Ora l’autoscatto… è a misura di bambino!

baby-selfie-tuttacronacaAnche i bimbi ora cadranno nella rete del selfie, la moda dell’autoscatto che spopola in rete? L’idea della nuova app pensata per i più piccoli è proprio questa. Vi sono animali stilizzati per attirare l’attenzione del soggetto e una macro icona della fotocamera che guidano i bambini nelle varie mosse per scatare il loro primo selfie: già pronti per sbarcare sui social quindi. Al momento l’app è solo per Android e si trova sul Play Store di Google.

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“Siamo sicure”, l’app per le donne, ma…

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Dare sicurezza alle donne e soprattutto metterle in guardia da comportamenti che potrebbero alla fine metterle in situazioni di presunto pericolo e fino a qui sembra che “siamo sicure”, scaricabile gratuitamente, possa essere un’app utile, ma poi ci sono consigli davvero “sui generis” che rendono quasi inapplicabile l’app ideata da Telefono Rosa,  sviluppata dalla società Kulta con il patrocinio del Comune di Firenze. E’ proprio il decalogo dei “comportamenti ritenuti sicuri da adottare per prevenire e contrastare situazioni di pericolo e potenziale violenza” che lascia perplessi.  Quando si esce di casa infatti si dovrebbe: 

1 “stare attenti al livello di illuminazione delle strade, evitando le vie deserte”

2 “stare attenta alle persone raggruppate senza un apparente motivo”

3“notare l’atteggiamento delle persone nei locali, cercare le eventuali uscite, munirsi di oggetti di difesa come uno spray urticante, una penna o un mazzo di chiavi” e “tenere la guardia alta soprattutto nelle attività di routine durante le prime ore della mattina o la sera tardi”.

4 D’altronde è “importante fare sport per poter essere pronte alla fuga in situazioni a rischio”

5 “in città guidare sempre con la sicura abbassata e sui treni o in metro evitare gli scompartimenti vuoti. Buona regola è anche non leggere, non ascoltare musica o distrarsi con il cellulare”.

Neppure fossimo in Vietnam! Ma le nostre città sono così insicure? Dobbiamo davvero preoccuparci o l’app esagera? Probabilmente l’allarmismo dell’app è esagerato, anche se i principi di fondo sono sicuramente giusti! 

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Emma espelle due comparse, facevano foto!

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Era stata chiesta la massima riservatezza e nessuna condivisione di foto sui social network durante le riprese del videoclip “Trattengo il fiato” di Emma Marrone che si stava registrando tra le quinte del Teatro Sanzio di Urbino, ma due ragazze, comparse scelte per il videoclip, hanno postato su Twitter alcune immagini dell’interno del teatro ed è stata la stessa cantante ad accorgersi di quanto stava accadendo e a riferirlo alla produzione che ha deciso di allontanarle.  “Abbiamo aspettato a lungo qui fuori – racconta Lorenza, una delle ragazze che ha partecipato alle riprese – poi alle 14 finalmente ci hanno fatto entrare e come prima cosa ci hanno raccomandato di non scattare fotografie o video e di non pubblicare niente sui social network”.

 

I nostri numeri telefonici sono a rischio!

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La nostra privacy e soprattutto i nostri numeri telefonici sono a rischio. Secondo i ricercatori della Gibson Security, una società statunitense specializzata nella sicurezza informatica, Snapchat, l’app che permette lo scambio di foto “a tempo”, attraverso una modifica alla funzione “Trova amici” dell’applicazione, ideata dal 23enne Evan Spiegel, un hacker, potrebbe rintracciare il numero di telefono e collegarlo all’account Snapchat dell’utente. La funzione si basa proprio sui contenuti all’interno della rubrica telefonica dell’utente e questi dati, correlati insieme a quelli dell’account Snapchat, in mano alla persona sbagliata, potrebbero dar luogo a un esponenziale catena per rintracciare migliaia di utenze. L’allarme sulla sicurezza dell’applicazione è stato lanciato lo scorso agosto, ma gli aggiornamenti, rilasciati da Snapchat negli ultimi quattro mesi, non hanno risolto la situazione, secondo i ricercatori americani.  “Avrebbero potuto risolvere il problema con sole dieci righe di codice“, è la stoccata finale di Gibson Security.

iSalvini: il leghista a portata di un’app

isalvini-tuttacronacaLa politica ora sbarca sugli smartphone e lo fa tramite un’app. L’idea è del leghista Matteo Salvini che ha lanciato iSalvini per far propaganda e permettere a chi lo desidera di rimanere aggiornato su quello che fa il candidato leader. Ed è un’occasione per rilanciare i suoi cavalli di battaglia, immigrazione ed euro. Tra le foto in posa, s’intuisce il progetto di una candidatura a sindaco di Milano: “Dal 1993 al 2013 è stato consigliere comunale a Milano – si legge nella biografia – incarico che si è ripromesso vuole tornare a fare, magari puntando più in alto”

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Religione a portata di un’app

smartphones-religioni-tuttacronacaSmartphone e religione. E’ questo il connubio che si è venuto a creare grazie a delle apposite app pensate per i credenti ai quali offrono dai quiz alle utility per localizzare ristoranti e bar “halal”, dove tutto è cucinato secondo la legge islamica. E per non sentirsi soli in rete, arriva anche il social network “Christian Cafè”, per chattare con altri utenti che devono avere come caratteristiche imprescindibili l’essere single e religiosi. Ai fedeli 2.0 è data anche l’opportunità d’individuare i propri peccati tra una lunga lista e scoprire le preghiere di penitenza che fa al caso loro con un solo click grazie a Confession, e poco importa se la posizione ufficiale della Chiesa cattolica è quella che il sacramento è valido solo grazie al rapporto diretto con il confessore: lo smartphone è sempre a portata di mano e non ha orari. E se i cristiani possono far riferimento al sito christianapps.com, per i credenti delle altre religioni arrivano app appositamente create, come la bussola per individuare la posizione della Mecca, il jukebox di canti sacri buddisti e anche l’elenco esaustivo delle divinità e delle festività induiste.

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#novesunove il twitter di Marco Borriello

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E’ Marco Borriello a scrivere su Twitter, poche ore dopo la fine del match contro l’Udinese, dove la Roma ha portato a casa la nona vittoria consecutiva. Un twitter quasi liberatorio dopo una gara difficile, risolta all’ultimo.
«Con Capitan Bradley si vola! #novesunove», così Marco Borriello che condivide anche la foto della squadra in posa sull’aereo per far ritorno a Roma.  Intanto Totti era stato eloquente: «Abbiamo dimostrato di avere le pa**e».

Il ragazzo che s’innamora di chi gli ha rubato il cellulare

phone_fb-tuttacronacaPoteva essere proprio una giornata storta quella del 24enne Niklaus Knecht, al quale hanno rubato il telefono durante un viaggio in treno. Ma la fortuna ha arriso allo studente: la ladra altri non era che un’avvenente ragazza che aveva iniziato a farsi foto con lo smartphone, scatti che venivano immediatamente trasmessi al pc del giovane. Nel giro di poco, Niklaus si è invaghito della bella ladruncola. Ora il 24enne sta facendo di tutto per riuscire a incontrare la giovane marocchina: “Sono sicuro che lei non c’entra nulla con il furto originale, sembra una brava ragazza”. Per non lasciare nulla intentato, Niklaus ha anche aperto una pagina Facebook per rintracciarla e ha lanciato un messaggio ironico: “Puoi tenere il telefono se esci con me”.

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Inciviltà virtuale: possibile istigazione a delinquere e l’attacco al sindaco

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Twitter è davvero un luogo di comunicazione o è un campo di battaglia mediatico dove violenza e odio trovano terreno fertile insieme all’istigazione a delinquere? Forse non è l’El Dorado del dialogo, come non è l’inferno criminale. Tanti gli utenti e molte le idee, inevitabili gli scontri verbali… ma forse stavolta si è superato il limite quando un utente del social con l’uccellino,  Michele Catalano, ha postato ‘”ma Rumeni che vanno a fa ‘na rapina a casa di Al Bano e lo menano non ce ne stanno?!???”. Secca la risposta del sindaco di Bari, Michele Emiliano,  che è intervenuto a difendere il cantante di Cellino San Marco: ”Ma ha bevuto troppo – chiede il primo cittadino – o parla sul serio?”.

Allo scambio di battute sul social network si unisce anche una terza persona che invita Emiliano a non essere ”sempre arrogante”.

Il giallo della lettera scomparsa: De Gregorio non ha prove contro Berlusconi?

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“L’originale della lettera consegnata dall’allora console italiano Alessandro De Pedys a Sergio De Gregorio non si trova”. Così la Guardia di Finanza spiega di non aver trovato negli archivi del Ministero degli Esteri la lettera che incastrerebbe Silvio Berlusconi secondo quanto affermato da Sergio De Gregorio. Nella lettera ci sarebbero dovute essere le presunte pressioni di Silvio Berlusconi per bloccare la rogatoria nell’ex colonia britannica ai tempi dell’inchiesta Mediaset.

Lo scorso lunedì 30 settembre la Guardia di Finanza su richiesta dei pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, si è recata alla Farnesina per acquisire la documentazione sulla vicenda, e in particolare quella missiva non ancora trovata, di cui lo stesso De Gregorio aveva parlato lo scorso 10 settembre nel suo interrogatorio davanti ai due pm.

Durante le acquisizioni è però spuntata un’insolita e alquanto anomala lettera dei legali dei co-imputati cinesi di Berlusconi e Frank Agrama nell’inchiesta sui diritti tv, che venne inviata il 23 giugno 2008 all’allora ministro degli esteri Franco Frattini e che ora, assieme a tutte le carte raccolte la scorsa settimana, è depositata agli atti del processo Mediatrade a carico di Piersilvio Berlusconi, di Fedele Confalonieri, dello stesso Agrama e di altre persone. Il Cavaliere, invece, è uscito dal procedimento con un proscioglimento disposto al termine dell’udienza preliminare.

De Gregorio una ventina di giorni fa ha raccontato ai magistrati di Milano di “aver avuto” copia di quell’ “appunto” sulla richiesta di assistenza giudiziaria da De Pedys, durante la sua visita ufficiale a Hong Kong nel 2007. Appunto che ha consegnato agli inquirenti, i quali però una settimana fa sono andati a ‘caccia’ dell’originale.

Originale che non è stato trovato né, come si legge nel verbale della Guardia di Finanza, nella cassaforte della Direzione Generale del settore Italiani all’Estero e Politiche Migratorie della Farnesina, né nello speciale “armadio corazzato” in quanto, come ha spiegato un funzionario, non è da escludere che non fosse stato “protocollato ufficialmente” e quindi non “rinvenibile tramite i sistemi di protocollazione elettronica”.

Gli investigatori, però, durante la loro ‘visita’ negli uffici del ministero hanno acquisito altra documentazione inerente alla rogatoria a Hong Kong. E così, tra le carte, è spuntata l’insolita lettera dei legali dei coimputati cinesi di Berlusconi e Agrama nell’inchiesta sui diritti tv. Inchiesta per la quale l’ex premier è stato condannato definitivamente a 4 anni di carcere mentre per la rideterminazione al di sotto dei tre anni dell’interdizione dai pubblici uffici la Corte d’appello ha fissato l’udienza per il prossimo 19 ottobre.

Gli avvocati dei due cittadini di Hong Kong, nell’estate del 2008, scrissero all’allora ministro degli esteri Franco Frattini chiedendo di trasmettere, non appena l’avesse ricevuta, al collega della Giustizia Angelino Alfano una lettera del giugno del 2008 in cui si riferiva di una sorta di “controrogatoria”, con la quale la corte di Hong Kong voleva interrogare come testimoni i pm De Pasquale e Spadaro e i loro consulenti in merito a presunte irregolarità avvenute quando erano stati nell’ex colonia britannica per assistere alla rogatoria. La lettera è stata acquisita, mentre né Frattini né Alfano risultano coinvolti negli accertamenti della magistratura.

 

Per la Bonino i Marò non sono più innocenti? S’infuria Terzi.

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L’America ha sempre difeso i suoi militari anche di fronte ai crimini più efferati. I militari sono sempre stati per gli Stati Uniti degli eroi, e forse se in alcuni casi il comportamento degli americani è andato oltre anche al buon gusto, c’è comunque da riconoscere il ragionamento alla base della difesa ad oltranza: i militari sono lo scudo del paese se permettiamo agli altri di intaccare questo scudo, si apriranno falle e ognuno potrà usare i militari come strumento per attaccare il nostro Paese. In definitiva se i militari non si sentono tutelati perché dovrebbero rischiare la vita per il loro popolo?

Invece in Italia i marò sono stati lasciati nelle mani indiane, nonostante c’è chi sostenga con fatti evidenti la loro innocenza,   non ne sembra convinta una delle più alte istituzioni dello Stato. il nostro Ministro degli affari esteri  Emma Bonino:

“Non è accertata la colpevolezza, e non è accertata l’innocenza. I processi servono a questo”. Con questa frase lapidaria lo staff  di Emma Bonino dà l’ultimo colpo di mannaia addosso ai marò. Il post è stato scritto sulla pagina Facebook aperta per  “ospitare pareri e commenti sulla vicenda che ha coinvolto i due marò italiani Girone e Latorre”. Anche  l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata. Su Twitter Terzi scrive (ricevendo anche molti pareri in sintonia con il suo pensiero):

Come scrive oggi Repubblica, il commento di ieri della Farnesina ha in qualche modo “rotto il fronte dell’innocentismo a tutti i costi che il governo italiano ha seguito fino ad oggi”.

Una linea solo apparente, perché nei fatti i tre ministeri maggiormente coinvolti (presidenza del Consiglio, ministero degli Esteri e della Difesa) riservatamente conoscono le prove contro i due marò e ammettono che una condanna da parte dei giudici indiani è possibile. Il vero problema, ormai, sono i continui rinvii del dibattimento processuale.

Terzi, ex titolare della Farnesina, una condanna non è lontanamente immaginabile perché il processo è illegittimo. “Certo che ci vuole un processo – twitta – ma è legittimo solo se lo Stato ha giurisdizione. E l’India non ce l’ha, il fatto è avvenuto in acque internazionali”. “Ovvio che occorre il processo – prosegue – ma in Italia

L’operazione libertà, c’è stata! così De Gregorio

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Sergio De Gregorio a Servizio pubblico conferma che l’operazione libertà c’è stata e consisteva nel boicottaggio sistematico di portare i senatori a vantaggio del Pdl: la parola d’ordine era “renditi indipendente”. Tanti deputati e tanti senatori hanno partecipato a questa operazione, De Gregorio non era l’unico. I parlamentari che aderivano, secondo De Gregorio,  venivano portati al cospetto di Berlusconi che li rassicurava e prometteva la rielezione.

Sempre De Gregorio afferma che quando provò a corrompere Caforio, il parlamentare dell’Idv lo registrò e portò il nastro a Di Pietro, il quale minacciò di denunciarlo… ma il nastro sparì.

“La politica sporca”, Sergio De Gregorio a Servizio Pubblico

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Torna Servizio Pubblico, il programma condotto da Michele Santoro, e questa sera va in scena “La politica sporca”. Al centro della puntata di questa sera c’è l’intervista di Sergio De Gregorio dal quale, proprio ieri sera, ha preso le distanze Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale. Santoro apre con il monologo di Dudù. S’inizia con il caffè al bar dove Santoro viene avvicinato da un sostenitore di Berlusconi che gli ricorda che il Cavaliere è una persona per bene  “Dudù, è un complotto dei giudici!” gli avrebbero detto, e a lui è venuto in mente un giudice inglese, che avrebbe detto che trasformare i reati comuni in reati politici è inaccettabile, così come lo è parlare di persecuzione politica per reati comuni. Ma perché non reagire a chi ci dice che Berlusconi è una brava persona? Perché in fondo siamo tutti un po’ Dudù!

Protagonista del primo reportage della stagione è Daniele Lorenzano. Chi è costui? L’uomo di Mediaset che trattava con l’aiuto delle major americane i servizi televisivi ed è stato condannato a 3 anni e 8 mesi per evasione fiscale. E dove si trova? A Marrakech! L’inviato Bertazzoni scopre che Lorenzano vive in una vera e propria  fortezza di lusso. QUi però l’inviato viene allontanato da una decina di poliziotti che dicono all’inviato che lì proprio non ci può stare.

E qui entra in gioco De Gregorio, durante la puntata di Servizio Pubblico, sostiene di non essersi candidato per non voler vedere la scena di sè stesso che esce dal parlamento in manette. “Quante persone conosce che non si sono ricandidate? Sarei stato sicuramente rieletto. Ci sono ancora degli impresentabili, ma come si può parlare di impresentabili se il primo impresentabile è il capo del partito?” conclude De Gregorio.

De Gregorio ribadisce che «Quando fai politica sai di doverti sporcare le mani. Non me le sporcherei più così, ma ormai quello che è fatto è fatto, non posso farci più niente»

Santoro chiede a De Gregorio quali rapporti intercorressero tra lui e Berlusconi. De Gregorio ha detto “nei suoi confronti non ho sentimenti di vendetta o acredine, fa lo stesso errore che hanno commesso i suoi nemici nei suoi confronti. Io per ripulire la mia coscenza ho deciso di dire la verità. La verità è che Berlusconi, per Craxi – che secondo De Gregorio era un grande statista-  era “il bugiardo”. Che mondo vuole imporre Berlusconi a questo paese?”

De Gregorio sostiene di aver ottenuto da Walter Lavitola 3 milioni: 1 milione dichiarati e 2 in nero per sabotare Prodi. «Berlusconi mi ha suggerito e mi ha spinto per quella strategia di sabotaggio, io non ho venduto la mia posizione, l’ho negoziata e per una senatore è una cosa grave, lo so». Belpietro sostien che Prodi non è caduto per un’opera di sabotaggio: «De Gregorio da solo non avrebbe potuto fare niente, aveva votato contro Prodi anche Turigliatto. Per quanto riguarda la compravendita c’è un’indagine in corso. In tasca a De Gregorio giravano molti soldi in tasca, è curioso che non siano stati messi nero su bianco».

Belpietro sostiene di ricordarsi di De Gregorio nel 1996 perchè era andato a Napoli per una nuova iniziativa editoriale. Oltre a De Gregorio c’era anche Lavitola. Belpietro sostiene che volevano fare una rivista da allegare un giornale, ma «c’era poca sostanza mi è stato detto che nel casertano avremmo dovuto pagare la camorra per distribuire il giornale. Sono tornato a Milano e non mi sono più occupato di quella faccenda tranne quando mi accorsi che era un allegato de Il Giornale, fino a quando non diventai direttore della testata e scaricai l’allegato».

Gli utenti poi criticano però la fiction ricreata in studio con attori che diventano alcuni protagonisti importanti nella vicenda Mediaset:

Dalle ricostruzioni presentate da Servizio Pubblico su Agrama di fatto “condannerebbero” Fininvest alle sue responsabilità circa la compravendita dei diritti. Belpietro difende Berlusconi negando che lui potesse essere il socio occulto.

 

Grasso contro il balletto sexy di Miley Cyrus

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 Il balletto (senza dubbio di cattivo gusto) di Miley Cyrus è arrivato anche al Presidente  del Senato Pietro Grasso che, anche se deve prestare  attenzione alla disoccupazione e al baratro che, ora dopo ora, rischia di ingoiare l’Italia, ha trovato  tuttavia  il tempo di intervenire su problemi di costume e bacchettare i giornalisti. Tra un governo sempre in bilico, lo sforamento del 3%, l’Europa con il fiato sul collo ecco le sue considerazioni sull’ex adolescente di Disney Channel.

“Nelle ultime settimane una ragazzina di venti anni, ex star della Disney, ha deciso di conquistare l’attenzione dei media con un balletto e un video molto provocatori e ad alto contenuto erotico. In ogni sito di informazione del mondo abbiamo avuto video e gallerie fotografiche, nell’ordine: del balletto, delle imitazioni, delle parodie, delle reazioni e delle curiosità, ognuna di queste corredata da immagini esplicite di adolescenti seminude”, osserva Grasso che suggerisce invece alle testate maggiormente impegnate nella lotta alla violenza di genere “di fuggire dalla tentazione di qualche contatto in più, e di declinare l’invito implicito a partecipare ad una campagna di marketing così ben costruita”.

Ma se il Presidente del Senato vuole fare una campagna contro la mercificazione del corpo femminile, può guardare  anche il materiale che dilaga in terra italiana, senza andare oltre oceano. Nel frattempo poi c’è da notare che Cyrus ha fatto ancora parlare di sé dondolando nuda su una palla demolitrice o con l’esibizione a Las Vegas, ma molti hanno anche ironizzato sulla cantante demolendone proprio la vena sexy che invece stava diventando un leitmotiv della campagna pubblicitaria…  Oggi di scandaloso c’è ben poco in una cantante seminuda, meglio guardare alla politica  per tentarne una moralizzazione.

Arriva il MUST per i cinefili: tutti pronti per MUBI?

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MUBI, un nome che all’estero non ha bisogno di presentazioni avendo già superato i 10 milioni di visitatori unici in Stati Uniti, Turchia, Germania, Regno Unito, Francia e Norvegia, ma in Italia era ancora abbastanza sconosciuto. amato dai cinefili, odiato dai critici cinematografici, MUBI permette a tutti di dare una propria opinione su un film. Sul social infatto è possibile guardare il cinema d’autore e poi esprimere attraverso un commento la propria personale idea sul film appena visto. L’inconveniente, se così lo vogliamo chiamare, è che alcuni filmati possono essere visti unicamente a pagamento. Questo sembra essere il “tallone d’Achille” del progetto Mubi che è nato nel 2007 in un bar di Tokio. Efe Çakarel, il giovane fondatore di origine turca, esortato dall’impossibilità di vedere In the mood for love di Wong Kar-wai sul proprio laptop, decise di dare vita a The Auteurs, primo abbozzo di MUBI finanziato da Celluloid Dreams.

Huffington Post ha intervistato proprio Efe Çakarel in occasione dell’esordio tricolore di MUBI:

Efe Cakarel, il futuro appartiene alla democrazia diretta attraverso Internet e altre tecnologie di comunicazione?

“Sono convinto che i benefici della comunicazione globale istantanea e l’accesso alle informazioni superino di gran lunga i rischi. Nel nostro settore abbiamo assistito a uno spostamento del tutto rivoluzionario del controllo dei media e della comunicazione: dall’alto verso il basso, vale a dire una voce che parla a molti, a una dinamica molto più aperta e democratica dei social media, ossia molte voci che parlano a uno”.

E in Italia, anche la politica comincia a capirlo. Partendo da un social network, il Meetup, un movimento ha sfiorato la vittoria alle ultime elezioni.

“E’ la democrazia in azione, appunto. Basti pensare che sempre più persone si rivolgono ai loro amici dei social media per le raccomandazioni di film. L’efficacia del marketing di massa è in calo. Questo significa che i produttori di contenuti devono ascoltare il loro pubblico, non il contrario”.

Ci parli di Mubi e di come sarà sviluppato in Italia.

“Mubi è una piattaforma on line di video on demand e un social network dedicato al grande cinema. L’idea arrivò nel 2007, mentre mi trovavo in un café a Tokio. Volevo guardare un film, “In the Mood for Love” di Wong Kar-wai, sul mio computer portatile. Fui sorpreso non solo dal non poter guardare quel film online, ma anche dal fatto che difficilmente altri grandi film fossero disponibili. Mubi nacque in quell’istante: una cineteca globale online.

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Come funziona?

“Mubi ha solo 30 film disponibili, ogni giorno se ne aggiunge uno nuovo e ne viene tolto un altro che è stato in programmazione per trenta giorni, in modo tale che nella libreria ci sia una costante rotazione dei migliori film. Questi sono trasmessi su tv connesse a internet, computer e tablet, come iPad. Il prezzo è di soli 4,99 euro al mese per vedere tutti i film e tutte le volte che si vuole. Inoltre, sarà possibile condividere i commenti con altri cinefili”.

A proposito. Perché anche in Italia?

“Siamo molto entusiasti del lancio in Italia di Mubi per una serie di ragioni, non ultima la meravigliosa storia del cinema nel vostro Paese. Dai neorealisti, attraverso Antonioni e Fellini, a Sorrentino e Garrone oggi. Per noi l’Italia è l’anima del cinema. Oltre all’aspetto storico, per il lancio di Mubi su un territorio consideriamo una serie di caratteristiche come il numero di abitanti, l’età, la propensione al pagamento online, la velocità media di internet, il prodotto interno lordo, la disponibilità di contenuti, le abitudini di consumo di cinema, etc. Abbiamo analizzato l’Italia molto da vicino: è un territorio dalle enormi potenzialità. Direi che in Italia Mubi ha il ruolo dei vecchi “cineclub”, semplicemente li abbiamo trasportati online. Puoi vedere film di maestri del cinema come Scorsese e Polanski così come gli ultimi film dei fratelli Cohen e di Woody Allen; allo stesso tempo, ci sono ovviamente film locali e classici.

Come immagina il cinema tra vent’anni? L’era digitale lo sta uccidendo?

“Non credo che il digitale stia uccidendo del tutto il cinema. E’ solo un altro passo nell’evoluzione del mezzo e nulla rimpiazzerà mai l’esperienza di andare al cinema per guardare un fantastico film e condividerlo col pubblico. Ciò che sta cambiando è la via di accesso ai film e, cosa più importante, il modo di condividerli e raccomandarli ai propri amici. I grandi cambiamenti sono nel marketing e nella distribuzione, ma il cinema continuerà ad evolvere, prosperare e innovarsi”.

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E’ possibile che basti un’idea, seppur geniale, per avviare un business? In Italia poi.

“Mubi è un’azienda globale, quindi abbiamo molta esperienza nell’introduzione della nostra piattaforma in mercati locali. Le sfide per noi non sono tanto relative al contesto imprenditoriale di start-up, ma più vicine alle sfide classiche proprie di qualsiasi nuovo business: marketing, acquisizione di clientela, affermazione del marchio, controllo dei costi, etc. Non posso ancora dare un giudizio specifico sulla situazione italiana, ma credo davvero che una buona idea unita a impegno, flessibilità e convinzione siano ingredienti chiave per qualsiasi start-up di successo”.

Tornando alla politica. Lei è turco e si è impegnato nei negoziati tra l’Unione europea e la Turchia. Crede che ultimi eventi nel suo paese metteranno a rischio i negoziati?

“Non penso che gli ultimi sviluppi in Turchia abbiano qualche effetto sul dibattito in merito all’adesione. Ciò che sta accadendo lì è una spiacevole ma sana espressione di protesta nei confronti del governo da parte delle classi medie scolarizzate, di quelle cui spesso assistiamo in giro per il mondo. La Turchia ha una popolazione giovane, con un Pil in forte crescita e la sua adesione all’Ue sarebbe un gran beneficio per tutti. Ci vorranno almeno altri 20-30 anni, ma sono ottimista”.

Tech Crunch avrà inizio giovedì 26 settembre al Maxxi di Roma e inaugurerà una serie di incontri, pitch, keynote e conferenze sul mondo delle startup e del digitale. Verrà inoltre annunciato il vincitore, fra le 8 startup in finale, della TechCrunch Italy Startup Competition, che si aggiudicherà, oltre alla visibilità internazionale, un premio di 50.000 euro.

Arriva il social network per i cuccioli di casa!

petigram-tuttacronacaIn quest’epoca in cui i social network imperano, c’è chi ha pensato a una piattaforma per tutti gli amanti di cagnolini e micetti: anche gli animali domestici potranno avere così uno spazio tutto per loro e creato su misura. Cani e gatti sono da tempo star indiscusse del web, motivo per il quale si assiste a una costante proliferazione di spazi in cui condividere foto e notizie a loro dedicati. E così, dopo Mysocialpet, Ynetpet e Matchpuppy, arriva Petigram, che però rappresenta un passo in avanti: un’app che è anche una rete sociale. L’ultimo arrivato mescola Instagram, Facebook e Twitter e crea una piattaforma che dà ai proprietari di animali la possibilità di fare amicizia e condividere foto e notizie dei propri ‘pet’ preferiti. E’ scaricabile gratis su smartphone dall’Apple Store.

Briatore contro Cavalli “il botulino ti ha cotto il cervello”

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Dall’intervista di Roberto Cavalli,  rilasciata alla contessina Borromeo che ora scrive per il “Fatto Quotidiano”, in cui lo stilista ha affermato: «Per me yacht, champagne e modelle sono solo un’operazione di marketing: faccio una moda che si rivolge a quel mercato. Ma quel che mi interessa davvero sono l’onestà, l’educazione, la giustizia sociale». Valori, ha poi aggiunto, «che mi avvicinano alla visione politica di Matteo Renzi» passando poi a tirare “frecciatine” a Flavio Briatore e affermare: «Quando Renzi andò da Briatore gli mandai un sms. Ero meravigliato. Perché frequentare chi ha avuto guai con la Finanza? Io non sopporto chi scherza con le tasse […]. Quando vedo le Ferrari parcheggiate in giro mando le targhe ai finanzieri. E se fossi al governo, obbligherei i ricchi a versare metà dei loro grandi patrimoni. Per questo, all’inizio, le mosse di Matteo mi sembravano strane. Poi ho capito.», Cavalli ha fatto irritare Briatore che, dal Kenya, ha scelto twitter per risponde alle accuse da Cavalli:

«Ci sono gli #sfigatidelasabatosera, e gli sfigati di ogni giorno @Roberto_Cavalli è uno sfigato, geloso, rancoroso e rifatto male.. (…)@matteorenzi @Roberto_Cavalli il botulino ti ha cotto il cervello…»

La polemica si accende sul social network e c’è chi si schiera a favore di uno o dell’altro.

Ma non è la prima volta che i due si azzuffano a distanza e già nel 2008 avevano scambiato dure battute a distanza. Cavalli, infatti, aveva chiuso con il Billionaire di Briatore asserendo di non voler più avere niente a che fare “con la volgare esibizione di certi locali dove si considerano vip le starlette televisive”.

Allora la risposta piccata di Briatore era arrivata sulle pagine di Panorama, durante un’intervista telefonica rilasciata dalla sua residenza in Kenia.

“L’esternazione di Cavalli  – aveva dichiarato – contro il Billionaire mi stupisce, visto che sua moglie Eva c’è sempre… Qualcuno mi dica quali sono i cafoni al Billionaire: nel nostro privè questa estate è passata gente come gli Aznar, Kate Moss, Naomi Campbell.”

Dal canto suo il Don Chisciotte della legalità modaiola è solito difendere a spada tratta regole e leggi come quando, qualche tempo fa, si è stagliato duramente contro Dolce e Gabbana e la loro evasione fiscale milionaria.

“Ora raddrizziamo la nave Italia”, Mentana lancia l’amo e Saviano abbocca

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I media stanno raccontando istante per istante una di quelle imprese destinate a fare la storia del mondo. Le caratteristiche l’evento le ha tutte e non c’è da stupirsi che i più grandi media del mondo stiano puntando i loro obiettivi sull’Isola del Giglio e sulla tragedia della Concordia. Così Enrico Mentana dalla sua pagina Facebook, lancia un fatwa proprio sul grande evento che ogni sta catalizzando l’attenzione di milioni di spettatori:

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Lanciato l’amo a pochi minuti di distanza, per pura coincidenza (anche sfortunata), Saviano abbocca e scrive sul suo profilo Facebook:

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Insomma il siparietto è completo, ma sicuramente se Saviano è stato il primo, non sarà sicuramente l’ultimo a cadere nella rete…

Dal social network alla rissa in strada, il caso di Bologna

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In Italia una rissa di queste dimensioni – che inizia con insulti e provocazioni sul social network “Ask” e in breve, da virtuale diventa reale,  si dà appuntamento in strada nel parco pubblico più frequentato a ridosso del centro di Bologna, i Giardini Margherita – non si era mai verificata.

I protagonisti sono 250 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, schierati in due fazioni nate sul web i ‘Bolobene’ e ‘Bolofeccia’. In pratica nella prima compagine ci sono i giovani che frequentano il centro della città mentre nella seconda ci sono i ragazzi di periferia che frequentano gli istituti tecnici. E’ forse iniziato l’autunno caldo o si tratta solo di un caso sporadico avvenuto tra internauti dai bollenti spiriti? All’arrivo delle forze dell’ordine molti giovani si sono dileguati e solo poche decine sono stati identificati. La Procura ha aperto un’inchiesta contro ignoti per rissa aggravata e istigazione a delinquere, intendendo il web come la piazza, benché virtuale, dove il reato è stato in qualche maniera sollecitato.

La chat cambia: WhatsApp a pagamento non piace, arriva Line

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La messaggistica istantanea che WhatsApp aveva contribuito a incrementare ora si rivoluziona. A spingere molti utenti al cambiamento è stato il pagamento, seppur molto contenuto di un canone da pagare a WhatsApp. Così la App sembra aver un nuovo concorrente che viene dal Giappone, dove già conta 230 milioni di utenti e 7 miliardi di messaggi inviati quotidianamente. L’app si chiama “Line” ed è stata lanciata nel 2011, caratterizzata dall’introduzione di sticker, cioè più o meno degli emoticon animati, ha già trovato la sua testimonial in Italia: Emma Marrone.

 

Lionel Messi è autistico?

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Lionel Messi, Pallone d’Oro, uno dei calciatori più forti di sempre, sarebbe affetto da autismo. La rivelazione sarebbe avvenuta attraverso un tweet postato dall’attaccante brasiliano Romario:

“Lo sapete che Messi ha la sindrome di Asperger? È una lieve forma di autismo che conferisce il dono di una maggior concentrazione”

romario1-tuttacronacaDopo le numerose discussioni accesesi in Twitter, ha poi sottolineato: “Anche Newton e Einstein avevano la stessa forma di autismo. Spero che, come loro, continuerà a voler migliorare per regalarci del gran calcio”

romario2-tuttacronacaUn’accusa pesante, quella rivolta alla stella del Barcellona e della Nazionale argentina, che, come affermato dallo stesso Romario, costringerà il padre di Messi ad avviare azioni legali contro l’ex nazionale brasiliano che si è dato alla politica. Del resto, se il Twitter ha acceso così tante polemiche, c’è da sottolineare il fatto che, come lui stesso spiega, si è limitato a riportare una notizia che lui stesso aveva appreso dai media, e posta anche il link dell’Exame.com, dove appare l’articolo.

romario3-tuttacronaca“Secondo suo padre Messi non è autistico. Io non sono un medico – aggiunge Romario sempre sul social network – per discutere della questione. Ma se vuole procedere per vie legali lo faccia pure”.

romario4-tuttacronacaChe sia su Twitter o in Parlamento, Romario, che ha un figlio di otto anni affetto dalla sindrome di Down, interviene regolarmente su temi scientifici e medici relativi a persone con disabilità.

Lady Gaga… torna a omaggiare Topolino!

lady-gaga-topolino-tuttacronacaLady Gaga adora stupire e ogni giorno riesce ad inventare qualche look nuovo e sempre originale per non passare inosservata. L’ultima idea è stata… un cappello con le orecchie di Topolino. Del resto, come molti di voi ricorderanno, gà nel suo video Paparazzi aveva sfoggiato una mise su questo tema.

Ora ci ha riprovato: uscita dall’hotel nel quale alloggia a Londra, infatti, la cantante ha raggiunto i suoi fan con la testa sormontata da questo originale copricapo!

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I fan di Harry Potter festeggiano #WelcomeBackToHogwarts

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Forse per i babbani domani è solo l’inizio del mese di settembre, per altri è il giorno di rientro dalle ferie, per altri ancora è una domenica da passare a fare una passeggiata in bici, un pranzo in famiglia o una serata tra amici… ma per tutti i fan di Harry Potter domani è #WelcomeBackToHogwarts e l’appuntamento è al binario 9 e 3/4. Su Twitter ci si interroga su chi sarà il nuovo insegnante di Arti Oscure, quanto potrà durare e quali trame ordirà. I Potterheads stanno già preparando i bagagli e c’è anche chi ah problemi a far entrare la scopa in valigia… ma basterà una piccola magia a risolvere il problema?

Quello che è indiscutibile è che Harry Potter ha davvero segnato generazioni di giovani che ogni anno si ritrovano per festeggiare e “rivivere” la saga che ha cambiato il teen movie nel mondo. E allora #WelcomeBackToHogwarts a tutti… con buona pace per i babbani!

La Parigi di #Non passerai, Mengoni e la storia del ‘Collezionista d’amore’

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Parigi vista attraverso una scatola in testa, ma anche l’avvicinamento del cantante al pubblico mimetizzandosi sotto una “maschera” e portando con sé un enorme cuore. Questo sembra essere il messaggio dell’ultimo video di Marco Mengoni diretto da da Gaetano Morbioli che  racconta la storia del ‘Collezionista d’amore’. #Non passerai, ha infatti per protagonista lo stesso Mengoni che si aggira per tutta la città con una faccia sorridente disegnata su una scatola bianca e a chiunque incontra chiede di scattare una foto. Tra il surrealismo e la simpatia il video  girato a Ville Lumière è già stato visto innumerevoli volte sul web.

Posti in piedi in Parlamento? No, pure quelli sono occupati per Berlusconi!

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“Complimenti e congratulazioni ai quattro nominati. Ma sono molto rammaricata e profondamente dispiaciuta per l’unico che doveva essere nominato senatore a vita e non lo è stato, ovvero Silvio Berlusconi. Sarebbe stato il migliore e la persona con più titoli e più meriti”. Così, la deputata del Popolo della Libertà, Daniela Santanchè, interpellata da Affaritaliani.it, ha commentato la nomina dei 4 senatori a vita e ha poi aggiunto: “Senza nulla togliere ai quattro nuovi senatori a vita, credo però non siano paragonabili a Berlusconi”, conclude.

Forse è un bene? Forse Napolitano non se l’è sentita di fare  di un condannato in via definitiva un senatore a vita?

Sembra proprio che la guerra sia in corso nelle larghe intese, che dopo aver vinto la “battaglia dell’Imu”, ora serrano i comparti per sferrare l’attacco alla “battaglia dell’Iva”, di territorio in territorio il Pdl avanza…  La decadenza è lontana o forse sono le vittorie prima della sconfitta finale?

La reazione della rete al poker di senatori a vita!

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Chi sono è stato facile saperlo, tutti altissimi personaggi che si sono distinti nei loro campi a livello internazionale e che hanno portato la parte “migliore” dell’Italia all’estero, nomi che ci riconciliano con la nostra nazione. Ma la rete come si è posta nei confronti di queste grandi personalità?

Abbado è ritratto così:

Cattaneo è ritratta così:

Renzo Piano è ritratto così:

Robbia è ritratto così:

 

Skype le chiamate diventano 3D… più reali del reale!

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Le video-chiamate saranno 3D in Skype, lo ha confermato un alto dirigente dell’azienda che quest’anno  celebra il suo decimo anniversario. I primi sentori si erano avuti nel mese di aprile con una dichiarazione che sembrava aprire a questa possibilità “bisogna lavorare su un modo per per creare dei «doppi» virtuali per i lavoratori che non possono recarsi di persona alle riunioni”, si era detto in quell’occasione. Oggi tecnologia comincia ad esserci, lo dimostrano i notevoli progressi compiuti nello sviluppo degli schermi 3D, che oggi permettono a molti televisori e monitor di riprodurre la tridimensionalità. Tuttavia, potrebbe passare qualche anno prima che possa trovare uno sbocco commerciale.   

Quali sono i maggiori problemi?

«per questo tipo di tecnologia è necessario aggiungere più telecamere al computer, calibrarle correttamente e farle puntare alla giusta angolazione. In laboratorio, sappiamo come farla funzionare e stiamo valutando l’insieme dei dispositivi e le loro capacità d supportarla, al fine di prendere una decisione su quando si potrebbe pensare di portare qualcosa di simile sul mercato» ha detto Mark Gillett, vice presidente della divisione Microsoft Skype.

Lady Gaga dedica una canzone a Donatella Versace

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Lady Gaga e Donatella Versace, molto simili e amiche per la pelle, tanto che la cantante pop ha voluto dedicare alla stilista una canzone del suo nuovo album “Artpop” che uscirà a novembre.

“La canzone è pazza, divertente e pop al tempo stesso – ha detto l’artista al sito JustaJared.com – con dei beat elettronici che ho realizzato con il produttore Zedd. Racconta di una donna coraggiosa e orgogliosa di sè stessa che percorrere la propria strada senza problemi”.

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Arriva l’app per divorziare, dirsi addio nell’era 2.0 a suon di cellulare

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Sarebbe da non crederci eppure a rivelarlo è un settimanale svizzero: “Il Caffè”. Esiste una app per divorziare, disponibile con il sistema operativo iOS, Android e Windows Phone. Quindi prima di mandare a monte una vita ora è possibile consultare una “Guida alla separazione civilizzata”. Ma se poi invece avete bisogno di una “presenza umana” potete anche rivolgervi al divorce planner, nuove figure professionali per l’ accompagnamento pratico al divorzio.

Siamo sicuri che grazie  a questi rimedi non voleranno più piatti e bicchieri e si avranno divorzi meno aggressivi? Si può davvero trovare sostegno e mediazione grazie a un’app?  

 

La scandalosa Miley e la faccia di Will Smith.

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La sorpresa c’è stata e la polemica è seguita dopo la performance sexy e scandalosa della 20enne attrice e cantante americana agli MTV Video Music Awards, Miley Cyrus che ha lasciato il pubblico senza fiato. Costumi, gesti e ballo studiato per attirare l’attenzione e far parlare di sé, tanto, che probabilmente anche Will Smith, presente con la famiglia, si è trovato in imbarazzo. Miley si è esibita anche in un  “twerking”,ossia una danza che ha come protagonista il lato B, con Robin Thicke che molti hanno definito volgare.

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Quando una performance non è più espressione libera di arte, ma solo mancanza di buon gusto? Perché dall’America arrivano sempre più prepotentemente modelli che non sono più trasgressivi, ma che rispecchiano solo una banale e gratuità volgarità? Dove è finita quella ribellione ironica che caratterizzava le bad girls a iniziare da Madonna che della sessualità ne ha sempre fatto il suo leit-motiv senza scadere nella banale trivialità? Quello che si è visto agli MTV Video Music Awards è tutto ciò che in una concezione moderna di spettacolo che dovrebbe puntare anche su un modello di donna che non sia solo merce sessuale, è quello che ci si augura di non vedere mai su un palco, soprattutto su quelli in cui ci sono gli occhi puntati delle generazioni future e non per lo scandalo, ma per la qualità così indecente del prodotto offerto. Ci possiamo ancora stupire su un lato B o su un gestaccio? Forse è tempo di fare arte, ma trovare gli artisti è sempre più difficile in una macchina commerciale che esalta solo i personaggi.

Tanti su twitter i commenti sulla faccia di Will Smith e della famiglia di fronte all’esibizione della Cyrus. Forse l’interpretazione della famiglia è da Oscar!

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Top secret: Robbie Williams è a Venezia, suona per i magnati inglesi!

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Doveva essere top secret la visita di Robbie Williams a Venezia e invece il segreto è svelato. La pop star insieme alla famiglia alloggia all’hotel Gritti e (come si vede nella foto postata su Twitter) hanno mangiato tutti insieme sulla terrazza. Ieri sera invece Williams è stato ospite d’onore di un gruppo di super magnati inglesi alla Scuola Grande della Misericordia. Il suo arrivo è stato atteso per ore da un gruppo di fan che sul sito del club ufficiale raccontano: «Durante la giornata, alcuni membri della band e la moglie sono usciti per un giro in città ma Rob è rimasto in hotel tutto il giorno. Nel pomeriggio è salito in camera il suo hair stylist. A detta di un gondoliere si è affacciato solo un attimo alla finestra con il braccio la bimba per salutare Ayda quando è uscita dall’hotel. Verso le 22,30 è salito su uno dei taxiboat che lo attendevano da due ore fuori da Gritti per recarsi alla Scuola della Misericordia per il concerto privato. Era solo con la moglie».

Secondo le ragazze, infine, Williams «camminava ancora con fatica probabilmente sempre il mal di schiena che accusava già a al concerto di Tallinn».

Ca’ Farsetti si è subito prodigato per questi potenti milionari britannici tanto che la Scuola Grande è stata aperta straordinariamente in larga parte (in teoria sarebbe in corso il restauro da parte del patròn di Umana Luigi Brugnaro che l’ha avuta in affidamento dal Comune) ed è anche stata data una deroga sul volume della musica che è stato tenuto alto fino alle 2 del mattino.

Dall’operazione, il Comune di Venezia, ha intascato 60mila euro.

Il cinguettio diventa un indice: Twitter sbarca in borsa.

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E dopo Facebook è la volta di Twitter. I cinguettii varranno un indice? Sembra proprio che i manager del social network abbiano avviato le prime consultazioni con le banche di Wall Street per l’Ipo. La cosa più importante per il ceo Dick Costolo e il direttore finanziario Mike Gupta è di evitare il caos che ci fu quando nel maggio 2012 Facebook fu quotato per la prima volta in borsa. Ma cosa non funzionò? Nel caso del social network di Mark Zuckerberg furono proprio le banche a convincere il manager a quotare l’azienda su livelli già molto elevati. Questo portò al crollo del titolo nelle settimane successive. La quotazione di Twitter, valutato nei mercati privati per 10 miliardi di dollari, dovrebbe avvenire all’inizio del 2014. Gupta e Costolo non vorrebbero un prezzo iniziale delle azioni troppo alto: si parla di una cifra intorno ai 20 dollari, valore delle azioni di Twitter sui mercati privati. Prima, però, i vertici di Twitter puntano ad affiancare alla raccolta pubblicitaria (da cui arriva la metà dei ricavi) i servizi a pagamento, come il “micro-messaging” che secondo le stime, dovrebbe assicurare introiti per 582,8 milioni di dollari nel 2013 e per circa 1 miliardo nel 2014.

L’uccellino riuscirà a volare nei cieli burrascosi delle borse internazionali?

Ai Teen Choice Awards trionfano i 1D, Bieber, Lovato. Spazio a Twilight

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Per la musica non ci sono dubbi, gli idoli degli adolescenti sono  i One Direction, che hanno inaugurato la serata con il loro ultimo singolo “Best Song Ever”, che sono riusciti a battere una concorrenza agguerrita e ben organizzata. Ai ragazzi inglesi il premio per la  miglior band, miglior singolo di una band, miglior canzone d’amore e miglior tour estivo. Bieber si deve accontentare del riconoscimento di miglior artista maschile e anche Demi Lovato ne esce con un solo premio quello riservato alla miglior artista femminile.

Per il cinema ci sono invece i vampiri di Twilight.  L’ultimo capitolo “Breaking Dawn – Parte 2” ha infatti fatto incetta di premi (7 in totale ) imponendosi nelle categorie più importanti come: miglior film romantico, miglior film fantasy/fantascientifico, miglior attrice (Kristen Stewart) e miglior attore (Robert Pattinson).

A tenere banco nella sezione dedicata alla televisione il cast di “Glee”, premiato come miglior comedy. Protagonista indiscussa della serata Lea Michele (miglior attrice), che ha ringraziato commossa la platea e ha dedicato il premio al fidanzato scomparso Cory Monteith. Trionfo anche per la serie dell’ABC Family “Pretty Little Liars”, vincitrice del prestigioso titolo di miglior serie drammatica.

King Krule grida il disagio delle periferie e si appresta a diventare star!

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L’America non rinuncia al suo “Sogno” nemmeno in tempo di crisi, anzi sembra che tutti i nuovi idoli debbano, ora più che mai incarnare quell’immagine di vincenti, “bravi ragazzi molto esuberanti”, uno dei tanti che però ce l’ha fatta. E’ il caso di Justin Bieber e Selena Gomez, belli e patinati, icone per quel pubblico, per lo più femminile, che si esalta a sognare canzoni romantiche e melodiche. Poi c’è invece l’altra medaglia che invece viene dall’Inghilterra, non quella dei One Direction che si situano sulla stessa linea di Bieber e Gomez, ma quella delle voci ‘arrabbiate’ che gridano il disagio delle periferie. Dai Clash di Joe Strummer fino ai Libertines di Carl Barât e Pete Doherty, che con le loro canzoni combattono per far emergere le problematiche sociali e non raccontano di realtà edulcorate. Ma oggi più che mai il rock britannico si affida a Archy Marhsall, in arte King Krule cantautore e produttore che per il suo diciannovesimo compleanno – il prossimo 24 agosto – si regala la pubblicazione del primo album, 6 Feet beneath the moon (Sei piedi sotto la luna). 

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Ma chi è King Krule?

Figlio di un art director della BBC, nipote di un musicista ska (lo zio era uno dei Top Cats).  A otto anni Archy già scrive canzoni. A 11 riceve in regalo dal padre un registratore a otto piste. Poi, adolescente, si concede ad alcune band del suo quartiere, nel sud-est londinese. Infine prende coraggio e inizia a esibirsi da solista, con moniker fantasiosi: DJ JD Sports, Edgar the Beatmaker, e a sedici anni si autobattezza Zoo Kid. È l’alias che lo sbatte per la prima volta sulle pagine dei magazine. Archy ha una bella voce baritonale, profonda, scura, cavernosa, l’esatto contrario di quanto ti aspetteresti dal suo aspetto fragile e sagaligno. Canta la delusione, il disorientamento sociale, la frustrazione e la rabbia della sua generazione con la personalità dell’autore di carattere. 

Viaggio all’inferno per andare nel lato oscuro della musica giovanile! 

Testa a testa tra Katy Perry e Lady Gaga su iTunes e nelle radio

katy-perry-prism-lady-gaga-artpop-tuttacronacaE’ sfida a suon di Pop tra Katy Perry e Lady Gaga nelle Radio e nelle classifiche dei singoli digitali. Era prevedibile, Roar e Applause sono da poco disponibili e già si sono conquistati le vette delle classifiche. A poche ore dal loro rilascio, il singolo della Perry sembra resistere alla numero uno di iTunes America e di molti altri paesi, ma in meno di 24 ore Lady Gaga si è già arrampicata alla numero 2 e non è detto che presto non scalzi la Perry dal trono. Stesso discorso per le radio statunitensi, che al momento hanno abbracciato meglio “Roar” con 89 adds ufficiali nelle stazioni, su le 64 ottenute da Gaga, ma si tratta solo di dati provvisori: Roar è uscita prima di Applause e il vantaggio potrebbe derivare solo da questo. Per conoscere il responso, bisognerà quindi attendere la settimana prossima, con le classifiche ufficiali dei singoli.

 

Quanto in alto riesci a lanciare il tuo smartphone? L’app S.M.T.H. te lo dice!

-sendmetoheaven-tuttacronacaL’idea è di quelle stravaganti e che fanno presa sul pubblico: Send Me To Heaven è un’app creata per misurare quanto in alto si è in grado di lanciare il proprio smartphone. E se anche qualcuno pensa che si tratti di uno scherzo… è tutto vero! L’app sfrutta la tecnologia del giroscopio per misurare l’altezza massima raggiunta in aria dal cellulare. Un gioco pericoloso però, soprattutto per il dispositivo che, cadendo a terra, potrebbe danneggiarsi quando non rompersi fragorosamente. Motivo per il quale Apple ha rimosso l’app dal proprio store. Ma i più coraggiosi potranno sfidarsi ed entrare in classifica provandola gratuitamente su Google Play.

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Kate Perry e il suo nuovo video #Roar. L’attesa è finita!

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A 3 anni di distanza dal successo da record di “Teenage Dream”, Katy Perry torna con un nuovo album dal titolo “Prism” atteso per il 22 ottobre e anticipato dal brano “Roar” nelle radio e negli store digitali di tutto il mondo dal 12 agosto. Per il lancio del nuovo singolo Katheryn Elizabeth Hudson (questo il suo vero nome) ha postato su youtube (utilizzando twitter e l’hashtag #Roar) una serie di video vignette che sembrano raccontare cosa i fan dovranno aspettarsi dalla nuova Katy Perry.

Uno di questi video vignette è “Burning Baby Blue”  dove è lei stessa a bruciare la sua famosa parrucca viola (quella del successo “California Gurls”):

Poi l’altra dal titolo “Ashes to ashes, dust to dust, a new beginning is a must”, dove Katy sembra partecipare al suo stesso funerale con tanto di lecca lecca sulla bara:

A seguire è uscito “From A Meow To A Roar”:

E per ultimo Satin cape postato venerdì scorso:

Ma ora l’attesa è finita e il video è disponibile:

Madonna torna il 10 settembre con MDNA, quasi Marilyn?

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Torna l’icona della pop music e lo fa con un evento che già sta facendo parlare di sé come sempre avviene per le grandi star americane. Lei, poi, è Madonna e quello che annunciato non sarà solo un tour ma un vero evento che partirà il 10 settembre quando in tutto il mondo uscirà in versione DVD, Blu-ray, doppio CD, edizione Deluxe 2CD+DVD, e altri formati il ‘MDNA World Tour’ di Madonna su etichetta Live Nation/Interscope Records. Due ore non stop con le canzoni dell’ultimo album ‘MDNA’ come ‘Girl Gone Wild’ e ‘Gang Bang’ e con brani amati dai fan come ‘Hung Up’, ‘Express Yourself’, ‘Open Your Heart’, ‘Like A Prayer’ e ‘Celebration’, per festeggiare insieme il compleanno della signora Ciccone che compirà 55 anni il 16 agosto. Madonna intramontabile come il mito di Marilyn sembra aver fermato il tempo, con la sua capacità di rinnovarsi e porsi all’attenzione del pubblico in una veste sempre originale… nonostante la concorrenza giovanile sia tanta, lei punta sulla sua esperienza, ma anche su un’immagine che non lascia trasparire il tempo che passa. 

 

Quist, l’applicazione americana per gay e lesbo, sceglie Capezzone

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Quist, un’applicazione per smartphone che vuole costruire una vera e propria community per gli omosessuali, raccogliendo anche gli eventi e le notizie legate al mondo LGBT e ai suoi protagonisti, ha scelto per la propria homepage di mettere come esempio del “coming out” italiano daniele Capezzone, attuale portavoce del Pdl ed ex radicale, che secondo Quist, sarebbe il primo membro dichiaratamente bisessuale del Parlamento italiano e il secondo a ricoprire un incarico pubblico. La scelta sorprende perchè Quist ha scelto Daniele Capezzone, ma non ha neppure pensato a Paola Concia (attivista per i diritti LGBT e membro della Camera dei deputati), Nichi Vendola  (Presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà e attuale presidente della Regione Puglia) o Ivan Scalfarotto ( politico e attivista italiano, impegnato per i diritti LGBT e vicepresidente del Partito Democratico). Quist ha scelto Daniele Capezzone che fra l’altro il 12 febbraio 2010 è stato condannato, in via definitiva dalla Corte Suprema di Cassazione per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Come si può leggere su Wikipedia infatti la Suprema Corte ha respinto il ricorso di Capezzone per una vicenda risalente al novembre 2002, quando ricopriva la carica di segretario dei Radicali Italiani. Attraverso una dichiarazione stampa, questi si era rivolto a Carlo La Speranza, Pubblico ministero nel processo sull’omicidio della studentessa romana Marta Russo, parlando di «comportamenti letteralmente teppistici di alcuni magistrati»

Fra l’altro Capezzone solo in un occasione, sempre seguendo la biografia di Wikipedia, avrebbe affermato, nel 2006,  in un’intervista ad Eva 3000 ripresa dal Corriere della Sera, di essere bisessuale. Lo stesso politico, in una successiva intervista a Libero, ha definito «una tempesta in un bicchier d’acqua», aggiungendo che «le mie relazioni sono affar mio». Tale posizione è stata ribadita nel 2010 in un’ulteriore polemica sulla sua presunta bisessualità, in cui ha riaffermato che questi argomenti «sono questioni private». Quindi perché Quist non sceglie un vero attivista italiano dei diritti LGBT, ma preferisce avere in homepage un politico che fa riferimento a una sua presunta bisessualità come “una questione privata”?

Arriva il nuovo video dei MGMT: Your Life Is a Lie, c’è anche Fonzie!

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Gli americani MGMT hanno pubblicato su VEVO il videoclip di ‘Your Life Is a Lie’, primo singolo estratto dal loro prossimo album, l’omonimo ‘MGMT’. In uscita il prossimo 17 settembre per Columbia Records, ‘MGMT’ è il terzo lp per il duo rock psichedelico. A dirigere la clip il regista Tom Kuntz, nel cast anche l’attore Henry Winkler, familiare al pubblico televisivo nelle vesti del personaggio di Fonzie in ‘Happy Days’.

Forse anche gli Happy Days erano una bugia?

Nuovo video per Beyoncé? C’è chi non ha dubbi, ma solo indizi!

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Gli indizi ci sono tutti a iniziare da un tweet lanciato da  Janice Piccioni, una ballerina newyorkese che sembrerebbe ben informata e che parla di un possibile nuovo video da parte di Beyoncé. I fan si scatenano mentre si apprende una nuova news: la cantante starebbe facendo delle audizioni per un nuovo video musicale, e tutti sperano arrivi una conferma per un nuovo singolo.

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Per confermare ciò che dice, la ballerina, pubblica poi tramite Instagram una foto, dove si segnala la sala del  One on One di New York dove si stanno svolgendo le audizioni.

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Se tutto fosse confermato nei prossimi mesi si assisterebbe a novità nel panorama della musica pop di grande rilievo: Gaga, Katy e probabilmente anche  Britney Spears. Certo che se la notizia del nuovo video di Beyoncé fosse confermata sembra proprio un fatto inaspettato dopo le voci che erano iniziate a circolare sull’album che la cantante sembrava aver deciso di ricominciare da zero.

Musicista tailandese suona la batteria disegnata sul muro.

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Weerachat Premananda Jr. è un musicista tailandese di 29 anni, che ha avuto un’idea geniale: ha postato il clip che lo raffigura mentre suona una batteria che in realtà dipinta sul muro, ma l’effetto è alquanto realistico tanto che dall’inizio del mese ha già raggiunto 200 mila visite.  La musica che Weerachat “mima”, proviene da uno stereo posizionato all’interno della sua casa. Per disegnare la batteria sul muro, il musicista ha riprodotto un disegno realizzato sul suo computer.

 

Il terremoto ora lo traccia l’app

app-terremoto-tuttacronacaL’uomo ha spesso bisogno di sapere di essere in grado di monitorare le catastrofi naturali e i terremoti e ora la tecnologia gli corre in aiuto. Grazie a un’app e ad uno smartphone dotato di accelerometro si possono infatti monitorare i terremoti. All’esperimento, che dura ormai da tre anni, sta lavorando un team di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech). Il gruppo ha elaborato un sistema di rilevazione delle scosse sismiche attraverso un’applicazione che impiega l’accelerometro come fosse un sismografo. L’accelerometro è un dispositivo inserito negli smartphone, che viene già utilizzato nei giochi, che fa capire al cellulare in che posizione si trova.

Le app per andare in vacanza: dal cocomero ai sentieri

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Vacanze 2.0! mai come il 2013 le app per le vacanze stanno prendendo piede e gli smartphone non si abbandonano neppure in spiaggia, anzi in vacanza c’è più tempo per intrattenersi cone le diverse app. Alcune sono vere e proprie “diavolerie”, altre invece possono allietare un soggiorno o facilitarci un percorso in montagna. Molto richieste le app scaccia zanzare, anche se dai commenti degli utenti emerge che non sempre funzionano. però rest il fascino di sapere che l’ultrasuono emesso dallo smartphone ci faccia passare delle notti tranquille. Anche se, come precisano i creatori, l’ultrasuono non è uno qualsiasi ma «quello che riproduce il richiamo sessuale del maschio causando repulsione da parte delle femmine già fecondate, le uniche in grado di pungere».

Ma per iniziare una vera e propria “e-holiday” o “e-vacanza” non si può prescindere dalle app che evitano i costi extra all’imbarco per il peso eccessivo del bagaglio, «Packing Pro» in poche mosse e con le impostazioni personalizzate evita il disagio a tutta la famiglia.

Volete un volo low cost? Nessun problema con  «Skyscanner», l’app usata da oltre 20 milioni di persone, disponibile in 29 lingue e in oltre 70 valute, è un gioco da ragazzi trovare la rotta che fa per voi.

Ma una volta al mare quale spiaggia scegliere?   «Spiagge Italia» è una delle tante app utili con 1.300 aree classificate per distanza, descrizione, tipologia, servizi, gestione e anche frequenza (affollate o meno). E l’acqua? Quanto è buona? Ci si può fare il bagno o è meglio evitare? Basta chiederlo al sito mobile m.portaleacque.salute.gov.it del ministero della Salute: si inserisce la località in cui ci si trova e compaiono qualità del mare, eventuali divieti di balneazione.
Per gli amanti della tintarella (salutare), ecco, tra le altre, «iBronze»: si sceglie il proprio tipo di pelle e l’applicazione – sfruttando la posizione gps del proprio telefonino e le previsioni meteo – suggerisce la protezione da utilizzare e per non farsi scottare.

Cosa ci manca ancora? la scelta del cocomero da portare in spiaggia. Ecco che dalla Cina arriva l’app. Come funziona? Si prende l’anguria, si avvicina lo smartphone con l’applicazione, si batte con le nocche e dopo aver analizzato il tipo di suono compare la scritta «maturo» o «non ancora maturo».

E se si sceglie la montagna? Sul sito http://www.dolomitisupersummer.com i sentieri sono divisi per sforzo richiesto (battito lento, medio o forte) e tipo (gusto, famiglia, benessere, storia, ecc).
Se poi si vuole passare una giornata di relax a giocare, al «Villa Airoldi Golf Club» di Palermo hanno deciso di mappare tutto il campo: così con uno smartphone è possibile capire non soltanto a che punto ci si trova, ma anche dov’è la buca più vicina.

Cosa ci manca? Forse l’app per vivere sereni e felici qualche giorno di relax… anche lontano dalle app dello smartphone!

Sicilia dallo spazio: l’astronauta fa una foto della sua terra d’origine

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“Questa immagine mi ha colto di sorpresa… mi sono girato, ed era lì”, lo ha detto Luca Parmitano, l’astronauta italiano in orbita dal 29 maggio, che ha twittato una vista mozzafiato sulla Sicilia, sua terra d’origine, scattata dallo spazio. Parmitano ha promesso che continuerà a inviare altri scatti per tutto il tempo che si fermerà sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Il tentato suicidio di Paris Jackson è per overdose?

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I Jackson e quei cocktail mortali… sembra la maledizione di famiglia. Paris, la figlia quindicenne di Michael, avrebbe tentato il suicidio. Un amica al sito TMZ, il primo a diramare la notizia, ha dichiarato:  «Ci ha provato prima in passato ma stavolta è stato molto più grave. Non era solo un grido di aiuto». Mentre secondo l’avvocato della nonna al Daily News ha detto:«Paris ha sofferto per la perdita del padre ma non sappiamo a cosa sia stata esposta di recente che possa aver fatto precipitale tutto questo». Erano circa le 2 di notte quando una barella ha portato via la ragazzina. Poi sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni su una probabile overdose, che sembrerebbe essere confermata anche dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Los Angeles. Altri fonti invece avrebbero parlato di svariati taglia a uno dei polsi e anche Debbie Rowe, madre biologica di Paris, avrebbe dichiarato che la figlia avrebbe cercato di tagliarsi le vene. Ieri sera Paris era su internet e i suoi messaggi su Twitter sembrano abbastanza criptici ma non del tutto anomali per una ragazzina di 15 anni: «Mi chiedo perchè le lacrime sono salate», «Ieri, sembrava che tutti i miei problemi si fossero allontanati, ma ora sembra che siano tornati per restare» (frase tratta da Yesterday dei Beatles)

Tra le ipotesi del suicidio della ragazzina vi è l’azione legale che i Jackson stanno muovendo da settimane contro AEG, la società che avrebbe dovuto promuovere la tourneè That Is It del 2009 e che i parenti di Michael consideramno responsabile della morte dell’artista. Katherine, l’ottantaduenne mamma di Michael, era stata vista quasi tutti i giorni in tribunale: oggi però ha mancato la seduta. Il processo, in cui i Jackson chiedono 40 miliardi di danni, ha portato alla luce molte accuse che potrebbero aver spinto la ragazzina in una spirale depressiva: tra queste che solo uno dei figli di Michael sarebbe biologicamente suo. L’azione legale ha messo inoltre Paris sotto i riflettori costringendola a testimoniare sotto giuramento contro AEG.

Troppa pressione su una quindicenne?

Chiara e Paola lasciano la musica dopo 17 anni.

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Sono infuriate le due sorelle che da 17 anni portano il loro contributo alla musica italiana. Così Chiara si sfoga sul profilo della sua pagina Facebook e dichiara che il duo sta pensando seriamente a un ritiro dalle scene:  “SOLO QUESTO  DOPO 17 ANNI DEDICATI ALLA MUSICA, MI SENTO DI DIRE CHE NESSUNO MAI VERAMENTE HA CREDUTO O PUNTATO SU DI NOI. ECCO PERCHE’ GIUNGLA E’PROBABILMENTE L’ULTIMO DISCO. IL POP DANCE ALL’ESTERO E’ UNA REALTA’ E UN BUSINESS, QUI NON SI CAPISCE PERCHE’ SIAMO LE UNICHE A FARLO. LO AVETE NOTATO,VERO? NO ECCO”, queste le parole di Chiara.

Stefano De Martino dà l’addio ad Amici

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Doveva essere una breve separazione e invece Stefano De Martino, neopapà di Santiago, non ci sarà neppure il prossimo anno nella popolare trasmissione di “Amici”.  Infatti sulla pagina Facebook di Maria De Filippi  è presente l’immagine del nuovo corpo di ballo maschile previsto per la tredicesima edizione: Amilcar Moret Gonzalez (già presente quest’anno), Sabatino D’Eustacchio (concorrente della terza edizione del talent), Michele Barile (concorrente di Amici 9), Marcello Sacchetta e Santo Giuliano (ex concorrente, dell’edizione 2006/2007). Nessuna traccia di De Martino… sarà costretto a fare da tata a Santiago anche il prossimo anno?

 

 

La mappa di twitter ridisegna il mondo?

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Ci siamo mai chiesti chi sono i paesi che cinguettano di più? Da dove partono i tweet? Arrivano ora le prime mappe degli utenti che geolocalizzano la propria posizione e appare subito evidente che le grandi metropoli come San Francisco e New York City sono colme di utenti pronti, a qualsiasi ora del giorno e della notte, a condividere pensieri e foto.

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Per un “errore” si è rimosso il video di Bowie… la censura corre sul web!

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Che scandalo il nuovo video di David Bowie The Next Day… occorre rimuoverlo avrà pensato qualche amministrato re di YouTube… purtroppo non si è reso conto della bomba mediatica che ha messo in atto… molto peggio che vedere la rockstar in veste di profeta che denuncia la corruzione della Chiesa.  Ora finalmente è di nuovo online e secondo quanto riportato da Salon si sarebbe trattato di un banale errore: “Abbiamo un numero enorme di video sul nostro sito – spiega una portavoce di YouTube – Può capitare di sbagliare. Quando ci hanno detto che il video era stato rimosso l’abbiamo immediatamente reinserito”.

La storia è quella di una suora e un prete (Marion Cotillard e Gary Oldman che cadono in tentazione e il loro peccato ha un prezzo: le stigmati!

Il video contiene contenuti espliciti. Si consiglia la visione solo a un pubblico adulto. 

 

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