Simona Riso si suicidò. Ora s’indaga sugli abusi subiti dallo zio in Calabria

simona-riso-tuttacronacaEra la fine dell’ottobre scorso quando la 28enne Simona Riso veniva trovata, agonizzante, nel cortile della sua abitazione, nel quartiere Appio, a Roma. La giovane era arrivata in fin di vita in ospedale e, prima di spirare, è stata in grado di dire solo una cosa: “Sono stata violentata”. Su tali parole si è indagato per mesi, nel tentativo di ricostruire quello che poteva essere accaduto quella drammatica notte. Il dubbio: Simona aveva scelto di gettarsi dalla terrazza condominiale o qualcuno l’ha spinta, macchiandosi di omicidio? Nel frattempo, però, si sono scoperti anche errori medici, con i dottori che, colpiti da quella frase, al pronto soccorso del San Giovanni non si accorsero che la giovane aveva il bacino fratturato e due costole rotte e la portarono nel box ginecologico. Il medico legale che ha eseguito l’autopsia, Giorgio Bolino, parla di un errore “grave e penalmente rilevante”. E spiega: “se fosse stata soccorsa tempestivamente, la ragazza, forse, si sarebbe salvata”. Sul corpo di Simona, tuttavia, non sono stati riscontrati segni di aggressione, di abusi sessuali recenti. Ma un abuso c’è stato e arriva dal suo passato, come emerso nell’inchiesta. Ora, in un’informativa dei carabinieri, viene reso noto il colpevole: si tratterebbe di uno zio che abusò di lei in Calabria. Ora le indagini proseguono prendendo visione dei diari degli psicologi che negli anni hanno parlato con la giovane. Si cercano le tracce di quella violenza che tanto ha segnato quella giovane vita.

“Scusami, ho fallito”, l’unica traccia della ragazza con amnesia

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E’ stato il quotidiano El Mundo a raccontare la strana vicenda della ragazza colpita da amnesia che è stata trovata il 12 febbraio scorso mentre vagava a piedi nudi su una spiaggia delle Asturie, vicino Gijon, in Spagna. La 24enne francese era stata segnalata alla Guardia Civil da alcuni pescatori. Era sotto shock e disorientata, ma ciò che ha colpito subito la polizia è stata quella misteriosa scritta sulle mani “Scusami, ho fallito”. La ragazza non ha saputo dare indicazioni alle forze dell’ordine di chi fosse e quale erano state le sue ultime ore, con se aveva solo una banconota da 50 euro e qualche moneta, Per una lunga settimana la polizia ha cercato qualche traccia che potesse portare a una svolta nell’identità della ragazza. Intanto i medici avevano solamente riscontrato una leggerissima escoriazione sulla fronte, ma nessun altro tipo di violenza e avevano anche escluso l’assunzione di psicofarmaci. La svolta è arrivata con la diffusione di una foto segnaletica, che ha consentito alle autorità spagnole di stabilire un collegamento tra la ragazza e Emelyne F, scomparsa l’11 febbraio da Tolosa, oltre 700 chilometri a nord da Gijon. La polizia francese ha prima notato una grande somiglianza con lei, prima che la famiglia non la identificasse ufficialmente. Ex-studentessa Erasmus a Bratislava, Emelyne ha «viaggiato recentemente a Madrid, Barcellona, Bologna e Dublino», precisa la Guardia Civil.  Il sito El Comercio indica che avrebbe lasciato Tolosa per recarsi in treno e poi in bus a Oviedo, capitale delle Asturie, dopo aver lasciato un messaggio d’amore a un amico. Sembra che poi abbia camminato fino alla spiaggia in cui è stata ritrovata. È attualmente ricoverata all’ospedale di Gijon, in attesa che la famiglia venga a recuperarla.

 

A 16 anni si prostituiva a Napoli…

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Dovrebbe avere 16 anni la minore che si prostituiva nel quartiere di Fuorigrotta, nell’area intorno a piazza Garibaldi. A scoprirlo sono stati i vigili urbani di zona che stavano effettuando controlli sul territorio e tra le altre ragazze hanno trovato due giovanissime romene che avevano dichiarato di essere maggiorenni. Ma mentre una aveva 20 anni, la’ltra, sottoposta all’esame auxologico del polso che aiuta a definire l’età di una persona, è risultata minorenne e probabilmente non ha più di 16 anni. La ragazza è stata quindi affidata a una struttura protetta.

 

“Nessuna violenza”, così i compagni dei 4 studenti accusati di aver stuprato una compagna

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«Ci teniamo a dire ancora una volta che qui non è successo nulla. Nessuno ha stuprato nessuno e quella ragazza si è inventata tutto», queste le parole dei compagni dei ragazzi accusati di aver abusato sessualmente di una compagnia di classe .

«Ci è spiaciuto leggere notizie inesatte e poco aderenti alla realtà rispetto ai fatti asseritamente accaduti a gennaio all’interno dell’istituto di Finale ligure, sui quali abbiamo un’indagine in corso.». Lo ha detto il procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minori di Genova Cristina Maggia all’ANSA, rilevando che «una eccessiva enfatizzazione mediatica» contribuisce a accrescere il disagio e «stimola nei compagni condotte impulsive e non mediate che potrebbero avere anch’esse rilevanza penale».  «In particolare giova precisare che nel medesimo titolo di reato ‘violenza sessuale’ sono ricomprese condotte di diversa natura e portata più o meno grave», ha precisato il pm secondo la quale «una eccessiva enfatizzazione mediatica quale quella in atto contribuisce a accrescere il disagio dei giovani protagonisti e delle loro famiglie».

L’inferno a scuola… Ragazzina stuprata più volte!

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La scuola che si trasforma in un incubo per una ragazzina che proprio tra le mura scolastiche è stata violentata più volte da quattro studenti dopo essere stata trascinata negli spogliatoi dell’istituto Migliorini di Finale Ligura, in provincia di Savona. La ragazza ha poi confessato tutto ai genitori che hanno denunciato la vicenda ai carabinieri. I quattro ragazzi sono stati inviati in comunità distinte della Liguria e della Toscana.

Consigliere di minoranza vs comandante dei vigili: finisce a pugni

lite-cassino-tuttacronacaErano circa le dieci di questa mattina quando in Comune, davanti alla porta del sindaco di Cassino, in provincia di Frosinone, s’incontravano il consigliere di minoranza Vincenzo Durante e il comandate dei vigili urbani Giuseppe Acquaro. I due hanno prima iniziato a litigare e poi sono passati allo scontro fisico. Si sono calmati solo all’arrivo dei carabinieri, chiamati dalla segretaria del primo cittadino. Refertato al pronto soccorso Acquaro, mentre il consigliere è stato portato in caserma per capire le dinamiche dei fatti.

Ragazza travolta da un treno a Parco Leonardo a Roma. Incidente?

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Incidente? Il dramma si è consumato in pochi istanti alla stazione di Roma Parco Leonardo, dove nel primo pomeriggio di oggi una ragazza è stata travolta da un treno dopo essere finita sui binari. Le sue condizioni sarebbero gravi e nell’impatto le sarebbe stato amputato anche un braccio. Sia gli agenti che i paramedici del 118 hanno cercato di recuperare l’arto affinché i medici potessero cercare di riattaccarlo. La giovane probabilmente sarà portata all’ospedale San Camillo. Ancora non è chiara la dinamica dell’accaduto.

