Enrico Letta presenta “destinazione Italia” e parla di Carosello

enrico-letta-tuttacronacaIl premier Letta, illustrando il piano Destinazione Italia, che ha come obiettivo proprio quello di attrarre investimenti stranieri, ha affermato che “Il nostro Paese ha un drammatico bisogno di investimenti esteri” che al momento hanno “cifre troppo basse”. Con il piano il governo vuole “dare un segnale molto forte al mondo per fare investimenti economici e finanziari” nel nostro Paese. Il premier ha spiegato: “Cominceremo immediatamente una consultazione pubblica con i soggetti istituzionali e pubblici”.  ‘Destinazione Italia’ è un “modo per agevolare e semplificare” gli investimenti stranieri nel nostro Paese e prevede “50 misure” molto “secche e semplici” per “risolvere i problemi più grossi che le imprese” incontrano venendo in Italia. Letta ha proseguito sottolineando che gran parte degli interventi riguardano la “burocrazia, i problemi del fisco e le questioni infrastrutturali”, come “il piano per gli aeroporti e le questioni delle bonifiche”.  Con il Piano si vuol far comprendere che per attrarre investimenti il Paese “non è nè outlet, che svende tutto a prezzi bassi, ma neanche Fort Apache, solo a difesa”. C’è anche un capitolo dedicato al Mezzogiorno, in cui viene indicato “come accompagnare gli investitori di fronte all’ aggressione implicita o esplicità della criminalità”. Il premier ha tenuto a sottolineare cheCome vedete noi stiamo lavorando in modo, molto concreto e attento per gli italiani e non ho nessuna intenzione che si creino cortocircuiti su questi temi”. E ancora: “Vedo che c’è la volontà di usare il governo come una specie di punginball, tutti se le danno di santa ragione…”. Poi una parentesi per Carosello:  “Per cui lavoriamo e continuiamo a farlo, L’unica immagine che mi è venuta in mente è un’immagine di quando ero bambino e vedevo Carosello e c’era una pubblicità che era molto efficace e carina che è rimasta nella memoria di quello che diceva ‘Non c’ho scritto Jo Condor in testa’. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c’ho scritto Jo Condor in testa, l’ho imparato da bambino. E al momento opportuno lo dimostrerò nel senso che giocheremo all’attacco”.  Con il piano ‘Destinazione Italia’, “inizia un percorso di privatizzazioni” di cui si parlerà anche nella nota di aggiornamento del Def, ha annunciato Letta, puntualizzando che il percorso riguarderà “cose che è giusto privatizzare perchè non sempre privato è meglio del pubblico», come si è visto in esempi passati.  Quello delle privatizzazioni, ha spiegato Letta, «sarà un tema dell’autunno. Al ministero dell’Economia ci stanno già lavorando”.

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Lo “sfregio” di Brunetta

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Il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta commentando il voto della Giunta del Senato che ha bocciato la relazione Augello segnando un primo passo, di fatto, verso la decadenza di Silvio Berlusconi, si è espresso in questi termini: è stato uno “sfregio” e poi ha aggiunto “la Giunta per le elezioni del Senato ha sfregiato con questo voto il proprio decoro istituzionale. Uno strumento altissimo della democrazia ha ferito insieme democrazia e giustizia. Nell’auletta del Senato si è espressa una maggioranza diversa da quella di ‘larghe intese’ su cui si regge il governo Letta. Questa composta da Pd-Sel-M5S-Scelta Civica proporrei di chiamarla di ‘basse intese’” e ha concluso ”Fin qui, ci tengo a sottolinearlo, non è un commento, ma la cronaca di quel che è accaduto in questi giorni e ha avuto stasera la sanzione di un voto. Non resta che confidare nella saggezza e nella libertà di coscienza dell’Aula per riparare al torto dell’applicazione incostituzionale di una legge confusa. In sede di commento, esprimo l’amarezza mia e di tutti i deputati del Popolo della Libertà per il veemente e coordinato attacco contro Berlusconi pallidamente mascherato da atto dovuto”

Bocciata la relazione di Augello… Decandenza non prima di metà ottobre

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Bocciata la relazione Augello con 14 voti contrari, a favore il solo relatore. Il nuovo relatore, dopo il no alla mozione Augello, è il presidente della Giunta Dario Stefàno, di Sel. A lui spetterà il compito di stendere una nuova relazione. Per la decadenza di Berlusconi, che dovrà passare anche per il Senato, tempi comunque non brevissimi. Difficile che l’Aula di Palazzo Madama si pronunci prima di metà ottobre. Tutto rinviato, il tunnel è ancora lungo, ma si inizia a vedere la luce?

