“Nessuno può gettare sopra il fiume della vita …

ponte-tuttacronaca… il ponte sul quale tu devi passare, nessun altro che tu solo.”

-Friedrich Nietzsche- (Schopenhauer come educatore, 1874)

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I video shock pubblicato da Peta, ecco la crudele vita delle mucche

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Video e foto shock per documentare la tragica vita delle mucche che diventano vere e proprie macchine per produrre latte. La crudeltà avviene, secondo l’associazione animalista Peta, sin dal concepimento quando gli animali vengono inseminati artificialmente e poi i piccoli vengono allontanati dalle madri che devono invece seguitare a produrre latte.

I video che circolano in rete mostrano alcune immaginii davvero shock, anche se, negli ultimi anni in particolare, sono sorte molte aziende che invece mirano al benessere dell’animale e a una produzione di latte sostenibile anche secondo le esigenze riproduttive della specie.

 

“Ci si crede liberi, perché si è, nell’esistenza, …

palloncini-tuttacronaca… come un pallone nell’aria, indipendente in apparenza in mezzo alla tempesta che non si sente, ma portati via da lei senza resistenza possibile.

-Maxence Van der Meersch- (Perché non sanno quello che fanno, 1933)

Mamma omofoba: vieta al figlio la festa dell’amichetta che ha genitori gay!

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Lo avevano invitato alla festa di compleanno della compagna di classe, ma Tommy, non ci può andare, la mamma glielo ha vietato perché la bambina ha genitori gay. Così la madre di Tommy ha scirtto un messaggio da far recapitare alle mamme dell piccola Sophia che compierà 7 anni il prossimo 1 marzo:

“Tommy non parteciperà. Io non credo in quello che fate e non voglio esporre il mio figlio innocente al vostro ‘stile di vita’. Mi dispiace che Sophia debba crescere in questo modo. Se avete un problema o se ne volete parlare, fatelo con me…”.

Il messaggio è stato scritto a mano sul biglietto ricevuto dal figlio con data e luogo della festa che si terrà a Long Island, ma l’immagine è stata poi postata sulla pagina di una radio locale che ha diffuso la notizia.

Abbagnale e Galtarossa da campioni a eroi, salvano anziano

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Giuseppe Abbagnale e Rossano Galtarossa, campioni indimenticabili di canottaggio sono diventati ieri mattina anche eroi dopo aver salvato la vita a un anziano di 84 anni che era caduto nel lago di Varese.

Lo racconta così Il Messaggero:

“Nelle loro bacheche, c’è buona parte della storia del canottaggio azzurro. Sette medaglie olimpiche (tre ori) ed undici titoli mondiali. Esempi di sport pulito e vincente e, da oggi, anche di coraggio, cuore e prontezza. Questa mattina, a Varese, Giuseppe Abbagnale e Rossano Galtarossa, dal novembre 2012 presidente e consigliere della Federazione Italiana Canottaggio, hanno partecipato al salvataggio di un uomo di 84 anni. A tirarlo fuori dalle fredde acque del lago, aiutandosi con dei legni, è stato il cuoco Cristian Latini.

Nelle vicinanze, all”interno dell”Hotel Mariuccia presso cui lavora Latini, Abbagnale e Galtarossa stavano partecipando a una riunione con le autorità locali per l”organizzazione del Mondiale Under 23, in programma a luglio, e, dopo aver sentito l”allarme, si sono precipitati sulla riva del lago in soccorso dell”anziano”.

Quando sono giunti sul posto l’uomo sembrava morto, Galtarossa racconta:

“L”uomo sembrava morto: non respirava per niente e la sua faccia era diventata color viola. Abbiamo chiamato i soccorsi quasi per formalità, convinti di non esser arrivati in tempo. Io ed il presidente abbiamo voluto tentare comunque un estremo salvataggio – prosegue il pluricampione padovano – Io ho praticato il massaggio cardiaco, Peppe (Abbagnale n.d.r.) gli teneva la testa e controllava il battito”.

Il polso non batteva e i due campioni hanno iniziato la rianimazione, racconta ancora Galtarossa:

“Per agevolarlo lo abbiamo aiutato a espellere il liquido in eccesso è stata una reazione istintiva alla situazione. In altre situazioni di emergenza, mi ero limitato a chiamare il 118.  E’ stato fondamentale non farsi prendere dal panico e provare a mettere in pratica quanto appreso negli anni scorsi leggendo un manuale di primo soccorso”.

I campi da calcio delle serie minori sono sicuri? 16enne gravissimo

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Versa in gravi condizioni un calciatore di sedici anni dell’Atletico Boville di Frosinone, che ieri pomeriggio, durante la partita con il Paliano è scivolato andando a finire contro il muretto di recinzione del campo di calcio. Il ragazzo si è sentito male ed è stato portato all’ospedale di Colleferro, in provincia di Roma. Di qui il trasferimento al Policlinico Umberto I di Roma dove il giovane è stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma le sue condizioni, da quanto si è appreso, restano gravi. Torna quindi l’interrogativo se i campi da calcio delle serie minori siano davvero sicuri se un ragazzo di 16 anni ora lotta tra vita e la morte dopo aver violentemente sbattuto contro un muretto che forse sarebbe stato meglio che non ci fosse.

Pecchia, ex parlamentare Pc, travolta da scooter. Rischia la vita

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Erano circa le 7.30 di questa mattina, quando l’ex parlamentare, Maria Pecchia, è stata investita da uno scooter su via Flaminia. Le condizioni della ex deputata sono apparse subito critiche e la 76enne è stata ricoverata all’Ospedale San Salvatore, in prognosi riservata. Maria Pecchia aveva fatto carriera all’interno dell’allora Partito Comunista Italiano, prima come assessore provinciale e dal 1975 al 1980 come Consigliere comunale, per poi essere eletta deputata alla Camera dal 1976 al 1983. Una carriera «a braccetto» col marito Giorgio Tornati che nello stesso periodo ha avuto un percorso molto simile: prima consigliere comunale e assessore, poi sindaco di Pesaro nella legislatura 1980-85, elezione in Senato nel periodo 1987-1983, prima del ritorno in consiglio comunale nelle fila dell’Asinello.

“Bisogna avere molta esperienza della vita, …

coppia-tuttacronaca… molta logica, molta bontà per saper godere delle qualità dell’altro senza infastidirsi a causa dei suoi difetti.”

