V3Day: tra i collaudati attacchi di Beppe Grillo e l’urlo di Dario Fo

grillo-v3day-tuttacronacaIl terzo V-Day di Beppe Grillo in piazza della Vittoria a Genova non ha ‘sfondato’ tra le tendenze di twitter: alle 18 l’hashtag #andiamoOLTRE è al quarto posto nella classifica dei più cliccati superato da #PeoplesChoice al primo posto, #VogliamoAnnalisaComeCoachAdAmici al secondo e da #AtalantaRoma al terzo posto. Questo quando in piazza, alle 11.30 di questa mattina, si contavano già 30mila persone e in tanti affollavano lo stand dedicato ai parlamentari, tra cui Crimi, Di Battista e Lezzi. Ma i tempi in cui San Giovanni straripatva sono lontani. Lì “una folla che nemmeno il primo maggio”, a sentire un gruppetto di attivisti romani a pochi passi da Marcello De Vito. Qui qualcosa in meno di 100mila persone, raddoppiate magicamente in un tweet riassuntivo di Beppe Grillo. Il tutto è iniziato con un attacco alla stampa, che è diventato una costante della giornata, con nessun giornalista ammesso nel retropalco mentre, come racconta l’Huffington Post, un fotografo riuscito a intrufolarsi è stato poco cordialmente accompagnato oltre le transenne. Una diffidenza parossistica che ha colpito anche i pochi parlamentari nel backstage: “Non dovete stare qui, andate in fondo alla piazza”. La cifra di una giornata diversa dalle solite ha provato a darla il guru, con un lapidario “il movimento è diventato un’altra cosa, ci proponiamo come forza di governo”. Il repertorio di Grillo, una volta salito sul palco che domina la piazza, è quello ormai collaudato: “Non si può far finta che non ci siano 8 milioni di poveri. Dobbiamo spazzare via le macerie, dare l’estrema unzione a questa politica”. E poi sì “alle rinnovabili entro il 2030”, no “ai sindacati che sono come i partiti” e “alla Iuc, che è il rutto di un alcolizzato”. Dopo di che, gli attacchi a Enrico Letta, “Capitan Findus, impegnato da vent’anni a fare il nipote di suo zio”, autore della “truffa semantica dell’abolizione dei finanziamenti ai partiti”. “Voglio vedere se Equitalia gli chiederà indietro i 2,7 miliardi che hanno preso, visto che la Corte costituzionale li ha dichiarati illegittimi”. Poi Giorgio Napolitano, che “ha fatto un governo in una notte, vuole cambiare la legge elettorale di nascosto, e per questo abbiamo pronto l’impeachment”.

A regalare un sussulto ai presenti ci ha pensato il Nobel Dario Fo, che ha alzato un grido al cielo per Franca Rame e un urlo alla folla. Lo ha fatto partendo da una storiella proprio di Franca Rame, che vedeva protagonisti Arlecchino e Brighella che discutono su come tirare fuori l’Italia dal pantano in cui si è ficcata. La soluzione ha molto poco del canovaccio goldoniano e molto del grand guignol alla Tarantino: “I politici sono dei topi che riescono a corrompere anche i gatti. Bisogna tirarli fuori dal Palazzo e innaffiarli con le pompe dell’incendio. Perché noi siamo democratici, ma mai moderati!” Un ultimo applauso per lui e quindi la piazza si è svuotata. Non è più tempo di San Giovanni, ma è stata una festa con 100mila persone in piazza. Anche se Grillo ha tenuto a far notare che “c’è un quadratino vuoto lì. La stampa parlerà di quello”.