 

Uccisa 19enne incinta all’ottavo mese e gettata in un pozzo!

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Una storia folle e agghiacciante quella di una ragazza turca, Hacer, 19 anni, che aveva vissuto fino a pochi mesi fa con la sua famiglia in un villaggio  del distretto di Viransehir, vicino a Sanliurfa, nell’Anatolia sudorientale. La ragazza aveva avuto una relazione con un suo coetaneo poi partito per il servizio militare e dopo circa 4 mesi si era accorta di essere incinta. Per paura che la sua famiglia la mettesse in punizione, Hacer era scappata dal suo villaggio ed era stata accolta  da uno zio a Diyarbakir, la città principale del Kurdistan turco. Poco prima della nascita del suo bambino la famiglia le aveva mandato messaggi di riconciliazione, invitandola a tornare: «sei perdonata» le avevano garantito. Ma era solo una trappola per attirarla di nuovo al villaggio. Due fratelli erano andati a prenderla a Diyarbakir, per accompagnarla a casa. Ma in realtà l’avevano portata invece in una zona deserta. Dove l’avevano strangolata con del filo di ferro, prima di buttare il cadavere in un pozzo profondo 18 metri. La polizia ha arrestato i due fratelli, e altri 4 membri del clan.

Lega al letto la fidanzata ed esce a prendere la cena

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E’ stato arrestato il 34enne con piccoli precedenti penali legato al consumo di droga che al termine di una lite con la fidanzata di 21 anni, ha legato la ragazza al letto e l’ha imbavagliata con il nastro adesivo e poi è uscito per andare a ritirare la cena al take away. La giovane sin dalla mattina voleva lasciare l’abitazione dell’uomo, tanto che aveva ingerito candeggina per costringere il 34enne a portarla in ospedale, ma l’uomo l’aveva costretta a vomitare e l’aveva chiusa in casa fino a sera. Ora la 21enne è stata ricoverata in ospedale dove è tenuta in osservazione, l’uomo è stato arrestato, Bernareggio, in provincia di Monza e Brianza.

La ragazza pagata per abbuffarsi ogni sera, guadagna 9mila dollari

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Ebbene sì, c’è chi riesce a farsi pagare fino a 9mila euro al mese per farsi guardare mentre mangia. Questa la storia assolutamente originale di Park  Seo-Yeon, 33enne, che ogni sera si apparecchia la scrivania dove tiene anche il pc e accende la telecamera permettendo così a chi paga di poterla vedere mangiare. Sul tavolo c’è ogni squisitezza, dal chili di gamberi o di carne fino a 4 pizze. Si chiama “muk bang” (in coreano significa “sala da pranzo”) ed è l’ultima frontiera del voyeurismo feticista. Ormai con questo “lavoro”, Seo-Yeon guadagna circa 9mila dollari al mese. Ma chi pensa che sia un lavoro facile non è così, perché Seo-Yeon dopo mangiato parla anche con i suoi fan per circa due ore di cibo… alla fine si rischia davvero l’indigestione!  Ecco un video per far venire l’acquolina in bocca:

Uccise la fidanzatina 16enne: scarcerato e condotto in clinica

fabiana-luzzi-tuttacronacaDavide M, il 18enne che lo scorso maggio accoltellò Fabiana Luzzi, la sua fidanzatina 16enne a Corigliano Calbro, in provincia di Cosenza, e poi ne bruciò il corpo, è stato scarcerato e condotto in una clinica dopo aver tentato due volte il suicidio. La decisione è stata presa dal Tribunale dei minorenni di Catanzaro. Il giovane aveva dichiarato agli investigatori che, dopo aver pugnalato la sua vittima al culmine di una lite, la diede alle fiamme mentre era ancora in vita.

Stupro di gruppo in India: ragazza violentata per volere della comunità

ragazza-indiana-stuprata-tuttacronacaSono i media indiani a riportare quanto accaduto in West Bengala, nell’India orientale, dove una 20enne è stata stuprata da un gruppo di uomini che volevano punirla per una relazione con un giovane di un’altra comunità tribale. Nonostante si trovi ora in ospedale in gravi condizioni, ha ugualmente trovato la forza di denunciare i suoi aguzzini, che ora sono stati arrestati. Lo stupro è avvenuto in un piccolo villaggio rurale nel Birbhum dove vige un rigido codice di condotta del consiglio degli “anziani” (“Khap”). Qui la ragazza è stata sorpresa in casa con un amico. Entrambi sono stati sequestrati mentre i responsabili della comunità si riunivano per punirli. Inizialmente volevano infliggere loro una multa di 25mila rupie, circa 300 euro, ma i giovani si sono riufiutati e per questo il leader del villaggio ha ordinato lo stupro avvenuto in un luogo appartato. La giovane è stata violentata ripetutatamente durante diverse ore da uomini più anziani. Solo la mattina successiva è stata riaccompagnata dalla sua famiglia. Assieme ai genitori è quindi fuggita dal villaggio e mentre lei raggiungeva l’ospedale i genitori hanno presentato denuncia: 13 persone sono state arrestate.

Il video della ragazza rapita dal mare mentre giocava in spiaggia

onda-santander-tuttacronacaEra il 6 gennaio quando una ragazza giocava al mare, sulla spiaggia del Sardinero a Santander. La marea si stava alzando e la giovane, invece di seguire le amiche che si stavano allontanando, ha iniziato a scherzare saltando all’arrivo delle prime onde. Ma questa voglia di danzare le è costato caro: la forza dell’acqua la fa cadere e lo stesso mare la richiama a sè, trasportandola via senza che i presenti potessero fare nulla. Anche se il video termina mentre la ragazza viene trasportata sempre più lontano, stando a quanto riporta El Correo, la ragazza è riuscita ad uscire dall’acqua e a salvarsi.

Incinta a 17 anni: il figlio finisce in vendita in Facebook

veronica-tuttacronacaVeronica Carrera Chaparro, ragazza cilena rimasta incinta a 17 anni, non poteva tenere con sè il figlio, nonostante il padre del piccolo, suo coetaneo, si fosse dichiarato disponibile a contribuire al mantenimento. La famiglia di Veronica, infatti, è stata chiara: doveva abortire, dare il neonato in adozione oppure venderlo. E lei, di Mapù, vicino a Santiago, ha messo su Facebook l’annuncio della vendita. Due coppie hanno risposto e ad assicurarsi il piccolo era stata una coppia di Punte Alto, che avrebbe provveduto alle spese del parto, avvenuto il 4 novembre, e dato alla madre naturale 60mila pesos, circa cento euro. Ma il fatto ha catturato prima l’attenzione della polizia, che ha arrestato tutte le persone coinvolte nella vicenda. Resta, però, una situazione di vuoto legislativo per casi simili, come ha spiegato il giudice Ernesto Silva: “È un caso grave. Il problema è che il caso non è contemplato nella nostra legislazione come delitto dell’offrire attraverso internet la consegna di un neonato, anche se in cambio si richieda una compensazione economica”.

