18enne ucciso ad Ercolano: morto per difendere il nipote del boss

omicidio-ercolano-tuttacronacaGaetano Lavini è morto a causa di una coltellata inflittagli ieri pomeriggio in traversa Mercato ad Ercolano. Da quanto emerge dalle indagini che i carabinieri stanno conducendo, il 18enne ha perso la vita per difendere il nipote del boss Giovanni Birra dalla spedizione punitiva partita dalla zona di influenza del clan Ascione. Nel frattempo è stato identificato anche il suo assassino, allo stato irreperibile, un maggiorenne ma giovanissimo come la sua vittima.  Stando a quanto ricostruito dai militari, Lavini ha tentato di difendere il diciassettenne rimasto lievemente ferito dalla spedizione punitiva e in quel frangente ha rimediato il fendente mortale. A quanto pare il nipote del boss Birra nelle settimane scorse aveva avuto un diverbio con coetanei legati al clan avversario a quello della sua famiglia e ieri pomeriggio la gang lo ha affrontato sotto casa allo scopo di fargliela pagare: Lavini ha cercato di difenderlo ed ha avuto la peggio.

Rissa ad Ercolano: perde la vita un 18enne

omicidio-ercolano-tuttacronacaE’ costata la vita a un 18enne una rissa scoppiata nella serata di sabato 1 marzo a Ercolano. Il giovane, Gaetano Lavini, ha riportato gravi ferite di arma da taglio ed è morto poco dopo essere stato portato all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Nella rissa anche un 17enne è rimasto ferito e proprio su di lui si concentrano le attenzioni degli investigatori che stanno al momento indagando per cercare d’identificare i responsabili. Al momento non è stata ancora trovata l’arma. Non viene escluso che la rissa sia stata una sorta di regolamento di conti, una vendetta maturata per una lite scoppiata una settimana fa al confine con Torre del Greco. Don Marco Ricci, il parroco della chiesa di Santa Maria della Consolazione particolarmente impegnato nel sociale, ha riferito che “il giovane sarebbe diventato presto papà. Il diffondersi di armi da taglio, facili da procurarsi e da occultare, ricorda il sacerdote, “ha spinto qualche anno fa il cardinale Crescenzio Sepe a formulare l’appello ai giovani ‘deponete i coltelli'”.

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Femminicidio nel Viterbese, arrestato il convivente

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L’ennesimo femminicidio perpetrato tra le mura domestiche dove un uomo di 65 anni di origini napoletane ma residente a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, intorno alle 3,30 di notte ha ucciso a coltellata la convivente di 52 anni. Il movente non è chiaro e i militari sono a lavoro per ricostruire quanto sia avvenuto nella notte scorsa. L’uomo in stato di fermo è interrogato nella caserma di Ronciglione.

Aveva ucciso l’amica con 160 coltellate: assolta perchè non imputabile

annalisa-lombardi-tuttacronacaSi è svolto a Piacenza, con rito abbreviato, il processo di primo grado nei confronti della 30enne Monica Montagna, la donna di Milano che il 24 luglio 2012 si era macchiata dell’omicidio di Annalisa Lombardi, 29 anni, massacrandola con 160 coltellate al culmine di una lite. Il delitto si era compiuto in un’abitazione a Ferriere, nel Piacentino. Ora la 30enne è stata assolta dal giudice Gianandrea Bussi perchè non imputabile. E’ stato però disposta una misura di sicurezza: la Montagna dovrà trascorrere 10 anni in un ospedale psichiatrico giudiziario. Quello che è emerso dalle perizie disposte dal tribunale, infatti, è da un lato l’incapacità di intendere e di volere della milanese, ma dall’altro la sua pericolosità sociale. La madre della vittima, all’uscita del tribunale, si è però sfogata con i giornalisti: “Sentenza ingiusta, perchè Monica Montagna non pensa assolutamente a quello che ha commesso”. Quel tragico 24 luglio la Campagna, che aveva pranzato con l’amica, dopo aver aggredito e ucciso l’amica si era buttata dal balcone della casa, al terzo piano, procurandosi solo ferite lievi nella caduta. Nei giorni dopo l’omicidio la ragazza, sentita dal sostituto procuratore Ornella Chicca, all’ospedale di Parma dove si trovava ricoverata, aveva bisbigliato frasi sconnesse e il magistrato aveva dovuto interrompere l’audizione.

Uccisa nella notte a coltellate, il marito si consegna ai carabinieri

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Tragedia a Pinerolo, nel Torinese dove Maria Pia Garnero, 64 anni è stata uccisa a coltellate per mano di Lorenzo Osella, 65 anni. E’ stato lo stesso Osella che, nella mattinata di oggi si è poi consegnato ai carabinieri dicendo di aver ucciso la donna perché gravemente malata.

 

30 coltellate non bastano!

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30 coltellate non bastano! Lo ha deciso con una sentenza la Corte di Roma il 23 maggio 2013, riducendo la pena d’ergastolo ad appena 17 anni di reclusione  a Giorgio De Vito, il 38enne responsabile del delitto di Marcella Rizzello, avvenuto a Civita Castellana la mattina del 13 febbraio 2013. L’uomo uccise la sua compagna con 30 coltellate davanti alla figlioletta di 13 mesi, ma secondo i giudici d’appello non sarebbe provata la crudeltà:  ”la volontà di infliggere alla vittima un patimento ulteriore rispetto al mezzo che sarebbe sufficiente a eseguire il reato”. In un’altra parte della sentenza si legge ”la mera reiterazione dei colpi inferti alla vittima non è una condotta rilevante ai fini della configurazione dell’aggravante”. Le 30 coltellate che hanno strappato la vita a Marcella Rizzello, sarebbero solo indicative della ”concitazione legata al dolo d’impeto, finalizzata a vincere la resistenza della vittima”. E anche la bottiglia posta tra le gambe della giovane una volta morta dissanguata, dopo averle abbassato i pantaloni del pigiama, non sarebbe indice di crudeltà. Semmai, ritengono i giudici d’appello, dimostra solo ”l’insensibilità dell’imputato”. Non ci sarebbe quindi stata ”l’inaudita furia omicida” per la quale la Corte d’Assise di Viterbo aveva inflitto l’ergastolo a De Vito.

Tossicodipendente uccide 70enne in strada per 5 euro.

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Un tragico incontro quello di Clotilde Sensale, proprietaria di Holidays Sport, in via Nappi ad Avellino. L’episodio si è verificato nel pomeriggio quando un tossicodipendente di 40 anni, Pellegrino Pulzone, armato di coltello si è presentato all’interno del negozio della Sensale e le ha chiesto 5 euro. Al rifiuto della donna ha iniziato a colpire la 70enne. Sono state circa 8 coltellate a uccidere Clotilde Sensale, poi  Pulzone è scappato via abbandonando a terra anche un laccio emostatico e una siringa. L’uomo è stato poi bloccato dalla polizia poco dopo.

 

Duplice omicidio o omicidio suicidio? Padre e figlia morti in casa a Milano

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Padre e figlia sono stati trovati morti a Motta Visconti, in provincia di Milano. Secondo le prime informazioni l’uomo, di circa 80 anni, sarebbe stato colpito da diverse coltellate. La figlia, invece, sarebbe stata trovata impiccata. Sul caso indagano i carabinieri.

Aggiornamento 16 agosto 2013, 22,37:

Si è trattato un omicidio-suicidio. La figlia Maria Grazia Passalacqua, 57 anni, avrebbe accoltellato il padre Luigi, 88 anni e poi si sarebbe tolta la vita impiccandosi a una ringhiera. La figlia viveva con il padre accudendolo in quanto cardiopatico. I due, secondo quanto riferiscono i carabinieri di Milano, erano rimasti soli dopo che era mancata la madre, colpita da una grave malattia. Il cadavere del padre è stato rinvenuto nel suo letto, mentre il coltello utilizzato per l’omicidio è un arnese da cucina. Maria Grazia era in cura per una sindrome depressiva.

Giallo a Grosseto, trovato un cadavere di un 30enne

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Un uomo dall’apparente età di circa 30 anni, probabilmente straniero, è stato trovato morto a Grosseto, ucciso con una decina di coltellate. Il cadavere è stato trovato verso le sei di oggi dai carabinieri lungo una strada alla periferia nord del capoluogo maremmano in seguito ad una segnalazione. La morte sarebbe avvenuta per dissanguamento. Sull’accaduto i militari stanno ascoltando in caserma 5 persone, una delle quali si è fatto medicare in ospedale ferite da taglio.

Perpetua trova parroco ucciso a coltellate

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E’ stato rinvenuto questa mattina, alle 7.45, dalla perpetua, in canonica il corpo del parroco ultra ottantenne del paese di Marano d’Isera (vicino a Rovereto). Il cadavere di Giuseppe Peterlini presentava diverse coltellate. Aperte tutte le ipotesi, anche quelle di un tragico incidente o di un omicidio. Al lavoro i carabinieri di Rovereto che stanno cercando indizi per chiarire quanto è accaduto.

 

12enne uccide la sorellina e accusa un intruso

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Leila Fowler, bambina di 8 anni, il 27 aprile si trovava a casa da sola con il fratello nella cittadina californiana di Valley Springs, nella contea di Calaveras quando è morta a causa di ferite multiple provocate da un’arma da taglio. Il fratello, 12enne, in un primo momento ha raccontato agli investigatori di essere stato lui a ritrovare il corpo e di aver visto un intruso, che ha descritto come un uomo altro con lunghi capelli grigi. Le forze dell’ordine, che non avevano rilevato alcun segno che potesse far pensare ad un furto con scasso o ad una rapina, hanno perquisito sia la casa che il quartiere, mentre le squadre d’immersione hanno controllato due serbatoi vicino alla casa. L’idea di un intruso, però, aveva gettato nel panico l’intera popolazione della zona: “Nessuno deve restare da solo” e lo sceriffo Kuntz aveva affermato: ” Non ci fermeremo fino a quando non avremo catturato il responsabile”. Solo alla fine si è scoperto che era stato lo stesso fratello ad accoltellare la piccola Leila. “I cittadini di Calaveas County possono dormire un po’ meglio questa sera”, ha poi detto lo sceriffo nella conferenza stampa in seguito all’arresto.

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Mario Broccolo, l’assassino di Alessandra aveva già ucciso

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Nel 1990 era stato condannato a 18 anni per un omicidio volontario, poi era anche stato condannato per un omicidio colposo. Questo il “cv” di Mario Broccolo, il cinquantenne che oggi è stato fermato e dopo un lungo interrogatorio ha confessato l’omicidio di Alessandra, la 30enne uccisa a Dragona una settimana fa. L’uomo era un disoccupato con lavori saltuari e si dedicava spesso alla pittura. Come mai un uomo condannato due volte era in libertà?

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“L’ho uccisa io”, confessa l’assassino di Alessandra Iacullo.

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Mario Broccolo, 50 anni, è conosciuto alle forze dell’ordine. Già in passato aveva avuto precedenti per molestie, ora ha è reo confesso per l’omicidio di Alessandra. L’ennesimo uomo che uccide una donna perché talmente fragile che non può sopportare che la relazione sia finita. E la fragilità in questi casi non è una scusante, ma un aggravante per chi non riesce a considerare una donna al di fuori di  un oggetto da possedere. Non si uccide per troppo amore, ma solo per troppo poco. Solo per paura di perdere una persona, solo per il terrore di non essere accettati.  Gli inquirenti hanno accertato che l’uomo, che era malvisto dai parenti della vittima perché violento, avrebbe voluto riallacciare con Alessandra la storia terminata qualche tempo fa. A incastrarlo sarebbero stati alcuni tabulati telefonici. I due non avevano una relazione stabile, ma l’uomo era gelosissimo di Alessandra e dopo aver consumato con lei un aperitivo in un bar, i due si sarebbero allontanati e poi sarebbe avvenuta la lite e le coltellate.

Alessandra Iacullo è stata uccisa da un uomo?

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Dopo che per giorni si era parlato di una donna dietro all’omicidio di Alessandra Iacullo ora sembra arrivare la smentita: è stato fermato un 50enne italiano con il quale la ragazza avrebbe avuto una relazione qualche tempo fa. Avrebbe così un volto l’assassino di Alessandra, l’ennesima vittima di un femminicidio.

Tra poche ore conosceremo il nome dell’assassina di Alessandra?

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Il cerchio si stringe sempre più e sta per incastrare senza dubbio una persona che  Alessandra Iacullo, la trentenne massacrata a coltellate e morta per dissanguamento giovedì notte, in una via isolata di Dragona, conosceva bene.  Alessandra ha lottato per difendersi quando ha capito le intenzioni dell’assassina, ne sono prova le coltellate rinvenute sugli avambracci. E proprio quella difesa forse condurrà al nome della donna che l’ha uccisa, perché sotto le unghie di Alessandra sono state raccolte tracce biologiche, che potrebbero rivelarsi preziose per risalire al dna dell’assassino. Gli inquirenti ormai credono che a breve il giallo di Ostia possa essere risolto.

 Intanto la polizia ha rintracciato anche la sessantenne, l’amica di Alessandra incontrata su Facebook e con la quale la 30enne aveva un rapporto molto particolare. Insieme a lei e al marito aveva viaggiato molto (a spese della coppia), da Sharm a Barcellona. Questa amicizia non era condivisa dalla madre della giovane, ma Alessandra continuava a voler frequentare la coppia e in particolare la donna.

 Intanto si raggiunti a capire la morte di Alessandra: dissanguamento, probabilmente la quantità maggiore di sangue è stata persa dalle ferite riportate alla giugulare dove la giovane era stata raggiunta da 2 profonde coltellate.
  

E’ stato interrogato anche l’uomo, anche lui molto più grande di lei, con il quale un anno fa la 30enne aveva avuto una relazione poi troncata. L’uomo è conosciuto come “Mariuccio” a Dragona e ha un passato da detenuto   per un omicidio e per spaccio di stupefacenti. Ma quell’uomo ha numerosi testimoni che giurano di averlo visto all’ora dell’omicidio in un bar della zona, tranquillamente seduto a bere. Quindi gli investigatori hanno escluso che l’autore del delitto possa essere lui e lo hanno rilasciato, anche perché dalla profondità delle coltellate si evince che probabilmente il coltello era tenuto in mano da una mano femminile.  

Un aiuto rilevante all’identificazione della donna che ha ucciso Alessandra nelle prossime ore verrà sicuramente dai tabulati dei due telefonini della vittima che sono stati ritrovati nella sua borsa.

Alessandra Iacullo: una mano femminile dietro la sua morte?

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Alessandra Iacullo, uccisa giovedì sera a Ostia con delle coltellate a collo, labbra, guance e braccia, potrebbe essere morta per opera di una donna. Lo dicono i medici che hanno eseguito l’autopsia, secondo i quali i tagli trovati sul corpo della 30enne sono opera di una mano femminile. La ragazza, che ha cercato di difendersi, ha graffiato il suo assassino (o assassina), offrendo così agli inquirenti la possibilità di analizzare frammenti di pelle estratti da sotto le sue unghie. Gli stessi inquirenti, intanto, stanno esaminando i tabulati del traffico telefonico delle ultime ore di vita di Alessandra: chi l’ha incontrata e uccisa, infatti,  l’aveva probabilmente contattata telefonicamente poco prima. Non solo, nel mirino investigativo c’è il rapporto tra la giovane e un’altra donna con la quale la vittima potrebbe aver avuto un litigio prima di essere colpita. Ma non si esclude neppure che possa invece essere stato un uomo, ingelosito o infastidito dalla relazione, ad aver colpito la ragazza. La dinamica ancora resta confusa, ma la relazione sembra essere un perno centrale nelle indagini tanto che sono al vaglio alcuni messaggi affettuosi che Alessandra avrebbe scambiato, su Facebook e con il telefonino, con una donna 60enne, già interrogata. Essendo ancora nell’ambito dell’ipotesi, la polizia continua a vagliare tutte le piste, continua a scavare nell’ambiente frequentato dalla vittima ed ha già sottoposto ad interrogatorio una trentina di persone.

Delitto per disperazione!

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Ad Arcugnano, in provincia di Vicenza un 83enne ha ucciso a coltellate la moglie di 78 anni, malata di Alzhaimer, esasperato dalle gravi condizioni di salute della donna. L’uxoricida si trova ora nella caserma dei carabinieri ed è seguito dal reparto operativo di Vicenza.

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