Clamoroso! Il Milan rischia di essere cacciato da San Siro

san-siro-milan-tuttacronacaIl Milan rischia l’esclusione da San Siro. Tutto per colpa del suo presidente onorario Berlusconi, della sua condanna e della decadenza dal Senato. Questo perchè la bozza del nuovo ‘Codice etico dello sport’ che Palazzo Marino sta mettendo a punto e che prevede che chi ha subìto condanne a più di due anni o presenta motivi di ineleggibilità alle cariche pubbliche non possa gestire strutture sportive comunali. Sulle spalle di Berlusconi pesa una condanna a quattri anni per frode fiscale a seguito del processo Mediaset. Il Corriere della Sera riporta che la bozza è stata per il momento fermata per sottoporla a ulteriori valutazioni perché mezza città, quella di fede rossonera, potrebbe scagliarsi contro Giuliano Pisapia. Le ipotesi al vaglio di Palazzo Marino sono due. La prima, richiamando la legge 267 del 2000 del Testo unico degli enti locali, escluderebbe dalla gestione di impianti comunali chi ha condanne superiori a due anni. La seconda, ancora più severa, andrebbe a colpire chi ha condanne anche di primo grado o è stato interdetto dai pubblici uffici. Il Cavaliere a questo punto potrebbe dimettersi dalla squadra.

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De Luca decaduto da sindaco di Salerno per “doppio incarico”

de-luca-tuttacronacaNel luglio 2013 i parlamentari del Movimento 5 Stelle Andrea Cioffi, Silvia Giordano e Girolamo Pisano presentavano ricorso in tribunale “dichiarando sussistente la causa di incompatibilità in capo al dott. Vincenzo De Luca, eletto sindaco di Salerno nel maggio del 2011 e nominato sottosegretario di Stato il 3 maggio del 2013, causa di incompatibilità prevista dall’ art.13 della legge 148/2011” e conseguentemente “dichiara la decadenza dello stesso dalla carica di sindaco del comune di Salerno”. Ora il tribunale di Salerno ha accolto tale ricorso e ha dichiarato decaduto dalla carica di sindaco Vincenzo De Luca, viceministro alle Infrastrutture, per incompatibilità con l’incarico di governo. La sentenza è stata emessa dalla prima sezione civile. Da parte sua, il viceministro De Luca ha subito annunciato la presentazione di un appello contro l’ordinanza del tribunale civile sulla sua decadenza. “L’ordinanza, in base alla legge 150 dell’1/9/2011 Art. 22 Comma 8, resta pertanto sospesa”, si legge in una nota del Comune.

Volti di femme fatale contro il degrado: la street art si fa contrasto

femme-fatale-tuttacronaca“Preferisco quelli che cadono a pezzi perché offrono il contrasto migliore. Non cerco di essere sexy né di trasmettere felicità o tristezza, voglio solamente che arrivi qualcosa di forte a chi guarda”. Sono parole di RONE, street artist di Melbourne, Australia, che mette in contrapposizione la decadenza urbana e il fascino femminile, dipengendo volti di bellissime donne sulle facciate dei palazzi delle metropoli: da Sydney a San Francisco, passando per Berlino e Londra.

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La mancanza di coraggio del governo: Berlusconi ancora Cavaliere

berlusconi-tuttacronacaNe avevamo parlato nei giorni scorsi: il Conte Pietro Marzotto aveva spedito una lettera alla sua associazione veneta della Federazione nanzionale dei Cavalieri del Lavoro, un’organizzazione privata che rappresenta tutti gli insigniti, sollecitando i dirigenti a revocare il cavalierato “per indegnità” a Silvio Berlusconi, dopo la decadenza del leader di Fi dal Senato a seguito della condanna passata in giudicato. Il Fatto quotidiano scrive che il conte di è autosospeso in segno di protesta e al quotidiano dice: “Credo di non avere fatto niente di eccezionale. L’associazione ha uno statuto, un codice etico e sono chiarissimi. Basta applicarli. Se perfino noi Cavalieri non rispettiamo le regole che ci siamo dati che esempio diamo, che credibilità ci resta?” Sicuramente al governo ci sono le grandi questioni ma a margine si trovano anche i temi minori e tra questi c’è sicuramente anche la questione del  titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Silvio Berlusconi lo è ancora perché finora nessun politico competente dopo la sentenza di condanna,  il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato in primis, si è occupato della questione. Forse, come sottolinea Libero, se il ministro lo avesse fatto magari sarebbe sfuggito agli strali di una parte del Pd e della Governatrice del Friuli Debora Serrracchiani che proprio ieri, mercoledì 22 gennaio, ha chiesto le sue dimissioni per come ha gestito la questione Electrolux. “Nella gestione della crisi ha dimostrato di non avere l’equilibrio necessario per ricoprire il suo delicato incarico”, ha detto la Serracchiani. Chissà se i suoi colleghi di partito sarebbero stati più clementi se il ministro avesse prontamente rimosso il titolo di Cav a Berlusconi.

Legata, violentata e gettata fuori dall’auto: l’aguzzino sotto effetto di coca

violenza-donne-tuttacronacaLegata al letto e stuprata, due volte, poi scaraventata fuori dall’auto e ritrovata, la sera del 13 dicembre scorso, dai carabinieri di Riccione. Il suo aguzzino, un 40enne sotto gli effetti della cocaina che ora, a poco più di un mese di distanza, è stato arrestato. La violenza si era consumata a casa del 40enne, a Longiano (Forlì-Cesena), e la donna, una 30enne, non ha mai sporto denuncia per paura di ritorsioni. I militari in questo lasso di tempo hanno raccolto gli elementi utili all’indagine e richiedere un’ordinanza di custodia cautelare al gip del Tribunale di Forlì e da sabato il presunto aguzzino, un anconetano residente a Longiano (Rimini), si trova agli arresti in carcere. Le accuse per il 40enne sono di violenza sessuale, sequestro di persona e spaccio. È stato arrestato ad Ancona mentre si trovava a casa della madre. Vittima e aguzzino già si conoscevano e quel 13 dicembre si erano dati appuntamento per passare il pomeriggio insieme a casa dell’uomo.  È nell’appartamento che si è consumata la prima violenza sessuale. L’uomo, dopo aver chiuso a chiave la porta, ha legato al letto la donna con una corda. E dopo aver sniffato cocaina ha abusato di lei. Inutile il tentativo della trentenne di fuggire da una finestra o di chiamare aiuto. Il cellulare le era stato sequestrato dal violentatore.  Il secondo stupro è avvenuto in strada quando la donna ha tentato nuovamente la fuga dall’auto del 40enne che la stava riportando a casa. All’altezza di Riccione, è però riuscita a riprendere il cellulare e ha chiamato aiuto, a quel punto l’uomo l’ha scaraventata fuori dall’auto tenendo con sè il giubbotto e le chiavi di casa della vittima.

Marzotto vs Berlsuconi: “Toglietegli il cavalieriato per indegnità”

marzotto-berlusconi-tuttacronacaIl conte Pietro Marzotto sembra fare sul serio: ha sollecitato, tramite una lettera, il presidente dei Cavalieri del Lavoro del Triveneto, a revocare il cavalierato “per indegnità” a Silvio Berlusconi, dopo la decadenza del leader di Fi dal Senato a seguito della condanna passata in giudicato.   Il Mattino di Padova spiega che nella missiva Marzotto ha informato il presidente Alessandro Favaretto Rubelli dell’intenzione di ‘autosospendersi’ dall’ordine, non partecipando più ad alcuna attività. Il presidente ha tuttavia ricordato che la procedura non compete alla federazione triveneta, ma al consiglio nazionale dei cavalieri del Lavoro.  E ha aggiunto “Pietro Marzotto è piuttosto impulsivo, ma indubbiamente non ha tutti i torti in quello che dice”, ricordando, tra l’altro, che la procedura è in corso “ma a Roma non hanno molta voglia di mandarla avanti, per ragioni che tutti noi possiamo intuire”.

L’Italia e la “demopazzia”: Maurizio Crozza a Ballarò

maurizio-crozza-rai31-tuttacronacaCopertina di Maurizio Crozza come da tradizione nella puntata odierna di Ballarò e il comico ha avuto l’imbarazzo della scelta sui temi da trattare. L’incipit ha preso l’avvio dalle varie sentenze emesse negli ultimi tempi:

Giovanni, aiutami. Segui il mio ragionamento. Berlusconi è stato sconfitto dalla Cassazione. La legge elettorale l’ha cambiato la Corte costituzionale. Il metodo Stamina lo verificano i giudici del lavoro. Le acciaierie che inquinano le chiudono le Procure. Sbaglio o l’analisi è che questo Paese è governato dai giudici?

