonne e pure le infermiere di questo reparto – si commuove – in un baleno, dopo la nascita di Francesco, mi hanno regalato pannolini, tutine, bavaglini e cuffiette, visto che io non ero minimamente preparata. Hanno anche organizzato una colletta per quando uscirò dal convento e non avrò più mezzi per vivere”.

 

La suora-mamma verrà cacciata: “Ci ha mentito”

suora-madre-tuttacronacaNell’istituto religioso di Campomoro, dove vengono assistiti anziani autosufficienti, l’imbarazzo è palpabile per quella sorella che ha dato alla luce un figlio. Come spiega il Mattino, la madre superiora, suor Erminia, è a letto dal momento in cui ha ricevuto la notizia per telefono, direttamente dalla voce del direttore sanitario Pasquale Carducci, della nascita del bimbo. A chi le pone domande, spiega con un filo di voce: “Non ci siamo accorte di nulla. Ho saputo tutto dall’ospedale, poi una sorella mi ha infornato che nella notte la giovane suora era stata ricoverata in ospedale. Era venuta un’ambulanza a prenderla. Un’ambulanza che lei stessa aveva chiamato. Un particolare confermatoci da uno degli anziani che accudiamo. Una delle sorelle ha poi trovato il cancello dell’istituto aperto. Ma noi, non ci siamo accorte di nulla, neppure dell’arrivo dell’ambulanza del servizio 118”. Il quotidiano pone delle domande alla madre superiora.

Ma nessuno, nella struttura, ha mai sospettato che la giovane suora salvadoregna fosse incinta?

“No. Avevamo notato che era ingrassata e, ultimamente, accusava strani malori, le davano fastidio alcuni odori. Le abbiamo fatto anche delle battute, ma lei ci ha sempre risposto infastidita, dicendo che la colpa era tutta di una gastrite che da tempo la tormentava e le gonfiava lo stomaco. Un giorno, scherzando, le ho detto: ‘Non aspetterai mica due gemelli?’.  La sua risposta è stata rabbiosa e mi ha detto che andava tutto bene ed era solo colpa della gastrite. Certo, che qualcosa non andava era palpabile. Rispondeva sempre in maniera sgarbata ed era sempre piuttosto nervosa. Ma non poteva certo immaginare quanto accaduto”.  Cosa farete ora? L’accogliere di nuovo con voi?
“Non ha fatto del male a nessuno, ma ci ha mentito. No, qui non tornerà di sicuro. Non ha saputo resistere alla tentazioni. Ho già avvertito la madre generale. Spetterà agli organi superiori della nostra congregazione prendere una decisione. Non gradiamo quel che è accaduto, il clamore che la notizia ha suscitato e che, in verità, proprio non riesco a capire, a comprendere”.