Ivan Gončarov- (Oblomov, 1859)

“Bisogna avere molta esperienza della vita,

coppia-tuttacronaca… molta logica, molta bontà per saper godere delle qualità dell’altro senza infastidirsi a causa dei suoi difetti.”

Ivan Gončarov- (Oblomov, 1859)

Peter Pan cresce e chiede a Wendy di sposarlo! IL VIDEO!

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Al teatro Hydro di Glasgow, in Scozia, è andato in scena un fuori programma che ha lasciato attonita la platea che stava assistendo a una replica di Peter Pan. Ieri sera però l’attore che impersona l’eterno fanciullo ha deciso improvvisamente di crescere e chiede a Wendy di sposarlo. Naturalmente anche l’attrice è rimasta shoccata dalla proposta avvenuta in pubblico sul palco… quando si dice il  teatro della vita!

“Calpesto la vigliaccheria degli uomini, …

filosofo-tuttacronaca… rifiuto ogni consolazione e ogn’inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell’infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera.”

Giacomo Leopardi- (Dialogo di Tristano e di un Amico, Operette morali, 1827/34)

L’arte, io non lo so se sia eterna o provvisoria…

cesare-zavattini-tuttacronaca-citazione-aforisma-frase…se la forma d’arte nella quale viviamo per molti secoli ci si sia connaturata come sangue, ma so che questa carica, che noi abbiamo oggi, è una carica di comprensione della vita.

– Cesare Zavattini –

Trento e la medaglia d’oro per la Qualità della vita

TRento-qualità-vita-tuttacronacaIl Sole 24 Ore pubblica la sua indagine annuale sulla Qualità della vita nelle città italiane e la medaglia d’oro viene assegnata a Trento, sequita da Bolzano, che era prima nel 2012. La supremazia è stata ottenuta dalla città trentina sulla base di 36 parametri, raggruppati in sei macro-aree (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi ambiente e salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero). Fanalino di coda della classifica, Napoli e la sua provincia. A un primo sguardo, quello che è subito evidente è che si tratta di un trionfo del Centro Nord: scorrendo la classifica, al terzo posto si trova Bologna, quindi Belluno e Siena in quinta posizione. Completano la top ten Ravenna, Firenze, Macerata, Aosta e Milano. Situazione diametralmente opposta per il Sud, con le ultime 20 posizioni della classifica occupate da province siciliane, pugliesi, calabresi e campane. Quanto alle maggiori aree metropolitane, si segnalano le prestazioni in ascesa di Milano e Roma (rispettivamente decima e ventesima), di Bologna (terza) e Firenze (settima) mentre Torino perde posizioni e scivola al 52esimo posto. Tra le vittorie di tappa, relative alle singole sei macroaree, diverse conferme e alcune sorprese. Questi i risultati:

Milano prima per quel che riguarda il tenore di vita, seguita come l’anno scorso da Trieste. In fondo alla classifica Messina.

Per quel che riguarda la categoria Affari e Lavoro, Trento e Bolzano sono le province più avanti nella tappa del business grazie alla presenza di start up innovative e all’elevata occupazione femminile. Ultima è Reggio Calabria.

Trieste brilla nell’area di servizi, ambiente e salute grazie al più alto indice di dotazione infrastrutturale e ad una buona dotazione di asili nido e nella velocità della giustizia civile. All’estremo opposto c’è Crotone.

Piacenza si aggiudica nuovamente la tappa degli indicatori demografici, nella top ten dell’area “popolazione” con le colleghe emiliane Parma e Bologna. Ultimo finisce il Medio Campidano.

Anche quest’anno il voto più alto nella graduatoria riferita all’ordine pubblico lo ottiene Oristano, grazie al minor tasso di microcriminalità in assoluto e ad una bassa incidenza di denunce di furti in casa, estorsioni e truffe. Pescara e Torino occupano le ultime 2 posizioni.

Siena domina infine la graduatoria del tempo libero per la presenza di volontari, librerie e cinema. Diverse le realtà a vocazione turistica nella top ten, mentre la maglia nera va a Isernia.

Il maledetto o benedetto gioco d’azzardo? Curare o proibire?

ludopatia-tuttacronaca

Ludopatia, febbre da gioco, il rischio che diventa uno scopo di vita. Sarebbero centinaia di migliaia gli italiani che sarebbero divenuti giocatori problematici e alcune migliaia quelli compulsivi. Il problema è quindi di ordine sociale, legato anche alla crisi economica, ma con ripercussioni in ambienti criminali. La complessità è proprio negli interessi miliardari del business d’azzardo che vive di concessioni pubbliche. La politica ruota intorno al problema, si discute su una legge ad hoc e intanto gli italiani vengono falcidiati e si indebitano. La patologia cresce con il disagio sociale, con la perdita del lavoro, con l’insicurezza economica. In tutto questo ad arricchirsi sono i gestori delle slot machine. Proibire? Curare? Tassare?

E secondo voi?

Il cagnolino che non invecchia mai: la nuova razza

cane-non-invecchia-tuttacronacaSono Linda e Stive Rogers che allevano una nuova razza canina, il cava-poo-chon. Il cagnolino, anche quando è completamente cresciuto, sembra sempre un cucciolo e assomiglia a un barboncino in miniatura. La razza viene allevata in Arizona, negli Usa, ed è stata generata dall’incrocio di tre razze, anche grazie all’aiuto di un genetista veterinario.  Il prezzo non è tra i più accessibili: viene venduto tra i 2.000 e i 3.500 dollari.

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“Per me la musica e la vita sono una questione di stile”

stile-tuttacronacaMiles Davis (Miles: l’autobiografia di un mito del jazz)

“Se il sole può donare al cielo il suo arcobaleno più bello …

arcobaleno-tuttacronaca… solo dopo un temporale, anche la vita, forse, ci maltratta un po’ per poterci offrire qualcosa di prezioso.”