 

In seguito ha definito la politica “un simpatico passatempo tra una sentenza e un’altra” prima di passare a parlare del caso Cota in Piemonte e sbizzarrirsi in un’imitazione di Antonio Conte. Sempre riguardo le vicissitudini piemontesi: di fronte alla sentenza che ha annullato le elezioni regionali, “la Lega non ci sta, sta già organizzando un Movimento no Tar”. E dopo una frecciata ai giudici che “non si ammazzano di lavoro” ha ipotizzato che siano i Savoia a prendere nuovamente in mano il governo in Piemonte, supportando la tesi con il fatto che Emanuele Filiberto non ha più reality a cui partecipare e voglia di lavorare proprio non ne ha (”mi sembra assurdo”). Ma non poteva passare inosservato il caso De Girolamo:

 

La ministro pare avesse molta influenza nelle decisione della sanità di Benevento. Ci sono intercettazioni imbarazzanti, lei non è indagata però. Riflessione: Benevento ha dato alla politica Mastella e De Girolamo. Io penserei ad una politica di controllo delle nascite. Proporrei una legge che dica che da Benevento debba uscire un politico al massimo ogni cento anni.

 

Quindi la chiusa, dedicata alla Francia e a Hollande:

 

I francesi arrivano dieci anni dopo. Noi siamo già alla compravendita di parlamentari, al doppio Papa. Voi state ancora all’amante del presidente.

Peggio che mai: la Minetti bastonata dai tabloid americani

nicole-minetti-miami-tuttacronacaI giornali esteri Tmz e NyDailyNews hanno preso di mira Nicole Minetti che si gode le vacanze sotto il sole di Miami, chiedendosi come faccia l’ex consigliera regionale ad essere così rilassata essendo stata recentemente condannata a cinque anni di reclusione per favoreggiamento alla prostituzione. La Minetti si è trasferita da qualche mese in America, tra Miami e New York, dove abita il suo fidanzato ristoratore milionario Cipriani, per sfuggire ai giornali italiani. E invece è finita nelle maglie dei tabloid anglosassoni, molto più crudeli. Come sottolinea Dagospia, se in Italia si possono trovare titoli simili a “Nicole si rilassa al sole di Miami”, “TMZ” usa l’epiteto di

“Silvio Berlusconi’s hooker wrangler hanging out in Miami…Before prison” (tradotto con licenza poetica: “La domatrice di mignotte si diverte a Miami…prima della prigione”), e si chiede come mai una condannata a 5 anni di prigione in primo grado possa lasciare il proprio Paese e svacanzare oltreoceano (la risposta? “Basta guardare il suo c**o”). Poi passa l’inglese “Daily Mail” e ingioiella i bikini della nostra Nicole con la seguente didascalia: “Miami vice: Anglo-Italian woman sentenced to five years for pimping prostitutes for Berlusconi enjoys herself on Florida beach as jail term is delayed. Showgirl is not behind bars because she is appealing her conviction” (“Miami Vice: donna anglo-italiana condannata a 5 anni di prigione per aver fatto la pappona delle prostitute di Berlusconi si gode le spiagge della Florida mentre la sua pena viene rimandata. Non si trova dietro le sbarre perché ha appellato la sua condanna”).

 

Il tutto è corredato da gallery fotografiche che mostrano la Minetti intenta a godersi le sue vacanze con un bikini che non passa inosservato.

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La copertina di Crozza: Napolitano e la Lambada

Crozza-ballarò-tuttacronacaCome ogni martedì, all’inizio della trasmissione Ballarò, anche ieri sera Crozza ha presentato la sua copertina per la quale si è trasformato in Napolitano per parlare dei “passi avanti e passi indietro” che gli chiedono di fare e per prendere di mira il leader di Forza Italia: “A Berlusconi di grazie ne do tre: Grazia, Graziella e grazie a…”. Nonostante alle sue spalle ci sia una decorazione natalizia, parla della mancanza proprio del clima festivo. “C’è un clima che, se mi entra uno dal camino coi capelli lunghi e la barba bianca, lo scambio per Beppe Grillo e lo mando affan… prima che apra il sacco!” “C’è un clima più disteso fra Stato e Mafia, che fra Stato e piazza”.

Berlusconi loda Craxi… e attacca il resto del mondo

CRAXI-BERLUSCONI-tuttacronacaSilvio Belrusconi ha presentato un libro di Nicolò Amato su Bettino Craxi e non ha perso occasione per lanciare i suoi ormai noti strali: “Siamo in un quadro drammatico” perché, “l’Italia non è una democrazia”. E ancora: “C’è un ordine dello Stato composto da funzionari a cui è stato conferito il potere di togliere la libertà che si è trasformato in contropotere dello Stato”. Per quel che riguarda il futuro, il leader di Fi ha precisato che “non ci potrà più essere un accordo tra Forza Italia e Pd, visto come il Pd si è comportato facendo un accordo con la Magistratura per assassinare il leader del centrodestra e portare a compimento il disegno di vent’anni di eliminarmi dalla scena”. Quindi ha immaginato un domani dietro le sbarre: “Ho letto le prime 30 pagine di questo libro, leggerò le altre quando sarò in gale…”, ha detto. Poi, ricordando la figura del segretario socialista morto da latitante in Tunisia, Berlusconi lo ha definito “un uomo buono, giusto e molto generoso” che “non si è arricchito lasciando la sua famiglia non in una situazione agiata ma neanche nel benessere…”. E ha aggiunto: “Anch’io sono stato colpito da una sentenza ingiusta e ho avuto una tale indignazione che ho perso il sonno e non sono riuscito ad uscire di casa per un mese”. Parlando di politica, una critica anche agli elettori: “Questo paese non ha imparato a votare, quindi è ingovernabile e tale sarà ancora soprattutto se viene fatta una legge proporzionale. Ci sono possibilità di un governo di larghe intese e difficilmente potrà essere tra Fi e Pd ma sarà un accordo tra Pd e M5S. Ovvero: giustizialismo che si somma a ingiustizialismo: tutte insieme le forze del centrodestra devono fare una campagna di comunicazione sugli elettori per dirgli che l’unico modo per non avere più colpi di Stato è di votare compatti per Forza Italia, altrimenti continueremo ad essere un povero Paese dove i colpi di Stato sono sempre possibili”, ha insistito. Ma nonostante questo, “non andrò all’estero per evitare la carcerazione, ma continuerò la lotta”.

Berlsuconi torna alle “vecchie glorie”: barzellette e canzoni

berlusconi-tuttacronacaDopo la condanna e la decadenza, sembra proprio che Berlusconi abbia recuperato il buon umore, forse al pensiero delle elezioni europee… E così ieri sera, a cena con alcuni senatori di Forza Italia a palazzo Grazioli ha rispolverato il microfono e, accompagnato dal pianoforte, avrebbe, stando a quanto riferiscono alcuni parlamentari azzurri, intonato alcuni classici della musica francese. Ma non solo, in precedenza infatti si era concesso anche una barzelletta: “Sapete cosa fa Bossi quando va a letto con la moglie? La lega…”

Come un rombo di moto: i nostri 7 giorni

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Un rombo di moto, qualche giro e una vita che si spezza a soli 45 anni. Romboni è morto ricordando Simoncelli e dalla pista della Malesia al Sagittario di Latina il dramma si ripete. Un dramma che conosce bene anche Alessia Polita, rimasta paralizzata a seguito di una caduta e che ancora lotta per aver riconosciuti i suoi diritti e quelli di tanti altri piloti. Purtroppo in questa settimana Romboni non è stato l’unico a perdere la vita su una pista, l’ultima notte è stata fatale anche per Paul Walker, uno dei protagonisti di Fast and Furious che ha trovato la morte a bordo di un’auto guidata da un suo amico. Ma questa è stata anche la settimana in cui ha commosso Anna Marchesini con la sua partecipazione a Che Tempo Che Fa. L’attrice nonostante la malattia non ha perso il suo  sorriso e la sua forza di vivere. Incidenti, dramma ed asfalto… Se lo sport piange i suoi campioni e il cinema è in lutto per i suoi eroi, la politica promette guerre… Renzi, Alfano e chi più ne ha ne metta. Ormai la politica davvero ha mostrato il suo lato debole e l’Italia  sembra incarnare davvero la sua spada di Damocle. Nell’ultima settimana la lama è ricaduta sui pensionati, ma ora è pronta a colpire nuove categorie…

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Intanto continuano però gli scandali della politica  mentre il cane dei Griffin muore e ilmaltempo flagella l’Italia, Conte sogna, la Cremaschi fa l’ennesimo pronostico sexy e nel Napoletano c’è il bar che rilascia scontrini anti juventini. Il Milan  torna a vincere, Balotelli fa scintille e le primarie si avvicinano. L’Italia continua a stare in difficoltà, la comunità cinese si stringe intorno al dramma di Prato e quell’economia che dovrebbe essere in fase di ripresa stenta a decollare. Renzi tuona e Alfano risponde. Civati sogna la segreteria e parla di “Recuperlo”. Questa però oltre che essere stata la campagna in cui Civati ha mostrato le unghie è stata anche quella in cui il Caimano è  decaduto… ora gli orizzonti sono diversi e ogni attimo può essere quello fatale a far crollare il governo Letta. Ma quanto costa al popolo italiano al decadenza? Sicuramente la buonuscita e i vitalizi? Ma i soldi del vitalizio eviteranno al Cavaliere l’umiliazione dello sfratto? Sono molti gli interrogati della settimana, ma noi auguriamo a tutti un inizio di settimana sereno, lontano da quei problemi che purtroppo non possono essere risolti dai cittadini, ma solo subiti… e quindi a voi tutti: 

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Dopo la decadenza di Berlusconi… chi farà cadere il governo?

alfano-renzi-tuttacronacaBotta e risposta a distanza tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e Angelino Alfano, il giorno dopo la decadenza di Silvio Berlusconi. Il sindaco di Firenze, in un colloquio con il Corriere della Sera, ha affermato: “Oggi il governo delle larghe intese è saltato, con il ritiro di Forza Italia e la decadenza di Berlusconi non c’è più. Allora questo governo non può continuare ad andare avanti facendo finta che tutto sia rimasto uguale. Bisogna dare una svolta. Bisogna fare finalmente le cose che servono”. E osserva: “Il Pd in questi mesi, in queste settimane è stato molto prudente, paziente, responsabile. Ok, siamo stati dei ‘good guys’, dei bravi ragazzi. Però adesso è il momento di chiedere che le cose si facciano, e quindi ci faremo sentire”. E la nuova maggioranza potrà avere la forza per fare le riforme “perché il Pd che è il partito più importante della coalizione ha queste idee in testa, e quindi se noi le abbiamo in testa le tireremo fuori”. Renzi spiega quindi che per creare nuovi posti di lavoro bisogna “rimuovere gli ostacoli alle imprese”, bisogna, “togliere burocrazia, oppressione fiscale e sistema della giustizia” ma “la legge di stabilità non va in questa direzione, è un semplice intervento di tenuta dei conti”. E proprio per quanto riguarda i conti pubblici, per il primo cittadino fiorentino “ridurre il debito è fondamentale” ma “credo che si debbano fare le cose con intelligenza. Oggi se devo dare il 3% di Eni con un’operazione come quella che è stata immaginata, è un errore, non ha senso” perché è “maquillage finanziario che serve al governo per risolvere un problema di cassa”. Ma Renzi non concede nulla neanche al suo sfidante per le primarie del Pd Gianni Cuperlo: “La sinistra che hanno in mente loro è una sinistra che ha sempre perso. Io credo che sia molto di sinistra scommettere sulle donne come stiamo facendo qua a Firenze, investire sugli asili nido, investire in cultura, start-up. Stiamo facendo molte cose che sono di sinistra, che sono l’investimento sul domani. C’è una parte della sinistra che vuole la sinistra vecchia maniera, la sinistra tutta legata al passato. Quella sinistra lì vogliamo sconfiggerla”.

In seguito, dell’intervista di Renzi è stata ripresa dal vicepremier Angelino Alfano in occasione della conferenza stampa in Senato dei ministri del Nuovo centrodestra, quando ha parlato anche del futuro dell’esecutivo legato alla nuova maggioranza, ora che Forza Italia ne è uscita: “Noi abbiamo parlamentari sufficienti per tenere in vita il governo, ma anche viceversa”. I numeri per Letta, soprattutto al Senato sono infatti risicati. “I consensi poi sono sufficienti per far vincere il Nuovo centrodestra non da soli ma sotto un tetto comune dei moderati italiani”. A questo punto, è lo stesso Alfano a proporre un contratto di programma per l’anno che sta per iniziare: “Lo vogliamo chiamare Italia 2014”. Tra i punti di questo programma si trovano anche la riforma della legge elettorale, il taglio del costo del lavoro intervenendo sul salario di produttività e l’immigrazione. Ma in un governo di (non più) Larghe intese, non si possono non fare i conti con gli altri partiti ed è per questo che il ministro degli Interni dice di attendere per vedere le prime mosse del prossimo segretario Dem: “A breve si concluderà il congresso del Pd. Vediamo chi sarà il segretario e se come primo gesto vorrà far cadere il governo per mano di un esponente del Pd”. Ed ha aggiunto: “Spero che il congresso del Pd non ricada sugli italiani, che non siano loro a dovere pagare il conto”.

Si spengono i riflettori: il “giorno di lutto” di Berlusconi

decadenza-berlusconi-tuttacronacaSilvio Berlusconi, durante la manifestazione in suo sostegno nel giorno in cui il Senato vota la sua decadenza, ha detto: “Noi siamo qui in un giorno amaro, un giorno di lutto per la democrazia”. Quindi si è rivolto ai presenti: “In questi 20 anni se c’è una cosa di cui non mi posso lamentare è la vostra vicinanza e il vostro affetto”. Ma l’affetto di quella platea non l’ha salvato: il Senato ha infatti detto sì alla sua decadenza. Il Cavaliere è stato quindi disarcionato dal suo scranno. Alla domanda: Berlusconi può rimanere senatore hanno risposto in 192 no, 113 sì e ci sono stati 2 astenuti. Prima della votazione, il leader di Forza Italia aveva detto, rivolgendosi ai suoi sostenitori: “Siamo pronti alla morte”, parafrasando l’Inno di Mameli.  All’inizio ha provato a scherzare: “Il Senato di sinistra con il suo potere ha ordinato al tempo di fare freddo”, ma non è la giornata adatta per far battute ed è quindi passato alle accuse durissime alla magistratura: “Credeva di aprire la strada al governo della sinistra, poi siamo scesi in campo noi! Questa è una manifestazione legittima e pacifica, perché noi non viviamo nell’invidia e nell’odio come loro”. E agli avversari politici: “Hanno calpestato la legge per arrivare alla decadenza. E’ un giorno che avevano aspettato da vent’anni e sono euforici. Ma noi siamo qui”. La sentenza “grida vendetta davanti a Dio e agli uomini! Hanno calpestato la legge per farmi decadere. È basata su teoremi e congetture”. E nonostante tutto, ancora non demorde: “Sono assolutamente sicuro che il finale di questi ricorsi sarà il capovolgimento della sentenza con la mia completa assoluzione”. Lo sguardo è quindi al futuro: “Dobbiamo lavorare per convincere i nostri concittadini a unire i voti per tutti noi che vogliamo restare liberi. Vogliamo dare ai nostri figli un futuro che non sia illiberale”. E ancora: “In ogni paese anche il più piccolo sarà aperto un nuovo club che all’esito di sondaggi è stato deciso di chiamarli Forza Silvio per starmi più vicino”. La chiusa, è di repertorio: “Viva l’Italia, viva Forza Italia, viva la libertà”.

QUELL’EROE DI MANGANO… All’Italia restano i supereroi?No, c’è la crisi!

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“Credo che Marcello abbia detto bene quando ha definito Mangano un eroe”. Silvio Berlusconi torna sulla vicenda di Mangano e difende le affermazioni di Marcello Dell’Utri sull’essere Mangano un eroe per non aver ceduto ai pm che gli ‘chiedevano di testimoniare il falso’ sui “rapporti tra Berlusconi e la mafia” e poi Berlusconi ha aggiunto: “Dell’Utri ha avuto insolenze perché si è permesso di definire Mangano un eroe”, sottolinea Silvio Berlusconi, che ricostruisce la vicenda. “Marcello aveva conosciuto alla lontana un signore di Palermo dove aveva fondato una squadra di calcio per prendere i ragazzi dalla strada e quel signore si presentava per segnare le righe del campo. Lo fece venire a lavorare ad Arcore – racconta – con la moglie, i due figli e l’anziana mamma. Faceva la comunione e qualche volta sedeva al nostro tavolo. Ebbe una disavventura perché la sua azienda fallì e andò via da Arcore. La storia della sua vita non la conosco, si complicò la vita mettendosi con persone che appartenevano all’organizzazione della mafia e fu accusato di essere stato complice addirittura in un omicidio. Venne assalito dal cancro. Ogni settimana un procuratore andava da lui in carcere e gli diceva: ti mandiamo a casa oggi pomeriggio se ci racconti dei rapporti tra Marcello Dell’Utri e la mafia, tra Silvio Berlusconi e la mafia. Ma lui si rifiutò. Lo fecero uscire il giorno in cui poi morì. Credo che Marcello abbia detto bene quando ha definito Mangano un eroe”.

Poi il leader di FI alla Convention della Giovane Italia ha ribadito la sua innocenza e ha sottolineato ceh non chiederà la grazia perché deve essere il Presidente della Repubblico, Giorgio Napolitano a concederla. Ancora una volta Berlusconi ha sottolineato che chiedere l’affidamento ai servizi sociali equivarrebbe ad “esporsi al ridicolo”, non solo della sua persona, ma dell’intero Paese “davanti alla Comunità internazionale”, perchè ai Servizi sociali ci finirebbe “un cittadino non solo della mia età, ma che è stato più volte presidente del Consiglio, più a lungo di De Gasperi, che ha partecipato ai vertici internazionali e li ha presieduti. Un cittadino – aggiunge Berlusconi – che si è sempre comportato con rispetto, deve essere affidato ai servizi sociali perchè possa riabilitarsi? Io credo sarebbe una umiliazione, una cosa ridicola e inaccettabile”.

Ha usato anche parole come “colpo di Stato” per il voto del 27 novembre che potrebbe sancire la decadenza del leader di FI da senatore e ha ribadito come, secondo lui, De Gregorio è stato convinto dai pm ad accusarlo.

Silvio Berlusconi non risparmia neppure Mario Monti e afferma “Firmai io la nomina di Mario Monti a senatore a vita, sebbene a mio parere il professore Monti non aveva meriti tali da ottenere il ruolo di senatore a vita. Non mi risultano scritti scientifici degni di particolare attenzione…”.

Le mie prigioni… parole intorno alla decadenza!

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Su quali concetti si baserà il discorso di Silvio Berlusconi sulla decadenza? “Consegnando me, con questo voto, state consegnando voi stessi alla magistratura”, questa è l’anticipazione che dà l’HuffPost. Il momento più triste del Cavaliere sarà anche quello più ricordato? Sembra che questa sia la strada che il leader di FI sta mettendo a punto: uscire a testa alta anche dalla decadenza!

Crozza e “Cosa si salverà della Legge di Stabilità?”

crozza-ballarò-tuttacronaca“Cosa si salverà della Legge di Stabilità?” e’ la grande domanda che si è posto questa sera Maurizio Crozza durante la copertina di Ballarò. Il comico ha esordito parlando del rientro in Italia dell’astronauta Luca Parmitano, che immagina chiederà quand’è possibile ripartire, per poi confessare che sabato scorso, appreso della possibilità di caduta sulla Terra di un satellite, ha pensato che “se cade mette anche un po’ d’ordine”. Dopo di che ha parlato dell’emendamento che suggerisce di sostituire alla Trise, la Tuc: a questo punto ha consigliato di associare a ogni tassa uno sponsor, visto che a una si dà il nome di un cracker. Non poteva mancare la cementificazione delle spiagge italiane e la perdita del senso della bellezza: “le nostre spiagge sono diventate come… Meg Ryan”: a furia di ritocchi, “vien voglia di baciar Harry”.

Crozza e il “lato umano” della politica. La copertina di Ballarò

crozza-tuttacronacaE’ il tema più caldo di questi giorni, quello della telefonata tra il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e la famiglia Ligresti, e nella copertina di Ballarò Maurizio Crozza non poteva certo ignorarlo. Ecco allora che, parrucca in testa, esordisce con “Io sono umana. I Ligresti sono amici miei e io li saluto”. Il comico ha ironizzato sul “lato umano” e ha ricordato il “contate pure su di me”, prima di mostrare come sa essere compassionevole la ministra. E dopo uno scambio di battute con Gasparri, ospite in studio, ha parlato di decadenza e delle primarie del Pdl con tanto di rivisitazione de Alla fiera dell’Est.

Voto segreto o palese? Sia come sia, ci spiano tutti! Crozza a Ballarò

crozza-ballarò-tuttacronaca“La giunta che deve decidere come decidere sulla decadenza di Berlusconi ha deciso di non decidere!” E’ iniziata così la copertina di Ballarò di questo 29 ottobre, con Maurizio Crozza che tratta di questa telenovela infinita che è la decadenza del Cavaliere. E in verità non è una battuta, ma la tragica realtà! “Ma i senatori non dovrebbero votare secondo coscienza? Ah vabbeh, se avessero avuto una coscienza non saremmo qui. Comunque, se tu vuoi salvare Berlusconi sei padronissimo, anche se vuol dire che Berlusconi è padronissimo di te, ma perché vuoi che sia segreto?” Dopo una serie di esempi per far capire la differenza tra palese e segreto, il comico si è rivolto a Quagliarello, ospite in studio: “Ma quanto durerà questa storia? Definitivamente e immediatamente sono avverbi che non lasciano spazio ad interpretazioni. Se la prof mi cacciava dalla classe ‘immediatamente’ non uscivo dopo sei mesi!”. E dopo aver elencato tutte le cose per cui bisognerà votare chiosa: “Il giorno del giudizio universale, anche Dio rimanderà la sua sentenza!” Ma in questi giorni in cui Datagate è una tra le parole più pronunciate, non manca di chiedere: “Ma poi, quali segreti, che siamo spiati da tutti?” per poi scherzare sui regali di Putin e sul fatto che “tu sei capo di stato e accetti i regali di uno che era a capo del Kgb?” E infine: “Chissà cosa avrà registrato per tutti questi anni il lettone di Putin!”

Chi è fascista?

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Lucia Annunziata nel suo editoriale sull’Huffington Post scrive “Non infierirò sul destino di Berlusconi”. Il motivo è profondo e trova le sue radici in quell’atteggiamento che la giornalista definisce da “fascistello”. Con tale termine l’Annunziata punta il dito contro chi “ci induce a sfoggiare i muscoli, a esercitarci contro quelli più deboli di noi – i vecchi, gli stupidi, i brutti, i poveri, i neri, le donne, i gay… la lista è infinita”.

E possiamo condividere il senso profondamente civico della frase, in fondo infierire su un uomo e sul suo declino è sempre un segno di arcaico e inutile machismo. Oggi però sorge il problema, che su posizioni come quelle dell’Annunziata o a esse simili, si sta costruendo la figura del personaggio-vittima che sta sostituendo il pregiudicato Berlusconi.  Dobbiamo, dunque, bilanciare il giudizio, anche per rispetto a quanti non sono “fascistelli” ma invece sono state “vittime di una politica scellerata”: cioè le generazioni bruciate. I quarantacinquenni e i trentenni senza lavoro, l’immagine della donna mercificata fra la pubblicità e gli spettacoli di intrattenimento, la mancanza di etica civica, le lacune nelle politiche per gay e coppie di fatto, l’eutanasia, etc…

Ancora l’Annunziata scrive:

“Il fascista più fascista di tutti è a mio parere quella pulsione interiore che ci fa infierire sui nemici vinti. Credo di non avere bisogno di patenti per dimostrare da che parte sono stata in questi venti anni, ma davanti alla conclusione giudiziaria e politica di questo periodo non mi metterò fra chi affonda la lama dell’insulto, della soddisfazione, e ancor meno della volgarità,contro Silvio Berlusconi. Non trarrò piacere dalla condanna di nessuno”.

Non vogliamo infierire quindi, ma non dobbiamo permettere la strumentalizzazione che si può fare del nostro senso etico nel momento in cui non sferriamo l’ultimo colpo fatale… Non dobbiamo permettere che il Cavaliere diventi vittima, ma che sia, lui come altri, solo il soggetto di una condanna per un reato che la magistratura ha ritenuto di dover punire. Per questo, in nome di quanti invece vittime sono, la decadenza dalla carica di Senatore è un atto dovuto. E’ giusto ricordare che avendo completamente ignorato quelle che erano politiche del lavoro o diritti sociali abbiamo costretto una generazione a rimandare forse per sempre la possibilità di costruirsi un avvenire o una famiglia e abbiamo invece favorito un’emigrazione disperata portando via dall’Italia risorse e intelligenza.

Alfano annulla la conferenza e va a Lampedusa, salta manifestazione di domani

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Lampedusa rivoluziona l’agenda di Alfano che vola immediatamente a Lampedusa, sul luogo della tragedia del barcone di immigrati. Annullata quindi la conferenza stampa che era annunciata per le 11.30 e che avrebbe dovuto “congelare”, la scissione del Pdl. Saltata anche la manifestazione di domani di protesta davanti alla Giunta del Senato, anti-decadenza.

Enrico Letta presenta “destinazione Italia” e parla di Carosello

enrico-letta-tuttacronacaIl premier Letta, illustrando il piano Destinazione Italia, che ha come obiettivo proprio quello di attrarre investimenti stranieri, ha affermato che “Il nostro Paese ha un drammatico bisogno di investimenti esteri” che al momento hanno “cifre troppo basse”. Con il piano il governo vuole “dare un segnale molto forte al mondo per fare investimenti economici e finanziari” nel nostro Paese. Il premier ha spiegato: “Cominceremo immediatamente una consultazione pubblica con i soggetti istituzionali e pubblici”.  ‘Destinazione Italia’ è un “modo per agevolare e semplificare” gli investimenti stranieri nel nostro Paese e prevede “50 misure” molto “secche e semplici” per “risolvere i problemi più grossi che le imprese” incontrano venendo in Italia. Letta ha proseguito sottolineando che gran parte degli interventi riguardano la “burocrazia, i problemi del fisco e le questioni infrastrutturali”, come “il piano per gli aeroporti e le questioni delle bonifiche”.  Con il Piano si vuol far comprendere che per attrarre investimenti il Paese “non è nè outlet, che svende tutto a prezzi bassi, ma neanche Fort Apache, solo a difesa”. C’è anche un capitolo dedicato al Mezzogiorno, in cui viene indicato “come accompagnare gli investitori di fronte all’ aggressione implicita o esplicità della criminalità”. Il premier ha tenuto a sottolineare cheCome vedete noi stiamo lavorando in modo, molto concreto e attento per gli italiani e non ho nessuna intenzione che si creino cortocircuiti su questi temi”. E ancora: “Vedo che c’è la volontà di usare il governo come una specie di punginball, tutti se le danno di santa ragione…”. Poi una parentesi per Carosello:  “Per cui lavoriamo e continuiamo a farlo, L’unica immagine che mi è venuta in mente è un’immagine di quando ero bambino e vedevo Carosello e c’era una pubblicità che era molto efficace e carina che è rimasta nella memoria di quello che diceva ‘Non c’ho scritto Jo Condor in testa’. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c’ho scritto Jo Condor in testa, l’ho imparato da bambino. E al momento opportuno lo dimostrerò nel senso che giocheremo all’attacco”.  Con il piano ‘Destinazione Italia’, “inizia un percorso di privatizzazioni” di cui si parlerà anche nella nota di aggiornamento del Def, ha annunciato Letta, puntualizzando che il percorso riguarderà “cose che è giusto privatizzare perchè non sempre privato è meglio del pubblico», come si è visto in esempi passati.  Quello delle privatizzazioni, ha spiegato Letta, «sarà un tema dell’autunno. Al ministero dell’Economia ci stanno già lavorando”.

Lo “sfregio” di Brunetta

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Il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta commentando il voto della Giunta del Senato che ha bocciato la relazione Augello segnando un primo passo, di fatto, verso la decadenza di Silvio Berlusconi, si è espresso in questi termini: è stato uno “sfregio” e poi ha aggiunto “la Giunta per le elezioni del Senato ha sfregiato con questo voto il proprio decoro istituzionale. Uno strumento altissimo della democrazia ha ferito insieme democrazia e giustizia. Nell’auletta del Senato si è espressa una maggioranza diversa da quella di ‘larghe intese’ su cui si regge il governo Letta. Questa composta da Pd-Sel-M5S-Scelta Civica proporrei di chiamarla di ‘basse intese’” e ha concluso ”Fin qui, ci tengo a sottolinearlo, non è un commento, ma la cronaca di quel che è accaduto in questi giorni e ha avuto stasera la sanzione di un voto. Non resta che confidare nella saggezza e nella libertà di coscienza dell’Aula per riparare al torto dell’applicazione incostituzionale di una legge confusa. In sede di commento, esprimo l’amarezza mia e di tutti i deputati del Popolo della Libertà per il veemente e coordinato attacco contro Berlusconi pallidamente mascherato da atto dovuto”

Bocciata la relazione di Augello… Decandenza non prima di metà ottobre

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Bocciata la relazione Augello con 14 voti contrari, a favore il solo relatore. Il nuovo relatore, dopo il no alla mozione Augello, è il presidente della Giunta Dario Stefàno, di Sel. A lui spetterà il compito di stendere una nuova relazione. Per la decadenza di Berlusconi, che dovrà passare anche per il Senato, tempi comunque non brevissimi. Difficile che l’Aula di Palazzo Madama si pronunci prima di metà ottobre. Tutto rinviato, il tunnel è ancora lungo, ma si inizia a vedere la luce?

 

Decadenza di B.: pregiudiziali respinte e l’esercito invade via del Plebiscito

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Pregiudiziali respinte, il Pdl lascia l’aula chiamandosi ora Forza Italia. Ma il risultato non cambia: le questioni preliminari della relazione Augello sono state respinte con 14 no e 9 si la prima; 14 no e 9 si la seconda. I senatori del Pdl hanno lasciato la Giunta per protesta.

 L‘Esercito di Silvio “invade” via del Plebiscito. Succede nella serata di mercoledì 18 settembre, poco prima del voto della giunta sulla decadenza e poco dopo il videomessaggio diffuso dall’ex premier in cui si annuncia il ritorno di Forza Italia.

Per dare sostegno al loro leader i coordinatori dell’ “Esercito di Silvio” sono in via del Plebiscito con bandiere, un palloncino e tanti adesivi sulle giacche. Le bandiere sono sia dell’Esercito di Silvio e sia di Forza Italia.

“Siamo i coordinatori dei vari reggimenti sparsi per l’Italia, ovvero i club della Libertà – spiega il fondatore dell’Esercito di Silvio, Simone Furlan – veniamo dalla Toscana, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dalla Campania. Qui stasera siamo una cinquantina, soltanto una rappresentanza. Volevamo manifestare davanti al Senato ma per problemi di ordine pubblico non c’è stato consentito e così siamo venuti davanti all’abitazione di Berlusconi. Rimarremo qui – conclude – fin quando ci sarà il voto della Giunta delle Autorizzazioni”.

Ogni tanto dal piccolo gruppo, controllato da un cordone di forze dell’ordine, partono dei cori: “Silvio, Silvio” oppure “Silvio c’è”.
La manifestazione di solidarietà, è iniziata, secondo gli organizzatori alle 20,40 e si concluderà, poi, con una visita della nuova sede del partito in San Lorenzo in Lucina.

L’ora X: riunita la Giunta per la decadenza di B. Pdl fuori prima del voto

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I “Commissari” dovranno pronunciarsi sulla relazione di Andrea Augello (Pdl) che propone la convalida dell’elezione di Berlusconi nonostante la sentenza di condanna per il caso Mediaset. Malan (Pdl) entrando afferma “Le premesse purtroppo non sono per nulla buone” e poi aggiunge: “Speriamo, almeno in questa occasione, di avere un ascolto vero e che non vengano dichiarate manifestamente infondate la questione di costituzionalità delle norme e quella della loro congruità con la normativa Ue”.

Prima di entrare in Giunta, Stefania Pezzopane (Pd) ha dichiarato  “Dovrebbe essere una riunione non lunga: interverranno i capigruppo e poi il voto. Non sbrodoliamo questa situazione imbarazzante per il Paese” e poi ha aggiunto “Il discorso di Berlusconi è da anarco-insurrezionalista. E’ uno stalker del governo, più minaccioso nei confronti dei suoi ministri”.

E’ stato deciso poi che il Pdl lascerà l’aula prima del voto.

Intanto la Lega Nord annuncia che voterà “sì” alla relazione di Augello che propone la convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi nonostante la condanna definitiva a quattro anni di carcere per la vicenda Mediaset. A confermarlo, nel corso della sua dichiarazione di voto, è Erika Stefani.

La battaglia del voto palese!

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A Berlusconi rimaneva un’ultima carta e ha portato la battaglia sul voto palese o voto segreto. Dopo la Lega e l’ M5S che avevano ribadito la necessita del voto palese, ora a questa decisione sembrano unirsi anche Pd e Udc.

Nicola Latorre del Pd dichiara all’Ansa: ”Mi auguro che si voti con voto palese, bisogna avere il coraggio delle proprie posizioni, ancor più in passaggio così delicato. Sono assolutamente tranquillo, – aggiunge LaTorre – il Pd è compatto su questo”, osserva pur ricordando come il regolamento preveda voto segreto.

Sullo stesso tema interviene il segretario dell’Udc Pierferdinando Casini. Alla festa dell’Udc in corso a Chianciano Terme, casini spiega: “Il regolamento del Senato è inequivocabile e prevede voto segreto. Sotto il profilo personale mi augurerei la trasparenza di un voto palese perché è giusto che in quella sede ciascuno si assuma la propria responsabilità, in Senato, davanti agli italiani”.

Formisano e l’idea per il caso Berlusconi: candidarlo alle Europee in Estonia

berlusconi-estonia-tuttacronacaIl Messaggero riporta un dialogo intercettato in un corridoio del Transatlantico di Montecitorio e intarcorso tra l’onorevole del Centro democratico Nello Formisano e un esponente del Pdl. “E se Silvio Berlusconi, pur decaduto da senatore, si candidasse in Europa?”. “In Europa? Impossibile! Il Cavaliere è incandidabile”. “No, non alle Europee dalle liste formate in Italia, ma in un altro degli altri 27 Paesi europei dove la legge Severino non ha alcun valore giuridico…”. C’è quindi chi sostiene l’idea mentre tra colombe sia di centrodestra che di centrosinistra si cerca un modo per risolvere il caso Berlusconi. Il leader del Pdl, se Giunta e Aula di palazzo Madama lo dichiarassero decaduto, perderebbe il diritto all’elettorato attivo e passivo ma questo non significa che non possa presentare la sua candidatura alle europee. Dovrebbe però farlo in un Paese dell’Unione dove non sia valida la legge Severino. Spiega sempre il Messaggero che “Un precedente esiste e, per puro paradosso, riguarda un comunista tutto d’un pezzo come Giulietto Chiesa. Il giornalista già corrispondente da Mosca poi entrato in politica, prima con Di Pietro poi in diverse formazioni neo-comuniste, si presentò alle Europee del 2009 candidato in Lettonia all’interno della lista ‘Per i diritti umani in una Lettonia unita’, formazione che rappresenta la minoranza russa lettone. Il Pctvl mandò a Strasburgo una sola deputata eletta. Non era Chiesa, purtroppo, che non ce la fece e la cui carriera si disperse. Ove eletto, tuttavia, l’elezione di Chiesa sarebbe risultata valida.” A questo punto non resta che chiedersi dove Berlusconi prenderebbe i voti, e si potrebbe pensare all’Estonia, nella cui capitale, Tallin, dove “ha il suo quartier generale Ernesto Preatoni. Immobiliarista di fama e peso, titolare del gruppo Domina, che vanta grossi insediamenti turistici in Italia come in Egitto, Preatoni è chiamato il Gianni Agnelli estone, ma soprattutto è un grande e sincero amico del Cav: procurargli i voti sarebbe un gioco da ragazzi.” E’ lo stesso Formisano a spiegare perchè Berlusconi dovrebbe fare questa fatica: “Perché al Parlamento Ue lo scudo dell’immunità parlamentare è altissimo come dimostra il caso De Magistris. Quando era parlamentare europeo, usò le sue prerogative e il suo status per difendersi da semplici rinvii a giudizio, entrambi rispediti al mittente dal Parlamento di Strasburgo, che non accetta mai sui suoi membri richieste di indagine, figurarsi di arresto, da parte dei giudici locali”.

“A Silvio”: Vito Crimi e la lirica per Berlusconi

a-silvia-crimi-tuttacronacaE’ stata imparata a memoria da intere generazioni di studenti la poesia A Silvia di Giacomo Leopardi. Il Risorgimento era finito da poco quando il poeta compose i suoi immortali versi. Ora, dopo 185 anni, ne arriva una rilettura a firma Vito Crimi. Il Cittadino pentastellato, infatti, ha dedicato un poema proprio a Silvio (Berlusconi) sulla sua pagina Facebook.

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Il calendario della Giunta: mercoledì al voto!

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La Giunta per l’immunità del Senato ha accolto all’unanimità la proposta del presidente Dario Stefano di votare mercoledì sera. Questo è il calendario dei lavori: lunedì, dalle 15 alle 20; martedì, dalle 9 alle 14; mercoledì, dalle 20.30 in poi dichiarazioni di voto e voto.

L’esercito dei figli di B.: “papà dimettiti”, ma “Papi” non si dimette

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L’esercito è in campo, ma stavolta non è l’esercito di Silvio, ma quello dei figli di Berlusconi. A cena portano i documenti che servono per la richiesta ufficiale di grazia al Presidente, ma il leader del Pdl non vuole ancora mollare, almeno “per ora”. La strada è diventata un sentiero accidentato e sembra quasi che non ci siano neppure scappatoie nel sottobosco politico. O il voto in giunta con probabile esito negativo, almeno stando ai sondaggi e alle previsioni, e quindi decadenza da senatore e rottura delle larghe intese oppure l’alternativa è quella della grazia al Capo dello Stato e l’uscita di scena dal teatro politico. Questa seconda ipotesi sembrerebbe rappresentare alcuni vantaggi anche per la famiglia, primo fra tutti la salvaguardia delle aziende. Quella grazia chiesta dai figli sarebbe per Berlusconi un grande vantaggio anche perchè da solo non può chiederla in quanto, significherebbe, in qualche modo riconoscere la propria colpevolezza. Secondo Il Giornale “Per questo i i cinque figli come le dita di una mano, si sono fatti avanti a a formulare la richiesta al Presidente della Repubblica. Una mossa suggestiva che avrebbe sicuramente un impatto non indifferente sulle istituzioni che avrebbe anche un valore di protezione verso un padre così vulnerabile”.

Come si legge su La Repubblica:

Non ci sono più condizioni per evitare il voto in giunta e poi in aula, qualsiasi trattativa coi democratici appare preclusa. Il diktat lanciato da Villa San Martino è allora di combattere a Sant’Ivo alla Sapienza giorno per giorno. Cercare di strappare giorni, settimane, magari un mese prezioso. Ed è quello che i suoi iniziano a fare in ufficio di presidenza della giunta fin dal pomeriggio. Ottengono poco o nulla, ma oggi si riprende. Con quale obiettivo? Quel che gli avvocati Ghedini e Longo gli spiegano a più riprese è che con molta probabilità il presidente della Repubblica Napolitano si ritroverebbe con le mani legate se nei prossimi giorni arrivasse un voto definitivo dell’aula di Palazzo Madama che sancisse la decadenza. Con difficoltà, è la tesi, potrebbe procedere alla commutazione della pena detentiva (domiciliari o servizi sociali) in pecuniaria, ancora meno a una grazia, in presenza di un voto parlamentare. Molto meglio se la decadenza seguisse, automatica, l’interdizione che il 19 ottobre la Corte d’Appello di Milano dovrà infliggere (da uno a tre anni)”

Quindi un futuro nero sarebbe quello che si prospetta davanti agli occhi dell’ex Premier e che non lascia molti raggi di luce. Sempre su La Repubblica si legge:

È in questo clima che i figli sono tornati alla carica. A metterlo alle strette. Per tutto il giorno è rimasto blindato a Villa San Martino proprio con i loro, mentre un via vai incessante di avvocati conclamava la gravità del momento. Nessuna voglia di parlare con i dirigenti Pdl, non sono loro a poterlo salvare, non la politica ormai. Raccontano che Marina, Piersilvio e Barbara si siano presentati ieri sera a cena portando poche cartelle da loro controfirmate con la richiesta ufficiale di grazia al capo dello Stato. Il gesto estremo e clamoroso della famiglia.

Da accompagnare, inevitabile, con le dimissioni dalla carica di senatore, prima di qualsiasi pronunciamento della giunta delle elezioni. Un atto di «responsabilità e coraggio», gli chiedono i figli più grandi. Lui resiste, non accetta. «Non vi autorizzo a presentarla, non è il momento, non ora» sarebbe stata la reazione a caldo. Ma la richiesta è lì sul tavolo. E ci resta. «Non lo farà» giura Angelino Alfano parlando a chiusura della festa “Controcorrente” del Giornale a Sanremo. Berlusconi resta in silenzio e spaesato, smarrito, «non sa in realtà che fare» confida chi gli ha parlato.

Quello strano rebus che si sta consumando nella Giunta!

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E’ la seconda seduta della Giunta del Senato  che dovrà decidere sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi. Stasera si è avviata una “discussione unica” sulle questioni pregiudiziali presentate ieri dal relatore Andrea Augello del Pdl. Prima della discussione c’è stato comunque spazio per una quarta questione regiudiziale che sarà presentata dal senatore del Pdl, Lucio Malan. Dario Stefano, presidente della giunta, prima di entrare ha risposto ai giornalisti che lo attendevano fuori da Sant’Ivo alla Sapienza e riguardo ai tempi per votare la decadenza del senatore Berlusconi ha risposto semplicemente “Resto a quello stabilito ieri”.

Andrea Augello parlando con i giornalisti ha espresso tutta la sua incertezza: “Dobbiamo aspettare la fine della riunione per capire quello che succederà, perché ci troviamo, come ho detto due volte, in un vuoto regolamentare”.

Intanto si è anche appreso che Enrico Letta ha incontrato nel pomeriggio a palazzo Chigi il vicepremier Angelino Alfano e gli altri ministri del Pdl. Sembrerebbe che la crisi di Governo da questo colloquio sia stata scongiurata e che ci possano essere le condizioni perché il governo vada avanti.

Intanto los contro in Giunta si ha sin dalle prime battute quando Augello deposita un’integrazione di 25 righe, nella quale specifica che i documenti presentati ieri non sono da intendersi come pregiudiziali, ma come questioni preliminari alla relazione. Contestualmente chiede che si svolgano 4 singoli voti – uno per ogni questione preliminare e uno per la relazione – alla fine della discussione generale. Ciò allungherebbe i tempi e farebbe slittare il voto.

Nelle tre cartelle consegnate questa sera alla Giunta per le Immunità del Senato dal relatore sul caso Berlusconi, Andrea Augello, trapela che non c’è stata nessuna proposta sulla decadenza o meno del Cavaliere. Si sottolinea solo come la cosiddetta legge Severino dovrebbe semplicemente ispirarsi al recepimento della normativa europea sul fronte dell’anticorruzione senza nessuna integrazione ulteriore come quella della delega.

Qui è possibile visionare l’integrazione del relatore Augello

Il Pd insiste però sembra insistere sul voto unico. C’è quindi scontro all’interno della Giunta e anche il socialista Buemi chiede un’unica votazione. Per Felice Casson, per esempio, riferiscono fonti parlamentari, si deve invece partire dalla proposta di convalida. Intanto sul Twitter del M5S al Senato si legge:

A cui segue:

Mentre sono in corso i lavori della giunta Epifani scrive su Facebook: “Di fronte all’interruzione di un governo di servizio, noi avremmo il dovere di renderne un ultimo al Paese: cambiare questa legge elettorale, piena di problemi e che non offre ai cittadini possibilità di scelta”.

Intanto a Matrix, Epifani afferma “La legge è uguale per tutti e quando c’è una sentenza si applica se in uno Stato non fosse così ci sarebbe solo la legge della giungla”

Intanto in giunta si assiste a un nuovo “blocco”. A quanto si apprende, il relatore Andrea Augello avrebbe preso tempo di fronte alle richieste insistenti di presentare le conclusioni.

Mentre c’è l’impasse alla Giunta su Canale 5 a Matrix Epifani dichiara: “Mi fido di quello che hanno deciso i giudici, considero la sentenza veritiera, equilibrata e giusta e poi in ogni caso le sentenze definitive devono essere rispettate”.

Intanto arriva anche un nuovo tweet del M5S:

Durante un pausa dei lavori  è il senatori del Psi Buemi che si lascia avvicinare e afferma “Ci sarà un voto unico sulla relazione nella quale sono state inserite, come punti di discussione, anche le pregiudiziali presentate dal senatore Augello” che poi ha spiegato “si è convenuto di far riferimento all’Art.10 primo comma del regolamento. Esso prevede che il relatore debba proporre la decadenza o la conferma del senatore al termine della relazione. E’ già un risultato importante perchè abbiano raggiunto una buona convergenza”. E poi ha  concluso “credo che questa sera non arriverà alcun voto”.

Anche Casson, durante la pausa riferisce sull’andamento dei lavori della Giunta: “Il relatore Augello non ha ancora sciolto la riserva, non ci ha ancora detto quale è la sua proposta. Si sta discutendo. Non si sa ancora se sono questioni pregiudiziali o preliminari”.

ARRIVA LA PROPOSTA DI AUGELLO:  il Cavaliere non decada.

E’ incardinata la discussione generale sulla decadenza di Silvio Berlusconi con la proposta del relatore Augello di una convalida della sua elezione. Lo annuncia la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, uscendo dalla Giunta per le elezioni, intanto si apprende anche che le pregiudiziali presentate nella scorsa seduta sono state ritirate.

La discussione continua giovedì alle 15.

Artentato n.3: il manichino di Berlusconi trovato impiccato a Milano

berlusconi-artentato-tuttacronacaEra il 2011 quando in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano, fece la sua apparizione un manichino raffigurante Silvio Berlusconi. Il “corpo” era steso in una pozza di sangue finto e con un taglierino stretto in mano. Sul petto, la dicitura “Artentato”. I ragazzi che avevano posizionato il manichino, tutti con il volto coperto da un cappuccio, in un messaggio spiegavano che l’ex premier era solo ”La punta dell’iceberg di un sistema immobile che non è in grado di risolvere la crisi. LItalia non ce la fa più”. A distanza di quasi due anni (il manichino in quell’occasione comparve il 27 ottobre) il fantoccio rappresentante Berlusconi è tornato a Milano. Questa volta è stato trovato “impiccato” a un albero in piazza XXIV maggio. Accanto a lui un messaggio lapidario, redatto su dei fogli A4: ”La decadenza di Berlusconi, non impiccate l’Italia”. La polizia ha provveduto a rimuovere il manichino accanto al quale appariva la scritta “Artentato n.3″ e ora indaga per risalire agli autori dell’installazione, rivendicata anche questa volta dalla Brigata Artistica che torna a prendere di mira Berlusconi dopo la parentesi contro i veli e i burqa. L'”Artentato n.2”, infatti, comparso il 3 dicembre 2011, rappresentava una donna velata crocifissa che era stata appesa sul tetto del Mondadori Multicenter in piazza Duomo, ancora una volta a Milano.

50 sfumature di… Silvio! Travaglio e Casellati da Lilli Gruber

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Berlusconi e le 50 sfumature… peggio delle 7 vite dei gatti! E così Travaglio ospite in collegamento da Lilli Gruber durante l’intervista in studio della senatrice Casellati del Pdl fa notare come sia “assurdo” chiedere l’incostituzionalità di una legge dopo averla votata e approvata. Travaglio parla di una vera e propria elemosina che dall’Italia ora approda in Europa. Ma la senatrice pidiellina risponde come di rito: la retroattività della legge non è applicabile né costituzionale, perché le leggi penali non possono essere retroattive. Poi c’è anche l’invocazione che ripercorre il totale di tasse pagate da Berlusconi e come sempre tale numero viene preso a esempio della presunta “correttezza” nel pagamento delle imposte… ma proprio su questa frase si scatena l’ira di Travaglio che attaccandosi alla frase della Casellaro che afferma  “Io ho letto tutti gli atti” e il giornalista replica  “Mi dispiace per i suoi clienti, se li capisce così” e apre un dibattito sull’attitudine alla comprensione della Casellati. Marco Travaglio esplode poi chiamando  “putta***e” quelle che dice la senatrice, e vorrebbe interrompere il collegamento, la Casellati replica che se ne vuole andare e a quel punto è Lilli Gruber a dover ristabilire la calma… Alla fine la trasmissione finisce con una disquisizione “Silvio pregiudicato o gran signore?”

Le 50 sfumature di Silvio proseguono… nella Giunta del Senato domani a partire dalle ore 20.00! Pop corn per tutti?

Decadenza Berlusconi. Giunta riunita: è scontro. Domani si aggiorna

decadenza-berlusconi-tuttacronacaSi è riunita la Giunta delle Elezioni e delle Immunità del Senato con all’ordine del giorno il caso della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore in seguito alla sentenza definitiva di condanna per il caso Mediaset. Prima di svolgere la relazione, il pidiellino Andrea Augello avrebbe posto tre questioni pregiudiziali: il partito punta a chiedere un rinvio per esaminare i tre temi sollevati dal senatore (l’ipotesi di un ricorso alla Consulta, il rinvio alla Corte europea di giustizia e la questione dell’interpretazione del merito della legge Severino) ma le voci che si alzano dal Pd si oppongono. Tra queste Pezzopane che ha detto “No a rinvii senza senso”.Secondo le prime indiscrezioni, una considerevole parte della relazione di Andrea Augello si incentrerà sulla necessità di sottoporre gli aspetti della retroattività della legge Severino al vaglio della corte di giustizia europea che ha sede in Lussemburgo. Stando a quanto si apprende ,qualche giorno fa Augello ha inviato una nota ai membri della Giunta nei quali accennava a grandi linee i punti affrontati nella sua relazione. Per il democratico Casson, che ha parlato con i cronisti prima di entrare in giunta, il ricorso di Silvio Berlusconi alla corte di Strasburgo è “chiaramente non ricevibile perché ci vuole un provvedimento definitivo che in questo caso non c’è. Il fatto che ne stiamo discutendo vuol dire che non c’è provvedimento definitivo”. Da parte sua, il pentastellato Vito Crimi ha annunciato in Facebook che non farà “il live blogging della giunta al fine di non fornire alcun pretesto a coloro che potrebbero usare tale scusa per perder tempo con sterili e inutili polemiche.”

crimi-giunta-tuttacronacaPrima di entrare nella Giunta delle Elezioni, anche il senatore di Scelta Civica Benedetto Della Vedova ha parlato con i giornalisti spiegando “Che la legge Severino fosse retroattiva, come altre leggi sull’elettorato passivo, era una cosa chiarissima tanto è che nessuno ha mai sollevato obiezioni”. Ha poi spiegato: “Io la legge l’ho votata convintamente come i colleghi del Pdl e prescindendo dal caso in questione. Era la legge liste pulite, la risposta all’opinione pubblica per quello che era successo”, sottolineando “se non valesse il cosiddetto principio di retroattività significherebbe che abbiamo scherzato, significherebbe cioè, per fare dei nomi a caso, che Lusi, Belsito, Fiorito, avendo fatto le cose che hanno fatto prima dell’entrata in vigore” della legge Severino” sarebbero comunque candidabili. Anche il Cittadino a 5 Stelle Giarrusso ha condiviso la sua opinione con la rete prima dell’inizio dei lavori: “In giunta per le elezioni e le immunità per far rispettare la legge e rimettere sulla giusta strada questo paese”.

giarrusso-giunta-tuttacronacaDa quanto viene riferito, le questioni pregiudiziali presentate dal Pdl alla legge Severino saranno votate prima della relazione di Andrea Augello sul caso Berlusconi. Lo si apprende da fonti presenti in giunta. È probabile che non si voti oggi, in ogni caso per Silvio Berlusconi si allungano i tempi. Intanto, sul sito Facebook dei senatori pentastellati si legge: “Notizie dalla giunta per le elezioni. Il relatore Augello (pdl) si rifiuta di presentare conclusioni e avanza solo questioni pregiudiziali ex articolo 93 del regolamento del Senato. Vuole solo perdere tempo”. Messaggio ribadito in Twitter:

m5s-decadenza-tuttacronacaL’ANSA, nel frattempo, ha raccolto un’indicazione da fonti della Corte europea dei diritti dell’uomo secondo la quale la prima valutazione sull’ammissibilità del ricorso presentato da Silvio Berlusconi “potrà arrivare non prima di tre-quattro mesi”.

giunta-decadenza-berlusconi-tuttacronacaDa fonti Pd in giunta, si apprende che il Partito Democratico ha chiesto e ottenuto che il voto che ci sarà sulle pregiudiziali alla legge Severino equivalga al voto sulla relazione di Andrea Augello. Lo si apprende da fonti del Pd in giunta.

Mentre la Giunta delle Elezioni e delle Immunità del Senato prosegue, Mariastella Gelmini esprime la sua opinione via Twitter: “Spero che il custode e l’interprete del diritto per il Pd non sia Casson o finisce male…”.

gelmini-giunta-tuttacronacaE’ stato reso noto, nel frattempo, che mercoledì 11 settembre alle 13 ci sarà una riunione dei gruppi del Pdl, Camera e Senato, alla presenza di Silvio Berlusconi. In una pausa dei lavori della Giunta il senatore Psi Enrico Buemi ha fatto sapere: “La giunta non sta discutendo, sta ascoltando il relatore. Siamo a due terzi della relazione e mi sembra impossibile che si arrivi a un voto oggi”. Anche sulla pagina Twitter di Senato 5 Stelle viene sottolineata la lentezza con la quale Augello sta leggendo la relazione:

augello-twitter-tuttacronacaSpiega Giarrusso: “L’unico testo che c’è stato presentato sono le 3 pregiudiziali. Adesso è in discussione l’ultima, poi ogni gruppo avrà 10 minuti per intervenire. Noi chiederemo che sulle pregiudiziali si voti questa sera stessa e, in caso di voto contrario, che il relatore venga sostituito. Credo che il Pd sia sulle nostre posizioni, ma bisogna chiederlo a loro. Il Pdl punta a un rinvio del voto chiedendo tempo per approfondire il testo di Augello, e anche in caso di bocciatura, Augello ha fatto capire che andrà avanti nel suo lavoro di relatore. Ma noi non siamo di questo avviso. Il Pdl presumo voglia chiedere 3 voti distinti su ogni pregiudiziale, ma il voto per noi deve essere unico”. Il voto, però dovrebbe arrivare domani mattina. Come spiega l’Huffington Post, “La scelta del Pdl di presentare tre pregiudiziali, di fatto anticipa il giudizio della giunta sull’operato del relatore Augello. Ciascuna pregiudiziale contiene infatti il mandato della giunta ad Augello affinché a nome della giunta proponga il ricorso alla Corte costituzionale e alla corte di Lussemburgo.” Qualora le pregiudiziali fossero respinte, Augello si dimetterebbe da relatore e ne sarebbe nominato un altro, espressione della nuova maggioranza. Pd e m5s sono favorevoli a votare quanto prima ma bisogna attendere anche gli interventi dei gruppi, calcolati in 10 minuti ognuno. Inoltre, Augello ha chiesto tempo per presentare anche gli allegati. Al riguardo, c’è generale intesa a consentirgli di produrre gli allegati, a patto che la seduta di questa sera venga aggiornata a domani, non come nuova seduta, ma come seguito di quella odierna. Domani quindi potrebbe esserci il voto.

Intanto Giovanardi ha dato la sua motivazione sul perchè la Legge Severino non è applicabile al Senatore Silvio Berlusconi, nonostante sia stata già applicata a trentasette consiglieri regionali e comunali, ma “B. è un senatore non un consigliere regionale”:

Quando sono già passate le 19, il Pdl insiste per una sospensione dei lavori mentre Pd e Movimento 5 stelle, così come il presidente della Giunta della Giunta per le Immunità del Senato, Dario Stefano, sono d’accordo sul fatto che ci sia un voto unico, comprendente un giudizio sulle pregiudiziali alla legge Severino e sulla relazione di Andrea Augello. Sul fronte del Popolo della Libertà, Elisabetta Alberti Casellati ha proposto una sospensione per studiare le carte, Lucio Malan ha annunciato la presentazione di un’ulteriore pregiudiziale e anche Giacomo Caliendo insiste sul fatto che non si può procedere con voto unico.

Al tg della sera, Schifani ha commentato: “Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro. Un inaccettabile atteggiamento da parte del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle che addirittura intendono votare entro domani contro le pregiudiziali approfondite e dettagliate formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo”.

Brunetta ieri aveva annunciato che se la Giunta del Senato avesse accelerato, sarebbero finite le discussioni.

Oggi è tornato a rivolgere un appello al Pd: che lasci la parola alla corte. “Alla fine di questa giornata impegnativa e tesa voglio fare un ultimo appello alla ragionevolezza e al buon senso. Per settimane giuristi e commentatori – di ogni orientamento – si sono confrontati e scontrati sull’applicazione della legge Severino. Il Paese è altrettanto diviso e da entrambe le parti agli argomenti giuridici si sovrappongono le passioni politiche. L’Italia non ha bisogno di ulteriori lacerazioni. Allora, mi domando: perché non lasciare che i dubbi siano risolti dall’unica sede imparziale cui la Costituzione attribuisce questo compito, la Corte costituzionale?” E ancora ha chiesto: “Perché lasciare che il voto, qualunque esso sarà, lasci nell’una o nell’altra parte l’incertezza sulle proprie ragioni? Perché affidare i destini dei prossimi mesi al fantasma del dubbio, che corrode il tessuto della convivenza, impedendo che, invece, gli animi si plachino di fronte ad una decisione cui non ci si potrà non inchinare? Attenzione alle tentazioni di giustizia sommaria – conclude – perché certe ferite, in un Paese così lacerato, non si rimargineranno con facilità”.

Dopo che il presidente della Giunta per le Immunità del Senato, Dario Stefano, ha proposto di aggiornare la riunione alle 12 di domani, si è deciso che la Giunta per le Elezioni e le Immunità del Senato si aggiorna a domani sera alle 20.

Violati i diritti di un uomo? Berlusconi si appella a Strasburgo

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Ha varcato i confini nazionali il caso di Silvio Berlusconi e approdato sui tavoli della Corte di Strasburgo per ricorrere all’Ue. Questa è l’ultimo passo con il quale il leader del Pdl cerca di aggirare il problema della decadenza e inficiare la condanna definitiva inflittagli dalla Cassazione. Secondo i legali di Berlusconi  nella legge Severino si potrebbe riscontrare la violazione dell’art 7 della  Convenzione dei diritti dell’uomo:

Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso

Il presente articolo non ostacolerà il giudizio e la condanna di una persona colpevole di una azione o di una omissione che, al momento in cui è stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.

Il ricorso arriva a poche ore dalla convocazione della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato che si riunirà lunedì per discutere sulla decadenza di Berlusconi.

La legge Severino, si legge nel documento di 33 pagine consegnato alla Giunta delle elezioni del Senato, viola l’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo perché l’applicazione in tema di incandidabilità e decadenza del ricorrente “è contraria al divieto di retroattività delle sanzioni penali”.
Sarà la mossa vincente per ritardare la decadenza?

La grande delusione di Berlusconi? Napolitano

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«Napolitano è la mia più grande delusione, so bene che era un comunista ma pensavo che fosse un migliorista liberale come quelli che ho conosciuto a Milano tramite Craxi negli anni Ottanta. I Quercioli, i Cervetti, i Bordini. Invece è anche lui uno stalinista al servizio delle toghe rosse. Vogliono vedermi morto tutti i nemici di Bettino di allora e i miei di oggi».
Ieri Gianni Letta e Fedele Confalonieri avevano cercato una difficile mediazione, tra una richiesta di grazia da parte di Silvio Berlusconi e una concessione della stessa da parte di Napolitano che invece avrebbe chiuso ogni spiraglio.

Oggi Alfano andrà ad Arcore e cercherà di tenere ancora in piedi il governo «Silvio guarda che il Colle ti chiede responsabilità ma offre il disgelo». «Stiamo solo perdendo tempo e rischiamo di perdere l’ultima finestra elettorale utile», ribatte Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl. Mentre colombe come Cicchitto, Gelmini e Saltamartini continuano ad appellarsi al Pd, chiedendo agli alleati di «non farsi accecare dai pregiudizi».

La partita sembra essere a un passo dallo scacco matto: arriverà prima la decadenza di Berlusconi o la crisi di governo? Sembra proprio che i giochi siano fatti e il Cavaliere è diventato l’alfiere che aggredirà il Re. Forse è l’assalto finale, forse un suicidio politico, forse l’ennesima battaglia di una guerra infinita. Chi perde? Gli italiani!

Berlusconi vs Napolitano: sarà guerra a suon di videomessaggi?

berlusconi-napolitano-discorsi-tuttacronacaNei computer dei direttori dei tg Mediaset è già presente un videomessaggio di Silvio Berlusconi, ma solo nelle prossime ventiquattr’ore arriverà, nel caso, la conferma definitiva per la messa in onda, che potrebbe avvenire domenica. Ma non c’è certezza: l’ultima valutazione prima della decisione è infatti legata alla reazione del Quirinale. Perchè stando a fonti pidielline, racconta l’Huffington Post, dal Quirinale sarebbe arrivato un messaggio a Villa San Martino e subito si è iniziato a tremare. L’intenzione di Napolitano, in caso di apertura della crisi, sarebbe quella di rivolgersi direttamente al Paese puntando il dito sui responsabili del disastro. Il mezzo sarebbe lo stesso, la televisione, che si trasformerebbe così in un campo di battaglia. Due gli schieramenti: da una parte le reti di Berlusconi che attacca governo e magistratura, dall’altro, a reti unificate, il Capo dello Stato che sottolinea come il leader del PdL sia il responsabile dello sfascio che apre una crisi che gli italiani sono destinati a pagare e proprio in un momento delicato. Senza contare che la caduta del governo sarebbe motivata da cause che esulano dal programma. Dal Colle non arrivano conferme, ma neanche si nega il possibile discorso. Fonti informate spiegano: “In questo momento non c’è nulla di deciso anche perché non si capisce che succederà. È chiaro che in caso di crisi Napolitano parlerà forte e chiaro, e tutte le ipotesi sono sul tappeto”. Del resto un discorso con il quale il Presidente si rivolge alla nazione non meraviglierebbe: lui stesso, al momento dell’insediamento, aveva avvertito infatti che, di fronte al mancato rispetto degli impegni presi, e di fronte alla “sordità” delle forze politiche, non avrebbe esitato “a trarne le conseguenze di fronte al paese”. Per Napolitano gli impegni presi riguardano proprio l’impianto di responsabilità che si è strutturato con la sua rielezione e con la nascita del governo Letta. Sul fronte opposto, per Berlusconi, c’è un impegno non rispettato nell’ambito del “pacchetto” che riguarda le garanzie sui suoi guai giudiziari.

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