Neonata muore in clinica: indagano i carabinieri

neonato-morto-tuttacronacaAveva appena tre giorni la piccola Anna, morta in una causa di cura al Vomero, a Napoli. Le cause del decesso non sono del tutto chiaro e si attendono gli esiti dell’autopsia per far luce sulla vicenda. I carabinieri hanno raggiunto la clinica giovedì, dopo che i genitori della piccola ne avevano chiesto l’intervento. Anna, al momento della nascita, era affetta da ittero e per questo i medici l’avevano sottoposta a “fototerapia”, una tecnica curativa basata sull’uso della luce. In parole povere era stata messa sotto una particolare lampada per fare scomparire il fenomeno.Il Mattino riporta le parole del padre della neonata, il 37enne Giulio Iengo, commerciante di Ercolano, che ricostruisce le fasi della vicenda. “La mia bambina era sana. Non aveva alcun problema a parte questo ittero per il quale i medici mi avevano tranquillizzato. L’altra sera doveva fare la poppata alle 23. Ce la dovevano portare dal nido. Abbiamo atteso a lungo. Ma la piccola non arrivava. Allora ho bussato alla porta del nido e mi hanno detto che Anna aveva avuto un’emorragia dalla bocca e che l’avevano portata in camera operatoria. Mi sono precipitato dove sono le sale operatorie. Erano chiuse. Mi sentivo di impazzire. Ho urlato, mia moglie piangeva disperata. Solo allora ci hanno detto che la bambina era morta. E così ho telefonato al 112 chiedendo ai carabinieri di venire subito”. I militari del capitano Ruggiu sono arrivati in pochi minuti. È stato avvisato il magistrato di turno, la salma è stata sequestrata, trasferita all’obitorio del policlinico in attesa dell’esame necroscopico. Poi i carabinieri hanno sentito tutte le persone che tenevano in cura la bimba, personale medico, infermieristico e puericultrici. Sempre il Mattino si è rivolto al professore Roberto Paludetto, ordinario di Pediatria e direttore della neonatologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico federiciano, per cercare di capire cosa possa essere accaduto. “Ho pochi elementi per potere avere un quadro chiaro della situazione. Posso avanzare soltanto qualche ipotesi. Partiamo dalla ‘morte improvvisa’ che si verifica anche nel neonato. Un’altra ipotesi è che possa avere avuto un deficit di coagulazione congenito, una ipopiastrinemia, patologia per la quale la coagulazione non funziona”.  “In quanto all’ittero – riprende il docente – esso è presente nel sessanta per cento dei neonati. È insomma molto frequente. Escludo che una lunga esposizione alla lampada possa provocare una emorragia. Sono portato comunque a ritenere che si sia trattato di una alterazione congenita. Esistono, per esempio, le sepsi fulminanti che, però, avvengono più frequentemente nei prematuri. E si può presentare con emorragie. In questi casi si verifica una compromissione multiorgano”.  L’ittero, per concludere, è una condizione clinica estremamente frequente nel neonato e si caratterizza per il colorito giallo di cute, dovuto ad un incremento della bilirubina nel sangue. Nella maggior parte dei casi l’ittero compare tra la seconda e la terza giornata di vita e scompare al termine della prima settimana.

Suora arriva in ospedale dolorante… e partorisce!

suora-partorisce-tuttacronacaE’ il Messaggero che riporta la notizia, che sta circolando sui social network, di una suora 35enne che, giunta all’ospedale San Camillo De Lellis, a Rieti, ha partorito un bimbo del peso di 3 chili e 500 grammi. La donna è giunta, accompagnata dalle consorelle di un convento cittadino, lamentando forti dolori dei quali non sapeva spiegare l’origine: il medico, dopo una visita e l’ecografia, le ha certificato lo stato di gravidanza. Secondo alcune indiscrezioni, la donna sarebbe di nazionalità ecuadoregna ed ha messo al mondo suo figlio nella giornata di mercoledì. Nonostante la cura della riservatezza e la separazione della suora dalle altre pazienti, la notizia è comunque circolata, rimbalzando prima per i corridoi dei reparti dell’ospedale e poi in città e sui social.  Dalla direzione sanitaria del’ospedale, solo imbarazzati sorrisi e laconici “no comment”.

Mamma a 11 anni: succede nel Leccese

baby-mamme-tuttacronacaSua madre ebbe il primo figlio a 13 anni e ora lei, a soli 11 anni, è al quinto mese di gravidanza. La ragazzina, che frequenta la prima media, vive nell’hinterland Leccese e la notizia del suo stato interessante ha stravolto un paesino del Salento. Il futuro papà ha invece 17 anni. La giovane avrebbe cercato di nasconderlo a tutti, ma la madre, che c’è passata prima di lei, si è accorta della reale situazione, anche perchè sia lei che il padre della futura mamma hanno avuto i primi sospetti vedendo la figlia mettere su chili e arrotondarsi sempre di più. Una visita dal ginecologo ha poi sciolto i dubbi. Ora la futura nonna si è rivolta alla dirigente scolastica per cercare di far ridurre il clamore della vicenda.

Il neonato annegato è scivolato nel fiume durante lite dei genitori

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Sono stati fermati i genitori di quel bambino, di appena una settimana, il cui corpo ad agosto venne ritrovato annegato in un fiume nella contea cinese di Ruyang. Da una prima ricostruzione il piccolo sarebbe scivolato accidentalmente in acqua durante una lite animata dei genitori. I vigili del fuoco, primi ad arrivare sul posto, non poterono far altro che appurarne la morte.

