L’ultima vergogna di Roma: rischio epidemia a Prima Porta

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Prima Porta a Roma, zona periferica della Capitale densmente abitata e a causa del maltempo dei giorni scorsi ha subito allagamenti e ora teme, a cira 20 giorni dall’alluvione, un’epidemia poiché i cittadini come racconta il quotidiano Il Messaggero sono stati lasciati soli.

«Abbiamo paura per i nostri figli, temiamo qualche epidemia, le nostre case sono state sommerse da melma fuoriuscita dalle fogne, i topi uscivano dal water». Eppure non siamo in nessun Paese del terzo mondo, ma qui nessuna perizia tecnica è stata avviata per stabilire i danni a privati e negozi. Ieri, dopo aver atteso invano, gli abitanti si sono rivolti a una ditta privata per la disinfestazione che sarebbe spettata invece al Comune:

«A pagare è l’Associazione Coletta» spiega Francesco Mangone, del Comitato 31 gennaio che sta raccogliendo l’adesione di centinaia di sfollati. Margherita Coletta è la moglie di Giuseppe, il brigadiere dei carabinieri ucciso a Nassiriya. Anche Margherita, con il suo negozio di oggetti religiosi, è stata colpita dall’onda marrone e ha deciso di aiutare i vicini. La spesa è di ottanta euro per ogni abitazione.

«Molte persone hanno accusato disturbi intestinali – racconta Mangone – gli sfollati la mattina ripuliscono da soli le case, la puzza all’interno è insopportabile, c’è fango, ma anche melma fuoriuscita dalle fogne».
In via Procaccini ieri sono intervenuti gli operai di una ditta privata per disinfestare le abitazioni. «Dobbiamo ringraziare l’associazione Coletta – dice Beyenesh Mehari Seghip, una residente – dal pavimento della mia casa esce ancora acqua, giorni fa mi sono sentita male, ho accusato forti dolori addominali».

Il Massaggero racconta:
L’odore all’interno delle case e di molti negozi è irrespirabile. Residenti e commercianti hanno ripulito da soli i locali, senza l’aiuto di nessuno. Case, mobili, automobili distrutti: chi spera in un rimborso è costretto a effettuare un’autocertificazione. I moduli vengono distribuiti e raccolti dal Comitato 31 gennaio. «Tantissimi sono venuti da noi per farsi aiutare – racconta Roberta Urbani del comitato – distribuiamo i moduli di autocertificazione e poi li consegniamo al municipio, anche se dovrebbe essere una perizia tecnica a valutare i danni». Perizia che avrebbero dovuto fare le istituzioni preposte che però non si sono viste. «Avremmo dovuto aspettare il loro arrivo lasciando case e negozi pieni di fango e melma? Avremmo dovuto far marcire tutto? In venti giorni qui non si è visto nessuno, abbiamo fatto tutto da soli» dice Mirella Ilas molto preoccupata. «Ho una ragazza di 15 anni, le nostre case sono state invase da melma fuoriuscita dalle fogne – racconta Mirella – da subito mi sono attivata per chiedere ad Asl, municipio e vigili del Fuoco un intervento per disinfestare l’abitazione, mi hanno sempre risposto che l’operazione avremmo dovuto pagarla noi». Ieri finalmente, grazie al contributo dell’associazione Coletta, l’appartamento di Mirella è stato disinfestato. «Ho paura di epidemia – racconta – non si può stare a contatto giorno e notte con dei luoghi che sono stati ricoperti da liquame maleodorante».

«Siamo abbandonati – dice con rabbia Mariarosaria Canzano – abbiamo dovuto ripulire noi quel fango puzzolente». Mariarosaria è ospitata nell’hotel Fleming insieme ad altre 50 famiglie sfollate. Tra loro c’è anche il problema dei bimbi che devono andare a scuola. Molte famiglie hanno perso anche le auto. «All’inizio – racconta – ci avevano assicurato un servizio per portare i bimbi alla scuola elementare, dopo qualche giorno sono scomparsi tutti».
I negozi a fatica riaprono. «Ho perso, tra le altre cose, due macchinari da 40.000 euro, solo le clienti mi hanno aiutata donandomi anche un divano» racconta Eleonora Morico, proprietaria di un salone di bellezza in via della Giustiniana. Ma la paura più grande è quella di infezioni per il fango e la melma. A Prima Porta nessuna risposta è stata data. Neanche all’appello del rapper Zak Munir al sindaco Ignazio Marino con la canzone Lacrime di fango.