 

Decadenza di B.: pregiudiziali respinte e l’esercito invade via del Plebiscito

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Pregiudiziali respinte, il Pdl lascia l’aula chiamandosi ora Forza Italia. Ma il risultato non cambia: le questioni preliminari della relazione Augello sono state respinte con 14 no e 9 si la prima; 14 no e 9 si la seconda. I senatori del Pdl hanno lasciato la Giunta per protesta.

 L‘Esercito di Silvio “invade” via del Plebiscito. Succede nella serata di mercoledì 18 settembre, poco prima del voto della giunta sulla decadenza e poco dopo il videomessaggio diffuso dall’ex premier in cui si annuncia il ritorno di Forza Italia.

Per dare sostegno al loro leader i coordinatori dell’ “Esercito di Silvio” sono in via del Plebiscito con bandiere, un palloncino e tanti adesivi sulle giacche. Le bandiere sono sia dell’Esercito di Silvio e sia di Forza Italia.

“Siamo i coordinatori dei vari reggimenti sparsi per l’Italia, ovvero i club della Libertà – spiega il fondatore dell’Esercito di Silvio, Simone Furlan – veniamo dalla Toscana, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dalla Campania. Qui stasera siamo una cinquantina, soltanto una rappresentanza. Volevamo manifestare davanti al Senato ma per problemi di ordine pubblico non c’è stato consentito e così siamo venuti davanti all’abitazione di Berlusconi. Rimarremo qui – conclude – fin quando ci sarà il voto della Giunta delle Autorizzazioni”.

Ogni tanto dal piccolo gruppo, controllato da un cordone di forze dell’ordine, partono dei cori: “Silvio, Silvio” oppure “Silvio c’è”.
La manifestazione di solidarietà, è iniziata, secondo gli organizzatori alle 20,40 e si concluderà, poi, con una visita della nuova sede del partito in San Lorenzo in Lucina.

L’ora X: riunita la Giunta per la decadenza di B. Pdl fuori prima del voto

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I “Commissari” dovranno pronunciarsi sulla relazione di Andrea Augello (Pdl) che propone la convalida dell’elezione di Berlusconi nonostante la sentenza di condanna per il caso Mediaset. Malan (Pdl) entrando afferma “Le premesse purtroppo non sono per nulla buone” e poi aggiunge: “Speriamo, almeno in questa occasione, di avere un ascolto vero e che non vengano dichiarate manifestamente infondate la questione di costituzionalità delle norme e quella della loro congruità con la normativa Ue”.

Prima di entrare in Giunta, Stefania Pezzopane (Pd) ha dichiarato  “Dovrebbe essere una riunione non lunga: interverranno i capigruppo e poi il voto. Non sbrodoliamo questa situazione imbarazzante per il Paese” e poi ha aggiunto “Il discorso di Berlusconi è da anarco-insurrezionalista. E’ uno stalker del governo, più minaccioso nei confronti dei suoi ministri”.

E’ stato deciso poi che il Pdl lascerà l’aula prima del voto.

Intanto la Lega Nord annuncia che voterà “sì” alla relazione di Augello che propone la convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi nonostante la condanna definitiva a quattro anni di carcere per la vicenda Mediaset. A confermarlo, nel corso della sua dichiarazione di voto, è Erika Stefani.

Formisano e l’idea per il caso Berlusconi: candidarlo alle Europee in Estonia

berlusconi-estonia-tuttacronacaIl Messaggero riporta un dialogo intercettato in un corridoio del Transatlantico di Montecitorio e intarcorso tra l’onorevole del Centro democratico Nello Formisano e un esponente del Pdl. “E se Silvio Berlusconi, pur decaduto da senatore, si candidasse in Europa?”. “In Europa? Impossibile! Il Cavaliere è incandidabile”. “No, non alle Europee dalle liste formate in Italia, ma in un altro degli altri 27 Paesi europei dove la legge Severino non ha alcun valore giuridico…”. C’è quindi chi sostiene l’idea mentre tra colombe sia di centrodestra che di centrosinistra si cerca un modo per risolvere il caso Berlusconi. Il leader del Pdl, se Giunta e Aula di palazzo Madama lo dichiarassero decaduto, perderebbe il diritto all’elettorato attivo e passivo ma questo non significa che non possa presentare la sua candidatura alle europee. Dovrebbe però farlo in un Paese dell’Unione dove non sia valida la legge Severino. Spiega sempre il Messaggero che “Un precedente esiste e, per puro paradosso, riguarda un comunista tutto d’un pezzo come Giulietto Chiesa. Il giornalista già corrispondente da Mosca poi entrato in politica, prima con Di Pietro poi in diverse formazioni neo-comuniste, si presentò alle Europee del 2009 candidato in Lettonia all’interno della lista ‘Per i diritti umani in una Lettonia unita’, formazione che rappresenta la minoranza russa lettone. Il Pctvl mandò a Strasburgo una sola deputata eletta. Non era Chiesa, purtroppo, che non ce la fece e la cui carriera si disperse. Ove eletto, tuttavia, l’elezione di Chiesa sarebbe risultata valida.” A questo punto non resta che chiedersi dove Berlusconi prenderebbe i voti, e si potrebbe pensare all’Estonia, nella cui capitale, Tallin, dove “ha il suo quartier generale Ernesto Preatoni. Immobiliarista di fama e peso, titolare del gruppo Domina, che vanta grossi insediamenti turistici in Italia come in Egitto, Preatoni è chiamato il Gianni Agnelli estone, ma soprattutto è un grande e sincero amico del Cav: procurargli i voti sarebbe un gioco da ragazzi.” E’ lo stesso Formisano a spiegare perchè Berlusconi dovrebbe fare questa fatica: “Perché al Parlamento Ue lo scudo dell’immunità parlamentare è altissimo come dimostra il caso De Magistris. Quando era parlamentare europeo, usò le sue prerogative e il suo status per difendersi da semplici rinvii a giudizio, entrambi rispediti al mittente dal Parlamento di Strasburgo, che non accetta mai sui suoi membri richieste di indagine, figurarsi di arresto, da parte dei giudici locali”.

