Precipita un mezzo militare, muore un caporalmaggiore

pescasseroli-tuttacronaca

Il maltempo e una lastra di ghiaccio che non ha lasciato scampo al caporalmaggiore  Gabriele Perri, 34 anni, originario di Isola del Liri, che prestava servizio in caserma a Sora. Lui e un commilitone erano sulla strada che porta da Campoli a Pescasseroli a bordo di un mezzo militare che è scivolato su una lastra di ghiaccio ed è poi finito in un burrone di circa 30 metri. Il commilitone è riuscito a salvarsi buttandosi fuori dal mezzo prima dell’impatto e le sue condizioni non sarebbero gravi.

 

Annunci

Sottoufficiale italiano trovato morto in Kosovo, s’indaga

militari-kosovo-tuttacronaca

Un sottufficiale dell’esercito italiano è stato trovato morto questa mattina a Pristina, all’interno della base che ospita il quartier generale della Kosovo Force-Kfor. Ora sono in corso gli accertamenti da parte delle autorità per chiarire le cause sul decesso del militare. I famigliari sono già stati avvisati.   Ne dà notizia una nota.

Trovato morto in caserma, indagini per determinare le cause

caserma-paolucci-malore-mirko-capriotti-tuttacronaca

Il corpo del 2° Capo Fcm, Mirko Capriotti, di 35 anni è stato ritrovato esanime questa mattina all’interno della camera che occupava presso la Caserma Paolucci della Marina Militare a Roma. Dopo il ritrovamento è stato fatto intervenire il 118 e sono iniziati gli accertamenti per determinare le cause, probabilmente, secondo una prima ipotesi, si sarebbe trattato di un malore improvviso.

Tentata rapina a un carabiniere, il militare reagisce e rimane ferito

Sparatoria-a-Napoli-carabiniere-tuttacronaca

Un tentativo di rapina ai danni di un carabiniere fuori servizio è terminato con il ferimento di quest’ultimo. Da quanto si apprende il militare era insieme a una collega in auto, in via Bagnoli, a Napoli, quando, intorno alle 22, è stato avvicinato da uno scooter con a  bordo due persone che lo avrebbero minacciato. Il carabiniere avrebbe reagito e sarebbe stato colpito alle gambe. Ora è all’ospedale San Paolo del quartiere di Fuorigrotta. Secondo quanto si e’ appreso, la ferita è grave perché ha interessato l’arteria femorale, ma il pronto intervento del 118 e il ricovero hanno scongiurato il pericolo di vita. Indagini in corso. Con una coincidenza temporale sospetta, all’ospedale Loreto Mare e’ giunta una persona ferita a colpi d’arma da fuoco. Si cerca di capire se i due episodi sono collegati.

Il carabiniere che deruba una donna ferita durante l’incidente della Cantamessa

militare-ruba-borsetta-su-luogo-incidente-cantamessa-tuttacronaca

Non ci sono parole per descrivere il comportamento di un carabiniere che ha rubato la borsetta a una donna ferita nell’incidente in cui è stata uccisa la dottoressa Eleonora Cantamessa. Il militare, poi, è stato scoperto in quanto ha usato anche il bancomat della donna romena ferita. La borsetta al momento del furto si trovava abbandonata su un’auto e nella confusione dei rilievi il carabiniere ha avuto il tempo di operare il furto. Mentre era in ospedale la romena però ha scoperto che qualcuno stava usando il suo bancomat. . I carabinieri di Bergamo e Grumello hanno indagato e scoperto che la tessera era stata usata nei due giorni successivi alla tragedia in due sale slot di Dalmine, individuando così il collega.

 Ad aiutare i colleghi nell’individuazione del carabiniere sono state le telecamere del locale dove il militare si era recato per giocare con le videolottery. Il gestore poi ha confermato che l’uomo era stato l’unico a usare il bancomat per richiedere le monete e giocare alle slot machine. Il codice pin a quanto si è appreso il militare lo aveva trovato nel portafoglio della ragazza derubata.

Tragico incidente in Repubblica Ceca: muore un militare italiano

roberto-selloni-tuttacronacaHa perso la vita a seguito di un drammatico incidente, di cui ancora non si conoscono le cause, avvenuto questa mattina attorno alle 6 lungo le strade della Repubblica Ceca il maresciallo del 152° Reggimento Fanteria Sassari Roberto Selloni, di 36 anni. Il sottoufficiale, con altri due militari che sono rimasti feriti, si stava recando al poligono di Bechyne, in Repubblica Ceca, dove dallo scorso 3 settembre è in corso un’importante esercitazione della Nato, la “Ramstain Rover 2013”. I sottoufficiali, subito soccorsi, sono stati immediatamente trasportati presso l’ospedale di Tabor, capoluogo dell’omonimo distretto, nella regione della Boemia meridionale, ma fin da subito le condizioni del maresciallo Selloni sono apparse critiche. A seguito dell’aggravamento del quadro clinico il sottufficiale è deceduto nella tarda mattinata. Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata, messo a conoscenza dell’accaduto, ha espresso, a nome dell’Esercito e Suo personale, “il partecipo cordoglio e vicinanza ai familiari del Maresciallo Ordinario Selloni, deceduto, prematuramente, in servizio”. Il militare era originario della provincia di Nuoro.

