I Boy Scouts boicottati dalla Disney: “Sono omofobi”

principi-gay-tuttacronacaI Boy Scout hanno deciso di non nominare ragazzi gay tra i capi e così la Disney ha deciso di boicottare l’associazione negandole l’accesso alsuo programma VoluntEARS, che permette ai propri dipendenti di offrire ore di lavoro volontario in cambio di soldi in contanti con cui finanziarie varie iniziative di beneficenza gestite dagli Scout. In poche parole, a Topolino&Co. non è bastato che gli Scout abbiano deciso di ammettere giovani omosessuali e questo perchè ancora vige la messa al bando per quanto riguarda i vertici dell’organizzazione. La decisione non dovrebbe tuttavia sorprendere visto che la Disney ha linee guida chiare: non si concedono finanziamenti a un’associazione se “discrimina nella prestazione di servizi illegalmente o in modo incompatibile con le politiche della Disney sulla base della razza, religione, colore, sesso, nazionalità, età, stato civile, capacità mentale o fisica, o l’orientamento sessuale”. Spiega l’Huffington Post:

Il danno per gli scout è di quelli che fanno male: gli impiegati della Disney, nel solo 2010, hanno raccolto 4,8 milioni dollari con 548.000 ore di volontariato. Canta vittoria Deena Fidas, direttore del settore uguaglianza della Human Right Campaign. “La decisione della Disney – osserva – è molto importante per il mondo dei ragazzi. Il fatto che si sia dissociata agli scout amplifica il messaggio che intende mandare alle giovani generazioni”.

In un recente rapporto, la Human Right Campaign fa sapere che la maggior parte delle prime 500 aziende americane, nella classifica di Fortune, di recente ha adottato politiche di protezione e tutela dei propri impiegati sulla base del loro orientamento sessuale.

Ma gli Scout non hanno perso solo i finanziamenti della Disney. La stessa decisione è stata presa anche da colossi economici come la Lockheed Martin, la Caterpillar, la Major League Soccer che è la lega del calcio americano, la Intel e l’Ups. E altre aziende stanno decidendo in tal senso, tra cui giganti come Alcoa e AT&T. Difficile non pensare a quanto detto da Obama durante il discorso di insediamento per la rielezione: “Il nostro viaggio non sarà finito fino a che i nostri fratelli e sorelle gay non saranno trattati come tutti gli altri per legge”. Il presidente aggiunse quindi: “Se siamo davvero creati uguali allora anche l’amore che noi promettiamo ad un’altra persona deve essere uguale”.

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Daniele Dessena indossa i lacci contro l’omofobia: insultato!

daniele-dessena-tuttacronacaIl centrocampista del Cagliari Daniele Dessena, per aderire all’iniziativa contro l’omofobia “Diamo un calcio all’omofobia”, ha scelto d’indossare i laccetti arcobaleno. Per questa sua scelta, tuttavia, il calciatore ha rimediato diversi insulti sul web, con la sua lotta contro odio e intolleranza salutata anche da parolacce sui social network. Ancora, via internet Dessena è stato invitato a farsi gli affari propri e a non allargarsi ad argomenti che non riguardano strettamente pallone e rettangolo verde. A questi pochi casi che gli si sono scagliati contro, il centrocampista ha replicato: “Siete degli stupidi ignoranti. Pensate al vostro lavoro e non al mio! Abbiate rispetto delle scelte delle persone e ribadisco, siete degli ignoranti”. In compenso, in molti hanno anche lodato l’iniziativa incoraggiandolo a non desistere. All’ex Parma e Sampdoria sono giunti attestati di stima anche da associazioni e organizzazioni. L’associazione culturale Arc di Cagliari ha spiegato in una nota: “Un grazie anche a tutti i tifosi del Cagliari, quelli sfegatati, che hanno difeso il proprio giocatore. Ci auguriamo infine che l’intera squadra del Cagliari aderisca a questa iniziativa”.

“Diamo un calcio all’omofobia”, quando il calcio si interessa di diversità

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Il primo “scendere in campo” nell’iniziativa dedicata alla campagna ‘Diamo un calcio all’omofobia – Chi allaccia ci mette la faccia’, è l’allenatore del Milan Clarence Seedorf. Da domani però saranno diversi calciatori che indosseranno lacci arcobaleno proprio per celebrare la giornata della diversità. L’allenatore del Milan ha comunque già dichiarato “Per me la diversità è il bene del mondo. Prima di tutto viene il rispetto per l’essere umano: se conviviamo con rispetto, possiamo essere felici” e poi ha aggiunto ”Cercare di convivere pacificamente è sempre stata la mia filosofia di vita”.

 

Scandalo in NFL e shock negli Usa, abusi, nonnismo e razzismo! L’inferno fuori dal campo

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Il football americano è una lotta all’ultimo centimetro di campo, ma la guerra si dovrebbe combattere solo sul campo e non negli spogliatoi. Invece secondo il rapporto dell’NFL i Miami Dolphins, una delle squadre più famose negli Usa, che milita appunto nella massima serie, avrebbe perpetrato reati che ora sono stati riassunti in 144 pagine dove emergono i dettagli di una storia di abusi, violenze e nonnismo che dura almeno da due anni.

Come racconta la Repubblica:

Nel capolavoro di Oliver Stone i difensori bianchi nel nome della superiorità ariana buttano piccoli coccodrilli nelle docce dei loro compagni neri al suono delle chitarre hard rock, nella realtà accade di peggio: insulti omofobi, minacce di stupro a madri e sorelle, frasi razziste e intimidazioni fisiche ai confini della violenza sessuale. L’indagine voluta da Roger Goodell, il commissario della Lega, descrive un clan all’interno del team in grado di condizionare tutti i giocatori e impedire ogni possibile tentativo di ribellione. Richie Incognito, John Jerry e Mike Pouncey sono i leader della banda, montagne da quasi duecento chili e due metri di altezza, capelli rasati a spazzola e facce poco inclini alla diplomazia. Nel mirino finisce il compagno di reparto Jonathan Martin, anche lui un omone grande e grosso, ma accusato di poca aggressività e scarsa predisposizione al gioco violento. Da qui, nel loro mondo macho, il passaggio a gay è inevitabile e così arrivano gli sms e le frasi con insulti omofobici. “Codardo” , “cagna” e  “femminuccia” sono l’antipasto. Poi simulazioni di atti sessuali sempre più esplicite e le allusioni (affatto allusive) alla sorella e alla madre: “Dovremmo fare un’orgia con loro”, gli urlano.

Per Martin è un incubo, entra in crisi, il medico della squadra lo cura con un antidepressivo ma l’aggressione continua e le medicine non possono far niente: pensa di andarsene dalla squadra, poi al ritiro, arriva persino ad ipotizzare il suicidio. Nei messaggi che manda alla famiglia e che ora sono agli atti dell’inchiesta si legge il suo progressivo smarrimento, sino alla resa: “Non riesco più a difendermi”.

Ma i tre non si accontentano di una vittima, se la passa male anche uno degli assistenti allenatori di origine giapponese. Per lui la gamma delle offese diventa a sfondo razziale: imitano il suo accento asiatico, lo irridono e nell’anniversario di Pearl Harbor lo circondano con in testa fasce bianche e rosse da kamikaze minacciandolo di picchiarlo per rappresaglia del bombardamento nipponico contro la base Usa. I colpevoli sono stati sospesi e per loro sono in arrivo pesanti sanzioni, il proprietario del club Stephen Ross annuncia: “Ho fatto capire a tutti che questi comportamenti non saranno più tollerati, lo spirito della nostra squadra è diverso. Quando ho letto quel rapporto sono rimasto disgustato dalle frasi che ho trovato”.

Ma forse il vaso di Pandora è stato solo scoperchiato ma i mali devono ancora emergere perché se è vero che il rapporto parla dei Miami Dolphins, è anche vero che “l’inferno” c’è in molte squadre: “Con minore o maggiore intensità questi episodi fanno parte dell’ambiente delle nostre squadre” spiega al New York Times Herman Edwards, un ex capo allenatore. E l’avvocato che segue il caso per la Lega, Ted Wells, aggiunge: “Purtroppo queste cose sono di norma in quasi tutte le squadre, i giocatori pensano facciano parte del loro lavoro: dobbiamo cambiare la mentalità altrimenti anche questa inchiesta sarà inutile”.
C’è quindi un lato oscuro del football americano che non è solo il mito della conquista di quel centimetro di campo in più per poi volare appena  possibile in touch down, non è il rito ceh si ripete ogni settimana della conquista della terra così cara e così insita nella cultura americana, non è la potenza dell’uomo che a volte solo contro l’intera difesa avversaria riesce a “fuggire” fino alla meta, c’è quell’altra parte della medaglia. Quella di una cultura omofoba e razzista, quella della violenza fisica anche fuori dal campo, della forza bruta incontrollata che in qualsiasi momento della giornata può riversarsi su un compagno di squadra o su un familiare.

Ma i tempi stanno cambiando e ora si guarda con speranza a quella star dell’università del Missouri, Michael Sam, che ha appena dichiarato con orgoglio la propria omosessualità. Può davvero tornare la luce anche fuori dal campo?

Airport Love: contro l’omofobia russa arriva lo spot norvegese per Sochi 2014

xxl-airport-love-tuttacronacaSe Google ha proposto, in occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici di Sochi, un doodle arcobaleno, anche la norvegese Xxl All Sports United si è voluta aggiungere alla lista delle aziende gay-friendly e l’ha fatto con un video, Xxl Airport Love, che vuole essere un grido contro la violenza ai danni delle persone omosessuali. Lo spot, realizzato in occasione delle tanto discusse Olimpiadi di Sochi 2014, richiama l’articolo 6 della carta olimpica: “Non importa per quale squadra giochi, lo sport è per tutti”

A Sochi spopola… il nightclub gay!

sochi-bar-gay-tuttacronacaSi stanno svoltengo a Sochi, in Russia, le XXII Olimpiadi Invernali, delle quali si è molto discusso, tra le altre cose, dell’omofobia. Ma se Putin ha sottolineato che gli omosessuali “sono i benvenuti purchè non tocchino i bambini”, nelle notti della località russa spopola un nightclub gay, il Cabaret Maryat. I media stranieri ne hanno parlato, mostrando immagini variopinte e l’altra faccia di questi Giochi. E ovviamente la notizia ha fatto il giro dei social network. Ecco alcuni scatti:

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Nel giorno in cui iniziano le olimpiadi, Google celebra i diritti umani

 

doodle-sochi-tuttacronaca“La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.” E’ questo il brano della Carta Olimpica che Google ha tradotto e riportato sotto il doodle apparso oggi sulla sua homepage, in concomitanza dell’apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Il doodle, che rappresenta discipline olimpiche quali Sci e Hockey, Curling e Slittino, Pattinaggio e Snowboard, ha i colori dell’arcobaleno che ricordano le bandiere simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali, al centro della polemica dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell` omosessualità”. Nei risultati della ricerca cui rimanda il doodle nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi della Carta: una presa di posizione anche da parte di Mountain view sui diritti gay, un attacco esplicito alle discriminazioni di cui la Russia si sta macchiando. Google, a modo suo e con raffinatezza e senza riferirsi direttamente alla cronaca recente, porta quindi avanti lo stesso messaggio lanciato dai potenti della terra che non assisteranno alla manifestazione inaugurale e degli atleti che potrebbero approfittare della loro visibilità per rincarare il messaggio di libertà di cui questi Giochi si fanno portatori.

I Giochi Olimpici sono sempre stati un po’ gay

Canadian-Institute-of-Diversity-and-Inclusion-Olympic-Games-Gay-tuttacronacaVladimir Putin ha spiegato che gay e lesbiche sono i benvenuti ai Giochi olimpici, purchè si tengano distanti dai bambini. Ma quelle che stanno per iniziare sono anche le Olimpiadi dove il tema dell’omofobia è forte tanto da far sì che diversi capi di stato non intervengano. Ma all’omofobia russa risponde un bellissimo video, “I giochi olimpici sono semrpe stati un po’ gay”, creato dal Canadian Institute of Diversity and Inclusion (CIDI). Lo spot gioca con i movimenti dei partecipanti alle gare di bob ed è accompagnato dalla canzone del gruppo The Human LeagueDon’t you want me.

Polemiche a Nuoro: il manifesto con il bacio gay

bacio-gay-tuttacronacaVoleva essere un manifesto per combattere l’omofobia ma ha fatto esplodere la polemica. Si tratta di una gigantografia apparsa sul muro dello stadio di Nuoro e che ritrae due giovani gay che si baciano. Accanto, la scritta “Dillo con la luce”. In rete c’è chi ne chiede la rimozione e che la campagna venga censurata ma ad appoggiare l’iniziativa si è schierata anche Gaynet Sardegna, che ha espresso solidarietà ai due protagonisti della foto esortandoli a “continuare nella lotta contro l’omofobia ‘alla luce’ del sole”. Francesco Pili, ex candidato Pdl alle precedenti elezioni comunali, spiega il suo pensiero su Facebook giustificandolo che il manifesto si trova davanti ad una scuola elementare. Opinione diversa ma stesso social per l’assessore comunale delle Attività produttive e Polizia municipale Francesco Guccini che ritiene il bacio un momento d’amore. E poco importa se sia omo o etero. Barbara de Luca, presidente Gaynet Sardegna, si è detta rammaricata per il “grave episodio di intolleranza avvenuto a Nuoro nei confronti di una innocente foto di un bacio che esprime esclusivamente amore. Il rammarico cresce ancora di più se pensiamo che il grave episodio si è verificato in un lembo di terra ricca di storia e cultura che ha sempre insegnato tolleranza. Mi auguro che l’ex candidato Pili riesca a capire l’errore e cerchi, con le sue scuse, di ridare dignità a se stesso”.

La ballerina in tutù e manette contro le leggi anti-gay

ballerina-russa-tuttacronacaLa ballerina Aleksandra Portiannikova ha danzato nei giardini della piazza di porta Lauski, non lontano dagli uffici dell’amministrazione presidenziale, interpretando un brano del Lago dei Cigni. La particolarità della performance? Indossava solo un tutù bianco e delle manette circondata dalla neve con una temperatura di -20 gradi. Le sue evoluzioni sulle punte hanno avuto luogo alla vigilia della consegna al Cremlino da parte di Amnesty International di una petizione contro le leggi “liberticide” russe. “E’ l’immagine di una Russia commovente, ma priva di libertà”, scrive il giornale di opposizione Novaia Gazeta, dove lavorava anche Anna Politkovskaia. Mentre la giovane si esibiva, alcuni militanti hanno esposto un cartello con una citazione attribuita a Putin: “Una delle priorità dello stato e della società deve essere il sostegno del movimento per la difesa dei diritti umani”. La giovane, ricordando in particolare i provvedimenti che limitano il diritto di espressione, vietano la propaganda omosessuale tra minori e costringono le ong con fondi esteri a registrarsi come “agenti stranieri”, ha spiegato che si tratta di “un’azione contro le leggi che si approvano nel nostro Paese e ledono i diritti dell’uomo”. “Purtroppo nel nostro Paese si può chiedere l’autorizzazione per una manifestazione solo in un posto dove nessuno, tranne i giornalisti, può vederla”, ha aggiunto. Amnesty International ha raccolto oltre 300 firme in tutto il mondo, di cui 100 mila solo in Olanda, per abolire le “leggi liberticide”.

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Sventola la bandiera arcobaleno al passaggio della fiaccola di Sochi: arrestato

sochi-omosessuali-tuttacronacaL’attivista gay Pavel Lebedev è finito in manette per aver sventolato, al passaggio della fiaccola olimpica di Sochi 2014, la bandiera arcobaleno simbolo dei movimenti per i diritti dei gay. L’episodio è avvenuto a Voronezh, in Russia, a oltre 900 chilometri dal luogo in cui i Giochi inizieranno il 7 febbraio. L’uomo è stato immobilizzato dal personale di sicurezza che, gettatolo nella neve, ha atteso l’arrivo della polizia che l’ha in seguito interrogato. “Ospitare qui i Giochi contraddice i principi basici delle Olimpiadi, ovvero favorire la tolleranza”, ha dichiarato al telefono all’agenzia di stampa Associated Press. Come ricorda Repubblica,

In Russia attualmente è in vigore una legge che vieta la propaganda di “relazioni sessuali non tradizionali”. E’ stata firmata a giugno dal presidente, Vladimir Putin, e ha scatenato un’ondata di proteste in Russia e all’estero, anche in vista delle stesse Olimpiadi. Per tentare di arginare le proteste, le autorità di Mosca hanno quindi imposto limiti al diritto di protestare durante i Giochi, che si concluderanno il 23 febbraio. Un decreto presidenziale inizialmente vietava tutte le manifestazioni a Sochi dal 7 gennaio al 21 marzo, ma in seguito il Cremlino ha rivisto la misura e ha permesso le dimostrazioni in luoghi scelti dal ministero dell’Interno.

 

“Basta che lasciate in pace i bambini”: Putin e i gay a Sochi

Vladimir_Putin-tuttacronacaSi avvicinano i giochi di Sochi e si continua a parlare della presenza dei gay alle prossime Olimpiadi invernali. Intervenendo al riguardo, il presidente russo Vladimir Putin ha detto:

Non abbiamo vietato i rapporti sessuali non tradizionali. Abbiamo vietato la propaganda dell’omosessualità e della pedofilia. Voglio sottolinearlo. La propaganda verso i bambini. Potete stare tranquilli, basta che lasciate in pace i bambini.

E’ in vigore dalla scorsa estate la legge promossa da Putin che prevede multe consistenti a chiunque diffonda informazioni sull’omosessualità a persone che abbiano meno di 18 anni. Non solo, la multa viene elevata anche a chi organizza manifestazioni a sostegno delle persone omosessuali. Secondo molte associazioni per i diritti umani, di fatto la nuova legge impedisce di parlare di omosessualità.

Suicidio a Roma: un 21enne omosessuale si lancia da uno stabile

suicidio-tuttacronacaSi è gettato nel vuoto, lanciandosi dal settimo piano di uno stabile in via Casilina, nel quartiere di Tropignattara a Roma, un 21enne omosessuale. Al momento, dai carabinieri che indagano sul caso non viene esclusa nessuna ipotesi, neanche quella di un disagio legato alla sua omosessualità. Il giovane aveva iniziato una campagna per la legge contro l’omofobia su Facebook, dove si chiedeva anche perchè insultare un omosessuale non fosse ancora considerato un reato. Si tratta del quarto omosessuale che si toglie la vita nella Capitale, forse a causa della depressione, forse anche a causa delle pressioni della “società”. Ma i militari non sono certi, spiega il Corriere della Sera, che il giovane abbia deciso di compiere l’estremo gesto per via della sua omosessualità. Potrebbe anche trattarsi di una scelta fatta in seguito a una recente delusione d’amore che lo avrebbe portato verso la depressione, accentuata anche dai problemi con l’alcol. In casa, nel momento del suicidio, c’erano i genitori, il fratello gemello e la fidanzata di quest’ultimo. Tutti interrogati dai carabinieri.

Razzismo al primo posto: la classifica dell’odio in Italia

odio-tuttacronacaSergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico e componente della commissione Giustizia, ha reso noto: “L’omofobia è seconda solo al razzismo come motivo di atti di discriminazione o di crimini d’odio in Italia. È questo l’elemento principale che emerge dai dati forniti alla Commissione Giustizia del Senato, in occasione della discussione sul disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia, dall’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori istituito presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno”. Ha quindi presentato i dati:Al 10 dicembre 2013, sono pervenute all’Oscad 611 segnalazioni: 253 riguardano atti discriminatori costituenti reato. Tra queste, il 57% è motivato dalla razza/etnia, , il 27% dall’orientamento sessuale , l’11% dal credo religioso, il 2% da disabilità. L’omofobia e la transfobia sono dunque il secondo fenomeno discriminatorio del paese subito dopo gli episodi di razzismo. Delle 83 segnalazioni riguardanti l’orientamento sessuale, il 42,17 % attiene a offese (ingiurie/diffamazioni), il 39,76 % riguarda aggressioni/lesioni, il 6,02 % istigazione alla violenza omofoba, il 4,82% danneggiamenti, il 4,82% casi di suicidio, il 2,41% minacce”.

Olimpiadi di Sochi 2014: verso il boicottaggio?

olimpiadi-sochi-gay-tuttacronacaIl presidente tedesco, Joachim Gauck, non parteciperà alla cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali di Sochi, in Russia, a febbraio. E ora arriva un annuncio simile anche dalla Francia: neanche Francois Hollande, infatti, sarà presente. Lo ha annunciato Laurent Fabius, ministro degli Esteri francese: “Non è previsto che le autorità francesi al più alto livello ci vadano”. Viene così rafforzandosi l’ombra del boicottaggio dei leader occidentali verso le olimpiadi di Putin, sotto accusa per le violazioni dei diritti umani in Russia. In precedenza, dopo l’annuncio riguardante Gauck, con Berlino che assicurava che non si trattava di boicottaggio, la stampa tedesca aveva evocato proprio una protesta di Gauck contro le violazioni dei diritti umani e la pressioni persecutorie di Putin contro gli oppositori politici in Russia. Da sottolineare che il presidente tedesco, ex pastore luterano e militante per i diritti umani nella Germania est, non ha effettuato nessuna visita ufficiale in Russia dal suo arrivo al potere nel 2012. Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e commissaria per i Diritti umani, la lussemburghese Viviane Reding, ha invece spiegato di non voler andare a Sochi proprio per protestare contro la condizione delle minoranze in Russia. Sempre riguardo alla prossima edizione dei Giochi invernali, la Russia ha ricevuto molte critiche da parte di Ong e attivisti dei diritti umani per le condizioni disumane a cui sarebbero sottoposti i lavoratori immigrati reclutati in massa per costruire gli impianti che ospiteranno le gare. A questo si aggiungono le preoccupazioni internazionali per le leggi anti-gay, fronte sul quale sono già scesi in campo gli Stati Uniti attraverso le star del mondo dello sport e dello spettacolo, ma anche con tanti cittadini. Dalla stessa Casa Bianca era giunto un monito a Mosca con il quale si chiede vengano rispettati i diritti di tutti i partecipanti alla manifestazione. I campioni dello sporto che nel tempo hanno fatto coming out, infine, si sono riuniti al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite per chiedere di eliminare l’omofobia dallo sport e per protestare contro la scelta di Sochi come sede delle prossime Olimpiadi invernali.

Ratzinger shock! Il papa emerito truccato, ma è solo un manifesto

ratzinger-truccato-tuttacronacaLo scandalo ha coinvolto la Statale di Milano dove il “Gruppo gay” dell’Ateneo ha esposto nei giorni scorsi una locandina in cui appare il Papa emerito Joseph Ratzinger truccato con ombretto e rossetto. Il manifesto è stato realizzato per lanciare un cineforum su omosessualità e religione, ma la polemica non c’ha impiegato molto a esplodere. Il Giornale l’ha definita “Blasfema. Un’offesa all’intera comunità cattolica”, che ha anche sottolineato: “E con i soldi pubblici della Statale”. Matteo Forte, consigliere comunale di Forza Italia, ha invece parlato di “vilipendio all’autorità religiosa”. Il gruppo ha però immediatamente replicato: “Attenzione alla censura” e anche: “Il vero problema non è la provocazione ma l’omofobia”. Nel frattempo gli studenti del collettivo hanno anche smentito di aver ricevuto dall’ateneo 4mila euro solo per cineforum e locandine. Laura Boella, che detiene la cattedra di Filosofia Morale nello stesso ateneo, ha ne ha parlato come di una “polemica pretestuosa”: “La scelta di questi studenti va contestualizzata e come nella satira va rifiutata la misurazione”.ratzinger_rossetto1-tuttacronaca

La cameriera è lesbica: il cliente le nega la mancia

scontrino1-tuttacronacaSiamo abituati a vedere pubblicati in rete scontrini che mostrano quanto salato può diventare il conto di una semplice colazione, ma che venissero utilizzati dai clienti per mostrare il proprio disappunto sugli orientamenti sessuali di chi porta loro le ordinazioni è molto più raro. Eppure è accaduto. Dayna Morales è un ex marine a cui piacciono le donne e che attualmente lavora come cameriera in un locale di Bridgewater, nel New Jersey, l’Asia Bistrò. La donna, invece di trovare i 10 dollari di mancia che le spettavano, ha infatti trovato l’attacco omofobo di un cliente scritto sullo scontrino. “Mi dispiace, non lascio nessuna mancia perché non condivido il tuo modo di vivere”. Sconvolta e indignata, ha deciso di pubblicare la foto in Facebook, ma certo non si aspettava la reazione del popolo del web. Non solo in molti hanno condiviso lo scatto, ma da tutti gli States sono giunti messaggi di supporto e anche donazioni, via PayPal, per un totale di oltre 1.200 dollari.

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La “conversione” arcobaleno di Guido Barilla

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Guido Barilla avrà davvero avuto la conversione sulla vita della pasta? Oggi si presenterà dalla Boldrini, con le ceneri in fronte e a capo basso per ricevere l’assoluzione e il perdono? Guido Barilla oggi si troverà a quattr’occhi con la donna che definì patetica e apostrofò “parla di pubblicità senza averne le competenze”. Dopo un mese di polemiche, di ironie, di scuse e di perdita di immagine e di mercato torna alla ribalta il tema della donna nella pubblicità, della comunità gay e dell’impegno delle aziende di includere anche le diverse tipologie di famiglie all’interno del marketing. E così da questa settimana è nato il percorso di redenzione di Barilla: lunedì tramite comunicato stampa l’annuncio della creazione di un board per “diversità e inclusione” con all’interno esponenti Lgbt e Alex Zanardi, oggi alle 17 l’incontro con la Boldrini. Basterà?

 

Davide Betti, aggredito perchè gay

davide-betti-tuttacronacaInsultato e picchiato perché gay: è accaduto di fronte alla stazione Susa di Torino e ora è la vittima, Davide Betti, a prendere la parola e a parlare di “Un’aggressione omofoba pianificata in ogni particolare. Ho rischiato la vita, solo ora mi sento di raccontare cosa è accaduto”. Il 29enne, collaboratore del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Fabrizio Comba e coordinatore nazionale dell’associazione GayLib, è ancora in prognosi riservata, ricoverato all’ospedale di Susa, nel Torinese. Come spiega La Stampa, il giovane è in prognosi riservata a causa dell’emorragia interna nell’addome, riportata in seguito al pestaggio, che non si è ancora assorbita del tutto. L’aggressione è avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso. Così la racconta: “Era una sera come tante altre, sono andato a trovare alcuni amici che abitano non troppo distante dalla mia abitazione, poi, attorno alle 2, mi sono incamminato per tornare a casa. Più o meno a Porta Susa, la vecchia stazione, due uomini mi hanno avvicinato. Italiani, accento del Sud, sui trent’anni. ‘Fr***o’, mi hanno urlato, poi hanno iniziato a picchiarmi. Spintoni, calci, pugni in pieno volto. Poi ancora insulti, sempre legati alla sessualità”. Quando gli aggressori se ne vanno, Betti riesce a raggiungere il pronto soccorso, dove viene medicato. “Quando esco, decido di andare a casa dai miei genitori, a Gravere, in Val di Susa”.  Ma le ore scorrono e il dolore si acutizza. Recatosi all’ospedale di Susa, viene ricoverato d’urgenza e trasferito nel reparto di Chirurgia. “Le emorragie interne sono state definite gravi e ancora adesso non so quando potrò essere dimesso”, racconta Davide che ieri, sul suo profilo Facebook, ha rassicurato gli amici sul miglioramento delle sue condizioni di salute, in particolare per avere evitato l’intervento chirurgico. “Spero di uscire la prossima settimana”. Nel frattempo è stata aperta un’inchiesta e gli investigatori del nucleo operativo del Comando provinciale di Torino stanno indagando sull’accaduto.

L’omofobia che costringe alla fuga… la storia di Gianluca

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Emigrato sì, ma perché gay. Emigrato perché gli hanno bruciato la casa. Emigrato perché Gianluca Calignano, 29enne di Brindisi, ha subito minacce, insulti e intimidazioni. Così due mesi fa ha deciso di trasferirsi all’estero e ha scelto la Germania, dove ha un lavoro part-time con un contratto di pochi mesi e vorrebbe tornare ma : “Ho paura di tornare in Puglia”, racconta all’ANSA.

Nei mesi scorsi erano apparse delle scritte omofobe sui muri della sua abitazione. Gli hanno tagliato ripetutamente gli pneumatici dell’auto, gli hanno intimato di lasciare il paese perché “a Tuturano non c’è spazio per i gay”.

Ora Gianluca chiede aiuto: “A marzo – dice – il sindaco di Brindisi mi aveva promesso che mi avrebbe assegnato un alloggio popolare lontano da Tuturano, ma non ha mai dato seguito all’impegno. Ora vivo fuori, ma dovrò tornare. E ho paura”.

La lettera del nonno che disconosce la figlia che ha cacciato di casa il nipote gay

lettera1-nonno-gay-tuttacronacaTra il nipote gay e la figlia omofoba, un uomo ha scelto il primo. E’ stato il sito fckh8com a pubblicare la lettera con la quale un nonno difende suo nipote dopo che la figlia ha deciso di cacciarlo di casa perchè il ragazzo le ha detto di essere gay. La lettera è stata condivisa oltre 4mila volte in Facebook. Ecco cosa scrive il nonno:

“Cara Christine:

mi hai deluso come figlia. Hai ragione quando dici che abbiamo una “vergogna in famiglia”, ma sbagli su quale sia.

Cacciare Chad da casa solo perchè ti ha detto che è gay è la vera “cosa abominevole”. Un genitore che ripudia il figlio, questo è quello che va “contro natura”.

L’unica cosa intelligente che ti ho sentito dire in tutto questo è che “tu non hai cresciuto un figlio perchè diventasse gay”. Certo che non lo hai fatto. Lui è nato così e non ha scelto di esserlo così come non ha deciso di esser mancino. Tu, senza dubbio, hai scelto di essere odiosa, gretta e reazionaria. Quindi, visto che stiamo repudiando i nostri figli, credo che approfitterò del momento per dirti addio . Ora ho un “favoloso” (come dicono i gay) nipote da crescere e non ho tempo per le parole senza cuore di una figlia.

Se trovi il tuo cuore, chiamaci.

Papà”

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Bufera a Milano: il leghista che dà del pedofilo a Vendola

morelli-vendola-adozionigay-tuttacronacaE’ finito nell’occhio del ciclone il capogruppo della Lega la Consiglio comunale di Milano ed ex assessore al Turismo e Identità durante la gestione Moratti, Alessandro Morelli, che ieri sera ha postato sul suo profilo Facebook una foto in cui appaiono Nichi Vendola e il suo compagno. Una scritta accompagna l’immagine: “Gay e pedofilo. Vendola: Sono pronto a fare la mamma. No alle adozioni per i gay”. Non pago, Morelli ha anche commentato: “Vendola vuole fare la mamma. Qui nasce il caso: genitore 1 o genitore 2?”. La foto ha innescato numerose polemiche e in molti hanno anche richiesto le dimissioni di Morelli sui social network. L’autore ha allora provveduto a rimuovere il post e a chiedere scusa pubblicamente a Vendola. “Non mi ero accorto, mi è arrivata l’immagine che si riferiva a delle sue presunte affermazioni del passato sul diritto dei bambini ad avere una loro sessualità con gli adulti, che ho scoperto essere una bufala, e l’ho ripresa, mi dispiace. «Devo le scuse a Vendola e lo faccio qui. Non ha affermato che i bimbi devono avere una loro sessualità anche con gli adulti. Gli chiedo scusa e nei prossimi giorni lo inviterò a un dibattito sul tema delle adozioni. Un passo avanti per parlare dei diritti di tutti”. Le pronte scuse non sono comunque riuscite a placare le polemiche e dalla sezione Sel di Milano, attraverso le parole del consigliere Luca Gibillini, fanno sapere: “La definizione di `pedofilo´ riferita a Vendola in quanto omosessuale esige una risposta chiara. È un fatto politico e culturale gravissimo. Tale affermazione è chiaramente incompatibile con qualsiasi ruolo istituzionale e le dimissioni dal Consiglio sono per noi l’unica opzione possibile”.

Pestato a sangue: la denuncia dell’aggressione passa per Facebook

ercole-gay-picchiato-tuttacronacaUna denuncia corre su Facebook, dopo che sul social blu la foto che testimonia delle violenze subite da Ercole: un pestaggio gratuito, solo perchè l’omosessualità ancora fa paura.

ercole-facebookA raccontare quanto è successo il sito “La Fenice Gay“, che ha denunciato la vicenda. L’aggressione, stando a quanto viene riportato, sarebbe avvenuta il 22 settembre scorso a Roma, la sera, quando Ercole si trovava su una panchina, impegnato a scrivere sul suo taccuino, alla fermata della metro Cipro. Ora l’associazione La Fenice, presieduta da Sergio Attanasio, sta fornendo assistenza legale alla vittima dell’ennesimo pestaggio omofobo. Il volto tumefatto è il risultato di incontro con una testa rasata. Nella ricostruzione si legge:

Seduto su una panchina vicino la fermata della metro Cipro sentendo qualcuno che mi rivolgeva la parola, smetto di scrivere.

-” scusa hai una sigaretta?“. Non distolgo lo sguardo dal mio taccuino e con noncuranza rispondo: ” mi dispiace non fumo”.

L’individuo che non avevo neanche focalizzato incalza: “ beh che stai a fare a quest’ora qui da solo seduto su questa panchina?“.

La mia voce esce con naturalezza così come la risposta .. Non ci penso neanche un istante.

-” prendo degli appunti frattanto che aspetto il mio compagno“.

La voce dell’individuo si trasforma divenendo minacciosa venate di rabbia .. Frustrazione di un essere di un essere incompleto.

A questo punto arriva l’insulto e Ercole alza lo sguardo e vede una testa rasata e degli occhi di ghiaccio. Tutto si svolge in un attimo: un pugno all’occhio destro che spacca l’arcata sopracciliare e il volto che si riempie di sangue, mentre altri tre pugni lo raggiungono a naso, nuca e viso. E gli insulti non si placano. Alla fine sopraggiungono “altri due individui” che si complimentano con l’aggressore per averlo picchiato “prima che arrivi qualcuno”. Il loro è un “hai fatto bene fratello”.

Conclude la ricostruzione:

I tre si allontanano, gasati, sento, da lontano le loro voci divertite. Io restò immobile dolorante e zuppo del mio sangue, li fermo, perso nella cognizione del tempo solo il dolore e il sangue che scorre a scandirlo. Non ho idea di quanto tempo io sia rimasto li accasciato prima del sopraggiungere del mio compagno.. Di sicuro so che per un attimo la mia stessa esistenza veniva riportata a cinquant’anni fa quando essere un omosessuale era una discriminante che si pagava nei casi più estremi con la vita stessa.

Barilla nel centro del mirino: tra boicottaggio e petizione di Dario Fo

-barilla-pubbicità-gay-tuttacronacaSolo ieri Guido Barilla, con la sua affermazione che l’azienda non farà mai pubblicità gay perché  “preferiamo la famiglia tradizionale”, ha fatto scoppiare la polemica in rete e la notizia, e il boicottaggio, ha già fatto il giro del mondo, apparendo sulle principali testate internazionali. E se nel web appaiono le immancabili vignette e le frasi di scherno, Dario Fo utilizza internet per lanciare una petizione su Change.org con la quale chiede a Barilla di rappresentare, nelle sue prossime campagne pubblicitarie, tutti i tipi di famiglia. Del resto il premio Nobel l’azienda la conosce, essendone stato testimone negli anni Cinquanta.
Nella lettera aperta al presidente dell’azienda emiliana, Fo lo invita a diventare “ambasciatore di integrazione e voce del presente”:

Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l’occasione di conoscere Pietro, vostro padre. […] In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell’Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d’Italia, di casa e di famiglia. Per tutti. Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini. […] Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l’Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un’Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender. Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni ’50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

E conclude con un appello:

E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi. Come ho già scritto: “Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti”.

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Che succede alla Camera? Quella strana maggioranza sulla legge contro l’omofobia

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Che succede alla Camera? Una nuova maggioranza? Quella delle larghe intese Pd e Pdl non tiene e si spacca sul testo contro l’omofobia, ma nonostante il “no” del Pdl (che fatte poche eccezioni come Galan ha votato compatto), i “sì” sono riusciti comunque a mettere a segno il colpo con 228 consensi, 108 astensioni e 57 no. Ora il testo dovrà arrivare al Senato per la seconda lettura. Protesta anche da parte del M5S che a suon di baci in bocca ha polemizzato contro chi vuole “immolare i diritti sull’altare dell’inciucio”.  Dopo aver annunciato l’astensione sulla “legge farsa” sull’omofobia, i deputati M5S si sono alzati in piedi, si sono girati verso il compagno di banco e si sono baciati. Donne con donne, uomini con uomini. Alcuni, si sono abbracciati. Altri hanno alzato cartelli, che il presidente di turno Roberto Giachetti ha fatto fa ritirare. “Onorevole Nuti, se ha finito di baciare il collega, faccia ritirare quei cartelli”, ha sollecitato Roberto Giachetti, che presiede l’Aula. Si sta per votare la legge sull’omofobia. E il M5S, non soddisfatto del testo, parte all’attacco del Pd (“Cosa resta della vostra credibilità? Avete ceduto con arrendevolezza a una logica al ribasso, vi siete autocongelati”). Poi, Silvia Giordano, che è incaricata della dichiarazione di voto di astensione, dà il la alla protesta dicendo: “Un bacio e un abbraccio non possono fare male a nessuno”.

L’emendamento a firma di Walter Verini inserisce nella legge Mancino un’aggravante per i reati “fondati sull’omofobia o transfobia”. Poco prima del voto sull’aggravante, era stato dato il via libera, nonostante il no di Pdl, M5S e Sel, alla prima parte dell’emendamento, che stabilisce che “non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente”.

Lo scontro poi è avvenuto su un subemendamento presentato da Gregorio Gitti, Scelta Civica – votato dal Pd -, che esclude dall’applicazione le “opinioni espresse all’interno di organizzazioni di natura politica, culturale o religiosa”. Norma che sui social network è già stata ribattezzata “salva partiti come Forza nuova”, o “associazioni come “MilitiaChristi”.

Dunque lo scontro è servito: “Facciamo un ultimo appello: miglioriamo insieme questo testo, altrimenti il nostro voto – ferma restando la libertà di coscienza di ogni deputato – non potrà essere favorevole – dice Brunetta – I nostri sforzi di mediare sono stati vanificati dal Pd che vuole una legge ideologica e di bandiera”. Secondo Brunetta l’intesa è saltata per l’atteggiamento del Pd che ha voluto ”una legge di bandiera, una legge identitaria, ideologica, diretta non a tutti i cittadini ma ai propri elettori. Al Pd non importa che agli italiani arrivi un messaggio chiaro e unanime contro gli atteggiamenti omofobi, importa solo rivendicare il proprio ruolo, anche se questo può mettere a rischio la legge”. Infatti Brunetta sa già – dice – che saranno rivolte accuse al Pdl “di omofobia latente, che si cercherà di scaricare su di noi la rottura dell’accordo che invece ha voluto e sta volendo, Dio non voglia, il Pd: ma noi non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, e al paese, ai cittadini abbiamo già dimostrato come, nei fatti, abbiamo contrastato questi atteggiamenti odiosi”. Ne è la chiara dimostrazione l’intervento in Aula, a Montecitorio, del deputato del Popolo delle Libertà Alessandro Pagano che ha precisato che il problema non sono “gli omosessuali sereni”, di cui “siamo anche amici”, ma “gli omosessuali ideologizzati”. “Pur di approvare una legge contro la famiglia e contro la libertà religiosa – secondo il senatore Lucio Malan – il Pd ritorna all’alleanza con il movimento di Beppe Grillo, che non manca di ringraziare con i consueti insulti . Con il testo che questi due partiti stanno portando avanti sarà reato dire che per un bambino è meglio avere un padre e una madre, o esprimere l’opinione che determinati comportamenti sessuali sono peccato. I deputati del Popolo della Libertà fanno molto bene ad opporsi e hanno tutta la mia solidarietà”.

Alla Mostra del Cinema di Venezia si parla d’integrazione

kyenge-venezia-integrazione-tuttacronacaE’ arrivata a Venezia in compagnia delle figlie il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge che all’ANSA ha detto: ”Il cinema, con il suo linguaggio capace così tanto di coinvolgere e toccare nel profondo, è fondamentale per l’integrazione e i cambiamenti culturali sui migranti”. Tra i suoi impegni al lido, dopo l’incontro con il Garante per l’infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora, un convegno su cinema, diversità e integrazione in occasione della presentazione del nuovo film di Ettore Pasculli ‘Italy amore mio’.

Ma il ministro ha incontrato anche Vladimir Luxuria: entrambe sono presenti per la campagna lanciata dall’Authority per l’Infanzia e l’Adolescenza contro razzismo e omofobia. Spiega la Kyenge: “Sento il dovere e la responsabilità di fare le cose giuste. Tutto il resto non conta. Con i nostri figli, dovviamo essere bravi a sostenere l’ingenuità dei bambini che non sanno che cosa sono le differenze”. Valdimir Luxuria, prima transgender eletta al Parlamento di uno Stato europeo, dice: “Nei confronti delle coppie omosessuali, c’è oggi lo stesso scetticismo che c’era nei confronti delle coppie miste. Omofobia e xenofobia vanno combattute con un solo cuore e un solo cervello”.

“Gesu aveva due papà”: il cartello esposto da una chiesa

gesù_due_papà-tuttacronacaLa Saint John, chiesa anglicana canadese in lotta contro l’omofobia, ha deciso di esporre un cartello con la scritta: “Gesù aveva due papà ed è venuto fuori proprio bene!”. L’idea è scaturita come reazione ai continui attacchi degli oppositori ai matrimoni omosessuali. La chiesa sorge a pochi passi dalle cascate del Niagara, in Canada, dove tali unioni sono state legalizzate già nel 2005.

Posta la foto su Facebook mentre bacia un ragazzo. Insultato

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Grave atto di omofobia su Facebook dove un ragazzo di Crotone è stato  insultato con commenti omofobi e razzisti sulla sua pagina Facebook dove aveva pubblicato una foto che lo ritraeva mentre baciava un ragazzo. A denunciarlo è il segretario del Centro d’iniziativa locale Certi Diritti per la Calabria, Marco Marchese, che spiega come “si è scatenato il putiferio con commenti omofobi conditi da frasi che inneggiano ai forni crematori per le persone omosessuali”. I commenti peggiori sono stati rimossi da Facebook, ma secondo Marchese “la brutta vicenda resta ugualmente in piedi a testimoniare quanto siamo ancora lontani da una società inclusiva e rispettosa di ogni persona”.

Veramente un atto di inciviltà di fronte a cui si resta attoniti per la violenza verbale scagliata nei confronti di un ragazzo che con coraggio aveva postato una foto per esprimere la sua identità sessuale.

Omofobia a Torino, la violenza aumenta

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Inseguimento, botte e cinghiate, oltre naturalmente alle offese. Questo è stato lo scenario apocalittico che ha visto vittime 4 giovani di Nichelino, nel Torinese, che avevano preso parte a la serata “Queever”,  al Valentino, che quella sera in particolare prevedeva l’elezione di Mister Gay Piemonte. I 4 ragazzi sono stati maltrattati da alcuni concittadini  che poi sono stati fermati e denunciati. Le lesioni (occhi neri, colpi di cinghia, lividi, calci e pugni) non sono superiori ai 20 giorni di prognosi, e dunque i responsabili saranno perseguiti su querela, dato che è stata presentata una formale denuncia nei loro confronti.

Polemica in parlamento per l’omofobia di Buonanno

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“Dato che pensano solo ai matrimoni a alle adozioni da parte di persone dello stesso sesso, allora questi comunisti di ‘Sinistra e libertà’ dovrebbero cambiare nome e chiamarsi Sodomia e libertà”
Lo ha detto il deputato leghista, Gianluca Buonanno, intervenendo in Aula alla Camera dove è in corso un dibattito sul provvedimento sulle pene alternative al carcere e messa alla prova.
Le sue parole scatenano le proteste del centrosinistra. Poco dopo,Buonanno viene espulso dall’Aula per un’incursione tra i banchi del governo. Un gesto inutile e non inerente alla discussione in corso che ha creato solo scompiglio e rallentamenti in aula.

Anche i trans in piazza… la Turchia a una svolta?

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Sono scesi in piazza a Istanbul anche 1000 transessuali per protestare contro il premier Recep Tayyip Erdogan. L’appuntamento annuale ha coinciso con la protesta che da settimane si infiamma il paese. L’omosessualità e il cambiamento di sesso non sono illegali in Turchia, ma spesso l’omofobia sfocia nella violenza.

 

L’omofobia a scuola… quella vergogna sui muri scolastici!

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Una scuola nel cuore di Roma che in tre mesi è stata teatro per ben due volte di scritte omofobe sui muri dell’istituto. I movimenti si conoscono e sono sempre gli stessi: Lotta Studentesca e Forza Nuova. Il Socrate, ormai ribattezzato il liceo omofobo della capitale, nei giorni scorsi aveva proiettato video ai propri studenti realizzati insieme con il Gay Center proprio per sensibilizzare e invitare i compagni omosessuali a vivere serenamente la propria sessualità. Un liceo che è immerso nel cuore di uno dei quartieri più ricchi di storia di Roma, la Garbatella. Nel cuore “rosso” della città eterna, i movimenti di destra affondano gli artigli. A febbraio c’erano state le scritte  “Al rogo, vi uccidiamo”, oggi invece le scritte sono molto più volgari e inutili. 

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“Questo ulteriore episodio delle scritte al nostro Liceo Socrate è inaccettabile – afferma il vicepreside dell’istituto, Mauro Castellani -. In queste ore stiamo sporgendo denuncia e chiediamo alle forze dell’ordine di identificare i colpevoli affinché queste scritte non si ripetano più,in quanto nessuno in questa scuola si deve sentire preso di mira o offeso per il proprio modo di essere. La lotta all’omofobia è tra le principali azioni di questa scuola e proseguiremo in questa direzione”.

 

La politica italiana è omofoba?

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Pare proprio che il male dell’omofobia in Italia parta dai vertici, cioè dalla politica. Quella politica troppo spesso sorda e muta che discrimina i cittadini quando la Costituzione li accomuna:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Domani il Presidente del Senato Piero Grasso incontrerà il Presidente dell’Arcigay Flavio Romani e verrà chiesta l’estensione della legge Mancino ai reati di omo-tranfobia. Proprio Romani si auspica “che questo 17 maggio sia l’ultimo senza una legge”. La stessa Carta si auspica che gli ostacoli vengano rimossi, mentre la politica pone dei paletti evidenti al matrimonio gay e alle adozioni per i single e per gli omosessuali. E’ quindi la politica la prima fonte di omofobia in Italia?

Intanto Ivan Scalfarotto ha ricevuto un “testimone importante” da Paola Concia. Scalfarotto insieme ad  Alessandro Zan (Sel) e Irene Tinagli (Scelta civica),  questa mattina, ha presentato la nuova proposta di legge che punisca i reati contro chi discrimina sulla “base dell’identità sessuale”. Sono già 221 i firmatari  e tutto fa sperare che si possa procedere al voto in Aula, anche se l’ottimismo non è mai troppo quando sul tavolo ci sono argomenti così delicati da discutere.

Anche il senatore Sergio Lo Giudice ha elaborato una legge insieme alla Rete Lenford, per punire le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere della vittima. La proposta prevede inoltre che il condannato possa espiare la pena anche attraverso attività non retribuita presso associazioni Glbt.

Qualcosa quindi si sta muovendo, ma lentamente e tardivamente come spesso succede in Italia. Dobbiamo pensare che questi emendamenti non ci sarebbe neppure bisogno di emanarli perchè non è concepibile in uno stato civile che vengano discriminate le persone in base alle loro preferenze sessuali. E’ quasi dover dire che non si picchia chi al supermercato sceglie un determinato tipo di frutta piuttosto che un altra… Siamo arrivati al punto di dover proteggere chi vuole affermare liberamente la propria identità di omosessuale o di trans… è come se si dovesse proteggere chi vuole liberamente affermare se stesso. Eppure nell’Italia di oggi, in cui l’odio è dilagante, questa legge va fatta e in tempi rapidi. Fra un po’ dovremo legiferare sul diritto di una donna di indossare le scarpe con il tacco o di portare i capelli sciolti sulle spalle… Questi atteggiamenti ci devono far riflettere su dove stiamo andando… di quante leggi ormai abbiamo bisogno, ma quanto spesso poi, pur avendole non le facciamo applicare. Su come per un gay oggi la vita sia molto più complessa… ma da dove nasce la discriminazione? Dalla paura di doversi confrontare con qualcosa che è diverso da noi? Da qualcosa che ci mette paura perché destabilizza quello che fino a oggi pedissequamente, forse anche a causa anche di una scarsa cultura sull’omosessualità, abbiamo sempre pensato che fosse il giusto e unico progetto di vita, ignorando quello degli altri? Ricominciamo da una politica che ci insegni a tutti a non essere omofobi e che punisca davvero chi compie questi crimini “contro l’umanità”!

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Indovina chi viene a cena da nero si tinge di arcobaleno!

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Si torna all’antico per cercare di far accettare ai genitori l’omosessualità del figlio. Già il concetto sembra nascere come qualcosa di già visto e già sentito… soprattutto quando a essere copiato è uno dei film più irritanti della storia del cinema che vuol far accettare le persone di colore (ops la Kyenge dice nere) nell’America post ’64: Guess Who’s Coming to Dinner (Indovina chi viene a cena). Un film che già per l’epoca strideva con i moti rivoluzionari che avevano attraversato il coast to coast e che si stavano per imporre al mondo intero con la Summer Love qualche anno dopo.  Il nero naturalmente era più borghese dei bianchi, appartenente alla high class americana, medico con alle spalle una delle migliori università americane solo in questo modo si poteva “accettare” il suo colore. Un film aberrante che oggi viene preso come spunto per un video contro l’omofobia.

Il video si apre con la mamma che prepara la polenta e il padre che impaziente seduto a tavola guarda l’orologio. Arrivano gli invitati, segue lo scambio di saluti, qualche battuta, il solito rimprovero paterno al figlio che non si fa vedere molto spesso. Poi, mentre tutti mangiano, uno dei piatti resta troppo pieno: è quello dell'”amico” del figlio, colmo di polenta. In Italia i genitori premurosi rimpinzano di leccornie figli e accompagnatrici o accompagnatori, mostrare di non gradire può essere davvero un brutto affare. La cinepresa indugia su quel piatto, ma qualche secondo dopo segue la mano dell’amico che abbandona la forchetta, scivola sotto il tavolo e va a congiungersi con la mano del figlio. Qui l’ira del padre si scatena: il fotogramma che immortala l’espressione del figlio quando la voce del genitore si fa imperiosa “Lorenzo perché non me lo hai detto! “

Quello che vorrebbe essere uno schiaffo al senso comune è invece un’esaltazione, in cui l’ironia scade nella banalità. Dal rito del pranzo all’intreccio di mani… vogliamo raccontarlo così l’amore? Che sia omosessuale o eterosessuale non riusciamo a raccontare in modo più emozionato questo sentimento? O non lo facciamo sulla tematica omofoba?

Ecco perché il video realizzato in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia (17 maggio) dall’associazione lecchese Renzo e Lucio (in collaborazione con Tele Unica e con il Teatro Invito sotto il patrocinio dei comuni di Lecco e di Mandello del Lario) appare un bel tentativo mancato. Troppi limiti e troppa voglia di farsi accettare per essere sinceramente se stessi.

 

Se questo è un Nobel…

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Il premio Nobel per la Pace, Lech Walesa, ex presidente polacco e cattolico fervente, ad un giornalista che gli chiedeva se i deputati gay dovessero occupare i banchi dell’ultima fila ha risposto “Sì, vicino al muro oppure dietro”. La sua motivazione sarebbe che nella società, “in tutti i contesti, si suddivide in maniera proporzionale a seconda della rappresentatività.” Ma il cattolicesimo non dovrebbe insegnare la tolleranza e ad amare “il prossimo tuo”, senza distinzione?

SE QUESTA E’ UNA SCUOLA… Il centro che cura l’omosessualità…

Il video shock delle Iene girato all’interno di un centro istituito da cattolici che pretendono di curare ragazzi e ragazze omosessuali. Un percorso terapeutico guidato da “insegnanti”  redenti dall’omosessualità. Sapete cosa viene consigliato a questi ragazzi? Cambiare amici, non uscire, resistere alle tentazioni e rompere tutte le amicizie con le donne che, viene detto, devono solo essere considerate come oggetto di desiderio.

UN BUSINESS SCANDALOSO SULLA PELLE DEI GIOVANI, UNA VISIONE AVVILENTE  DELL’OMOSESSUALITA’ VISTA COME MALATTIA E UNA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA CRISTIANITA’ COME CURA PER REDIMERE I PECCATORI!

BENVENUTI IN ITALIA! WELCOME TO ITALY!

centro contro omosessualità

Scontro Alemanno – Vendola su omofobia!!!

Vendola: “Questo clima mi impone di limitare gli spazi della mia vita privata. Sono costretto a gestire ogni mossa con molta prudenza. Se a Roma di sera mi viene voglia di fare due passi da solo, rinuncio”.

Alemanno: “Offende la città. Roma ha sempre accolto tutti”

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L’amore fa schifo ed è vergognoso se lesbico: abuso di potere da Cc omofobo!

19 dicembre, stazione di Acilia (Roma): due ragazze si baciano, un carabiniere si avvicina loro imgiungendo di spostarsi, perchè “era uno schifo e una vergogna”. Il Gay Project è intervenuto per rendere noto il fatto.

Il “no francese” dei sindaci alle unioni gay. Oggi proteste a Parigi!

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Santa Inquisizione! Così il Psi di Nencini giudica il discorso del Papa

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Chiesa retrograda e omofobica: contro gay, aborto ed eutanasia

DIO E’ DI TUTTI… MA LA CHIESA DISCRIMINA! BENVENUTI IN VATICANO… A PRENDERVI PORTONI IN FACCIA DAI PRETI PEDOFILI!

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Al funerale di Andrea la madre si dispera: l’hanno crocifisso!

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