I genitori lo dimenticano sul nastro trasportatore: muore neonato di 5 mesi

neonato-nastro-trasportatore-tuttacronacaUna coppia di nazionalità statunitense che all’aeroporto spagnolo di El Allet, ad Alicante, ha dimenticato il proprio neonato di cinque mesi sul nastro trasportatore dei bagagli. Il piccolo è morto, dimenticato come se fosse un pacco o una valigia. Secondo fonti della Croce Rossa e della Guardia civile, che ha aperto un’inchiesta sul decesso, si tratterebbe di una tragica dimenticanza dei genitori, in viaggio con un altro figlio minore. La famiglia era arrivata in Spagna da uno degli aeroporti di Londra, per la precisione Gatwick. Interrogati dagli inquirenti, gli adulti hanno avuto bisogno di assistenza psicologica. In seguito, sono stati rilasciati ma denunciati a piede libero dagli agenti della guardia civile.

Transgender rimane incinto e mette al mondo un figlio.

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Transgender tedesco, nato con organi genitali femminili e che si è sottoposto a lunghe cure ormonali per diventare uomo, è rimasto incinto e ha dato alla luce un bambino. L’uomo si era sottoposto a inseminazione artificiale da parte di un donatore anonimo. Si tratta del primo transgender che in Europa mette al mondo un figlio. L’uomo ha deciso di partorire in casa assistito da  un’ostetrica in modo da non essere identificato in ospedale come madre, ma come padre. Il bambino è nato a marzo.

Quella foto che fa inorridire il mondo: donna con pistola contro neonato

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Sta facendo il giro del web quella foto di pessimo gusto postata su Facebook circa un mese fa. Una madre punta la pistola contro il figlio ( o almeno contro un neonato) e intanto sorride nell’obiettivo. Non si sà chi ha postato la foto e sinceramente è shoccante anche solo il gesto. Se poi c’è chi l'”assolve” parlando di uno scherzo sicuramente è uno di quegli scherzi che non vorremmo mai vedere anche perché non fanno ridere, ma solo inorridire.

No Longer Victims, un’organizzazione umanitaria contro le violenze verso i minori, ha scritto un post di denuncia, per cercare di risalire all’autrice della fotografia: “Un bambino può rimanere traumatizzato per questo.”

Il neonato picchiato a Palermo: per lui arriva un benefattore anonimo

neonato-picchiato-benefattore-tuttacronacaNessuno si è offerto per adottare il piccolo Giorgio, il bimbo palermitano destinato a rimanere sordo e cieco a causa delle percosse inflittegli dai genitori. Il bimbo era stato ricoverato a Ferragosto e di lui hanno chiesto informazioni solo un paio di professionisti e la titolare di un’associazione umanitaria, anche se nessuno ha avanzato richiesta di affidamento. Però, stando al “Corriere della Sera”, ora sarebbe apparso un anonimo benefattore milanese disposto a occuparsi di tutte le spese per le cure e il mantenimento del piccolo. Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale dei bambini di Palermo, ha spiegato: “Mi ha detto che provvederà da oggi per tutta la vita di Giorgio al suo mantenimento. Pronto a trasferirlo a Milano. Offrendo quanto serve per la riabilitazione e per tutte le cure necessarie a una struttura pubblica o privata”. E’ la stessa persone che, in passato, ha assicurato in forma anonima cure costose e coperto spese per bisognosi e senzatetto. I genitori, privati della patria potestà e con il divieto assoluto di avvicinarsi all’ospedale, sono nel frattempo indagati per tentato omicidio ma liberi.