Shock in Spagna, ex psicologo militare uccide la figlia di 12 anni

psichiatra-militare-spagna-tuttacronaca

Non si conoscono ancora le motivazioni che possono aver spinto uno  psichiatra militare da poco andato in pensione a uccidere nella sua abitazione, a Cadice, in Spagna, la figlia di 12 anni. Dopo il gesto il militare si è tolto la vita. Al momento dell’omicidio-suicidio in casa c’era anche la moglie del militare, madre della bimba. La donna, in stato di shock, non è ancora stata interrogata dalla polizia. L’allarme è stato dato da alcuni vicini che avevano sentito gli spari.

 

Il vicino-pedofilo libero di tornare a vivere nei pressi della sua vittima

pedofilo-libero-tuttacronacaIn attesa della cassazione, può tornare a vivere vicino alla tredicenne che ha violentato per tre anni, dal 2005 al 2008, un militare in pensione che nel 2011 era stato condannato per pedofilia. Questo perchè la Corte d’Appello della Capitale ha revocato il divieto di dimora che pendeva su di lui. Repubblica ricostruisce la vicenza, iniziata nel 2005, quando la madre lasciava spesso la bambina, che all’epoca aveva cinque anni, ai vicini di casa. La piccola inizia a soffrire di tachicardia parossistica ma bisognerà attendere il 2010 perchè la vittima racconti quanto accade. La denuncia scatta nel 2010 e l’uomo viene processato con rito abbreviato e condannato a tre anni di reclusione. E’ colpito anche da un divieto di dimora che comprende il palazzo e le vie vicine a dove vive la bambina: l’ex militare viola però la disposizione giudiziaria e il provvedimento viene così esteso in tutto il Lazio. La condanna è stata poi confermata nel maggio di quest’anno in secondo grado ma a luglio la Corte di appello revoca il “divieto di dimora” per la caduta delle esigenze cautelari, dato “il tempo trascorso dall’adozione della misura” che “l’età avanzata dell’imputato”. E permette di fatto all’uomo di tornare a vivere accanto alla sua vittima.

Un mistero lungo 16 anni… Lady D. in arrivo novità sul caso?

dodi al fayed-lady diana-tuttacronaca

Sono passati 5 anni dall’archiviazione dell’indagine su Lady Diana e Dodi Al Fayed, ma qualcosa si muove a Scotland Yard dove si stanno vagliando nuove ipotesi che potrebbero portare a una ricostruzione molto diversa di quella notte in cui persero la vita Lady D e Dodi Al Fayed. Una tesi da sempre sostenuta dal padre di Dodi, secondo cui la coppia sarebbe stata assassinata. Le informazioni sembrerebbero essere emerse dai suoceri di un ex soldato attraverso la Royal Military Police e la polizia britannica le starebbe prendendo ”molto seriamente”. Le nuove informazioni includono anche un riferimento al diario segreto di Diana.

Da dove è partita l’inchiesta?

La Corte marziale che giudicava il sergente Danny Nightingale poi condannato per possesso illegale di armi si è trovata per le mani una lettera di sette pagine con un passaggio esplosivo. In una riga il «soldato N» (è conosciuto soltanto così), un ex compagno di stanza del sergente Nightingale e testimone chiave nel suo processo, scrive che le «Sas sono dietro alla morte della principessa Diana». E chi afferma che può essere solo la lettera di un mitomane, stavolta dovrà ricredersi perché la stessa Scotland Yard ha ritenuto  abbastanza attendibile la fonte da approfondirne il contenuto. Pare che questa lettera, di cui è venuto in possesso il Sunday People, sia stata trasmessa al ministero della Difesa già nel 2011.

 

Guerra al Muos, nei tafferugli rimane ferito un militare

muos-sicilia-base-occupata-tuttacronaca

Grandi tafferugli in Italia, al nord i No Tav e a sud i No Muos. Già da ieri sera a Niscemi in sicilia la situazione era diventata esplosiva e si era tentato di occupare la base dove già una decina di militanti erano riusciti a salire sulle antenne. Il clima poi si era surriscaldato e gli scontri erano diventati violenti.