V-Day: al terzo appuntamento, tempo di bilanci. Diretta video

oltre_v3day-tuttacronacaIl popolo arancione si riunisce a Genova in occasione del terzo V-Day di Beppe Grillo e piazza della Vittoria si riempie di pubblico. I grillini radunati sotto il palco a fianco della Questura e nelle aree limitrofe, con i maxischermi a fare da protagonisti. I partecipanti sono arrivati, a partire dalle 8 di questa mattina, da tutta Italia. Sette sono gli autobus giunti da Torino, dieci da Roma e Milano, tre da Firenze. E ancora i sostenitori pentastellati arrivano da Bologna, Bari, Salerno, Modena, Empoli, ma anche dall’hinterland di Monza e dalla Brianza. E dove non sono stati organizzati pullman, ci si è mossi in treno, come hanno fatto i grillini giunti da Veneto, Campania e Lazio. Alla manifestazione, durante la quale prenderà la parola Beppe Grillo con al suo fianco il guru del Movimento Gianroberto Casaleggio, dovrebbe prendere parte anche Dario Fo, che dovrebbe chiudere la giornata alle 17.30. Dopo nove mesi al governo, anche per il popolo di Grillo è tempo per fare bilanci e capire se davvero stanno mantenendo le promesse. Nell’attesa di vedere la reazione della folla, il Fatto quotidiano ha raccolto il parere di Antonio Di Pietro, che del movimento e del V-Day dice: “Sto preparando una bella pastasciutta, non mi disturba affatto. Che voto darei ai 5 Stelle? Sette. Per il metodo: arrivare in Parlamento con tutti contro e da novizi è molto difficile, ci sono passato con l’Italia dei Valori. Nel merito: se non ci fossero loro, chi farebbe opposizione?” Meno entusiasta, invece, Vittorio Feltri, che a febbraio aveva accostato l’operato di Grillo a un “orgasmo”. “Onestamente non mi sono accorto che i grillini esistono, al di là di un fatto: quando ci fu l’incontro tra Bersani e, dall’altra parte, Crimi e un’altra che non ricordo”. Roberta Lombardi, quella che “noi siamo le parti sociali, mi sembra di essere a Ballarò”. “Ah sì, lei. Guardando quello streaming ho capito come sarebbero andate le cose. Grillo ha fatto una cosa straordinaria, ma ha trascurato la selezione del personale, che tramite la Rete è risultata debolissima. Sono tutti inconsistenti tranne uno, mi pare si chiami Nicola Morra. Dice cose che non condivido, ma è colto e preparato. Se il movimento fosse in mano a gente come lui ne sarei rassicurato e anzi felice. Invece sono molto freddo, proprio in relazione alla struttura del partito. Non so se miglioreranno o ci dovremo rassegnare a una Lega di serie C con un personale non all’altezza”. Proprio il senatore Morra racconta gli obiettivi del V Day 3: “Migliaia di cittadini si confronteranno su tematiche che apriranno un nuovo mondo e produrranno una rivoluzione anzitutto culturale. Vogliamo abbandonare l’Italia che è per costruire l’Italia che sarà”. Come? “È tutto racchiuso nella parola ‘oltre’. Vogliamo essere più in là, più avanti nella costruzione di un mondo nuovo in cui gestire acqua, ciclo dei rifiuti, energie rinnovabili. Non più profezie, ma prassi che quotidianamente ci accompagnino. Adesso vogliamo fare, non più prospettare e dire”.

Letta “mentitor cortese” e “novello Quisling”: così Grillo

quisling_letta-tuttacronacaTorna ad attaccare il premier Enrico Letta, dal suo blog, Beppe Grillo, che lo tratteggia come un “mentitor cortese” da Commedia dell’Arte nonchè un “collaborazionista” della Germania. Per Grillo ogni dichiarazione del premier “si è dimostrata falsa come un soldo bucato” mentre Letta non farebbe altro che “prendere gli ordini dall’estero”, agendo come un “novello Quisling”, ossia come il premier norvegese che era agli ordini dei nazisti.

Saccomanni, qualche tempo fa, si lasciò sfuggire una frase “Bisogna dire la verità agli italiani”. Si riferiva allo sfascio economico. Poi è rimasto in silenzio, in attesa di essere cacciato dal governo. Da allora ogni giorno è in bilico. Nel frattempo Capitan Findus Letta racconta le sue menzogne agli italiani. Sposta sempre la linea della ripresa più in là, mentre il Paese sprofonda con bollettini quotidiani di guerra vera, di deserto delle aziende, degli investimenti. Questo doppio registro, l’Italia che viene distrutta dalla mancanza di una politica economica e le falsità di Letta propagandate dai giornali e dalle televisioni ha assunto ormai una dimensione grottesca, fumettistica.