Genitori indagati per tentato omicidio: avrebbero picchiato un neonato

neonato-picchiato-palermo-tuttacronacaRespingono le accuse di aver  picchiato il loro figlio di appena tre mesi un padre e una madre che sono indagati dalla procura per tentato omicidio. Era il 14 agosto quando il piccolo venne portato in ospedale dai genitori con le braccine, le gambe e la testa fratturate. Stando agli adulti, si sarebbe ferito cadendo mentre tentava di “gattonare”. Ma all’ospedale Di Cristina di Palermo i medici hanno capito che il neonato, ora ricoverato in rianimazione e che rischia di perdere la vista e l’udito, era stato picchiato. Dopo che i sanitari hanno accertato che il piccolo era stato vittima di “sindrome di maltrattamento”, il tribunale dei minori lo ha inserito nella lista dei bambini da adottare. Il padre e la madre sono entrambi disoccupati e la donna ha raccontato ai carabinieri di essere depressa. “Spesso è mio marito ad occuparsi di nostro figlio, ma anche lui soffre di depressione e forse per farlo stare zitto lo ha picchiato”, ha riferito ai militari. Dagli esami del sangue a cui sono stati sottoposti non risulta nessuna assunzione di alcol e droghe. Stando ai medici, il neonato era stato picchiato anche in passato: lo dimostrerebbero le fratture ormai ricomposte evidenziate dagli esami radiografici.

Il pediatra maltratta il bambino o sono solo immagini accelerate?

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Ecco il video che sta facendo discutere tutto il Sud America. Sotto la lente mediatica è finito il medico pediatra Marcos Tulio Torres che presta servizio all’ospedale di Maracaibo, in Venezuela. Il filmato, realizzato dalla madre con il cellulare, mostra l’esame a cui è sottoposto il bebè al fine di individuare eventuali malformazioni fisiche, ed essendo le immagini accelerate, ciò che viene mostrato è simile a una tortura. Per questo il Ministero della Salute, per poter far chiarezza su quanto accaduto, ha aperto un’inchiesta. Il medico intanto si è difeso così:  «La velocità delle immagini è accelerata, ma comunque si tratta di pratiche che servono ad individuare eventuali malformazioni fisiche».

Lite per l’affitto: 28enne getta bimbo di pochi mesi dalle scale

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Mercoledì sera, attorno le 21, si è sfiorata la tragedia in via Bezzecca, a Padova, a seguito di un violento diverbio tra i proprietari italiani di un appartamento e i loro affittuari nigeriani. Nel corso della lite, iniziata a causa di un ritardo nel pagamento degli affitti, il figlio 28enne dei padroni di casa, affetto da schizofrenia, ha perso il controllo e, afferrato il bimbo degli inquilini africani nato nel 2012, l’ha lanciato sulla rampa delle scale. Il piccolo, che è stato trasportato d’urgenza in ospedale dopo un volo di un paio di metri dal quale è uscito illeso, se la caverà con due giorni di prognosi. Il 28enne, invece, è stato identificato dai carabinieri intervenuti e ricoverato in psichiatria. Visto il suo quadro clinico deficitario, nei suoi confronti non è stato preso alcun provvedimento penale.

Neonato annegato nel fiume… la Cina si scandalizza e si mobilita

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La Cina non vuole più vedere queste immagini, la Cina non vuole più la violenza sui minori, soprattutto sui neonati incolpevoli. E’ il Daily Mail a proporre l’ennesima immagine raccapricciante, di un bambino/a abbandonato in un fiume della Cina, nella zona a sud est del Paese. Sono scandalizzati gli utenti cinesi per la fotografia del bambino morto annegato, lasciato “galleggiare” per giorni. Probabilmente la morte è legata alla politica del figlio unico, in vigore in Cina dal 1979 e che obbliga ogni famiglia ad avere un solo bambino. E se questo nasce femmina, spesso viene abbandonata al proprio destino perché non può dare una mano nei campi, oppure i problemi sono legati ad altre esigenze, ma nessuno ha più voglia di tollerare questi atti criminali. Ora si sta cercando di risalire all’identità del neonato e dei suoi genitori.

Resti umani in spiaggia a Gallipoli

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Potrebbero essere di un neonato o di un bimbo i resti umani trovati sulla spiaggia pubblica di Gallipoli. Si tratterebbe di resti di uno scheletro che è stato rinvenuto da una bagnante che si era sdraiata, ma sentendo qualcosa di rigido sotto la sabbia ha voluto approfondire di cosa si trattasse e ha scoperto dei resti umani. Immediatamente è intervenuta la polizia, il pm di Lecce Stefania Mininni, e il medico legale Alberto Tortorella. Già si annunciano tempi lunghi e numerosi esami per cercare di risalire a chi possano appartenere tali resti. 