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Alla Camera si fa una colletta per gli alluvionati: i deputati non partecipano

alluvione-olbia-tuttacronacaEra stato Antonio Casu, originario di Olbia e direttore della biblioteca di Montecitorio, a lanciare una gara di solidarietà alla Camera dei deputati. Scopo: raccogliere dei soldi per aiutare gli alluvionati vittime del ciclone Cleopatra in Sardegna. In totale, sono stati raccolti 5mila euro. Una somma, spiega il sindaco di Olbia, raccolta solo grazie ai dipendenti della Camera e non per merito dei deputati. Le parole del primo cittadino sono state riportate, su La Stampa, da Nicola Pinna:

E i deputati? «Niente, non ci hanno donato neanche un centesimo. Stiamo aspettando che facciano qualcosa, ma per il momento non ci hanno fatto sentire in nessun modo il loro sostegno. Sappiano che sono ancora in tempo perché qui abbiamo davvero bisogno di aiuto».

Casu, direttore della biblioteca della Camera dei deputati, ha spiegato:

«Noi ci siamo mobilitati subito e abbiamo fatto tutto quello che ci era possibile. Quando ho visto le immagini che arrivavano dalla mia città non potevo stare a guardare e ho subito attivato la gara di solidarietà».

E se i dipendenti della Camera hanno subito contribuito, i deputati hanno fatto finta di nulla, scrive Pinna:

«Questo ci dispiace molto, ma colgo l’occasione per rilanciare l’appello – dice il sindaco Giovannelli – Da loro ci aspettiamo un aiuto non solo economico, ma anche politico: abbiamo sì bisogno di soldi ma anche di azioni politiche concrete perché ci venga consentito di spendere le risorse che abbiamo in cassa per l’immediata ricostruzione della città. I vincoli della spending review non ci consentono di utilizzare i milioni di euro bloccati in banca e questo è inaccettabile. Intanto, dobbiamo ringraziare i dipendenti della Camera che hanno dato un grande esempio di generosità, spero che i parlamentari imparino la lezione».

Salvare l’italia? Stop alle costruzioni per 10 anni e pensare alla messa in sicurezza

emergenza-maltempo-franco-gabrielli-tuttacronacaFranco Gabrielli, capo della Protezione Civile, torna dall’ennesimo sopralluogo effettuato nelle zone colpite da calamità e torna a puntare i piedi su un serio programma di messa in sicurezza del territorio: l’unico modo per far sì che l’Italia non crolli. “Io sono come un medico, mandato al fronte ad una guerra che non ho fatto io e al quale chiedono di curare gambe amputate, braccia ustionate e mani dilaniate con grandi paccate di aspirina. Ed invece servirebbero farmaci e strumenti ben più potenti”. Come ripete da anni: “Altrimenti  continueremo a raccattare e contare morti in giro”. Il prefetto ha anche le idee chiare su come sia possibile farlo: stop alle nuove costruzioni per 10 anni, in modo da “investire tutto quello che c’è sulla messa in sicurezza del territorio”. “Se il paese scegliesse di non fare nuove cose, ma di mettere in sicurezza quelle che ci sono, salvaguarderebbe quel patrimonio unico al mondo che sono il nostro territorio, le nostre comunità, i nostri abitanti e che, invece, in questa condizione di generale abbandono è messo in pericolo”. E alla domanda se reputa che un simile intervento sia possibile: “Credo sia molto difficile riuscire in un paese diviso come il nostro, dove ognuno guarda al proprio particolare, ma dobbiamo provarci. Anche perché – risponde – abbiamo un grosso problema: abbiamo fatto in passato un uso smisurato del suolo e ora ne paghiamo le conseguenze. Si è costruito laddove non si doveva costruire e lo Stato, in molte occasioni, per far cassa ha condonato”. Sono decenni che si parla di messa in sicurezza, ma poi al dunque si fa poco e nulla. “Il problema dei problemi è proprio questo: noi parliamo e ci parliamo addosso. Queste cose le ho dette decine di volte e dunque o sono ripetitivo fino alla noia, oppure alle cose non si è dato seguito”. Gabrielli sottolinea, del resto, che “il professor Casagli del centro funzionale di Firenze, ricordava che lo studio dell’Ispra secondo il quale occorrerebbero 40 miliardi in 15 anni per la messa in sicurezza, rivaluta il ‘piano Marchi’, fatto 40 anni fa. È evidente che non è cambiato nulla, con l’aggravante che si tratta di cifre in difetto”. Ma il problema è anche che mentre aumentano gli insediamenti non si pensa a  infrastrutture e servizi adeguati. “Ci dimentichiamo spesso – dice ancora il capo della Protezione Civile – che siamo un paese a fortissimo rischio sismico. Bene, l’ordine degli ingegneri ha stimato che servirebbero 93 miliardi per la sola messa in sicurezza dei comuni nelle zone 1 e 2, le più a rischio. Significa 3.500 comuni su oltre ottomila”. E come ricorda anche l’Huffington Post, in Italia si spendono ogni anno 2,6 miliardi per riparare i danni provocati dalle catastrofi. Dunque più di quello che servirebbe per interventi di messa in sicurezza. “Farlo sarebbe un assoluto vantaggio – sottolinea Gabrielli – perché tutte le risorse che vengono investite per la prevenzione, non vengono rispese per i danni. E la prova è che dove gli interventi sono stati fatti, dal Friuli alla Toscana e anche in Liguria, le opere hanno retto”. Ma andrebbe toccato anche il tema dell’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. “Le calamità aumentano, la frequenza dei danni aumenta e la possibilità d’intervento dello Stato diminuisce. Questi sono dati di fatto. Se non vogliamo continuare a trovarci di fronte ad alluvioni o terremoti di serie A, B e C, che è quel che accade oggi, l’unica soluzione è quella, magari prevedendo delle forme di defiscalizzazione per i cittadini. Meccanismi che non facciano arricchire le assicurazioni e garantiscano i cittadini. Altrimenti – conclude – si acuirà la tensione sociale”.