Letta interpreta una nuova parte della Commedia dell’Arte, il Mentitor Cortese. Ogni sua dichiarazione si è dimostrata falsa come un soldo bucato, ma lui, imperterrito, continua con le sue fandonie. Ora vede la luce nel 2013, ora un po’ più in là, alla fine del 2014. Questa rappresentazione stucchevole di un ometto graziato dalla sorte e politico a carico dei contribuenti dalla nascita (non ha mai fatto altro nella vita, eoni fa, nel 1998 è stato ministro per le politiche comunitarie del governo D’Alema) ha però un suo significato, quello di garantire gli interessi dei nostri creditori internazionali, in primis la Germania.

Non sarà sfuggito che Capitan Findus ha quasi speso più tempo all’estero dalla sua elezione che in Italia a farsi accreditare dalle segreterie internazionali. Come Rigor Montis prima di lui, Letta rappresenta l’assicurazione che l’Italia onorerà i debiti contratti dalle nostre banche attraverso la BCE e i rimborsi dei titoli pubblici e degli interessi.

È il novello Quisling italiano, il collaborazionista norvegese al servizio dei nazisti durante l’ultima guerra mondiale. Il suo è un governo fantoccio che rappresenta gli interessi di Stati stranieri e non dell’Italia. La cassa integrazione in deroga è al collasso, 350mila lavoratori sono senza sussidio da nove mesi. Le partite Iva sono crollate dal 2008 al giugno del 2013 di 400mila unità. Disoccupazione fuori controllo, debito pubblico esplosivo, chiusure di negozi e piccole e media imprese come se piovesse. Il disastro Italia assomiglia a un bombardamento quotidiano dove a una cattiva notizia ne succede una pessima.

Quisling Letta non ha fatto nulla per risollevare il Paese. Gli ordini li prende dall’estero. È un procuratore fallimentare che deve garantire i creditori. Quanto potremo andare avanti così? A venderci persino le spiagge? Due misure sono improrogabili. Vanno tagliati gli sprechi, le spese inutili che ammontano a circa 100 miliardi. Queste voragini nel bilancio dello Stato non possono però essere eliminate da chi ne gode i benefici, dai partiti e dai Letta, che appunto per questo vanno mandati a casa. Vanno rinegoziati con la UE il tetto del 3% che ci strangola, che va superato da subito per gli investimenti in attività produttive, ristrutturato il nostro debito, cancellati gli impegni impossibili assunti con il Fiscal Compact con nuove tasse per 50 miliardi all’anno per vent’anni, una pazzia. Primum vivere, prima gli interessi nazionali.

#esigorispetto Grillo e l’attacco a Laura Boldrini sul blog

beppe-grillo-boldrini-tuttacronacaDuro attacco contro la presidente della Camera Laura Boldrini da parte di Beppe Grillo oggi, che pubblica un lungo post nel suo sito sottolineando come “Laura Boldrini non è stata eletta, ma nominata da Nichi Vendola“. La presidente viene inoltre definita “un oggetto di arredamento del Potere”. Il post, dal titolo “Rispetto #esigorispetto”, arriva il giorno dopo le polemiche a Montecitorio durante le quali un deputato pentastellato, Cristian Iannuzzi, accusando la Boldrini di non essere imparziale, ha affermato “Se non riesce a esserlo, si dimetta“. Di seguito il testo del post:

“Il Sistema, quel coacervo di partiti, lobby e interessi che sono spesso contigui con poteri occulti come la massoneria e occasionalmente compagni di viaggio di organizzazioni criminali non si è ancore reso conto, non vuole ammettere che il MoVimento 5 Stelle è il primo movimento italiano. L’unico democratico. I partiti, nessuno escluso, non lo sono. Hanno ignorato il referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico, hanno nominato i loro rappresentanti in Parlamento con il Porcellum sottraendo la decisione ai cittadini, questo dal 2006, per due legislature con buona pace degli attuali proclami e pruriti presidenziali. Per i partiti gli italiani non devono avere alcuna voce. Quasi nove milioni di italiani hanno votato per il M5S per un cambiamento. Queste persone meritano rispetto. Vogliono cambiare democraticamente il Paese. Tra loro ci sono anche le 350.000 che hanno firmato nell’ormai lontano 2007 per la legge popolare Parlamento Pulito che nessuno di questi sedicenti rappresentanti del popolo ha neppure voluto discutere.

Rispetto, non voglio sentire i queruli rimproveri di una signora che dal suo scranno tratta i nostri rappresentanti come degli scolaretti. Chi le dà questa autorità? La Boldrini, un oggetto di arredamento del Potere, non è stata eletta, ma nominata da Vendola. Il suo partitino è entrato in Parlamento solo grazie alla truffa della coalizione con il pdmenoelle, alleanza subito rinnegata dopo le elezioni in un eterno gioco delle parti che esautora il cittadino da ogni decisione.

Rispetto. Esigiamo rispetto. I tafani della Repubblica, i saggi, discettano di Costituzione? Chi gli ha dato l’autorità per farlo? Non è previsto dalla nostra Costituzione che un presidente della Repubblica spogli il Parlamento delle sue decisioni con un gruppetto extraparlamentare con personaggi squalificati del calibro di Quagliarello e di Violante, lo smemorato di Palermo. Il M5S, la prima forza del Paese, non è stata neppure considerata. In questi cosiddetti saggi non è stato inserito neppure un nome del M5S. Per me è un vanto, ma è l’ennesima riprova che non c’è più alcun limite alla spregiudicatezza istituzionale.

E che dire della RAI, questo organismo politicamente modificato, prostituitosi ai partiti come una vecchia sgualdrina senza più pudore? Strumento di propaganda dei Casini, dei Monti, dei Renzi che vomita veleno sul M5S ogni minuto? Chi autorizza questi giornalisti ad agire indisturbati contro la prima forza democratica del Paese? Come è possibile questo scandalo? La Tarantola, Gubitosi, il cda , i direttori di testata? Signori, voi siete servizio pubblico, siete responsabili di fronte al Paese di disinformazione, è un reato gravissimo. Rispetto. Lo pretendiamo e ce lo prenderemo democraticamente, ma implacabilmente. Non accettiamo lezioni da chi si pone fuori dalla democrazia”.

#maipiùmoderato. Grillo dal blog: “moderati si muore”