 

Denunciato l’uomo che ha lasciato il figlio di un mese sotto il sole

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E’ un padre cinese di 30 anni, l’uomo che è stato denunciato dopo che ha lasciato suo figlio di appena un mese in auto sotto il sole con il ciuccio fissato con lo scotch in bocca. Così è stato trovato il piccolo intorno alle 11 in via Vignolese, accanto a un centro commerciale, a Modena. Glia genti della municipale e il 118 intervenuti sul luogo sono arrivati mentre l’uomo stava tornando verso la sua vettura. Il piccolo aveva 38 di febbre ed è stato portato al pronto soccorso.

Carmen Consoli diventa mamma e twitter si scatena

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E’ stata la stessa Carmen Consoli a rivelare l’evento sulla sua pagina Facebook annunciando che: “Oggi alle 8.04 è nato Carlo Giuseppe. Sono una mamma felice!” L’artista catanese, che compirà 39 anni il prossimo 4 settembre, aveva dato l’annuncio della sua gravidanza sempre tramite  social network “21 marzo. Primo giorno di primavera. Dopo un inverno apparentemente spoglio e vuoto, la neve e il ghiaccio si sciolgono per lasciare il posto a torrenti di acqua fresca e cristallina, i germogli nascosti a lungo nel terreno si apprestano a sbocciare dando vita a paesaggi variopinti e colorati. Mai come quest’anno sento anche io di portare dentro di me la primavera di una nuova vita che nasce. Con emozione e gioia voglio condividere con voi questo momento e dirvi che presto diventerò mamma”.

Su twitter gli italiani si sono scatenati tra frasi di entusiasmo e alcune polemiche: l’hashtag Carlo Giuseppe (il nome scelto per il bebé) è un rincorrersi di notizie e di ironie, a volte mordaci, come era accaduto già per Santiago, il figlio di Belén.

Neonato operato mentre era ancora attaccato al cordone ombelicale

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E’ il figlio di una coppia di vicentini, il neonato che ieri è stato operato al suo “primo secondo di vita”.  
La tecnica, applicata in Italia dieci anni fa per la prima volta proprio a Padova, poi a Milano e Roma, si chiama Exit (Ex utero intrapartum therapy) e consente di intervenire in contemporanea al parto su patologie che rischiano di compromettere la respirazione alla nascita. Il piccolo era alla 38/a settimana di gestazione e pesava 2 kg e 100. Soffriva si una malformazione vascolare del collo, scoperta con l’esame morfologico durante la gravidanza. E’ stato necessario quindi un enorme lavoro di squadra, in sala operatoria vi erano: chirurghi, neonatologi, otorinolaringoiatri, ginecologi, ostetrici, anestesisti, cardiologi, radiologi, infermieri. Appena dopo il Taglio cesareo, con estrazione parziale del neonato dalla pancia della madre e con il cordone ombelicale ancora attaccato per non interrompere l’ossigenazione, evitando così il distacco della placenta, si è dato il via all’operazione sul piccolo. 

Un parto davvero strano…

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E’ capitato qualche mese fa all’ostetrico greco, Aris Tsigiris. Avevano appena fatto il parto cesareo alla adre quando il si sono accorti che il piccolo era ancora all’interno della sacca amniotica, avvolto come in una bolla d’acqua. Di solito la sacca si rompe al momento del travaglio ed è in quel momento che il bambino inizia a respirare da solo con i propri polmoni, ma invece l’11 marzo a Marousi, vicino Atene, non è andata così. I medici quindi hanno dovuto  “fare un buco – come ha spiegato l’ostetrico, pubblicando la foto sul suo profilo Facebook – Così che il piccolo uscisse e iniziasse a respirare”. In pochi attimi lo scatto del bambino nella “bolla d’acqua” è diventato virale.