Oggi si ripetono i momenti di tensione e di protesta che diventa scontro. Oggi la giornata è iniziata da contrada Pisciotto, tra le budella della sughereta naturale protetta di Niscemi. Qui c’è stata la mobilitazione “No Muos”. A darsi appuntamento, ancora una volta per dire no alla costruzione delle antenne americane, all’indomani della revoca del fermo dei lavori deliberata dalla giunta Crocetta, circa duemila tra attivisti, rappresentanti di associazioni ambientaliste ed antimafia, oltreché rappresentanti istituzionali. Ad aprire la marcia era stato il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, insieme con i sindaci dei comuni di Mascalucia, Caltagirone, Piazza Armerina, Pozzallo, Messina. Una decina o poco più in tutto. “Scendiamo in campo – dice La Rosa – perché la nostra terra non sia ancora una volta oltraggiata e svenduta a favore delle esigenze dell’esercito statunitense, per dire no ad una ulteriore forma di inquinamento elettromagnetico nocivo alla salute della popolazione e dell’ambiente”. I manifesti sono contro la giunta CRocetta che viene accusata di avere “tradito un impegno e svenduto la nostra autonomia siciliana”, come afferma Giancarlo Cancelleri, portavoce del Movimento Cinque Stelle all’Ars. “Non sempre – aggiunge – le leggi sono giuste solo perché sono leggi. Abbiamo il diritto di ribellarci perché dovrà pur esserci una possibilità per fermare la costruzione delle antenne della marina militare statunitense”. In questo clima teso anche le mamme protestano: “Crocetta ci ha preso per cretini ma noi non ci fermiamo. Lui ha avuto paura e si è ritirato. Noi lottiamo per i nostri diritti e la salute dei nostri figli”, dice Maria Concetta Gualato, coordinatrice delle mamme ‘No Muos’. 

Numerosi i rappresentanti del mondo dell’associazione siciliano tra cui il coordinamento regionale di “Libera, nomi e numeri contro le mafie”, col suo coordinatore siciliano Umberto Di Maggio che ha ribadito quanto “la Sicilia debba lottare per essere una terra libera, di dialogo e confronto e non un avamposto di guerra”. Intanto, uno dei dieci attivisti saliti sulle antenne è sceso. Si tratta di un giovane di 19 anni che non ha resistito alle alte temperature che sfiorano i 40 gradi. Gli altri sono ancora sulle antenne americane, sdraiati su una amaca che hanno legato ai tralicci.

Quando il corteo arriva davanti a uno degli ingressi dell’impianto satellitare della Marina militare Usa, alcuni militanti riescono a superare la prima recinzione in legno forzando il cordone delle forze dell’ordine. Qui i manifestanti chiedono di entrare nella base per raggiungere i compagni, da ieri sera in cima ai tralicci della base militare. Un gruppo di dimostranti ha cercato anche di tagliare la recinzione con una cesoia e ha provato, legando una corda a un palo, di abbatterla. C’è stato un contatto con i carabinieri, che finora sono riusciti ad avere la meglio.

Alle 19.40, il CORTEO GIRA INTORNO ALLA BASE di contrada Ulmo, dove è giunto dopo un percorso di 4 chilometri sotto il sole. I manifestanti continuano a gridare slogan contro gli Usa e il governatore siciliano Rosario Crocetta, accusato di aver fatto marcia indietro: dopo aver revocato la concessione per il Muos, data nel 2011 dal suo predecessore, Raffaele Lombardo, ha ritirato il provvedimento alla vigilia del pronunciamento del Consiglio di giustizia amministrativa, organo d’appello del Tar.

Qualche minuto più tardi un centinaio di manifestanti No Muos riesce a sfondare la recinzione e ad entrare dentro la base militare Usa a Niscemi. Un militare della Guardia di finanza rimane ferito a una gamba e resta a terra davanti a uno degli ingressi. Tafferugli e scontri in successione fino allo scoppio di un bengala lanciato contro l’elicottero della polizia che sorvola la zona. Quasi una guerra al Muos?

Intanto si sentono le sirene dell’ambulanza  giunta in contrada Ulmo per soccorrere il militare della Guardia di finanza che potrebbe avere una frattura o una forte contusione alla gamba sinistra. Circa metà degli oltre mille manifestanti sono entrati dentro la base dopo aver divelto buona parte della recinzione, mentre altri hanno deciso di restare fuori nonostante gli ingressi siano ormai liberi.

Dopo lo SFONDAMENTO DA UNA  PARTE DEI MANIFESTANTI  No-Muos defluiscono lasciando di fatto ‘area della base militare di contrada Ulmo. Alcune  centinaia di persone, decidono invece di inoltrarsi all’interno della base e si forma un capannello di gente vicino ai tralicci dove già ieri sera si erano arrampicati dieci manifestanti.

TAGLIATA LA GOMMA A UN FURGONE DELLA RAI che stava riprendendo la manifestazione No-Muos davanti alla base militare Usa di Niscemi. Il mezzo si è leggermente piegato modificando la posizione della parabola montata sul tetto e impedendo il prosieguo delle riprese.

Prima delle 20,30 TUTTI GLI ATTIVISTI SCENDONO DALLE ANTENNE. Anche coloro i quali stazionavano con le amache da giorni. Intanto una bandiera No Muos è stata piazzata sul vertice dell’antenna.