grillo-moderati-tuttacronacaBeppe Grillo chiama alla mobilitazione il popolo Cinque Stelle tramite l’hashtag #maipiùmoderato e lo fa con un lungo post sul suo blog. Tutto parte perchè il leader del M5S non se la sente più “di essere moderato, di rimanere entro “certi limiti“. Quali limiti? I limiti sono stati superati. Il Parlamento è formato da una schiera di servi. La Corte Costituzionale è un gerontocomio che prende decisioni, come sulla legge elettorale, dopo anni di pacate riflessioni. Il presidente della Repubblica rieletto per la seconda volta è di fatto anticostituzionale. La giustizia è bloccata da nove milioni di processi in corso che saranno smaltiti alla morte degli imputati. Un truffatore fiscale condannato in via definitiva invece di essere cacciato dal Senato è trattato come uno statista.” Stando questa la situazione, Grillo sottolinea: “Non voglio essere moderato mentre l‘Italia è stuprata. Essere moderato equivale oggi a girarsi dall’altra parte. Sono stanco di dover spiegare a dei rimbambiti dalla televisione per l’ennesima volta cose ovvie anche per un bambino. Cosa vuoi spiegare a chi non vuol sentire? La violenza non paga, è vero, ma è il Sistema a usare violenza contro i cittadini.” E spiega: “Lo fa ormai alla luce del sole. Mentire, rubare, corrompere sono diventati atti politici. Appartengono alla sfera della negoziazione, dei patti sottobanco, dello status quo, della realpolitik. Bottino Craxi non è un più un latitante, ma un perseguitato e il suo ex scudiero Amato, uno sgorbio istituzionale, una risorsa della Nazione.” A questo punto, una domanda: “Qual è il limite oltre il quale non ci sono più limiti?” Ancora Grillo spiega: “Gli indifferenti mi fanno più schifo dei delinquenti. Stanno a guardare, come se la cosa pubblica non gli appartenesse e poi votano per mantenere i loro piccoli e grandi privilegi. Guardare i telegiornali di regime ti fa ribollire il sangue, ma devi rimanere calmo, moderato, sulla poltrona con tua moglie che ti chiede di non gridare. “Non ti sentono! E’ inutile!“. Tu devi sfogarti in qualche modo o buttare la televisione dalla finestra, ma devi moderarti come quando qualcuno ti dice che “bisogna” fare qualcosa mentre lui, questo parassita, non muove un dito, né lo ha mai mosso in vita sua, vero guardone della democrazia. Essere moderati, parlare forbito, non alzare i toni, non dire nulla di sconveniente mentre ti svaligiano la casa, ti tolgono la sovranità nazionale, ti rubano il futuro. Questo vogliono. Moderazione, silenzio, educazione. Prendete esempio dalla compostezza di un Napolitano, dalla serietà di Capitan Findus Letta, dalla controllata sicumera di D’Alema, dai leader dei moderati Monti e Casini. Non siate sgarbati, non dite parolacce, non turbate l’ordine costituito. Questi sventolano un drappo rosso verso i cittadini. Moderati si muore.” E quindi l’avviso: “Noi supereremo i limiti. Usciremo dalla gabbia. Saremo maleducati, civilmente maleducati. E, con la massima cortesia, li manderemo a fan***o.”

Il pentastellato malato di sclerosi multipla preso in giro dai deputati

matteodall'osso-tuttacronacaE’ Giulia di Vita che firma un post, accompagnato da un video, apparso sul blog di Beppe Grillo. Il tema è il comportamento dei deputati durante l’intervento di Matteo Dall’Osso, cittadino M5S alla Camera affetto da sclerosi multipla. Nel post si legge: “Conoscete tutti ormai Matteo Dall’Osso, cittadino M5S alla Camera, e la sua incredibile storia, è affetto da sclerosi multipla ma vive meglio di chiunque altro. Ha appena fatto il suo intervento in Aula, è l’una di notte, è stata una giornata pesante per tutti, figuriamoci per lui, mentre leggeva il suo discorso ha perso il filo, può capitare a chiunque. Gli umani colleghi dagli scranni di Pd e Scelta Civica hanno cominciato a fare battutine sulla sua difficoltà “dategli il foglio giusto!“, ripetevano le sue parole balbettando a sfottò, mormoravano, ridevano, lo guardavano divertiti. Avvisati poi dello stato di Matteo qualcuno ha chiesto scusa per la palese, vergognosa, indecente, schifosa, indecorosa gaffe. L’arte dell’ipocrisia. Signori, ci troviamo a lavorare con questa gente. Come possono stupire gli scempi che stanno facendo al Paese e la costante indifferenza per i cittadini italiani più deboli? Dopo gli sfottò a fine intervento Matteo ha concluso dicendo “e come dissero tre violoncellisti sul Titanic mentre stava affondando ‘è stato un piacere suonare con voi”. Ma anche no.