Pjanic e alluvione a Roma: acqua alle ginocchia!

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Il maltempo nella Capitale ha sorpreso anche il giocatore Miralem Pjanic, che sul suo profilo Instagram ha postato una foto che lo ritrae con l’acqua alle ginocchia, nel bel mezzo di una strada allagata. Il centrocampista sorride e commenta la foto con  «Ma che è successo stanotte?»

 

Soldi per gli alluvionati non ce ne sono… ma la Sardegna li dà a Mediaset

SWEET_SARDINIA_gruppo-tuttacronacaAvete presente il reality Sweet Sardinia? No? Non c’è di che meravigliarsi, visto che la scorsa estate ha ottenuto, su La 5, canale del gruppo Mediaset, appena lo 0.7% di share. Eppure questo show sconosciuto è stato coprodotto dalla Regione Sardegna, insieme alla Showlab di Torino, con soldi pubblici. Il programma, che vedeva otto coppie di giovanissimi fare a gara per chi “s’innamorava di più” e girare in barca, sarebbe dovuto essere un veicolo di promozione turistica dell’isola. Proprio a questo reality Il Fatto Quotidiano ha dedicato un pezzo intitolato “La Sardegna alluvionata regala i soldi a Mediaset”, sottolineando che la Regione ha sborsato 900mila euro mentre altri 50 mila sono arrivata dalla Film Commission Sardegna, sempre casse pubbliche. Il programma, si è detto, non l’ha visto nessuno. Spiega Emiliano Liuzzi:

“Grande veicolo di promozione turistica”, disse Cappellacci ai suoi. C’è un piccolo problema: l’idea del programma era anche buona, ma lo share è stato dello 0,7 per cento. Non l’ha visto nessuno. Dentro e fuori dalla Sardegna. Confessa in maniera molto candida di non averlo visto nemmeno la conduttrice Barzaghi, 34 anni ancora non compiuti, curriculum di tutto rispetto, famosa per aver partecipato alla fictionElisa di Rivombrosa e, alcune settimane fa, a Ballando con le stelle, eliminata dalla giuria e uscita con una costola rotta: “Lavoravo al programma di Milly Carlucci quando è andato in onda il reality”, ha detto. “Purtroppo non l’ho visto. Mi hanno detto però che era molto carino”. Non sappiamo chi abbia potuto riferire una cosa del genere, visto che il programma de La 5, canale digitale Mediaset, non ha avuto il minimo successo. Nessun giornale che ne abbia parlato. Sui soldi c’è poco da aggiungere. Buona parte ce li ha messi la Regione Sardegna. 950 mila euro. Tondi tondi. Se facciamo un conto alle famiglie rimaste senza casadopol’alluvioneCappellacci ha potuto offrire 600 euro. Di più non poteva fare. Con i soldi pagati per il reality avrebbero potuto dare a ogni famiglia il doppio. Invece sono serviti per fare tivvù. Lo spiegherà Cappellacci agli alluvionati nei prossimigiorni il motivo. Difficile che gradiscano. Ma è abile. Può farcela.

Gli abiti per gli alluvionati gettati in una discarica

alluvione_vestiti_gettati_tuttacronacaDue giorni fa erano stati trovati degli abiti gettati in una discarica a Olbia: si trattava dei vestiti raccolti a Massa Carrara per aiutare le famiglie più colpite dall’alluvione in Sardegna. Ieri, gli uomini della Polizia locale di Olbia hanno individuato i responsabili: si tratta una di coppia di 37 anni, olbiese, residente a poca distanza dal luogo dove sono stati recuperati gli indumenti. Spiega L’Unione Sarda che la coppia è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania. I capi d’abbigliamento, quasi tutti nuovi e destinati a bambini e adulti, erano stati presi in consegna nei giorni scorsi da un autotrasportatore sardo che la aveva portati a Olbia, dove sarebbero stati consegnati alla coppia che li avrebbe poi dovuti distribuire alle famiglie bisognose.Gli agenti della Municipale, tuttavia, hanno accertato che  i due hanno scelto gli indumenti per loro e i propri familiari con l’intento – hanno dichiarato ai vigili – di consegnare il resto ad un centro di raccolta. Non riuscendoci, se ne sarebbero disfatti, gettandoli in uno dei contenitori per la raccolta di indumenti, che però in zona non c’è.La versione, però,  non ha convinto gli uomini della Polizia locale guidati dal comandante Gianni Serra: i due sono stati quindi denunciati per getto di cose (articolo 674 del Codice penale).