“A Silvio”: Vito Crimi e la lirica per Berlusconi

a-silvia-crimi-tuttacronacaE’ stata imparata a memoria da intere generazioni di studenti la poesia A Silvia di Giacomo Leopardi. Il Risorgimento era finito da poco quando il poeta compose i suoi immortali versi. Ora, dopo 185 anni, ne arriva una rilettura a firma Vito Crimi. Il Cittadino pentastellato, infatti, ha dedicato un poema proprio a Silvio (Berlusconi) sulla sua pagina Facebook.

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Il calendario della Giunta: mercoledì al voto!

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La Giunta per l’immunità del Senato ha accolto all’unanimità la proposta del presidente Dario Stefano di votare mercoledì sera. Questo è il calendario dei lavori: lunedì, dalle 15 alle 20; martedì, dalle 9 alle 14; mercoledì, dalle 20.30 in poi dichiarazioni di voto e voto.

L’esercito dei figli di B.: “papà dimettiti”, ma “Papi” non si dimette

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L’esercito è in campo, ma stavolta non è l’esercito di Silvio, ma quello dei figli di Berlusconi. A cena portano i documenti che servono per la richiesta ufficiale di grazia al Presidente, ma il leader del Pdl non vuole ancora mollare, almeno “per ora”. La strada è diventata un sentiero accidentato e sembra quasi che non ci siano neppure scappatoie nel sottobosco politico. O il voto in giunta con probabile esito negativo, almeno stando ai sondaggi e alle previsioni, e quindi decadenza da senatore e rottura delle larghe intese oppure l’alternativa è quella della grazia al Capo dello Stato e l’uscita di scena dal teatro politico. Questa seconda ipotesi sembrerebbe rappresentare alcuni vantaggi anche per la famiglia, primo fra tutti la salvaguardia delle aziende. Quella grazia chiesta dai figli sarebbe per Berlusconi un grande vantaggio anche perchè da solo non può chiederla in quanto, significherebbe, in qualche modo riconoscere la propria colpevolezza. Secondo Il Giornale “Per questo i i cinque figli come le dita di una mano, si sono fatti avanti a a formulare la richiesta al Presidente della Repubblica. Una mossa suggestiva che avrebbe sicuramente un impatto non indifferente sulle istituzioni che avrebbe anche un valore di protezione verso un padre così vulnerabile”.

Come si legge su La Repubblica:

Non ci sono più condizioni per evitare il voto in giunta e poi in aula, qualsiasi trattativa coi democratici appare preclusa. Il diktat lanciato da Villa San Martino è allora di combattere a Sant’Ivo alla Sapienza giorno per giorno. Cercare di strappare giorni, settimane, magari un mese prezioso. Ed è quello che i suoi iniziano a fare in ufficio di presidenza della giunta fin dal pomeriggio. Ottengono poco o nulla, ma oggi si riprende. Con quale obiettivo? Quel che gli avvocati Ghedini e Longo gli spiegano a più riprese è che con molta probabilità il presidente della Repubblica Napolitano si ritroverebbe con le mani legate se nei prossimi giorni arrivasse un voto definitivo dell’aula di Palazzo Madama che sancisse la decadenza. Con difficoltà, è la tesi, potrebbe procedere alla commutazione della pena detentiva (domiciliari o servizi sociali) in pecuniaria, ancora meno a una grazia, in presenza di un voto parlamentare. Molto meglio se la decadenza seguisse, automatica, l’interdizione che il 19 ottobre la Corte d’Appello di Milano dovrà infliggere (da uno a tre anni)”

Quindi un futuro nero sarebbe quello che si prospetta davanti agli occhi dell’ex Premier e che non lascia molti raggi di luce. Sempre su La Repubblica si legge:

È in questo clima che i figli sono tornati alla carica. A metterlo alle strette. Per tutto il giorno è rimasto blindato a Villa San Martino proprio con i loro, mentre un via vai incessante di avvocati conclamava la gravità del momento. Nessuna voglia di parlare con i dirigenti Pdl, non sono loro a poterlo salvare, non la politica ormai. Raccontano che Marina, Piersilvio e Barbara si siano presentati ieri sera a cena portando poche cartelle da loro controfirmate con la richiesta ufficiale di grazia al capo dello Stato. Il gesto estremo e clamoroso della famiglia.