Il governo punta sul Dl del Fare per rilanciare l’economia

ddlfare-approvato-tuttacronacaLa Camera ha approvato, con 427 sì e 167 no, la richiesta di fiducia del governo Letta sul dl Fare, un omnibus di 114 articoli (inizialmente 84) con misure in vari settori su cui il governo punta a rilanciare l’economia: dalle semplificazioni allo smaltimento dell’arretrato della giustizia civile, dalle infrastrutture al sostegno alle Pmi, passando per singole norme microsettoriali. Il premier Letta ha dichiarato: “Il voto di fiducia alla Camera è un segnale molto importante”. Secondo il Presidente del Consiglio, le risorse pubbliche vengono spesso utilizzate con “faciloneria”, “senza verificare il rapporto tra le stesse e gli utilizzi, che non possono essere sballati o approvati solo perchè c’è qualche lobby che vince alle due del mattino di fronte ad una Commissione stanca”. Letta ha poi fatto un paragone tra gli evasori fiscali e gli atleti dopati: “E’ facile vincere usando il doping come ha fatto chi ha vinto, truccando, il Giro d’Italia e il Tour de France”. E ancora:  “Gli italiani che hanno portato i soldi all’estero devono sapere che il clima è cambiato e che conviene anche a loro riportare i soldi in Italia perchè la situazione internazionale non consente più di avere le coperture che hanno avuto finora”. Il governo promette “una lotta senza quartiere per recuperare le risorse ovunque esse siano, in Svizzera o nei paradisi fiscali. Lo faremo e lo faremo con forza e determinazione”. “Se ci si chiede perchè l’Italia è un Paese poco competitivo, rispondo perchè l’economia in nero è così quantitativamente importante. Distorce la concorrenza e crea inefficienza”. “Nel nostro paese le tasse sono troppo alte perchè non tutti le pagano”. Letta ha ribadito “l’impegno a usare tutti i soldi che verranno dalla lotta all’evasione per abbassare la pressione fiscale”. Dopo la fiducia alla Camera, il decreto sarà ora cambiato dal Senato, per cancellare l’erronea eliminazione del tetto agli stipendi dei manager. Per quel che riguarda le norme, esse comprendo:

Semplificazioni: verranno sperimentate «zone a burocrazia zero» per le imprese; in più indennizzo in caso di ritardo da parte delle PA nel concludere la pratica. Abolito il certificato di sana e robusta costituzione per i lavoratori.
Edilizia: gli interventi di ristrutturazione edilizie con modifiche della sagoma non sono più soggetti a permesso di costruire: per loro basta la procedura semplificata (Scia).
Appalti: stop responsabilità solidale dell’appaltatore per i versamenti Iva del sub-appaltatore: rimane quella per i versamenti delle ritenute sui redditi dei dipendenti.
Lavoro: modifiche alle semplificazioni in questo settore, per evitare che incidano sulla sicurezza: precisate le competenze che dovrà avere l’Incaricato per la sicurezza, che sostituirà il Documento di valutazione del rischio (il Duvri); specificati gli elementi da tener conto nella valutazione del rischio.
Giustizia: misure per smaltire l’arretrato civile. La Camera ha eliminato l’obbligo della proposta conciliativa del giudice e ha modificato la mediazione obbligatoria: questa si considera avverata se il primo incontro si conclude senza accordo.
Infrastrutture: 2 mld in 5 anni per opere immediatamente cantierabili. Finanziate tre opere in Piemonte per 170 milioni, la terza corsia della A4 in Friuli, la «telesina» e la Termoli-San Vittore in Campania, l’eliminazione dei passaggi a livello sulla linea ferroviaria adriatica. Incentivi fiscali per le opere sopra i 200 milioni euro (finora era 500)
Scuola: Per la messa in sicurezza delle scuole arrivano 150 milioni in più per il 2014, da ripartire tra le Regioni.
Agenda Digitale: implementata la ‘governancè sia della Cabina di Regia che dell’Agenzia.
Domicilio digitale: la casella di posta elettronica certificata (Pec) è assegnata di diritto ad ogni cittadino ed è poi attivabile in via telematica dall’interessato;
Wi-Fi: gli esercizi commerciali che lo offrono gratis, non dovranno più identificare il cliente che si connette.
Cinema: prorogato al 2014 il credito di imposta.
Pmi: ampliata platea delle imprese che possono accedere al Fondo di Garanzia: anche i professionisti e le imprese sociali. Finanziamento di 2,5 mld a favore di micro, piccole e medie imprese per rinnovo macchinari (fino a 2 mln per azienda).
Appalti PA: le imprese che ottengono un appalto da una PA, sia con bando che con contratto, potranno avere un anticipo del 10% delle somme dovute.
Fondi Ue: norme per accelerare il loro utilizzo. Le risorse ancora da spendere ammontano a 30 mld. Se gli EE.LL non agiscono interviene il Governo nominando un Commissario.
Ricerca: il Miur sosterrà una serie di interventi di sostegno e sviluppo della ricerca fondamentale industriale, con un contributo alla spesa. Fine del blocco del Turn Over nelle Università e negli Enti di Ricerca.
Università: da 2014 30.000 borse di studio da circa 5.000 euro per gli studenti italiani meritevoli, per favorirne la mobilità negli Atenei lontani da casa.
Spending review: diventa permanente, con un Comitato interministeriale con un Commissario con poteri ispettivi, compreso l’invio della Gdf.
Federalismo fiscale: accelerato il passaggio di beni demaniali agli EELL: l’introito in caso di vendita andrà per il 25% allo Stato per abbattere il debito.
Fisco: Equitalia non potrà sequestrare il macchinario o il bene mobile se l’azienda o il professionista dimostra che esso è «strumentale» alla propria attività. L’unica casa di abitazione non può essere pignorata. Per le partite Iva comunicazioni telematiche semplificate. Disoccupati ed esodati che non hanno più il datore di lavoro a fare da sostituto di imposta, avranno comunque i crediti fiscali entro l’anno rivolgendosi al Caf.
Tobin Tax: proroga all’ 1 settembre 2013 la decorrenza e al 16 ottobre 2013 il termine di versamento.
Sindaci-deputati salvano scranno: i sindaci delle città fino a 15.000 abitanti eletti in Parlamento salvano entrambi gli scranni fino alle prossime amministrative (2015).
Corsia preferenziale per i farmaci innovativi per avere tempi rapidi per la loro autorizzazione.
Medici: slitta all’agosto 2014 l’obbligo del personale sanitario di avere una assicurazione Rc.
Multe: sconto del 30% sul quelle pagate entro 5 giorni.
Debiti Pa: Per Puglia e Piemonte, Emilia e Lazio altri 280 milioni per saldare i proprie debiti sanitari.
Tv Locali-Banda Larga: evitato il taglio di 19 milioni nel 2013 alle Tv locali, ma a danno dei Fondi per la Banda Larga.
Croce rossa italiana: arrivano 150 milioni di anticipazioni di liquidità per il 2014 da parte del Tesoro.
Poste: per le spa pubbliche non quotate non vale il taglio del 50% delle spese sulle auto previsto dalla spending review.
Rifiuti: divieto di importazione in Campania di rifiuti speciali e di rifiuti urbani pericolosi da smaltire.

Ostruzionismo in aula. Grillo dichiara: “Bisogna ripulire l’Italia dal letame”

beppe-grillo-dldelfare-tuttacronacaNel giorno in cui si vota la fiducia al decreto legge ” del fare”, Beppe Grillo spiega nel suo blog che: “Bisogna ripulire l’Italia come fece Ercole con le stalle di Augia, enormi depositi di letame spazzati via da due fiumi deviati dall’eroe”. Il leader del M5S prosegue: “E’ una fatica immane, ma per salvarsi, o almeno limitare i danni, bisogna risanare il Paese, vanno sradicati inciuci, connivenze, diritti acquisiti, rendite di posizione, burocrazia”, prosegue il leader del M5S, definendo poi il governo Letta “inesistente”. Immediata la reazione, su Twitter, della portavoce del Pdl alla Camera, Mara Carfagna: “Grillo istiga all’odio e alla violenza. Basta con questo patetico fascismo 2.0”.