Romeno ubriaco e senza patente spezza la vita a un militare italiano

via-salaria-tuttacronaca

Erano circa le 11,45 di questa mattina quando al km 24,400 della via Salaria, all’altezza del comune di Monterotondo un romeno, L. M. di 45 anni, ubriaco e senza patente in quanto già stata ritiratagli per un precedente incidente, ha travolto e ucciso un maresciallo  dell’Esercito Italiano di 48 anni residente a Talenti. Coinvolti nell’incidente anche altri tre veicoli. La polizia arrivata prontamente sul posto ha immediatamente sottoposto il romeno al test di rilevazione del tasso alcolemico che è risultato molto elevato. L’ennesima beffa è stato il comportamento irriverente del romeno nei confronti delle forze dell’ordine che lo hanno fermato . 

Militare 21enne muore folgorato a Ravenna: era di guardia a un carro armato

militare-folgorato-tuttacronacaEra di guardia a un carro armato che si trovava allo scalo merci di Ravenna un militare di 21 anni che è rimasto folgorato morendo sul colpo. Al momento sono in corso accertamenti sulle cause e la dinamica dell’episodio, che è stato classificato dal 118 come “infortunio sul lavoro”. Sul posto sono intervenuti operatori sanitari, che hanno potuto solo constatare il decesso del giovane, vigili del fuoco, polizia e carabinieri.

Volete farmi la multa? Ma io sono un Senatore della Repubblica!

mario-ferrara-senato-litiga-con-agenti-tuttacronaca

“Volete farmi la multa? Ma io sono un Senatore della Repubblica! Dovete mettervi sull’attenti e farmi il saluto militare, altro che multa”. Gli italiani devono ancora ascoltare queste frasi da prima repubblica? Sembra di sì. Il senatore Pdl-Grande Sud Mario Ferrara, sarebbe stato fermato sabato a un posto di blocco in Emerico Amari a Palermo e agli agenti che gli contestavano la mancata esposizione del tagliando assicurativo e la revisione scaduta della sua Audi A4 ha risposto scocciato. A riferire quanto accaduto sarebbe stata la “Repubblica Palermo” che riferisce l’alterco, di una quarantina di minuti, del senatore con le forze dell’ordine. Sul posto sarebbe anche dovuto intervenire un funzionario della questura per “mediare” la situazione. “Sono un senatore ed esigo il saluto militare”, diceva il politico,  minacciando di chiamare con il cellulare il prefetto per metterlo a conoscenza della situazione. Peccato che hai senatori il saluto militare non è più dovuto dal 1985… forse il senatore non era bene informato sulla normativa vigente? I due poliziotti hanno continuato a compilare il verbale mentre Ferrara continuava a scattar foto con il suo iPhone. Prima di andare via i due agenti hanno consegnato la multa da 200 euro.

 

L’esercito italiano è l’esercito dei disperati?

militari-costi-tuttacronaca

E’ povero, grazie al blocco degli stipendi e mal equipaggiato a causa dei tagli (anche se sembra che la Difesa si ail ministero che in generale ne abbia subiti di meno). Lo stipendio di un volontario è di circa 1300 euro mensili ( a cui poi vanno aggiunte le indennità). La cifra è ferma al 2010 e sembra che non cambierà neppure nel 2014. Almeno 85% dei nostri soldati può vantare un diploma di scuola media superiore, un dato che ci pone ai primi posti sul piano internazionale. L’investimento in formazione e addestramento dei nostri soldati non ha pari in nessun altro corpo o forza militare analoga.

L’esercito italiano è povero e mal equipaggiato. E sui nostri soldati incombe il blocco degli stipendi e la questione previdenziale della riforma Fornero. Anche i militari non se la passano bene con la paga, davvero da fame. Un comparto che, invece, dovrebbe essere motivato e giustamente gratificato. In ballo c’è la nostra sicurezza. L’esercito italiano oltre che svolgere ruoli attivi in missioni di pace all’estero interviene anche sul territorio nazionale a supporto della Protezione Civile in caso di calamità naturali o per bonificare i residuati bellici sui nostri territori.

Con la riforma Fornero poi si configura un esercito italiano che sarà sempre più vecchio. Si dovrà scendere dalle 190.000 unità alle 150.000 entro il 2024, il che significa che molti militari che andranno in pensione non lasceranno un posto alle nuove leve. Ma quando andranno in pensione? Sempre più tardi e sempre più con un assegno mensile ridotto dal potere d’acquisto che si perde negli anni e che non viene compensato con nessun adeguamento.

Per questo i militari hanno deciso di alzare la voce in ambito politico. Martedì scorso c’è stata  l’audizione del Cocer interforze (Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari) presso le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera sulla questione del blocco stipendiale, e ieri c’è stato un nuovo incontro per discutere dell’impatto della “riforma Fornero” sull’organizzazione del comparto militare.

Riusciranno i militari ad avere un trattamento diverso considerando anche il delicato ruolo che ricoprono all’interno della società? I dubbi restano molti… basta vedere come sia caduta nel dimenticatoio la questione dei nostri Marò nelle mani della giustizia indiana per rendersi conto ancora una volta di come siano considerati in Italia e all’estero i militari.