L’addio alla vita di Aurora e il rinvio dell’operazione per diventare donna

aurora-suicidio-tuttacronacaAurora aveva 22 anni e nel quartuere genovese di Borgoratti, dopo aver detto al telefono, alla sua migliore amica, “Addio Marzia. Ti voglio bene”, si è lanciata dalla sua finestra. Le ipotesi sulla natura di quest’ultima scelta sono molte. All’inizio dell’anno Aurora aveva festeggiato il primo anniversario con il suo fidanzato. Subito dopo avevano litigato. “Ma capitava spesso, Aurora era impulsiva, ma era certa che la cosa si sarebbe risolta”, racconta l’amica. Aurora dentro di sè manteneva un segreto che solo con poche persone aveva condiviso, ma che sembra non aver avuto ruolo in una simile decisione. Perchè Aurora, per lo Stato, era Luca. “Aspettava ancora di essere sottoposta all’intervento chirurgico per la riassegnazione del genere”, spiega una sua amica. “Aurora era donna, si sentiva donna in tutto e per tutto” dicono all’unisono gli amici. E’ il Messaggero a parlare della vicenda:

A dicembre aveva dovuto fronteggiare una brutta notizia: i sanitari dell’ospedale con i quali aveva preso appuntamento per quell’intervento che era tutto per lei, una meta che era anche un punto di partenza per una nuova vita, le avevano comunicato che sarebbe stato rinviato di cinque mesi, da aprile a settembre. Ma lei era pronta ad aspettare pazientemente. Lei che all’età di 16 anni aveva iniziato il lento e difficile percorso per diventare ciò che sentiva di essere. «Non aveva alcun problema di accettazione – racconta Marzia, l’ultima a sentirla – era accettata da Genova e persino dalla gente del suo paesino di origine, tutta rispettosa verso la sua scelta». Era innamoratissima, faceva progetti dopo un anno di fidanzamento, i viaggi insieme al compagno, documentati con le foto sul suo profilo Facebook. Sorridevano e si baciavano, si tenevano per mano e, qualche volta, avevano anche parlato di lasciare l’Italia. Sul suo profilo Twitter, Aurora aveva scritto una frase, che le aveva detto un amico: «Non te la prendere, sono fatti così. Devi solo credere che un giorno te ne andrai di qui» Forse uno sfogo. Erano Marzia e il fidanzato a rincuorarla, nei momenti più bui. Stava cercando un lavoro, ma non era facile, con quei documenti che raccontavano di un’altra persona. E così, gli amici, oggi, cercano delle risposte che sono destinati a non trovare.

Ancora la sua amica Marzia ricorda: “Era serena, scherzavamo del più e del meno e quando mi ha detto ‘addio’ pensavo stesse scherzando. Insomma, nella chiacchierata non era emerso alcun elemento che potesse far pensare ad un gesto così estremo”. Sabato scorso, durante il funerale, il padre di Aurora aveva detto: “era una ragazza fragile e forte allo stesso tempo”. Ma non è mancata la rabbia. Riversata su una pagina Facebook, a firma di un’altra amica di Aurora, Mariagrazia. Una rabbia che è anche un atto d’accusa verso la famiglia: “Quanta ipocrisia! E’ semplice, dopo, scrivere lettere, farsi vedere disperati, venire al funerale, parlare, parlare…Pochi sanno la verità sulla solitudine, disperazione, sul valore e bellezza di Aurora. Lei ha sempre cercato di farsi amare, accettare, di trovare la sua dimensione vivibile. So, invece, che questo non è stato, soprattutto nell’ambito familiare. Il mondo fuori non ti schiaccia così se hai amore di fondo, un nido che ti protegge,sostegno affettivo. Ho pena per chi non ha fatto, per chi non ha goduto della ricchezza interiore di Aurora. A me è quello che rimane, l’ho amata come una figlia e lei mi ha dato tanta tenerezza, amore, risate, se stessa. Grazie Aurora mia”.

Aveva ucciso Fabiana Luzzi, ora ha tentato il suicidio in carcere

fabiana-luzzi-tuttacronacaEra il 25 maggio 2012 quando venira trovato, a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, il corpo senza vita e carbonizzato della 16enne Fabiana Luzzi. La giovane era stata accoltellata dal fidanzatino Davide M., che prima di lasciarla tra le braccia della morte, agonizzante, l’ha data alle fiamme. Ora il giovane, 18 anni compiuti da poco, ha tentato d’impiccarsi nel carcere minorile di Torino. A salvarlo, come rende noto il sindacato Osapp, sono stati gli agenti della polizia penitenziaria. Trasportato in ospedale, il giovane non è in pericolo di vita.

2 medici denunciati per la morte di Simona Riso: poteva essere salvata

simona-riso-tuttacronacaSono stati denunciati con l’accusa di omicidio colposo due medici, uno del  Pronto soccorso e uno del reparto di ginecologia, dell’ospedale San Giovanni di Roma a seguito della morte di Simona Riso. Gli investigatori, infatti, sostengono che la 28enne poteva sopravvivere a quel volo dal terrazzo condominiale del palazzo in cui viveva a San Giovanni, forse buttata da qualcuno, più probabilmente lanciandosi lei stessa. A finire sotto indagine sono le procedure adottate appena la ragazza è arrivata in ambulanza in ospedale presentando graffi, lividi e ossa rotte. L’autopsia lo dirà poi: bacino fratturato e costole incrinate. Sono state queste ultime a perforere i polmoni alla giovane, morta poco dopo. Simona ai medici aveva detto solo una cosa: “Sono stata violentata”. Quella violenza, tuttavia, non c’era sta e forse quella confessione si riferiva a uno stupro subito da bambina e che la tormentava ancora. Fatto sta che venne subito indirizzata al reparto di ginecologia, visitata come una vittima di stupro. Ma, è quello che sostengono i carabinieri che hanno sporto denuncia, nè il medico del pronto soccorso nè il ginecologo si sono accorti dell’entità delle ferite e delle fratture di Simona.

13enne finisce all’ospedale dopo aver bevuto dell’acqua in bottiglia

acqua-bottiglia-tuttacronacaUna 13enne ha si è sentita male dopo aver bevuto da una bottiglia d’acqua che aveva acquistato in un esercizio commerciale e della quale aveva avvertito un sapore acre. Il malore, un bruciore alla gol,a l’ha colta mentre si stava recando da Sora, nel Frusinate, a Roma. I genitori l’hanno quindi accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Frosinone dov’è stata visitata e trattenuta un osservazione e da dove è scattata la segnalazione alla polizia. Gli accertamenti degli uomini del commissariato di Sora e della Questura di Frosinone hanno portato a stabilire che la bottiglietta utilizzata aveva il tappo ma non il sigillo e questo fa ritenere che fosse già stata aperta. L’ipotesi è che vi fosse stato aggiunto del sapone per contaminare l’acqua. La bottiglietta è stata sequestrata e, dagli elementi raccolti dalla polizia, al momento si esclude una contaminazione di altre bottiglie d’acqua. Tutte le verifiche fatte dalla polizia sulle confezioni con lo stesso marchio e su eventuali altri ricoveri in ospedale per episodi simili hanno dato esito negativo.

La nuova Crudelia… e il suo gatto nel barattolo!

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Kiki Lin, giovane studentessa universitaria di Taiwan, residente a Providence, negli Usa, sarebbe la nuova Crudelia Demon. La ragazza, emulando la cattiveria del noto personaggio della novella “I cento e una dalmata” di Dodie Smith, nonché nel celeberrimo film Disney “La carica dei 101” e forse più crudele della stessa Crudelia, avrebbe rinchiuso il gatto di casa in un barattolo. La foto poi sarebbe stata postata su Facebook dalla stessa Kiki, torturatrice di eccellenza che avrebbe poi commentato il gesto come ‘punizione per comportamento scorretto’ dell’animale. il gatto, che porta lo stesso nome della ragazza, è stato ritratto con faccia schiacciata contro la plastica del barattolo. Si è aperta un’inchiesta, promossa dalla protezione animali diTaichung City che dovrà decidere sulla punizione per il “comportamento scorretto della ragazza”… una forte multa o un anno di carcere?