Nel frattempo, in aula, prosegue l’iter parlamentare del dl così come l’ostruzionismo portato avanti dalle opposizioni. M5S, Sel e Lega hanno infatti presentato 251 ordini del giorno, di fronte ai pochi depositati da singoli deputati della maggioranda. Il timore è che la discussione e il voto, che avverranno dopo la fiducia, richiedano molte ore, il che lascia presagire alla Camera una seduta fiume. Il governo ha messo martedì la fiducia alla Camera sulla conversione in legge del decreto, che contiene provvedimenti per rilanciare l’economia. L’esecutivo vuole in questo modo evitare la discussione degli 800 emendamenti presentati, che impedirebbe l’approvazione prima delle ferie anche di altre leggi, in particolare quella sull’omofobia. La strategia potrebbe essere vanificata, però, dall’ostruzionismo annunciato e sicuramente messo in pratica da parte di M5S, Lega e Fdi.

Grillo e il botta e risposta con l’ottuagenario Rodotà… ma poi ne ha per tutti!

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In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex garante della privacy Rodotà striglia Grillo. Riguardo le scorse amministrative, afferma: “Ha perso per due ragione la prima è politica: hanno inciso sul voto i conflitti e le difficoltà e le polemiche di queste settimane. La seconda è che avevo detto che la parlamentarizzazione dei 5 stelle non sarebbe stata indolore. E cosi è stato”. Continua, lui che dai grillini era stato candidato alla presidenza della Repubblica, parlando del rapporto con la Rete: “La rete  da sola non basta. Non è mai bastata. Guardiamo l’ultima campagna elettorale: Grillo è partito dalla rete, poi ha riempito le piazze reali con lo tsunami tour” Tenta anche un paragone “illustre”: “Anche Obama – dice – è stato lo stesso. Si parte dalla rete ma poi si va oltre”. Ma si spinge anche oltre: “Non voglio fare quello con la matita rossa però certo non bastano più le indicazioni di Grillo e Casaleggio. Un movimento nato dalla rete, che ha svegliato una cultura politica pigra, una volta entrato in Parlamento deve cambiare tutto. E non può dire ai parlamentari: non dovete elaborare strategie”. Insomma, il consiglio è che i parlamentari grillini “devono avere la libertà di lavorare”.

beppe-grillo-rodotà

Ma la risposta di Grillo non si fa attendere, e sul suo blog scrive: “In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”. Un salto non da poco: da candidato ideale per il Colle a “ottantenne miracolato”. L’Huffington Post ha provato a farsi rilasciare un commento da Rodotà, ma la sua è stata una risposta laconica: “Non ne voglio parlare, non so a chi si riferisca Grillo”. Ma l’ex comico non si limita a questo, eccolo allora passare all’attacco di tutti i “maestrini dalla penna rossa”. Per, presumibilmente, Nichi Vendola c’è un: “È tornato in grande spolvero il supercazzolaro che non sa nulla né di Ilva, né degli inceneritori concessi alla Marcecaglia, è come le vecchie di “Bocca di Rosa” “Si sa che la gente dà buoni consigli/ se non può più dare cattivo esempio”. Bersani, tornato recentemente sulla cresta dell’onda a seguito delle amministrative, non poteva mancare all’appello: “C’è poi lo smacchiatore di Bettola in grande forma che spiega, con convinzione, che la colpa del governo delle Larghe Intese è del M5S quando il pdmenoelle ha fatto l’impossibile per fottere prima Marini e poi Prodi e non ha neppure preso in considerazione Rodotà”. E come dimenticarsi del rottamatore? “Renzie, lo statista gonfiato, imperversa con le sue ricette e le critiche al M5S su tutti i canali televisivi preda di compiacenti cortigiane come la Gruber. Renzie non è più sindaco di Firenze da tempo, è diventato un venditore a tempo pieno di sé stesso. Vende in giro un sindaco mai usato, come nuovo”. Proseguendo si trova anche Veltroni: “Persino Topo Gigio Veltroni è stato riesumato per discettare delle elezioni, forte della sua esperienza di averle perse tutte, ma proprio tutte”. E conclude con Pippo Civati: “Che non ha fatto i nomi dei 101 che hanno affossato Prodi, che vive in un partito che succhia da anni centinaia di milioni di finanziamenti pubblici, ma però è tanto buonino. Lo vorresti adottare o, in alternativa, lanciargli un bastone da riporto”.

 

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