Philadelphia è sotto attacco! Colpisce ancora il masturbatore seriale del formaggio

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Philadelphia ha un nuovo molestatore. Un uomo di circa 40 o 50 anni che osserva le donne nei parcheggi, mostra i genitali e chiede di masturbarlo con il formaggio svizzero. Il maniaco a cui stanno dando la caccia da giorni i poliziotti della città non è facile da prendere anche se è stato avvistato qualche volta in chat e nei peggiori parcheggi della città. Secondo un giornalista però l’assedio forse potrebbe terminare nelle prossime ore se, come hanno rivelato alcune fonti, in queste ore gli agenti lo avrebbero non solo identificato ma anche rintracciato.

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La chat cambia: WhatsApp a pagamento non piace, arriva Line

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La messaggistica istantanea che WhatsApp aveva contribuito a incrementare ora si rivoluziona. A spingere molti utenti al cambiamento è stato il pagamento, seppur molto contenuto di un canone da pagare a WhatsApp. Così la App sembra aver un nuovo concorrente che viene dal Giappone, dove già conta 230 milioni di utenti e 7 miliardi di messaggi inviati quotidianamente. L’app si chiama “Line” ed è stata lanciata nel 2011, caratterizzata dall’introduzione di sticker, cioè più o meno degli emoticon animati, ha già trovato la sua testimonial in Italia: Emma Marrone.

 

I giovani e il web… ora i medici lanciano l’allarme!

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I dati sono allarmanti, i medici dichiarano che circa 80% dei giovani dai 13 ai 24 anni vive di dipendenza patologica dal web. Una vera e propria droga dalla quale non si riesce a smettere. Staccare dal web significa piombare in stati depressivi o violenti per alcuni di essi. Un esempio eclatante è  Li Meng che da 6 anni vive in un Internet Cafè. Particamente la vita di Li è attaccata al computer, ora dopo ora, le sue giornate passano tra i giochi e la chat. Sono intervenuti anche degli psicologi, ma Li Meng li ha allontanati. Il ragazzo si alza raramente dalla sua postazione dove passa giorno e notte senza neppure curarsi di mangiare, al massimo ha un pacchetto di cibo-spazzatura che consuma al tavolo senza mai smettere di guardare lo schermo. Una vita completamente alienata. Ma come lui sono molti i ragazzi in Cina che vivono in questo modo, tanto che sono sorte alcune strutture specializzate per curare i disordini del web,  proprio come qualsiasi altra malattia.

Il cannibalismo corre sulla rete!

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Due uomini sono stati arrestati nell’area di Canterbury in Gran Bretagna nell’ambito di una inchiesta scaturita dal processo in corso a New York contro Gilberto Valle, il ‘poliziotto cannibale. Valle, 28 anni, americano e’ accusato di aver tentato di uccidere e mangiare parecchie donne tra cui la moglie e al processo e’ emerso che era in contatto via mail con qualcuno in Gran Bretagna che sarebbe stato ‘mentore’ in fatto di cannibalismo: suggerendogli anche come cucinare la carne umana.

Mettiamo una moglie a cena e… contorno di amiche!

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Una coppia come tante, altre una figlia nata da poco e una scoperta agghiacciante. La moglie scopre i piani diabolici del marito: torture, cottura e pasto a base di donne. Gilberto Valle, 28 anni, progettava di stuprare, uccidere e cucinare un centinaio di donne, anche amiche di famiglia. La donna naturalmente ha denunciato il fatto all’Fbi ed è comparsa davanti alla Corte federale di Manhattan raccontando i dettagli che aveva letto sul computer del marito. L’aspirante cannibale ha pianto ogni lacrima che aveva in corpo mentre l’avvocato della difesa spiegava come fosse “un gioco, uno scherzo, una fantasia da chat che sicuramente non si sarebbe mai realizzata”. Insomma una chiacchierata virtuale su come mangiarsi la moglie con il contorno di amiche!

 

Generazione Y o generazione X 2.0?

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La chiamano generazione Y (poi arriveremo anche alla W o Z), è la generazione dello smartphone, quella che si connette a intenet da sotto le lenzuola e chatta la notte con l’amica, postando le photo scattate durante il giorno. E’ solo la tecnologia che avanza e ognuno la utilizza per i suoi scopi. Ovvio che oggi non si può vivere senza internet, senza smartphone e senza un profilo Facebook. Ma le generazioni precedenti non facevano lo stesso? Si poteva vivere senza auto, dopo che il mezzo era diventato un prodotto di massa? Si poteva vivere senza Commodore 64 o Spectrum? Si poteva rinunciare al cellulare ?

Il 90 per cento degli intervistati, campione rappresentativo della ‘Generazione Y’ a livello mondiale, ha dichiarato di controllare il proprio smartphone per guardare email, messaggini e social media spesso prima di essersi alzati dal letto. Nove su dieci accoppiano il “rito” al lavarsi i denti e al vestirsi, come parte essenziale della routine mattutina per prepararsi per la scuola o per il lavoro. Il 29 per cento controlla lo smartphone così tante volte da non sapere neppure quante volte lo fa nel corso dell’intera giornata, sottolinea il rapporto.
Smartphone come “protesi” del sé, essenziale in un’esistenza sempre connessa in cui, almeno per questa generazione, essere costantemente connessi è la norma. Due persone su cinque hanno dichiarato: “Mi sentirei ansioso, come se mancasse una parte di me se non potessi utilizzare il mio smartphone per connettermi”.
In pratica, non vogliono perdersi niente. “Accedere al proprio dispositivo mobile – dicono i realizzatori dell’indagine – per controllare gli sms, la posta elettronica e i social media è il modo in cui iniziano la loro giornata. Per questa generazione, l’informazione è in tempo reale in ogni momento”.
A livello globale, 1 su 5 utilizza lo smartphone per controllare le email, i messaggini e i social media almeno ogni 10 minuti. Ed il legame con questi dispositivi mobili è così stretto che per il 60% dei giovani l’email e gli sms vengono controllati addirittura “sub-consciamente o compulsivamente”, specialmente per le donne (l’85% del campione, contro il 63% degli uomini). Ancora, quasi come se fosse una “droga”, tanto che “il 60% di questi utenti compulsivi spera di non essere costretto ad un minor utilizzo”.
Il risultato è che il confine fra vita lavorativa e tempo dedicato a sé è sempre più labile, sfumato. La giornata non inizia senza aver dato una controllata alla posta elettronica, ma col passare delle ore la musica non cambia. Non esiste posto – in casa o al lavoro – nel quale non si utilizzi lo smartphone per una veloce occhiata. Neppure il letto si salva: tre giovani su quattro lo usano anche prima di andare a dormire; oltre un terzo lo usa in bagno; quasi la metà scrive sms ed email a tavola, anche se sta pranzando con la famiglia o con gli amici. Qualcuno, poi, ammette di trasgredire anche a discapito della propria sicurezza: un intervistato su cinque dichiara di non riuscire a rinunciare a mandare un messaggio o a dare un’occhiata neppure mentre sta guidando.

Era agli arresti domiciliari, ma adescava ragazzine via web!

Ci si chiede come mai un uomo agli arresti domiciliari per detenzione di materiale pedopornografico abbia la possibilità di connettersi a internet e adescare 14enni?

Benvenuti in Italia!

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Guerra sms e chat! In Italia, fra i giovani, vantaggio netto per i “messaggini”!

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