Da accompagnare, inevitabile, con le dimissioni dalla carica di senatore, prima di qualsiasi pronunciamento della giunta delle elezioni. Un atto di «responsabilità e coraggio», gli chiedono i figli più grandi. Lui resiste, non accetta. «Non vi autorizzo a presentarla, non è il momento, non ora» sarebbe stata la reazione a caldo. Ma la richiesta è lì sul tavolo. E ci resta. «Non lo farà» giura Angelino Alfano parlando a chiusura della festa “Controcorrente” del Giornale a Sanremo. Berlusconi resta in silenzio e spaesato, smarrito, «non sa in realtà che fare» confida chi gli ha parlato.

Quello strano rebus che si sta consumando nella Giunta!

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E’ la seconda seduta della Giunta del Senato  che dovrà decidere sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi. Stasera si è avviata una “discussione unica” sulle questioni pregiudiziali presentate ieri dal relatore Andrea Augello del Pdl. Prima della discussione c’è stato comunque spazio per una quarta questione regiudiziale che sarà presentata dal senatore del Pdl, Lucio Malan. Dario Stefano, presidente della giunta, prima di entrare ha risposto ai giornalisti che lo attendevano fuori da Sant’Ivo alla Sapienza e riguardo ai tempi per votare la decadenza del senatore Berlusconi ha risposto semplicemente “Resto a quello stabilito ieri”.

Andrea Augello parlando con i giornalisti ha espresso tutta la sua incertezza: “Dobbiamo aspettare la fine della riunione per capire quello che succederà, perché ci troviamo, come ho detto due volte, in un vuoto regolamentare”.

Intanto si è anche appreso che Enrico Letta ha incontrato nel pomeriggio a palazzo Chigi il vicepremier Angelino Alfano e gli altri ministri del Pdl. Sembrerebbe che la crisi di Governo da questo colloquio sia stata scongiurata e che ci possano essere le condizioni perché il governo vada avanti.

Intanto los contro in Giunta si ha sin dalle prime battute quando Augello deposita un’integrazione di 25 righe, nella quale specifica che i documenti presentati ieri non sono da intendersi come pregiudiziali, ma come questioni preliminari alla relazione. Contestualmente chiede che si svolgano 4 singoli voti – uno per ogni questione preliminare e uno per la relazione – alla fine della discussione generale. Ciò allungherebbe i tempi e farebbe slittare il voto.

Nelle tre cartelle consegnate questa sera alla Giunta per le Immunità del Senato dal relatore sul caso Berlusconi, Andrea Augello, trapela che non c’è stata nessuna proposta sulla decadenza o meno del Cavaliere. Si sottolinea solo come la cosiddetta legge Severino dovrebbe semplicemente ispirarsi al recepimento della normativa europea sul fronte dell’anticorruzione senza nessuna integrazione ulteriore come quella della delega.

Qui è possibile visionare l’integrazione del relatore Augello

Il Pd insiste però sembra insistere sul voto unico. C’è quindi scontro all’interno della Giunta e anche il socialista Buemi chiede un’unica votazione. Per Felice Casson, per esempio, riferiscono fonti parlamentari, si deve invece partire dalla proposta di convalida. Intanto sul Twitter del M5S al Senato si legge:

A cui segue:

Mentre sono in corso i lavori della giunta Epifani scrive su Facebook: “Di fronte all’interruzione di un governo di servizio, noi avremmo il dovere di renderne un ultimo al Paese: cambiare questa legge elettorale, piena di problemi e che non offre ai cittadini possibilità di scelta”.

Intanto a Matrix, Epifani afferma “La legge è uguale per tutti e quando c’è una sentenza si applica se in uno Stato non fosse così ci sarebbe solo la legge della giungla”

Intanto in giunta si assiste a un nuovo “blocco”. A quanto si apprende, il relatore Andrea Augello avrebbe preso tempo di fronte alle richieste insistenti di presentare le conclusioni.

Mentre c’è l’impasse alla Giunta su Canale 5 a Matrix Epifani dichiara: “Mi fido di quello che hanno deciso i giudici, considero la sentenza veritiera, equilibrata e giusta e poi in ogni caso le sentenze definitive devono essere rispettate”.

Intanto arriva anche un nuovo tweet del M5S:

Durante un pausa dei lavori  è il senatori del Psi Buemi che si lascia avvicinare e afferma “Ci sarà un voto unico sulla relazione nella quale sono state inserite, come punti di discussione, anche le pregiudiziali presentate dal senatore Augello” che poi ha spiegato “si è convenuto di far riferimento all’Art.10 primo comma del regolamento. Esso prevede che il relatore debba proporre la decadenza o la conferma del senatore al termine della relazione. E’ già un risultato importante perchè abbiano raggiunto una buona convergenza”. E poi ha  concluso “credo che questa sera non arriverà alcun voto”.

Anche Casson, durante la pausa riferisce sull’andamento dei lavori della Giunta: “Il relatore Augello non ha ancora sciolto la riserva, non ci ha ancora detto quale è la sua proposta. Si sta discutendo. Non si sa ancora se sono questioni pregiudiziali o preliminari”.

ARRIVA LA PROPOSTA DI AUGELLO:  il Cavaliere non decada.

E’ incardinata la discussione generale sulla decadenza di Silvio Berlusconi con la proposta del relatore Augello di una convalida della sua elezione. Lo annuncia la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, uscendo dalla Giunta per le elezioni, intanto si apprende anche che le pregiudiziali presentate nella scorsa seduta sono state ritirate.

La discussione continua giovedì alle 15.

Artentato n.3: il manichino di Berlusconi trovato impiccato a Milano

berlusconi-artentato-tuttacronacaEra il 2011 quando in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano, fece la sua apparizione un manichino raffigurante Silvio Berlusconi. Il “corpo” era steso in una pozza di sangue finto e con un taglierino stretto in mano. Sul petto, la dicitura “Artentato”. I ragazzi che avevano posizionato il manichino, tutti con il volto coperto da un cappuccio, in un messaggio spiegavano che l’ex premier era solo ”La punta dell’iceberg di un sistema immobile che non è in grado di risolvere la crisi. LItalia non ce la fa più”. A distanza di quasi due anni (il manichino in quell’occasione comparve il 27 ottobre) il fantoccio rappresentante Berlusconi è tornato a Milano. Questa volta è stato trovato “impiccato” a un albero in piazza XXIV maggio. Accanto a lui un messaggio lapidario, redatto su dei fogli A4: ”La decadenza di Berlusconi, non impiccate l’Italia”. La polizia ha provveduto a rimuovere il manichino accanto al quale appariva la scritta “Artentato n.3″ e ora indaga per risalire agli autori dell’installazione, rivendicata anche questa volta dalla Brigata Artistica che torna a prendere di mira Berlusconi dopo la parentesi contro i veli e i burqa. L'”Artentato n.2”, infatti, comparso il 3 dicembre 2011, rappresentava una donna velata crocifissa che era stata appesa sul tetto del Mondadori Multicenter in piazza Duomo, ancora una volta a Milano.

50 sfumature di… Silvio! Travaglio e Casellati da Lilli Gruber

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Berlusconi e le 50 sfumature… peggio delle 7 vite dei gatti! E così Travaglio ospite in collegamento da Lilli Gruber durante l’intervista in studio della senatrice Casellati del Pdl fa notare come sia “assurdo” chiedere l’incostituzionalità di una legge dopo averla votata e approvata. Travaglio parla di una vera e propria elemosina che dall’Italia ora approda in Europa. Ma la senatrice pidiellina risponde come di rito: la retroattività della legge non è applicabile né costituzionale, perché le leggi penali non possono essere retroattive. Poi c’è anche l’invocazione che ripercorre il totale di tasse pagate da Berlusconi e come sempre tale numero viene preso a esempio della presunta “correttezza” nel pagamento delle imposte… ma proprio su questa frase si scatena l’ira di Travaglio che attaccandosi alla frase della Casellaro che afferma  “Io ho letto tutti gli atti” e il giornalista replica  “Mi dispiace per i suoi clienti, se li capisce così” e apre un dibattito sull’attitudine alla comprensione della Casellati. Marco Travaglio esplode poi chiamando  “putta***e” quelle che dice la senatrice, e vorrebbe interrompere il collegamento, la Casellati replica che se ne vuole andare e a quel punto è Lilli Gruber a dover ristabilire la calma… Alla fine la trasmissione finisce con una disquisizione “Silvio pregiudicato o gran signore?”

Le 50 sfumature di Silvio proseguono… nella Giunta del Senato domani a partire dalle ore 20.00! Pop corn per tutti?

Decadenza Berlusconi. Giunta riunita: è scontro. Domani si aggiorna

decadenza-berlusconi-tuttacronacaSi è riunita la Giunta delle Elezioni e delle Immunità del Senato con all’ordine del giorno il caso della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore in seguito alla sentenza definitiva di condanna per il caso Mediaset. Prima di svolgere la relazione, il pidiellino Andrea Augello avrebbe posto tre questioni pregiudiziali: il partito punta a chiedere un rinvio per esaminare i tre temi sollevati dal senatore (l’ipotesi di un ricorso alla Consulta, il rinvio alla Corte europea di giustizia e la questione dell’interpretazione del merito della legge Severino) ma le voci che si alzano dal Pd si oppongono. Tra queste Pezzopane che ha detto “No a rinvii senza senso”.Secondo le prime indiscrezioni, una considerevole parte della relazione di Andrea Augello si incentrerà sulla necessità di sottoporre gli aspetti della retroattività della legge Severino al vaglio della corte di giustizia europea che ha sede in Lussemburgo. Stando a quanto si apprende ,qualche giorno fa Augello ha inviato una nota ai membri della Giunta nei quali accennava a grandi linee i punti affrontati nella sua relazione. Per il democratico Casson, che ha parlato con i cronisti prima di entrare in giunta, il ricorso di Silvio Berlusconi alla corte di Strasburgo è “chiaramente non ricevibile perché ci vuole un provvedimento definitivo che in questo caso non c’è. Il fatto che ne stiamo discutendo vuol dire che non c’è provvedimento definitivo”. Da parte sua, il pentastellato Vito Crimi ha annunciato in Facebook che non farà “il live blogging della giunta al fine di non fornire alcun pretesto a coloro che potrebbero usare tale scusa per perder tempo con sterili e inutili polemiche.”

crimi-giunta-tuttacronacaPrima di entrare nella Giunta delle Elezioni, anche il senatore di Scelta Civica Benedetto Della Vedova ha parlato con i giornalisti spiegando “Che la legge Severino fosse retroattiva, come altre leggi sull’elettorato passivo, era una cosa chiarissima tanto è che nessuno ha mai sollevato obiezioni”. Ha poi spiegato: “Io la legge l’ho votata convintamente come i colleghi del Pdl e prescindendo dal caso in questione. Era la legge liste pulite, la risposta all’opinione pubblica per quello che era successo”, sottolineando “se non valesse il cosiddetto principio di retroattività significherebbe che abbiamo scherzato, significherebbe cioè, per fare dei nomi a caso, che Lusi, Belsito, Fiorito, avendo fatto le cose che hanno fatto prima dell’entrata in vigore” della legge Severino” sarebbero comunque candidabili. Anche il Cittadino a 5 Stelle Giarrusso ha condiviso la sua opinione con la rete prima dell’inizio dei lavori: “In giunta per le elezioni e le immunità per far rispettare la legge e rimettere sulla giusta strada questo paese”.

giarrusso-giunta-tuttacronacaDa quanto viene riferito, le questioni pregiudiziali presentate dal Pdl alla legge Severino saranno votate prima della relazione di Andrea Augello sul caso Berlusconi. Lo si apprende da fonti presenti in giunta. È probabile che non si voti oggi, in ogni caso per Silvio Berlusconi si allungano i tempi. Intanto, sul sito Facebook dei senatori pentastellati si legge: “Notizie dalla giunta per le elezioni. Il relatore Augello (pdl) si rifiuta di presentare conclusioni e avanza solo questioni pregiudiziali ex articolo 93 del regolamento del Senato. Vuole solo perdere tempo”. Messaggio ribadito in Twitter:

m5s-decadenza-tuttacronacaL’ANSA, nel frattempo, ha raccolto un’indicazione da fonti della Corte europea dei diritti dell’uomo secondo la quale la prima valutazione sull’ammissibilità del ricorso presentato da Silvio Berlusconi “potrà arrivare non prima di tre-quattro mesi”.

giunta-decadenza-berlusconi-tuttacronacaDa fonti Pd in giunta, si apprende che il Partito Democratico ha chiesto e ottenuto che il voto che ci sarà sulle pregiudiziali alla legge Severino equivalga al voto sulla relazione di Andrea Augello. Lo si apprende da fonti del Pd in giunta.

Mentre la Giunta delle Elezioni e delle Immunità del Senato prosegue, Mariastella Gelmini esprime la sua opinione via Twitter: “Spero che il custode e l’interprete del diritto per il Pd non sia Casson o finisce male…”.

gelmini-giunta-tuttacronacaE’ stato reso noto, nel frattempo, che mercoledì 11 settembre alle 13 ci sarà una riunione dei gruppi del Pdl, Camera e Senato, alla presenza di Silvio Berlusconi. In una pausa dei lavori della Giunta il senatore Psi Enrico Buemi ha fatto sapere: “La giunta non sta discutendo, sta ascoltando il relatore. Siamo a due terzi della relazione e mi sembra impossibile che si arrivi a un voto oggi”. Anche sulla pagina Twitter di Senato 5 Stelle viene sottolineata la lentezza con la quale Augello sta leggendo la relazione:

augello-twitter-tuttacronacaSpiega Giarrusso: “L’unico testo che c’è stato presentato sono le 3 pregiudiziali. Adesso è in discussione l’ultima, poi ogni gruppo avrà 10 minuti per intervenire. Noi chiederemo che sulle pregiudiziali si voti questa sera stessa e, in caso di voto contrario, che il relatore venga sostituito. Credo che il Pd sia sulle nostre posizioni, ma bisogna chiederlo a loro. Il Pdl punta a un rinvio del voto chiedendo tempo per approfondire il testo di Augello, e anche in caso di bocciatura, Augello ha fatto capire che andrà avanti nel suo lavoro di relatore. Ma noi non siamo di questo avviso. Il Pdl presumo voglia chiedere 3 voti distinti su ogni pregiudiziale, ma il voto per noi deve essere unico”. Il voto, però dovrebbe arrivare domani mattina. Come spiega l’Huffington Post, “La scelta del Pdl di presentare tre pregiudiziali, di fatto anticipa il giudizio della giunta sull’operato del relatore Augello. Ciascuna pregiudiziale contiene infatti il mandato della giunta ad Augello affinché a nome della giunta proponga il ricorso alla Corte costituzionale e alla corte di Lussemburgo.” Qualora le pregiudiziali fossero respinte, Augello si dimetterebbe da relatore e ne sarebbe nominato un altro, espressione della nuova maggioranza. Pd e m5s sono favorevoli a votare quanto prima ma bisogna attendere anche gli interventi dei gruppi, calcolati in 10 minuti ognuno. Inoltre, Augello ha chiesto tempo per presentare anche gli allegati. Al riguardo, c’è generale intesa a consentirgli di produrre gli allegati, a patto che la seduta di questa sera venga aggiornata a domani, non come nuova seduta, ma come seguito di quella odierna. Domani quindi potrebbe esserci il voto.

Intanto Giovanardi ha dato la sua motivazione sul perchè la Legge Severino non è applicabile al Senatore Silvio Berlusconi, nonostante sia stata già applicata a trentasette consiglieri regionali e comunali, ma “B. è un senatore non un consigliere regionale”:

Quando sono già passate le 19, il Pdl insiste per una sospensione dei lavori mentre Pd e Movimento 5 stelle, così come il presidente della Giunta della Giunta per le Immunità del Senato, Dario Stefano, sono d’accordo sul fatto che ci sia un voto unico, comprendente un giudizio sulle pregiudiziali alla legge Severino e sulla relazione di Andrea Augello. Sul fronte del Popolo della Libertà, Elisabetta Alberti Casellati ha proposto una sospensione per studiare le carte, Lucio Malan ha annunciato la presentazione di un’ulteriore pregiudiziale e anche Giacomo Caliendo insiste sul fatto che non si può procedere con voto unico.

Al tg della sera, Schifani ha commentato: “Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro. Un inaccettabile atteggiamento da parte del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle che addirittura intendono votare entro domani contro le pregiudiziali approfondite e dettagliate formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo”.

Brunetta ieri aveva annunciato che se la Giunta del Senato avesse accelerato, sarebbero finite le discussioni.

Oggi è tornato a rivolgere un appello al Pd: che lasci la parola alla corte. “Alla fine di questa giornata impegnativa e tesa voglio fare un ultimo appello alla ragionevolezza e al buon senso. Per settimane giuristi e commentatori – di ogni orientamento – si sono confrontati e scontrati sull’applicazione della legge Severino. Il Paese è altrettanto diviso e da entrambe le parti agli argomenti giuridici si sovrappongono le passioni politiche. L’Italia non ha bisogno di ulteriori lacerazioni. Allora, mi domando: perché non lasciare che i dubbi siano risolti dall’unica sede imparziale cui la Costituzione attribuisce questo compito, la Corte costituzionale?” E ancora ha chiesto: “Perché lasciare che il voto, qualunque esso sarà, lasci nell’una o nell’altra parte l’incertezza sulle proprie ragioni? Perché affidare i destini dei prossimi mesi al fantasma del dubbio, che corrode il tessuto della convivenza, impedendo che, invece, gli animi si plachino di fronte ad una decisione cui non ci si potrà non inchinare? Attenzione alle tentazioni di giustizia sommaria – conclude – perché certe ferite, in un Paese così lacerato, non si rimargineranno con facilità”.

Dopo che il presidente della Giunta per le Immunità del Senato, Dario Stefano, ha proposto di aggiornare la riunione alle 12 di domani, si è deciso che la Giunta per le Elezioni e le Immunità del Senato si aggiorna a domani sera alle 20.

Violati i diritti di un uomo? Berlusconi si appella a Strasburgo

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Ha varcato i confini nazionali il caso di Silvio Berlusconi e approdato sui tavoli della Corte di Strasburgo per ricorrere all’Ue. Questa è l’ultimo passo con il quale il leader del Pdl cerca di aggirare il problema della decadenza e inficiare la condanna definitiva inflittagli dalla Cassazione. Secondo i legali di Berlusconi  nella legge Severino si potrebbe riscontrare la violazione dell’art 7 della  Convenzione dei diritti dell’uomo:

Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso

Il presente articolo non ostacolerà il giudizio e la condanna di una persona colpevole di una azione o di una omissione che, al momento in cui è stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.

Il ricorso arriva a poche ore dalla convocazione della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato che si riunirà lunedì per discutere sulla decadenza di Berlusconi.

La legge Severino, si legge nel documento di 33 pagine consegnato alla Giunta delle elezioni del Senato, viola l’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo perché l’applicazione in tema di incandidabilità e decadenza del ricorrente “è contraria al divieto di retroattività delle sanzioni penali”.
Sarà la mossa vincente per ritardare la decadenza?

La Lega esulta e batte il governo sul gioco: ora sul tavolo mancano 6 mld

gioco-azzardo-governo-tuttacronacaIl Governo è stato battuto nella votazione al Senato oggi su una mozione presentata dalla Lega Nord: obiettivo vietare per un anno l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo elettronico on line e nei luoghi aperti al pubblico.  Ora il sottosegretario Alberto Giorgetti rimetterà la delega sui giochi nella mani del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Giorgetti ha spiegato che  « vi sono aspetti di conflitto con i diritti dei gestori che già si sono aggiudicati la concessione e il problema del mancato gettito per sei miliardi di euro».i  Nel frattempo Maroni esulta su Twitter: “Governo battuto sul gioco d’azzardo. Passa la mozione della Lega. Bravi i senatori leghisti. E adesso Governo a casa!!!”.

maroni-gioco-azzardo-twitter-tuttacronacaIl senatore leghista Stefano Candiani ha poi sottolineato: “Abbiamo battuto il Governo facendo prevalere gli interessi delle persone anziché quelli delle lobby del gioco. Auspichiamo che il Governo si adegui quanto prima e vigileremo affinché si tenga conto di questa importante presa di posizione”.

La mozione della Lega Nord è stata votata ad ampia maggioranza ma il senatore del Pd Felice Casson ha spiegato che “tutto è avvenuto in un momento di grande confusione in Aula. In pratica si è trattato di un errore di votazione”.

Contro la decadenza di Berlusconi… il foglietto di Schifani

Renato-Schifani-tuttacronacaParla ai senatori del Pdl Renato Schifani e mette in chiaro la situazione: “Noi dobbiamo tanto, se non tutto, a Silvio Berlusconi. Solo a lui spetta decidere cosa fare” delle sorti del governo: “l’importante è essere uniti. Il nostro è un grande partito, con una grande storia. Siamo già stati all’opposizione: dobbiamo essere pronti a tutto, anche a tornare all’opposizione”. Quello che serve è ricompattare il Popolo della Libertà per evitare voci dissonanti da parte dei presunti “aperturisti” che non seguono la linea del partito. E serve anche a spiegare che, da Arcore, non sono ancora giunte chiare indicazioni su quello che va fatto. Ai giornalisti ha poi spiegato:  “La crisi dipende da altri partiti, non da noi. Il Pdl è unito, pronto a qualsiasi battaglia”. Altre dichiarazioni non ci sono perchè “ho detto troppo”. Solo poco prima, e lontano da orecchie indiscrete, aveva detto ai suoi che i segnali “ostili e ideologici” che arrivano dal Pd sono “chiari: hanno l’occasione di eliminare Berlusconi, non la perderanno”. Quello che c’è sul piatto è l'”agibilità giuridica e personale” di Berlusconi: l’ha anche scritto su un biglietto, rimasto nella stanza della riunione.

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Pdl alle strette? Schifani propone a Grasso di cambiare i membri della giunta

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Secondo Renato Schifani, Piero Grasso, presidente del Senato dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di sostituire alcuni membri della Giunta: “Nel caso in cui la Giunta per le elezioni del Senato dovesse deliberare di dover procedere alla ‘contestazione’ della decadenza dalla carica parlamentare di Silvio Berlusconi, dovrà riunirsi in Camera di Consiglio per pronunciarsi”.

“E’ di tutta evidenza – aggiunge Schifani – che la violazione degli elementari principi di riservatezza da parte di alcuni membri della Giunta – i quali hanno a mezzo stampa dichiarato come voteranno, prima degli adempimenti previsti – richiede la valutazione del Presidente Grasso sulla esigenza di procedere alla loro sostituzione, considerata la funzione giurisdizionale che la Giunta medesima assolve. Funzione che impone il rigoroso dovere di non poter anticipare in alcuna sede o contesto quali saranno le decisioni finali dei singoli componenti”. Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani.

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