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2 euro e mezzo per il sesso nei bagni della scuola! Questo il post di una 14enne

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Una ragazzina di 14 anni di Como che frequenta un’Istituto professionale ha inviato alcuni messaggi su Facebook per cercare di uscire probabilmente dalla sua emarginazione e dal suo momento di difficoltà. Sul post inviato ai suoi compagni di classe la 14enne scriveva: “Offro sesso a 2,5 euro nei bagni della scuola“. Naturalmente in breve tempo gli stessi compagni di scuola hanno creato una pagina Facebook in cui poi la ragazza è stata umiliata e schernita. Il caso è arrivato all’attenzione dei dirigenti dell’istituto, che hanno confermato il fatto, ma spiegato che i rapporti non sono mai stati consumati. La scuola si è attivata con assemblee, colloqui e uno sportello psicologico. Convocata, la ragazzina, ha spiegato di essere stata costretta a prostituirsi dalla famiglia, ma si pensa piuttosto che cercasse di attirare l’attenzione attraverso l’emulazione di casi come quello delle baby squillo dei Parioli. La ragazzina rimarrà a casa una settimana e la scuola ha chiesto alla polizia postale di chiudere la pagina Facebook incriminata.

Violenza di branco, arrestati gli stupratori di una 14enne

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Sono 4 i giovani arrestati a Molfetta accusati di far parte di un branco, composto forse da una decina di persone, che da tempo abusava sessualmente di una 14enne. I ragazzi sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre la Procura continua a indagare per identificare gli altri componenti del gruppo. Tra questi ci sarebbero anche 3 minorenni, mentre gli altri sono tutti di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Le violenze, da parte della ragazza sarebbero avvenute tra la primavera e l’estate scorsa, ma solo da poco la 14enne avrebbe trovato il coraggio di parlarne, anche perché minacciata dal branco.

 

Un nuovo avvistamento per Marianna Cendron. I carabinieri sentono il fratello

marianna-cendron-tuttacronacaContinuano le indagini per ritrovare Marianna Cendron, la 18enne di Paese scomparsa il 26 febbraio a Castelfranco, in provincia di Treviso. L’ultima segnalazione giunta ai carabinieri risale agli ultimi giorni di ottobre e proviene da un residente di Piombino Dese, nel Padovano, che ha parlato di una ragazza minuta in sella a una bici che pedalava nell’oscurità della sera. Nel frattempo le forze dell’ordine proseguono anche a sentire chi conosceva la giovane: gli amici, l’ex fidanzatino e gli ex colleghi. Il primo della lunga lista di persone che i militari di Paese hanno avuto il compito di sentire è stato il fratello della giovane, Giorgio. Maggiorenne da qualche giorno, si è recato venerdì sera nella caserma dei carabinieri del luogo rimanendovi per quasi 5 ore. Ai carabinieri avrebbe rivelato che Marianna “Si era staccata da me, non si fidava, pensava dicessi tutto ai genitori”.

Giallo in Toscana, canadese ritrovata in stato confusionale

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E’ giallo sulla notte trascorsa da una giovane canadese ritrovata a vagare per le campagne toscane in stato confusionale. Lei, studentessa di 25 anni, ritrovata alle porte di Firenze, ha chiamato in lacrime il 112 alle 2 di notte e ha riferito di essere in aperta campagna, dove era stata abbandonata da alcuni ragazzi con cui aveva trascorso la serata. Poi la linea si è interrotta, senza che la giovane sapesse indicare dove si trovasse e il cellulare è risultato irraggiungibile. I carabinieri si sono messi alla ricerca scandagliando ogni angolo di campagna alle porte di Firenze ed è stata ritrovata alle 4.30. La ragazza era in condizioni disperate , esausta, infreddolita, non in grado di camminare e si è reso indispensabile l’intervento del 118. La giovane è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Torregalli senza riuscire a fornire indicazioni su quanto le era accaduto.

Dove sta il futuro?

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Dove sta il futuro? Forse non è più nel nuovo continente, come non è in Europa, bisogna andare a cercarlo in Asia, dove nelle università si studia 10 ore al giorno 7 giorni su 7 e si passa la notte a parlare con i compagni di corso delle lezioni svolte durante il giorno. La storia la racconta il padre di un ragazzo di 20 anni, sulle pagine de La Repubblica, confessando che il master di suo figlio, studente 20enne del Politecnico di Torino, in Cina, gli ha aperto gli occhi: ” …è partito per Shanghai il 28 luglio 2012 ed è tornato a casa un anno dopo”. Al ritorno, il ragazzo ha raccontato una nuova esperienza che non è la storia solita di chi ha svolto un anno all’estero, ma è “l’entusiasmo di costruire qualcosa senza demordere, la soddisfazione di aver imparato una lingua ostica, la prospettiva di una laurea cinese, la speranza di forgiarsi un futuro vivendo dove il futuro si plasma ogni giorno”. Il ragazzo torna insieme a una ragazza che per due settimane rimane a Torino e viene affascinata dalla bellezza architettonica e artistica della città, ma anche da quell’Italia senza slanci tanto da chiedere “ma qui ci sono i giovani?” Dove sono i giovani in una città come Torino? E dove sono quelli di Milano? Dove quelli di Roma? Dove quelli di Napoli o Palermo? Dove è lo slancio? Dove è quella forza propulsiva? Dove è, al di là dell’età anagrafica, quelle menti che sanno vedere con gli occhi del futuro? Dove è la determinazione di costruire il nuovo? L’Italia è quel Paese dove si riflette, si garantisce, si programma, si pensa, si annuncia, si propone, si osserva… poi si ricomincia a parlare, a commentare, a sensibilizzare, intanto la vita delle generazioni passa inesorabilmente, i giovani diventano anziani ancor prima di essere adulti, la bellezza di un’arte antica fossilizza le menti e lo sguardo si rivolge al passato. Si piange sul latte versato e si continua a versare. “Dove stanno i giovani?” chiede la ragazza cinese a Torino e il padre dello studente del Politecnico non sa rispondere, annuisce e ripensa a quel fervore nelle strade di Shanghai. “Lì è tangibile il futuro come opportunità, non come problema”.

La giovane del mistero di Dublino: senza nome nè passato

ragazza-senza-nome-dublino-tuttacronacaE’ avvolta nel mistero l’identità della ragazza senza nome che gli agenti della polizia di Dublino hanno trovato mentre vagava in stato confusionale. Con la sua maglia rosa, una crocchia a trattenere i capelli e lo sguardo perso nel vuoto, la giovane non ha fornito le sue generalità e la sua vita è tutt’ora ammantata dal mistero, nonostante sia passato un mese. I giudici hanno dato il consenso affinchè non si lasciassero inevasi tentativi di scoprire di chi si tratti: sono state così diffuse le foto della giovane, sperando che qualcuno possa portare alla luce la verità. Ma ora il timore è che possa trattarsi di una vittima dei trafficanti di esseri umani, che l’avrebbero ridotta a una “schiava del sesso”. Queste, almeno, sono le speculazioni che i media irlandesi diffondono: avrebbero infatti saputo da fonti vicine alla polizia che la ragazza si sarebbe disegnata nell’atto di essere stuprata e avrebbe anche sommariamente descritto un viaggio su un aereo con alcuni uomini. Il sopritendente della polizia di Dublino, intanto, ha reso noto che la giovane parlerebbe qualche parola d’inglese e che le forze dell’ordine stanno setacciando centri d’accoglienza e case-famiglia, visionando filmati delle telecamere di sicurezza e chiedendo a chiunque possa averla incrociata nel giorno del suo ritrovamento. Inoltre sono stati contattati numerosi dentisti, visto che la ragazza porta un apparecchio ortodontico. Al momento, è affidata ai servizi sanitari irlandesi e sarebbe costantemente seguita da un gruppo di psicologi. Varie sono state le segnalazioni giunte, ma si sono rivelate tutte inconcludenti.

Luce sulla morte violenta di Simona Riso?

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Qualche luce con il passare delle ore sembra emergere e dei sospetti nascono tra i famigliari e gli amici che Simona la conoscevano bene. La 28enne trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Roma, soccorsa da una vicina che aveva lanciato l’allarme, potrebbe essere stata uccisa da un conoscente. La procura ora sta indagando per omicidio volontario dopo che l’autopsia ha evidenziato che la ragazza sarebbe stata colpita da calci e pugni. E’ stata quindi esclusa la caduta accidentale o il tentato suicidio, come era stato ipotizzato in un primo momento. Si è esclusa anche la violenza sessuale. La morte invece sarebbe sopraggiunta per un trauma che ha compresso le costole e i polmoni e ha provocato una crisi respiratoria. Nel corso dell’esame autoptico sono anche emerse una frattura del bacino e qualche altra escoriazione. I carabinieri hanno acquisito le immagini di alcune telecamere.

 “Non cerchiamo vendette. Ciò che vogliamo è soltanto giustizia per la morte di Simona, che non si è suicidata ma è stata uccisa”. E’ uno dei passaggi più significativi della lettera che una cugina della 28enne ha letto nel corso dei funerali di Simona Riso a San Calogero. Il parroco, don Antonio Farina, nell’omelia, non ha affrontato il tema delle cause della morte della giovane, esortando i familiari della ragazza a rifugiarsi nella fede per superare il loro dolore. “Invito soprattutto voi a farvi forza”, ha detto il sacerdote, rivolgendosi, in particolare, ai genitori, Antonio e Caterina, ed ai tre fratelli di Simona Riso.

“Mia sorella è stata uccisa e tra le piste c’è anche quella dell’omicidio da parte di un conoscente, quindi una persona con la quale Simona aveva avuto dei contatti”. Lo ha detto Nicola Riso, fratello di Simona. “Alle 4.30 mia sorella ha sentito al telefono la madre dalla Calabria”, ha aggiunto. “Poi c’è un buco di due ore. In ogni caso non può essersi trattato di suicidio perché il corpo di mia sorella è stato trovato con jeans e maglietta e le chiavi con sé, quindi Simona era uscita da casa. Probabilmente è stata uccisa altrove e qualcuno l’ha portata nel posto dove poi è stata trovata”.

Donna uccisa di botte a Roma, parla il fratello

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E’ il fratello di Simona Riso, Nicola, a parlare della tragica morte della sorella. Secondo lui «Non ci sono molti dubbi: è stata picchiata, selvaggiamente, l’autopsia lo ha confermato. Mia sorella in passato aveva sofferto di depressione, ma ora stava bene. Ed era felice per il lavoro nell’hotel. Ci spiace che qualcuno abbia parlato di uso di farmaci e di tentato suicidio. Una follia: Simona non aveva preso medicinali, l’autopsia sta confermando anche questo». Quando Il Messaggero chiede a Nicola se secondo lui, la sorella conosceva il suo aggressore, il giovane ingegnere risponde così:  «Io sono convinto che chi l’ha picchiata e uccisa, l’abbia colpita vicino a casa, poi però abbia sollevato il corpo e l’abbia portato nel retro, nel cortile. Questa modalità mi fa pensare che sia stato qualcuno che conosceva Simona, che l’aspettava. Certo, possiamo ipotizzare anche a una rapina, qualcuno che volesse rubarle il portafogli. Ma perché allora picchiarla con tale cattiveria? C’è un assassino, feroce, che ha agito in una zona centrale come San Giovanni e che è ancora in libertà».

Perché secondo lei Simona, chiede ancora il giornalista de Il Messaggero, prima di morire, ha detto ai medici che era stata violentata? Gli esami lo hanno escluso.«Probabilmente era in stato confusionale, probabilmente l’assassino ha provato a violentarla».

Questa frase, chiede ancora il quotidiano, può avere rallentato l’operato dei medici del pronto soccorso del San Giovanni. «Dobbiamo capire perché i medici del pronto soccorso, invece di affrontare il problema delle gravissime lesioni interne, abbiano trasferito mia sorella in ginecologia. Senza accusare nessuno, speriamo che la procura svolga verifiche anche sull’operato dei medici. I miei genitori sono arrivati dalla Calabria. Chiediamo sia fatta luce sull’omicidio di Simona. Era una ragazza molto allegra, aperta, forse troppo ingenua. Aveva superato un momento difficile e proprio ora che era più serena è stata uccisa in modo tanto crudele».

Giallo a Roma, 28enne muore in ospedale. Forse violentata e vittima della malasanità?

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Una ragazza di 28 anni, Simona Riso, è stata trovata agonizzante vicino alla sua abitazione nel quartiere Appio di Roma. E’ stata portata all’ospedale San Giovanni dove è deceduta dopo un’ora. La Regione Lazio è intervenuta chiedendo al Direttore Generale della struttura ospedaliera della Capitale una relazione dettagliata. 

«Ci segnalano un caso che se confermato andrebbe inserito nel lungo elenco di disservizi della sanità, con risvolti tragici, dovuti spesso a problemi organizzativi e scarsità di risorse umane, ma che altrettanto spesso trovano quale unico capro espiatorio un medico che si trova a lavorare in condizioni insostenibili – dice Agostini – Pare che una donna, giunta in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Roma con segni di percosse sul corpo e sospetta violenza sessuale sia stata trasferita presso il pronto soccorso ginecologico, così come prevedrebbe una discutibile metodologia dell’ospedale, trascurando così le lesioni dovute alle percosse, lesioni che poi avrebbero portato al decesso della paziente». Al momento, da ulteriori verifiche effettuate all’ospedale non risulterebbero segni di violenza carnale. «Una drammatica storia tutta da verificare ma che, se confermata, solleverebbe interrogativi inquietanti – insiste Agostini – perché spostare la paziente per essere visitata al pronto soccorso ginecologico, e non invece chiamare il ginecologo presso il pronto soccorso generale? Forse perchè ce n’era solo uno in servizio, a fronteggiare decine di emergenze? – dice ancora – E, anche in questo caso, perché un rianimatore non ha seguito la paziente, che era già entrata in codice rosso? Forse perchè anche il rianimatore era da solo a fronteggiare altre emergenze e non poteva muoversi? Interrogativi che certamente, se il caso fosse confermato, saranno oggetto di accurate indagini da parte della magistratura e da parte della Regione Lazio». «Il problema degli ospedali sottorganico, dei pronto soccorso ingolfati, con pochi eroici medici e infermieri a dover fronteggiare carichi di lavoro oltre l’umano – aggiunge il consigliere Pd – si conferma in tutta la sua drammaticità. Spero che stavolta non cominci la solita spasmodica ricerca del capro espiatorio singolo e che il Governo metta finalmente in discussione un Piano di rientro fatto solo di numeri, che mortifica e rende impossibile il lavoro di tanti bravissimi medici che si dannano l’anima per superare tutte le difficoltà e, soprattutto, espone i pazienti a rischi gravissimi».

  

L’uomo azzannato ai testicoli dal suo pitbull non ce l’ha fatta: è morto oggi

pit-bull-tuttacronacaEra stato portato al San Raffele di Milano, dov’è deceduto oggi, un uomo di 30 anni che tre giorni fa era stato azzannato ai testicoli dal suo cane, un pitbull, in un appartamento nel capoluogo lombardo. Trovato dai paramedici a terra nel suo appartamento in via Cascia, dove era agli arresti domiciliari, e privo di sensi, si trovava in prognosi riservata. A lanciare l’allarme la fidanzata, che non riceveva risposte alle sue chiamate ed era preoccupata in quanto il compagno era affetto da diabete cronico.

Azzannato ai testicoli dal pitbull, a Milano un uomo è in prognosi riservata

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E’ stata la fidanzata a dare l’allarme alle 20.20 dopo eh per oltre un’ora e mezza aveva cercato di contattarlo. L’uomo, un 30enne che soffre di diabete, non rispondeva e la ragazza preoccupata per il suo silenzio ha chiesto l’intervento del 118 e dei vigili del fuoco che hanno aperto la porta, dando il via libera ai paramedici che lo hanno trovato a terra privo di sensi, nudo e con una grossa perdita di sangue dai testicoli. Secondo quanto riferito dal 118, il morso dell’animale li avrebbe recisi. Si ipotizza che l’uomo possa aver avuto un malore e che uno dei pittbull o entrambi lo abbia ferito mentre era privo di sensi. Trasportato d’urgenza al San Raffaele, ora è in prognosi riservata.

Vite spezzate: in Francia è shock per la morte di tre ragazzi

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Siamo nello Charente, nel sud-ovest della Francia. All’alba un gruppo di ragazzi è fuori da una discoteca e una ragazza di 22 anni annuncia di lasciarlo. Una delusione d’amore, il ragazzo è devastato e  i decide di farla finita, ma sulla sua strada si mettono anche i suoi amici, che preoccupati lo seguono in auto. L’auto su cui viaggiavano il cugino e un suo amico sbanda, prende in pieno un palo della luce e i due muoiono. L’aspirante suicida arriva a casa e si spara un colpo di fucile in testa. La ragazza, quando ha scoperto la “doppia tragedia” è svenuta e trasportata in stato di choc in ospedale.

Maltempo: crolla un ponte in Liguria, tratta in salvo una ragazza

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Un’auto con a bordo una ragazza è finita in un fiume a causa del crollo di un ponte dovuto al maltempo che sta flagellando il Levante ligure. La giovane è stata tratta in salvo grazie all’intervento di carabinieri e vigili del fuoco. L’incidente è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì intorno alle 2.

La ragazza, ventenne, era riuscita ad uscire da sola dall’abitacolo dell’auto finita nel fiume Sturla. A crollare è stato il ponte che collega Carasco con la Fontanabuona, sulla strada provinciale 225.

Il traffico è stato deviato su una via laterale dove non possono transitare i bus di linea. Frane sono avvenute, a causa del maltempo in molte altre zone del Levante Ligure e in particolare a Borzonasca, Mezzanego e Cicagna.

Il sindaco-medico e il primo soccorso a Auschwitz

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Ignazio Marino era in visita al campo di sterminio di Auschwitz. E’ il primo viaggio da sindaco di Roma e ha scelto di compierlo insieme ai ragazzi delle scuole. Mentre a Roma vi era la manifestazione ad alto rischio, la partita Roma-Napoli e i Cobas in corteo, il sindaco della città ha dovuto prestare soccorso a una ragazza  di una scolaresca israeliana che all’interno di Auschwitz ha accusato un piccolo malore. Il sindaco ha effettuato un primo soccorso tranquillizzandola e alzandole le gambe per farle riprendere colorito. La giovane ha poi bevuto dell’acqua, si è ripresa e ha proseguito la visita con i suoi compagni. Nel corso della visita il sindaco ha, anche, rivelato che il padre fu deportato in un lager tedesco, quello di Stalag 327. Durante la visita erano presenti anche Sami Modiano e Piero Terracina, due testimoni sopravvissuti allo sterminio nazista, che hanno raccontato l’orrore della deportazione vissuto sulla loro pelle.

In coma dopo un rave party, 22enne in rianimazione

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Gli incidenti nei rave party sono sempre più frequenti. A settembre un ragazzo era stato investito nell’indifferenza più assoluta nel parcheggio di un rave, complice forse, anche la musica ad alto volume che aveva impedito alle persone di sentire il grido di dolore del giovane. Oggi invece è stata una ragazza di 22 anni di  Cerfignano, frazione di Santa Cesarea Terme, a essere ricoverata in coma nel reparto di Rianimazione dell’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce. La causa del malore della giovane presumibilmente può essere attribuito a un mix di alcol e anfetamine assunto durante un rave, non autorizzato, che si è tenuto la notte scorsa in una masseria abbandonata, in località Pozzo Antico, sulla strada che collega Lecce alla marina di Torre Chianca.

Omicidio suicidio: uccide la compagna e si butta sotto un treno

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Ha ucciso la sua compagna di 29 anni e poi si è ucciso gettandosi sotto un treno. Il giovane, protagonista di questo omicidio suicidio avvenuto a Rovereto in trentino, è un colombiano di 28 anni. E’ stata la polizia allertata dalla polfer a ricostruire quanto avvenuto a posteriori, recandosi a casa del giovane per trovare elementi che potessero spiegare il tragico gesto. Qui è stato invece ritrovato il corpo accoltellato della fidanzata. 

 

Tre ragazzi e una donna arrestati per aver crocifisso una ragazza

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Antoinette secondo il suo ex ragazzo, due suoi amici e una donna (la madre dell’ex ragazzo,  Lise-Michelle Babin) doveva essere liberata da demonio e per questo motivo la ragazza è stata sequestrata, crocifissa e torturata. Quando gli agenti hanno trovato Antoinette in un appartamento a Grigny, un sobborgo di Parigi, la giovane era quasi in fin di vita. Il TgCom24 scrive che i quattro ragazzi hanno tenuto Antoinette legata al crocifisso a testa in giù su “un materasso posato a terra” e lasciata li per una settimana. Era il maggio 2011 e  gli “esorcisti” l’hanno lasciata lì senza cibo e solo un mix di olio e acqua per sopravvivere. Tutti i sequestratori sono originari delle Antille e da diversi mesi usavano l’appartamento come sala di preghiera. Ora tutti e quattro rischiano l’ergastolo, la sentenza dovrebbe arrivare venerdì.

Americani violenti, 1 su 10 tra i 14 e 21 anni ha abusato di una ragazza

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E venne il giorno che l’America aprì gli occhi e si scoprì sull’orlo del default, in shutdown, con una disoccupazione elevata, con gli aumenti delle assicurazioni sanitarie che stanno falcidiando la classe media e con la violenta che dilaga. Da sogno a incubo? Un ragazzo su dieci in età compresa tra i 14 e i 21 anni ha commesso almeno una volta un abuso sessuale ai danni di una ragazza o di una donna. Questo è l’allarmante studio pubblicato su Jama Pediatrics.
“La violenza può essere perpetrata nei confronti di chiunque: un partner, un’amica o una persona che non si conosce”, ha spiegato Michele Ybarra, presidente del Center for Innovative Public Health Research, l’organizzazione non profit con sede in California che ha condotto lo studio.
“Riconoscere che quasi un giovane su dieci con meno di 21 anni ha compiuto una sorta di violenza sessuale – ha aggiunto – è un invito a fare di più, sia nelle scuole che in famiglia”.

 

Il giovane ferito in una sparatoria, sparisce nel nulla

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A Sulmona ieri sera, nei pressi di via Pescara è avvenuta una sparatoria. Il giovane rimasto ferito, un 27enne di Scanno, sarebbe poi scomparso. La sparatoria sarebbe avvenuta all’apice di una lite sotto casa del giovane quando una delle tre persone con cui aveva avuta l’alterco ha esploso un colpo di pistola calibro 22. Oggi è stata ascoltata anche la ragazza del giovane, che era presente nel momento della sparatoria, ma nessuno sembra voler parlare. Probabilmente, secondo gli inquirenti si tratterebbe di un regolamento di conti nell’ambito del mercato della droga o di una ritorsione per una partita non pagata.  La polizia ha ricostruito la dinamica dell’episodio servendosi delle telecamere di sorveglianza cittadina. La caccia all’uomo però continua, anche perché non si sa quale sia la gravità delle ferite riportate dalla vittima che, comunque, non è ricorsa alle cure negli ospedali del circondario.

Ucraino ubriaco travolge una 18enne in scooter: è grave!

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Scontro auto scooter e ad avere la peggio è una 18enne falciata da un 52enne ucraino ubriaco e senza patente. L’incidente è avvenuto a via Cellini, a Senigallia, quando l’uomo, alla guida della sua Seat, ha investito la giovane che stava rientrando a casa dopo avere trascorso il pomeriggio con le amiche. La Seat ha colpito lo scooter nella ruota posteriore, un impatto che ha fatto perdere il controllo del mezzo alla giovane, catapultata a terra, rischiando di essere investita da un’altra auto che in quel momento transitava in strada. La ragazza è stata subito portata in ambulanza all’ospedale di Senigallia, dove i medici, dopo i primi accertamenti l’hanno ricoverata in osservazione. Le sue condizioni dovrebbero essere stabili. Le condizioni della giovane sono state definite dai medici gravi ma non in pericolo di vita. Il guidatore è stato sottoposto per ben due volte all’etilometro e in entrambe le occasioni è risultato positivo. Gli agenti lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza. L’uomo viaggiava inoltre con una patente ucraina non valida in Italia.

Uccide l’ex e minaccia di suicidarsi… ricercato in Sardegna!

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Aveva 29 anni Marta Deligia, la ragazza ritrovata morta a  bordo di un’auto nelle campagne di Villacidro, nel Cagliaritano. La donna era scomparsa insieme all’ex.  In base ai primi rilievi è stato accertato che la giovane è stata strangolata.  L’ex fidanzato, Giuseppe Pintus, 36 anni, avrebbe anche effettuato una telefonata al 112: «Ho fatto una cavolata, adesso vado ad ammazzarmi».  Subito dopo l’uomo avrebbe chiamato la sorella e le avrebbe detto che «non voleva fare trent’anni di galera».  Queste telefonate sembrerebbero configurare l’idea di un omicidio-suicidio. Decine di uomini, con l’ausilio di un elicottero, impegnati nelle ricerche.

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Muore 24enne in discoteca a Roma, tragedia nel cuore di Testaccio

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E’ giallo su una 24enne romana che la scorsa notte è morta dopo essere stata colta da un malore mentre si trovava in una discoteca di Testaccio, a Roma con un’amica. Colpita da un malore, è stata trasportata all’ospedale Fatebenefratelli, dove però è arrivata già morta. Sono ora in corso le indagini dei militari della stazione Aventino per chiarire le cause del decesso. Dalle prime ipotesi si ritiene che la giovane possa aver avuto una crisi respiratoria, come confermerebbero alcuni medicinali trovati nella borsetta della ragazza.

Una ragazza di 19 anni è morta per meningite fulminante

meningite-fulminante-tuttacronacaE’ morta a causa di una meningite fulminante una 19enne lissonese che lo scorso giovedì pomeriggio era stata in un centro acquatico vicino a Nibionno (Lecco), dalle 10.30 alle 16.30, circa. Per questo motivo, è stata disposta la profilassi per gli altri frequentatori. Anche se presumibilmente la giovane aveva contratto l’infenzione precedentemente, potrebbe esserci il rischio di contagio per coloro che hanno frequentato il centro termale. Portata la notte di quello stesso giorno all’ospedale di San Gerardo di Monza, la ragazza è morta venerdì pomeriggio.

16enne bolognese grave in ospedale: si sospetta overdose

ragazza-overdose-bologna-tuttacronacaAlle 6.30 di questa mattina una ragazzina di 16 anni è stata ricoverata nel reparto di rianimazione del policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Il ricovero è avvenuto in seguito a un malore riconducibile a una presunta overdose da sostanze stupefacenti. I Carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal sostituto procuratore Augusto Borghini della Procura della Repubblica di Bologna, stanno indagando sull’accaduto.

Dzemaili pensa alla Champions… ma prima pausa caffè!

dzemaili-sorrento-tuttacronacaMercoledì ci sarà la sfida contro il Borussia valido per la Champions League ma, reduce del recente successo in campionato con l’Atalanta, il centrocampista Blerim Dzemaili ha cercato un po’ di relax a Sorrento, dov’è stato individuato lungo Corso Italia in compagnia di una ragazza con la quale ha prima sorseggiato un caffè per poi godersi il gelato di Antonio Cafiero.  “Siamo contenti per l’avvio di campionato, ed io personalmente sono soddisfatto dalla della mia prova di 90 minuti contro l’Atalanta, ora però pensiamo al Borussia. Sarà una gara difficile e sarà molto utile come sempre il San Paolo. Per il resto sono fiducioso che possiamo fare bene in ogni partita”. Il giocatore ha confessato che spesso per rilassarsi preferisce venire in penisola sorrentina, dove riesce ancora a prendere un caffè senza essere asfissiato dalla passione dei tifosi azzurri.

18enne perseguitata dall’ex e dalla madre!

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Cosa non si farebbe per il proprio figlio? E così una madre di 49 anni a Terni è stata arrestata con l’accusa di  aver perseguitato una diciottenne che aveva deciso di lasciare  suo figlio. Arrestato, con la stessa accusa anche il figlio di 22 anni che aveva cercato insistentemente di ristabilire un rapporto con la ragazza. Madre e figlio sono accusati di aver minacciato di morte la giovane, ma nonostante le pesanti accuse dopo la convalida dell’arresto entrambi sono tornati in libertà.

Ziva è morta e ora è giallo!

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Živa Srebrnic, diciassettenne residente a Lucinico, in provincia di Gorizia, era scomparsa Domenica 25 Agosto nel pomeriggio. La ragazza era uscita dalla sua abitazione alle ore 15.30 e non vi ha più fatto ritorno. Le ricerche erano iniziate immediatamente e si erano concentrate nelle campagne di Lucinico, Mossa, Cormons e Plessiva.