Un soldato morto a Palazzo Marina: s’indaga sulle cause

soldato morto-marina-tuttacronaca

La Marina Militare ha reso nota la notizia del ritrovamento, avvenuto questa mattina all’interno di “Palazzo Marina”, sede dello Stato Maggiore della Marina Militare a Roma, del corpo senza vita di un militare. Spiega inoltre che “sono in corso gli accertamenti per individuare le dinamiche dell’accaduto”. L’uomo è stato trovato nell’androne interno, in fondo alla scala di servizio F, e sarebbe precipitato dal quarto o dal quinto piano. I carabinieri ed i soccorsi sono arrivati subito sul luogo, alle 7.15, ma il corpo era già privo di vita. L’area del ritrovamento, dove ci sono abbondanti tracce si sangue ,è stata transennata per consentire gli accertamenti delle autorità. Oltre al suicidio, non si esclude, tra le altre ipotesi, che l’uomo possa essere caduto per un incidente o un malore. Si tratterebbe di un capitano di vascello, 50enne, che i colleghi d’ufficio definiscono “molto amato e stimato”. non si esclude l’ipotesi di suicidio, ma neanche quella della caduta accidentale forse in seguito ad un malore. Il corpo non presenta segni di colpi d’arma da fuoco.

Padre Gofo: il prete metallaro prima odiato e ora amato!

Adolfo Huerta Aleman-padre gofo-metallaro-tuttacronaca

Sicuramente non il solito prete. Adolfo Huerta Aleman, noto ai suoi parrocchiani come Padre Gofo, lo sa e non ne fa mistero. Si veste come un metallaro, ama passare il suo tempo al bar, non disdegna, nella sua pagina Facebook, di postare foto di donne nude e infarcisce i sermoni con barzellette di ogni tipo.

Fare il prete, ha più volte tenuto a precisare Padre Gofo, non significa abbandonare tutto quello che uno amava prima di indossare l’abito talare. E “Gofo” nella sua eccentricità riassume infatti passioni e hobby di tutta una vita. Il “prete metal” nella sua lunga ed eccentrica carriera è stato un militare, un poliziotto, un vigile del fuoco e anche un insegnante, prima di diventare sacerdote nella città messicana di Satillo.

L’incontro con i fedeli della parrocchia di Nostra Signora di Atocha a Satillo, non è iniziato con il piede giusto: molti parrocchiani dopo aver sentito qualche omelia avevano addirittura minacciato di lasciare la chiesa di Padre Gofo. Ma con il tempo, il prete ha avuto la meglio, riuscendo a conquistare tutti, grazie anche al suo forte impegno per i diritti umani.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

Girone e Latorre indagati dalla procura militare per violata consegna!

marò-india-italia-procura-militare-indagati-tuttacronaca

Il fuciliere Salvatore Girone è stato interrogato dalla procura militare di Roma e risulta indagato assieme a Massimiliano Latorre per i reati di “violata consegna aggravata” e “dispersione di oggetti di armamento militare”. In procura si è presentato anche Latorre, non ascoltato perché già sentito una decina di giorni fa. L’iscrizione dei marò nel registro degli indagati risale al febbraio 2012, subito dopo la morte dei due pescatori indiani. La procura militare sta valutando la trasmissione degli atti alla procura ordinaria di Roma, che indaga per il ben più grave reato di omicidio volontario. Lo ha confermato all’Ansa lo stesso procuratore militare di Roma, Marco De Paolis.

A margine dell’interrogatorio, fonti di governo hanno ribadito che “l’Italia è sicura di avere la giurisdizione sul caso”, pur auspicando “l’apertura di un arbitrato internazionale” per la soluzione della controversia. Le stesse fonti ricordano che:

– l’incidente è avvenuto in acque internazionali, a 20,5 miglia dalla costa
– quando il comandante della Enrica Lexie ha accettato l’invito della Guardia Costiera locale a rientrare nelle acque territoriali indiane si trovava a 30 miglia dalla costa
– il comandante del Saint Anthony non ha visto chi ha sparato perché stava dormendo e non è in grado nemmeno di dire da quale imbarcazione siano arrivati i colpi, sebbene fosse pieno giorno
– una perizia balistica indiana ha accertato che i fucili che hanno sparato non erano quelli assegnati a Latorre e Girone
– la Corte Suprema indiana non ha riconosciuto ai due marò l’immunità funzionale formalmente dichiarata anche dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aia.

I due marò Latorre e Girone sono accusati dalle autorità indiane di omicidio in relazione alla morte di due pescatori del Kerala. I fucilieri sono tornati in Italia con un permesso elettorale concesso dalla Corte Suprema indiana che scade venerdì prossimo. Dopo aver dato la parola, attraverso l’ambasciatore Daniele Mancini, che i militari sarebbero tornati in India, il governo italiano ha annunciato che Latorre e Girone resteranno in Italia, decisione che ha innescato la dura crisi diplomatica tra i due paesi.