Baby 59 potrebbe essere cresciuto dal suo papà: si aspetta il test del DNA

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Sta meglio Baby n.59, nell’ospedale dov’è accudito c’è un via vai di persone che lasciano segni di affetto e anche il web si è attivato. Ma ora la storia sembra prendere una piega inaspettata. Il piccolo, partorito dalla madre e finito nel wc prima di restare bloccato all’interno delle tubature da cui i vigili del fuoco l’hanno estratto, è stato riconsegnato alla madre 22enne, visto che le autorità hanno riconosciuto la sua buona fede, accettando la versione secondo la quale si sarebbe trattato di un incidente. Ma ora un uomo rivendica la paternità, per dimostrare la quale si dice disposto a sottoporsi al test del DNA. In caso di riscontro positivo, sarà lui stesso a crescere il piccolo. Il presunto papà è un funzionario di polizia che ha avuto una breve relazione con la madre del piccolo.

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Baby n.59 è salvo! Si trova in ospedale il bebè gettato in un water in Cina

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Baby n.59 sta bene! Il neonato recuperato ieri dallo scarico di un water nel quale era stato gettato, nella città di Jinhua, nella provincia orientale cinese dello Zhejiang, è figlio di una madre single di 22. Al moomento il suo nome è stato preso in prestito dal numero dell’incubatrice nella quale riposa. Il piccolo è salvo e, nonostante alcune contusioni, i medici definiscono le sue condizioni stabili. Il neonato, che non avrebbe più di due giorni di vita, deve la sua vita ai vicini che avendo sentito dei lamenti, dei vagiti provenire dai tubi, hanno allertato le forze dell’ordine. Il piccolo è stato trovato in una sezione a ‘L’ del tubo di scarico, dove è rimasto incastrato in un diametro di 10 centimetri. Due sono le ipotesi: che una volta venuto alla luce sia stato gettato con il chiaro intento di disfarsene oppure che la donna abbia partorito in maniera inaspettata il bimbo, che sarebbe quindi scivolato nel tubo di scarico. La polizia sta cercando di venire a capo della questione. La notizia, che ha fatto il giro del web ed ha commosso molti, ha scatenato una corsa alla generosità e i corrridoi dell’ospedale dove il bebè è ricoverato c’è un continuo cia vai di persone che portano pannolini, vestitini o che offrono aiuti.

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Neonato venduto su Facebook!

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Un caso agghiacciante in India dove un neonato stava per essere venduto su Facebook per oltre 11 mila euro. Il piccolo era stato rapito dallo zio materno subito dopo la sua nascita in un ospedale della città. L’uomo aveva detto alla nipote che aveva partorito un feto morto. D’accordo con una infermiera, ha quindi «venduto» il neonato a un altro dipendente del nosocomio, il Satyam Hospital, per una cifra equivalente a 640 euro. Quest’ultimo ha messo un annuncio su Facebook a cui ha risposto un amico di New Delhi che ha offerto oltre 11 mila euro per avere il bambino. Nel frattempo però la neo madre, non credendo alla morte del neonato, ha denunciato il genitore alla polizia. Gli investigatori sono riusciti a risalire ai complici del rapimento e a ritrovare il bambino. La televisione precisa però che «l’acquirente», un imprenditore, ha fatto perdere le proprie tracce. Di recente a New Delhi, e in altre parti dell’India, c’è stata una escalation di rapimenti e di violenze sessuali su bambini che hanno provocato diverse proteste da parte di associazioni per la difesa dei diritti umani e dei partiti dell’Opposizione.

Le vittime in India sono sempre le donne, le mamme, le figlie… o gli viene strappato il figlio, o sono costrette a subire violenze, vittime innocenti della violenza maschile che, il più delle volte, è giustificata dallo stato. Restano così impuniti i crimini sulle donne, si moltiplicano le brutalità in nome di una supremazia maschile che sa solo esprimersi con stupidità e criminalità. Il terrore spesso inizia in famiglia, dove mogli spesso incapaci di ribellarsi al proprio marito consentono atrocità inenarrabili, mentre le nuove generazioni, lottano, inascoltate, ogni giorno per vedere riconosciuti i propri diritti.

Quante donne dovranno morire e quanti neonati dovranno essere venduti per mettere un argine a questa violenza?

Il gigante George… a 1 mese pesa più di 7 kg.