-Laura Tangorra- (Solo una parentesi, 2003)

L’uomo non è nato sulla Terra: c’è chi ne ha “le prove”

alieni_tuttacronacaLo scorso agosto, in occasione della conferenza mondiale di geochimica “Goldschmidt 2013″, il professor Steven Benner del “The Westheimer Insitute for Science and Technology” (Usa) ha spiegato com’era giunto alla conclusione, dopo aver studiato la presenza del molibdeno ossidato ritenuto su Marte, che “La vita sulla Terra è arrivata da Marte, quindi noi siamo marziani”. Ora Ellis Silver ha presentato il suo libro, “Gli uomini non vengono dalla Terra”, dove, pur non facendo riferimento al Pianeta Rosso, dichiara che l’essere umano non è nato su questo pianeta. A differenza di Benner, tuttavia, le sue bizzarre teorie non godono di prove scientifiche e lo stesso autore, esponendo tutte le teorie più bizzarre sull’origine dell’umanità, chiarisce subito di voler solo animare un dibattito. Secondo Silver, a dimostrare la sua tesi è il fatto che l’uomo non è adatto a vivere su questo pianeta per diversi motivi, tra i quali fattori fisici e genetici. Per ritrovare la nostra origine, dunque, dovremmo tornare all’epoca in cui una civiltà aliena giunse sulla Terra, incrociandosi poi con l’uomo di Neanderthal. Ma quali sono le prove proposte? L’autore parla delle problematiche fisiche: non possiamo stare al Sole per un tempo indeterminato o rischiamo una scottatura, senza dimenticare che nessun essere umano può dire di stare in salute al 100%, proprio a causa dei tanti malanni che ci affliggono. Lo stesso mal di schiena confermerebbe la tesi: la civiltà da cui discendiamo abiterebbe infatti un pianeta con una gravità minore. E ancora, non possiamo scordarci delle molte persone che dichiarano di non sentirsi “a casa” nè che le teste dei neonati sarebbero eccessivamente grandi, causando i dolori del parto. Tutte queste, per Silver sarebbero prove utili e se non altro il suo libro c’insegna che ognuno può presentare la sua opinione.

Mamma Lucrezia vs mamma Rai, cosa è diventata la tv pubblica?

max-tuttacronaca-la-vita-in-diretta

Mamma Lucrezia non si dà pace: “Esigo le scuse del direttore di RaiUno, non per me ma per mio figlio. Cosa è diventata la Rai? Chi invita come esperti? A che titolo quella donna dice a mio figlio che la sua vita è indegna?”. È amareggiata mamma Lucrezia, dopo la puntata de La Vita in Diretta in cui, su invito di RaiUno, lei, il figlio Max e tutta la famiglia dovevano raccontare la loro storia incredibile. Max Tresoldi, infatti, si è risvegliato nel 2001 dopo 10 anni di stato vegetativo. Senza terapie invasive e senza aver visto mirabolanti “tunnel di luce” (come quelli raccontati nel segmento precedente della puntata). Solo perché la vita, a volte, può riservare delle sorprese incredibili.

Mamma Lucrezia contro mamma Rai. Dopo quel che è accaduto durante “La vita in diretta”, con l’intervento in studio di  Alda D’Eusanio, ora la signora, mamma di Max, ragazzo appena uscito dal coma, esige le scuse per suo figlio.  Queste le parole durissime della D’Eusanio, riportate questa mattina da un articolo indignato di Avvenire:

«Quella non è vita», spara in faccia a Max, che non ha avuto il tempo di srotolare il poster in cui aveva scritto di suo pugno “sono tanto felice”. «Tornare in vita senza poter più essere libero – ha proseguito imperterrita la D’Eusanio – e soffrire, e avere quello sguardo vuoto… mi dispiace, no!».

«Rivolgo un appello pubblico a mia madre – ha continuato ormai senza freni Alda D’Eusanio –, se dovesse accadermi quel che è accaduto a Max, non fare come sua mamma!». Ovvero non abbracciarmi, non baciarmi, non lavarmi, non girarmi nel letto, non darmi pranzo e cena… Perché solo questo ha fatto Ezia, insieme al marito Ernesto e a quel mare di amici di Max conosciuti all’oratorio o sui campi di calcio, non terapie invasive, non respiratori o cannule, non accanimenti. Ha curato e amato.

Come riporta l’Huffington Post: i conduttori Paola Perego e Franco Di Mare, visibilmente imbarazzati, hanno cercato di limitare i danni. Ma la D’Eusanio, implacabile, ha continuato: «Quando Dio chiama, l’uomo deve andare!». Alla fine mamma Lucrezia è riuscita a riconquistare il microfono per dire la sua: «Voglio dire a quella signora che io non ho riportato in vita mio figlio, mio figlio è sempre stato in vita. E la sua vita è bella così com’è».

Ora, come scrive Avvenire, la famiglia Tresoldi vuole delle scuse.

Finita la trasmissione, da Roma gli autori della trasmissione subito chiamano casa Tresoldi. Si sono accorti che la Rai ne esce male, chiedono scusa, cercano di uscirne in qualche modo. Le telefonate vanno avanti fino a notte, ma Ezia insiste con ferma dignità: «Esigo le scuse del direttore di RaiUno, non per me ma per mio figlio. Cos’è diventata la Rai? Chi invita come esperti? A che titolo quella donna dice a mio figlio che la sua vita è indegna?».

Questo è il vero problema. Dei venti minuti previsti sugli stati vegetativi, ben 16 (sul sito Rai si può rivedere la puntata e fare la “moviola”) sono stati dedicati a presunte «visioni del paradiso», addirittura «porte dell’aldilà», luci «che immettono in un’altra dimensione», con interrogativi “profondissimi” del tipo «forse sono viaggi ai confini della vita che ci attende oltre l’esistenza terrena?».

C’è chi in sei giorni di coma ha visto le farfalle, chi la nonna. Max no, non ha visto niente in dieci anni, perché lui vedeva noi, i medici, la città, la vita vera, ma non riusciva a comunicarcelo. Questo è il vero mistero, ma in studio non un neurologo, non un giornalista informato. Confondere due temi seri come stato vegetativo e vita dopo la morte ridicolizza entrambi, oltre a creare un pericoloso fraintendimento coma=morte cerebrale. Derive ancora più inaccettabili se ce le imbandisce mamma Rai, fino a prova contraria servizio pubblico di informazione.

“Un linguaggio diverso …

linguaggio-tuttacronaca … è una diversa visione della vita”

-Federico Fellini-

“Stima la vita al suo giusto valore chi l’abbandona per un sogno”

dream-big-tuttacronaca-Michel de Montaigne- (Saggi, 1580/95)

“Sempre camminerò per queste spiagge …

spiaggia-tuttacronaca… tra la sabbia e la schiuma dell’onda. L’alta marea cancellerà l’impronta e il vento svanirà la schiuma. Ma sempre spiaggia e mare rimarranno.”