Gli inquirenti della procura di Roma hanno disposto una consulenza tecnica sul computer e sulla macchina fotografica di bordo della petroliera Enrica Leixe, sulla quale erano imbarcati i due fucilieri in servizio anti-pirateria. Il computer di bordo e la macchina fotografica saranno esaminati in regime di contraddittorio tra le parti, ossia alla presenza di esperti in rappresentanza dei marò indagati.

“L’accertamento proverà a ricostruire quanto avvenuto – fa sapere la procura di piazzale Clodio – ma al tempo stesso molti dei controlli sono mancanti degli atti che non sono mai stati inviati dall’india. A cominciare dagli esami autoptici eseguiti sui cadaveri dei due pescatori; le perizie balistiche; le prove di sparo sulle armi prese a latorre e girone, e i resoconti dei testimoni indiani”.

La Corte suprema indiana ha negato la piena immunità all’ambasciatore di Roma a Nuova Delhi, Daniele Mancini, che si era fatto garante del ritorno dei due marò. L’alta istanza indiana ha inoltre esteso fino a nuovo ordine il divieto imposto al diplomatico italiano di lasciare il paese.

L’Italia contesta la posizione indiana, ritenendo il ritorno dei due marò in india “in contrasto con le nostre norme costituzionali” che prevedono il rispetto del giudice naturale precostituito per legge e il divieto di estradizione dei propri cittadini in paesi in cui vige la pena capitale per i reati contestati.

Si suicida un carabiniere, colpo alla testa nella caserma di Udine!

tuttacronaca-suicidio-caserma-udine

Un carabiniere, il 57enne Bruno Luraghi, si è suicidato, sparandosi un colpo alla testa nel suo ufficio nella caserma di viale Trieste a Udine, sede del Comando provinciale dell’Arma. Luraghi, Luogotenente comandante del Nucleo informativo, era originario di Milano. Il militare ha lasciato alcuni fogli nei quali chiederebbe scusa per il gesto, senza però spiegare i motivi del suicidio, chiedendo infine di venire cremato.

Dall’anello alla cerimonia di domani… il Papa continua a far parlare di sè!

papa-francesco-anello-tuttacronaca

L’anello piscatorio di Papa Francesco non sarà d’oro ma d’argento dorato. Inoltre, Bergoglio conserverà stemma e motto che aveva da vescovo. Sono vari anche gli “aspetti di semplicità” della messa che Bergoglio celebrerà domani a piazza San Pietro per l’inaugurazione del Pontificato. Lo ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dettagliando alcuni particolari della liturgia.

Il Vangelo sarà “cantato in greco”. Se normalmente viene cantato in latino e greco, per sottolineare l’unità dei cristiani di Oriente e Occidente, in questo caso si è optato per il greco “perché di latino ce n’è già molto”. Il Papa “non dà la comunione lui personalmente, ma la danno i diaconi”. Ancora, “non c’è processione delle offerte, pane e vino per la messa vengono portati dai ministranti per l’altare, ma senza solenne processione”. L’omelia sarà tenuta in italiano. Per i giornalisti dovrebbe esserci un testo distribuito in embargo, “ma abbiamo visto – ha precisato Lombardi – che il Papa ama una certa spontaneità, quindi può darsi che aggiunga altre frasi e osservazioni mentre parla”. Alla messa, peraltro, che cade nella solennità della festa di San Giuseppe, canteranno il coro della Cappella sistina e il coro dell’Istituto di musica sacra. All’offertario, mottetto composto proprio per la messa di inaugurazione da Pierluigi da Palestrina “Tu es pastor ovium”. Alla fine, il “Te deum”.

Gli “aspetti di relativa semplicità della messa – ha detto Lombardi – fanno sì che la messa non dovrebbe essere molto lunga. La celebrazione di domani può stare in due ore, forse alle 11:30 le cose sono già verso il termine”.

Il Papa domani lascerà la casa di Santa Marta per la messa di inaugurazione del Pontificato intorno alle 8:45-8:50 e poi, “in jeep o in papamobile”, farà un “lungo giro nella piazza, in mezzo alla folla nelle vie che vengono lasciate libere, prima dell’inizio della celebrazione”. Il portavoce vaticano ha detto inoltre che poi andrà alla sagrestia, vicino alla Pietà, intorno alle 9:15, e si preparerà alla celebrazione che avrà inizio verso le 9:30 cui parteciperanno anche rappresentanti ebrei e musulmani. La esatta definizione di quella di domani mattina è la “messa di inaugurazione del ministero petrino del vescovo di Roma”.

L’anello si chiama del pescatore “perché San Pietro era pescatore e Gesù lo ha fatto diventare pescatore di uomini”, ha detto Lombardi in un briefing. “Ma sull’anello che questa volta il Papa riceverà è rappresentato San Pietro con le chiavi”. L’anello è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini. Il Papa ha scelto il modello, il cui disegno ha origine con il segretario di Paolo VI mons. Macchi, tra “due o tre possibilità che gli sono stati presentati”.