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George è un bambino speciale. Appena venuto al mondo è entrato nel Guinnes dei Primati come uno dei più grandi neonati del Regno Unito. Le dimensioni del suo corpicino erano il doppio del peso medio. Il bambino ha solo un mese e indossa tutine destinate a sei mesi di età. “E ‘stato uno shock enorme per tutti – ha raccontato al “Sun” il padre Ryan Packer- nessuno aveva idea che sarebbe stato così grande. La gravidanza è stata difficile per la mamma Jade e in molti pensavano che George non sarebbe sopravvissuto. Jade ha raccontato di come la pancia cresceva e di come il travaglio sia stato durissimo. Oggi i due neogenitori possono coccolare il loro primogenito e guardarlo come si contempla un miracolo. Il peso attuale del ‘piccolo’ George supera i 7 kg.

Muore bimbo di 7 mesi, rimandato a casa dall’ospedale!

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È morto a 7 mesi, dopo che al Pronto Soccorso lo avevano visitato e rimandato a casa con una terapia antibiotica e antipiretica. La tragedia ieri sera a Chivasso. Il bimbo aveva febbre e gola arrossata. Tre ore dopo, però, i genitori si sono ripresentati: il piccolo, in stato di shock, è morto poco dopo il trasferimento a Torino. Di nuovo un caso di malasanità, di superficialità nella diagnosi e di tagli che iniziano a mostrare il lato buio in cui versano gli ospedali italiani. Pochi medici nei turni di notte, poco personale e spesso strutture che avrebbero bisogno di una ristrutturazione profonda… ma era più importante il pareggio di bilancio piuttosto che una vita umana!

Donna nel cellophan, protesta vegan a Barcellona!

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A fine febbraio aveva fatto discutere la pubblicità di un neonato smembrato e rivestito di cellofan oggi a far discutere sono i toni macabri per la protesta animalista che si è svolta oggi nel centro di Barcellona in occasione della “Giornata senza carne”. Una donna in un vassoio di polistirolo e avvolta nel cellophan ricoperta da finti schizzi di sangue per fornire un’analogia con i prodotti di macelleria del supermercato e sensibilizzare contro il consumo di carne. La forma cruenta attraverso cui è stato presentato il messaggio.

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LA FOTO DELLA TRAGEDIA!

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Una foto drammatica, quella di un padre, Jihad Misharawi che stringe disperato il corpo senza vita del suo figlioletto Omar, morto a soli 11 mesi. Jihad lavora nella Striscia di Gaza per la Bbc: questa foto è diventata presto il simbolo della crudeltà dell’esercito israeliano, considerato come responsabile del bombardamento a tappeto sul quartiere dove viveva Jihad con suo figlio.
Ma ora si scopre che la verità potrebbe essere un’altra, e il suo sapore è più che amaro.
Ad uccidere il piccolo Omar non sarebbe stata una bomba israeliana, bensì un razzo palestinese che mancò Israele.
”La maggior parte dei razzi sparati non sembrano essere stati indirizzati verso bersagli militari – si legge nella relazione dell’ONU – L’aggravante è che questi lanci avvengono da zone popolate e mettono gli abitanti di Gaza in pericolo”. Come è infatti accaduto al piccolo Omar.
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Metti un neonato a tavola… Al TRASH non c’è limite!

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Impazzano sulle tavole le torte  forma di neonato per festeggiare il lieto evento. Le famiglie si riuniscono intorno a un tavolo e a fine pasto viene servito il neonato. E se all’inizio è stato il gesto di un parente che voleva essere originale, oggi le pasticcerie sfornano neonati in quantità veramente preoccupante. Una moda trash che sembra inarrestabile, dal classico neonato “standard” si è passati a portare una foto del proprio bebè per fare la torta a sua immagine e somiglianza. Follie da era 2.0!

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L’Orco Nero che ha sconvolto la Cina!