Oltre ai Carabinieri, anche i parenti e gli amici di Živa Srebrnic si erano naturalmente mobilitati, per cercare la ragazzina anche nella città di Gorizia, ma non era stata trovata nessuna traccia. Un’amica aveva raccontato ai giornalisti del quotidiano “Il Piccolo”:

«La stiamo cercando in lungo e in largo, ma non c’è nessuna novità. Siamo preoccupati. Non riusciamo a capire i motivi di questo allontanamento da casa. Nulla lasciava presagire quanto è successo».

La preoccupazione ora si è trasformata in tragedia perché la 17enne è stata ritrovata morta. Il corpo è stato rinvenuto nei  boschi sul Monte Calvario, tra Gorizia e Lucinico. Secondo quanto si è appreso, la ragazza potrebbe essersi suicidata. Sul corpo non sono stati trovati segni di violenze. Ma l’ipotesi del suicidio rimane solo la più accreditata, ancora non si escludono altre piste. E’ giallo!

Tunisino tenta di stuprare 13enne in vacanza a Lampedusa.

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L’episodio non si conosce nel dettaglio anche perché si rischia di innescare un meccanismo di terrore su un’isola divisa tra accoglienza ai rifugiati e vocazione turistica. Sembrerebbe che un tunisino minorenne avrebbe  tentato di abusare di una ragazzina di 13 anni di Milano in vacanza a Lampedusa. Si tratterebbe secondo fonti investigative di un minore non accompagnato sbarcato recentemente a Lampedusa ed ospite del centro di accoglienza di contrada Imbriacola. A quanto si è appreso la ragazzina si sarebbe trovata in compagnia di un amico minorenne su una barca in attesa che arrivassero alcuni parenti. Il tunisino sarebbe salito in barca e ci sarebbe stata una colluttazione con l’altro ragazzo a questo il tunisino avrebbe quindi chiuso in bagno la ragazza e avrebbe cercato di stuprarla. Il tentativo sarebbe stato bloccato dall’intervento dell’amico, secondo una dinamica ancora poco chiara, a quel punto il minorenne straniero si sarebbe dato alla fuga. Scattate le prime indagini dei carabinieri il tunisino è stato identificato e successivamente riconosciuto dalla vittima, facendo scattare il fermo.

Chi è la ragazza con Harry Styles?

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Nelle ultime ore impazza sul web una foto di Harry Styles, membro dei One Direction, idolo di milioni di ragazzine, ritratto insieme a una ragazza. La foto, scattata dopo una festa per il film della band, immortala i due ragazzi abbracciati che, prima si sorridono e poi si sfiorano le labbra. Ecco che le fans si sono scatenate per cercare di capire chi fosse la misteriosa ragazza anche perché in una recente intervista lo stesso cantante aveva affermato:

“C’è una persona che mi piace al momento. Fidanzata? E’ soltanto una a cui penso spesso negli ultimi tempi, nulla di più. Durante i momenti della tua giornata c’è sempre qualcuno a cui pensare”.

Sarà davvero lei la ragazza dei sogni di Harry Stiles?

Giocatori di calcio abusano di una 16enne. Scandalo alla Bundesliga

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Loro sono giocatori dell’Herta, squadra di Berlino che milita in Bundesliga. Sono acclamati, sono esempi per milioni di giovani tifosi, ragazzi che sognano anche loro di arrivare ad essere campioni di calcio. Loro sono gli eroi della domenica, guadagnano somme ingenti e hanno spesso una vita dorata. Tre di loro però hanno avuto una relazione con una 16enne. Una ragazza poco più che bambina che si è trovata di colpo a dover soddisfare le fantasie sessuali di tre campioni di calcio, alcuni anche sposati, che hanno perso la testa per una “lolita”. Per il diritto tedesco non è vietato l’atteggiamento avuto dai tre giocatori, ma di sicuro ha richiamato l’attenzione pubblica. Ci sono anche fotografie di corpi nudi, di genitali che i giocatori hanno inviato alla ragazza, sms molto espliciti e richieste altrettanto chiare. Tutto ha inizio il 25 aprile 2013 quando i giocatori dell’Herta festeggiano la promozione e vanno a firmare autografi al Karstadt Sport a Kusterdamm. Lì c’è anche la ragazza insieme al fratellino più piccolo, gran tifoso dell’Herta. I giocatori, di cui non sono stati fatti i nomi, hanno un atteggiamento subito equivoco. Il giocatore numero 1 (come viene chiamato da un giornale tedesco) firma un autografo alla ragazza, e visto che c’è scrive anche il proprio numero di cellulare. La 16 enne è sorpresa del gesto, ma anche orgogliosa, fino a quando non riceve altri due autografi con numero di telefono dai giocatori 2 e 3. Presto la ragazza si accorge che i numeri di telefono sono autentici. Questo è il primo passo che crea una reazione a catena. I giocatori si passano il numero della ragazzina e contattano anche una sua amica su Facebook. Arrivano a offrire 1000 euro per fare sesso orale, oltre all’invio di foto e materiale a sfondo sessuale. Un altro giocatore invece vuole delle foto che la ritraggono nuda. Dal virtuale si passa al reale. Così il giocatore 2 sembrerebbe che sarebbe anche andato a casa della “lolita” e avrebbe fatto sesso con lei nella stanza dei bambini, uscendo due ore dopo dalla casa. La 16enne avrebbe mentito sull’età, dicendo di avere 19 anni e al giornale avrebbe dichiarato che l’uomo “era sensibile, quasi timido, mi ha detto che era sposato e non aveva mai fatto nulla del genere”, aggiungendo anche di vergognarsi molto per quello che è successo.

  

Sesso orale al concerto di Eminem scoppia il caso in rete

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Slane, paesino irlandese che da tempo aspettava il rapper americano Eminem ora sarà ricordato non solo per il concerto, ma anche per il sesso orale che una ragazza di 17 anni, consenziente ha deciso di praticare a un paio di ragazzi presenti all’evento. Intorno la folla di ragazzini, qualcuno sorride altri guardano perplessi, altri schifati. Il primo ragazzo, con un capellino fluorescente in testa, alza le braccia in segno di vittoria e sarà questa l’immagine che diventa virale sul web. La ragazza è riconoscibile, nonché minorenne: i social network (Facebook, Tumblr e Twitter) tutti riescono a togliere quella foto che infatti non è più visibile se non in una versione censurata che non permette di vedere la ragazzina inginocchiata. La polizia irlandese apre anche un’inchiesta per detenzione di materiale pedopornografico: chi conserva o diffonde quella foto sta infatti diffondendo l’immagine di una minorenne impegnata in un atto sessuale, cosa che un po’ ovunque nel mondo è considerata un reato. In poco tempo però l’identità della ragazza viene svelata e le viene attribuito il nome di “Slane Girl”. Naturalmente, la buona mentalità maschilista, dilagante in tutto il mondo, prende di mira la ragazzina a cui vengono attribuiti i peggiori epiteti mentre il ragazzo è naturalmente osannato. Solita discriminazione di genere, a pagare naturalmente sempre le donne: la ragazza ora si trova sedata in ospedale. La gogna virtuale ha avuto ancora una volta la meglio? Ancora una foto che rovina la vita a una minorenne? L’ennesima persecuzione via web?

 

 

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