Cosa è trend su Facebook? Un 2013 visto dai social

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Chi ha vinto su tutti? Chi è il più social? Come al solito a scalare la vetta sono i vip e anche quest’anno la personalità che si è imposta sugli altri non è certo uno sconosciuto, forse però un aiutino potrebbe essere anche arrivato “dall’alto”. Il più trend del social blu è Papa Francesco che ha saputo imporsi anche sulle elezioni che sono arrivate seconde e sul Royal Baby: George è terzo. Le catastrofi comunque si sa che hanno sempre un notevole richiamo e così i tifoni si sono piazzati quarti mentre a metà classifica troviamo il fenomeno dell’Harlem Shake.

Nella parte bassa della classifica troviamo l’alluvione al sesto posto e Miley Cyrus ferma al settimo nonostante quest’anno abbia cercato in tutti i modi di conquistare una posizione ben più alta con i suoi video hot e le sue provocazioni che sembrano però non aver dato i risultati sperati.All’ottavo posto la strage alla maratona di Boston e gli ultimi due posti sono rispettivamente per il tour de France e per Nelson Mandela.

Ma se ampliamo i nostri orizzonti e andiamo all’estero i trend di Facebook cambiano profondamente. Ad esempio negli Usa su tutto domina sempre il Super Bowl, seguito dalle crisi di governo. Negli Stati Uniti il Papa arriva sesto e il Royal Baby, in tutta comodità si piazza all’ottavo posto. Paese che vai, trend che trovi!

Marco Carta e Valerio Scanu in un cd per beneficenza

arcu' e chelu-cover-tuttacronacaE’ Fabio Traversa su Reality & Show a raccontare che sarà possibile acquistare, nei negozi e online, da martedì 17 dicembre il cd Arcu’e chelu (Arcobaleno). Si tratta di una raccolta voluta da Eugenio Finardi che ha chiamato all’appello vari amici che hanno ceduto a titolo gratuito i propri brani per una compilation da mettere in commercio a scopo benefico per aiutare la popolazione sarda vittima del recente nubifragio. I proventi della vendita verranno in seguito devoluti in beneficenza alla Croce Bianca di Olbia e indirizzati, poi, alle due scuole materne e primarie di Santa Maria e Putzolu. Scopo è far fronte alla loro situazione di disagio con la sostituzione del materiale didattico e delle attrezzature per il ripristino del normale svolgimento delle attività. Tra i vari cantanti che si sono resi disponibili anche Valerio Scanu, con la sua Parto da qui, e Marco Carta, del quale si potrà ascoltare Ti sorriderò. Nel frattempo, lo staff di quest’ultimo ha dato un aggiornamento sulle sue condizioni di salute pubblicando un post in Facebook: “Abbiamo letto molta apprensione e preoccupazione nei vostri calorossisimi messaggi. Vi comunichiamo che ora Marco ha bisogno di riposare e presto si rimetterà per tornare più forte che mai. Ci tiene inoltre a farvi sapere che il vostro sostegno ed il vostro calore lo aiutano molto. Lo Staff e tutto il Worldpaper augurano a Marco una pronta guarigione stringendosi insieme in un immenso abbraccio”.

“Aiuto, sto annegando”, perde la vita una donna nel Pescarese

maltempo-donna-morta-tuttacronacaErano le 5.30 di questa mattina quando una donna, una 57enne originaria di Santa Teresa di Spoltore, in provincia di Pescara, chiamava il marito chiedendo aiuto e riferendo di stare annegando. Le ricerche sono subito state avviate e il comandante della polizia municipale di Pescara, Carlo Maggitti, aveva confermato che proseguivano a tutto campo per appurare la reale presenza dell’automobile in uno dei sottopassaggi. Sul posto anche i sommozzatori dei Vvf. Ma tutto è stato inutile: la donna, Anna Maria Mancini, è morta nel sottopassaggio allagato alle porte di Pescara a causa delle piogge della notte. Lo conferma il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito.

Disagi da maltempo: ridotta l’acqua a Cosenza

maltempo,cosenza-tuttacronacaSe fino a qualche giorno fa a Catanzaro era venuta a mancare l’erogazione d’acqua a causa del maltempo, ora è la città di Cosenza a fare i conti con un simile disagio. Si sta infatti verificando una riduzione della fornitura a causa di un blocco dell’impianto di sollevamento “Nascejume” dell’Acquedotto Abatemarco. Il blocco è stato causato dalla mancanza di energia elettrica causata dal maltempo. Il comunicato è giunto al Comune dalla Sorical: “L’impianto di sollevamento risulta attualmente disalimentato e sono in corso i lavori per il suo riavvio. A conclusione dei lavori sarà ripristinata l’ordinaria fornitura idropotabile”.

Si può perdere tutto, ma non l’onestà!

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La protagonista della storia è una casalinga di 55 anni che nell’alluvione che ha devastato la Gallura ha perso tutto, tanto da rivolgersi al Centro di smistamento della zona industriale, dove era in corso la donazione di alcuni abiti per gli alluvionati e chiedere un giubbotto che la coprisse dal freddo. Il giubbotto che le era stato donato però nascondeva una sorpresa nella tasca interna. Infatti la donna ha trovato ben 1180 euro in contanti. La donna appena si è accorta della somma si è rivolta ai carabinieri affinché rintracciassero a chi appartenesse il giubbotto e restituissero la somma.

 

E’ giunto il giorno? A Catanzaro l’acqua torna potabile

acqua-catanzaro-tuttacronacaBuone notizie per gli abitanti di Catanzaro in arrivo: dopo lo stop dovuto ai danni causati dall’alluvione, l’impianto di potabilizzazione del Santa Domenica torna a funzionare. Questo significa che verrà ripristinata l’erogazione idrica. L’ufficio stampa del Comune riferisce: “Le operazioni di riparazione della condotta sono state quindi portate a termine nei tempi previsti dalla Sorical”. Ma sottolinea: “Ancora prudenza, comunque, da parte del Comune sull’assestamento generale del sistema idrico, che dovrebbe avvenire nell’arco della giornata di martedì 26 novembre”.

Alluvione in Sardegna: per chi ha perso casa fino a 600 euro al mese

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Fino a 600 euro al mese questo il tetto massimo per le famiglie, mentre solo 300 a chi vive da solo. Il contributo sarà elargito solo però a chi avrà perso casa. Nell’ordinanza finita in Gazzetta Ufficiale, e quindi esecutiva, lunedì 25 novembre  si precisa che il  contributo di 600 euro è quello massimo. Non solo c’è un “limite di 200 euro per ogni componente del nucleo familiare abitualmente e stabilmente residente nell’abitazione”. Sempre l’ordinanza  nomina il direttore regionale della Protezione civile regionale commissario per l’emergenza e ne stabilisce le competenze. Ogni tre mesi, per esempio, il commissario dovrà trasmettere al dipartimento della protezione civile nazionale una relazione sulle attività poste in essere e anche una relazione conclusiva.

Pane gratis! Ripulisce il forno e offre pagnotte agli alluvionati

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Davide Nughes, panettiere  di Olbia di 39 anni, con una bambina di due, aveva aperto il panificio proprio un anno fa per assicurare un domani un lavoro anche a sua figlia. Un’attività che subito si era rivelata redditizia come racconta lo stesso Nughes “Siamo partiti il 20 ottobre di un anno fa – racconta – e posso dire con orgoglio che già in estate avevo finito di pagare tutte le attrezzature arrivando al primo anno di attività con oltre un milione di fatturato”. Poi l’alluvione. Ma il panettiere non si dà per vinto, lui e i 17 operai iniziano a ripulire il negozio dal fango, rimettono in funzione il forno e fanno il pane. Lo offrono gratis a tutti i loro concittadini. Una bella storia per riportare un po’ si speranza tra gli alluvionati messi in ginocchio da Cleopatra.

Anche Fiorello si mobilita per l’emergenza acqua a Catanzaro

emergenza-acqua-tuttacronacaIl maltempo in Calabria è la causa dell’emergenza acqua a Catanzaro, dove l’erogazione è stata sospesa a causa della rottura della conduttura idrica in più punti. Ora anche gli abitanti hanno denunciato la situazione tramite un appello in cui si legge “Siamo 70mila persone senza un filo d’acqua”. Il disagio è grande, tanto che amche Fiorello ha deciso di girare in Twitter questo grido d’aiuto. “Non andiamo in bagno da quattro giorni, non possiamo lavarci neanche la faccia”, si legge sncora. L’invito è quello di diffondere il più possibile la notizia dell’emergenza per sottoporla all’attenzione della Protezione Civile e del governo.fiorello_calabria-tuttacronaca

Emergenza acqua: a Catanzaro manca da tre giorni

emergenza-acqua-catanzaro-tuttacronacaDovrebbe essere ripristinata oggi l’erogazione idrica a Catanzaro, con i tecnici al lavoro da tre giorni per riportare la situazione alla normalità. Ma nel frattempo è scattato un nuovo piano di emergenza. La situazione è allarmante visto che l’erogazione è stata sospesa a causa dei danni provocati dall’alluvione all’impianto idrico di Santa Domenica che serve gran parte della città. I conesguenti disagi per la popolazione sono stati pesanti.

Chi l’ha visto il fax?

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Chi ha visto il fax? Eppure quel fax era arrivato, ma quando i municipi erano chiusi. Il 17 novembre infatti era domenica e nessuno si trovava all’interno degli uffici del Comune e non vi era nessun’altra possibilità che quel messaggio di allerta potesse essere divulgato agli organi preposti poi per la diffusione del messaggio ai cittadini. A rendere noto che il fax era arrivato a destinazione e che non era però stato divulgato a causa della festività è stato il sito internet del Corriere della Sera. Il comunicato di allerta con il massimo della gravità era quindi arrivato dodici ore prima del disastro, ma non aveva trovato nessuno a riceverlo. Il lunedì mattina, ormai, era tardi. Ed è polemica. I cittadini esasperati dalle istituzioni  e dai presunti errori che in questa occasione possono essere stati compiuti accusano:  “Ora si danno da fare per sistemare la situazione ma prima approvano programmi edilizi e urbanistici che sfasciano il territorio”, dice il leader dei Verdi Angelo Bonelli. E parte immediato il botta e risposta con il governatore della regione Ugo Cappellacci: “Basta giocare bluff da biscazziere da strapazzo”. Interviene anche il capo della Protezione Civile, Franco Gabrieli, che difende le previsioni metereologiche: “Sicuro che se i sindaci sapessero quali sono le loro responsabilità sulla protezione civile avremmo una crisi vocazionale – spiega – Si lamentano per i soldi che non hanno e perché si sentono soli ma chi vuole sa come organizzarsi, anche nei Comuni piccolissimi”.

Alluvione di Aulla: oltre 10 indagati per disastro colposo e omicidio colposo

aulla-alluvione-tuttacronacaOttobre 2011: nell’alluvione in Lunigiana, quando l’ondata arrivò ad Aulla, due persone morirono annegate e, ora che la procura di Massa è giunta in fondo alle indagini, sono più di 10 le persone indagate per i reati di disastro colposo e omicidio colposo. Per la procura, i punti nodali sono due: una cassa di espansione non era stata collaudata ma venne ugualmente attivata mentre il sistema di allerta cittadino che non ha funzionato. Spiega La Repubblica di Firenze:

Le responsabilità vengono ipotizzate per due momenti distinti del disastro. Il primo riguarda la gestione della cassa di espansione del fiume Magra a Chiesaccia, in località Fornoli. La vasca non era pronta ad entrare in esercizio perché non ancora collaudata eppure, accusano dalla procura, è stata aperta. I risultati sono stati disastrosi. L’impianto anziché raccogliere l’acqua e rilasciarla lentamente l’ha buttata fuori all’improvviso, creando un’onda che ha iniziato a scendere a valle lungo il fiume. “Se anche fosse stata costruita male, c’era comunque ancora un collaudo da fare, che avrebbe dovuto rivelare i problemi strutturali”, sottolineano dalla procura di Massa. Per questo episodio gli indagati sono accusati di disastro colposo.

Quando è arrivata ad Aulla, l’ondata ha trovato impreparata la protezione civile, che non aveva allertato la cittadinanza, almeno secondo le accuse. Due persone morirono annegate. Eppure, spiegano gli investigatori, c’era un allerta meteo ai massimi livelli e la catena degli avvertimenti ha funzionato perfettamente. Fino alle porte della cittadina sul Magra, dove invece non si sarebbero presi i provvedimenti adeguati. In questo caso le persone coinvolte dovranno rispondere di omicidio colposo.

Il dramma messicano: cresce il bilancio delle vittime delle tempeste

manuel-messico-tuttacronacaE’ sempre più drammatica la situazione in Messico, con la tempesta tropicale Manuel che infuria nel Pacifico orientale che si è trasformata in uragano. Lo Stato è già stato pesantemente colpito dalle intemperie nei giorni scorsi, con un blancio di almeno 160 morti da sabato. Manuel è la terza tempesta in meno di una settimana che colpisce la parte nordoccidentale del paese dove 45mila persone sono rimaste senza luce. All’aeroporto internazionale di Culiacan 16 voli sono stati sospesi. A La Pintada, un villaggio di montagna dello stato di Guerrero, 58 persone sono considerate disperse da ieri a causa di una frana: “Non è possibile specificare se si trovano sotto il fango”, ha annunciato il presidente messicano Enrique Peña Nieto in una conferenza stampa. I federali hanno dovuto raggiungere la città in elicottero per evacuare oltre 330 persone, alcune delle quali ferite.

Tra le strade allagate di Acapulco, spunta un coccodrillo

coccodrillo-messico-tuttacronacaIl Messico è stato messo in ginocchio dalle perturbazioni in questi giorni, con un bilancio di oltre 80 persone morte. A causa dell’Uragano Ingrid, nella costa est si sono verificate diverse inondazioni, mentre mentre sugli stati lungo la costa occidentale ci sono state forti piogge a causa di Manuel. La nota località turistica di Acapulco era stata isolata ma sembra che qualche “turista” sia ugualmente arrivato. Si tratta di un coccodrillo che è stato avvistato lungo le sue strade. Nel frattempo la tempesta tropicale Manuel, che nell’ultimo giorno si è rafforzata diventando un uragano di categoria 1.

Il Messico spazzato dall’uragano Ingrid: 30 morti

uragano-ingrid-tuttacronacaE’ stato ormai declassato a tempesta tropicale l’uragano Ingrid, ma nel suo passaggio sul Messico ha tolto la vita a 30 persone, numero confermato dai primcipali media locali, nonostante il bilancio governativo sia fermo a 22. Ingrid ha ora raggiunto le coste dello stato di Tamaulipas, a nord del paese, che si affacciano sul Golfo del Messico. Miguel Orsorio, ministro degli Interni, ha detto che le precipitazioni di questi giorni, che hanno interessato tre quarti del Paese, sono “di portata storica” e hanno provocato danni ingenti, che interessano una popolazione di almeno 1,2 milioni di persone. Sempre Orsorio ha spiegato che si tratta di “un fenomeno idrometeorologico difficile e complesso”, nato dalla congiunzione di due tempeste tropicali simultanee: Ingrid sulla costa orientale del paese e Manuel su quelle occidentali, che si affacciano sul Pacifico.

Al momento è lo stato di Guerrero la zona dove si concentrano i principali danni registrati. In questa zona la notissima località turistica di Acapulco è rimasta isolata a causa delle frane che hanno danneggiato l’autostrada che collega la città con la capitale nazionale.

5 morti e oltre 500 dispersi: emergenza alluvione in Colorado

alluvione-colorado-tuttacronacaLe autorità del Colorado hanno riferito che sono oltre 500 le persone che risultano disperse mentre sono cinque quelle che hanno perso la vita a causa delle inondazioni dovute alle forti piogge che hanno colpito lo Stato americano. Le stesse autorità hanno comunque fatto presente che tra i dispersi risultano anche persone che non sono ancora riuscite a contattare i familiari.

La Cnn online ha riferito che le piogge previste per la giornata odierna potrebbero provocare ulteriori inondazioni, prosegue quindi lo stato di allerta. La paura è di un ulteriore innalzamento dei fiumi a causa dei 10 cm di pioggia previsti per oggi. Nel frattempo è iniziata la conta dei danni e il presidente Barack Obama ha già firmato il documento per lo stato di emergenza, stanziando ulteriori fondi per aiutare il Colorado.

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Torino e il Torinese messi in ginocchio dalla grandine

grandinata-torino-tuttacronacaUna nuova, violenta grandinata si è abbattuta su Torino e il Torinese dove chicchi di grandine grossi come noci sono caduti con una violenza tale da frantumare perfino il parabrezza di alcune auto. La grandinata è durata per diversi minuti poco dopo le 17, e hanno ricominciato a cadere dopo un’apparente tregua della pioggia. I vigili del fuoco hanno ricevuto numerose chiamate e sono usciti con diversi mezzi per far fronte agli allagamenti: 20 squadre sono partite pochi minuti dopo l’inizio del nubifragio. Una persona è rimasta ferita all’8 Gallery dalla caduta di parte di un cornicione: è stata trasportata al Cto, in condizioni pare non gravi. Ma sono anche cadute alcune piante e a Ricoli, in via Molinette, alcune auto sono rimaste bloccate in un sottopasso allagato. Quasi completamente allagato Corso Inghilterra a Torino.

Ma ha spaventato molto anche una tromba d’aria che ha colpito Rivoli, in provincia del capoluogo piemontese.

Dalle nozze al funerale, festa di matrimonio finisce in tragedia

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Una festa di matrimonio che si trasforma in tragedia con 27 persone morte e oltre 41 disperse a causa di un alluvione nel sud dello Yemen. Al momento della tragedia le vittime, in maggioranza donne e bambini, viaggiavano su tre veicoli, attraverso il Wadi Nakhla, una valle tra le province di Taiz e Ibb, e stavano accompagnando la sposa alla sua nuova casa. I media di stato riferiscono che otto persone sono state salvate, tra queste la sposa.

 

Maremma e Frusinate in ginocchio per il maltempo

maltempo-maremma-tuttacronacaContinua il maltempo tipico di quest’estate. A farne le spese la Maremma e il Frusinate. Il nord della Ciociaria è stato investito, nel pomeriggio, da un nubifragio che ha che ha creato numerosi disagi e allagamenti. Ad essere maggiormente colpita è stata la zona tra Fiuggi, Ferentino, Alatri e Vico nel Lazio. All’opera i vigili del fuoco del comando provinciale di Frosinone per fronteggiare la situazione. Lungo la strada Sublacense, all’altezza di via dei Monasteri a Subiaco (Roma), una frana ha provocato l’interruzione dei collegamenti tra la cittadina e i paesi dell’alta Valle Aniene. Una massa d’acqua proveniente dalla montagna ha causato uno smottamento con roccia e detriti finiti sull’arteria. La strada, in direzione Subiaco, è diventata rapidamente un fiume di acqua e fango e numerose abitazioni del luogo, situate nella parte bassa rispetto al luogo della frana, a qualche centinaia di metri di distanza, sono state inondate. Sono in corso verifiche per capire le cause del dissesto idrogeologico. In Maremma sono invece cadute bombe d’acqua, anche qui nel pomeriggio, sulle Colline del Fiora mentre le colline ai piedi del Monte Amiata, soprattutto nelle campagne di Cinigiano, hanno dovuto fare i conti con la grandine. Ma scrosci d’acqua, seguiti da un notevole abbassamento delle temperature, si sono abbattuti anche in altre zone della Maremma, mettendo a rischio le colture e la prossima vendemmia.

Perugia alle prese con il nubifragio: grandine e strade allagate

nubrifagio-perugia-tuttacronacaUn intenso acquazzone accompagnato da grandine si è abbattuto nel pomeriggio su Perugia, colpendo particolarmente il centro del capoluogo umbro dove è in corso l’Umbria jazz festival sferzando anche il palco allestito per i concerti. In appena un’ora sono caduti oltre 80 mm di pioggia, facendo saltare molti tombini e trasformando le strade in fiumi che hanno provocato allagamenti in particolare sulle zone di San Marco, Madonna Alta, Fontivegge, dove l’acqua è arrivata a quasi mezzo metro d’altezza. Il nubifragio richiesto il pronto intervento dei vigili del fuoco mentre la temperatura si è assestata su livelli autunnali, attorno a 16-17 gradi.

Alluvione in Canada: le strade si trasformano in corsi d’acqua

alluvione-canada-tuttacronacaStanno facendo il giro del mondo le immagini che raccontano come le strade canadesi si siano trasformate in corsi d’acqua a causa della violenta alluvione che ha colpito il Paese. La pioggia torrenziale è stata accompagnata da forti raffiche di vento e dal calo delle temperature ed ha causato non pochi disagi alla circolazione. Sono centinaia le persone rimaste intrappolate nelle loro vetture, nei treni e nei tram sommersi d’acqua.

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Rimini allagata: disagi e morte

rimini-allagata

Autentiche bombe d’acqua oggi gettate dal cielo su Rimini dove sono caduti circa 80 mm di acqua creando numerosi allagamenti in zona. A causa del maltempo due donne, una 40enne che accompagnava un’anziana, sono finite in un canale  lungo la statale 72 e sono state salvate da una pattuglia della polizia stradale. A causa di una forte grandinata, le donne hanno cercato di accostare sul ciglio della strada, ma la scarsa visibilità ha fatto sì che la vettura finisse nel fosso e loro sono rimaste bloccate all’interno dell’abitacolo, con l’acqua che giungeva all’altezza della portiera. Per trarle in salvo, gli agenti hanno fermato un fuoristrada che stava percorrendo quel tratto di strada, uno di loro si è immerso nel fosso ed ha agganciato l’autovettura con la fune di traino. A Santa Cristina di Rimini, nel frattempo, è stata trovata morta una donna, distesa a faccia in giù nel proprio giardino allagato. E’ ancora da accertare se la donna sia scivolata battendo la testa e sia poi annegata, oppure se sia stata colpita da un malore. Intanto sui social network si susseguono i commenti dei cittadini, molti dei quali lamentano la situazione fognaria della città accusando il sindaco.

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ATENE! Dopo tempesta economica è alluvione! FOTO!!!

alluvione atene

Una terribile alluvione si è abbattuta sulla capitale greca causando disagi e allagamenti. Nelle immagini lo straordinario salvataggio di una donna rimasta bloccata nella sua macchina e in balia dell’acqua alta. Le piogge torrenziali hanno causato anche la morte di una giovane di 23 anni

Ciclone in Madagascar: terrore, dispersi e feriti!

ciclone - madagascar

Il ciclone Haruna ha raggiunto, ieri sera, le coste del Madagascar e, secondo le prime notizie, ha causato un numero imprecisato di dispersi e feriti, oltre che migliaia di danni e incidenti. Secondo gli esperti, Haruna, che si e’ abbattuto sull’isola con venti forti fino a 170 chilometri all’ora, dovrebbe allontanarsi domani dall’isola, in direzione Sud-Ovest, per dirigersi verso la Reunion, ma con una intensita’ molto minore.

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