La cronaca nera e la cronaca rosa del Papa raccontata dalla sorella!

Maria- Elena -Bergoglio-tuttacronaca

«Mio padre scappò dall’Italia per il fascismo: vi pare possibile che mio fratello fosse complice di una dittatura militare? Sarebbe stato come tradire la sua memoria». Sono parole della sorella di Papa Francesco, Maria Elena Bergoglio. «Non so se le critiche sono un prodotto della sinistra – aggiunge – Credo siano spine che fanno parte del cammino, e Dio si incaricherà di toglierle». Durante gli anni di Videla, prosegue, Bergoglio «protesse e aiutò molti perseguitati dalla dittatura. Erano tempi cupi e serviva prudenza, ma il suo impegno per le vittime è provato». Insomma serviva prudenza? Non coraggio? Prudenza è anche compromesso!
Intervistata, la donna racconta dell’infanzia e della gioventù di papa Francesco. «Jorge Mario era per me il fratello più grande – spiega – quello che giocava a pallone, che andava all’Azione cattolica e che studiava». «Jorge decise che sarebbe entrato in seminario che ormai aveva diciannove anni, era un 21 settembre e doveva andare con gli amici ad un picnic perché in Argentina quel giorno è l’inizio della primavera. Invece andò in chiesa a parlare con il sacerdote. A quel tempo è vero che c’era una possibile fidanzata, me lo ha raccontato spesso lui stesso ma senza mai dirmi il nome. Era una ragazza del suo gruppo di amici, quelli del picnic. Quel giorno di primavera avrebbe dovuto dichiararsi a lei. Ma se continuo a raccontare finisce che mi fratello mi scomunica».

Quando lo spionaggio si fa sottomarino… arrivano i delfini-killer!

 

delfini-killer-ucraina-tuttacronaca

Gli elementi per una film di spionaggio ci sono tutti: i killer, la fuga e l’immancabile storia d’amore. Ma i protagonisti sono alquanto fuori dagli schemi. Si tratta di tre delfini-killer della Marina militare Ucraina scappati dalla loro base di Sebastopoli probabilmente attratti dal richiamo dell’amore. Usciti dalla base militare insieme ad altri due esemplari, i delfini addestrati non sono tornati indietro ma ci sono speranze che lo faranno al più presto: ‘Il controllo sui delfini – ha spiegato l’ex ufficiale della Marina sovietica Iuri Pliacenko – era molto comune negli anni Ottanta. Se un delfino maschio vedeva una femmina durante la stagione degli amori le andava immediatamente dietro, ma poi tornava dopo una settimana o giù di li”.

Lontani dall’immaginario comune che vede i delfini come i migliori amici acquatici dell’uomo, in questo caso si tratta di animali addestrati e muniti di particolari coltelli e pistole che servono a localizzare mine sottomarine e attaccare i sommozzatori nemici. L’utilizzo militare dei delfini risale al 1973 e tutt’oggi in Ucraina si continua l’addestramento: attualmente il governo di Kiew sta formando un plotone di dieci esemplari.

Catena contro il nucleare! Parigi scende in piazza.

paris-fukushina-catena-umana-tuttacronaca-nucleare

Diverse migliaia di persone, 20mila secondo gli organizzatori, 4.000 per la polizia, sono scese in piazza oggi a Parigi per dire ”no al nucleare civile e militare” in Francia, a due anni dalla catastrofe di Fukushima in Giappone. Al grido ”Mai piu’ Fukushima”, i manifestanti, molti dei quali abbigliati con gilet giallo fluorescenti, si sono tenuti per mano, formando una catena umana che collegava il nord-ovest della capitale, dal quartiere della Defense al ministero dell’Economia a sud.

La polizia uccide… anche i disabili. Per il giudice quella vita vale 20mila euro!

Riccardo-Rasman-tuttacronaca

Riccardo Rasman era un giovane di 34anni, un omone di 1 metro e 85 cm e di oltre 120 chili nonchè disabile psichico in cura per sindrome schizofrenica paranoide con delirio persecutorio, disturbo che gli era comparso durante i sette anni nei quale aveva prestato servizio militare presso l’ Aeronautica.
Al riguardo la Corte dei Conti per il Friuli Venezia Giulia, nel 2003, aveva riconosciuto a Rasman l’infermità dipendente da cause di servizio a seguito di un ricorso presentato dalla famiglia contro il Ministero della Difesa.

Il 27 ottobre 2006, Riccardo si trova nella sua abitazione di Trieste, un monolocale di proprietà dell’ Ater situato in un quartiere popolare della città. E’ all’incirca l’ora di cena  quando i vicini di Rasman chiamano la polizia; secondo le successive ricostruzioni alquanto confuse, Riccardo stava ascoltando la musica ad un volume eccessivo e ad un certo punto era uscito sul balcone di casa, completamente nudo, iniziando a lanciare petardi ai passanti. Questa è la segnalazione che arriva al 113 che, dopo pochi minuti, giunge sul posto.