-Khalil Gibran-

“Considerate ogni ora come un’unità di vita a sè stante, …

essenzadellavita-tuttacronaca… in ogni momento noi possiamo estrarre le sostanze più sottili che possiamo chiamare ‘l’essenza della vita’. I momenti che costituiscono il tempo sono delle sostanze. Per estrarre dalla vita ciò che vi è in essa di più prezioso dovete essere capaci di fare un’operazione sulle vostre emozioni”.

-Georges Gurdjieff-

Tragedia sfiorata nel milanese, a rischiare la vita 10 bimbi

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Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente che ha coinvolto 10 bambini. Tragedia sfiorata nel milanese dove un bimbo si trova in pericolo di vita, tre sono feriti seriamente e sei lievemente. I bambini si trovavano su una benna di un escavatore in movimento in una cava a Cuggiono nel Milanese. L’incidente sarebbe accaduto intorno alle ore 20. Sul posto sette autoambulanze e tre automediche. Il più grave dei bambini ha riportato lo schiacciamento del bacino e di una gamba. Stabilizzato e medicato sul posto è stato trasportato all’ospedale di Legnano (Milano). Gli altri sono stati medicati sul posto. Secondo una prima ricostruzione è stato il proprietario della cava di Cuggiono (Milano) a manovrare l’escavatore sulla cui benna erano saliti, per fare un giro per divertimento, i dieci bambini caduti. Da quanto è stato accertato a causa di un dislivello il mezzo, che operava nel terreno in via Remondada, ha fatto un balzo e il sussulto ha provocato la caduta dei minorenni. Il ferito grave dovrebbe avere 12-13 anni. Gli altri sarebbero suoi coetanei.

 

Il neonato annegato è scivolato nel fiume durante lite dei genitori

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Sono stati fermati i genitori di quel bambino, di appena una settimana, il cui corpo ad agosto venne ritrovato annegato in un fiume nella contea cinese di Ruyang. Da una prima ricostruzione il piccolo sarebbe scivolato accidentalmente in acqua durante una lite animata dei genitori. I vigili del fuoco, primi ad arrivare sul posto, non poterono far altro che appurarne la morte.

“La vita era come una strana vacanza. …

Domino-Effect-tuttacronaca… Mai Jules e Jim avevano giocato una partita a domino così importante. Il tempo passava. La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge.”

-Voce narrante- (Jules e Jim, 1962, François Truffaut)

“Non siamo nati per lavorare incessantemente, …

rabbia-lavoro-tuttacronaca… carichi di rabbia, senza fermarci mai, con la sensazione che ci manchi qualcosa, come se avessimo buttato via la nostra vita, mentre ci affrettiamo verso la morte in preda a un senso di inadeguatezza.”

-Banana Yoshimoto- (Un viaggio chiamato vita, 2006)

Siamo tutti marziani! La spiegazione all’origine della vita sulla Terra

marte_origine-vita-marziani-tuttacronacaSi sta svolgendo a Firenze a conferenza mondiale di geochimica “Goldschmidt 2013” e qui, alla presenza di 4mila scienziati, il professor Steven Benner del “The Westheimer Insitute for Science and Technology” (Usa) ha presentato il frutto del lavoro del suo gruppo di ricerca. Analizzando la presenza del molibdeno ossidato ritenuto presente su marte, la conclusione di Benner è stata che “La vita sulla Terra è arrivata da Marte, quindi noi siamo marziani”. Il professore ha spiegato: “Questo elemento quando viene ossidato è in grado di influenzare la nascita delle prime forme di vita”. Attualmente, la scienza non è ancora riuscita a spiegare il balzo compiuto dai materiali inorganici verso l’organico e le forme biologiche, ovvero la nascita della vita sulla Terra. Secondo Benner, quando la vita sul nostro pianeta è apparsa, con le prime tracce di poco superiori a tre miliardi di anni fa, l’ambiente era povero di ossigeno e quindi non poteva favorire il processo legato alla presenza del molibdeno favorendone l’ossidazione. Condizione che era invece presente sul pianeta rosso. I ricercatori hanno spiegato che ci sono alcuni elementi che dimostrano la propensione dei materiali organici a diventare sostanze catramose. In particolare, il boro e il molibdeno. Perciò si ritiene siano determinanti nell’innescare evoluzioni biologiche. Il boro era stato rinvenuto in una meteorite marziana e Benner, che non convidivide la presenza dell’acqua come ambiente ideale alla vita, aggiunge: “E riteniamo che ci sia anche il molibdeno”. Del resto l’acqua, sostiene lo studioso, è corrosiva dell’RNA, ossia delle prime molecole genetiche apparse sulla Terra. Senza considerare che comunque l’acqua presente su Marte era in quantità minore rispetto il nostro pianeta. Per di più, il boro è stato trovato in luoghi secchi e desertici come la Valle della Morte. Lo studio di Benner, e la conclusione che ne ha tratto, apre quindi un’altra via per le indagini del mistero su come sia nata sulla Terra e, se esiste come sembra probabile, altrove.

Posti in piedi in Parlamento? No, pure quelli sono occupati per Berlusconi!

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“Complimenti e congratulazioni ai quattro nominati. Ma sono molto rammaricata e profondamente dispiaciuta per l’unico che doveva essere nominato senatore a vita e non lo è stato, ovvero Silvio Berlusconi. Sarebbe stato il migliore e la persona con più titoli e più meriti”. Così, la deputata del Popolo della Libertà, Daniela Santanchè, interpellata da Affaritaliani.it, ha commentato la nomina dei 4 senatori a vita e ha poi aggiunto: “Senza nulla togliere ai quattro nuovi senatori a vita, credo però non siano paragonabili a Berlusconi”, conclude.

Forse è un bene? Forse Napolitano non se l’è sentita di fare  di un condannato in via definitiva un senatore a vita?

Sembra proprio che la guerra sia in corso nelle larghe intese, che dopo aver vinto la “battaglia dell’Imu”, ora serrano i comparti per sferrare l’attacco alla “battaglia dell’Iva”, di territorio in territorio il Pdl avanza…  La decadenza è lontana o forse sono le vittorie prima della sconfitta finale?

La reazione della rete al poker di senatori a vita!

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Chi sono è stato facile saperlo, tutti altissimi personaggi che si sono distinti nei loro campi a livello internazionale e che hanno portato la parte “migliore” dell’Italia all’estero, nomi che ci riconciliano con la nostra nazione. Ma la rete come si è posta nei confronti di queste grandi personalità?

Abbado è ritratto così:

Cattaneo è ritratta così:

Renzo Piano è ritratto così:

Robbia è ritratto così:

 

Chi sono i senatori a vita nominati da Napolitano?

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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha nominato oggi – si legge in una nota del Colle – senatori a vita, «ai sensi dell’articolo 59, secondo comma, della Costituzione», il maestro Claudio Abbado, la professoressa Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano e il professor Carlo Rubbia, che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale.

Il direttore d’orchestra Claudio Abbado, già Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal 1984, che non ebbe paura a dichiarare “Il problema della Scala non è la Scala, ma Milano, che è un disastro. L’aria irrespirabile ne riflette l´andamento: l’inquinamento riguarda anche la cultura.” Un uomo quindi di musica, ma che si è sempre interessato delle problematiche che riguardavano il settore e dei “disequilibri” che inquinavano la cultura. In un’altra occasione affermò “La cultura permette di distinguere tra bene e male, di giudicare chi ci governa. La cultura salva.”

Nell’ambito della scienza e della medicina Elena Cattaneo, tra i massimi esperti italiani di cellule staminali e malattie neurodegenerative, punto di riferimento internazionale per gli scienziati. Come ha spiegato lei stessa in un’intervista, “Il nostro è un lavoro affascinante che assorbe anima e corpo nella paziente verifica quotidiana di idee mai pensate prima da nessun altro. Idee libere, impossibili da domare, da trattenere, un patrimonio inestimabile dell’umanità, del mondo e del nostro Paese”.  

“Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perchè la città è il riflesso di tante storie”, questo il pensiero del neoeletto senatore a vita Renzo Piano, architetto di fama mondiale e grande sostenitore dell’armonia tra natura e costruzione. Era il 2010 quando partecipò a “Vieni via con me”, programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano e alla domanda “partire o restare?” risposte così: “Fare, costruire, è la più antica scommessa dell’uomo, insieme allo scoprire, al navigare e al coltivare i campi. E’ un nobile mestiere quello dell’architetto se fatto bene”. E poi aggiunse “Per fare bene bisogna capire e ascoltare;  è un’arte complessa quella dell’ascolto! È difficile perché spesso le voci di quelli che hanno più cose da dire sono  discrete e sottili. Ascoltare non è obbedire, ascoltare non è trovare compromessi, ascoltare è cercare di capire e quindi fare progetti migliori” e concluse “Bisogna lasciar fare ai giovani, bisogna mettersi un po’ da parte. Nel mio studio lavorano ogni anno 20 studenti provenienti da tutto il mondo bottega. Bisogna valorizzare il talento, bisogna che la politica faccia i concorsi, ci sono tantissimi giovani talenti che non hanno nulla da fare. Secondo me i giovani devono partire, devono andar via ma per curiosità non per disperazione e poi devono tornare. I giovani devono andare, un po’ come ho fatto io, sono sempre partito e sempre tornato. E devono andare per capire com’è il resto del mondo ma anche per  un’altra cosa ancora più importante, per capire se stessi, perché c’è un italianità che non è quella dell’orgoglio nazionale. Noi italiani dobbiamo capire una cosa, che siamo come dei nani sulle spalle di un gigante, tutti, e il gigante è la cultura, una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose, articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme e questo è un capitale enorme e per questa italianità c’è sempre  posto a tavola per tutto il resto del mondo”.

C’è poi il premio Nobel Carlo Rubbia, che nel 1984 ottenne l’onoreficienza insieme a Simon van der Meer per la scoperta dei particelle W e Z, responsabili delle interazioni deboli. Da anni si schiera contro le centrali nucleari sostenendo “Non esiste un nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo.” Capace poi di stupirsi: “La risposta giusta non la sapremo mai e proprio qui in questo mistero sta tutto il suo fascino, tante saranno le risposte degli uomini.” Ma anche capace di comprendere i rischi del mondo odierno “Siamo su un treno che va a trecento chilometri all’ora, non sappiamo dove ci sta portando e, soprattutto, ci siamo accorti che non c’è il macchinista.”

 

 

 

 

 

Cina: quando l’aborto non é una scelta, ma una violenza

Aborto-tuttacronaca-cina

Quando l’atrocità supera l’immaginazione, non ci sono più parole per raccontare la tragedia della nascita di un secondo figlio in Cina. La protagonista si chiama Lili Zeng e la sua storia è raccontata da un’agenzia di stampa cattolica AsiaNews e da Women’s Rights Without Frontiers. La donna incinta al nono mese subisce l’induzione delle doglie mentre al figlio viene fatta un’iniezione letale sul cranio… nonostante questo il bimbo nasce vivo, giusto il tempo per morire tra le braccia della madre poco dopo. Uscita dall’ospedale, Lili Zeng cerca per tre volte di uccidersi, ma per fortuna non ci riesce. L’operazione era stata imposta dal marito della donna

La tragedia di Zeng risale a due anni fa, ma è emersa solo in questi giorni. Tutto inizia con il marito che l’abbandona, che aveva  già un figlio dall’ex moglie e quindi firma la richiesta di far abortire, l’attuale moglie Lili Zeng.  Secondo la legge cinese questo è lecito:  l’aborto può essere imposto con la forza se uno dei due coniugi non vuole avere figli. Inoltre, il fatto che uno solo dei due sia già genitore basta e avanza per bloccare la gravidanza in corso. Zeng si rifiuta e dice che quella è solo una vendetta trasversale della prima moglie dell’uomo e chiede alle autorità di verificare l’abbandono del tetto coniugale da parte del marito, ma naturalmente non viene fatto. La burocrazia va avanti con tempi lenti, ma arriva in “tempo” per uccidere il bambino al nono mese di gestazione quando la donna viene richiusa in ospedale per l’intervento. Si tratta di una procedura rischiosissima, molto dolorosa e del tutto ingiustificata. «Mi sentivo come un maiale pronto per essere scannato» ha raccontato la donna a WRWF. La donna poi cerca di ottenere giustizia e si rivolge all’ufficio per la pianificazione della sua zona. La risposta arriva dopo mesi e le viene detto:

«se vuole biasimare qualcuno, se la prenda con la legge sul figlio unico o con suo marito. Se lui non avesse firmato l’autorizzazione, nessun dottore si sarebbe mai azzardato a intervenire sulla sua gravidanza. Ma ora l’avviso: se continua a importunarmi, sarò costretto a trovare qualcuno che la metta al suo posto».

Naturalmente in Cina il problema delle nascite è rilevante e va affrontato, ma sicuramente questo appare un caso estremo e forse c’è davvero dietro il fantasma di una presunta vendetta personale. Fermo poi restando che l’aborto deve rimanere una scelta, non deve diventare una violenza o una crudeltà.. .

100 anni assicurati da un solo gene! Ma la pensione poi chi l’assicura?

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Basta solo un gene modificato per allungare la vita (ai topi per il momento) del 20%. Questo, in futuro, anche prossimo, potrebbe significare che gli uomini potrebbero arrivare tranquillamente a 100 anni. La ricerca è stata effettuata da un gruppo di scienziati americani dell’Istituto nazionale per la Salute che ha pubblicato un articolo sulla rivista Cell Reports. Il gene, chiamato ‘mTOR’ e modificato da alcuni ricercatori americani, ha allungato la vita ai topi.

Pro e contro?

Si è visto che modificando il gene si è ottimizzato  il coordinamento e la memoria, ma si è anche deteriorato più velocemente il tessuto osseo e si è verificato un forte abbassamento delle difese immunitarie. Il rischio è quello di avere degli anziani che hanno una perfetta memoria, ma sono affetti da una osteoporosi che gli impedisce di muoversi liberamente. Tuttavia questi risultati potrebbero aiutare le terapie guida per le malattie legate all’invecchiamento su specifici organi bersaglio, come l’Alzheimer.

Sembrerebbe che allo studio ora ci sia un altro gene, che in pratica funziona come un orologio, che serve a regolare e rendere omogeneo l’avanzamento dell’età in tutto le parti del corpo.

Il governo sarà costretto a rivedere la riforma delle pensioni a fronte di questa scoperta?

Tyson a pezzi: l’ex pugile dice essere in fin di vita. Dichiarazione shock

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Passare dall’essere colui che fa a pezzi gli avversari a essere invece fragile e dilaniato da alcol e droga. La confessione di Mike Tyson, quasi catartica, spezza il muro del silenzio. Lui stesso dichiara di essere sul punto di morire e poi si auspica una “seconda” vita.

“Io voglio vivere la mia vita sobria. Io non voglio morire. Sono sul punto di morire, perché sono un alcolista”, ha detto Tyson al programma della Espn Friday Night Fights.

“Sono un cattivo ragazzo a volte. Ho fatto un sacco di cose cattive e voglio essere perdonato. Voglio cambiare la mia vita, ora voglio vivere una vita diversa”, ha detto l’ex pugile oggi promoter. Tyson ha ammesso di assumere abitualmente sostanze, ma di essere speranzoso di riuscire finalmente a uscirne. “In sei giorni non ho bevuto o preso droghe e per me questo è un miracolo”, ha affermato. “Ho mentito a tutti gli altri, che ancora pensano io sia sobrio: ma non lo sono. Questo è il mio sesto giorno. Non farò più uso di sostanze”, ha concluso.

“Le nostre valigie logore …

vacanze-tuttacronaca… stavano di nuovo accatastate sul marciapiede; avevamo un altro e più lungo viaggio da fare. Ma non importa, la strada è vita.”

Jack Kerouac-

Neonato annegato nel fiume… la Cina si scandalizza e si mobilita

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La Cina non vuole più vedere queste immagini, la Cina non vuole più la violenza sui minori, soprattutto sui neonati incolpevoli. E’ il Daily Mail a proporre l’ennesima immagine raccapricciante, di un bambino/a abbandonato in un fiume della Cina, nella zona a sud est del Paese. Sono scandalizzati gli utenti cinesi per la fotografia del bambino morto annegato, lasciato “galleggiare” per giorni. Probabilmente la morte è legata alla politica del figlio unico, in vigore in Cina dal 1979 e che obbliga ogni famiglia ad avere un solo bambino. E se questo nasce femmina, spesso viene abbandonata al proprio destino perché non può dare una mano nei campi, oppure i problemi sono legati ad altre esigenze, ma nessuno ha più voglia di tollerare questi atti criminali. Ora si sta cercando di risalire all’identità del neonato e dei suoi genitori.

L’immotivata violenza cinese: uomo aggredito e ucciso da passanti

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E’ inspiegabile l’ennesimo episodio di violenza immotivata avvenuta a  Shenzhen, nella Cina meridionale, dove un 41enne è stato improvvisamente aggredito e ucciso tra tre passanti. E’ agghiacciante che questo non sia un episodio isolato, ma l’ultimo di una lunga serie in meno di una settimana. . Giovedì scorso un uomo ha ucciso una bambina di due anni, strappandola dal passeggino e buttandola violentemente a terra , dopo un banale litigio con la madre per ragioni di traffico. Sempre giovedì un altro pazzo ha ucciso a coltellate cinque persone a causa di una disputa di affari, nella provincia dell’Henan. Martedì scorso, nella provincia del Guanxi, due funzionari del locale Dipartimento per la pianificazione familiare sono stati uccisi, sempre a coltellate, da un uomo che voleva protestare contro la legge che impone il figlio unico. La polizia ha arrestato per quest’ultimo episodio di violenza di un uomo che ha partecipato al massacro, ma ancora non sono chiare le dinamiche che hanno portato al gesto.

+++ Immagini adatte a un pubblico adulto +++

“La vita non è una commedia …

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… che puoi provarla prima. La devi vivere improvvisando.”

-Vasco Rossi- (La versione di Vasco)

“Vivere nel rischio significa saltare da uno strapiombo …

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… e costruirsi le ali mentre si precipita.”

-Ray Bradbury- (su The Brown Daily Herald, 1995)

La pietra solitaria che rotola su Marte

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E’ solo una pietra che cade giù dalla collina, ma se il fatto accade su Marte questo particolare è davvero affascinante. La pietra è scivolata nella zona che gli scienziati chiamano Nili Fossae, un complesso di vallate che potrebbero contenere i resti fossili di una precedente vita su Marte. Ma soprattutto il sito continua a essere studiato perché designato come uno dei possibili siti di atterraggio per le missioni future.  Naturalmente sulla pietra che rotola, la mente umana si sbizzarrisce e già di parla di un terremoto su Marte, o una frana  o l’erosione dovuta ai forti venti marziani.

Nicola Faggian: perdere la vita a un passo dalla realizzazione del sogno

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C’era ancora un restringimento sabato mattina tra Padova Est e Arino in direzione Venezia dove ieri pomeriggio uno schianto tra tir aveva provocato una vittima e due feriti. Si stava rimuovendo un cumulo di detriti residui dei carichi persi dai mezzi pesanti e il restringimento provocava rallentamenti e brevi code, una pausa nel viaggio di molti automobilisti che obbligava a pensare al giovane camionista mestrino che in quell’incidente ha perso la vita: il 37enne Nicola Faggian, che ha tamponato un tir fermo davanti a lui. Vittima, indiretta, dell’incidente anche un automobilista 38enne di Catania, piombato con la sua vettura, a Padova Ovest, contro un camion fermo lungo la colonna provocata dallo schianto di Arino. Il tamponamento a catena ha coinvolto una Nissan Micra, una Alfa Romeo 159 e un autoarticolato. L’impatto ha coinvolto anche il mezzo pesante di Nicola, che viene spinto in avanti dall’urto e finisce per colpire con forza il camion che lo precede. La cabina dell’autocisterna collassa su sé stessa, intrappolando al suo interno il 37enne, che morirà dopo poco nonostante l’arrivo degli elicotteri di Suem e i vigili del fuoco, intrappolato tra il volante e il cruscotto, con una profonda ferita alla testa.

Nicola Faggian è morto così, ad un passo dalla realizzazione del suo sogno, che gli avrebbe permesso di lasciare una volta per tutte il volante per dedicarsi alla sua musica: mancavano pochi mesi e poi avrebbe detto addio all’autocisterna che guidava da quando aveva 20 anni. Umile e con un talento innato per la batteria, era riuscito assieme al suo gruppo, Stazione Centrale, ad avere un contratto discografico serio e a breve sarebbe uscito il loro album. Al suo amico Francesco Payne Malvolti, voce del gruppo e che l’aveva coinvolto nell’avventura musicale della band, aveva detto solo due giorni prima:”Ehi Franci quanto manca all’uscita dell’album, perché non ce la faccio più con il camion”. E’ lo stesso cantante a parlare: “Purtroppo non riesco ancora a credere di aver perso uno dei migliori amici di tutta la mia vita, una persona che aveva cuore in “avanzo” per tutti. Sempre disponibile, sempre il primo ad arrivare in studio di registrazione e l’ultimo ad uscire. Un artista vero, con un’umiltà fuor dal comune. La vita è così, lui lo sapeva e se ne è andato credendo nel suo più grande progetto, il successo con il suo gruppo. Un imprenditore che guidava giorno e notte per riuscire a far uscire poi il suo primo grande album. Sono sicuro che non aveva rimpianti, chi se ne va così oggi ha già vinto”. Nicola viveva ad Asseggiano, in viale Jacopone da Todi, assieme alla mamma rimasta vedova due anni fa. Nel paese era molto conosciuto perché giocava come portiere nella squadra locale di calcio a sette. Oltre alla mamma, lascia la sorella, l’adorato nipotino e la fidanzata.

“Quando penso a Pasolini, …

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… a come agiva rispetto alla società, alle cose, mi stimo molto poco.”

-Massimo Troisi-

Venessa Villani picchiata nel sonno dal fidanzato

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Era il 17 marzo quando la madre di Vanessa Villani trovò la ragazza in una pozza di sangue. Vanessa è rimasta oltre un mese in coma farmacologico per un’emorragia cerebrale. Una settimana fa la giovane, originaria di Ferentino, in provincia di Frosinone, ha identificato il presunto responsabile. La polizia di Frosinone ha infatti arrestato un uomo di 28 anni, il compagno di Vanessa, che potrebbe essere colui che con una bastonata a ridotto la ragazza in fin di vita.

“Il più grande piacere della mia vita è l’arte. Tentare di dare forma alla realtà”

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-Jim Morrison- (da Versi poetici e dichiarazioni di guerra)

“Il modo migliore per recitare una parte è quello di viverla.”

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-Sir Arthur Conan Doyle- (da L’avventura del detective morente, ne L’ultimo saluto)

“Mi piaciono i contrasti. La vita odierna è piena di contrasti.”

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-Gianni Versace-

“C’è una marea nelle cose degli uomini che, colta al flusso, …

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… mena alla fortuna; negletta, tutto il viaggio della vita s’incaglia su fondali di miserie.”
– W. ‪Shakespeare‬- (Giulio Cesare) (Bruto: atto IV, scena III)

La Minetti e la sua vita rovinata

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“Non è un bel periodo. Per fortuna ho la mia famiglia accanto. Mio padre Antonio è quello a cui mi sorreggo quando impazzisco, mia sorella Angelica la mia confidente”, a parlare l’ex conigliera regionale della Lombardia in quota Pdl Nicole Minetti: “La politica? – ha dichiarato a “Chi” – Solo a pensarci mi viene il vomito. Nell’ultimo periodo per me era diventato un massacro quotidiano. Arrivavo in aula e dicevo a me stessa: ‘Vediamo oggi che cosa mi succederà?’. Ogni mia azione, anche la più stupida, suscitava una reazione. Reazione quasi sempre negativa, che ha scatenato una sorta di odio sociale nei miei confronti, almeno da parte di alcuni”.  Il vomito magari dovrebbe venire ai cittadini che hanno assistito a uno show di vallette mentre le loro vite andavano in pezzi. Quando arriverà la vergogna per persone che ancora osano rilasciare interviste (colpevoli anche i giornalisti a riportarle) dopo aver gettato una Regione nel baratro? Una Regione del nord vero motore propulsivo dell’Italia?

La sua vita, confida, non è semplice: “Ho 28 anni e vedo la mia vita rovinata – confida – la mattina mi sveglio e non so che cosa fare. Mi manca avere la testa occupata, mi manca il fatto di potere lavorare. Per questo potrei tornare a fare l’igienista dentale”, e sta scegliendo cosa fare in futuro “tempo fino a settembre, poi potrei pensare davvero di lasciare l’Italia per sempre”. Chissà quante persone l’hanno avuta una vita rovinata dal suo comportamento in Consiglio Regionale e la sua ignavia nel non pensare ai provvedimenti utili per una regione così complessa come la Lombardia. Dobbiamo veramente preoccuparci della sua di vita o di chi oltre a non aver un lavoro ha i problema di far fronte giornalmente alle esigenze della propria famiglia senza avere uno stipendio minimo che garantisca una vita dignitosa?

Sul flirt con Corona: “sogno di una notte di mezza estate. La ‘motorata’ in giro con Corona mi mancava, dovevo farmela e comunque a lui voglio un bene che non si spegnerà”.  fa piacere che un Consigliere regionale sia andato a farsi un giro in moto con un condannato per aggressione a pubblico ufficiale, estorsione e tentata estorsione, estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali, detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola e che sia indagato e sotto procedimento penale per  bancarotta ed evasione fiscale, corruzione, diffamazione, truffa e appropriazione indebita. Sono veramente amicizie da coltivare per un politico.

Infine Nicole non nasconde di essersi sottoposta a interventi di chirurgia estetica. “Ammetto di avere fatto qualche ritocco. Non sono come le mie colleghe politiche o dello spettacolo, che dicono: ‘Io sono come mamma mi ha fatto’. Tanto tra noi rifatte ci riconosciamo tutte. E quando la gente per strada mi urla ‘a rifattona!’, io sorrido”.

Speriamo veramente che decida di abbandonare l’Italia per sempre… e soprattutto che non faccia altre dichiarazioni che indignano un popolo italiano in crisi per l’incapacità e l’ignoranza dimostrata da una classe politica di cui la Minetti è una delle protagoniste più  indegne. Chi ci ripagherà dei danni fatti da consiglieri comunali di questo calibro?

Poi diamo la colpa a Grillo degli attentati? Sono persone come la Minetti che con le sue dichiarazioni istigano all’odio e alla violenza per l’ingiustizia sociale che rappresentano!

In fondo però non si può che provare pena per persone così sterili mentalmente e claustrofobicamente prese dal proprio egocentrismo che non riescono neppure a capire la situazione del paese dove vivono e le opportunità che si sono lasciate sfuggire per colpa della loro congenita mediocrità.

Esce il libro “A cresta alta”: tutto quello che Balo non ha mai raccontato!

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“Maestra, ma il mio cuore è bianco come quello degli altri oppure è nero come la mia faccia?”. Il piccolo Mario, prima di diventare il campione Balo, poneva questa domanda alla sua maestra. E’ solo uno dei tanti aspetti del ragazzo sregolato nella vita e in campo che si scoprono leggendo “A cresta alta”, il libro scritto da Raffaele Panizza e Gabriele Parpiglia, dove per la prima volta Mario parla di sè raccontando tutto: il razzismo, l’odio, gli eccessi, le donne e l’ “affare Raffaella Fico” fino alla motivazione per la quale non ha voluto riconoscere la piccola Pia. Leggendolo si scoprono le cinque fasi che il calciatore ha attraversato: Infanzia senza tetto, Cuore da ghetto, Campione reietto, Fuori squadra senza nessun rispetto, Vita da maledetto e si capisce chi realmente sia attraverso testimonianze, rivelazioni choc, foto e interviste esclusive. La storia di un bambino di umili origini che ha conosciuto Accra e Konongo e che poi ha trascorso mesi in un ospedale di Palermo senza la certezza di sopravvivere prima di essere affidato ai coniugi Balotelli. E poi la scoperta e l’amore per il calcio, la cacciata dalle squadre giovanili, la scuola e la paura di dover tornare in Africa salvo poi ascendere tra i grandi del calcio nell’Inter e nel Milan. E una chiusura catartica, per lui che tanti guai ha passato a causa dell’odio raziale, dell’intolleranza e dell’ignoranza altrui: una lettera dedicatagli dal politico di colore Jean-Léonard Touadi, esponente del Pd, che lo innalza a eroe anti-razzismo. Ma in tutto questo non poteva mancare il ritratto del Balo amato dalle donne e, in particolare, da una donna, Raffaella Fico. Al riguardo, il libro è molto chiaro su quanto è accaduto tra i due e che è sfociato nel non voler riconoscere la figlia. “Succede che Raffaella si trasferisce definitivamente a Manchester. Si cala perfettamente nel ruolo di mogliettina. Il fidanzato si divide tra allenamenti, partite e poi torna a casa trova la compagna che gli cucina, lo coccola, lo difende quando i media gli danno addosso ora per un espulsione e continui falli di reazione, ora per un gol sbagliato o per una rissa in allenamento con qualche compagna. Professionalmente è un periodo no per Mario Balotelli. I media non lo amano, la fortuna non gira dalla sua parte, ma dalla sua però c’è sempre l’ancora di salvataggio: Raffaella. Forse è proprio in quel momento che Mario si accorge di quanto sia importante per lui avere la Fico accanto.[…]succede che Balotelli poco prima di andare a letto, incrocia lo sguardo di Raffaella e le chiede: ‘Vuoi sposarmi’. Passano si e no due secondi dal momento in cui Balo smette di parlare a quando la Fico risponde: ‘Sì, lo voglio’. I due sono pazzi di gioia. La scelta è fatta, la promessa è scattata”. Ma le cose si complicano quando i due iniziano a riflettere sulla scelta e, soprattutto, ne rendono partecipi le rispettive famiglie comunicando anche l’intenzione di diventare presto genitori. E’ soprattutto Balo che “fa pressioni” sulla compagna, mandandole sms e chiedendole in tutti i modi di renderlo padre e Raffaella accetta. Poi entra in scena un amico della famiglia Fico, “guarda caso un avvocato” e s’inizia a parlare di contratto prematrimoniale, iniziano le tensioni, i litigi con la famiglia e con Raiola. La situazione precipita e la crisi è ormai prnta a scoppiare: “Una crisi dalla quale pare che non ci sia via di uscita. Mario è nervoso. Chiede del tempo alla sua compagna e la rispedisce con un volo di linea in Italia. Raffaella, incassa. Balotelli perde la testa. I fotografi lo marcano stretto. In quei giorni di dicembre gliene succedono di ogni. Prima lo fotografano all’interno di un night club dove si esibiscono ballerine di lap dance che con mille sterline poi porti a casa, poi lui stesso, vuoi per gioco, vuoi per errore, finisce in prima pagine perché da fuoco alla sua villa e si ritrova a vivere in hotel. Ma non è tutto. Balo perde completamente la testa. Il Daily Mail raccoglie inizia a raccogliere le testimonianze hot di ragazze e ragazze. Come abbiamo già detto la lista è lunga. Raffaella, è in Italia e per ora tace. Lei è fiduciosa, quello che prova per Mario è un qualcosa di troppo forte. “Pur di avere cinque minuti di celebrità, ci sono ragazze disposte a qualunque cosa”. Così la Fico difende Balotelli. Nonostante lui non faccia più parte della sua vita, nonostante lui l’abbia messa fuori dalla porta di casa e fuori dalla porta del suo cuore”.

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