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La Cina è sconvolta dalla vicenda di un bimbo di soli due mesi che è stato rapito e ucciso. Dopo due giorni di frenetica caccia all’uomo il responsabile si è consegnato alla polizia confessando tutto. La storia ha avuto ampia eco su tutta la stampa e la rabbia dei cinesi è esplosa sul web con oltre 60mila post, molti dei quali invocano la pena di morte per l’assassino. Il bimbo era stato lasciato in macchina dal padre che era sceso per fare una commissione in un negozio lasciando anche le chiavi attaccate. A questo punto è arrivato Zhou Xijun, 48 anni, che ha rubato l’auto senza accorgersi della presenza del piccolo. Poi l’orrore: quando ha visto il neonato l’uomo ha perso la testa, lo ha strangolato ed ha bruciando il corpicino. Nel giro di poche ore, dopo che la notizia si è diffusa, sono stati oltre 60.000 i post pubblicati sulla rete cinese. In molti chiedono la pena di morte per l’assassino. La macchina del padre del neonato è stata ritrovata dalla polizia nella città di Yongfa, dinanzi ad una scuola elementare. Una guardia della scuola ha detto che ieri mattina verso le 8.20 un uomo aveva lasciato la macchina parcheggiata davanti all’edificio scolastico dicendo che sarebbe venuta a riprenderla la sera stessa, allontanandosi poi su un taxi. Non vedendolo tornare fino a sera il guardiano della scuola ha chiamato la polizia. L’autista del taxi ha raccontato alla polizia che quando l’uomo è salito a bordo non c’era nessun bimbo per cui si ritiene che l’avesse già ucciso. I resti del corpicino non sono finora stati ritrovati.

INFANTICIDIO! getta il neonato e poi si costituisce.

infanticidio- roma - san camillo
Una donna di 25 anni ha gettato il suo bambino, appena partorito, in un cassonetto dei rifiuti. E’ poi arrivata in ospedale con una grave emorragia e ha subito ammesso il tragico gesto. Il piccolo è stato ritrovato, ma è morto nonostante i tentativi di rianimarlo. Adesso la giovane, italiana, è ricoverata al San Camillo di Roma, dove si trova in stato di arresto con l’accusa di infanticidio.
Il piccolo sarebbe stato abbandonato all’interno della stessa struttura sanitaria dell’ospedale dove la donna è stata poi soccorsa.

Moldava partorisce e getta bambino in lavatrice. Trovato morto!

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Stavolta non è un film, non è una leggenda, è solo una tragica realtà. Una madre che uccide il proprio figlio, in un modo orrendo. Un figlio appena partorito…  la vita e la morte in pochi momenti.

Una donna moldava che ha partorito un bambino, poi trovato morto nella lavatrice di casa a Carpi, e’ accusata di omicidio e occultamento di cadavere. La donna si sarebbe presentata al Pronto Soccorso con una emorragia. Gli accertamenti hanno dimostrato come avesse partorito da poco. La donna dapprima avrebbe negato, poi e’ crollata. I carabinieri hanno raggiunto l’appartamento che la donna occupa con il marito e un altro figlio e hanno trovato il neonato morto. La donna e’ stata fermata.

Restano domande… resta lo sconcerto e ci si domanda perchè queste “madri” non vogliano lasciare i loro figli nelle strutture messe a disposizione dalla colletività. Perchè queste inciviltà, queste barbarie?

Volpe attacca un neonato inglese in culla… salvato in extremis!

Una volpe si è introdotta in un’abitazione londinese e ha afferrato per una mano, un neonato di appena 4 settimane che dormiva nella culla. La vicenda è accaduta a Bromley a sud di Londra e poteva sfociare in tragedia se non ci fosse stato l’intervento repentino dei genitori e dei soccorsi. A causa del morso il neonato ha subito il distacco di un dito. Si è resa quindi necessaria un’operazione chirurgica. I medici sono ottimisti sulla ripresa delle funzionalità della mano. volpe sbrana bimbo

Bebè nel water, la madre è una prostituta tornata in Romania!

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Neonato nel water, i medici dicono che sta “benino”… Nonostante la perfida madre!

Ma si può chiamare madre una donna che butta un bambino nel water, quando esistono centri in cui si può lasciare il bambino nel pieno anonimato?

Era arrivato in ipotermia, è stato riscaldato ora si aspettano altre analisi per vedere se ha subito un’asfissia con conseguenti danni. I medici hanno anche deciso di chiamarlo Emanuele.

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