A bordo della volante ci sono due agenti, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi che arrivano abbastanza celermente all’appartamento di Rasman; i due, in base alle ricostruzioni, bussano alla porta di Rasman chiedendogli di aprire ma dall’altra parte non ottengono riscontri in tal senso.
Riccardo infatti non vuole aprire la porta e, anzi, pare risponda male agli agenti; secondo la difesa, ha agito così per paura.

Viene chiamata quindi una seconda pattuglia e sul posto sopraggiungono altri due agenti, Mauro Miraz e Francesca Gatti.

Successivamente in fase di dibattito, saranno in molti a chiedersi se non sia stato eccessivo l’utilizzo di 4 agenti e 2 volanti per un episodio simile.

Decidono quindi di forzare la porta con l’ausilio dei vigili del fuoco e di fare irruzione nell’appartamento. Dalle ricostruzioni, una volta dentro al monolocale nasce una colluttazione tra Rasman (che era sul letto) e gli agenti; i quali riescono alla fine ad avere la meglio.
Il ragazzo viene immobilizzato, ammanettato dietro la schiena e le caviglie gli vengono legate con del filo di ferro; così Rasman verrà trovato all’arrivo dei sanitari che riscontreranno anche gravi ferite e segni di imbavagliamento.

Ma ad uccidere Riccardo non sarà niente di quanto descritto sin qui; perché c’è dell’altro. Malgrado fosse ormai immobilizzato 3 dei  4 agenti continuano, per oltre cinque minuti, a fare pressione sulla schiena del ragazzo. Per la Procura di Trieste i 3 agenti “esercitavano pressioni sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie.”
Il tutto fino a portarlo a respirare affannosamente, a rantolare, a divenire cianotico. E, alla fine, a smettere di respirare. Il decesso viene constatato all’arrivo dei soccorsi sanitari i quali trovano Rasman nello stato di immobilizzazione sopra descritto; la camera presenta schizzi di sangue sui muri. Per il medico legale si tratterà di morte dovuta ad asfissia da posizione. Nella perizia ci sarà scritto:

“per causare le lesioni riscontrate gli agenti hanno usato mezzi di offesa naturale in maniera indiscriminata anche verso parti del corpo potenzialmente molto delicate, ma anche oggetti contundenti come potevano essere il manico dell’ascia rinvenuta nell’alloggio o il piede di porco usato dai vigili del fuoco per forzare la porta d’ingresso. Gli stessi agenti hanno ammesso di averlo utilizzato contro il braccio destro di Riccardo”

Da un punto di vista giudiziario, inizialmente viene aperta un’ indagine di ufficio che sarà chiusa in tempi brevissimi, nell’ottobre 2007, con una richiesta di archiviazione; per il magistrato infatti, i quattro poliziotti avrebbero agito nell’adempimento di un dovere. Il tutto appare fin da subito strano; le indagini sono rapide e le testimonianze vengono raccolte dagli stessi agenti coinvolti nella vicenda.
La parte civile si oppone alla richiesta di archiviazione e presenta al giudice una serie di indizi raccolti; così nel febbraio 2008 il magistrato ritorna sulla propria decisione e formula una accusa di omicidio colposo per i 3 poliziotti.  Un anno dopo, nel gennaio 2009, i 3 agenti vengono condannati a sei mesi di carcere, con pena sospesa. Sentenza confermata poi anche in secondo grado.

Ora è in corso la causa per il risarcimento in sede civile: al momento la famiglia ha ricevvuto solo 20 mila euro ciascuno. La sentenza giustifica l’ “elemosina” concessa con queste parole: “L’unica sua risorsa era l’immensa forza fisica, che ha portato alla reazione incontrollabile… la crisi respiratoria sarebbe stata indotta-autoindotta da un soggetto fuori di sé e privo di qualunque consapevolezza in un episodio psicotico”. Inoltre va escluso ogni danno patrimoniale perché “Rasman non produceva reddito alcuno”. Quella sera però Riccardo stava festeggiando, con petardi e musica, il suo nuovo lavoro.

Arriveranno almeno le scuse? Se questa è giustizia…

Al passo di Lady Gaga!

L’esercito russo è impegnato in un’esercitazione: si marcia, ma cantando. Invece di una marcia militare, però, i soldati preferiscono un successo pop. Intonano  “Bad Romance” di Lady Gaga”. I tempi cambiano e le marce militari si adeguano… la prossima marcia sarà una canzone di Rihanna, Bieber o Taylor Swift?

Cade aereo militare nella capitale dello Yemen!

Almeno 5 sarebbero morti in seguito all’incidente avvenuto a Sanaa, nella capitale dello Yemen. Un aereo militare sarebbe precipitato in una zona abitata, seminando il panico. Al momento non si conoscono maggiori dettagli

 

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: